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Procedura : 2007/2063(DEC)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo dei documenti :

Testi presentati :

A6-0121/2008

Discussioni :

PV 22/04/2008 - 4
CRE 22/04/2008 - 4

Votazioni :

PV 22/04/2008 - 7.1
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2008)0160

Discussioni
Martedì 22 aprile 2008 - Strasburgo Edizione GU

4. Discarico 2006 (discussione)
PV
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  Presidente . − L’ordine del giorno reca la discussione congiunta:

– la relazione, presentata dall’onorevole Dan Jørgensen a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2006, sezione III – Commissione [SEC(2007)1056 – C6 0390/2007 – 2007/2037(DEC)]
[SEC(2007)1055 – C6 0362/2007 – 2007/2037(DEC) (A6-0109/2008)],

– la relazione, presentata dall’onorevole José Javier Pomés Ruiz a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico sull’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2006, sezione I – Parlamento europeo [(C6-0363/2007 – 2007/2038(DEC)] (A6-0091/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Nils Lundgren a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2006, sezione II – Consiglio [(C6-0364/2007 –2007/2039(DEC)] (A6-0096/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Nils Lundgren a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2006, sezione IV – Corte di giustizia [(C6-0365/2007 –2007/2040(DEC)] (A6-0097/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Nils Lundgren a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2006, sezione V – Corte dei conti [(C6-0366/2007 –2007/2041(DEC)] (A6-0093/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Nils Lundgren a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2006, sezione VI – Comitato economico e sociale europeo [(C6-0367/2007 – 2007/2042(DEC)] (A6-0098/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Nils Lundgren a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2006, sezione VII – Comitato delle regioni [(C6-0368/2007 –2007/2043(DEC)] (A6-0095/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Nils Lundgren a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2006, sezione VIII – Mediatore europeo [(C6-0369/2007 –2007/2036(DEC)] (A6-0092/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Nils Lundgren a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2006, sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati [(C6-0370/2007 – 2007/2044(DEC)] (A6-0094/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro per l’esercizio 2006 [(C6-0372/2007 – 2007/2047(DEC)] (A6-0111/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio della Fondazione europea per la formazione professionale per l’esercizio 2006 [(C6-0381/2007 –2007/2056(DEC)] (A6-0114/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale per l’esercizio 2006 [(C6-0371/2007 – 2007/2046(DEC)] (A6-0110/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio del Centro di traduzione degli organismi dell’Unione europea per l’esercizio 2006 [(C6-0378/2007 – 2007/2053(DEC)] (A6-0124/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie per l’esercizio 2006 [(C6-0386/2007 – 2007/2060(DEC)] (A6-0117/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze per l’esercizio 2006 [(C6-0375/2007 – 2007/2050(DEC)] (A6-0116/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (precedentemente Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e di xenofobia) per l’esercizio 2006 [(C6-0374/2007 – 2007/2049(DEC)] (A6-0113/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la ricostruzione per l’esercizio 2006 [(C6-0373/2007 – 2007/2048(DEC)] (A6-0112/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea dell’ambiente per l’esercizio 2006 [(C6-0376/2007–2007/2051(DEC)] (A6-0122/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro per l’esercizio 2006 [(C6-0377/2007 – 2007/2052(DEC)] (A6-0128/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per i medicinali per l’esercizio 2006 [(C6-0379/2007 – 2007/2054(DEC)] (A6-0125/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare per l’esercizio 2006 [(C6-0384/2007 –2007/2059(DEC)] (A6-0120/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima per l’esercizio 2006 [(C6-0382/2007 –2007/2057(DEC)] (A6-0115/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea per l’esercizio 2006 [(C6-0383/2007 –2007/2058(DEC)] (A6-0118/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia ferroviaria europea per l’esercizio 2006 [(C6-0387/2007 – 2007/2062(DEC)] (A6-0123/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione per l’esercizio 2006 [(C6-0385/2007 –2007/2061(DEC)] (A6-0119/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea per l’esercizio 2006 [(C6-0389/2007 – 2007/2214(DEC)] (A6-0126/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio di Eurojust per l’esercizio 2006 [(C6-0380/2007 – 2007/2055(DEC)] (A6-0129/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Accademia europea di polizia per l’esercizio 2006 [(C6-0388/2007 – 2007/2063(DEC)] (A6-0121/2008),

– la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio del 6°, 7°, 8° e 9° Fondo europeo di sviluppo per l’esercizio 2006 [(COM(2007)0458 – C6-0118/2007 – 2007/2064(DEC)] (A6-0106/2008),

(ex relatore: onorevole Stubb)

– e la relazione, presentata dall’onorevole Hans-Peter Martin a nome della commissione per il controllo dei bilanci, sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Autorità di vigilanza del GNSS europeo per l’esercizio 2006 [(C6-0049/2008 – 2008/2000 (DEC)] (A6-0127/2008).

 
  
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  Dan Jørgensen, relatore. (DA) Signor Presidente, devo iniziare ricordando a tutti che ci stiamo avvicinando al termine di un esercizio incredibilmente importante. In termini generali, se il ruolo del Parlamento è analizzato in relazione a quello delle altre istituzioni, forse è possibile affermare che abbiamo tre incarichi principali. Siamo impegnati nel realizzare una normativa per i paesi europei e per i loro cittadini. Siamo impegnati nel stabilire il bilancio, ovvero determinare quali fondi dell’UE dovrebbero essere impiegati. Infine, l’ultimo ruolo è agire come organo di sorveglianza. Il Parlamento rappresenta il custode dei cittadini, se possiamo metterla in questo modo. L’esercizio che porteremo a termine oggi in Aula probabilmente costituisce la parte più significativa di questo incarico di organo di sorveglianza: si tratta della parte in cui riesaminiamo in maniera meticolosa la Commissione e le altre istituzioni in merito al modo in cui gestiscono i fondi, e non meno importante, naturalmente, valutiamo come procede la situazione negli Stati membri laddove sappiamo si amministra circa l’80 per cento dei finanziamenti europei.

Detto ciò, desidero ovviamente esprimere un plauso ai miei colleghi deputati di altri gruppi. E’ il Parlamento nel suo complesso a votare sulla relazione oggi. Ritengo abbiamo goduto di un’eccellente cooperazione in sede di commissione per il controllo dei bilanci. Desidero in particolare menzionare i relatori ombra, che credo abbiano contribuito in modo costruttivo alla questione. Di certo, questa è la ragione per cui siamo stati in grado di esercitare una simile rilevante pressione sulla Commissione e partecipare a un dialogo così proficuo con essa.

Consentitemi di iniziare menzionando due fattori positivi. Passerò poi agli aspetti negativi, ma comincerò citando un paio di punti positivi concernenti gli anni passati. Non c’è dubbio che nel settore agricolo abbiamo compiuto progressi rilevanti per quanto riguarda il controllo dei fondi. Il “sistema di controllo finanziario integrato” – e sì, questa probabilmente non è l’opinione di numerosi cittadini europei che stanno seguendo il discorso – implica certamente che è stato introdotto un metodo del tutto nuovo e molto più efficace di controllare i fondi agricoli dell’UE. Il sistema è assai valido. La stessa Corte europea dei conti lo ha evidenziato. Sappiamo già che in pochi anni sostanzialmente tutti i fondi nell’ambito della politica agricola saranno inclusi in questo sistema molto efficace, che merita di certo un plauso. Tuttavia, negli ultimi anni abbiamo subito forti critiche relative ad alcuni elementi connessi alla politica in materia di ricerca. Inoltre, a questo punto occorre notare che, avendo la Commissione considerato molto seriamente le nostre critiche e avendo attuato un piano d’azione, ha garantito che numerosi di questi problemi siano in procinto di essere risolti. La Commissione, perciò, merita un plauso. Infine, siamo naturalmente molto lieti delle iniziative che sono state presentate. Ora c’è chiarezza in merito ai beneficiari del sostegno dell’UE in relazione a fondi sociali e spese del settore agricolo. Inoltre, adesso troviamo i nomi dei partecipanti ai diversi gruppi di lavoro in Consiglio e Commissione, un aspetto per cui quest’Aula ha lottato per molti anni. Ora, la Commissione ha acconsentito a divulgare tali informazioni.

Occorre affermare che si tratta di uno sviluppo molto positivo. Tuttavia, naturalmente è evidente che tale processo abbia interessato aree in cui è avvenuto un certo numero di critiche. Chiunque abbia seguito il processo sa che questo concerne, in particolare, due ambiti: i fondi strutturali e le questioni in materia di politica estera, ovvero le questioni esterne. Per quanto riguarda i fondi strutturali, la Corte dei conti ha concluso molto chiaramente che il 12 per cento dei fondi erogati non avrebbero mai dovuto esserlo: il 12 per cento, cioè quasi 4 miliardi di euro. E’ una situazione del tutto inaccettabile.

Questo era il punto iniziale dell’esercizio che concluderemo oggi. Abbiamo condotto numerose consultazioni, e, mediante la commissione, ho goduto personalmente di uno stretto dialogo con la Commissione. Il fatto che, in quanto relatore, possa ora terminare assegnando un discarico, è dovuto soltanto al fatto che abbiamo raggiunto alcuni risultati. In effetti, la Commissione ha attuato un numero considerevole di riforme, è stato dimostrato che al momento saranno concretizzati 37 punti molto specifici. Ciò è stato adottato dal collegio dei commissari. In alcuni settori, si tratta di introdurre maggiori e più severi controlli, mentre, in altri, di semplificarli al fine di renderli più efficaci. In tutti i campi, sono state proposte scadenze molto chiare. Abbiamo presentato criteri oltremodo precisi in relazione al metodo con cui fornire un riscontro, cosicché sia noi sia i cittadini abbiamo l’opportunità di verificare che esso abbia veramente un effetto positivo. Dobbiamo ricordarci due fattori: primo, naturalmente, il denaro erogato in modo inadeguato nel 2006, oggetto di questa procedura, deve essere recuperato. Questo è stato adesso assicurato. Tuttavia, deve anche esserci la garanzia che ciò non accadrà più in futuro. Probabilmente, è un aspetto altrettanto importante. Con le nuove procedure che la Commissione ha presentato, pensiamo che questo obiettivo sia stato realizzato.

E’ ovvio che le belle parole da sole non sono sufficienti. Anche se ora abbiamo affermato di accettare le riforme proposte, seguiremo la questione e controlleremo il processo in maniera molto accurata. Pertanto, oggi vorrei anche presentare una proposta di emendamento, che desumo la Commissione sia pronta a sostenere. Ho ricevuto un’indicazione dal Commissario Kallas che potrebbe essere una soluzione accettabile qualora la Commissione si riunisse con la commissione per il controllo dei bilanci una volta al mese e ci offrisse l’opportunità di discutere i progressi compiuti in questo settore. Si tratta di un fatto estremamente proficuo per entrambe le parti.

Permettetemi di pronunciare poche parole in merito al secondo ambito in cui abbiamo incontrato gravi problemi. Questi riguardano questioni in materia di politica estera, nello specifico, l’Iraq. Vorremmo un elenco dei progetti specifici in Iraq finanziati in parte o del tutto dall’UE tramite l’ONU e la Banca mondiale. Procurarsi un simile elenco si è dimostrato estremamente difficile. Ci sono voluti molti mesi. Le informazioni che, in base a quel che sapevamo, avrebbero dovuto essere nell’elenco, in realtà non vi comparivano, e si è svolta una discussione prolungata finché, piuttosto recentemente, abbiamo infine ottenuto le informazioni che avremmo dovuto avere sin dall’inizio. E’per questo motivo che ora, finalmente, siamo in grado di fornire sul serio un discarico in questo settore. La domanda più importante connessa a tale aspetto ovviamente è: che accadrà in futuro? L’Iraq è solo un esempio. Che ne sarà degli altri paesi, tra cui ne figurano oltre 100, a cui l’UE fornisce sostegno per diverse attività? La Commissione ora si è impegnata a concedere pubblico accesso al beneficiario finale, vale a dire il destinatario finale del sostegno, dal 2007 in poi, cosa che riconosco e ritengo sia del tutto necessaria.

Per tutte queste ragioni, consiglio di concedere un discarico. Esistono alcune critiche che possono essere evidenziate per quanto riguarda la Commissione e i metodi con cui sono gestite le situazioni negli Stati membri. Desidero aggiungere che abbiamo conseguito un risultato mediante un dialogo efficace con la Commissione. Ciò significa che ora possiamo raccomandare la concessione dell’approvazione dei conti del 2006. Ci sono tuttora settori in cui vorremmo vedere un maggiore intervento. Vorremmo ottenere “dichiarazioni nazionali di sicurezza”, come vengono chiamate in Parlamento, ovvero dichiarazioni nazionali di verifica su base annuale, siglate dal ministro delle finanze del paese in questione. Riteniamo ancora che questo sarebbe uno strumento molto proficuo nella lotta contro inganno, frode e segretezza relativi ai fondi dell’UE nei singoli Stati. Esprimendo questo desiderio, in conclusione, vorrei ringraziarvi per l’opportunità di prendere la parola nella prima tornata.

 
  
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  José Javier Pomés Ruiz, relatore. (ES) Signor Presidente, porgo il benvenuto a questa discussione, a cui partecipa il Segretario generale, a lei e, naturalmente, al Commissario Kallas. Non posso accogliere nessuno del Consiglio, poiché sembra che non abbia nulla a che fare con i conti e l’assunzione di responsabilità per la discussione politica relativa al discarico. Mi auguro che quando il Consiglio avrà un presidente, dopo il Trattato di Lisbona, saremo assicurati della sua presenza alla presente discussione.

Desidero innanzi tutto congratularmi con il collega Dan Jørgensen per la sua eccellente relazione, ed evidenziare da ciò che egli ha detto il modo efficace con cui si opera nell’Unione europea, e come ogni anno si agisca meglio. In numerose occasioni, egli ha fatto riferimento a un’iniziativa del Commissario Kallas e della commissione per la trasparenza. Due mesi fa ho ricoperto il ruolo di relatore per una relazione di propria iniziativa a sostegno della politica in materia di trasparenza. La Commissione sta effettivamente compiendo progressi in merito, come ha già fatto il Parlamento.

Vorrei rilevare che il ruolo del Parlamento nel fornire un discarico è un ruolo politico, e che non siamo né dovremmo essere contabili. Si tratta di un ruolo politico, e la domanda a cui dobbiamo rispondere per i cittadini è: con il denaro di cui dispone il Parlamento, siamo riusciti ad affrontare le sfide di bilancio per l’anno finanziario 2006? Sfide quali il Parlamento in preparazione per l’allargamento, per ricevere nuovi Stati membri, espandere la politica in materia di informazioni, svolgere meglio il nostro lavoro, organizzarci per la prova di Lisbona, in ciò legifereremo più adeguatamente e nel miglior modo possibile.

Qual è il verdetto politico in merito al lavoro svolto con questi impegni finanziari? E’ positivo. Abbiamo agito in maniera appropriata. Desidero evidenziare alcuni punti di quest’anno finanziario. Primo, per quanto riguarda l’iniziativa del Presidente Hans Pöttering, abbiamo avviato un dialogo politico tra la Presidenza e la procedura di discarico, che finora non è apparsa realizzabile. Ora lo è, e il vostro Vicepresidente era presente alla discussione, affrontando le domande poste sul momento e in maniera diretta dalla commissione. Inoltre, per iniziativa del Presidente, l’Ufficio sarà dotato di una procedura regolare di lavoro con la commissione per i bilanci e la commissione per il controllo dei bilanci, pertanto vi ringrazio.

Numerosi aspetti relativi alla trasparenza in Parlamento sono migliorati, come potete notare nella relazione. Abbiamo perfezionato la presentazione dei ruoli dei nostri assistenti. Ciò che quest’anno non è stato possibile per noi è creare finalmente uno statuto degli assistenti, che lo chiedono. La verità è che come deputati è occorso molto tempo per ottenere un nostro statuto. In breve, domanderemo di avere pazienza, ma dobbiamo sottolineare che non abbiamo ancora realizzato tale obiettivo. Tuttavia, nel 2006, l’anno di riferimento, il 99 per cento dei documenti è stato presentato nel modo appropriato, quindi ritengo che anche tale questione stia procedendo nella giusta direzione.

Abbiamo problemi in sospeso, e, in merito, stiamo più o meno cercando di intervenire come possiamo. I cittadini non comprendono il motivo per cui il Parlamento dovrebbe avere tre sedi, non lo capiscono, e non lo faranno perché non è semplice da comprendere. Questa è un’altra sfida per il momento in cui il Consiglio sarà dotato di presidente: trovare una soluzione. Il Parlamento, tuttavia, ha compiuto il proprio dovere e ha ridotto i costi delle tre sedi dai 203 milioni di euro del 2002 a 155 milioni di euro. Abbiamo tagliato i costi del 24 per cento, un fattore positivo.

Quali sfide affronteremo, citate nella relazione? Come ho appena affermato, fornire ai nostri assistenti uno statuto definitivo, simile al nostro. Esiste anche la sfida del legiferare meglio. Il Parlamento svolgerà un ruolo maggiormente qualitativo e disporremo di un carico di lavoro più considerevole con il Trattato di Lisbona laddove sarà applicato.

Speriamo che il governo belga, ora che abbiamo un governo belga, ci tratti in maniera migliore in termini di politica degli edifici rispetto a quanto fatto finora, siccome il suo trattamento è stato mediocre.

Desidero concludere affermando che è trascorso un anno cauto in termini di responsabilità di bilancio, e perciò vi chiedo di votare a favore di questi conti per il 2006.

 
  
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  Nils Lundgren, relatore. − (SV) Signor Presidente, sono stato il relatore per queste altre istituzioni come sono state definite, sette di queste, vale a dire il Consiglio, la Corte di giustizia, la Corte dei conti, il Comitato economico e sociale europeo, il Comitato delle regioni, il Garante europeo della protezione dei dati e il Mediatore europeo.

Non ho avuto alcuna seria obiezione a ciò che ho consultato. Si è trattato di normali commenti sugli aspetti che possono e dovrebbero essere migliorati. Non ci sono state rivelazioni che in qualche modo avrebbero potuto mettere in discussione una concessione di discarico a una qualsiasi di queste sette istituzioni.

Ciononostante, desidero cogliere questa opportunità per ricordare a ognuno che concedere il discarico e richiedere responsabilità è fondamentale per una democrazia. Non confido nel metodo di quest’Aula di gestire tale incarico, siccome ho avuto esattamente il medesimo compito di esaminare queste sette istituzioni due anni fa e quindi, onorevoli colleghi, ho rinvenuto situazioni tremende nel Comitato delle regioni. Ho scoperto che in questa sede sono state commesse frodi di gravissima natura. Ho ottenuto materiale che tutti siete stati in grado di consultare nella sala di lettura segreta.

Si sono svolte tre indagini separate in merito: una dell’OLAF, il nostro Ufficio europeo per la lotta antifrode, una della Corte dei conti, e lo stesso Comitato delle regioni ha anche condotto un’indagine interna. Hanno destituito i loro revisori interni. L’elenco di denunce era interminabile.

Pertanto, ho naturalmente proposto che non dovremmo concedere un discarico in tali circostanze. L’ho affermato in sede di commissione, che si è espressa ancora a favore del discarico. Due anni fa ho sostenuto il medesimo concetto in Parlamento e in larga maggioranza avete votato per il discarico.

Tale situazione dimostra che, se oggi in Aula voterete per il discarico su mia proposta, non lo farete perché lo dico io, ma per mera abitudine. Quest’Assemblea non accetta la propria responsabilità. Si preoccupa maggiormente della reputazione dell’UE, di ingannare i cittadini, gli elettori. Non è consentito loro di conoscere ciò che sta accadendo. Quindi, è con considerevole tristezza che sostengo “sì, stavolta a queste altre istituzioni può essere concesso il discarico”. Posso con una chiara consapevolezza. La maggior parte di voi non può.

 
  
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  Hans-Peter Martin, relatore. − (DE) Signor Presidente, lei è un despota! Il mio discorso oggi è rivolto a tutti coloro ...

(Il Presidente interrompe l’oratore)

 
  
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  Presidente . − E’ la seconda volta che si esprime in questo modo. Mi riservo il diritto di prendere provvedimenti contro di lei.

 
  
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  Hans-Peter Martin (NI) , relatore. – (DE) Quel che desidero presentare in questa Sede è una dimostrazione pratica per tutti coloro che sono interessati al modo in cui si compiono effettivamente le decisioni politiche, un intervento didattico relativo alla mancanza di controllo per il funzionamento in questo Parlamento. Quando gli studenti di scienze politiche del futuro o i cittadini che partecipano alla politica lo impareranno, sarà un modello. In quanto parte della relazione sul discarico, abbiamo rilevato, parola per parola, i passaggi forniti dai membri dei gruppi principali che hanno espresso opinioni critiche sulle agenzie. Ad esempio, è evidente che decentramento e devoluzione siano stati uno dei più importanti risultati del processo di riforma della Commissione avviato nel 1999, ma che la Commissione non ha ancora prodotto uno studio o un’analisi o una scheda finanziaria intermedia in merito a questa forma di gestione amministrativa. Tale aspetto è quindi stato incluso nelle mie considerazioni principali.

L’autrice di questo testo, l’onorevole Gräßle, fa parte di un vasto gruppo. Il suo emendamento alla relazione era eliminare proprio tali dichiarazioni. Esistono numerosi altri casi, compreso il contributo dell’onorevole Haug, che si collega anche ai commenti critici relativi alle agenzie, evidenziando, ad esempio, che solo due agenzie sono del tutto indipendenti dalle sovvenzioni dell’UE, mentre la maggior parte sono finanziate esclusivamente da fondi europei, elemento che è rintracciabile nei documenti dell’onorevole Haug. Tuttavia, in questo caso è stato tagliato!

Il presidente della commissione per il controllo dei bilanci, l’onorevole Bösch, spesso esprime osservazioni molto critiche in merito alle agenzie, ma non in sede di commissione. Quindi, laddove importa veramente, quando è il momento opportuno ed esiste la reale opportunità di sottolineare che è avvenuta una proliferazione irresponsabile tra le agenzie, che è in una condizione estremamente misera, allora, su richiesta dei grandi gruppi si elimina facilmente. Come se non fosse sufficiente, ciò che altri sono autorizzati a fare, io, in quanto relatore, non posso. Pertanto, l’intera motivazione è censurata, di modo che, quindi, mi prenderò la libertà di leggere ad alta voce ciò che altrimenti non sarebbe più accessibile al pubblico della plenaria.

La parte cancellata afferma: “Decentramento e devoluzione erano gli obiettivi principali del processo di riforma della Commissione iniziato nel 1999. Finora, non è stata presentata alcuna valutazione di tale processo. Inoltre, la Commissione non ha mai offerto una spiegazione convincente del valore aggiunto fornito dalle agenzie decentrate, del motivo per cui i loro incarichi non potrebbero essere ugualmente svolti in modo efficace in seno alla Commissione o, come in molti casi, della ragione per cui è stato richiesto l’intervento da parte dell’Unione europea nell’ambito interessato in primo luogo.

Invece, l’esito è stato una proliferazione irresponsabile. Sono state istituite nuove agenzie sulla base di bizzarre decisioni politiche. Queste nuove agenzie non sono sottoposte a verifica e, spesso, sono incontrollabili, perlopiù inefficienti e, soprattutto, causano oneri significativi per i contribuenti europei.

Allo stesso tempo, si è stabilita una serie senza precedenti di privilegi relativi al personale. In altre parole, gli sforzi di riforma della Commissione, i cui obiettivi sono connessi a promesse riguardanti responsabilità, attendibilità, efficienza, un nuovo servizio europeo per la cultura e trasparenza, hanno dimostrato un vistoso fallimento. L’inaccettabile confusione nel settore della politica in materia di devoluzione e decentramento ora è evidente per tutti. Non si tratta di un’azione responsabile”.

Persino un relatore non è autorizzato a includere questo aspetto in una motivazione. Naturalmente, si adatta a questo scenario politico in cui, quando è iniziata la discussione sulle venti relazioni che ho presentato alla commissione, come al solito non è intervenuto nessun’altro, gli emendamenti sono stati preparati e anche censurati di nascosto.

 
  
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  Christofer Fjellner, relatore. − (SV) Signor Presidente, desidero iniziare discutendo il discarico relativo al Fondo europeo di sviluppo. Molti di voi in Aula probabilmente si aspettavano intervenisse un altro alto, giovane deputato nordico, ovvero il nostro collega Alexander Stubb, ma, come alcuni sapranno, Alexander non è in grado di essere presente oggi siccome è stato nominato nuovo ministro degli Affari esteri della Finlandia. Pertanto mi ha chiesto di assumere e presentare oggi in Aula il suo lavoro e la sua relazione. Credo di parlare a nome della maggioranza quando affermo che ci dispiace perdere Alexander, ma sono ottime notizie per lui e soprattutto per la Finlandia.

Tuttavia, desidero incominciare congratulandomi con lui per il lavoro svolto in merito al Fondo europeo di sviluppo. L’attività in sede di commissione è proseguita in modo molto positivo, e si tratta di una commissione unita che attualmente discute il discarico dei fondi di sviluppo. I Fondi europei di sviluppo rappresentano, naturalmente, uno degli strumenti di promozione di democrazia e progresso economico negli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico. E’ per questa ragione che ritengo sia gratificante vedere che il denaro è usato in maniera corretta e responsabile. Nel 2006 hanno ottenuto risorse considerevoli, 3 miliardi di euro in impegni, e sono riusciti a versarne quasi il 90 per cento.

Tuttavia, il fatto che oggi possiamo concedere e proporre la concessione di discarico alla Commissione che ha gestito tali fondi di sviluppo, cosa di cui siamo veramente lieti, non implica che non esistano sfide o ambiti su cui non occorra operare in futuro. Vorrei proporne solo alcuni. Ad esempio, diversamente dallo scorso anno, possiamo affermare che la Corte dei conti non ha presentato una dichiarazione di affidabilità del tutto netta, ma ha messo in evidenza alcuni problemi, riguardanti, ad esempio, la prova di transazioni che avrebbero potuto essere documentate in modo più accurato e relative a pagamenti di diverse delegazioni. Tuttavia, vorrei dare credito alla Commissione per aver seriamente considerato questi problemi e aver proposto soluzioni concrete, corrette e importanti per queste sfide.

Inoltre, nella nostra relazione abbiamo anche evidenziato le problematiche incontrate a causa del ritardo di attuazione del moderno sistema di TI. Si tratta di una questione che riteniamo seria, e ci auguriamo che la Commissione agisca ulteriormente in merito.

Oltre agli aspetti più amministrativi ed economici, vorrei altresì affrontare altre importanti questioni a livello politico. Primo, il fatto che il lavoro del Fondo europeo di sviluppo potrebbe essere svolto in modo considerevolmente più semplice qualora fosse incluso nel bilancio ordinario. Analogamente, riteniamo che, se avessimo una regolamentazione finanziaria che controllasse tutti i fondi di sviluppo attuali e futuri, si semplificherebbe altresì l’attività.

Ciò è sufficiente per quanto riguarda il Fondo europeo di sviluppo. Vorrei cogliere questa opportunità per menzionare brevemente il discarico delle agenzie indipendenti. Sollevo tale questione in parte perché sono stato responsabile di questo lavoro nel gruppo PPE-DE, ma probabilmente soprattutto perché il relatore, come abbiamo appena ascoltato ora, mostra un atteggiamento quantomeno inconsueto, e non ha esattamente appoggiato la linea di condotta che ha scelto di seguire la commissione. Penso sia molto strano che Hans-Peter Martin non abbia deciso di rimuovere il proprio nome da tutte queste relazioni, considerando che, oggi, in Aula, non è il suo parere che voteremo.

Se, ciononostante, sono tenuto a esprimermi in merito al lavoro stesso, ad alcune delle importanti opinioni che, malgrado tutto, sono presenti in queste relazioni (e che abbiamo ottenuto grazie a una cooperazione stretta e di successo tra il gruppo socialista, il nostro gruppo, il gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa e il gruppo Verde/Alleanza libera europea), desidero soltanto evidenziare il fatto che concediamo il discarico poiché riteniamo che ci siano basi nella dichiarazione della Corte dei conti volte ad approvare la gestione delle finanze di queste agenzie indipendenti. Tuttavia, oltre a ciò, si presentano anche problemi, che speriamo siano ulteriormente affrontati. Questo aspetto in particolare coinvolge tutte le istituzioni, il Consiglio, la Commissione e il Parlamento europeo, che agiscano in modo migliore nel verificare le richieste delle agenzie. Mi auguro che tutti si assumano la propria responsabilità in merito.

Ritornerò il prossimo anno, quando sarò il relatore di tale questione, e spero di essere in grado di discuterne più approfonditamente con la Commissione.

 
  
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  Siim Kallas, Vicepresidente della Commissione europea. (ET) Signor Presidente, onorevole Jørgensen, relatori, onorevoli deputati, consentitemi di ringraziare il Parlamento, la commissione per il controllo dei bilanci, il relatore Jørgensen e i suoi colleghi relatori per il lavoro che hanno svolto, e la raccomandazione della commissione relativa al fatto che dovrebbe essere concesso il discarico al bilancio per il 2006. Desidero inoltre ringraziare Alexander Stubb per il suo documento riguardante il discarico in merito all’uso degli strumenti secondo il Fondo europeo di sviluppo.

Malgrado il fatto che la Corte europea dei conti non fosse in grado di fornire una dichiarazione attestante la piena affidabilità dei conti e la legittimità e la regolarità delle transazioni fondamentali per l’anno 2006, i risultati di tale audit sono i migliori da quando è stata avviata tale procedura. La Corte dei conti ha riconosciuto i progressi compiuti. Sono lieto di affermare che anche la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento lo abbia fatto.

La discussione di quest’anno è incentrata sui Fondi strutturali, su obblighi, riscossioni e rettifiche degli Stati membri, nonché sul delicato ambito dell’assistenza esterna. Occorre compiere sforzi in tutti questi settori. Concordiamo che debba essere intrapresa regolarmente un’azione successiva, non solo per la procedura di discarico, ma anche per le condizioni stabilite nel trattato istitutivo e la loro rilevanza.

Propongo che i membri o i rappresentanti della Commissione partecipino con regolarità agli incontri parlamentari al fine di discutere uno dei tre ambiti che quest’anno costituiscono l’essenza della procedura di discarico e di riferire in merito. Questi ambiti sono: accrescere le responsabilità degli Stati membri in settori in cui tale fattore è condiviso dall’Unione europea e dai paesi membri, l’attuazione di fondi strutturali e il controllo del finanziamento di interventi esterni (innanzi tutto il controllo dei finanziamenti erogati tramite organizzazioni internazionali).

Per maggio, si prevede di avviare l’abituale discussione relativa alla strategia politica per l’anno scorso nei settori che rientrano nella mia competenza.

In giugno, i Commissari responsabili dei Fondi strutturali o i loro rappresentanti e la commissione per il controllo dei bilanci dovrebbero considerare i risultati preliminari conformemente al piano d’azione relativo ai Fondi strutturali. La relazione del primo trimestre in merito a tale piano d’azione sarà trasmessa al Parlamento in maggio.

In luglio o settembre, il Commissario per le relazioni esterne o i suoi rappresentanti dovrebbero fornire ai deputati alcune informazioni più aggiornate riguardanti i fondi fiduciari fissati per migliorare l’intervento esterno, la trasparenza dei finanziamenti dell’Unione europea stanziati mediante organizzazioni internazionali, e i controlli svolti in merito.

Per quanto riguarda la relazione di sintesi 2007 della Commissione e i risultati della relazione concernente le revisioni contabili interne per il 2007, sarò in grado di fornire informazioni in luglio o settembre, e dovremmo continuare la nostra discussione su discarico del bilancio, riscossioni e costi dei controlli insieme a questo aspetto. La Commissione, in ottobre, pubblicherà una relazione su tali ambiti. Quest’ultima offrirà una base su cui sviluppare un dibattito interistituzionale relativo al rischio di errore ammissibile.

Le risposte ufficiali della Commissione alle raccomandazioni del Parlamento e del Consiglio saranno trasmesse a queste istituzioni in autunno come di consueto.

I miei colleghi Danuta Hübner e Vladimír Špidla hanno già fornito al Parlamento un resoconto del piano d’azione al fine di migliorare la gestione dei fondi per azioni strutturali.

La Commissione e gli Stati membri prevedono di applicare misure appropriate volte a ridurre i molteplici errori nell’attuazione degli interventi strutturali.

Per quanto riguarda i Fondi strutturali, la Commissione si è mostrata risoluta con gli Stati membri responsabili dei controlli sui costi e, ove necessario, ha interrotto i pagamenti e intrapreso rettifiche finanziarie. La Commissione si è impegnata a rafforzare tali azioni e a raggiungere risultati tangibili e concreti.

Nell’ambito della gestione concorrente, gli Stati membri hanno presentato sintesi di dichiarazioni e audit. I paesi membri che non lo hanno fatto saranno passibili di procedimenti legali, come previsto nell’articolo 226 del trattato istitutivo.

Il corrispondente requisito per gli Stati membri di presentare tali sintesi all’inizio di ogni anno ha cominciato a dare i suoi frutti.

Il Commissario Benita Ferrero-Waldner ha illustrato al Parlamento i principi del finanziamento dell’Unione europea tramite assistenza all’Iraq, e ha presentato proposte relative al metodo con cui condurre migliori controlli su finanziamenti specifici e garantire maggiore tracciabilità e trasparenza nel settore. Il direttore responsabile di tale processo riferirà in Parlamento durante l’estate.

Alcuni risultati sono già disponibili.

All’inizio di aprile si è svolto a Ginevra un incontro tra la Commissione e l’ONU; prima dell’incontro sono avvenute discussioni tra i deputati e un rappresentante della Commissione, e si è raggiunto un accordo sugli orientamenti comuni da seguire in tutti gli uffici esterni con l’obiettivo di accrescere la visibilità del lavoro congiunto. ONU e Commissiona hanno assunto l’impegno di applicare orientamenti specifici e di verificare molto attentamente la loro attuazione.

La Commissione attribuisce un valore elevato alle decisioni approvate dal Parlamento. Queste decisioni hanno trasmesso ai cittadini il messaggio sulla diffusione e l’uso pratico di strumenti finanziari. Dobbiamo proseguire su questa strada e convincere l’opinione pubblica che il suo denaro, che finanzia il bilancio dell’Unione europea, è in buone mani.

 
  
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  Ralf Walter (PSE) , relatore per parere della commissione per lo sviluppo. – (DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi e deputati, desidero ringraziare Dan Jørgensen e Alexander Stubb, poiché hanno adeguato una a una le intenzioni della commissione per lo sviluppo. Siamo molto grati per questa iniziativa, considerato che in sede di commissione per lo sviluppo ci siamo adoperati per tale questione.

L’Unione europea (i bilanci della stessa UE uniti a quelli degli Stati membri) è di gran lunga il più grande donatore di aiuti allo sviluppo del mondo. Ciononostante, con ciò che sta accadendo attualmente, riteniamo sia ancora troppo poco e che dovremmo davvero fare di più. Non possiamo attendere finché le carenze di cibo e di energia nel mondo esplodano di fronte a noi, per poi essere sorpresi che le persone scendano per le strade. Il denaro che doniamo, e, come ho già affermato siamo già i maggiori donatori, richiede di essere indirizzato in maniera più precisa, cosicché sappiamo che il denaro raggiunga effettivamente chi ne ha bisogno e che non sia sperperato o scompaia. Pertanto, abbiamo dedicato molta energia a verificare se i fondi che assegniamo siano, in effetti, impiegati per il proposito designato. Un elemento fondamentale per il Parlamento e la commissione è che il 20 per cento dei fondi debba essere utilizzato per assistenza sanitaria di base e ulteriore istruzione, in modo da istituire un fondamento per il futuro. Quindi abbiamo compiuto alcuni progressi, ma la Commissione è tuttora lontana dal punto in cui vorrebbe essere. Occorre agire maggiormente in merito; contiamo su di voi.

Vi abbiamo esortato a limitare gli arretrati dei pagamenti del passato e, in effetti, tali arretrati antecedenti il 2001 si sono ridotti del 39 per cento per aiuto europeo e del 49 per cento per il Fondo europeo di sviluppo. Si tratta di dati positivi, ma di certo costituiscono soltanto una fase intermedia. Per quanto riguarda la politica in materia di sviluppo, abbiamo ripetutamente rilevato che non ha affatto senso mantenere due sistemi completi che operano in parallelo, uno per il FES e uno per gli aiuti allo sviluppo. Deve essere inserito nel bilancio! E’ una richiesta che stiamo presentando ora e che faremo nei futuri negoziati relativi alle previsioni finanziarie.

La mia ultima osservazione riguarda gli aiuti di bilancio. La Commissione sta concedendo in maniera crescente ai paesi aiuti generici di bilancio. E’ possibile farlo, ma occorre essere prudenti affinché non avvenga ciò che è successo con gli attuali Stati membri in merito ai Fondi strutturali, ovvero trasferire la responsabilità poiché si supponeva che gli Stati se la assumessero, per poi scoprire che i sistemi non sono operativi e che “nessuno” ne era responsabile. Da qui il mio consiglio: siate sicuri di ciò che fate sin dall’inizio.

Vi sosterremo dal principio alla fine, critici ma anche positivi. Nel complesso, sincere congratulazioni ai relatori e grazie per la cooperazione.

 
  
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  Jamila Madeira, relatrice per parere della commissione per l’occupazione e gli affari sociali. − (PT) Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome della commissione per l’occupazione e gli affari sociali, e per quanto riguarda la gestione del bilancio, desidero iniziare esprimendo la nostra preoccupazione in relazione al fatto che gli impegni insoluti di bilancio abbiano continuato ad aumentare e che ciò, in combinazione con la sostituzione della norma n+2 con quella n+3, una modifica che alcuni Stati membri devono attuare per il periodo 2007-2013, potrebbe peggiorare la situazione, con la conseguenza che ai fondi possa occorrere più tempo per raggiungere i propri beneficiari finali. Ci stiamo occupando di politiche che incidono direttamente sui cittadini, quali il Fondo sociale europeo, e i ritardi potrebbero provocare effetti disastrosi in termini di utilizzo dei fondi efficiente e di successo.

Per quanto riguarda le politiche strutturali, concordiamo con la Corte dei conti sulla necessità di migliorare i sistemi di controllo in modo da prevenire gli errori in progetti intrapresi nel settore dei Fondi strutturali. Occorrono maggiore sorveglianza, audit più efficienti e un’effettiva verifica dei progetti dal principio alla fine per consentire di rimediare in tempo utile a mancanze o errori. Per questa ragione, la Commissione europea dovrebbe essere dotata della capacità logistica e di risorse adeguate al fine di rendere i metodi di riscontro autenticamente operativi e di mantenere in esame le procedure di audit in maniera adeguata.

Tuttavia, è essenziale avvalersi di indicatori e obiettivi efficaci che dovrebbero prestarsi a un confronto e, per quanto possibile, a un’aggregazione a breve termine, cosicché l’analisi delle tendenze nell’ambito della politica strutturale possano essere condotte in modo tale da sottrarsi a ciò che inevitabilmente sarebbero valutazioni grossolane e confuse che, quindi, non sarebbero molto concludenti in merito all’effettiva applicazione di questi fondi.

Ritengo sia importante menzionare la tempestività della raccomandazione della Commissione agli Stati membri relativa al fatto che dovrebbero utilizzare le semplificazioni fornite nelle nuove disposizioni sui Fondi strutturali, ad esempio impiegando costi totali con percentuale forfettaria per le spese indirette conformemente al Fondo sociale europeo.

Desidero anche congratularmi con la Commissione europea per l’investimento nella rete EURES ed esprimere un plauso all’efficacia di svolgere l’Anno europeo per la mobilità dei lavoratori. Naturalmente, sono state evidenziate le questioni connesse alla mobilità che tutti riconosciamo e che affrontiamo tuttora. Per quanto riguarda le agenzie europee che sono state esaminate dalla commissione per l’occupazione e gli affari sociali, vorrei solo ringraziarli rapidamente per il lavoro svolto e, come abbiamo visto tutti, nel complesso possiamo fornire una valutazione molto favorevole delle loro attività.

Ciononostante, desidero concludere richiamando l’attenzione sulla necessità di incrementare gli stanziamenti per l’Agenzia di Dublino, a cui ora è stato affidato l’incarico di esaminare i cambiamenti anticipati nell’occupazione e nel mondo delle imprese, il cui obiettivo è sostenere il progetto socioeconomico tramite la valutazione delle applicazioni conformemente al Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione. Tutti ci rendiamo conto dell’importanza di questa iniziativa. Si tratta quindi di un ambito della massima delicatezza e rilevanza, che dovrebbe meritarsi speciale attenzione da parte dell’Unione europea, vale a dire dagli strumenti di quest’analisi condotta dall’Agenzia di Dublino, che, in qualche modo, può anticipare le possibili crisi che tutti siamo in grado di prevedere all’orizzonte in uno qualsiasi dei 27 Stati membri.

 
  
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  Jutta Haug, relatrice per parere della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare. − (DE) Signor Presidente, signor Commissario, la commissione per l’ambiente è soddisfatta del lavoro svolto dalla direzione generale per l’ambiente e da quella per la salute. Sono consapevole che si tratti di qualcosa che non mi sentite dire spesso. Solitamente critico la Commissione, ma in questo caso perché “fasciarsi la testa prima di romperla”? I responsabili dei bilanci in entrambe le direzioni generali si sono dimostrati molto cooperativi. Vi ringrazio.

Desidero ringraziare anche il relatore, Dan Jørgensen. Ha lavorato duramente lungo l’intera procedura di discarico di bilancio, ha presentato un’eccellente relazione e ha generosamente accolto tutte le conclusioni della commissione per l’ambiente relative alla concessione del discarico per il 2006. La commissione per il controllo dei bilanci ha quindi riconosciuto ciò che la commissione per l’ambiente ha adottato all’unanimità. Grazie anche per questo.

Ora, posso trattare brevemente la questione delle nostre agenzie. Noi della commissione per l’ambiente siamo altresì soddisfatti del lavoro e della gestione del bilancio delle quattro agenzie: l’Agenzia europea per l’ambiente, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e l’Agenzia europea per i medicinali.

Quando abbiamo consigliato la commissione per il controllo dei bilanci di concedere il discarico per l’anno finanziario 2006, non è stato fatto con leggerezza. Piuttosto il contrario! E’avvenuto un frequente scambio di informazioni con i membri del consiglio di amministrazione e con i direttori in sede di commissione.

Inoltre, numerose delegazioni della nostra commissione hanno fatto visita alle agenzie al fine di soddisfarsi per quanto riguardava le attività sul campo. Pertanto, a maggior ragione, si è rivelato incomprensibile per noi il momento in cui il relatore della commissione per il controllo dei bilanci non ha avuto intenzione di concedere il discarico per tre delle quattro agenzie, per i motivi più incredibili, in particolare poiché, anche se erano valide, le agenzie stesse non erano responsabili di queste situazioni, ad esempio i regolamenti del personale riguardanti i lavoratori temporanei nell’istituzione, o la sede dell’amministrazione dell’agenzia pertinente, o persino il modo in cui era osservato il principio di sussidiarietà. Espressioni quali: “è avvenuta un’irresponsabile proliferazione”, “sono state istituite nuove agenzie sulla base di bizzarre decisioni politiche, queste nuove agenzie non sono sottoposte a verifica e spesso sono incontrollabili, perlopiù inefficienti e, soprattutto, causano oneri significativi per i contribuenti europei” e “allo stesso tempo, si è stabilita una serie senza precedenti di privilegi relativi al personale” sono nient’altro che un colpo. Siamo tutti ben consapevoli che è in corso una deliberata macchinazione al fine di montare uno scandalo sul lavoro a livello europeo. Biasimo totalmente tale istigazione.

Le agenzie sono unità amministrative europee, benché siano caratterizzate da una natura unica. Non cadono semplicemente dal cielo; non nascono in modo spontaneo nella sola Commissione; sono istituite mediante un’appropriata procedura di regolamentazione, codecisione o in consultazione, oppure, a seconda del settore della politica, mediante un regolamento, in altre parole tramite normativa. Ciò significa che tali agenzie sono realizzate da legislatori europei, cosa che implica che noi siamo i “mercenari” a cui si è fatto riferimento. Il bilancio delle agenzie è parte di quello della stessa Unione europea. Ogni anno finanziario esoneriamo il direttore. Ritengo non esista settore dell’amministrazione che sia controllato quanto le agenzie e quindi sono lieta e grata che la commissione abbia fermato questo tentativo di creare uno scandalo.

 
  
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  Luca Romagnoli, relatore per parere della commissione per i trasporti e il turismo. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo pochi secondi per sottolineare che per l’esecuzione del bilancio delle Agenzie europee relativo all’esercizio finanziario 2006 quanto rilevato dalla Corte dei conti è condivisibile, visto che conti e operazioni risultano legittimi e regolari.

Come detto in commissione trasporti, raccomando però negli anni successivi maggiore adesione ai principi e alle norme. Di fatto nel caso dell’Agenzia marittima, il 43% degli stanziamenti di pagamento sono stati cancellati e si è registrata una concentrazione di transazioni verso la fine dell’esercizio finanziario. Ho anche espresso perplessità sullo scarso tasso di utilizzo degli stanziamenti di pagamento per le misure antinquinamento in mare, nonostante il costante sostegno fornito dal Parlamento a tali misure.

Per l’Agenzia della sicurezza aerea si nota l’alto tasso dei riporti, pari al 40% della spesa operativa, e l’utilizzo di riporti e di stanziamenti non dissociati, violazione del principio finanziario di annualità. Si invita quindi la Commissione a rivedere la struttura tariffaria dell’Agenzia per riequilibrare i costi e le entrate per le attività di certificazione.

Infine, per l’Agenzia ferroviaria, si sottolinea che l’uso di contratti scaduti e di proroghe irregolari di regolari contratti esistenti non consente di affermare che tutte le operazioni siano state legittime.

Raccomando una maggiore trasparenza e precisione per il futuro, tuttavia; alla luce delle osservazioni della Corte dei conti propongo che il Parlamento conceda il discarico ai direttori esecutivi delle agenzie.

 
  
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  Helga Trüpel, relatrice per parere della commissione per la cultura e l’istruzione. − (DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome della commissione per la cultura, vorrei affermare che il nostro obiettivo è promuovere la diversità culturale in Europa. Il nostro programma in materia di cultura raggiunge i cittadini dove vivono, che rappresenta il nostro traguardo fissato. Di conseguenza, ci attendiamo una gestione assai positiva da parte delle agenzie culturali nazionali, e desidero aggiungere che la revisione dei regolamenti finanziari migliorerà la nostra capacità di porre come obiettivo finanziamento e sostegno ai piccoli progetti che i cittadini richiedono nelle proprie regioni.

Tuttavia, questo aspetto implica anche di dover trovare il giusto equilibrio tra ridurre la burocrazia e prevenire la frode che, a sua volta, comporta la necessità di norme appropriate. Qualora i cittadini che hanno bisogno di somme modeste al fine di poter intraprendere i loro progetti culturali non riuscissero a compilare infiniti documenti di domanda, occorre semplificare le procedure e passare al finanziamento con percentuale forfettaria. In questo modo, troveremo maggiore consenso per i nostri programmi di cultura tra i cittadini d’Europa.

 
  
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  Bárbara Dührkop Dührkop, relatrice per parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni. (ES) Signor Presidente, la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni ha deciso di fornire un parere positivo in merito alla concessione del discarico alla Commissione in questo settore e alle cinque agenzie responsabili.

Per quanto riguarda la gestione della Commissione, accogliamo con favore il sostanziale incremento nell’adempimento dei pagamenti e ci auguriamo che tale tendenza prosegua nel 2007, anche se sappiamo che quest’anno sarà avviato un nuovo periodo di progetti e la nostra esperienza dimostra che è più difficile realizzare questo obiettivo e c’è una condizione di ritardo.

La commissione per le libertà civili accoglie positivamente il fatto che la Corte dei conti, e cito, “sia stata in grado di ottenere garanzie ragionevoli che i conti annuali per l’anno finanziario terminato il 31 dicembre 2006 siano attendibili” per le cinque agenzie che rientrano nelle competenze della commissione per le libertà civili.

Detto ciò, vorrei esprimere alcune osservazioni su certi punti, che tuttora non sono molto chiari, riguardanti l’esecuzione dei bilanci. Primo, l’agenzia Frontex, che ha avuto un tasso contenuto di attuazione dei fondi assegnati, ma ciò non dovrebbe renderci pessimisti. Occorre tenere conto che il 2006 è stato il primo anno in cui è diventata effettivamente operativa e che l’anno successivo ha dimostrato di poter impiegare l’intero bilancio.

La visita a Varsavia della commissione per le libertà civili presso la sede centrale di Frontex è stata molto positiva. Speriamo quindi che nei prossimi anni finanziari si potrà concedere il discarico senza riserve, malgrado il fatto che la mancanza di visione politica da parte del Consiglio e della Commissione ha reso il corso di bilancio di questa agenzia piuttosto rischioso.

Anche se probabilmente questa discussione non è la sede più appropriata, vorrei approfittarne per evidenziare che il funzionamento opportuno di Frontex dipende, in larga misura, dalla cooperazione degli Stati membri, considerato il carattere ibrido dell’agenzia. Qualora gli Stati membri non mettessero a disposizione le risorse adeguate, Frontex non sarebbe in grado di adempiere i propri obblighi.

Per quanto riguarda l’agenzia Eurojust, desidero semplicemente affermare che è presente solo una nota negativa, in merito al suo elevato numero di trasferimenti tra direzioni, aspetto che dovrebbe essere giustificato meglio.

Abbiamo inoltre criticato alcuni problemi con il personale assunto nell’Agenzia europea per i diritti fondamentali, e ci spiace che la Corte dei conti ritenga che la situazione messa in evidenza nel 2005 non sia ancora stata risolta in merito a un membro del personale dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze che era stato inviato a Bruxelles per un incarico a lungo termine senza alcun obiettivo chiaramente fissato.

Infine, intendo menzionare il caso di CEPOL, l’Accademia europea di polizia. Al proposito nutriamo alcuni dubbi. Commissario Kallas, abbiamo chiesto alla Commissione europea di controllare attentamente l’esecuzione del proprio bilancio, siccome esistono considerevoli sospetti che non stia rispettando appieno e in modo rigoroso la normativa europea sugli appalti pubblici.

 
  
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  Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, relatrice per parere della commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere. − (PL) Signor Presidente, per quanto riguarda la procedura di discarico del bilancio di quest’anno, dovremmo essere soddisfatti dei progressi compiuti dalla Commissione per un utilizzo più efficace dei fondi dell’UE, in particolare nel settore della politica agricola comune. E’ inoltre degna di sostegno l’iniziativa intrapresa da alcuni Stati membri al fine di elaborare e pubblicare dichiarazioni nazionali che costituiscono un nuovo elemento nel processo di gestione dei fondi comunitari, e i restanti paesi dovrebbero altresì considerare tale modalità il più presto possibile.

L’impegno della Commissione di esaminare in maniera approfondita tutti i casi d’infrazione delle procedure per assegnare ordini pubblici menzionati nella relazione annuale della Corte dei conti, e di introdurre una politica di sospensione dei pagamenti a seguito della scoperta di gravi violazioni nel sistema, è anche significativo.

In quanto esperta in sede di commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, desidero sottolineare la continua assenza di pianificazione di bilancio in merito alla questione del genere e invito nuovamente a prendere in considerazione tale aspetto come parte della pianificazione e del finanziamento dei programmi comunitari. Le informazioni relative a interventi a favore dell’uguaglianza di genere che hanno ricevuto sostegno dal fondo sociale dovrebbero essere riflesse nelle relazioni sull’esecuzione di bilancio nei prossimi anni.

(Applausi)

 
  
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  Ingeborg Gräßle, a nome del gruppo PPE-DE. – (DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, desidero iniziare con il discarico del Parlamento, e ringraziando il nostro relatore e tutti i deputati che hanno voluto ottenere progressi in merito all’indennità di assistenza parlamentare, poiché questo fattore è fondamentale, nell’opinione pubblica, e dovrebbe anche costituire il punto centrale delle nostre osservazioni. E’ nell’interesse di tutti noi in quanto deputati trovare una soluzione a questo spiacevole aspetto di corruzione.

Il Partito popolare europeo ha proposto metodi con cui poter gestire in futuro l’indennità di assistenza parlamentare in maniera più efficiente. Tali proposte sono state approvate dalla larga maggioranza in sede di commissione per il controllo dei bilanci, incluso che gli agenti erogatori negli Stati membri dovrebbero essere notificati dal Parlamento stesso e diventare quindi maggiormente professionali. Pertanto, tali agenti erogatori amministrerebbero anche i contratti per i servizi e garantirebbero il versamento degli oneri fiscali e la detrazione dei contributi socioprevidenziali. Questi emendamenti tutelano la reputazione del Parlamento, per il fatto che i deputati non dovrebbero più essere in grado di impiegare membri della famiglia in futuro.

Conformemente alle norme UE, ciò rappresenta un conflitto di interessi alquanto rilevante. Quindi, invito tutti i deputati a evitare ulteriori danni a noi stessi e al Parlamento. Noto con preoccupazione che il gruppo socialista, insieme ad alcuni liberali, intende votare contro questo passaggio del documento. Qualora si imponessero, significherà che completeremo il processo di discarico senza compiere alcun progresso per quanto riguarda questo aspetto molto importante, e che rappresenterebbe lo scenario in assoluto più sfavorevole per tutti noi, poiché un piacevole “proseguimento” non ci porterà all’ultima relazione della Corte dei conti sull’indennità di assistenza parlamentare.

Anche per quanto riguarda l’indennità degli assistenti parlamentari, su cui abbiamo concordato insieme, intendiamo mantenere l’opinione che non si tratti di una panacea. Voglio raccomandare che tutti voi leggiate le diciture. E’ tutto ancora in alto mare, il che significa che sostenere a questo punto che l’indennità degli assistenti parlamentari contribuirà a risolvere ogni problema è semplicemente una menzogna, e lo è anche per l’opinione pubblica.

Desidero esprimere un’ultima considerazione relativa al bilancio della Commissione. Signor Commissario, di certo è stato rigoroso, e spero che i suoi colleghi le abbiano offerto da bere, poiché lo ha meritato. La ringrazio per la favorevole cooperazione!

 
  
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  Paulo Casaca, a nome del gruppo PSE. – (PT) Signor Presidente, signor Vicepresidente della Commissione, anch’io desidero ringraziare tutti i relatori, tutti i miei colleghi socialisti, nonché i deputati di altri gruppi, che hanno partecipato a questo processo di discarico e che si sono adoperati per garantire che fosse portato a termine. In effetti, è proprio tale questione relativa al Parlamento europeo che vorrei commentare. Desidero affermare che mi sembra chiaro che la conclusione fondamentale che possiamo elaborare dalla relazione dell’audit interno è che esistono gravi carenze nel modo in cui funziona il sistema di indennità di assistenza parlamentare. Non c’è ombra di dubbio che ciò richieda l’introduzione di uno statuto degli assistenti e di incarichi di gestione finanziaria per i pagamenti concessi all’amministrazione del Parlamento europeo.

Nella prossima legislatura, è necessario che non solo i deputati siano dotati di uno statuto, ma che anche il lavoro dei loro assistenti sia regolato e finanziato tramite il quadro istituzionale europeo, non lasciando alcuna giustificazione alla continua esistenza di un regime pensionistico integrativo volontario finanziato dall’amministrazione pubblica e rendendo più chiare le norme sulle spese di viaggio e su altre spese. Il Consiglio ha bisogno di esprimersi a favore di tale questione ed evitare che l’istituzione del Parlamento europeo sia trattenuta da un riscatto da parte di insignificanti benefici di posizione. Allo stesso modo, è essenziale che ai deputati siano garantite le migliori condizioni di lavoro, ricordando ancora la necessità di essere governati da norme di totale trasparenza e rigore pienamente in linea con le regole generali applicabili alla società.

Vorrei in particolare invitare i nostri colleghi del Partito popolare europeo (Democratici cristiani) e Democratici europei a non bloccare questo processo di riforma. E’ assolutamente fondamentale raggiungere un consenso in Parlamento sullo statuto degli assistenti e che tale statuto sia chiaro e regoli una questione che ha inutilmente contributo a far perdere credibilità alla nostra istituzione. E’ della massima importanza ottenere tale risultato e occorre il sostegno di tutti per farlo.

 
  
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  Jan Mulder, a nome del gruppo ALDE. – (NL) Signor Presidente, desidero iniziare ringraziando tutti i relatori che hanno contribuito a questa procedura di discarico. Vorrei approfittare dei due minuti che mi sono stati accordati per discutere la relazione di discarico della Commissione elaborata dall’onorevole Jørgensen. La Corte dei conti ha pubblicato la propria relazione lo scorso novembre, e si è trattato di un documento migliore rispetto agli anni precedenti, grazie al fatto che, stavolta, si citavano le percentuali. E’ un’iniziativa che dovrebbe essere proseguita nelle relazioni future. Quando il documento è stato pubblicato, è stato quasi come se la Commissione avesse trionfato. La relazione non era mai stata così accurata. La Corte dei conti ha approvato il 44% delle spese della Commissione. Devo dire che non mi è parso fosse il momento di sedersi beatamente e affermare: “E’ il meglio che fossimo in grado di fare”. No, possiamo agire meglio.

E’ evidente che la Commissione avesse effettivamente trascurato le raccomandazioni del Parlamento nelle precedenti risoluzioni in materia di discarico. Che cosa è stato rilevante per il Parlamento negli ultimi tre anni? Le dichiarazioni nazionali. Che cosa asserisce la Commissione? Non osserveremo le dichiarazioni nazionali. E’ eccessivo. Inoltre, ciò è incluso nella prospettiva finanziaria, in un accordo interistituzionale. Fortunatamente, la Commissione è tornata sui suoi passi e ora è ciò che accadrà.

Tuttavia, esiste una seconda questione. I Commissari non possono controfirmare le dichiarazioni delle direzioni generali. Tale situazione mi sconcerta. Possiamo ricevere i Commissari in sede di commissione per il controllo bilanci, come proposto dalla Commissione, e ascoltare con regolarità le loro opinioni in merito ai progressi compiuti, sebbene i Commissari non siano autorizzati a firmare nulla con il Parlamento. In che modo spiegare tale condizione da una prospettiva giuridica? Posso soltanto dire, signor Presidente, che ci auguriamo che il prossimo anno sia anche migliore. Il gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa adotterà un atteggiamento costruttivo in tutto ciò, come in passato.

 
  
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  Mogens Camre, a nome del gruppo UEN. (DA) Signor Presidente, per la nona volta, ho avuto la possibilità di partecipare al processo con cui il Parlamento approva i conti per la Commissione, il Consiglio, il Parlamento e gli altri organi dell’UE. Quest’anno, ancora una volta, abbiamo scoperto grandi irregolarità. La situazione era particolarmente negativa per quanto riguarda la gestione della Commissione del denaro nei Fondi strutturali, in cui circa 4 miliardi di euro (quasi 30 milioni di corone danesi) sono stati erogati in maniera inappropriata. Per ragioni di tempo, incentrerò le mie osservazioni su questo aspetto.

Quest’anno, stiamo nuovamente sostenendo che c’è qualcosa di errato, e stiamo di nuovo ricevendo promesse sul fatto che le cose miglioreranno davvero. Abbiamo ottenuto tali promesse ogni anno e la situazione tuttora continua poiché l’intero sistema di sostegno è talmente complicato, irragionevole e impossibile da gestire. In sede di commissione per il controllo dei bilanci, abbiamo sollevato la domanda fondamentale: per l’UE nel suo complesso, qual è l’effetto dell’immensa riassegnazione di denaro tra gli Stati membri? Dopotutto, non sono avvenuti miglioramenti evidenti nei paesi che ricevono assistenza. Il prossimo anno saranno ancora in ritardo e riceveranno nuovamente sostegno. Dei 15 vecchi Stati membri, Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda hanno ottenuto sostegno ogni singolo anno da quando sono diventati paesi membri. Ci sono 11 Stati membri, tutti i vecchi paesi membri, a versare l’intera differenza netta. Naturalmente, tutti i nuovi Stati membri ricevono risorse.

I paesi che attuano riforme economiche e operano effettivamente, e in cui i cittadini sono disposti a corrispondere oneri fiscali elevati, devono pagare per i paesi che non riorganizzano le proprie strutture obsolete o non richiedono imposte particolarmente elevate. La politica di sostegno dell’UE in larga misura non sta facendo nulla! Per quale motivo intraprendere riforme laddove è possibile inviare il conto per non farlo ai cittadini di altri paesi? L’intera ridistribuzione è insensata. Non solo molti miliardi finiscono nelle mani sbagliate, ma la stessa filosofia del sostegno è corrotta, poiché ricompensa i paesi che non attuano riforme e penalizza quelli che lo fanno, paesi di cui l’UE ha bisogno. L’UE potrebbe svolgere i propri compiti con il 15 per cento del bilancio attuale! Inoltre, saremmo privi di tutti questi casi di scandalo economico. Quindi, personalmente, intendo votare contro l’approvazione dei conti della Commissione.

Desidero cogliere questa opportunità per ringraziare i miei colleghi della commissione per il controllo bilanci per la considerevole quantità di eccellente lavoro svolta.

 
  
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  Bart Staes, a nome del gruppo Verts/ALE. – (NL) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, limiterò il mio intervento al discarico della Commissione e a quello del Parlamento.

Per quanto riguarda il discarico della Commissione, ci troviamo di fronte a problemi che sono stati illustrati a sufficienza, in particolare dai relatori: il fatto che la Corte dei conti abbia riportato numerosi problemi connessi ai Fondi strutturali, che, in effetti, il 12 per cento non avrebbe dovuto essere assegnato (4 miliardi di euro, un importo considerevole) e, in merito alle relazioni esterne, il fatto che, tra l’altro, la cooperazione con le Nazioni Unite stiano procedendo in maniera insufficiente e imbarazzata. Si tratta di questioni che abbiamo discusso.

E’ stato un discarico significativo, poiché è l’ultimo prima delle elezioni. Avremo un altro discarico lo scorso anno, ma sarà condotto durante la fase preelettorale. E’ quindi stato un processo importante e abbiamo dovuto esigere un dialogo. Sono lieto che sia stato compiuto in modo estremamente costruttivo tra i gruppi. Il fatto di esserci rivolti due volte ai Commissari Špidla e Hübner (io e gli onorevoli Jørgensen, Mulder, e Gräßle) e di essere stati in grado di richiedere informazioni da parte della Commissione tramite una lettera congiunta, ha condotto a un eccellente risultato. Mi auguro sinceramente che possiamo ottenere un traguardo migliore il prossimo anno.

Per quanto riguarda il Parlamento, vorrei concentrarmi su due problemi principali. In merito allo statuto degli assistenti, si svolge un audit interno, condotto dal revisore interno. Devo esprimere un plauso per questa iniziativa; si tratta di un documento eccellente. Non comprendo ancora, signor Presidente, perché lei e l’Ufficio non abbiate pubblicato tale audit. Dopotutto, è attualmente circondato da segretezza e non è necessario, poiché noi, in quanto Parlamento, abbiamo sempre richiesto si svolgesse quest’audit e si conducesse un’indagine su come si gestiscono le indennità del segretariato. Ora credo fermamente che dobbiamo attuare questo statuto. Ho presentato alcuni altri emendamenti al fine di rafforzare il testo esistente dell’onorevole Pomés Ruiz. Ciò deve avvenire in dialogo con la Commissione, ma anche con il Consiglio in particolare, poiché se, nel prossimo futuro, ci rivolgessimo al Consiglio con un problema che non riuscisse ad affrontare, allora non ci troveremmo dove occorrerebbe. Questo aspetto deve quindi essere trattato dialogando con Commissione e Consiglio.

Un ultimo fattore che desidero menzionare è che il fondo pensionistico volontario è fonte di grande preoccupazione per me. Primo, il deficit attuariale sta continuando ad aumentare, e, secondo, vorrei anche che fosse finalmente reso pubblico l’elenco dei partecipanti a questo fondo.

 
  
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  Umberto Guidoni, a nome del gruppo GUE/NGL. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, tutto il Parlamento e i colleghi si sono compiaciuti per i progressi compiuti nell’utilizzo più efficace degli stanziamenti europei, comunque non possiamo non sottolineare che ci sono ancora delle carenze importanti. La Commissione dovrebbe lanciare procedure d’infrazione e sanzioni contro gli Stati membri che non applicano, o applicano parzialmente, i regolamenti dei fondi strutturali. Gli Stati membri devono dare tutte le informazioni sulla correzione e sui recuperi finanziari, soprattutto per la prossima gestione finanziaria.

La Commissione dovrebbe presentare al Parlamento una valutazione di qualità sui resoconti annuali che vengono ricevuti dai singoli paesi, soprattutto divedere per aree d’intervento e per differenti politiche. La parte più importante è che sui Fondi strutturali c’è ancora una parte significativa del 12% dei rimborsi impropri.

La Commissione dovrebbe spiegare come può assicurare che questi soldi saranno recuperati, specialmente nei casi dove i progetti non sono stati ammessi con procedure di appalto. Dovrebbero essere utilizzate procedure di sospensione più veloci ed efficaci contro gli Stati membri che non fanno controlli adeguati.

La cosa che io voglio sottolineare, e che mi sembra più carente in questo bilancio, riguarda le azioni esterne: non c’è abbastanza informazione su quelli che sono i beneficiari di alcune delle attività europee, in particolare la Commissione dovrebbe fornire maggiore visibilità sui progetti finanziati dall’Unione europea sulla ricostruzione in Iraq nel 2006, per esempio i progetti, quali sono, i costi previsti, le agenzie coinvolte.

Queste cose sono state fornite, diciamo con un certo ritardo, ma non credo che siano ancora soddisfacenti. In particolare, io credo occorra mettere in relazione questo tipo di utilizzo dei fondi con l’ipotesi di impiegare l’Agenzia di ricostruzione, come in passato era stato sottolineato dal Parlamento.

Vado rapidamente al discarico del Parlamento. Innanzi tutto la questione delle tre sedi, che è stata sollevata dal relatore, cui va aggiunto oltre al costo finanziario, anche l’impatto ambientale. Infine il rapporto interno sulla gestione delle spese per gli assistenti: io credo sia stato un errore mantenerlo secretato, il che ha dato luogo a tutta una serie di articoli giornalistici che certo non fanno bene alla trasparenza e al corretto funzionamento del Parlamento. Per questo noi chiediamo che questo audit interno sia pubblicato.

 
  
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  Jeffrey Titford, a nome del gruppo IND/DEM. (EN) Signor Presidente, nel tempo limitato in cui mi è consentito commentare questa lunga relazione, vorrei esprimere due osservazioni. Primo, contiene numerosi insignificanti luoghi comuni relativi al lavoro di sostegno che i deputati dovrebbero offrire al fine di appoggiare le richieste di indennità dei loro assistenti parlamentari. Alla luce degli ultimi eventi, è tristemente chiaro che gli accordi presenti attualmente sono del tutto inadeguati, siccome sono soggetti a veri e propri abusi periodici da parte di molti deputati. Inoltre, è ugualmente evidente che non esiste alcuna sincera intenzione di intervenire in merito, così come mi rendo conto che il sistema non sarà modificato prima che il nuovo Parlamento si riunisca nell’autunno del 2009. Pertanto, non posso prendere in seria considerazione i toni censori della relazione.

Secondo, richiamo l’attenzione dei deputati al piuttosto minaccioso paragrafo 55 della relazione, che rivela che, dal 2008, i partiti politici europei possono essere finanziati fino all’85 per cento dal bilancio del Parlamento europeo. Prosegue quindi evidenziando che questo elevato livello di sussidi implica un grado supplementare di responsabilità per quanto riguarda le loro attività. In altre parole, l’UE finanzia partiti politici e controlla anche il loro operato.

Si tratta di un ovvio Grande Fratello e fornisce ancor più la prova del disastroso declino della democrazia in Europa provocato da questa Unione europea sempre più totalitaria. In quanto democratico, disprezzo questa aspetto, e dico a coloro che lo oappoggiano: vergognatevi.

 
  
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  Ashley Mote (NI) . (EN) Signor Presidente, è opportuno informare l’Aula e la Banca europea per gli investimenti, i cui conti sono in esame questa mattina, che i loro 200 milioni di euro di mutui a tasso agevolato alla British Broadcasting Corporation, oggi comunemente nota come Brussels Broadcasting Corporation, sono ora sottoposti a indagine penale dalla polizia inglese. La BBC è di fronte a un’accusa di violazione prima facie della sua Royal Charter, in particolare in merito al suo fallimento nel fornire un rapporto equilibrato e oggettivo sulla situazione attuale.

Le richieste della BEI che la politica editoriale della BBC non sia influenzata da questi prestiti non è semplicemente credibile. In seguito a una ricerca di molti anni, non da ultimo da parte di Lord Pearson, a sue considerevoli spese, è diventato evidente che la BBC è stata in effetti acquistata dalla BEI a nome dell’UE. Di conseguenza, ora gli alti dirigenti della BBC sembrano considerarsi al di sopra della legge. A breve dovremmo vedere se Scotland Yard concorda.

 
  
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  Gabriele Stauner (PPE-DE) . – (DE) Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi atterrò alla relazione sul discarico per le altre istituzioni e ringrazio il relatore, l’onorevole Lundgren, per la sua collaborazione.

Per quanto riguarda le istituzioni, desidero innanzi tutto evidenziare che finalmente dobbiamo trovare la base giuridica per il loro discarico nella regolamentazione finanziaria, e ciò spetta in particolare il Consiglio. La prassi attuale, ovvero che il Parlamento assicura il discarico del segretariato generale del Consiglio e delle altre istituzioni, non è inclusa nella regolamentazione finanziaria, né è compatibile con l’articolo 274 del trattato.

In particolare in ambiti delicati quali il controllo dei bilanci, un riferimento a un “Gentlemen’s agreement” del 1970 non è più appropriato e contraddice i principi di certezza e verità giuridica. Pertanto, invitiamo la Commissione a presentare una proposta opportuna entro settembre 2008, al fine di sopperire a tale mancanza. Perciò chiedo a tutti i deputati di sostenere il nostro emendamento n. 1 sul discarico del Consiglio.

Ora, affronterò nuovamente i costi relativi alla politica estera e di sicurezza comune. E’ necessario, per maggiore trasparenza, che il Consiglio resista alla tentazione di dare priorità ai costi amministrativi a discapito di questi costi in futuro.

Quest’anno, come ogni anno, le politiche immobiliari delle istituzioni costituiscono un settore in cui il controllo dei bilanci si è dimostrato proficuo. Prendiamo, ad esempio, la Corte dei conti, che non si è neppure preoccupata di presentare l’ampliamento del proprio edificio per offrire o negoziarne appalti, benché sia responsabile del finanziamento.

Vorrei inoltre trattare di nuovo i regolamenti relativi all’assegnazione degli appalti. Non è pensabile comunicare ai nostri cittadini che ogni piccola municipalità, laddove ci sia un appalto che supera i 200 000 euro da aggiudicare, debba ricercare offerte in tutta Europa, quando le stesse istituzioni non rispettano i regolamenti in merito.

Consentitemi un’ultima osservazione sulla Corte dei conti. Mi spiace molto che, secondo la nostra relazione, la Corte dei conti dovrebbe essere organizzata conformemente al modello della Banca centrale europea. Temo una rinazionalizzazione di questa istituzione, che sarebbe necessario mantenere libera da ogni influenza politica degli Stati membri.

 
  
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  Herbert Bösch (PSE) . – (DE) Signor Presidente, desidero innanzi tutto ringraziare tutti coloro che hanno lavorato al fine di elaborare questo importante discarico per il 2006 e che hanno sostenuto il nostro relatore.

Si tratta probabilmente del più importante discarico che abbiamo intrapreso durante questa legislatura. Ci rendiamo conto dei problemi, e abbiamo ancora tempo per risolverli. A questo punto vorrei esprimere i nostri particolari ringraziamenti alla Corte europea dei conti, l’autorità le cui relazioni progrediscono di anno in anno. Sarebbe positivo solo se, di quando in quando, la Corte dei conti potesse resistere alla tentazione di populismo. Ricordiamo le associazioni di scuderia e i golf club, e tutto ciò che corrisponde ad essi. Erano più valutazioni politiche che di una corte dei conti.

Vorrei ringraziare la Commissione europea che, infine, ha trattato con noi un rigoroso riscontro, anche sotto la pressione di un severo relatore di questa commissione. Il Commissario Kallas ha già menzionato in che modo intendiamo procedere nei prossimi mesi. Le dichiarazioni nazionali degli Stati membri sono significative. Il Consiglio oggi non è presente – lo vediamo – e non sta prestando attenzione a come sono impiegati gli oneri dei contribuenti, pertanto dobbiamo occuparcene noi.

Compieremo progressi a livello di politiche strutturali. Commissario Kallas, continueremo ad avere difficoltà nella politica esterna. Abbiamo evidenziato per la prima volta che tale politica esterna non è stata controllata a sufficienza, anche se stiamo spendendo miliardi per il settore. Nel mondo della finanza internazionale, è consueto che i diritti di voto siano assegnati secondo gli obblighi di offrire contributi. Se, ad esempio, l’Unione europea contribuisse per oltre il 40 per cento alla ricostruzione dell’Iraq, vorrei che disponessimo di oltre il 40 per cento dei diritti di partecipazione e di codecisione. C’è ancora molta strada da fare, pertanto occorre adoperarsi maggiormente in questo settore.

Oggi esprimeremo il nostro voto su relazioni accurate e ora si tratta di fornire loro un valido sostegno.

 
  
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  Kyösti Virrankoski (ALDE) . (FI) Signor Presidente, innanzi tutto desidero ringraziare i relatori e il presidente della commissione per il controllo dei bilanci per aver svolto un eccellente lavoro. Ora disponiamo di 30 relazioni sul discarico riguardanti l’anno 2006. La più importante è quella della Commissione, che è connessa al 97 per cento del bilancio dell’UE. Il resto si riferisce alle altre istituzioni europee e ad agenzie autonome.

A mio parere, dovrebbe essere migliorato il modo in cui il Parlamento si occupa della questione del discarico. La commissione per il controllo dei bilanci non può essere una Corte dei conti e ancor meno una società di revisione contabile. E’ materialmente impossibile per l’istituzione condurre un’indagine dettagliata dell’amministrazione e dei conti di 30 unità. Il Parlamento deve fidarsi degli esperti e delle opinioni di organismi ufficiali. Tra questi, la Corte europea dei conti, organi interni di controllo, e l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) sono i più importanti.

Persino l’analisi dettagliata più rigorosa dei conti e dell’amministrazione raggiunge in realtà solo un apparente livello di accuratezza, e non rende il risultato più attendibile. Non esiste alcuna correlazione diretta tra il metodo con cui si svolge il discarico e il numero di relazioni prodotte. Al contrario, quando il Parlamento concede un discarico a una singola agenzia, ad esempio, ciò potrebbe rappresentare una garanzia troppo solida che i conti e l’amministrazione siano stati meticolosamente gestiti.

Qualora il Parlamento volesse veramente rafforzare il proprio ruolo nel processo di discarico, dovrebbe modificare le proprie prassi. Altrimenti, la commissione per il controllo dei bilanci sarà sommersa dal lavoro.

 
  
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  Janusz Wojciechowski (UEN) . (PL) Signor Presidente, nella relazione dell’onorevole Jørgensen sono stati considerati piuttosto giustamente, a seguito del parere della Corte dei conti, i problemi di finanziamento della politica agricola comune, e in particolare il fatto che alcuni beneficiari non abbiano nulla a che fare con l’agricoltura. Club di golf, di cricket, di equitazione, parchi ricreativi, può essere che abbiano successo, ma non su fondi per la politica agricola comune.

Oggi pomeriggio, in quest’Aula, discuteremo la crisi alimentare e l’aumento dei prezzi dei generi alimentari, e di certo una delle ragioni di tale situazione è che i fondi dell’UE che dovrebbero essere impiegati per sostenere l’agricoltura, sono usati per attività del tutto diverse che possono essere gestite perfettamente senza tale aiuto. Perciò mi trovo pienamente d’accordo con le conclusioni contenute negli articoli 99 e 100 della relazione dell’onorevole Jørgensen, che sottolineano la necessità di cambiamenti nel finanziamento della politica agricola comune al fine di garantire che gli aiuti siano trasferiti esclusivamente ai veri agricoltori, coloro che utilizzano il proprio terreno a scopi agricoli, e che tali modifiche siano introdotte al più presto.

 
  
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  Paul van Buitenen (Verts/ALE) . – (NL) Desidero citare l’uomo più sapiente del nostro tempo, Albert Einstein. Egli ha affermato: “Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”. Si tratta anche dello stesso caso in Parlamento. Da decenni eravamo a conoscenza del fatto che ci fosse molta corruzione a riguardo delle indennità degli assistenti, di trasferta, di spese generali, giornaliere, dei fondi per i gruppi in visita e per i gruppi politici. Mi auguro che il Parlamento finalmente intervenga in merito prima delle elezioni del 2009, e che non si tratti solo di promesse vane come è accaduto negli ultimi decenni. Nell’attesa, ritengo effettivamente che dovremmo rimandare il discarico. Penso non sarà negoziabile con gli elettori qualora ci concedessimo il discarico.

 
  
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  Esko Seppänen (GUE/NGL) . (FI) Signor Presidente, è stato svolto un eccellente lavoro sotto la guida di Siim Kallas, Vicepresidente della Commissione europea, al fine di rendere più aperti e trasparenti i conti dell’Unione europea. La richiesta di rendere pubblici i singoli pagamenti merita uno speciale riconoscimento. Nel mio paese, la Finlandia, i sussidi nazionali, tuttavia, sono il doppio del valore degli aiuti dell’UE. Purtroppo, i dati relativi ai beneficiari degli aiuti europei non dicono tutta la verità sui singoli pagamenti.

Sotto la pressione della commissione per il controllo dei bilanci, la Commissione ha perfezionato il metodo con cui verificare i conti e ha promesso di adoperarsi maggiormente nel cancellare i pagamenti eseguiti per le ragioni sbagliate. Analogamente, le informazioni ora disponibili sul finanziamento in seguito ad azioni esterne sono di migliore qualità, grazie ai relatori e ai relatori ombra.

Spero che ci sarà, in futuro, un approccio severo al controllo dei partiti politici paneuropei e il rispetto delle norme in merito, al contrario di quel che talvolta concludiamo dalla condotta del Parlamento.

 
  
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  Jens-Peter Bonde (IND/DEM) . (DA) Signor Presidente, abbiamo percorso una lunga strada in termini di apertura e di lotta alla frode nell’UE. Quando sono stato eletto per la prima volta nel 1979, i presidenti dei gruppi politici si sono mostrati all’avanguardia nell’attingere dalle casse. Prima una limousine con autista pagata dal Parlamento, poi un tuffo nei fondi dei deputati per ottenere viaggi in business class per lo stesso tragitto, più piccoli extra! Oggi, i presidenti ci stanno guidando nel processo di repulisti. Tuttavia, c’è molta strada da compiere e dobbiamo occuparci di una complicata battuta d’arresto con la decisione della maggioranza di non rendere pubblica la relazione di audit interno. In che modo possiamo sorvegliare gli altri quando non osiamo affrontare i nostri problemi? I grandi gruppi sostengono un gravoso carico di responsabilità, poiché la percentuale di voto per il Parlamento la prossima volta può scendere al di sotto del 40 per cento, indebolendo seriamente la legittimità dell’elezione.

Avevo sperato che un giorno sarei stato in grado di votare a favore di una serie di conti annuali, poiché non ci sarebbe più stato nulla da criticare. Tuttavia, i grandi gruppi stanno di nuovo raccomandando di approvare in maniera incondizionata i conti della Commissione, anche se non disponiamo ancora dell’accesso completo per controllarla. Che cosa direbbe un revisore di una serie di conti se non ha avuto accesso a tutti gli allegati? Per 14 anni consecutivamente, la Corte dei conti ha dichiarato di non poter verificare la correttezza delle relative operazioni, e quindi, purtroppo, per il 29° anno consecutivo devo nuovamente votare a sfavore dell’approvazione.

Tuttavia, desidero ringraziare i colleghi deputati nella commissione per il controllo dei bilanci e gli altri deputati in Aula per la loro iniziativa congiunta nel corso di molti anni finalizzata a ripulire l’UE. Quando ho cominciato, durante il bilancio ho incontrato una persona conosciuta come “Latte scremato”. Aveva ricevuto 1,3 miliardi di corone danesi ed era il maggiore beneficiario danese di fondi dell’UE. Non potevo neppure ottenere un’analisi statistica di quanto denaro ricevevano i maggiori beneficiari ad esempio. Dal prossimo anno in poi, tutti i beneficiari di sostegno a livello agricolo saranno resi noti su Internet. Quattro anni fa i gruppi di lavoro della Commissione erano un grande segreto. Ora saremo anche in grado di vedere su Internet chi sono i consulenti, grazie alla nostra pressione combinata. Inoltre, abbiamo altresì avuto a disposizione il valido appoggio del Commissario Kallas in sede di Commissione. Vorrei esprimere i miei ringraziamenti per questo. Mi mancheranno le persone con cui ho lavorato quando il 9 maggio lascerò il Parlamento. Vi ringrazio onorevoli colleghi! Abbiamo percorso una lunga strada, ma non è ancora sufficiente. Tuttavia, sono certo che proseguirete il lavoro.

 
  
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  Daniel Hannan (NI) . (EN) Signor Presidente, nel 1944 Friedrich Hayek espresse la presciente osservazione che la delegazione di particolari incarichi tecnici volta a separare gli organismi, finché una caratteristica regolare, costituisca il primo passo con cui la democrazia rinuncia progressivamente alle proprie facoltà.

I colleghi dovrebbero chiedersi quanto controllo a livello democratico ci sia sulle diverse agenzie europee. Potremmo far sì che la saltuaria commissione le visiti, o esprimere opinioni generali su quale dovrebbe essere il mandato, ma, genericamente, il ruolo del Parlamento è votare secondo la disponibilità necessaria, annualmente e in maniera incondizionata. Pertanto, l’Unione europea è gestita da un apparato fisso.

A essere sinceri, non è l’unica. In numerosi Stati membri, compreso il mio, è avvenuto un processo simile, in cui i rappresentanti eletti hanno svenduto le loro competenze. Il fattore che rende singolare l’UE è che questi diversi organismi sono dotati soltanto della base giuridica più inconsistente. Vero, sarebbero autorizzati dalla Costituzione europea. Ma questa costituzione, sembra necessario doverlo ricordare periodicamente a quest’Aula, è stata respinta alle urne. Quindi, molte di queste agenzie, l’Agenzia per i diritti umani, per la difesa, per la gestione delle frontiere esterne e così via, nella migliore delle ipotesi sono irregolari, nella peggiore illegali.

Qualora aveste intenzione di regolarizzare la loro condizione e ottenere un mandato appropriato, allora consultate i cittadini attraverso un referendum sulla costituzione come avete promesso in passato. Pactio Olisipio censenda est!

 
  
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  Esther De Lange (PPE-DE).(NL) Signor Presidente, oggi si è già detto molto a riguardo del discarico del Parlamento. Vorrei quindi limitarmi all’osservazione che io, soprattutto in quanto ex assistente, mi auguro che lo statuto degli assistenti, che è già stato discusso in maniera così dettagliata, finalmente si concretizzi, poiché, siamo onesti, gli attuali regolamenti offrono eccessivo spazio di manovra. Questo è il problema. Molti deputati gestiscono correttamente questo aspetto, ma al momento non esiste garanzia. Occorre pertanto rafforzare le norme e gli uffici del Parlamento dovranno intervenire in modo più deciso laddove non si applicano adeguatamente le norme. Si tratta di un ambito in cui i nostri uffici talvolta hanno compiuto errori, anche in passato.

Detto ciò, vorrei concentrarmi sulla concessione del discarico alla Commissione e su ciò che, a mio parere, rappresenti il problema principale che si verifica ogni anno ed è causa di numerose preoccupazioni: per essere precisi, la difficile posizione in cui troviamo attualmente tra livello europeo e nazionale; una posizione dovuta al fatto che la Commissione è pienamente responsabile delle spese europee, sebbene l’80% sia gestito dagli Stati membri. E’ già stato affermato che, in effetti, siano avvenuti sviluppi positivi, ad esempio nel settore agricolo. Tuttavia, l’unico modo per venire fuori da tale difficile posizione è tramite le dichiarazioni di gestione a livello nazionale, che al momento sono già state trasmesse da quattro Stati membri. Nella relazione Jørgensen, noi in quanto Parlamento sosteniamo in modo chiaro che, a tal proposito, le attuali sintesi annuali rappresentino un cauto passo iniziale verso queste dichiarazioni di gestione. Tuttavia, sono consapevole che occorra un emendamento all’accordo interistituzionale e al regolamento finanziario al fine di attuare le dichiarazioni nazionali. In ogni caso, per ora sono soddisfatta dell’impegno dello scorso mese da parte della Commissione, che incoraggerà anche gli altri Stati membri a presentare dichiarazioni nazionali. Affermo cautamente “soddisfatta per ora”, signor Commissario, poiché non salto alle conclusioni e il mio gruppo controllerà come la Commissione rispetterà questo impegno mediante azioni concrete nei prossimi mesi. Inoltre, il fatto che il Consiglio non sia presente oggi indica che occorre percorrere ancora molta strada. Considereremo tali conclusioni se il prossimo anno saremo allo stesso punto con il discarico per il 2007. Alla prossima puntata quindi!

 
  
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  Edit Herczog (PSE) . (HU) La ringrazio, signor Presidente. Vorrei trattare la relazione sulle agenzie europee. Ogni anno, il Parlamento europeo esamina la gestione delle agenzie europee e fa affidamento sul lavoro svolto dalla Corte dei conti e dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode. In seguito al nostro lungo, meticoloso, preciso e preliminare operato congiunto, ora ci troviamo in una posizione di accordare una decisione relativa alla gestione 2006 delle agenzie comunitarie e, in effetti, è positivo che con l’accordo della Corte europea dei conti possiamo proporre l’approvazione per tutte le agenzie. Ciò non significa che non abbiamo individuato alcun difetto nella gestione, ma che non abbiamo individuato alcun errore abbastanza grave da impedire l’approvazione. Desidero anche evidenziare che i gruppi politici si sono già espressi a favore, con un’ampia maggioranza democratica, e ora propongo a quest’Assemblea, in plenaria, di accettare il lavoro delle agenzie, anche se il relatore non è del tutto d’accordo con il documento. Grazie per la vostra attenzione.

 
  
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  Margarita Starkevičiūtė (ALDE) . – (LT) Signor Presidente, sin dall’inizio della legislatura ho esaminato i risultati dell’operato delle agenzie dell’UE a nome del gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa. Vorrei sottolineare che il numero delle agenzie è pressoché raddoppiato quest’anno. Malgrado alcune osservazioni critiche nell’intervento del relatore relative al lavoro di queste agenzie, ritengo occorra menzionare certe modifiche positive in confronto allo scorso anno. Si è verificato un aumento di trasparenza e responsabilità democratica grazie all’attuazione del suggerimento del Parlamento di far sì che le attività delle agenzie fossero valutate dalle commissioni pertinenti. Ciononostante, rimangono alcuni problemi. A questo proposito, dovremmo definire la posizione del lavoro delle agenzie nel sistema di gestione dell’UE. Come ho già affermato, il numero di agenzie è aumentato in maniera considerevole e ce ne assumiamo la responsabilità; persino il Parlamento talvolta condivide l’opinione che si tratti di un modo indiretto per aumentare la burocrazia. Probabilmente, tuttavia, evidenzia la necessità di rinnovare il sistema di gestione dell’UE insieme a quello della Commissione europea, in particolare il sistema di gestione e amministrazione. E’ stata attuata una serie di progetti allo scopo di migliorare il sistema. Pare dovremmo considerare una riforma più radicale, che produrrebbe risultati positivi e contribuirebbe a ottenere maggiore trasparenza nell’operato delle agenzie e della Commissione.

 
  
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  Zbigniew Krzysztof Kuźmiuk (UEN) . (PL) Signor Presidente, signor Commissario, ci sono tre questioni su cui vorrei richiamare l’attenzione in questa discussione.

Benché la Corte dei conti abbia riconosciuto che, in termini generali, la relazione finanziaria delle Comunità europee sia un’onesta descrizione della situazione economica alla fine del dicembre 2006, e che non abbia scoperto alcuna imprecisione evidente relativa ai fondi e alle spese incorse, ha individuato numerosi errori negli importi registrati nei libri contabili e nelle relazioni fornite dagli Stati membri. Un motivo di particolare preoccupazione è che alcuni tipi di errori si ripetono di anno in anno, malgrado i commenti critici della Corte dei conti e del Parlamento europeo.

Altro motivo di preoccupazione è il continuo aumento di impegni di bilancio arretrati tuttora da versare, in particolare nei confronti dei vecchi Stati membri.

Terzo, nell’ottica di queste osservazioni, vorrei indicare la mia soddisfazione per la completa attuazione della spesa sulla politica agricola comune, che è stata ampiamente ottenuta mediante l’applicazione del sistema IACS, che riduce in maniera significativa il rischio di spesa impropria.

 
  
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  Antonio De Blasio (PPE-DE) . (HU) La ringrazio signor Presidente. Onorevoli colleghi, nel 2006 l’Unione europea ha dedicato il 39 per cento del proprio bilancio, in totale 38,9 miliardi di euro, a spese strutturali. La relazione annuale della Corte europea dei conti ha stabilito che la Commissione europea abbia compiuto molti passi riguardanti l’impiego dei Fondi strutturali e di coesione in quanto parte della sua sorveglianza di vasta portata. Se l’assimilazione finanziaria è evidentemente migliorata, la relazione richiama l’attenzione sul fatto che non è possibile recuperare almeno il 12 per cento degli stanziamenti del 2006 per progetti strutturali. L’importo è pari a circa 4 miliardi di euro, e si sono verificati errori di esecuzione con il 20 per cento dei progetti.

Per anni ci sono stati numerosi problemi con la gestione multilivello dei Fondi strutturali e la loro amministrazione condivisa. Una causa della proporzione relativamente elevata di irregolarità scoperte e rimborsi errati è, soprattutto, la scadente efficienza dei sistemi di controllo degli Stati membri e degli apparati di sorveglianza basati su di essi. Il problema maggiore che noto è che non esiste un modello di valutazione unificato impiegato da tutti, né un metodo con criteri o valutazione comparativa, e neppure un modo atto a verificare i progetti.

Anche se i Fondi strutturali rappresentano una risorsa estremamente importante, che può essere assegnata per lo sviluppo reciproco, possiamo ottenere una riduzione del numero di abusi di denaro pubblico soltanto se gli Stati membri e la Commissione europea agiscono insieme e in armonia al fine di interrompere l’uso illegittimo del denaro. Anche l’efficienza dei sistemi di sorveglianza degli Stati membri necessita di essere migliorata e unificata. Inoltre, è fondamentale che la Commissione renda più efficace il proprio controllo della spesa strutturale, stabilendo procedure di sospensione e rettifica e sviluppando un nuovo sistema informativo dei paesi membri, tenendo conto che ci sono problemi con il 40 per cento degli audit della Commissione. Considerato ciò, la nostra delegazione propone un discarico. Grazie per la vostra attenzione.

 
  
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  Inés Ayala Sender (PSE) . (ES) Signor Presidente, desidero esprimere la nostra soddisfazione poiché, per un altro anno, si è migliorata la trasparenza dei conti dell’Unione europea, malgrado il fatto che, dobbiamo dire, la Corte dei conti ci stia tuttora aiutando con gli aspetti più fondamentali del sistema. Tuttavia, è vero che, tramite un dialogo costruttivo (arduo, ma molto proficuo) con la Commissione, in cui dobbiamo riconoscere in particolare gli sforzi compiuti dai commissari per lo sviluppo regionale e l’occupazione, si siano verificati progressi reali in merito al miglioramento del controllo di tutti gli aspetti connessi a occupazione e Fondi strutturali.

Avremmo voluto la stessa collaborazione dal commissario per le relazioni esterne, che ci auguriamo aggiungerà o si unirà a questi sforzi.

Per quanto riguarda il Comitato delle regioni, siamo molto lieti, poiché abbiamo compiuto davvero progressi assai significativi, e mentre continuiamo a valutare e verificare le attività, riteniamo veramente di aver progredito.

Per quanto riguarda la Corte dei conti, vorremmo ci fosse maggiore trasparenza nella sua dichiarazione d’interessi, e in merito al Consiglio concordiamo con il rendere l’audit interno più trasparente ed efficiente, ma non con l’aumentare gli ostacoli burocratici, come sembra proporre l’emendamento presentato.

 
  
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  Chris Davies (ALDE) . (EN) Signor Presidente, ho alcune domande. Perché in un Parlamento impegnato per apertura e trasparenza, accade che le nostre autorità mantengano segrete relazioni imbarazzanti che rivelano le pratiche fraudolente dei deputati? Per quale motivo non si è chiesto ai deputati di rendere conto del loro utilizzo della spesa generale? Quanto di quel denaro finisce in tasche private? Perché manteniamo segreti i nomi dei 407 deputati che hanno beneficiato di 27 000 euro ciascuno, erogati in fondo pensionistico volontario, compreso me? Per quale motivo non esistono controlli sui deputati che si appropriano di quasi 14 000 euro l’anno eseguendo pagamenti privati in quel fondo pensionistico dal denaro pubblico? Esiste una qualche ragione, che non sia ingordigia, che impedisca a chi consideriamo una guida, l’Ufficio e talvolta persino la Conferenza dei presidenti, di introdurre riforme autentiche attese da troppo tempo? Questo fallimento procura vergogna a tutti noi e a quest’Aula.

 
  
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  Astrid Lulling (PPE-DE) . (FR) Signor Presidente, vorrei soltanto dire all’onorevole Davies che è lui a “procurare vergogna a quest’Aula”.

Detto ciò, signor Presidente, voterò a favore del vostro discarico 2006. Purtroppo, nella proposta di risoluzione che lo accompagna, figurano domande e osservazioni che sfondano porte già aperte (paragrafo 58) o sono imprecise, come i paragrafi relativi al fondo pensionistico volontario.

Malgrado i ripetuti sforzi atti a fornire le corrette informazioni dal presidente del fondo, alcune persone in Aula continuano a ripetere menzogne sull’attuale deficit del fondo. Grazie a una gestione esemplare, il fondo ora è in grado di garantire i diritti acquisiti fino al 2060. Penso che molti di noi saranno morti prima di allora!

Per quanto riguarda l’aggiornamento della posizione attuariale (paragrafo 71), esiste, ma prima sarà presentato al consiglio di amministrazione del fondo. Consentitemi di rilevare che in questo caso il Parlamento ha sprecato 36 000 euro per una cosiddetta relazione attuariale indipendente. Dov’è? Quali sono le sue conclusioni? Per quanto ne so, non sono diverse da quelle degli attuari del fondo.

Per quanto riguarda i paragrafi 72 e 73, occorre compiere una distinzione tra i desideri di alcuni membri della commissione per il controllo dei bilanci e la realtà derivante dallo statuto dei deputati. Chiedere che nessun attuale deputato, né altri affiliati, possano continuare a contribuire al fondo, è semplicemente incompatibile con l’articolo 27 dello statuto. Per fortuna, non si tratta di aspirazioni di pochi che contano, sebbene siano l’oggetto di decisioni nel quadro delle risoluzioni, ma è lo statuto che conta.

Il gruppo di lavoro dell’Ufficio sullo statuto dei deputati, di cui sono membro, ha svolto il proprio lavoro e ha preparato le misure necessarie, non conformemente ai desideri espressi nelle risoluzioni, ma all’articolo 27 dello statuto dei membri, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 7 ottobre 2005.

 
  
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  Bogusław Liberadzki (PSE) . (PL) Signor Presidente, desidero aggiungere la mia voce a quelle che hanno fornito parere favorevole al discarico per il 2006. La Commissione e i Commissari si sono distinti per il loro considerevole e sempre crescente livello di collaborazione. Ringrazio soprattutto la Corte dei conti. Per semplificare, la Corte ha svolto adeguatamente il proprio lavoro.

Abbiamo valutato il conseguimento degli obiettivi nell’UE insieme alla gestione delle risorse. Anche questo è un segnale molto positivo. Vorrei evidenziare nel modo più deciso che il Parlamento partecipa de facto alla procedura di discarico esprimendo giudizi sulle richieste e tramite le singole commissioni che si occupano di particolari settori. Desidero ringraziare il presidente della commissione per il controllo dei bilanci Bösch per tutto il lavoro e la pazienza mostrati, nonché i relatori, gli onorevoli Jørgensen, Pomés Ruiz e Stubb.

E’ stato estremamente difficile evitare irregolarità, ma è ancora più importante scoprirle e prevenirle. Abbiamo svolto con successo questo compito.

 
  
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  Péter Olajos (PPE-DE) . (HU) La ringrazio signor Presidente. In quanto relatore ombra per il parere ENVI (commissione per l’ambiente, la salute pubblica e la sicurezza alimentare) sull’esenzione per il 2006, desidero ringraziare Jutta Haug e il relatore per un lavoro molto valido. Ritengo che l’operato delle quattro agenzie di cui ci occupiamo sia estremamente importante, che ciò che fanno sia senza dubbio di grande aiuto per il Parlamento europeo e i vari organismi dell’UE, e pertanto migliora la qualità di vita dei cittadini europei.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie riveste un ruolo importante nella formazione delle opinioni sul controllo delle malattie e il rischio di nuove ed emergenti patologie infettive. Potrei aggiungere i miei ringraziamenti relativi al fatto che quest’anno l’Ungheria è stata la prima nella prevenzione delle malattie, siccome abbiamo il numero più contenuto di persone colpite da patologie contro le quali è stata condotta una campagna di vaccinazione.

L’attività dell’Agenzia europea per l’ambiente è indispensabile nella raccolta e nel confronto di informazioni sulla tutela ambientale, e l’Agenzia europea per i medicinali svolge un ruolo rilevante nella protezione della salute pubblica e degli animali. Ritengo che la collaborazione dell’agenzia nello sviluppo di nuovi medicinali sia estremamente significativa. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare offre un sostegno fondamentale negli ambiti della salute degli animali e della protezione delle piante.

Un fattore importante è che tutte le agenzie hanno ridistribuito il loro bilancio annuale disponibile. Come sottolinea il relatore, ciò avviene per la complessità degli incarichi. Sarebbe utile evidenziare maggiormente questo aspetto nella progettazione futura. Accolgo con favore le proposte del relatore relative all’importanza del controllo interno e alla necessità di rafforzarlo. Infine, vorrei richiamare l’attenzione sul valore del materiale della commissione che spiega il ruolo delle agenzie. Queste agenzie svolgono un ruolo necessario, ma trasparenza ed efficacia impongono l’esigenza di un chiarimento della loro posizione nel governo dell’Unione. Grazie.

 
  
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  Szabolcs Fazakas (PSE) . (HU) Signor Presidente, la ringrazio per avermi concesso la parola. Siamo giunti al termine di un processo lungo e pieno di tensione e alla votazione odierna a lungo attesa sul discarico 2006, che può giustamente essere considerato un giorno memorabile e una pietra miliare negli annali del Parlamento europeo. Un giorno memorabile, poiché è la prima volta che la Corte europea dei conti ci ha messi di fronte alla percentuale del 12 per cento di errori per i Fondi strutturali, che i giornali affamati di scalpore hanno naturalmente presentato come quattro miliardi di euro mancanti. La commissione per il controllo dei bilanci, che è responsabile della questione, ha svolto il lavoro risultante nella piena consapevolezza delle sue responsabilità politiche e professionali, con l’aiuto dell’onorevole Jørgensen, il relatore danese. Il suo obiettivo non era creare uno scandalo o destare scalpore con conseguenze imprevedibili, ma applicare i principi di divulgazione trasparente e presentare proposte che offrirebbero una garanzia per evitare tali problemi in futuro. A tale proposito, abbiamo scoperto un partner molto efficace nel Vicepresidente della Commissione Siim Kallas, cui rivolgo i miei particolari ringraziamenti, e sono certo che molto probabilmente saremo in grado di risolvere tutte le questioni in futuro. Grazie.

 
  
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  Pierre Pribetich (PSE) . (FR) Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei menzionare un aspetto dell’importanza relativa al discarico, vale a dire la valutazione delle azioni tramite campioni.

Quando stavo preparando il mio documento di lavoro sulla gestione della Commissione del programma CARDS sull’assistenza ai Balcani, in quanto parte del discarico, solo il 2,32 per cento delle azioni può essere sottoposto ad audit da parte della Corte dei conti al fine di esaminare i metodi di gestione impiegati dall’Unione europea per interventi esterni in questa regione d’Europa. Uno degli effetti del piccolo campione è stato che la Corte dei conti non ha potuto analizzare l’impatto dell’azione esterna sul Montenegro, poiché, dei 256 interventi finanziati, nessuno è stato controllato.

In tali circostanze, in che modo è possibile verificare effettivamente l’impatto? Quale affidabilità scientifica e finanziaria dovrebbe essere concessa a queste relazioni di valutazione? Anche se, da un punto di vista statistico, possono essere utilizzati piccoli campioni al fine di valutare il comportamento dei sistemi, occorre ancora che tali modelli siano rappresentativi, che non è stato il caso degli stanziamenti impiegati per finanziare interventi in Montenegro conformemente al programma CARDS. I contribuenti europei trarranno vantaggio collettivamente del miglioramento dei metodi della Corte dei conti per analizzare i campioni al fine di individuare più chiaramente l’efficacia degli stanziamenti dal nostro bilancio.

 
  
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  Monica Maria Iacob-Ridzi (PPE-DE) . (RO) Desidero evidenziare due questioni che considero molto importanti in merito al discarico della Commissione europea.

La prima questione si riferisce al coinvolgimento degli Stati membri nell’attuazione del bilancio europeo. Anche se esiste una procedura congiunta di gestione tra la Commissione e gli Stati membri per l’80% del bilancio europeo, ritengo dovrebbero essere introdotte nuove misure al fine di aumentare la partecipazione a tutte le fasi del processo di bilancio.

Per quanto riguarda il controllo, sostengo l’introduzione di dichiarazioni nazionali, approvate dalla Corte dei conti di ogni Stato membro, che costringerebbe i governi e le agenzie di pagamenti ad assumersi la responsabilità per l’assegnazione corretta e oggettiva dei fondi comunitari.

Ciononostante, l’azione di sospendere tutti i pagamenti in caso di una scoperta di qualsiasi difetto dovrebbe essere utilizzata con considerevole cautela e solo se si individuano gravi problemi nella gestione dei fondi europei.

I tassi di assorbimento contenuti in maniera preoccupante nei nuovi Stati membri rappresentano il secondo aspetto estremamente importante del discarico di bilancio. Non è normale per tutti i nuovi paesi membri avere tassi di assorbimento del 30% più bassi rispetto a quanto ci si aspettava in media all’inizio.

A mio parere, questa situazione comunica non la loro incapacità di assimilare i fondi europei, ma una possibile eccessiva burocrazia da parte delle istituzioni europee.

 
  
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  Richard Corbett (PSE) . (EN) Signor Presidente, mi trovo nella situazione molto insolita di concordare parzialmente con ciò che ha appena affermato l’onorevole Hannan, ovvero quando ha manifestato la propria preoccupazione relativa alla proliferazione delle agenzie. Sembra che creiamo agenzie più secondo il desiderio di ogni Stato membro di averne una sul proprio territorio, e quindi le spargiamo nell’Unione come i confetti, che secondo una reale e autentica necessità di farlo.

Se tale tendenza continua, condurrà certamente a una governance da parte dell’agenzia a discapito, francamente, della Commissione, che è il nostro organo esecutivo e che è responsabile nei confronti del Parlamento, e in maniera molto più diretta che le agenzie, anche se disponiamo di maggiori strumenti di quelli riconosciuti dall’onorevole Hannan per controllarle.

Il punto in cui mi discosto da lui è certamente quando esagera, come al solito, e afferma che queste agenzie sono state istituite illegalmente. Ovviamente, ciò è assolutamente privo di senso. Sono state tutte create in base agli attuali Trattati, con un fondamento giuridico appropriato e conveniente. Se fosse giusto farlo è un’altra questione, e dovremmo certamente essere molto cauti prima di realizzare nuove agenzie nel futuro.

 
  
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  Costas Botopoulos (PSE) . (EL) Signor Presidente, il Parlamento europeo è un organismo politico, e ritengo dovremmo considerare le questioni che stiamo discutendo in modo politico. La misura che dovrebbe unire le nostre attività, a mio parere, ci dice due cose. Consentitemi di considerare due esempi delle nostre discussioni. Il primo riguarda le autorità indipendenti o le agenzie. Naturalmente, esiste il problema della grande espansione di tutte queste agenzie, ma è impossibile affermare che il decentramento delle agenzie autonome non sia particolarmente utile. Siccome c’è un problema relativo alla grande espansione, diremo no a tutte le agenzie indipendenti? Ovviamente non è possibile.

Il secondo è connesso all’ignobile questione degli stipendi dei nostri colleghi. Si tratta di certo di un problema, e lo abbiamo dichiarato in sede di commissione. Esiste, tuttavia, una grande differenza tra affermare che ci sia un problema e non concedere l’esenzione al Parlamento per un anno intero, e anche tra esprimere commenti molto populisti, come siamo tutti responsabili, e sostenere che non esista trasparenza. In che modo non può esserci trasparenza? Noi, membri della commissione, abbiamo consultato la relazione.

 
  
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  Siim Kallas, Vicepresidente della Commissione. (EN) Signor Presidente, desidero ringraziare gli onorevoli colleghi, il relatore e i membri della commissione per il controllo dei bilanci.

La discussione sul discarico è stata molto impegnativa quest’anno, e la Commissione ha preso numerosi impegni volti a seguire le osservazioni e le raccomandazioni del Parlamento. Continueremo questo intenso processo, che inizierà a maggio, quando si svolgerà una discussione in sede di commissione per il controllo dei bilanci in merito ai nostri progetti per il prossimo anno.

Si tratta di un processo complicato, e vorrei assicurare al Parlamento che considereremo molto seriamente i nostri impegni e proseguiremo con le proposte e le idee comuni relative all’incremento dell’affidabilità, alla cooperazione con gli Stati membri e all’aumento delle responsabilità dei paesi membri nelle questioni di gestione congiunta. Questa è la nostra linea comune, e ci adopereremo con serietà su tutti questi piani d’azione e proposte.

Esistono diversi tipi di agenzie. Primo, agenzie esecutive, che sono chiaramente responsabilità della Commissione, e per cui concedete il discarico alla Commissione. Siamo dotati di alcune agenzie esecutive, ma abbiamo deciso di attuare una sospensione nell’istituzione di nuove agenzie esecutive.

Quali sono le preoccupazioni riguardanti le agenzie tradizionali? Il problema di governance è grave, ed esistono numerosi punti deboli per quanto riguarda il modo in cui amministrare e gestire tali agenzie. Probabilmente dovremmo condurre serie discussioni sulle questioni di governance, ma dovremmo altresì non sottovalutare le osservazioni sul loro operato (il lavoro che stanno svolgendo e i vantaggi reali derivanti), e il Parlamento riveste un ruolo molto importante nel valutare quanto siano proficue. Né dovremmo sottovalutare gli aspetti positivi del decentramento e della diffusione di organismi europei in Europa. Non si tratta di un’idea così inopportuna, se tutti considerano il proprio paese.

Desidero ringraziarvi ancora una volta per tutti i vostri contributi, commenti, dibattiti e discussioni. Proseguiremo con i nostri impegni e piani d’azione.

 
  
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  Dan Jørgensen, relatore. (DA) Signor Presidente, desidero ringraziare il Commissario Kallas. E’ evidente che abbiamo attraversato un processo in cui le onde talora sono state un po’ agitate. E’ avvenuto uno scontro tra noi in Parlamento e la Commissione. Tuttavia, si tratta di uno scontro che siamo riusciti a mutare in dialogo. Ha condotto ad alcuni risultati favorevoli e impegni positivi da parte della Commissione, e anche ad alcuni piani d’azione concreti con scadenze specifiche e criteri di successo precisi. Dobbiamo continuare in momenti in cui certi deputati di gruppi più euroscettici affermano: “sono solo parole, e parole già dette in precedenza”. Non è vero! Di certo non si tratta soltanto di parole, ma di azioni specifiche, che la Commissione ora si impegna ad attuare. Alcune misure sono già state applicate. Inoltre, sono anche state stabilite scadenze molto precise, che saremo in grado di controllare. Un fattore fondamentale è che adesso avremo un Commissario che si incontrerà mensilmente con la commissione al fine di seguire tale processo. E’ davvero un grande passo avanti.

Detto ciò, per terminare vorrei ricordare perché sono sorti questi problemi. Una delle ragioni è che una considerevole proporzione dei fondi è amministrato da una gestione congiunta, ovvero l’80% dei fondi europei è gestito dagli Stati membri. E’ responsabilità della Commissione attenersi al trattato ed è una promessa che deve mantenere. Pertanto, critichiamo aspramente la Commissione. Tuttavia, in realtà, la maggior parte dei problemi nasce con gli Stati membri. Questo è il motivo per cui in Parlamento siamo fedeli sostenitori dell’idea di dichiarazioni nazionali annue di audit, sottoscritte a un adeguato livello politico, vale a dire dal ministro delle Finanze. Ciò sta già avvenendo in alcuni paesi: Danimarca, Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia. Qualora intendessimo ottenere qualcosa di simile in tutti i paesi dell’UE, scopriremmo che tali obblighi di audit sarebbero considerati più seriamente nei singoli Stati. Ritengo che, in effetti, conseguiremmo uno strumento davvero valido per eliminare quegli ambiti in cui le cose non funzionano nei singoli paesi.

 
  
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  José Javier Pomés Ruiz, relatore. (ES) Signor Presidente, talvolta guardiamo il dito e non la luna. In questa procedura di discarico, dobbiamo rilevare ciò che è sbagliato, e talora ci dimentichiamo del fatto che molte cose funzionano, del personale estremamente competente presente nella Commissione e in quest’Aula, il Parlamento, compresi gli uscieri, numerosi servizi, i traduttori, gli interpreti, che forniscono un eccellente lavoro. Ci dimentichiamo come siamo in grado di allungare il bilancio a disposizione al fine di realizzare i nostri obiettivi, di come il Parlamento e la Commissione abbiano compiuto sempre maggiori progressi sul fronte della politica della trasparenza.

Esiste ancora una sfida, una sfida molto importante per il Parlamento, che è rappresentata dalla politica in materia di comunicazione e informazione. Era uno degli obiettivi che il Parlamento si era posto per il 2006, e non sono soddisfatto di come si è evoluta la situazione. Tra un anno si terranno le elezioni, e abbiamo bisogno di sapere come giungere a questo traguardo, il che significa migliorare le nostre procedure d’informazione e continuare a essere trasparenti, come stiamo facendo. La trasparenza, e sono stato il relatore per questo testo, è compatibile con avere documenti che non sono pubblici, come accade negli Stati membri, per giornalisti, imprese e nelle famiglie. E’ positivo per il nostro operato se ci sono livelli di elaborazione di criteri che non sono passati al vaglio dell’approvazione pubblica, e logicamente deve quindi essere il segreto di coloro fra noi che stanno lavorando in merito.

Sono pienamente soddisfatto dell’accesso ottenuto a tutte le informazioni, e ritengo che la relazione che sto presentando sui conti del Parlamento sia un testo responsabile. Sostengo che i conti del Parlamento dovrebbero essere sottoposti a discarico, poiché questa istituzione, se mi consentirete, svolge molto bene la propria attività, e molto meglio di alcuni Parlamenti nazionali, in maniera più trasparente e con personale che è operativo più ore di quanto quelle lavorate in simili assemblee.

Non intendo dire, quindi, che sia perfetto: occorre continuare a lavorare. Abbiamo ancora molta strada da fare, ma, in quest’anno politico, disponiamo di una visione positiva del modo in cui abbiamo impiegato il denaro che i nostri cittadini ci hanno dato; lo abbiamo utilizzato in maniera adeguata, trasparente e coerente.

 
  
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  Hans-Peter Martin, relatore. − (DE) Jutta Haug ha descritto i miei commenti critici nella motivazione e nel testo principale come odiosi e che istigano allo scandalo. Vorrei leggervi alcune citazioni: “I capi di Stato e di governo stanno creando un’agenzia dopo l’altra. Le agenzie stanno consumando il nostro denaro. Non esistono controlli appropriati in merito al fatto se le agenzie sono veramente necessarie. C’è una vasta area priva di controllo in cui nessuno è davvero responsabile. Nessun progetto è comprensibile. Si istituisce un’agenzia dopo l’altra al fine di essere sovvenzionati per un accordo su materie difficili mediante un’iniziativa per un’agenzia interessante”.

Sono tutte citazioni dell’onorevole Herbert Bösch. Sono molto più critiche di ciò che ho scritto. Bene! Quando scrivo queste cose, sono considerate “istigazioni allo scandalo”, ma Herbert Bösch, naturalmente, è un membro del partito e si adatta. Sì, l’ho già vissuto in precedenza. Si tratta di ciò che intendo quando parlo di “discorso ambivalente” che domina in Aula. Questa è l’ipocrisia della classe “speciale”, che le persone affermano “è terribile menzionare esplicitamente uno scandalo in un documento ufficiale del Parlamento”, ma poi compiono osservazioni critiche in pubblico. Si tratta di uno dei problemi fondamentali in Parlamento.

Naturalmente, le persone possono avere opinioni diverse sul concedere o meno il discarico, ma non era l’argomento dei passaggi che ho letto all’inizio, nient’affatto. Più propriamente, erano considerazioni di base in cui, quando le si considera, esiste la reale opportunità di mostrare la loro vera natura, le persone ancora una volta nascondono ciò che sta avvenendo in Aula. Questo è il vero grande problema per la democrazia in Europa, che il sistema non è sottoposto ad autoregolamentazione, che prevede semplicemente complimenti reciproci.

Signor Presidente, vorrei anche chiedere che mi sia consentito esprimere una dichiarazione personale al termine della discussione ai sensi dell’articolo 145.

 
  
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  Christofer Fjellner, relatore. − (SV) Desidero cogliere quest’opportunità per fornire una critica costruttiva alla Commissione e alle agenzie decentrate, poiché ritengo ancora che il relatore, l’onorevole Hans-Peter Martin, non ci sia riuscito. In quanto relatore responsabile di tale materia il prossimo anno, vorrei concentrarmi su tre questioni principali. Sono state affrontate anche nelle relazioni.

La prima è la valutazione delle possibilità di raggruppare le funzioni amministrative della maggior parte delle agenzie più piccole, diffondendo risorse e competenze nel conformarsi al complicato quadro normativo relativo alle agenzie. Molte di queste agenzie decentrate presentano problemi nel rispettare i principi prioritari di bilancio, ad esempio, o il regolamento finanziario, la legislazione relativa agli appalti, ecc. E’ un’opinione ricorrente in quest’Aula, e con cui spero la Commissione concorderà più avanti.

Proponiamo inoltre che alle agenzie indipendenti, come altre istituzioni, siano ridotti gli stanziamenti per il personale di una percentuale equivalente ai posti che si ritiene non saranno occupati. Penso che quest’iniziativa potrebbe anche riscattare considerevoli risorse.

Ultimo ma non meno importante, proponiamo che le entrate assegnate che le agenzie versano alla Commissione ogni anno e che sono restituite siano dedotte a differenza della proposta nel bilancio su cui il Parlamento europeo sta ottenendo una decisione.

Sono le tre questioni su cui vorrei avviare un dialogo continuo con la Commissione e le agenzie decentrate durante questo periodo, finché non adotterò il processo di discarico.

Infine, vorrei anche trattare la speciale relazione della Corte dei conti sui sistemi di controllo, verifica e approvazione in merito alle norme sulla tutela delle risorse comunitarie per la pesca. Dopotutto, si tratta di un aspetto importante insieme al discarico della Commissione che stiamo affrontando oggi, e la Corte dei conti esprime una critica spietata, che deve condurre a una riforma su vasta scala della politica comune della pesca.

Queste conclusioni che ho elaborato, e che sono consultabili anche nella relazione che voteremo, riguardano innanzi tutto il fatto che sia inaccettabile per gli Stati membri, anno dopo anno, fissare quote a un livello più elevato di quanto raccomandato dai ricercatori per una pesca sostenibile, secondo che la Commissione e gli Stati membri devono essere più decisi quando si tratta di combattere le violazioni o le frodi del sistema di quote e, terzo, che dobbiamo elaborare una nuova politica della pesca che rafforzi gli incentivi e le ragioni per i pescatori professionisti per proteggere i fondi. Sono tre osservazioni aggiuntive che vorrei consideraste seriamente nella relazione che votiamo oggi.

 
  
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  Hans-Peter Martin, relatore. − (DE) Signor Presidente, mi ha interrotto quando l’ho definita despota. Vorrei spiegarle il motivo.

Ho atteso questa risposta dal marzo 2007, in relazione a una materia molto, molto importante riguardante un errore da parte di questo Parlamento che per me, personalmente, e per il mio lavoro politico, è grave (nel momento in cui sono stato assegnato a un gruppo contro il quale ho sempre lottato, poiché lo reputo essere nazista in incognito) e ho le ho sottoposto una lunga richiesta personale. Nel frattempo, ho presentato una denuncia al Mediatore.

Quando si agli tratta di interventi di un minuto, signor Presidente, lei ha tutto disposto al momento giusto , e, quando dovrebbe essere il mio turno, non mi consente di prendere la parola, per questo mi permetto di chiamarla despota. La definisco un Presidente dispotico anche perché lei ha arbitrariamente scelto alcuni deputati nei cosiddetti episodi del 12 dicembre, non coloro che erano membri del partito a cui lei ancora apparteneva all’epoca, ma coloro che, a quanto pare, avevano attirato la sua attenzione.

La definisco altresì un despota, poiché continua a interrompermi mentre parlo e dico “no, non mi darà quella risposta”. E’ sorprendente che mi stia lasciando finire di parlare ora.

Inoltre, la ritengo un Presidente dispotico poiché, in base a questa interpretazione aggiuntiva, e non sono l’unico a credere sia insostenibile, in quest’Aula in effetti possono svolgersi procedure che in realtà non avvengono in un Parlamento rispettabile, almeno non il metodo che ho appreso a scuola. Tuttavia, per me, è trascorso molto tempo da allora, se ha letto il mio curriculum vitae, per far sì che scegliessi una tale espressione. Deve essere successo qualcosa di importante perché ciò accadesse.

Tuttavia, sono convinto che lei si consenta tale atteggiamento dispotico proprio perché, in effetti, non si trattava di cercare un chiarimento in merito alla questione delle indennità di assistenza parlamentare. Ha acconsentito che fossi messo alla gogna a causa di ridicoli errori di forma che potrebbero capitare a tutti, sì, tutti, e sono certo che siano capitati a ogni deputato di quest’Aula. Eppure, si cela il fatto che, secondo indagini interne, si sarebbero dovuti reclamare almeno 80 milioni di euro dai deputati del Parlamento se ci fossero stati equo trattamento e proporzionalità di fondi. Questi elementi non esistono e, quindi, sostengo, in effetti, che, a mio parere, lei (in quanto rappresentante politico del 14% degli elettori austriaci) sia, purtroppo, un Presidente dispotico che sta infliggendo danni inutili a questo Parlamento e all’importante concetto basilare di Europa. Desidero vedere un Parlamento corretto, leale, democratico, in cui non sarebbe necessario né preferibile usare una tale espressione.

 
  
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  Presidente . − Onorevole Martin, siamo un Parlamento libero. Quindi, com’è mio dovere, le ho consentito di prendere la parola, ai sensi dell’articolo 145. Non intendo esprimere un giudizio sulla sua spiegazione, semplicemente rilevare che ho applicato in modo imparziale il regolamento di procedura al fine di offrirle l’opportunità di dire ciò che ha detto. A nome mio, vorrei affermare che cerco di essere giusto e oggettivo, e che lo faccio, nei miei rapporti con tutti i deputati del Parlamento.

La discussione è chiusa. La votazione si svolgerà oggi.

(La seduta, sospesa alle 11.35, è ripresa alle 12.00)

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. ALEJO VIDAL-QUADRAS
Vicepresidente

 
Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2008Avviso legale