Il flusso di merci pericolose che attraversa l’Unione europea è in continua crescita. Nel periodo 1990-2002 si è registrato un aumento del 13%, in particolare per quanto concerne il trasporto su strada (+27,4%) e per via fluviale e marittima (+11,1%). Gli operatori del trasporto insistono per una generalizzazione dell’autodichiarazione di trasporto di merci pericolose, la qual cosa accresce tuttavia i rischi di eventuali catastrofi. L’Unione europea deve assumersi le sue responsabilità e adottare tutte le misure preventive necessarie.
Non ritiene opportuno la Commissione applicare razionalmente il principio di precauzione e vietare ogni forma di autodichiarazione di trasporto di merci pericolose sul territorio dell’Unione?
La legislazione europea sul trasporto di merci pericolose non contiene il concetto di “autodichiarazione”. Non impone tuttavia, a spedizionieri e trasportatori l’obbligo di trasportare merci pericolose nel pieno rispetto delle norme che comprendono i requisiti di classificazione, imballaggio, etichettatura, documentazione e di costruzione del veicolo. Il rispetto di tali disposizioni è posto sotto il controllo delle autorità nazionali. In merito ai controlli stradali, è opportuno menzionare una recente relazione(1)
della Commissione.
COM(2007)0795
– Relazione della Commissione al Parlamento e al Consiglio sull’applicazione da parte degli Stati membri della direttiva 95/50/CE del Consiglio sull’adozione di procedure uniformi in materia di controllo dei trasporti su strada di merci pericolose.