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Procedură : 2007/2638(RSP)
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Stadii ale documentelor :

Texte depuse :

B6-0494/2007

Dezbateri :

PV 12/12/2007 - 13
CRE 12/12/2007 - 13

Voturi :

PV 13/12/2007 - 6.10
Explicaţii privind voturile

Texte adoptate :

P6_TA(2007)0624

Dezbateri
Miercuri, 12 decembrie 2007 - Strasbourg Ediţie revizuită

13. Muntenegru - Acordul de stabilizare şi asociere între CE şi Muntenegru (dezbatere)
PV
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  Presidente. L'ordine del giorno reca, in discussione congiunta,

– la dichiarazione della Commissione sul Montenegro,

– la raccomandazione di Marcello Vernola, a nome della commissione per gli affari esteri, relativa alla proposta di decisione del Consiglio e della Commissione relativa alla conclusione dell'accordo di stabilizzazione e di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Montenegro, dall'altra (COM(2007)0350 – C6 0463/2007 – 2007/0123(AVC)) (A6-0498/2007).

 
  
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  Olli Rehn, Member of the Commission. Mr President, I wish to thank Mr Vernola for this very solid report, which is due to be adopted at a very crucial stage of our relations with Montenegro.

Let me first make a point on the European perspective of the Western Balkans. The Council meeting of EU Foreign Ministers on Monday reaffirmed that the future of the Western Balkans lies in the European Union. As proof of that we have in the last two months signed a Stabilisation and Association Agreement with Montenegro and initialled SAAs both with Serbia and with Bosnia-Herzegovina.

I want to thank the Portuguese Presidency for its major contribution to these encouraging steps. I hope we can soon sign the two latter agreements, once the conditions have been met by these two countries.

Montenegro has made good progress since independence, including in the development of smoother, well functioning relations with Serbia. Of course a decisive step on Montenegro’s European journey was taken on 15 October this year when we signed the SAA with the country. I welcome the unanimous ratification of the SAA by the Montenegrin Parliament soon thereafter. The SAA provides a stable framework for economic, political and institutional development in Montenegro and it is a significant step forward in the country’s European integration path, provided that the Agreement is properly implemented.

In another positive development, I also welcome the adoption of the Constitution of Montenegro only a few days after the SAA was signed. The new Constitution, which is broadly in line with European standards, helps strengthen democratic institutions in the country. Its full implementation will require further efforts and determination.

The Commission’s regular progress report, adopted on 6 November, highlights these positive developments. It commends Montenegro for establishing the necessary legal and institutional framework following independence. It also underlines progress made by Montenegro in preparing for the implementation of the SAA and strengthening its administrative capacity. Our progress report also points out certain key challenges that Montenegro will face in the coming years. For instance, Montenegro’s administrative capacity remains rather weak and therefore administrative reforms need to be continued at all levels. In the fight against corruption, urgent action is needed to achieve concrete, tangible results. Money laundering and organised crime remain areas of concern. These are also highlighted, rightly so, in your report.

The new Constitution enhances the independence of the judiciary by setting up a new constitutional body, the Judicial Council, in charge of the appointment and dismissal of judges. The Government also adopted a judicial reform strategy for the period 2007-2012. Its implementation will certainly be a major challenge but it is clear that Montenegro needs to ensure the independence, accountability and professionalism of its judges and prosecutors.

Montenegro participates actively in regional cooperation. It has good relations with its neighbours. Most issues with Serbia following independence have been settled. Montenegro has also taken a constructive approach to the Kosovo status issue, aligning itself with the EU’s position.

Focus should now be on full implementation of the interim agreement on preparations for the whole SAA as well as on the recommendations of the European partnership. Montenegro needs to build a solid track record of implementation and of reforms. She has got off to a very good start in the stabilisation and association process and I hope that the country will build on this positive momentum.

We are very much looking forward to working even more closely with the Government of Montenegro, the Parliament, other institutions and the civil society of the country on its European reform agenda. I am pleased to inform you that the new Commission delegation has been operational since 1 November and is preparing to take over the work carried on by the European Agency for Reconstruction, in due course as planned. Montenegro is expected to receive close to EUR 100 million under the instrument for pre-accession in the coming three-year period until 2009. These funds will assist Montenegro in such areas as the rule of law, the strengthening of administrative capacity and implementation of the SAA. Economic and social development and civil society development certainly will be another priority. So I trust we can count on the strong support of the European Parliament, which is crucial as always.

 
  
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  Bernd Posselt (PPE-DE). – Herr Präsident! Das war angekündigt als Aussprache oder Erklärung des Rates und der Kommission. Ich wollte nur fragen, wo der Rat ist und ob der Rat wenigstens zur Ratsfragestunde wieder zurückkommt oder vielleicht schon während dieser Debatte.

 
  
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  Presidente. I servizi mi comunicano che per decisione della Conferenza dei presidenti il dibattito si svolge in questo modo perché il Consiglio è impegnato nell'attuazione del Consiglio, domani a Lisbona.

 
  
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  Marcello Vernola, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la vocazione europea dei paesi balcanici è oramai un dato acquisito, lo ha affermato il Consiglio europeo di Salonicco nel 2003 e lo abbiamo ribadito, più volte in questo Parlamento, è un tema oramai non più in discussione.

Il Montenegro è certamente in pool position sulla strada verso l'adesione all'Unione europea, lo dimostrano i fatti: dopo l'indipendenza dall'unione con la Serbia nel 2006, dichiarata democraticamente con regolare referendum e concordemente stabilita con il governo serbo, sono stati riaperti i negoziati per l'accordo di stabilizzazione e associazione specifici per il paese, che si sono conclusi nel giro di poco più di due mesi. La sigla degli accordi è giunta lo scorso 15 marzo, in seguito si sono purtroppo verificati alcuni inconvenienti tecnici che hanno rallentato l'iter, ma ora siamo in dirittura d'arrivo. Il Commissario ha appena annunciato che hanno già aperto una sede a Podgorica – ci complimentiamo per questo – tutto è pronto ormai per la ratifica dell'accordo.

I progressi ottenuti dal paese nel corso dell'ultimo anno, gli impegni assunti nei confronti della Comunità europea, il lavoro di riforma incessante anche negli ultimi giorni, tutto ci induce ad approvare senza esitazione il parere favorevole alla conclusione dell'accordo. E' chiaro che questo non è il traguardo finale, al contrario, è solo un punto di partenza.

Il Montenegro deve ora applicarsi per porre in essere tutte le misure necessarie a completare il processo di riforma già avviato, al fine di adempiere agli impegni assunti con l'accordo di stabilizzazione e associazione. Da questo punto di vista registriamo il buon clima di collaborazione fra il Parlamento europeo e il Parlamento del Montenegro, che abbiamo già incontrato numerose volte e presso cui saremmo ospiti la prossima settimana a Podgorica. Il Montenegro ha tutti i numeri per portare a termine questo processo in tempi brevi, a cominciare dallo status di candidato all'adesione.

Il Montenegro attraversa da qualche anno una fase di costante crescita economica che ha portato a attrarre ingenti investimenti stranieri, anche grazie a politiche fiscali favorevoli alle imprese. Il risultato è un rapido calo della disoccupazione dal 33 al 12%.

Qualche mese fa è stata adottata la nuova Carta costituzionale, un chiaro segno di come il paese stia rafforzando le prerogative democratiche che lo caratterizzano all'interno dell'area balcanica. Le autorità montenegrine stanno lavorando alacremente per mettersi al passo con gli standard europei. Le più recenti novità ci hanno indotto a presentare cinque emendamenti per tener conto degli aggiornamenti.

Proprio in questi giorni è stato firmato un accordo di cooperazione con il tribunale penale dell'ex Iugoslavia per regolare l'assistenza tecnica con quest'ultimo. Ricordiamo che la collaborazione incondizionata con il tribunale ad hoc dell'Aia riveste un'importanza cruciale per tutti gli Stati che provengono dallo smembramento della Iugoslavia. Ricordiamo altresì che il Montenegro non si è mai sottratto ai suoi obblighi internazionali, anzi è sempre stato encomiato per la collaborazione efficace con le autorità giurisdizionali e straniere.

Al Montenegro si chiede un ulteriore sforzo per contrastare e reprimere la criminalità organizzata di traffici illeciti transfrontalieri. Un'altra esigenza sollevata dal Parlamento europeo riguardava la lotta contro la corruzione nella pubblica amministrazione e nella magistratura: il paese sta rispondendo positivamente alle istanze europee, segnali in tal senso sono contenuti nella nuova Costituzione che introduce dei meccanismi di tutela dell'autonomia e dell'indipendenza del potere giudiziario.

La capacità della classe dirigente risulterà poi sviluppata dalla partecipazione ai programmi comunitari di gemellaggio e scambi con gli Stati membri. Alcuni di questi programmi saranno favorevoli alla crescita di più giovani e agli studiosi. Favorire la libera circolazione delle persone, in particolare degli studenti e dei ricercatori, è un obiettivo perseguito anche tramite la semplificazione della procedura per il rilascio dei visti di breve durata, oggetto di specifici accordi con l'Unione europea firmati lo scorso settembre; l'obiettivo finale è quello della completa liberalizzazione dei visti in modo da rendere effettiva la libertà di circolazione, altro punto sensibile dell'accordo di stabilizzazione e associazione, e agevolare un confronto che sia occasione di crescita e di formazione. Riteniamo che debba essere dato ampio spazio alle istanze culturali, ad esempio tramite la promozione dell'associazionismo e la tutela dei rappresentanti della società civile. La libera manifestazione del pensiero deve essere garantita e così il diritto all'informazione.

Una menzione particolare va fatta alla questione ambientale: la costituzione precedente definiva il Montenegro una repubblica ecologica, la prima nel mondo a essersi data questa etichetta. Il paese è stato gratificato dalla natura, dal suggestivo paesaggio costiero alla baia naturale delle Bocche di Cattaro, al massiccio montuoso del Durmitor, iscritto nella lista Unesco del patrimonio dell'umanità. Queste ricchezze devono essere custodite attraverso una legislazione puntuale, legislazione che in molti casi è presente sulla carta, ma non rigorosamente applicata e ciò spesso per mancanza di risorse economiche.

Il paese riceve forti introiti dal turismo, ma purtroppo proprio il turismo rischia di ritorcersi contro l'ambiente, in quanto le strutture ricettive non sono dotate di sistemi idonei a gestire, dal punto di vista ecologico, il grande afflusso di turisti. Per questo abbiamo richiesto in un'altra sede al Commissario Rehn che l'attenzione della Commissione fosse indirizzata verso la promozione delle politiche ambientali, con particolare riguardo alle fonti di energia rinnovabile, alla gestione di rifiuti e delle acque e alla tutela delle coste. Il Montenegro non è indifferente al problema e sta continuando a lavorare nella corretta gestione delle risorse naturali. Recentemente è stato approvato il piano spaziale per regolamentare l'attività edilizia in modo da non deturpare il paesaggio costiero.

 
  
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  Doris Pack, im Namen der PPE-DE-Fraktion. – Herr Präsident! Im Namen der EVP-ED-Fraktion begrüße ich natürlich die Fortschritte, die Montenegro nach seiner Unabhängigkeitserklärung gemacht hat und die ja schon sehr bald dazu geführt haben, dass das Stabilisierung- und Assoziierungsabkommen unterschrieben werden konnte.

Natürlich sollten die Montenegriner jetzt nicht die Hände in den Schoß legen, sondern sie sollten das, was sie unterschrieben haben, auch wirklich umsetzen. Sie sollten den Handlungslinien folgen, die sie sich selbst gegeben haben, sie sollten ihre Verwaltung in die Lage versetzen, beschlossene Gesetze umzusetzen. Sie sollten dafür sorgen, dass das Justizwesen auf Vordermann gebracht wird, dass die Korruption bekämpft wird, besonders auch im Administrations- und Justizbereich.

Ich weiß natürlich, dass in den neunziger Jahren durch die besondere Situation in der Region gerade die Korruption sich einnisten konnte und heute nur sehr schwer auszumerzen ist. Aber es ist nicht förderlich für das Ansehen Montenegros in den Ländern der Europäischen Union, dass sein Name immer wieder mit Schmuggel, Korruption und Geldwäsche in Verbindung gebracht wird. Die montenegrinische Politik muss alles tun, dieses Image zu ändern. Schließlich sollen doch unsere Bürger in der Europäischen Union irgendwann einmal Montenegro in der Europäischen Union willkommen heißen! Deshalb ist es unabdingbar, dass wirklich Transparenz in die demokratische und marktwirtschaftliche Entwicklung Montenegros einzieht.

Ich will nicht alles besprechen, was heute schon gesagt wurde und noch gesagt werden wird, und auch nicht alles ansprechen, was in unserer Entschließung gesagt wurde. Aber ich möchte doch hervorheben, dass Montenegro landschaftlich gesehen ein Kleinod ist, dessen Einzigartigkeit durch besondere Maßnahmen geschützt werden muss. Das heißt, die neue Verfassung, wie Marcello Vernola schon gesagt hat, die Montenegro zum ökologischen Staat erklärt hat, darf nicht nur hohle Versprechung sein. Küste und Hinterland sind zu schützen, und giganteske Investitionen müssen verhindert werden. Die Natur und die kulturhistorischen Stätten müssen erhalten werden, will Montenegro nicht seine touristische Einzigartigkeit verspielen. Und schlechte Beispiele dieser Art haben wir in Westeuropa genügend!

Der Ausverkauf von Küste und Hinterland muss verhindert werden, und ein sinnvoller Ausbau von Tourismus und das sparsame Nutzen von Land sind angesagt. Die Zersiedlung der Küste muss dringend verhindert werden, und den Land- und Immobilienspekulationen muss ein Riegel vorgeschoben werden. Ich freue mich, dass es offensichtlich jetzt einen Raumordnungsplan für diese Gegend gibt. Ich begrüße die Zusammenarbeit mit ICTY und hoffe, dass sie vielleicht dazu führt, auch irgendwann Herrn Karadžić dingfest zu machen.

Ich wünsche mir auch sehr, dass Montenegro endlich die nationale Agentur schafft, die es dem Land ermöglicht, seinen Studenten und Auszubildenden die Teilnahme an den Bildungsprogrammen Erasmus und Leonardo zu eröffnen.

Wir treffen nächste Woche mit der Delegation der Kolleginnen und Kollegen aus dem montenegrinischen Parlament zusammen, und wir werden sie ermutigen, die Regierung auf dem Weg der Annäherung an die Europäische Union und bei der Bekämpfung all der Dinge, die wir genannt haben, zu unterstützen.

 
  
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  Vural Öger, im Namen der PSE-Fraktion. – Herr Präsident! Beim EU-Gipfeltreffen von Thessaloniki im Juni 2003 wurde den Westbalkanstaaten eine EU-Perspektive bestätigt. Montenegro ist der jüngste Nachfolgestaat des ehemaligen Jugoslawiens. 2006 erklärte Montenegro seine Unabhängigkeit von Serbien.

Seitdem haben sich die Beziehungen zu der Europäischen Union kontinuierlich vertieft, und Montenegro hat einen klaren europäischen Kurs eingeschlagen. Ich begrüße insbesondere die Unterzeichnung des Stabilisierungs- und Assoziierungsabkommens vom 18. Oktober dieses Jahres, das einen Meilenstein in den Beziehungen zwischen Montenegro und der EU darstellt. Es bringt dem kleinen Balkanstaat eine Reihe von Vorteilen, vor allem für Handel und Wirtschaft, da es eine Freihandelszone sowie Erleichterungen für Investitionen und Unternehmenszusammenarbeit vorsieht.

Ein gutes Jahr nach der Unabhängigkeit wurde ein weiteres wichtiges Ziel erreicht. Das montenegrinische Parlament hat seine erste Verfassung am 19. Oktober 2007 verabschiedet, was besonders für die Identitätsfindung des jungen Staates von Bedeutung ist. Mit ihr wird Montenegro als demokratischer, bürgerlicher und ökologischer Rechtsstaat konstituiert. Das ist ein großer Erfolg. Der Weg Montenegros in die EU ist noch lang, aber noch bestehende Hindernisse werden Schritt für Schritt beseitigt.

Fortschritte müssen noch insbesondere bei der Bekämpfung der Schattenwirtschaft und der Korruption erzielt werden. Das Funktionieren einer freien und unabhängigen Justiz, die Zusammenarbeit mit dem Internationalen Strafgerichtshof für Jugoslawien und vor allem die Reformprozesse im Bereich Demokratisierung, Menschenrechte und Minderheitenschutz sind für Montenegro und seine Zukunft in der EU unabdingbar. Im Vordergrund muss erst die erfolgreiche Implementierung der Reformen im Rahmen des SAA stehen.

Am 1. Januar 2008 wird Slowenien, ebenfalls ein Nachfolgestaat Jugoslawiens, die EU-Ratspräsidentschaft übernehmen. Es ist zu begrüßen, dass eine der Prioritäten der slowenischen Ratspräsidentschaft der Westbalkan sein wird. Die Sicherheit und Stabilität im Westbalkan liegen im besonderen Interesse der Region und ganz Europas.

Dabei kann und sollte ein demokratisches und stabiles Montenegro eine wichtige Rolle spielen. Abschließend möchte ich betonen, dass die Aussicht für Montenegro, eines Tages – wenn auch in ferner Zukunft – der EU beizutreten, der wichtigste Motor für weitere Reformprozesse ist. Wir im Europäischen Parlament sollten Montenegro auf seinem Weg in die EU unterstützen.

 
  
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  Jelko Kacin, v imenu skupine ALDE. – Pred več kot stotimi leti je bila Črna gora kraljevina na evropskem političnem zemljevidu. Bila je priznana in uveljavljena tako kulturno kot tudi politično.

Del obale, zaliv Boke Kotorske, je bil celo del Avstroogrske in je takrat z današnjo Hercegovino predstavljal tudi izhod na morje. Črna gora je nekoč že bila del moderne Evrope in danes se ponovno pripravlja za polnopravno sodelovanje in članstvo v Evropski uniji.

Črna gora je od maja 2006, ko je postala nova država Evrope, dosegla vzpodbuden napredek v pogledu izpolnjevanja evropske agende. Za podpis stabilizacijsko-pridružitvenega sporazuma in oktobra sprejete nove ustave si zasluži iskrene čestitke. Podgorica si zasluži priznanje tudi za dobro sodelovanje s haaškim sodiščem kot tudi za pozitivno vlogo in prispevek k dolgoročni stabilnosti regije.

Od danes pa je naša Evropska unija drugačna, saj smo v tej dvorani bili pred nekaj urami priča izjemnemu zgodovinskemu dogodku ob slovesnem podpisu Listine o temeljnih pravicah. Tudi državljani Črne gore si zaslužijo več demokracije, več spoštovanja, več različnosti in več pravne varnosti. Glavni izzivi te mlade države so povezani z bojem proti organiziranemu kriminalu in korupciji, kjer bi morali in bi lahko storili več. Pristojne organe pozivam, da boj proti korupciji, organiziranemu kriminalu ter trgovanju z ljudmi, orožjem in drogami izvajajo bolj proaktivno.

V zvezi s tem pozdravljam trden zakonodajni okvir. Poudarjam pa, da je implementacija zakonodaje v praksi proces, ki zahteva tudi zadostne administrativne in politične vire. Še vedno sem resno zaskrbljen zaradi pomanjkanja transparentnosti in politične kulture tako v političnih kot v ekonomskih strukturah. To Črno goro ovira pri razvoju demokratične družbe in tudi prostega trga.

Črna gora mora storiti več na področju svobode, pluralnosti in profesionalnosti medijev. V celoti mora uveljaviti sprejete reforme in zagotoviti neodvisnost Radia in televizije Črne gore.

Obžalujem, da ni še nobenih rezultatov preiskave primera umorjenega novinarja Duška Jovanovića, ki je takrat objavljal serijo člankov o črnogorskem organiziranem kriminalu.

Novinarji in civilna družba imajo pomembno vlogo v razvijanju demokracij, še posebej kadar opozarjajo na občutljive družbene probleme. Zato pozivam vlado, da je pri reševanju teh problemov bolj aktivna, da vključi in se posvetuje s civilno družbo in jim zagotavlja boljše pogoje za delovanje.

 
  
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  Gisela Kallenbach, im Namen der Verts/ALE-Fraktion. – Herr Präsident! Herzlichen Dank an den Kollegen Vernola für seinen Bericht und die gute Zusammenarbeit im auswärtigen Ausschuss. Noch größeren Dank und Gratulation jedoch an unsere montenegrinischen Kollegen und die Kommission, die wieder den Nachweis erbracht haben, dass die europäische Perspektive Motor für die Entwicklung von Demokratie, Rechtsstaatlichkeit und Stabilität ist.

Eigentlich geht mir aber der Prozess zu langsam voran. Deshalb mein Appell an beide Vertragspartner, zuerst an uns selbst, die europäischen Institutionen: Montenegro, der gesamte Westbalkan, ist Teil Europas. Es ist in unserem eigenen Interesse, dass dort anhaltend Frieden und Demokratie herrschen. Wir sollten unser Engagement für die gesamte Region verstärken. Nehmen Sie unseren Vorschlag für eine spezielle Westbalkan-Agenda für eine intensive Wirtschafts- und Umweltpartnerschaft an. Schaffen wir bald Visafreiheit!

Montenegro bitte ich: Lassen Sie nicht mehr zu, dass in den Fortschrittsberichten, wie seit Jahren schon, von mangelnder Bekämpfung der Korruption, organisierter Kriminalität sowie unzureichenden Kapazitäten in den öffentlichen Institutionen zu lesen ist. Verstärken Sie ihre Anstrengungen zur Umsetzung der europäischen Werte. Dazu gehört auch eine offene Atmosphäre, in der zivilgesellschaftliches Engagement tatsächlich gedeihen kann und ungehinderte Medienfreiheit selbstverständlich ist.

Schließlich, stärken Sie Ihre Rolle als konstruktiver Akteur in der gesamten Region, auch bei der Lösung der Frage des Status des Kosovo! Vielleicht überdenken Sie auch Schritte hin zu bestimmten Abhängigkeiten von außereuropäischen Ländern. Dazu zähle ich sowohl die Unterzeichnung des bilateralen Immunitätsabkommens mit den USA als auch die ungesunde Spekulation mit Land und Immobilien, die Umweltschutz negiert und eine wirklich nachhaltige Entwicklung ihrer wunderschönen Küstenregion verhindert.

Mit der jüngsten Annahme der Ziele der Raumordnungsplanung ist ein wichtiger erster Schritt getan. Also noch einmal Gratulation und Ermutigung für weitere Fortschritte auf dem Weg in die Europäische Union.

 
  
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  Helmuth Markov, im Namen der GUE/NGL-Fraktion. – Herr Präsident, Herr Kommissar! Der Zusammenschluss des unabhängigen Montenegro mit den Nachbarstaaten Serbien, Kroatien, Bosnien-Herzegowina und Slowenien im Jahre 1918 war eine freiwillige Entscheidung. Nach dem Auseinanderfallen Jugoslawiens haben die Wähler Montenegros 2006 demokratisch entschieden, nicht länger mit Serbien verbunden bleiben zu wollen. Damit ist Montenegro zum 49. unabhängigen Staat Europas geworden, einem Staat mit einer mehrheitlich slawischen Bevölkerung, aber mit einer albanischen Mehrheit in den Regionen an den Grenzen zu Albanien und dem Kosovo.

Tagespolitisch ist es wichtig, dass Montenegro kein Paradies für Ausländer wird, die weniger Steuern zahlen und Schwarzgeld weißwaschen wollen. Montenegro muss Lösungen für die Umweltverschmutzung und für die Situation der Langzeitflüchtlinge aus Serbien und dem Kosovo finden.

Die Schienenwege müssen wieder benutzbar gemacht werden und der Schmuggel muss bekämpft werden. Meine Fraktion ist zufrieden, dass der AFET-Ausschuss unsere Änderungsanträge zu Wohn- und Arbeitsbedingungen für Flüchtlinge übernommen hat. Menschen ohne aktuelle Staatsangehörigkeit dürfen nicht für immer staatenlos bleiben, und Montenegro muss die entsprechende Richtlinie des Europarates befolgen.

Auch unser Vorschlag über die Wiederaufnahme des Eisenbahnverkehrs nach Nikšić an der bosnischen Grenze und nach Shkodër in Albanien ist übernommen worden. Die Vernachlässigung der Nord-Süd-Eisenbahnverbindung und die einseitige Entscheidung für Autos, Bus und Lastkraftwagen sollte dringend beendet werden.

Wir begrüßen ebenso, dass der Berichterstatter anders als in seinem vorhergehenden Bericht über Montenegro keinen raschen Beitritt Montenegros zur NATO fordert. Der NATO-Beitritt darf nicht als Bedingung für eine zukünftige Zulassung zur EU-Mitgliedschaft erhoben werden.

Es ist auch gut, dass nicht aufs Neue eine neoliberale Wirtschaftspolitik eingefordert wird, die noch weiter ginge, als dies bereits innerhalb der Europäischen Union ist. Montenegro hat die Chance, EU-Mitgliedstaat zu werden. Das ist wichtig, auch im Hinblick auf die übrigen Staaten des ehemaligen Jugoslawiens, die ihren Beitritt ebenfalls wünschen.

 
  
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  Bastiaan Belder, namens de IND/DEM-Fractie. – Voorzitter, rapporteur Vernola merkt terecht op dat de toekomst van Montenegro in de Europese Unie ligt. De weg naar Europese integratie verloopt echter niet over rozen. De interne ontwikkeling van de jonge Balkan-staat is zorgwekkend. Montenegro mag in theorie een prachtige ecologische staat zijn en een ideale ontwikkeling doorlopen, Podgorica moet dit wel waarmaken op de lange termijn. De huidige praktijk blijkt namelijk weerbarstig.

Een gevaar vormen bijvoorbeeld de instabiele, explosief groeiende prijzen voor onroerend goed aan de gold coast rond Kotor. Daarnaast zorgt de snel groeiende, somtijds illegale bouwsector voor overbelasting van 's lands water- en afvoersystemen. Collega Vernola geeft dit aan, hoewel te beknopt voor zo'n serieus probleem.

Ook aan het enorme toeristische groeipotentieel van Montenegro kleeft een schaduwzijde. Hoewel de Adriatische kust van het dwergstaatje volop in ontwikkeling is, bedraagt de werkloosheid in het noorden evenwel meer dan 20% en ligt de armoede boven het landelijk gemiddelde.

Daarnaast is de erfenis van de oorlog nog altijd zichtbaar. De infrastructuur is minimaal en de bevolking heeft op sommige plaatsen te maken met schaarste aan water en elektriciteit. De Montenegrijnen investeren nog te weinig productief in een gezonde economische toekomst. Op weg naar ontwikkeling, op weg naar Europese integratie is doordachte strategische groei nodig voor het gehele land. Geen rücksichtslos handelen aan een nieuwe Europese goudkust.

 
  
  

IN THE CHAIR: Edward McMILLAN-SCOTT
Vice-President

 
  
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  Alojz Peterle (PPE-DE). – Z veseljem podpiram privolitev k sklenitvi stabilizacijsko-pridružitvenega sporazuma med Evropsko zvezo in Črno goro, ki je eno od pomembnih pozitivnih dejstev v zadnjih mesecih v Jugovzhodni Evropi. Ta sporazum pomeni priznanje Črni gori za opravljeno delo, hkrati pa pogodbeno zavezo za nadaljnje delo na poti do polnopravnega članstva v duhu solunske perspektive.

Sporazum jasno določa ključne naloge na političnem, gospodarskem in na drugih področjih. V tem smislu pozdravljam jasen odnos sporazuma do razvojnih nalog na področju turizma, varstva okolja, prometa in energetike. Vse te naloge so med seboj zelo povezane in zato je tako pomembno, da Črna gora vzpostavi oziroma da poskrbi za upravno reorganizacijo, s pomočjo katere bo lahko zagotovila hitro dinamiko razvoja in izpolnitev pogojev za pridobitev statusa kandidatke. Črni gori resnično želim, da je pri tem uspešna, ker je od tega odvisna implementacija, ki so jo poudarili govorniki že pred menoj.

Jaz sem prepričan, da bo Evropska zveza pod predsedovanjem Slovenije pozorna do vsakega napredka Črne gore pri uveljavljanju pogodbenih zavez. Napredek Črne gore je seveda še posebej v interesu Jugovzhodne Evrope in s tem seveda tudi celotne Evropske zveze.

 
  
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  Hannes Swoboda (PSE). – Herr Präsident, Herr Kommissar, liebe Kolleginnen und Kollegen! An Montenegro ist vieles zu bewundern. Die Landschaft ist zu bewundern, ebenso die Art und Weise, wie die Trennung von Serbien vor sich gegangen ist – sowohl Montenegro als auch Serbien haben hier sehr verantwortungsvoll gehandelt. Auch die Minderheitenpolitik ist zu bewundern, die dazu führt, dass die Minderheiten sich im Großen und Ganzen sehr wohl fühlen in Montenegro. Das und manch andere Punkte sind hier sicherlich zu bewundern.

Aber es gibt auch Schattenseiten, die mich sehr besorgt machen und die auch schon erwähnt worden sind: so z.B. die Investitionstätigkeit, die insbesondere aus Russland kommt. Ich habe nichts dagegen, dass Russland auch in diesem Land investiert. Allerdings muss das Land aufpassen, dass es nicht zu einem Ungleichgewicht kommt und eine Abhängigkeit von einem einzigen Land entsteht – auch wenn es nicht Russland, sondern ein anderes Land wäre, würde ich das sagen. Diese Investitionen gefährden zum Teil schon die Naturschönheiten und die landschaftlichen Schönheiten dieses Landes.

Was mich aber besonders traurig stimmt – einige Kollegen haben das hier schon gesagt –, sind nach wie vor die Korruptionsverhältnisse. Wir haben vielen Berichte von Medien, denen man zumindest zutrauen kann, dass sie versuchen, einigermaßen ausgewogen zu berichten. Die massiven Korruptionsfälle im Zusammenhang mit Zigarettenschmuggel und andere Berichte sind etwas, von dem wir geglaubt haben, dass es schon vorbei sei. Ich bitte die Kommission, diese Dinge schwerpunktmäßig zu bearbeiten. Wenn es nach dem Kriterium Korruption ginge, dürften wir heute oder morgen nicht dem Stabilisierungs- und Assoziationsabkommen zustimmen. Wir machen das aber, auch wir Sozialdemokraten, weil wir diesem Land beim Reformprozess helfen wollen.

Allerdings fordern wir ein, dass die Kommission und das Land selbst natürlich alles unternehmen, um die Korruption abzubauen, die – das ist das Traurige – bis in politische Kreise hineinreicht. Zumindest gibt es da massive Vorwürfe gegen entsprechende Politiker. Ebenso wie der Kollege Kacin möchte ich besonders darauf hinweisen, dass der Fall Duško Jovanović, seine Ermordung, bisher nicht aufgeklärt ist. Ich frage mich, ob es nur Zufall ist, dass gerade er und seine Kollegen viel über organisierte Kriminalität geschrieben haben. Ich hoffe, dass es Zufall ist und kein Zusammenhang besteht. Jedenfalls würde ich mir wünschen, dass das Land Montenegro diesen Fall bald aufklärt und viel mehr für den Kampf gegen die Korruption im eigenen Land unternimmt.

 
  
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  Ewa Tomaszewska (UEN). – Panie Przewodniczący! Wniosek w sprawie podpisania układu o stabilizacji i stowarzyszeniu Wspólnoty Europejskiej z Republiką Czarnogóry dotyczy sytuacji szczególnej. Pierwszy raz mamy do czynienia z krajem, który uzyskał niepodległość poprzez referendum.

Byłam obserwatorem pierwszych w Montenegro, już po referendum, przeprowadzonych wyborów do parlamentu, wówczas jako przedstawiciel zgromadzenia parlamentarnego Rady Europy. Zarówno delegacja Rady Europy, jak i OECD potwierdziły demokratyczny charakter wyborów. Zafascynowana byłam aktywnością obywatelską w obserwacji przebiegu wyborów. Przedstawiciele organizacji pozarządowych, mężowie zaufania obecni byli we wszystkich odwiedzanych przez nas komisjach wyborczych. Wszędzie widoczne było wielkie zaangażowanie członków komisji wyborczych, by wszystkie procedury były wypełnione. Wypada także zauważyć, że środkiem płatniczym w Montenegro jest euro.

Zwracając uwagę na postępy w kierunku integracji z Unią Europejską, popieram przedstawiony wniosek o zatwierdzenie układu. Mam nadzieję, że proces dostosowawczy pomoże Czarnogórze poprawić warunki życia jej mieszkańców.

(Przewodniczący odebrał głos mówcy.)

 
  
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  Jaromír Kohlíček (GUE/NGL). – Milé kolegyně, vážení kolegové, vztahy Evropské unie s Balkánem jsou delikátní otázkou už proto, že největší státy Unie svou politikou „rozděl a panuj“ výrazně přispěly k rozbití Jugoslávie, která byla od první světové války klíčovým stabilizačním faktorem v celé oblasti. V nástupnických státech s výjimkou Slovinska vidíme všude nestabilitu, etnické sociální napětí, problém uprchlíků, vysokou míru korupce a nezaměstnanosti, slabou pozici státu s malým vlivem volených parlamentů. V takovém prostředí kvete pašování, obchod se zbraněmi, bílým masem, drogami, tabákovými výrobky a alkoholem. V takovém prostředí se jen těžko plánuje doprava, energetika, ekonomický rozvoj. V takovém prostředí lze těžko chránit životní prostředí. Jak se někdo z vás může divit, že tyto jevy vidíme jako naléhavé problémy Země i v Černé Hoře? Rezoluce je jen slabým odvarem toho, co bychom měli pro odstranění viny, která za současný stav na řadě z vás leží, udělat. Uvědomujete si to?

 
  
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  Γεώργιος Γεωργίου (IND/DEM). – Κύριε Πρόεδρε, ο συνάδελφος κ.Vernola έδωσε μια έξοχη -ανάγλυφη θα έλεγα- εικόνα για το Μαυροβούνιο, που αποτελεί τη γοητευτικότερη γωνιά της Βαλκανικής. Δεν έλειψε ποτέ από τους βαλκανικούς μύθους το παλιό αυτό βασίλειο, το οποίο κατόρθωσε να έχει σύνορα με πέντε χώρες. Πώς τα κατάφερε! Να έχει σύνορα και με τη Βοσνία και με την Κροατία και με τη Σερβία και με την Αλβανία, αλλά και με το Κοσσυφοπέδιο, που σήμερα, ενδεχομένως, θα αποτελέσει και το πρόβλημά του, δεδομένου ότι επίκειται, απ’ ό,τι βλέπουμε στις εφημερίδες και ακούμε από τους συναδέλφους, η μονομερής διακήρυξη της ανεξαρτησίας του!

Αυτό θα μπορούσε να αποτελέσει ένα πρόβλημα για το Μαυροβούνιο, το οποίο φιλοξενεί σήμερα έναν μεγάλο αριθμό Αλβανών. Η υπογραφή της συμφωνίας για την ένταξή του, για την έναρξη των διαπραγματεύσεων, νομίζω ότι είναι πολύ θετική και θα βοηθήσει στην εξυγίανση και της δημόσιας διοίκησης και της δικαστικής εξουσίας αλλά, κυρίως, θα βοηθήσει στην αντιμετώπιση της διαφθοράς και, ελπίζω ότι η ίδια αυτή συμφωνία θα συγκρατήσει και όποιες τάσεις μπορεί να εκδηλωθούν από πλευράς Αλβανών.

 
  
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  Jacek Protasiewicz (PPE-DE). – Panie Przewodniczący! Sytuacja polityczna na Bałkanach od lat jest przedmiotem szczególnego zainteresowania naszego Parlamentu. Cieszymy się, że po okresie krwawych konfliktów pokój i współpraca między narodami stają się w tym regionie praktyką dnia codziennego.

Nawet najbardziej drażliwe kwestie, takie jak ogłaszanie niepodległości przez nowe państwa, odbywa się obecnie, czy potrafi się odbywać, w formie i trybie zgodnym z najwyższymi międzynarodowymi standardami. To właściwy kierunek ewolucji politycznej na Bałkanach, który stwarza szansę na realizację celu strategicznego dla większości żyjących tam narodów, czyli bliższej współpracy z Unią Europejską, do pełnego członkowstwa włącznie.

Czarnogóra jest tej ewolucji znakomitym przykładem. Po ogłoszeniu niepodległości zachowała dobre relacje z najbliższymi sąsiadami, w tym z Republiką Serbską, z którą tworzyła wcześniej federację. Natychmiast rozpoczęła intensywne negocjacje w sprawie umowy o stabilizacji i stowarzyszeniu, zakończone jej podpisaniem 15 października tego roku. Równolegle podpisała z Unią porozumienie o wolnym handlu, które wejdzie w życie w styczniu przyszłego roku.

W trakcie tego krótkiego, trwającego zaledwie półtora roku okresu, Czarnogóra dokonała zauważalnego postępu. Pozytywnie należy ocenić zmiany w obszarze polityki fiskalnej, podatkowej oraz w budowie gospodarki rynkowej opartej o konkurencję i wolność przepływu kapitału.

Wiele jest jeszcze do zrobienia, szczególnie w obszarze polityki socjalnej i zatrudnienia, w dziedzinie energii, w ochronie środowiska, jak również w kwestiach związanych z bezpieczeństwem i wolnościami obywatelskimi. Szczególnie ważne zadania stojące przed rządem Czarnogóry to skuteczna walka z korupcją i zorganizowaną przestępczością oraz pełna współpraca w Międzynarodowym Trybunałem w Hadze.

Nie są to jednak wyłącznie problemy stojące przed Czarnogórą. Przed podobnymi wyzwaniami stoją wszystkie kraje Bałkanów aplikujące o członkowstwo w Unii Europejskiej. Czarnogóra jest jednym z liderów tego procesu i chciałbym w tym miejscu wyrazić nadzieję, że tak pozostanie. Unia jest gotowa na włączenie krajów bałkańskich do wspólnoty. Czy tak się stanie i kiedy to nastąpi, zależy dziś przede wszystkim od elit i mądrości polityków bałkańskich.

 
  
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  Libor Rouček (PSE). – Pane komisaři, dámy a pánové, Černá Hora učinila za krátkou dobu své nezávislé existence viditelný pokrok. Byly položeny základy nového státu a schválena nová ústava, hospodářství vykazuje silný 8% růst a do země jen v letošním roce přitekly investice v hodnotě 700 milionů eur. Byla podepsána stabilizační a asociační dohoda a Černá Hora vykročila na cestu budoucího plného členství v Evropské unii. Má-li však být tato cesta k členství v Evropské unii co nejkratší a nejrychlejší, Podgorica by měla učinit mnohá důležitá rozhodnutí. Je potřeba například posílit fungování právního státu, mimo jiné i zabezpečení nezávislého soudnictví, je potřeba – mnohem razantněji než doposud – bojovat proti korupci, je potřeba zvýšit transparentnost rozhodování v politických i hospodářských strukturách s cílem zabezpečit demokratické a spravedlivé fungování tržní ekonomiky. Pro ekonomický rozvoj Černé Hory má obrovský význam cestovní ruch. I zde je nutno zabezpečit jeho udržitelnost mimo jiné i přijetím jednotného legislativního rámce pro oblast životního prostředí a ochrany pobřeží.

Dámy a pánové, přístupový proces Černé Hory a jejích sousedů umožňuje mnohem silnější rozvinutí regionální spolupráce. Jsem přesvědčen, že tato regionální spolupráce v rámci sdružení CEFTA mimo jiné přispěje i k řešení mnohých politických, hospodářských a sociálních problémů, a to v celé oblasti. Chtěl bych proto na závěr svého vystoupení vyzvat Evropskou komisi, aby Černé Hoře i ostatním zemím západního Balkánu účinně pomáhala při rozvoji regionální spolupráce, a to především v oblasti energetiky, dopravy a životního prostředí.

 
  
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  Ryszard Czarnecki (UEN). – Panie Przewodniczący! Przed chwilą pan poseł Swoboda mówił słusznie o wielkiej korupcji w Czarnogórze. Mogę tutaj, dla poparcia tej tezy, przytoczyć dane Transparency International, która stwierdziła, że w skali od 0 do 10, 10 to brak korupcji, Czarnogóra ma 3,3 punkta, a więc rzeczywiście jest w czołówce krajów, gdzie korupcja stanowi wielki problem.

Dodałbym tutaj również, że kwestia przemytu jest dramatycznym problemem tego kraju. Pod tym względem ten kraj tak naprawdę nie ma granic. Niedawno zaproponowano tam inicjatywę, aby zakazać palenia papierosów w miejscach publicznych, gdy tymczasem w centrum stolicy można kupić tysiące paczek papierosów pochodzących właśnie z przemytu i oczywiście pod tym względem Czarnogóra jest na dość długiej drodze prowadzącej do Unii Europejskiej.

Z drugiej strony trzeba jednak dopingować ten kraj, aby jak najszybciej spełniał kryteria, których Unia wymaga. Cieszę się, że gdy chodzi o kwestię na przykład sądownictwa, gdy chodzi o kwestię jednak funkcjonowania administracji, ten postęp jest zauważalny. Trzeba docenić to, co Czarnogóra zrobiła w tym zakresie od momentu, gdy tak dość niespodziewanie ogłosiła po referendum niepodległość.

Uważam, że Unia Europejska powinna dać jasny sygnał, że po spełnieniu odpowiednich kryteriów droga do Unii Europejskiej się jednak skróci. Trzeba dać realną perspektywę członkowstwa, oczywiście nie za dwa, za trzy, za cztery lata, ale jednak musi to być pewien doping dla społeczeństwa Czarnogóry, aby coraz bardziej te standardy europejskie w tym kraju były realizowane.

 
  
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  Bernd Posselt (PPE-DE). – Herr Präsident! Montenegro ist nicht nur eines der schönsten Länder der Erde, es ist der Balkanstaat mit der ältesten neuzeitlichen Unabhängigkeitstradition. Als Belgien gegründet wurde, war Montenegro schon jahrhundertelang unabhängig und hatte staatlichen Charakter. Ich betone dies, weil man Montenegro fälschlicherweise immer als Beispiel eines überflüssigen Kleinstaates abtut, der plötzlich durch einen Unfall unabhängig geworden sei.

Herr Kollege Markov, Montenegro wurde nach dem ersten Weltkrieg von seinem serbischen Verbündeten annektiert, von Freiwilligkeit konnte damals keine Rede sein! Es gab dann eine Scheinabstimmung, aber das war alles. Es hat bis in die zwanziger und dreißiger Jahre hinein eine massive Freiheitsbewegung in diesem Land gegeben. Tito hat dann seine Unabhängigkeit innerhalb Jugoslawiens wiederhergestellt, und es hatte nach der Tito-Verfassung – der jugoslawischen Verfassung – ein Austrittsrecht. Als es dies nutzen wollte, hat man ihm Steine in den Weg gelegt. Heute ist es ein unabhängiges Land auf dem Weg in die Europäische Union.

Wir müssen die demokratischen Kräfte dort stützen. Auf dem Minderheitengebiet – das wurde schon gesagt – ist es vorbildlich für viele andere in der Region, weswegen die Minderheiten die Unabhängigkeit unterstützt haben. Aber was es noch braucht, ist die Stärkung eines unabhängigen Bildungswesens, etwa des franziskanischen Schulzentrums in Tuzi bei Podgorica. Private Initiativen im Bildungswesen sind nötig, um dieses Land aus seiner Verkrustung zu befreien.

Ich appelliere an die Regierung, diesen Weg in Richtung Pluralismus energisch weiterzugehen, nicht nur in der Wirtschaft, sondern auch im Bildungswesen und was die Organisation von Rechtsstaatlichkeit und Demokratie betrifft.

(Beifall)

 
  
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  Józef Pinior (PSE). – Panie Przewodniczący! Nie ulega wątpliwości, że Czarnogóra jest przykładem pozytywnej ewolucji na Bałkanach, budowy państwa, konstytucji, rządów prawa, wejścia na rynek globalny i budowy gospodarki rynkowej. Bez wątpienia więc Parlament Europejski powinien poprzeć układ o stabilizacji i stowarzyszeniu pomiędzy Unią Europejską a Republiką Czarnogóry.

Jednocześnie jednak musimy pamiętać o tym, że Czarnogóra musi bardzo wiele zmienić, dokonać, przede wszystkim w dziedzinie rządów prawa oraz walki z korupcją. Chcę zwrócić uwagę na to, że Czarnogóra podpisała w kwietniu w 2007 r. dwustronne porozumienie ze Stanami Zjednoczonymi o wyłączeniu spod jurysdykcji Międzynarodowego Trybunału Karnego. Jest to niestety porozumienie, które sprzeciwia się wspólnemu stanowisku i zasadom przewodnim Unii Europejskiej. Międzynarodowy Trybunał Karny jest instytucją bardzo ważną w perspektywie polityki Unii Europejskiej. To porozumienie było więc nieprzyjemnym zgrzytem w perspektywie tego porozumienia.

Nie mówię o tym, aby zniechęcać Parlament Europejski w stosunku do Czarnogóry, wręcz odwrotnie, uważam, że Komisja Europejska, wszystkie instytucje Unii Europejskiej powinny w tej chwili dokonać wiele, aby pomóc Czarnogórze w dobrym przygotowaniu do bliższych stosunków z Unią Europejską, przede wszystkim na poziomie walki z korupcją, wzmocnienia rządów prawa, budowy gospodarki rynkowej, poradzenia sobie z drugą gospodarką, podziemną gospodarką i marszu w kierunku Unii Europejskiej.

 
  
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  Paul Rübig (PPE-DE). – Herr Präsident, Herr Kommissar, sehr geehrte Damen und Herren! Wie wichtig ein Referendum sein kann, sieht man am Beispiel Montenegro. Deshalb habe ich auch Verständnis dafür, dass heute hier im Plenum sehr viele Plakate für ein Referendum in die Höhe gehalten wurden, weil uns natürlich gerade der Vertrag von Lissabon die Möglichkeit gibt, für die europäischen Bürger ein entsprechendes Referendum anzubieten. Ich glaube, dass es wichtig ist, dass die Bürger in die Befragungen miteinbezogen werden und dass die Bürger die Möglichkeit haben, ihren Willen dementsprechend kundzutun.

In Montenegro geht es meiner Ansicht nach auch darum, die wirtschaftlichen Strukturen zu verbessern, und – Kollege Posselt hat es ja schon angesprochen – dazu sind die Bildungseinrichtungen und -programme der Europäischen Union von besonderer Bedeutung. Aber auch beim Thema Energie ist der Bereich Energieeffizienz und erneuerbare Energien gerade in Montenegro eine Riesenherausforderung und bietet völlig neue Chancen.

Auch im Bereich der Telekommunikation wäre es wünschenswert, wenn Montenegro auch die Roaming-Richtlinie direkt übernähme, weil das natürlich zu einer besseren Kommunikation mit unseren europäischen Staaten zu dementsprechend günstigen Preisen beitragen könnte.

Natürlich ist auch die Umwelt eine der zentralen Herausforderungen, und hier ist besonders der Bereich Abfall, Kläranlagen, Abwässer ein besonderes Problem. Wenn wir von einer unberührten wunderschönen Natur sprechen, dann haben wir auch einen Anspruch, dort die neuesten Standards zu implementieren. Hier bietet die Europäische Union Unterstützungskonzepte, die so bald wie möglich umgesetzt werden sollten.

 
  
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  Justas Vincas Paleckis (PSE). – Dėkoju už atliktą darbą pranešėjui, kuriam teko garbė pristatyti šioje rezoliucijoje naują ir kartu seną Europos valstybę. Po „aksominių“ skyrybų su Serbija, Juodkalnija turi šansą parodyti nevaržomą nedidelės, išdidžios šalies potencialą. Antra vertus, Juodkalnija privalėtų pirmauti regioninio bendradarbiavimo stiprinime, dar labiau tvirtinti mažumų teises ir tuo prisidėti prie Balkanų pavertimo tautų oranžerija, o ne parako statine.

Kaip ir kitos neseniai žemėlapyje atsiradusios šalys Juodkalnija susiduria su daugeliu pavojingų iššūkių: išsikerojusi korupcija, nelegalus verslas, šešėlinė ekonomika ir t. t. Tenka apgailestauti, kad dalį užsienio investuotojų, ypač iš Rusijos, jauna šalis vilioja finansinių machinacijų įgyvendinimo lengvumu. Įsipareigojimas neperduoti JAV darbuotojų tarptautiniam baudžiamajam teismui mainais už karinę pagalbą silpnina pasitikėjimą Juodkalnijos noru taikiai bendradarbiauti su kaimynais ir netgi šalies europiniais siekiais.

Šiandien Juodkalniją, kaip ir kaimynes šalis, savo pavyzdžiu lyg magnetu iš praeities šešėlių traukia Europos Sąjunga. Pati narystės ES perspektyva stiprina demokratiją, žmogaus teises, gerina piliečių gyvenimą. Stabilizacijos ir asociacijos sutarties įgyvendinimas turėtų padėti Juodkalnijos reformų burėms pagauti europietišką vėją. Šalis gali pasinaudoti ta patirtimi, kurią artėdamos prie ES sukaupė kaimyninė Slovėnija ir kitos XXI amžiaus mūsų Sąjungos narės.

Sveikintinas Juodkalnijos noras pasiskelbti ekologine respublika, tačiau iki įtikinamesnio šio siekio įgyvendinimo dar laukia ilgas kelias.

Labai džiugu, kad plyšta Juodkalnijos ir kitų Balkanų valstybių vizų izoliavimo uždanga. Europos Komisija ir Taryba privalėtų nesustoti pusiaukelėje ir griauti tą uždangą, naikinti finansinius bei biurokratinius barjerus, kartu tvirtindamos užkardą nusikaltėliams ir įstatymų pažeidėjams.

 
  
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  Olli Rehn, Member of the Commission. Mr President, I wish to begin by thanking the Members for a very substantial and substantive debate and Mr Vernola for stimulating this debate.

Most Members rightly emphasised the absolute necessity of combating corruption and crime and ensuring that the rule of law is reinforced in Montenegro. I could not agree more: the rule of law is fundamentally important for all sectors of society, underpinning the functioning of the whole society and the economy. That is precisely why the Commission insists very much on judiciary reform early on in the pre-accession process in Montenegro, as well as in the other countries of the Western Balkans. This is one of the most important political criteria of accession, which should be considered first and foremost.

Mr Vernola and many other Members also highlighted the importance of ecology and the environment. The Commission is assisting this ancient kingdom to become the ecological republic in the garden of nations, as Mr Paleckis said, by strengthening the administrative capacity of Montenegro, which in turn makes the country better able to approximate its laws to ours, for instance in the field of waste management and water treatment.

However, this is also related to corruption and I want to quote from the progress report of the Commission. ‘There have been no improvements in activities to curb political corruption. ... Management of public assets raises serious concerns. There is considerable room for corruption, especially in the cases of construction and land-use planning, privatisation, concessions and public procurement.’ This is a very serious issue and that is why Montenegro needs to address corruption as one of its first priorities.

Let me also inform the honourable Members that the Commission intends to adopt a communication early next year – probably in March – in which we will take stock of developments since Thessaloniki, and Salzburg last year, and give pointers towards the future. One such issue will be visa liberalisation, mentioned by many of you, and rightly so. The Commission will initiate dialogue on roadmaps towards visa-free travel, which should help the countries of the Western Balkans to make progress to meet the requirements so their citizens will no longer need visas to travel to the European Union.

But, I want to underline that this is not, as such, within the competences of the Commission but in the hands of the national governments of the European Union, and the ministries and ministers of the interior are the key players here. Therefore let us join our forces and carry out effective lobbying of the ministers of the interior as well as of the countries concerned in the Western Balkans, because we have to be sure that all the security requirements, such as the issuing of documents and border controls, are in full order before we can move towards visa liberalisation.

Finally, I am very pleased to hear about the successful parliamentary cooperation which is taking place between the Parliament of Montenegro and the European Parliament. I know this is very important – it is part of true political integration – and this is helping to develop institutions in Montenegro in a most welcome way. I trust that we can work together towards reinforcing the democratic institutions and administrative capacity of Montenegro. I am very glad that we see eye to eye on the future development of Montenegro on its road towards the European Union.

(Applause)

 
  
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  President. I have received one motion for a resolution to wind up the debate on the Commission statement(1).

That joint debate is closed.

The votes on the motion for a resolution and the Vernola report will be on Thursday, 13 December 2007.

Written statements (Rule 142)

 
  
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  Bogdan Golik (PSE), na piśmie. Panie Przewodniczący! Jako poseł do Parlamentu Europejskiego witam dziś z wielkim zadowoleniem zgodę na zawarcie układu o stabilizacji i stowarzyszeniu między Wspólnotami Europejskimi i ich państwami członkowskimi a Republiką Czarnogóry.

Wierzę, że współpraca między Unią Europejską a Republiką Czarnogóry przyniesie w przyszłości obopólne korzyści, szczególnie dzięki stopniowo tworzonej dwustronnej strefie wolnego handlu. Cieszę się również z postępów czynionych przez Republikę Czarnogóry w celu realizowania zobowiązań nałożonych na nią przez Unię Europejską.

Chciałbym jednak krótko zwrócić uwagę na kwestie, w których, zgodnie z postanowieniami zalecenia Komisji Europejskiej, strona czarnogórska powinna kontynuować swoje starania, jeśli pragnie dalszego zbliżenia do Unii Europejskiej. Najważniejszą z nich jest poprawa przez Czarnogórę funkcjonowania zasady praworządności poprzez przeprowadzenie reformy administracji publicznej w celu wzmocnienia instytucji na wszystkich jej szczeblach, a także realizowanie efektywnej walki z jej upolitycznieniem. Znam i doceniam wysiłki legislacyjne poczynione przez Czarnogórę w tym zakresie, jednakże bardzo ważne jest to, aby miały one z czasem większe przełożenie praktyczne. Władze czarnogórskie muszą także zwiększyć przejrzystość w kwestiach dotyczących kontroli budżetowej, w zarządzaniu środkami publicznymi oraz przy procedurze koncesyjnej.

Wierzę, że wdrożenie przez Republikę Czarnogóry wszystkich zaleceń Komisji Europejskiej umożliwi w przyszłości szybkie wejście tego kraju na prostą drogę w kierunku akcesji.

 
  

(1)See Minutes

Ultima actualizare: 10 ianuarie 2008Notă juridică