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Procedura : 2006/2265(BUD)
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Testi presentati :

A6-0444/2006

Discussioni :

PV 12/12/2006 - 20
CRE 12/12/2006 - 20

Votazioni :

PV 13/12/2006 - 8.7
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2006)0558

Discussioni
Martedì 12 dicembre 2006 - Strasburgo Edizione GU

20. Progetto di bilancio generale 2007, modificato dal Consiglio (tutte le sezioni) - Regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee - Progetto di bilancio rettificativo n. 6/2006 (discussione)
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca, in discussione congiunta:

– la relazione (A6-0451/2006), presentata dagli onorevoli Elles e Grech a nome della commissione per i bilanci, sul progetto di bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio generale 2007 quale modificato dal Consiglio (tutte le sezioni) [15637/2006 – C6-0442/2006 – 2006/2018(BUD)2006/2018B(BUD)]

– e le lettere rettificative nn. 1/2007 [SEC(2006)0762], 2/2007 (13886/2006 – C6-0341/2006) e 3/2007 (15636/2006 – C6-0443/2006) al progetto di bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2007

Sezione I, Parlamento europeo

Sezione II, Consiglio

Sezione III, Commissione

Sezione IV, Corte di giustizia

Sezione V, Corte dei conti

Sezione VI, Comitato economico e sociale

Sezione VII, Comitato delle regioni

Sezione VIII(A), Mediatore europeo

Sezione VIII(B), Garante europeo della protezione dei dati [2006/2018(BUD)]

– la relazione (A6-0447/2006), presentata dall’onorevole Gräßle a nome della commissione per i bilanci sull’orientamento comune adottato dal Consiglio in vista dell’adozione del regolamento del Consiglio recante modifica del Regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee [COM(2006)0213 – C6-0207/2006 – 2005/0090(CNS)], e

– la relazione (A6-0444/2006), presentata dall’onorevole Pittella a nome della commissione per i bilanci, sul progetto di bilancio rettificativo n. 6/2006 dell’Unione europea per l’esercizio 2006, Sezione III, Commissione [15635/2006 – C6-0441/2006 – 2006/2265(BUD)].

 
  
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  James Elles (PPE-DE), relatore. – (EN) Signor Presidente, desidero tirare le fila del discorso perché sono fiducioso che questa sia la nostra ultima discussione sul bilancio per il 2007. Desidero altresì porgere il benvenuto al Consiglio e ai suoi rappresentanti, che in alcuni punti della nostra procedura sono rimasti alquanto confusi, il che ha generato malintesi che speriamo possano essere chiariti prima della votazione finale.

Vorrei esprimere un vivissimo ringraziamento alla signora Commissario per il sostegno che ha offerto alla maggioranza delle idee presentate dal Parlamento. Il suo appoggio è stato molto prezioso durante questa procedura. Esprimo la mia riconoscenza ai colleghi della commissione per i bilanci per il loro sostegno e per il loro apporto alla procedura, ma soprattutto la mia gratitudine va al personale della commissione per i bilanci che ci ha consentito di chiudere il cerchio. Senza di loro non penso che avremmo raggiunto questa fase dei lavori.

A questo punto vorrei sollevare un paio di questioni in qualità di relatore generale. Non soltanto siamo riusciti a ottenere – sono convinto che si chiarirà che si tratta di un dato acquisito – di negoziare nel merito il regolamento finanziario, che la collega Gräßle presenterà tra un attimo, ma siamo riusciti a determinare a modo nostro un approccio molto prudente nel bilancio 2007 per i pagamenti, al di sotto dell’1 per cento, in larga parte perché siamo in una fase di avvio dei nuovi programmi a titolo delle prospettive finanziarie. Non vi sono richieste o domande particolari da parte dei gruppi o delle commissioni. Senza dubbio non possiamo aspettarci che sia così nei prossimi anni. Quindi, sostanzialmente, ripristiniamo il PPB, sottolineando però le nostre priorità politiche in materia di ricerca e innovazione, per le quali abbiamo ottenuto stanziamenti aggiuntivi.

Secondo, abbiamo adottato un approccio che definirei ragionevole in merito all’utilizzo della riserva. Spesso in questo Parlamento siamo riusciti in prima lettura a collocare fondi particolari nella riserva, ma forse le condizioni per lo svincolo della riserva o il modo in cui la questione è stata affrontata non sono stati né ragionevoli né coerenti. Vorrei citare tre esempi per indicare in quali casi credo che le condizioni per lo sblocco della riserva e la politica in materia di utilizzo della riserva, di fatto, sono stati utili per rafforzare il ruolo del Parlamento nella procedura di bilancio.

In primo luogo desidero citare la politica estera e di sicurezza comune, nella quale abbiamo una definizione molto più chiara rispetto a quella che avevamo conseguito nell’accordo interistituzionale. A questo punto speriamo vivamente che il Consiglio vi si atterrà, poiché lo scambio di lettere è stato molto eloquente e non dovremmo ripetere lo stesso malinteso per il bilancio 2008.

Secondo, in merito al personale, anche in questo caso il Parlamento è riuscito a trovare il modo di gestire con ragionevolezza tale processo, piuttosto che puntare a un aumento immediato della produttività – come il Consiglio voleva – magari senza ottenere un granché. Abbiamo potuto chiedere alla Commissione – che ce lo ha accordato – di procedere entro il 30 aprile 2007 ad un esercizio di screening approfondito per avere una giustificazione circostanziata in merito agli aumenti di personale nei prossimi anni. Sarà un passo molto apprezzato, in quanto una parte delle condizioni fissate per svincolare la riserva prevede una dichiarazione della Commissione nel febbraio dell’anno prossimo. In tal modo sapremo esattamente quale sarà il programma legislativo dell’Unione nel febbraio 2007.

Ultimo punto, ma non per questo meno importante, nel contesto dell’utilizzo della riserva rientra la questione dell’ottimizzazione della spesa. Il 15 novembre, nella scorsa tornata, abbiamo tenuto un’eccellente discussione con la signora Commissario e con il Segretario generale, il quale ha mostrato esattamente quali linee erano state collocate nella riserva e quali linee era possibile sbloccare. Le linee ancora disponibili sono ormai molto poche. Si è trattato di un processo molto utile per capire meglio quali sono le linee deboli e quali sono le linee per le quali l’esecuzione lascia a desiderare. Siamo lieti che la Commissione abbia partecipato a tale esercizio.

Guardando al futuro, mi pare che a questo punto ci rimanga da applicare questa risoluzione volta a garantire un’adeguata esecuzione del bilancio. Forse il Consiglio potrebbe associarsi e firmare la risoluzione sull’ottimizzazione della spesa. Se non lo farà ora, speriamo lo faccia sotto la Presidenza tedesca.

Dobbiamo mantenere le nostre priorità. Siamo stati molto chiari. Abbiamo ripreso le priorità delle prospettive finanziarie. Rimane molto lavoro da fare in vista degli esercizi di bilancio per il 2008 e il 2009.

Non sfuggiremo alla velocità della globalizzazione. Questo è il primo punto che abbiamo affermato, quando abbiamo esaminato la strategia politica annuale a maggio. Dovremo adeguare i programmi per il finanziamento e siamo ansiosi di individuare in quali casi la nostra spesa può essere ottimizzata.

(Il Presidente interrompe l’oratore)

 
  
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  Louis Grech (PSE), relatore. – (MT) Signor Presidente, le richieste di bilancio di quest’anno sono state esaminate nel loro merito specifico e sono state considerate le esigenze e le priorità effettive delle Istituzioni. Al contempo, sono state esaminate con senso critico tutte le forme di spesa, al fine di ridurre gli sprechi e le cattive pratiche. Tuttavia, per me era altrettanto importante garantire che le Istituzioni ricevano gli strumenti e i fondi necessari per funzionare e operare in modo efficiente.

Un’osservazione generale che desidero formulare riguarda il fatto che le Istituzioni non compiono sforzi sufficienti per presentare stime più chiare, più accurate e più analitiche. Se ciò accadesse, gli importi iscritti nella riserva sarebbero nettamente inferiori e non saremmo costretti a prevedere margini indebitamente gonfiati, finendo per annullare gli stanziamenti al termine dell’esercizio e per realizzare storni dell’ultima ora. Ancora una volta, desidero sottolineare quanto sia necessario che tutte le Istituzioni presentino ogni anno relazioni più dettagliate e informative sulle loro attività, affermando se i loro obiettivi sono stati conseguiti e come sono state utilizzate le risorse stanziate.

Un altro punto importante nella procedura di bilancio è stata la politica relativa al servizio di assunzioni, che deve essere migliorato. Il Parlamento e il Consiglio hanno approvato, in linea di principio, tutte le richieste di posti collegate all’allargamento dell’Unione. Tuttavia, è sempre più difficile comprendere o giustificare il ritardo nel processo di selezione del personale legato all’allargamento del 2004. Occorre porre rimedio a tale lacuna e le Istituzioni, unitamente all’EPSO, dovrebbero risolvere questo problema urgente della copertura dei posti vacanti. Pertanto, Parlamento e Consiglio hanno necessariamente deciso di monitorare da vicino il processo delle assunzioni.

Il quadro di bilancio per il 2007 si concentra anche su un altro aspetto importante: la cooperazione tra il Comitato delle regioni e il Comitato economico e sociale. Nel prossimo esercizio dovrà essere svolta un’analisi realistica per garantire che il loro accordo sia rinnovato senza precludere altre forme di cooperazione. Ogni iniziativa dovrebbe basarsi su una cooperazione rispettosa delle varie identità. E’ altresì doveroso garantire una governance più equa del servizio comune. In considerazione di ciò, sarebbe auspicabile istituire un comitato di lavoro che si occupi della questione ed esamini l’impatto dei pareri adottati dai due Comitati e delle altre attività che svolgono. Nel 2007 dovremmo avere meno problemi in merito all’assistenza ai deputati e al programma per i visitatori. Ho l’impressione che abbiamo compiuto progressi tangibili rispetto a questi due servizi e che l’impatto si sentirà nel 2007 e 2008. Tuttavia occorre affermare che l’informazione fornita ai deputati in merito ai servizi disponibili dovrebbe essere più efficace.

L’anno prossimo ci aspettiamo un miglioramento della struttura istituzionale allo scopo di raggiungere un più elevato grado di semplificazione, nonché un’attuazione più determinata della politica di ridistribuzione, che a mio avviso avrà un impatto positivo nel corso dei prossimi anni. Dall’altro lato, il multilinguismo è stato deludente. A tale riguardo ribadiamo il nostro sostegno all’iniziativa dell’Ufficio di presidenza di definire una guida di buone pratiche che contempli sanzioni e multe. La buona gestione di un servizio utile ma costoso dovrebbe essere nell’agenda politica di tutte le Istituzioni l’anno prossimo.

Signor Presidente, manca il tempo per parlare delle altre priorità di questo bilancio come la politica d’informazione, dove ci aspettiamo di registrare ulteriori progressi nel 2007, e l’acquisizione di immobili – soprattutto immobili che erano in comproprietà con la Commissione – in merito alla quale ci attendiamo un netto miglioramento, come pure sul fronte dell’informatica, della sicurezza, della formazione, della semplificazione legislativa e tanto altro ancora. E’ il caso di sottolineare che, durante le fasi di pianificazione ed elaborazione di questo bilancio, abbiamo avvertito la necessità di mantenere il contatto con tutte le Istituzioni.

Il volume definitivo del bilancio ottenuto in prima lettura è stato il risultato di questo processo. Infatti, durante il processo di conciliazione con il Consiglio e la Commissione, i rappresentati parlamentari hanno fatto del proprio meglio per trovare una formula equilibrata e partiamo dal presupposto che tutte le parti, incluso il Consiglio, onoreranno gli accordi raggiunti durante queste riunioni. L’obiettivo primario di queste riunioni di trilogo e di conciliazione altrimenti sarebbe vanificato. Non potremmo accettare una situazione in cui le procedure non hanno più senso o, peggio ancora, sono controproducenti per il Parlamento. Date le circostanze, ritengo che la commissione per i bilanci dovrebbe esaminare tali questioni con urgenza nel corso dei prossimi mesi.

 
  
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  Ingeborg Gräßle (PPE-DE), relatore. – (DE) Signor Presidente, signora Presidente in carica del Consiglio, signora Commissario, onorevoli colleghi, oggi è un grande giorno per questo Parlamento. Per ben due anni abbiamo lavorato insieme sul regolamento finanziario, da ultimo in un clima di eccezionale cooperazione con la Commissione.

Il Parlamento ha chiarito a tutti l’importanza che attribuisce alla procedura legislativa associata al regolamento finanziario. Il nostro obiettivo era migliorare la compilazione del bilancio, correggere le aberrazioni della riforma del 2002 e accogliere le critiche giustificate in merito all’eccessiva burocratizzazione delle procedure e alla difficoltà della loro espletazione. Questo scopo lo abbiamo raggiunto con l’ausilio dei colleghi della commissione per i bilanci e della commissione per il controllo dei bilanci, in particolare l’ottimo collega Pahor, i membri del nostro gruppo di lavoro, i segretariati e il mio assistente personale. A tutti va la mia sentita riconoscenza. La Direzione generale “Bilancio”, guidata dalla signora Commissario Grybauskaitė, ha svolto il proprio ruolo in modo estremamente gradevole e partecipativo. Anche a loro, quindi, vanno i miei sentiti ringraziamenti.

Anche il Consiglio all’inizio è stato un buon partner, ma poi gli è mancato il coraggio. E’ davvero un peccato, perché non si trattano così gli amici, perciò speriamo che l’esperienza non si ripeta per le disposizioni di applicazione. Il miglioramento della qualità dei controlli negli Stati membri è un tema ricorrente nella nostra Europa e richiede un maggior impegno da parte del Consiglio. Inviterei il Ministro Wideroos a dichiarare che il Consiglio accetta l’esito della conciliazione raggiunto con il Parlamento il 21 novembre scorso. In caso contrario il Parlamento giovedì non voterà il bilancio per il 2007.

La Presidenza finlandese del Consiglio, con le sue ingerenze disinvolte e deliberate nell’equilibrio tra le Istituzioni, lascia in questo Parlamento un gusto amaro e si priva del grande successo che avrebbe ottenuto la Presidenza realizzando una vera e propria sburocratizzazione in Europa, prevalentemente grazie ai nostri emendamenti. Tuttavia siamo molto grati che il Consiglio abbia fornito il suo sostegno e abbia compiuto progressi in tal senso, soprattutto per quanto concerne la necessità di una maggiore vicinanza all’utente da parte dell’amministrazione, maggiore trasparenza, migliori condizioni di controllo per la protezione delle finanze europee e in merito alla base di dati, nella quale sono iscritti gli operatori che hanno compiuto reati a danno dell’UE e che per 10 anni sono esclusi dai fondi UE. Queste sono le pietre miliari sulla strada che conduce a una migliore gestione delle risorse UE, e di questo potete essere orgogliosi insieme a noi.

Concretizzeremo e renderemo operativi questi punti nelle disposizioni di applicazione. In tal senso ci orienteremo al regolamento finanziario e alla necessità di gestire anche singolarmente questi punti completamente nuovi. Voglio affermarlo senza tema di dubbio: l’emanazione dei regolamenti di applicazione spetta esclusivamente alla Commissione. Il Parlamento e il Consiglio possono essere soltanto consultati. Per noi è inaccettabile mettere sotto pressione la Commissione come avete cercato di fare negli ultimi giorni, perché così finirete per decurtare anche il diritto del Parlamento ad essere consultato. Abbiamo presentato emendamenti al regolamento finanziario sul controllo dei fondi UE, il recupero di tali fondi e l’attuazione di disposizioni uniformi in materia di trasparenza soltanto perché questi aspetti sono problematici.

Esorto i rappresentanti degli Stati membri a dare finalmente risposta a questi problemi, invece di fare il gioco delle tre scimmie: non sento, non vedo, non parlo. Il Parlamento non si fa privare del suo diritto di prendere posizione. A noi sta a cuore un ruolo costruttivo nella gestione dei fondi UE. Abbiamo imparato la lezione dal passato e desideriamo siglare un’alleanza con tutti coloro che desiderano dimostrare di aver fatto altrettanto.

 
  
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  Ulla-Maj Wideroos, Presidente in carica del Consiglio. – (FI) Signor Presidente, onorevoli parlamentari, è un onore essere presente in questo Parlamento per discutere il bilancio 2007, in una situazione in cui si palesa il modello di un lunghissimo processo redazionale. Sono sollevata che le autorità di bilancio abbiano raggiunto un accordo sul bilancio per il 2007. Questo è il compito del Consiglio e del Parlamento.

Desidero ringraziare i membri del Parlamento per la loro cooperazione nel corso dell’ultimo semestre. Il dialogo tra le autorità di bilancio è stato più aperto che in passato e questo ci permette di conciliare in modo molto più semplice le nostre vedute divergenti. I miei ringraziamenti speciali vanno al presidente della commissione per i bilanci, onorevole Lewandowski, e ai relatori, onorevoli Elles e Grech.

Ciò detto, mi sembra giusto esprimere una valutazione di questo pacchetto nell’ottica del Consiglio.

L’incremento di bilancio per il 2007 combacia molto bene con gli obiettivi degli Stati membri e non costituisce un onere eccessivo per il contribuente. Fortunatamente il Consiglio e il Parlamento hanno raggiunto un accordo su una cifra realistica per gli stanziamenti di pagamento. Il rigore nella disciplina di bilancio è stato perciò introdotto come principio cardinale. L’approccio dei prossimi anni dovrà continuare ad essere questo.

In generale è stato un risultato significativo adottare la modifica al regolamento finanziario in una situazione in cui esistono pressioni crescenti per rendere più efficiente l’amministrazione finanziaria. In relazione al regolamento finanziario, desidero dire che il Consiglio questa mattina ha avviato la procedura scritta. In tal modo il regolamento del Consiglio potrà essere approvato mercoledì, 13 dicembre, dopo che il Parlamento si sarà pronunciato. A tale riguardo gradirei sentire l’impegno della Commissione rispetto alla lettera inviata ieri dal Direttore generale della Direzione generale “Bilancio” sul tema delle disposizioni di applicazione del regolamento finanziario.

A nome del Consiglio desidero ringraziare il Parlamento per aver acconsentito a che d’ora in poi siano entrambe le autorità di bilancio a decidere congiuntamente sui progetti pilota. Il Consiglio agirà in modo responsabile negli anni a venire. Allo stesso modo è lodevole il rispetto del nuovo accordo interistituzionale, in particolare in ordine agli stanziamenti per la politica estera e di sicurezza comune.

Le autorità di bilancio stanno dando prova di senso di responsabilità e realismo non ricorrendo allo strumento di flessibilità per il 2007. Ciò costituirà una solida base per la prassi di bilancio dei prossimi anni. I bilanci devono essere stilati nel contesto del quadro finanziario.

Il bilancio per il 2007 contiene priorità chiare: la promozione della competitività, l’introduzione e il monitoraggio dei posti associati all’allargamento e l’avvio di una nuova generazione di programmi ne sono gli esempi pratici.

Questa procedura di bilancio, tuttavia, contiene anche alcune prospettive preoccupanti per il futuro. Non abbiamo compiuto progressi sufficienti per rendere l’amministrazione più efficiente. La Commissione e il Parlamento non possono ignorare che hanno la responsabilità di migliorare l’efficienza dell’amministrazione dell’Unione. Se ai cittadini degli Stati membri stanno particolarmente a cuore i tagli al numero di posti, perché queste stesse misure, senza causare sofferenze personali a nessuno, non sono adottate anche a livello di Unione? E’ una questione di credibilità dell’operato dell’UE nel suo complesso agli occhi dell’opinione pubblica, cioè del bilancio, che i cittadini degli Stati membri hanno la responsabilità di finanziare.

Signor Presidente, onorevoli parlamentari, è importante che il Consiglio e il Parlamento abbiano concluso questo pacchetto adottato congiuntamente nel quadro della procedura di bilancio. Voglio aggiungere ancora che sono lieta che il bilancio approvato per il 2007 contenga margini adeguati in quasi tutte le categorie.

 
  
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  Dalia Grybauskaitė, Membro della Commissione. – (EN) Signor Presidente, quest’oggi terminiamo i nostri lavori e le nostre discussioni sul bilancio 2007. Ciò riveste grande importanza per noi tutti, perché si tratta del primo bilancio per la “nuova Europa” a 27 Stati membri. Si tratta del bilancio di un nuovo quadro finanziario, di un nuovo regolamento finanziario e di un nuovo pacchetto legislativo che, secondo quanto concordato, entrerà pienamente in vigore dal 1° gennaio. Ciò significa che questo bilancio non è soltanto un esercizio numerico, ma racchiude tanti risultati che abbiamo ottenuto quest’anno insieme con il Parlamento e il Consiglio.

Nei nostri negoziati, il bilancio di oggi richiedeva un poderoso sforzo da parte di tutti nel senso di un compromesso. Il risultato è stato raggiunto in sede di conciliazione il 21 novembre e ultimato nel giro di una settimana. In merito al pacchetto, la Commissione mantiene sempre la parola data e non cambia mai le opinioni che ha raggiunto in sede di conciliazione.

Desidero ringraziare tutta la squadra che ha negoziato per conto del Parlamento, il personale del Parlamento per averci aiutato a trovare una soluzione, e tutti gli onorevoli parlamentari, in modo speciale i relatori della commissione per i bilanci per averci coadiuvato nella definizione di questo pacchetto. Non mi riferisco soltanto al pacchetto per il bilancio 2007, bensì anche al pacchetto per il regolamento finanziario. Desidero altresì esprimere la mia riconoscenza all’onorevole Pittella, che in questo momento non è presente in Aula, il relatore che ci ha assistito per l’esecuzione del bilancio 2006.

Desidero affermare che la discussione odierna è importante, in quanto segna la fase finale per la votazione di giovedì e sono molto grata a tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata. Formulo l’auspicio che questa discussione sia fruttuosa e che la votazione di giovedì sul bilancio 2007 sia proficua e positiva.

 
  
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  Borut Pahor (PSE), relatore per parere della commissione per il controllo dei bilanci(SL) Anche se ho a disposizione soltanto un breve minuto non posso esimermi dall’esprimere la mia sincera ammirazione per il contributo offerto a questa discussione dall’onorevole Gräßle. Per quale motivo?

A mio modo di vedere il bilancio dell’Unione comporta almeno tre grossi problemi. Nell’ottica della strategia di Lisbona il bilancio è: primo, mal strutturato, secondo, troppo limitato e terzo, poco efficace. Il contributo dell’onorevole Gräßle ha eliminato almeno uno di questi problemi: il terzo, ovvero l’efficacia minima.

La riforma proposta dalla relazione renderà le procedure finanziarie meno burocratiche, più comprensibili, più semplici e soprattutto più facili da utilizzare. Per tali motivi la collega Gräßle merita tanta gratitudine per il suo apporto.

 
  
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  Ville Itälä, a nome del gruppo PPE-DE. – (FI) Signor Presidente, innanzi tutto desidero ringraziare entrambi i relatori, gli onorevoli Elles e Grech, per il loro lavoro eccellente e per la buona cooperazione. Quanto all’onorevole Elles, desidero affermare in breve che sono particolarmente lieto della sua idea di “ottimizzazione della spesa”. Questo sarà uno strumento di enorme rilevanza anche nei prossimi anni e un ausilio in sede di compilazione del bilancio. In relazione all’onorevole Grech dirò che la collaborazione è stata eccellente e che alla fine abbiamo raggiunto un accordo su tutte le principali linee di bilancio.

Desidero soltanto sollevare una questione in ordine alla relazione che abbiamo chiesto di redigere al Comitato delle regioni e al Comitato economico e sociale europeo. L’intento non è certo quello di criticare i due Comitati, ma non dobbiamo ignorare il principio della “ottimizzazione della spesa”. Ci riserviamo di esaminare cosa comporterà tale relazione una volta che sarà presentata.

L’elemento particolarmente importante in questo pacchetto per il bilancio nel suo insieme è che possiamo procedere all’adozione del regolamento finanziario che Ingeborg Gräßle ha tanto lavorato per promuovere. Come la collega ha affermato, la prevenzione dell’uso criminoso delle risorse, la trasparenza e molti altri aspetti positivi garantiranno l’approvazione congiunta del regolamento finanziario. Sarà un notevole passo avanti nelle decisioni sul bilancio di quest’anno.

Ministro Lehtomäki, come è stato accennato, il processo forse è stato un po’ confuso in Parlamento. A questo punto è importante raggiungere un consenso di modo che il bilancio possa essere approvato giovedì. La proposta relativa ai tagli del personale, tuttavia, era irrealistica. Anch’io sono sempre dell’opinione che sia auspicabile mettere in discussione le Istituzioni e la burocrazia e l’operato di tutti. L’idea non era malvagia, ma forse la proposta avanzata dalla Finlandia era troppo generica. Ciò che conta, comunque, è che la cooperazione è stata proficua e che il bilancio sarà approvato giovedì.

 
  
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  Catherine Guy-Quint, a nome del gruppo PSE. – (FR) Signor Presidente, Commissario Grybauskaitė, Ministro Wideroos, onorevoli colleghi, innanzi tutto desidero rivolgere un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato a questa procedura di bilancio e, in particolare, ai nostri relatori, gli onorevoli Grech e Elles, senza dimenticare gli onorevoli Gräßle e Pittella e i nostri segretariati. Grazie a loro è stato possibile redigere un bilancio nel pieno rispetto delle competenze del Parlamento in materia di bilancio.

Il progetto di bilancio relativo alla prospettive finanziarie è particolarmente delicato. Abbiamo tenuto conto dei tempi per il lancio dei nuovi programmi, dando la priorità alle azioni che il gruppo socialista al Parlamento europeo reputa cruciali: le politiche in materia di ricerca, trasporti, innovazione, l’Europa sociale, l’Europa dell’ambiente, della conoscenza, in breve, l’Europa dei cittadini. Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è lo strumento di bilancio che attua un nuovo strumento della solidarietà europea.

In ordine alle relazioni esterne, ci atteniamo agli orientamenti delle commissioni specializzate che rispettano l’equilibrio tra approccio tematico e geografico. Avevamo sperato, grazie alle nuove prospettive finanziarie, di riuscire a stabilire migliori relazioni interistituzionali e non vi nascondo la mia grande delusione a tale riguardo. Anche le nostre relazioni con il Consiglio stanno deteriorandosi.

Innanzi tutto, signora Ministro, lei ci ha appena rassicurato in merito agli impegni assunti dal Consiglio per quanto concerne la procedura di conciliazione: apprezziamo enormemente questo accordo sul regolamento finanziario. Tuttavia, spesso il Consiglio ha dimenticato i poteri del Parlamento e spesso abbiamo avuto l’impressione che i nostri diritti non fossero rispettati. Inoltre non gradiamo la scarsa considerazione con cui sono trattati i nuovi Stati membri: il Consiglio voleva privarli delle risorse in termini di assunzioni e politiche strutturali. Pertanto ci siamo scontrati con delle difficoltà, prima di giungere a un programma adeguato per il 2007.

Signora Commissario, il Parlamento ha messo a sua disposizione tutte le risorse che lei ha chiesto: stanziamenti d’impegno ragionevoli, un livello dei pagamenti contenuto – lo 0,99 per cento dell’RNL – che tuttavia lei ritiene sufficiente e soprattutto un numero molto ridotto di riserve. In cambio, il Parlamento sarà molto vigile affinché il nostro voto non sia snaturato in sede di esecuzione. A scanso di equivoci: è escluso che voteremo storni globali o bilanci rettificativi e suppletivi così ingenti come in passato. Non metteremo il bastone tra le ruote alla Commissione nell’esercizio delle sue prerogative.

Piuttosto dovremmo riflettere se le risorse, in termini di personale, sono adeguate per attuare le politiche che cerchiamo di promuovere. In futuro, se ridurremo troppo il bilancio, non saremo più in grado di sviluppare alcuna delle politiche che i cittadini si attendono. L’Unione, stravolta nel suo progetto, è un corpo gravemente malato, e noi le accordiamo un bilancio per il 2007 particolarmente modesto! Per i prossimi esercizi finanziari occorrerà adottare un approccio costruttivo, rivolto al futuro, e non più una posizione difensiva, mirata a contenere gli egoismi nazionali. Per il Parlamento, per i socialisti, il progetto europeo è fatto di solidarietà reale e finanziaria, cosa che il Consiglio, purtroppo, dimentica quotidianamente.

 
  
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  Anne E. Jensen, a nome del gruppo ALDE. – (DA) Signor Presidente, signora Commissario, signora Presidente in carica del Consiglio, questa procedura di bilancio sostanzialmente non è stata complicata. Meno di un anno fa abbiamo raggiunto un accordo sul quadro finanziario per i prossimi sette anni e il bilancio che voteremo giovedì si inserisce perfettamente nel quadro concordato. Con questo accordo sul bilancio abbiamo raggiunto validi risultati. Abbiamo garantito un regolamento finanziario con meno burocrazia ma maggiore trasparenza in merito ai beneficiari degli aiuti agricoli e con una lista nera comune delle aziende che hanno commesso malversazioni con i fondi UE. Abbiamo garantito un bilancio che realizza le nostre aspirazioni politiche nell’ambito del quadro vigente.

Il bilancio 2007 è il primo esercizio finanziario del nuovo quadro settennale ed è caratterizzato dal fatto che dovranno essere lanciati molti nuovi programmi, ad esempio per i Fondi strutturali, la ricerca, l’istruzione e così via. Questo è il primo bilancio in cui le sovvenzioni agricole reali sono inferiori agli stanziamenti per lo sviluppo delle regioni povere. Le sovvenzioni agricole rappresentano approssimativamente un terzo del bilancio, che ammonta a circa 126 miliardi di euro. La quota maggiore del bilancio 2007, perciò, è destinata a garantire la crescita e la solidarietà nell’UE. Abbiamo assicurato un aumento delle risorse per la politica comune in materia di asilo e per la politica estera, e maggiore trasparenza in merito alla politica estera e di sicurezza comune. Sul versante dell’amministrazione, il Parlamento è stato più disponibile del Consiglio ad accordare le risorse necessarie, ma ovviamente conveniamo che l’amministrazione UE deve essere resa più efficace, deve essere flessibile e adattarsi alle nuove esigenze.

Mi rammarico che non sia stato ancora possibile ottenere una dichiarazione dal Consiglio e dalla Commissione che consenta di eliminare la riserva per gli stanziamenti destinati allo sviluppo delle zone rurali. La modulazione volontaria non deve interferire con le competenze di bilancio del Parlamento, questo è un punto che va sottolineato.

Per concludere desidero ringraziare i relatori, gli onorevoli Elles, Grech, Pittella e Gräßle per il lavoro enorme, costruttivo e serio che hanno svolto e che penso sia stato coronato da buoni risultati.

 
  
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  Gérard Onesta, a nome del gruppo Verts/ALE. – (FR) Signor Presidente, dopo aver ascoltato la Commissione e il Consiglio, mi rallegro che siamo in vista di un accordo. Vi rammento che il Parlamento è disposto ad aumentare la dotazione per la PESC da 102 a 159 milioni di euro, ma è pronto a farlo perché il Consiglio accetta i suoi emendamenti, quanto meno una larga parte di essi, sul regolamento finanziario. Questo è un pacchetto globale che non può essere smontato all’ultimo momento.

In ordine alle prospettive finanziarie, sapete che il nostro gruppo ha votato contro, considerando che il quadro fosse troppo limitato: a questo punto cercheremo di fare del nostro meglio per introdurre qualche modifica, ad esempio il sostegno agli studi sul valore aggiunto dei programmi; per quanto ci riguarda, però, ci collochiamo già nell’ottica della revisione prevista per il 2008-2009. Non fraintendeteci, per noi fare meglio non significa fare meno! Il disimpegno è fuori questione: ecco perché ci pronunciamo a favore dell’eliminazione delle riserve.

In ordine al regolamento finanziario, siamo altrettanto d’accordo sulla necessità di semplificare le procedure, perché ciascuno possa investire meglio nel progetto europeo, e crediamo che sia possibile semplificare tutte le procedure pur nel rispetto della trasparenza e del rigore nei controlli: le due cose ci sembrano possibili.

Infine, il nostro gruppo ha presentato un pacchetto alternativo di aumenti per i programmi di politica estera perché pensiamo che lo strumento di stabilità, che comprende un capitolo dedicato alla prevenzione, abbia sofferto troppo per le restrizioni imposte nelle prospettive finanziarie. Dobbiamo fare attenzione a non concentrare la nostra attenzione soltanto sulle questioni che sono maggiormente sotto i riflettori. E’ vero che il Medio Oriente è molto tormentato attualmente, ma nei Balcani il fuoco cova sotto la cenere…

Termino ringraziando i quattro moschettieri della commissione per i bilanci, gli onorevoli Elles, Grech, Gräßle e Pittella, senza i quali nulla sarebbe stato possibile.

 
  
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  Esko Seppänen, a nome del gruppo GUE/NGL. – (FI) Signor Presidente, signora Commissario, signora Ministro Lehtomäki, il bilancio del prossimo esercizio ammonta a meno dell’1 per cento del PIL combinato. La maggioranza nel nostro gruppo non è soddisfatta di questa cifra e del fatto che il Consiglio non voglia costruire un’Europa più sociale. Invece vuole militarizzare l’UE e propone di aumentare la spesa per la politica estera e di sicurezza comune. Nei negoziati sul bilancio, il Parlamento ha deciso di incrementare la spesa militare, quando il Consiglio ha acconsentito a un compromesso sulla redazione del nuovo regolamento finanziario.

La Presidenza finlandese ha dimostrato scarsa abilità nella procedura di conciliazione e l’armonia sul bilancio è stata raggiunta soltanto dopo ulteriori trattative. Speriamo che il Parlamento non debba assistere a un altro fallimento da parte della Presidenza, in quanto il risultato della conciliazione non è ancora stato approvato dal Consiglio in ordine al regolamento finanziario. Non è ancora chiaro se sarà approvato. Date le circostanze, al nostro gruppo andrebbe molto bene se il Parlamento utilizzasse i suoi poteri di bilancio per ridurre la spesa militare, che il Consiglio ha indicato come area prioritaria.

L’anno prossimo si presenteranno circostanze speciali. Sarà il primo esercizio del nuovo quadro finanziario e non tutti i programmi strutturali o di altra natura sono pronti. Anche i nuovi Stati membri potrebbero non essere pronti a utilizzare tutti i fondi che sono stati messi a loro disposizione. Se sarà approvato il basso livello di spesa a titolo del bilancio, non sarà accettabile che la Commissione non riesca di nuovo a spendere sette miliardi di euro, come è accaduto in questo esercizio. Speriamo che l’esecuzione del bilancio migliori, signora Commissario.

 
  
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  Zbigniew Krzysztof Kuźmiuk, a nome del gruppo UEN. – (PL) Signor Presidente, intervengo nella discussione sul bilancio 2007, a nome del gruppo UEN, e desidero ricordare che questo bilancio è un piano finanziario importantissimo per l’Unione europea, almeno per due ragioni. Innanzi tutto, è il primo esercizio delle prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013, il che è particolarmente rilevante per i nuovi Stati membri. Secondo, è il primo bilancio dell’Unione europea allargata, un’Unione di 27 Stati membri. Questi due elementi da soli significano che il livello di spesa proposto nel bilancio dovrebbe essere il più possibile elevato.

Il Parlamento europeo è stato all’altezza del compito e ha proposto una spesa pari a 122 miliardi di euro, in altri termini, l’1,04 per cento del PNL dell’Unione europea. Purtroppo, nonostante i lunghi negoziati con la Commissione e il Consiglio, quest’ultimo ha approvato una cifra pari a solo 115,5 miliardi di euro, cioè lo 0,99 per cento del PNL dell’Unione europea. In tal modo si sono realizzati gli auspici degli Stati membri più prosperi, il cosiddetto “club dell’1 per cento”. Il mio gruppo non voleva che la spesa di bilancio eccedesse l’1 per cento del PNL dell’Unione europea.

Fortunatamente, gli inevitabili tagli finanziari che risultano dalla riduzione del livello della spesa operata dal Consiglio hanno colpito i nuovi Stati membri soltanto in misura limitata. Desidero cogliere l’occasione per esprimere la speranza che la soluzione proposta dal Parlamento europeo, che comporta il collocamento nella riserva del 30 per cento dei finanziamenti per molte linee di bilancio, in tutto 400 milioni di euro, contribuisca in modo significativo a razionalizzare la spesa di bilancio. Il fatto che il Parlamento europeo abbia accettato di riportare il finanziamento della politica estera e di sicurezza comune a un livello di quasi 160 milioni di euro dovrebbe significare che il Consiglio e la Commissione terranno conto in misura maggiore rispetto al passato dei suggerimenti del Parlamento in materia di orientamento ed esecuzione della politica estera.

 
  
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  Nils Lundgren, a nome del gruppo IND/DEM. – (SV) Signor Presidente, dalle varie Istituzioni europee si leva un coro tonante di esortazioni per ricordare agli Stati membri quanto sia importante che riducano la spesa pubblica. Al contempo, questo Parlamento chiede costantemente di aumentare la spesa a livello UE. E’ una totale assurdità. Gli Stati membri spendono il denaro pubblico per le scuole, l’assistenza sanitaria, la ricerca, le infrastrutture e il sostegno ai gruppi vulnerabili della società, mentre gran parte della spesa UE è destinata a una politica agricola sconclusionata, a Fondi strutturali mal orientati e al finanziamento di Istituzioni europee che avrebbero dovuto essere chiuse tanto tempo fa.

La spesa degli Stati membri è soggetta a un controllo democratico continuo. I funzionari colpevoli di inefficienza, negligenza, frode o corruzione non ottengono il discarico e in molti casi sono licenziati. I politici che non sono onesti ed efficaci come gli elettori chiedono sono sostituiti nelle elezioni democratiche. La spesa UE è esaminata dalla Corte dei conti che, tuttavia, non è ancora riuscita a redigere una relazione di revisione nella quale non figurino problemi. Quando l’OLAF scopre dei reati, non si arriva ad un processo. In buona sostanza, questo Parlamento concede il discarico a prescindere dagli elementi che emergono in ordine all’utilizzo delle risorse finanziarie da parte dell’UE e i politici non perdono mai le elezioni nei loro paesi perché hanno gestito male i fondi europei. In breve, gli Stati membri hanno un controllo democratico efficace sul modo in cui è impiegato il denaro del contribuente, diversamente dalle Istituzioni europee e da questo Parlamento.

 
  
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  Sergej Kozlík (NI).(SK) In linea generale è vero che ciò che viene approvato da una larga maggioranza tramite un accordo democratico tendenzialmente è positivo. Parto dal presupposto che tale premessa si applicherà anche dopo la votazione di giovedì sul bilancio generale dell’Unione europea per il 2007. In tale contesto desidero congratularmi anticipatamente con i relatori e tutta la squadra che ha negoziato il bilancio.

Dall’altro lato, i parametri di bilancio suggeriscono che esistono problemi permanenti. Il divario tra stanziamenti d’impegno e di pagamento, nonché la relazione tra i fondi disponibili e la spesa prevista, continua a essere troppo profondo. Da ciò si evince che negli accordi per l’esecuzione e l’utilizzazione dei fondi esiste un ampio margine di miglioramento e, paradossalmente, questo è vero in particolare per i paesi che hanno bisogno di più finanziamenti per lo sviluppo, e quindi vale anche per i nuovi Stati membri UE, dove l’esecuzione reale oscilla tra il 20 e il 30 per cento.

Poiché i paesi riferiscono che i finanziamenti disponibili corrispondono perfettamente ai progetti approvati, sembrerebbe che il problema basilare al momento sia l’attuazione dei progetti e il pagamento dei costi che comportano. I governi degli Stati membri dell’UE dispongono degli strumenti necessari per gestire la situazione. A meno di un’inversione di rotta, essi limiteranno il proprio potenziale di sviluppo economico e gli obiettivi del quadro finanziario di lungo termine rimarranno soltanto carta straccia.

 
  
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  Giovanni Pittella (PSE), relatore. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per avermi consentito di intervenire, malgrado la mia assenza all’inizio del dibattito, desidero ringraziare la signora Commissario e le colleghe Quint e Jensen per le parole di apprezzamento nei miei confronti, nonché i colleghi Elles e Grech per aver condotto in maniera positiva questa procedura di bilancio.

Con questo bilancio rettificativo restituiamo agli Stati membri più di sette miliardi di euro. Tale importo è in parte imputabile all’iscrizione in bilancio di un aumento consistente delle previsioni delle entrate, e in parte è attribuibile ad un’elevata sottoesecuzione degli stanziamenti votati e disponibili in bilancio, in particolare quattro miliardi di euro. Questa sottoesecuzione interessa segnatamente le rubriche di spesa dell’agricoltura, dei Fondi strutturali e della strategia di preadesione.

Abbiamo voluto inserire questa discussione in quella del bilancio generale proprio perché la restituzione di sette miliardi di euro non è una bazzecola, ma è un tema che deve preoccuparci.

Il problema è duplice: da una parte, gli Stati membri sottostimano costantemente le entrate e questo distorce la percezione della percentuale di ricchezza destinata dagli Stati membri all’Europa – alla luce di questi dati e dei precedenti bilanci rettificativi, è chiaro infatti che la quota di risorse destinate dagli Stati membri alle casse europee è ancora inferiore rispetto all’uno per cento strappato all’avarizia dei contabili nazionali. E’ come se io accordassi di destinare per una buona causa l’uno per cento di cento euro all’anno e poi, in realtà, alla fine dell’anno guadagno sistematicamente di più. Dunque converrete anche voi che questa operazione degli Stati membri è meno generosa di quello che sembra.

D’altra parte, anche le risorse concretamente disponibili non sono usate appieno: se si analizza la tipologia delle risorse sottoeseguite, ci accorgiamo che i responsabili della sottoesecuzione sono sempre gli Stati membri e non la Commissione. Non sono particolarmente generoso nei confronti della Commissione Barroso ma, per onestà, devo dire che su questo tema non c’è una responsabilità diretta della Commissione, bensì una precipua grave responsabilità degli Stati membri. Dobbiamo cogliere l’occasione di questo dibattito per richiamare gli Stati membri ad una migliore sorveglianza, ad un miglior controllo, ad un’azione più vigile affinché i fondi stanziati e destinati vengano eseguiti bene.

Quindi, invece di limitarci all’ormai noioso esercizio del processo accusatorio alla macchina burocratica europea, la cosiddetta eurocrazia di Bruxelles, guardiamo un poco anche alle nostre situazioni nazionali, perché se analizziamo più attentamente il funzionamento dei nostri apparati pubblici nazionali e chiamiamo i governi ad un’azione congiunta volta a migliorare il rendimento della pubblica amministrazione, forse questo dato dei sette miliardi di restituzione, l’anno prossimo non lo avremo.

 
  
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  Salvador Garriga Polledo (PPE-DE).(ES) Signor Presidente, sono dodici anni che partecipo alle discussioni sul bilancio e mai avevo visto un Presidente del Parlamento interrompere il relatore generale. Credo che in questo caso il suo stile di presidenza sia stato alquanto infelice.

Desidero congratularmi con i quattro relatori per le loro relazioni e il consenso cui sono giunti in condizioni particolarmente difficili.

Il mio gruppo politico ha concentrato l’attenzione in modo particolare sulla qualità della spesa – il concetto di ottimizzazione della spesa – e sul negoziato parallelo relativo alla revisione del regolamento finanziario. In ambo i casi ci aspettiamo una soluzione soddisfacente dopo la votazione di giovedì.

In un momento di grandi restrizioni finanziarie, con bilanci fissati intorno all’1 per cento, l’unico modo per questo Parlamento di migliorare l’efficacia delle politiche comunitarie è realizzare una valutazione approfondita delle risorse impiegate e dei risultati ottenuti.

Credo che in futuro l’approccio dell’ottimizzazione della spesa sarà ampiamente utilizzato. A completamento di tale impostazione abbiamo la revisione del regolamento finanziario, necessaria per aumentare la disciplina in materia di spesa negli Stati membri e all’interno della stessa Commissione.

In ordine ai pagamenti, mi preme dire che questo bilancio è davvero molto a buon mercato per il Consiglio e probabilmente sarà insufficiente per l’Unione europea, però è certo che nei prossimi anni il Parlamento sarà molto più esigente quando si tratterà di conseguire un livello sufficiente di pagamenti per far fronte agli impegni.

Termino con una riflessione sulle dichiarazioni della Presidente in carica del Consiglio in merito all’efficacia e alle responsabilità di ciascuna delle Istituzioni: noi dimostriamo di avere queste qualità. Siamo un’Istituzione particolarmente responsabile e per questo abbiamo appoggiato dal primo momento i posti richiesti dalla Commissione e abbiamo respinto l’approccio della Presidenza.

 
  
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  Presidente. – Anche a me dispiace dover presiedere questa discussione in modo così rigido. Ricordo che, se dovesse avanzare tempo al termine della discussione, l’onorevole Elles potrà intervenire nuovamente.

So di averlo interrotto alla fine del suo discorso e non penso che l’onorevole Elles avesse altro di sostanziale da dire.

 
  
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  Jutta Haug (PSE).(DE) Signor Presidente, prima del mio intervento vorrei semplicemente ricordare all’onorevole Garriga Polledo che anch’io seguo da dodici anni le discussioni sul bilancio in questo Parlamento e, in questi dodici anni, non ho mai visto un relatore per il bilancio che dopo aver pronunciato il suo intervento si sia alzato in piedi e non abbia più ascoltato cosa avessero da dire i deputati di questo Parlamento.

Il Parlamento europeo, in quanto Assemblea di cervelli politicamente pensanti, nel corso della procedura di bilancio si confronta al suo interno. Sul tema delle agenzie, però, non ci sono stati contrasti tra i diversi gruppi politici; su questo punto conveniamo che la cooperazione con le agenzie negli ultimi tre anni è migliorata, il che non significa che non possa diventare ancora migliore. Per tale motivo abbiamo assegnato dei compiti a casa alle agenzie, affinché li svolgano prima di poter disporre della dotazione finanziaria che è stata loro riservata. Le agenzie sono tenute a trasmetterci il loro programma di lavoro, con una lista di mansioni e di informazioni in merito alle variazioni intervenute rispetto all’anno precedente e al motivo di tali modifiche. Esse sono altresì chiamate a tradurre in pratica gli orientamenti in materia di politica del personale già concordati. Questi sono i compiti per le agenzie della cui realizzazione esse possono direttamente farsi carico.

Devono tuttavia attivarsi anche altri soggetti, in primo luogo la Commissione, che ha il ruolo di coordinare sollecitamente – e sottolineo “sollecitamente” – gli organigrammi presentati e sottoporceli, ma anche i nostri colleghi in seno alle commissioni specializzate, che sono chiamati a valutare l’azione delle rispettive agenzie sulla base dei programmi di lavoro. Anche questo deve avvenire rapidamente, affinché le agenzie non siano punite per qualcosa di cui non sono responsabili. Pertanto, evitiamo che si formino delle cricche e, quando dico “sollecitamente”, intendo dire che tutto dovrà essere concluso entro il primo trimestre del prossimo anno!

 
  
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  Kyösti Virrankoski (ALDE).(FI) Signor Presidente, signora Commissario, Ministro Lehtomäki, innanzi tutto desidero ringraziare i relatori generali, James Elles e Louis Grech, per l’eccellente lavoro. Il bilancio del prossimo esercizio dimostra disciplina di bilancio: i livelli di spesa sono inferiori all’1 per cento del PIL e chiaramente al di sotto delle prospettive finanziarie. Quest’anno il dibattito è stato oscurato da alcune difficoltà con il Consiglio. Non vi erano divergenze sostanziali sulla spesa di bilancio. Il problema non erano tanto i soldi, quanto la procedura. Il Consiglio ha riaperto un paio di volte il dibattito su dettagli già concordati. Al momento, la decisione sul nuovo regolamento finanziario è ancora pendente. A un certo punto si era raggiunto un accordo sulla lettera, ma il Consiglio non lo ha ancora confermato. La procedura scritta avviata per adottare il testo salverà la situazione domani.

E’ importante che il Consiglio faccia tutto il possibile per consentire al Parlamento di approvare giovedì il bilancio del prossimo esercizio nella forma negoziata.

 
  
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  Hans-Peter Martin (NI).(DE) Signor Presidente, posso sottoscrivere pienamente quanto ha appena affermato l’onorevole Virrankoski. Ritengo che il regolamento finanziario sia davvero un’occasione importante e desidero ribadire i ringraziamenti alla Presidenza finlandese del Consiglio per aver preso in mano questa patata bollente, avanzando quanto meno la proposta di verificare quali sono i risparmi che si potrebbero realizzare in materia di personale a livello di Istituzioni a Bruxelles in forza dei cambiamenti che l’Unione europea ha attraversato. Il fatto che la Presidenza non abbia saputo imporsi dimostra, purtroppo, quanto sia forte ovunque la resistenza al cambiamento. La Finlandia passa il testimone alla Presidenza tedesca del Consiglio cui dunque si lega la speranza che essa concretizzi quanto ha annunciato, ovvero ridurre la burocrazia, le norme superflue e le difficoltà per arrivare a ottenere le sovvenzioni, riducendo contemporaneamente il numero di funzionari pubblici. In questo modo si possono ottenere risparmi ingenti e contribuire a ricostruire la credibilità delle Istituzioni.

 
  
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  Janusz Lewandowski (PPE-DE).(PL) Signor Presidente, l’anno scorso, quando stavamo per concludere la procedura annuale, non eravamo sicuri del destino delle prospettive finanziarie pluriennali. Quest’anno è riemersa una qualche incertezza sull’eventualità che tutti gli elementi del nostro accordo con il Consiglio saranno rispettati. Ovviamente mi riferisco al regolamento finanziario e, a nome della commissione per i bilanci e alla presenza della signora Ministro, desidero affermare senza ambiguità che abbiamo bisogno di una garanzia e che l’approvazione del bilancio giovedì prossimo dipende dal fatto che riceviamo tale garanzia.

Nel 2007 avremo una nuova generazione di programmi europei pluriennali per i 27 Stati membri e questo bilancio avrà una serie di caratteristiche specifiche. La prima è l’importanza attribuita al regolamento finanziario, che si vuole rendere di più facile utilizzo e che allo stesso tempo deve essere più trasparente. La seconda caratteristica riguarda lo sfruttamento di fonti ancora più ricche di informazioni in merito all’esecuzione di determinate linee di bilancio, onde garantire una migliore pianificazione e ottenere in futuro ciò che James Elles chiama “ottimizzazione della spesa”.

La terza peculiarità concerne l’attenta programmazione della spesa nel corso del prossimo esercizio, considerando la possibilità di eventuali ritardi. Quarto, lo sforzo di conseguire un maggiore controllo democratico nel quadro della politica estera e di sicurezza comune, pur nel rispetto della natura specifica di tale ambito. Quinto, la tendenza a porre fine alle argomentazioni relative ai posti all’interno della Commissione. Avendo ottenuto informazioni supplementari, siamo d’accordo a sbloccare le riserve per i salari della Commissione, ma insistiamo su una verifica del personale. Ci aspettiamo che ciò faciliti l’assunzione di personale dai nuovi Stati membri in particolare. Questi sono i principali punti della strategia per il 2007.

Spero sinceramente in una conclusione positiva della procedura, che ponga fine all’incertezza che grava sul regolamento finanziario. Desidero ringraziare sinceramente i relatori, i coordinatori dei gruppi politici e il segretariato. Desidero ringraziare la signora Commissario Grybauskaitė per la cooperazione con la Commissione che, dal mio punto di vista, è stata migliore rispetto all’anno scorso e desidero anche ringraziare il Ministro Wideroos. Confido che il buon esito della procedura giovedì sarà una compensazione per alcune comprensibili tensioni.

 
  
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  Neena Gill (PSE). (EN) Signor Presidente, desidero congratularmi con i due relatori per il loro lavoro. Nonostante l’impegno, non si può purtroppo dire che il Parlamento abbia raggiunto molto con la procedura di bilancio di quest’anno. Deploro che il Consiglio per tutto il tempo abbia dato prova di una preoccupante mancanza di rispetto per le opinioni del Parlamento. Siamo l’unica Istituzione democraticamente eletta che ha il compito di promuovere le vedute dei cittadini UE e dunque mi chiedo se il Consiglio si prenderà la briga di rispettare l’accordo che alla fine ha raggiunto con il secondo ramo dell’autorità di bilancio. Lo spero sinceramente. Desidero formulare alcune brevi osservazioni, non soltanto in relazione al bilancio 2007, ma anche in vista della revisione del 2008.

Primo, la nostra ambizione principale per il bilancio UE è che esso si concentri sulle priorità che realizzano gli obiettivi che noi stessi e i nostri leader abbiamo fissato. Constato quindi con rammarico che, nonostante alcuni aumenti a titolo dei programmi, quali il settimo programma quadro di ricerca, siamo ben lontani dagli importi richiesti da Commissione e Parlamento.

Si tratta di un ambito politico di estrema importanza, con un impatto diretto sul modo in cui l’UE sviluppa la propria economia globale e sulla nostra immagine di fronte al resto del mondo. Il Consiglio lo sa e ha platealmente cercato di insistere sulla necessità di un aumento per la spesa in materia di R[amp]S. Nonostante ciò, siamo ancora all’1,5 per cento. E’ davvero giunto il momento che il Consiglio sia coerente con le sue dichiarazioni, quando è il momento di mettere mano al portafoglio.

Secondo, se vogliamo che l’UE sia presa sul serio come attore globale, bisogna che essa sostenga la propria posizione con i finanziamenti necessari a svolgere tale ruolo – ad esempio in Asia, che è il continente più grande e più popoloso, con il 60 per cento della popolazione globale in alcuni dei paesi più poveri del mondo. Pertanto, la tendenza permanente a ridurre le risorse a questa regione è una politica disastrosa.

 
  
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  Markus Ferber (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, signora Presidente in carica del Consiglio, signora Commissario, onorevoli colleghi, vorrei semplicemente formulare qualche osservazione telegrafica sui punti cruciali del bilancio 2007, il primo delle nuove prospettive finanziarie. Credo che sia opportuno chiedersi molto seriamente se sia logico prima togliere il denaro dalle tasche dei cittadini e delle imprese con un’elaborata procedura burocratica, trasferire tale denaro con grande dispendio burocratico a Bruxelles e poi ripartirlo con altrettanto dispendio burocratico tra gli Stati membri.

In questo senso abbiamo sprecato una grande occasione a causa della decurtazione delle prospettive finanziarie e dell’incapacità di riformulare una serie di atti di base, motivo per cui è stato necessario approvare ex novo quasi tutti i programmi pluriennali. In particolare, Commissario Grybauskaitė, posso soltanto esortare la Commissione a cogliere l’occasione dell’iniziativa 2008-2009 per riflettere su come preparare le prossime prospettive finanziarie.

Secondo punto: la Commissione europea delega sempre più compiti alle agenzie, anche ad agenzie esecutive. Attendo con ansia il giorno in cui la Commissione presenterà proposte che indichino la sua disponibilità a ridimensionare l’organigramma. Abbiamo appena completato il più grande allargamento della storia dell’Unione europea: il 1° gennaio 2007 avranno aderito all’Unione europea dodici nuovi Stati membri. Poiché molti dei compiti che aveva svolto fino ad oggi sono delegati alle agenzie, ora la Commissione ha bisogno di meno personale. Mi attendo dunque che l’Esecutivo presenti proposte molto concrete sul modo in cui intende rendere l’Europa meno burocratica. Tale risultato non si ottiene passando in rassegna la regolamentazione, come sta facendo il Commissario Verheugen, bensì riducendo il personale, e a quel punto la burocrazia neanche si crea.

Concludo su una nota di autocritica: sarebbe opportuna una riflessione più approfondita anche da parte nostra sulla nostra stessa strategia. Mi pare davvero deplorevole che, in vista dei dibattiti che teniamo in seno al Parlamento, questo non avvenga nella misura auspicabile.

 
  
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  Paulo Casaca (PSE). (PT) Desidero ringraziare l’onorevole Gräßle, il Commissario Grybauskaitė e naturalmente il Consiglio per il successo dei negoziati sul nuovo regolamento finanziario. In particolare le congratulazioni vanno alla nostra relatrice per il suo lavoro indefesso, per la sua determinazione e per la sua tenacia. Devo dire, tuttavia, che nei prossimi anni dovremo svolgere una disamina approfondita dell’efficacia di questo regolamento, per valutare in che misura le disposizioni che esso prevede possono essere eccessive o se non sono la causa del numero anormalmente elevato di errori materiali individuati ogni anno dalla Corte dei conti.

Ciò di cui abbiamo bisogno è un regolamento finanziario che imponga naturalmente la disciplina di bilancio e l’uso efficace delle risorse di bilancio. Tuttavia, non possiamo avere un regolamento che causa errori infiniti e ci mette nella nostra posizione attuale, estremamente imbarazzante, rispetto al discarico, con la Corte dei conti che sistematicamente si rifiuta di certificare i nostri conti.

Termino, tuttavia, esprimendo semplicemente la speranza che la Commissione e la nostra relatrice proseguano il lavoro che hanno svolto fino ad ora.

 
  
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  Antonis Samaras (PPE-DE).(EL) Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono un convinto sostenitore dello sviluppo. Nel 2007 il bilancio comunitario costerà meno dell’1 per cento del PNL della Comunità. E’ un risultato di cui andare fieri? Alcuni colleghi lo sono. Sostengono che almeno siamo riusciti a imporre la disciplina di bilancio. Mi dispiace, ma non posso condividere la sensazione esaltante di successo che li ha pervasi. Mentre l’Unione europea si sta allargando, noi allo stesso tempo limitiamo il nostro bilancio comunitario, il che non ci rende più disciplinati dal punto di vista finanziario, ma meno visibili agli occhi dei cittadini europei.

Non vorrei essere frainteso, credo profondamente nel concetto di disciplina di bilancio. Se si effettuano spese inutili, allora dobbiamo impedirle. Tuttavia, le spese inutili esistono soltanto nei bilanci nazionali degli Stati membri, non nel nostro piccolo bilancio comunitario. Ciò non di meno, le spese nazionali esulano dalle competenze del Parlamento europeo e, poiché non possiamo tagliare la spesa nei bilanci nazionali, siamo costretti a tagliare spese necessarie nel nostro bilancio comunitario.

Tuttavia, non saremo presi sul serio in materia di disciplina né di integrazione europea. Come pensiamo di realizzare Lisbona in questo modo? Gli Stati Uniti spendono oltre il 20 per cento del loro PNL per il bilancio federale. Noi spendiamo meno dell’1 per cento! Come si può competere con loro? La verità è che non c’è competizione. Un bilancio europeo che si restringe costantemente mina seriamente il nostro status, la nostra credibilità e la nostra capacità di imporre qualsiasi cambiamento.

Le inadeguatezze della Presidenza finlandese, di cui siamo stati tutti testimoni in sede di commissione per i bilanci, hanno solo peggiorato la situazione. Pertanto, temo che su una base collettiva siamo molto al di sotto dell’1 per cento delle nostre capacità come europei. Mi spiace dirlo, ma penso che stiamo andando nella direzione sbagliata.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. KAUFMANN
Vicepresidente

 
  
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  Vladimír Maňka (PSE).(SK) Il bilancio 2007 è il primo del periodo di programmazione settennale e come tale ha un innegabile valore strategico per gli anni futuri. E’ estremamente importante iniziare il nuovo periodo finanziario in modo risoluto e ragionevole.

Desidero ringraziare i relatori, i membri della commissione per i bilanci e tutti i negoziatori per il loro lavoro nel corso delle trattative per il bilancio dell’Unione europea per il 2007. In particolare apprezzo il sostegno espresso dal gruppo socialista al Parlamento europeo per lo sforzo compiuto dai nuovi Stati membri nel ridurre di 50 milioni di euro la riserva amministrativa. Tale questione è particolarmente importante per i nuovi Stati membri. La sostanza del problema è che una riserva finanziaria ingente metterebbe seriamente a repentaglio l’assunzione di nuovo personale. Questo vale particolarmente per i nuovi Stati membri, in quanto le loro quote sono lungi dall’essere esaurite.

Durante le riunioni con i deputati in sede di commissione per i bilanci, i suoi funzionari, signora Commissario, hanno ripetutamente richiamato l’attenzione sui problemi che mettono a rischio la selezione del personale per le Istituzioni europee. Grazie ai loro moniti e alla posizione compatta del gruppo socialista al Parlamento europeo, la situazione si è sbloccata e ora siamo vicini a ridurre questa inutile riserva. Il raggiungimento comune di questo obiettivo sarà un grande gesto nei confronti dei nuovi Stati membri dell’Unione europea, che ora include la Romania e la Bulgaria.

I cittadini dei nostri paesi seguono con attenzione l’interazione di parole e gesti all’interno delle Istituzioni europee. Pertanto vi esorto a sostenere i nostri sforzi per conseguire questo obiettivo comune.

 
  
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  Jean-Claude Martinez (NI).(FR) Signora Presidente, all’inizio di dicembre la NASA ha annunciato di aver adottato un bilancio in vista dell’istallazione di una stazione spaziale sulla Luna nel 2020.

Noi, per il 2020, avremo un progetto di bilancio per consentire a un treno di effettuare il tragitto da Hendaye, in Francia, a Irún, in Spagna. Quindi gli Stati Uniti dispongono di un bilancio per andare con un razzo sulla Luna e noi per attraversare in treno i Pirenei! Come si spiega questa differenza? Gli Stati Uniti si dotano di una politica di bilancio pari a 2 500 miliardi di dollari all’anno, mentre noi giochiamo al bilancio con 122 miliardi di euro. Giochiamo con 1 260 emendamenti, giochiamo al partenariato su scala mondiale, a Europalia, a DAPHNE, al Piano D, in una parola non ci sprechiamo più di tanto.

Abbiamo soltanto due politiche di bilancio serie: la politica agricola e la politica regionale. Le altre linee di bilancio, segnatamente la rubrica 3 “Cittadinanza”, rappresentano un bilancio di comunicazione, per le donne, i giovani, i consumatori, i disoccupati, i licenziati, le vittime della violenza…

La vera causa di questa situazione non è l’assenza di risorse proprie: il blocco vero è quello che risulta dall’ideologia dell’equilibrio di bilancio, che impedisce di finanziare spese eccezionali con risorse eccezionali, ovvero con prestiti destinati alle grandi reti europee, ad esempio, la rete ferroviaria. Il vero dibattito di bilancio, onorevoli colleghi, non consiste più nel pronunciarsi a favore o contro un’imposta europea nel 2014, bensì a favore o contro un prestito europeo che finanzi il futuro della ricerca, dei trasporti, della salute e dell’istruzione.

 
  
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  Ingeborg Gräßle (PPE-DE), relatore. – (DE) Signora Presidente, a questo punto mi tocca “vendicare”, per così dire, il collega Elles, pertanto approfitto volentieri del tempo di parola e, per suo conto e a titolo personale, desidero ringraziare i colleghi per le lodi e i suggerimenti che hanno espresso. In merito al regolamento finanziario e alla conclusione delle riforme, ribadisco l’invito a continuare a mostrarci compatti come siamo stati fino ad oggi. L’onorevole Casaca mi ha esortato a insistere e sarò lieta di farlo. Infatti, esiste una Homepage, realizzata da me, dedicata alla nostra esperienza con il regolamento finanziario, sulla quale le Istituzioni o anche i loro consulenti possono fornirci informazioni sull’andamento della situazione a proposito del regolamento finanziario modificato. Credo che, con questo bilancio, per la prima volta – ed è il grande merito del relatore Elles – siamo riusciti a ravvicinare la pianificazione, l’esecuzione e il controllo. Questi sono compiti che nel prossimo futuro dovremo prendere molto sul serio.

 
  
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  Presidente. – Prima di dare la parola alla signora Commissario, vorrei chiedere ancora una volta se volete eventualmente rivolgerle altre domande, alle quali potrebbe ancora rispondere.

 
  
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  Catherine Guy-Quint (PSE). (FR) Signora Presidente, volevo semplicemente dire che deploriamo la forma in cui è organizzata la discussione sulla seconda lettura. In effetti, ogni volta, la commissione per i bilanci svolge un lavoro enorme e ci troviamo penalizzati dai tempi impartiti per presentare i nostri lavori e per spiegare come abbiamo lavorato e il risultato cui siamo giunti.

Sarebbe stato estremamente interessante vedere molti più colleghi prendere parte al dibattito e ascoltare la risposta della signora Commissario nonché, eventualmente, quella del Consiglio. Troppo spesso non si tiene conto di noi nell’organizzazione della plenaria. Constatiamo, per l’ennesima volta, che avanzano oltre dieci minuti, che i nostri colleghi avrebbero potuto sfruttare per esporre il lavoro che hanno svolto nel corso dell’anno.

 
  
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  Paul Rübig (PPE-DE).(DE) Signora Presidente, poiché la Presidenza finlandese del Consiglio ha dimostrato che il regolamento finanziario può funzionare nel caso del settimo programma quadro di ricerca, vorrei invitare la signora Commissario a soffermarsi più diffusamente sulle disposizioni applicabili al bilancio, perché si tratta di elementi di grande rilevanza per noi. All’Unione europea vengono rivolte molte critiche giustificate ed è a tale riguardo che auspichiamo progressi significativi in tempi brevi. Pertanto invito a considerare seriamente tali questioni, soprattutto sul piano tecnico, perché ci sembrano rivestire una particolare urgenza politica.

 
  
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  Richard Corbett (PSE).(EN) Signora Presidente, non intervengo nel merito, ma vorrei soltanto congratularmi con lei per aver messo in pratica esattamente quanto avevo suggerito questa mattina nella votazione, ossia prevedere interventi sulla base della procedura catch-the-eye alla fine della discussione. Credo che si dovrebbe riservare un breve spazio a tale procedura al termine di ogni discussione, ma essa dovrebbe essere indubbiamente prevista quando rimane tempo a disposizione, come in questo caso. Si tratta di un’eccellente iniziativa: complimenti!

 
  
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  Presidente. – Come lei sa, si può fare soltanto se avanza un po’ di tempo. E’ materialmente impossibile pianificare le discussioni in plenaria fino all’ultimo minuto.

 
  
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  Dalia Grybauskaitė, Membro della Commissione. – (LT) Desidero ringraziare tutti i partecipanti all’odierna discussione. E’ stato davvero svolto un lavoro immane, tutti i gruppi politici e la commissione per i bilanci hanno lavorato davvero intensamente e desidero estendere loro il mio ringraziamento, perché si è trattato di un compito che ha richiesto responsabilità politica. Si è evitato l’opportunismo politico e tutte le decisioni sono state adottate considerando gli interessi dell’Europa e di tutti i popoli d’Europa.

Desidero altresì ringraziare i miei collaboratori, il mio Direttore generale, che è seduto qui e che tanto si è adoperato perché oggi arrivassimo a questa discussione, che è quanto stiamo facendo. Inoltre desidero ringraziare il Segretariato, sia la commissione per i bilanci (in francese COBU), sia il personale del Consiglio, che a sua volta ha saputo guardare al di là delle ambizioni personali e superare i propri errori, di modo che alla fine si giungesse alla soluzione che ora è sul tavolo.

Pertanto, vi invito tutti, inclusi i leader europei responsabili per il bilancio e le finanze che sono intervenuti oggi, a cercare, come sempre, di esercitare pressioni sui vostri colleghi del Parlamento europeo perché esprimano un voto positivo e giovedì approvino il bilancio della nuova Europa, un’Europa allargata a 27 paesi.

 
  
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  Presidente. – Con questo si conclude la discussione congiunta.

La votazione sulle relazioni Elles e Grech si svolgerà giovedì. La votazione sulle relazioni Gräßle e Pittella si svolgerà domani.

Dichiarazione scritta (articolo 142 del Regolamento)

 
  
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  László Surján (PPE-DE).(HU) Si direbbe che abbiamo preparato il bilancio dell’Unione per il 2007 senza scontri furiosi, nonostante a luglio non fossimo pervenuti a un accordo sul regolamento finanziario, ad esempio. Il bilancio non funzionerà senza una regolamentazione valida. Per questo motivo il Parlamento non firmerà se non entra in vigore il nuovo regolamento finanziario.

Nel bilancio 2007, il Parlamento, di concerto con il Consiglio, ha aumentato i pagamenti, in cambio di una spesa non superiore all’1 per cento dell’RNL dell’Unione. Perché non abbiamo dato battaglia? Nel 2007 entrerà in vigore un nuovo quadro finanziario, saranno rilanciati vari programmi, ed è per questo che saranno necessari soltanto stanziamenti di pagamento limitati. Ora è altresì emerso che gli Stati membri non hanno utilizzato 6 miliardi di euro delle risorse totali che l’anno scorso erano state aumentate dopo duri scontri.

Il Parlamento quest’anno ha introdotto un nuovo elemento nella forma dell’analisi “dell’ottimizzazione della spesa”, dimostrando che l’Unione europea utilizza in modo ottimale le risorse. Purtroppo, la solidarietà tra gli Stati membri va scemando anno dopo anno, con i paesi contribuenti che accampano difficoltà di bilancio a livello nazionale dimenticando i benefici che hanno ottenuto dall’apertura del mercato. Non dovremmo decurtare il bilancio, ma invece destinare maggiori risorse laddove la cooperazione si accompagna a un valore aggiunto. Tali settori includono la ricerca e lo sviluppo, nonché la coesione. In un ambiente globale competitivo possiamo vincere soltanto lavorando insieme. Ma la volontà del Parlamento non è sufficiente perché l’Unione europea cresca al suo potenziale. Abbiamo bisogno di statisti alla guida dei nostri Stati membri e non di politici che vivono solo per l’immediato.

 
Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2007Avviso legale