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Proċedura : 2005/0127(COD)
Ċiklu ta' ħajja waqt sessjoni
Ċiklu relatat mad-dokument : A6-0073/2007

Testi mressqa :

A6-0073/2007

Dibattiti :

PV 23/04/2007 - 18
CRE 23/04/2007 - 18

Votazzjonijiet :

PV 25/04/2007 - 11.2
CRE 25/04/2007 - 11.2
Spjegazzjoni tal-votazzjoni

Testi adottati :

P6_TA(2007)0145

Dibattiti
It-Tnejn, 23 t'April 2007 - Strasburgu Edizzjoni riveduta

18. Miżuri penali bil-għan li jiżguraw ir-rispett għad-drittijiet tal-proprjetà intellettwali (dibattitu)
PV
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  Przewodniczący. Kolejnym punktem porządku dziennego jest sprawozdanie sporządzone przez Nicolę Zingarettiego w imieniu Komisji Prawnej w sprawie zmienionego wniosku dotyczącego dyrektywy Parlamentu Europejskiego i Rady w sprawie środków prawa karnego mających na celu zapewnienie egzekwowania praw własności intelektualnej (COM(2006)0168 – C6-0233/2005 – 2005/0127(COD)) (A6-0073/2007).

 
  
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  Günter Verheugen, Vizepräsident der Kommission. Herr Präsident, meine sehr verehrten Damen und Herren Abgeordneten! Verletzungen des Rechts auf geistiges Eigentum nehmen kontinuierlich zu und stellen für die Volkswirtschaft in Europa und die Gesellschaft in Europa inzwischen eine wirklich ernsthafte Gefahr dar.

Die von Land zu Land unterschiedlichen Sanktionsregelungen beeinträchtigen nicht nur das reibungslose Funktionieren des Binnenmarktes, sie erschweren auch die wirksame Bekämpfung von Nachahmung und Produktpiraterie. Es ist wichtig, dass die Rechteinhaber überall in der Gemeinschaft einen gleichwertigen Schutz genießen.

Hier stellen sich auch Probleme des Verbraucherschutzes im Zusammenhang mit Gesundheits- und Sicherheitsfragen. Fälscher profitieren vom Internet, weil sich gefälschte oder nachgeahmte Erzeugnisse über das Internet ohne Zeitverlust weltweit vertreiben lassen. Die Machenschaften treten offenbar zunehmend in Verbindung mit der organisierten Kriminalität auf, und ich muss darauf hinweisen, dass die Zahl von Produkten, die vom Binnenmarkt genommen werden müssen, in letzter Zeit in Besorgnis erregender Weise zugenommen hat. Dabei handelt es sich in der Regel um Produktfälschungen. Die Bekämpfung der Nachahmung von Waren ist daher für die Gemeinschaft von allergrößter Bedeutung, die Abstimmung hier im Europäischen Parlament ist ein wichtiger Schritt auf diesem Weg.

Die Kommission freut sich darüber, dass das Europäische Parlament den allgemeinen Grundsatz, auf dem dieser geänderte Richtlinienvorschlag beruht, akzeptiert und unterstützt. Ich möchte bei dieser Gelegenheit dem Berichterstatter, Herrn Zingaretti, meinen ausdrücklichen Dank aussprechen.

Bereits in seiner Entschließung vom 7. September 2006 über die Notwendigkeit, umgehend gegen Arzneimittelfälschungen vorzugehen, hat das Parlament die Kommission in ihrer Auffassung unterstützt, dass die strafrechtlichen Sanktionen schnellstens vereinheitlicht werden müssten. Die Kommission begrüßt auch, dass der Ausschussbericht für diese Straftaten dasselbe Strafmaß vorsieht wie für schwere Straftaten.

Die Kommission ist trotzdem unglücklich über einige Punkte, die sich in der Diskussion ergeben haben: zum einen darüber, dass das Parlament den Anwendungsbereich der Richtlinie ausschließlich auf den Bereich der Gemeinschaftszuständigkeit begrenzen will — ich muss darauf hinweisen, dass das bei der praktischen Umsetzung der Richtlinie zu großen Schwierigkeiten führen wird. Außerdem erscheint die Definition des Begriffs „Recht des geistigen Eigentums“ nicht ausreichend, da eine ganze Reihe von Aspekten unklar geblieben sind. Die Definitionen der Begriffe „Verletzung in gewerbsmäßigem Umfang“ und „vorsätzliche Verletzung eines Rechts am geistigen Eigentum“ schließlich bewirken keinen zusätzlichen Nutzen. Sie können missverständlich sein und die Rechtssicherheit untergraben.

Im Interesse der Sicherheit der Verbraucher und im Interesse der Wettbewerbsfähigkeit unserer Wirtschaft bitte ich Sie sehr herzlich, dem Vorschlag der Kommission zuzustimmen.

 
  
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  Nicola Zingaretti (PSE), relatore. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il signor Commissario per le parole che ha voluto usare rispetto a questa relazione.

Finalmente sta giungendo a termine l'iter di questa importante direttiva e vorrei ringraziare in primo luogo tutti coloro i quali in questi mesi si sono spesi in un dibattito appassionante e credo molto utile, a cominciare dai relatori ombra e da tutti i funzionari senza i quali non sarebbe stato possibile affrontare temi così complessi.

Di questa direttiva si è parlato molto, a volte con cognizione di causa e a volte a sproposito e senza conoscere il merito della questione, anche perché si tratta di temi molto complessi. Credo allora che sia importante chiarire di che cosa stiamo parlando. Questa è una direttiva contro il crimine organizzato e sottolineo finalmente contro il crimine organizzato nella sua forma tradizionale e in quella che è andato recentemente acquisendo, vale a dire una direttiva contro i danni che il crimine procura all'Europa attraverso la contraffazione di beni e la violazione della proprietà intellettuale.

Molti colleghi in questi mesi mi hanno chiesto perché dobbiamo armonizzare. Io rispondo che il crimine organizzato è da tempo un'attività illecita che agisce a livello globale, che non conosce confini e che può contare su immense risorse. Al contrario, il diritto vive frammentato in diversi e a volte contraddittori sistemi giuridici, e quindi è più debole. Si è calcolato che negli ultimi dieci anni il volume delle merci contraffatte sia aumentato del 1.600% e io penso che l'Europa debba fare qualcosa, perché stiamo parlando di un mercato immenso e di cose molto concrete e materiali, vale a dire giocattoli, abiti, scarpe, alimenti, cosmetici, sostanze chimiche, prodotti gastronomici recanti denominazioni false, occhiali, compact disc, DVD e altro, cioè tutti beni che i cittadini europei consumano ogni giorno.

Come è stato detto, questo fenomeno produce un danno enorme. Produce un danno per le industrie europee, perché ovviamente la contraffazione altera tutte le più elementari regole del mercato e della concorrenza, nonché un danno per i lavoratori e le lavoratrici, perché ovviamente chi produce merci contraffatte lo fa in disprezzo totale e assoluto delle leggi a tutela dei diritti di chi produce e perché la contraffazione dei mercati dovuta al dolo causa recessione e disoccupazione.

E' stato detto che negli ultimi dieci anni in Europa questo fenomeno ha portato a 125.000 nuovi disoccupati. Ne consegue un danno per l'economia a causa dell'evasione fiscale e un danno per i consumatori, dovuto al fatto che in questo Parlamento noi spendiamo molte ore a scrivere regolamenti a tutela dei cittadini europei, ma non lottando efficacemente contro la contraffazione, e non abbiamo nessuno strumento per far sì che questi regolamenti siano rispettati.

Ritengo che sia particolarmente grave la forma di contraffazione dei marchi dei medicinali generici, che spesso vengono smerciati nei paesi in via di sviluppo, e mi fa molto piacere che il Segretario esecutivo della task force anticontraffazione dell'Organizzazione mondiale della sanità si sia pronunciato positivamente sulla relazione, poiché essa fa specifica menzione dei rischi per la salute e stabilisce un elevato grado di gravità per la contraffazione dei farmaci.

Ritengo quindi che dobbiamo andare avanti. Penso che il testo della direttiva introduca importanti novità anche rispetto al testo della Commissione e che abbiamo raggiunto un compromesso positivo. Credo che sia importante aver chiarito meglio e limitato il campo di applicazione della direttiva, ad esempio escludendo i brevetti per i quali il Codice civile rimane il più adeguato strumento per la soluzione delle controversie.

Sebbene si tratti di un testo molto controverso, penso che non dobbiamo fermarci e che non si possa fuggire dalla concretezza di queste argomentazioni. Con l'armonizzazione contro il crimine si fa un salto in avanti nella costruzione vera del mercato unico europeo, che è certamente favorito da regole, ma anche da provvedimenti come questi che evitano che le regole vengano sempre disattese. Pertanto, agire a questo livello aiuta e rafforza l'identità di un'Europa politica, ma soprattutto rafforza l'idea di un'Europa utile ai cittadini europei.

Noi arriviamo a questo voto parlamentare con il conforto di un voto molto ampio a sostegno della direttiva da parte della commissione giuridica. Per questo io mi auguro che un'alta maggioranza sostenga questo compromesso, perché in queste ore potenti interessi e lobby auspicano che il Parlamento europeo non faccia nulla, ma io credo che sarebbe un danno d'immagine e un danno politico se, di fronte a un crimine così devastante come la contraffazione, il Parlamento europeo alzasse le mani e dicesse che l'Europa contro questo crimine non può fare nulla. In passato, il Parlamento è stato il punto all'avanguardia della costruzione del mercato unico e dell'Europa politica e sono convinto che lo sarà anche in questa occasione.

 
  
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  David Hammerstein Mintz (Verts/ALE), Ponente de opinión de la Comisión de Industria, Investigación y Energía. – El texto que vamos a votar, el texto de la Comisión, nada tiene que ver con la opinión de la Comisión de Industria, Investigación y Energía y nada tiene que ver con la legítima lucha contra el fraude y la piratería que afecta a la salud y a la seguridad de las personas. Con eso todos estamos de acuerdo.

En cambio, con esta propuesta modificada sobre los Derechos de Propiedad Intelectual se intenta criminalizar el intercambio de información y cultura. Votando a favor de la propuesta modificada sobre los Derechos de Propiedad Intelectual en su presente forma, el Parlamento trata igual al mafioso y al ciudadano normal. No se aclaran ni la intencionalidad lucrativa, ni la escala criminal. El ámbito de esta Directiva es indiscriminado y mete todo en el saco de lo penal, cuando lo civil ya funciona generalmente bien.

Además, se crea una gran incertidumbre jurídica para montar una auténtica caza de brujas histérica que dispara en todas las direcciones, asusta a los ciudadanos y congela la innovación de miles de pequeñas y grandes empresas que no deben temer la cárcel, y ya se ve la masiva respuesta contraria a esta Directiva en Internet.

No podemos actuar así en contra del flujo de información y de la cultura.

 
  
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  Rainer Wieland (PPE-DE), Verfasser der Stellungnahme des mitberatenden Ausschusses für bürgerliche Freiheiten, Justiz und Inneres. – Herr Präsident! Federführend für diesen Bericht ist der Rechtsausschuss, mein eigentlich angestammter Ausschuss, der sich hauptsächlich mit den Rechten am geistigen Eigentum befasst. Ich bin in dieser Frage jetzt Verfasser der Stellungnahme des Ausschusses für bürgerliche Freiheiten, Justiz und Inneres, und ich will mich auch auf diesen Blickwinkel beschränken.

Herr Verheugen ist darauf eingegangen, dass wir diesen Rechtstext brauchen. Das ist richtig! Aber wir sollten uns nicht immer nur darauf beschränken, am Mindeststrafrahmen herumzuschrauben. Am Ende ist niemandem gedient, wenn man die Mindest- oder die Höchststrafe um ein ganzes oder halbes Jahr nach oben oder nach unten abändert. Ich bin der festen Überzeugung – und das hat sich im Ausschuss für bürgerliche Freiheiten, Justiz und Inneres auch so durchgesetzt –, dass wir anfangen müssen, am Bestimmtheitsgrundsatz zu arbeiten. Wir haben uns dafür eingesetzt, dass in dieser Richtlinie am Ende – unabhängig davon, ob Patente auch erfasst werden oder nicht, das ist zunächst egal – ein Positivkatalog des Anwendungsbereichs aufgeführt wird, damit der Adressat des Rechtstextes – der Bürger – nicht irgendeinen schwammigen Begriff liest, sondern einen Katalog sehen kann, aus dem ersichtlich ist, in welchen Bereichen er sich strafbar machen kann.

Dabei kommen wir – Herr Kommissar, das haben Sie ausdrücklich angesprochen – in den Bereich der Definitionen. Wenn wir jetzt im Zivilrecht anfangen, eine so genannte toolbox, einen Werkzeugkasten, zu errichten, dann stehen wir im strafrechtlichen Bereich davor, auch entsprechende Definitionen festzulegen. Es nützt nichts, an den Rechtsfolgen herumzuschrauben, wir müssen auch an den Definitionen arbeiten. Deshalb ist diese Richtlinie ein Einstieg! Ich verstehe die Kritik daher nicht ganz. Ein Einstieg ist der Versuch, den Stichpunkt „gewerbsmäßig“ zu definieren. Wir versuchen, den Begriff „Vorsatz“ zu definieren, aber bitteschön nicht nur in Bezug auf diesen Anwendungsbereich, sondern …

(Der Präsident entzieht dem Redner das Wort.)

 
  
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  Hans-Peter Mayer, im Namen der PPE-DE-Fraktion. – Herr Präsident, verehrte Kolleginnen und Kollegen! Als Schattenberichterstatter und für den Rechtsausschuss möchte ich dem Kollegen Zingaretti für seinen gelungenen Bericht und vor allem für die ausgezeichnete Zusammenarbeit danken.

Zu dem Bericht möchte ich betonen, dass es nicht darum gehen soll, die Bürger der EU zu kriminalisieren. Wir wollen die kriminellen Vereinigungen, die organisierte Kriminalität, die professionellen Fälscher unter Strafe stellen. Ich selbst lege größten Wert darauf, dass private Nutzer mit persönlichem, nicht gewinnorientiertem Zweck davon ausgenommen werden.

Der im Rechtsausschuss erzielte Kompromiss bezüglich der Definitionen ist einfach auch eine praktikable Lösung. Wie mein Kollege Wieland begrüße deswegen auch ich die Definition der Verletzung in gewerbsmäßigem Umfang oder der vorsätzlichen Verletzung eines Rechts an geistigem Eigentum. Ich begrüße auch die Positivliste, von der die Patente ausgenommen sind.

Auch bei den Tatbestandsmerkmalen in Artikel 3 konnte eine zufriedenstellende Lösung erzielt werden, so dass als Straftaten gelten: erstens jede vorsätzliche, in gewerbsmäßigem Umfang begangene Verletzung, zweitens der Versuch einer solchen Rechtsverletzung sowie drittens die Beihilfe und die tatbezogene Anstiftung. Da der mündliche Änderungsantrag zur tatbezogenen Anstiftung von mir stammt, möchte ich noch einmal deutlich darauf hinweisen, dass hier die Übersetzungen schwierig und teilweise auch richtig falsch sind.

Bei den Geldstrafen sollen Verwerfungen in nationalen Strafrechtsordnungen bezüglich der juristischen Personen vermieden werden. Die Mitgliedstaaten sollen selbst entscheiden, ob sie gegen juristische Personen strafrechtliche Sanktionen oder nur Geldstrafen verhängen wollen.

Jeder Mitgliedstaat kann diese europäischen Vorgaben verschärfen, was heute schon der Fall ist, und wir wollen das auch in der Verantwortung der Mitgliedstaaten belassen.

 
  
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  Manuel Medina Ortega, en nombre del Grupo del PSE. – Señor Presidente, el informe del señor Zingaretti sobre la propuesta modificada de Directiva del Parlamento Europeo y del Consejo relativa a las medidas penales destinadas a garantizar el respeto de los derechos de propiedad intelectual es una propuesta muy equilibrada que ha obtenido el amplio apoyo de la Comisión de Asuntos Jurídicos y también, de alguna manera, de las otras comisiones que se han ocupado del tema.

La propiedad intelectual —como señalaba el señor Zingaretti— merece protección y creo que lo que ha hecho la Comisión de Asuntos Jurídicos, con las diferentes enmiendas que ha presentado, es corregir, quizás, algunos de los extremos en los términos señalados por el señor Mayer, que acaba de hablar en nombre del Grupo del Partido Popular Europeo.

Concretamente, por ejemplo, no tiene sentido ampliar la protección penal al ámbito de las patentes —el ámbito de la propiedad industrial—, que encuentra realmente su protección en el ámbito civil, por las complicaciones que se derivan de esto.

Tampoco tiene sentido criminalizar una serie de actividades —las de los críticos, periodistas, intelectuales o profesores, que por una simple cita se pueden colocar «entre rejas»— ni la de un utilizador inocente de los medios de difusión que nos facilita hoy la tecnología de Internet, en virtud de la cual, por tocar una tecla en un momento determinado, uno puede encontrarse sometido a una infracción de ámbito penal.

Creo que es importante que reforcemos la protección penal de la propiedad intelectual pero, al hacerlo, conviene que se haga de acuerdo con ciertos principios, de modo que esa protección penal no se lleve más allá de lo que sea estrictamente necesario. La protección penal siempre es una protección de carácter excepcional, ya que existen otros medios en el ordenamiento jurídico para conseguirla.

Creo que las propuestas que ha hecho el señor Zingaretti —la propuesta que recoge el informe de la Comisión de Asuntos Jurídicos y las enmiendas que al final ha presentado conjuntamente con el señor Mayer— nos permiten delimitar el campo de esa protección penal y, por tanto, este Pleno debería dar su aprobación a ese informe con las enmiendas que se considere oportuno aprobar en la votación correspondiente.

 
  
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  Toine Manders, namens de ALDE-Fractie. – Voorzitter, ik wil de heer Zingaretti danken voor zijn samenwerking. We hebben veel tijd doorgebracht om dit onderwerp te bespreken, want het is een gevoelig onderwerp.

Volgens de OECD gaat het, als we het hebben over namaakartikelen wereldwijd, over een bedrag van ongeveer 600 miljard euro per jaar. Vooral criminele organisaties houden zich wereldwijd daarmee bezig. Dat betekent dus ook dat de belastingdiensten van de overheden een forse aderlating moeten doen, als het gaat over belastinginkomsten, want een legitiem bedrijf betaalt belasting, heeft werknemers in dienst en ga zo maar door. Met die belasting doen de overheden een hoop goede zaken. Werkgelegenheid is goed en wij durven blijkbaar onvoldoende in te grijpen om criminele sancties écht door te voeren en de zaken aan te pakken. Het gaat natuurlijk niet alleen om het aanpakken middels criminele sancties, maar ook om een bewustwordingsproces. De douane zou beter en effectiever moeten kunnen controleren, waardoor het in de toekomst onmogelijk wordt dat een zeeschip, zoals in Hamburg, met drie miljoen paar schoenen door de douane heenglipt en niemand heeft het gezien; het gaat hier om allemaal namaakproducten uit China. Ik denk dat we daar iets aan moeten doen.

Aan de andere kant moet het ook zo zijn dat de consument een stuk bewuster is en daarom heb ik een amendement ingediend om opzetheling in te voeren. Dat betekent dat, als een consument opzettelijk te goedkope producten koopt, hij zou moeten weten dat hij een namaakproduct koopt en daarmee onze maatschappij hindert in het functioneren, en ook onze economie.

Het is jammer dat wij de consumenten te veel willen besparen, want het grappige is dat in Frankrijk en Italië de heling van het kopen van namaakproducten wèl strafbaar wordt gesteld; het kopen van namaakproducten is daar wel strafbaar en daar word je gewaarschuwd door heel grote plakkaten. Helaas hebben wij dat niet aangedurfd. Ik vind het ook jammer dat wat dat betreft de intellectuele eigendom in Europa nog steeds onvoldoende wordt beschermd, dat er sprake is van een onvoldoende bewustwordingsproces, want we zullen zó de Lissabon-doelstellingen om de meest concurrerende op kennis gebaseerde economie ter wereld te worden nooit halen; ik hoop dat we doorgaan met zowel het ondersteunen van de douane, als het verbeteren van de wetgeving; ik denk dan ook aan identieke definities op wereldwijde basis.

Als dat gebeurt, Voorzitter, ben ik tevreden. Als dat niet gebeurt, dan zonderen wij ons als Europa af en dat is niet goed voor onze economie en voor onze werkgelegenheid.

 
  
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  Eva Lichtenberger, im Namen der Verts/ALE-Fraktion. – Herr Präsident! Werte Kolleginnen und Kollegen! Es stimmt, der massenhafte Import von gefälschten Produkten richtet großen Schaden in der europäischen Wirtschaft an, vor allem in der Qualitätsproduktion. Ja, ich bin dafür, dass dagegen etwas unternommen wird. Es soll vor allem eine Möglichkeit geschaffen werden, damit die großen kriminellen Organisationen, auf die jetzt schon eingegangen wurde, mittels europäischen Rechts auch besser bestraft bzw. belangt werden können. Soweit sind wir uns alle einig. Wie das geschehen soll, darüber gibt es allerdings Auseinandersetzungen.

In diesem Zusammenhang danke ich dem Kollegen Zingaretti sehr herzlich. Er hat sich sehr bemüht, wirklich eine Einigung herbeizuführen. Wir müssen jedoch alle mit besonderer Präzision an diese Frage herangehen, auch deswegen, weil das rechtliche Eis, auf dem wir uns befinden, recht dünn ist. Man hat eine Umweltschutzbestimmung aus dem Strafrecht herangezogen, um hier weiterzukommen, aber das erlegt uns die Verantwortung auf, besonders vorsichtig und präzise vorzugehen. Im europäischen Recht sollen wir uns mit etwas beschäftigen, das die Mitgliedstaaten allein nicht bewerkstelligen können, vor allem wenn es um das Strafrecht geht, und das ist in diesem Fall der Umgang mit großen kriminellen Organisationen. Dafür brauchen wir eine präzise Definition dessen, was der Anwendungsbereich dieser Regelung ist.

Wenn wir das offenlassen — wie es einige wollen — oder wenn wir hier auch die Konsumenten mit einschließen wollen, dann schießen wir mit Kanonen auf Spatzen, und werden die großen Organisationen, die die europäische Wirtschaft so stark schädigen, nicht wirklich treffen können. Wenn wir keine präzise Definition haben, kann es nämlich sein, dass wir Kleinunternehmer, die oft nicht wissen, wessen Waren sie verkaufen oder woher die Waren kommen, mit Sanktionen im Sinne des Strafrechts treffen.

Das trifft vor allem Jugendliche. Die Mehrzahl der Jugendlichen in Europa kann nicht unterscheiden, was man im Internet downloaden darf und was nicht. Wir wollen keinesfalls die Endnutzer kriminalisieren. Wir wollen uns auf die Punkte konzentrieren, wo europäisches Recht seinen Platz hat. Das andere ist über nationales Recht abgedeckt.

Und wenn der Kollege Manders bei den Konsumenten Bewusstsein schaffen will, dann möchte ich ihm nur eines sagen: Wenn man eine Gucci-Tasche für 10 Euro bekommt, dann ist das für einen Konsumenten vielleicht noch erkennbar, aber für viele andere Produkte gilt das nicht. Ich will nicht, dass europäisches Recht im Übermaß dort angewendet wird, wo es nicht sinnvoll ist. Wir müssen die Anwendungsbereiche, vor allem im kommerziellen Bereich ........

(Der Präsident entzieht der Rednerin das Wort.)

 
  
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  Umberto Guidoni, a nome del gruppo GUE/NGL. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io desidero innanzitutto ringraziare il relatore, onorevole Zingaretti, per la collaborazione e per avere in qualche modo tentato una mediazione su questa direttiva che impone il diritto penale in materia di contraffazione, senza un quadro di riferimento delle norme che definiscono la contraffazione stessa, e anzi unificando violazioni di marchio, di brevetto e di copyright.

Confondendo il contrasto e la contraffazione con le violazioni in materia di proprietà intellettuale, si rischia di rendere meno efficace la lotta alla falsificazione criminale. Invece, sarebbe stato più utile limitare l'applicazione della direttiva solo alle violazioni del copyright che riguardano la produzione commerciale dei prodotti multimediali contraffatti, campo in cui opera la criminalità organizzata.

Al contrario, l'ampliamento improprio al copyright può comportare seri rischi per la privacy dei consumatori dei prodotti multimediali. Inoltre, sul diritto d'autore la direttiva abbandona il concetto di scala commerciale, rischiando di perseguire penalmente l'uso privato e non a scopo di lucro degli utenti che utilizzano Internet per il peer-to-peer, lo streaming video e così via.

La direttiva impone agli Stati di agire penalmente anche senza una querela della parte interessata e affida proprio ai soggetti privati un ruolo diretto nelle indagini, che va oltre l'ausilio tecnico alle autorità e finisce per diventare un ruolo d'impulso e d'indirizzo. Infine, la direttiva manca dell'analisi economica e sociale. L'inasprimento delle sanzioni in Italia non ha avuto alcun effetto. E' per questo motivo che il nostro gruppo propone la reiezione della direttiva.

 
  
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  Jim Allister (NI). – Mr President, I speak to record my opposition to the EU's meddling in the criminal law of Member States to the monstrous extent of demanding new offences and dictating the level of penalties to be enforced in the United Kingdom and other states. The nefarious Court of Justice decision of September 2005 gives rise to this intolerable infringement of national sovereignty. Now we are seeing a programme of rampant expansionism of power by the Commission.

This directive is even more objectionable from the UK perspective because, for the first time, it would make breach of patent a criminal offence punishable by four years’ imprisonment or more; not because the elected House of Commons thinks that it is necessary or wise but because the unelected EU Commission dictates it. I object, I reject this intolerable EU interference and I therefore reject this directive.

 
  
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  Jacques Toubon (PPE-DE). – Monsieur le Président, nous voulons tous avancer pour sanctionner efficacement la contrefaçon, qui est, économiquement, socialement et culturellement inadmissible, et M. Zingaretti a fait beaucoup d'efforts pour arriver à cette proposition de compromis.

Cependant, je suis frappé dans ce débat de constater une grande confusion parmi ceux qui, défendant les consommateurs, font litière des droits des créateurs et des interprètes et ceux qui, tout à la fois, défendent la compétence communautaire et voudraient que les juridictions nationales continuent à être souveraines. Je crois qu'il y a là de véritables problèmes qui mériteraient d'être davantage approfondis.

Sur un point en tout cas mes idées sont claires: il s'agit de l'impact culturel de ce texte. Je veux parler des amendements adoptés par la commission juridique à l'article 2 et à l'article 3. Ils proposent des définitions des droits de propriété intellectuelle. Ce n'est pas l'objet de la directive. Ils proposent une rédaction restrictive de la violation intentionnelle et de l'échelle commerciale. Ceci est contraire à la liberté d'appréciation des tribunaux nationaux et surtout, en fait, aboutit à ne pas incriminer le téléchargement de personne à personne.

Il en résulte, d'une part, que les dispositions sont contraires à l'acquis communautaire, en particulier la directive de 2001 sur le droit d'auteur et, d'autre part, présentent un risque considérable pour la création et la diversité culturelle, en mettant en cause les législations nationales qui répriment de tels comportements contraires aux droits des auteurs et des interprètes.

C'est pourquoi je soutiens en l'occurrence la rédaction de la proposition originale de la Commission exécutive et en tout cas, dans notre débat, l'amendement 30 de Mme Sharon Bowles. Nous sommes là sur un terrain très grave pour la diversité culturelle.

 
  
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  Lidia Joanna Geringer de Oedenberg (PSE). – Panie Przewodniczący! Dyrektywa dotycząca środków karnych stosowanych w celu zapewnienia praw własności intelektualnej symbolizuje zwrot w dotychczasowym podejściu Komisji do prawa karnego.

Proponowany dokument odzwierciedla interpretację orzeczenia Europejskiego Trybunału Sprawiedliwości z 12 września 2005 r. przyjętą przez Komisję Europejską, dopuszczającą stosowanie sankcji karnych na poziomie wspólnotowym, jeżeli są one konieczne do skutecznego wdrożenia przepisów unijnych. W obliczu rosnącego na całym świecie problemu łamania praw własności intelektualnej proponowane podejście Komisji wydaje się nie tylko właściwe, ale i konieczne. Z powodu podrabiania towarów PKB Unii Europejskiej jest niższy o około 8 miliardów euro rocznie. Poszczególne firmy tracą z tego powodu każdego roku od 45 do 65 miliardów euro. Skala problemu jest tak wielka, że szacuje się, iż około 40% oprogramowania komputerowego na świecie pochodzi z nielegalnych źródeł, podobnie jak 36% muzycznych płyt kompaktowych i kaset.

Wobec powyższego należy z zadowoleniem przyjąć, iż w przypadku poważnych przestępstw popełnionych w ramach organizacji przestępczych, maksymalny wymiar kary może wynosić nawet 300 tysięcy euro i/lub 4 lata pozbawienia wolności. Należy jednocześnie zaznaczyć, iż zgodnie z propozycją Parlamentu środki karne będą miały zastosowanie tylko wobec podmiotów i osób dopuszczających się świadomego naruszania prawa w celach komercyjnych. Bardzo ważnym jest zastrzeżenie, że dyrektywa nie obejmuje naruszania powyższych praw własności przez prywatnych użytkowników, którymi nie kieruje chęć zysku. Ponadto uzasadnione wydaje się wyłączenie z zakresu proponowanej dyrektywy praw patentowych, co pozwoli uniknąć przesądzenia o treści przyszłych przepisów w tej sprawie i ograniczy zakres omawianej dyrektywy jedynie do praw własności intelektualnej.

Na koniec chciałam pogratulować sprawozdawcy, Panu Zingarettiemu, bardzo dobrze przygotowanego dokumentu.

 
  
  

PRESIDENZA DELL'ON. LUIGI COCILOVO
Vicepresidente

 
  
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  Sharon Bowles (ALDE). – Mr President, I understand the purpose of this directive and the message that you wish to send out to other countries. However, extension of criminality beyond that envisaged in TRIPS, that is significantly beyond counterfeiting and piracy, is a step too far, at least at this stage, and not one that any speaker has justified.

Many colleagues appreciate that infringement of a patent that has been assessed as invalid is a normal commercial activity. However, this is not unique to patents: it applies to designs and trademarks as well. I say this as someone who accumulated over 25 years as a patent and trademark attorney before becoming an MEP.

There are amendments that attempt to address this problem. My own Amendment 31 restricts the scope to the TRIPS criteria – counterfeiting and piracy – or to when there is organised crime or a risk to health and safety. Amendment 33 takes account of assessment of invalidity. I can tell Mr Toubon that there will be separate votes on the individual parts of Amendment 30, which is there for a purpose other than the one for which it perhaps appears to be there.

To the Commission, I say that this is an issue that is too serious to get wrong. I am afraid it is too serious to settle with ‘there or thereabouts’ compromises. Therefore, I cannot vote for the proposal without the restrictions I have mentioned.

 
  
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  Carl Schlyter (Verts/ALE). – Herr talman! Det finns ett parallellt förslag som handlar om allvarliga miljöbrott, tydligt definierade brott som allvarligt skadar människor och förorsakar död. Trots det tydliga målet, är förslaget kontroversiellt, eftersom EU går in på straffrätten. Här har vi ett lagförslag som syftar till att skydda kommersiella intressen utan risk för konsumenter och miljö. Trots detta är denna definition mycket bredare och skapar rättsosäkerhet. Förslaget handlar inte, i dess nuvarande form, om att bekämpa organiserad brottslighet. Tvärtom är denna lag i sig organiserad brottslighet. Den är ett brott mot mänskliga fri- och rättigheter och ett angrepp på naturlig kommunikation mellan konsumenter och företag.

Ta Betamax-exemplet. MP3-spelare kan idag användas för kopiering. Skall man då bevisa att dessa inte kan användas kriminellt innan man säljer? När man säljer dem, kommer konsumenterna då att drabbas av tekniska begränsningar och tekniska hinder när de vill använda de produkter, den musik och den film de har köpt? Förslaget är ett orimligt angrepp mot konsumenternas rättigheter som skall förkastas i sin helhet.

 
  
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  Daniel Strož (GUE/NGL). – Vážený pane předsedající, kolegyně a kolegové. Pokud jde o zprávu, která se zabývá návrhem směrnice týkající se trestních opatření k prosazování práv k duševnímu vlastnictví, patřím k těm poslancům, kteří s obsahem této zprávy zásadně nesouhlasí.

Mám pro to tři zcela zásadní důvody. Tím prvním důvodem je skutečnost, že právní základ této směrnice nelze pokládat za jednoznačně určený. Stále chybí, a to je přeci všeobecně známo, očekávané stanovisko Soudního dvora, jež by mělo blíže objasnit rozsudek této instance ze dne 13. září 2005.

Druhý závažný problém představuje to, že zpráva do definice duševního vlastnictví pro potřeby směrnice nezahrnuje patenty a užitné vzory, které jsou neoddělitelnou složkou práv k duševnímu vlastnictví a bez kterých by jinak směrnice postrádala tak potřebný systémový přístup k dané problematice.

Třetí důvod úzce souvisí s důvodem předchozím. Směrnice týkající se  trestněprávních aspektů by měla přeci účelně doplňovat již existující směrnici 2004/48/ES o vymáhaní práv k duševnímu vlastnictví, která upravuje oblast občansko-právní a správní. A tato směrnice se přeci týká celého komplexu práv k duševnímu vlastnictví, patenty a užitné vzory nevyjímaje. O důvodech, které vedly k návrhu vyřadit technická řešení z trestněprávní ochrany, se lze rozsáhle dohadovat. Obávám se však, že svoji roli zde bohužel sehrál také nátlak vlivných zájmových skupin. Děkuji za pozornost.

 
  
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  Tadeusz Zwiefka (PPE-DE). – Panie Przewodniczący! Otóż wbrew temu, co mówią niektórzy z kolegów na tej sali, propozycja dyrektywy powstała jako odpowiedź na narastający proceder kradzieży własności intelektualnej. Wiemy doskonale, że obecne prawo unijne nie przewiduje wspólnotowej polityki karania w walce przeciwko piractwu i podrabianiu towarów. Natomiast rozbieżności między systemami stosowanymi przez państwa członkowskie są zbyt duże, co słusznie zauważa Komisja. Utrudnia to w sposób oczywisty skuteczną ochronę własności intelektualnej, a to z kolei ma bezpośredni negatywny wpływ na wartość inwestycji w innowacje.

Jestem przekonany, że przeciwdziałanie temu procederowi na poziomie wspólnotowym jest niezbędne. Jeśli prócz tego uświadomimy sobie, że podrabiane całkiem nowe produkty, jak m.in. leki czy zabawki, mogą być niebezpieczne dla zdrowia i życia, problem nabiera jeszcze większej wagi. To oczywiste, że podrabianie jakichkolwiek produktów wymaga dodatkowo produkowania opakowań, zatrudniania grafików, dystrybutorów itd., zatem jeden człowiek nie jest w stanie tego dokonać. Zajmują się tym mniej lub bardziej zorganizowane grupy przestępcze i właśnie w działania takich grup dyrektywa ma uderzyć w sposób szczególny.

Rozwiązania proponowane w projekcie dyrektywy należy ocenić jako korzystne. Naruszenie praw własności intelektualnej jest przestępstwem i musi podlegać karze. Można natomiast spierać się o granice odpowiedzialności, a przede wszystkim o to, kto ma odpowiadać. Bezwzględnie powinni ponosić odpowiedzialność ci, którzy produkują i wprowadzają podrabiane towary do obrotu. Niedopuszczalnym natomiast byłoby karanie tych, którzy nabyli bądź korzystali z produktów czy usług, nie wiedząc o ich nielegalnym pochodzeniu. W propozycji Komisji nie dość jasno zostało zdefiniowane działanie umyślne w kontekście naruszeń praw własności intelektualnej i to należy poprawić.

Reasumując, przyjęcie tekstu dyrektywy jest krokiem koniecznym, wypada tylko żałować, że nie stać nas dzisiaj na kolejne. Można przecież wyodrębnić grupy przestępstw, z którymi szczególnie trudno walczyć skutecznie w zglobalizowanym świecie, opierając się na dziesiątkach zróżnicowanych systemów prawnych. Uważam, że większa harmonizacja prawa karnego w Unii Europejskiej tę skuteczność zdecydowanie by poprawiła i przebieg dzisiejszej dyskusji to potwierdza.

 
  
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  Edith Mastenbroek (PSE). – Mr President, it is 2007, so you can address me as ‘Miss’!

I would also like to congratulate my colleague Mr Zingaretti, although he knows that we agree to disagree on this issue. The legal base of the proposal derives from the Court of Justice. The Commission interprets this ruling to be applicable beyond the case, and sees this ruling as a legal base for the harmonisation of certain criminal sanctions in measures aimed at protecting the internal market.

The reason I consider rejection of this directive as a whole is not because I do not believe in expanding the powers of the EU to include criminal sanctions. I do believe in that. However, I have serious doubts about the process leading to this increase of power, because a legal base is not the same as a political mandate. Fundamental steps like this demand a thorough political debate and a clear choice on the matter in question. Instead, we are about to take a great leap forward as a by-product of a single policy measure in a highly specialised and limited field. I do not think this is the best way of pushing integration forward. It also enforces the popular opinion held by many who see the European Union as an organisation which caters mainly for the interests of big businesses, which is not the case.

 
  
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  Ignasi Guardans Cambó (ALDE). – Señor Comisario, con el Derecho penal no se puede jugar. La Unión puede ejercer ahora –y está bien que lo ejerza– un poder nuevo que le ha reconocido el Tribunal de Justicia: asumir la dimensión penal de competencias que tiene derecho a ejercer. Eso, creo que tiene todo el sentido y lo debemos apoyar todos.

Pero lo tiene que hacer con prudencia, con sabiduría y con calidad jurídica. Y ninguna de las tres cosas se dan en el texto del que aquí estamos hablando: falta prudencia, falta sabiduría y falta calidad jurídica. Lo digo con todo el respeto a aquellos que han intervenido directamente en su elaboración.

Hay muy poco de ello en este informe. El ámbito es excesivo. El ámbito es absolutamente confuso en algo, insisto, tan importante como el Derecho penal. Se utilizan conceptos de ámbitos que no están armonizados en la Unión Europea.

Lucha contra la piratería, sí, por supuesto, e incluso penal. En eso lo podemos apoyar. Lucha contra la piratería en el ámbito penal. Pero, extender eso a cuestiones que nunca han salido del ámbito civil en los Estados miembros, no tiene sentido hacerlo, y, menos aún, cuando los conceptos no están armonizados y las palabras no significan lo mismo, ni siquiera en el ámbito de la piratería. No tiene ningún sentido lanzar el mensaje de que el delincuente es directamente el ciudadano cuando falta dimensión comercial o cuando falta escala de volumen.

Hay que perseguir y, si no, estaremos haciendo mucho ruido, pero con muy pocas nueces, señor Comisario.

 
  
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  Maria Badia i Cutchet (PSE). – Después de una larga andadura, finalmente el Parlamento Europeo aprobará su posición sobre la adopción de medidas penales destinadas a garantizar el respeto de los derechos de propiedad intelectual, medidas que, a mi entender, son del todo necesarias.

Quiero hacer algunos comentarios desde el punto de vista de la cultura.

Con el fin de fomentar el desarrollo del conocimiento, en general, y de la cultura, en particular, es necesario el reconocimiento del doble valor económico y cultural que aporta la creación como motor de desarrollo artístico, científico, de la diversidad cultural y de la investigación.

Además, en la era de la digitalización y de la liberalización comercial creciente —también de los bienes y servicios culturales—, es importante conseguir un equilibrio adecuado y equitativo entre propietarios de los derechos de autor y usuarios o consumidores con el fin de asegurar un acceso eficaz a este progreso cultural y cognitivo, combatiendo a la vez la piratería y las falsificaciones en un contexto de mayor armonización comunitaria.

En ese sentido, quiero felicitar al ponente por su trabajo, muy especialmente por el compromiso conseguido de excluir del ámbito de la Directiva las vulneraciones efectuadas para usos personales y no lucrativos, ya que no merecen el mismo tratamiento que la infracción intencionada de un derecho de propiedad intelectual cometida a escala comercial, a la cual sí creo que se debe aplicar la sanción correspondiente.

 
  
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  Günter Verheugen, Vizepräsident der Kommission. Herr Präsident, meine Damen und Herren! Ich danke Ihnen für eine Debatte mit vielen wertvollen und wichtigen Bemerkungen und Anregungen. Ich möchte auf ein paar Punkte eingehen, die in der Debatte angesprochen wurden.

Zur Beschränkung des Anwendungsbereichs der Richtlinie ausschließlich auf den Bereich der Gemeinschaftszuständigkeiten glaubt die Kommission, dass dies ein wesentlicher Punkt ist, um sowohl Fälle unter Gemeinschaftsrecht als auch unter innerstaatlichem Recht abzudecken. Geschähe dies nicht, könnte es bei der Umsetzung der Richtlinie zu beträchtlichen Schwierigkeiten kommen, weil Gemeinschaftsrecht und innerstaatliches Recht hier eng miteinander verzahnt sind. Es bestünde die Gefahr, dass die Bürger gar nicht verstehen, welches Recht tatsächlich gilt, das heißt, die Rechtssicherheit könnte beeinträchtigt werden.

Nach Auffassung der Kommission ist es auch so, dass alle Arten von Rechten an geistigem Eigentum strafrechtlichen Schutz verdienen. Die Kommission tritt deshalb für die Einbeziehung von Patenten ein. Dadurch soll jedoch die Umsetzung der Richtlinie politisch nicht behindert werden. Die Kommission kann akzeptieren, dass Patente vom Anwendungsbereich der Richtlinie ausgenommen werden. Hingegen lehnt sie jeden Änderungsantrag wie den vorliegenden Änderungsantrag 1 ab, durch den die Frage der Zuständigkeit der Gemeinschaft für strafrechtliche Maßnahmen im Zusammenhang mit Patenten erneut zur Debatte gestellt würde.

Mit Ausnahme der Definition der juristischen Person hat die Kommission auf Definitionen verzichtet, weil sie unnötig sind oder weil sie Rechtsunsicherheit bewirken könnten. Die Kommission zieht es also vor, den Mitgliedstaaten freie Hand zu geben, damit diese gemäß ihrem jeweiligen Recht und im Lichte der von ihnen bereits ergriffenen Maßnahmen entscheiden können.

 
  
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  Presidente. La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà mercoledì, alle 12.00.

Dichiarazioni scritte (articolo 142)

 
  
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  Tokia Saïfi (PPE-DE), par écrit. – Devant l'augmentation du piratage, de la contrefaçon, il est essentiel d'œuvrer efficacement au respect des droits de propriété intellectuelle. Cette protection doit être assortie de sanctions car la contrefaçon est inacceptable tant d'un point de vue économique que social ou culturel.

Aussi, la proposition de la Commission européenne, en introduisant des sanctions pénales pour toute atteinte intentionnelle à un droit de propriété intellectuelle commise à une échelle commerciale, répond aux recommandations votées en 2005 concernant l'avenir du textile et de l'habillement après 2005.

On ne peut que saluer la volonté affichée de lutter pour le respect des droits de propriété intellectuelle garants de la compétitivité de nos économies, du dynamisme industriel et moteur du monde créatif.

Néanmoins, en proposant des définitions des droits de propriété intellectuelle, et en introduisant une définition restrictive de "l'échelle commerciale" et de la "violation intentionnelle", la commission juridique du Parlement européen porte atteinte au principe de subsidiarité en matière pénale et remet en cause les acquis communautaires en la matière. Le renforcement des droits de propriété intellectuelle dans l'Union européenne doit préserver la libre interprétation des tribunaux nationaux quant aux deux éléments mentionnés plus haut.

Aussi, il convient de soutenir la rédaction proposée par la Commission européenne.

 
  
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  Katalin Lévai (PSE), írásban. – A szellemi tulajdonjogok védelme kiemelkedő cél, különösen mivel ez a terület termeli meg az európai GDP 5-7 %-át.

A hamisítás, a kalózkodás, illetve a szellemi tulajdont általában érő sérelmek manapság nemzetközi dimenziót öltő, egyre növekvő jelenség részei, és komoly veszélyt jelentenek a nemzeti gazdaságokra és az államokra. A nemzeti büntetőrendszerek közötti különbségek megnehezítik a hamisítás és kalózkodás elleni küzdelmet. A gazdasági és társadalmi következményeken túl, a hamisítás és a kalózkodás a fogyasztóvédelem terén is problémákat okoz, főleg mikor az egészséget és a biztonságot veszélyezteti.

Az internethasználat fejlődése lehetővé teszi a kalóztermékek azonnali és globális terjesztését. Végül pedig, e jelenség egyre inkább kapcsolódik a szervezett bűnözéshez.

A fenti jelenség elleni küzdelem ezért kulcsfontosságú a Közösségre nézve. Valóban indokoltnak látszik –bizonyos korlátok között– az egységes európai szintű fellépés a büntetőjog területén is, hogy az elkövetők ne élhessenek vissza a nemzeti jogrendszerek közötti eltérésekkel.

Alapvetően és általában egyetértek azzal, hogy az egyre terjedő és egyre súlyosabb szellemi tulajdont sértő cselekmények elleni küzdelemben büntetőjogi eszközöket kell bevetni.

Egyetértek azzal is, hogy az ultima ratio-ként alkalmazott büntetőjogi eszközök harmonizációja esetében különösen fontos a szubszidiaritás érvényesülése.

Elengedhetetlennek tartom azonban, hogy a végső eszközként alkalmazható büntetőjogi szankciók közösségi szintű harmonizálásának szükségességét alapos hatásvizsgálatokkal támassza alá a Bizottság.

 
Aġġornata l-aħħar: 9 ta' Mejju 2007Avviż legali