Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Discussioni
Mercoledì 16 gennaio 2008 - Strasburgo Edizione GU

11. Tempo delle interrogazioni (interrogazioni al Consiglio)
PV
MPphoto
 
 

  Presidente. − L’ordine del giorno reca il Tempo delle interrogazioni (B6-0001/2008).

Saranno prese in esame le interrogazioni rivolte al Consiglio.

Annuncio l’

interrogazione n. 1 dell’onorevole Marian Harkin (H-0961/07)

Oggetto: Gruppo di lavoro Gioventù

Può spiegare il Consiglio come intende operare nel settore Gioventù per realizzare gli obiettivi presentati dal gruppo di lavoro Gioventù del Consiglio nel dicembre 2007, e indicare in particolare qual è il ruolo del volontariato in quest’ambito?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Con il vostro aiuto ci riusciremo di certo più facilmente. Per quanto riguarda la risposta alla domanda dell’onorevole Harkin, desidero innanzi tutto richiamare l’attenzione sull’ultima iniziativa del Consiglio connessa alla domanda. Riguarda la risoluzione per le attività di volontariato dei giovani adottata il 16 novembre 2007.

Questa recente iniziativa mira a confermare e consolidare la pertinenza e la validità degli obiettivi comuni per le attività di volontariato dei giovani, già definiti nel 2004. Inoltre, l’iniziativa sottolinea il carattere intersettoriale e trasversale delle attività di volontariato nonché l’importanza di incoraggiare le imprese a sostenere tali attività.

Inizialmente, il risultato ha confermato gli orientamenti per le iniziative che gli Stati membri dovrebbero seguire nel rafforzamento della realizzazione degli obiettivi comuni per le attività di volontariato dei giovani. La risoluzione invita inoltre gli Stati membri a individuare, entro settembre di quest’anno, le linee guida su cui essi intendono concentrarsi e a definire strategie nazionali e misure concrete per la loro attuazione.

Di conseguenza, la Presidenza è convinta che la questione del volontariato giovanile resterà tra i compiti politici prioritari del Consiglio e del Parlamento. Abbiamo inoltre fiducia che gli Stati membri completeranno le attività previste, conformemente alla risoluzione, entro la data prevista, ossia settembre di quest’anno.

 
  
MPphoto
 
 

  Marian Harkin (ALDE) . – (EN) Signor Presidente, ringrazio la Presidenza slovena per la sua risposta. Signor Presidente in carica del Consiglio, anch’io le auguro il meglio per il suo inizio di mandato. Sono lieta di vedere che proseguite l’attività della Presidenza portoghese, e precedete quella francese, con particolare attenzione al volontariato, e soprattutto al volontariato giovanile.

Ho ascoltato quanto ha affermato riguardo agli Stati membri che devono rispondere entro settembre ma, nel frattempo, nel corso dei prossimi sei mesi della sua Presidenza, ritengo che lei si occuperà di questioni come l’integrazione e l’istruzione giovanile al fine di rafforzare l’occupabilità dei giovani attraverso il volontariato, con uno sguardo anche allo scambio interculturale. Desideravo solo domandarle in particolare se ha progetti per promuovere il volontariato intergenerazionale. Le persone anziane hanno a loro disposizione molto più tempo, infatti si vive più a lungo, e l’intero aspetto del volontariato intergenerazionale offre numerose opportunità positive. Ha qualche iniziativa in proposito?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Onorevole Harkin, al momento non posso offrirle iniziative più concrete o specifiche. Ci siamo concentrati sull’attuazione della risoluzione adottata. Sarebbe utile incoraggiare gli Stati membri al momento giusto, ricordare loro la scadenza stabilita. Lei ha ragione: una serie di attività in altri settori offrirà comunque un’opportunità per aggiungere argomenti e questioni da integrare alle attività relative al volontariato, tra cui l’aspetto intergenerazionale. Uno dei canali per tali attività è certamente il dialogo interculturale.

In ogni caso, prenderemo in considerazione la sua osservazione, in particolare al momento di delineare le nostre attività per i prossimi sei mesi.

 
  
MPphoto
 
 

  Danutė Budreikaitė (ALDE). (LT) Desidero chiedere se esistano altre misure intese alla tutela dei giovani dalla dipendenza. In Parlamento abbiamo discusso una strategia della Commissione europea sulla lotta ai danni provocati dall’alcol, che nuoce in particolare ai giovani. Quali misure, oltre alle attività di volontariato, potrebbero limitare i danni e tutelare i giovani dalla dipendenza? La Slovenia ha qualche esperienza al riguardo?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) La tutela dei giovani sarà senz’altro uno degli importanti compiti della Presidenza slovena, in particolare nel quadro della strategia di Lisbona a favore di una maggiore crescita e creazione di posti di lavoro.

La Presidenza slovena presterà particolare attenzione alle questioni giovanili, nello specifico nel contesto dell’istruzione e delle loro qualifiche ai fini di una più efficace inclusione nel mercato del lavoro. Questo è ciò di cui sono personalmente a conoscenza e in particolare per quanto riguarda le iniziative più specifiche che la Presidenza slovena prevede per il suo mandato.

Inoltre, esiste un intero settore di attività nell’ambito della salute e del problema della lotta all’alcolismo. Sono certo che, in questo quadro, verrà presa in adeguata considerazione la tutela dei giovani dall’abuso di alcol.

 
  
MPphoto
 
 

  Presidente. − Annuncio l’

interrogazione n. 2 dell’onorevole Manuel Medina Ortega (H-0963/07)

Oggetto: Multilateralismo e accordi bilaterali

Il Consiglio ritiene che la moltiplicazione di accordi bilaterali in materia commerciale da parte di Stati Uniti, Unione europea e altri protagonisti internazionali sia compatibile con i principi di multilateralismo che ispirano l’Organizzazione mondiale del commercio?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) L’Unione europea è impegnata sul versante del multilateralismo sotto diversi aspetti, tra cui l’Organizzazione mondiale del commercio, che secondo noi costituisce un esempio eccellente di organizzazione multilaterale. L’Europa propose la creazione di una simile organizzazione per il commercio molti decenni prima della fondazione dell’attuale Organizzazione mondiale del commercio. In seguito, l’Unione europea ha svolto un ruolo centrale nella creazione di quest’ultima nel quadro dei negoziati dell’Uruguay round. In realtà, se posso dirlo, tale contributo fondamentale è la ragione per cui non si può dubitare del sostegno che l’Unione europea fornisce al multilateralismo nel commercio.

Analogamente, l’Unione europea ha svolto un importante ruolo nel 2001, quando è stata adottata l’agenda per lo sviluppo nel corso della IV conferenza dei ministri dell’Organizzazione mondiale del commercio, tenutasi a Doha. Durante i negoziati successivi alla conferenza, l’Unione europea ha deciso volutamente di convogliare tutte le risorse e la volontà politica nel portare a termine quella fase di consultazione. Prima di questa fase o dei reali negoziati, non ci sono state trattative parallele riguardanti accordi di commercio bilaterali.

Nell’ottobre 2006 la Commissione europea ha proposto al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione dal titolo “Europa globale: competere nel mondo”. Tale relazione si occupa dei recenti cambiamenti conseguenti al processo di globalizzazione. Il documento offre suggerimenti per la reazione dell’Unione europea a questo processo sulla base della rinnovata strategia di Lisbona, in particolare per quanto riguarda le politiche commerciali. Sulla base della relazione, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione e il Consiglio ha formulato decisioni.

Le decisioni del Consiglio dimostrano con chiarezza che tutti i futuri accordi bilaterali sul libero scambio si baseranno sui prossimi negoziati multilaterali e, ancora più importante se possibile, saranno complementari alla piattaforma dell’Organizzazione mondiale del commercio. In conformità delle direttive sui negoziati adottate dal Consiglio nella primavera del 2007, i negoziati sugli accordi per il libero scambio sono iniziati con gli Stati membri dell’ASEAN, con l’India e la Corea. Tali consultazioni sono attualmente in corso e ogni singola decisione verrà definita a tempo debito.

 
  
MPphoto
 
 

  Manuel Medina Ortega (PSE) . – (ES) Signor Presidente, ritengo che la Presidenza slovena abbia risposto correttamente alla domanda che le ho posto, con la chiarezza che la caratterizza, e apprezzo l’attenzione che ha dimostrato.

La mia domanda complementare si riferisce al relativo fallimento del Vertice di Lisbona con i paesi africani. A quanto pare, alcuni paesi africani erano concordi con le proposte dell’Unione europea e altri no.

A partire da questi disaccordi che si cominciarono a sentire a Lisbona, la Presidenza del Consiglio crede che sarà necessario proseguire con questa politica di diversificazione? In altre parole, continueremo con il multilateralismo o crede che il Vertice di Lisbona ci obbligherà a seguire ancora la strada degli accordi bilaterali con paesi diversi, per esempio, nel continente africano?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Il nostro impegno per il multilateralismo prosegue. Vorrei sottolineare due punti, dato che dovrebbero essere conclusi alcuni accordi bilaterali. In primo luogo, gli accordi in questione sono complementari alla piattaforma multilaterale; in secondo luogo, per loro stessa natura, tali accordi hanno carattere provvisorio fino a che non si risolvono queste questioni in un quadro multilaterale, l’Organizzazione mondiale del commercio, che è il quadro preferenziale dell’Unione europea per risolvere tali problemi.

 
  
MPphoto
 
 

  Paul Rübig (PPE-DE). (DE) Signor Presidente, la mia domanda è la seguente: in quale modo l’aumento dei prezzi di prodotti alimentari ed energia influirà sui negoziati dell’OMC? Siamo consapevoli che finora il maggiore ostacolo sono state le sovvenzioni e il Farm Bill negli Stati Uniti, e che l’Europa ha certamente subito la crescita dei prezzi del mercato globale. Esistono nuove opportunità per adattare in modo concordato quote e obbligazioni? La Presidenza slovena sta programmando un’iniziativa che porti a termine i negoziati dell’OMC?

 
  
MPphoto
 
 

  Josu Ortuondo Larrea (ALDE) . – (ES) Signor Presidente, condivido il criterio della Presidenza di dare priorità e conferire maggiore importanza agli accordi multilaterali rispetto a quelli bilaterali, ma nel frattempo, sono passati molti anni ormai dall’inizio dell’Uruguay Round e quindi del ciclo di Doha, e l’Organizzazione mondiale del commercio non ha concluso niente di serio, o per lo meno sta rinviando troppo.

Nel frattempo, gli Stati Uniti, per esempio, hanno concluso accordi di libero scambio con diversi paesi dell’America latina. Desideravo domandarle riguardo a questo aspetto quale sia il punto di vista del Consiglio in merito all’accordo tra l’Unione europea e il Mercosur che è in attesa da lungo tempo.

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Il costo sempre maggiore dell’energia, in particolare del carburante, nonché delle derrate alimentari, è un problema globale e pertanto riguarda anche l’Unione europea.

Indubbiamente condizionerà i rapporti tra i partecipanti ai negoziati nel quadro dell’Organizzazione mondiale del commercio. In questo senso potrebbe influire sull’adeguamento, ossia l’adattamento, di alcune posizioni. Al momento, dal punto di vista della Presidenza slovena, non è semplice fare considerazioni sulla natura di tali conseguenze, ma sono molto probabili e ci si dovrebbe aspettare un loro aumento.

La Presidenza slovena non sta programmando iniziative proprie, tuttavia valuteremo e sosterremo le più appropriate tra quelle della Commissione, che di certo ha la responsabilità della gestione operativa di questo processo.

Per quanto riguarda il destino dei negoziati multilaterali sinora, la Presidenza slovena è tra coloro che non approvano che non vi sia ancora un accordo multilaterale nel quadro dell’Organizzazione mondiale del commercio. Continueremo a lottare perché questo si realizzi. In questo ambito, discuteremo l’accordo commerciale anche con i paesi Mercosur, che rappresentano anch’essi un’opportunità di dialogo ai margini del vertice tra Unione europea e i paesi dell’America latina e dei Caraibi (LAC). Stiamo programmando un incontro speciale tra la troika dell’Unione europea e i paesi del Mercosur, che si svolgerà a maggio subito dopo il vertice tra paesi UE e LAC a Lima, in Perù.

 
  
MPphoto
 
 

  Presidente. − Annuncio l’

interrogazione n. 3 dell’onorevole Marie Panayotopoulos-Cassiotou (H-0967/07)

Oggetto: Promozione di politiche favorevoli alla famiglia

Può il Consiglio indicare quali misure intende adottare per promuovere politiche favorevoli alla famiglia e come intende rafforzare l’Alleanza europea per la famiglia, decisa durante il Consiglio del marzo 2007?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. (SL) L’Unione europea dovrebbe beneficiare del contributo decisivo offerto dallo scambio della buona prassi a livello europeo, poiché sono gli stessi Stati membri i responsabili della creazione di politiche relative alla famiglia adeguate e sostenibili. Tali scambi, possono rafforzare la coesione sociale e in questo modo contribuire alla realizzazione degli obiettivi della strategia di Lisbona, tra le altre cose.

Pertanto, la Presidenza ritiene che l’Alleanza europea per la famiglia sia una piattaforma molto utile per lo scambio di opinioni e buone prassi, come precedentemente affermato. La Presidenza è inoltre certa che l’Alleanza per la famiglia rispecchi il dovere dell’Unione europea e dei suoi Stati membri di discutere, alla luce dei cambiamenti demografici, le questioni relative alle politiche favorevoli alla famiglia.

L’Alleanza consente agli Stati membri di scambiarsi informazioni ed esperienze nonché di aiutarsi in questo modo reciprocamente nella ricerca di risposte politiche adeguate. Al contempo, la Presidenza non ritiene che siano necessarie nuove strutture a livello europeo, ma cercheremo di sostenere gli strumenti e le strutture esistenti.

Lo scorso maggio il Consiglio ha adottato ampie decisioni sulla funzione pratica dell’Alleanza per la famiglia, elaborate assieme agli Stati membri rispettandone il ruolo in questo ambito. Il Consiglio ha nuovamente sottolineato il suo impegno per l’Alleanza per la famiglia attraverso decisioni relative all’equilibrio dei ruoli tra uomini e donne, adottate di recente, il 5 dicembre 2007.

 
  
MPphoto
 
 

  Marie Panayotopoulos-Cassiotou (PPE-DE). (EL) Signor Presidente, desidero ringraziare la Presidenza slovena per la sua risposta, e domandare inoltre quali specifici scambi di esperienza tecnologica ha scoperto sinora e di chi è la responsabilità della gestione di tali misure di assistenza tecnica.

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Questi scambi non vengono attuati dalla Presidenza ma attraverso l’Alleanza per la famiglia. Per questo motivo non conosco i dettagli da lei richiesti. Tuttavia, posso informarmi e riferirle successivamente.

 
  
MPphoto
 
 

  Brian Crowley (UEN) . – (EN) Signor Presidente, desidero augurare buona fortuna alla Presidenza slovena per l’inizio del suo mandato e per il suo primo Tempo delle interrogazioni. Per quanto riguarda la questione sollevata dal collega, emergono tre considerazioni rispetto alle politiche a favore della famiglia.

Primo, i minori e i diritti dei minori troppo spesso vengono considerati separatamente da quella che dovrebbe essere la politica per la famiglia.

Secondo, l’intera questione relativa al modo in cui incoraggiamo realmente una maggiore partecipazione all’interno della vita familiare, e abbiamo tutti un’idea dell’equilibrio tra vita professionale e vita familiare.

Terzo, e più importante, le persone che sono costrette fuori dalle loro case a causa dell’emigrazione o perché sono profughe, nonché la questione delle riunificazioni familiari.

Vi sono proposte da parte della Presidenza slovena a questo proposito?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Vorrei ribadire che la Presidenza slovena pone un particolare accento sull’occupazione giovanile, e soprattutto per quanto riguarda i giovani genitori, e questa è parte della risposta alla domanda.

La Presidenza presterà particolare attenzione alla creazione di nuove opportunità per l’armonizzazione tra vita professionale e vita familiare: orari di lavoro ridotti, forme di impiego flessibile, il rispetto dei diritti dei padri, e così via.

Un altro settore specifico è l’incoraggiamento alla solidarietà intergenerazionale, un concetto particolarmente attuale, soprattutto in quelle regioni in cui le generazioni più anziane rappresentano già la maggioranza, che è il caso di gran parte dell’Europa. Sicuramente, un simile incentivo sarà efficace solo se sostenuto da politiche relative a diverse sfere di attività che stimolino gli aspetti positivi della vita sociale.

In breve, esiste una vasta gamma di misure in corso di pianificazione nei vari campi di attività dell’Unione europea, che sono importanti al fine di incentivare le politiche favorevoli alla famiglia. Sarebbe difficile per me elencare tutte queste attività, ma si possono trovare tra i tanti settori di attività programmati dalla Presidenza slovena e ne ho appena citati alcuni.

 
  
MPphoto
 
 

  Marian Harkin (ALDE) . – (EN) La ringrazio per la risposta. Sono molto soddisfatta nel sentire che la Presidenza slovena è particolarmente interessata a proporre politiche vicine alla famiglia. Lei stesso ha citato i cambiamenti demografici. Sicuramente, a causa del fatto che si vive più a lungo, ci sarà maggiore bisogno di personale assistenziale. Nella maggior parte dei casi l’assistenza è prestata da un famigliare.

Lei ha parlato di scambio della migliore pratica. Abbiamo competenza nel settore dell’impiego, per esempio. Dato che molte delle persone che prestano l’assistenza non vengono pagate, in questo settore in particolare, la Presidenza slovena ha qualche iniziativa da proporre sulla questione del personale assistenziale e, in questo contesto, sulle politiche a favore della famiglia?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) No, non credo che attualmente stiamo pensando a un suggerimento concreto inteso a tutelare gli interessi della categoria di persone di cui lei parla. Tuttavia, la sua domanda offre un motivo per farne uno dei settori di attività. Ovviamente, in qualità di Presidenza, siamo disposti a occuparcene.

 
  
MPphoto
 
 

  Presidente. − Annuncio l’

interrogazione n. 4 dell’onorevole Georgios Papastamkos (H-0969/07)

Oggetto: Iniziative della Presidenza slovena per quanto riguarda la nuova concezione della politica di vicinato e l’energia

Tra le iniziative della Presidenza slovena rientrano la nuova concezione della politica di vicinato e l’energia. Considerato che questi due temi sono indissociabili, principalmente per quanto riguarda la strategia dell’Unione europea in materia di autonomia energetica e di indipendenza dai paesi vicini, può dire il Consiglio in che modo intende strutturare l’agenda programmatica delle iniziative della Presidenza? Più precisamente, come vede il futuro dei rapporti energetici nella vasta area dei Balcani?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Nel rispondere a questa domanda mi concentrerò sugli aspetti relativi all’energia, poiché è questo che abbiamo inteso della domanda.

Nel marzo 2006 il Consiglio europeo ha adottato la politica energetica per l’Europa. I tre principali obiettivi politici in essa contenuti sono: primo, aumentare l’affidabilità dell’approvvigionamento; secondo, garantire la competitività delle economie europee e la disponibilità energetica a prezzi accessibili; terzo, incoraggiare la sostenibilità ambientale e cercare di risolvere il problema dei cambiamenti climatici. In conformità di questi tre obiettivi politici, nel campo di applicazione della politica energetica esterna, il Consiglio coopera a stretto contatto con i paesi terzi sull’attuazione e l’ulteriore sviluppo del suo programma sull’energia.

La politica energetica internazionale è anche una delle aree politiche prioritarie definite dal Consiglio europeo nella sua decisione di marzo 2007, in cui ha sottolineato all’epoca il pieno beneficio che si dovrebbe trarre dagli strumenti esistenti al fine di consolidare la cooperazione bilaterale dell’Unione europea con tutti i fornitori.

Per quanto riguarda i Balcani occidentali, il principale strumento a disposizione nel campo della cooperazione energetica è il Trattato che istituisce la Comunità dell’energia. L’obiettivo di tale Trattato è l’espansione del mercato energetico esistente nella Comunità europea al fine di coinvolgere i paesi di questa regione, per esempio i Balcani occidentali.

Inoltre, ciascun accordo di stabilizzazione e di adesione concluso tra l’Unione europea e i paesi dei Balcani occidentali prevede una stretta cooperazione in campo energetico. Il Consiglio intende inoltre beneficiare appieno degli strumenti esistenti della politica europea di vicinato.

In breve, nei casi in cui si sviluppano nuove iniziative nel settore dell’energia, nel quadro dei rapporti tra l’Unione europea e i paesi terzi, stiamo tentando di trarre pieno vantaggio dai meccanismi esistenti, come per i paesi dei Balcani occidentali. Ho già citato il Trattato che istituisce la Comunità dell’energia, ma impiegheremo anche gli strumenti a disposizione nel contesto della politica europea di vicinato.

 
  
MPphoto
 
 

  Georgios Papastamkos (PPE-DE). (EL) Signor Presidente, signor Presidente in carica del Consiglio, desidero aggiungere alla Presidenza slovena, oltre a tutti quelli che sono già stati espressi, anche i miei auguri di un periodo di programmazione di successo.

Oggi dovremo discutere sul Caucaso meridionale e sul Mar Nero. Desidero domandare alla Presidenza se ha intenzione di dare priorità all’istituzionalizzazione della cooperazione interregionale tra l’Unione europea e l’Organizzazione per la cooperazione economica nel Mar Nero. Vorrei domandare nello specifico se è prevista un’intensa cooperazione nel settore dell’energia, di vitale importanza per l’Europa meridionale.

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) La ringrazio per la domanda complementare e per il buon augurio.

Innanzi tutto, concordiamo pienamente riguardo alle valutazioni secondo cui il bacino del Mar Nero è una regione molto importante per quanto concerne la politica energetica dell’Unione europea, e soprattutto per quanto attiene alle dimensioni esterne di tale politica. Inoltre, per rispondere alla sua domanda se sia possibile istituzionalizzare in futuro i rapporti con questa regione, la risposta è “si, è possibile”. È probabile si debba procedere allo stesso modo in cui si è agito con i paesi dei Balcani occidentali, ossia con il Trattato che istituisce la Comunità dell’energia, o in qualche altro modo. In ogni caso, la Presidenza slovena ritiene che il bacino del Mar Nero, la regione del Mar Nero e la sinergia del Mar Nero siano tra le priorità fondamentali della politica europea di vicinato.

 
  
MPphoto
 
 

  Alexander Stubb (PPE-DE) . – (EN) Signor Presidente, desidero complimentarmi con il signor Presidente in carica del Consiglio per l’inizio della Presidenza slovena, e ovviamente per la sua cravatta, che è davvero molto di tendenza. I miei sinceri complimenti. Il mio interrogativo riguarda l’energia in senso più ampio: in primo luogo, qual è la posizione della Slovenia rispetto all’aumento del nucleare all’interno dei confini europei? In secondo luogo, qual è la posizione della Presidenza slovena rispetto all’aumento della potenza nucleare nei nostri paesi vicini?

 
  
MPphoto
 
 

  Justas Vincas Paleckis (PSE) . – (EN) Signor Presidente, desidero anch’io congratularmi con la Slovenia in questo giorno e porre una domanda riguardo al cosiddetto gasdotto Nord Stream. Come lei sa, questo gasdotto collegherà la Russia con la Germania e alcuni altri paesi europei; e come di certo non ignora, ci sono alcuni problemi di natura ambientale, tra gli altri.

Come valuta questo progetto la Presidenza?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) La ringrazio per queste domande aggiuntive. Per quanto riguarda l’impiego dell’energia nucleare, la Presidenza è fermamente convinta che la decisione sull’introduzione, su un ulteriore utilizzo e possibile aumento dell’energia nucleare, spetti completamente agli Stati membri. La Presidenza aderirà a questa posizione.

La seconda parte della sua domanda, onorevole Stubb, si riferisce alla Slovenia. La Slovenia è nota per essere uno dei paesi che utilizzano energia nucleare ed esiste una possibilità, ma non è stata presa alcuna decisione in merito, che l’impiego di tale energia aumenti, ossia che la Slovenia vi faccia ricorso anche in futuro.

Per quanto riguarda il progetto Nord Stream, non si tratta di un progetto comunitario ma vi partecipano direttamente i paesi interessati. L’Unione europea, il Consiglio e la Presidenza non hanno assunto alcuna posizione riguardo a questo caso specifico. Tuttavia, l’Unione europea assume una posizione generale rispetto ai progetti che noi, in quanto Unione europea, desideriamo che si realizzino. A tale proposito vorrei citare in primo luogo il gasdotto Nabucco.

Ciò significa che abbiamo un’opinione positiva sul progetto, poiché si tratta di un progetto comunitario, un’opinione secondo cui l’Unione, che intende sviluppare la propria politica energetica a livello europeo, deve proseguire con tali progetti che, come Presidenza, sosteniamo.

 
  
MPphoto
 
 

  Presidente. – Poiché vertono sullo stesso argomento, annuncio congiuntamente le seguenti interrogazioni:

l’

interrogazione n. 5 dell’onorevole Colm Burke (H-0971/07)

Oggetto: Missione UE di mantenimento della pace in Ciad e nella Repubblica centroafricana - mancanza di elicotteri e di attrezzature mediche

Può il Consiglio far sapere se gli Stati membri hanno messo a disposizione ulteriori attrezzature - fra cui elicotteri e forniture mediche - per la missione UE di mantenimento della pace in Ciad e nella Repubblica centroafricana, in modo tale da evitare inutili ritardi nel dispiegamento delle truppe irlandesi e di altri Stati membri nella regione? Secondo il generale Henri Bentegeat, presidente del Comitato militare dell’Unione europea, per la missione attuale devono ancora essere inviati elicotteri, supporto medico e risorse logistiche sul luogo delle operazioni. In seguito alla Conferenza di Generazione di Forze tenutasi a Bruxelles nel mese di novembre, gli Stati membri partecipanti e le altre parti hanno messo a disposizione ulteriori truppe e attrezzature?

Può il Consiglio incoraggiare gli Stati membri a garantire, a livello comunitario, un incremento degli aiuti umanitari per questa regione? Tenuto conto dei recenti scontri armati avvenuti il 26 novembre nel Ciad orientale - in cui l’esercito avrebbe ucciso centinaia di ribelli - quali misure sta adottando il Consiglio per far fronte all’instabilità interna del Ciad? In che maniera si sta attivando per far cessare le ostilità e ripristinare l’accordo di pace fra i gruppi ribelli e il governo del Presidente Idriss Deby?

e l’

interrogazione n. 6 dell’onorevole Liam Aylward (H-1016/07)

Oggetto: Missione UE di mantenimento della pace in Ciad

Può il Consiglio indicare con esattezza la tabella di marcia prevista per il dispiegamento del contingente UE di mantenimento della pace in Ciad e illustrarne la composizione?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Si sono già tenute cinque conferenze a Bruxelles sull’assetto delle forze: il 3 novembre e il 1° dicembre dello scorso anno e, più di recente, pochi giorni fa, l’11 gennaio.

Come in ogni operazione di questo tipo, è stata nuovamente dimostrata la difficoltà del dispiegamento delle forze. Tuttavia, sono lieto di informarvi che la quinta conferenza sull’argomento, ossia l’ultima, ha avuto esito positivo e l’Unione europea ha adesso a disposizione tutte le risorse necessarie.

Alla fine di questo mese, il 28 gennaio 2008, dovrebbe essere adottata la decisione sulla data di inizio della missione, nel corso della sessione del Consiglio “Affari generali e relazioni esterne” dell’Unione europea. La capacità operativa iniziale dovrebbe essere raggiunta alla fine di gennaio o all’inizio di febbraio, e comprenderà anche unità speciali, tra cui unità di fanteria, e una selezione di mezzi tecnici, logistici e medici intesi alla preparazione del territorio per lo spiegamento principale.

Lo spiegamento generale delle forze di pace è previsto per maggio, prima dell’inizio della stagione delle piogge. In questa fase, le unità dell’EUFOR in Ciad dovrebbero essere di 4 000 truppe. Per quanto riguarda il recente conflitto militare tra i ribelli e l’esercito del governo a ovest del paese, il Consiglio disapprova profondamente gli attacchi dei ribelli che hanno condotto allo scontro attuale.

Nella decisione del 10 dicembre, il Consiglio ha espresso la sua profonda preoccupazione e ha chiesto al governo del Ciad di cooperare con il Sudan e la Libia per crearele condizioni necessarie a raggiungere una soluzione politica duratura sulla base dell’accordo di pace di Sirta. Il Consiglio ha inoltre invitato i governi del Sudan e del Ciad a rispettare gli obblighi che hanno sottoscritto nel Trattato di Tripoli e, in particolare, di interrompere l’assistenza ai movimenti armati che causano l’instabilità nella regione.

Dato che le forze ribelli svolgono le loro operazioni anche dal Darfur, il Consiglio ricorda al governo sudanese le sue responsabilità nell’evitare che i gruppi armati attraversino il confine con il Ciad. Il Consiglio è consapevole che i risultati permanenti possono essere raggiunti solo attraverso una soluzione politica, e sottolinea pertanto l’importanza dell’accordo politico sul consolidamento del processo democratico in Ciad, firmato il 13 agosto dello scorso anno.

 
  
MPphoto
 
 

  Colm Burke (PPE-DE) . – (EN) Desidero solo porgere gli auguri agli sloveni per un’ottima Presidenza per i prossimi sei mesi e ringraziarli per la risposta.

Riguardo alla decisione presa a metà settembre dal Consiglio dell’Unione europea di rendere disponibile un esercito dell’UE, sono piuttosto preoccupato che sia stato fatto trascorrere troppo tempo. Mi domando solo se non ci sia una lezione che dovremmo apprendere da questo: prima di assumere un impegno, dobbiamo essere pronti a far partire l’operazione, a causa di alcuni avvenimenti accaduti da allora.

La seconda parte della mia domanda riguarda gli aiuti umanitari. Nel 2007 abbiamo fornito aiuti umanitari in Ciad. Aumenteremo per il 2008 il livello di questi aiuti, dal momento che adesso siamo direttamente coinvolti nella questione per i prossimi 12 mesi?

 
  
MPphoto
 
 

  Liam Aylward (UEN) . – (EN) Signor Presidente, desidero augurare tutto il successo possibile alla Presidenza slovena per il suo mandato dei prossimi sei mesi, e vorrei augurare inoltre alle forze dell’Unione europea dirette in Ciad il buon esito di una missione sicura e tesa al mantenimento della pace. Sono molto orgoglioso nell’affermare che questa missione è guidata da un uomo irlandese, il luogotenente generale Patrick Nash, e gli auguro tutto il bene.

Il Consiglio concorda sul fatto che le missioni di pace dell’Unione europea debbano continuare a collaborare pienamente con le Nazioni Unite e che lo spiegamento delle forze di pace dell’UE dovrebbe avvenire solo se una risoluzione delle Nazioni Unite approva tale missione?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Prima di tutto, la domanda dell’onorevole Burke. Di sicuro questa è un’altra tra le lezioni che si apprendono nella vita che probabilmente ci insegna, in particolare, che è più semplice all’inizio adottare una decisione che garantirne poi l’attuazione. Tuttavia, questo processo ha avuto per noi esito positivo. Ha richiesto tempo, ma ritengo che non solo un accordo, ma anche l’accordo sulla stessa attuazione sia stato raggiunto al momento giusto.

Per quanto riguarda il secondo interrogativo, direi che è sicuramente un principio da risolvere conformemente alla normativa internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite. Ovviamente, è opportuno che le operazioni di mantenimento della pace e pacificazione si basino sulla cooperazione e sul mandato dell’ONU. Questo non vuol dire che l’Unione europea non sia in grado anche di adottare decisioni in modo indipendente sulle sue missioni di diversa natura.

 
  
MPphoto
 
 

  Bogusław Sonik (PPE-DE). (PL) Signor Presidente, penso che questa sarà più che un parere. La Polonia invia il 10% delle forze armate in Ciad, ossia circa 400 soldati; pertanto desidero chiedere alla Presidenza slovena di fare il possibile al fine di garantire che la missione abbia esito positivo. Deve essere una missione ben preparata, molto ben equipaggiata, e sappiamo che la Francia è stata il paese che l’ha avviata. Vorrei quindi domandare alla Slovenia, poiché siede alla Presidenza, di essere molto esigente con la Francia, il leader della missione. A livello logistico, deve essere…o meglio, vorrei ancora una volta sottolineare che l’Europa non deve scendere a compromessi.

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Esprimo la mia gratitudine alla Polonia e, ovviamente, agli altri paesi che contribuiscono a questa importante operazione.

 
  
MPphoto
 
 

  Presidente. − Annuncio l’

interrogazione n. 7 dell’onorevole Gay Mitchell (H-0973/07)

Oggetto: Protezione dei cittadini dell’Unione europea nei paesi musulmani

Nel novembre 2007, in una scuola sudanese, un’insegnante britannica è stata accusata di vilipendio all’Islam per aver permesso ai propri alunni di 7 anni di chiamare Maometto un orsetto di peluche. Se giudicata colpevole, rischia 40 frustate, un’ingente ammenda o la detenzione.

In che modo l’UE potrebbe assicurare una migliore protezione a tutti i suoi cittadini che si trovano in paesi musulmani e, innocenti, sono coinvolti in terribili situazioni di questo tipo?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Il caso cui si riferisce l’interrogazione dell’onorevole Mitchell è quello di una donna di cittadinanza britannica che, in un paese terzo, è stata processata secondo la normativa nazionale di tale paese. Sulla base della sua cittadinanza, alla donna in questione veniva garantita la protezione consolare del paese del quale è cittadina. Come sappiamo, nel frattempo la donna britannica è stata rilasciata e ha fatto ritorno nel Regno Unito.

Ne consegue che casi come questo vengono risolti attraverso rapporti bilaterali tra lo Stato membro interessato e il paese terzo. Ovviamente, le possibilità possono aumentare quando vi sono appropriate misure politiche aggiuntive e i rappresentanti dell’Unione europea vengono coinvolti in problemi di questo tipo e nella risoluzione di questioni bilaterali. Nello specifico, ciò può condurre a dichiarazioni ufficiali e iniziative da parte dell’Unione europea.

Vorrei ribadire che, in linea di principio, come in questo caso particolare, è una questione che spesso viene risolta a livello di relazioni tra il paese terzo e lo Stato membro di cui la persona coinvolta è cittadina.

 
  
MPphoto
 
 

  Gay Mitchell (PPE-DE) . – (EN) Ringrazio il signor Presidente in carica del Consiglio per la risposta e gli auguro il meglio per la sua Presidenza.

Il signor Presidente in carica del Consiglio sarà senza dubbio a conoscenza che ogni cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea è anche cittadino della stessa Unione. Mi aspetterei che, se un cittadino dell’Unione europea visita un paese in cui potrebbero amputargli una gamba o un braccio, l’Unione europea trovi questa situazione orribile. L’Unione europea non considera terribile anche che qualcuno venga trattato in tale maniera, con una potenziale sentenza di quaranta frustate e forse di carcere?

Il signor Presidente in carica del Consiglio adotterà iniziative volte a garantire che i cittadini dell’Unione europea che visitano queste regioni siano consapevoli di entrare in contatto con una sorta di cambiamento culturale, e la Presidenza assicurerà inoltre che i paesi con cui abbiamo rapporti economici si aspettino da noi, come noi da loro, un migliore trattamento per i nostri cittadini e che non subiscano più comportamenti simili?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) La ringrazio, onorevole Mitchell, per la sua domanda complementare. È una questione di protezione consolare dei cittadini. Tale protezione è ancora di competenza degli Stati membri che avvertono i loro cittadini in partenza verso paesi terzi dei pericoli e delle insidie di cui devono essere a conoscenza.

D’altro canto, in base al principio di solidarietà abbiamo già una garanzia di aiuto da parte di altri Stati membri che hanno rappresentanti diplomatici o consolari in paesi terzi, e che assicurano la protezione consolare anche ai cittadini di altri Stati membri dell’Unione europea che non dispongono di un proprio consolato nel paese in questione. Ritengo che questo sia un importante vantaggio per la nostra Unione.

Ho già affermato che, se richiesto, è altamente probabile che anche l’Unione europea venga coinvolta in casi simili a quello citato. Per fortuna, in questa occasione non è stato necessario e la soluzione è stata trovata tra i due paesi, cosa di cui siamo felici.

 
  
MPphoto
 
 

  Reinhard Rack (PPE-DE). (DE) Signor Presidente in carica del Consiglio, lei ha giustamente precisato che i rapporti bilaterali possono contribuire a risolvere casi problematici come questo. Tuttavia, il Consiglio ha firmato la Carta europea dei diritti fondamentali con il Presidente di questo Parlamento e il Presidente della Commissione. In essa ci sono riferimenti alla dignità umana e al divieto di metodi di punizione degradanti e crudeli. Pertanto, non sarebbe dovere del Consiglio annunciare tali dichiarazioni al mondo a nome dell’Unione europea?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Ripeto che è ancora competenza degli Stati membri che dispongono dello strumento di protezione consolare. Tuttavia, è chiaro che l’Unione europea offre un quadro in cui gli Stati membri, e sto per citare nuovamente il principio di solidarietà, si aiutano l’un l’altro in questo settore sulla base appunto di questo stesso principio.

Tuttavia, il Consiglio, e sono sicuro altre istituzioni, non esiterebbero a fare tutto il possibile al loro livello se dovesse essere necessario. In altre parole, questo non esclude il fatto che attualmente la protezione venga offerta dagli Stati membri né che vengano prese misure aggiuntive da ogni singola istituzione dell’Unione europea.

Dal caso presentato nell’interrogazione dell’onorevole Mitchell emerge solo che la questione è stata risolta tra i due paesi e ciò non vuol dire che non sarebbe stata affrontata a un livello più elevato, il livello europeo, in caso di necessità.

 
  
MPphoto
 
 

  Presidente. − Annuncio l’

interrogazione n. 8 dell’onorevole Avril Doyle (H-0975/07)

Oggetto: Biodiversità e cambiamento climatico

Secondo la quarta relazione di verifica del Comitato intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), è probabile che nel corso di questo secolo la capacità di recupero di numerosi ecosistemi sia superata da una combinazione senza precedenti di cambiamenti climatici e altri fattori globali (come la diffusione di malattie infettive). L’IPCC stima che circa il 60% degli ecosistemi presi in considerazione siano al momento sfruttati in modo non sostenibile e mostrino crescenti segni di degrado. Tale fatto probabilmente determinerà da solo un’estesa perdita di biodiversità.

A livello comunitario, il Libro verde della Commissione sull’adattamento ai cambiamenti climatici ci ricorda che “dal 20 al 30% delle specie animali e vegetali esaminate finora potrebbe vedere aumentare il rischio di estinzione se la temperatura media mondiale aumenta di più di 1,5 – 2,5° C”.

Quali azioni concrete intende adottare la Presidenza slovena affinché l’obiettivo di Göteborg di arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 diventi una priorità? Quali misure intende inoltre adottare per la lotta contro la vasta perdita di biodiversità dovuta al cambiamento climatico e ad altri fattori globali?

 
  
MPphoto
 
 

  Lenarčič Janez, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Sono convinto che l’onorevole Doyle sia a conoscenza dell’intenzione dell’Unione europea di contribuire all’ambizioso obiettivo della nona conferenza dei paesi firmatari della convenzione sulla biodiversità che si svolgerà a Bonn, in Germania, a maggio 2008, nel corso della Presidenza slovena.

La tutela della biodiversità è una delle più importanti priorità della nostra Presidenza. Il Consiglio ha già sottolineato l’urgenza di impegni e di sforzi permanenti a tutti i livelli, al fine di raggiungere l’obiettivo di un significativo rallentamento della diminuzione della biodiversità entro il 2010, e al contempo raggiungere l’obiettivo citato dall’onorevole Doyle nella sua interrogazione e fissato dall’Unione europea in sede di Consiglio europeo a Göteborg.

Inoltre, gli Stati membri stanno introducendo misure concrete al fine di attuare il piano d’azione inteso a ridurre la perdita di biodiversità entro il 2010 e oltre. Il piano formula disposizioni per misure correlate alla biodiversità e ai cambiamenti climatici a livello comunitario e globale.

Nei suoi sforzi per raggiungere l’obiettivo di riduzione della perdita di biodiversità entro il 2010, la Presidenza sottolinea la necessità di una sinergia tra le politiche e le attività nell’ambito dei cambiamenti climatici e della biodiversità, in particolare nel rispetto della biodiversità degli ambienti marino e di acqua dolce, nonché delle foreste.

Tali obiettivi, assieme ad altri intesi alla tutela della biodiversità, sono stati fissati nella dichiarazione dal titolo Countdown to 2010. Gli incontri dei gruppi di lavoro del Consiglio saranno organizzati nel corso della Presidenza slovena, di cui uno si svolgerà tra esperti di selvicoltura, cambiamenti climatici e biodiversità, e un altro tra esperti di politiche marittime internazionali, pesca e biodiversità.

Analogamente, alla riunione informale dei ministri dell’Ambiente di aprile, in Slovenia, la biodiversità delle foreste verrà presentata quale sfida e opportunità per delineare misure intese ad attenuare i cambiamenti climatici e per adattarle a livello europeo. La Presidenza slovena tenterà inoltre di potenziare la cooperazione nonché l’attuazione di decisioni adeguate nei diversi accordi in materia ambientale, a livello nazionale e regionale.

La Commissione europea ha modificato la sua comunicazione “Arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 – e oltre”, con l’impegno di coinvolgere il settore privato nei partenariati per la tutela della biodiversità. Di recente, a novembre 2007, si è tenuta a Lisbona una conferenza di alto livello in cui si è discusso di economia e biodiversità in questo quadro. La conclusione di tale conferenza, che contiene la relazione di Lisbona sull’economia e la biodiversità, verrà discussa alla nona conferenza dei paesi firmatari della convenzione sulla biodiversità che ho citato poc’anzi, che si svolgerà in Germania nel corso della Presidenza slovena. Se ne parlerà anche al V congresso mondiale dell’alleanza internazionale per la tutela della natura e le risorse naturali, che si terrà a Barcellona nel corso della Presidenza francese.

 
  
MPphoto
 
 

  Avril Doyle (PPE-DE) . – (EN) La ringrazio, signor Presidente in carica del Consiglio, e le porgo i miei migliori auguri per una Presidenza molto positiva.

Ciò che mi preoccupa è il conto alla rovescia fino al 2010. In questo campo si parla molto e si agisce poco, ed è uno dei maggiori difetti che abbiamo, e non siamo in procinto di alcun tipo di cambiamento reale o di impatto in questo settore entro il 2010. Voglio dire che concordo sulle sinergie tra le differenti politiche, ma la protezione della biodiversità può contribuire a limitare le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera in quanto le foreste, le torbiere e altri ecosistemi e habitat creati dall’uomo sono in grado di immagazzinare il carbonio.

Lei non crede che il controllo dei cambiamenti necessiti dei migliori dati disponibili? Abbiamo bisogno delle migliori informazioni sugli effetti complessivi dei cambiamenti climatici sulla biodiversità dell’Europa. Se compiamo qualche progresso in direzione del 2010 dobbiamo migliorare gli indicatori e le misurazioni che impieghiamo al fine di conoscere con esattezza la gravità della situazione.

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Onorevole Doyle, la ringrazio per la sua ulteriore osservazione. Concordo appieno sul fatto che dobbiamo disporre dei migliori indicatori al fine di stabilire la condizione della biodiversità. La Presidenza terrà in considerazione quanto da lei affermato riguardo alla necessità di pensare al miglioramento di tali indicatori e vi rifletterà.

Il 2010 è molto vicino: abbiamo a nostra disposizione meno di due anni. Lei ha ragione nell’affermare che in un campo come la biodiversità non è facile immaginare, in particolare dopo un periodo che pare non sia stato impiegato al meglio delle sue potenzialità, che il breve tempo che resta sarà sufficiente a raggiungere gli obiettivi fissati, soprattutto la riduzione della perdita di biodiversità.

Tuttavia, non si deve dire che è impossibile, e noi faremo del nostro meglio. La Slovenia è uno dei paesi in cui la biodiversità assume una notevole importanza, in quanto il suo livello nel nostro paese è ancora elevato; questo è ben noto se non altro per i nostri orsi, che esportiamo in gran parte dell’Europa.

In breve, potete confidare nel fatto che la Presidenza slovena farà del suo meglio per raggiungere l’obiettivo, nonostante il tempo rimasto sia davvero molto risicato.

 
  
MPphoto
 
 

  Mairead McGuinness (PPE-DE) . – (EN) Potrei solo domandare al Consiglio di esprimersi sul fatto che la Commissione sta adesso rivalutando gli obiettivi relativi ai biocarburanti, poiché ciò che pensavamo essere positivo per i cambiamenti climatici, sta avendo ora conseguenze impreviste sulla sicurezza alimentare globale e quindi sulla biodiversità.

Non è una delle difficoltà per noi esseri umani che affrontiamo i cambiamenti climatici, ossia farlo in modo errato?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Questa è la dimostrazione che, probabilmente, alcune tematiche in passato non hanno ricevuto la dovuta attenzione da parte nostra. È chiaro che la produzione di biocarburanti totalmente libera e incontrollata deve avere effetti negativi sull’ambiente, la biodiversità, i prezzi dei prodotti alimentari, e così via.

Ritengo sia opportuno prendere in particolare considerazione anche tale aspetto. In altre parole, dovremmo incoraggiare la produzione e il consumo di biocarburanti al fine di ridurre e non di aumentare il carico sull’ambiente. Credo che potrebbe essere un importante principio per l’Unione nelle sue politiche intese a incentivare l’impiego di biocarburanti.

 
  
MPphoto
 
 

  Presidente. − Annuncio l’

interrogazione n. 9 dell’onorevole Jim Higgins (H-0977/07)

Oggetto: Superare il PIL

Può spiegare il Consiglio come intende trattare la proposta della Commissione di trovare un indicatore della coesione regionale alternativo al PIL? Può altresì precisare se ha formulato una misura definitiva da considerare in futuro per offrire una stima più precisa del rendimento di una regione?

L’onorevole McGuinness si incarica di questa interrogazione, inizialmente posta dall’onorevole Jim Higgins.

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Vorrei scusarmi con gli onorevoli Higgins e McGuinness per la mia risposta, che non può che essere molto breve, in quanto il Consiglio può discutere di questi argomenti solo sulla base di una proposta della Commissione.

Tale proposta non è stata presentata, e lo stesso vale per una proposta di altri cambiamenti relativi agli indicatori di coesione regionale. Pertanto, finché non verrà formulata, il Consiglio non è in grado di discutere o di prendere una posizione su altri indicatori di coesione regionale.

 
  
MPphoto
 
 

  Mairead McGuinness (PPE-DE) . – (EN) Signor Presidente, mi scuso a nome dell’onorevole Higgins, che sta poco bene questa sera e non può essere presente. La ringrazio per la sua breve risposta. Credo che si collegherà con i programmi intesi a ridefinire le aree svantaggiate anche negli Stati membri. Mi permetto di suggerire di trasmettere all’onorevole Higgins eventuali informazioni che possiate ricevere in merito ad alcuni degli indicatori.

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Cercherò di farlo, la ringrazio. Ribadisco che dipende in primo luogo dalla Commissione e forse, forse, ma in realtà è solo probabile, ci sarà un’opportunità, non però necessariamente, di valutare gli indicatori e la revisione della politica di coesione che la Presidenza slovena sta al momento elaborando. Ciò dipende dalla Commissione e non dal Consiglio. Certamente, saremmo interessati a conoscere quale sarà il contributo della Commissione alla discussione sulla revisione della politica di coesione, che è uno degli importanti compiti della nostra Presidenza.

 
  
MPphoto
 
 

  Reinhard Rack (PPE-DE). (DE) Signor Presidente, anche il Parlamento europeo rispetta il diritto di iniziativa della Commissione europea, come ha appena affermato il Consiglio. Tuttavia, dovremo sempre informare la Commissione su quanto riteniamo particolarmente importante. I criteri quali la disoccupazione o la maggiore emigrazione sarebbero di certo argomenti da introdurre nel dibattito in quest’Aula. Dato che lei ha parlato degli orsi bruni sloveni nella precedente interrogazione, in qualità di stiriano desidero ringraziarla per questa esportazione, e auspico che l’apertura delle frontiere Schengen conduca a un’immigrazione persino maggiore.

 
  
MPphoto
 
 

  Avril Doyle (PPE-DE) . – (EN) In termini di misurazioni più accurate delle prestazioni di una regione, bisognerebbe chiedersi seriamente se il PIL sia la misurazione corretta delle prestazioni. È stata già formulata qualche considerazione, o deve ancora farlo, (dato che lei è in carica da una sola settimana), per quanto riguarda la misurazione del PIL in rapporto al PNL, a sua volta confrontato con il RNL? La maggiore difficoltà al momento è che non stiamo misurando cose simili, ed è quindi molto complesso valutare le prestazioni in diverse regioni (nonché in paesi differenti, perché non si tratta di sole regioni), in quanto attualmente le basi o gli indicatori non sono uniformati.

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Sarebbe difficile per me parlare a nome della Commissione e non ne ho l’ambizione, in quanto non ne sarei all’altezza. Tuttavia, sembra che, almeno al momento, la Commissione non abbia ancora trovato un indicatore migliore del PIL. Ritengo che se l’avesse trovato, l’avrebbe proposto. Vorrei ripetere il mio precedente commento sul fatto che la revisione della politica di coesione offre un’opportunità per prendere in considerazione anche la sua interrogazione. Tali opportunità saranno persino maggiori al momento di discutere la riforma integrale del bilancio dell’Unione europea che, già sappiamo, si farà sulla base dell’analisi completa che la stessa Commissione dovrà condurre nel 2008 e nel 2009.

 
  
MPphoto
 
 

  Presidente. − Annuncio l’

interrogazione n. 10 dell’onorevole Mairead McGuinness (H-0979/07)

Oggetto: Indagine sugli istituti di assistenza in Bulgaria

La BBC ha recentemente trasmesso un documentario intitolato “Bulgaria’s abandoned children” (I bambini abbandonati della Bulgaria) in cui vengono illustrate le condizioni scioccanti dei bambini che vivono in un istituto di assistenza a Mogilino, in Bulgaria. Il produttore del programma ha pubblicamente affermato che l’istituto in questione non rappresenta il caso peggiore in Bulgaria. Sebbene l’esistenza di un problema in relazione agli istituti di assistenza per bambini e giovani disabili risulti evidente, è diffusa l’impressione che tale problema non sia stato affrontato efficacemente.

Considerate l’aderenza dell’UE alla Carta dei diritti fondamentali e la recente conclusione dell’anno europeo per le pari opportunità per tutti, può il Consiglio esprimersi in merito a tale delicata questione?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Il Consiglio non ha adottato alcuna posizione riguardo al caso specifico citato dall’onorevole McGuinness. Tuttavia, sono lieto di poter affermare che il 5 dicembre del 2007 il Consiglio ha adottato una risoluzione intesa a proseguire l’anno europeo delle pari opportunità per tutti. Era il 2007, lo scorso anno, e secondo la decisione in oggetto, vale a dire la risoluzione, l’azione non avrebbe dovuto estendersi solo per quel lasso di tempo, ma proseguire.

Tale risoluzione chiede agli Stati membri e alla Commissione europea di intensificare i loro sforzi al fine di prevenire le discriminazioni basate sulla disabilità o dovute ad altre ragioni, di rafforzare la propria lotta alla discriminazione di questo tipo, nonché di integrare il problema della disabilità in tutte le politiche pertinenti e continuare il processo di conclusione, firma e ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Tramite la risoluzione, il Consiglio invita inoltre gli Stati membri e la Commissione a cooperare nelle sfide comuni e a trovare una soluzione nel quadro di attuazione della convenzione ONU.

Consentitemi di sottolineare in quest’Aula che il Consiglio e il Parlamento europeo hanno da poco ricevuto una relazione della Commissione sulla condizione delle persone disabili nell’Unione europea, che contiene un piano d’azione europeo per il 2008 e il 2009. La Presidenza slovena ritiene che questo documento dovrebbe fornire orientamenti validi per ulteriori tentativi di attuazione dei diritti dei disabili, in particolare i minori. Il Consiglio sta ancora valutando la proposta della Commissione.

 
  
MPphoto
 
 

  Mairead McGuinness (PPE-DE) . – (EN) Signor Presidente in carica del Consiglio, la ringrazio per la sua diplomazia. Spero che capirà se non sarò altrettanto diplomatica, in quanto non credo che abbiate compreso la quantità di rabbia e confusione, in particolare nel Regno Unito e in Irlanda, quando è stato mostrato questo documentario.

Ritengo, e mi dispiace dirlo, che se questa fosse stata una questione legata al benessere degli animali, il Consiglio avrebbe assunto una posizione. Stiamo parlando di bambini che non hanno voce in capitolo. Credo realmente che il fatto che l’Unione europea agisca così lentamente in casi come questo non venga considerato in modo positivo dagli Stati membri e dagli stessi cittadini dell’Unione europea.

Penso che sarebbe meraviglioso e che ci sarebbe un’ottima reazione da parte dei nostri cittadini se fossimo più rapidi nelle nostre iniziative, perché questa non è una storia che può essere dimenticata. Le immagini parlano da sole.

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Non posso e non voglio entrare nel merito di questa questione, sulla quale, probabilmente giustamente, avete una solida opinione. Tuttavia, desidero evidenziare che il Consiglio ritiene importante rispettare e tenere in considerazione la divisione delle competenze tra l’Unione e gli Stati membri. In questo contesto, posso esprimermi solo in qualità di rappresentante del Consiglio, e non è una questione di diplomazia, ma parlo entro i limiti delle mie competenze e di quelle del Consiglio, e certamente con il dovuto rispetto delle azioni in questi ambiti.

 
  
MPphoto
 
 

  Jim Allister (NI) . – (EN) Signor Presidente in carica del Consiglio, posso manifestare la mia perplessità all’inadeguatezza della sua risposta?

Quando la Bulgaria è stata valutata per l’adesione, il trattamento delle persone nelle istituzioni era un criterio essenziale. Tuttavia l’errore commesso è stato che, quando a dicembre 2006 abbiamo stabilito i parametri, con una particolare attenzione al modo in cui la Bulgaria avesse raggiunto i propri obiettivi, misteriosamente questo criterio era stato omesso.

Per quale motivo è accaduto? Può essere reinserito adesso? Se così non fosse, quali altre iniziative può realisticamente intraprendere affinché il Consiglio e la Comunità possano valutare in maniera più che appropriata gli evidenti abusi che affliggono questo settore?

 
  
MPphoto
 
 

  Elizabeth Lynne (ALDE) . – (EN) L’oratore ha completamente ragione. Anch’io ho pensato che la risposta del Consiglio non fosse sufficiente. Prima dell’adesione, abbiamo chiesto a tutti gli Stati membri che desideravano far parte dell’Unione europea di conformarsi alla normativa comunitaria. So che la Bulgaria ha sottoscritto la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ma che non l’ha ratificata. Può esercitare pressione su quei paesi che non hanno ratificato tale convenzione affinché si conformino? Sono consapevole che le autorità bulgare stanno cercando di affrontare questo problema, ma dobbiamo continuare a sollecitarle.

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Ribadisco con fermezza che non rientra nelle competenze del Consiglio, o non è sua consuetudine, adottare una posizione circa i singoli programmi televisivi e relative critiche. Ciò non sminuisce in alcun modo la gravità del problema di cui si sta discutendo.

Tuttavia, personalmente ritengo che la soluzione possa essere quella citata nella domanda, ossia la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti delle persone disabili. È esattamente questo il motivo per cui, nella mia prima risposta, ho fatto riferimento alla risoluzione adottata dal Consiglio a dicembre 2007, che invita gli Stati membri a ratificare il documento.

 
  
MPphoto
 
 

  Presidente. − Annuncio l’

interrogazione n. 11 dell’onorevole Bernd Posselt (H-0982/07)

Oggetto: Data di apertura dei negoziati con la Macedonia

Ravvisa il Consiglio l’opportunità di indicare entro quest’anno, cioè durante la Presidenza slovena o francese, una data per l’apertura dei negoziati di adesione con la Macedonia?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Non lo so ancora usare; a volte si accende e a volte no. Chiedo scusa per queste interruzioni.

Di certo il Consiglio non esclude, e non può escludere, la possibilità cui ha fatto riferimento l’onorevole Posselt nella sua interrogazione.

Come sappiamo, nel dicembre 2005 il Consiglio europeo ha deciso di concedere lo status di candidato all’ex Repubblica jugoslava di Macedonia. Conformemente alla decisione del Consiglio del 12 dicembre 2005, che ha preceduto di pochi giorni il vertice del Consiglio europeo, il paese deve applicare completamente l’accordo di associazione e stabilizzazione. Su queste basi, la Commissione elabora le relazioni sui progressi compiuti, e quelle relative al 2006 e al 2007 non contengono raccomandazioni per l’apertura dei negoziati di adesione, dato che non sono state ancora attuate le misure adeguate.

Nel 2008, la Presidenza si aspetta che il governo dell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia, in tutto il contesto politico, contribuisca a consolidre le azioni volte al conseguimento di risultati in tutti i diversi campi in cui il progresso è necessario; inoltre, in considerazione degli avvenimenti che hanno avuto luogo nel paese, in particolare i progressi compiuti lo scorso mese, ritengo che quest’anno dovrebbe essere possibile avvicinarsi alla decisione di una data per l’avvio dei negoziati di adesione.

La Presidenza slovena è molto soddisfatta di questo e di tali sviluppi, ma dipende dal paese stesso e dal suo successo nel mettere in pratica le misure e i progressi di riforme.

 
  
MPphoto
 
 

  Bernd Posselt (PPE-DE). (DE) La ringrazio per la sua ottima risposta. Mi permetta, eccezionalmente, di fare un’osservazione personale introduttiva. Nel 1991, quando la Slovenia ha ottenuto l’indipendenza, mi trovavo a Lubiana ai festeggiamenti per l’indipendenza, credo quale unico cittadino dell’Unione europea. Sono stato anche favorevole all’accordo di associazione nel corso della guerra a Lubiana che, per fortuna, è stata breve, e in seguito quale relatore del Parlamento europeo.

Desidero semplicemente dire che oggi è un giorno storico per me. Sono molto felice. Vi prego di dimenticare la mia personale osservazione introduttiva.

Ora una domanda persino più breve: ritiene che la questione del nome tra la Macedonia e la Grecia sia un problema bilaterale? E può una questione bilaterale avere conseguenze sui negoziati di adesione?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) Desidero ringraziare l’onorevole Posselt per il suo sostengo sin dal periodo della nostra indipendenza. La Slovenia ha davvero percorso un lungo viaggio, come dichiarato questa mattina dal Presidente del Consiglio europeo.

Riguardo alla sua domanda, è di fatto un problema bilaterale sul nome. Tuttavia, noi tutti sappiamo che al fine di risolvere tale questione, esiste un meccanismo, sotto il patrocinio delle Nazioni Unite, che coinvolge un rappresentante speciale, Matthew Nimetz, impegnato nella mediazione tra le due parti per poter giungere a una soluzione.

La Slovenia, ossia la Presidenza slovena, sostiene tali sforzi e si aspetta da entrambi i paesi una cooperazione costruttiva in questo processo fino a che non si troverà la giusta soluzione. Nel frattempo, riteniamo che tale questione non debba influenzare, tantomeno ostacolare, l’integrazione dell’ex Repubblica jugoslava di Macedonia nelle organizzazioni internazionali.

 
  
MPphoto
 
 

  Avril Doyle (PPE-DE) . – (EN) Ho una domanda per la Presidenza slovena. So che sostiene che siano necessarie in via prioritaria pace e stabilità a lungo termine nell’Europa sudorientale e nei Balcani, e di certo lo sviluppo economico è una questione parallela a questa, ma parlando del raggiungimento da parte della Macedonia dei criteri necessari ad avviare i negoziati sull’adesione (tralasciando la questione del nome, benché importante), in quale modo la Presidenza slovena ritiene che la Macedonia si presenterà rispetto agli altri paesi in questo spazio prossimo al raggiungimento dei criteri di adesione? Noi vorremmo che tutti facessero parte dell’Unione europea, ma alcuni saranno più preparati di altri. Come valuta le possibilità per la Macedonia di un’adesione prioritaria?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) La ringrazio molto, onorevole Doyle per la sua domanda complementare. La Presidenza slovena classifica i paesi della regione dei Balcani occidentali in base alla fase da essi raggiunta. Nello specifico, il paese più avanzato nella regione è l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia, in quanto è l’unico a cui è stato concesso lo status di candidato. La Croazia è esclusa poiché dovrebbe essere comunque in un’altra categoria, quella di espansione, in quanto sta già negoziando la sua adesione.

Ripeto che, nel corso della nostra Presidenza, auspichiamo che ognuno di questi paesi, tra cui quello in questione, faccia progressi nel suo percorso verso l’adesione all’Unione europea, cosa che non accadrà a breve, in un anno o due, ma occorreranno più tempo e maggior impegno. La Presidenza slovena ha posto la questione tra le sue più alte priorità.

Tuttavia, è fondamentale mantenere la prospettiva europea per questi paesi e per il loro livello di progresso ai fini del raggiungimento dell’obiettivo. Ribadisco che, in qualità di Presidenza, saremmo molto lieti se tali sviluppi continuassero durante il nostro mandato. Vorrei affermare nuovamente che i progressi dipendono in larga misura anche dai paesi della regione.

 
  
MPphoto
 
 

  Nikolaos Vakalis (PPE-DE). (EL) Signor Presidente, desidero congratularmi con il Presidente in carica del Consiglio per la sua risposta molto specifica e, in qualità di parlamentare greco, vorrei dichiarare che abbiamo un particolare interesse affinché tutti gli Stati dei Balcani occidentali diventino membri dell’Unione europea il prima possibile. Tuttavia, il problema deve essere risolto. Devo dire che la Grecia ha reso chiare tutte le proprie buone intenzioni e continua a farlo quotidianamente nei dibattiti sul compromesso del nome. In tal senso, quindi, desidero dire che è necessario tener conto della posizione di uno Stato membro che dimostra notevole buona volontà sulla questione.

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica del Consiglio. − (SL) La ringrazio per la sua osservazione. Il Presidente del Consiglio questa mattina ha citato l’importante successo della Presidenza greca nel 2003, quando è stata adottata l’agenda di Salonicco per i Balcani occidentali. Quest’agenda resta la base delle azioni della Presidenza slovena nel tentativo di integrare i Balcani occidentali. È il motivo per cui contiamo in particolare sul sostegno della Grecia in tali sforzi riguardanti i paesi dei Balcani occidentali.

 
  
MPphoto
 
 

  Presidente. – L’interrogazione n. 12 è stata ritirata.

Annuncio l’

interrogazione n. 13 dell’onorevole Nikolaos Vakalis (H-0990/07)

Oggetto: Riduzione del coefficiente IVA per le tecniche e i prodotti energetici rispettosi dell’ambiente

Può il Consiglio dire se concorda con il parere che è necessario adattare la legislazione comunitaria relativa all’imposta sul valore aggiunto (IVA) in modo da permettere l’utilizzazione di un coefficiente IVA ridotto anche per le tecnologie e le applicazioni di fonti di energia rinnovabili e di efficacia energetica oltre a quanto è previsto attualmente per il consumo di corrente elettrica e di gas naturale? Esiste un calendario per l’adozione di misure in materia? Quali azioni, e per quando, possiamo attendere da parte del Consiglio relativamente alla questione?

 
  
MPphoto
 
 

  Janez Lenarčič, Presidente in carica di Consiglio. − (SL) Come sappiamo, nella sua riunione del 4 dicembre 2007, il Consiglio ha adottato una decisione per organizzare un dibattito sugli effetti economici della riduzione del coefficiente IVA e per esaminare se quest’ultimo sia uno strumento adeguato per il raggiungimento degli obiettivi delle politiche settoriali. È stato deciso che la questione sarebbe stata discussa nuovamente nel 2008 in data da definirsi, non necessariamente nella prima metà dell’anno.

Al momento la Presidenza slovena è alla strenua ricerca dell’approccio più efficace al proseguimento della discussione sulle imposte sul valore aggiunto, che non sono uniformi. Come abbiamo appreso dalla relazione della Commissione, la discussione ha avuto inizio nel corso della Presidenza portoghese. In questo periodo di riflessione, che auspico sia il più breve possibile, non siamo in grado di rispondere più dettagliatamente, onorevole Vakalis. Tuttavia, vorrei sottolineare che questa è una questione importante, che la Presidenza affronterà con la debita attenzione.

 
  
MPphoto
 
 

  Nikolaos Vakalis (PPE-DE). (EL) Signor Presidente, ritengo che la risposta sia stata soddisfacente, e vorrei semplicemente cogliere questa occasione per congratularmi con la Presidenza slovena per il suo inizio positivo. Le porgo i miei migliori auguri per il resto del mandato.

 
  
MPphoto
 
 

  Presidente. – Le interrogazioni che, per mancanza di tempo, non hanno ricevuto risposta, la riceveranno per iscritto (vedasi allegato).

Con questo si conclude il Tempo delle interrogazioni.

(La seduta, sospesa alle 19.30, è ripresa alle 21.00)

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. LUIGI COCILOVO
Vicepresidente

 
Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2008Avviso legale