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Procedura : 2007/2535(RSP)
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B6-0101/2007

Discussioni :

PV 15/03/2007 - 11.1
CRE 15/03/2007 - 11.1

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PV 15/03/2007 - 12.1
CRE 15/03/2007 - 12.1

Testi approvati :

P6_TA(2007)0084

Discussioni
Giovedì 15 marzo 2007 - Strasburgo Edizione GU

11.1. Guatemala
PV
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca la discussione su sei proposte di risoluzione relative al Guatemala(1).

 
  
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  Józef Pinior (PSE), autore.(PL) Signor Presidente, negli ultimi mesi il Guatemala è stato teatro di omicidi insoluti, oscure minacce, casi di intimidazioni ai danni di sindacalisti, politici e ampi strati della popolazione. Nel gennaio 2007 Human Rights Watch ha pubblicato il suo ultimo rapporto sui diritti umani, in cui si afferma che nei 36 anni della guerra sporca che ha insanguinato il Guatemala e si è conclusa nel 1996, sono rimaste uccise circa 200 000 persone – lo ripeto, 200 000 persone sono rimaste uccise nei 36 anni della cosiddetta guerra sporca che ha investito il Guatemala.

Negli ultimi 20 anni in Guatemala abbiamo assistito a un processo di democratizzazione, grazie al quale lo Stato di diritto e le istituzioni democratiche hanno conosciuto un significativo sviluppo. Il Guatemala tuttavia rimane un paese in cui lo Stato di diritto è gravemente carente, e la democrazia non si è ancora affermata. In passato il paese è stato sconvolto da una serie di omicidi insoluti e dall’improvvisa scomparsa di numerosi cittadini, e attualmente si denunciano incidenti che coinvolgono potenti bande e la criminalità internazionale.

Vorrei ricordare all’Assemblea che nel 2005 sono stati scoperti tra 70 e 80 milioni di documenti concernenti la dissolta polizia nazionale; questi documenti contengono informazioni sui desaparecidos della guerra sporca, ma per essi non è ancora stata trovata la sede adatta. E’ giunto il momento che il Guatemala risolva tali questioni ispirandosi a principi democratici.

Signor Presidente, oggi la nostra Assemblea ha approvato le raccomandazioni alla Commissione europea sull’Accordo di associazione con i paesi dell’America centrale. Il mio gruppo politico ha sottolineato che, a nostro avviso, la liberalizzazione del commercio dev’essere inquadrata in una prospettiva politica. La liberalizzazione del commercio in America latina non può essere separata dalla democratizzazione. L’Unione europea deve fare ogni sforzo per aiutare il popolo guatemalteco a consolidare la democrazia, condurre indagini su tutti gli omicidi verificatisi durante la guerra sporca, e rafforzare la transizione pacifica per instaurare nel paese strutture effettivamente democratiche.

 
  
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  Bernd Posselt (PPE-DE), autore. (DE) Signor Presidente, vorrei ringraziare l’onorevole Pinior per aver ricordato che in Guatemala entrambe le parti ricorrono al terrore ormai da decenni. Nella discussione sui problemi d’attualità tenuta nel corso dell’ultima tornata alcuni mesi or sono, ho ricordato all’Assemblea che, all’inizio degli anni ’70, ossia più di 30 anni fa, un diplomatico tedesco, Karl Graf von Spreti, fu rapito e assassinato dai terroristi in Guatemala; egli era un autorevole politico bavarese che si batteva per la libertà, e tra breve in Baviera ricorderemo nuovamente l’anniversario della sua morte. Anche allora, al terrore ricorrevano indifferentemente regime e forze di opposizione.

Da allora il paese non ha ancora trovato pace, sebbene negli ultimi 20 anni vi sia stato un inizio di democratizzazione. Estrema destra ed estrema sinistra ricorrono alla violenza e, come l’onorevole Pinior ha giustamente sottolineato, il paese purtroppo è investito anche dalla violenza della criminalità organizzata, che è spesso legata agli estremisti politici. Per questo motivo in America latina dobbiamo condurre una politica aggressiva e intensa.

Sono grato all’onorevole Salafranca Sánchez-Neyra per aver preso l’iniziativa a nome del nostro gruppo, e anche all’onorevole Dess, che è particolarmente interessato ai rapporti con l’America latina, e soprattutto con il Brasile. Dobbiamo chiarire però che l’America latina non riguarda solo i nostri colleghi spagnoli e portoghesi, ma tutti noi, e che quel continente è un partner importante. Soltanto quando la democrazia e lo Stato di diritto avranno messo salde radici nell’America centrale e meridionale, e ogni forma di estremismo sarà nuovamente sotto controllo, il continente sarà in grado di svolgere quel ruolo che la sua influenza economica e culturale esige.

Per questo motivo – e su questo punto sono d’accordo con l’onorevole Pinior – dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti di politica commerciale a nostra disposizione per consolidare la democrazia e lo Stato di diritto. Democrazia e Stato di diritto non sono un lusso, né un accessorio da applicarsi alle relazioni economiche. Nel lungo periodo, non potranno esserci relazioni economiche di successo con regimi e forze che calpestano i fondamentali diritti umani. Per questo motivo è indispensabile condurre un dibattito sui diritti umani, ed esercitare pressioni di conseguenza.

 
  
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  Ryszard Czarnecki (UEN), autore. – (PL) Signor Presidente, nel lontano Guatemala, sono stati assassinati tre deputati del parlamento nazionale. Poi, come in un film poliziesco, quattro poliziotti coinvolti nel caso e arrestati – tra i quali il capo del dipartimento antimafia del Guatemala – sono stati uccisi in prigione.

Sembra proprio la sceneggiatura di un film giallo; purtroppo, però, non è un film bensì la vita reale, una scena di vita quotidiana in Guatemala. E’ giusto che il Parlamento europeo reagisca; stiamo reagendo alla situazione di uno Stato il cui Presidente ha pubblicamente ammesso che la corruzione è ampiamente diffusa tra le forze di polizia del suo paese.

Parliamo di un paese in cui ogni anno si commettono varie migliaia di omicidi e che, come la Colombia, è coinvolto nel traffico di stupefacenti. Adesso, com’è noto a tutti deputati di quest’Assemblea, le autorità del parlamento centroamericano stanno discutendo con Daniel Ortega, Presidente rieletto del Nicaragua, la possibilità di spostare la sede del parlamento centroamericano dal Guatemala – dove esiste una situazione di alto rischio – in Nicaragua. La situazione è davvero paradossale, se Ortega è in grado di offrire un rifugio sicuro.

Stando così le cose, credo che gli onorevoli Posselt e Pinior abbiano ragione: dobbiamo adottare una posizione ferma ed esplicita.

 
  
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  Tobias Pflüger (GUE/NGL), autore. – (DE) Signor Presidente, la situazione dei diritti umani in Guatemala è spaventosa. L’onorevole Czarnecki ha accennato al caso specifico a causa del quale oggi stiamo discutendo di questo tema.

Ovviamente la situazione in Guatemala è caratterizzata dalla forte influenza di gruppi sociali esterni ai partiti politici, in particolare i militari e le imprese. In alcune parti del paese, la popolazione indiana in particolare ha scarsa fiducia nel sistema giuridico statale. Secondo gli esperti guatemaltechi di diritti umani, ogni anno vengono uccise diverse migliaia di persone, ma soltanto il due per cento circa dei casi viene effettivamente risolto o si conclude con arresti.

Ieri in Guatemala è stato ucciso un cittadino tedesco; all’inizio di quest’anno sono stati uccisi sindacalisti come Pedro Zamora a Puerto Quetzal, o leader degli agricoltori insieme alle loro famiglie. I testimoni degli omicidi o i loro legali rappresentanti vengono minacciati e aggrediti, e subiscono anche irruzioni in casa propria.

Se vogliamo che la situazione migliori dal punto di vista della sicurezza, si dovrà favorire una soluzione politica e non il riarmo delle forze di sicurezza. Per questo motivo è essenziale ricordare che proprio le forze di sicurezza sono parte del problema guatemalteco. Adesso l’Unione europea ha annunciato l’intenzione di sostenere queste stesse forze di sicurezza, e purtroppo anche di continuare ad appoggiare un’intensificazione del libero scambio. La risposta di migliaia di cittadini guatemaltechi è relativamente chiara, come abbiamo potuto constatare durante la visita nel paese del Presidente degli Stati Uniti George W. Bush, che è stata contestata con ampie manifestazioni di dissenso.

Tra gli Stati Uniti e i paesi dell’America centrale esiste un accordo di libero scambio, il CAFTA; ieri il Presidente Bush ha dichiarato al Presidente del Guatemala Oscar Berger che si tratta di un accordo vantaggioso per tutte le parti interessate. Bush ha anche promesso al Guatemala ulteriore sostegno nella lotta contro la criminalità organizzata, e soprattutto contro le bande coinvolte nel traffico di stupefacenti. Ma com’è avvenuto nelle prime tappe del viaggio di Bush in Brasile, Uruguay e Colombia, anche in Guatemala la visita del Presidente statunitense è stata accompagnata da proteste: è giusto così. Se l’Unione europea seguisse l’esempio della politica statunitense, potrebbero emergere gravi problemi.

Non saranno il libero scambio e nuove armi alle forze di sicurezza a risolvere i problemi del Guatemala, ma misure efficaci di lotta alla povertà e di consolidamento della situazione giuridica della maggioranza della popolazione.

 
  
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  Marios Matsakis (ALDE), autore.(EN) Signor Presidente, signora Commissario, in passato il Parlamento europeo ha approvato numerose risoluzioni sul Guatemala, che hanno prodotto alcuni risultati; purtroppo però, a quanto pare, c’è ancora molta strada da fare per realizzare una vera riforma democratica in questo paese.

Il crudele assassinio di tre deputati del parlamento centroamericano – perpetrato a metà dello scorso febbraio – e il presunto coinvolgimento di funzionari della polizia in questo e molti altri reati ci ricordano che in Guatemala l’impunità e la corruzione del corpo di polizia sono ancora fenomeni frequenti. Le vistose carenze democratiche e i tentativi di ridurre la libertà di stampa sono patologie pericolose per qualsiasi società, ed è quindi necessario adottare azioni drastiche per porvi rimedio.

Le autorità guatemalteche devono render conto di molte delle loro azioni, e spetta a loro adesso agire con decisione per proteggere i diritti e le libertà dei cittadini. Nel frattempo, osserveremo la situazione da vicino con occhio critico per assicurarci che esse diano prova della volontà e dell’energia necessarie per espellere i criminali dalle forze di polizia e dalle altre istituzioni statali.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. ONESTA
Vicepresidente

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), autore. – (ES) Signor Presidente, poco tempo fa, in una delle discussioni su problemi di attualità abbiamo dibattuto il caso del Guatemala, in occasione del dibattito sull’estradizione di Ríos Montt e altri. Oggi ne discutiamo nuovamente, questa volta in relazione all’assassinio di tre deputati salvadoregni del parlamento centroamericano, e in merito alle persone sospettate di questo reato, che in questo caso si trovano in prigione.

Questo preoccupante episodio tuttavia non è isolato e avviene in un contesto di crescente tensione e pericolosità. L’insicurezza è un grave problema che si sta acutizzando in Guatemala, come del resto l’impunità per certi reati, alcuni dei quali vengono perpetrati direttamente dalle pubbliche istituzioni o se non altro con il loro consenso.

Lo stesso governo guatemalteco, attraverso il vicepresidente Stein, ha riconosciuto che la criminalità organizzata è sempre più radicata nelle istituzioni pubbliche, tra cui la polizia.

Come hanno già dichiarato alcuni oratori, i dati sono impressionanti. Ogni anno in Guatemala vengono assassinate migliaia di persone, ma soltanto il 2 per cento dei casi si è concluso con l’arresto dei responsabili. Uno dei casi più recenti è stato l’assassinio del dirigente del movimento contadino Pedro Zamora, avvenuto a Puerto Queztal e da noi denunciato alla Commissione europea e al Consiglio.

Tuttavia, alla luce del nuovo episodio di cui discutiamo oggi, dobbiamo insistere su alcune delle richieste che la nostra Assemblea ha avanzato in precedenza.

In primo luogo, dobbiamo ripetere l’appello che il Parlamento europeo ha rivolto al parlamento guatemalteco, affinché esso ratifichi lo Statuto di Roma concernente il Tribunale penale internazionale e l’accordo firmato il 12 dicembre 2006 tra il governo guatemalteco e le Nazioni Unite per l’istituzione di una Commissione internazionale d’inchiesta contro l’impunità in Guatemala (CICIG).

In secondo luogo, dobbiamo chiedere alle autorità guatemalteche di adottare misure per tutelare i testimoni e le vittime di violazioni dei diritti umani nei procedimenti giudiziari.

In terzo luogo, dobbiamo invitare la Commissione a rafforzare, nell’ambito della strategia di cooperazione con il Guatemala per il periodo 2007-2013, da un lato, la promozione dello Stato di diritto, la lotta contro l’impunità e il pieno rispetto dei diritti umani e, dall’altro lato, il sostegno al governo nello sviluppo della capacità delle forze di sicurezza in termini di salvaguardia della sicurezza delle persone.

 
  
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  Bogusław Sonik, a nome del gruppo PPE-DE. – (PL) Signor Presidente, il Guatemala è uno dei paesi più poveri dell’America latina: su 11 milioni di guatemaltechi, più della metà vive al limite della soglia di povertà. La guerra civile ha certamente contribuito alla situazione attuale; dobbiamo ricordare infatti che la guerra è durata 36 anni e, secondo le stime attuali, ha provocato la morte di più di 200 000 civili.

La popolazione del Guatemala subisce ancora costanti e ripetute violenze, atti di intimidazione, corruzione e violazioni dei diritti civili. Nessuna forma di democrazia sarà possibile in questo paese finché politici e funzionari governativi responsabili del mantenimento dell’ordine pubblico verranno uccisi brutalmente. Una società sottoposta a continue violenze non può svilupparsi né funzionare normalmente.

A causa della diffusa corruzione nella polizia, non è possibile fare i conti con il sanguinoso passato di questo paese. E’ noto che l’esercito è uno dei maggiori responsabili dei crimini e delle gravi violazioni dei diritti umani perpetrati nel paese. La corruzione dello Stato, dei politici, delle autorità amministrative e dei servizi pubblici favorisce la diffusione di comportamenti impropri e della povertà. La società è vittima di gravi intimidazioni ed è ostaggio dei criminali.

Secondo le dichiarazioni di molte organizzazioni internazionali, il Guatemala è diventato il paradiso della criminalità organizzata. Questo paese dell’America latina infatti figura tra le regioni del mondo in cui fiorisce su larga scala la tratta di esseri umani, soprattutto quella dei bambini.

Dobbiamo compiere ogni sforzo per sostenere e proteggere tutti coloro che osano opporsi alle strutture illegali e ai rapporti tra organismi statali e criminalità. Una fase indispensabile di questo processo è la fine dell’impunità, che si otterrà processando i responsabili delle violenze politiche. In omaggio alla correttezza politica quindi l’Unione deve impedire a quei politici che favoriscono la corruzione delle istituzioni pubbliche di entrare nel territorio dell’Unione europea, come è già stato fatto per altri paesi in cui si registrano flagranti violazioni dei diritti umani.

 
  
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  Leopold Józef Rutowicz, a nome del gruppo UEN. – (PL) Signor Presidente, con la risoluzione sull’assassinio dei tre deputati salvadoregni del parlamento centroamericano e del loro autista nei pressi di Città del Guatemala, capitale del Guatemala nonché sede amministrativa del parlamento centroamericano, intendiamo levare la nostra voce contro la criminosa illegalità che colpisce persone innocenti.

Il Guatemala raggiunse la piena indipendenza nel 1839; è un paese abitato da una popolazione india che ha legami con la cultura Maya ed è per l’80 per cento di religione cattolica. Purtroppo la popolazione non ha avuto fortuna con i suoi governi. Governi non democratici, colpi di Stato militari, guerra civile, droga, corruzione, povertà: tutti questi elementi hanno creato le condizioni più favorevoli per coloro che diffondono la cultura della violenza e calpestano i diritti umani.

Il Guatemala è una repubblica presidenziale in cui il Congresso esercita il potere legislativo. Le istituzioni del potere centrale devono impegnarsi con decisione per impedire attività inaccettabili che distruggono la democrazia e violano i diritti umani. Questa risoluzione, ne sono convinto, contribuirà ad accelerare l’approvazione di misure che rafforzino quei valori fondamentali in cui noi tutti crediamo.

 
  
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  Neelie Kroes, Membro della Commissione.(EN) Signor Presidente, dopo l’orrendo assassinio di tre deputati salvadoregni del parlamento centroamericano e del loro autista, il Guatemala compare nuovamente nel nostro ordine del giorno. L’omicidio in prigione dei quattro funzionari di polizia sospettati dell’assassinio offre un esempio straordinario della debolezza istituzionale del paese. Sebbene negli ultimi tre anni il governo abbia cercato in ogni modo di rafforzare lo Stato di diritto, esso ha dovuto riconoscere che l’insicurezza e l’impunità hanno ormai affondato le proprie radici in Guatemala.

La Commissione, insieme agli Stati membri, ha chiesto che venga effettuata un’inchiesta rapida e indipendente su questo grave problema. Abbiamo sollecitato l’adozione di azioni risolutive per rafforzare le istituzioni che operano nei settori della giustizia e della sicurezza. Inoltre, la Commissione ha ribadito l’importanza di istituire una commissione internazionale d’inchiesta contro l’impunità in Guatemala, che è un progetto di cui si discute ormai da troppi anni. Gli sforzi intrapresi dal governo in questo campo sono lodevoli, ma il progetto dev’essere ancora ratificato dalla Corte costituzionale prima di poter essere approvato dal Congresso.

La Commissione quindi si rallegra del fatto che il dibattito compaia nell’ordine del giorno odierno. Il Parlamento europeo ha le qualità e le capacità per far pressione sulle controparti guatemalteche affinché sostengano le riforme necessarie.

La mia collega, signora Commissario Ferrero-Waldner, si recherà in Guatemala in aprile, e questa sarà un’ulteriore occasione per trasmettere il nostro messaggio al governo.

La Commissione europea resterà al fianco del popolo guatemalteco, come ha sempre fatto fin dalla firma di un accordo di pace dieci anni fa. Se vogliamo che il nostro partenariato sia davvero efficace, il paese dovrà tuttavia adottare misure decisive per una politica onnicomprensiva per la sicurezza nel lungo periodo, affrontando tutti gli aspetti della questione. Si renderanno quindi necessarie adeguate risorse nazionali per il finanziamento delle istituzioni e dei programmi governativi. Adesso più che mai è importante realizzare un impegno politico basato sul consenso, a favore di un coraggioso patto fiscale, che preveda anche l’aumento delle imposte.

Ci auguriamo che gli eventi recenti segnino un punto di svolta nel dibattito sulla sicurezza in Guatemala. Nell’ambito del suo nuovo quadro strategico per il periodo 2007-2013, la Commissione sarà pronta a offrire il proprio sostegno per le questioni relative alla sicurezza nell’ambito del cruciale settore “coesione sociale e sicurezza umana”.

Infine, insieme agli Stati membri dell’Unione europea, la Commissione continuerà a intraprendere iniziative comunitarie in cooperazione con le autorità locali. La recente ratifica, da parte del Congresso guatemalteco, dell’accordo di dialogo politico e di cooperazione firmato nel 2003 tra l’Unione europea e alcuni paesi dell’America centrale, e la prospettiva di un accordo di associazione tra le nostre due regioni, consentiranno di intensificare il dialogo, che comprenderà certamente i temi relativi alla sicurezza.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà alla fine delle discussioni.

 
  

(1) Cfr. Processo verbale.

Ultimo aggiornamento: 4 giugno 2007Avviso legale