Clemente Mastella (PPE). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'accordo quadro che abbiamo appena votato migliora considerevolmente il ruolo del Parlamento europeo, un ruolo accresciuto grazie all'entrata in vigore del trattato di Lisbona.
Signor Presidente Barroso, le abbiamo dato la nostra fiducia e ci attendiamo ora da parte sua il rispetto delle nostre maggiori prerogative.
Nello specifico, riteniamo fondamentali una più stretta collaborazione al fine di realizzare un dialogo regolare tra due istituzioni. Prendiamo come spunto gli impegni da lei assunti in quest'Aula, la volontà di istituzionalizzare un dialogo regolare sulle grandi questioni fondamentali e sulle proposte legislative di rilievo, l'impegno da lei preso a riferire sul seguito concreto dato a ogni iniziativa legislativa entro i tre mesi dalla sua adesione.
Signor Presidente, le nostre istituzioni saranno chiamate a realizzare il cosiddetto "metodo democratico", attraverso la realizzazione di un partenariato speciale allo scopo di definire, attuare e, soprattutto, tutelare il vero interesse europeo. Una maggiore responsabilità per la Commissione, ma anche per noi, diretti rappresentanti dei cittadini di questa nostra Europa.
Signor Presidente, tutti questi obiettivi richiedono un rinnovato impegno per tutti: per la Commissione, per il Parlamento, per i parlamenti nazionali, per i governi. Questa è l'Europa che ci domandano i cittadini ed è questa l'Europa che dobbiamo poter loro garantire nei prossimi cinque anni.
Bernd Posselt (PPE). – (DE) Signor Presidente, ho votato in favore della Commissione e sono anche favorevole all'accordo quadro che rappresenta un passo in avanti storico. Nonostante questo, ho votato contro la risoluzione perché abbiamo ricevuto la versione finale del testo solo ieri e non siamo stati in grado di discuterne seriamente: il diavolo è nei dettagli. Per questo motivo vorrei chiarire che sono preoccupato per la formulazione in molti punti, per esempio per quanto riguarda i diritti dei singoli eurodeputati di porre interrogazioni o il rischio di collusione tra la Commissione e il Parlamento in materia di ordine del giorno, se la Commissione partecipa alla Conferenza dei presidenti.
Chiedo pertanto che nel negoziato finale vengano apportate ulteriori correzioni al testo. E’ stato giustamente detto che il Parlamento ha più potere. Abbiamo bisogno di uno stretto partenariato con la Commissione, ma non abbiamo bisogno di collusione. Abbiamo bisogno di più democrazia, non di meno democrazia, perché da questo potere supplementare deriva la necessità di una maggiore democrazia all'interno del Parlamento.
Daniel Hannan (ECR). – (FR) Signor Presidente, nessuno in questo Parlamento può davvero credere che, su 500 milioni di europei, questi 27 candidati posseggano i migliori requisiti per diventare commissari europei. La Commissione dispone di poteri immensi. Oltre ad essere l'esecutivo europeo, essa detiene il potere d’iniziativa per l’attività legislativa. Ma chi abbiamo intenzione di nominare per esercitare tali poteri? Una serie di candidati di compromesso nominati dai governi nazionali come ringraziamento per favori fatti o, più semplicemente, per tenere a bada i rivali.
Prendiamo per esempio il candidato del mio paese, la baronessa Ashton. Ci viene detto che il governo francese le si oppone perché non parla francese. Eppure, signor Presidente, quella è l'ultima delle sue pecche! La baronessa Ashton non si è mai messa nelle condizioni di affrontare il suffragio universale. Come può l'Unione europea insegnare la democrazia all'Iran o a Cuba, quando colei che gestisce il servizio d’azione esterna è un funzionario non eletto? La baronessa Ashton e i suoi amici federalisti ci trattano da anti-europei. Se, tuttavia, lei e i suoi amici della campagna per il disarmo nucleare avessero vinto la battaglia, il nostro continente sarebbe rimasto diviso e centinaia di milioni di europei sarebbero ancora sottoposti alla tirannia marxista. Nessun vero europeo…
Viktor Uspaskich (ALDE). – (LT) Certo anch'io vorrei dare il benvenuto e congratularmi con la nuova Commissione e i suoi nuovi membri, però devo richiamare l'attenzione su alcuni fatti che non sono stati oggetto di discussione né nei gruppi politici né nelle sedute parlamentari, le sedute plenarie; la nomina degli stessi commissari. Come ho detto nel mio gruppo politico, i candidati nominati per la Commissione europea dovrebbero almeno godere del sostegno di due terzi del loro parlamento nazionale. Questo è un punto.
L'altra cosa che non è stata discussa e che credo sia molto importante è che la nuova Commissione dovrebbe prestare particolare attenzione a proteggere gli imprenditori dell'Unione europea dalle importazioni provenienti da quei paesi che non condividono i valori che noi promuoviamo. Valori come l'ambiente, le tutele sociali e, infine, le istituzioni democratiche. E’ esattamente qui che devono essere spesi più soldi, perché queste importazioni aumentano i prezzi dei nostri servizi e beni di consumo e rendono difficile per i nostri imprenditori competere…
Daniel Hannan (ECR). – (FR) Signor Presidente, la baronessa Ashton e i suoi amici federalisti ci trattano da anti-europei. Se, tuttavia, lei e i suoi amici della campagna per il disarmo nucleare avessero vinto la battaglia, il nostro continente sarebbe rimasto diviso e centinaia di milioni di europei sarebbero ancora sottoposti alla tirannia marxista. Nessun vero europeo e nessun vero democratico può in coscienza sostenere questi candidati. Votando per loro, esclusivamente a motivo del proprio sostegno all'integrazione europea, il Parlamento giudica sé stesso.
Iva Zanicchi (PPE) . – Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono molto contenta di aver dato il mio voto favorevole a questo nuovo Collegio dei commissari. Sono contenta perché ho visto uomini e donne molto preparati, con programmi chiari e concreti. Se mi permettete, auguro innanzitutto un buon lavoro ad Antonio Tajani, perché è un uomo di grande valore, che saprà dare un grande contributo all'industria europea.
Infine, come vicepresidente della commissione per lo sviluppo, devo sottolineare l'ottima impressione che ho avuto dalla commissaria designata Georgieva. È una donna veramente determinata e capace, che sarà un ottimo punto di riferimento per la commissione per lo sviluppo. Auguro buon lavoro a tutti!
Peter Jahr (PPE). – (DE) Signor Presidente, in considerazione delle enormi sfide che l'Europa deve affrontare, è importante e molto positivo poter disporre di una Commissione efficace. Inoltre, se vogliamo avere successo, è fondamentale la cooperazione tra il Parlamento e la Commissione, su un piano di parità e di fiducia. L'accordo approvato oggi costituirà a questo scopo una base importante.
Il Parlamento dispone di pieni poteri di codecisione ed ha quindi pari peso rispetto alla Commissione e al Consiglio in tutte le aree. Alla luce di ciò, noi collaboreremo intensamente con la Commissione su una base di fiducia, ma non senza discernimento. L'accordo SWIFT, in particolare, dimostra che nessuna questione può più venire decisa senza il Parlamento. Tengo molto a che questo Parlamento possa discutere ancora una volta l'accordo SWIFT.
Alfredo Antoniozzi (PPE). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho votato a favore della Commissione Barroso perché sono sicuro che sarà in grado di raccogliere le sfide che la crisi economica e finanziaria ci impone di assumere con coraggio e determinazione.
Mi auguro inoltre che alcuni temi che mi stanno particolarmente a cuore siano affrontati con la dovuta attenzione. Mi riferisco in particolar modo alle politiche regionali, che assumono un valore fondamentale quando si parla di crescita e di sviluppo dei nostri territori e che non devono assolutamente subire tagli con la riforma del budget dell'Unione europea.
Spero altresì che sia sostenuta l'emergenza abitativa dei nostri concittadini, che spesso raggiunge livelli allarmanti in particolare nelle grandi aree urbane. Mi auguro quindi che specifici strumenti finanziari di supporto al social housing e alle politiche abitative rientrino nelle priorità della nuova Commissione, alla quale porgo gli auguri più sinceri di buon lavoro.
Ryszard Czarnecki (ECR). – (PL) Signor Presidente, alcuni mesi fa, ho votato con piena convinzione per il Presidente Barroso come presidente della Commissione europea. Onestamente non c'era alternativa. L’onorevole Verhofstadt, l'alternativa liberale, e l’onorevole Juncker, l'alternativa federalista, non erano accettabili. Oggi, in qualità di sostenitore del Presidente Barroso, devo riconoscere con tristezza che la Commissione che egli ci ha presentato rivela molte lacune nella sua composizione. Non posso sostenere, né possono farlo i miei colleghi, una Commissione che comprende un commissario che, francamente, sta ancora imparando a fare il suo mestiere. Se si trattasse di una studentessa di relazioni internazionali e si esprimesse in un esame orale come ha fatto in sede di audizione, probabilmente lei l’avrebbe buttata fuori dall’aula. In Polonia non avrebbe superato nessun esame. Non posso sostenere una Commissione in cui il commissario danese vuole chiudere le miniere di carbone, comprese quelle del mio paese. Questa è un'altra ragione per cui mi sono astenuto dal voto. E’ mia convinzione che ci siano molti punti interrogativi su questa Commissione, e la controlleremo attentamente.
Joe Higgins (GUE/NGL). – (EN) Signor Presidente, ho votato contro la nomina della nuova Commissione europea perché si limiterà a continuare la stessa politica economica di destra e neoliberista che ha già portato alla disastrosa crisi dell'economia capitalista di molti Stati dell'Unione europea. Questa Commissione europea, che viene annunciata come nuova, si rivelerà essere la stessa minestra riscaldata con la stessa vecchia impronta neoliberale di Barroso.
Queste politiche di liberalizzazione, deregolamentazione e privatizzazione attuate, sia ben chiaro, per volere del grande capitale europeo, stanno avendo conseguenze disastrose per la vita delle classi popolari, con disoccupazione di massa e violenti attacchi al tenore di vita. Davanti alla crisi in Grecia e in Irlanda, la guida della Commissione europea è stata d’accordo nel farne pagare il prezzo alla classe operaia, mentre i banchieri e gli speculatori ne sono stati chiamati fuori. I lavoratori europei e i poveri dell’Europa devono mobilitare il proprio potere contro queste politiche disastrose e in favore di un’Europa autenticamente democratica e socialista, e ciò significa opporsi alle politiche di questa nuova Commissione europea.
Frank Vanhecke (NI). – (NL) A causa del limitatissimo tempo concessomi non posso ovviamente fare altro che segnalare alcune delle molte ragioni per cui non abbiamo concesso il nostro sostegno a questa Commissione europea. Una di queste ragioni, per esempio, è il fatto che l'attuale Commissione prosegue come niente fosse sul cammino verso l'adesione della Turchia anti–europea e islamista all'Unione europea, anche se a questo si oppone categoricamente una larga maggioranza degli europei, che non hanno mai avuto la possibilità di esprimere il proprio parere in merito.
Un altro motivo è il fatto che questa Commissione europea continua a sostenere la rinnovata immigrazione di milioni di persone e, a lungo termine, decine di milioni di nuovi immigrati non europei in un continente che ha comunque già decine di milioni di disoccupati. Un altro motivo è rappresentato dal fatto, già evidenziato in sede di audizione, che neppure uno dei nuovi commissari europei è disposto a fare qualcosa per il deficit di democrazia.
Questi motivi sono sufficienti per non votare a favore della nuova Commissione europea.
Francesco Enrico Speroni (EFD). – Signor Presidente, onorevoli colleghi, dalla nuova Commissione non abbiamo ricevuto risposte concrete e soddisfacenti sul problema di un contrasto all'immigrazione illegale all'interno dell'Unione europea. Questo già basterebbe per non approvare il suo operato e per non approvare il suo programma.
C'è anche un altro fatto. La Commissione, e soprattutto il suo Presidente, si è mostrato molto restio ad accettare le iniziative legislative di questo Parlamento. Questo è un po' un vulnus alla democrazia, almeno come viene intesa. Noi parlamentari siamo gli unici eletti direttamente dai cittadini e il non rispettare il nostro diritto di iniziativa, o quantomeno cercare di svilirlo, anche se, con il nuovo trattato di Lisbona, è sancito dall'articolo 225 dei trattati, non ci consente di dare la fiducia a Barroso e ai suoi Commissari.
Syed Kamall (ECR). – (EN) Signor Presidente, se guardiamo alla serie di candidati che abbiamo visto sfilare oggi davanti a noi, penso che la maggior parte dei membri di questo Parlamento, a prescindere dalla posizione politica, direbbe che alcuni erano validi, alcuni forse molto più che validi, alcuni scadenti e altri ancora proprio pessimi. Purtroppo alcuni dei candidati non hanno neanche risposto a tutte le domande sul loro passato. Ma noi membri del Parlamento europeo non possiamo votare i singoli commissari, così abbiamo dovuto scegliere se approvarli o respingerli tutti in blocco. Questo è molto triste e c’è da rammaricarsene: per questo motivo mi sono astenuto.
Abbiamo sentito parlare il presidente Barroso di un'Europa che reagisce alla crisi. Se vogliamo davvero contrapporci alla crisi, facciamo in modo che non si accumulino regolamenti sempre più inadeguati. Facciamo in modo di dotarci di valutazioni d'impatto su ogni direttiva o regolamento. Prendete come esempio la direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi, che ridurrà la quantità di denaro a disposizione degli imprenditori in Europa, che spingerà fuori dell'Unione europea chi crea benessere, e che ridurrà gli investimenti nei paesi in via di sviluppo. Se solo riuscissimo a ridurre la quantità di regolamenti che passa attraverso questo Parlamento!
Nirj Deva (ECR). – (EN) Signor Presidente, sono stato eletto dai cittadini del sud-est dell'Inghilterra per riformare l'Unione europea. Un unico voto per approvare in blocco tutti i 27 commissari è la solita vecchia prassi: nessuna riforma, nessuna trasparenza, nessuna responsabilità, nessuna conferma responsabile. Il Presidente Barroso gode della mia fiducia personale, e lo stesso vale per gli altri commissari con i quali ho avuto a che fare in passato. Ma questo non significa dare un voto di fiducia a tutto il Collegio dei commissari. Ogni commissario è unico nella storia politica. In una cosiddetta democrazia nessun’altra persona ha il potere di proporre, legiferare e dare applicazione alla stessa normativa senza essere eletto individualmente da nessuno. Questo è totalmente inaccettabile, signor Presidente, e quindi mi rammarico di essermi dovuto astenere.
Philip Claeys (NI). – (NL) Ho votato contro la nuova Commissione perché non vi è alcuna indicazione che faccia pensare che la nuova Commissione inizierà a lavorare per ridurre il divario tra il cittadino medio europeo e le istituzioni europee, in particolare, la Commissione europea.
Ho ascoltato l'allora Commissario designato per l'ampliamento in occasione della sua audizione presso la commissione per gli affari esteri, a cui ha partecipato per dimostrare, ad esempio, un’elevata disponibilità a spazzare sotto il tappeto tutte le critiche nei confronti di un'adesione della Turchia anti-europea, come accade oramai da cinque anni.
La nuova Commissione vuole anche più immigrazione economica, tenere un comportamento ancora più paternalistico ed esercitare ancora maggiore ingerenza, il che rappresenta indubbiamente una situazione particolarmente vergognosa alla luce del Trattato di Lisbona, che offre una prospettiva tutt'altro che rassicurante.
Gerard Batten (EFD). – (EN) Signor Presidente, ho votato contro la Commissione non perché io voglia essere governato da una Commissione europea di una particolare composizione, ma perché ci sono dei motivi specifici per votare contro di questa. Un certo numero dei suoi membri sono stati membri del partito comunista, o vicini ad esso. Tra questi ci sono il presidente Barroso, il commissario Šefčovič, il commissario Füle, il commissario Piebalgs e il commissario Potočnik, per citarne solo alcuni. La baronessa Ashton è stata tesoriere della Campagna per il disarmo nucleare, che era praticamente al pari di un'organizzazione comunista di facciata, e una parte dei suoi finanziamenti provenivano dal blocco sovietico.
Non è in grado di essere responsabile della sicurezza politica estera e di difesa. La nobile baronessa ha lavorato per minare la politica di difesa del proprio paese quando dovevamo affrontare la più grave minaccia, una minaccia nucleare, da parte dei nostri nemici. La Commissione è il nuovo governo di fatto dell'Unione europea. L'Europa cammina come una sonnambula verso il disastro. Ora siamo governati dai comunisti, dai collaboratori e dai collaborazionisti.
Seán Kelly (PPE). – (EN) Signor Presidente, ho avuto oggi il piacere di votare a favore della Commissione perché ritengo che, date le circostanze e secondo le regole del Parlamento, fosse la cosa giusta da fare. Abbiamo bisogno di una Commissione, e adesso ne abbiamo una.
Tuttavia è stato detto, opportunamente, da un certo numero di colleghi, che il sistema avrebbe funzionato meglio se, invece che procedere ad una votazione in blocco, ciascuno dei commissari fosse stato eletto per i suoi meriti. Dopo tutto, se si dovesse costituire una squadra di calcio per rappresentarci, non la si selezionerebbe in blocco. Si sceglierebbe ciascun giocatore per i suoi meriti individuali, in modo da ottenere il miglior risultato possibile. Credo che dovremmo mirare a questa soluzione e riformare le regole, in modo da assicurare che la prossima volta che eleggeremo una Commissione, ciascuno dei membri venga scelto in base al merito. Ciò costringerebbe i paesi a presentare i migliori candidati possibili e a garantire che i candidati siano in grado di svolgere il proprio compito al meglio. Penso che in questo modo avremmo una squadra migliore. Comunque nel frattempo mi aspetto di lavorare quanto più a stretto contatto con la Commissione nei prossimi cinque anni.
Paul Rübig (PPE). – (DE) Signor Presidente, sono lieto che oggi vi sia stato un alto grado di consenso in Parlamento. Molti hanno chiesto un'Europa forte. Il consenso ci rende forti, e sono quindi lieto di constatare questo risultato positivo della votazione sulla nuova Commissione. Tutto considerato, solo un'Europa efficace può essere anche un'Europa sociale. La Commissione si è assunta un chiaro impegno a questo riguardo, perché alla fine possiamo solo distribuire ciò che è già stato prodotto. Quindi per noi è importante, in Europa, occuparci di formazione e di istruzione e concentrarci sulle infrastrutture e sulla ricerca.
E’ relativamente semplice impoverire i ricchi, ma è un compito un po' più intelligente, impegnativo e complesso arricchire i poveri. Questo deve rimanere l'obiettivo dell'Europa.
Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (EN) Con il trattato di Lisbona, le relazioni interistituzionali tra il Parlamento e la Commissione si stanno muovendo in una direzione diversa. Noi parlamentari inviamo un messaggio chiaro alla Commissione: il Parlamento europeo non sarà mai più un semplice osservatore, ma un protagonista di pari livello nel dare forma alla politica europea. Le politiche a livello comunitario mancano di coerenza e lasciano l'Europa totalmente disarmata quando si verificano eventi inaspettati. E quando succede, non siamo in grado di rispondere in modo efficace e coordinato. Il presidente della Commissione si è impegnato ad avviare un dialogo aperto e trasparente e un rapporto costruttivo con il Parlamento europeo al fine di definire una politica chiara e praticabile mirata a garantire una legislazione di alta qualità. E’ giunto il momento di ricordare al presidente Barroso le sue promesse e assicurare che le richieste del Parlamento europeo si riflettano chiaramente nell'accordo quadro.
Vilija Blinkevičiūtė (S&D), per iscritto. – (LT) Sostengo questo accordo quadro, in quanto la cooperazione tra il Parlamento europeo e la Commissione europea è particolarmente importante per rafforzare la stabilità dell'Unione europea e l'efficacia del suo lavoro. In base a questo accordo, una volta che sia stata presentata al Parlamento europeo una richiesta di iniziativa legislativa, la Commissione europea deve rispondere entro un mese, e preparare entro un anno un atto legislativo adeguato. Se la Commissione si rifiuta di preparare l'atto richiesto, dovrà giustificare la decisione nei dettagli. Fino ad ora solo la Commissione europea poteva avviare l’iter legislativo dell'Unione, mentre nel trattato di Lisbona è previsto che anche una maggioranza del Parlamento europeo abbia il diritto di produrre atti legislativi all’interno dell’Unione europea.. Il Parlamento e la Commissione collaboreranno strettamente sin dalle prime fasi degli eventuali processi legislativi avviati su iniziativa dei cittadini. Al momento della firma dei trattati internazionali prenderanno parte alle discussioni anche gli esperti del Parlamento europeo. Nell’accordo, al Parlamento sarà concesso il diritto di partecipare come osservatore durante alcuni colloqui internazionali dell'Unione europea, nonché il diritto di ottenere ulteriori informazioni sui trattati internazionali.
Andrew Henry William Brons (NI), per iscritto. – (EN) Pur approvando le parti della proposta che prevedono una parità di trattamento tra Parlamento e Consiglio in materia di accesso alle riunioni e alle informazioni; un regolare dialogo tra il presidente della Commissione e il presidente del Parlamento; una cooperazione sulle iniziative dei cittadini; una valutazione dell’impatto sulla legislazione; e l’adozione di “leggi morbide” (invece che leggi punitive?); non siamo d’accordo sulla conferma e sull’irrigidimento dei termini di scadenza obbligatori per l'attuazione delle direttive, e nemmeno sull’uso delle espressioni di congratulazioni rivolte all'Unione europea e ai suoi funzionari.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), per iscritto. – (PT) Accolgo con favore la proposta di risoluzione approvata oggi in merito ad un nuovo accordo quadro politico che disciplinerà i rapporti istituzionali tra la Commissione europea e il Parlamento europeo, e che rafforzerà i poteri conferiti al Parlamento dal trattato di Lisbona.
La garanzia che la Commissione applicherà il principio fondamentale della parità di trattamento nei confronti del Parlamento e del Consiglio è uno degli aspetti rilevanti del nuovo equilibrio istituzionale oggetto di questo accordo.
Sottolineo altresì l'importanza di un dialogo regolare tra la Commissione e il Parlamento attraverso l'accesso, rispettivamente, alle riunioni della Conferenza dei presidenti, della Conferenza dei presidenti di commissione, e alle riunioni del Collegio dei commissari.
Inoltre, l'introduzione di un nuovo “tempo delle interrogazioni” con i membri della Commissione nelle sessioni plenarie contribuirà a migliorare la rendicontabilità dell’esecutivo.
Edite Estrela (S&D), per iscritto. – (PT) Ho votato a favore della risoluzione del Parlamento europeo sulla revisione di un accordo quadro tra il Parlamento europeo e la Commissione per la prossima legislatura in quanto è un accordo importante, non solo per il suo valore simbolico – visto che esso dà un chiaro segnale dell'impegno di entrambe le istituzioni europee, il Parlamento e la Commissione, a lavorare insieme per realizzare il progetto europeo – ma anche a causa del suo contenuto, in quanto individua gli obblighi delle parti in modo che possano affrontare meglio le sfide del futuro e risolvere i problemi dei cittadini.
Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) Il Parlamento europeo si è spesso trovato di fronte a dei faits accomplis da parte della Commissione o del Consiglio, e relegato al solo compito di ratificare decisioni già prese. Questa situazione, di cui quest’Aula si è lamentata, ha creato uno squilibrio nei rapporti tra le tre principali istituzioni europee. E’ essenziale che il Parlamento, che sempre più nel processo decisionale ha gli stessi diritti del Consiglio, riceva oggi dalla Commissione la stessa attenzione che questa riserva al Consiglio.
Invece che limitarsi a smussare gli angoli, spero sinceramente che il nuovo accordo quadro tra il Parlamento europeo e la Commissione acceleri le procedure, porti ad una più stretta cooperazione e promuova un rapido ed efficace scambio di informazioni, permettendo che la voce dei rappresentanti eletti degli Stati membri sia ascoltata e presa in considerazione in tempo utile. Ritengo che ciò sarà possibile in considerazione del modo in cui tale accordo è stato preparato.
Per queste ragioni, è pienamente giustificata l'iniziativa del presidente della Commissione europea che cerca di stabilire un partenariato speciale tra il Parlamento e l'istituzione da lui presieduta. Spero che non solo fiorisca, ma che dia anche i propri frutti.
José Manuel Fernandes (PPE), per iscritto. – (PT) Tenuto conto delle implicazioni del trattato di Lisbona per il funzionamento delle istituzioni dell'Unione europea e per il rafforzamento della condivisione delle responsabilità nel processo decisionale, si è reso assolutamente necessario stabilire una serie di procedure che assicurino e garantiscano il buono stato e l’efficienza dello scambio di informazioni e di punti di vista sulle strategie per il consolidamento e lo sviluppo dell'integrazione europea. La possibilità di tenere ciclicamente riunioni di lavoro prima che ciascuna delle istituzioni produca del materiale legislativo e normativo promuoverà sicuramente la collaborazione, la conciliazione delle idee, dei progetti e delle prospettive comuni, oltre al miglioramento dei progetti di decisione. In questo modo si potranno evitare le procedure amministrative e burocratiche, in particolare per quanto riguarda il rinvio e la correzione delle risoluzioni, evitando così il rischio del moltiplicarsi di proposte e controproposte.
Si tratta di un accordo che rafforza la cooperazione tra le istituzioni europee e che garantisce che la Commissione applichi il principio fondamentale della parità di trattamento nei confronti del Parlamento e del Consiglio. Per queste ragioni, è essenziale che si proceda ad una rapida attuazione dell’accordo quadro; ed è altrettanto importante riconoscere la necessità di una valutazione costante, al fine di migliorare l'efficienza e l'efficacia di questo rapporto istituzionale.
Robert Goebbels (S&D), per iscritto. – (FR) Mi sono astenuto in merito all'accordo quadro tra il Parlamento europeo e la Commissione. Il Parlamento, in quanto co-legislatore, dovrebbero astenersi dal tentare di acquisire sempre maggiori poteri a spese della Commissione. Tutto il trattato e soltanto il trattato: è così che il Parlamento limita il diritto di iniziativa della Commissione. Come ha dichiarato il presidente Buzek: “Abbiamo appena fatto un ulteriore passo in avanti verso il diritto d’iniziativa legislativa dei membri del Parlamento”. Quando verrà il momento in cui i deputati presenteranno delle proposte legislative, ogni lobby troverà un parlamentare che tuteli i loro interessi. Voglio mantenere il metodo comunitario, ormai collaudato, con la Commissione in veste di custode e giudice degli interessi europei comuni, da cui scaturisce il suo diritto esclusivo di iniziativa legislativa. Aumentare il numero di riunioni tra la Commissione e gli organi del Parlamento non è il modo per arrivare a una politica europea più efficace.
Ian Hudghton (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore del nuovo accordo quadro tra il Parlamento e la Commissione. Con il trattato di Lisbona ormai in vigore, il Parlamento ha acquisito maggiori competenze e di conseguenza il nostro rapporto di lavoro con la Commissione deve adeguarsi. Mi compiaccio in particolare della sezione del nuovo accordo che richiede che il presidente della Commissione risponda pienamente al Parlamento nel caso che questa Assemblea ritiri la propria fiducia a un commissario. Anche se ho votato oggi a favore della nuova Commissione, mi oppongo al sistema del “tutto o niente”, secondo il quale il Parlamento deve approvare o respingere la Commissione nel suo insieme. Deve essere accolta favorevolmente qualsiasi procedura che migliori la nostra capacità di chiamare in causa la responsabilità dei singoli commissari.
Elisabeth Köstinger (PPE), per iscritto. – (DE) Approvando la nuova Commissione, il Parlamento europeo non le concede carta bianca, ma esprime un voto di fiducia. Tuttavia, ora possiamo finalmente cominciare il nostro lavoro insieme ad una Commissione nel pieno delle proprie competenze. Il ruolo del Parlamento europeo è stato consolidato e rafforzato con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona e, con l'accordo quadro sui rapporti tra Parlamento europeo e Commissione oggi adottato, il ruolo del Parlamento europeo come partner paritario della Commissione è stato debitamente confermato, e questa è una conquista che accolgo con netto favore. Con questo accordo abbiamo creato una buona base per una futura cooperazione e insisteremo con forza anche su questo dialogo tra pari. Sarà probabilmente anche pieno interesse della Commissione coinvolgere il Parlamento europeo nelle iniziative legislative già a uno stadio preliminare, in modo da assicurare un processo efficiente nell’interesse e a vantaggio dei cittadini europei e di una democrazia attiva.
Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), per iscritto. – (FR) I membri del Parlamento europeo sono eletti a suffragio universale e in quanto tali rappresentano i cittadini europei. E’ quindi incredibile che la Conferenza dei presidenti si limiti a mendicare un accesso alle informazioni pari a quello di cui godono la Commissione e il Consiglio, o la partecipazione ad alcuni dei loro incontri, mentre essi vengono invitati effettivamente alle riunioni del Parlamento! Come è possibile che il Parlamento non faccia valere la propria rappresentatività chiedendo che le proprie iniziative siano approvate necessariamente dalla Commissione? Perché il Parlamento accetta il fatto che la Commissione possa rifiutargli l'autorizzazione a ritirare il suo voto di fiducia nei confronti di un commissario, se l’Aula lo richiede? Come è accettabile che il Parlamento non possa dare un parere vincolante quando la Commissione modifica le sue regole di funzionamento?
Come è possibile che il Parlamento non chieda con maggior forza che ai soli capi delegazione venga assegnato lo status di osservatore quando lo rappresentano nelle conferenze internazionali? Che il trattato di Lisbona attribuisca al Parlamento europeo un ruolo ridotto al minimo è una cosa, ma che i suoi membri acconsentano a tale assurdità è una cosa completamente diversa. Voterò contro questa decisione in segno di rispetto per la dignità del mandato che ho ricevuto dal popolo francese.
Nuno Melo (PPE), per iscritto. – (PT) Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona si è reso necessario negoziare un nuovo accordo quadro per regolare le relazioni tra Parlamento europeo e Commissione. La proposta di risoluzione, approvata oggi a schiacciante maggioranza, rispecchia il ruolo nuovo ed estremamente importante che il Parlamento europeo si accinge ad assumere. Lo spirito del trattato di Lisbona è ben presente in questo documento, con l'estensione delle competenze del Parlamento, la parità di trattamento tra il Parlamento e il Consiglio, e le nuove prerogative del Parlamento in varie materie. Da questo punto di vista la mozione approvata esprime un approfondimento, nella giusta direzione, del processo costituzionale dell'UE.
Andreas Mölzer (NI), per iscritto. – (DE) La proposta di risoluzione sulla revisione dell’accordo quadro tra il Parlamento europeo e la Commissione per la prossima legislatura contiene alcuni punti di partenza ragionevoli. Tra questi, la richiesta della garanzia da parte della Commissione che in futuro sarà applicato il principio della parità di trattamento tra Parlamento e Consiglio, come anche che verranno stabilite scadenze specifiche che la Commissione dovrà rispettare per la presentazione delle iniziative legislative.
Tuttavia, la pretesa che il presidente della Commissione chieda ai singoli membri della Commissione di dimettersi su richiesta del Parlamento è inaccettabile e senza senso. Ne avrebbe soltanto se al momento dell'elezione della Commissione fosse possibile votare per i singoli candidati, il che attualmente non avviene. Per questo motivo ho votato contro la proposta di risoluzione.
Birgit Schnieber-Jastram (PPE), per iscritto. – (DE) Trovo deplorevole, nell'accordo quadro, la mancanza di un riferimento ai meccanismi di controllo del Parlamento europeo e la mancanza di chiarezza nel rispetto dei principi della separazione dei poteri in alcune parti dell’accordo. Ho quindi deciso di astenermi dal voto.
Nuno Teixeira (PPE), per iscritto. – (PT) Il trattato di Lisbona incarna un nuovo equilibrio istituzionale che migliora significativamente la posizione attribuita al Parlamento europeo nei confronti delle altre istituzioni. L'accordo quadro punta a disciplinare i rapporti quotidiani tra il Parlamento e la Commissione, in un partenariato che ora è stato reso più solido e più adeguato ai nuovi aspetti del trattato di Lisbona, prendendo come punto di partenza le promesse fatte dal neoeletto presidente della Commissione José Manuel Durão Barroso, nonché la sua proposta di un “partenariato speciale tra Parlamento europeo e Commissione”. La richiesta di un impegno da parte della Commissione di rispondere in tempi brevi a tutte le richieste di iniziativa legislativa è apprezzabile in quanto riflette la crescente importanza assunta dal Parlamento europeo in qualità di co-legislatore, soprattutto in settori come la politica regionale. Ritengo inoltre molto positivo che l'accordo preveda una garanzia che la Commissione applicherà il principio fondamentale della parità di trattamento tra il Parlamento e il Consiglio, così come un maggior grado di cooperazione interistituzionale nell’elaborazione e nell’attuazione del programma legislativo e del programma di lavoro annuale. Per questi motivi, e soprattutto perché rafforza il ruolo del Parlamento europeo e rinvigorisce l'Unione europea, ho votato a favore della proposta.
Róża, Baronessa von Thun Und Hohenstein (PPE), per iscritto. – (PL) Il nuovo accordo quadro tra il Parlamento europeo e la Commissione contiene alcuni importanti elementi. In primo luogo, il principio della parità di trattamento tra Parlamento e Consiglio, che rafforza il mandato democratico dell'Unione europea. In secondo luogo, conferisce al Parlamento europeo nuovi poteri per monitorare le iniziative legislative della Commissione, grazie ai quali, il Parlamento avrà una maggiore influenza sulle leggi che saranno emanate.
Nell’accordo è stata inserita una clausola riguardante la pubblicazione obbligatoria delle tabelle di corrispondenza, che avevo richiesto nella mia relazione sui quadri di valutazione del mercato interno, e la fissazione di un termine vincolante per l'attuazione delle direttive, che non dovrebbe oltrepassare i due anni. Grazie a questo, vi è la possibilità di completare più rapidamente il progetto di istituire un mercato comune. L'accordo rafforza inoltre l'approccio comunitario e migliora il funzionamento di entrambe le istituzioni. Inoltre, esso impone loro di funzionare in modo che l'Unione europea sia in futuro una vera comunità.
Silvia-Adriana Ţicău (S&D), per iscritto. – (RO) Ho votato in favore della risoluzione del Parlamento europeo sulla revisione dell’accordo quadro tra Parlamento europeo e Commissione per la prossima legislatura in quanto ritengo che questo accordo sia essenziale per la cooperazione tra il Parlamento europeo e la futura Commissione europea. Le istituzioni europee devono garantire che il “metodo comunitario” sia utilizzato in modo efficiente, a beneficio dei cittadini europei. In conformità con le disposizioni del trattato di Lisbona, che stabilisce un nuovo equilibrio istituzionale, il Parlamento europeo può chiedere alla Commissione di presentare proposte legislative. Quest’ultima deve presentare la relativa proposta legislativa entro un anno dalla presentazione della richiesta formulata dal Parlamento. L'estensione dei poteri del Parlamento, la cooperazione interistituzionale e la promozione della semplificazione normativa europea garantiscono un migliore funzionamento del processo legislativo dell'Unione e un più attivo e diretto coinvolgimento dei cittadini nell’elaborazione della legislazione europea. La Commissione deve regolare le modalità e le condizioni previste nel trattato di Lisbona in base alle quali i cittadini dell'Unione europea possono invitare la Commissione a presentare una proposta legislativa su questioni che ritengono necessarie.
Anna Záborská (PPE), iscritto. – (FR) La sessione plenaria del febbraio 2010 testimonia oggi l'inizio della cooperazione istituzionale che proseguirà per i prossimi cinque anni. Sebbene il Parlamento abbia iniziato il proprio lavoro interno subito dopo le elezioni europee e abbia rapidamente deciso sull’assegnazione dei posti di responsabilità e sulle sue regole interne, c’è voluto del tempo per attuare le modalità di cooperazione interistituzionale tra il Consiglio e la Commissione alla luce del trattato di Lisbona. Il parallelo processo di nomina dei futuri membri della Commissione ha sicuramente agevolato l'introduzione di un diritto di iniziativa legislativa, di cui il Parlamento europeo potrà godere d'ora in poi. Ciò significa che la Commissione dovrà riferire sull’iter concreto di ogni richiesta di iniziativa legislativa in seguito dell'adozione di una relazione di iniziativa legislativa ai sensi dell'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Se il Parlamento europeo adotta la richiesta a maggioranza semplice, la Commissione deve presentare una proposta legislativa entro un anno o includere tale proposta nel programma di lavoro dell'anno successivo. Chiedo a ogni persona di buona volontà di osservare con attenzione il lavoro svolto dal Parlamento, perché è chiaro che gli eurodeputati usufruiranno di tale disposizione, in particolare in materia di etica sociale universale.
Andrew Henry William Brons (NI), per iscritto. – (EN) Qualcuno potrebbe sorprendersi del fatto che dovremmo sostenere una mozione del gruppo GUE/NGL. Mentre ci troviamo d'accordo con alcune delle critiche rivolte da questo gruppo all'Unione europea, la nostra idea di un’alternativa all'attuale Unione europea è molto diversa, e lo sono anche le nostre ideologie. Noi siamo nazionalisti e valorizziamo la sovranità dello Stato-nazione. Loro invece sono internazionalisti. Noi crediamo in un sistema che si basa sull’impresa privata, con una certa regolamentazione e con un certo grado di proprietà pubblica dei servizi, mentre loro presumibilmente credono molto di più nella proprietà statale. Siamo d'accordo con il rifiuto delle politiche economiche neoliberali, con la necessità di una maggiore giustizia sociale (anche se potremmo non essere d’accordo sulle definizioni), e con la critica alle risposte evasive, incoerenti e inadeguate da parte di alcuni commissari. Tuttavia, siamo lieti di votare chiunque, se siamo d’accordo con quanto propone.
Carlo Casini (PPE), per iscritto. – Il mio convinto voto favorevole vuole aggiungere un vigore più grande alle parole pronunciate dal presidente Barroso, che hanno annunciato la costruzione, nei prossimi cinque anni, di un'Europa più unita e più forte.
Egli ha cominciato il suo intervento ricordando i valori che stanno a fondamento dell'unità europea, in primo luogo la dignità umana. Sono entusiasticamente d'accordo, ma il problema è che la parola dignità è divenuta equivoca, perché serve talora non a garantire la vita e l'uguaglianza degli uomini, ma ad imporre discriminazioni a danno dei più deboli e a giustificare la morte. Auspico, perciò, che nel prossimo quinquennio la Commissione operi affinché alla parola dignità sia restituito il suo univoco e vero significato.
È simbolicamente importante che il 15 dicembre scorso, nel pieno dei lavori per costruire la nuova Commissione, cinquecentomila cittadini europei di diciassette paesi abbiano chiesto alle nostre istituzioni, con una petizione collettiva, di interpretare e attuare in ogni decisione la Carta dei diritti fondamentali sul presupposto dell'uguale dignità di ogni essere umano.
Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) Ho votato in favore della Commissione designata in quanto sono consapevole del ruolo centrale che essa svolge nella struttura dell'Europa intera e della crescente importanza che essa ha acquisito come generatrice di iniziative legislative. In quanto portoghese, non posso non esprimere la mia soddisfazione per il fatto che il difficile incarico di presidente della Commissione sia stato affidato ancora una volta al mio connazionale, José Manuel Durão Barroso, un uomo che in precedenza ha ricoperto questo ruolo con innegabile distinzione.
Consapevole delle difficoltà che sono intervenute in questi ultimi tempi ma ispirato dalla speranza di giorni migliori per l'Unione europea e per il progetto europeo, auguro tutto il successo possibile a lui e alla sua squadra.
José Manuel Fernandes (PPE), per iscritto. – (PT) In considerazione dei principi di sussidiarietà, di rappresentanza e di parità dei diritti tra i diversi Stati membri, sottolineo l'importanza della condivisione delle responsabilità e delle competenze tra i membri della Commissione europea. Infatti, nel contesto del progressivo approfondimento della cooperazione tra Stati membri e dell'accresciuta capacità dell'Unione europea di un intervento globale, sarebbe incomprensibile suddividere le diverse scelte strategiche e politiche e le decisioni in seno alle istituzioni europee.
Tutti i nuovi commissari sono stati interrogati e ascoltati in seno al Parlamento europeo, dove hanno potuto esprimere le loro aspettative e i loro progetti nelle rispettive aree di competenza, sempre sottolineando l'importanza della condivisione delle responsabilità per mezzo dell’interazione tra i diversi portafogli e le competenze che costituiscono la Commissione europea. Invece di dimostrare, eventualmente, incapacità o accenni di presidenzialismo, questo approccio rafforza lo spirito della codecisione, promosso da una leadership cooperativa che promuove essa stessa un dialogo efficace e utile per il consolidamento dell'Unione Europea. Ciò premesso, ho votato contro la mozione.
João Ferreira (GUE/NGL), per iscritto. – (PT) La risoluzione presentata dal gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica riguarda aspetti importanti della nostra valutazione del Collegio dei commissari presentato a questo Parlamento, e riassume anche alcune delle ragioni fondamentali del nostro voto contrario a questa Commissione: la presentazione di un programma da parte del presidente della Commissione – al quale i commissari si sentono naturalmente legati e che hanno difeso senza riserve in sede di audizione presso il Parlamento – che rappresenta la continuazione della fallita politica neoliberista della precedente Commissione; e il fatto che questa squadra sia stata scelta per realizzare questo programma secondo una strategia che non apporterà i necessari cambiamenti di orientamento politico, in termini di maggiore giustizia sociale, di promozione della creazione di posti di lavoro e di lotta alla povertà, ma che invece contiene elementi pericolosi che esacerbano questi gravi problemi. In sintesi, l'Europa per cui combattiamo – un’Europa di giustizia e di progresso sociale, di coesione economica e sociale, di cooperazione tra Stati sovrani con pari diritti, e un’Europa che promuove la pace – ha poche possibilità di essere raggiunta con gli orientamenti generali che questa Commissione si propone di seguire.
Nuno Melo (PPE), per iscritto. – (PT) Dopo varie settimane di audizioni con i nuovi commissari, questo non sarebbe il momento opportuno per mettere in discussione la qualità di un Collegio dei commissari che, in molte ore di incontri con le varie commissioni, ha già fornito chiarimenti molto utili sulle politiche da adottare. Pertanto, è giunto il momento di dotare l'Unione europea di una legittima Commissione che sia in grado di rispondere agli eventi difficili degli ultimi tempi.
Nuno Teixeira (PPE), per iscritto. – (PT) Il Parlamento e la Commissione dovranno affrontare temi cruciali per l'Unione europea, vale a dire il superamento della crisi mediante la ripresa dell'economia e dell'occupazione, l'equilibrio delle finanze pubbliche degli Stati membri, e la negoziazione del quadro finanziario per il dopo-2013, in merito al quale vorrei sottolineare l'importanza della politica di coesione.
Ho avuto l'opportunità di interrogare il commissario designato per la politica regionale, Johannes Hahn, sul suo interesse per la creazione di un programma specifico di sostegno finanziario permanente alle regioni ultraperiferiche.
Gli ho anche presentato una proposta per un sistema più flessibile di ammissibilità per la ricezione di Fondi strutturali per regioni di “transizione”, cioè quelle che si trovano intrappolate tra gli obiettivi di “convergenza” e di “competitività e occupazione”.
Dando prova di competenza e rigore, il commissario designato ha mostrato di essere pronto ad esaminare queste possibilità, cosa che mi dà fiducia nella sua futura disponibilità e sensibilità verso le regioni ultraperiferiche, come Madeira.
Ho dato il mio voto di fiducia a questa squadra di commissari, che sarà guidata da José Manuel Barroso, dato che, in generale, essi hanno dimostrato una buona preparazione tecnica, serietà e l’ambizione necessaria per rispondere alle sfide dell’Unione europea senza dimenticare i valori alla base della sua creazione, cioè la solidarietà e la coesione territoriale.
Zigmantas Balčytis (S&D), per iscritto. – (LT) Oggi abbiamo approvato la composizione della nuova Commissione europea, anche se dobbiamo riconoscere che non sono stati del tutto fugati i dubbi sui candidati commissari. Sia il quadro delle attività della Commissione sia, soprattutto, i programmi dei singoli commissari, mancano della dimensione sociale. L'impressione ricevuta è che il principale criterio sul quale si basa la formulazione degli obiettivi e dei compiti sia il rafforzamento del ruolo dell'Europa nel mondo, mentre i diritti e le speranze di protezione sociale dei nostri cittadini sono stati relegati in secondo piano. Il gruppo S&D ha deciso di sostenere la Commissione, perché in un momento in cui l'Europa è afflitta da una crisi economica e finanziaria senza fine, da una sempre crescente disoccupazione e i suoi cittadini sono disillusi nei confronti dell'Europa, il Parlamento europeo e l'Europa in genere non devono diventare il luogo di divisioni e posizioni contrapposte. Ora la cosa più importante è concentrarsi su questi temi essenziali dell’agenda politica, per porre fine il più presto possibile allo stato di incertezza e di instabilità in Europa e per risolvere in modo più rapido ed efficace i problemi più acuti, come la crisi finanziaria e la disoccupazione.
Bastiaan Belder (EFD), per iscritto. – (NL) La seconda Commissione Barroso è una squadra variegata. Nelle ultime settimane ci siamo imbattuti in alcuni candidati forti ma anche in altri molto deboli. Questo non rende affatto più facile valutare questa Commissione nel suo complesso. Questo sentimento ambivalente è rafforzato dal fatto che molti commissari designati hanno palesemente giocato col Parlamento europeo durante le audizioni. Ma che cosa essi abbiano realmente in mente di fare rimane, perfino ora, poco chiaro.
Il partito costituzionale riformato olandese al Parlamento europeo ha deciso di astenersi dal voto. Questo per dare voce alla sensazione ambivalente che ci è stata lasciata da questa Commissione. Tuttavia ci sono altre cose in ballo. Un commissario, che è anche il primo vicepresidente, ci preoccupa notevolmente. La baronessa Ashton ha il dubbio onore di essere il primo funzionario dell’Unione europea a conciliare una carriera in seno alla Commissione con una posizione in seno al Consiglio dei ministri. Non possiamo approvare questa ingiustificata circostanza istituzionalmente rischiosa. In più, la baronessa Ashton non ci ha dato l'impressione, in nessun momento, di essere in grado di far fronte alle pressioni di questa carica. E’ uno degli anelli più deboli di questa Commissione, e non ha mai dato l'impressione di essere veramente a proprio agio con gli affari esteri. Guardiamo quindi con una certa trepidazione al periodo 2010-2014.
Sebastian Valentin Bodu (PPE), per iscritto. – (RO) Abbiamo una nuova Commissione che assume il suo mandato in un momento difficile, ma che è costituita da un gruppo di professionisti sulle cui spalle gravano le responsabilità di tutti i 27 Stati membri. Abbiamo il trattato di Lisbona, che modifica la configurazione dei poteri e richiede capacità di adattamento da parte della Commissione. Di conseguenza, abbiamo un'Unione europea in una nuova delicata situazione ma che, per proporre e attuare politiche coerenti, necessita di efficacia, stabilità e motivazione.
Siamo di fronte a una nuova prospettiva finanziaria, il che significa che ci si attende da parte della Commissione una risposta sensata attraverso riforme e nuovi adeguamenti in ogni settore, a cominciare dall'economia.
Tutti gli Stati membri avvertono l’intera portata della crisi finanziaria. Il campanello d'allarme suonato dalla Grecia ha una forte eco, tanto negli Stati con economie solide quanto in quelli che lottano a ogni passo per ridurre il proprio deficit di bilancio. Una politica economica stabile e ben coordinata per tutti i 27 paesi offre la possibilità di evitare uno squilibrio importante a livello di UE e di avere un effetto benefico nella seconda fase. Le iniziative dell'Unione europea mirano a fornire soluzioni ai problemi legati alla crisi e ad essere creative per ripristinare la stabilità negli Stati membri. In altre parole, esse hanno lo scopo di eliminare il deficit, evitare le disparità, ma anche di consolidare l'economia.
Sophie Briard Auconie (PPE), per iscritto. – (FR) Come i miei colleghi dei tre principali gruppi politici nel Parlamento europeo, ho appena approvato la nomina del Collegio dei commissari europei presentato dal presidente Barroso. E’ infatti una bella squadra che riunisce persone con formazioni diverse e complementari. Fino al 2014, democratico-cristiani, liberali e socialisti lasceranno da parte le loro differenze politiche e geografiche e lavoreranno insieme all'interno di un collegio per servire l'interesse generale europeo. Per tre settimane gli eurodeputati hanno fatto un notevole lavoro di monitoraggio della qualità dei candidati mediante la procedura di audizione parlamentare. Al termine di questo periodo, era nostro dovere dare il nostro pieno sostegno a questa nuova squadra. Ora ci aspettiamo che questa “seconda Commissione Barroso” ci sorprenda con la sua risoluta determinazione nel far progredire l'Unione europea. Il suo compito principale sarà quello di dimostrare ogni giorno a tutti i nostri concittadini europei il valore aggiunto del progetto europeo.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), per iscritto. – (PT) Nel periodo critico che l'Europa sta attraversando, in termini finanziari, economici e sociali, è fondamentale avere una Commissione forte con un programma ambizioso e coraggioso in settori chiave quali la sicurezza energetica e i cambiamenti climatici, la ricerca scientifica e l'innovazione.
La nuova struttura della Commissione, con un portafoglio esclusivamente dedicato ai cambiamenti climatici e un altro che coniuga innovazione e ricerca, fornisce una chiara prova di un progetto ambizioso e di una strategia credibile per l'Europa fino al 2020.
Questa nuova Commissione, sotto la guida del presidente Barroso e con una nuova struttura per quelle aree, soddisfa i criteri necessari per essere il motore di una ripresa economica basata sull'uso efficiente delle risorse e sull’innovazione, avendo come obiettivo una maggiore giustizia sociale.
Accolgo con favore il nuovo Collegio dei commissari e il presidente Barroso, e mi congratulo con loro per il risultato di questa elezione. Rispetto alla precedente Commissione, questa gode di un più ampio sostegno parlamentare, e dà un chiaro segnale di incoraggiamento per la nuova cooperazione istituzionale tra Parlamento e Commissione, in modo che possano parlare sempre più con un’unica voce in un'Unione europea che è un leader a livello mondiale.
Françoise Castex (S&D), per iscritto. – (FR) Ho votato contro questa Commissione, come hanno fatto tutti i deputati francesi del gruppo dell'Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento europeo. La maggioranza dei commissari rappresenta la posizione liberale dell'Unione europea che noi respingiamo. Ve ne sono altri, nominati dai rispettivi Stati membri, che non hanno alcuna ambizione per l'Europa, o alcuna visione personale. Una cosa è certa: i futuri commissari non si sono impegnati su nessuno dei punti che noi riteniamo essenziali. Quale strategia ci farà uscire dalla crisi? Come dobbiamo rispondere alle emergenze sociali e climatiche? Come dobbiamo rilanciare il progetto europeo? Non avendo ricevuto risposte sufficienti a questi interrogativi, abbiamo votato contro; perché non possiamo dare carta bianca alla Commissione europea. Se questa Commissione non sarà in grado di conseguire quegli obiettivi, non credo che potrà offrire un nuovo futuro ai cittadini europei o garantire un posto all'Europa nel mondo. Su tale base non può avere il nostro sostegno. Naturalmente, adesso dovrò lavorare per cinque anni sulle proposte di questa Commissione. Il mio voto di oggi è l'espressione della mia diffidenza e della vigilanza politica di cui darò prova nel corso di questo mandato.
Nessa Childers (S&D), per iscritto. – (EN) Il mio gruppo politico, i Socialisti e Democratici, ed io siamo molto soddisfatti della composizione finale della Commissione entrante. In particolare, i commissari per l'ambiente e per l'energia avranno importanza determinante per lo sviluppo dell'Europa nei prossimi anni, e sono lieta che il presidente Barroso abbia scelto i rappresentanti giusti.
Nikolaos Chountis (GUE/NGL), per iscritto. – (EL) Ho votato contro il Collegio dei commissari proposto perché questi ultimi applicheranno le stesse politiche neoliberiste che hanno spinto l'Unione europea in questa crisi multiforme e in queste enormi disuguaglianze. Essi promuoveranno il trattato di Lisbona e la strategia UE 2020, che rafforzerà la sovranità dei mercati, aumenterà la disoccupazione e i posti di lavoro precari, smantellerà il sistema di sicurezza sociale e limiterà i diritti democratici e sociali. Le procedure macchinose e il deficit democratico dell'Unione europea stanno causando sfiducia tra i cittadini e stanno aggravando la crisi di fiducia nelle istituzioni europee, come è stato recentemente dimostrato dalla partecipazione estremamente scarsa alle elezioni europee. Il proseguimento di questa politica farà naufragare le aspettative dei cittadini europei. La sinistra europea si oppone a questa politica attraverso il Parlamento europeo e lottando fianco a fianco con i lavoratori e i movimenti sociali per realizzare le speranze della giovane generazione per un’Europa democratica, sociale, femminista, ecologista e pacifista.
Carlos Coelho (PPE), per iscritto. – (PT) Mi complimento con il presidente Barroso non solo per l'eccellente lavoro che ha svolto durante il suo primo mandato, ma anche per la sua meritata riconferma a presidente della Commissione europea. Mi auguro che il Parlamento e la Commissione siano in grado di lavorare in stretta collaborazione e nel pieno rispetto delle competenze e delle prerogative di ciascuno, con l'obiettivo di stabilire un partenariato speciale tra le due istituzioni come quello proposto dal presidente Barroso nei suoi orientamenti generali politici. Sono sicuro che il neoeletto presidente della Commissione onorerà le promesse fatte a questo Parlamento, che dovrebbero sfociare in una revisione dell’accordo quadro. Solo in questo modo saremo in grado di completare l'integrazione di un’Europa che ha come obiettivo primario la difesa dei diritti dei nostri cittadini.
Le audizioni dei commissari designati sono sempre momenti importanti che rivelano la profondità della democrazia europea. Il Parlamento ha esercitato le proprie competenze e il processo è stato connotato da dignità, incisività e trasparenza. Credo che la seconda Commissione Barroso sarà ancora più forte e meglio preparata in termini politici di quella precedente. Mi auguro che sia coesa e che tutti i suoi membri siano all’altezza delle loro grandi responsabilità, in un momento in cui tutti si aspettano la ripresa economica e la creazione di nuovi posti di lavoro.
Mário David (PPE), per iscritto. – (PT) La nuova Commissione Barroso è stata approvata dal Parlamento europeo a larga maggioranza. Naturalmente, anch’io ho votato in suo favore. E l'ho fatto non solo in maniera consapevole, ma anche con impegno e fiducia. L'ho fatto perché il nuovo Collegio dei commissari, sulla base dell’esperienza dei suoi membri, ha una capacità politica molto più elevata e offre garanzie di affrontare con fermezza e con determinazione le grandi sfide che attendono l'Unione europea: la grave crisi finanziaria che stiamo vivendo ed i suoi terribili effetti sociali ed economici, in particolare la disoccupazione; la sicurezza e la lotta contro il terrorismo; il rafforzamento del ruolo dell'Europa nel mondo, il che significa un'Europa con una politica estera e di sicurezza comune attiva; la lotta al cambiamento climatico; e la competitività delle nostre economie in difesa del nostro modello sociale. Il programma realistico e ambizioso che José Manuel Barroso ha presentato e che il nostro Parlamento ha approvato, adesso può, finalmente, essere attuato a beneficio di 500 milioni di cittadini europei. I miei migliori auguri al presidente della Commissione europea e alla sua compagine.
Marielle De Sarnez (ALDE), per iscritto. – (FR) Nel mese di settembre, i membri del Movimento democratico non hanno votato in favore della nomina del presidente Barroso a presidente della Commissione, poiché il suo curriculum non era tale da raccomandarne la rielezione. Ed oggi non votano per il Collegio dei commissari, in quanto la mancanza di ambizione dimostrata durante le audizioni da molti dei suoi membri non fa sperare che si tratti di quella Commissione solida di cui ha bisogno l'Unione europea. Inoltre gli sviluppi recenti hanno messo purtroppo in evidenza l'incapacità di quella squadra di fare i conti con gli eventi. Nel mese di dicembre, c’erano già stati dei dubbi in occasione del vertice di Copenaghen, durante il quale l'Europa si è rivelata incapace di parlare con una sola voce. Dubbi che sono stati confermati nel mese di gennaio, quando la baronessa Ashton ha tralasciato di visitare Haiti per mostrare la solidarietà europea o di partecipare alla conferenza dei donatori a Montreal, dove era richiesta la sua presenza al fine di coordinare l'aiuto dell'Unione europea e gli aiuti degli Stati membri. Infine, adesso a febbraio, non ci possono essere più dubbi: la Grecia è attaccata da speculatori senza che la Commissione sia in grado di presentare un credibile piano di salvataggio. Per queste ragioni, i rappresentanti eletti del Movimento democratico non hanno concesso la propria fiducia alla seconda Commissione Barroso.
Martin Ehrenhauser (NI), per iscritto. – (DE) Da europeista convinto, non posso dare la mia approvazione alla nuova Commissione europea. Essa si basa su decisioni non trasparenti nei partiti nazionali e negli uffici governativi. I commissari dell’Unione europea proposti non sono esponenti politici indipendenti di massimo profilo, come giustamente volevano soprattutto i cittadini europei più giovani. Nel processo di selezione non è stato adottato alcun criterio relativo a conoscenze specifiche. Il fatto che siano trascorse quattro settimane tra la nomina del commissario austriaco, Johannes Hahn, e l'allocazione del suo portafoglio ne è di per sé la prova. Nonostante il trattato di riforma dell'Unione europea, il trattato di Lisbona che è attualmente in vigore, il Parlamento europeo non ha ancora la possibilità di eleggere singoli commissari o di esprimere una mancanza di fiducia verso di loro. Personalità politiche come i commissari europei francese e spagnolo si troveranno a naufragare. Questa Commissione europea non si batte per una maggiore democrazia e per una ripresa: è la continuazione di un percorso che ci ha portato alla crisi attuale.
Göran Färm, Anna Hedh, Olle Ludvigsson, Marita Ulvskog e Åsa Westlund (S&D), per iscritto. – (SV) Lo scorso autunno abbiamo votato contro il presidente Barroso, dal momento che egli non condivide il nostro punto di vista sull'importanza di buone condizioni di lavoro, dell'uguaglianza e della transizione verso una società sostenibile. Il voto di oggi riguarda il Collegio dei 26 commissari.
Prima che il signor Barroso venisse rieletto come presidente della Commissione, abbiamo avanzato richieste chiare per una revisione della direttiva sul distacco dei lavoratori. Il presidente Barroso è stato costretto a cedere e per la prima volta ha riconosciuto che ci sono stati dei problemi con le sentenze della Corte di giustizia europea, tra le altre nella causa Laval. Ha anche promesso di riproporre un regolamento per risolvere i problemi nel più breve tempo possibile. Questo cambiamento di posizione del presidente della Commissione è stato molto significativo, ma non è stato sufficiente a farci sostenere la sua candidatura.
Oggi prenderemo posizione in merito all’intera squadra dei commissari e ci auguriamo che alcuni di loro – quelli ai quali sono state assegnate le posizioni chiave al fine di fronteggiare la crisi dei posti di lavoro, la regolamentazione dei mercati finanziari e la difesa dei diritti sindacali fondamentali – possano essere in grado di fare la differenza. È particolarmente positivo che il commissario Barnier e il commissario Andor abbiano chiaramente affermato che ci sono dei problemi con la Corte europea di giustizia in merito all'interpretazione della direttiva sul distacco dei lavoratori. Hanno altresì chiarito che sono disposti a iniziare a lavorare per l'attuazione delle necessarie modifiche alla legislazione europea.
Diogo Feio (PPE), per iscritto. – (PT) Accolgo con favore il fatto che il trattato di Lisbona preveda la possibilità che ogni Stato mantenga il proprio commissario, un approccio che è rilevante se vogliamo che tutte le sfumature di opinione in Europa si identifichino con i processi e i progetti che sono prodotti dalla Commissione.
Mi rammarico delle difficoltà verificatesi nel corso delle audizioni parlamentari, che hanno portato al ritiro di uno dei candidati, e mi auguro sinceramente che in futuro tali eventi si verifichino più di rado.
A mio modo di vedere, il metodo adottato di sottoporre ad un esame parlamentare i candidati all’incarico di commissario avvantaggia l'integrazione dell'Europa, in quanto consente maggiore trasparenza nel dibattito e nella valutazione dell’idoneità dei candidati per gli incarichi loro destinati. Chiedo che le audizioni si svolgano in un clima di esigenza ma al contempo di cordialità, perché il Parlamento europeo e i suoi membri devono astenersi dal tentare di trasformare le audizioni in uno spettacolo di insulti gratuiti e scontri.
Spero che la Commissione opterà per una migliore legislazione, tenendo sempre presente la necessità di rispettare correttamente il principio di sussidiarietà e assumendo, in via prioritaria, un ruolo politico centrale nella lotta contro la crisi economica.
José Manuel Fernandes (PPE), per iscritto. – (PT) In una fase cruciale per la ripresa dell'economia, l'esperienza e la versatilità di questa Commissione guidata dal presidente Barroso, così come il manifesto impegno, competenza e riconoscimento delle grandi cause europee da parte dei commissari che sono stati ascoltati in questo Parlamento, saranno decisivi nel sostenere un'Europa unita e socialmente equa, capace di assumere un ruolo guida nella lotta contro i cambiamenti climatici e di rafforzare la competitività delle nostre imprese sostenendo la ricerca scientifica e l'innovazione.
Sottolineo le rinnovate aspettative di una compagine che accoglie la diversità delle culture e delle identità in Europa, esaltando i migliori valori di ciascuno Stato membro. Per quanto riguarda i nuovi rapporti istituzionali creati dall’attuazione del trattato di Lisbona, e in vista delle sfide che le società contemporanee trovano sul loro cammino, ritengo che con questa Commissione l'Unione europea abbia rafforzato la propria capacità di intervento nell’attuale contesto economico, sociale e politico, non solo al suo interno ma anche a livello globale.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), per iscritto. – (PT) Il nostro voto contro la Commissione europea è il risultato naturale del nostro dissenso rispetto al suo programma, alla maggior parte delle posizioni osservate nello svolgimento delle audizioni e agli obiettivi e al contenuto dello stesso trattato di Lisbona, che la Commissione promette di difendere, ma con il quale siamo in disaccordo.
Se è pur vero che la Commissione europea è uno dei più importanti organi istituzionali dell'Unione europea, è vero altresì che il Collegio dei commissari è composto da commissari nominati dagli Stati membri dell'Unione europea. Poiché la maggior parte dei loro governi sono conservatori di destra o socialdemocratici con politiche affini, non è sorprendente che la Commissione europea propenda per la stessa direzione di intensificazione delle politiche neoliberali, militariste e federaliste. In termini pratici, quindi, non abbiamo sentito alcuna risposta ai gravi problemi economici e sociali che i lavoratori e i cittadini si trovano ad affrontare.
Noi ci battiamo per un'altra Europa, un’Europa di giustizia e di progresso sociale, in cui la coesione economica e sociale sia una realtà, e nella quale tanto la cooperazione tra Stati sovrani e con pari diritti quanto la pace siano obiettivi centrali.
Robert Goebbels (S&D), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore della Commissione Barroso II. Dalle elezioni europee del giugno 2009 in poi, l'Unione europea si è trovata in un vuoto politico, un vuoto aggravato dalla ritardata entrata in vigore del trattato di Lisbona. Vi è quindi urgente bisogno che la nuova Commissione, in quanto unica istituzione europea dotata di potere di iniziativa legislativa, si metta al lavoro. Con l'eccezione della signora Jeleva, che ha dovuto ritirare la propria candidatura, i 26 commissari che sono stati nominati hanno ricevuto tutti individualmente il sostegno degli eurodeputati. Non avrebbe avuto alcun senso respingere il Collegio. Di conseguenza il voto di nomina della Commissione è stata una semplice formalità, un “sì amministrativo”. Votando a favore della seconda Commissione Barroso, io non intendo darle il mio sostegno politico incondizionato. Io giudicherò la Commissione in base alle sue iniziative politiche.
Sylvie Goulard (ALDE), per iscritto. – (FR) Nonostante la presenza nel Collegio di diverse personalità di alto profilo, ho votato contro la nomina della Commissione per due ragioni. In merito alle questioni economiche e monetarie (la strategia di Lisbona, la vigilanza della zona euro), sono ben note le carenze della precedente Commissione. Per quanto riguarda la rappresentanza esterna dell'UE, la baronessa Ashton non ha le competenze necessarie e non è sembrata propensa a impegnarsi, come abbiamo visto nel caso della tragedia di Haiti. Ha fatto parte del governo Blair, che ha invaso l'Iraq in violazione delle leggi internazionali e che ha negoziato un opt-out sulla Carta dei diritti fondamentali.
Mathieu Grosch (PPE), per iscritto. – (DE) Ho votato a favore di questa Commissione, perché nel complesso essa ha dimostrato – in particolare con le (nuove) nomine – di poter svolgere il suo lavoro con successo. Anche l'esito dei negoziati tra la Commissione e il Parlamento è soddisfacente. Penso che sia particolarmente importante che la Commissione non riceva carta bianca per i prossimi cinque anni, ma che sia oggetto di una forma di valutazione in corso d’opera.
Rendere coerenti le politiche nei diversi settori, per esempio, l'ambiente e gli affari economici e sociali, e strutturare la nostra comunicazione con il mondo esterno in modo da rendere la politica europea più trasparente e comprensibile per tutti i cittadini, restano sfide particolarmente rilevanti.
Sylvie Guillaume (S&D), per iscritto. – (FR) Ho votato contro la Commissione Barroso perché non riesce a soddisfare le mie esigenze in termini di promozione delle riforme sociali necessarie per uscire dalla crisi in cui ci troviamo. E’ chiaro che questa Commissione non rappresenterà in alcun modo una forza proattiva per un'Europa politica forte, e che si pone agli antipodi dell'Europa che io sono così ansiosa di vedere. Con portafogli mal definiti e poteri indeboliti, questa Commissione non avrà i mezzi per agire e sarà certamente più incline a tutelare gli interessi nazionali che l'interesse europeo.
Ian Hudghton (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore del nuovo Collegio dei commissari. Dal punto di vista della Scozia, la nazione che rappresento, i nuovi commissari devono affrontare questioni e sfide importanti. Con la riforma della politica comune della pesca e della politica comune dell’agricoltura all'orizzonte, gli interessi fondamentali della Scozia rispetto a queste politiche devono essere riconosciuti, e invito i commissari competenti a garantire che sia concesso alle comunità costiere e rurali della Scozia di prosperare economicamente e socialmente. Essendo la Scozia un’importante fonte potenziale di produzione di energia, in particolare per le fonti rinnovabili, la Commissione dovrebbe dare la priorità a progetti e iniziative che contribuiscano a sviluppare l’enorme potenziale della Scozia come fornitore di energia verde.
In qualità di membro di un partito europeista mi auguro che questa Commissione possa recuperare una parte della fiducia nell’Unione europea che è stata persa, ad esempio, da molti scozzesi come risultato diretto delle esperienze fatte dalla Scozia con la fallimentare politica comune della pesca.
Cătălin Sorin Ivan (S&D), per iscritto. – (RO) La seconda Commissione Barroso sarà la prima ad operare nell'ambito del trattato di Lisbona, con il Parlamento europeo che gode di poteri estesi, cosa che lo rende un partner più visibile e attivo che mai. Sulla base dei risultati del voto, abbiamo nominato un Collegio dei commissari il cui rendimento complessivo in realtà non è privo di pecche, come nel caso del candidato nominato dalla Bulgaria e successivamente sostituito. Il fatto che siamo riusciti a cambiare la composizione del Collegio è in realtà un successo per il Parlamento europeo in generale e per il nostro gruppo politico in particolare. Tuttavia, credo che un voto a favore di questo Collegio sia l'opzione più opportuna in un momento in cui qualsiasi ritardo nel prendere questa decisione avrebbe potuto rimettere l'Unione europea in una situazione scomoda che avrebbe giustificato le accuse di inefficienza. Per la nuova Commissione ciò che conta è mettersi al lavoro al più presto e raggiungere il Parlamento europeo, eletto già da sette mesi, almeno in termini di lavoro svolto. Possiamo solo sperare in una buona collaborazione in cui gli obiettivi e i piani d'azione assumano una forma più concreta di quella esposta durante le audizioni.
Danuta Jazłowiecka (PPE). – per iscritto. – (PL) Mi sono astenuto dal voto sulla composizione della Commissione europea perché accanto a buoni candidati ve ne sono molti deboli e altri molto deboli. E’ inaccettabile per me appoggiare i candidati proposti per le posizioni di capo della diplomazia europea, di commissario per gli affari economici e monetari e di commissario per l'occupazione e gli affari sociali, poiché non sono qualificati per ricoprire tali incarichi. Dovremmo ricordarci che siamo ancora in periodo di crisi, e che siamo ancora alla ricerca di una via d'uscita. L'Europa non può, quindi, permettersi di avere commissari che si accingono solo adesso a imparare i propri incarichi. Sono stupito dall'atteggiamento del presidente della Commissione europea che, dopo aver concluso un mandato di cinque anni e disponendo di una così grande esperienza alla guida della Commissione, ha proposto candidati così deboli. Onestamente, avrei dovuto votare contro la proposta di composizione della Commissione, ma a fianco dei candidati deboli ne sono stati presentati anche diversi molto validi, tra cui il candidato polacco, Janusz Lewandowski. Nonostante la mia astensione, non posso che augurare successo all’intera Commissione perché ciò è della massima importanza per tutti gli europei.
Tunne Kelam (PPE), per iscritto. – (EN) Ho votato a favore del Collegio dei commissari esprimendo soprattutto la mia fiducia nei confronti del presidente della Commissione. Non ritengo che la composizione della Commissione sia ideale. Secondo me l'Alto rappresentante per la politica estera continua a rappresentare un problema poiché non ha la necessaria esperienza negli affari esteri e le manca una chiara visione sul modo di condurre la politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea. Tuttavia mi sembra indispensabile che la Commissione inizi a lavorare nel suo mandato e ritengo, da questo punto di vista, che un ampio sostegno del Parlamento europeo sia molto importante in quanto credo che la Commissione e il Parlamento europeo debbano essere i più stretti alleati nella definizione delle politiche comuni dell'Unione europea.
Alan Kelly (S&D), per iscritto. – (EN) Auguriamo tutti il meglio a questa nuova Commissione. Le sue priorità sono tante, ma quella sulla quale siamo tutti d'accordo è indubbiamente la necessità di creare posti di lavoro. Questo dovrebbe essere il tema fondamentale su cui giudicare questa nuova Commissione. Parliamoci chiaro: molti degli Stati membri erano o sono sull'orlo del collasso economico. Il banco di prova di questa Commissione sarà invertire questa situazione e sviluppare un’accorta economia sociale di mercato in cui l'Unione europea operi in tutti i settori della vita economica come un leader globale. La mia speranza è che la commissaria irlandese Geogheghan Quinn, in particolar modo, assuma un ruolo di primo piano nella nuova Commissione con il suo portafoglio per l’innovazione e la ricerca. Ricoprirà un ruolo critico nella ripresa dell'Europa, e per questo io le rivolgo i miei migliori auguri.
Morten Løkkegaard (ALDE), per iscritto. – (DA) Signor Presidente, sono state pronunciate tante belle parole, e a ragione, in merito alla nuova squadra di commissari del presidente Barroso.
Intervengo adesso perché è necessario richiamare l'attenzione su un grave errore che è stato fatto in relazione alla nuova Commissione: si potrebbe cercare invano la carica di commissario per la comunicazione. Ma questa carica è semplicemente stata eliminata, e questo in un momento in cui nell’UE abbiamo più che mai bisogno di una politica della comunicazione corretta, coordinata e ben ponderata.
Un paio di settimane fa, ho inviato al presidente Barroso una lettera a nome del gruppo dell'Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa esprimendo la nostra preoccupazione e chiedendo perché non vi sia più un commissario per la comunicazione.
Non abbiamo mai ricevuto risposta, il che è forse già una sorta di risposta, seppur insoddisfacente.
Sembra quindi che nessuno sappia perché l'Unione europea non dispone di un commissario per quello che è un settore importantissimo, anzi assolutamente fondamentale, se i numerosi discorsi grandiosi sull’essere più vicini ai cittadini dell'Unione europea e sulla creazione di un comune spazio pubblico europeo vogliono essere più che mere belle parole.
Sto ancora aspettando una risposta dal presidente Barroso, preferibilmente una risposta con un adeguato piano per la comunicazione per i prossimi cinque anni.
Isabella Lövin (Verts/ALE), per iscritto. – (EN) Condivido la critiche relative alla procedura di nomina della Commissione, come spiegato nella risoluzione del gruppo dei Verdi, in particolare per la mancanza di trasparenza con cui gli Stati membri scelgono i propri candidati secondo considerazioni di politica interna invece che per la loro idoneità, e per la mancanza della possibilità di respingere candidati individuali. Tuttavia, non ho potuto votare contro l’intera Commissione, in quanto i commissari designati per settori assolutamente fondamentali e essenziali come clima, ambiente, sviluppo, aiuti umanitari, agricoltura e pesca sono stati considerati tutti molto competenti e devoti alla causa. Pertanto, nella votazione sulla nuova Commissione mi sono astenuto.
Thomas Mann (PPE), per iscritto. – (DE) Ho appena approvato l'elezione della Commissione europea, anche se non è stata una decisione facile. La ragione è che nelle audizioni è emerso che alcuni dei candidati proposti dagli Stati membri non dispongono di sufficienti conoscenze specifiche, né sono stati in grado di sviluppare idee concrete in merito ai loro portafogli, o addirittura non avevano alcuna visione per il futuro. L'accordo quadro tra il Parlamento europeo e la Commissione sulla futura cooperazione lascia molti interrogativi senza una risposta. Attualmente è solo un elenco di desiderata del Parlamento europeo, senza alcun obbligo. Negli specifici negoziati, dovrà ora essere indicato nei dettagli in quale misura i nostri diritti come rappresentanti del popolo possano essere notevolmente rafforzati attraverso il trattato di Lisbona. Ma l'accordo interistituzionale contiene alcuni passi importanti nella giusta direzione. L'impatto di tutte le misure prese dalla Commissione deve essere oggetto di una regolare valutazione indipendente. Il Parlamento verrà informato in fase preliminare dei cambiamenti della composizione della Commissione. Al presidente della delegazione del Parlamento sarà concesso lo status di osservatore alle conferenze internazionali. Il Parlamento europeo avrà il diritto di essere coinvolto nella preparazione e nell’attuazione del programma di lavoro annuale dell'Unione europea. Infine, la Commissione europea si impegna a presentare entro tre mesi una relazione sulle proprie iniziative legislative. Oggi ho quindi votato “sì” per la nuova Commissione Barroso.
Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz (PPE), per iscritto. – (PL) Da parte mia, un voto a favore della Commissione europea è espressione del credito di fiducia e di speranza che ho riposto nel gabinetto neo-eletto del presidente Barroso. Credo che, nonostante le polemiche e la probabilità che una parte dei commissari manchi di esperienza, si dovrebbe consentire alla Commissione europea di fare i conti con i problemi che si presentano. E’ solo con l’impegno attivo e mettendosi davvero al lavoro che i commissari potranno dimostrare il loro reale valore. Spero che il nuovo gabinetto, con la stretta collaborazione del Consiglio dell'Unione europea e del Parlamento europeo, e con un controllo efficace, dimostrerà che il mio voto è stato quello giusto.
David Martin (S&D), per iscritto. – (EN) Accolgo con favore la nomina della nuova Commissione e attendo di vedere la Commissione tener fede alle promesse fatte. Sono particolarmente soddisfatto della conferma della baronessa Ashton come Alto rappresentante, e sono sicuro che la sua pacata diplomazia avvantaggerà tutta l'Europa.
Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), per iscritto. – (FR) La seconda Commissione Barroso, come ha dimostrato l'elezione del suo presidente, è una continuazione delle Commissioni precedenti e delle loro politiche neoliberiste, che hanno portato l'Unione europea nella situazione di crisi economica, sociale e ambientale a lungo termine che ormai le è propria. Né il programma presentato dal presidente Barroso, né le nomine dei commissari indicano un qualsivoglia cambiamento di obiettivi politici della Commissione.
Trovandosi a metà strada tra il mantenimento della peggiore situazione possibile e il proprio declino, la seconda Commissione Barroso incarna un’Europa che è stata ridotta alla distruzione sociale e all’atlantismo tanto amato dalle élite neoliberiste, un'Europa che si rifiuta di rompere con il dogma neoliberista basato sull’esclusiva prevalenza del profitto, che distrugge le persone e il pianeta. Il mio lavoro di deputato europeo è quello di costruire un'Europa caratterizzata da un’equa distribuzione della ricchezza e dalla pianificazione ambientale di cui i cittadini hanno bisogno. Per questa ragione voterò contro una Commissione che si pone in antitesi a tutto questo.
Nuno Melo (PPE), per iscritto. – (PT) Dopo varie settimane di audizioni con i nuovi commissari, questo non è il momento opportuno per mettere in discussione la qualità di un Collegio dei commissari che, avendo già passato molte ore nelle varie commissioni, ha già fornito chiarimenti molto utili sulle politiche da adottare.
Pertanto, è giunto il momento di dotare l'UE di una legittima Commissione che sia in grado di rispondere alle difficili contingenze degli ultimi tempi. Si replica qui il tenore della dichiarazione di voto presentata in relazione alle proposte di risoluzione B7-0071/2010, B7-0088/2010 e B7-0089/2010. Il sottoscritto accoglie con particolare favore il fatto che l'Unione europea sia ora meglio equipaggiata per affrontare i problemi del presente e le sfide del futuro
Elisabeth Morin-Chartier (PPE), per iscritto. – (FR) In quanto convinta europeista, e in seguito all'adozione dell'accordo quadro tra la Commissione europea e il Parlamento europeo per i prossimi cinque anni, ho dato il mio sostegno alla nomina della nuova Commissione europea, come ha fatto la maggioranza dei miei colleghi del gruppo del Partito popolare europeo (Democratico cristiano). L'esito della votazione è chiaro: 488 dei miei colleghi mi hanno seguito avallando la nomina del Collegio della Commissione europea. Sottolineo che questa è la prima volta nella storia europea che abbiamo nominato una Commissione europea nella nostra veste di reali colegislatori. In un'Europa scossa dalla crisi, e con un nuovo assetto istituzionale, abbiamo bisogno di ambizione e di un grande progetto unitario al fine di creare un'Europa più forte per i cittadini europei. Pertanto chiedo con forza che la Commissione europea inizi ad agire senza indugio.
Rareş-Lucian Niculescu (PPE), per iscritto. – (RO) Ho votato a favore della seconda Commissione Barroso per due ragioni. La prima è che essa ha presentato un programma credibile e realistico che ritengo adeguato alle attuali esigenze. Mi auguro che il nuovo Collegio proceda il prima possibile all'attuazione di questo programma. La seconda ragione è che la squadra di Barroso è composta da molti professionisti affidabili che, ne sono fermamente convinto, daranno un contributo significativo al successo delle riforme di cui abbiamo bisogno nei prossimi anni.
Wojciech Michał Olejniczak (S&D), per iscritto. – (PL) La delegazione polacca del gruppo dell'Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento europeo ha dato un voto di fiducia alla nuova Commissione europea. Siamo, tuttavia, consapevoli dei punti deboli della nuova Commissione e delle riserve espresse sulla competenza di alcuni commissari. Abbiamo dovuto attendere a lungo la nuova Commissione europea. Bisogna comunque ammettere che la nuova Commissione ha ricevuto la stragrande maggioranza dei voti. Si tratta di un mandato forte per il futuro. D'altro canto, quasi nessuno ha votato per la nuova Commissione senza riserve. Un problema è certamente costituito dal fatto che, con 27 commissari, i loro portafogli spesso si sovrappongono, il che non crea una situazione molto chiara.
Molti colleghi evidenziano anche il problema dell’eccessivo controllo esercitato dal presidente Barroso su specifici commissari. Accogliamo con favore il fatto che la nuova Commissione effettuerà una valutazione degli effetti sociali ed economici della crisi finanziaria. Prendo atto con grande delusione, però, del fatto che nel discorso del presidente Barroso sono mancate informazioni specifiche sulla riforma della politica agricola comune o della politica di coesione. Questi temi saranno certamente tra i più importanti che attendono la prossima Commissione.
Justas Vincas Paleckis (S&D), per iscritto. – (LT) I cittadini e le istituzioni di tutti gli Stati membri dell'UE dovrebbero desiderare che diventino commissari i candidati migliori e più autorevoli. La responsabilità è grande, sia per i paesi che avanzano le candidature che per i deputati del Parlamento europeo. Purtroppo, alcuni Stati non hanno fatto questo. L'impressione è che in alcuni casi i governi degli Stati membri dell'UE abbiano inviato a Bruxelles politici deboli o “indesiderabili”, in modo da liberare una posizione nelle proprie capitali. Questa è una tendenza pericolosa. Il Parlamento europeo sta cercando di mettere il semaforo rosso ai candidati deboli, che hanno ricevuto sia un incarico dai propri governi che l'approvazione del presidente della Commissione, o a quelli che rivelano interessi finanziari poco trasparenti. Cinque anni fa, due candidati fallirono, quest’anno uno solo. Tuttavia, almeno finora, i deputati non hanno diritto di voto sui singoli commissari ma sull’intero Collegio dei commissari. Dato che la maggioranza dei commissari candidati ha fatto una buona impressione, io ho votato in favore della nuova Commissione europea.
Alfredo Pallone (PPE), per iscritto. – L'Europa ha urgentemente bisogno di una guida autorevole che questa nuova Commissione incarna appieno.
La nuova Commissione avrà il difficile compito di favorire la crescita sostenibile attraverso la piena attuazione del modello economico europeo, e cioè dell'economia sociale di mercato.
Il rafforzamento del mercato interno dovrà costituire la chiave per il mantenimento di una sana concorrenza con il fine di favorire la crescita e la creazione di posti di lavoro Sono particolarmente orgoglioso che nel nuovo esecutivo europeo l'Italia esprima, con Antonio Tajani, la continuità del merito e della competenza attraverso l'attribuzione di uno dei portafogli chiave, quello dell'industria, che è strategico nella gestione della crisi e nel riassetto del sistema produttivo europeo.
Nel corso di questo prossimo mandato, la Commissione dovrà darsi precise priorità ed essere capace di dare un volto europeo alle politiche sull'immigrazione e alle politiche energetiche, dando all'Unione una coerenza che oggi fatica a realizzarsi. Dovrà inoltre saper assicurare all'Unione europea una politica estera e di difesa degne di questo nome.
Teresa Riera Madurell (S&D), per iscritto. – (ES) La commissione per l’industria, la ricerca e l’energia è responsabile per la ricerca, l’energia e lo sviluppo della società dell'informazione. Si tratta di tre priorità per uscire dalla crisi e rigenerare il nostro sistema di produzione che il mio gruppo, il gruppo dell'Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, vuole rendere più competitivo e innovativo, ma anche più sociale e sostenibile dal punto di vista ambientale. Ricerca e innovazione sono le forze motrici principali del cambiamento. Il presidente Barroso si è impegnato a un 3 per cento di investimenti in ricerca e sviluppo. Ma ci preoccupa vedere come la priorità in questo settore, in termini di scadenze politiche e di risorse di bilancio, sia gradualmente calata. La Commissione ha preso un impegno più chiaro al riguardo. La ripresa economica dipenderà in gran parte dal cambiamento del nostro modello energetico. Il futuro dell'economia è il futuro dell'economia verde. La Commissione ha riaffermato questo obiettivo. Per quanto riguarda la società dell'informazione, concordiamo su molte delle sfide da affrontare al fine di garantire ovunque e per tutti l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. I commissari che sono intervenuti nella nostra commissione hanno assunto impegni significativi, specifici, e noi abbiamo dato loro un voto di fiducia. Ma vi possiamo assicurare che faremo in modo che tali impegni siano rispettati.
Bart Staes (Verts/ALE), per iscritto. – (NL) Ho votato “no” alla domanda se la seconda Commissione Barroso possa essere considerata adeguata come motore, come iniziatrice e ispiratrice del progetto europeo. Il presidente Barroso non è il leader forte di cui abbiamo bisogno. Ha sprecato cinque anni estremamente cruciali; anni in cui l'Unione europea avrebbe potuto perseguire una politica meno neoliberale e più sociale; anni in cui l'Europa avrebbe potuto promuovere le piccole e medie imprese; anni in cui egli avrebbe potuto contribuire a sostenere la qualità di mezzi di comunicazione indipendenti e avrebbe potuto contribuire a democratizzare il meccanismo decisionale europeo in modo da dare a milioni di cittadini maggiore fiducia nel progetto di cooperazione europea. Nulla di tutto ciò è accaduto.
Incentrandosi ciecamente sulla liberalizzazione, sulle quotazioni dei mercati azionari e sulla crescita macro-economica, il volto sociale e sostenibile della Unione europea si è fatto nebuloso. Il mondo è devastato da tre crisi: una economico-finanziaria, una sociale e una ambientale. La mancanza di una risposta collettiva sta alimentando il cinismo pubblico e il nichilismo politico. Il piano politico debole e vago del presidente Barroso offre poche speranze di cambiamento. Egli ha accettato che in alcuni casi gli Stati membri spingessero candidati del tutto incapaci e ha diviso i portafogli di alcuni commissari, con conseguente incertezza su chi è oggi il vero responsabile di settori politici cruciali. Il presidente Barroso manca di visione e di coraggio politico, e questo non favorisce l'Europa. Questo spiega il mio voto contrario.
Nuno Teixeira (PPE), per iscritto. – (PT) Il Parlamento e la Commissione devono affrontare i temi chiave per l'Unione europea, vale a dire l'uscita dalla crisi mediante la ripresa dell'economia e dell'occupazione, l'equilibrio delle finanze pubbliche degli Stati membri, e la negoziazione del quadro finanziario per il periodo successivo al 2013, al quale proposito vorrei sottolineare l'importanza della politica di coesione. Ho avuto l'opportunità di interrogare il commissario designato per la politica regionale, Johannes Hahn, per quanto riguarda il suo interesse per la creazione di un programma specifico di permanente sostegno finanziario alle regioni ultraperiferiche. Gli ho anche presentato una proposta per un sistema più flessibile di ammissibilità ai Fondi strutturali per le regioni di “transizione”, cioè quelle che si trovano incastrate tra gli obiettivi di “convergenza” e quelli di “competitività e occupazione”. Dando prova di competenza e rigore, il commissario designato ha mostrato di essere pronto ad esaminare queste possibilità, il che mi dà fiducia sulla sua futura disponibilità e sensibilità verso le regioni ultraperiferiche, come Madeira. Ho dato il mio voto di fiducia a questa squadra di commissari che sarà guidata dal presidente Barroso poiché in generale hanno dimostrato una buona preparazione tecnica e la serietà e ambizione necessarie per essere in grado di rispondere alle sfide dell’UE, senza dimenticare i valori alla base della sua creazione, cioè la solidarietà e la coesione territoriale.
Róża, Gräfin von Thun Und Hohenstein (PPE), per iscritto. – (PL) Ho votato in favore della nomina della Commissione, anche se avrei volentieri espresso un’opinione diversa nel caso di numerosi commissari. Come è ben noto, il Parlamento europeo vota solo in merito alla composizione dell’intera Commissione. Sebbene non possa dirmi soddisfatta della scelta della baronessa Ashton, il Collegio dei Commissari è dominato dalla presenza di professionisti esperti ed estremamente competenti. Il gruppo del Partito popolare europeo (Democratico cristiano), di cui faccio parte, ha deciso di sostenere la Commissione, per far sì che l’Unione europea possa lavorare in modo efficiente. Se avessi votato contro la nomina della Commissione si sarebbe trattato di un’azione dimostrativa e forse sarebbe stata interpretata come una mancanza di lealtà nei confronti del mio gruppo, ma non avrebbe modificato al decisione del Parlamento. La nuova Commissione del presidente Barroso comprende politici esperti e saggi quali il commissario Barnier e il commissario Reding, coi quali avrò modo di collaborare da vicino. Anche il commissario Lewandowski, che è responsabile per il bilancio, svolgerà indubbiamente un ottimo lavoro. Possiamo sentirci veramente fieri. Il Parlamento europeo è anche stato in grado di influenzare la Bulgaria, che ha sostituito la signora Jeleva, con non vantava grandi qualifiche nel campo degli aiuti umanitari allo sviluppo, con il commissario Georgieva. Ritengo si tratti di una grande successo e di un contributo costruttivo da parte del Parlamento europeo alla costituzione della nuova Commissione. Credo che avanzare delle proposte solide ed esercitare un’influenza indiretta sul presidente Barroso e sugli Stati membri rappresentino oggi il modo più efficace di lavorare. Un voto contro la Commissione avrebbe prolungato delle trattative costose e non è detto che il risultato finale sarebbe stato necessariamente migliore di quello che abbiamo raggiunto.
Georgios Toussas (GUE/NGL), per iscritto. – (EL) I membri della Commissione europea hanno il voto di fiducia dei rappresentanti politici del capitale, ma non dei lavoratori. I membri della Commissione europea sono stati nominati dai governi neoliberali e socialdemocratici degli Stati membri dell’UE e grazie al voto del Parlamento europeo in base ad un unico criterio politico: la loro capacità di servire senza impedimenti gli interessi del capitale. I membri della Commissione europea si sono impegnati senza esitazioni a confermarlo nel corso delle audizioni in seno alle commissioni del Parlamento europeo sostenendo: la natura imperialista dell’UE; la forza della sua politica avversa ai ceti popolari e dei suoi interventi militari a livello internazionale, al fine di promuovere la redditività del capitale; la loro dedizione alla realizzazione del mercato unico e delle quattro libertà di Maastricht, della competitività e delle ristrutturazioni capitalistiche, al fine di mettere in atto le condizioni adatte per la concentrazione del capitale; il rafforzamento delle misure avverse ai ceti popolari in un attacco a tutto campo all’occupazione, alle retribuzioni, ai diritti sociali e assicurativi dei lavoratori al fine di aumentare i profitti dei monopoli; l’aumento e il rafforzamento degli strumenti di repressione reazionaria, al fine di reprimere le manifestazioni popolari e dei lavoratori. I deputati del partito comunista greco hanno votato contro la Commissione europea, che manterrà e intensificherà la politica di sfruttamento dei lavoratori, dei contadini poveri e dei lavoratori autonomi.
Geoffrey Van Orden (ECR), per iscritto. – (EN) Vogliamo una Commissione europea pragmatica che porti avanti le riforme, in particolare la deregolamentazione e la riduzione della spesa dell'UE, concentrandosi sulle questioni gestionali piuttosto che sull'integrazione politica. Mentre alcuni dei commissari designati risultano competenti, altri non lo sono. La carica di Alto rappresentante è un prodotto del trattato di Lisbona. Non approvo tale trattato o le sue derivazioni. Non ha alcuna legittimità democratica. La baronessa Ashton è stata scelta in base ad un accordo dietro le quinte tra i partiti socialisti d'Europa, e a un ripensamento da parte del primo ministro britannico. Oltre a non avere alcuna esperienza nelle mansioni affidatele, ha un passato molto discutibile come tesoriere nazionale del CND. Tale organizzazione sovversiva cercava di disarmare unilateralmente la Gran Bretagna, al culmine della guerra fredda, e diffondeva allarme e sconforto. Vi sono molti candidati con un passato comunista. Alcuni candidati, come László Andor, hanno dimostrato una scarsa conoscenza del loro portafoglio e sono sembrati inclini a imporre regolamenti sempre più inutili. E’ del tutto sbagliato che il Parlamento non possa votare sui singoli commissari ma debba votare sul Collegio nel suo complesso. Avrei potuto approvare alcuni dei candidati ma, rispetto ad altri, io avrei votato contro. Mi sono astenuto per solidarietà al mio gruppo.
Angelika Werthmann (NI), per iscritto. – (DE) Presidente Barroso, la ragione pragmatica per votare in favore della Commissione designata è semplicemente che ora il lavoro che deve essere fatto può finalmente essere avviato. Ciò farà risparmiare il prezioso denaro dei contribuenti. Presidente Barroso, nell’elezione della Commissione lei ha dimostrato abilità. Alcuni dei commissari designati sono eccellenti. Ve ne sono anche altri che sicuramente hanno delle potenzialità da sviluppare. Essi dovrebbero avere la possibilità, come desiderano, di acquistare familiarità con le sfide dell'Europa. Ma vi sono alcuni dei commissari designati che lasciano a desiderare, non sembrano possedere le conoscenze specialistiche e sembrano mancare dell'ambizione necessaria per occupare le cariche più importanti in Europa.
Per questi motivi ho rifiutato la proposta della Commissione designata costituita in questo modo. Vorrei esistesse un modo molto più trasparente di nominare i commissari, e vorrei si trovassero commissari di sesso femminile più qualificati.
Anna Záborská (PPE), per iscritto. – (FR) Ho votato a favore della proposta di risoluzione e quindi della nuova Commissione europea. Il Parlamento europeo non sta consegnando un assegno in bianco al presidente Barroso e al Collegio dei commissari. Tuttavia, ho incontrato assai regolarmente il presidente Barroso per tutta la durata del primo mandato quando ho curato, nello stesso periodo, il lavoro della commissione parlamentare per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere. Sono stata quindi in grado di osservare il suo approccio sensibile alla gestione del lavoro della Commissione europea e il rispetto che mostra per gli individui e per il bene comune. Sono anche molto soddisfatta dal candidato slovacco, che è stato esposto ad attacchi sleali nati dall’ignoranza e messi in atto soltanto per meschini motivi politici. Quando si usano calunnie e minoranze, in una campagna diffamatoria, per mettere in discussione l'integrità di una figura politica per meschini motivi politici, ciò segna l'inizio della fine della cultura politica istituzionale. Io sinceramente auguro a tutti i membri della Commissione europea di fare un ottimo lavoro.