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Procedura : 2008/0221(COD)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo dei documenti :

Testi presentati :

A6-0218/2009

Discussioni :

PV 21/04/2009 - 17
CRE 21/04/2009 - 17

Votazioni :

PV 22/04/2009 - 6.32
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2009)0248

Discussioni
Martedì 21 aprile 2009 - Strasburgo Edizione GU

17. Norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica – Agenzia per la cooperazione fra I regolatori nazionali dell’energia – Accesso alla rete per gli scambi trasfrontalieri di energia elettrica – Norme comuni per il mercato interno del gas naturale – Accesso alle reti di trasporto del gas naturale – Etichettatura dei pneumatici in relazione al consumo di carburante - Rendimento energetico nell’edilizia (rifusione) (discussione)
Video degli interventi
PV
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  Presidente. − L'ordine del giorno reca, in discussione congiunta:

– la raccomandazione per la seconda lettura di Eluned Morgan, a nome della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, sulla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica e che abroga la direttiva 2003/54/CE (14539/2/2008 - C6-0024/2009 - 2007/0195(COD)) (A6-0216/2009)

– la raccomandazione per la seconda lettura di Giles Chichester, a nome della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, sulla posizione comune del Consiglio in vista dell’adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia (14541/1/2008 - C6-0020/2009 - 2007/0197(COD)) (A6-0235/2009)

– la raccomandazione per la seconda lettura di Alejo Vidal-Quadras, a nome della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, sulla posizione comune del Consiglio in vista dell’adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle condizioni di accesso alla rete per gli scambi transfrontalieri di energia elettrica e che abroga il regolamento (CE) n. 1228/2003 (14546/2/2008 - C6-0022/2009 - 2007/0198(COD)) (A6-0213/2009)

– la raccomandazione per la seconda lettura di Antonio Mussa, a nome della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, sulla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale e che abroga la direttiva 2003/55/CE (14540/2/2008 - C6-0021/2009 - 2007/0196(COD)) (A6-0238/2009)

– la raccomandazione per la seconda lettura di Atanas Paparizov, a nome della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, sulla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle condizioni di accesso alle reti di trasporto del gas naturale e che abroga il regolamento (CE) n. 1775/2005 (14548/2/2008 - C6-0023/2009 - 2007/0199(COD)) (A6-0237/2009)

– la relazione di Ivo Belet, a nome della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull'etichettatura dei pneumatici in relazione al consumo di carburante e ad altri parametri fondamentali (COM(2008)0779 - C6-0411/2008 - 2008/0221(COD)) (A6-0218/2009)

– la relazione di Silvia-Adriana Ţicău, a nome della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul rendimento energetico nell'edilizia (rifusione) (COM(2008)0780 - C6-0413/2008 - 2008/0223(COD)) (A6-0254/2009)

 
  
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  Eluned Morgan, relatore. (EN) Signora Presidente, questo pacchetto energia è il risultato di anni di duro lavoro, e il Parlamento può essere molto orgoglioso dei cambiamenti che saranno attuati. In particolare, dovremmo essere orgogliosi del fatto che oggi, per la prima volta, i consumatori europei d’energia vengono posti al centro del dibattito energetico e la questione della povertà energetica viene riconosciuta a livello europeo. E’ stato affrontato anche il conflitto d’interessi, ereditato dal passato, che si crea quando una società possiede strutture sia per produrre sia per trasportare elettricità; ed è stato rafforzato il regime normativo che regola i mercati energetici.

La direttiva energia elettrica per la quale sono relatrice si inserisce in un pacchetto di cinque provvedimenti tesi a migliorare le modalità operative dei mercati del gas e dell'elettricità in Europa, a garantirne una migliore integrazione e un funzionamento più equo e meno discriminatorio.

Sono veramente grata ai relatori che hanno lavorato a questo pacchetto, ai relatori ombra, alla Commissione e alla presidenza ceca per l’ottima collaborazione e per l’aiuto offerto nel concludere una discussione che a volte è stata molto impegnativa.

E’ stato elaborato un gran numero di nuove misure per la tutela dei consumatori, tra le quali i provvedimenti per garantire che gli utenti siano in grado di cambiare fornitore entro tre settimane; un provvedimento affinché in ciascuno Stato membro esista un sistema per i reclami solido e indipendente, e il riconoscimento del diritto di rimborso qualora la qualità dei servizi non sia del livello previsto. Questa normativa garantirà inoltre l’installazione presso tutte le abitazioni dei cosiddetti contatori intelligenti, entro il 2022: questi apparecchi consentiranno agli utenti un migliore controllo dei propri consumi e aumenteranno l’efficienza energetica, contribuendo a ridurre la spesa energetica e le emissioni di CO2.

Su iniziativa del Parlamento europeo, la nuova legislazione include anche misure speciali di tutela dei consumatori di energia più vulnerabili e, per la prima volta, prende in seria considerazione la questione della povertà energetica.

Vorrei chiedere al commissario Piebalgs se ora si assumerà l'impegno affinché il futuro quadro energetico dell'Unione europea, oltre a trattare i temi della sicurezza degli approvvigionamenti, della sostenibilità e della competitività, preveda l’inserimento di un quarto elemento, l'accessibilità, in tutte le future proposte in materia di politica energetica. Secondo una relazione condotta su iniziativa dell'UE, circa 125 milioni di cittadini si trovano in condizione di povertà energetica. Gli Stati membri devono ora adottare i provvedimenti necessari ad evitare centinaia, se non migliaia, di decessi nelle famiglie europee più povere. Assisteremo anche alla fine dei prezzi determinati in modo discriminatorio in riferimento a pagamenti anticipati.

La parte più controversa del pacchetto ha riguardato l'eventuale necessità di una totale separazione proprietaria nei mercati dell'energia, vale a dire una totale separazione dei sistemi di gestione della rete da quelli di generazione dell'energia. In alcuni Stati membri, a fronte del monopolio detenuto da alcuni gestori dei sistemi di trasmissione, che possiedono altresì le strutture per generare l'elettricità, la struttura del mercato non offre incentivi per promuovere la partecipazione di altri operatori, minando in questo modo la concorrenza. Il Parlamento ha ora accettato un compromesso che consentirà di detenere la proprietà delle attività sia di fornitura sia di generazione, a condizione che siano adottate ulteriori misure per evitare abusi da parte degli enti statali e per garantire l'eliminazione del conflitto d’interessi derivante da questa situazione. Molti di noi hanno accettato con riluttanza il compromesso perché riteniamo che il vento soffi ora nella direzione della separazione totale; probabilmente queste società integrate separeranno le loro attività indipendentemente da questa direttiva.

Gli sforzi della Commissione per mettere in luce gli abusi perpetrati da alcune società iniziano a dare i loro frutti, come dimostrano i casi di società come E.ON e RWE che hanno accettato di vendere le proprie reti di trasporto, a seguito delle indagini antitrust. Assisteremo anche al rafforzamento delle autorità nazionali di regolamentazione.

Vorrei ringraziare tutti per la preziosa collaborazione, e credo che possiamo essere orgogliosi del lavoro svolto a favore dei consumatori dell'Unione europea.

 
  
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  Giles Chichester, relatore. (EN) Signora Presidente, spero che questo pacchetto sia un esempio di fortuna al terzo colpo, piuttosto che un esempio di lavori in fieri. A mio avviso, il futuro ruolo dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia è essenziale per realizzare il tanto auspicato mercato interno del gas e dell'elettricità.

Durante il negoziato a tre, mi sono reso conto che le proposte di miglioramento presentate dal sottoscritto a nome del Parlamento europeo sono fondamentali per disporre di mercati dell'energia equi ed efficaci. Il mio obiettivo era creare un’agenzia più indipendente e con maggiori poteri decisionali. In particolare, se deve contribuire in modo efficace allo sviluppo di un mercato energetico unico e competitivo, l'Agenzia deve disporre di maggiori poteri per affrontare le questioni transfrontaliere e promuovere un’effettiva collaborazione tra i gestori dei sistemi di trasmissione e le autorità di regolamentazione nazionali.

Maggiori poteri significano anche maggiori responsabilità e trasparenza. Penso al principio generale secondo cui dovremmo rafforzare l'indipendenza dell'Agenzia per renderla più efficace e più credibile, aumentando le sue responsabilità, soprattutto nei confronti di questo Parlamento. A mio parere è possibile raggiungere questi obiettivi.

Molte delle funzioni che abbiamo assegnato all'Agenzia hanno, a mio avviso, carattere più consultivo che operativo; ma abbiamo cercato di creare le condizioni per una regolamentazione innovativa, concentrando l'attenzione su quei settori nei quali è necessario intervenire, ma nei quali l'Agenzia non dispone dei necessari poteri d'azione.

Permettetemi di ricordare le nuove responsabilità che abbiamo negoziato: sia prima della nomina sia durante il mandato, il direttore comparirà di fronte alla commissione competente di questo Parlamento, per formulare dichiarazioni e rispondere alle interrogazioni. Allo stesso modo, il presidente del comitato dei regolatori può partecipare ai lavori della suddetta commissione e fare un resoconto del lavoro svolto. Infine, il Parlamento ha ottenuto il diritto di nominare due membri del consiglio di amministrazione. Tutte queste iniziative forniscono all'Agenzia un forum pubblico, dove potrà far ascoltare la sua voce su questioni di sua scelta.

Per tornare ai compiti sopraccitati: il monitoraggio dei mercati interni del gas e dell'elettricità, la partecipazione allo sviluppo dei codici di rete, il contributo all’attuazione delle linee guida per le reti energetiche transeuropee, il monitoraggio dei progressi compiuti nel realizzare progetti destinati a creare nuove capacità di interconnessione, il potere di decidere sulle esenzioni dei requisiti per investimenti nelle infrastrutture, il monitoraggio dell'attuazione dei piani decennali di investimento nella rete, il potere di formulare pareri e raccomandazioni nei confronti dei gestori dei sistemi di trasmissione, oltre ad altri aspetti che non ho il tempo di citare, offriranno all'Agenzia ampie opportunità di contribuire al cambiamento.

Infine, abbiamo introdotto dei requisiti per un processo decisionale semplificato. Spero che l'Agenzia si dimostri all'altezza dei compiti che le abbiamo affidato. Abbiamo anche creato le condizioni affinché la Commissione possa presentare la sua relazione sull'attività dell'Agenzia e formulare suggerimenti circa eventuali ulteriori compiti e ruoli che l'Agenzia potrebbe svolgere, alla luce dell'esperienza maturata.

Vorrei ringraziare i relatori, il Consiglio e la Commissione e, in particolare, il commissario per il aver lavorato in modo alacre e costruttivo al conseguimento del pacchetto finale di compromesso. Spero di poter leggere l’invito ad intervenire per secondo e non per ultimo come un chiaro riconoscimento del vero significato e dell'importanza di questa proposta.

 
  
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  Alejo Vidal-Quadras, relatore. (EN) Signora Presidente, vorrei innanzi tutto ringraziare sentitamente i relatori, i relatori ombra, il commissario Pielbags e l'ambasciatore Reinišová per l'eccellente collaborazione nel primo trimestre di quest'anno. Questa cooperazione è stata l’elemento chiave che ha permesso di ottenere il positivo risultato oggetto della votazione di questa settimana. I negoziati sono stati lunghi, complessi e a volte difficili, ma credo che siamo riusciti a conseguire un accordo soddisfacente per tutte le parti.

Riguardo al pacchetto nel suo complesso e al negoziato condotto, il Parlamento può essere orgoglioso del testo finale. Il nostro forte accordo in prima lettura sulla separazione proprietaria ha, infatti, fornito alla squadra negoziale grande influenza durante i lavori. Questo ci ha consentito di ottenere un quadro normativo molto più rigoroso, soprattutto nei paesi in cui vige il modello di gestione di trasmissione indipendente, dove saranno incrementate le competenze dei regolatori nazionali, indipendenti sia dai governi sia dall'industria. Questo loro nuovo ruolo ridurrà il rischio di comportamenti non competitivi, in particolare laddove le società verticalmente integrate abusano della propria posizione per frenare gli investimenti in nuove capacità.

E’ stata raggiunta un'intesa anche sulla clausola di riesame, che tra qualche anno ci consentirà di verificare se tutti i modelli soddisfano i nostri obiettivi di realizzazione di un mercato pienamente competitivo e legalizzato. Inoltre, abbiamo aumentato in modo significativo le disposizioni a tutela dei consumatori circa, ad esempio, le informazioni riportate in bolletta e un miglioramento delle condizioni per cambiare fornitore energetico.

Infine, un altro importante successo è l'introduzione di una nuova norma nella clausola per i paesi terzi, in base alla quale la certificazione del gestore del sistema di trasmissione appartenente ad un paese terzo ora potrebbe anche essere negata, qualora sia minacciata la sicurezza dell’approvvigionamento dell'intera Unione europea o di un singolo Stato membro diverso da quello in cui la certificazione viene richiesta.

Per quanto riguarda il settore dell'energia elettrica, vorrei sottolineare il ruolo fondamentale che svolge questo regolamento, poiché fornisce agli Stati membri gli strumenti necessari per aumentare in modo significativo la capacità di interconnessione all'interno dell’Unione europea, attraverso lo sviluppo e l'adozione di codici di rete vincolanti che tutti i gestori di sistemi di trasmissione dovranno applicare agli scambi. Questa soluzione consente di rimuovere una delle principali barriere fisiche al completamento del mercato interno dell’energia elettrica.

Il testo adottato mette poi in risalto il ruolo dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia in tale processo, in linea con la prima lettura del Parlamento europeo. Devo ammettere che il Parlamento desiderava un’agenzia molto più ambiziosa. Tuttavia, comprendiamo che questo è solo il primo passo di un lungo processo di integrazione dei quadri normativi.

Siamo riusciti ad inserire un nuovo provvedimento in base al quale l'Agenzia sarà in grado di proporre i criteri basilari da includere nelle decisioni per concedere esenzioni per nuove interconnessioni. Questa misura è particolarmente importante poiché riguarda uno dei principali ostacoli che si trova ad affrontare chi investe in nuove capacità, nel relazionarsi con diversi Stati membri. Dover rispettare una serie di procedure normative può a volte generare confusione e un conseguente allontanamento degli investitori, come nel caso del Nabucco.

Questo regolamento, inoltre, istituisce e definisce il ruolo della rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione per l'energia elettrica (ENTSO), che sarà incaricata di elaborare i codici di rete da sottoporre all'agenzia; e sviluppare meccanismi coordinati da attuare in situazioni di emergenza, come nel caso del black out energetico che l'Unione europea ha dovuto affrontare nei mesi scorsi.

Vorrei concludere ringraziando tutto il personale tecnico, il cui lavoro ci ha consentito di conseguire un accordo che, nella fase iniziale dei negoziati, a volte ci è sembrato impossibile.

 
  
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  Antonio Mussa, relatore. − Signor Presidente, cari colleghi, ringrazio la presidenza ceca, la Commissione, il presidente della commissione energia ed industria on. Niebler e i colleghi relatori di questo pacchetto energia, i relatori ombra, il segretariato della commissione con tutti i suoi funzionari per la collaborazione e la competenza dimostrata in questo dossier.

Possiamo e dobbiamo essere tutti orgogliosi del risultato raggiunto; lo sono io, pensando allo sforzo compiuto quando ho ereditato la direttiva relativa al mercato interno del gas, con delle problematiche di non facile soluzione. Sono lieto di aver fatto coincidere questa mia seconda esperienza di deputato europeo con la fase conclusiva di questo pacchetto, che reputo tra i dossier più importanti di questa legislatura, in favore dei cittadini europei nostri elettori.

La direttiva gas che entrerà in vigore a partire dal 2011, apporta delle novità significative nel settore: bisogna sottolineare come risultato importante il raggiungimento dell'opzione ITO, che garantisce l'apertura dei mercati ed una reale progressione verso un sistema che permetta veramente all'Unione europea di parlare a una sola voce in materia di energia. L’ITO è la vera novità di questo pacchetto ed è quella sulla quale si può dire che il Parlamento europeo abbia avuto il miglior risultato.

La nuova direttiva gas dà molta importanza alle authority per il gas ed all’agenzia. Questa direttiva legittima le authority nel loro ruolo, in particolare in quei paesi ove devono cominciare l’attività ex novo. Pertanto è di fondamentale importanza aver disegnato il ruolo e le competenze di questi organi, aver dato loro ampi poteri, poiché tocca alle authority il difficile compito di controllare il mercato energetico comune.

Un altro tassello, che in fase di trilogo è stato inserito, è l’esenzione dalle regole comuni dei cosiddetti sistemi chiusi, vale a dire aeroporti, ospedali, stazioni, siti industriali, ecc., per le loro particolari peculiarità sono sottoposti ad un regime più favorevole e questo a dimostrazione dell’attenzione che la nuova direttiva dà alle esigenze del cittadino europeo.

Proprio il cittadino europeo è, a mio avviso, colui che sarà realmente avvantaggiato da questa direttiva, poiché con l’utilizzo dei contatori intelligenti avrà accesso a tutte le informazioni relative alla bolletta e potrà valutare la migliore offerta sul mercato e scegliere il proprio fornitore a seconda della convenienza, perché se pur vero che per vedere gli effetti di questa liberalizzazione dovranno passare anni, comunque è innegabile che l’entrata di nuovi operatori sul mercato porterà ad un abbassamento dei prezzi e a delle condizioni di mercato più favorevoli ai cittadini dell’Unione.

Altro elemento importante è il riconoscimento di sistemi di reti europee di trasmissione che permetterà la sicurezza dell’approvvigionamento del gas ai cittadini europei. Tutto ciò passa anche attraverso il rinforzo e la creazione di nuove infrastrutture come i rigassificatori e le sedi di stoccaggio che saranno il motore del terzo pacchetto. Pertanto si richiede l'apertura di un mercato competitivo che garantisca gli investimenti e i contratti a lungo termine da parte delle aziende del settore, in particolare nei nuovi paesi membri dove le creazioni di nuove infrastrutture permetterebbero anche di risolvere problemi di dipendenza secolare.

Si è tenuta in considerazione la protezione del consumatore più debole dando la possibilità all’authority nazionale e regionale di garantirgli l’approvvigionamento del gas nei momenti più critici. Il felice risultato della direttiva sul gas di tutto il pacchetto energia mette ancora una volta in evidenza il ruolo dell’Europa e delle sue istituzioni per i cittadini europei.

 
  
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  Atanas Paparizov, relatore.(BG) Signora Presidente, signor Commissario, vorrei innanzi tutto esprimere il mio compiacimento per l'accordo raggiunto dal Parlamento europeo e dal Consiglio sul terzo pacchetto per l'energia, che include il regolamento sulle condizioni di accesso alle reti di trasporto del gas, e per il quale sono relatore. Vorrei ricordare il contributo della presidenza ceca e l'attivo sostegno della Commissione europea per il conseguimento di soluzioni comuni.

In termini di accesso alle reti di trasporto del gas, gli obiettivi del terzo pacchetto per l'energia sono stati realizzati. Sono state gettate le basi per la creazione di un mercato energetico europeo comune, fondato su norme dettagliate elaborate nei vincolanti codici di rete. Sono state aumentate le opportunità di sviluppo della cooperazione regionale dove, oltre alla rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione e le autorità nazionali, svolgerà un ruolo propulsore anche l'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia.

Questo aumenterà in modo rilevante la sicurezza della fornitura e promuoverà la creazione di una nuova infrastruttura attraverso un apposito piano di investimento decennale, elaborato dalla rete dei gestori europei, la cui realizzazione sia controllata dalle autorità nazionali e monitorata dall'Agenzia. In questo modo tutti gli operatori del mercato avranno la possibilità di partecipare all'elaborazione dei codici di rete, in base a procedure prestabilite, e di proporre eventuali cambiamenti che si rivelino necessari nella fase di attuazione pratica. Le condizioni che regolano la concorrenza tra fornitori sono state rese più rigide attraverso norme più severe sulle informazioni e la trasparenza delle azioni dei gestori dei sistemi di trasmissione.

Un ringraziamento particolare va a quanti, partecipando ai negoziati, hanno sostenuto le proposte che ho presentato in relazione al piano di investimento decennale e lo sviluppo di iniziative di cooperazione regionale. Inoltre, sono lieto di constatare che il negoziato ha permesso di ottenere un migliore equilibrio tra i poteri della rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione, l'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia e la Commissione europea, in vista della creazione di un mercato competitivo, efficiente e ben funzionante.

Vorrei sottolineare in particolare il clima di stretta collaborazione che si è creato durante i lavori sui cinque documenti legislativi che formano il terzo pacchetto per l'energia. E’ stato definito un quadro generale in cui i singoli elementi possono risultare complementari e rafforzarsi a vicenda. Vorrei ricordare l’importante risultato ottenuto grazie all’attiva collaborazione con i relatori, gli onorevoli Morgan, Mussa, Vidal-Quadras e Chichester. Estendo poi i miei ringraziamenti ai relatori ombra, che hanno fornito il loro contribuito in tutte le fasi negoziali, offrendo suggerimenti utili e costruttivi. Un ringraziamento particolare va poi al presidente della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e alla sua segreteria.

Signora Presidente, il 2009 è iniziato con l'interruzione della fornitura di gas a Bulgaria e Slovenia e una forte riduzione dei volumi forniti ad altri paesi dell'Europa centro-orientale. Ritengo che, in base al terzo pacchetto per l'energia, le inaspettate proposte formulate dalla Commissione europea per inserire nuovi contenuti nella direttiva sulla sicurezza dell’approvvigionamento di gas e i progetti per collegare le reti di trasporto del gas sostenuti dal piano di ripresa economica, entro la fine del 2009, renderanno l'Unione europea pronta ad affrontare ogni eventuale interruzione di fornitura, grazie a maggiori risorse materiali e maggiore solidarietà. In base ai risultati ottenuti, mi sento di poter rivolgere agli onorevoli membri di questo Parlamento l'invito ad adottare in seconda lettura il testo elaborato insieme al Consiglio e sottoposto alla vostra attenzione.

 
  
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  Ivo Belet, relatore. (NL) Sebbene l'etichettatura degli pneumatici in relazione al consumo di carburante sia stata stranamente inserita con l'energia elettrica e il gas, stiamo discutendo misure importanti e tangibili che hanno rilevanza diretta per i consumatori e per gli automobilisti, ovvero per la maggior parte di noi cittadini europei.

Si tratta di una misura concreta che costerà poco o niente e contribuirà notevolmente al conseguimento dei nostri ambiziosi obiettivi climatici. Forse non tutti sanno che lo pneumatico influisce per il 20-30 per cento sul consumo totale di carburante di un'autovettura ed è quindi logico che rappresenti un enorme potenziale in termini di efficienza energetica e di risparmio.

Quali sono le iniziative specifiche che intendiamo adottare? Cercheremo di incoraggiare tutti gli automobilisti, ovvero quasi tutti i cittadini europei, a controllare d'ora in poi l'efficienza energetica e l'emissione acustica degli pneumatici. Non obbligheremo nessuno a farlo; semplicemente forniremo ai cittadini delle informazioni, come stiamo già facendo per i frigoriferi, ad esempio, attraverso un'etichetta o un adesivo esplicativo. Chi preferisce guidare con pneumatici di classe B o C se è possibile utilizzare una versione di classe A che rispetta l'ambiente? Inoltre, sul lungo periodo uno pneumatico di classe A ha un miglior rapporto costi-benefici. Questo è quel che si chiama puro profitto, a vantaggio del consumatore e soprattutto dell'ambiente.

Vorrei citare un dato: secondo una valutazione di impatto, il risparmio potenziale può raggiungere un milione e mezzo di tonnellate di CO2. Questo corrisponde ad eliminare le emissioni di biossido di carbonio generate da quasi un milione di autovetture in circolazione sulle strade europee. Una volta a regime, questo provvedimento consentirà di eliminare emissioni di CO2 pari a quelle di un milione di autovetture. Un dato davvero impressionante!

Anche i produttori di pneumatici dovranno però avere dei vantaggi. Inutile dire che, prima di elaborare questo provvedimento, abbiamo consultato il settore; non avrebbe senso imporre una nuova legge in un settore che è fortemente penalizzato dalla crisi dell’industria automobilistica se questo comportasse ulteriori spese e burocrazia. Sono argomentazioni plausibili e non possono essere ignorate. Questa direttiva sull'etichettatura avvantaggia anche i produttori di pneumatici di qualità, e per questo attribuiamo tanta importanza al monitoraggio della sua attuazione, fondamentale per creare un contesto omogeneo, seppure di alto livello.

Ovviamente il rispetto per l'ambiente non dovrebbe mai andare a scapito della sicurezza e per questo abbiamo elaborato alcuni emendamenti. Quando si tratta di pneumatici, la sicurezza rimane naturalmente la nostra massima priorità.

Vorrei aggiungere un breve commento sul criterio delle emissioni acustiche, che viene incluso nella normativa in quanto, come voi ben sapete, l'inquinamento acustico è uno dei principali problemi del nostro tempo. Di conseguenza, sono estremamente lieto del fatto che sia stato elaborato un criterio cauto e di facile attuazione per un’ulteriore riduzione dell'inquinamento acustico, che non va però, come ho già detto, mai a scapito della sicurezza dell'autovettura e dello pneumatico.

Vorrei concludere spendendo alcune parole sulle tempistiche. A mio parere, abbiamo raggiunto un compromesso ambizioso ma ragionevole. Come nel caso delle emissioni di CO2 delle automobili, contiamo naturalmente sui produttori di pneumatici affinché introducano quanto prima sul mercato prodotti rispettosi dei principali standard ambientali.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău, relatore.(RO) Signor Commissario, onorevoli colleghi, gli edifici consumano il 40 per cento dell'energia primaria e sono responsabili del 40 per cento delle emissioni a effetto serra. Ecco perché l'urgente l'attuazione di provvedimenti volti ad aumentare il rendimento energetico degli edifici rappresenta il modo più affidabile, rapido ed economico per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Nel contempo, migliorare il rendimento energetico degli edifici offre anche un enorme potenziale in termini di ripresa economica europea in quanto porterebbe alla creazione di oltre 250 000 nuovi posti di lavoro, grazie agli investimenti necessari per promuovere le risorse energetiche rinnovabili e gli edifici a basso consumo energetico. Questa misura consentirebbe inoltre di migliorare la qualità della vita dei cittadini europei riducendo il costo dei consumi energetici.

Secondo la nuova proposta di emendamento della Commissione alla direttiva vigente, si dovrebbe eliminare il limite di 1000 metri quadrati, fissare requisiti minimi di rendimento energetico per gli edifici, prevedere un processo di convergenza dei requisiti minimi stabiliti a livello nazionale, promuovere edifici in grado di produrre in loco una quantità di energia rinnovabile pari alla quantità di energia primaria che consumano, e finanziare con fondi pubblici solo la costruzione di edifici che rispettino i requisiti minimi di rendimento energetico.

Il Parlamento ha introdotto i seguenti importanti emendamenti: estendere la portata della direttiva per includere i sistemi di riscaldamento e di raffreddamento centralizzati; attribuire maggiore importanza agli attestati di certificazione energetica per gli edifici e standardizzarne il formato; elaborare una metodologia comune per la definizione dei requisiti minimi di rendimento energetico; nel caso di istituzioni pubbliche, dare attuazione alle raccomandazioni contenute nell'attestato di certificazione energetica durante il suo periodo di validità; elaborare nuove misure per fornire informazioni ai consumatori e formare gli esperti e gli ispettori; e, dal 2019, garantire concessioni edilizie solo per quegli edifici che producono localmente energia rinnovabile in quantità almeno pari all'energia prodotta da fonti convenzionali, introducendo nuovi provvedimenti per il controllo dei sistemi di riscaldamento o di raffreddamento.

Invito gli onorevoli membri di questo Parlamento a visitare la mostra dedicata a questo tipo di edifici, i cosiddetti “edifici a energia zero”, attualmente in corso presso il Parlamento europeo e organizzata in collaborazione con il WWF.

Sebbene la direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia sia in vigore dal 2002, la sua attuazione negli Stati membri dell'Unione europea non ha raggiunto livelli soddisfacenti. Gli Stati membri considerano la mancanza di fondi il principale ostacolo ad un’adeguata attuazione della direttiva. Proprio per questo il Parlamento europeo ha elaborato le seguenti proposte: finanziare i provvedimenti sul rendimento energetico degli edifici tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale; creare un fondo europeo per il rendimento energetico degli edifici; promuovere le fonti di energia rinnovabili con il contributo della Banca europea per gli investimenti, della Commissione europea e degli Stati membri; offrire la possibilità di applicare un'aliquota IVA ridotta sui servizi e i prodotti attinenti al rendimento energetico degli edifici; sviluppare programmi nazionali che contribuiscano ad aumentare l'efficienza energetica degli edifici adottando strumenti finanziari e apposite misure fiscali.

Infine, vorrei ringraziare i relatori ombra, lo staff tecnico della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e il personale della PESC della suddetta commissione, con cui ho lavorato in modo eccelso. Attendo con interesse i commenti dei miei onorevoli colleghi.

 
  
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  Andris Piebalgs, membro della Commissione. (EN) Signora Presidente, in cinque minuti è difficile fornire la risposta della Commissione a sette relazioni di ottima qualità, ma non posso perdere quest’occasione per ringraziare tutti i relatori, gli onorevoli Morgan, Ţicău, Chichester, Vidal-Quadras, Mussa, Paparizov e Belet, e tutti i relatori ombra. Vorrei inoltre ringraziare l’onorevole Niebler che ha lavorato alacremente per consentirci di ottenere questa relazione in così breve tempo.

Inizierò dal mercato interno dell’energia perché due anni fa abbiamo avviato questo progetto con un obiettivo ambizioso: creare un mercato dell'energia in tutto e per tutto europeo e realmente competitivo, a vantaggio dei cittadini europei. Lo strumento per conseguire questo obiettivo è il terzo pacchetto sul mercato interno dell'energia per il gas e l'elettricità.

Oggi siamo prossimi ad approvare questo pacchetto e quindi a raggiungere il nostro obiettivo. Le tre parti negoziali hanno saputo trovare il giusto compromesso, che la Commissione sostiene appieno. Se domani il pacchetto sarà approvato in sessione plenaria, fornirà all'Unione europea quel quadro normativo chiaro che serve a garantire la realizzazione di un mercato interno funzionante e a promuovere gli investimenti più urgenti.

In primo luogo, questo compromesso faciliterà lo scambio transfrontaliero di energia, attraverso l’istituzione di un’Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia con poteri decisionali vincolanti, a complemento dell'attività dei regolatori nazionali. Questo garantirà un’adeguata gestione dei casi transfrontalieri e consentirà all'Unione di sviluppare una vera e propria rete europea.

In secondo luogo, la nuova normativa promuoverà la collaborazione transfrontaliera e regionale e gli investimenti, grazie ad una nuova rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione. Questi ultimi si troveranno a collaborare e a sviluppare insieme codici di rete e standard di sicurezza, oltre a pianificare e coordinare gli investimenti necessari a livello comunitario.

In terzo luogo, il pacchetto prevede un controllo normativo più efficace da parte delle autorità nazionali, che saranno molto più indipendenti e disporranno di tutti gli strumenti necessari allo svolgimento del loro lavoro.

Inoltre, questo pacchetto garantirà un'efficace separazione tra generazione e trasmissione dell’energia, in modo da eliminare eventuali conflitti d’interesse, promuovere gli investimenti nella rete ed evitare comportamenti discriminatori.

Questa normativa garantirà inoltre maggiore trasparenza e pari accesso alle informazioni; renderà quindi i prezzi più trasparenti, aumenterà la fiducia nel mercato e contribuirà ad evitare qualsiasi eventuale forma di manipolazione del mercato.

Non si tratta solo di creare le condizioni per un mercato interno ben funzionante, bensì, in linea più generale, di garantire all'Unione europea la capacità di affrontare le attuali sfide nel settore energetico: cambiamenti climatici, maggiore dipendenza dalle importazioni, sicurezza dell’approvvigionamento, competitività globale.

In particolare, il buon funzionamento del mercato interno è un fattore chiave nell’ottica degli sforzi che l'Unione europea compie per affrontare i cambiamenti climatici. Senza un mercato dell'energia elettrica competitivo, lo schema per lo scambio delle quote di emissioni dei gas a effetto serra non funzionerà mai adeguatamente, e non potremo raggiungere i nostri obiettivi in materia di energie rinnovabili.

Il compromesso proposto è un buon punto di equilibrio tra le posizioni del Parlamento e del Consiglio. I relatori hanno già presentato a quest'Aula gli elementi fondamentali grazie ai quali questo compromesso politico rafforza la posizione comune adottata dal Consiglio nel gennaio 2009.

Vorrei sottolineare alcuni aspetti molto importanti.

L’appello del Parlamento per tutelare maggiormente i consumatori e lottare contro la povertà energetica è ora inserito nei testi legislativi. Saranno distribuiti contatori intelligenti in grado di fornire ai consumatori informazioni precise sui consumi e promuovere l'efficienza energetica. L'obiettivo è raggiungere l'80 per cento dei consumatori entro il 2020. Sono stati rafforzati i poteri dell’Agenzia e dei regolatori nazionali, come anche la loro indipendenza, e sono state rese più efficaci le regole per un’effettiva separazione proprietaria.

Il punto più importante è che abbiamo assistito anche a sviluppi sul campo. Diverse società hanno ristrutturato la propria attività e il modo di rapportarsi alle reti e ai consumatori. Oggi alla Hannover Messe ho visto che i contatori intelligenti stanno compiendo buoni progressi e le società stanno iniziando a prendere in considerazione queste decisioni.

L'efficienza è sicuramente uno degli elementi chiave della politica energetica europea. Il settore edilizio ha ancora un forte potenziale per migliorare la propria efficienza energetica, creando nel contempo nuovi posti di lavoro e stimolando la crescita.

Ringrazio sentitamente il Parlamento europeo per il suo sostegno alla proposta della Commissione sulla rifusione della direttiva riguardante l’efficienza energetica nell’edilizia. I dibattiti e le proposte dimostrano che il Parlamento condivide gli obiettivi di questa politica e auspica un miglioramento significativo del rendimento attuale. L’edilizia non è un ambito d’azione facile, perché molto spesso vale il principio di sussidiarietà; e dobbiamo quindi trovare il giusto equilibrio. In questo senso, nella direttiva è stato elaborato un quadro per migliorare il rendimento energetico degli edifici europei.

Vengono forniti molti chiarimenti e questo rafforza l'effetto della direttiva, quali i principi relativi al metodo per calcolare i livelli ottimali in funzione dei costi, i requisiti sui meccanismi di controllo e numerose definizioni.

Si pone poi la questione degli strumenti di finanziamento, che sono molto importanti per stimolare le misure di efficienza energetica, ma devono comunque essere trattati nell’ambito delle apposite normative e iniziative. Di conseguenza, dal punto di vista finanziario e fiscale la capacità di azione della direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia è limitata.

La Commissione ha poi introdotto nella direttiva il concetto di edifici molto efficienti: definiti a bassa energia o a energia zero oppure edifici di nuova generazione.

E’ importante che questo provvedimento sia ambizioso ma pur sempre realistico, e bisogna mantenere un certo livello di flessibilità in considerazione delle eterogenee condizioni economiche e climatiche del territorio dell'Unione europea. Requisiti uniformi, come gli edifici a energia netta zero, non potrebbero soddisfare pienamente questa necessità e risulterebbero quindi eccessivi.

Il processo di armonizzazione è fondamentale per il mercato interno. Condivido pienamente l’auspicio del Parlamento di poter disporre di un metodo unico per calcolare i livelli ottimali dei requisiti in funzione dei costi. Tuttavia, prescrivere una metodologia comune per il calcolo del rendimento energetico potrebbe essere controproducente e far slittare l'attuazione della direttiva anche di diversi anni, data la complessità dei codici nazionali per l'edilizia vigenti nei singoli Stati membri.

E’ quindi una normativa molto complessa e difficile, ma confido nella capacità del Parlamento di rafforzare questo strumento giuridico.

Il relatore ha anche parlato di pneumatici che possono svolgere un ruolo significativo nel ridurre le emissioni e l'intensità energetica del trasporto su strada. L’impatto combinato di questa proposta e della normativa sull’omologazione degli pneumatici per tipo dovrebbe consentire un risparmio di circa il 5 per cento del carburante entro il 2020, considerando il totale delle autovetture immatricolate nell'Unione europea. Questa proposta fornirà ai consumatori informazioni standardizzate sull'efficienza in termini di consumo di carburante, sulla tenuta sul bagnato, altro parametro importante per gli pneumatici, e sulla rumorosità esterna di rotolamento. In questo modo, l'etichetta spingerà il mercato verso pneumatici con prestazioni migliori, evitando che si migliori solamente un aspetto, a scapito di altri.

La relazione che sarà votata questa settimana consentirà di migliorare notevolmente la proposta iniziale, come ad esempio la trasformazione da direttiva a regolamento, per ridurre i costi di recepimento e garantire che l’etichetta entri in vigore per tutti alla stessa data. L'elaborazione di un’etichetta anche per gli pneumatici da neve, previa la rapida definizione di parametri ad hoc, andrà a vantaggio anche degli automobilisti che guidano su strade innevate o ghiacciate.

E’ importante trovare il modo migliore per impostare l'etichetta, attualmente oggetto di discussione. Gradiremmo molto il vostro supporto alla nostra proposta di integrare l'etichetta sugli adesivi attualmente apposti sul battistrada per indicarne le dimensioni, l'indice di carico, eccetera.

Ritengo che, nel corso di questa legislatura, si siano registrati progressi significativi sul dossier energetico e, soprattutto, abbiamo ottenuto il sostegno dei nostri cittadini e dell'industria. Alla Hannover Messe abbiamo avuto modo di rilevare l’enorme sostegno dell'industria alla promozione dell'efficienza energetica, non solo negli ambiti sui quali stiamo ora legiferando, ma anche in altri grandi rami industriali, come quello dei macchinari utilizzati per il consumo finale e per produrre strumenti industriali di vario tipo.

Efficienza energetica, energia ed Europa: queste sono le parole chiave che descrivono i risultati che abbiamo ottenuto durante questa legislatura. Vorrei ringraziare tutti i partecipanti, e in particolare tutti i membri del Parlamento europeo che hanno sostenuto questo processo.

Mi scuso infine per essermi dilungato; la prossima volta che mi sarà data la parola potrei disporre di altri cinque minuto, ma mi limiterò a parlare solo per un minuto. Grazie per avermi consentito di terminare questo intervento.

 
  
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  Rebecca Harms, relatore per parere della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare.(DE) Signora Presidente, ringrazio il commissario Piebalgs per il suo scrupoloso discorso. A mio avviso il modo migliore per valutare i progressi compiuti è considerare l'obiettivo che ci eravamo prefissi all'inizio del dibattito. Ricordo che l'onorevole Kroes ha presentato inizialmente un’analisi da cui si evinceva che, nonostante diversi pacchetti di liberalizzazione a livello europeo, il potere di mercato è comunque raggruppato nelle mani di un numero sempre minore di operatori – grandi società energetiche – in un numero sempre maggiore di Stati membri dell'Unione europea; in altre parole, la concentrazione in campo energetico è in costante aumento per quanto riguarda l’energia elettrica e il gas. Ho quindi fortemente apprezzato, all'inizio dibattito della discussione, che la Commissione e, in un secondo momento, anche il Parlamento europeo abbiano affermato che lo strumento più efficace per combattere questa concentrazione, soprattutto nel settore dell'energia elettrica, è la separazione tra generazione e distribuzione.

Facciamo una scommessa: senza questa separazione, invocata all’inizio della discussione, non saremo in grado di fornire alcuna effettiva tutela ai consumatori da prezzi arbitrari sul mercato dell'energia. Sono anche pronta a scommettere che il Parlamento discuterà nuovamente questo strumento in un prossimo futuro, perché le decisioni che stiamo adottando oggi non saranno sufficienti a infrangere questo potere e la posizione dominante delle grandi società energetiche. Le decisioni odierne non basteranno ad evitare un ulteriore aumento dei prezzi del gas e dell'energia elettrica, malgrado i profitti sempre maggiori nel settore dell'energia. E di fatto non basteranno a fornire la trasparenza e la tutela dei consumatori promessa in questa sede da diversi onorevoli colleghi mossi dalle migliori intenzioni.

Devo riconoscere che questi eurodeputati hanno lottato duramente, ma, per ora, vincono le grandi società e alcuni Stati membri, e non i lungimiranti politici europei. Spero che accetterete la scommessa e che tra quattro anni discuteremo una nuova fase di liberalizzazione e parleremo effettivamente di separazione proprietaria.

 
  
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  Gunnar Hökmark, a nome del gruppo PPE-DE.(EN) Signora Presidente, vorrei ringraziare l'onorevole Morgan per la sua relazione sui mercati dell'elettricità. In qualità di relatore ombra è stato un piacere lavorare con lei. Credo sia giusto affermare che siamo riusciti a liberalizzare i mercati energetici o quanto meno, abbiamo compiuto passi importanti consentendo l'apertura del mercato. Credo anche che la relazione sull'energia elettrica svolga un ruolo principe nel processo di cui discutiamo oggi.

E’ importante constatare che questo si scontra con il desiderio di molti, in vari paesi dell’UE, di avere mercati energetici dai confini più protetti. In Svezia è in corso un dibattito in cui alcuni vorrebbero una sorta di protezionismo sulle esportazioni di energia elettrica, ma questa misura ostacolerebbe e danneggerebbe tutti i potenziali risultati positivi che possiamo conseguire in un mercato aperto dell'energia elettrica aperto.

Aprendo i mercati possiamo contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici e ottimizzare l’uso delle energie rinnovabili e del nucleare. Collegando tra loro i paesi e i mercati possiamo inoltre garantire una buona fornitura di energia su tutto il territorio dell'Unione europea. A mio avviso, i progressi che stiamo compiendo attraverso questo pacchetto sui mercati energetici sono molto importanti e, benché vi siano ancora ulteriori iniziative da avviare, stiamo contribuendo alla sicurezza energetica dell'Europa e alla lotta contro i cambiamenti climatici.

 
  
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  Edit Herczog, a nome del gruppo PSE.(EN) Signora Presidente, il terzo pacchetto energia significa controllo del settore, al fine di garantire maggiore sicurezza e trasparenza e di avere energia sostenibile e accessibile per tutti i cittadini e le imprese dell'Unione europea. Significa affrontare le attuali sfide energetiche e ridurre la dipendenza degli Stati membri da singoli paesi fornitori. Significa maggiore soddisfazione degli utenti e dei consumatori; significa evitare distorsioni del mercato, in particolare tra i paesi che producono a basso costo e i paesi che desiderano invece acquistare a basso costo, due parti che non necessariamente si equivalgono. Significa attrarre gli investitori nel settore dell’energia.

L'Agenzia europea svolgerà un ruolo fondamentale; come già anticipato dal relatore, l'onorevole Chichester, abbiamo realizzato un’agenzia forte e indipendente, rafforzando inoltre il ruolo del Parlamento europeo per soddisfare gli obiettivi appena citati. Lavorare insieme è stato stupendo. Da un certo punto di vista è un peccato giungere al termine di questo pacchetto sull'energia.

 
  
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  Anne Laperrouze, a nome del gruppo ALDE.(FR) Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, nel settembre 2007 la Commissione europea ha presentato il suo terzo pacchetto energia sul funzionamento del mercato interno. Le discussioni si sono rapidamente concentrate su una delle questioni più importanti: la separazione tra attività di produzione e di trasmissione dell'energia.

Il tema della proprietà delle reti, che a mio avviso non è stato sufficientemente approfondito in prima lettura, è stato preso in più seria considerazione. La coesistenza di opzioni diverse, tra cui la famigerata terza via, che è stata evidenziata e chiarita, mi sembra un elemento positivo, ma questo è ovvio detto da me, poiché ho partecipato in prima persona all’elaborazione di questo emendamento.

Fortunatamente, sarebbe ad ogni modo errato riassumere questo terzo pacchetto nella separazione proprietaria. Vi sono stati degli effettivi progressi, quali maggiori diritti per i consumatori, più ampi poteri per i regolatori, una migliore collaborazione tra i regolatori, piani d'investimento decennali, maggiore trasparenza per agevolare lo sviluppo delle energie rinnovabili, una più stretta collaborazione tecnica tra i gestori delle reti, e una serie di strumenti per migliorare i consumi, come i contatori intelligenti.

Questi obiettivi raggiunti rappresentano un ulteriore passo avanti verso la solidarietà europea. La clausola del paese terzo, sebbene sembri meno eccezionale rispetto alla prima versione elaborata dalla Commissione, afferma esplicitamente che uno Stato membro ha il diritto di rifiutarsi di rilasciare la certificazione a un gestore se questo mette a rischio la sicurezza del proprio approvvigionamento energetico o di quello di un altro Stato membro.

Ho forse un unico motivo di rammarico, che riguarda l'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia. Era nostro desiderio creare un’agenzia forte e indipendente, capace di adottare decisioni anche senza il supporto della nostra istituzione, ma ci siamo scontrati con la famigerata sentenza Meroni. Non dobbiamo illuderci: la costruzione di un’effettiva politica energetica europea richiederà ulteriori progressi, soprattutto dal punto di vista istituzionale.

La sicurezza dell'approvvigionamento, la lotta contro i cambiamenti climatici, la regolamentazione dei mercati, tutti questi obiettivi dovrebbero essere perseguiti in modo pragmatico e non dogmatico. I cittadini europei non si aspettano l'applicazione di teorie economiche, bensì prove concrete sui vantaggi che avranno dall’apertura dei mercati e la garanzia di poter liberamente i fornitori e di avere prezzi ragionevoli, stabili e prevedibili.

Sono grata agli onorevoli colleghi, al nostro commissario e al Consiglio per aver compiuto questo costruttivo sforzo.

 
  
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  Zbigniew Krzysztof Kuźmiuk, a nome del gruppo UEN. (PL) Signora Presidente, signor Commissario, intervengo in questa discussione a nome del gruppo “Unione per l'Europa delle nazioni” e vorrei attirare la vostra attenzione su quattro punti.

Innanzi tutto, dobbiamo valutare positivamente le soluzioni che mirano a separare la produzione e la vendita di energia elettrica e gas dalla loro distribuzione, che consentirebbe maggiore concorrenza tra i produttori di energia con la conseguente riduzione dei prezzi dei servizi.

In secondo luogo, è importante che determinati Stati membri obbligati a separare produzione e distribuzione dell’energia possano adottare uno dei seguenti tre modelli: la maggiore separazione possibile della proprietà, il trasferimento della gestione della rete a un operatore indipendente, o mantenere integrate produzione e trasmissione, ma solo a condizione che, all’atto pratico, questi due rami di attività dell'impresa funzionino in modo indipendente.

In terzo luogo, è giusto ricordare le soluzioni per il rafforzamento della posizione dei consumatori sui mercati dell’energia elettrica e del gas, in particolare per quanto riguarda la possibilità di cambiare fornitore entro tre settimane al massimo, senza costi aggiuntivi.

Quarto ed ultimo punto: meritano particolare attenzione le soluzioni che implicano una dimensione sociale e richiedono agli Stati membri di fornire assistenza ai consumatori di gas ed energia elettrica che non possono permettersi di pagare le bollette.

 
  
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  Claude Turmes, a nome del gruppo Verts/ALE.(EN) Signora Presidente, vorrei intervenire in merito alla relazione Ţicău, per la quale i verdi voteranno a favore per la sua impronta ecologica. Vorrei inoltre ringraziare tutti i partecipanti al negoziato.

Nei pochi secondi che mi vengono concessi, parlerò dei mercati interni. Dalla discussione di questa sera è già evidente la necessità di un quarto pacchetto in materia di liberalizzazione, che includa cinque argomenti: la separazione proprietaria per i gasdotti e le reti di trasporto, l'accesso allo stoccaggio di energia elettrica e gas, maggiori poteri da attribuire all'Agenzia europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia, la proprietà pubblica degli scambi energetici che altrimenti non funzioneranno mai, e infine una legge cartello per le economie basate sulle infrastrutture.

Sebbene l'onorevole Morgan abbia lottato duramente per i consumatori, questi potranno trarne effettivo beneficio solo quando funzionerà il mercato all'ingrosso. Enel sta acquisendo Endesa, RWE sta rilevando Nuon e Vattenfall sta acquisendo Essent. Ci ritroveremo con dieci enormi operatori che non nutrono nessun interesse né per i temi ambientali né per la tutela dei consumatori. Si creerà un cartello e per affrontarlo abbiamo bisogno di norme più severe. In tal senso questa sera subiamo una sconfitta orchestrata dagli onorevoli Reul, Niebler e altri come loro. E’ una grande vittoria per gli oligopoli energetici e una sconfitta per i consumatori europei.

 
  
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  Vladimír Remek, a nome del gruppo GUE/NGL. (CS) Onorevoli colleghi, non è possibile trattare l'intero pacchetto energia in così poco tempo. Vorrei comunque iniziare ringraziando tutti coloro che hanno partecipato all'elaborazione dei documenti presentati oggi. Dobbiamo, tuttavia, essere realistici: il risultato è lungi dall'essere perfetto, ma ritengo che fosse impossibile conseguire risultati migliori in questo momento. Il fatto che l'attuale Parlamento stia per concludere il suo mandato ha sicuramente influito sul risultato. Personalmente, vorrei parlare del documento presentato dall'onorevole Chichester sulla creazione di un’agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia. In qualità di relatore ombra, ho più volte insistito sul fatto che l'Agenzia dovrebbe contribuire alla creazione di mercati regionali. Non è però stato possibile realizzare piani più vantaggiosi, come la creazione di un’autorità paneuropea soprannazionale.

Ho anche insistito affinché fosse confermata la proposta iniziale della Commissione di mantenere il principio “un membro un voto” nel sistema decisionale del Consiglio dei regolatori europei dell’energia, che è molto importante per i piccoli Stati membri. Il tentativo condotto principalmente dai grandi Stati, come Francia e Germania, di far accettare la cosiddetta ripartizione ponderata dei voti andrebbe a discapito dei paesi più piccoli. Il principio per cui ad ogni membro corrisponde un voto, per esempio, consente alla Repubblica ceca e ad altri paesi di meglio contrastare il tentativo di alcuni importanti gestori di rete di dominare il mercato. In tal senso sono lieto che i miei sforzi non siano risultati vani e lo considero un successo per la presidenza ceca.

Non sono stati definiti tutti gli aspetti relativi all'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia – rimane, ad esempio, ancora aperta la questione della sede. Personalmente mi farebbe molto piacere se l'Agenzia potesse avere sede in Slovacchia, paese molto interessato ad ospitare questo organismo. La soluzione meno accettabile sarebbe la cosiddetta opzione provvisoria per cui l'Agenzia rimarrebbe a Bruxelles, dove si trovano già molte altre agenzie, per alcune delle quali la sede di Bruxelles avrebbe dovuto essere solo temporanea.

 
  
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  Jim Allister (NI).(EN) Signora Presidente, mi pare sia stato menzionato il mercato unico dell’energia elettrica irlandese come esempio di realizzazione pratica dei principi esposti. Considerando quel che più conta per i consumatori, ovvero le tariffe, devo ammettere che non è stata raggiunta una soluzione valida. Quando è stato avviato il mercato unico, il ministro Dodds promise efficienza, risparmio e una maggiore concorrenza per ridurre i costi all'ingrosso dell'energia elettrica, con la conseguente serie di benefici a vantaggio dei consumatori. Questa promessa suona piuttosto vuota ora, anche ai consumatori dell'Irlanda del Nord che in questo momento si trovano in galleria e stanno assistendo alla discussione.

A mio avviso, una delle cause del fallimento è l'inefficacia del processo di regolamentazione, troppo orientato verso l'industria e troppo permissivo di fronte ai continui rialzi dei prezzi, anche dopo la forte riduzione del prezzo del petrolio. L’acquisto a termine al culmine del mercato, responsabile dei prezzi alle stelle attuali, ha suscitato solamente una lieve reazione da parte del regolatore, che non fornisce la dovuta assistenza ai consumatori vittime di forti pressioni.

 
  
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  Herbert Reul (PPE-DE).(DE) Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, concordiamo tutti sulla volontà di garantire ai cittadini maggiore sicurezza nell'approvvigionamento energetico, energia sufficiente e la capacità di acquistare energia a prezzi ragionevoli. Non abbiamo trovato invece un punto d'accordo sugli strumenti da utilizzare per conseguire questi risultati.

Disponiamo oggi di un risultato di cui andare fieri, costruttivo e accorto, perché la questione è complicata e non esistono risposte semplici per risolverla. La soluzione consiste nel garantire maggiori investimenti nel settore energetico, nelle reti, nelle interconnessioni e in nuove centrali elettriche. Questo è un obiettivo molto importante e bisogna rendere disponibili i capitali necessari per conseguirlo.

Dobbiamo garantire sia il controllo sulle compagnie che forniscono energia sia la creazione di un sistema di effettiva concorrenza. Credo che abbiamo individuato la soluzione giusta, nell’approvare diversi modelli per l'organizzazione delle imprese, garantendo al tempo stesso un effettivo monitoraggio, un’agenzia forte e una solida collaborazione tra le autorità di regolamentazione, e impedendo alle compagnie del settore di fare tutto ciò che desiderano. Attuare soluzioni completamente diverse, anche appositamente concepite per specifiche situazioni nazionali, è una soluzione intelligente che, se usata correttamente, potrà funzionare anche in futuro e ci consentirà di compiere grandi progressi. E’ altresì vero che durante il processo e i dibattiti che si sono avuti a livello nazionale, è stato possibile registrare già alcuni cambiamenti rispetto alla situazione rilevata dalla Commissione all'inizio della sua indagine. I dati e i fatti sono oggi molto diversi: abbiamo già compiuto grandi passi avanti che miglioreranno ulteriormente con le misure che stiamo per approvare.

 
  
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  Norbert Glante (PSE).(DE) Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, ho già avuto modo di affermare nel corso di un incontro più ristretto che questa discussione sul pacchetto energia non è necessariamente una questione tra rosso e nero, destra e sinistra, ma rimane comunque intrisa di ideologia. Lo abbiamo visto anche oggi. Accetto la scommessa della collega tedesca, l'onorevole Harms, che tra quattro anni non presenteremo un quarto pacchetto, ma ci troveremo a gestire la situazione con gli strumenti di cui già disponiamo. La regolamentazione del mercato e l’accesso alle reti sono obiettivi già conseguiti nella Repubblica federale di Germania. Vi sono esempi positivi. Sono favorevole all'idea di mantenere le cose come stanno ed utilizzare gli strumenti che ci sono stati forniti, garantendone l'effettiva attuazione.

In secondo luogo, vorrei esprimere il mio compiacimento per la recente istituzione dell'Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia, che riceve e utilizza poteri ben definiti e potrà sfruttare le migliori prassi degli Stati membri. Se questo accadrà, sicuramente conseguiremo buoni risultati.

 
  
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  Leopold Józef Rutowicz (UEN).(PL) Signora Presidente, c’è urgente bisogno di una discussione sul pacchetto energia per il mercato interno dell’energia elettrica e del gas. Per funzionare correttamente, le norme devono fornire le risposte a numerosi interrogativi, quali: in futuro l'Europa disporrà di un mercato energetico comune o dovremo coordinare i mercati nazionali? Quale forma di energia fornirà, nei prossimi trent'anni, volumi stabili e sufficienti di energia a costi relativamente bassi, elementi importanti per l'economia europea e per i cittadini? Quali fonti energetiche limiteranno meglio l'effetto serra e ne ridurranno i costi di controllo?

Sfortunatamente le azioni intraprese sinora in questo ambito non sono state né trasparenti né convincenti, con possibili conseguenze per i cittadini e per l'economia nei prossimi 15 anni.

 
  
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  Jerzy Buzek (PPE-DE).(PL) Signora Presidente, il terzo pacchetto energia doveva innanzi tutto e soprattutto andare a vantaggio dei consumatori europei e questo obiettivo è stato conseguito: il consumatore è l'elemento più importante. Tuttavia, anche gli interessi fondamentali dei produttori di energia sono altrettanto importanti. Abbiamo quindi dovuto affrontare due problemi di vitale interesse.

In primo luogo, la sicurezza dell'approvvigionamento, che è stata conseguita. A mio parere, rispetto al primo e al secondo pacchetto, sono stati compiuti importanti passi avanti. Si sta creando un mercato energetico comune e il principio di solidarietà è oggi in evidenza. Quando si tratta di sicurezza, possiamo anche investire al di fuori dei confini dell'Unione europea.

In secondo luogo, non è stato realizzato appieno il principio della concorrenza aperta sul mercato energetico europeo ed è necessario elaborare ulteriormente questo concetto, per individuare soluzioni più specifiche. D'ora in avanti bisogna garantire che, sul mercato europeo, le condizioni per gli investitori provenienti da paesi terzi siano uguali, e non migliori, a quelle vigenti per gli investitori dell'UE. Dobbiamo infine assicurarci che le nostre strutture energetiche possano competere su una base reciproca e investire liberamente al di fuori dell'Unione europea.

Il terzo pacchetto energetico non è solo un pacchetto tecnico ed economico, bensì un evento politico molto significativo e bisogna riconoscere che rappresenta un grande successo per l'Unione europea.

 
  
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  Hannes Swoboda (PSE). (DE) Signora Presidente, in veste di relatore ombra per il mio gruppo per il settore del gas, ritengo che in questo caso si sia giunti ad un compromesso accettabile, applicabile anche ad altri settori, poiché abbiamo considerato il mercato non in modo ideologico bensì in termini pratici. Creare un mercato comune europeo significa soprattutto dare maggiori opportunità e maggiori poteri alle autorità nazionali. Significa inoltre stabilire criteri europei comuni, per evitare che ogni regolatore adotti decisioni diverse e per situazioni in cui un regolatore dipende dal governo del proprio paese, a differenza di altri. Disponiamo di un'agenzia europea che, insieme alla Commissione, può contribuire in modo concreto alla realizzazione di un mercato europeo.

Il secondo aspetto rilevante è il rafforzamento del ruolo dei consumatori, un principio che si ritrova in diversi provvedimenti, sebbene speravo di vederlo inserito in un numero maggiore di disposizioni. In questo modo possiamo offrire ai consumatori occasioni, diritti e trasparenza in questo importante settore di approvvigionamento. Entrambe le condizioni sono state realizzate e voterò quindi a favore del pacchetto.

 
  
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  Inese Vaidere (UEN).(LV) Signor Commissario, onorevoli colleghi, gli eventi dello scorso inverno dimostrano chiaramente l’estrema dipendenza dell’Europa dalle importazioni di gas e quanto questa dipendenza sia sfruttata come strumento di politica estera. Emerge quindi la necessità di sviluppare, quanto prima, un mercato interno del gas naturale a livello europeo, che sia unito, aperto ed efficace e in grado di elaborare un codice normativo per la rete, al fine di garantire un accesso transfrontaliero trasparente alle reti di approvvigionamento, consentire una pianificazione e uno sviluppo sul lungo periodo. Il piano sul lungo periodo deve includere sia le reti di approvvigionamento di gas sia le interconnessioni regionali. E’ necessario migliorare la normativa per garantire un accesso indiscriminato all’infrastruttura e, al contempo, diversificare le fonti energetiche, attraverso semplici incentivi per sviluppare l’impiego delle energie rinnovabili. Poiché gli edifici assorbono il 40 per cento del consumo totale di energia dell’Unione europea, è fondamentale promuovere l’utilizzo delle energie rinnovabili negli edifici per garantire efficienza energetica, risparmio e isolamento. I provvedimenti adottati a livello europeo, nazionale e locale, oltre agli incentivi finanziari, devono infine essere correlati in un sistema unico. Grazie.

 
  
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  Ján Hudacký (PPE-DE). (SK) Prima di analizzare alcuni aspetti di questa relazione, vorrei ringraziare la relatrice, l’onorevole Ţicău, e gli altri relatori ombra per la loro collaborazione alla stesura della relazione.

L’interesse del mio gruppo politico e mio personale era di creare, attraverso questa relazione, le premesse necessarie affinché la Commissione, il Consiglio ed il Parlamento potessero rapidamente giungere ad un’intesa sui provvedimenti di natura pratica da adottare per migliorare il rendimento energetico degli edifici negli Stati membri.

A questo proposito, non condivido alcune proposte, che prevedono inutili misure burocratiche e obiettivi vincolanti troppo ambiziosi per i singoli Stati membri e che in ultima analisi potrebbero seriamente compromettere l’attuazione pratica di urgenti progetti. Un aspetto importante di questa relazione è l’accordo su un metodo comune armonizzato per calcolare i livelli ottimali di rendimento energetico in funzione dei costi, in base al quale gli Stati membri possono specificare i propri standard minimi, tenendo conto anche delle diversità climatiche a livello regionale.

Il supporto finanziario è fondamentale per l’attuazione delle misure necessarie per implementare il rendimento energetico nei vari Stati membri. Sono favorevole alla proposta di istituire un fondo europeo, in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, per individuare risorse che fungano da leva finanziaria per istituire fondi nazionali o regionali. Condivido infine la proposta di promuovere un migliore uso dei fondi strutturali per migliorare il rendimento energetico nei diversi Stati membri dell’Unione europea.

Per concludere, vorrei evidenziare un fattore molto importante, che si ricollega all’esame rapido e attento delle misure di miglioramento del rendimento energetico negli Stati membri. La ripresa del rendimento energetico nel settore dell’edilizia, ad eccezione di una forte riduzione...

(Il Presidente interrompe l’oratore)

 
  
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  Reino Paasilinna (PSE).(FI) Signora Presidente, vorrei ringraziare i relatori che stanno chiacchierando là in fondo. Abbiamo compiuto un passo importante nella giusta direzione, ma, com’è stato ricordato, non è abbastanza. Ci aspetta ancora un lungo lavoro.

Contatori intelligenti, la necessità di un sistema energetico funzionale ed aperto e di un meccanismo che garantisca un’effettiva concorrenza: queste sono le espressioni e i termini che consideriamo importanti, insieme ai diritti dei consumatori. La povertà energetica è diventata una questione seria. Il prezzo dell’energia è in continuo aumento. L’energia è un prodotto primario costoso ed è quindi necessario tutelare i diritti dei cittadini. Con questo pacchetto legislativo facciamo dell’energia un servizio pubblico. Per quanto riguarda il mio gruppo, il gruppo socialista al Parlamento europeo, difendiamo gli interessi dei consumatori e ci impegniamo ad offrire la massima trasparenza del mercato. Invito tutti a proseguire in questa direzione. Grazie.

(Applausi)

 
  
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  Neena Gill (PSE).(EN) Signora Presidente, dall’avvio dei negoziati sulla relazione Belet abbiamo rilevato che tutte le parti coinvolte – dai produttori di pneumatici ai lobbisti ambientali – erano pienamente concordi sulla necessità di questa normativa. Vorrei congratularmi con il relatore per come ha saputo gestire questa particolare relazione e interagire con i relatori ombra.

Ritengo che questa normativa si renda necessaria nell’immediato poiché sarà d’incentivo all’industria automobilistica in un momento particolarmente difficile. Ho recentemente visitato gli stabilimenti della Michelin a Stoke e della Jaguar Land Rover nel mio distretto, dove ho avuto modo di rilevare quanto la ricerca e lo sviluppo in materia di tecnologia verde siano già realtà. In questo periodo di crisi economica, qualsiasi forma di sostegno all’industria deve essere orientata verso la sfida ambientale.

Un provvedimento come questo consentirà ai produttori di diventare leader mondiali nelle forme di tecnologia di cui abbiamo urgente bisogno. E’ una proposta vincente, che aiuterà anche il consumatore, offrendogli quella chiarezza tanto invocata. Gli pneumatici non sono economici, ma la maggior parte dei consumatori è indirizzata verso i medesimi prodotti. Attraverso questa proposta potremo orientare il mercato verso prodotti che riducono sia le emissioni sia l’inquinamento acustico e promuovere un mercato effettivamente competitivo in prodotti sempre più rispettosi dell’ambiente.

 
  
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  Dragoş Florin David (PPE-DE).(RO) Signor Commissario, il primo vantaggio che i cittadini trarranno dal libero mercato di nuova istituzione è radicato nel cuore del concetto stesso di democrazia: la libertà. Mercati ben funzionanti che offrono ai nuovi operatori la possibilità di erogare i propri servizi energetici ai cittadini costituiranno un’alternativa vantaggiosa per i consumatori che, in questo modo, da beneficiari passivi di un servizio diverranno protagonisti del mercato. Gli utenti saranno ad esempio in grado di cambiare fornitore, in caso di servizi scadenti, di interruzione della fornitura di energia elettrica o di prezzi troppo elevati. La libertà di scelta consentirà ai consumatori un coinvolgimento attivo nella lotta ai cambiamenti climatici, poiché potranno scegliere quei fornitori che offrono energia rinnovabile a basse emissioni di biossido di carbonio. Il nuovo pacchetto di provvedimenti porterà a una riduzione dei prezzi, a prodotti innovativi e a servizi di migliore qualità. Anche dal punto di vista della sicurezza, la deregolamentazione del settore energetico porterà notevoli vantaggi per i cittadini. Mi compiaccio dell’inserimento nella nuova normativa di misure speciali a tutela dei consumatori più vulnerabili.

 
  
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  Romana Jordan Cizelj (PPE-DE).(SL) Il Parlamento europeo ha giustamente messo il consumatore al centro dei negoziati, perché il mercato interno ha bisogno di consumatori con più diritti e in grado di accedere a informazioni chiare. Il consumatore deve poter scegliere il proprio fornitore di servizi e per questo ha bisogno anche di un contatore intelligente.

Sono lieta dell’accordo raggiunto su questo dossier tanto vasto quanto impegnativo dal punto di vista professionale. Tuttavia, credo che il compromesso negoziato sulla separazione proprietaria lasci ancora spazio a significative differenze organizzative tra i mercati del gas e dell’energia elettrica nei vari Stati membri. Il mio auspicio è che, attraverso i meccanismi e le disposizioni di questo pacchetto, come la maggiore indipendenza dei regolatori nazionali, sia possibile superare tali differenze e ripristinare un mercato unico per l’energia elettrica ed il gas.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE-DE).(PL) Signora Presidente, per garantire il successo di un’iniziativa quale la creazione di uno spazio energetico uniforme, si impongono investimenti comuni e coordinati nell’infrastruttura energetica. Un elemento chiave è l’aumento della capacità produttiva delle centrali europee e lo sviluppo di una rete transfrontaliera, senza dimenticare il rispetto dell’ambiente e le linee guida del pacchetto per l’energia e il clima. Un’altra sfida che emerge dall’armonizzazione del mercato energetico europeo è la sicurezza dell’approvvigionamento di fonti energetiche provenienti da paesi terzi.

Per motivi economici e di sicurezza è necessario impegnarsi per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e per sviluppare il sistema energetico europeo. Si teme che una completa apertura del mercato dell’energia alla concorrenza possa danneggiare i cittadini europei meno abbienti, che spesso non riescono a pagare le loro bollette con la dovuta regolarità. In tal senso, è forse necessario valutare possibili strumenti per evitare a queste persone un’eventuale interruzione della fornitura di energia elettrica.

 
  
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  Iliana Malinova Iotova (PSE).(BG) Signora Presidente, sono stata relatrice ombra per il mercato del gas per conto della commissione per il mercato interno e la tutela del consumatore. Credo che sarete tutti d’accordo con me nel ritenere che il miglior risultato di questo terzo pacchetto energia è la protezione di cui potranno beneficiare i consumatori e i cittadini europei. E’ la prima volta che questi testi vengono elaborati in modo chiaro. In particolare, vorrei richiamare la vostra attenzione sulla definizione di povertà energetica, sulla possibilità di impedire un’eventuale interruzione delle forniture e di cambiare fornitore senza oneri aggiuntivi e in base ad accordi trasparenti e di facile comprensione. Attraverso questa normativa i consumatori avranno maggiori garanzie, misure a tutela delle fasce più vulnerabili, maggiore trasparenza e la possibilità di confrontare le diverse condizioni contrattuali. La prossima questione fondamentale che noi membri del Parlamento europeo ci troveremo ad affrontare riguarderà i prezzi e le disposizioni per regolamentarli, proprio in un periodo di continuo incremento. Questa è la direzione attuale e futura della normativa.

 
  
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  Paul Rübig (PPE-DE).(DE) Signora Presidente, signor Commissario, vorrei congratularmi per questo pacchetto, che rappresenta un importante passo avanti per i cittadini europei. Tutti potranno riscontrarne gli effetti nelle proprie tasche e conti corrente. E’ un progresso importante anche per le piccole e medie imprese, che devono diventare più competitive, soprattutto in questa fase di crisi economica e finanziaria. Questo pacchetto energia è lo strumento giusto per affrontare la situazione.

Un aspetto importante di questa normativa, che consentirà di creare occasioni completamente nuove, è l’istituzione di un’autorità di regolamentazione europea che perseguirà il pari trattamento per le imprese in tutti gli Stati membri, offrendo ai fornitori di energia nuove opportunità.

Per quanto riguarda la normativa sulle abitazioni attive e passive, spero che la nostra diligente attenzione per l’efficienza degli edifici porti, in futuro, alla creazione di nuovi posti di lavoro in questo settore.

 
  
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  Presidente. − L'onorevole Stolojan, visto che lei è stato così presente in questa discussione, anche se le avevo detto che ha superato il numero, penso che la sua responsabilità e la sua presenza debbano essere premiati, quindi in via eccezionale le do la parola per un minuto.

 
  
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  Theodor Dumitru Stolojan (PPE-DE) . – (RO) Signora Presidente, vorrei congratularmi con tutti i relatori per l’eccellente lavoro svolto. Sono sicuro che tutti ci stiamo domandando come mai non disponiamo ancora di un mercato unico dell’energia elettrica o del gas naturale e per questo esorto gli Stati membri che ancora non l’hanno fatto a conformarsi a quanto previsto nella direttiva europea.

In secondo luogo, mi compiaccio della decisione di istituire l’Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia e vorrei ricordare al Parlamento europeo la disponibilità della Romania ad ospitare la sede dell’Agenzia.

 
  
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  Andris Piebalgs, membro della Commissione. (EN) Signora Presidente, prometto di essere molto breve. Sono soddisfatto del pacchetto che sta per essere adottato. Non esiste una legislazione ideale: questa normativa viene adottata attraverso le discussioni ed i compromessi. All’inizio dei lavori eravamo fortemente divisi, ma a fine giornata il Consiglio ha approvato la proposta praticamente all’unanimità.

Nella commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo una grande maggioranza dei membri era favorevole al compromesso, e questo significa che è stato formulato correttamente.

So che ci aspetta un lungo lavoro in termini di attuazione, valutazione e di esigenze dell’Agenzia, ma abbiamo effettivamente creato gli strumenti basilari per i nostri cittadini.

Molte grazie per il lavoro svolto, di cui possiamo andare veramente orgogliosi.

 
  
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  Eluned Morgan, relatore. (EN) Signora Presidente, vorrei nuovamente ringraziare gli onorevoli colleghi per la loro collaborazione. Il mio ringraziamento va anche a Bethan Roberts e René Tammist che sono stati di grande aiuto nella preparazione di questa relazione.

Questo è il mio canto del cigno dopo quindici anni al Parlamento europeo, e mi compiaccio dei significativi progressi compiuti nei mercati energetici, a nome dei cittadini europei. Lungi dall’essere un risultato perfetto, è comunque un innegabile passo avanti.

Teme che nei prossimi anni la crisi energetica si aggraverà ed è quindi fondamentale definire il giusto contesto normativo per il mercato, creando gli incentivi migliori per gli investimenti. E’ necessario investire circa 1 000 miliardi di euro nei mercati dell’energia per evitare eventuali interruzioni di corrente in futuro.

Vi sono anche tantissime altre iniziative da avviare. Come sapete, in 12 paesi dell’Unione europea una singola società che detiene il 70 per cento della quota del mercato dell’energia elettrica. In questo momento la nostra è la situazione peggiore. Crediamo che da noi esista la concorrenza, ma in realtà abbiamo solo grandissime società con enormi poteri che dominano determinati mercati. Per cambiare questa situazione c’è bisogno dell’azione delle autorità nazionali per la regolamentazione e la concorrenza.

La vera sfida del futuro è l’attuazione. Non dimentichiamo che nei mercati energetici esistono già numerose leggi comunitarie mai attuate, motivo per cui si è resa necessaria una revisione di questa normativa. Se avremo o meno bisogno di un quarto pacchetto dipenderà dalla capacità della Commissione europea di garantire l’attuazione del terzo pacchetto e dalla capacità dei regolatori nazionali e delle autorità antitrust di attuare una buona politica di regolamentazione. Confidiamo nell’iniziativa della Commissione e delle autorità nazionali di regolamentazione.

 
  
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  Giles Chichester, relatore. (EN) Signora Presidente, vorrei innanzi tutto presentare le scuse del collega, l’onorevole Vidal-Quadras, che non può intervenire a causa di altri impegni urgenti che lo trattengono altrove. Mi ha gentilmente chiesto di informare quest’Aula che, in accordo, interverrò io a nome del nostro gruppo.

Vorrei riprendere uno o due punti emersi nel corso del dibattito odierno. Il primo, già toccato da un collega in precedenza, riguarda la preoccupazione circa l’eventualità di una concentrazione di potere nelle mani di un ristretto numero di imprese pubbliche. Se questo dovesse accadere, in base alla vigente normativa sulla concorrenza, la Commissione ha i poteri per affrontare la situazione; esistono anche dei precedenti in altri paesi, inclusi gli Stati Uniti, dove sono state risolte situazioni di monopolio radicato o di posizione dominante di mercato. Qualora la normativa dovesse fallire, questa potrebbe rappresentare l’extrema ratio.

Dovremo riunirci ancora per elaborare un quarto pacchetto? Devo ricordare al commissario il mio invito alla cautela prima dell’avvio del terzo pacchetto: sarebbe stato meglio aspettare e vagliare i risultati conseguiti con l’attuazione del secondo pacchetto. Ritengo che ora dobbiamo dare a queste misure il tempo di essere recepite e attuate a livello nazionale e valutare i risultati, prima di stabilire se siano necessarie ulteriori azioni.

Devo ammettere che il mio rammarico per il mancato successo nell’affrontare la separazione proprietaria è controbilanciato dall’ottimismo per la possibilità che l’Agenzia possa utilizzare i poteri che le vengono concessi in modo ingegnoso e affrontare la situazione. Desidero ringraziare il collega che chiede maggiori poteri per i regolatori dell’energia.

Le forze del mercato muovono già in questa direzione. Due imprese pubbliche tedesche stanno cedendo i propri sistemi di trasmissione perché hanno visto il vantaggio dell’operazione.

Consentitemi infine di ridefinire il concetto di concorrenza, che a mio avviso significa più convenienza e servizi per i consumatori e un utilizzo più efficiente delle risorse. Ecco perché la concorrenza è positiva.

 
  
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  Antonio Mussa, relatore. − Signora Presidente, onorevoli colleghi, da questa discussione congiunta è emerso un sentimento molto forte: la grossa soddisfazione di aver creato con il terzo pacchetto ITRE, un pacchetto importante per i cittadini europei. Effettivamente non sarà l’ultimo, perché – voi sapete – c’è una grossa spinta all’utilizzo di altre fonti di energia, quelle rinnovabili e quelle nucleari, ma sicuramente serve in questi 10-15-20 anni a sopperire la fame e il bisogno di energia e prevedere, e ovviamente proteggere, i consumatori e specialmente quelli più deboli.

Credo che l’on. Morgan, il sottoscritto e tutti gli altri onorevoli, abbiamo giocato molto questo ruolo nella difesa del consumatore debole, dando una grossa forza all’authority sia nazionale che regionale, che può, in momenti di criticità, modificare, non dico dare gratuitamente l’energia, ma sicuramente modificare e permettere un approvvigionamento continuo di questa energia.

L’altro punto fondamentale è questo: che su tutto ciò che noi abbiamo fatto, la Commissione, il Consiglio, il Parlamento, su questo pacchetto che è fondamentale per i consumatori di energia – l’avete visto in questo inverno cosa è successo – però la popolazione europea non è a conoscenza. Io penso, che non c’è nulla di più grave, di non far sapere a chi viene beneficiato da un grosso lavoro senza informarlo. Io penso, che il compito che dovrà spettare alla Commissione, al Consiglio e al Parlamento, prima ancora di preoccuparsi di applicare questo pacchetto, è far sapere ai consumatori che esiste questo pacchetto, quello che è stato fatto per loro, in loro funzione e per loro ancora.

 
  
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  Atanas Paparizov, relatore. (EN) Signora Presidente, al pari dei miei onorevoli colleghi vorrei ribadire che, sebbene non perfetto, il terzo pacchetto energia è una buona base per sviluppare il mercato comune europeo, soprattutto nel settore del gas, e per aumentarne la sicurezza.

Per i paesi dell’Unione europea più piccoli, come il mio, è molto importante trovare un compromesso sulla separazione proprietaria, perché ci garantisce di preservare la nostra sicurezza energetica nel contesto di questo pacchetto, un pacchetto che prevede più regole, più trasparenza, la clausola del paese terzo, e molti altri elementi che ci consentiranno di mettere in primo piano la questione della sicurezza energetica.

Questo insieme normativo permette inoltre ai consumatori di far valere i propri diritti e crea migliori condizioni di competitività per lo sviluppo dei mercati energetici e per il loro corretto funzionamento. Come ha appena sottolineato l’onorevole Morgan, questo pacchetto dipende dall’attuazione, e non credo che un quarto pacchetto sia la soluzione. La soluzione consiste piuttosto nel dare precisa attuazione alla normativa e garantire la solidarietà tra gli Stati membri nella creazione del mercato, sviluppando, in particolare, nuove iniziative di cooperazione regionale, soprattutto per i paesi più vulnerabili in termini di approvvigionamento energetico e per i paesi attualmente inclusi nelle isole energetiche.

 
  
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  Ivo Belet, relatore. (NL) Per quanto riguarda il provvedimento sull’etichettatura degli pneumatici in relazione al consumo di carburante inserito nel pacchetto, vorrei aggiungere alcune osservazioni sui costi. Questa misura non costerà praticamente nulla all’industria degli pneumatici, e quindi neanche ai consumatori. Qualora qualcuno volesse sollevare obiezioni, vi ricordo che il costo a carico del produttore, che si stima inferiore a un centesimo di euro per pneumatico, è decisamente irrisorio. In base ai calcoli elaborati, eventuali costi aggiuntivi derivanti dall’acquisto di pneumatici più efficienti dal punto di vista energetico saranno ammortizzati entro otto mesi, quando sia gli automobilisti sia l’ambiente inizieranno a beneficiare effettivamente dell’operazione.

Dopo questa premessa, vorrei sottolineare che è fondamentale garantire un’applicazione uniforme del provvedimento in tutti gli Stati membri, per tutti i produttori, europei e non; e preferiremmo in questo senso adottare un regolamento piuttosto che una direttiva.

Per concludere, sebbene vi siano ancora delle divergenze di opinione tra qualche gruppo parlamentare su alcuni aspetti, auspichiamo che domani questa iniziativa sia approvata da una vasta maggioranza. A regime, con questa semplice norma potremo risparmiare un volume di emissioni di CO2 pari a quello derivante dalla rimozione di un milione di autovetture. Inutile sottolineare, quindi, che questo provvedimento va adottato quanto prima.

Vorrei concludere ringraziando i relatori ombra, la signora Chambris della Commissione europea e il signor Sousa de Jesus del gruppo del Partito popolare europeo (Democratici-cristiani) per gli ottimi rapporti di lavoro intrattenuti.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău, relatore.(RO) Onorevoli colleghi, la proposta di emendamento della direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia è una delle misure più importanti approvate dal Parlamento europeo, sia perché migliora la qualità della vita dei cittadini europei, sia perchè favorisce la ripresa economica dell’Unione europea. I cittadini europei si aspettano azioni e soluzioni concrete per i loro problemi e le loro esigenze.

Personalmente ritengo che sia necessario portare al 15 per cento gli stanziamenti a disposizione degli Stati membri a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale per finanziare il rendimento energetico negli edifici residenziali. Questo offrirebbe agli Stati membri maggiore flessibilità e la possibilità di approfittare della revisione di medio termine prevista per l’anno prossimo sull’utilizzo dei fondi strutturali per la conseguente ridefinizione dei programmi operativi, con l’intento di conseguire un miglior assorbimento dei fondi stessi.

Vorrei sottolineare che questa direttiva include un forte potenziale per la creazione di nuovi posti di lavoro – su scala europea si tratta di circa 500 000 nuovi posti di lavoro – con forti ripercussioni positive sul mercato occupazionale a livello nazionale o regionale.

Signor Commissario, spero che vorrà continuare a sostenere questa iniziativa e l’introduzione di una quota minima del Fondo europeo di sviluppo regionale dedicata all’efficienza energetica nell’edilizia, almeno in futuro. Vorrei nuovamente ringraziare i relatori ombra e i membri della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia e i relatori che ci hanno sostenuto e con cui ho lavorato in uno splendido clima di collaborazione.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà mercoledì 22 aprile 2009.

La votazione sulla relazione di Silvia-Adriana Ţicău si svolgerà giovedì 23 aprile 2009.

Dichiarazioni scritte (articolo 142 del regolamento)

 
  
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  Adam Gierek (PSE), per iscritto. (PL) Non molto tempo fa, trasferirsi in una casa prefabbricata in cemento era considerato da milioni di persone come un progresso sulla scala sociale e un miglioramento delle condizioni di vita. Disporre di energia a buon mercato significava non doversi preoccupare delle spese di riscaldamento.

Oggi quasi 100 milioni di persone vivono in edifici prefabbricati. Vorrei chiedere alla Commissione di prevedere cospicui aiuti, attingendo ai fondi dell’Unione europea, per l’ammodernamento di edifici e di interi stabili, in particolare nell’Europa centro-orientale. Nell’ambito della revisione intermedia del quadro finanziario per il periodo 2007-2013, l’attuale limite alle spese per l’edilizia abitativa – pari al 3 per cento del Fondo europeo di sviluppo regionale – è decisamente troppo basso.

Un’opera su vasta scala di ammodernamento e riqualificazione degli edifici e dei complessi residenziali prefabbricati nell’Unione europea permetterà di tagliare i costi di riscaldamento, migliorare le condizioni di vita, creare migliaia di posti di lavoro e ridurre i consumi energetici. Tutto ciò si tradurrà direttamente in una riduzione delle emissioni di gas serra, consentendoci così di avvicinarci agli obiettivi 3x20.

Il sostegno alla modernizzazione degli edifici prefabbricati esistenti dovrebbe rientrare tra gli impegni del Parlamento europeo nel prossimo mandato. La domanda di questo genere di servizi può dare un contributo notevole al superamento dell’attuale crisi economica e della disoccupazione, nonché alla lotta contro la povertà.

 
  
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  Louis Grech (PSE), per iscritto.(EN) I costi energetici stanno aumentano a ritmo preoccupante, contribuendo ad un consistente incremento della povertà legata all’energia in tutta l’Unione europea. Il prezzo di mercato dell’energia costituisce tuttavia soltanto uno degli aspetti del problema. I consumatori sono gravati da un ulteriore, pesante carico finanziario dovuto alla mancata efficienza e alle distorsioni del mercato energetico. A Malta, per esempio, consumatori e imprese hanno visto aumentare in modo esorbitante le bollette dell’energia quando il prezzo del petrolio ha raggiunto il picco massimo, non compensato però da alcun calo quando il prezzo petrolio si è dimezzato. Occorre una politica comunitaria che miri a tutelare consumatori e PMI contro le irregolarità sui prezzi compiute dagli enti di servizi pubblici. Una soluzione potrebbe essere l’istituzione di un’autorità nazionale indipendente che sovrintenda ai necessari controlli e verifiche contro eventuali condotte irregolari o scarsamente trasparenti da parte di operatori privati e/o statali rispetto a rincari dei prezzi su servizi di pubblica utilità, quali le forniture di gas, energia elettrica, acqua, l’applicazione di tasse aeroportuali e altro.

Tale iniziativa dovrebbe essere realizzata attraverso il miglioramento della normativa comunitaria esistente e le direttive relative alla tutela dei consumatori, al fine di assicurare:

- migliori standard di trasparenza e razionalità nella gestione degli aumenti dei prezzi, nonché migliore accesso e maggiori informazioni sui diritti dei consumatori;

- minori costi e obblighi burocratici a carico del consumatore che ha pienamente ragione di chiedere un indennizzo.

 
  
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  András Gyürk (PPE-DE) , per iscritto.(HU) A nostro avviso, il fatto che il Parlamento europeo sia in grado di approvare già in seconda lettura il terzo pacchetto energia è estremamente importante. Il nuovo regolamento può incoraggiare la concorrenza all’interno del mercato europeo dell’elettricità e del gas. Ciononostante, non possiamo procedere all’approvazione della proposta senza ricordare che la versione finale del regolamento ha perso gran parte del suo carattere ambizioso, se raffrontata alla proposta originaria della Commissione.

Durante i negoziati per il pacchetto, la questione della separazione tra produzione e operazioni di sistema ha suscitato i dibattiti più accesi. Il risultato finale di tale processo avrà un impatto decisivo sulla struttura del mercato energetico dell’Unione europea. A mio parere, il compromesso concordato dagli Stati membri non porterà a una normativa trasparente in quest’ambito, dal momento che è possibile applicare tre modelli di separazione differenti, con conseguenti differenze significative nella suddivisione del mercato energetico comunitario.

Al contempo, mi rallegro che il compromesso del Consiglio rifletta le numerose proposte per la tutela del consumatore avanzate dal Parlamento. Misure come la possibilità di cambiare fornitore entro tre anni, informazioni di fatturazione più dettagliate e la semplificazione delle procedure di compensazione renderanno evidenti i vantaggi della deregolamentazione del mercato a un gran numero di cittadini. Infine, uno sviluppo importante è che la nuova normativa renderà più difficile per i paesi terzi tentare di acquistare energia. Anche grazie a questo, l’imminente adozione del pacchetto energia costituirà un passo importante verso la creazione di una politica energetica europea comune.

 
  
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  Zita Pleštinská (PPE-DE), per iscritto (SK) Costo e affidabilità degli approvvigionamenti energetici sono fattori essenziali non soltanto per la competitività dell’Unione europea, ma soprattutto per il benessere dei suoi cittadini. Il Parlamento europeo ha pertanto posto il consumatore al centro del suo terzo pacchetto energia e, affinché i consumatori possano trarre vantaggio da questa importante normativa, ha rivisto e migliorato la direttiva sull’efficienza energetica degli edifici, che rappresentano il 40 per cento circa del consumo energetico dell’Unione europea.

La direttiva fornirà appropriate linee guida a progettisti e ispettori edili. Personalmente trovo molto importante il metodo per calcolare il costo ottimale e la delineazione di specifici requisiti minimi di efficienza economica per i componenti strutturali dei servizi e dell’isolamento termico degli edifici, nonché l’applicazione di tali calcoli sia agli edifici nuovi che a quelli esistenti. Gli obiettivi che mirano a edifici con consumo energetico netto pari a zero rappresentano una parte importante della direttiva rivista.

Accolgo con favore l’istituzione di un fondo europeo per l’efficienza energetica e l’energia rinnovabile a sostegno dell’applicazione di questa direttiva. Finora, l’impiego limitato dei fondi strutturali per l’efficienza energetica degli edifici è stato autorizzato soltanto nei nuovi Stati membri dell’Unione europea, opzione ora estesa a tutti gli Stati membri. Al contempo la quota massima di risorse FESR in questi progetti è passata dal 3 al 15 per cento.

Per assicurare l’applicazione della direttiva, è indispensabile che gli Stati membri si consultino con i rappresentanti delle autorità locali e regionali nonché con le associazioni per la tutela dei consumatori su tutte le questioni collegate alla direttiva.

 
  
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  Katrin Saks (PSE), per iscritto.(ET) Ringrazio i relatori che hanno elaborato il pacchetto energia, in particolare l’onorevole Morgan, per la mole e l’importanza del lavoro svolto nell’ambito della tutela dei consumatori. Mi rallegro, in particolare, del fatto che il nuovo pacchetto prenda in esame anche la questione della povertà energetica. Gli Stati membri che – come il mio, l’Estonia – non l’hanno ancora fatto dovrebbero predisporre un piano d’azione statale per combattere la povertà energetica e ridurre il numero di persone che ne sono colpite. Tutto ciò acquisisce speciale importanza nelle attuali circostanze economiche. In Estonia occorre affrontare seriamente la questione dal momento che i costi legati al riscaldamento hanno subito un rincaro notevole negli ultimi anni. Il sostegno diretto ai consumatori più svantaggiati, come avviene nel Regno Unito, rappresenta una misura importante, seppure sia possibile comunque migliorare l’efficienza energetica degli edifici, iniziativa che risulterebbe particolarmente efficace in Estonia.

 
  
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  Andrzej Jan Szejna (PSE), per iscritto. (PL) L’Europa deve affrontare numerose sfide legate alla domanda e offerta di energia a breve, medio e lungo termine.

Come Comunità europea, ci siamo prefissati un obiettivo decisamente ambizioso, ossia ridurre le emissioni di gas serra e il consumo energetico del 20 per cento entro il 2020.

A tale proposito, credo che dovremmo dedicare particolare attenzione alla questione dell’efficienza energetica degli edifici, responsabili di almeno il 40 per cento del consumo energetico complessivo.

Vorrei, con questo, esprimere il mio sostegno al relatore. Credo che dovremmo organizzare una campagna di sensibilizzazione dei cittadini rispetto alla possibilità di risparmiare denaro prestando maggiore attenzione all’isolamento degli edifici, e dovremo inoltre fare appello ai governi di tutti gli Stati membri affinché rendano disponibili finanziamenti per questa iniziativa. Bisogna redigere un elenco con gli standard minimi di isolamento degli edifici valido per tutta l’Unione europea.

Sono inoltre favorevole a estendere l’impiego dei fondi strutturali alle opere legate all’efficienza energetica degli edifici in tutti i paesi della Comunità e a innalzare dal 3 al 15 per cento il tetto per lo stanziamento di finanziamenti dal Fondo europeo di sviluppo regionale per progetti relativi a questo ambito.

 
Ultimo aggiornamento: 18 agosto 2009Avviso legale