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Procedura : 2007/0262(COD)
Ciclo di vita in Aula
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Testi presentati :

A6-0088/2008

Discussioni :

PV 17/06/2008 - 16
CRE 17/06/2008 - 16

Votazioni :

PV 18/06/2008 - 6.5
CRE 18/06/2008 - 6.5
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2008)0298

Discussioni
Martedì 17 giugno 2008 - Strasburgo Edizione GU

16. Adeguamento di determinati atti conformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio, modificata dalla decisione 2006/512/CE – Adeguamento alla procedura di regolamentazione con controllo (prima parte) – Adeguamento di determinati atti alla decisione 1999/468/CE del Consiglio, modificata dalla decisione 2006/512/CE – Adeguamento alla procedura di regolamentazione con controllo (terza parte) (discussione)
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  Presidente. − L’ordine del giorno reca, in discussione congiunta

– la relazione di József Szájer, a nome della commissione giuridica, sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che adegua alla decisione 1999/468/CE del Consiglio, modificata dalla decisione 2006/512/CE, determinati atti soggetti alla procedura di cui all’articolo 251 del trattato, per quanto riguarda la procedura di regolamentazione con controllo – Prima parte (COM(2007)0741 – C6-0432/2007 – 2007/0262(COD)) (A6-0088/2008); e

– la relazione di József Szájer, a nome della commissione giuridica, sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che adegua alla decisione 1999/468/CE del Consiglio, modificata dalla decisione 2006/512/CE, determinati atti soggetti alla procedura di cui all’articolo 251 del trattato, per quanto riguarda la procedura di regolamentazione con controllo – Terza parte [COM(2007)0822 – C6-0474/2007 – 2007/0282 (COD)] (A6-0086/2008).

 
  
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  Margot Wallström, Vicepresidente della Commissione. − (EN) Signor Presidente, il “fascicolo comitatologia” ha due caratteristiche principali. Da un lato, è estremamente tecnico, e probabilmente qualsiasi cittadino comune lo troverebbe di difficile comprensione. Dall’altro, riveste una grande importanza, in quanto tratta del modo in cui il Parlamento esercita il proprio controllo sull’attuazione degli atti. La riforma del 2006 della decisione sulla comitologia ha introdotto un’azione denominata “procedura di regolamentazione con controllo”, la quale concedeva al Parlamento il diritto di veto su provvedimenti di portata generale che modifichino un atto giuridico adottato in codecisione.

Entro la fine del 2006, erano già stati resi conformi con la nuova procedura 26 atti denominati come particolarmente urgenti, il che garantisce il rafforzamento del ruolo del Parlamento e sono felice di costatare che oggi siamo pronti ad accogliere dei progressi ulteriori.

Tra il novembre del 2007 e il febbraio del 2008 la Commissione ha proposto di allineare alla nuova procedura con controllo oltre 220 atti. Per facilitare l’esame di questi fascicoli da parte del Parlamento e del Consiglio abbiamo optato per il raggruppamento delle proposte secondo il cosiddetto approccio delle “proposte omnibus”: ne sono state adottate quattro.

La Commissione è ora molto soddisfatta di vedere che un accordo in prima lettura è possibile sulla prima e terza proposta omnibus e che sono state raggiunte delle soluzioni di compromesso buone ed eque tra le tre Istituzioni. Vorrei ringraziare in modo particolare il relatore e le commissioni parlamentari che hanno lavorato molto a fondo e molto rapidamente.

La Commissione vorrebbe formulare la dichiarazione seguente. Nel contesto della revisione della direttiva 2005/36/CE, come previsto dall’articolo 60 della direttiva, la Commissione provvederà a verificare in particolare l’attuazione dei suoi poteri delegati ai sensi dell’articolo 61 clausola di deroga della direttiva.

La Commissione esprime il proprio appoggio alla volontà politica di procedere su questo argomento e alla volontà del Parlamento di procedere il più velocemente possibile. Ci si augura di vedere un forte impegno anche da parte del Consiglio. Solleverò il problema con la Presidenza francese e ho fiducia che si attiverà in merito a questo fascicolo. Continueremo a lavorare in stretto contatto con le due Istituzioni al fine di raggiungere un accordo sulle due proposte omnibus rimanenti.

 
  
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  József Szájer, relatore. (HU) Signor Presidente, signora Vicepresidente, vorrei innanzi tutto ripetere quello che ha detto la Vicepresidente della Commissione, e cioè che stiamo trattando una questione duplice. Da un lato abbiamo problematiche decisamente tecniche – e vorrei aggiungere che è compito nostro risolvere i problemi tecnici ed eseguire i compiti che ne derivano e pertanto sono problematiche che dobbiamo comprendere. Dall’altro, fornisce ai cittadini una nuova opportunità, in quanto la nuova procedura che comporta il controllo permette ai cittadini, per la prima volta, di controllare, attraverso i propri rappresentanti eletti direttamente e liberamente, le misure attuative e quelle normative della Commissione europea.

Avrete sentito molti racconti, fatti circolare principalmente dai circoli euroscettici, su come la Commissione e la burocrazia europee vogliano regolamentare tutta una serie di questioni apparentemente futili. Conosciamo tutti alcune di queste questioni – dalla dimensione delle uova al colore della paprika, abbondano i racconti dell’orrore. Ovviamente, non sappiamo se questi racconti siano veritieri o meno ma, tuttavia, i miti sulla burocrazia di Bruxelles si sono dimostrati resistenti alla storia. Una delle ragioni per cui sono durati nel tempo è che, finora, il Parlamento europeo non era dotato di poteri di controllo effettivi ed efficaci in merito alle misure normative delegate alla Commissione.

Il processo attuale, che si concluderà con le due votazioni di domani, permetterà al Parlamento di esercitare, almeno in parte, questa sorta di potere di controllo da ora in avanti, tali misure normative verranno sottoposte a controllo politico. Per quanto riguarda quello che viene abitualmente chiamato problema del deficit democratico, debbo affermare che si tratta di un passo avanti significativo. E, devo dire che si tratta di un bel passo avanti per quanto riguarda l’eliminazione del deficit democratico senza ricorrere a emendamenti al Trattato. Io mi sono sempre adoperato a questo fine, e lo stesso ha fatto il Parlamento; alla base delle modifiche discusse in questa sede, vi è l’accordo raggiunto tra la Commissione europea e il Parlamento nel 2006. Da parte mia, ho sempre sostenuto che non si dovesse attendere che fosse il Trattato di Lisbona ad estendere questi poteri al Parlamento. Non serve attendere in quanto l’accordo fra le due istituzioni e le proposte di cui stiamo discutendo risolvono in buona parte tali problemi. Inoltre, dubito che chiunque possa dire con certezza quando effettivamente entrerà in vigore il Trattato di Lisbona.

Il Parlamento ha bisogno di questi poteri. Tuttavia, vorrei dare un avvertimento: si tratta di un compito enorme, un compito che il Consiglio porta avanti da molti anni per mezzo dei comitati di comitatologia. Per il Parlamento si tratta di una funzione completamente nuova e si dovrà fare molto lavoro per garantire che siamo effettivamente in grado di esercitare i nuovi poteri che ci sono stati assegnati. Aggiungo che non si tratta solo di essere capaci di esercitare questi poteri come Parlamento europeo; da ora in poi, si tratterà di un obbligo, dal momento che i cittadini europei ci chiederanno di rendere conto, in quanto loro rappresentanti eletti, del modo in cui trattiamo queste questioni. Vorrei ringraziare sinceramente la Commissione per aver fatto queste proposte, e vorrei attirare la vostra attenzione sul fatto che finora solo dodici dei trenta, o piuttosto circa quarantasei, atti compresi nella “Lista 3” sono stati presentati. Vorremmo inviarvi a presentare i rimanenti trentaquattro atti al più presto, in modo che possano venire discussi. Si sono conclusi con successo i negoziati con il Consiglio sulla prima e sulla terza proposta omnibus.

Ho grande fiducia che il Consiglio porterà avanti questo processo – il Consiglio si è impegnato in questo senso – in modo che, se sarà possibile, si possano risolvere le questioni e concludere il processo entro fine anno. Perché ciò accada, ovviamente, tutte le Istituzioni dovranno continuare a collaborare. Un’altra ragione dell’importanza di tutto ciò è che, in questo caso, sia la Commissione che il Consiglio stanno trasferendo importanti poteri costituzionali al Parlamento. Potrei anche aggiungere quanto ciò sia ammirevole e quanto siamo grati di aver ricevuto questi poteri, ma sono convinto che essi abbiano fatto questo passo nell’interesse della democrazia all’interno dell’Unione europea e al fine di eliminare le procedure burocratiche eccessive e garantirle maggiore efficienza, trasparenza e democrazia. Ringrazio le istituzioni per la collaborazione e ringrazio tutte le commissioni per aver lavorato celermente in modo da permettere al Parlamento di risolvere questa questione, perlomeno per quanto riguarda la prima e la terza proposta omnibus. Vi ringrazio per l’attenzione.

 
  
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  Oldřich Vlasák, a nome del gruppo PPE-DE. – (CS) Signor Presidente, signora Commissario Wallström, onorevoli colleghi, la Commissione europea ha un ruolo insostituibile nell’attuazione della legislazione europea. Ha il compito di attuare la legislazione europea a livello comunitario e garantirne l’osservanza all’interno degli Stati membri. La comitatologia rappresenta uno strumento fondamentale per la gestione di questo processo; trova la propria giustificazione e svolge un ruolo insostituibile nel processo politico e legislativo. Essa venne creata come risposta al bisogno pratico di modificare ed emendare le norme comunitarie, spesso molto tecniche, in modo che si potessero inserire nelle realtà e nelle situazioni effettive. Questo non significa tuttavia che questo sistema sia quello ideale. Nel quadro della comitatologia dobbiamo cercare un equilibrio fra la Commissione, il Consiglio e/o gli Stati membri e il Parlamento europeo.

L’importanza del Parlamento europeo e del suo ruolo nell’adozione della legislazione europea è insostituibile. Non dobbiamo dimenticare tuttavia che la possibilità di controllare l’attuazione degli strumenti legislativi è limitata dal tempo, dalle caratteristiche tecniche e dalla conoscenza. Sono dell’opinione che il Parlamento abbia un coinvolgimento eccessivo in questo processo, il che comporta maggiore burocrazia e compromette il processo stesso. Noi dovremmo avere l’obiettivo diametralmente opposto: quello di diminuire il livello burocratico. Le centinaia di comitati comitatologia, le migliaia di riunioni e decreti attuativi non contribuiscono affatto alla maggiore trasparenza della comitatologia. Io ritengo che dovrebbe esistere un livello superiore di formalizzazione del sistema di comitatologico. Senza dubbio, tutto il sistema deve essere snellito e semplificato. Onorevoli colleghi, la comitatologia, come il Trattato di Lisbona, rappresenta qualcosa che i cittadini non comprendono. Per gli scopi del nostro dibattito sulla comitatologia, dovremmo considerare il “no” irlandese come un avvertimento.

 
  
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  Manuel Medina Ortega, a nome del gruppo PSE. (ES) Signor Presidente, questa sera il Parlamento ha introdotto una novità. Mi sembra che tutti gli interventi, compreso quello del Commissario, abbiano messo in luce la natura in qualche modo astrusa della comitatologia. E la dimostrazione è nel fatto che non vi è un pubblico presente a seguire la discussione questa sera e, se io dovessi spiegare ai miei elettori cosa sto facendo qui alle undici di sera, avrei delle difficoltà.

Mi sembra che questa difficoltà sia stata espressa da vari oratori e credo che, proprio per la nostra preoccupazione di rendere le istituzioni europee un po’ più attraenti, dovremo trovare il modo di spiegare ai cittadini di che cosa stiamo effettivamente discutendo.

Naturalmente, il pacchetto di misure di cui discutiamo è piuttosto ampio. Come ha già affermato il Commissario, abbiamo quattro pacchetti omnibus. Abbiamo preso in esame soltanto il primo e il terzo e, articolo per articolo, stiamo verificando quali problemi nascano dal punto di vista dell’attuazione. Come hanno già detto il relatore e altri oratori, si tratta di un esercizio necessario su cui dobbiamo, tuttavia, cercare di fare chiarezza.

Forse vale la pena di fare riferimento ad alcuni argomenti. Per esempio la direttiva 76/160/CEE del Consiglio sulla qualità dell’acqua per la balneazione o la direttiva 91/271/CE del Consiglio sul trattamento delle acque reflue urbane. Le procedure che adotteremo avranno conseguenze pratiche per i cittadini; rimane la questione di come renderli consapevoli di ciò.

Penso che l’onorevole Szájer abbia compiuto un ottimo lavoro, che all’interno del Parlamento abbiamo cercato di agire con senso di responsabilità, che continueremo a fare altrettanto in futuro e che l’unica cosa che ci resta da fare sia questa parte, far capire ai cittadini quello che facciamo realmente in questa sede, cosa alquanto difficile. Penso che sarà questa la nostra sfida e, se continueremo a fare quello che abbiamo fatto finora e quello che stiamo facendo questa sera, risolveremo il problema in futuro, in modo che il dibattito parlamentare non sia così spoglio come quello di questa sera.

 
  
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  Lidia Joanna Geringer de Oedenberg (PSE).(PL) Signor Presidente, l’inclusione del Parlamento europeo nelle procedure di comitatologia si rende necessaria alla luce dello sviluppo delle sue competenze legislative e, in modo particolare, in quanto parte della procedura di codecisione prevista nell’articolo 251 del Trattato. Questa è la direzione seguita dalla decisione del Consiglio del 17 luglio 2006 e dall’articolo 5 bis, che introduce la nuova procedura in base a cui il Parlamento dovrà decidere congiuntamente con il Consiglio in merito alla proposta di certi poteri di attuazione. La nuova “procedura di regolamentazione con controllo” verrà attuata in merito a misure di ambito generale, le quali hanno l’obiettivo di emendare gli elementi non essenziali di uno strumento basilare adottato in conformità con la codecisione.

La decisione del Consiglio ha una portata rivoluzionaria per quanto riguarda l’iter del processo legislativo, in quanto permette al Parlamento di porre il veto ad una proposta della Commissione facendo riferimento ai poteri di attuazione. Ne risulta che sarà possibile modificare una proposta oppure ritornare all’iter legislativo. E’ importantissimo che si adotti il pacchetto di allineamento al più presto, in modo tale che la nuova procedura possa venire applicata immediatamente agli acquis esistenti. Faccio appello pertanto, che nella prossima votazione si adotti la proposta della Commissione che comprende una serie di strumenti legislativi che debbono essere allineati con la nuova procedura, insieme agli emendamenti proposti dai comitati parlamentari competenti.

Contemporaneamente, vorrei sottolineare che il modo in cui il Parlamento utilizzerà il potenziale che ha dinnanzi in questo momento sarà di importanza fondamentale per il successo di questa riforma della comitatologica. Il requisito della maggioranza assoluta dei voti per rifiutare la proposta della Commissione sui poteri di attuazione o sull’estensione della procedura resa necessaria, per esempio, dalla necessità di tradurre i documenti nelle 23 lingue dell’UE potrebbero avere un effetto negativo sull’avanzamento della procedura stessa. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che il Parlamento potrebbe ricevere forti pressioni da vari ambienti, che hanno interesse ad influenzare l’assetto finale dei poteri di attuazione. Inoltre, non si dovranno dimenticare, in termini generali ed organizzativi, l’enorme quantità di strumenti di attuazione che verranno sottoposti al Parlamento in futuro.

 
  
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  József Szájer, relatore. (HU) Signor Presidente, signora Vicepresidente, onorevoli colleghi, non rimane molto da dire e vorrei ringraziare i colleghi che hanno fatto parte, assieme a me, della Commissione giuridica e delle altre commissioni per la loro collaborazione. Vorrei anche ringraziare tutti coloro che hanno lavorato a fianco della Commissione, fornendomi tutta l’assistenza necessaria per gestire questa questione molto complessa e difficile. Sono molto soddisfatto dell’accordo raggiunto con il Consiglio su questo punto e spero che sia possibile concludere il processo in prima lettura. Inoltre, vorrei esprimere la speranza che questo processo continui allo stesso ritmo e con lo stesso entusiasmo per la seconda e quarta proposta omnibus – la quarta mi sembra un po’ più complessa e difficile da trattare. Sono già iniziati i negoziati in merito e ho grande fiducia che si possa arrivare a concludere il processo entro la fine dell’anno, se non prima e che si possa dare inizio al processo ufficiale.

Il Trattato di Lisbona introdurrà questo sistema nel contesto del diritto derivato, ma ritengo che non sarebbe stato corretto perdere due anni senza la procedure di comitatologia. Sono convinto che il Parlamento abbia bisogno di questo processo di apprendimento, che debba imparare a gestire queste questioni. Un intervenuto ha dichiarato quanto sia importante che noi stessi impariamo a distingue tra questioni importanti e non importanti; in effetti il ruolo della legislatura è quello di concentrarsi su questioni di importanza vitale e pertanto deve delegare certi poteri all’esecutivo, in altri termini, alla Commissione. Questo non esclude che dobbiamo mantenere la possibilità e il diritto di controllo sulle misure attuative che essa elabora. I commenti che sono stati espressi sono stati inseriti nelle proposte. Vi ringrazio di cuore per l’attenzione e auguro al Parlamento, alla Commissione e al Consiglio ogni successo nell’esecuzione dei compiti che rimangono da eseguire, considerando che stiamo discutendo della proposta di legge numero sessanta qualcosa e che la gran parte degli atti debbono ancora essere discussi, e che io spero si possa arrivare ad una soluzione di questa questione nella seconda metà dell’anno. Grazie per la vostra attenzione. Grazie per avermi seguito.

 
  
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  President. − La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà mercoledì 18 giugno 2008.

 
Ultimo aggiornamento: 28 ottobre 2008Avviso legale