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Procedura : 2006/2112(INI)
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Ciclo del documento : A6-0449/2006

Testi presentati :

A6-0449/2006

Discussioni :

PV 17/01/2007 - 12
CRE 17/01/2007 - 12

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PV 18/01/2007 - 9.9
CRE 18/01/2007 - 9.9
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Testi approvati :

P6_TA(2007)0009

Discussioni
Mercoledì 17 gennaio 2007 - Strasburgo Edizione GU

12. Programma d’azione europeo per la sicurezza stradale - Bilancio intermedio (discussione)
PV
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca la relazione (A6-0449/2006), presentata dall’onorevole Ewa Hedkvist Petersen a nome della commissione per i trasporti e il turismo, sul programma d’azione europeo per la sicurezza stradale – Bilancio intermedio [2006/2112(INI)].

 
  
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  Ewa Hedkvist Petersen (PSE), relatore. – (SV) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, un numero sempre crescente di persone guida all’estero in Europa, fra cui i conducenti professionali, i conducenti di autobus, famiglie che viaggiano per turismo attraverso l’Europa e i pendolari frontalieri. Per quale motivo queste persone dovrebbero tollerare condizioni di scarsa sicurezza stradale nei paesi in cui circolano con i loro veicoli? Circa 40 000 persone muoiono ogni anno sulle strade dell’Unione europea, e ciò rappresenta una continua tragedia che colpisce le famiglie, oltre che un enorme spreco di risorse. Basti pensare a quanto si potrebbe risparmiare dal punto di vista sanitario se si riuscisse a dimezzare il numero di morti sulle nostre strade.

Il problema è che, nella pratica, ogni paese europeo attribuisce un diverso valore alla sicurezza stradale e che le differenze tra gli Stati membri in cui i livelli di sicurezza stradale sono bassi e quelli in cui sono elevati continuano ad aumentare. Non ritengo però che, a lungo andare, gli europei potranno accettare una situazione di questo genere. Dobbiamo chiedere che le strade siano sicure in ogni parte d’Europa, che la polizia fermi chi guida in stato di ebbrezza, a prescindere dalla nazionalità, che vengano imposti limiti di velocità in tutta Europa, che le città dispongano di sistemi di trasporto pubblico che consentano di spostarsi senza dover usare l’automobile e che si possa circolare in bicicletta nelle aree urbane in condizioni di sicurezza. Il Parlamento europeo deve rispondere a queste richieste dei cittadini ed esercitare pressioni sulla Commissione europea e sugli Stati membri. La maggior parte degli Stati membri preferisce tuttavia agire su base nazionale. A questo proposito, si invoca il principio di prossimità, anche se va detto che talvolta, purtroppo, ciò comporta la paralisi. La sicurezza stradale deve essere considerata una responsabilità condivisa tra Stati membri e Unione europea. Attualmente possiamo constatare una diminuzione del numero di morti sulle strade europee, tuttavia il ritmo di tale diminuzione è purtroppo eccessivamente lento. Se vogliamo conseguire l’obiettivo di dimezzare il numero di morti entro il 2010, dobbiamo adottare in tempi rapidi le misure necessarie. Gli Stati membri devono garantire il rispetto della legislazione vigente e l’applicazione di sanzioni, anche se il conducente interessato viola le norme di uno Stato membro dell’UE diverso dal proprio. Si tratta in questo caso soprattutto della legislazione in materia di cinture di sicurezza, dell’osservanza dei limiti di velocità e del divieto del consumo di alcolici e sostanze stupefacenti da parte dei conducenti. In questo modo si otterrebbe sicuramente una netta riduzione del numero di morti sulle strade.

E’ importante coinvolgere i nuovi Stati membri negli sforzi compiuti per migliorare la sicurezza stradale. La Commissione dovrebbe adoperarsi per far sì che vengano realizzati progetti di gemellaggio, come vengono definiti, tra nuovi e vecchi Stati membri, e che i nuovi Stati membri partecipino ai gruppi di esperti della Commissione. Gli scambi delle migliori prassi rivestono fondamentale importanza.

Signor Presidente, la guida in stato di ebbrezza è un problema nell’UE che provoca 10 000 morti all’anno. Il numero di controlli effettuati sulla guida in stato di ebbrezza varia da uno Stato membro all’altro. E’ pertanto necessario fissare un tasso massimo di alcolemia comune per tutta l’UE dello 0,5 per mille, con la possibilità di stabilire un limite più basso. Non è tuttavia possibile avere un limite dello zero per mille, come deciso dalla maggioranza della commissione competente, in quanto, non essendo misurabile, un limite del genere sarebbe insostenibile. Questo punto deve pertanto essere eliminato dalla relazione.

E’ indispensabile anche migliorare l’istruzione dei conducenti, e pertanto gli istruttori di scuola guida nell’UE devono essere certificati. E’ anche importante compiere ulteriori passi avanti nell’attuazione del sistema di chiamata elettronica, in modo che i servizi di pronto intervento possano arrivare in tempi brevi sul luogo in cui si è verificato un incidente. Un maggior numero di paesi deve sottoscrivere dichiarazioni d’intenti in materia. Anche il settore dei trasporti deve fare la sua parte, e in questo campo le società di noleggio di autovetture possono svolgere un ruolo importante in quanto ogni anno acquistano nuovi autoveicoli. Se acquistassero soltanto autoveicoli sicuri, si otterrebbe un considerevole miglioramento del parco macchine dell’UE. Il settore dei trasporti è quello che si trova nella posizione migliore per influire sulla progettazione dei veicoli. Se si costruissero veicoli sicuri e i dispositivi di sicurezza facessero parte della dotazione di serie, si otterrebbe una riduzione dei costi per i consumatori e si salverebbero vite umane. Un esempio di tali dispositivi sono i sistemi di blocco in caso di eccessivo consumo di alcolici, che impediscono alle persone in stato di ebbrezza di guidare. Il prezzo di questi sistemi di blocco ha subito una netta riduzione da quando il relativo mercato ha iniziato a crescere.

Dovremmo iniziare a considerare i veicoli come luoghi di lavoro mobili quando l’autovettura viene utilizzata per lo svolgimento del proprio lavoro quotidiano, e pertanto si dovrebbe applicare anche ai veicoli la normativa in materia di salute e sicurezza, aumentando in tal modo la sicurezza stradale. Dobbiamo quindi avere una visione olistica della sicurezza stradale in Europa. Si tratta di avere veicoli e strade sicuri e di facilitare pertanto la vita degli utenti della strada, ma anche di istruire i conducenti. Tutte le parti interessate devono assumersi la loro parte di responsabilità comune se vogliamo riuscire a conseguire i nostri obiettivi.

Questo è il mio ultimo dibattito nel Parlamento europeo. Il 1o febbraio giungerà a termine il mio mandato, e desidero ringraziare tutti gli onorevoli colleghi per l’ottima collaborazione instaurata nel corso degli anni, anche per quanto riguarda la relazione in esame. Vorrei anche ringraziare tutti i dipendenti del Parlamento europeo, che hanno sempre facilitato il nostro lavoro. Ringrazio anche tutti gli altri, senza fare nomi per non dimenticare nessuno, con cui ho lavorato negli anni trascorsi in Parlamento.

 
  
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  Presidente. – Anche tutti noi deputati ti ringraziamo Ewa. Sentiremo la tua mancanza.

Ti auguriamo ogni possibile successo nelle tue future attività.

 
  
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  Jacques Barrot, Vicepresidente della Commissione. – (FR) Signor Presidente, onorevoli deputati, vorrei innanzi tutto rivolgermi all’onorevole Hedkvist Petersen e ringraziarla vivamente per la battaglia – è questa la parola giusta – da lei condotta a favore della sicurezza stradale. Lei non ha soltanto elaborato un’ottima relazione, ma ha anche dimostrato più volte in Parlamento quanto sia importante la sicurezza stradale. Dalla proposta di risoluzione emerge inoltre un ampio consenso tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione su questa priorità e sulla necessità di un intervento a livello europeo.

Vorrei tracciare un breve bilancio della lotta a favore della sicurezza stradale. In termini di risultati globali, nel 2001 sono morte sulle strade 50 000 persone e il nostro obiettivo è quello di non superare il numero di 25 000 morti nel 2010. Nel 2005 nell’UE a 25 hanno perso la vita altre 41 600 persone. E’ assolutamente necessario aggiornare questo bilancio intermedio con i primi risultati relativi al 2006, che è stato un anno migliore rispetto a quelli precedenti in quanto è stato constatato un miglioramento del 9 per cento e alcuni paesi che erano in una fase di stasi hanno compiuto considerevoli passi avanti. Nel complesso, gli Stati membri dell’allargamento del 2004 hanno compiuto più progressi dei quindici vecchi Stati membri. Anche se fragile, questo successo merita di essere accolto con soddisfazione. Esistono tuttavia disparità tra i paesi con i risultati migliori e quelli con i risultati peggiori. La differenza è quantificabile in una misura compresa tra 1 e 3 morti per milione di abitanti, o tra 1 e 5 morti per milione di veicoli privati.

Le iniziative comunitarie intraprese dal 2001 sono state efficaci. La sicurezza stradale è diventata una delle principali priorità politiche nella maggior parte degli Stati membri, che pertanto hanno in larga misura definito piani nazionali per la sicurezza stradale. Da parte nostra abbiamo adottato una legislazione sui tempi di guida e di riposo per i conducenti professionali, adottato misure sulla sicurezza dei veicoli e avviato campagne di educazione e di sensibilizzazione. Abbiamo anche adottato una terza direttiva relativa alla patente di guida, che offrirà una protezione più adeguata, in particolare per i motociclisti.

Quello presentato dalla Commissione nel febbraio 2006 era un semplice bilancio dei fatti e stiamo preparando nuove iniziative. Dobbiamo colmare una lacuna dell’attuale legislazione riguardante lo specchietto che consente di eliminare l’angolo cieco per gli automezzi pesanti esistenti, di cui occorre accelerare l’installazione, in quanto non si può attendere il completo rinnovo del parco degli automezzi pesanti in Europa, vale a dire più di quindici anni, affinché questa misura pratica e poco costosa produca tutti i suoi effetti. Conto molto sul sostegno del Parlamento europeo per accelerare l’installazione dello specchietto che consente di eliminare l’angolo cieco per gli automezzi pesanti esistenti.

Abbiamo presentato ai colegislatori una proposta sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture della rete transeuropea. Si tratta di una serie di strumenti per consentire agli Stati membri di gestire in maniera più adeguata la sicurezza della propria rete. Dobbiamo inoltre garantire che nessuno possa contare sull’impunità in caso di infrazioni al codice della strada commesse all’estero. Quest’estate presenterò una proposta formale sulla perseguibilità transfrontaliera delle più gravi infrazioni del codice della strada. Abbiamo anche avviato una consultazione sull’obbligo di circolare con i fari accesi durante il giorno. Non è ancora stata adottata una decisione al riguardo, in quanto dobbiamo sentire il parere degli Stati membri e degli utenti.

Detto questo, se vogliamo vincere la battaglia della sicurezza è importante restare in diretto contatto con i cittadini. Per questo motivo, nell’aprile 2004 abbiamo pubblicato la Carta europea della sicurezza stradale, che riunisce 650 firmatari tra le parti interessate, ossia imprese, automobile club, associazioni, scuole, mezzi di informazione, enti locali, per citarne soltanto alcuni. Firmando la Carta, le parti si impegnano ad assumersi la propria responsabilità e a intraprendere azioni concrete e misurabili nella rispettiva sfera di competenza.

Infine, signor Presidente, onorevoli deputati, il 27 aprile 2007 si terrà la prima giornata europea della sicurezza stradale, che coinciderà con la settimana mondiale della sicurezza stradale delle Nazioni Unite. Vorrei invitare il Parlamento e tutti i deputati a partecipare a questo evento che ci sta molto a cuore.

Per concludere, signor Presidente, vorrei ancora una volta sottolineare la qualità del documento elaborato dall’onorevole Hedkvist Petersen, che offre una visione ragionata del futuro. Non soltanto pone l’accento sulle priorità a breve termine, ma propone anche soluzioni promettenti a medio termine, di cui si stanno anche occupando i servizi della Commissione. Onorevoli deputati, mi compiaccio della nostra convergenza di vedute, ma vorrei dire che un bilancio di oltre 40 000 morti sulle strade significa che abbiamo una grande responsabilità nel campo della sicurezza stradale. Per questo motivo, signor Presidente, sono grato al Parlamento per il suo coinvolgimento e il suo totale impegno a favore del miglioramento della sicurezza stradale.

 
  
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  Dieter-Lebrecht Koch, a nome del gruppo PPE-DE. – (DE) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, innanzi tutto sono molto grato all’onorevole Hedkvist Petersen per l’ottima collaborazione data e la fiducia che ha saputo conquistarsi nel corso di molti anni. La ringrazio, onorevole Hedkvist Petersen, per la sua eccellente relazione.

Ridurre il numero di morti sulle strade europee a non più di 25 000 persone entro il 2010 è un obiettivo molto ambizioso, tenuto conto dell’aumento del traffico stradale, tuttavia non è impossibile realizzarlo, se solo avremo la volontà sufficiente per farlo. I successi degli ultimi anni sono evidenti, anche se molte delle leggi e delle misure da noi adottate, in particolare negli ultimi due anni e mezzo, non hanno ancora avuto alcun effetto in quanto non sono ancora state attuate nella legislazione nazionale. Basti ricordare la direttiva sulla patente di guida.

Nonostante gli importanti successi, non riusciremo comunque a conseguire l’obiettivo se non agiremo in maniera più ambiziosa e coerente, accelerando l’attuazione dei progetti nuovi e di quelli esistenti. A tale scopo, non devono essere prese decisioni soltanto a livello europeo, in quanto anche gli Stati membri hanno una considerevole responsabilità. La relazione fornisce chiarimenti anche a questo proposito.

Vorrei menzionare sei aspetti specifici.

Il primo è che andremo nella giusta direzione se potremo garantire un più costante rispetto delle normative esistenti. I punti principali sono velocità adeguata, non guidare sotto l’effetto di alcolici, sostanze stupefacenti o farmaci, allacciare le cinture di sicurezza e rispettare le normative relative a pedoni e ciclisti.

Il secondo è che è necessario emanare nuove leggi europee per quanto riguarda, ad esempio, l’accensione dei fari di giorno, l’uso di specchietti che eliminano l’angolo cieco e la segnalazione dei contorni degli automezzi pesanti.

Il terzo è che si deve intervenire per evitare la congestione, ad esempio promuovendo nuove soluzioni di sistemi logistici, accelerando i lavori stradali o autorizzando la circolazione di automezzi di grandissime dimensioni a determinate condizioni.

La mia quarta osservazione è che abbiamo la responsabilità di garantire anche l’applicazione delle normative in materia di salute e sicurezza sul lavoro quando il luogo di lavoro è un veicolo, o in altre parole un luogo di lavoro mobile. A tale scopo, occorre offrire adeguate possibilità di assistenza medica per i conducenti professionali durante la settimana lavorativa lontano dalla sede dell’impresa per cui lavorano.

Quinto, dobbiamo promuovere non soltanto l’uso di un’aggiornata tecnologia per le emissioni, ma anche l’introduzione di elementi di sicurezza attiva, come il programma elettronico di stabilità (ESP), i dispositivi di frenata di emergenza o i sistemi di controllo della distanza e di assistenza ai guidatori.

Sesto, ci auguriamo che il sistema automatico di chiamata di emergenza eCall possa essere introdotto quanto prima, in particolare tenuto conto del fatto che, in primo luogo, esistono già collaudati sistemi automatici di rilevazione degli incidenti e, in secondo luogo, attualmente è in corso una campagna per una sorta di sistema di chiamata di emergenza per i pedoni.

 
  
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  Gary Titley, a nome del gruppo PSE. – (EN) Signor Presidente, vorrei congratularmi con l’onorevole Ewa Hedkvist Petersen per questa ultima relazione realizzata per il Parlamento europeo. Si tratta di un ottimo documento, anche se è stato bersagliato da alcuni strani e inusitati emendamenti.

Ciò di cui abbiamo bisogno non sono programmi elaborati, ma semplicemente maggiore sicurezza per strade, conducenti e veicoli e, soprattutto, azioni concrete e la garanzia che vengano applicate le norme. Quando ero relatore del Parlamento riguardo al sistema di chiamata elettronica, ad esempio, il settore aveva compiuto passi avanti, ma non altrettanto avevano fatto i governi. Ecco il motivo per cui dico che abbiamo bisogno di azioni concrete.

Nutro tuttavia due riserve. Innanzi tutto, in merito alla questione dei fari accesi di giorno, non credo che in questo modo si potrà ottenere un aumento netto complessivo della sicurezza stradale, in quanto gli autoveicoli diventano più visibili, mentre altri utenti, in particolare i motociclisti, diventano meno visibili. Tenere i fari accesi di giorno significherà un maggiore consumo di carburante, con le conseguenze negative che questo comporta dal punto di vista dei cambiamenti climatici. Si tratta di una questione di sussidiarietà. La situazione in Spagna durante il giorno non è uguale alla situazione in Svezia. Credo che si debba lasciare che siano gli Stati membri a decidere in merito.

In secondo luogo, non credo nell’utilità dell’armonizzazione dei tassi di alcolemia massimi, per il semplice motivo che si possono avere tutte le norme del mondo, ma non servono a nulla se non se ne garantisce l’applicazione. Noi nel Regno Unito abbiamo forse un tasso di alcolemia massimo più generoso, ma abbiamo il più basso livello di casi di guida in stato di ebbrezza. Perché? Perché l’applicazione delle leggi è rigorosa e le pene sono molto severe. Questo è l’aspetto su cui si dovrebbe concentrare l’attenzione.

 
  
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  Arūnas Degutis, a nome del gruppo ALDE. – (LT) La ringrazio, onorevole Petersen, per una relazione completa e, soprattutto, molto opportuna sulla sicurezza stradale, o per essere più precisi, sui pericoli esistenti sulle strade. La situazione è davvero molto grave. Nel momento in cui l’Unione europea accoglie nuovi Stati membri, i problemi aumentano e si allarga il divario tra i nuovi Stati membri e quelli più vecchi che sono avvantaggiati da infrastrutture e tecnologie più avanzate.

Poiché attualmente spetta ai vari paesi la principale responsabilità di migliorare le misure di sicurezza stradale, accordo tutto il mio appoggio alla richiesta della relatrice di accrescere il ruolo della Commissione nell’uniformazione delle norme applicate dai vari paesi e nell’introduzione di norme giuridiche uniformi e nell’applicazione delle migliori prassi europee in materia. La risoluzione in esame contiene un elenco accuratamente preparato di diverse soluzioni la cui attuazione consentirebbe senza dubbio di evitare molti dei tragici incidenti che si verificano sulle strade, oltre a costituire un incentivo a intensificare l’applicazione delle più moderne tecnologie per la sicurezza ai veicoli da trasporto e alle strade, a unificare le norme in materia di sicurezza e di controllo dei trasporti dei paesi europei, le disposizioni per il rilascio delle patenti di guida e la segnaletica stradale, ad applicare le sanzioni per infrazioni stradali in maniera uniforme e universale e a riservare l’attenzione necessaria a educazione e informazione. Un grosso incentivo in questo campo potrebbe essere la disponibilità della Commissione a finanziare progetti di partenariato promossi dai nuovi e dai vecchi Stati membri dell’Unione europea. L’attuazione pratica delle ultime innovazioni potrebbe essere favorita da un’adeguata regolamentazione delle attività delle compagnie di assicurazione. Vorrei sottolineare che gli Stati membri, soprattutto quelli in cui il numero di morti sulle strade è tra i più elevati, dovrebbero fissare un tasso di alcolemia pari a zero per coloro che hanno iniziato di recente a guidare e per i conducenti professionali di veicoli commerciali e di autobus che trasportano passeggeri e, ad esempio, merci pericolose. Allo stesso modo, gli Stati membri dovrebbero inasprire le sanzioni previste per chi commette infrazioni, soprattutto quelle relative alla guida in stato di ebbrezza.

Io stesso provengo da un nuovo Stato membro, in cui la situazione è forse la peggiore dell’UE, e pertanto questo problema è per me particolarmente doloroso. Il numero di vittime in Lituania per milione di abitanti o per veicolo è tre volte superiore a quello di qualsiasi vecchio Stato membro dell’Unione europea. Esaminando con attenzione i dati statistici, ho constatato una tendenza curiosa, ossia che i paesi europei possono essere divisi in tre gruppi sulla base del numero di persone morte sulle strade. Si tratta dei vecchi Stati membri dell’UE, dei nuovi Stati membri che sono ex membri del blocco sovietico e dei nuovi Stati membri che sono ex repubbliche dell’Unione Sovietica. E’ interessante notare che più un paese è stato sottoposto a una forma di totalitarismo, meno i conducenti rispettano gli altri utenti della strada, e meno si preoccupano della salute o addirittura della vita propria e altrui. Si ha l’impressione che siano stati lasciati senza controllo. Sulle strade si sta combattendo una specie di guerra. In Lituania si dice addirittura per scherzo che le persone che ogni anno muoiono sulle strade saranno presto più numerose degli americani che muoiono nella guerra in Iraq. E’ una questione di comportamento, che riguarda i valori, il rispetto e la preoccupazione per l’ambiente. Ritengo pertanto che si debba rivolgere l’attenzione all’educazione e alla cultura, ossia ai settori che contribuiscono alla formazione dei comportamenti, a iniziare dalle fasce più giovani della società.

 
  
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  Seán Ó Neachtain, thar ceann an Ghrúpa UEN. – Maraítear os cionn 40,000 duine ar bhóithre na hEorpa chuile bhliain. 'Sí aidhm an Choimisiúin an staitistic seo a laghdú 50% faoin mbliain 2010.

Tá an chumhacht chéanna ó thaobh reachtaíochta dhe ar shábháilteacht bóthair ag Parlaimint na hEorpa agus atá ag rialtaisí na mBallstát fhéin. Ba chóir do Pharlaimint na hEorpa lántacaíocht a thabhairt d’aidhm an Choimisiúin, líon na marbh a laghdú ar na bóithre.

Timpistí bóthair an chúis is mó a mharaítear daoine óga idir chúig bhliana déag agus cheithre bhliana is fiche d’aois.

Caithfear anois comhordú a dhéanamh ag leibheál an Aontais Eorpaigh chun tabhairt faoi fhadhb na dtimpistí bóthair agus chun polasaí sábháilteachta bóthair a chur i bhfeidhm go dian.

I measc na bpoinntí sábháilteachta is tábhachtaí tá siad seo a leanas: pionós trasteorann a ghearradh orthu siúd a bhriseann rialacha an bhóthair ar fud na hEorpa; ní mór breathnú ar rialacha tráchta a bheadh ar aon fhocal i measc na mBallstát uile a chur i bhfeidhm; ba chóir do na Ballstáit uile an córas éigeandála E-Glaoch a bheith i chuile charr, chomh luath in Éirinn agus is féidir.

Ba chóir do chuile Bhallstát reachtaíocht sábháilteacht bóthair a chur i bhfeidhm go dian dúthrachtach.

Iarraim ar thiománaithe iad fhéin a iompar ar bhonn cúramach, freagrach agus iad ar an stiúir. Tá dualgas orainn uilig an bóthar a dhéanamh sábháilte dóibh siúd a bhaineann úsáid as.

 
  
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  Margrete Auken, a nome del gruppo Verts/ALE. – (DA) Signor Presidente, mi congratulo con lei per la sua elezione. Qui in Europa abbiamo un grosso problema, e ritengo, anzi sono convinta, che non riusciremo a risolverlo se non diventeremo molto più efficaci. Vorrei ringraziare l’onorevole Hedkvist Petersen. Sono del parere che lei e io concordiamo sul fatto che ciò che esiste al momento in materia non è sufficiente se vogliamo compiere passi avanti. Non si affronta in maniera adeguata la questione dei limiti di velocità, né vengono considerati con la dovuta attenzione aspetti quali la guida in stato di ebbrezza e lo svolgimento di attività di controllo. Occorre quindi migliorare la situazione in modo che tali problemi possano essere affrontati con molta serietà. Consentitemi anche di far riferimento a qualcosa che mi ha lasciato molto sorpresa. Mi occupo di sicurezza stradale da 15-20 anni e ho imparato che un lavoro serio e costruttivo in materia dipende dal fatto di poter disporre di valide statistiche. Le statistiche disponibili nell’Unione europea sono del tutto inadeguate, eppure quando in seno alla commissione competente abbiamo proposto, e vi sono ancora alcuni emendamenti al riguardo, che le statistiche sugli incidenti riguardino, com’è ovvio, il numero di persone, ossia di abitanti, coinvolte, siamo stati bocciati. Sembra quasi che più autovetture ha, più un paese è sicuro, in quanto al momento le statistiche fanno riferimento al numero di autovetture. Ne consegue che Cipro è uno dei paesi più sicuri in quanto ha un numero estremamente elevato di autovetture. Acquistando molte più autovetture, otteniamo un livello di sicurezza più elevato. Se non risolviamo il problema delle statistiche in modo che il numero di incidenti sia misurato in relazione alle persone e agli abitanti, è inutile pensare di intraprendere un serio lavoro di unificazione per migliorare la sicurezza stradale in Europa, in quanto non avrebbe alcun senso.

Se mi è consentito, infine, vorrei ringraziare l’onorevole Hedkvist Petersen per la sua costruttiva collaborazione. Mi auguro che anche in futuro lei possa avere l’opportunità di sfruttare le sue ottime capacità, compreso nel campo della sicurezza stradale.

 
  
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  Erik Meijer, a nome del gruppo GUE/NGL. – (NL) Signor Presidente, alcuni elementi della sicurezza stradale possono essere regolamentati in maniera più adeguata su piccola scala, e con questo non intendo soltanto i dissuasori di velocità o il fatto di mantenere gli autoveicoli al di fuori delle aree residenziali e di sostenere i trasporti pubblici. Le esigenze di utilizzo degli autoveicoli in zone densamente popolate con molti pedoni e ciclisti sono diverse da quelle delle zone scarsamente popolate con lunghe strade tranquille. La visibilità dei veicoli è diversa nelle zone in cui la posizione del sole è più bassa rispetto a quelle in cui è alta. Questo significa, ad esempio, che il possibile requisito dell’accensione dei fari delle autovetture durante il giorno sia giusto in una zona, mentre potrebbe essere sbagliato in altre.

In altre zone è preferibile una regolamentazione uniforme a livello europeo, come ad esempio una segnaletica stradale uniforme, specchietti per eliminare gli angoli ciechi, barriere di protezione che non presentino ulteriori rischi per i motociclisti o la protezione dei conducenti dall’affaticamento dovuto a lunghe ore consecutive di guida.

Mi spiace che le proposte sull’uso dei telefoni cellulari al volante, la formazione in materia di sicurezza stradale e il rischio della neve sui tetti delle autovetture siano state ritirate dalla relatrice. Per il resto, ritengo la relazione un documento solido e completo, e il mio gruppo vi accorda il suo sostegno.

 
  
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  Kathy Sinnott, a nome del gruppo IND/DEM. – (EN) Signor Presidente, vorrei dire al Commissario che molti di noi hanno un’esperienza personale di tragedie sulle strade. La sicurezza stradale è una costante preoccupazione per tutti noi e per coloro che rappresentiamo.

Sono sicura che voteremo a favore di misure di rafforzamento della sicurezza, e lo ritengo un fatto positivo. Il mio timore è tuttavia che, quando le disposizioni sulla sicurezza diventeranno legge, avremo un falso senso di maggiore sicurezza delle strade. Questo non è sempre vero. Ai fini della sicurezza, abbiamo stabilito disposizioni in base alle quali i camionisti devono effettuare brevi pause ogni quattro ore e una pausa lunga ogni nove ore. In Irlanda le aree in cui i camionisti possono parcheggiare i loro automezzi e concedersi un po’ di riposo sono molto poche. I camionisti sono pertanto costretti a fermarsi sul ciglio della strada, e questa è una prassi molto pericolosa per il camionista e per chiunque utilizzi la strada.

Il problema è che nel caso della sicurezza abbiamo imposto ai camionisti un obbligo che in Irlanda non possono rispettare in condizioni di sicurezza. Ciò è dovuto al fatto che non abbiamo imposto ai governi l’obbligo corrispondente di prevedere aree di sosta ai bordi delle strade, neppure sulle strade finanziate dall’UE. Una nuova autostrada aperta tre mesi fa nel mio collegio elettorale non ha una sola area di sosta. Oggi stiamo esaminando disposizioni intese a rendere più sicuri rotonde, strade secondarie e zone interessate da lavori stradali. Tutto questo è molto positivo, tuttavia impariamo dall’esperienza dei camionisti in Irlanda e chiediamo ai governi nazionali di procedere ai necessari adeguamenti delle strade per applicare queste misure di sicurezza, altrimenti, nonostante tutti i nostri sforzi, continueremo a essere afflitti dal problema delle stragi sulle strade.

 
  
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  Rodi Kratsa-Tsagaropoulou (PPE-DE).(EL) La ringrazio, signor Presidente in carica. Mi congratulo con lei per la sua nomina e attendo di poter lavorare insieme nel quadro della nuova Presidenza. Vorrei rivolgere le mie congratulazioni anche alla relatrice, onorevole Petersen, per il lavoro svolto e porgerle i miei migliori auguri per il futuro nel momento in cui lascia il Parlamento.

Onorevoli colleghi, signor Commissario, la questione della sicurezza stradale di cui discutiamo questa sera è estremamente importante, innanzi tutto perché riguarda la vita stessa dei cittadini europei. Rappresenta tuttavia anche un’ottima opportunità per dimostrare quanto l’Unione europea può essere efficace nella vita quotidiana dei cittadini e il valore aggiunto che può dare alle iniziative e alle politiche degli Stati membri.

Il bilancio intermedio del programma d’azione fa il punto sui progressi compiuti nella lotta contro gli incidenti, tuttavia abbiamo tutti i motivi per sottolineare che occorre fare di più e agire più rapidamente nel quadro di una strategia più generale. Non dobbiamo dimenticare che le iniziative volte a rafforzare il mercato interno, il turismo, la mobilità dei cittadini europei e la competitività aumentano il numero di incidenti stradali e le possibilità di incidenti.

Il primo aspetto su cui vorrei soffermarmi questa sera è che occorre coordinare gli strumenti e le infrastrutture a nostra disposizione applicando la legislazione sulla segnaletica stradale, le norme di guida, le disposizioni relative alla costruzione e alla manutenzione delle strade, alle cinture di sicurezza e così via.

La seconda questione che vorrei affrontare è la necessità di condizioni uniformi di sicurezza in tutta l’Unione europea. A parte il coordinamento e lo scambio delle migliori prassi, è necessario promuovere una patente di guida uniforme e sistemi di prevenzione e di risposta come quello di chiamata elettronica.

 
  
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  Zita Gurmai (PSE).(HU) Molte grazie, signor Presidente, e congratulazioni per il suo nuovo incarico. La sicurezza stradale è letteralmente una questione di vita o di morte, oltre a costituire un problema difficile e complesso, in quanto chiunque, ciascuno di noi, corre grossi rischi. Nel mio paese, più di metà dell’uno per cento di tutti i cittadini muore a seguito di incidenti stradali. Per conseguire la prevista riduzione del numero di incidenti stradali entro il 2010, sono necessarie varie misure accuratamente studiate. La relazione dell’onorevole Hedkvist Petersen illustra le iniziative da intraprendere, dall’applicazione delle normative esistenti, insistendo sul miglioramento delle tecniche di guida, ad esempio, all’introduzione di innovazioni tecniche e al miglioramento delle infrastrutture. Sono necessarie migliori garanzie per gli utenti più vulnerabili delle strade pubbliche, ossia pedoni e ciclisti, senza dimenticare i disabili, la cui sicurezza richiede soluzioni specifiche. Questo è il momento più opportuno per agire in tal senso, tenuto conto che il 2007 è l’Anno delle pari opportunità per tutti.

L’UE e gli Stati membri condividono la responsabilità della sicurezza stradale. Al fine di rafforzare il contesto sociale, invitiamo le organizzazioni della società civile a dare prova del loro impegno a favore del miglioramento della sicurezza stradale firmando la Carta della sicurezza stradale entro i prossimi tre anni.

L’UE dovrebbe svolgere un ruolo di coordinamento soprattutto nelle campagne informative e di sensibilizzazione, avviando programmi di ricerca e promuovendo la condivisione di esperienze. Se riusciremo a conseguire i nostri obiettivi, in un paese piccolo come l’Ungheria, con i suoi dieci milioni di abitanti, potremo salvare 500 vite umane, ossia all’incirca il numero di seggi in quest’Aula.

Cara Ewa, sentiremo la tua mancanza. Sono sicura che riuscirai a ottenere ciò cui aspiri. Da parte nostra, cercheremo di seguire gli insegnamenti che abbiamo appreso da te in Parlamento.

Facciamo in modo che si possa viaggiare in condizioni sicure, decenti e adeguate.

 
  
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  Hannu Takkula (ALDE).(FI) Signor Presidente, innanzi tutto vorrei ringraziare la relatrice, onorevole Hedkvist Petersen, per l’ottimo lavoro svolto. Ho anche avuto modo di conoscerla un po’ in relazione all’attività della commissione competente, e lei è sempre stata molto diligente e impegnata nel suo lavoro in seno alla commissione, occupandosi in modo particolare delle questioni della sicurezza stradale. La ringrazio per averle menzionate, per la relazione e per il lavoro svolto.

E’ vero che nell’Unione europea esistono molte norme, tuttavia è fondamentale il modo in cui vengono applicate. La principale minaccia per la sicurezza stradale continua a essere quell’elemento che si trova tra il volante e il sedile. Dobbiamo adottare un atteggiamento di più ampie vedute nei confronti del traffico e dell’educazione alla sicurezza stradale, e ritengo che sarà un fatto positivo se potremo disporre di criteri armonizzati in tutta Europa riguardo all’educazione alla sicurezza stradale e alle patenti di guida, tenuto conto della libertà di circolazione. E’ ovvio che sono anche indispensabili gli investimenti per migliorare le condizioni dei veicoli e delle strade, ma l’educazione alla cultura della sicurezza stradale è il fattore determinante.

Per quanto riguarda i tassi di alcolemia, vorrei dire ancora una volta che l’unica possibilità in questo caso è la tolleranza zero. Alcolici e guida costituiscono sempre un binomio incompatibile, e per questo motivo in tutta Europa non deve esistere alcuna tolleranza nei confronti del consumo di alcolici.

 
  
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  Janusz Wojciechowski (UEN).(PL) Signor Presidente, i rischi associati al traffico stradale sono il principale pericolo cui il cittadino medio è esposto nel mondo contemporaneo, e questo è il motivo per cui è così importante discutere oggi di questo argomento.

Vorrei sollevare una questione di cui non si fa menzione nella relazione. Riguarda un elemento del trasporto stradale che a prima vista non sembra avere un’influenza diretta sulla sicurezza, ma che occupa un posto di primo piano nelle statistiche sugli incidenti. Mi riferisco agli alberi ai bordi delle strade. Nei tempi passati, questi alberi servivano a proteggere le carrozze trainate dai cavalli dal vento e della neve. Nell’epoca attuale delle autovetture veloci, gli alberi costituiscono tuttavia una minaccia letale. Nel mio paese, la Polonia, ogni anno muoiono più di mille persone a seguito dell’urto della loro vettura contro un albero. Altre duemila persone muoiono a seguito di urti frontali, quando gli alberi bloccano le possibili vie di fuga da situazioni pericolose sulle strade.

Sono molto sensibile all’ambiente e mi piace vedere gli alberi nei parchi, nelle foreste e in molti altri luoghi. Ritengo tuttavia che gli alberi ai bordi delle strade debbano essere eliminati in quanto costituiscono un grosso pericolo. Una misura di questo genere dovrebbe essere inclusa tra le iniziative intese a migliorare la sicurezza stradale. Gli alberi potrebbero essere sostituiti da siepi non pericolose. Sono molte le zone in cui questo tipo di misure potrebbe contribuire a migliorare la sicurezza sulle strade.

 
  
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  Renate Sommer (PPE-DE).(DE) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, circolare sulle strade non è certo privo di rischi, come tutti sanno, tuttavia è ovvio che non si può rinunciare al trasporto di persone e merci su strada. Si tratta in definitiva della forma più flessibile di trasporto, che dipende da un sistema stradale funzionale. Le strade sono le arterie della nostra economia.

L’UE si è fissata l’obiettivo di rendere i trasporti stradali più sicuri, e senza dubbio è del tutto inaccettabile che così tante migliaia di persone muoiano ogni anno su strade e autostrade. Si registrano ancora più di 40 000 morti sulle strade. Cosa si può fare al riguardo?

Un modo importante e semplice per ottenere un’ulteriore riduzione del numero di incidenti sarebbe l’introduzione di un divieto totale di bere alcolici e guidare per i giovani conducenti e i neopatentati, e per i conducenti professionali che trasportano passeggeri e, ad esempio, merci pericolose. Vorrei pertanto chiedere che vengano approvate disposizioni che impongano un tasso di alcolemia pari a zero per questi conducenti, che presentano un maggiore rischio. I neopatentati mancano di esperienza e pertanto sono particolarmente soggetti a incidenti se bevono alcolici. Nel caso del trasporto di passeggeri o di merci pericolose, i conducenti hanno una responsabilità particolarmente elevata, e pertanto è giusto che evitino del tutto il consumo di alcolici quando guidano. Non è ammissibile alcuna tolleranza al riguardo.

Un’altra misura che potrebbe contribuire a una considerevole e duratura riduzione del numero degli incidenti gravi è un’adeguata attività di controllo del traffico. Spetta agli Stati membri verificare la corretta applicazione delle norme esistenti, ad esempio attraverso controlli della patente di guida, della sicurezza e del consumo di alcolici, in quanto non tutto deve essere regolamentato da nuove ulteriori norme europee. Questo vale anche, per inciso, per un limite di velocità a livello di Unione europea. Ritengo che sia una questione sulla quale devono decidere i singoli Stati membri, sulla base della qualità delle loro strade e autostrade. La guida veloce, e con questo non intendo la guida spericolata, non comporta di per sé un aumento del rischio di avere un incidente. La stanchezza costituisce forse un maggiore fattore di rischio, ma come possiamo controllarla, almeno nel trasporto con autovetture private?

Un aspetto che si può controllare è tuttavia l’uso dei telefoni cellulari durante la guida. I conducenti sono distratti dal telefono all’orecchio. L’obbligo di utilizzare dispositivi per telefoni cellulari che permettano di avere le mani libere potrebbe pertanto contribuire in misura considerevole alla sicurezza stradale. Non capisco coloro che in questa sede vogliono impedirlo: da molto tempo sappiamo che questo costituisce un problema.

Un divieto generale di sorpasso per i veicoli che pesano più di 12 tonnellate sarebbe di sicuro auspicabile dal mio punto di vista personale quale automobilista, e io guido molto, ma la questione è se sia realistico. Forse lo si dovrebbe legare a una velocità specifica. Ritengo assolutamente fondamentale sottoporre a regolari ispezioni tecniche di sicurezza, uniformi in tutta Europa, tutti i veicoli a motore.

Infine, vorrei formulare un’altra osservazione: gli incentivi, di solito fiscali, per rinnovare il parco macchine, sarebbero un ottimo strumento per risolvere il problema della sicurezza, oltre a essere importanti anche dal punto di vista della protezione dell’ambiente. Ad esempio, l’abolizione delle tasse di immatricolazione in alcuni Stati membri costituirebbe un importante contributo in tal senso. Come sappiamo tuttavia, questo è tutto un altro argomento.

Sono molto grata alla relatrice per l’ottimo lavoro svolto e a voi, onorevoli colleghi, per la vostra attenzione a quest’ora così tarda.

 
  
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  Emanuel Jardim Fernandes (PSE).(PT) Signor Presidente, vorrei iniziare congratulandomi con lei ed esprimendo la mia soddisfazione nel vederla rivestire questo incarico, tenuto conto dell’operato da lei svolto nel corso della sua vita politica. Desidero poi rivolgere un elogio all’onorevole Petersen per l’alta qualità della sua relazione e per tutto ciò che ha fatto in Parlamento e in Europa per la sicurezza stradale.

Sostengo la relazione e voterò a suo favore, in quanto ritengo che soltanto attraverso misure rigorose adottate dagli Stati membri e dall’UE potremo affrontare, in maniera coordinata, il problema delle strade pericolose, che causano circa 40 000 morti all’anno e che costano direttamente all’economia qualcosa come il 2 per cento del PIL all’anno, come è stato sottolineato.

Tra le altre misure, accolgo con particolare favore le proposte volte ad accrescere la sicurezza, ad esempio applicando in futuro norme di guida armonizzate a livello europeo, creando e migliorando le infrastrutture e la loro gestione, rendendo i veicoli più sicuri, introducendo il sistema di chiamata elettronica, i sistemi di limitazione della velocità e il sistema di blocco in caso di eccessivo consumo di alcolici. Ritengo inoltre irrealizzabile, anche da un punto di vista scientifico, imporre un tasso di alcolemia pari a zero.

Accordo il mio sostegno anche alle proposte altrettanto importanti volte a definire una legislazione che renda obbligatorio l’uso delle cinture di sicurezza in tutti i casi e per tutti i tipi di veicoli. In ogni caso, in questi e in altri settori, la Commissione ha ulteriori responsabilità nella sua veste di Istituzione con il potere di iniziativa legislativa, responsabilità che mi auguro, e ne sono convinto, rispetterà.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. MECHTILD ROTHE
Vicepresidente

 
  
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  Nathalie Griesbeck (ALDE).(FR) Signora Presidente, mi congratulo con lei per la sua elezione. Anch’io vorrei esprimere alcune osservazioni sulla relazione relativa al trasporto stradale. Il trasporto stradale, e me ne rammarico, come molti altri in questa sede, è in costante aumento, e pertanto l’Unione deve fare della sicurezza stradale una priorità politica, come siamo tutti d’accordo a riconoscere.

La relazione in esame illustra i progressi registrati e propone nuove misure che integrano le disposizioni sulla patente di guida europea di recente approvate e che sono nel complesso soddisfacenti. Non intendo elencarle, ma vorrei dire che costituiscono un considerevole passo avanti. Vorrei semplicemente tornare sulla questione dell’accensione dei fari di giorno, cui sono del tutto contraria, in quanto in effetti non esiste alcuno studio attendibile che dimostri l’efficacia di una misura di questo genere. E’ vero che dall’introduzione di questa misura nel mio paese il numero di morti è diminuito, e questo è un fatto positivo, ma a un esame più approfondito si constata che il numero di morti per categoria di utenti definiti vulnerabili è aumentato, in base ai dati da me reperiti, di più dell’8 per cento per i pedoni, di più dello 0,6 per cento per i ciclisti e di più del 3,8 per cento per i motociclisti, e quindi in modo particolare per questi ultimi. Senza voler insistere ulteriormente, vorrei richiamare l’attenzione degli onorevoli colleghi su questo aspetto e chiedere un approfondimento della questione.

Vorrei concludere ringraziando a mia volta la relatrice e augurandole buona fortuna nella sua nuova vita.

 
  
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  Ryszard Czarnecki (UEN).(PL) Signora Presidente, quarantamila persone muoiono ogni anno sulle strade, e questo dato fornisce un’idea di quali siano le dimensioni del problema. I costi diretti e indiretti degli incidenti sono pari a 180 miliardi di euro, che rappresentano il 2 per cento del PIL dell’Unione europea. Tenuto conto di questa situazione, è davvero essenziale intervenire con maggiore risolutezza a livello comunitario. Devono essere imposte sanzioni più severe per le infrazioni stradali più comuni come l’eccesso di velocità e la guida in stato di ebbrezza.

Si devono tuttavia affrontare anche nuove situazioni. In molti paesi, fra cui il mio, un numero sempre maggiore di persone si mette alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Per questo motivo è stato istituito il progetto DRUID, allo scopo di dimezzare il numero di incidenti stradali mortali entro il 2010, che costituisce un obiettivo ambizioso. Gli ultimi due pareri della Commissione europea sulle direttive relative alla gestione delle infrastrutture stradali e alla sicurezza saranno di grande aiuto. E’ possibile ridurre il numero di morti sulle strade del 16 per cento. Sono favorevole all’introduzione del tasso di alcolemia dello zero per mille per i neopatentati e i conducenti professionali.

 
  
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  Luis de Grandes Pascual (PPE-DE).(ES) Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario per i trasporti, vorrei congratularmi con la signora Presidente per la sua elezione e porgerle i migliori auguri di buona fortuna nel suo nuovo ruolo.

Onorevoli colleghi, la sicurezza stradale è uno di quegli argomenti che sono sempre di attualità. Prima o poi, tutti gli Stati membri stilano un bilancio delle vittime e degli incidenti, e la conclusione è sempre la stessa: possiamo tutti e sempre fare di più per ridurre il numero delle vittime.

Ritengo che vi siano tre elementi fondamentali per migliorare la sicurezza stradale: aumento della sicurezza delle infrastrutture, progressiva armonizzazione delle norme e educazione stradale. E’ fondamentale migliorare la sicurezza della rete stradale transeuropea, tuttavia ancora una volta il nuovo quadro finanziario dell’Unione europea non lascia purtroppo molto spazio alla speranza e non contiene risorse sufficienti per migliorare la qualità delle strade comunitarie.

Inoltre, la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva per migliorare la sicurezza delle infrastrutture, che tratta una questione che ritengo particolarmente interessante, anche se non lo fa in maniera molto approfondita: la necessità di barriere di protezione sulle strade al fine di garantire anche la sicurezza dei motociclisti. Anche molte misure di armonizzazione avranno effetti positivi per la sicurezza stradale, e si possono citare ad esempio la fissazione di requisiti minimi di sicurezza attiva e passiva per i veicoli, l’obbligo di strisce catarifrangenti sugli autocarri, norme tecniche uniformi per la segnaletica stradale e creazione di aree di riposo per i conducenti.

Ritengo inoltre che le scuole dovrebbero fornire un livello minimo di educazione alla sicurezza stradale per i giovani, in qualità di pedoni e di potenziali automobilisti. Educazione e formazione sono essenziali per conseguire risultati costanti nel lungo periodo.

Mi auguro pertanto che l’Assemblea riunita in seduta plenaria respinga la proposta dell’ultimo minuto del gruppo socialista di eliminare ciò che la commissione per i trasporti ha approvato al riguardo. Mi ha fatto molto piacere sentire ciò che è stato detto dal gruppo dei Liberali e mi auguro che la Commissione respinga la proposta e approvi questi suggerimenti.

La ringrazio per il suo lavoro, onorevole Hedkvist Petersen. La saluto e le porgo i migliori auguri di buona fortuna.

 
  
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  Inés Ayala Sender (PSE).(ES) Signora Presidente, vorrei porgerle le mie congratulazioni. Sono lieta di vederla nella sua nuova veste e sono sicura che svolgerà un ottimo lavoro.

Vorrei anche ringraziare la collega Ewa per i considerevoli sforzi compiuti in tutti questi anni per migliorare la sicurezza stradale in Europa. L’ho vista arrivare dalla sua regione di Luleå e abbiamo imparato le cose migliori insieme, e mi auguro, e sono convinta, che nel suo futuro professionale potrà mettere a frutto tutta la tenacia e la convinzione di cui ha dato prova qui nel Parlamento europeo. Ti porgo i miei migliori auguri, Ewa.

La relazione su cui oggi siamo chiamati a pronunciarci dimostra che non riusciremo a realizzare l’obiettivo di ridurre del 50 per cento il numero di morti entro il 2010, in quanto mancano solo tre anni a tale data e stiamo ancora procedendo con molta lentezza. La cosa peggiore è che nella maggior parte dei casi le vittime sono bambini e giovani, e pedoni di età superiore a 65 anni.

Devo ancora una volta esprimere la mia frustrazione per il fatto che, a seguito della normativa, non sia possibile raggiungere un’ampia maggioranza sulla limitazione della velocità nonostante le prove schiaccianti che dimostrano che la velocità è la principale causa di morte e benché persino l’Organizzazione mondiale della sanità sostenga che dovrebbe essere la nostra priorità. La mia delegazione voterà pertanto a favore dell’emendamento n. 1 del gruppo Verde/Alleanza libera europea.

D’altro canto, sono molto lieta che la relatrice e il mio gruppo siano favorevoli a limitare il tasso di alcolemia a 0,5 mg in generale e a 0,2 mg per i giovani automobilisti e i conducenti professionali.

Riguardo agli altri meccanismi e alle altre proposte, che sono molto numerosi, anche se in gran parte hanno purtroppo un carattere di volontarietà, vorrei sottolinearne alcuni che, sebbene possano sembrare meno importanti, sono molto efficaci, come ad esempio l’aumento dell’uso degli avvisatori che ricordano di allacciare le cinture di sicurezza, non solo per i sedili anteriori, ma anche per quelli posteriori, e per tutti gli autoveicoli, delle categorie superiori o inferiori, l’installazione di barriere di protezione ergonomiche allo scopo di prevenire gli alti tassi di mortalità che si registrano tra i motociclisti e l’eliminazione dei passaggi a livello.

Infine, sebbene questa possa non sembrare una questione molto significativa, vorrei che il settore automobilistico prendesse in considerazione un dispositivo poco costoso, anche se molto efficace in quanto in grado di influire sui conducenti, che riporti l’indicazione del limite massimo di velocità, su cui dovremo trovare un accordo, sia esso 130 o 140 chilometri orari, sul tachimetro, nello stesso colore rosso attualmente usato sui contagiri, che potrebbe avere la funzione di dissuasore psicologico, che si è dimostrato molto efficace in altri casi.

E’ ovvio che continueremo a collaborare con la Commissione per quanto riguarda le nuove proposte relative alle infrastrutture e alla punizione delle infrazioni.

 
  
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  Leopold Józef Rutowicz (UEN).(PL) Signora Presidente, il bilancio intermedio del programma di azione europeo per la sicurezza stradale è un documento significativo. Ogni anno centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo perdono la vita in incidenti stradali. Devono essere definite misure preventive più adeguate per far fronte a questa tragedia.

Sono del parere che le seguenti azioni siano molto importanti: armonizzazione e applicazione della normativa in materia di traffico stradale in tutta l’Unione europea, inasprimento delle sanzioni per la guida sotto l’effetto di alcolici o stupefacenti (quest’ultimo è un fenomeno nuovo), definizione di adeguati programmi di educazione per i giovani e ricorso a tutti gli strumenti disponibili per migliorare la sicurezza. Mi riferisco al miglioramento della qualità delle strade e delle superfici stradali e all’elaborazione di piani per potenziare la rete stradale ed eliminarne le parti pericolose. Ritengo inoltre necessario introdurre requisiti tecnici più rigorosi per la costruzione delle strade, in base ai quali, ad esempio, tutte le strade transeuropee dovrebbero avere almeno sei corsie.

Vorrei ringraziare la relatrice, onorevole Petersen, per l’ottimo documento presentato.

 
  
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  Justas Vincas Paleckis (PSE).(DE) Signora Presidente, desidero, ancora una volta, congratularmi vivamente con lei!

(LT) L’autrice della relazione ha dato a tutti i cittadini dell’UE alcuni importanti suggerimenti. E’ giunto il momento di compiere ogni possibile sforzo per far sì che entro il 2010 si riducano del 50 per cento le visite dello spettro della morte sulle nostre strade. Se si considera la mappa statistica dei morti sulle strade nei paesi dell’Unione europea, ciò che salta all’occhio è la prevalenza del colore del sangue nella metà orientale dell’UE. In quasi tutti i nuovi Stati membri dell’UE la situazione è di gran lunga peggiore rispetto a quella dei vecchi Stati membri, e in proporzione sulle strade della Lituania il numero di morti è cinque volte superiore a quello registrato in Olanda. L’UE ha il dovere di condividere l’esperienza maturata con i nuovi Stati membri, per contribuire a sradicare lo stile di guida aggressivo, per inculcare in tutti coloro che circolano sulle strade la tolleranza di cui oggi si è parlato così tanto in Aula. E’ importante migliorare le infrastrutture stradali e la sicurezza dei veicoli, nonché inasprire e uniformare i requisiti del traffico stradale e le sanzioni. Anche la guida in stato di ebbrezza o irresponsabile deve essere combattuta in tutti i paesi dell’UE.

 
  
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  Luís Queiró (PPE-DE).(PT) Signora Presidente, se mi è consentito, anch’io vorrei congratularmi con lei per la sua elezione. Ciò che più mi colpisce quando si discute di sicurezza stradale è l’abisso che separa i paesi con bassi tassi di incidenti e poche vittime e quelli in cui, nonostante i considerevoli progressi compiuti negli ultimi anni, i risultati restano tragicamente insoddisfacenti.

Comprendo e condivido la posizione assunta dall’onorevole Petersen che, oltre ad aver elaborato un’ottima relazione, ha compilato un elenco molto pertinente di questioni specifiche di cui si deve tenere conto, fra cui l’obbligo di installare dispositivi vivavoce di telefonia mobile, il problema della segnaletica stradale, la necessità di una cooperazione transfrontaliera per un’efficace applicazione delle sanzioni, il dibattito sull’uso dei fari di giorno, il tasso di alcolemia dello zero per mille per i giovani conducenti, la necessità di essere realistici quando si tratta di fissare i limiti di velocità, l’uso di spartitraffico centrali e la necessità di proteggere i motociclisti dalle barriere centrali letali. Potrei continuare in quanto l’elenco è molto lungo.

Detto questo, ribadendo che ciò che più mi colpisce sono le differenze tra i paesi e, soprattutto, le norme applicate, vorrei sottolineare che a mio avviso vi sono due fattori fondamentali: da un lato, com’è ovvio, la qualità dei veicoli e lo stato dell’infrastruttura stradale e, dall’altro, gli stessi conducenti. Nei dati emersi si riflette in larga misura una dimensione educativa e culturale. Ritengo che siano questi gli aspetti sui quali dobbiamo concentrare l’attenzione. E’ ovvio che ciò che conta non sono soltanto la tecnologia e le norme, ma anche, soprattutto, la persona che guida e il suo comportamento al volante. Se una strada è pericolosa, un conducente particolarmente prudente può evitare un incidente, mentre qualsiasi forma di guida pericolosa potrebbe causare una tragedia anche su una strada sicura. Sono convinto che le autorità e i cittadini di alcuni paesi lo abbiano capito, mentre in altri paesi il messaggio non è stato affatto recepito e deve essere ribadito.

Per il resto, ciò che abbiamo in questo caso è una serie importante e molto pertinente di misure su cui sono essenzialmente d’accordo. Forse non è fondamentale imporre la stessa regola sul diritto di precedenza nelle rotatorie in tutta l’Unione europea, tenuto conto che in alcuni paesi si guida a sinistra; il ghiaccio e la neve sui tetti dei veicoli non costituiscono un problema per tutti gli Stati membri, almeno non per il mio, ma nel complesso riconosco l’utilità della maggior parte delle misure proposte. Desidero concludere sottolineando il fatto che i conducenti hanno la possibilità di riuscire a migliorare la sicurezza stradale se vengono educati e sensibilizzati riguardo alla loro responsabilità, altrimenti continueranno a provocare incidenti e a mietere vittime.

 
  
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  Proinsias De Rossa (PSE).(EN) La ringrazio, signora Presidente, e mi congratulo con lei per la sua elezione.

La cooperazione di polizia in materia di perseguibilità transfrontaliera delle infrazioni stradali, che in alcuni Stati membri rappresenta il 25 per cento dei casi, non viene attuata in maniera adeguata o si deve svolgere sulla base di complessi accordi bilaterali. Nelle zone frontaliere in Irlanda, ad esempio, i motociclisti che commettono un’infrazione per eccesso di velocità da un lato della frontiera restano impuniti se il loro veicolo è immatricolato dall’altro lato della frontiera. Eppure, né l’Irlanda né il Regno Unito applicano la Convenzione europea del 1998 relativa alle decisioni di ritiro della patente di guida, nonostante sia stata recepita nella legislazione nazionale in entrambe le giurisdizioni.

Ritengo tuttavia urgente che la Commissione presenti proposte relative all’applicazione a livello europeo di sanzioni per infrazioni stradali, al riconoscimento reciproco dei punti di penalizzazione, al ritiro della patente di guida, alla formazione e alla riabilitazione dei conducenti. Vorrei inoltre che venisse stabilito un tasso di alcolemia europeo comune, che a mio parere non dovrebbe essere superiore a 50 mg.

Per inciso, vorrei far riferimento a un’osservazione formulata da uno degli onorevoli colleghi in questa sede riguardo agli alberi. Mi opporrei con tutte le mie forze a qualsiasi proposta di abbattimento degli alberi per favorire i conducenti che superano i limiti di velocità, guidano sotto l’effetto di stupefacenti o sono imprudenti. Sostengo inoltre l’onorevole Sinnott nel parere che ha espresso in relazione alle piazzole di sosta per i camionisti, che dovrebbero essere disponibili anche per gli automobilisti. Non molto tempo fa ho avuto l’esperienza di un viaggio di due ore sulla strada da Wexford a Dublino in Irlanda, una strada di recente potenziata utilizzando considerevoli risorse comunitarie, e durante tutto il percorso non ho visto una sola piazzola di sosta su entrambi i lati della strada. Lo ritengo estremamente deplorevole.

 
  
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  Jim Higgins (PPE-DE). – A Uachtaráin, ar an gcéad dul síos fáiltím roimh an tuarascáil seo ón gCoiste um Iompar agus um Thurasóireacht agus fáiltím chomh maith na moltaí go dtí an Coimisiún. Labhrann na staitisticí ar a son féin. Maraítear 40 000 duine chuile bliain ar fud an Aontais Eorpaigh. Ó théarmaí airgeadais is ionann seo agus 2% de GDP nó EUR 180 000 billiún. Is iad timpistí bóthar an chúis is mó le bás pháistí agus le bás dhaoine óga. Más féidir le tíortha áirithe an caighdeán sábháilteachta bóthair a fheabhasú, caithfear tú fiafraí conas atá tíortha eile ag titim chun deiridh. Is cúis bhróin dom é nach bhfuil mo thír dhúchais, Éire, ag déanamh níos fearr ná mar atá sí i láthair na huaire. Tá an Chomhairle Eorpach um Shábháilteacht Iompair ag foilsiú tuarascáil chuile cheathrú agus is maith an rud é seo mar coinníonn sé an fhadhb faoi shúil ghéar. Aontaím leis na moltaí ón Rappórtéir agus is iontach an tuarascáil í agus mo chomhghairdeas léi agus an moladh go mór mhór go mbeidh saghas leathchúplaíocht idir na tíortha atá ag déanamh go maith agus iad siúd atá lag a eagrú leis an aidhm go spreagfaidh sé seo na tíortha laga níos mó a dhéanamh. Tá an tuarascáil an-cuimsitheach agus aontaím go hiomlán leis na moltaí atá inti. Is minic a fhaigheann daoine bás i bhfeihiclí ós rud é nach raibh aon tseirbhísí tarthála in ann a fháil amach cá raibh an timpiste. Creidim go mba cheart go mbeadh an córas E-Glaoch éigeantach i ngach feihicle nua. Ceapaim chomh maith go sábhálfaidh sé seo alán beathaí. I ndeireadh na dála is ag na rialtaisí na mBallstát éagsúla atá an dualgas sábháilteachta. Mar a deirtear sa tuarascáil, caithfear ceannaireacht pholaitiúil a bheith ann. Fáiltím go bhfuil Uachtaránacht na Gearmáine ag cur béime ar shábháilteacht bóthair ina clár don Uachtaránacht. Tárlaíonn timpistí bóthar ach i bhformhór na gcásanna, ní timpistí a bhíonn iontu ar chor ar bith. Tárlaíonn siad mar gheall ar dhrochthiomáint, ar luas agus ar alcól. An t-oideachas agus feidhmiú atá tábhachtach.

 
  
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  Jacques Barrot, Vicepresidente della Commissione. – (FR) Signora Presidente, onorevoli deputati, questo dibattito molto ricco merita molte risposte. Cercherò di limitarmi all’essenziale. Vorrei ringraziare ancora una volta l’onorevole Hedkvist Petersen e ricordarle che gli scambi di esperienze saranno d’ora in poi la prassi corrente e che i costruttori hanno finalmente capito che la sicurezza potrebbe diventare un fattore di vendita, come dimostra il programma EuroNCAP. L’impegno assunto dai costruttori nella Carta europea della sicurezza stradale ha riguardato in modo specifico i dispositivi che ricordano di allacciare le cinture di sicurezza e il controllo elettronico della stabilità degli automezzi pesanti.

Vorrei ora rispondere in breve agli oratori dei gruppi. L’onorevole Koch e l’onorevole Titley hanno insistito sul rispetto delle norme, sul controllo e sulle sanzioni. Hanno assolutamente ragione: si tratta delle massime priorità. L’onorevole Titley e alcuni altri deputati hanno fatto riferimento all’accensione dei fari di giorno. Quando abbiamo consultato gli Stati membri era evidente che non era stata adottata alcuna decisione. E’ vero che l’accensione dei fari di giorno è in vigore secondo procedure diverse. Quelli che l’hanno resa obbligatoria sembrano essere relativamente soddisfatti, ma non abbiamo adottato decisioni al riguardo. E’ probabile che si debbano attendere fari dedicati.

Onorevole Degutis, vari Stati membri che hanno aderito nel 2004 stanno attualmente compiendo passi avanti e i loro sforzi stanno dando i loro frutti, come lei ha a giusto titolo sottolineato. Onorevole Ó Neachtain, per quanto riguarda la perseguibilità transfrontaliera, ci stiamo lavorando. Mi auguro vivamente che entro la fine dell’anno riusciremo a definire un sistema che consenta di prendere provvedimenti contro le infrazioni commesse in un altro Stato membro. L’onorevole Meijer ha fatto riferimento a soluzioni su piccola scala. Esiste infatti una competenza condivisa tra Europa, Stati membri e regioni. L’onorevole Sinnott ha parlato della sicurezza delle infrastrutture, che costituisce l’oggetto dell’ultima proposta della Commissione.

Non posso rispondere a tutti gli oratori. Credo che tutti si siano espressi a favore del nostro approccio integrato, che si basa su tre fattori, ossia comportamento dei conducenti, sicurezza dei veicoli e qualità delle infrastrutture. Gli interventi hanno confermato la convergenza di vedute tra le nostre due Istituzioni.

Concludendo questo dibattito, vorrei ringraziare tutti coloro che sono intervenuti e dire che conto molto sul sostegno del Parlamento riguardo alle proposte legislative in discussione, vale a dire installazione degli specchietti che eliminano l’angolo cieco per gli automezzi pesanti esistenti, gestione delle infrastrutture e, entro breve, perseguibilità transfrontaliera delle infrazioni. Desidero ringraziare il Parlamento per la sua volontà di farsi promotore di questo tipo di iniziative. Talvolta gli Stati membri sono più reticenti. Ho l’impressione che il Parlamento sia del tutto convinto che si deve agire con determinazione se si vogliono compiere passi avanti sull’importante questione della sicurezza stradale.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà domani.

Dichiarazione scritta (articolo 142 del Regolamento)

 
  
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  Francesco Musotto (PPE-DE). – Il traffico sulle strade europee è triplicato negli ultimi trent’anni e nonostante gli autoveicoli siano quattro volte più sicuri rispetto al 1970, gli incidenti stradali provocano più di 40.000 morti l’anno, con un costo diretto ed indiretto calcolabile in 180 miliardi di euro, il 2% del PIL dell’UE.

Gli obiettivi ambiziosi fissati dall’Unione Europea per il 2010, ossia dimezzare il numero delle vittime di incidenti stradali, non possono essere raggiunti senza tener conto del carattere fondamentale dell’educazione; per questo la relazione esorta gli Stati a rafforzare e diffondere ulteriormente politiche informative e campagne di sensibilizzazione alla sicurezza stradale tra gli utenti di tutte le età. Il Parlamento esorta inoltre gli Stati membri ad intensificare gli sforzi tesi a sensibilizzare gli utenti ad un maggiore utilizzo delle cinture di sicurezza in tutti i veicoli, compresi gli autobus, propone di promuovere campagne informative contro la stanchezza al volante, istallare barriere spartitraffico sicure per i motociclisti, stabilire norme minime comuni in materia di esame e certificazione degli istruttori di scuola guida. Inoltre la relazione propone che le norme in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro valgano anche per gli autoveicoli adibiti a luogo di lavoro mobile.

 
Ultimo aggiornamento: 22 marzo 2007Avviso legale