Presidente . − L’ordine del giorno reca la relazione (A6-0496/2007) presentata dall’onorevole Corbey, a nome della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 98/70/CE per quanto riguarda le specifiche relative a benzina, combustibile diesel e gasolio nonché l’introduzione di un meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di gas a effetto serra dovute all’uso di combustibili per i trasporti su strada e che modifica la direttiva 1999/32/CE del Consiglio per quanto concerne le specifiche relative al combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione interna e abroga la direttiva 93/12/CEE [COM(2007)0018 - C6-0061/2007 - 2007/0019(COD)] .
Dorette Corbey, relatore. − (NL) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, la giornata di domani segnerà la fine di un lungo processo. Porgo i miei più sentiti ringraziamenti ai relatori ombra, a tutti i membri del personale, alla Commissione e alla presidenza francese per i loro sforzi, il loro lavoro e la disponibilità a cooperare di cui hanno dato prova.
Domani potremo approvare un accordo in prima lettura e in questo modo daremo il via a una direttiva speciale. Per la prima volta, i requisiti per il CO2 saranno legati a un prodotto e a un processo di produzione. Il Parlamento si è impegnato a migliorare ulteriormente la direttiva.
La direttiva favorirà l’utilizzo di biocombustibili ineccepibili e l’utilizzo dell’elettricità nei trasporti su strada – che può portare a enormi risparmi in termini di efficienza – e scoraggerà la pratica di bruciare il gas metano. Sono tutti risultati eccezionali, a dimostrazione che l’Europa sta imboccando la strada giusta.
Ma riprendiamo dal principio. La direttiva sulla qualità dei carburanti ha due obiettivi: la qualità dell’aria e la riduzione delle emissioni di CO2. Per quanto riguarda la qualità dell’aria, ci sono stati tre miglioramenti rispetto alla proposta originaria. Prima di tutto i combustibili meno inquinanti saranno introdotti nella navigazione prima del previsto. Quanto al secondo punto, l’esenzione per l’etanolo, la Commissione ha proposto di aumentare la pressione massima del vapore quando si aggiunge l’etanolo, un punto assai dibattuto. Soprattutto i paesi meridionali vorrebbero l’esenzione per l’aggiunta di etanolo, ma sono proprio questi paesi a risentire del problema dell’ozono nocivo. Il compromesso raggiunto prevede che si concederà una deroga soltanto se si soddisfano i requisiti per la qualità dell’aria.
Un terzo punto riguarda il metilciclopentadienil tricarbonil di manganese (MMT) un additivo per carburanti che è dannoso sia per la salute che per le automobili; la cosa più ragionevole quindi sarebbe proibirlo. Purtroppo, a causa delle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio non è così semplice; per questo motivo adesso si è imposto un valore limite, per tutelare la salute e contribuire a ridurre le sostanze neurotossiche.
Passerò adesso al secondo obiettivo chiave, ossia la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra. Come ho appena detto, è qui che questo strumento legislativo è stato considerevolmente migliorato. Per la prima volta, i requisiti per il CO2 saranno legati al processo di produzione. Nei prossimi anni, l’industria petrolifera dovrà comunicare il livello delle emissioni dei gas a effetto serra generate dall’estrazione, dal trasporto, dalla distribuzione e dalla raffinazione del petrolio, nonché dall’uso di combustibile diesel o benzina. Si fisserà quindi un valore standard sulla base di quest’analisi “dal pozzo alla ruota”. Inoltre, la quantità complessiva di emissioni dell’intera catena dovrà ridursi del 10 per cento entro il 2020.
Inutile dire che abbiamo discusso questo obiettivo del 10 per cento nei dettagli. Il 6 per cento è vincolante, e parte di tale obiettivo potrà essere realizzata migliorando l’efficienza dell’intera catena, riducendo la quantità di gas bruciato, aumentando l’efficienza delle raffinerie e riparando le fuoriuscite. Un’altra parte potrà essere realizzata utilizzando biocombustibili, a condizione di usare il tipo più efficiente. La coltivazione di biocombustibili che, complessivamente, danno risultati solo di poco migliori non è certo la soluzione giusta; se decidessimo di abbattere le foreste tropicali solo per coltivare biocombustibili faremmo un grosso passo indietro.
Di conseguenza è necessario fissare rigorosi requisiti di sostenibilità, che adesso sono stati inclusi nella direttiva, e che riguardano l’efficienza in termini di CO2, la biodiversità, ma anche criteri sociali. Il rimanente 4 per cento – all’interno della riduzione del 10 per cento – non è vincolante nel primo caso. Questo 4 per cento, a sua volta, si compone di due elementi; la prima parte riguarda i progetti CDM (meccanismo per lo sviluppo pulito) della catena. La decisione di bruciare una quantità minore di gas è certamente uno dei metodi più efficienti per ridurre i gas a effetto serra, ma non è sempre riconducibile alla benzina o al combustibile diesel che viene immesso sul mercato europeo. Per questo motivo vengono autorizzati i progetti CDM, previa verifica.
L’altro 2 per cento riguarda le nuove tecnologie, per esempio la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS) e anche l’elettricità nei trasporti su strada. L’elettricità è un settore promettente, ma la tecnologia deve dimostrare il proprio valore prima di poter essere applicata commercialmente su larga scala. Dovremmo avere una risposta entro il 2014, quando gli obiettivi indicativi potranno diventare vincolanti.
Nel complesso, credo che questa direttiva contribuirà considerevolmente alla riduzione del CO2 generato dal trasporto su strada; è positivo che questo sia in linea con le scelte che caratterizzano le attuali politiche degli Stati Uniti. Il modello californiano del Low-Carbon Fuel Standard viene copiato in tutti gli Stati Uniti.
Ancora una volta desidero ringraziare i relatori ombra per il loro contributo e per l’eccellente lavoro di gruppo; adesso parteciperò con piacere alla discussione.
Jean-Louis Borloo, presidente in carica del Consiglio. – (FR) Signor Presidente, onorevoli deputati, mi congratulo con la relatrice onorevole Corbey per il suo lavoro, che è estremamente complesso dal punto di vista tecnico ma al contempo assolutamente essenziale per il futuro delle emissioni.
In poche parole, è stato raggiunto un compromesso sul 6+4: sei disposizioni immediatamente vincolanti, e quattro che lo diverranno nel quadro di una revisione periodica. Ci sono stati anche alcuni progressi, a nostro avviso minimi ma essenziali, soprattutto per quanto riguarda la sostenibilità dei biocarburanti nella direttiva sull’energia rinnovabile. Secondo me comunque abbiamo raggiunto un ottimo compromesso, e di questo sono grato anche alla Commissione.
Stavros Dimas, membro della Commissione. − (EL) Signor Presidente, la Commissione si compiace dell’accordo raggiunto in merito alla direttiva sulla qualità dei carburanti, che mantiene i principali elementi della proposta della Commissione ma compie un significativo passo in avanti per quanto riguarda la protezione ambientale. Ringrazio quindi la relatrice, onorevole Dorette Corbey, per il suo contributo all’accordo finale. L’elemento principale dell’accordo di compromesso è l’obbligo per i fornitori di combustibili di limitare le emissioni dei gas a effetto serra per l’intero ciclo di vita dei carburanti; questo rappresenta un importante contributo alla nostra politica sul clima, poiché promuoverà il progresso tecnologico e, allo stesso tempo, è la prima delle misure supplementari approvate che è stata prevista nel quadro della strategia riveduta sulle emissioni di biossido di carbonio generate dalle automobili.
Con l’inclusione dei criteri di sostenibilità per i biocarburanti, non solo offriremo incentivi all’uso dei biocarburanti che garantiscono le migliori prestazioni in termini di emissioni di gas a effetto serra, ma allo stesso tempo scongiureremo i gravi pericoli ambientali connessi alla loro produzione. L’accordo di compromesso inoltre consentirà di ridurre le emissioni inquinanti, soprattutto adottando limiti inferiori per lo zolfo e gli idrocarburi aromatici policiclici, promuoverà l’utilizzo di etanolo, migliorerà le informazioni per i consumatori e fisserà un limite relativo per l’additivo MMT (metilciclopentadienil tricarbonil di manganese). In breve, l’accordo di compromesso rientra nella nostra tradizionale politica tesa a controllare le emissioni inquinanti nell’atmosfera ed è un importante passo in avanti nella nostra politica sul clima. Vi invito quindi a votare a favore dell’accordo domani.
Pilar Ayuso, a nome del gruppo PPE-DE. – (ES) Signor Presidente, signor Commissario, la versione di questa proposta fornitaci originariamente dalla Commissione era più che positiva, non solo per quanto riguarda le riduzioni di zolfo ma anche per il nuovo articolo 7 bis, che chiedeva la graduale riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra da parte dei fornitori, e risolveva l’annoso problema della pressione del vapore per le miscele benzina-bioetanolo in paesi come il mio, caratterizzati da estati calde.
Tutto questo non ha superato il voto della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, suscitando la nostra profonda preoccupazione.
L’accordo che ci viene proposto oggi indebolisce l’applicazione dell’articolo 7 bis e ripristina la deroga per la pressione del vapore, benché renda più difficile usufruire della deroga stessa. Come per il resto del pacchetto sul clima, non tutti ne sono rimasti completamente soddisfatti, ma la soluzione è comunque accettabile per tutti.
Ringrazio l’onorevole Corbey per il suo eccellente lavoro e la disponibilità e flessibilità mostrate nel risolvere i vari problemi; ringrazio altresì l’onorevole Turmes e, naturalmente, la presidenza francese, che ha dimostrato grande efficienza anche in questo campo.
Marios Matsakis, a nome del gruppo ALDE. – (EN) Signor Presidente, molti di noi finalmente cominciano a capire che il nostro pianeta non è indistruttibile, ma anzi ha una data di scadenza che gli esseri umani, con il loro stolto comportamento, stanno facendo rapidamente avvicinare. Ovviamente ci sono ancora alcuni scettici, come san Tommaso, anche nella nostra Assemblea, ma il loro numero si sta rapidamente riducendo, allorché essi superano i limiti del loro autoimposto dogmatismo o si liberano da manipolazioni di terzi, talvolta sospette.
L’Unione europea dev’essere, ed è, in prima linea nella lotta per salvare l’ambiente, come dimostrano i numerosi provvedimenti legislativi tesi a combattere il cambiamento climatico, che sono attualmente discussi in Parlamento. Ma per essere veramente efficaci, tali provvedimenti devono essere sostanziali e attuati con efficienza e tempestività. Come sempre, si renderanno necessari dei compromessi, come si è verificato per la relazione Corbey sul controllo e la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dovute all’uso di combustibili.
La relatrice ha ingaggiato una lotta encomiabile e tenace per opporsi ai tentativi del Consiglio di indebolire il testo, e in larga misura – credo – ha avuto successo. Mi congratulo quindi con lei per questo. E’ opportuno ricordare inoltre che nel corso degli estenuanti negoziati, la relatrice ha tenuto regolarmente informati i relatori ombra; la cooperazione che ne è scaturita ha offerto all’onorevole Corbey un decisivo sostegno alla tavola negoziale.
Con il pacchetto di compromesso sono stati raggiunti accordi soddisfacenti, date le circostanze, su gran parte delle questioni più controverse, come i biocarburanti, gli additivi metallici e il contenuto di zolfo di alcuni combustibili, e il mio gruppo offre quindi il proprio incondizionato sostegno.
Neil Parish (PPE-DE) . – (EN) Signor Presidente, ringrazio innanzi tutto la relatrice onorevole Corbey e la presidenza francese per i loro strenui sforzi tesi a raggiungere un accordo su questo rivoluzionario dossier, nell’ambito della lotta al cambiamento climatico. Desidero inoltre ricordare il contributo dell’onorevole Joseph Daul, che sostituisco, alla preparazione del parere emesso dalla commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale sulla relazione Corbey concernente la qualità dei carburanti.
In ultima analisi, l’accordo raggiunto sulla relazione Corbey, e accanto ad esso la relazione Turmes sull’energia rinnovabile, strettamente associata alla prima, sono stati accolti con soddisfazione dal settore dell’agricoltura. Credo che ci sia un futuro per il settore dei biocarburanti sostenibili, e che queste due direttive offrano il quadro giuridico necessario allo sviluppo del settore che in futuro potrà passare ad altri biocarburanti di seconda generazione. Mi compiaccio dell’impegno assunto a favore di un obiettivo che prevede il 20 per cento di energia rinnovabile nel mix energetico dell’Unione europea. Sostengo con entusiasmo questa relazione.
Claude Turmes (Verts/ALE) . – (EN) Signor Presidente, per cominciare porgo le mie più sentite congratulazioni all’onorevole Dorette Corbey. Nella mia veste di relatore per la direttiva sulle fonti rinnovabili, è stato essenziale per me collaborare per fissare nello stesso modo i criteri di sostenibilità nelle due direttive. Grazie alla tenacia dell’onorevole Corbey, siamo riusciti a riprodurre integralmente tutte le caratteristiche dei criteri di sostenibilità nella direttiva sulla qualità dei carburanti – una conquista importante per l’intelligibilità e la trasparenza della legislazione dell’Unione europea.
Per quanto riguarda i criteri di sostenibilità, abbiamo considerevolmente migliorato la proposta della Commissione. Abbiamo definito chiaramente l’impronta del carbonio, non solo per l’uso diretto ma anche per l’uso indiretto del terreno; si tratta di un elemento cruciale per il futuro. Siamo inoltre riusciti, a mio avviso, a far collaborare gli esperti dell’ambiente e dell’energia – la DG trasporti e la DG ambiente a livello di Commissione, ma anche gli esperti nazionali dei settori dell’ambiente e dell’energia – su questi criteri di sostenibilità, e anche questo è di fondamentale importanza.
Kathy Sinnott (IND/DEM) . – (EN) Signor Presidente, attualmente si dà grande importanza alla tecnologia da utilizzare per alleviare gli effetti del cambiamento climatico sviluppando carburanti alternativi. Mi congratulo per gli sforzi fatti in questo campo, e intervengo quindi in questo dibattito per offrire il mio contributo.
Vorrei attirare la vostra attenzione sull’olio di alga, che può essere trasformato in carburante e sostituire quindi i combustibili fossili. Può essere considerato un combustibile estremamente conveniente, dal momento che assorbe CO2 nel processo produttivo, diventando così una fonte di energia carbon positive, ossia che riesce a diminuire le emissioni di anidride carbonica. Inoltre, a differenza dei biocarburanti, sempre più controversi, non scaccia la produzione di generi alimentari. Le alghe infatti possono essere coltivate in stagni naturali o strutture artificiali. La sua convenienza inoltre si spiega col fatto che è particolarmente adatto alla produzione nelle comunità costiere, nelle quali le difficoltà sperimentate dal settore della pesca rendono necessaria la ricerca di nuove industrie.
In considerazione di tutto ciò, invito la Commissione a considerare con attenzione l’olio di alga, che peraltro ha il vantaggio di essere un combustibile leggero, molto energetico e uno dei pochi che potrà forse rimpiazzare il combustibile per razzi e aeromobili.
Dorette Corbey, relatore. − (NL) Signor Presidente, signori rappresentanti della Commissione e del Consiglio, onorevoli colleghi, vi ringrazio per le parole gentili che mi avete rivolto. Credo davvero che i risultati raggiunti siano dovuti alla buona relazione di lavoro che abbiamo stabilito tra noi. Soltanto unendo le nostre forze potremo essere forti, e così è stato per questa relazione. E’essenziale che la direttiva sulla qualità dei carburanti venga inquadrata nel pacchetto sul clima.
In primo luogo, la relazione Turmes è importante in questo contesto, ovviamente, con la direttiva sull’energia rinnovabile. Condividiamo infatti gli stessi criteri di sostenibilità che, a mio avviso, apporteranno un prezioso contributo al mondo intero. E quindi essenziale approvarle entrambe domani.
Condivido l’entusiasmo dell’onorevole Sinnott per l’olio di alga, e sono altrettanto elettrizzata per le prospettive che questo potrebbe schiudere. L’aspetto più positivo della direttiva sulla qualità dei combustibili sta nel fatto che essa dà un enorme impulso alle nuove tecnologie, offrendo così un vero incentivo allo sviluppo della tecnologia dell’alga. In linea di principio, il processo produttivo dell’olio di alga comporta una quantità assai minore di CO2, e per questo motivo le compagnie petrolifere e altre aziende sono particolarmente interessate a investire in queste tecnologie.
Per quanto riguarda il pacchetto sul clima, è ugualmente importante che questo sia collegato alla prossima relazione, la relazione Sacconi sulle autovetture nuove. Ci siamo battuti soprattutto perché l’elettricità fosse inclusa in questa direttiva, dal momento che le auto elettriche sono il futuro. L’utilizzo dell’elettricità nei trasporti stradali può garantire un’efficienza assai maggiore dell’impiego della benzina o del combustibile diesel. Dobbiamo quindi muoverci in questa direzione.
Ho notato che la relazione Sacconi contiene numerosi incentivi in tal senso, e ci darà quindi il modo di risolvere il dilemma dell’uovo e della gallina. E’ necessario offrire gli incentivi più opportuni al settore automobilistico e al settore dei carburanti per ottenere trasporti su strada meno inquinanti e carburanti più puliti. Mi auguro che con queste componenti del pacchetto sul clima e dei trasporti potremo contribuire effettivamente a ridurre le emissioni dei gas a effetto serra. Ringrazio tutti ancora una volta per la cooperazione.
Presidente . – La discussione è chiusa.
La votazione si svolgerà mercoledì 17 dicembre 2008.