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Procedura : 2006/0199(COD)
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Testi presentati :

A6-0327/2007

Discussioni :

PV 22/10/2007 - 18
CRE 22/10/2007 - 18

Votazioni :

PV 24/10/2007 - 8.16
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2007)0461

Discussioni
Lunedì 22 ottobre 2007 - Strasburgo Edizione GU

18. Comitato consultivo europeo per la governance statistica - Comitato consultivo europeo della politica dell’informazione statistica comunitaria (discussione)
PV
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  Presidente. − L’ordine del giorno reca, in discussione congiunta:

– la relazione di Sharon Bowles, a nome della commissione per i problemi economici e monetari, sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Comitato consultivo europeo per la governance statistica [COM(2006)0599 – C6-0348/2006 – 2006/0199(COD) A6-0327/2007], e

– la relazione di Ieke van den Burg, a nome della commissione per i problemi economici e monetari, sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un comitato consultivo europeo della politica dell’informazione statistica comunitaria [COM(2006)0653 – C6-0379/2006 – 2006/0217(COD) A6-0328/2007].

 
  
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  Joaquín Almunia, Membro della Commissione. (ES) Signor Presidente, onorevoli deputati, nel 2005 la Commissione, con il sostegno del Consiglio e Parlamento, ha avviato un processo di riforma della governance statistica dell’Unione europea, al fine di rafforzare l’indipendenza, l’integrità e la responsabilità degli istituti nazionali di statistica di tutti gli Stati membri dell’Unione e, ovviamente, di Eurostat, l’Ufficio europeo di statistica.

Il primo elemento di questo processo è stato l’adozione, nel maggio 2005, di un codice di condotta per le statistiche europee. L’attuazione di detto codice ha comportato una collaborazione più stretta fra Eurostat e gli istituti nazionali di statistica, e un miglioramento dl’affidabilità dei dati statistici raccolti per moti fini; ma, in particolare, vorrei menzionare un obiettivo che è stato discusso qui in questi anni, ovvero la procedura in caso di eccessivo disavanzo pubblico.

Proponendo il codice di condotta, la Commissione ha raccomandato altresì di equilibrare l’attenzione di autoregolamentazione con la creazione di un sistema di notifica che consentisse di controllare il rispetto dello stesso codice. In questo contesto, è scaturita l’idea della creazione di un organo consultivo esterno che contribuisse, con un parere indipendente e autorizzato, l’applicazione effettiva del codice di condotta nel sistema statistico europeo nel suo insieme.

La Commissione, nello stesso tempo, ha preso nota dell’opportunità di riformare il funzionamento e la composizione del comitato consultivo europeo dell’informazione statistica nei settori economico e sociale, per renderlo più efficiente e consentirgli di svolgere un ruolo più strategico. Il Consiglio ECOFIN e, in generale, le autorità statistiche nazionali hanno accolto con favore entrambe le raccomandazioni e la Commissione le ha concretizzate in due proposte, nell’ottobre dell’anno scorso, che oggi discutiamo con la prospettiva, e spero che potrete confermarmi se siete d’accordo, di adottarle in prima lettura.

In questo senso, desidero congratularmi espressamente con le due relatrici, le onorevoli Bowles e Van den Burg, per i loro sforzi e la qualità delle relazioni.

Questo processo di rafforzamento della governance statistica europea è completato da una nuova proposta della Commissione, approvata lo scorso 16 ottobre, alcuni giorni fa, per la revisione del regolamento sulla produzione delle statistiche in Europa. Anche questa proposta è stata sottoposta alla procedura di codecisione fra Parlamento e Consiglio, e quindi avremo modo di discuterla nuovamente nei prossimi mesi.

Con queste iniziative, l’Unione avrà un sistema europeo statistico moderno, affidabile, efficiente, in grado di migliorare la fiducia dei cittadini nei dati statistici ufficiali. Mi riferisco ancora una volta ai dibattiti che abbiamo avuto in quest’Aula in numerose occasioni negli ultimi anni, sull’importanza di avere dati di bilancio affidabili, o dati affidabili per le altre politiche nazionali, il PIL, o la necessità di avere un indice dei prezzi sul quale i nostri cittadini possano fare pieno affidamento.

Sulle relazioni che stiamo discutendo questa sera, vorrei segnalare soltanto che, dal nostro punto di vista, sarebbe stato preferibile rispettare meglio l’equilibrio istituzionale, come previsto, secondo noi, dalla mia proposta originaria, per quanto riguarda la nomina dei membri del comitato consultivo europeo per la governance statistica e l’elaborazione e la trasmissione delle relazioni di detto comitato. Ad ogni modo, la Commissione riconosce che gli emendamenti alle proposte originarie hanno un valore innegabile, hanno il sostegno del Consiglio e del Parlamento, e non alterano il contenuto essenziale delle nostre proposte iniziali.

Per tutto questo, signor Presidente, vorrei concludere ribadendo il mio ringraziamento alle relatrici, alla commissione per i problemi economici e monetari per l’eccellente lavoro svolto e per il costante sostegno dato alla Commissione nei suoi sforzi volti ad ammodernare il nostro sistema statistico e a renderlo più affidabile e robusto.

 
  
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  Sharon Bowles (ALDE), relatore. – (EN) Signor Presidente, questa decisione riguarda la creazione del comitato consultivo europeo per la governance statistica. Le statistiche sono usate dagli Stati membri, dall’UE, a livello internazionale e a molte altre parti interessate per tutta una serie di finalità. Sono usate, ad esempio, dalla Banca centrale europea per analisi economiche; la Commissione, attraverso Eurostat, elabora statistiche che sono compilate a partire dai dati prodotti dagli Stati membri.

Alcuni anni fa sono sorte questioni sulla credibilità delle statistiche fornite da alcuni Stati membri alle istituzioni dell’UE, ed è quindi risultato chiaramente che erano necessario un certo tipo di controllo di qualità. Come ha detto il Commissario, è stato elaborato, in risposta, un codice di condotta per le procedure statistiche. Per realizzare un controllo sulla coerenza e sul rispetto del codice di condotta, ogni istituto nazionale di statistica è controllato attraverso una revisione tra pari cui partecipano un altro Stato membro e Eurostat. Quale ulteriore controllo, è stato proposto di introdurre un organo consultivo indipendente, di alto livello. E proprio quell’organo, chiamato adesso comitato consultivo europeo per la governance statistica, è l’oggetto di questa proposta.

E’ giusto dire che vi è un alto livello di suscettibilità da parte di tutti gli interessati sulla portata del ruolo del comitato. Sono grata all’attuale Presidenza portoghese, e, prima di essa, alla Presidenza tedesca, e anche alla Commissione, per avermi parlato con franchezza di queste suscettibilità. Il Parlamento, ovviamente, era deciso a rendere il comitato non un semplice organo di consulenza nella relazione della Commissione. Tuttavia, abbiamo raggiunto un accordo su una proposta equilibrata e attuabile che include la maggior parte degli emendamenti presentati da quest’Assemblea in una forma o un’altra. Sono particolarmente lieta che abbiamo potuto concordare con il Consiglio che andrebbe incoraggiato il dialogo, non solo fra questo comitato, il comitato del programma statistico e il comitato consultivo europeo dell’informazione statistica nei settori economico e sociale, ma anche con gli istituti interessati degli Stati membri.

Il comitato farà riferimento al Parlamento e al Consiglio e includerà, nella sua relazione, una valutazione della loro attuazione del codice di condotta nel sistema statistico europeo nel suo insieme. Il comitato fornirà inoltre pareri alla Commissione su misure adeguiate al facilitare l’attuazione del codice di condotta per quanto riguarda Eurostat e il sistema statistico europeo nel suo insieme. Fornirà inoltre pareri sulla comunicazione del codice di condotta agli utenti e ai fornitori di dati e sull’aggiornamento del codice di condotta. Devono essere incluse misure per garantire l’indipendenza del comitato e la partecipazione del Parlamento nelle nomine. Quindi, dopo avere consultato la Commissione, il Consiglio selezione e il Parlamento europeo approva la nomina del presidente del comitato. Il Parlamento e il Consiglio nominano ciascuno tre membri del comitato. Il presidente non deve essere un membro attuale di un istituto nazionale di statistica, o della Commissione, o avere tenuto tale posizione negli ultimi due anni. Avevamo preso in considerazione esclusioni simili per tutti i membri, ma non è realmente pratico. Tuttavia, abbiamo aggiunto il requisito che il comitato fornisca una vasta gamma di abilità e di esperienze complementari. Nel caso in cui non fossimo riusciti a sistemare tutto, il comitato stesso dovrebbe essere nella posizione di sapere se è stato frustrato o no, per questo esiste una clausola di revisione dopo tre anni. Darà al comitato e ad altri interessati il tempo di potere indicare se le procedure funzionano e sono efficaci, o se vi sono necessari cambiamenti, e deve trattarsi di una revisione seria.

Il Parlamento, la Presidenza portoghese e la Commissione hanno avuto un dialogo efficacissimo sulla questione e io li ringrazio. Sono lieta di potere fare avanzare questa proposta in una sola lettura con il sostegno dei relatori, ai quali va il mio ringraziamento.

 
  
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  Ieke van den Burg (PSE), relatore. – (EN) Signor Presidente, inizierei con due osservazioni preliminari. La prima è ovviamente, che questo argomento delle statistiche non è molto sexy ed è sempre inserito alla fine dell’ordine del giorno. Ma quello che mi preoccupa un poco è che sono i politici, gli eurodeputati e altri che spesso amano lamentarsi sulla produzione di statistiche. Ma poi, se vi è un’opportunità di migliorare realmente qualcosa, non sono coinvolti attivamente nel miglioramento della situazione.

La seconda osservazione è che il Commissario, almeno, apprezzerà il fatto che stiamo svolgendo questo dibattito. L’onorevole Bowles e io abbiamo detto che per noi non è realmente necessario avere il dibattito. Ma è importante sottolineare il fatto che lei ha fatto qualcosa sulle statistiche e che la questione merita una certa attenzione. Mi auguro quindi che non ci accuserà di tenerla qui a quest’ora.

Vorrei quindi congratularmi con lei per le misure molto concrete che ha adottato per questi problemi con le statistiche, che sono sorti diverse negli ultimi tempi. So che lei ha dovuto farlo nello spazio di manovra politica che vi concede il Consiglio, perché siamo consapevoli che la Commissione europea non può obbligare gli Stati membri a creare istituti di statistica indipendenti e prescrivere loro come debbano funzionare o come debbano trattare le cifre e i dati.

I ministri e gli eurodeputati che sono quelli che si lamentano a gran voce e con fermezza della mancanza di affidabilità delle cifre di altri sono anche quelli che non vogliono che nessuno si immischi nei loro affari e intervenga nella loro autonomia o nel loro modo di trattare le statistiche. Questo è il problema che si deve affrontare.

Ma, in questo contesto, creso che sia stato saggio da parte sua, signor Commissario, assumere un approccio pragmatico, dal basso verso l’alto, incentrarsi sulle revisioni tra pari e su un codice di condotta, e riformare la governance del sistema statistico creando un nuovo organo di governance ad alto livello, di cui ha parlato l’onorevole Bowles, e trasformando l’attuale comitato consultivo europeo dell’informazione statistica nei settori economico e sociale (CEIES), che trattava le statistiche economiche e sociali, in un comitato consultivo più dinamico e più piccolo, con un mandato più vasto.

Nelle relazione dell’onorevole Bowles e nella mia, abbiamo cercato di migliorarlo ancora di più e di rafforzare l’approccio della Commissione. Nello stesso tempo, abbiamo anche assicurato – conformemente alla sua proposta – che questi due nuovi organi della famiglia europea potessero funzionare adeguatamente e con maggiore indipendenza dalla Commissione e da Eurostat.

Questo può non essere stato completamente conforme alle intenzioni della Commissione; tuttavia, vorrei ringraziare il Direttore generale di Eurostat per avere accettato molto generosamente il fatto che abbiamo eliminato il suo diritto di voto nel sistema che abbiamo progettato.

Vorrei inoltre esprimere il mio apprezzamento per la Presidenza portoghese, e alla signora Cordeiro, per l’efficienza con cui ha presieduto il gruppo di lavoro del Consiglio e negoziato con noi un accordo in prima lettura sulla questione. E’ stata una procedura molto efficiente, che ha fatto risparmiare tempo e burocrazia. Così l’onorevole Hans-Peter Martin, che ha chiesto di parlare, può vedere un esempio di come possiamo trattare con efficienza questo tipo di procedura di codecisione.

Vorrei illustrare brevemente alcuni elementi del comitato statistico, e lo farà per iscritto. Se leggete il fascicolo, potete dove ho apportato le modifiche, quindi non le ripeterò qui, ma rimarrà fedele al mio desidero che i due organi offriranno davvero una certe consapevolezza e miglioramenti nel modo in cui funzionano i sistemi statistici, e ci aiuteranno ad avere cifre realmente affidabili e basare le nostre attività economiche su dati affidabili.

 
  
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  Jean-Paul Gauzès, a nome del gruppo PPE-DE. – (FR) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, il miglioramento del sistema statistico europeo si inserisce nel contesto più generale della governance economica dell’Unione e, in particolare, dell’adeguamento del patto per la stabilità e la crescita. Condivido la preoccupazione, espressa sia dalla Commissione sia dagli Stati membri, di migliorare la qualità dei dati statistici. Ritengo infatti che dall’affidabilità dei dati dipenda in particolare la qualificazione del disavanzo eccessivo. In mancanza di questa affidabilità, il patto di stabilità e di crescita nel suo insieme è messo in pericolo.

La flessibilità introdotta nell’attuazione dei patti in occasione della riforma adottata dal Consiglio europeo del marzo 2005 impone, come contropartita, che le cifre siano incontestabili e verificabili. Questa affidabilità è importante anche nel contesto dell’allargamento della zona euro. Conviene imparare dal passato. L’Unione europea è già stata portata a rivedere le statistiche relative al disavanzo di bilancio e al debito di uno Stato membro: oggi che diversi Stati membri sono candidati a entrare nella zona euro, il numero di dati statistici da trattare e i vari interlocutori aumenteranno.

Il miglioramento proposto del sistema statistico europeo mira a rispondere ai timori legittimi sollevati sulla validità e sul controllo dei dati forniti dagli Stati membri. Occorre evitare che il sospetto colpisca l’insieme del sistema statistico e la capacità dell’Europa di controllare la validità dei dati di bilancio comunicati dagli Stati membri.

Per questo motivo approvo la riforma che conduce, da un lato, a creare un comitato consultivo europeo della politica dell’informazione statistica comunitaria e, dall’altro, un comitato consultivo europeo per la governance statistica, in grado di svolgere un ruolo attivo nel controllo dell’attuazione del codice di condotta dall’insieme del sistema statistico europeo.

Sostengo ovviamente le proposte delle due eccellenti relatrici.

 
  
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  Wolf Klinz, a nome del gruppo ALDE. (DE) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, come lei ha già sottolineato, signor Commissario, le statistiche sono di vitale importanza sia per l’Unione europea sia per gli Stati membri in molti settori politici. Se vogliamo evitare decisioni errate e sviluppi non graditi, le statistiche devono essere sensate, aperte a una sola interpretazione e quindi anche comparabili. Purtroppo non è sempre stato così. Accolgo quindi con favore la creazione del comitato consultivo europeo della politica dell’informazione statistica comunitaria e del comitato consultivo europeo per la governance statistica. Gli emendamenti presentati dall’Assemblea conferiranno, mi auguro, a entrambi gli organi l’autorità di cui hanno bisogno.

Vorrei sottolineare innanzi tutto che il comitato consultivo europeo della politica dell’informazione statistica comunitaria sarà indipendente e che in esso saranno rappresentati tutti i gruppi interessati. Il comitato avrà meno membri del suo predecessore, il comitato consultivo europeo dell’informazione statistica nei settori economico e sociale (CEIES), e la riduzione da 79 a 24 membri lo renderà molto più efficiente. Gradisco il fatto che il garante europeo per la protezione dei dati sarà un membro con diritto di voto del comitato consultivo, mentre il Direttore generale di Eurostat è un membro senza diritto di voto. Questo sottolinea l’indipendenza del comitato.

In secondo luogo, il comitato consultivo europeo per la governance statistica, è un complemento utile del comitato consultivo. Il consiglio d’amministrazione monitorerà e, mi auguro, incoraggerà attivamente l’applicazione del codice di condotta in tutte le questioni statistiche europee.

Si può solo sperare che, con l’ausilio di questi due organi, le esigenze degli utenti avranno maggiore impatto sul programma di lavoro statistico e che il codice di condotta si radicherà talmente che cattive informazioni, diffuse deliberatamente o accidentalmente, o dati inaccurati apparteranno solo al passato.

Concluderei ringraziando entrambi i relatori per il loro lavoro e per la loro disponibilità a discutere punti controversi in modo franco e costruttivo.

 
  
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  Mieczysław Edmund Janowski, a nome del gruppo UEN. (PL) Signor Presidente, vorrei esprimere il mio apprezzamento agli onorevoli Bowles e van den Burg per le loro relazioni.

Dovremmo prestare attenzione al ruolo svolto dal sistema statistico europeo, che può essere il sistema migliore del mondo. Stiamo parlando qui non solo di chiarezza degli elenchi di cifre, delle tabelle o dei diagrammi, la questione più importante ì l’affidabilità e la completezza dei dati statistici a livello di Unione europea, di Stati membri, e anche, vorrei sottolinearlo, di regioni. Per quel motivo, è essenziale assicurare la continuità delle informazioni, ma anche l’accesso. Aggiungerei che solo i dati statistici che sono stati raccolti nello stesso modo, conformemente a principi statistici, possono essere affidabili e trasparenti, e non saranno colpiti da interessi a breve termine o da priorità transitorie. La mia esperienza di politica regionale ha mostrato chiaramente che tali rischi esistono.

Per questo motivo dovremmo essere lieti di avere un programma statistico per l’UE per il periodo 2008-2012. Per farlo funzionare, tuttavia, saranno necessari finanziamenti appropriati e, soprattutto, un’adeguata consulenza, il controllo del codice delle procedure statistiche e gestione delle statistiche. E’ molto importante, alla luce dei diversi sistemi usati negli Stati membri, la necessitò di coordinarli e di unificarli a livello dei 27 paesi i istituti statistici e di Eurostat. In questo contesto sosterrei entrambe le relazioni.

 
  
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  Hans-Peter Martin (NI). - (DE) Signor Presidente, vi è un accordo generale sull’importanza delle statistiche, non solo fra le persone che sono riuscite a essere qui presenti a quest’ora tarda. La questione è se l’obiettivo che io presumo stiamo perseguendo sarà raggiunto con le misure avviate qui. Non mi sono meravigliato, signor Commissario, quando lei ha parlato di un altro nuovo regolamento che doveva essere negoziato con noi. Forse può dirmi se le disposizioni incideranno anche su questi organi consultivi.

La seconda questione è che vi è sempre stato un grande pericolo insito negli organi consultivi che diventano autonomi e tirano le cose per le lunghe. Non sarebbe stato più sensato, alla fine, valutare brevemente, in modo conciso e chiaro, con consulenti di gestione esterni laddove necessario, i problemi che si sono verificati con Eurostat e poi pervenire a un rapido accordo con il Parlamento piuttosto che lavarsene le mani e accantonare la questione? Dopo, sappiamo tutti che l’essenza del problema è l’interfaccia fra Eurostat e gli istituti nazionali di statistica. La cosa migliore che possa fare un organo consultivo è riproporre il problema all’ordine del giorno, ma non potrà stabilire una reale trasparenza ed efficienza.

 
  
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  Joaquín Almunia, Membro della Commissione. (ES) Signor Presidente, ringrazio, per prima cosa, voi tutti, in particolare i relatori, ma anche gli altri oratori intervenuti al dibattito, per la partecipazione e la cooperazione ai fini del miglioramento della governance statistica nell’Unione europea e del rafforzamento, attraverso la riforma del secondo comitato, della partecipazione degli utenti alla vita sociale ed economica europea per avere un migliore sistema statistico, un sistema più credibile.

Stiamo parlando di un sistema, come ha detto l’onorevole Burg, sia l’Ufficio statistico europeo (Eurostat) sia gli istituti nazionali di statistica dei 27 Stati membri devono esser all’altezza delle richieste e delle aspettative che riponiamo in loro; devono cooperare, lavorare in modo coordinato, stimolarsi reciprocamente. Ed ecco perché il codice di buone pratiche e la relativa modalità di attuazione costituiscono, dal mio punto di vista, elementi molto positivi. Mi auguro che il nuovo organo sia in grado di valutare il proprio valore e anche di stimolare il proprio funzionamento di fronte al futuro, perché è importante disporre di buone statistiche in diversi campi.

L’onorevole Gauzès ha accennato al patto per la stabilità e la crescita, Anch’io l’ho fatto nel mio intervento iniziale. E’ molto importante per noi avere cifre affidabili quando controlliamo la disciplina di bilancio in questo quadro multilaterale. Ma è altrettanto importante avere cifre affidabili sul prodotto nazionale per finanziare l’Unione europea; è altresì molto importante avere un indice dei prezzi affidabile; ed anche avere statistiche sul commercio estero, statistiche degli investimenti all’estero o dei flussi commerciali o finanziari.

Pertanto, in tutti gli aspetti che stavamo discutendo, o ascoltando, per quanto mi riguarda, nel precedente dibattito sull’energia, le statistiche energetiche sono straordinariamente importanti, al pari delle statistiche relative all’immigrazione o ai temi collegati con quello che finora è stato conosciuto come terzo pilastro. Vi sono tantissimi settori di attività – praticamente tutti i settori di attività dell’Unione europea – che richiedono buone statistiche, e l’importanza di questa discussione . sebbene, come dice l’onorevole van den Burg, non sia molto sexy— è evidente e mi auguro che questi due organi siano all’altezza di quello che chiediamo loro attraverso queste due decisioni.

Sarà adottata una norma, anch’essa molto importante, definita “legge statistica”. Spero che, grazie alla combinazione di questo pacchetto e degli sforzi meritevoli di lode che stanno compiendo sia Eurostat sia tutti i funzionari dell’Ufficio statistico europeo, così come gli istituti nazionali di statistica del 27 Stati membri, nei prossimi anni i dubbi sulla qualità delle statistiche diminuiranno fino a scomparire, se possibile, e che questo favorisca una maggiore efficacia e una maggiore sintonia delle nostre politiche e delle nostre decisioni con le richieste e le aspirazioni dei cittadini europei, perché in fondo è di questo che si tratta quando parliamo di statistiche.

 
  
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  Presidente. − La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà mercoledì 24 ottobre.

 
Ultimo aggiornamento: 11 novembre 2008Avviso legale