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Procedura : 2008/2017(BUD)
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A6-0058/2008

Discussioni :

PV 10/03/2008 - 21
CRE 10/03/2008 - 21

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PV 11/03/2008 - 10.11
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Discussioni
Lunedì 10 marzo 2008 - Strasburgo Edizione GU

21. Bilancio rettificativo n. 1/2008 - Fondo di solidarietà - Mobilizzazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea (discussione)
PV
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  Presidente. − L’ordine del giorno reca, in discussione congiunta,

– la relazione di Kyösti Virrankoski, a nome della commissione per i bilanci, sul progetto di bilancio rettificativo n. 1/2008 dell’Unione europea per l’esercizio 2008, Sezione III – Commissione [2008/2017(BUD)] (A6-0058/2008), e

– la relazione di Reimer Böge, a nome della commissione per i bilanci, sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla mobilizzazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea, ai sensi del punto 26 dell’’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria [COM(2008)0014 – C6-0036/2008 – 2008/2019(ACI)] (A6-0065/2008).

 
  
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  Kyösti Virrankoski, relatore. − (FI) Signora Presidente, il Fondo europeo di solidarietà è stato creato nel 2002 sulla scia delle disastrose inondazioni che hanno colpito l’Europa centrale, interessando sia gli Stati membri dell’UE che i paesi candidati. All’epoca è stato concordato che il Fondo dovesse essere pari a 1 miliardo di euro all’anno. Tale Fondo era inteso a portare sollievo a coloro che avevano subito danni a causa di grandi catastrofi. L’entità del danno causato dalla catastrofe deve essere di almeno 3 miliardi di euro o non inferiore allo 0,6% del PIL dello Stato membro. Se il danno è limitato ad un’area ridotta, può essere inferiore, ma a livello regionale potrebbe essere relativamente superiore.

Il danno al momento in discussione è il risultato di un’inondazione su vasta scala che ha colpito il Regno Unito nel giugno e luglio 2007. Il danno stimato è di 4,6 miliardi di euro e ha i requisiti per essere risarcito. La Commissione propone 162 milioni di euro.

Nel suo bilancio, la commissione per i bilanci consiglia un sostegno volto a fornire finanziamenti secondo le modalità suggerite dalla Commissione. Chiede tuttavia al Parlamento di approvare la mobilizzazione di tale sostegno. Per questo motivo deve essere adottata per prima la relazione dell’onorevole Böge sulla mobilizzazione del Fondo di solidarietà.

Per altri aspetti, il primo bilancio rettificativo riguarda principalmente le agenzie e la gestione amministrativa del programma Galileo. Nel bilancio è stata istituita un’Agenzia esecutiva del Consiglio europeo della ricerca. La sua creazione è conforme alla procedura di bilancio per quest’anno. Per gli altri programmi del Settimo programma quadro, è stata creata, a titolo del bilancio rettificativo, anche un’agenzia esecutiva congiunta, l’Agenzia esecutiva per la ricerca (AER), il che è in linea anche con la precedente procedura di bilancio.

Analogamente, sono state apportate le modifiche all’orario del personale dell’agenzia per la gestione delle frontiere, FRONTEX, richieste dal Parlamento. Il Parlamento ha aumentato i fondi destinati all’agenzia di 30 milioni di euro nella procedura di bilancio che ora costituiscono i fondi aggiuntivi necessari.

Il problema più difficile riguarda il programma di navigazione satellitare Galileo. Il grande risultato ottenuto dal Parlamento consiste nel fatto di essere riuscito, nel corso dei negoziati di bilancio, a garantire il finanziamento del programma aumentando la somma a esso destinata di 2,4 miliardi per sei anni. Ciò è successo in parte grazie all’adattamento al quadro finanziario pluriennale. Il progetto è di conseguenza diventato chiaramente un progetto dell’UE.

Ora è questione di amministrare il progetto. La Commissione propone 2 milioni di euro sotto forma di trasferimento da stanziamenti operativi ad amministrativi. Al momento l’amministrazione del progetto si trova, tuttavia, nel caos. E’ stata gestita principalmente nell’UE dalla GSA (Galileo Supervisory Authority), l’autorità di vigilanza Galileo. Il suo compito riguardava principalmente le discussioni tra settore pubblico e privato in merito ad autorizzazioni e partenariati. Dato che nel corso della fase iniziale il settore privato è stato escluso, non è chiaro il ruolo della GSA, al pari di quello della Commissione e dell’Agenzia spaziale europea (ESA),. Inizialmente si era pensato che l’ESA sarebbe stata responsabile dell’attuazione del lato tecnico del progetto, che l’UE avrebbe allestito e controllato. Non risulta tuttavia chiara la suddivisione del lavoro tra i diversi attori, quali la Commissione e le varie agenzie.

La commissione per l’industria, la ricerca e l’energia propone pertanto nella relazione dell’onorevole Barsi-Pataky l’abolizione della GSA. Date tali circostanze, la commissione per i bilanci non può essere d’accordo in merito al trasferimento degli stanziamenti alla Commissione, ma al contrario propone semplicemente la creazione di una linea “p.m.”. La Commissione ha promesso che interesserà il trasferimento nell’ambito di applicazione delle sue competenze prima che sia stato concordato l’intero sistema di amministrazione di Galileo. Modificare il bilancio rettificativo a tale proposito non ritarderebbe pertanto il progetto, ma garantirebbe la posizione negoziale del Parlamento. Mi auguro che la plenaria sarà in grado di appoggiare la posizione unanime della commissione in merito al primo bilancio rettificativo.

 
  
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  Reimer Böge, relatore. (DE) Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, il relatore sul bilancio 2008, Kyösti Virrankoski, ha davvero coperto tutti i punti fondamentali. Oggi discutiamo pertanto sulla base di una proposta della Commissione relativa alla mobilizzazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea ai sensi del punto 26 dell’accordo interistituzionale.

E’ vero che il Fondo di solidarietà e altri strumenti particolari non rappresentano importi elevati rispetto al bilancio generale dell’Unione europea, tuttavia servono essenzialmente ad aiutare le regioni colpite e le loro popolazioni nel caso di catastrofi naturali e, come sappiamo tutti, tali catastrofi – che siano tempeste o incendi devastanti – sono diventati eventi in qualche modo regolari.

Prima di prendere una decisione, noi della commissione per i bilanci abbiamo ritenuto importante tenere un’audizione, alla quale abbiamo invitato i rappresentanti delle regioni interessate del Regno Unito, delle organizzazioni locali, nonché dell’amministrazione locale. A tale audizione ci sono state ricordate molto chiaramente le sfide che devono affrontare le popolazioni e le regioni colpite, nonché l’entità dei danni causati dall’inondazione del giugno e luglio 2007, che secondo le stime è pari a un totale di 4,6 miliardi di euro.

Sulla base di tale audizione e delle nostre discussioni, abbiamo appoggiato appieno la proposta della Commissione per mettere a disposizione per questo caso specifico 162 387 000 euro del Fondo di solidarietà.

Ritengo sia importante anche affermare che nei prossimi mesi possiamo aspettarci ulteriori mobilizzazioni del Fondo di solidarietà. In tali casi, per essere chiari, non è stata esortata solo la Comunità europea affinché mostri solidarietà: in previsione dell’aumentata incidenza di tali catastrofi, gli Stati membri dovrebbero pensare maggiormente alla gestione preventiva delle crisi, valutando, in altre parole, lo stato dei loro sistemi di protezione civile, controllando come sono equipaggiati i vigili del fuoco locali ed esaminando come potrebbero sviluppare in futuro strategie diverse, in merito a questioni quali le opere di ricostruzione nelle zone colpite da inondazione. Si tratta di aspetti che costituiscono parte integrante di qualsiasi strategia sul lungo periodo, se si vuole continuare a essere credibili.

Un altro requisito – e a tale proposito la nostra posizione è in qualche modo migliore nel caso in questione rispetto ad altri – è il fatto che tutti dovremmo trasformare in un nostro obiettivo comune, come questione di principio di base, la garanzia che le richieste future relative al Fondo di solidarietà verranno elaborate e completate al massimo nell’arco di sei mesi. Questa è una sfida per tutti: le autorità nazionali devono presentare tutte le domande e i documenti necessari entro il periodo prescritto, la Commissione deve trattare il caso in questione in base alle disposizioni applicabili e anche noi, in Parlamento, dobbiamo accelerare la pratica mediante una delibera rapida.

Permettetemi di trattare un ultimo punto, che riguarda il bilancio rettificativo. In previsione dei difficili negoziati e del completamento in sospeso della procedura legislativa relativa al sistema di navigazione satellitare Galileo, appoggio risolutamente la condizione essenziale posta dal relatore, secondo cui le linee di bilancio create per la spesa relativa alla gestione amministrativa dovrebbero costituire una voce promemoria. Si tratta di un passo nella giusta direzione per istituire in seno alla Commissione le strutture amministrative adeguate. Non siamo ancora soddisfatti, tuttavia, degli accordi per la futura interazione tra la Commissione, l’Agenzia spaziale europea e l’Autorità di vigilanza Galileo.

Nel corso della procedura legislativa, è necessario indicare almeno un modo per evitare la duplicazione degli sforzi e sviluppare le strutture di gestione adeguate nelle nuove circostanze del sistema di navigazione satellitare Galileo. Vi è ancora una certa necessità di discutere, che mi auguro possa essere soddisfatta quanto prima.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. MARIO MAURO
Vicepresidente

 
  
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  Dalia Grybauskaitė, Membro della Commissione. (EN) Signor Presidente, il 18 gennaio la Commissione ha adottato la proposta di mobilizzazione del Fondo di solidarietà per il Regno Unito e siamo lieti e soddisfatti che il parere della commissione per i bilanci sia abbastanza positivo nei confronti della nostra proposta. Insieme al bilancio rettificativo n. 1/2008, abbiamo proposto anche lo stanziamento di 162 milioni di euro a titolo del Fondo di solidarietà per il Regno Unito al fine di compensare i gravi danni causati dall’inondazione della scorsa estate.

Come ha già affermato il presidente della commissione per i bilanci, recentemente abbiamo ricevuto richieste da due Stati membri – la Grecia e la Slovenia – e probabilmente presenteremo una nuova proposta molto presto. Naturalmente, tale proposta non riguarda solo il Fondo di solidarietà, ma è solo il Fondo di solidarietà ad avere implicazioni finanziarie: gli altri elementi della proposta sono più tecnici.

La questione Galileo è senza dubbio molto delicata per tutti noi e comprendo pienamente le preoccupazione della commissione per i bilanci. Devo dire, tuttavia, che la proposta della commissione per i bilanci di modificare la proposta della Commissione ritarderà il trasferimento del Fondo di solidarietà di circa un mese, dato che dovrà tornare al Consiglio per un’altra votazione, ma ne comprendiamo la delicatezza e non possiamo discutere la decisione della commissione per i bilanci in proposito. Tuttavia, mi auguro di cuore che questa settimana in Parlamento la nostra proposta verrà appoggiata in generale.

 
  
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  Richard James Ashworth, a nome del gruppo PPE-DE. (EN) Signor Presidente, desidero affermare che questo bilancio rettificativo ha il mio appoggio e che vi sono uno o due punti che vorrei commentare.

Innanzi tutto in merito al Fondo di solidarietà: si trattava ovviamente dello stanziamento relativo all’inondazione che ha colpito la Gran Bretagna nel giugno e nel luglio dello scorso anno. Gran parte di tale inondazione si è verificata nella mia regione e posso testimoniare i terribili danni e le terribili difficoltà che hanno subito molti dei residenti di quell’area. Mi ha colpito – ma non sorpreso – notare che si trattava della terza maggiore richiesta della storia del Fondo di solidarietà, dato che ammontava a 4,6 miliardi di euro e che è stata stanziata la somma di 162,8 milioni di euro. So che il mio collega e amico onorevole Reimer Böge ha affermato che, nel grande ordine delle cose, non si tratta certo di un’elevata somma di denaro. Forse non lo è, ma in quanto gesto di solidarietà, vi prego di credermi, è stato apprezzato molto e sinceramente e, da parte della popolazione di tale regione, desidero esprimere i miei ringraziamenti: innanzi tutto ai membri della commissione per i bilanci, che sono stati unanimi nel loro appoggio a tale pacchetto di aiuti, il che rappresenta un vero gesto di solidarietà. Ma desidero esprimere anche il mio apprezzamento nei confronti del Commissario e dei suoi colleghi che hanno elaborato tale richiesta nell’arco di sette mesi. Ho pensato che si trattasse di un risultato notevole, signor Commissario, e la ringrazio per gli sforzi compiuti per raggiungerlo. Nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi osserverò senza dubbio con interesse come il governo del Regno Unito erogherà tali fondi, ma per me è chiaro che, con il crescente manifestarsi degli eventi climatici estremi, tali problemi si verificheranno in tutta Europa con sempre maggiore regolarità ed è chiaro che, quando si manifesta solidarietà, l’elemento più importante di tale meccanismo è effettivamente la rapidità di risposta.

In merito alla questione Frontex, voglio manifestare anch’io il mio appoggio al finanziamento aggiuntivo per l’agenzia – abbiamo raddoppiato il finanziamento destinatole. Ho ritenuto che fosse assolutamente giusto e sottolineo che tale richiesta è per la creazione di 25 posti di lavoro. Ritengo tuttavia che sia importante continuare a controllare la distribuzione dei finanziamenti, al fine di garantire un impiego ottimale delle risorse. Allo stesso modo ho appoggiato appieno gli obiettivi di Lisbona che la Commissione ha definito per se stessa, in particolar modo nell’ambito della ricerca e sviluppo. Riconosco pertanto la necessità di agenzie esecutive per la ricerca, ma esprimo ancora una volta la mia preoccupazione in merito alla proliferazione di tali strutture che, devo ammettere, storicamente non sono state famose per essere effettivamente una scelta valida.

Infine, in merito alla questione Galileo: tali nuove linee di bilancio faranno molto per offrire maggiore trasparenza e responsabilità. Sono tuttavia concorde con i miei colleghi della commissione per i bilanci quando diciamo che procederemo con cautela. Se posso dirlo, signor Commissario, si tratta di un’impresa enorme e – prendendo in prestito il gergo dell’era spaziale – posso dire che la Commissione sta “coraggiosamente andando dove nessuna Commissione è mai stata prima”. Mi trovo pertanto d’accordo con il mio collega Reimer Böge quando afferma che siamo a favore, ma che insistiamo per l’inserimento di una linea “p.m.”.

Signor Presidente, appoggio il bilancio rettificativo e sono lieto di farlo.

 
  
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  Linda McAvan, a nome del gruppo PSE. (EN) Signor Presidente, questa sera sostituisco l’onorevole Titley, il leader degli eurodeputati laburisti, ma parlo a nome di tutti loro quando affermo di appoggiare il presente bilancio rettificativo e la decisione di stanziare 162 milioni di euro alle regioni del Regno Unito colpite dall’inondazione.

Come affermato dall’onorevole Ashworth, si tratta di un piccolo contributo per la copertura degli enormi costi dei danni causati dall’inondazione nel Regno Unito, ma siamo riconoscenti ai nostri colleghi della commissione per i bilanci, che hanno votato all’unanimità, e alla Commissione. Credo che sia stato il pagamento più rapido che sia mai stato eseguito: nell’arco di sette mesi. Pertanto, sebbene molte persone abbiano sofferto a lungo, rappresenta un progresso rispetto ai finanziamenti precedenti. Pensiamo anche che si tratti di uno dei pagamenti più elevati mai eseguiti e per questo siamo riconoscenti.

Le inondazioni dello scorso anno hanno colpito 48 000 case e 700 imprese del Regno Unito e si è stimato che il danno totale sia superiore ai 4 miliardi di euro. La mia stessa regione, lo Yorkshire, è stata una delle aree maggiormente colpite dove molte persone non hanno ancora fatto ritorno alle loro case e, pertanto, l’aiuto e l’assistenza sono molto apprezzati.

Sostituisco l’onorevole Titley, in quanto si trova bloccato a Londra a causa delle tempeste molto violente che questa sera si sono abbattute sull’Europa occidentale. Non possiamo attribuire tutto il brutto tempo al cambiamento climatico, ma sappiamo che il numero degli eventi meteorologici estremi sta aumentando. La scorsa estate abbiamo osservato gravi inondazioni, nonché incendi in Grecia e nell’Europa meridionale e nessuna somma del Fondo di solidarietà può effettivamente far fronte ai danni e ai costi risultati da tali eventi legati al cambiamento climatico.

In quanto eurodeputati, stiamo iniziando a lavorare sul nuovo pacchetto sulla legislazione relativa al cambiamento climatico. Mi auguro vivamente che quest’Assemblea adotti un atteggiamento risoluto, nonché concordi e attui una buona legislazione che affronti realmente il cambiamento climatico, in modo da non dover tornare qui a chiedere alla Commissione del denaro per far fronte a tale tipo di eventi.

 
  
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  Diana Wallis, a nome del gruppo ALDE. (EN) Signor Presidente, in un certo senso dopo gli ultimi due relatori mi spetta un compito semplice. Anch’io desidero parlare chiaramente a favore della proposta dei nostri relatori, gli onorevoli Virrankoski e Böge, ma in particolare a favore della mobilizzazione del Fondo di solidarietà per il Regno Unito.

Un importo di 162 milioni di euro: può sembrare discutibile, ma è di enorme importanza a diversi livelli. In quanto eurodeputato, rappresento l’area dello Yorkshire e Humber, colpita, come affermato dall’onorevole McAvan, dall’inondazione della scorsa estate – città e paesi devastati in tutta la nostra regione. Molte persone, persino nel paese in fondo alla strada dove vivo, non hanno ancora fatto ritorno alle loro case. Sebbene sappiamo che tale stanziamento può non cambiare la loro situazione dall’oggi al domani, contribuirà ad aiutarle indirettamente limitando la pressione sul bilancio del nostro governo.

In secondo luogo, sono estremamente soddisfatto che il nostro governo abbia presentato tale richiesta, e una richiesta di successo. All’inizio ci sono stati momenti in cui non eravamo certi che ciò sarebbe avvenuto, e mi auguro che, ora che abbiamo vissuto quest’esperienza, il nostro governo diventi un grande sostenitore del Fondo di solidarietà in Consiglio e che convinca di conseguenza altri Stati membri.

Infine, ora il popolo britannico, i miei elettori, comprenderanno che la solidarietà europea ha un significato concreto e tangibile, il che credo si applica a tutti noi presenti in quest’Aula. Dato che il cambiamento climatico si fa sentire, possiamo trovarci tutti nella situazione di rappresentare coloro che sono vittime di tali catastrofi naturali e, di conseguenza, possiamo dover avanzare il diritto alla solidarietà europea.

 
  
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  Wiesław Stefan Kuc, a nome del gruppo UEN. (PL) Signor Presidente, la solidarietà è il principio migliore e più importante dell’Unione europea. Senza di esso non vi sarebbe in alcun caso un’azione congiunta da parte di Stati e nazioni indipendenti. La creazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea ha naturalmente seguito questo principio. Per ora abbiamo a disposizione 1 miliardo di euro all’anno. Non si tratta di una somma elevata, soprattutto dato che lo scorso anno, così come quest’anno, abbiamo dovuto far fronte a un aumento dei disastri climatici. Siamo stati colpiti non solo da inondazioni e uragani, ma anche da incendi di proporzioni inaspettate.

Con i nostri mezzi limitati, finora siamo stati in grado di mettere a disposizione aiuti di entità ridotta – il 3% o il 4% delle perdite subite o persino meno. Ecco perché, pur appoggiando la relazione dell’onorevole Böge e il progetto di bilancio rettificativo dell’onorevole Virrankoski, concludo anch’io dicendo che le risorse del Fondo di solidarietà devono essere aumentate progressivamente. Due euro a cittadino non sono sufficienti ad asciugare le lacrime, quando si subiscono perdite tanto grandi.

 
  
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  Esko Seppänen, a nome del gruppo GUE/NGL. (FI) Signor Presidente, signor Commissario, questo Parlamento conosce molti tipi diversi di solidarietà. Il tipo di solidarietà più difficile è l’assistenza militare.

La clausola di solidarietà del Trattato di Lisbona dispone che gli Stati membri sono obbligati a fornire assistenza militare a un altro Stato membro nel caso in cui quest’ultimo sia vittima di minaccia o di attacco terroristico. Nell’Unione europea non si conosce un tipo di solidarietà più difficile. La clausola di garanzia della sicurezza del Trattato di Lisbona non impone l’obbligo di assistenza militare. Si tratta pertanto di un tipo di solidarietà più moderato rispetto a quando si è in presenza di una minaccia terroristica.

L’onorevole Jutta Haug, la relatrice del Parlamento per il bilancio del prossimo anno, propone che uno dei principi chiave del bilancio della Commissione sia la solidarietà regionale, ossia un equilibrio nello sviluppo interno dell’Unione, il che verrebbe realizzato al meglio attraverso i Fondi strutturali.

Nel quadro del bilancio rettificativo presentatoci, vi è un passaggio all’utilizzo dei fondi del bilancio al fine di compensare i danni causati dalle inondazioni nel Regno Unito. A tale scopo è stato riservato un miliardo di euro del Fondo di solidarietà. Il nostro gruppo è d’accordo sulla mobilizzazione di tali fondi al fine di aiutare il Regno Unito.

A causa del surriscaldamento globale è probabile che si verificheranno più fenomeni naturali estremi come le inondazioni. Il Fondo di solidarietà offre una sorta di polizza di assicurazione su piccola scala contro tali fenomeni. Gli Stati membri pagano un premio nel bilancio dell’UE e possono di conseguenza ricevere aiuti dagli altri quando arriva il loro turno.

Oltre al Fondo di solidarietà, il bilancio dell’UE include un Fondo di adeguamento alla globalizzazione, a titolo del quale ogni anno possono essere spesi fino a 500 milioni di euro al fine di attenuare i problemi sociali derivanti dai trasferimenti dei posti di lavoro. A tale scopo lo scorso anno sono stati mobilizzati meno di 20 milioni di euro. Sembra che l’UE mostri solidarietà verso i paesi ma non verso i suoi cittadini, che attraversano momenti difficili.

 
  
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  John Whittaker, a nome del gruppo IND/DEM. – (EN) Signor Presidente, sono lieto di sapere che la Gran Bretagna dovrebbe ricevere del denaro che ci aiuterà a sostenere i costi delle inondazioni dello scorso anno. Siamo tutti molto felici che l’UE sia generosamente venuta in aiuto di uno Stato membro in difficoltà. Non è tuttavia esattamente così: innanzi tutto, lo stanziamento costituisce solo il 3,5% del costo dei danni – un gesto, come affermato dall’onorevole Ashworth – e, in secondo luogo, tale stanziamento viene elargito nove mesi dopo i fatti – e dicono che i tempi sono rapidi! Sarebbe stato più utile sapere che era imminente, così avremmo potuto pianificare la ricostruzione di conseguenza. Se c’è una cosa che irrita i britannici – quando ci rendiamo conto che stiamo rientrando in possesso di parte del danaro versato all’Unione europea – è che siamo obbligati a mendicarlo e poi a pubblicizzare la generosità dell’UE. Per cortesia, non sarebbe forse meglio tenerci il nostro denaro e decidere noi stessi come spenderlo? In questo modo potrebbe essere erogato più rapidamente.

 
  
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  Jean-Claude Martinez (NI).(FR) Signor Presidente, il diritto in materia di bilancio della maggior parte dei nostri Stati comprende linee di credito per far fronte alle catastrofi. Il diritto francese in materia di bilancio, ad esempio, comprende stanziamenti di bilancio globali che permettono, per decreto e in anticipo, di impegnare stanziamenti di bilancio in caso di emergenza. Dal novembre 2002 il diritto europeo in materia di bilancio ha incorporato tale norma per il finanziamento delle catastrofi nel Fondo di solidarietà. Per le catastrofi finanziarie, abbiamo anche creato il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione.

In merito ai disastri naturali, ci sono stati chiesti aiuti per la riparazione pari a meno del 4% dei danni causati nel Regno Unito dall’inondazione del giugno 2007, che sono costati più di 4 miliardi. Nove mesi per impegnare gli stanziamenti sono tanti visto che questa è per definizione una situazione di emergenza. Ciò significa che il metodo del bilancio rettificativo per autorizzare l’impegno non è funzionale. Il bilancio rettificativo dovrebbe intervenire prima per ratificare l’impegno che dovrà essere effettuato in anticipo, grazie a stanziamenti provvisori e non restrittivi per calamità, inondazioni e incendi.

Stando così le cose, 162 milioni di euro di solidarietà per il Regno Unito di Adam Smith, di Ricardo e della Thatcher, che credevano solo nel mercato, nel darwinismo e nella selezione naturale, costituiscono un’eccellente lezione di pragmatismo. Quando il leone che ruggisce nella giungla dell’economia si bagna, scopre le virtù della solidarietà. E con questa sono tre volte – morbo della mucca pazza, afta epizootica e inondazioni – e domani i nostri membri britannici avranno anche la possibilità di manifestare solidarietà nei confronti degli agricoltori europei che si ritrovano bagnati a causa delle importazioni.

 
  
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  Margaritis Schinas (PPE-DE). (EL) Signor Presidente, questo bilancio rettificativo prova ancora una volta quello che è evidente: che l’UE dispone di meccanismi e adattabilità per fornire soluzioni a problemi specifici inattesi. Desidero presentare tre proposte per il pacchetto delle due relazioni che abbiamo discusso oggi. Due di tali proposte riguardano il Fondo di solidarietà, mentre la terza riguarda il programma Galileo.

In merito alla questione delle inondazioni nel Regno Unito, l’intervallo di tempo tra luglio e la presente risposta dell’UE è molto soddisfacente. Pare che sia stata la risposta più rapida durante tutto il periodo di funzionamento di questo Fondo, per lo meno per quel che mi ricordo. Crea tuttavia un precedente: in futuro ci aspetteremo una risposta altrettanto immediata di fronte a catastrofi analoghe, e qui mi riferisco alla catastrofe naturale che abbiamo subito in Grecia la scorsa estate solo un mese dopo, in agosto. Mi auguro pertanto che il mese prossimo la Commissione presenterà almeno una proposta attraverso il Commissario competente per rispondere alla richiesta della Grecia di attivare il Fondo di solidarietà. Non serve che vi ricordi le immagini scioccanti dell’enorme disastro subito dalla Grecia a causa degli incendi; tutti le abbiamo viste, in tutta Europa. Mi auguro che, mutatis mutandis, potremo quanto meno avere in mano la proposta della Commissione entro il ‘prossimo mese.

La mia seconda osservazione riguarda l’immagine che al momento diamo di noi stessi. Non ho idea di come il Parlamento si muova, ma ogni volta che riceviamo qualche buona notizia, siamo gli unici a venirne a conoscenza! Stiamo per conto nostro, non c’è nessuno nelle gallerie e forse neppure un giornalista! Quando impareremo finalmente a diffondere in modo adeguato le buone notizie?

La mia terza e ultima osservazione riguarda il programma Galileo. Sono d’accordo con tutti i colleghi della commissione per i bilanci e, come il relatore per il programma Galileo di tale commissione, desidero essere molto chiaro in merito al fatto che non abbiamo alcuna intenzione di eseguire alcun versamento a titolo del considerevole pacchetto di fondi che abbiamo impegnato, a meno che non concordiamo con il Consiglio in merito a una più ampia architettura del programma. Se non sappiamo chi fa cosa – e brancoliamo ancora nel buio dato che stiamo negoziando con il Consiglio – non spenderemo nulla. Non abbiamo intenzione di gettar via denaro. Domani mattina ci aspetta una discussione trilaterale molto importante con la Presidenza slovena. Sono ancora in sospeso due importanti questioni. Mi auguro che potremo concludere tali negoziati in modo tale da poterci concentrare su progressi effettivi.

 
  
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  Danutė Budreikaitė (ALDE). (LT) Nel caso di catastrofi naturali, il Fondo di solidarietà dell’Unione europea costituisce un aiuto molto importante per gli Stati membri e i paesi candidati che rispettano i requisiti previsti. Alla luce dell’esperienza, tuttavia, è ovvia la necessità di riformare il Fondo di solidarietà, di adattarlo affinché raccolga nuove sfide e di aumentarne l’efficacia.

Innanzi tutto, la soglia del danno minimo pari a 3 miliardi di euro o dello 0,6% del PIL è troppo alta ed esclude gli aiuti a paesi colpiti da disastri di proporzioni inferiori, che ciononostante potrebbero avere gravi conseguenze per il paese interessato.

In secondo luogo, il fondo non può essere erogato per alleviare le conseguenze del terrorismo, delle crisi riguardanti la salute pubblica e degli incidenti tecnologici o industriali.

In terzo luogo, sorge qualche problema in merito ai fondi erogabili in caso di incidenti esclusivamente regionali, il cui criterio di utilizzo non è ancora stato definito in modo sufficientemente chiaro.

In conclusione, appoggio la riforma del Fondo ed esorto il Consiglio a presentare la sua posizione al riguardo quanto prima.

 
  
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  Zbigniew Krzysztof Kuźmiuk (UEN).(PL) Signor Presidente, in questa discussione desidero attirare l’attenzione sui seguenti punti.

In primo luogo, è deplorevole che la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo di solidarietà dell’Unione europea, presentata dalla Commissione, non sia ancora stata adottata dal Consiglio, nonostante il Parlamento europeo abbia preso una posizione in merito quasi due anni fa, nel maggio 2006, in sede di prima lettura.

In secondo luogo, la mobilizzazione di 162 milioni di euro per contribuire a rifondere i danni causati dalle inondazioni che si sono verificate in Gran Bretagna e in Irlanda nel giugno e luglio 2007, il cui costo quali ammonta ad almeno 5 miliardi di euro, merita il nostro appoggio. E’ un peccato che le risorse destinate a tale scopo siano state stanziate molti mesi dopo il verificarsi dei danni, il che può rendere gli aiuti meno efficaci. Come dice il proverbio polacco: “Chi dà rapidamente, dà il doppio”.

In terzo luogo, dato che il massimale del Fondo di solidarietà è stato fissato a 1 miliardo di euro, mi auguro che, nel caso di danni di proporzioni pari a quelli verificatisi in Gran Bretagna, verranno mobilizzati rapidamente finanziamenti adeguati e che ci si occupi allo stesso modo delle necessità sia dei vecchi Stati membri che dei nuovi.

 
  
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  Kyriacos Triantaphyllides (GUE/NGL). (EL) Signor Presidente, oltre a ringraziare il relatore per l’ottimo lavoro svolto, desidero sollevare molto brevemente solo un punto riguardo al Fondo di solidarietà.

Signor Presidente, ogni anno nell’UE c’è brutto tempo. E’ ironico anche che, proprio quando discutiamo di tali importanti relazioni, sull’Europa settentrionale si abbattano tempeste violente. Grazie a Dio l’UE fornisce sostegno finanziario nel caso di tali catastrofi, come ora nel caso del Regno Unito e come ha fatto in passato per Cipro. Non dobbiamo tuttavia dimenticare che oltre all’aspetto finanziario, vi deve essere un’unità organizzativa su scala europea capace di fornire immediato sollievo alle aree colpite.

 
  
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  Costas Botopoulos (PSE). (EL) Signor Presidente, onorevoli colleghi, solidarietà è una bella parola e un concetto ancora più bello, di cui purtroppo vi è grande necessità: i fatti dimostrano che tale necessità sta diventando sempre più urgente a causa delle catastrofi naturali, che non dovremmo più considerare come naturali, ma piuttosto come eventi sempre più frequenti nelle nostre vite.

Solo durante i mesi estivi del 2007, si sono verificati tre fenomeni molto gravi. Innanzi tutto la situazione nel Regno Unito di cui discutiamo e che votiamo oggi; subito dopo i terribili incendi in Grecia, di cui siete tutti a conoscenza, seguiti non molto tempo dopo da altre inondazioni in Slovenia. Tutto questo ci dimostra quanto siano gravi simili fenomeni, nonché quanto sia essenziale che l’UE intervenga.

Mi sorprende quando gli onorevoli colleghi affermano di non capire perché l’UE dovrebbe fornire denaro. Non si tratta di una mera questione di denaro, bensì anche di sostegno morale e della consapevolezza degli abitanti di tali aree che l’UE è a conoscenza della loro tragedia. In molti casi si tratta di una tragedia e l’UE sta facendo qualcosa in proposito, il che mi porta a sottolineare, come è stato affermato in precedenza, che l’esempio del Regno Unito, che plaudiamo, poiché è riuscito a ottenere una risposta relativamente rapida, dovrebbe essere emulato nei paesi che sono stati colpiti in seguito. Del resto il nostro paese, la Grecia, è il prossimo sull’elenco delle richieste per l’assistenza del Fondo di solidarietà e ci auguriamo che anche nel nostro caso gli aiuti saranno disponibili in tempi rapidi. Non sono tuttavia certo che ciò accadrà e mi domando se sia imputabile all’UE e a come tratta le richieste o al modo in cui la Grecia ha presentato la richiesta stessa. Non importa: ci auguriamo che gli aiuti siano presto offerti anche alla Grecia, dato che vi garantisco che la situazione nel mio paese è ancora molto grave. Il problema è che il denaro per la Grecia, che è stato inserito nel Fondo, non è stato ancora annunciato.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE-DE).(PL) Signor Presidente, il funzionamento del Fondo di solidarietà dell’Unione europea è visto sotto una luce molto positiva dagli Stati membri e in modo particolare dai cittadini europei. Il Fondo istituisce la possibilità di stanziare aiuti a coloro che sono colpiti da catastrofi naturali che causano danni considerevoli. Il suo scopo è aiutare a rifondere le perdite subite, che pesano enormemente sui bilanci di molte famiglie.

Gli aiuti finanziari a titolo dei fondi dell’UE costituiscono un esempio della solidarietà europea. Quando emergono simili necessità, per le famiglie europee che soffrono, per i nostri cittadini europei, è il miglior esempio dei vantaggi e dei benefici dell’adesione alla Comunità europea. Dobbiamo tuttavia concentrare la nostra azione – e trovare i fondi necessari nel bilancio dell’UE – sulla lotta alle cause di tali catastrofi, sull’introduzione di accordi adeguati per la gestione delle crisi e di un sistema di assicurazione adeguato.

 
  
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  Kyösti Virrankoski, relatore. (FI) Signor Presidente, desidero ringraziare tutti coloro che hanno preso parte alla discussione per il loro eccellente e costruttivo contributo. Il Fondo di solidarietà è molto giovane e pertanto è stato stabilito che avesse limiti estremamente elevati. Non è stato possibile affidarsi a informazioni precedenti riguardo all’importo ‘necessario. Per certi versi i limiti potrebbero essere rivisti in futuro. Concordo che la rapidità sia senza dubbio un vantaggio in tale contesto.

La commissione per i bilanci ha riflettuto molto in merito all’utilizzo del Fondo di adeguamento alla globalizzazione al fine di superare i problemi derivanti dalla perdita di posti di lavoro. Questo è senza dubbio un ambito in cui in futuro l’UE dovrà intervenire non poco.

Allo stesso modo, molti hanno riflettuto sulla questione della gestione delle crisi. Il bilancio di quest’anno incorpora anche un progetto pilota per accelerare la prevenzione degli incendi forestali e in tale area miriamo a ottenere nuovi e validi risultati.

In merito al progetto Galileo, non vi sarà alcun aumento dei finanziamenti, il che deve naturalmente essere considerato come un principio di base. L’attuale livello di finanziamento è sufficiente. La sua amministrazione deve essere tuttavia efficiente. Soprattutto ora, quando i livelli di bilancio sono considerevoli, esiste il grande pericolo che la sua gestione amministrativa diventi anche più burocratica. Deve essere efficiente e per tale ragione vogliamo mantenere il campo d’azione del Parlamento per i negoziati, così che noi, la Commissione e il Consiglio possiamo, insieme, concordare in merito a quale sia la migliore forma possibile di governance, che vedrà la fine di tale progetto europeo importante e molto ambizioso. Sono convinto che nel corso delle settimane a venire raggiungeremo un risultato soddisfacente.

 
  
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  Presidente. − La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà martedì 11 marzo 2008.

Dichiarazioni scritte (articolo 142)

 
  
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  Monica Maria Iacob-Ridzi (PPE-DE), per iscritto. – (RO) Ritengo che la richiesta formulata dalla Gran Bretagna sia pertinente e in questo caso appoggio la mobilizzazione del Fondo di solidarietà.

La Romania ha affrontato inondazioni consistenti nel corso degli ultimi anni, di cui le più recenti risalgono a non molto tempo fa. Come nel caso della Gran Bretagna, si sarebbero potuti evitare molti dei danni causati dalle inondazioni attraverso un maggiore coinvolgimento nello sforzo preventivo. Ciononostante le infrastrutture esistenti, così come la risposta delle autorità locali sono state sopraffatte dalla forza del fenomeno naturale. Appoggio pertanto due misure che l’Unione europea può prendere al fine di aumentare la risposta nazionale ed europea: lo stanziamento di denaro a titolo dei Fondi strutturali per opere infrastrutturali progettate per mitigare gli effetti delle catastrofi naturali; in secondo luogo l’istituzione – quanto prima – della Forza di intervento europea, costituita da squadre di specialisti provenienti da tutti gli Stati membri, che intervenga in situazioni di emergenza in qualsiasi regione dell’Unione europea.

Un altro aspetto importante è il livello dei fondi stanziati dall’Unione europea nei casi di emergenza. Dato che prevediamo un’ampia revisione del bilancio dell’Unione europea, ritengo che dovremmo considerare un aumento delle somme destinate al Fondo di solidarietà dell’UE.

 
Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2008Avviso legale