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Procedura : 2007/2106(INI)
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Ciclo del documento : A6-0003/2008

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A6-0003/2008

Discussioni :

PV 30/01/2008 - 22
CRE 30/01/2008 - 22

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PV 31/01/2008 - 8.10
CRE 31/01/2008 - 8.10
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Testi approvati :

P6_TA(2008)0033

Discussioni
Mercoledì 30 gennaio 2008 - Bruxelles Edizione GU

22. Piano d’azione per l’efficienza energetica: concretizzare le potenzialità (discussione)
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca la relazione presentata dall’on. Fiona Hall, a nome della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, su un Piano d’azione per l’efficienza energetica: concretizzare le potenzialità [2007/2106(INI)] (A6-0003/2008).

 
  
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  Fiona Hall, relatrice. − (EN) Signor Presidente, desidero iniziare ringraziando vivamente i relatori ombra per la loro ottima collaborazione in questa relazione.

L’efficienza energetica è fondamentale per ridurre le emissioni di carbonio, accrescere la sicurezza di approvvigionamento e aumentare l’efficienza economica. Nell’ottobre 2006 la Commissione ha elaborato un piano d’azione in cui propone di migliorare l’efficienza energetica del 20% entro il 2020 e definisce 10 settori prioritari d’azione. Tali settori spaziano dagli elettrodomestici agli edifici ai trasporti sino agli incentivi fiscali, alla consapevolezza dell’efficienza energetica e molto altro. Lo scorso marzo, i capi di Stato e di governo dell’Unione europea hanno approvato il piano d’azione della Commissione, e l’efficienza energetica è diventata una priorità in quanto il Cancelliere Merkel ha dichiarato che le lampadine incandescenti non efficienti dal punto di vista del consumo dovrebbero essere vietate.

Adesso al Parlamento incombe la valutazione del piano d’azione. Mi auguro che la nostra relazione invii un forte segnale su quanto gli eurodeputati desiderano che accada in merito all’efficienza energetica. Il primo di questi segnali contenuti nella relazione riguarda il fatto che alcune delle proposte della Commissione non si spingono abbastanza lontano. Vorrei fornire tre esempi. Primo, la proposta di revisione della direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia: la Commissione propone prescrizioni minime in termini di prestazioni energetiche per gli edifici e per i loro componenti, il che è positivo. Gli edifici sono fondamentali allo scopo di ridurre la domanda energetica. Oltre il 40% dell’energia che impieghiamo viene consumata negli edifici, e il 75% degli edifici esistenti esisterà ancora nel 2050, pertanto dobbiamo occuparci dell’efficienza energetica nelle vecchie costruzioni come nelle nuove. Ma non dovremmo soltanto ridurre la soglia dei 1 000 m² prevista nella direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia, dovremmo anzi eliminarla del tutto e applicare la direttiva a tutti gli edifici che necessitano di sistemi di riscaldamento e raffreddamento, a prescindere dalla loro dimensione. È inoltre necessario anticipare la scadenza per il raggiungimento degli standard della casa passiva per edifici residenziali e non in Europa. Non è sufficientemente utile avere solo questo quale obiettivo a medio termine.

Secondo, per quanto riguarda gli elettrodomestici, il Parlamento accoglie favorevolmente la proposta di definire prescrizioni minime di efficienza energetica assieme a un sistema dinamico di etichettatura energetica per stare al passo con i progressi in campo tecnologico. Tuttavia, la nostra relazione chiede alla Commissione di prevedere un requisito di prestazione in stand-by pari a un watt e di fare effettuare un’analisi delle economie di energia possibili al fine di sopprimere completamente lo stand-by, e sollecita l’Esecutivo a stabilire il calendario per il ritiro definitivo dal mercato di tutti gli apparecchi aventi un’efficienza energetica molto bassa, per esempio gli apparecchi per riscaldare ambienti esterni.

Terzo, la relazione chiede maggiore assistenza alle piccole imprese, particolarmente danneggiate dall’aumento dei prezzi del combustibile e che necessitano di efficienza energetica. Purtroppo, spesso i modelli di finanziamento comunitari e nazionali sono complessi. Se si possiede una grande azienda è un bene, ma se si tratta di una microimpresa con pochi dipendenti, non si ha la possibilità di accedere ai programmi complessi. Le piccole imprese devono essere trattate come i nuclei familiari offrendo loro finanziamenti semplici e aiuti di avviamento.

È questo, pertanto, il primo messaggio della relazione: è necessario spingersi ancora un po’ oltre. Il secondo importante messaggio è che la Commissione e i governi nazionali non hanno attuato la normativa esistente in materia di efficienza energetica. Il piano d’azione della Commissione inteso alla riduzione del 20% entro il 2020 non è un documento autonomo. Si basa in modo molto evidente sulla normativa precedente, la cui attuazione è stata un disastro. La direttiva sugli edifici è stata recepita solo da un esiguo numero di Stati membri. Trascorsi sei mesi dalla scadenza del 30 giugno, un terzo degli Stati membri non ha ancora presentato i piani d’azione nazionali in materia di efficienza energetica. La Commissione non ha ancora impiegato il personale straordinario che aveva dichiarato essere necessario al fine di portare a termine gli impegni in materia di efficienza energetica e, per questo motivo, il calendario sul piano d’azione è slittato.

Tuttavia, desidero ringraziare la Commissione per aver risposto in modo molto positivo e costruttivo alle critiche espresse nella relazione e, in particolare, per lo scambio di corrispondenza tra il Commissario Piebalgs e l’onorevole Niebler, che ha aggiornato il Parlamento sulla situazione.

 
  
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  Andris Piebalgs, Membro della Commissione. − (EN) Signor Presidente, desidero davvero ringraziare l’onorevole Hall per la relazione molto importante e opportuna che ha elaborato.

Senza dubbio stiamo concentrando i nostri sforzi non solo nell’attuazione dell’attuale normativa, ma anche nell’inserire realmente nella nostra agenda piani d’azione sull’efficienza energetica. Vorrei ricordare che abbiamo anche raggiunto risultati di sostenibilità: questa settimana abbiamo lanciato il Patto dei sindaci, al quale partecipano più di cento città; adesso, abbiamo adottato in seno al Collegio un direttiva sull’energia rinnovabile che potenzia in modo indiretto l’efficienza energetica; abbiamo adottato una proposta per la riduzione di CO2 nel settore che non riguarda il sistema di scambio delle quote di emissione, nonché una proposta per le emissioni delle automobili. Potrei citare ancora diverse misure molto forti presentate dalla Commissione, poiché non ci siamo occupati unicamente di questioni normative. La Settimana dell’energia sostenibile è un ottimo esempio di quanto la politica della Commissione nella promozione dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili stia producendo risultati.

Ritengo che dovremmo migliorare la fase di attuazione. La Commissione ha iniziato con l’avviare 59 procedimenti d’infrazione per la mancata puntualità nell’attuazione, 42 dei quali sono attualmente in corso e continuerà a impegnarsi su questo punto verificando tutta la normativa sull’ottemperanza, aspetto sul quale è molto concentrata. Credo che l’attuale proposta di legge relativa allo scambio delle quote di emissione e non, oltre che alle energie rinnovabili, farà certamente in modo che gli Stati membri pongano maggiormente in evidenza l’efficienza energetica.

Per quanto riguarda i piani d’azione in materia di efficienza energetica, abbiamo avuto un inizio piuttosto in sordina. Ho scritto personalmente ai ministri ricordando il loro dovere di elaborare relazioni e piani di qualità, cosa che adesso hanno fatto 21 Stati membri su 27. Abbiamo condotto una valutazione preliminare dei piani d’azione sull’efficienza energetica, che compongono il pacchetto e che talvolta oscurano in qualche misura gli sforzi normativi. Ritengo sia corretto procedere in questo modo.

Per quanto concerne le questioni citate dall’onorevole Hall, il piano di lavoro di quest’anno prevede anche una revisione della direttiva sugli edifici. Attualmente ci troviamo nelle fasi finali di definizione delle prestazioni energetiche negli apparecchi. Modificheremo inoltre la direttiva sull’etichettatura, rispondendo pertanto a ogni richiesta presentataci dal Parlamento europeo.

Tuttavia, ritengo che tale direttiva offra alla Commissione anche ottimi orientamenti da seguire, essendo molto concreta. Potrei dire che in alcuni casi la situazione è migliore e in altri peggiore. Credo realmente che stiamo prestando attenzione, ma che tale attenzione deve essere maggiore e lo faremo senz’altro. La presente relazione non verrà ignorata, ma la impiegheremo quale documento di lavoro. Aggiornerò il Parlamento regolarmente sul modo in cui procederemo nel settore dell’efficienza energetica.

 
  
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  Evangelia Tzampazi (PSE), relatrice per parere della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare. (EL) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi. Nel parere della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare abbiamo sottolineato le questioni importanti. È generalmente riconosciuto che migliorare l’efficienza energetica è il modo più rapido, sostenibile ed economico per ridurre le emissioni di gas serra, migliorando al contempo la stessa efficienza energetica. Dobbiamo promuovere la ricerca e l’eco-innovazione attraverso lo sviluppo di tecnologie efficienti sul piano energetico, senza tuttavia ignorare la necessità di un cambiamento nelle nostre abitudini di consumatori. Abbiamo evidenziato il ruolo potenziale del settore pubblico nel raggiungimento degli obiettivi europei attraverso la scelta di prodotti e servizi efficienti dal punto di vista energetico.

Dovrei precisare che, quali cittadini europei, tutti possiamo contribuire allo sforzo, delineando politiche specifiche e nell’attuazione della normativa esistente, nonché attraverso le scelte che compiamo nella nostra vita quotidiana.

 
  
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  Avril Doyle, a nome del gruppo PPE-DE. – (EN Signor Presidente, concordo con l’onorevole Hall quando precisa nella sua relazione che l’efficienza energetica è il modo più redditizio e immediatamente disponibile nella lotta per la riduzione delle emissioni di gas serra.

Sì, la Commissione ha ragione nel dichiarare nel suo piano d’azione sull’efficienza energetica che la volontà politica e l’impegno a livello nazionale, regionale e locale sono necessari più di ogni altra cosa per il raggiungimento degli obiettivi.

L’intera relazione è stata giustamente critica nei confronti della Commissione e degli Stati membri per non aver fatto di più per attuare la normativa esistente sull’efficienza energetica. Tale urgenza ha portato il Commissario ad aumentare i propri collaboratori nel settore dell’efficienza energetica e, lo capisco, a istituire un’unità speciale intesa a seguire il piano d’azione sull’efficienza energetica, sottolineando che la priorità della Commissione è quella di realizzare l’efficienza energetica al fine di contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 e di affrontare la questione critica dei cambiamenti climatici.

Tuttavia, la relazione del Parlamento dimostra che i progressi degli Stati membri nel presentare i loro piani nazionali in materia di efficienza energetica, purtroppo, sono ancora lenti e desidero domandare alla Commissione di continuare a esercitare pressione su di loro.

Persino a Bali l’Europa è stata criticata per non aver dato sufficiente rilievo al settore dell’efficienza energetica e ai nostri sforzi di riduzione delle emissioni di CO2. Abbiamo bisogno di un insieme di risposte normative e basate sul mercato. Per esempio, se tutta l’illuminazione dell’Unione europea venisse cambiata in nuove tecnologie, ci sarebbe un significativo risparmio energetico. Si risparmierebbero cinque milioni di barili di petrolio e le emissioni di CO2 si ridurrebbero di 28 milioni di tonnellate all’anno.

Quest’anno attendiamo la revisione da parte della Commissione della direttiva sull’etichettatura energetica, in quanto l’attuale modello dalla A alla G per gli apparecchi domestici non offre ulteriore spazio per l’aumento dell’efficienza energetica e, nonostante sia molto chiaro e vicino ai consumatori, adesso sta creando problemi per commercializzare prodotti realmente più efficienti, poiché ha raggiunto il limite. Molti elettrodomestici sono classificati come A+ o A++, categorie che non esistono neanche. Dall’altra parte, nell’Unione europea ci sono attualmente 188 milioni di elettrodomestici che hanno più di 10 anni e sono pericolosamente poco efficienti.

Ringrazio l’onorevole Hall per la sua relazione di ampio respiro, che raccomando ai colleghi.

 
  
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  Adam Gierek, a nome del gruppo PSE. – (PL) Signor Presidente, signor Commissario, la relazione dell’onorevole Hall, con la quale mi congratulo per il suo complesso approccio, rivolge l’attenzione a un significativo ritardo da parte degli Stati membri e della Commissione nell’attuazione della normativa esistente in questo settore.

L’impiego efficiente dell’energia primaria dipende dal miglioramento dell’efficienza nella conversione in elettricità, dall’introduzione di norme minime relative all’energia destinate al consumatore finale, da un’estesa termo-modernizzazione degli edifici, da un’ampia introduzione della cogenerazione attraverso l’eliminazione degli ostacoli amministrativi, e dalla riduzione delle perdite che si verificano nel trasferimento energetico e le perdite dovute all’attrito.

La relazione sottolinea inoltre la scala globale del problema nonché la necessità di ridurre le emissioni di gas serra. Le abitazioni contribuiscono a circa il 40% del consumo energetico totale e la termo-modernizzazione potrebbe ridurre l’energia assorbita almeno della metà, ossia del 20% del totale dell’energia consumata. Inoltre, la cogenerazione, assieme alla riduzione delle perdite nel trasferimento energetico, può raddoppiare l’efficienza energetica. Complessivamente, il risparmio potenziale che si può raggiungere nell’energia primaria attraverso l’impiego delle tecnologie note, in particolare la termo-modernizzazione e la cogenerazione, si può calcolare approssimativamente tra il 25% e il 30%, con una pari riduzione delle emissioni di CO2.

Tuttavia, il paradosso è che l’attuazione di questi piani d’azione può essere ostacolata dagli ultimi regolamenti della Commissione europea, particolarmente restrittivi per quanto riguarda i livelli di emissione di CO2 che, nel caso delle centrali elettriche più datate e degli impianti di riscaldamento che necessitano di essere modernizzati, aumentano i costi di produzione e riducono le possibilità di ammodernare gli investimenti.

Un altro aspetto della natura globale del problema è la necessità di redigere normative comuni di adattabilità ambientale che siano applicabili all’interno dell’Unione europea e nei paesi suoi partner. Questo è un prerequisito per una proficua cooperazione e per una concorrenza leale sui mercati mondiali.

 
  
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  Jorgo Chatzimarkakis, a nome del gruppo ALDE. – (DE) Signor Presidente, desidero iniziare col ringraziare e congratularmi con la collega Fiona Hall, che ha trovato la giusta risposta a un’iniziativa molto importante e saggia, nonché fondamentale, della Commissione europea. Mi sento in dovere di elogiare il Commissario Piebalgs per avermi posto in prima linea tra coloro che sono impegnati nell’efficienza energetica, poiché quest’ultima è senza dubbio una delle principali fonti di autosufficienza per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico. È inoltre una fonte di innovazione per cui se realizzassimo quanto proponiamo nella relazione, ci troveremmo all’avanguardia nel campo, persino su scala globale, in termini di innovazione e obiettivi del processo di Lisbona.

In ogni caso, sono colpito dalle eccessive critiche nei confronti degli stili di vita delle persone, presenti in alcuni punti della relazione. Citerò un solo esempio: nel paragrafo 16 si dichiara apertamente che la Commissione dovrebbe ritirare dal mercato alcuni apparecchi. Viene fatto specifico riferimento agli apparecchi per riscaldare ambienti esterni o Heizpilze (“funghi”) come qualcuno li chiama in Germania. L’isteria relativa ai cambiamenti climatici a volte sfocia in autentiche caratteristiche totalitarie!

Siamo appena riusciti a cacciare i fumatori dai caffè. Credo che fosse la cosa giusta da fare, e non mi crea alcun problema. Molti proprietari di locali pubblici hanno agito astutamente e messo nei dehors questi apparecchi per riscaldare gli ambienti esterni. Si è sviluppata una nuova cultura. La gente ha cominciato a cenare con gioia all’aperto, dove si può fumare, e adesso arriviamo noi politici europei, pochi individui in quest’Aula, e diciamo a 490 milioni di persone in quale modo possono o non possono trascorrere il loro tempo libero. Stiamo cercando di cambiare nuovamente gli stili di vita e non credo che i nostri cittadini lo sopporteranno ancora per molto.

È giusto che gli obiettivi della protezione climatica siano di ampia portata, ma dobbiamo domandare a noi stessi se stiamo tentando di regolare i dettagli degli stili di vita delle persone, o se desideriamo bandire gli apparecchi per riscaldare ambienti esterni dai mercatini di Natale che noi tedeschi conosciamo e, sì Claude, che conoscono anche lussemburghesi, belgi e austriaci. Dovremmo essere ben consapevoli che non dobbiamo dimenticare i cittadini nostri pari e che dobbiamo evitare di interferire in un aspetto piacevole della società come questo, come le vite private delle persone.

 
  
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  Mieczysław Edmund Janowski, a nome del gruppo UEN. – (PL) Signor Presidente, signor Commissario, sino ad oggi l’homo sapiens ha danneggiato gravemente l’ambiente, del quale egli stesso è l’elemento più importante. Ciò è dovuto in gran parte all’impiego dell’energia, e la relazione dell’onorevole Hall su un utilizzo razionale dell’energia è pertanto accolta con grande favore.

Valuto positivamente in particolare il fatto che la relazione affronti le domande da fare sugli edifici. Le norme di livello più elevato in materia di efficienza energetica e di isolamento termico non devono essere applicate soltanto ai nuovi edifici, ma anche alle ristrutturazioni degli edifici esistenti.

Il prossimo passo è l’impiego di lampade a LED, che sono a risparmio energetico e a lunga durata. Molti elettrodomestici potrebbero inoltre consumare molta meno energia, e anche lo spreco energetico dovuto al mantenimento degli apparecchi in stand-by può essere evitato.

Sono favorevole agli incentivi fiscali per il consumo razionale dell’energia. È altresì importante educare il pubblico alle questioni energetiche e si dovrebbe iniziare sin dall’infanzia. Questo è quanto abbiamo il dovere di fare affinché il nostro pianeta abbia un futuro.

 
  
  

PRESIDENZA DEL’ON. RODI KRATSA-TSAGAROPOULOU
Vicepresidente

 
  
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  Claude Turmes, a nome del gruppo Verts/ALE. – (EN) Signora Presidente, la relazione Hall fa suonare il campanello di allarme. Siamo nel corso della Settimana dell’energia sostenibile e, per quanto l’evento sia positivo, non dovrebbe distogliere l’attenzione dal fatto che quanto i governi hanno raggiunto, in particolar modo, nel corso degli ultimi due o tre anni in materia di efficienza energetica è estremamente scoraggiante. Non hanno applicato la normativa e hanno inviato piani d’azione sull’efficienza energetica che non sono veri piani d’azione, ma documenti qualsiasi, il che è ridicolo!

Faccio appello all’orgoglio dei primi ministri. Forza! A marzo tornerete a Bruxelles, dove un anno fa, a seguito di uno storico vertice, avete rilasciato molte dichiarazioni riguardo alle priorità relative all’efficienza energetica, e un anno dopo arrivate senza aver realizzato quasi nulla in qualità di governi!

Ritengo che tutti noi dovremmo unire le forze per incitare i governi a proseguire. Inoltre, la Commissione deve approvare e intraprendere nuove iniziative sull’ampliamento della cogenerazione di calore ed elettricità e sull’etichettatura del risparmio energetico.

Infine, per quanto riguarda il mio buon amico Chatzi:

(DE) L’unico a essere stupito qui sei tu, perché i mercatini natalizi esistevano ben prima che venissero inventati gli apparecchi per riscaldare ambienti esterni, e credo sia nel pieno diritto del Parlamento almeno domandare quanto siamo incoerenti rispetto ai cambiamenti climatici. Non si tratta di interferire negli stili di vita delle persone, ma di tenere premuta una ferita, che è quanto quest’Assemblea deve fare se vogliamo che si cicatrizzi.

 
  
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  Nils Lundgren, a nome del gruppo IND/DEM. – (SV) Signora Presidente, nell’Unione europea è generale l’accordo sulla necessità di ridurre le emissioni di gas a effetto serra al fine di lottare contro i cambiamenti climatici, ma questo non deve condurre a una società burocratica priva di libertà e dinamismo.

Qui si applicano due principi fondamentali: dobbiamo definire gli obiettivi delle emissioni per ciascuno Stato membro e in seguito affidarci a questi paesi e al mercato al fine di raggiungere gli obiettivi di una libera concorrenza, nonché internalizzare i costi delle emissioni fissando i diritti di emissione a livelli sufficientemente elevati. Le emissioni verranno quindi automaticamente tenute in considerazione nei miliardi di decisioni economiche che le famiglie e le imprese prendono ogni giorno nel mondo. A loro volta le famiglie decideranno autonomamente di scegliere le lampadine a risparmio energetico, i costruttori di automobili produrranno veicoli a basso consumo di carburante, le imprese edili costruiranno case passive, i produttori di energia produrranno energia a basse emissioni di carbonio. Sarebbe inoltre utile condurre ricerca e sviluppo nel campo.

Tuttavia, l’Unione europea non deve introdurre divieti e regolamenti dettagliati. Pertanto, non approviamo un divieto sugli apparecchi per riscaldare ambienti esterni, né le concessioni fiscali per la demolizione degli edifici o i finanziamenti pubblici per il risparmio energetico.

 
  
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  Anni Podimata (PSE).(EL) Signora Presidente, signor Commissario, desidero innanzitutto congratularmi con la relatrice, l’onorevole Hall, per il suo approccio coraggioso e olistico alla questione dell’efficienza energetica, che supera le proposte della Commissione.

Considerata la situazione energetica attuale, l’efficienza energetica è lo strumento più efficace nella lotta ai cambiamenti climatici, poiché il sistema delle quote di emissione dei gas serra non ha ancora prodotto i risultati desiderati.

Per quanto riguarda l’efficienza energetica è necessario porre l’accento sul settore della costruzione, responsabile del consumo di più del 40% della nostra energia. In Grecia, tale settore consuma circa un terzo del totale delle risorse energetiche e contribuisce al 40% delle emissioni di biossido di carbonio. Tuttavia, la Grecia deve ancora recepire nel proprio ordinamento la direttiva sull’efficienza energetica degli edifici e per questo di recente è stata condannata dalla Corte di Giustizia europea, nonché aggiunta all’elenco dei 10 paesi che non hanno ancora elaborato un piano d’azione per l’efficienza energetica. Nonostante l’armonizzazione della normativa nazionale con quella della Comunità sia fondamentale, non è sufficiente se intendiamo raggiungere gli obiettivi desiderati. Sono lieta che il Commissario abbia sottolineato che l’Unione europea deve esortare quanto più possibile gli Stati membri a un’attuazione più coerente degli obiettivi in materia di energia.

Possono essere estremamente utili a tale scopo le misure e gli incentivi suggeriti nella relazione, quali l’accesso ai finanziamenti intesi all’efficienza energetica attraverso i Fondi strutturali, un aumento della percentuale minima di stanziamento dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione, gli incentivi fiscali e, soprattutto, la riduzione dell’aliquota IVA per le abitazioni e le PMI efficienti dal punto di vista energetico.

Non è possibile raggiungere l’obiettivo dei cambiamenti climatici da soli, ma con lo sforzo congiunto di tutti gli Stati membri. Se desideriamo che l’Unione europea continui a essere all’avanguardia di tale sforzo e che conduca in modo risoluto i negoziati con gli altri paesi, dobbiamo far sì che diventi una priorità colmare la distanza tra i paesi che svolgono un ruolo di guida e i fanalini di coda.

 
  
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  Jerzy Buzek (PPE-DE).(PL) Signor Commissario, mi congratulo con lei per le misure adottate. Oggi, il problema principale dell’Europa è l’impiego dell’energia e il suo impatto sul clima, più importante ancora della produzione alimentare, questo è certo. Dopo un’attenta verifica, ho rilevato che le ultime otto Presidenze ne hanno fatto una priorità, e per talune è stata la prima tra le priorità. Ma se le questioni energetiche sono così importanti, devono ricevere finanziamenti proporzionati, altrimenti continueremo a pronunciare frasi vuote, prive di un sostegno concreto.

Siamo consapevoli del valore aggiunto che può essere creato quando nell’Unione europea tutti si impegnano insieme. Se condividiamo la nostra esperienza, scegliamo le migliori soluzioni e le combiniamo, possiamo essere sicuri di un enorme progresso. Pertanto, la domanda è: siamo pronti a impiegare i fondi comuni europei per ricerca, tecnologie, innovazione e sviluppo nel settore energetico?

L’efficienza energetica di cui parliamo, adattabilità e risparmio, è persino più importante dell’energia rinnovabile o del carbone pulito. Su un bilancio complessivo di migliaia di miliardi di euro, ne vengono stanziate ancora solo poche centinaia di milioni in sette anni per i programmi congiunti europei di ricerca e sviluppo.

Chiedo al signor Commissario, alla Commissione europea e al Consiglio europeo di riconsiderare il problema e di scegliere la strada del rapido sviluppo tecnologico prima di imporre norme molto rigide sulle emissioni.

 
  
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  Vladimir Urutchev (PPE-DE).(EN) Oggi in quest’Aula discutiamo nuovamente delle importanti questioni energetiche, il che dimostra che affrontare i problemi relativi all’energia nella loro interazione con i cambiamenti climatici è una delle maggiori priorità delle istituzioni europee. Ne è un’ulteriore prova l’eccellente ed esaustiva relazione dell’onorevole Fiona Hall.

L’efficienza energetica è sicuramente uno dei pilastri che per lungo tempo sarà alla base della nostra politica energetica. I cittadini europei comprendono il proprio ruolo e la funzione dell’efficienza energetica in termini di raggiungimento degli obiettivi di stabilizzazione climatica e di un futuro di maggiore sicurezza energetica. Pertanto, con il sostegno pubblico e una situazione politica favorevole, esorto la Commissione a dimostrare ancora maggiore iniziativa e a impiegare tutti i meccanismi intesi a influenzare il comportamento nonché a garantire che gli ambiziosi obiettivi del 20% vengano raggiunti e che tutti i cittadini europei beneficiare dell’efficienza energetica.

Al contempo, se il nostro obiettivo finale è quello di salvare il pianeta dai catastrofici cambiamenti climatici e di un’Europa competitiva e sicura dal punto di vista energetico sul mercato globale, bisognerà dunque prestare la dovuta attenzione anche al restante 80%. In questo 80% è compresa l’energia nucleare che attualmente viene sottovalutata e negli ultimi vent’anni continua a essere offuscata dalle ansie e dai dogmi. È necessario riunire tutta la nostra saggezza e il nostro buon senso al fine di superare il problema e iniziare a discutere apertamente e in modo chiaro dell’energia nucleare quale affare e opportunità che l’uomo e l’Europa non possono permettersi di perdere. Tutti noi di quest’Assemblea abbiamo la responsabilità politica di far sì che questo accada.

 
  
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  Lambert van Nistelrooij (PPE-DE).(NL) Sono molto lieto che mi sia stato consentito di parlare grazie alla procedura “catch-the-eye”. Questa discussione sulla relazione dell’onorevole Hall ha dimostrato chiaramente che dobbiamo agire in modo più rapido. Esistono molte opportunità per l’efficienza energetica; è ciò a cui noi nei Paesi Bassi ci riferiamo come a risultati a portata di mano: se valutiamo queste opportunità, possiamo poi contribuire molto rapidamente al raggiungimento degli obiettivi comuni che noi stessi abbiamo fissato e ribadito a Bali, nonché confermato nuovamente nel pacchetto della Commissione del 23 gennaio. In questo caso il Commissario Piebalgs ha svolto un ruolo molto importante.

In sede di commissione per lo sviluppo regionale abbiamo notato, e l’onorevole Buzek ne ha parlato, che nel periodo fino al 2006 era perfettamente possibile fare dell’energia e dell’efficienza energetica delle priorità tra gli obiettivi dei Fondi strutturali, e finora è stato speso per questo solo l’1,16%. Adesso, la signora Commissario Hübner ha annunciato nel corso delle discussioni con la commissione per la politica regionale della scorsa settimana che il regolamento deve essere riesaminato e che nei programmi per il 2007-2013 verrà data maggiore priorità a tali questioni. Pertanto, concludo che abbiamo bisogno di agire più rapidamente e di impiegare in modo migliore gli strumenti esistenti a livello europeo.

 
  
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  Andris Piebalgs, Membro della Commissione. − (EN) Signora Presidente, desidero ringraziare gli onorevoli deputati per una discussione piena di significato. Come ho detto, l’ambizione della Commissione è di seguire il piano d’azione sull’efficienza energetica. Sono consapevole che a volte desiderate che agiamo in modo più rapido, ma esistono anche alcuni passi che dovremmo compiere, ossia migliorare la normativa, le consultazioni pubbliche e la valutazione dell’impatto. Tutto richiede del tempo. Ritengo che abbiamo bisogno di discutere della normativa e degli incentivi che credo debbano essere equilibrati, ma utilizzati entrambi.

Oggi ho avuto un incontro con un ministro del Montenegro. Il suo paese ha sviluppato un’eccellente strategia energetica fino al 2025, ma l’ho incoraggiato a elaborare con urgenza una normativa, in quanto si tratta di un paese che assisterà a un enorme aumento delle costruzioni degli edifici. Non scoraggeranno gli investitori se fisseranno requisiti estremamente rigidi per la reintegrazione immediata delle energie rinnovabili. Tutte norme di cui beneficerà il paese, in mancanza delle quali i contribuenti pagheranno per approvvigionamenti energetici aggiuntivi.

Pertanto, credo che l’ambizione sia necessaria. Abbiamo definito nuovi orientamenti sulle questioni di bilancio. Occorre compiere uno sforzo ancora maggiore al fine di stabilire in quali casi gli aiuti di Stato devono essere destinati alle nuove tecnologie, all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili. Stiamo inoltre lavorando su una piattaforma internazionale per l’efficienza energetica che possa creare sinergie a livello internazionale. Tuttavia, l’autorità di bilancio non è solo della Commissione, ma anche del Parlamento.

Sono molto grato all’onorevole Buzek per il lavoro che ha svolto nell’ambito del Settimo programma quadro e credo che disponiamo ancora di strumenti significativi. Anche questo è parte dell’ottimo lavoro dell’onorevole nonché del Parlamento. Un aumento nel bilancio o la ridistribuzione sono questioni troppo complesse, cui non posso rispondere. Non mi occuperei del denaro aggiuntivo nel bilancio dei miei colleghi, del Commissario Potočnik o delle relazioni esterne, ma bisognerebbe discuterne congiuntamente nel dibattito di bilancio.

Pertanto, considero questa un’eccellente relazione, non sempre gentile nei confronti della Commissione, ma qui non parliamo di gentilezza, bensì di efficienza energetica e delle ambizioni che saranno certamente alte anche da parte della Commissione.

 
  
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  Fiona Hall, relatrice. − (EN) Signora Presidente, desidero ringraziare i colleghi per le loro osservazioni favorevoli e di sostegno, e vorrei esprimere nuovamente il mio apprezzamento per la risposta molto costruttiva della Commissione alle critiche del Parlamento.

Desidero occuparmi solo di due punti. In primo luogo, ritengo sia davvero una vergogna che non sia stata prestata maggiore attenzione alla valutazione della Commissione sui piani d’azione sull’efficienza energetica presentati la scorsa settimana con il pacchetto in materia di energia, in quanto è una valutazione pessimista in misura molto preoccupante. Infatti, essi non guardano avanti all’obiettivo del 20% e, per citare la Commissione, esiste un “un notevole scarto per alcuni Stati membri tra l’impegno politico a favore dell’efficienza energetica…e le misure adottate”. Questo credo sia preoccupante.

In secondo luogo, il fatto che adesso abbiamo la direttiva relativa alle fonti energetiche rinnovabili significa che l’efficienza energetica non è mai stata così importante. Se intendiamo raggiungere gli obiettivi vincolanti del 20% nell’Unione europea, dobbiamo mantenere sotto controllo la domanda energetica. Possiamo ottenere il 20% se il 100% del totale dell’impiego di energia viene ridotto e non, invece, consentendone l’aumento.

Pertanto, auspico che questa relazione segni un nuovo inizio e il principio della chiusura dello scarto tra la retorica politica sull’efficienza energetica e la sua reale attuazione.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà domani, giovedì 31 gennaio 2008.

Dichiarazioni scritte (articolo 142)

 
  
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  Roberta Alma Anastase (PPE-DE), per iscritto.(RO) Saluto con favore la stesura di questa relazione e l’approccio globale che in essa viene proposto per l’efficienza energetica nell’Unione europea, in termini geografici e di argomenti trattati. È importante il fatto che oggi dovremmo parlare di un piano d’azione e dei suoi dettagli, il che dimostra che stiamo compiendo progressi concreti in questa direzione.

Quale relatrice sulla cooperazione regionale nel Mar Nero, desidero sottolineare l’importanza dell’efficienza energetica in questa regione al fine di raggiungere l’obiettivo di sicurezza energetica e di ridurre la dipendenza dalle fonti di energia.

Inoltre, considero positivamente l’approccio internazionale alla questione e alla valutazione delle sfide globali. Per questo motivo, accolgo con favore la consapevolezza del Parlamento europeo in merito al fatto che in futuro la Russia non potrà incontrare la domanda interna e contrattuale di gas, e che esprima la propria preoccupazione su questo aspetto.

Questo ci induce a ribadire alle istituzioni europee l’importanza di due obiettivi fondamentali: una maggiore sostituzione dell’energia importata dall’Unione europea con altre fonti, metodi efficaci al fine di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, e la necessità di promuovere la riforma energetica nella regione del Mar Nero e nei paesi vicini all’UE con la prospettiva di creare un settore dell’energia trasparente e sostenibile.

 
  
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  John Attard-Montalto (PSE), per iscritto. (EN) Il piano d’azione ha quale obiettivo la riduzione del 20% dell’efficienza entro il 2020, piano ambizioso ma necessario. D’altra parte, è inutile fissare obiettivi in mancanza della volontà di raggiungerli. Per esempio, su un totale di 21 azioni programmate per essere realizzate entro il 2007, solo tre sono state portate a compimento. Questo è un dato negativo. È vero che molte altre sono in fase di realizzazione, tuttavia una percentuale inferiore al 15% di progetti completati non è un risultato di cui andar fieri.

Mi vergogno a dire che nel mio paese, Malta, la questione non è stata presa sul serio. Su un isola in cui il sole e il vento sono abbondanti, ci si sarebbe aspettati che di queste due risorse si fosse fatto pieno utilizzo.

Per quanto riguarda l’energia solare, sono pochissimi gli edifici privati, commerciali e pubblici a farne uso.

L’energia eolica è stata più popolare in passato nelle aree rurali. Il governo è deciso a realizzare centrali per l’energia eolica in mare aperto benché la tecnologia non sia ancora disponibile per le profondità delle acque maltesi. Tra l’altro, si è saputo che un’importante società ha aspettato per installare quattro mulini a vento che generano energia e non le è stato concesso il permesso per ragioni estetiche.

 
  
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  András Gyürk (PPE-DE), per iscritto.(HU) Migliorare l’efficienza energetica è la soluzione più ovvia per ridurre le emissioni di sostanze nocive. Un’azione congiunta in questo settore, inoltre, può contribuire concretamente all’eliminazione della dipendenza europea dagli approvvigionamenti energetici.

La maggiore opportunità per risparmiare energia probabilmente è l’efficienza energetica degli edifici industriali e residenziali. Questo è ancor più vero per i nuovi Stati membri dell’Unione europea. Gli impianti dell’industria pesante e i grattacieli del periodo socialista, che sono la casa di centinaia di migliaia di persone e quindi caratteristici della regione, sono diventati i simboli dello spreco energetico. È uno sviluppo favorevolmente accolto il fatto che la Commissione europea abbia riconosciuto la situazione particolare degli ex paesi socialisti nel suo piano d’azione, e che definisca la promozione dell’efficienza energetica quale obiettivo prioritario nei nuovi Stati membri.

Riteniamo non sia positivo che numerosi Stati membri non abbiano mantenuto le loro promesse al momento dell’attuazione della normativa in materia di efficienza energetica. Per esempio, il governo ungherese ha dichiarato l’intenzione di voler elaborare misure intese alla protezione climatica, ma ha rinviato per mesi l’adozione del piano nazionale d’azione per l’efficienza energetica.

Al contempo, è da accogliere con favore che, nonostante ciò, alcune comunità stiano beneficiando di tali opportunità. Ne è un buon esempio il programma avviato a Óbuda, uno dei più grandi distretti di Budapest, grazie al quale negli anni a venire saranno ristrutturati molti grattacieli con l’impiego degli aiuti comunitari.

Siamo convinti che l’Europa sia capace di svolgere un ruolo di guida nella questione dell’efficienza energetica, che è anche il suo interesse primario. L’impiego più efficiente dell’energia significa anche un’economia più efficiente, nuovi posti di lavoro, maggiore competitività e, non ultimo, un ambiente più vivibile.

 
  
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  Gábor Harangozó (PSE), per iscritto.(EN) Innanzi tutto desidero accogliere con favore la relazione d’iniziativa dell’onorevole Hall. È un dato di fatto che questa relazione giunge in un momento in cui ogni iniziativa intesa a rafforzare le azioni concrete per una maggiore efficienza energetica dovrebbe essere accolta calorosamente. L’efficienza energetica è di fatto l’obiettivo più efficace, poiché sono già disponibili gli strumenti tecnologici per affrontare realmente e in modo rapido le sfide del riscaldamento globale e la riduzione delle risorse fossili. Abbiamo adesso approvato un piano finalizzato a ridurre il consumo energetico ed è fondamentale che noi raggiungiamo i nostri obiettivi in calendario. Tuttavia, di certo un simile piano richiederà costi e sacrifici economici enormi, che saranno particolarmente onerosi per quei paesi con i bilanci più bassi e le economie meno sviluppate. È essenziale che gli obiettivi di efficienza energetica non peggiorino soltanto la situazione delle economie più deboli e delle imprese negli Stati membri più poveri. Pertanto, sono necessarie misure di transizione ad hoc al fine di sostenere i settori e i paesi maggiormente vulnerabili al momento di attuare la normativa, al fine di evitare fallimenti di mercato. Certamente, nel lungo periodo, esiste davvero un enorme potenziale economicamente redditizio di risparmio energetico, e una politica più risoluta in materia di efficienza energetica apporterebbe probabilmente grandi benefici al mercato del lavoro dell’Unione.

 
  
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  Eija-Riitta Korhola (PPE-DE), per iscritto.(FI) Esistono probabilmente alcune decisioni lungi dall’ottenere gli effetti che dovrebbero e che si contraddicono in termini, come ha dichiarato il Consiglio di primavera del 2007 nel suo programma di politica climatica incentrato su tre aspetti: una riduzione delle emissioni del 20%, un risparmio energetico del 20% e una quota del 20% di energie rinnovabili, tutto entro il 2020. I tre obiettivi vincolanti citati, purtroppo, rischiano di accelerare i cambiamenti climatici e, compreso questo, ogni beneficio sul clima potrà essere raggiunto solo dai primi due.

In particolare, il risparmio energetico inteso a migliorare l’efficienza energetica è certamente uno degli strumenti più efficaci nella lotta ai cambiamenti climatici. Vi è un ampio consenso in Parlamento su tale aspetto e sul contenuto della relazione e desidero ringraziare l’onorevole Hall per aver reso possibile tutto questo.

La presente relazione ha di ammirevole il fatto che dimostra di comprendere la portata della questione e le possibilità a disposizione: l’insistenza sull’efficienza energetica deve avere un effetto che permei l’intera società. Deve collegarsi a tutti i programmi e le attività a ogni livello. Gli obiettivi dell’efficienza energetica e le norme che si applicano si possono estendere allo stesso modo agli apparecchi, agli edifici, alla produzione e al trasferimento di energia, ai trasporti e alle abitudini dei consumatori.

Dobbiamo agire immediatamente, e per questo è spiacevole che il Parlamento debba ricordare alla Commissione che in questo settore esiste già una normativa. Sinora il livello di attuazione tra gli Stati membri è stato tutt’altro che soddisfacente, aspetto sul quale la Commissione dovrebbe concentrare la propria attenzione.

Migliorare l’efficienza energetica richiede uno sforzo, in cui venga raggiunto il miglior risultato per quanto riguarda il clima e in relazione alle condizioni di mercato. Un esempio sono i diversi sistemi di standardizzazione. Occorre diffidare della normativa severa: se la migliore tecnologia disponibile è sotto il ricatto del bastone e la carota, sono sufficienti gli sforzi compiuti. La puntuale ingerenza del legislatore nei modi e nei mezzi è utile soltanto a indebolire le organizzazioni in questione.

 
  
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  Zbigniew Krzysztof Kuźmiuk (UEN), per iscritto.(PL) Signora Presidente, signor Commissario, in questa discussione sull’impiego razionale dell’energia, se, da un lato, concordo con i principali argomenti della relatrice, l’onorevole Hall, dall’altro, vorrei volgere l’attenzione ad alcune questioni di particolare rilievo per i nuovi Stati membri.

1. Al fine di colmare il divario tra loro e i paesi più sviluppati dell’Unione europea, i nuovi Stati membri devono svilupparsi con una velocità di due o tre volte superiore rispetto a questi ultimi, ossia con un tasso di crescita annua del PIL di almeno il 6%. Un simile livello di crescita significherà un aumento considerevole di emissioni di CO2, la qual cosa non è stata presa in considerazione nelle proposte presentate dalla Commissione europea nel suo recente pacchetto in materia di energia e cambiamenti climatici.

2. Le proposte della Commissione mirano chiaramente alla riduzione dell’uso di carbone, il che colpirà principalmente le economie come quella polacca, in cui la produzione energetica si basa soprattutto sulla combustione di diversi tipi di carbone.

3. La proposta che l’industria della produzione energetica dovrà acquistare all’asta i suoi diritti di emissione di CO2 a partire dal 2013, provocherà un forte aumento dei prezzi dell’energia, che sarà particolarmente oneroso per le economie delle famiglie. Allo stato attuale, quando nel 2007 l’industria di produzione energetica polacca ha acquistato appena il 10% delle sue emissioni all’asta, il prezzo dell’energia elettrica è cresciuto di circa il 15%, e nei prossimi anni è previsto un ulteriore aumento tra il 20% e il 30%.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE-DE), per iscritto. – (EN) La presente relazione sull’efficienza energetica è puntuale, considerate le nostre preoccupazioni relative ai cambiamenti climatici e alla necessità di affrontare la questione delle limitate risorse energetiche dei combustibili fossili.

Tuttavia, l’eliminazione dello spreco energetico è un fatto positivo in sé e da un punto di vista puramente egoistico; migliorare l’efficienza energetica ridurrebbe i costi delle famiglie e delle imprese.

Molte persone sono coscienti della necessità di un utilizzo più consapevole dell’energia. Molti già sanno che un televisore in stand-by impiega 45% dell’elettricità usata da una televisione accesa, che un elettrodomestico in stand-by utilizza il 10% dell’energia domestica nell’Unione europea e che anche lasciare il telefono in carica consuma energia, della quale il 95% è uno spreco.

E se noi possiamo darci da fare per spegnere tutti i vari aggeggi, non sarebbe più efficace se i fabbricanti progettassero gli apparecchi con l’intenzione di eliminare lo spreco energetico?

Una combinazione di nuovo sviluppo nella produzione e sensibilizzazione tra i consumatori produrrà risultati, ma l’industria ha bisogno di incentivi al fine di sviluppare nuovi prodotti intesi a favorire l’efficienza energetica e il pubblico necessita di messaggi positivi onde essere informato sulla quantità di energia che si può risparmiare in casa o in ufficio.

 
  
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  Péter Olajos (PPE-DE), per iscritto.(HU) In qualità di relatore del PPE-DE nella commissione per l’ambiente sul Libro verde sull’efficienza energetica “Fare di più con meno”, valuto positivamente i ripetuti e maggiori sforzi comunitari in questo settore.

Al contempo, devo esprimere la mia delusione per il fatto che mentre la Commissione europea e il Parlamento si impegnano seriamente al fine di elaborare norme condivise e piani attuabili, in molti casi l’approccio degli Stati membri per la loro realizzazione è inadeguato.

Alcuni tra loro non hanno rispettato, con ritardi di mesi o più, la scadenza per la redazione dei piani d’azione; ci sono sette paesi che finora non li hanno ancora presentati, nonostante abbiano 7 mesi di ritardo.

Tuttavia, non è questo l’unico problema. Su tali piani, manca il consenso sociale, e spesso quelli che sono stati preparati sono molto deboli, non riflettendo in vari casi i programmi e sistemi realistici degli strumenti volti al raggiungimento degli obiettivi comuni.

Di conseguenza, possiamo dire con una certa sincerità che gli Stati membri dell’Unione europea hanno solo fatto promesse per quanto riguarda l’efficienza energetica, il risparmio e lo scopo ultimo di una “società a basse emissioni di carbonio”, quindi quale futuro si prospetta per un’economia, per le famiglie e per i trasporti a zero emissioni di biossido di carbonio?

Sarebbe positivo se la custode della normativa dell’Unione, la Commissione, preparasse occasionalmente analisi e valutazioni di sintesi relative alla qualità dei piani nazionali presentati e fino a che punto gli Stati membri li stiano attuando.

 
  
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  Bogusław Rogalski (UEN), per iscritto.(EN) Innanzi tutto desidero accogliere con favore la relazione d’iniziativa dell’onorevole Hall. È un dato di fatto che questa relazione giunge in un momento in cui ogni iniziativa intesa a rafforzare le azioni concrete per una maggiore efficienza energetica dovrebbe essere accolta calorosamente. L’efficienza energetica è di fatto l’obiettivo più efficace, poiché sono già disponibili gli strumenti tecnologici per affrontare realmente e in modo rapido le sfide del riscaldamento globale e la riduzione delle risorse fossili. Abbiamo adesso approvato un piano finalizzato a ridurre il consumo energetico ed è fondamentale che noi raggiungiamo i nostri obiettivi in calendario. Tuttavia, di certo un simile piano richiederà costi e sacrifici economici enormi, che saranno particolarmente onerosi per quei paesi con i bilanci più bassi e le economie meno sviluppate. È essenziale che gli obiettivi di efficienza energetica non peggiorino soltanto la situazione delle economie più deboli e delle imprese negli Stati membri più poveri. Pertanto, sono necessarie misure di transizione ad hoc al fine di sostenere i settori e i paesi maggiormente vulnerabili al momento di attuare la normativa, al fine di evitare fallimenti di mercato. Certamente, nel lungo periodo, esiste davvero un enorme potenziale economicamente redditizio di risparmio energetico, e una politica più risoluta in materia di efficienza energetica apporterebbe probabilmente grandi benefici al mercato del lavoro dell’Unione.

 
  
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  Toomas Savi (ALDE), per iscritto.(EN) Desidero innanzi tutto congratularmi con l’onorevole Hall per una relazione davvero completa, dedicata al miglioramento dell’efficienza energetica e che chiede agli Stati membri, lontani dall’attuazione della normativa esistente, di adottare tutte le misure necessarie.

In secondo luogo, sono lieto di riconoscere che la relazione non ha specificato solo il modo in cui possono risparmiare energia i consumatori a livello industriale, ma anche i piccoli consumatori, in particolare accrescendo la consapevolezza di questi ultimi e fornendo informazioni affidabili sulle scelte più favorevoli all’ambiente. È da rilevare che il consumo domestico costituisce il 40% del consumo energetico totale. Pertanto, è responsabilità individuale di tutti noi contribuire a migliorare al massimo l’efficienza energetica.

Inoltre, il consumo energetico cresce progressivamente e con esso la spesa per l’energia. È semplicemente una questione di buon senso rafforzare le misure intese all’efficienza energetica al fine di ottenere il migliore utilizzo dei mezzi di produzione.

 
  
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  Alyn Smith (Verts/ALE), per iscritto.(EN) Signor Presidente, mi congratulo con l’onorevole Hall per questa relazione, che contiene alcuni suggerimenti validi, sensibili e attuabili volti a incoraggiare l’efficienza energetica. Nell’attuale confusione sulla cogenerazione e sulla sicurezza degli approvvigionamenti, rischiamo di perdere di vista il fatto che le stesse modifiche delle norme relative agli edifici e gli apparecchi, nonché al modo in cui impieghiamo l’energia, consentiranno di ottenere una grande capacità energetica. Sono lieto di sostenere questa relazione e auspico che sia l’inizio di maggiori misure prese in questa direzione.

 
Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2008Avviso legale