Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Discussioni
Avvertenza
Mercoledì 24 settembre 2008 - Bruxelles Edizione GU

20. IASCF: Revisione dello statuto - responsabilità pubblica e composizione dell'IASB - proposta di cambiamento’ (discussione)
Video degli interventi
PV
MPphoto
 
 

  Presidente . L'ordine del giorno reca l'interrogazione orale dell’onorevole Berès su “IASCF: Revisione dello statuto - responsabilità pubblica e composizione dell’IASB - proposta di cambiamento” (B6-0463/2008).

 
  
MPphoto
 

  Pervenche Berès, autore. – (FR) Signora Presidente, signor Commissario, quando si parla di norme contabili, questo Parlamento ormai sa che la Commissione ha il dono della creatività e la capacità di istituire comitati privi di compiti precisi. Quando, all’inizio di questa legislatura, abbiamo sollevato interrogativi in merito allo statuto e al ruolo dell’EFRAG, vi siete inventati la tavola rotonda, che, come tutti sappiamo, non ha svolto adeguatamente la propria funzione.

Di fronte alle proposte dei trustees della IASCF di istituire un comitato di supervisione, e non appena qualcuno, tra i suoi membri, non si è trovato d’accordo con i vostri piani, avete pensato di creare un comitato consultivo internazionale di revisione contabile.

Il Parlamento ormai conosce bene il vostro modo di agire. Quando vi abbiamo allarmato, prendendo l’iniziativa di una relazione relativa alla governance della IASCF, vi siete precipitati ad asserire il vostro ruolo ufficiale, insieme ai vostri colleghi giapponesi e americani e con la IOSCO, rilasciando un comunicato stampa il 7 novembre 2007, in cui sostenete di fungere da punto di riferimento per tutti i problemi di governance, piuttosto che aspettare di poter agire in base alla legittimità e all’autorità di una posizione adottata dai rappresentanti democratici dell’Unione europea, vale a dire il Parlamento europeo.

Quando il Parlamento ha elaborato questa posizione, su iniziativa del nostro relatore, l’onorevole Radwan, avete preferito, a marzo, rimandare la discussione ad aprile per motivi dipendenti da voi e di cui vi assumete la piena responsabilità.

Quando, sulla base delle proposte di aprile, avevate la forza necessaria nonché l’opportunità per definire ufficialmente la posizione dell’Unione europea sullo scenario internazionale e di procedere in tal senso in base al paragrafo 9 della predetta risoluzione, che cito: “constata che con la summenzionata dichiarazione del 7 novembre 2007, la Commissione cerca – come aveva fatto nell'aprile 2006 definendo un calendario con le autorità statunitensi –di esperire soluzioni laddove, ai fini di efficacia e di legittimità, sarebbe preferibile svolgere un processo aperto di consultazione e di dibattito al quale la presente risoluzione potrebbe fornire un contributo”, avete preferito, nella segretezza dei vostri gabinetti privati e degli uffici dei vostri dipartimenti, ideare una soluzione senza consultare né il Consiglio né il Parlamento.

Signor Commissario, cosa state facendo dal 24 aprile, quando abbiamo votato questa risoluzione? All’epoca vi avevamo posto domande in merito al ruolo del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale. Altri parlamentari, da allora, vi hanno rivolto domande relative alle attività del Comitato di Basilea, degli organi di vigilanza europei, delle strutture del comitato di supervisione per la IASCF. Di fronte a un problema di questo tipo avete reagito, di nuovo, istituendo un comitato privo di compiti precisi: il comitato consultivo internazionale di revisione contabile.

Ci dite che il numero dei membri di questo comitato di supervisione non dovrebbe essere aumentato, dato che ciò andrebbe a scapito della sua autorità e non avremmo più modo di guidare l’operato dei trustees. La proposta degli trustees prevede sette membri. La vostra proposta ne prevede cinque, più un osservatore, più due membri che inserireste in questo comitato internazionale di revisione contabile con ruolo consultivo.

La nostra proposta si muove nella direzione dei sette membri proposti dai trustees, inserendo quanto necessario. La questione del numero in realtà non si pone, dato che, al contempo, si propone di aumentare il numero dei membri dello stesso International Accounting Standards Board da 14 a 16.

Allora oggi, signor Commissario, abbiamo due messaggi da trasmetterle. In primo luogo, se volete davvero riformare la governance dello IASB, ci trovate d’accordo. Siamo stati noi a chiederlo. Ma vi chiediamo di consultarci, di coinvolgerci, a monte e non all’ultimo momento. Non diteci che avete dovuto lavorare in agosto in una situazione d’urgenza, mentre noi ci rivolgiamo a voi dallo scorso autunno e la posizione del Parlamento europeo vi è nota dal mese di aprile.

In secondo luogo, vorremo sottolineare che il programma di lavoro dello IASB e della IASCF prevede una seconda fase, in cui dovrà essere rivisto l’intero dispositivo, comprese le condizioni a cui deve essere costituita la IASCF. Vi proponiamo quindi di cogliere quest’occasione per definire chiaramente le condizioni per la stabilità e la governance dell’intero dispositivo, in modo tale da poter disporre, finalmente, di un sistema di governance che sia all’altezza delle sfide di oggi. Per dirla più chiaramente: di quali norme contabili abbiamo bisogno per disporre di un mercato finanziario in cui l’interpretazione delle norme contabili sia in linea con la realtà economica delle situazioni che ci troviamo ad affrontare qui e altrove?

 
  
MPphoto
 

  Charlie McCreevy, membro della Commissione. (EN) Signora Presidente, la necessità di migliorare la governance dell’International Accounting Standards Board è evidente agli occhi della Commissione, del Parlamento e del Consiglio dei ministri ormai da molto tempo. Ne ho sottolineato l’importanza in svariate occasioni. Sono stato critico nei confronti della mancanza, per lo IASB, di adeguate procedure di feedback e di consultazione, nonché nei confronti della mancanza di opportune valutazioni dell’impatto delle nuove norme.

Dato il ruolo assunto de facto dallo IASB nella definizione delle norme contabili a livello globale, è fondamentale che le sue procedure di governance rispondano agli standard più elevati. Intendo giungere a una situazione in cui sia possibile adottare gli standard IFRS nell’Unione europea avendo piena fiducia che processo e contenuto siano esemplari. Per tale motivo, quando ho saputo che era prevista una revisione dello statuto della IASCF ho inserito il miglioramento della governance tra le priorità.

Vi ricorderete che, lo scorso novembre, con i miei omologhi della US Securities and Exchange Commission (SEC), della Financial Services Agency of Japan e della International Organisation for Securities Commissions, ho proposto la creazione di un comitato di supervisione teso a garantire l’assunzione pubblica di responsabilità da parte della IASCF.

Abbiamo compiuto alcuni notevoli passi avanti da questo punto di vista. La IASCF ha proposto, di recente, la modifica del proprio statuto al fine di instaurare un rapporto formale con il comitato di supervisione proposto. Accetta che questo comitato abbia facoltà di prendere parte al processo di nomina dei trustees della IASCF e che ad esso spetti l’ultima parola in merito. Accetta inoltre che il comitato di supervisione possa esprimersi in merito a qualunque ambito di lavoro dei trustees o dello IASB e che i pareri espressi in merito vengano presi debitamente in considerazione dal Board of Trustees della IASCF o dallo IASB.

La IASCF intende giungere a una conclusione in merito a questi aspetti agli inizi di ottobre, mentre le modifiche allo statuto della IASCF entreranno in vigore a decorrere dal 1 gennaio 2009. In tal modo il comitato di supervisione potrà essere operativo sin dagli inizi del 2009. Per tale motivo ritengo che i tempi siano maturi per giungere a una conclusione definitiva in merito a queste proposte. Aspettando, non avremo più occasione di affrontare il tema della governance.

L’attuale crisi finanziaria sottolinea la necessità di garantire che gli standard contabili riflettano gli obiettivi della vigilanza prudenziale e della stabilità finanziaria. Non è stato possibile ottenere l’accordo per l’inserimento di organismi come la Banca centrale europea nel comitato di supervisione. A titolo di compromesso, potremmo prevedere, a fronte della nuova situazione, la creazione di un comitato consultivo internazionale di revisione contabile che funga da organo di consultazione per il comitato di supervisione in materia di vigilanza prudenziale e stabilità finanziaria. Questo comitato dovrebbe includere sia la Banca centrale europea che il Comitato delle autorità europee di regolamentazione dei valori e, sicuramente, altri organismi internazionali di pertinenza. Di nuovo, sono grato a questo Parlamento per aver messo in luce l’importanza della vigilanza prudenziale e della stabilità finanziaria nella propria risoluzione del 24 aprile.

Nell’esercizio di un eventuale ruolo nel comitato di supervisione, la Commissione deve inoltre rappresentare le altre istituzioni europee, in particolare quest’Aula. Per poter agire in tal senso in maniera efficace, proporrei di definire opportune procedure di consultazione con il Parlamento europeo. Tali procedure potrebbero, se necessario, venire formalizzate in debita forma.

Mi sono impegnato al fine di garantire che i miei servizi tenessero informate le figure chiave di questo Parlamento in merito all’evoluzione della discussione. Mi è stata tuttavia fatta notare oggi una carenza in tale attività di comunicazione. A quanto pare, nella preparazione della nostra posizione, alla fine di luglio si sono verificati alcuni eventi che i miei servizi non hanno avuto modo di riferire adeguatamente a causa del periodo di ferie estive. So che vi è un diffuso senso di insoddisfazione in quest’Aula per la mancata consultazione dei parlamentari europei nel corso dell’elaborazione delle nostre proposte. Tale circostanza incontra anche la mia insoddisfazione e ho trasmesso indicazioni chiare e precise ai miei servizi affinché non si ripeta mai più un errore del genere. Penso che la mia Direzione generale abbia contattato l’onorevole Berès nel tentativo di spiegare tale omissione. Spero che questa svista non metta a repentaglio l’obiettivo comune che stiamo perseguendo entrambi, vale a dire un regime di governance più efficace per lo IASB.

Previe opportune modifiche, sono certo che i miglioramenti apportati alla governance della IASCF innalzeranno il livello di qualità delle norme contabili e ne garantiranno la conformità alle esigenze di tutte le parti interessate, tra cui anche l’Unione europea, che ad oggi rimane il principale utente degli standard IFRS.

La riforma del regime di governance della IASCF attualmente contemplata rappresenta una variazione graduale nel grado di responsabilizzazione di questo organismo nei confronti delle pubbliche autorità, come più volte richiesto da questo Emiciclo. Mi appello al Parlamento europeo affinché sostenga le nostre proposte in quanto strumento efficace per garantire che questa riforma possa sortire un impatto effettivo.

 
  
MPphoto
 

  Jean-Paul Gauzès, a nome del gruppo PPE-DE. – (FR) Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, abbiamo appena sentito la presidente della commissione per i problemi economici e monetari esprimere le vere opinioni dei parlamentari interessati alla questione. Come è stato sottolineato, siamo tutti coscienti dell’importanza delle norme contabili e delle riforme annunciate. E’ giunto il momento, signor Commissario, di chiarire e mettere in pratica i commenti che ha formulato.

Ho un suggerimento: questa risoluzione è rigorosa e deve esserlo, ma non dobbiamo mettere in croce nessuno. Potremmo invece concederci qualche giorno per istituire un protocollo tra la Commissione e il Parlamento in grado di chiarire in che misura il Parlamento debba essere tenuto informato, il suo grado di coinvolgimento nella questione e le posizioni che adotta. A tal fine proponiamo di rimandare la votazione di qualche giorno. Questa è la proposta che il mio gruppo politico avanzerà domani: rimandare la votazione in merito alla risoluzione in modo tale da consentire al Parlamento e alla Commissione di cooperare in modo adeguato in questo importante ambito. Ovviamente, qualora non si raggiunga alcun risultato in questo lasso di tempo e al fine di rimediare al tempo perso e all’eventuale mancanza di informazioni, saremo obbligati a votare la risoluzione così come si presenta oggi, con tutte le difficili decisioni che ciò comporta.

Nelle difficili circostanze in cui ci troviamo oggi a causa dell’attuale crisi finanziaria, a cui le norme contabili non sono estranee, spero che tutti si rendano conto della necessità di giungere a una soluzione rapida e pratica, in grado di promuovere un cambiamento nella giusta direzione.

 
  
MPphoto
 

  John Purvis (PPE-DE) . – (EN) Signora Presidente, non posso nascondere al commissario di essere davvero confuso di fronte alla questione in oggetto. Non ne avevo mai sentito parlare fino a questa settimana e tutto d’un tratto vengo avvicinato da più parti, dalle fila della IASCF come dalla Commissione, in merito all’opportunità o meno di inserire il Fondo monetario internazionale nel comitato di supervisione. Penso che sia un modo di procedere alquanto insoddisfacente di fronte a quella che si può quasi considerare una legge. Chiederei pertanto al commissario di rimandare di qualche tempo la trattazione della questione, di risolvere i punti in sospeso e di ritornare sull’argomento nella mini-plenaria di ottobre.

A mio avviso l’inserimento del FMI e della Banca mondiale tra i membri del comitato di supervisione non ne inficerebbe il corretto funzionamento. Mi sembra che potrebbero rappresentare gli interessi del resto del mondo in maniera piuttosto soddisfacente. Non vedo la necessità, tuttavia, di aggiungere un ulteriore comitato che svolga un’attività consultiva a favore di questo primo comitato. Mi sembra del tutto inutile e mi chiedo se questi organi non possano consultarsi in maniera rapida e ufficiosa a fronte di un’effettiva necessità. Mi chiedo se non sia possibile discutere questo tema nelle prossime settimane e rimandare la votazione alla mini-plenaria di ottobre, organizzandola possibilmente in maniera più soddisfacente.

 
  
MPphoto
 

  Zuzana Roithová (PPE-DE) . (CS) Signor commissario, l’attuale crisi finanziaria mondiale sottolinea l’importanza dell’equo valore di una società, del suo valore reale, per un corretto funzionamento dei mercati finanziari. Si tratta di un’informazione di vitale importante per azionisti e creditori. Un comitato di supervisione potrebbe contribuire a una maggiore trasparenza e comparabilità dei bilanci e, quindi, alla responsabilità individuale degli azionisti, chiamati ad adottare decisioni economiche corrette. La standardizzazione internazionale si traduce, chiaramente, nello sviluppo di mercati dei capitali transfrontalieri e, pertanto, va a tutto vantaggio della stabilità. Il comitato di supervisione dovrebbe inoltre adottare misure preventive contro i trend ciclici dell’economia e aiutare a prevenire rischi sistematici. Ora, chiaramente la proposta di istituzione del comitato non è stata sottoposta a discussione. Le sue competenze non sono state illustrate. Non sappiamo, per esempio, se disporrà di una funzione di vigilanza. Ritengo inoltre molto importante che ogni paese abbia un proprio delegato all’interno del comitato di supervisione proposto, che deve altresì comprendere i rappresentanti delle istituzioni più importanti, in modo tale da riflettere le dimensioni delle principali aree monetarie del mondo, la diversità culturale, gli interessi delle economie sviluppate e in via di sviluppo, nonché le istituzioni internazionali che devono rispondere agli organi pubblici. E’ un peccato che questo Parlamento non sia stato consultato a tempo debito in materia.

 
  
MPphoto
 

  Pervenche Berès, autore. – (FR) Signora Presidente, signor Commissario, cos’ha fatto la Commissione dal 24 aprile per tener conto della posizione del Parlamento? Cos’ha fatto dal 24 aprile per discutere con il Parlamento delle possibili soluzioni per la gestione della governance dei trustees? Sappiamo tutti bene che lo IASB è un battello ebbro nelle mani dei revisori contabili che hanno prodotto i cosiddetti “equi valori” e nessuno sa come siano stati nominati, quando non c’è più un mercato su cui vigilare.

E oggi ci viene chiesto di discutere della governance della IASCF. E ci proponete in tutta fretta – proprio nel momento in cui stiamo proponendo una serie di soluzioni più che ragionevoli per integrare la governance di queste strutture in un sistema di governance globale responsabile – di istituire dei comitati consultivi. E’ ragionevole?

Non penso che il problema possa essere risolto semplicemente coinvolgendo il Parlamento in una fase o nell’altra del processo. La proposta che ha avanzato per la governance della IASCF non è soddisfacente. Rimaniamo in attesa di ricevere un’altra proposta dalla Commissione. Ma forse ci troveremo costretti ad attendere fino alla seconda fase di questo processo di consultazione per rivedere, eventualmente, il concetto di governance.

 
  
MPphoto
 

  Charlie McCreevy, membro della Commissione. (EN) Signora Presidente, arrivato a quest’età non è facile sorprendermi. Rimango quindi un po’ stupito di fronte a quanto sta accadendo qui nel Parlamento europeo e alle opinioni di alcuni.

Vorrei semplicemente dire che, nell’ambito di questa particolare discussione, si dovrebbe ricordare un aspetto. La IASCF e l’organo costituente soggiacente, lo IASB, sono organizzazioni indipendenti.

(Mormorii)

Vorrei semplicemente dire le cose come stanno. Godono della completa indipendenza ma, di fatto, sono diventati l’organismo di definizione delle norme contabili a livello mondiale, dal momento che gli IFRS, che sono stati promulgati proprio dallo IASB, sono diventati, di fatto, gli standard contabili mondiali. Vorrei sottolineare che si tratta di un organismo indipendente. Da quando l’Europa ha adottato gli IFRS con una decisione attuata dalla Commissione prima del mio arrivo e approvata dal Parlamento europeo, siamo i principali utenti di queste norme. Questa posizione potrebbe cambiare, dato che il mondo si sta muovendo gradualmente nella direzione di questi standard e, quindi, in futuro, potremmo non essere più i principali utenti degli IFRS. Per ora, però, lo siamo.

Da qualche tempo, con il sostegno del Parlamento europeo, stiamo tentando di migliorare il sistema di governance dei trustees della IASCF, pur sottolineando che si tratta di un’organizzazione indipendente.

Abbiamo compiuto qualche passo avanti in passato e la IAS, di recente, ha annunciato l’intenzione di rivedere il proprio statuto. Stiamo quindi cogliendo questa occasione per presentare la nostra proposta. Non abbiamo facoltà di imporre il nostro punto di vista alla IASCF, essendo appannaggio dei trustees indipendenti, ma presenteremo una nostra proposta tesa a migliorare il suo sistema di governance. Mi preme sottolineare questo aspetto basilare per chi non ha ben chiara questa situazione, che si presenta come tale de facto e de jure.

I trustees IAS presenteranno il nuovo sistema di governance dopo aver considerato tutte le proposte all’inizio di ottobre. Il termine ultimo per la presentazione delle proposte, in realtà, è già scaduto qualche giorno fa. Era il 20 settembre e oggi è il 24. Abbiamo aspettato a presentare la nostra proposta finale. Siamo in contatto con loro, informalmente, da qualche tempo, per cui sanno cosa bene intendiamo proporre, ma abbiamo aspettato la risoluzione del Parlamento a titolo di cortesia. Per cui presenteremo le nostre proposte formali tra qualche giorno.

Spetta ora al Parlamento decidere cosa fare con questa particolare raccomandazione. L’onorevole Guazès ha proposto un approccio ragionevole, suggerendo di attendere ancora qualche giorno per elaborare un protocollo relativo alla partecipazione del Parlamento nel processo che intendo istituire.

Per quanto concerne l’idea del comitato di supervisione, annunciata a novembre, è non possibile che vengano rappresentati tutti. I trustees della IASCF non lo accetteranno e se rispondono risolutamente in maniera negativa, non si può controbattere. Abbiamo quindi tentato di trovare un’alternativa coinvolgendo nel comitato consultivo figure e organi chiave per il settore. Non ho nessuna opinione particolare in merito alla sua organizzazione o ai suoi membri. Non ho nessun’idea precisa a riguardo.

Ho saputo solo oggi che i miei servizi non sono stati in contatto costante con i deputati interessati di quest’Aula nello scorso mese. Questa notizia mi è giunta del tutto inaspettata, perché pensavo che i funzionari che lavorano con me si fossero tenuti costantemente in contatto con tutte le persone interessate a questo particolare ambito, ma scopro solo oggi che non è stato così. Nel mio intervento precedente mi sono scusato e ho precisato che ho trasmesso precise istruzioni affinché ciò non accada più. Intendiamo collaborare. Altro non posso fare.

Onorevole Purvis, il Parlamento non può esattamente rimandare questa votazione a proprio piacimento, fissandola a metà ottobre o oltre. Se voglio che la Commissione europea abbia voce in capitolo, devo presentare le proposte formali relative alla nostra visione della governance al consiglio della IASCF senza indugio. Non saranno d’accordo con alcune di queste proposte. Come ha sottolineato l’onorevole Purvis, negli ultimi due giorni è stato avvicinato da diversi attori del settore che hanno fatto valere i propri obiettivi.

Dalla lettura della bozza di risoluzione, si nota una peculiarità che non dovrebbe, a mio avviso, passare inosservata, in particolare agli occhi dell’onorevole Berès, che ha perorato per molto tempo la causa di una maggiore governance e responsabilizzazione di questo particolare organismo dello IASB. La peculiarità risiede nel fatto che questa risoluzione si muoverebbe esattamente nella direzione voluta dai trustees vanificando gli sforzi da noi profusi a favore di una maggiore governance. E’ questa la sua peculiarità, ma la risoluzione in sé dipende esclusivamente dal Parlamento europeo, non da me. Formulo questo commento en passant, dato che ci sono persone tra i trustees dello IASB che non sono disposti ad accettare un sistema di governance troppo rigoroso come quello da noi proposto. Si avvertirà un certo grado di resistenza. Speriamo che gli attuali trustees tengano conto delle nostre preoccupazioni e migliorino il sistema di governance secondo i nostri auspici. Noi ci limiteremo a presentare le nostre proposte, ma non ci troviamo in una posizione tale da avanzare pretese di sorta; ci sono stati però degli scambi e sanno cosa intendiamo proporre. Non vedono molto di buon occhio alcuni aspetti delle nostre proposte. Ne sono cosciente, ma stiamo davvero tentando di migliore il sistema di governance.

Non che rimanga sorpreso da quanto possa accadere nell’arena politica, dato che ne faccio parte da più di 30 anni, ma sarebbe ironico se, dopo essere giunti a tanto in questi anni, raggiungendo in particolare due obiettivi – vale a dire gli IFRS come standard internazionali e la nota proposta degli Stati Uniti di applicare gli IFRS anche alle società statunitensi (una circostanza che avevo previsto, circa due anni fa, ai membri delle commissioni interessate di questo Parlamento e che aveva suscitato l’ilarità di molti, perché ritenuta impossibile, mentre oggi è una realtà) – questo Parlamento, che ci sta chiedendo con insistenza di potenziare il sistema di governance e il grado di responsabilizzazione di questo particolare organo, prendesse in questa fase, come vogliono alcuni, la direzione inversa. Sarebbe forse fin troppo ironico, ma spero di aver spiegato al meglio questo concetto.

 
  
MPphoto
 

  Presidente . Conformemente all'articolo 108, paragrafo 5, del regolamento, ho ricevuto una proposta di risoluzione(1);

La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà giovedì 25 settembre 2008..

 
  

(1)Cfr. Processo verbale.

Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2009Avviso legale