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Procedura : 2008/2133(INI)
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Testi presentati :

A6-0447/2008

Discussioni :

PV 17/12/2008 - 19
CRE 17/12/2008 - 19

Votazioni :

PV 18/12/2008 - 6.19
PV 18/12/2008 - 6.21
CRE 18/12/2008 - 6.19
CRE 18/12/2008 - 6.21
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2008)0634

Discussioni
Mercoledì 17 dicembre 2008 - Strasburgo Edizione GU

19. Impatto della contraffazione sul commercio internazionale – Aspetti della contraffazione che riguardano la protezione dei consumatori (discussione)
Video degli interventi
PV
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  Presidente. - L’ordine del giorno reca, in discussione congiunta:

- la relazione (A6-0447/2008), presentata dall'onorevole Susta a nome della commissione per il commercio internazionale, relativa all'impatto della contraffazione sul commercio internazionale [2008/2133(INI)] e

- l'interrogazione orale (B6-0486/2008) presentata dall'onorevole McCarthy alla Commissione a nome del gruppo PSE sugli aspetti della contraffazione che riguardano la protezione dei consumatori (O-0097/2008).

 
  
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  Gianluca Susta , relatore. - Signora Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto vorrei ringraziare tutti coloro che hanno collaborato con me alla stesura di questa relazione, agli shadow, al di là delle posizioni che ciascun gruppo politico assumerà domani nella votazione di questa relazione.

La lotta alla contraffazione è innanzitutto uno strumento a supporto della competitività del sistema europeo, rientra pienamente nelle ragioni fondanti della strategia di Lisbona e credo che vada considerato anche nella sua portata giuridica e penale in questo mondo globalizzato. L'OCSE, in un rapporto del 2005, ci dice che circa 150 miliardi di euro di prodotti contraffatti vengono scambiati nel mondo, senza considerare quella che è la contraffazione totalmente interna e senza considerare la pirateria on line. Qualche osservatore dice che sono circa 500 miliardi in realtà di euro, in giro d'affari che riguarda la contraffazione.

Un ostacolo quindi nella sua violazione dei diritti di marchio, di brevetto, di proprietà intellettuale, di quelle che sono le ragioni forti della nostra industria, della nostra capacità di innovazione, della nostra capacità di creatività. Questo richiede azioni mirate più coordinate, grande attenzione nei rapporti con le aree del mondo e credo anche uno sguardo diverso nel rapporto tra le istituzioni comunitarie e gli Stati membri.

Questa relazione ha voluto soffermarsi - per suo dovere istituzionale provenendo dalla commissione commercio internazionale - sugli aspetti esterni della contraffazione, ma il legame tra gli aspetti esterni e il legame tra gli aspetti interni della contraffazione nell'Europa - in questa Europa che resta il più grande mercato del mondo, il secondo importatore al mondo - sono di tutta evidenza.

Allora in sintesi noi dobbiamo riaffermare alcuni postulati fondamentali della lotta alla contraffazione: intanto l'esigenza di un rafforzamento del nostro sistema di difesa d'ingresso dei prodotti contraffatti, un rafforzamento che vuol dire anche coordinamento delle forze di polizia che sono preposte al controllo dei prodotti alle frontiere, un rafforzamento delle dogane. Però noi dobbiamo anche puntare molto sull'armonizzazione delle norme civili e penali del nostro diritto interno, ma anche del rafforzamento all'interno dell'Organizzazione mondiale del commercio di quelli che sono gli strumenti che già l'Organizzazione mondiale del commercio si è data.

È chiaro che rivolgerci forse più spesso all'Organizzazione mondiale del commercio per la soluzione di alcuni problemi relativi alle controversie che sono sorte aiuta a rafforzare la lotta alla contraffazione, così come crediamo che vada in qualche modo penalizzato il fatto che paesi terzi estranei all'Unione europea si dichiarino in qualche modo disponibili a far da ponte per l'ingresso nell'Europa di questi prodotti, ma anche per la circolazione dei prodotti nel mondo.

Occorre una più forte tutela della proprietà intellettuale, una più forte capacità di potersi difendere all'interno delle grandi aree geopolitiche del mondo, dei grandi Stati anche che si affacciano sul mercato mondiale e proprio per questo guardiamo con grande interesse ad ACTA, cioè a un grande accordo internazionale dentro un quadro multilaterale, ma che non nega l'utilità di un quadro bilaterale tra gli Stati Uniti, il Giappone, l'Europa, che trovi spazio anche per il Brasile, l'India, la Cina, le altre grandi regioni commerciali del mondo, con una duplice attenzione, da un lato un'attenzione alla trasparenza, un'attenzione al rispetto dei diritti civili e politici, al rispetto della privacy, nello stesso tempo nel rafforzamento dentro un quadro di totale rispetto di quelli che sono i diritti fondamentali anche delle ragioni del commercio che per noi sono anche ragioni strettamente connesse allo sviluppo e quindi anche alla libertà dei nostri Stati all'interno dell'Unione e dell'Unione stessa, anche come grande soggetto politico sui mercati del mondo.

Allora io credo che noi dobbiamo agire sull'educazione dei consumatori, sull'armonizzazione delle norme penali, sull'intensificazione dei controlli, sull'utilizzo anche di strumenti di pressione. Noi abbiamo nei confronti di alcuni paesi in via di sviluppo il sistema delle preferenze generalizzate e dobbiamo fare in modo che questo sistema venga rafforzato, ma nello stesso tempo venga anche utilizzato per contrastare il prestarsi da parte di alcuni paesi a far da ponte per l'ingresso di questi beni contraffatti.

Allora la relazione mira a creare un quadro unitario tra grandi ragioni della libertà, grandi ragioni della libertà di commercio, della libertà civile, delle libertà politiche e dello sviluppo, cercando di andare a punire e a colpire questo fenomeno che oggi sta mettendo grandissima difficoltà al sistema competitivo dell'Unione europea. Certo avremmo sperato in qualcosa di più, nel senso che ci sono alcune questioni che sono rimaste sullo sfondo, come la creazione di un Osservatorio e come la previsione delle norme sulla tracciabilità all'interno di questa relazione, che non hanno trovato il consenso della maggioranza.

Crediamo però di avere offerto un grande contributo a Commissione e Consiglio, soprattutto alla Commissione, per definire in futuro una revisione complessiva delle norme che mettano l'Europa al riparo da questo fenomeno negativo.

 
  
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  Eija-Riitta Korhola, autore. - Signora Presidente, vorrei ringraziare il relatore per l’ approfondito lavoro svolto. La contraffazione e la pirateria della proprietà intellettuale prosciugano l'economia europea e mondiale, e teoricamente, nessun settore sfugge a tale attività illegale. Essa danneggia le attività legittime e secondo il parere della commissione IMCO, costituisce una fonte di danno al consumatore.

Il problema è grave, e diventa sempre più serio, tuttavia le merci contraffatte e piratate restano liberamente disponibili sul mercato interno. Per combattere la contraffazione e la pirateria, occorre, in prima battuta, potenziare i controlli, aiutando le autorità doganali nell'individuazione del fenomeno, e concludere accordi per minare la contraffazione e la pirateria esattamente dove le violazioni hanno origine. E' necessario altresì agire su Internet per impedire che diventi il canale di distribuzione ancor più privilegiato per i prodotti contraffatti e piratati, rafforzando i ricorsi con risarcimenti più efficaci.

In secondo luogo, occorre sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso apposite campagne di. Troppo spesso i consumatori non sono al corrente della portata e delle ripercussioni del problema. Le vite stesse dei consumatori sono a rischio, a causa di prodotti pericolosi, soprattutto nel caso di farmaci contraffatti. Le campagne governative dovrebbero concentrarsi sempre più sul costo sociale della contraffazione e della pirateria in termini di salute e di sicurezza.

In terzo luogo, è necessario intensificare l’attività di raccolta dati, valutazione e ricerca. Dati completi e comparabili sono essenziali sia per l’applicazione della legge, che per le campagne di sensibilizzazione. Quest'anno, la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori ha approvato il nuovo pacchetto merci, che ha dato vita ad una nuovo quadro di sorveglianza del mercato e di applicazione di tutte le norme dell'UE, per garantire la sicurezza dei beni disponibili sul mercato interno. Precedentemente, durante l'attuale legislatura, abbiamo adottato un codice doganale moderno e strumenti di supporto alla creazione di dogane efficienti e prive di supporti cartacei. In tal modo, abbiamo cercato di potenziare l'efficienza operativa delle autorità doganali sui confini esterni dell'UE – l'ultimo cuscinetto di protezione – impedendo l'entrata nel mercato interno di merce contraffatta.

La lotta alla contraffazione e alla pirateria è una questione che dovrebbe restare in cima alla nostra agenda politica. Chiediamo alla Commissione di cooperare con i governi, con le autorità doganali, con l'industria e con i consumatori in tutti gli Stati membri dell'Unione europea. Dobbiamo agire insieme, se vogliamo che la nostra lotta sia efficace. Con questa discussione esigiamo dalla Commissione che metta in atto un approccio coerente e coordinato per affrontare la contraffazione e la pirateria. Solo in tal modo possiamo guadagnare fiducia e credibilità da parte dei consumatori per i prodotti in vendita sul mercato interno.

 
  
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  Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione. - (FR) Signora Presidente, ringrazio l'onorevole Susta per la sua relazione sull'impatto della contraffazione sul commercio internazionale, e naturalmente vorrei anche ringraziare le commissione Mercato interno e protezione dei consumatori. Le questioni inerenti la contraffazione e la pirateria meritano, come ha appena dimostrato egregiamente l'onorevole Korhola, tutta la nostra attenzione e la nostra determinazione.

La Commissione è pienamente impegnata a promuovere un elevato livello di protezione per la proprietà intellettuale nei paesi esterni all'Unione europea. In linea con il ruolo dell' Europa nel mondo e con la strategia della Commissione per garantire il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, cooperiamo con i partner che condividono le nostre preoccupazioni, ossia Stati uniti, Giappone, G8 e paesi OCSE. Desideriamo assicurarci che i settori industriali europei più moderni e innovativi, che puntano soprattutto sulla qualità, che è stata identificata come una delle nostre principali risorse in termini di competitività a livello mondiale, non vengano danneggiati per non dire rovinati da paesi al di fuori dell'UE.

Apprezzo e ringrazio il Parlamento europeo per l’impegno mostrato su tale questione. Vi ringrazio. La Commissione ha seguito la stesura della relazione dell'onorevole Susta, che ringrazio per avere adottato una posizione molto ambiziosa e costruttiva. Prendiamo atto delle proposte riguardanti la Cina, l'uso del meccanismo dei contenziosi dell'OMC, il sistema di preferenze tariffarie e la necessità di sostenere maggiormente le nostre piccole e medie imprese.

Tuttavia, in numerosi ambiti, la versione finale della relazione costituisce un passo indietro rispetto all'impostazione iniziale. Inoltre, la relazione adotta un tono più riservato e difensivo, soprattutto nei riguardi di ACTA, l'accordo commerciale anticontraffazione volto a contrastare le attività illegali su larga scala e proteggere chi nell'Unione europea investe sull’innovazione. L’accordo non punta a limitare le libertà civili né ad esercitare pressione sui consumatori.

Come la Commissione ha più volte ribadito al Parlamento europeo, ACTA non andrà oltre l'attuale sistema UE relativo all'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale. Il sistema attuale rispetta i diritti fondamentali e le libertà civili, compresa la protezione dei dati personali. L'applicazione di sanzioni penali dovrà essere negoziata dalla presidenza dell'Unione europea a nome degli Stati membri.

Per quanto riguarda le questioni sollevate dalla commissione Mercato interno e protezione dei consumatori, vorrei sottolineare che, da quando si è tenuta la conferenza ad alto livello lo scorso maggio, in presenza dei membri del Parlamento, la Commissione ha riflettuto circa il sostegno più appropriato da dare a Stati membri, autorità giudiziarie e forze di polizia, aziende e consumatori nella lotta contro questi criminali. Vero è che problemi così complessi toccano varie sfere e rientrano nelle competenze di svariate direzioni generali della Commissione, al punto che si rende necessario potenziare la collaborazione.

All'inizio di quest'anno, – e ciò è importante – è stata istituita un’unità specializzata nell'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale e industriale. Desidero sottolineare questo punto. E’ inoltre necessario possedere una base solida di conoscenze al fine di attuare una strategia permanente di lotta alla contraffazione e alla pirateria. A tale proposito si pone però un problema: l’elaborazione di statistiche, necessarie per avere un'idea precisa della portata e delle dimensioni del problema. L'OCSE ha evidenziato tale aspetto nella relazione intitolata “L'impatto economico della contraffazione e della pirateria”.

Occorre pertanto intervenire affinché sia possibile raccogliere informazioni precise e complete. Le aziende dispongono di dati importanti, ma alcuni di essi sono ritenuti sensibili. Va detto che le sole statistiche che gli Stati membri sono obbligati a fornire sono quelle relative alle confische doganali.

Analogamente, è difficile ottenere informazioni sul numero di persone che hanno riportato danni dovuti a prodotti contraffatti. Anche se i sistemi comunitari come quello destinato allo scambio rapido di informazioni su prodotti non alimentari destinati ai consumatori (RAPEX) forniscono alcuni elementi, non sono esaurienti. Il sistema RAPEX era stato progettato per prevenire gli incidenti causati da prodotti pericolosi. Vero è che i prodotti contraffatti potrebbero rientrare in questa categoria. Il vantaggio principale di RAPEX è che permette di comunicare rapidamente ad un altro Stato membro e alla Commissione informazioni su prodotti di consumo pericolosi, reperiti in un determinato Stato membro, per impedire ad altri consumatori di acquistarli.

Poiché RAPEX comprende tutti i beni di consumo pericolosi, non costituisce necessariamente lo strumento più indicato per raccogliere informazioni sui danni provocati da prodotti contraffatti.

Il database europeo sugli incidenti raccoglie dati provenienti dal monitoraggio sistematico delle lesioni fisiche e degli incidenti fornite dal pronto soccorso degli ospedali. Le informazioni sulle cause di infortuni fisici sono talvolta eccessivamente generiche, e i dettagli insufficienti per stabilire se tali lesioni siano state causate da prodotti contraffatti. I metodi divergenti adottati dagli Stati membri nel registrare le cause degli incidenti rendono inoltre difficile la comparazione e l’elaborazione di statistiche accurate.

E' quindi evidente che dovremmo adoperarci per creare reti di scambio rapido utilizzando punti di contatto nazionali. Tale approccio consentirebbe di migliorare il coordinamento e al condivisione delle informazioni tra amministrazioni, autorità giudiziarie, forze di polizia e i settori delle attività economiche coinvolte in tutta l'Unione europea. A questo proposito, potrebbe essere molto utile un osservatorio e la Commissione al momento sta esaminando le alternative pratiche più valide al fine di istituirlo.

In linea con il principio di sussidiarietà, gli Stati membri hanno il dovere di garantire che tutti i prodotti commercializzati siano sicuri, che la sorveglianza del mercato venga attuata efficacemente; tuttavia, in passato, tale attività non è stata effettuata con lo stesso rigore in tutti gli Stati membri. La Commissione ha perciò proposto un regolamento sull'accreditamento e la sorveglianza del mercato, approvato dal Consiglio nel giugno 2008.

Il regolamento stabilisce un quadro comune per quanto riguarda la sorveglianza del mercato. Riprende e integra il sistema istituito dalla direttiva sulla sicurezza dei prodotti generici, in quanto stabilisce requisiti comuni in materia di sorveglianza di mercato a cui tutti gli Stati membri si devono attenere. Il regolamento introduce un meccanismo di cooperazione tra le autorità, sia a livello nazionale che transfrontaliero, che mira alla diffusione di informazioni utili in maniera efficace, ad esempio nel caso di segnalazioni relative all'arrivo di prodotti a rischio in un determinato punto di entrata.

Lo scorso luglio, la Commissione ha approvato una comunicazione su una strategia relativa ai diritti di proprietà industriale per l'Europa. Vorremmo pertanto istituire una strategia integrata che includa misure non legislative atte a rafforzare l'applicazione di questi provvedimenti. Tale strategia consentirà di sviluppare un nuovo piano d'azione per le dogane destinato alla lotta contro la contraffazione e la pirateria, nonché di elaborare nuovi approcci atti a migliorare la raccolta di dati, promuovere campagne di sensibilizzazione e rendere più efficienti le reti di cooperazione a tutti i livelli.

Il Consiglio si è dichiarato decisamente favorevole a tale approccio. Il 25 settembre 2008 ha approvato un piano europeo generale anticontraffazione e antipirateria, che costituisce un importante segnale politico. E' la prova che gli Stati membri attribuiscono notevole importanza al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale.

A tale proposito, la Commissione ha incontrato i direttori generali delle dogane degli Stati membri in occasione di un seminario ad alto livello, tenutosi a Parigi il 25 e 26 novembre 2008. Nell'ambito dello stesso seminario è stato delineato il profilo generale di un nuovo piano doganale per combattere la contraffazione nel periodo 2009-2012.

Questo piano doganale di lotta alla contraffazione sarà redatto dalla Commissione sotto la prossima presidenza ceca. La Commissione attribuisce grande importanza alla protezione ed al doveroso rispetto dei diritti di proprietà intellettuale nei mercati dei paesi extra-UE e ha avviato colloqui su questioni collegate a tali diritti con i principali partner commerciali, quali la Cina. La Commissione ha proposto di introdurre disposizioni particolareggiate relative ai diritti di proprietà intellettuale, mirati più specificatamente al controllo della loro applicazione nell'ambito degli accordi commerciali bilaterali e regionali.

Per quanto concerne la sensibilizzazione dei consumatori e la segnalazione dei rischi in continuo aumento, la Commissione ritiene naturalmente che si tratti di un problema considerevole. E' fondamentale importanza raccogliere ed analizzare dati affidabili a sostegno del nostro lavoro, al fine di sviluppare politiche e strategie efficaci. Quando disporremo di informazioni di qualità elevata, saremo in grado di informare ed educare i consumatori senza creare sfiducia o preoccupazione nei riguardi di linee di prodotti sensibili quali farmaci o alimenti. Gli Stati membri possono svolgere un ruolo importante su questo fronte, assicurando lo scambio di informazioni di questo genere.

Signora Presidente, ora concludo. La prego di volermi scusare se sono stato un po' prolisso. Intendiamo appoggiare gli Stati membri affinché possano contribuire in modo più efficace alla promozione delle innovazioni e alla protezione della salute e della sicurezza dei consumatori, ed è necessario assumere un approccio globale. Questo è il motivo per cui la Commissione sta concentrando le sue energie sull'introduzione di un meccanismo che renderà possibile lo sviluppo di conoscenza e cooperazione tra Stati membri, consumatori e aziende.

Come vede, onorevole Susta, la sua relazione arriva proprio nel momento giusto e va dritta al cuore di un tema che personalmente mi ha sempre preoccupato molto, la contraffazione. Non possiamo tutelare un'Europa innovativa se non combattendo efficacemente la contraffazione. Ringrazio il Parlamento europeo per la sensibilità che ha dimostrato nei riguardi di questo problema. Grazie per la vostra attenzione. Ora, signora Presidente, ascolterò attentamente i commenti degli onorevoli deputati.

 
  
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  Eva Lichtenberger, relatore per parere della commissione giuridica. – (DE) Signora Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Susta ha già illustrato con chiarezza il significato di questo tema, quindi non è necessario che io lo ribadisca.

La commissione giuridica ha trattato tale argomento, soprattutto in relazione ai negoziati internazionali relativi ad ACTA, ed ha sollevato i seguenti punti: la mancanza di trasparenza, ad esempio, nei negoziati internazionali, il problema dell'interrelazione tra accordi internazionali ed organizzazioni quali TRIPS o WIPO, la mancanza di una base giuridica in merito alla definizione della natura e delle dimensioni di disposizioni sanzionatorie, un punto altrettanto importante anche per gli Stati membri.

Desidero riassumere il tutto in un’unica conclusione, vale a dire che, qualsiasi cosa gli Stati membri o noi pensiamo dell'armonizzazione delle disposizioni sanzionatorie o comunque ciò avvenga, dovremmo essere in grado di decidere della questione in maniera indipendente. Non si deve permettere che negoziati internazionali privi dell'opportuna trasparenza limitino a priori la libertà di azione dell'Unione europea e delle istituzioni in misura tale che il Parlamento europeo non sia più in grado di prendere una decisione con la dovuta libertà. Non possiamo pertanto formulare un giudizio prematuramente. Il Parlamento europeo fa valere i propri diritti. Sono interessate – e in linea di principio anche potenzialmente minacciate – anche la sfera privata, la protezione dei dati e gli stessi diritti dei cittadini.

Domani potremmo avere l'occasione di votare su due decisioni, sempre che il gruppo del Partito popolare europeo (Democratici-cristiani) e dei Democratici europei non frappongano ostacoli cercando di modificare una delle decisioni con un emendamento orale. Spero che questa posizione cambierà. Vi ringrazio.

 
  
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  Corien Wortmann-Kool, a nome del Gruppo PPE-DE. (NL) E’ vero, Commissario Barrot, ha parlato a lungo in quest'ora tarda. Se così facendo, ha voluto sottolineare il fatto che la Commissione intende dare priorità alla lotta contro la contraffazione, allora è perdonato. Saremmo ben lieti di lasciarla alle sue elevate ambizioni, perché si tratta sempre di un problema grave, un problema che sta aumentando di intensità. Non si tratta più di belle borse di Gucci, bensì della salute e della sicurezza dei cittadini e dei consumatori europei.

Desidero esprimere il mio sincero ringraziamento al relatore per l’eccellente relazione, che la commissione Commercio internazionale ha approvato all'unanimità, ad eccezione di due soli voti. La scorsa settimana siamo stati impegnati in complicati negoziati su nuove risoluzioni, ma sono felice che tutti siamo ritornati sui nostri passi. Per questo motivo spero che domani saremo in grado di approvare questa risoluzione della commissione Commercio internazionale a larga maggioranza. Apprezziamo il fatto che il gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa abbiano ritirato la risoluzione alternativa.

Occorre maggiore collaborazione se vogliamo vincere la lotta contro la contraffazione. Le autorità doganali svolgono un ruolo importante in questo senso, come si evince dallo sforzo coordinato di cinque paesi europei, i cui uffici doganali e l'industria hanno instaurato una stretta collaborazione e distrutto una quantità notevole di merci contraffatte. Ottimo!

E' necessario anche migliorare il coordinamento, ma non proponiamo una nuova agenzia europea nella nostra risoluzione, anche se abbiamo ventilato questa idea. A tale proposito, vorrei attirare la vostra attenzione sulla proposta dell'onorevole Martin di istituire una tabella europea. Questa è un'ottima idea.

Desideravo menzionare anche le sanzioni a lei in particolare, signor Commissario alla giustizia. Mi auguro che lei consideri le nostre proposte seriamente e che queste verranno effettivamente accolte.

 
  
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  David Martin, a nome del gruppo PSE. – Signora Presidente, ringrazio innanzi tutto l'onorevole Susta per la sua collaborazione proficua su questa relazione. Non eravamo d'accordo su tutto, ma egli ha dimostrato sempre grande cooperazione e massima flessibilità.

In primo luogo, l'onorevole Susta ha citato alcune cifre che ci danno un’idea della dimensione della contraffazione. Proprio questa settimana, nel mio collegio elettorale due distinti avvenimenti hanno sottolineato la portata di questo fenomeno a livello regionale. L'agenzia frontaliera del Regno Unito ha intercettato una nave a Grangemouth in Scozia, nel mio collegio elettorale, e ha sequestrato merce griffata falsa per un valore di 3,6 milioni di sterline. La nave proveniva dalla Cina ed era arrivata in Scozia passando per i Paesi Bassi e.

Sempre questa settimana,in Scozia la polizia ha reso noto il sequestro di mezzo milione di CD e DVD per un valore di mercato intorno ai 5 milioni di sterline. Secondo la polizia la distribuzione di questi DVD e album illegali era quasi interamente controllata dalla criminalità organizzata. Si tratta evidentemente di un problema serio che riguarda tutta la Comunità europea.

Come già altri oratori hanno affermato, la contraffazione viene spesso considerata un reato che non fa vittime, ma naturalmente, alla luce della nostra discussione, è ben lungi dall'essere tale. Sono almeno tre i gruppi danneggiati dal traffico di beni contraffatti.

Il primo è costituito dalle aziende: il commercio riguarda i dettaglianti regolari e altre aziende che pagano le tasse, creano occupazione e generano reddito; la contraffazione nega agli autori, agli artisti ed ai ricercatori un equo ritorno per il loro talento e i loro investimenti. Come ha citato l'onorevole Wortmann-Kool, in alcuni casi i prodotti falsi danneggiano, disturbano e causano persino la morte dei consumatori. Il terzo gruppo è infine rappresentato dalle vittime della criminalità e dei comportamenti antisociali, spesso finanziati tramite i proventi generati dalle merci contraffatte.

Il gruppo PSE condivide ampiamente quanto il Commissario ha delineato circa le tre aree di azione necessarie per affrontare il problema. In prima battuta, è necessaria un'azione più forte nei riguardi dei paesi terzi che incoraggiano o tollerano la contraffazione, negando così la tutela dei diritti di proprietà intellettuale altrui. Non crediamo che ACTA costituisca la soluzione definitiva a questo problema, e se l’accordo entrerà in vigore, è necessario renderlo più trasparente, democratico e multilaterale per tutti. Come afferma l'onorevole Wortmann-Kool, la soluzione potrebbe consistere in parte nel creare un registro di nominativi per individuare i paesi che vengono meno al rispetto dei diritti altrui per quanto riguarda le merci contraffatte.

La seconda area di azione necessaria è riguarda l’attività delle forze dell'ordine, quali forze di polizia, Trading Standard Officers (TSO), e autorità doganali. Attendiamo con interesse che il prossimo anno la presidenza ceca presenti una proposta per una migliore cooperazione in questo settore.

La terza ed ultima area riguarda la necessità di educare il pubblico sui danni causati dalla contraffazione, e di far comprendere ai giovani che chi lavora per creare film, contenuti televisivi e musica ha il diritto di veder riconosciuta economicamente la propria attività.

Non crediamo invece che si debba criminalizzare chi di tanto in tanto scarica musica piratata oppure acquista un CD falso o la maglietta di una squadra di calcio. Non vogliamo che siano criminalizzate queste persone; desideriamo educarle e portarle dalla nostra parte per colpire i veri criminali responsabili di queste azioni.

 
  
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  Carl Schlyter, a nome del Gruppo Verts/ALE. (SV) Signora Presidente, grazie, onorevole Susta. Sarebbe stato semplice pervenire ad un valido accordo in questa sede. Il regolamento del Parlamento ci impone tuttavia di presentare risoluzioni separate senza alcuna possibilità di votare sui singoli emendamenti, cosa che rende difficile raggiungere un compromesso che possa rappresentare correttamente la volontà della maggioranza del Parlamento. Ciò è estremamente spiacevole, in quanto significa che se la risoluzione dei Verdi non verrà appoggiata domani, ad esempio, voteremo una proposta che prevede il controllo di Internet e dei relativi contenuti, la cui responsabilità ricadrà sui distributori. Ciò sarebbe molto spiacevole, in quanto non rispecchia neppure la responsabilità di questo Parlamento.

Pirateria e contraffazione rappresentano una minaccia per i consumatori e per i cittadini in genere, che si concretizza in due modi: i consumatori possono esserne colpiti direttamente tramite l’esposizione a prodotti pericolosi dal punto di vista ambientale o, nel caso di farmaci contraffatti, rischiosi per la salute. Possono altresì essere minacciati anche da misure eccessive a tutela dei marchi di fabbrica e la proprietà intellettuale, in particolar modo. Si tratta di trovare un buon equilibrio. Io credo che il messaggio chiaro del Parlamento nei riguardi della Commissione e del Consiglio, quando continueranno i loro negoziati, è che comunque vada la votazione di domani, noi dichiareremo espressamente che l'uso personale, non a scopo di lucro non deve essere considerato reato. ACTA non deve permettere l’accesso ai computer privati, né ai lettori musicali o prodotti simili.

Per quanto attiene al diritto penale, dobbiamo votare a favore della proposta alternativa dei Verdi per evitare di dare l’impressione che vogliamo introdurre improvvisamente il diritto penale a livello europeo. Naturalmente non abbiamo alcun mandato in questo senso. Si tratta di stabilire se ciò eventualmente potrebbe funzionare e come creare un equilibrio rispetto a una serie di sanzioni previste da un paese, quando in un altro le stesse misure sono completamente diverse. Un’azione di questo tipo a livello internazionale pare destinata al fallimento. Le proposte dei Verdi risultano pertanto migliori.

La proposta originaria non prevede eccezioni di sorta per i viaggiatori. Paragonare un viaggiatore che ha con sé merci per un valore di 400 euro ad un operatore economico che può invece trasportare 50 container non ha senso, e soprattutto, non ha senso votare per eliminare le norme relative al contenuto qualitativo di Internet, le statistiche che regolamentano il contenuto, le responsabilità secondarie e quelle degli intermediari.

Per permettere a più deputati di votare sulla risoluzione dei Verdi, presenteremo un emendamento orale per depennare l'articolo 15, che chiaramente è risultato piuttosto controverso; mi auguro che in tal modo molti di voi saranno in grado di appoggiare la nostra proposta. Vi ringrazio.

 
  
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  Pedro Guerreiro, a nome del gruppo GUE/NGL. – (PT) Signora Presidente, la risoluzione del Parlamento europeo del 13 dicembre 2007 sul settore tessile aveva rivelato che la metà delle procedure doganali europee contro la contraffazione riguardano i prodotti tessili e l'abbigliamento. La risoluzione sottolineava altresì la necessità di applicare norme vincolanti sui marchi di origine per i tessili importati da paesi terzi e invitava il Consiglio ad approvare la proposta di regolamento pendente relativa all'indicazione “made in” per tutelare meglio il consumatore e sostenere l'industria europea.

Una proposta della Commissione europea in questo senso, per quanto inadeguata, ha segna il passo dal 2005. Ci chiediamo pertanto quando l'Unione europea intenda stabilire norme sui marchi di origine per le importazioni o per i prodotti fabbricati nei diversi Stati membri?

 
  
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  Bastiaan Belder, a nome del gruppo IND/DEM. (NL) Signora Presidente, desidero ringraziare il relatore per il prezioso lavoro svolto. La contraffazione non è solo una piaga economica, essa costituisce altresì una minaccia per la sicurezza del consumatore e la salute pubblica. Va considerata prioritaria non soltanto la produzione, ma anche il commercio in entrata e il trasporto di prodotti contraffatti.

Alla fine del mese scorso, ho effettuato una visita di lavoro estremamente utile in Kosovo, dove la situazione è allarmante. La caotica presenza internazionale che in parte si sovrappone al debole governo di Pristina, fornisce una base operativa ottima ai contrabbandieri. E' insopportabile vedere i criminali di parte albanese e serba lavorare molto bene fianco a fianco, in uno sforzo multietnico.

Vorrei esortare l'Unione ad impiegare la missione Eulex in Kosovo per combattere queste pratiche di contrabbando. E' inaccettabile che l'Unione europea stia in disparte, mentre un buco nero si allarga lungo le sue frontiere. La lotta alle merci contraffatte non deve essere condotta soltanto al tavolo dei negoziati, ma anche sul campo. Ho parlato con la Commissione a Pristina e mi auguro che dedicherà la dovuta attenzione a questa questione. Si tratta di un punto estremamente importante nello sforzo volto a tutelare la proprietà intellettuale, anche nei Balcani occidentali.

 
  
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  Christofer Fjellner (PPE-DE). - (SV) Signora Presidente, si tratta indubbiamente di un tema estremamente vasto. Come ho affermato precedentemente, comprende tutto, dai farmaci ai pezzi di ricambio di automobili, dai prodotti di design ai download illegali. E' chiaro che la contraffazione costituisce un enorme problema, e che la contraffazione è una minaccia per prodotti che valgono ingenti somme di denaro e perfino per la salute. Per tale motivo, ritengo che le indagini che la Commissione dovrà effettuare siano un’iniziativa estremamente positiva.

Nel mio intervento, ho deciso di concentrarmi principalmente su ACTA, l'Accordo commerciale anticontraffazione, attualmente in fase negoziale da parte di Stati uniti, Giappone, Unione europea e altri paesi. Il problema è naturalmente quello dell'eccessiva segretezza. Tutti reagiamo alle voci circa quanto sta accadendo, è motivata la preoccupazione circa la possibilità che il personale di controllo alle frontiere ispezionerà tutto, dai computer ai lettori MP3. Hanno circolato voci relative ad un divieto sui lettori di DVD multiregione. Oserei dire che questa incertezza e queste voci danneggiano come tali la lotta alla pirateria e alla contraffazione. Credo pertanto che tutti condividiamo un desiderio di maggiore apertura. Dobbiamo avere un'idea più chiara del mandato su cui si basa tale iniziativa, che cosa vuole ottenere la Commissione, e che cosa sarà considerato inaccettabile.

Nel mio emendamento alla relazione, che fortunatamente ha ottenuto anche un'audizione, ho indicato ciò che non vogliamo venga incluso in ACTA, in particolare misure che limitino la privacy, né che si spingano oltre la legislazione vigente in questo ambito e, ultimo ma non meno importante, che non rischino di frenare l'innovazione e la concorrenza.

Cionondimeno è triste che in un ambito di tale importanza, si debba stabilire che cosa non va fatto, mentre vi sono tante cose importanti da fare. Il motivo di tutto ciò consiste proprio nella segretezza, e nell'incertezza che tale segretezza provoca. Non dobbiamo trovarci in una situazione in cui strumenti per contrastare questo fenomeno, che dovrebbero esserci di ausilio, finiscono invece per causarci più problemi della pirateria stessa. E’ questa la mia preoccupazione. Vi ringrazio molto.

 
  
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  Christel Schaldemose (PSE). - (DA) Signora Presidente, anch'io desidero associarmi ai ringraziamenti alla Commissione per la presentazione costruttiva del problema. Faccio parte della commissione mercato interno e protezione dei consumatori e ho partecipato alla formulazione dell’interrogazione alla Commissione riguardo gli interventi anticontraffazione dal punto di vista della tutela del consumatore. Desidero iniziare dicendo che ritengo estremamente importante, da parte nostra, fare uno sforzo per limitare la portata della contraffazione. Su questo non devono esserci dubbi. Penso tuttavia anche che sia estremamente importante capire meglio quali siano le conseguenze per il consumatore. Non vi è alcun dubbio che il problema è estremamente importante per le imprese, tuttavia ci siamo resi conto che esistono problemi che possono incidere anche sulla salute e la sicurezza dei consumatori. Per tale motivo ritengo che pur essendo difficile ottenere statistiche valide ed accurate, dobbiamo sforzarci di scoprire quale pericolo possano costituirei farmaci o qualsiasi altro prodotto contraffatto. Ho fatto visita alle autorità danesi che operano in tal senso, e ho assistito a sequestri di gomme da masticare, acqua, detersivi e vari prodotti di uso quotidiano. Va da sé che possono esserci conseguenze fisiche per i consumatori nel caso di gomme da masticare contraffatte, che probabilmente non sono conformi alla legge circa il loro contenuto, e questo vale per qualsiasi altro prodotto. E’ necessario essere informati, poiché se non disponiamo di informazioni su lesioni o effetti sulla salute, credo che potrebbe essere difficile che i consumatori si uniscano a noi nella lotta ai prodotti contraffatti. I consumatori dovrebbero sapere a quali conseguenze vanno incontro, cosicché sarebbero coinvolti e non comprerebbero prodotti economici contraffatti. Ecco perché è essenziale raccogliere informazioni e dati a riguardo. Attendo con ansia che la Commissione presenti una proposta specifica per affrontare questa questione.

 
  
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  Georgios Papastamkos (PPE-DE). - (EL) Signora Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, il fenomeno della contraffazione rappresenta un problema legale con evidenti ripercussioni finanziarie. La dimensione giuridica riguarda la violazione dei diritti di proprietà intellettuale, mentre quella finanziaria comprende la perdita di dazi doganali e IVA, componenti importanti del bilancio europeo, che rappresenta le risorse proprie dell'Unione europea.

La dimensione economica del problema è evidente: i prodotti contraffatti danneggiano la competitività delle aziende europee e, di conseguenza, l'occupazione. La dimensione più inquietante del problema è costituita dalla minaccia per la salute e per la vita stessa dei consumatori. Certamente, signor Commissario, migliorare la collaborazione con i nostri partner commerciali è una prima misura da adottare e anche l’istituzione di un osservatorio europeo sulla contraffazione e la pirateria, insieme all'introduzione del marchio “made in” costituirebbero un passo avanti nella direzione giusta.

Ciononostante, signor Commissario, anche se lei non ha il portafoglio pertinente, vorrei dirle – rammentandolo anche agli onorevoli membri – che sono state abolite le restrizioni quantitative sulle importazioni di prodotti tessili per l'abbigliamento. Nel mio collegio elettorale, quando ero membro del parlamento greco, sono state chiuse fabbriche e migliaia di lavoratori sono rimasti disoccupati. Con i paesi di importazione non c'era, inizialmente, cooperazione in ambito doganale; la stessa Commissione l'ha ammesso. La cooperazione doganale è intervenuta successivamente ai fatti, e l'Unione europea sta pagando per istituire tale cooperazione doganale. Si è trattato di una mancanza di attenzione da parte vostra e della Commissione. Abbiamo rivisto il regime dello zucchero e, secondo quanto affermano le statistiche ufficiali, ad arricchirsi sono state le multinazionali esportatrici di, non i produttori dei paesi in via di sviluppo,.

Signor Commissario, non sono favorevole a un'Europa chiusa al mondo, vogliamo anzi un'Europa aperta al resto del mondo, ma con norme, principi, trasparenza e regole uguali per tutti. L’importazione di taluni prodotti nell'Unione europea causa dumping sociale ed ecologico, e la Commissione europea non reagisce, sebbene rivesta un ruolo sovrano nell'ambito della politica commerciale estera comune: siete voi che negoziate con i partner dei paesi terzi stabilite le condizioni della cooperazione. Fortunatamente, il trattato di Lisbona modifica i termini dei nostri rapporti interistituzionali e il Parlamento europeo co-legifererà al fine di modificare la cultura della cooperazione con la Commissione. Aspettiamo che venga quel giorno.

 
  
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  Francisco Assis (PSE).(PT) Signora Presidente, Vicepresidente della Commissione, onorevoli colleghi e colleghe, il fenomeno della contraffazione attenta ai più che legittimi interessi socioeconomici dell'Unione europea, mette a rischio la competitività delle imprese, arreca danni all'occupazione, provoca rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori e nuoce gravemente agli Stati membri e alla stessa Unione europea, pertanto va contrastata con forza.

In considerazione dell'apertura e trasparenza del suo mercato, della posizione di secondo importatore mondiale di beni e servizi, e della sua specializzazione in prodotti a valore aggiunto, l’Unione europea è particolarmente esposta alle deleterie conseguenze della contraffazione. Gli effetti negativi di questo fenomeno interessano tutto il tessuto economico, ma hanno un impatto particolarmente grave sulle piccole e medie imprese che sono per loro stessa natura meno preparate ad affrontare una minaccia così rilevante.

La lotta contro questo reato particolarmente pericoloso richiede un rafforzamento della cooperazione, sia all’interno, che al di fuori dell’'Unione europea, nelle relazioni con altri paesi o blocchi regionali, che devono affrontare lo stesso problema.

Internamente, occorre adottare misure su due fronti: attraverso la graduale armonizzazione delle leggi degli Stati membri, in particolare nell' ambito del diritto penale, e attraverso il rafforzamento della cooperazione doganale. Data la situazione particolare delle piccole e medie imprese, come già detto, è essenziale istituire un servizio di assistenza tecnica per queste imprese, meno preparate nell'affrontare questa problematica. Soltanto in questo modo esse saranno in grado di tutelare i propri diritti.

A livello internazionale, le iniziative attualmente in corso devono proseguire, sia in termini di accordi bilaterali che nel contesto più ampio di una regolamentazione multilaterale del commercio internazionale. Ciò contribuirà a rafforzare il ruolo che l'OMC può e deve svolgere in questo senso, tramite il suo organo di conciliazione (Dispute Settlement Body, DSB).

La contraffazione mina in parte le fondamenta stesse dei nostri modelli organizzativi economici e sociali, mette a rischio gli investimenti in ricerca e innovazione, svaluta lo sforzo dell'intelligenza e delle competenze, incoraggia la criminalità organizzata e indebolisce ovviamente lo stato di diritto. Questa è la ragione per cui la lotta alla contraffazione dev’essere un imperativo assoluto per tutti gli Stati membri dell'UE.

 
  
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  Jacques Toubon (PPE-DE). – (FR) Signora Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, la contraffazione è una minaccia economica, sociale e sanitaria di dimensioni tali da essere, a mio parere, spesso sottovalutata. Si ritiene che un terzo delle merci nei container allineati sui moli di Anversa o Rotterdam siano contraffatte. Ho detto un terzo, e queste sono stime fornite da fonti ufficiali.

Desidero affermare molto apertamente, e senza mezzi termini, che sono sinceramente deluso dalle proposte del Parlamento europeo e dalla discussione di stasera. Per una volta, sono più deluso dal Parlamento che dalla Commissione o dal Consiglio, poiché su questo tema, il Consiglio e la Commissione hanno fatto il loro dovere.

Il piano d' azione del 25 settembre, il seminario tenutosi il 25 novembre e le proposte che il commissario Barrot ha presentato a nome della Commissione sono azioni reali, non belle parole. Signor Commissario, che vorrei che l'osservatorio, ad esempio, fosse reso operativo nel corso della prima metà del 2009 e che il Parlamento adottasse il regolamento sulla sorveglianza dei mercati, approvato dal Consiglio.

Per quanto riguarda l'onorevole Susta, non citerò in questa sede la sua proposta alternativa di risoluzione, perché sfortunatamente non sarà dibattuta. Io parlo della sua relazione, che ritengo sia troppo debole, troppo timida, e non dica nulla dell'indicazione di origine né, dell'osservatorio ed è reticente nei riguardi della protezione della proprietà intellettuale ed industriale. Lei menziona ACTA e afferma che è necessario che noi l'adottiamo, ma che non dobbiamo utilizzare i mezzi che risulterebbero invece efficaci per applicarlo. Sono peraltro sbalordito dai commenti dei colleghi svedesi, che danno l'impressione che il pericolo non provenga dalla contraffazione, bensì dalla lotta contro tale fenomeno.

Onorevoli colleghi e colleghe, sbagliamo se non agiamo con più risolutezza. Trattiamo questo problema come se fosse un'attività economica marginale, niente di più, mentre rischia di segnare la fine per le nostre industrie, di diffondere lo sfruttamento dei lavoratori dei paesi emergenti, non dimentichiamolo, e infine, potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza dei consumatori. Dobbiamo agire!

 
  
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  Małgorzata Handzlik (PPE-DE).(PL) Signora Presidente, non è necessario che rammenti ai presenti i pericoli rappresentati dalle merci contraffatte. Sono numerosi i casi di prodotti contraffatti che costituiscono un pericolo per la salute, se non addirittura per la vita dei consumatori, e su questo punto non è necessario aggiungere alcunché. E' sufficiente sottolineare che i prodotti contraffatti non sono soltanto imitazioni di beni di lusso o CD, ma anche medicinali, beni di consumo destinati a bambini e adulti e ricambi per automobili. Rappresentano spesso pericoli per la sicurezza e causano danni che non interessano solo le PMI.

Le persone coinvolte in attività di contraffazione sono membri di bande criminali, fanno parte di un giro di affari altamente proficuo, che dobbiamo tentare di contrastare. Occorre pertanto un'azione comune, non soltanto nell'ambito delle dogane e dei servizi legati alle accise, ma anche a livello di stretta cooperazione amministrativa tra gli Stati membri, che attualmente lascia un po’ a desiderare.

Solo le azioni preventive della Commissione europea rispetto al contrabbando di sigarette contraffatte forniscono un esempio positivo di tale cooperazione. Auspicherei che le esperienze maturate in questo settore venissero applicate anche nella lotta contro altri prodotti contraffatti. Il problema della contraffazione rientra nelle competenze di una serie di direzioni generali della Commissione; sarebbe opportuno istituire invece un'unica direzione generale responsabile di questa materia e definirne le competenze.

Attualmente il Parlamento dispone di una dichiarazione scritta - alla cui stesura ho partecipato io stesso – che definisce quelli che sono considerati “prodotti apparentemente simili”. E’ notevole il numero di prodotti originali oggetto di tali imitazioni. Spesso non è chiaro quale sia la normativa entro la quale devono essere perseguiti coloro che fabbricano tali prodotti di imitazione, ossia se rientrino nella concorrenza sleale o nella normativa sulla proprietà intellettuale. I consumatori che acquistano prodotti d'imitazione hanno spesso l'impressione errata che siano prodotti di marca. E' difficile stabilire la dimensione del problema nell'ambito del mercato europeo.

Per tale motivo vorrei chiedere alla Commissione se intende rispondere alla nostra richiesta e condurre una ricerca sull'afflusso e sulla situazione dei prodotti apparentemente simili nel mercato interno.

 
  
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  Emmanouil Angelakas (PPE-DE). - (EL) Signora Presidente, un grande numero di prodotti contraffatti commercializzati tramite Internet o altri canali di fabbricazione legali sono in realtà prodotti farmaceutici contraffatti. Sono evidenti i rischi per la salute dei pazienti che inconsapevolmente li assumono. Tali prodotti sono fabbricati in stabilimenti o laboratori che non rispettano le norme di produzione corrette e in molti casi non contengono alcuna traccia di principi attivi farmacologici. Il presidente Kovács ha recentemente dichiarato che durante i controlli effettuati dalle autorità doganali nei paesi dell'Unione europea negli ultimi due mesi, sono stati scoperti oltre 34 milioni di antibiotici, farmaci oncologici ed altri medicinali contraffatti. Forse è venuto il momento, signor Commissario, che l'Unione europea istituisca uffici di monitoraggio delle esportazioni di medicinali, per esempio in Cina e India, allineandosi a quanto ha fatto l'FDA lo scorso mese. Senza la cooperazione obbligatoria delle agenzie per i farmaci in questi paesi sarà impossibile verificare le 3 000 fabbriche farmaceutiche in India, e le 12 000 della Cina.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE-DE).(PL) Signora Presidente, non vi è alcun dubbio che recentemente il problema delle merci contraffatte e della pirateria è diventato un tema importante nell'ambito del commercio internazionale.

L'Unione europea, in quanto secondo maggiore importatore mondiale, è particolarmente sensibile all'invasione di prodotti di marca contraffatti, giocattoli o medicine, soprattutto da parte dei paesi asiatici. Va sottolineato che tale fenomeno ha una portata molto più ampia e conseguenze ben più gravi di quanto si possa immaginare. I prodotti che arrivano sul mercato europeo e che violano i diritti di proprietà intellettuale sono di qualità di gran lunga inferiore e spesso molto più a buon mercato dei prodotti originali, per cui il consumatore preferisce acquistare i prodotti falsi.

La fabbricazione di beni contraffatti e piratati è una forma di furto, appoggio quindi tutte le iniziative per combatterlo. Sono particolarmente preoccupato dall'aumento di questo fenomeno, negli ultimi tempi ed è per questo motivo che occorre lanciare azioni decisive, non solo a livello europeo, ma anche nel quadro dell'OMC. Non possiamo permettere di farci derubare impunemente da questa gente.

 
  
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  Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione. - (FR) Signora Presidente, ho ascoltato molto attentamente tutti gli interventi e naturalmente li trasmetterò al commissario McCreevy, che è responsabile del mercato interno.

Ritengo che il Parlamento abbia colto esattamente la gravità del fenomeno; l'onorevole Toubon ci ha ricordato che si tratta di una minaccia economica, sociale e sanitaria. E' evidente che l'Unione europea, seppure aperta nei confronti dei mercati, non può tollerare che il commercio si realizzi senza attenersi alle norme fondamentali e che arrechi danno ai consumatori. Occorre indubbiamente agire, e a tale proposito desidero rammentarvi alcuni punti.

In primo luogo, e qui mi rivolgo soprattutto all'onorevole Toubon, l'Osservatorio europeo sulla contraffazione e la pirateria sarà lanciato dalla Commissione nella primavera del 2009. L'osservatorio dovrà fornire statistiche sulla contraffazione e la pirateria nel mercato interno.

L'osservatorio dovrà identificare aree geografiche vulnerabili e il traffico clandestino sui siti web che commercializzano merci contraffatte. Dovrà altresì organizzare la cooperazione amministrativa tra gli Stati membri, organizzare lo scambio di informazioni nonché - come ha detto l'onorevole Martin – accrescere la consapevolezza del consumatore. Si tratta indubbiamente di un compito impegnativo.

Per il resto, è vero che le disposizioni in materia di diritto penale sono state proposte dalla Commissione nel 2006, e che abbiamo l'appoggio del Parlamento, ma per il momento, il Consiglio non ha ancora assunto l'iniziativa per adottare tali disposizioni.

Su questo punto, la cooperazione dovrebbe coinvolgere non solo le autorità doganali, ma anche le forze di polizia, le autorità giudiziarie e, in generale, tutti coloro che sono in grado di operare per la sorveglianza e il controllo della contraffazione e della pirateria.

A coloro che hanno sottolineato la necessità di avere le indicazioni dell'origine dei prodotti, desidero dire che abbiamo proposto un'etichetta “made in”, ma non è ancora stata approvata dal Consiglio. L'Unione europea non dovrebbe nutrire alcun timore verso tale etichetta, che permetterà ai consumatori di giudicare da sé ed evitare di essere vittime di pratiche che violano ogni norma.

Desidero aggiungere che ACTA non può essere accusato di andare oltre l’attuale sistema UE per l'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale e, in particolar modo, non può essere accusata di violare le libertà fondamentali o la tutela dei dati personali. ACTA rimane entro i limiti del sistema attuale dell'Unione.

Ringrazio in ogni caso il Parlamento europeo per avere appoggiato la Commissione nella lotta contro la contraffazione. Prendiamo atto di questa relazione, come pure della volontà del Parlamento europeo di lottare efficacemente contro questo fenomeno.

So di non aver risposto a tutte le domande. Esistono anche prodotti che possono essere descritti come simili, e anche su questo punto occorrono norme in grado di prevenire gli abusi a spese del consumatore, che vanno totalmente condannati,. Questo è quanto desideravo dire in conclusione, ma siate sicuri che tutti i commenti espressi questa sera verranno trasmessi all'attenzione dei commissari, perché, ancora una volta, si tratta di un argomento complesso che richiede svariate linee di azione da parte della Commissione nonché un impegno determinato da parte del Consiglio e del Parlamento.

 
  
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  Presidente. - La discussione congiunta è chiusa.

La votazione si svolgerà domani, 18 dicembre 2008.

 
Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2009Avviso legale