La privatizzazione del cantiere navale di Skaramanga imposta da successivi governi greci ha avuto conseguenze dolorose per i lavoratori, dato che centinaia di posti di lavoro sono stati soppressi. La società “Thyssen Krupp”, proprietaria del cantiere navale, lo vende adesso dopo aver incassato 3 miliardi di euro per la costruzione di sottomarini, aver rescisso i contratti con lo Stato greco e non aver consegnato i sottomarini in questione. Il cantiere navale è stato suddiviso ed è stata creata una società separata per il materiale rotabile. Da quasi 10 mesi i 160 lavoratori di questo cantiere navale non ricevono un salario. Alcuni articoli parlano di centinaia di nuovi licenziamenti e di mercanteggiamenti tra le multinazionali per la proprietà del cantiere navale e con il governo affinché “dia in dote” ai nuovi proprietari miliardi di euro presi dai programmi per gli armamenti 2010-2011.
Ritiene la Commissione che la liberalizzazione dei mercati e l’applicazione delle regole della concorrenza all’industria della costruzione navale, decise dall’UE e dai governi nazionali, abbiano portato ad una svalutazione del settore in Grecia, paese marittimo per eccellenza, alla riduzione dell’occupazione e alla violazione dei diritti dei lavoratori per permettere ai gruppi monopolistici di realizzare benefici?
(EN) L’applicazione delle leggi sulla concorrenza mira a garantire una concorrenza equa ed efficace a beneficio dell’Europea e dei suoi cittadini, in quanto essa riduce i prezzi, aumenta la qualità, amplia la scelta dei consumatori, promuove l’innovazione tecnologica e, pertanto, dà nuovo impulso all’economie europea. Le norme per la concorrenza contenute nel trattato sul funzionamento dell’Unione europea includono un divieto generale di fornire aiuti di Stato, tranne in eccezionali e giustificate circostanze, in modo da garantire che gli interventi dei governi non distorcano la concorrenza ed il commercio in seno all’Unione europea. In alcuni casi la Commissione può autorizzare la concessione di aiuti per la ristrutturazione di un’azienda in difficoltà, anche nel settore dei cantieri navali. Spetta tuttavia alle autorità nazionali vigilare affinché tali aiuti vengano applicati correttamente.
Nel 1997, la Commissione ha concesso alla Grecia la possibilità di sovvenzionare la ristrutturazione delle attività commerciali civili dei cantieri navali ellenici fino a 160 milioni di euro(1)
. Purtroppo alcuni requisiti fondamentali per l’approvazione non sono stati rispettati e, fino al 2002, la Grecia ha ripetutamente fornito alle attività civili in perdita di tale cantiere aiuti illegittimi ed incompatibili.
La Commissione riveste un ruolo di supervisore per garantire che le norme relative agli aiuti di Stato vengano applicate correttamente dagli Stati membri. A causa del mancato rispetto dei requisiti e degli aiuti pertanto illegittimi concessi al settore dei cantieri navali, a luglio 2008 la Commissione, dopo un’approfondita analisi in linea con le norme per gli aiuti di Stato del trattato CE, ha chiesto alla Grecia di recuperare più di 230 milioni di euro di sovvenzioni illegittime(2)
.
La Commissione vorrebbe far notare che, per quanto attiene alla vendita del cantiere o a qualunque altra decisione relativa alla sua riorganizzazione, il solo responsabile è il proprietario del cantiere stesso. I poteri della Commissione si limitano al controllo degli interventi statali sull’economia, ma essa non può interferire con le scelte industriali di un’azienda.
Nell’interesse della protezione dei dipendenti, il quadro giuridico comunitario fornisce diverse direttive che potrebbero essere di particolare interesse nel contesto della ristrutturazione del settore cantieristico navale nell’Unione europea, segnatamente, la direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente i licenziamenti collettivi(3)
, la direttiva 94/45/CE, riguardante l’istituzione di un comitato aziendale europeo(4)
, la direttiva 2002/14/CE, che istituisce un quadro generale relativo all’informazione e alla consultazione dei lavoratori nella comunità europea(5)
, la direttiva 2001/23/CE del Consiglio, concernente il mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti(6)
e la direttiva 2008/94/CE, relativa alla tutela dei lavoratori subordinati in caso d’insolvenza del datore di lavoro(7)
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Essendo tali direttive recepite nella legislazione greca, spetta alle autorità nazionali competenti, e segnatamente alle corti elleniche , assicurare la corretta ed efficace applicazione delle disposizioni di recepimento nazionali alla luce delle circostanze specifiche di ciascun caso, badando che il datore di lavoro adempia a tutti i propri doveri al riguardo.