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Procedura : 2008/0070(COD)
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Testi presentati :

A6-0424/2008

Discussioni :

PV 17/12/2008 - 17
CRE 17/12/2008 - 17

Votazioni :

PV 18/12/2008 - 6.13
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Testi approvati :

P6_TA(2008)0628

Discussioni
Mercoledì 17 dicembre 2008 - Strasburgo Edizione GU

17. Quadro europeo di riferimento per garantire la qualità dell’insegnamento e della formazione professionale - Sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale (ECVET) (discussione)
Video degli interventi
PV
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  Presidente. − L’ordine del giorno reca, in discussione congiunta:

– la relazione (A6-0438/2008), presentata dall’onorevole Andersson a nome della commissione per l’occupazione e gli affari sociali, sulla proposta di raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio sull’istituzione di un quadro europeo di riferimento per l’assicurazione della qualità dell’istruzione e della formazione professionali [COM(2008)0179 - C6-0163/2008 - 2008/0069(COD)], e

– la relazione (A6-0424/2008), presentata dall’onorevole Mann a nome della commissione per l’occupazione e gli affari sociali, sulla proposta di raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio sull’istituzione del sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale (ECVET) [COM(2008)0180 - C6-0162/2008 - 2008/0070(COD)].

 
  
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  Jan Andersson, relatore. – (SV) Signor Presidente, signor Commissario, in primo luogo vorrei dire qualche parola in merito al valore dell’istruzione professionale. E’ molto importante che l’istruzione professionale sia sviluppata in ogni Stato membro dell’Unione europea. Poter contare su un’istruzione professionale di qualità è importante per la stessa Unione, la sua competitività e la sua posizione nel mondo, ma è anche importante per ogni singolo cittadino. Questo è il contesto generale in cui ci muoviamo.

Sappiamo che l’istruzione professionale è organizzata in maniera molto diversa nei vari Stati membri. La proposta di un quadro di riferimento non intende minacciare il modo in cui gli Stati membri organizzano l’istruzione professionale in Europa. Possiamo infatti consolidare la nostra tradizione indipendentemente dal fatto che sia organizzata a livello locale, regionale o nazionale. Naturalmente esisteva un quadro comune per l’assicurazione di qualità e l’istruzione professionale anche prima, ma gli Stati membri ora desiderano svilupparlo, soprattutto nell’ottica di una maggiore globalizzazione e del bisogno di un’istruzione di qualità superiore.

In merito al lavoro che abbiamo svolto sull’aspetto della qualità, vorrei ringraziare la Commissione e il Consiglio per l’eccellente collaborazione che ci ha consentito di giungere a soluzioni comuni.

Di cosa si tratta dunque? Come è ovvio agli Stati membri premeva che non venissero date loro lezioni, ma che la proposta comportasse un valore aggiunto visibile per gli stessi Stati membri. Occorre condividere le esperienze. Mi sono personalmente recato in visita per valutare progetti pilota nel campo dell’assicurazione di qualità per la formazione ai veicoli meccanici di giovani nel mio paese, in cui esiste una forma di collaborazione costante che si sta dimostrando estremamente proficua.

Abbiamo un mercato del lavoro comune, abbiamo obiettivi comuni ed è quindi importante giungere alla condivisione delle esperienze e creare un quadro comune entro il quale tale condivisione possa aver luogo. Di concerto con gli Stati membri, siamo anche stati molti cauti e abbiamo ribadito che gli indicatori previsti non vanno visti come strumento di controllo, bensì come risorsa da utilizzare quando sviluppano i propri sistemi e li verificano in termini di assicurazione di qualità. Spero e confido che questa fase di negoziazione di un accordo sfoci nello sviluppo dell’istruzione professionale sul mercato interno. Sono certo che così sarà come sono certo che la condivisione delle esperienze e gli strumenti ora a disposizione degli Stati membri andranno a vantaggio degli Stati membri stessi, dell’Unione europea e dei suoi cittadini. Grazie.

 
  
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  Thomas Mann, relatore. – (DE) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, quando si parla di istruzione in Europa immediatamente si cita Bologna e a ragione. Da quando, nel 1999, gli Stati membri dell’Unione hanno deciso di creare uno spazio comune europeo per l’istruzione superiore entro il 2010, molte barriera alla mobilità sono state abbattute. Pensare in termini di lauree e master e riconoscere i successi ottenuti nel campo dell’istruzione con il sistema europeo di trasferimento dei crediti accademici (ECTS) crea la consapevolezza della necessità di un’azione comune.

L’idea di fondo è che istruzione e formazione professionale (VET) procedano esattamente secondo lo stesso principio. Una pietra miliare è stata rappresentata dal vertice di Barcellona del 2002 che ha chiesto il riconoscimento transnazionale degli esiti dell’apprendimento. Nello stesso anno è stato avviato il processo di Copenaghen sul consolidamento della cooperazione europea nel campo dell’istruzione e della formazione professionale. Nel 2006 abbiamo stabilito nuove condizioni, segnatamente il quadro europeo delle qualifiche. All’epoca sono stato relatore della relazione di propria iniziativa del Parlamento europeo.

Il quadro europeo delle qualifiche assolve tre funzioni: in primo luogo collega i quadri nazionali e settoriali delle qualifiche, in secondo luogo garantisce la raffrontabilità dell’istruzione generale e professionale e in terzo luogo assicura trasparenza e permeabilità.

Per consentire il trasferimento e il riconoscimento di questi esiti dell’apprendimento, ora è stato istituito il sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale (ECVET). Soltanto nel momento in cui si otterrà trasparenza delle competenze e delle capacità, si cancelleranno anche tutti gli ostacoli alla loro trasferibilità e accettazione a livello sia nazionale sia transnazionale. L’ECVET, pertanto, contribuirà all’ampliamento della cooperazione europea nel campo dell’istruzione generale e professionale.

L’ECVET aumenterà tuttavia anche l’apertura alla mobilità consentendo di realizzare più agevolmente i progetti di carriera e dovrebbe anche rafforzare l’inclusione sociale di lavoratori e studenti. Un impegno serio a rispettare i criteri di qualità nella formazione e nell’istruzione professionale significherà altresì che si dovranno tener presenti le specifiche caratteristiche nazionali. Non tutti infatti sanno come funziona la stretta collaborazione tra scuole e industria, ossia il doppio sistema, così come non tutti sono consapevoli del notevole investimento in termini di competenze, tempo e costi necessario per ottenere un diploma di capo operaio o un riconoscimento come Fachwirt (qualifica professionale non accademica). Le attività degli Stati membri dovranno essere integrate potenziandone la collaborazione. Quanto ai punti assegnati per i crediti, dovranno garantire che in taluni casi si possano aggiungere moduli per la valutazione delle conoscenze e delle competenze continuando in altri a prevedere un esame conclusivo, libertà che reputiamo fondamentale.

Onorevoli parlamentari, il voto favorevole e unanime della commissione per l’occupazione e gli affari sociali per la mia relazione mi ha incoraggiato a negoziare con la Commissione e il Consiglio. Ci siamo riuniti a Bordeaux, ai margini di un convegno sull’istruzione organizzato dalla presidenza francese. Vorrei ringraziare tutti i relatori ombra per aver avallato il compromesso.

Spero che il lavoro svolto insieme venga considerato un contributo competente a una VET efficiente, trasparente e mobile. Mi auguro che l’ECVET diventi un importante blocco costitutivo dello spazio europeo di apprendimento.

 
  
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  Ján Figeľ, membro della Commissione. − (EN) Signor Presidente, anch’io vorrei esordire esprimendo gratitudine e sentimenti simili a quelli manifestati dall’onorevole Andersson nelle sue osservazioni introduttive sull’importanza della raccomandazione sul quadro di riferimento europeo per l’assicurazione di qualità per quanto concerne l’eccellente lavoro e la collaborazione tra le istituzioni. Le commissioni parlamentari e la Commissione sperano di giungere a un accordo molto vicino alla prima lettura su due importanti strumenti.

In primo luogo vorrei congratularmi con la commissione per l’occupazione e gli affari sociali per il lavoro svolto. Vorrei inoltre menzionare il contributo dell’onorevole Mănescu e della commissione per la cultura e l’istruzione, e, per quanto riguarda il secondo punto – visto che abbiamo unito due punti – l’apporto delle stesse commissioni, vale a dire cultura e istruzione da un lato e occupazione e affari sociali dall’altro. Vorrei infine citare l’onorevole Oprea perché ha proposto vari punti interessanti che gli onorevoli Andersson e Mann hanno già messo in luce.

Cittadini e Stati membri hanno discusso molto del processo di Bologna, ma ora si parla sempre più dell’importanza delle competenze, dell’istruzione e della formazione professionale, del processo di Copenaghen. Quest’anno si è tenuto il primo concorso “EuroSkills”, che contribuirà ad aumentare la popolarità, l’attrattiva, la qualità e lo scambio di migliori prassi nel campo importantissimo della VET. Formulerei dunque alcune osservazioni sulla rilevanza di due strumenti che saranno votati in plenaria domani attraverso le vostre relazioni.

Per quanto concerne la raccomandazione sul quadro di riferimento europeo per l’assicurazione di qualità, l’istruzione e la formazione professionali sono state messe in ombra dai processi di riforma in Europa, ma se realmente vogliamo che la nostra Unione sia più competitiva e socialmente coesa, come si afferma nella strategia di Lisbona, occorre parlare di importanza e qualità dell’istruzione sia generale sia professionale. La natura alquanto tecnica della prima raccomandazione non dovrebbe distoglierci dall’importanza di tale strumento. L’assicurazione di qualità è un necessario supporto a ogni iniziativa politica nel campo della VET perché contribuisce a creare fiducia reciproca e ammodernare i sistemi di istruzione e formazione professionale migliorando l’efficacia della formazione.

Il quadro di assicurazione di qualità è volto a migliorare continuamente l’istruzione e la formazione professionale. Esso si basa su un ciclo di qualità che crea collegamenti tra le quattro fasi: pianificazione, attuazione, valutazione e revisione, e prevede modi in cui è possibile monitorare le prestazioni della VET misurandone i miglioramenti a livello di sistema e singolo erogatore. L’approccio all’assicurazione di qualità si rispecchia nei principi generali contenuti nell’allegato della raccomandazione del 2007 sulla creazione del quadro europeo delle qualifiche, per cui già rientra nel quadro di riferimento europeo per l’assicurazione di qualità stabilito.

Qualità, approccio improntato agli esiti dell’apprendimento e quadro delle qualifiche vanno di pari passo. Tali strumenti sono tessere di un mosaico. L’assicurazione di qualità è un prerequisito per la fiducia tra i sistemi e i paesi per trasferire come risultati gli esiti dell’apprendimento. Credo che i compromessi raggiunti nel processo siano molto importanti. La Commissione appoggia il testo così come è stato proposto e i vostri contributi lo migliorano: per esempio il nuovo termine stabilito per delineare un approccio nazionale, un esplicito riferimento al coinvolgimento delle autorità locali e regionali. Spiegando la natura per così dire di toolbox del quadro, il vostro apporto ha peraltro contribuito a chiarire il significato del testo originale.

In merito al secondo strumento, vorrei semplicemente aggiungere che è anch’esso necessario se veramente vogliamo promuovere l’apprendimento permanente e agevolare una reale mobilità. Come amo ribadire, siamo cittadini, non turisti, in un’Unione europea indivisa. Abbiamo bisogno di questa mobilità sia per gli studenti sia per i lavoratori in maniera che i cittadini possano trarre vantaggio dalla ricchezza offerta dai diversi sistemi di istruzione e formazione in Europa a livello nazionale o persino regionale. Ciò è possibile soltanto se i risultati dell’apprendimento del singolo sono adeguatamente apprezzati passando da un contesto di apprendimento a un altro.

Grazie all’ECVET, il sistema europeo di trasferimento dei crediti per l’istruzione e la formazione professionale, in tale contesto otterremmo un’apertura nettamente superiore. L’obiettivo dell’ECVET è duplice: da un lato sostenere e promuovere la mobilità transnazionale, dall’altro dare accesso all’apprendimento permanente per rispondere alle reali necessità dei cittadini, del mercato del lavoro e delle nostre società.

Non voglio aggiungere altro. Intendo soltanto rassicurarvi quanto al fatto che questo strumento è e sarà compatibile con l’altro, il sistema europeo dei crediti per l’istruzione superiore generale (ECTS), nonché con i vari sistemi di qualifiche che già esistono in Europa. Esso sarà attuato secondo le norme e gli strumenti giuridici di ciascun paese partecipante.

L’onorevole Mann ha sottolineato la partecipazione volontaria degli Stati membri. Ciò indica la diversità dei nostri sistemi, ma anche la maturità nel trovare strumenti comuni grazie a un’opera di collaborazione e alla volontà di creare condizioni per la compatibilità e la trasferibilità tra sistemi diversi. Durante tale processo abbiamo potuto apprezzare quanto un approccio dal basso verso l’alto abbia contribuito ad analizzare e delineare gli strumenti in ambedue i casi.

In proposito vorrei aggiungere infine che il compromesso raggiunto è accettabile e molto importante, non soltanto per la conclusione, ma anche per il soddisfacimento di tutte le sensibilità o le preoccupazioni. Ritengo infatti che migliori addirittura il testo e specificamente apprezzo l’apporto di un ruolo più forte delle autorità nazionali e regionali, come anche l’accento posto sull’importanza di periodi di prova o risultati in fase di attuazione. La Commissione appoggia pertanto le proposte e il compromesso raggiunto.

 
  
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  Marie Panayotopoulos-Cassiotou, a nome del gruppo PPE-DE. – (EL) Signor Presidente, sono particolarmente fiera di potere per prima, dopo i relatori, sottolineare l’importanza fondamentale per tutti i cittadini europei del rafforzamento dei sistemi di istruzione e formazione professionale rispettando le specifiche caratteristiche del sistema di ciascuno Stato membro e attraverso il coordinamento in maniera che per essi venga creato un quadro comune in cui inserirsi e possano essere utilizzati quali strumenti, come la Commissione giustamente sottolineava e i relatori hanno avuto modo di illustrarci in commissione grazie al loro eccellente lavoro.

Siamo riusciti a creare le basi per i giovani europei in maniera che possano seguire alternativamente due vie: la via dell’istruzione superiore, degli studi teorici, o la via degli studi professionali, con le loro caratteristiche di praticità e creatività. L’istruzione professionale a tutti i livelli è il futuro dell’Europa, il futuro di ogni singolo Stato membro e l’anticamera della creazione e della produttività che porta al progresso e all’innovazione. Confido nel fatto che le due direttive, che presto saranno approvate e attuate, vengano usate dalle autorità di ogni Stato membro e dagli istituti di istruzione in maniera da generare risultati già nel prossimo anno, che è l’anno della creatività e dell’innovazione.

 
  
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  Corina Creţu, a nome del gruppo PSE. – (RO) Signor Presidente, in primo luogo vorrei ringraziare il commissario Figel’ per la partecipazione alla discussione e l’attenzione che dedica alle due relazioni. Come è ovvio, mi complimento anche con i colleghi, onorevoli Andersson e Mann.

In veste di relatrice ombra per il gruppo PSE per la relazione e membro della commissione per l’occupazione e gli affari sociali, vorrei esprimere il mio apprezzamento per l’approvazione dell’attuazione del sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale. Si tratta di un passo avanti verso l’armonizzazione della legislazione in materia di istruzione nei paesi dell’Unione europea e l’eliminazione degli ostacoli che si frapponevano alla formazione professionale passando da un sistema VET all’altro.

Lavoratori altamente qualificati saranno il volano economico dell’Unione europea, secondo la strategia di Lisbona e gli ultimi incontri dedicati alla formazione professionale. Nella moderna economia ciò significa lavoratori in grado di parlare diverse lingue e che abbiano maturato esperienze di lavoro in ambienti multiculturali. Viste le discrepanze esistenti tra Stati membri per quanto concerne la definizione di qualifiche e diplomi, è estremamente importante nell’ambiente attuale creare i prerequisiti per una mobilità transfrontaliera nel campo dell’istruzione poiché ciò agevolerà la formazione di lavoratori altamente qualificati, capaci di rispondere alle nuove esigenze dell’economia europea.

Un’altra conseguenza di tale quadro legislativo sarà l’aumento del livello di mobilità degli studenti e degli alunni dei nostri paesi, i nuovi Stati membri, i cui sistemi di istruzione e formazione professionale sono integrati a livello europeo soltanto parzialmente. Il sistema europeo di crediti andrà a beneficio di studenti e alunni che in passato non hanno usufruito delle stesse possibilità di lavorare e ricevere formazione in ambienti plurilingue e interculturali come gli alunni e gli studenti dei vecchi Stati membri dell’Unione.

Attraverso gli emendamenti da me presentati ho chiesto anche che il sistema venga attuato quanto prima. Si tratta infatti di un sistema volto ad agevolare l’accumulo, il trasferimento e il riconoscimento dei risultati di chi vorrebbe conseguire una qualifica professionale, prescindendo dallo Stato membro della Comunità in cui vive o proviene. Dobbiamo creare reti sostenibili a livello europeo tra erogatori nazionali e regionali di istruzione e formazione professionale sulla base delle strutture esistenti. Per garantire che tali reti e partenariati siano quanto più efficienti possibile, è necessario garantire un livello di qualità elevato, ma anche uniforme. Per questo apprezzo la relazione dell’onorevole Andersson sulla creazione di un quadro di riferimento europeo per l’assicurazione di qualità dell’istruzione e della formazione professionale.

Anch’io infine vorrei sottolineare la necessità che gli strumenti previsti in tale quadro siano applicati dagli Stati membri quanto prima in maniera da poter raggiungere i massimi standard di qualità comune possibili nel campo dell’istruzione, definendo peraltro con chiarezza i requisiti per ottenere una qualifica a tutti gli effetti sulla base di una qualifica parziale. E’ giunto il tempo di incoraggiare energicamente la mobilità della forza lavoro dell’Unione.

 
  
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  Hannu Takkula, a nome del gruppo ALDE. – (FI) Signor Presidente, anch’io gradirei intervenire in merito a questa eccellente relazione ringraziando in primo luogo il relatore, l’onorevole Andersson, nonché gli altri intervenuti oggi in questa sede, soprattutto il commissario Figeľ.

E’ importante per noi parlare di istruzione e formazione professionale perché abbiamo deciso insieme che l’Europa deve dotarsi di un mercato interno. Se vogliamo un mercato interno che funzioni, abbiamo bisogno di una forza lavoro sostenibile, ben formata, garantendoci in tal modo che, nella costruzione dell’Europa, non vengano tenuti presenti soltanto gli aspetti economici, ma anche quelli che hanno a che vedere con lavoro e competenze.

L’odierna relazione riguarda non soltanto l’istruzione e la formazione, ma anche la cultura e l’occupazione, senza dimenticare che ci siamo dedicati alla questione delle competenze professionali anche nell’ambito dei processi di Bologna e Copenaghen, che vale la pena di considerare in tale contesto.

Vorrei formulare un’osservazione. Benché sappia che l’istruzione e la formazione rientrano decisamente nella sfera di competenza degli Stati membri, possiamo nondimeno incoraggiarli a livello europeo a lavorare verso una reale assicurazione della qualità dell’istruzione e della formazione professionale, lo standard degli esiti dell’istruzione e dell’apprendimento. Tale aspetto è fondamentale per la mobilità.

Dobbiamo infatti ricordare, vista la minaccia della recessione economica, che investire nell’istruzione e nella formazione genera una forza lavoro affidabile, competente e di buona qualità, che è decisiva se vogliamo ottenere innovazioni, nuove capacità e nuove competenze, così come se vogliamo rafforzare la nostra base economica, ossia aumentare il PIL.

Gli odierni decisori spesso dimenticano che l’istruzione e la formazione sono la vera chiave per la costruzione di un futuro migliore e il rafforzamento della nostra base economica. Questo è il messaggio che dovremmo trasmettere agli Stati membri e ai loro decisori. Noi rappresentanti dell’Unione europea dovremmo incoraggiarli in tal senso. Ci occorre un mercato del lavoro sostenibile e di qualità e una forza lavoro capace e competente.

 
  
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  Sepp Kusstatscher, a nome del gruppo Verts/ALE. – (DE) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, le due raccomandazioni del Parlamento europeo e del Consiglio sottoposte alla nostra attenzione dovrebbero rappresentare uno sprone notevole per il continuo miglioramento dell’istruzione e della formazione professionale (VET) in tutta Europa attraverso una pianificazione concertata e un’attuazione, una valutazione e una revisione energiche. Ciò richiede maggiore trasparenza tra i tanti sistemi VET per consentire la raffrontabilità e il reciproco riconoscimento delle qualifiche VET e garantire una maggiore permeabilità.

Stiamo parlando di una cultura del miglioramento continuo della qualità. Un’istruzione migliore è più che una semplice questione di qualifiche, più che una porta spalancata sul mercato del lavoro e anche più che un semplice contributo al miglioramento della competitività di imprese e lavoratori. In proposito non sopporto il frequente riferimento al capitale umano, come se gli esseri umani potessero considerarsi soltanto un fattore produttivo.

Lo stato della VET varia enormemente tra i 27 Stati membri dell’Unione. E’ vero che non abbiamo bisogno di armonizzare burocraticamente le disposizioni né di essere imboccati da Bruxelles, come diceva poc’anzi l’onorevole Takkula. Faremmo però bene a esercitare pressioni, perlomeno delicate, per garantire che i migliori modelli e standard gradualmente si diffondano negli Stati membri a iniziare da adesso, direi, anziché in un futuro remoto.

Possiamo e dobbiamo imparare l’uno dall’altro. In ogni caso, la VET dovrebbe godere dello stesso stato dell’istruzione generale in tutta Europa.

Ringrazio gli onorevoli Andersson e Mann per le rispettive relazioni.

 
  
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  Jiří Maštálka, a nome del gruppo GUE/NGL. – (CS) Signor Presidente, anch’io esordisco ringraziando i relatori, gli onorevoli Mann e Andersson, per il lavoro svolto e soprattutto per la pazienza dimostrata nel negoziare i compromessi. A mio parere, la proposta Andersson giustamente afferma la necessità di rispettare i termini della sussidiarietà e, d’altro canto, la formulazione descrive bene i meccanismi attraverso i quali il sistema per la valutazione degli indicatori di riferimento dovrebbe essere istituito e funzionare negli Stati membri, indicandone i relativi tempi. Ritengo inoltre che sostenga una maggiore attività da parte di tutti coloro che sono coinvolti nell’erogazione dell’istruzione professionale, anche nel modo in cui sostiene l’autovalutazione come ulteriore strumento per elevare la qualità.

Apprezzo il fatto che il compromesso riesca anche a integrare quelle che reputo essere proposte estremamente significative, adottate dalla commissione per l’occupazione e che puntano principalmente a incoraggiare gli Stati membri a intraprendere interventi più efficaci in tale ambito, sottolineando il ruolo degli studenti nella valutazione degli esiti dell’apprendimento raggiunti in termini di soddisfazione e sostenendo coloro che erogano l’istruzione. Penso che sia importante appoggiare il punto 1 del progetto di relazione dell’onorevole Mann, che ribadisce l’importanza fondamentale dello sviluppo personale e professionale degli individui. Concludo ricordando che i compromessi proposti utilizzano l’espressione “apprendimento permanente” e così facendo giustamente allargano la cerchia di cittadini coinvolti nel processo educativo, ragion per cui li appoggio.

 
  
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  Joel Hasse Ferreira (PSE).(PT) Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, l’assicurazione della qualità dell’istruzione e della formazione professionale è fondamentale non soltanto per certificare il processo di apprendimento permanente di ogni lavoratore europeo, bensì anche per agevolare la mobilità nell’Unione e un elemento importante in tale processo è la valutazione della stessa istruzione e formazione professionale, ottica nella quale è importante incrementare lo scambio delle migliori prassi a livello europeo, nazionale, regionale e locale.

A tal fine, signor Presidente, il neoistituito quadro di riferimento, pur rispettando la sussidiarietà, definisce principi comuni, criteri di qualità e indicatori utili per valutare e migliorare i servizi erogati, indicatori chiamati a fungere non tanto da strumento di controllo, bensì da toolbox allo scopo di contribuire al conseguimento degli obiettivi della strategia di Lisbona in termini di istruzione e formazione.

A tali elementi contenuti nell’eccellente relazione Andersson, con il quale mi complimento, vorrei aggiungerne altri, signor Commissario, contenuti nella relazione dell’onorevole Mann, anch’essa encomiabile. Mi riferisco all’importanza di legare il processo di certificazione all’assegnazione di crediti nell’istruzione superiore garantendo in tal modo che i processi di certificazione siano complementari e le condizioni per la mobilità occupazionale dei giovani e dei lavoratori europei migliorate. E’ altresì importante agevolare, ma soprattutto incoraggiare, la partecipazione delle autorità locali e regionali nel collegamento dei quadri nazionali e regionali delle qualifiche al sistema europeo dei crediti per l’istruzione e la formazione professionale.

Signor Presidente, soltanto così facendo potremo incrementare la mobilità e il trasferimento di qualifiche tra i diversi settori dell’economia e i diversi mercati del lavoro, dando dunque un apporto decisivo alla coesione sociale e a una maggiore parità di opportunità in tutta l’Unione europea.

Da ultimo, onorevoli colleghi, tornando alla relazione Andersson, vorrei ribadire l’importanza di sostenere la strategia di apprendimento permanente e promuovere una cultura di miglioramento della qualità a tutti i livelli moltiplicando i collegamenti tra istruzione e formazione formale e sviluppando la convalida dell’esperienza acquisita. In tal modo miglioreremo il livello di istruzione dei giovani e anche la formazione dei lavoratori che, in termini di sviluppo economico e sociale, sono fondamentali per realizzare un modello sociale europeo.

 
  
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  Marian Harkin (ALDE).(EN) Signor Presidente, in primo luogo desidero complimentarmi con i colleghi Andersson e Mann per l’eccellente lavoro e gli esiti indubbiamente positivi. La maggior parte di noi qui, questa sera, concorderà nell’affermare che il quadro di riferimento europeo per l’assicurazione di qualità nel campo dell’istruzione e della formazione professionale si dimostrerà uno strumento estremamente utile per aiutare gli Stati membri a promuovere e monitorare il miglioramento continuo dei loro sistemi di istruzione e formazione professionale.

Tale quadro si baserà su riferimenti europei comuni e consoliderà l’applicazione e il successo, seppur limitati, del precedente quadro, il cosiddetto quadro comune per l’assicurazione di qualità.

Nello sviluppare l’attuale proposta abbiamo imparato dall’esperienza maturata con il quadro precedente e ritengo che abbiamo notevolmente migliorato quanto avevamo già ottenuto in quella sede.

Il quadro proposto contribuirà alla qualità e all’efficienza dell’investimento nel capitale umano in vari modi, ma ne citerò soltanto tre: garantendo un’istruzione e competenze migliori, innalzando gli standard e promuovendo la mobilità. L’applicazione di tale quadro è volontaria e spero che il commissario Figeľ abbia ragione quando afferma che rispecchia non soltanto la nostra diversità, bensì anche la nostra maturità. Esso ci offre un quadro condiviso con criteri di qualità comuni e tale esito può essere raggiunto soltanto con un’azione comunitaria. In tal modo abbiamo evitato i campi minati di vari accordi bilaterali e riducendo al minimo gli standard amministrativi stiamo creando un meccanismo valido con il quale valutare gli standard di qualità.

Si tratta dunque di una normativa valida, pratica, che consentirà di ottenere risultati positivi. Ogni qual volta il Parlamento riesce a elaborare normative come questa, sta svolgendo correttamente il proprio lavoro quotidiano.

 
  
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  Marusya Ivanova Lyubcheva (PSE).(BG) Signor Presidente, signor Commissario, il processo di elaborazione delle raccomandazioni per migliorare la qualità dell’istruzione e della formazione professionale è stato indubbiamente un successo.

Poiché le politiche in tale ambito rientrano nella sfera di competenza nazionale, la qualità dell’istruzione professionale negli Stati membri varia notevolmente, e ciò non risponde al livello di mobilità richiesto sul mercato del lavoro né al tasso dinamico di sviluppo economico e tecnologico, rendendo pertanto difficile il conseguimento degli obiettivi di Lisbona. Tanto meno crea condizioni di parità per lo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza.

Sulla base del nuovo approccio contenuto nel quadro di riferimento, è possibile coadiuvare gli Stati membri per conseguire criteri generali, raffrontabilità e compatibilità in termini di offerta educativa. I livelli di coordinamento previsti nelle raccomandazioni, anche con le organizzazioni partner e di categoria, ampliano il margine di fattibilità e sicuramente contribuiranno a migliorare il mercato dell’istruzione che deve seguire l’esempio del mercato del lavoro.

Ciò sicuramente sosterrà in particolare quei paesi in cui tale processo accusa problemi a causa delle trasformazioni in atto nella loro economia. Se è possibile stabilire una linea di base standard, questa garantirà trasparenza, coerenza e trasferibilità tra le tante tendenze allo sviluppo che si registrano entro le frontiere dell’Unione europea.

L’obiettivo dovrebbe essere conseguibile senza violare l’autonomia di cui gli Stati membri godono nella gestione dei propri sistemi di istruzione e formazione professionale. Nel contempo però creerà un ambiente comune e fornirà un prerequisito per una base comune di alta qualità e un approccio efficiente alla formazione di specialisti.

Dovremmo inoltre prendere seriamente in esame la necessità di sincronizzare le esigenze delle imprese con l’economia e lo sviluppo tecnologico per rendere i sistemi di formazione di personale qualificato più efficaci, il che contribuirebbe a risolvere vari problemi che hanno ingenerato flussi migratori di entità variabile.

Infine, per risolvere i problemi con i diversi orientamenti professionali si può utilizzare un approccio mirato. Trasparenza, cooperazione e standard elevati nell’organizzazione dei processi per elevare la qualità dell’istruzione e della formazione professionale attraverso la partecipazione alla rete europea della qualità devono rappresentare indirizzi nazionali fondamentali in tale processo.

 
  
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  Tomáš Zatloukal (PPE-DE). – (CS) Signor Presidente, intervengo brevemente per dire che l’istruzione e la formazione professionale nell’Unione europea operano a livello nazionale e regionale in maniera autonoma secondo i diversi standard creando in tal modo un ampio spettro di campi di conoscenza differenti e diverse qualifiche. L’Europa ha dunque bisogno di criteri comuni per garantire trasparenza e trasferibilità tra le tante tendenze educative in Europa. I sistemi di istruzione e formazione professionale devono dunque essere abbastanza flessibili da rispondere in modo efficace, specialmente alle esigenze del mercato del lavoro. L’efficienza e l’efficacia dell’istruzione offerta per rispondere a tali esigenze va regolarmente valutata, monitorata e sviluppata sulla base di dati concreti. Un segnale positivo sta nel fatto che i principi per garantire un’istruzione professionale di alta qualità in realtà includono raccomandazioni per l’introduzione di un quadro europeo delle qualifiche. Personalmente vedo il quadro di riferimento europeo come strumento per incoraggiare miglioramenti qualitativi nei sistemi di istruzione e formazione professionale dei vari Stati membri.

 
  
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  Zbigniew Zaleski (PPE-DE).(PL) Signor Presidente, signor Commissario, la proposta riguarda la formazione professionale a vari livelli, a seconda delle informazioni, delle motivazioni, degli interessi e delle esigenze del mercato. Standard di lavoro comuni richiedono l’armonizzazione dei modelli di formazione dalla Spagna alla Romania.

Vorrei sottolineare che, nel promuovere l’istruzione universitaria, non dovremmo compromettere la posizione dell’istruzione professionale, che si situa a un livello più basso, ossia un livello secondario inferiore o superiore. Non occorre una laurea per essere un cameriere; talvolta basta anche un corso breve. Negli ultimi tempi, in paesi come la Polonia questo genere di formazione è stato tagliato. Parlando da insegnante dico che sosterrei per quanto possibile programmi di istruzione flessibili personalizzati in base alle esigenze degli studenti ponendo l’accento sull’apprendimento delle lingue straniere in maniera che chiunque possa vivere in un paese straniero.

Infine, signor Commissario, vorrei ribadire che l’investimento nell’istruzione è uno dei migliori investimenti in Europa. Non facciamo economie in tale ambito. Non lesiniamo fondi alle future generazioni.

 
  
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  Dragoş Florin David (PPE-DE).(RO) Signor Presidente, l’istruzione e la formazione professionale sono strumenti essenziali che offrono ai cittadini europei le capacità, le conoscenze e le competenze necessarie per diventare parte integrante del mercato del lavoro e di una società basata sulla conoscenza. La presente raccomandazione è generalmente eccellente. Ritengo tuttavia che si debbano coprire due ulteriori ambiti sui quali in realtà ho posto l’accento, vale a dire la creazione di un sistema consultivo per i cittadini europei che li aiuti a scegliere il tipo giusto di studi e specializzazione per le proprie capacità personali ed eventualmente la creazione di una piattaforma per la qualità dell’istruzione.

Desidero ribadire il fatto che dobbiamo adottare un approccio complementare all’istruzione che agevoli un miglior adeguamento del processo educativo alle esigenze reali del mercato del lavoro. Le strategie per l’apprendimento permanente e la mobilità sono vitali per aumentare le probabilità di trovare occupazione sul mercato del lavoro. Anch’io vorrei infine ringraziare i relatori e augurarvi buon Natale.

 
  
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  Nicodim Bulzesc (PPE-DE).(RO) Signor Presidente, nell’Unione europea chi vorrebbe usare nel proprio paese di appartenenza qualifiche o moduli di formazione professionale che ha acquisito in un altro paese si scontra ancora con una serie di ostacoli, il che scoraggia molti, causando un rallentamento nella promozione della mobilità transfrontaliera. Per questo creare un sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale (ECVET) potrebbe incoraggiare la mobilità di studenti e lavoratori. Penso inoltre che la relazione dell’onorevole Mann abbia perfettamente individuato i miglioramenti che il sistema apporterà, nonché i problemi che potrebbero insorgere a seguito della sua attuazione.

Per fortuna possiamo fare riferimento all’esperienza maturata nell’ambito del sistema di trasferimento dei crediti (CTS). Essendo io stesso un insegnante che ha dovuto avere a che vedere con il sistema dei crediti, concordo con le raccomandazioni del relatore. Ci occorre una base qualitativa standard a livello europeo per l’assegnazione dei crediti e criteri chiari per garantire la reciproca pertinenza dei sistemi, la loro trasparenza, la loro raffrontabilità e la fiducia tra Stati europei. Concordo altresì con un periodo di prova prima di accettare il sistema in quanto gli Stati europei hanno sistemi di istruzione diversi e penso che serva più tempo per armonizzare 27 sistemi di formazione professionale.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE-DE).(EN) Signor Presidente, sono qui per sostenere il mio vicino, onorevole Mann, e desidero complimentarmi sia con lui sia con l’altro relatore per il lavoro svolto. Vi è tuttavia una questione che è sorta sicuramente nel mio Stato membro e forse nel suo, signor Presidente. Il boom dell’edilizia secondo me ha creato un grave problema, specialmente per i giovani che non sono stati incentivati a proseguire gli studi nell’ambito del sistema di istruzione e formazione per l’attrattiva di un salario elevato nel settore della costruzione.

Purtroppo il periodo del boom è passato e molti addetti del settore si ritrovano senza una formazione e, pertanto, senza possibilità di accesso ad altre opportunità di occupazione che potrebbero venire loro offerte. Ritengo dunque che i singoli Stati membri e sicuramente l’Irlanda debbano puntare a questi gruppi specifici in maniera che quando torneranno tempi migliori (e speriamo che ritornino presto) saranno formati per altre professioni. Ovviamente l’idea del controllo e dell’assicurazione di qualità è fondamentale. Mi preoccupa il fatto che ora l’istruzione possa diventare un’attività economica senza tale elemento di controllo della qualità, e l’idea della circolazione transfrontaliera dei lavoratori ci impone di adottare un approccio coordinato a livello di Unione all’istruzione e alla formazione professionale.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE-DE). (PL) Signor Presidente, il sistema proposto per il trasferimento e l’accumulo dei crediti nel campo dell’istruzione e della formazione professionale dovrebbe contribuire alla mobilità dei lavoratori entro in confini dell’Unione europea. Se vogliamo che l’Unione europea competa con i paesi terzi, se vogliamo che la sua economia cresca, se vogliamo raggiungere un tasso di occupazione superiore e minori disparità tra regioni, dobbiamo promuovere l’apprendimento permanente. Abbiamo bisogno delle persone più avanti negli anni. L’Unione europea ha bisogno della loro esperienza, delle loro qualifiche, delle loro conoscenze.

Se desideriamo un’economia e una società basate sulla conoscenza, dobbiamo investire nell’istruzione. Dobbiamo impedire che il sistema di istruzione venga abbandonato senza qualifiche, così come è importante fornire accesso all’istruzione e alle qualifiche, specialmente per quanti hanno difficoltà finanziarie, tra cui coloro che vivono nelle piccole città e nelle zone rurali che ancora non possono facilmente usufruire di servizi educativi.

 
  
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  Paul Rübig (PPE-DE).(DE) Signor presidente, signor Commissario, vorrei complimentarmi con lei dal più profondo del cuore! Penso che questa sia una delle sfide più importanti in questo periodo prenatalizio. Pensando al prossimo anno, alla crisi finanziaria, dobbiamo avanzare su vari fronti e l’istruzione e la formazione svolgono realmente un ruolo fondamentale.

Tre sono gli elementi che ci aiuteranno a superare la crisi: ricerca e sviluppo, infrastrutture, istruzione e formazione. Ritengo che ora dobbiamo fissare nuovi standard per dimostrare ai cittadini che l’apprendimento a lungo termine svolge un ruolo assolutamente decisivo, specialmente per le piccole e medie imprese, vogliamo mantenere i posti di lavoro degli occupati e desideriamo formarli meglio per creare per loro future opportunità sul mercato del lavoro.

L’Unione europea può assumere realmente una funzione determinante e centrale in tale ambito e sarei molto lieto se domani adottassimo lo Small Business Act perché in tal caso disporremmo di ulteriori fondi in questo campo.

 
  
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  Ján Figeľ, membro della Commissione. − (EN) Signor Presidente, interverrò soltanto brevemente perché ho parlato a lungo all’inizio della discussione riprendendo dove si è interrotto l’ultimo parlamentare, soffermandomi in particolare sulla crisi.

Dobbiamo investire meglio e maggiormente nell’istruzione e nella formazione, dunque non di meno, ma meglio e di più, il che significa efficienza, compatibilità, pertinenza e così via, sempre in vista di un ulteriore incremento. Questa è la posizione della Commissione e penso naturalmente che valga anche in tale ambito.

I messaggi trasmessi stasera in merito alla mobilità della forza lavoro, all’apprendimento permanente, all’accumulo e al trasferimento delle conoscenze e a una cultura della qualità sono estremamente importanti per i nostri sistemi di istruzione e formazione nazionali e dovrebbero diventare una realtà.

Desidero semplicemente confermare che gli strumenti da noi adottati – domani voterete, almeno spero, sul testo di compromesso o gli emendamenti presentati, che apprezzo e approvo – rendono l’Europa più rispettosa delle qualifiche, vale a dire più rispettosa della gente, più rispettosa dei cittadini, ed è un esito che abbiamo realmente bisogno di condividere, forse più che in passato. Attraverso questi strumenti possiamo offrire condizioni migliori per la motivazione, la mobilitazione per l’innovazione e tutti gli obiettivi dei quali abbiamo ribadito l’importanza.

La Commissione, sotto la presidenza ceca, si adopererà per organizzare una serie di eventi: la conferenza principale per il lancio di ambedue gli strumenti e successivamente convegni più specifici sull’ulteriore attuazione. Forse i due relatori potrebbero coadiuvarci o partecipare al nostro fianco a tali manifestazioni. Come è ovvio, l’attuazione è il compito più importante che ci attende.

Concluderei, come molti di voi stasera, augurandovi buon Natale e felice anno nuovo, il 2009, l’anno europeo della creatività e dell’innovazione

 
  
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  Presidente. − La ringrazio. Lo stesso augurio rivolgiamo a lei e all’intero collegio dei commissari e al personale della Commissione.

 
  
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  Jan Andersson, relatore. – (SV) Signor Presidente, l’onorevole Takkula non è più presente, ma ha posto una domanda in merito all’eventuale conflitto tra obiettivi a livello comunitario e il fatto che il sistema di istruzione resterà fondamentalmente un sistema nazionale. Personalmente non vedo alcun conflitto. Credo che il quadro di riferimento sia basato su obiettivi a livello comunitario senza in alcun modo sminuire la fiducia che abbiamo negli Stati membri. Stiamo offrendo loro opportunità e lo consideriamo una toolbox a loro disposizione. Non credo pertanto, lo ripeto, che vi sia alcun conflitto.

Vorrei inoltre ribadire quanto detto dal commissario Figeľ in merito al fatto che ora è più importante che mai, anche durante la crisi che stiamo vivendo per quanto concerne l’economia e l’occupazione, investire nell’istruzione. Questo è ciò che promuoverà la competitività dell’Unione dando altresì ai cittadini gli strumenti per progredire nella propria vita e sfruttare un’ulteriore formazione nell’arco della propria esistenza.

Concludo ringraziando nuovamente la Commissione e anche tutti i relatori ombra con i quali abbiamo collaborato in maniera esemplare durante tutto il nostro viaggio. Auguro a tutti buon Natale e felice anno nuovo.

 
  
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  Thomas Mann, relatore. – (DE) Signor presidente, signor Commissario, i miei più sentiti ringraziamenti per l’eccellente collaborazione da parte sua e di tutti i suoi collaboratori. Abbiamo lavorato in perfetta sintonia, in uno spirito di totale unione, e penso che in tal modo abbiamo ottenuto un risultato valido.

L’onorevole Kusstatscher ha assolutamente ragione nell’affermare che l’Unione europea è molto ambiziosa nel campo della formazione professionale. In fin dei conti, non vogliamo né più né meno che l’affrancamento della formazione professionale dall’istruzione superiore. Anche l’onorevole Panayotopoulos-Cassiotou ha perfettamente ragione nel dire che dobbiamo generare risultati tangibili. Vogliamo realtà, non le solite dichiarazioni di intenti, non le solite belle parole. La fase di una collaborazione generalmente occasionale sta dunque lasciando spazio a un periodo di coordinamento più intenso.

Al momento gli esiti educativi negli Stati membri variano notevolmente. Ne consegue che abbiamo bisogno di accordi tra aziende e autorità nazionali in merito agli istituti di istruzione. E’ nel giusto anche l’onorevole Takkula quando asserisce che non vogliamo una sorta di protezionismo europeo. Le nostre intenzioni sono tutt’altre. Una legge “soft”, suscitare l’interesse e il coinvolgimento di altri, questo è quello che ci occorre.

Vogliamo promuovere un incontro di esperti, alle audizioni, nei gruppi di lavoro, anche per lo sviluppo di studi, ma abbiamo anche bisogno degli istituti di istruzione. L’onorevole Maštálka non ha affatto torto. A tal fine possiamo inoltre avvalerci delle reti esistenti e delle parti sociali. Solo allora il beneficio diventerà visibile per dipendenti e datori di lavoro, erogatori di istruzione pubblici e privati: un classico sistema vincente per tutti. Sia l’onorevole Ferreira sia l’onorevole Rübig hanno fatto legittimamente riferimento all’importanza dell’apprendimento permanente perché questo è l’ambito nel quale possiamo realmente fare la differenza.

Onorevole Harkin, come lei anch’io percepisco l’importanza della volontarietà di questo quadro poiché abbraccia tutti gli interlocutori. Sulle fondamenta di una fiducia in continua crescita vedremo i primi Stati membri lavorare insieme a partire dal 2012. Una fase di prova è necessaria e, dunque, scontata. Incorporeremo la valutazione dei livelli da 1 a 8 del quadro europeo delle qualifiche e il mio esimio vicino ha, come è ovvio, pienamente ragione nel dire che ciò deve avvenire. I giovani hanno il diritto di sentirsi utili, necessari e poter migliorare il proprio sviluppo personale sempre nel rispetto delle disposizioni di legge nazionali. Gli altri paesi avranno poi la libertà di scegliere successivamente di unirsi all’ECVET non appena saranno in grado di farlo. Penso che le possibilità in tal senso siano realmente straordinarie. Se continueremo a parlare in uno spirito cooperativo come adesso, riusciremo a compiere altri passi avanti. Ritengo infatti che il Parlamento sia riuscito a mettere un moto un meccanismo.

 
  
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  Presidente. − La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà (giovedì 18 dicembre 2008).

Dichiarazioni scritte (articolo 142 del regolamento)

 
  
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  Dumitru Oprea (PPE-DE), per iscritto. – (RO) In veste di relatore per parere per il sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale, vorrei sottolineare ancora una volta l’importanza di creare e attuare tale sistema volto a migliorare la qualità e l’attrattiva dell’istruzione e della formazione professionale.

La necessità di attuare l’ECVET nasce dal desiderio di ridurre i divari in termini di esiti dell’apprendimento derivanti dall’esistenza di sistemi di formazione professionale diversi. Dobbiamo rendere più trasparenti le qualifiche professionali e l’apprendimento permanente.

L’attuazione dell’ECVET deve basarsi su un comune impegno a osservare i principi per garantire un’istruzione e una formazione professionale di alta qualità. Un elemento fondamentale in tale ambito è pertanto rappresentato dall’esigenza di incoraggiare partenariati tra istituti di formazione, imprese e autorità nazionali per sviluppare un ambiente di reciproca fiducia.

Da ultimo, ma non meno importante, vorrei ricordare che l’ECVET pone l’accento sugli esiti dell’apprendimento, non sul temo dedicato ad acquisire capacità, conoscenze e competenze.

 
Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2009Avviso legale