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Procedura : 2009/2103(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo dei documenti :

Testi presentati :

A7-0121/2010

Discussioni :

PV 05/05/2010 - 24
CRE 05/05/2010 - 24

Votazioni :

PV 06/05/2010 - 7.6
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P7_TA(2010)0152

Discussioni
Giovedì 6 maggio 2010 - Bruxelles Edizione GU

10. Dichiarazioni di voto (proseguimento)
Video degli interventi
PV
  

Proposte di risoluzione: divieto di utilizzo delle tecnologie di estrazione mineraria con il cianuro nell’Unione europea (RC-B7-0238/2010)

 
  
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  Alajos Mészáros (PPE). – (HU) Ritengo che il divieto di utilizzo delle tecnologie di estrazione mineraria con il cianuro debba essere esteso a tutto il territorio dell’Unione europea. Vorrei fossimo in grado di eliminare del tutto queste tecnologie, al fine di prevenire altri gravi disastri naturali in cui le nostre risorse idriche vengano contaminate da sostanze nocive di vario genere. In Ungheria, dieci anni fa, si è verificato un caso del genere nel fiume Tibisco, provocando la morte di quasi tutta la flora e la fauna acquatica. Anche la Slovacchia è interessata da questo problema poiché l’incidente si è verificato nei pressi del confine; ciononostante, intende aprire nel prossimo futuro altre miniere in cui utilizzare la stessa tecnologia per l’estrazione dell’oro. Questa e altre questioni non sono semplici controversie tra due Stati membri dell’Unione: è nel nostro interesse comune avere una politica ambientale più sostenibile. Per questo motivo ho votato a favore e desidero unirmi ai sostenitori di questo provvedimento.

 
  
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  Giommaria Uggias (ALDE). – Signor Presidente, noi siamo per procedere al divieto per le tecniche di estrazione al cianuro, in quanto – lo hanno detto i colleghi anche poc'anzi – hanno causato e causano gravi effetti all'ambiente e gravi pericoli alla salute delle persone e degli animali.

Il nostro voto ha voluto esprimere la chiara volontà della delegazione italiana ALDE dell'Italia dei valori di non negoziare diritti fondamentali come la salute dei cittadini e l'ambiente naturale, sottoponendoli agli interessi economici di pochi fabbricanti di impianti. A questo proposito, mi consenta di dire che trattandosi di impianti di estrazione di oro e non certamente di patate, le imprese proprietarie ben potrebbero destinare adeguate risorse economiche e finanziarie alla ricerca di tecnologie compatibili con l'ambiente e con la tutela della salute.

 
  
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  Corneliu Vadim Tudor (NI).(RO) Desidero ringraziare i circa cinquecento onorevoli colleghi che ieri hanno votato a maggioranza schiacciante contro l’impiego delle tecniche di estrazione al cianuro. La parola cianuro è sinonimo di morte. Questo voto così netto porterà benefici in particolare ai rumeni: la Transilvania, infatti, ospita uno dei più grandi giacimenti naturali al mondo, che, secondo le stime degli esperti, contiene 300 tonnellate di uranio ad alta purezza, 800 tonnellate di oro, 2 000 tonnellate di argento, per non menzionare le ingenti quantità di altri metalli ed elementi preziosi presenti. Avide bande mafiose, sia locali che transfrontaliere, cercano di accaparrarsi questi tesori usando toni sempre più aggressivi e riempiendosi la bocca delle più ridicole menzogne.

L’impiego delle tecniche di estrazione con il cianuro avrebbe provocato un immane disastro, contaminando l’ambiente e autorizzando l’abbattimento di quattro montagne con cariche esplosive, la distruzione di nove cimiteri e la demolizione di otto chiese cristiane, per non parlare della scomparsa di 1 700 km di acquedotto romano e della distruzione della cittadella romana di Alburnus Maior, un gioiello archeologico unico al mondo e classificato dall’Unesco come patrimonio culturale dell’umanità. L’Europa ha già subito le gravi conseguenze di Cernobyl e non ha certo bisogno di un altro disastro del genere.

 
  
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  Cristian Dan Preda (PPE).(RO) Ieri ho votato a sfavore della proposta di risoluzione dietro richiesta delle stesse comunità locali, che considerano questo divieto una minaccia allo sviluppo della zona.

Ritengo, infatti, che l’emendamento proposto da me e da più di quaranta onorevoli colleghi, che prevedeva uno studio per chiarire la questione dell’impatto, avrebbe rappresentato un gesto onesto e ragionevole. Diversamente, le posizioni idealiste espresse in questa Camera sarebbero servite soltanto a vanificare le possibilità di sviluppo di alcune comunità.

 
  
  

Proposta di risoluzione: Kirghizistan (RC-B7-0246/2010)

 
  
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  Joe Higgins (GUE/NGL). – (EN), Signor Presidente vorrei chiedere come mai è permesso a numerosi onorevoli colleghi di parlare tra di loro ad alta voce e in maniera del tutto scortese, mentre gli altri colleghi cercano di esprimersi?

(Applausi)

Mi sono astenuto dal voto per la risoluzione sulla situazione in Kirghizistan. Il popolo di questo paese, cinque anni fa, insorse nella Rivoluzione dei tulipani contro il regime corrotto e per ottenere una vita migliore. Una volta al potere, il governo Bakiyev purtroppo tradì miseramente le speranze di una vita migliore per le masse istituendo un regime corrotto e autoritario. Il nuovo governo è composto, purtroppo, da suoi pari e non sembra credibile che soddisferà le aspettative di una nuova vita per la gente della regione.

Sostengo i miei colleghi socialisti del Comitato per un’internazionale dei lavoratori locale, che invocano le elezioni parlamentari, ma, al contempo, fanno presente che nulla potrà cambiare a meno che i lavoratori e le masse rurali non abbiano i propri candidati e un partito in rappresentanza della classe lavoratrice indipendente, al fine di sovvertire la disastrosa privatizzazione degli ultimi due decenni, di affrontare il capitalismo neoliberista, di portare a un vero cambiamento democratico e creare nuove istituzioni controllate dai lavoratori con una vera e propria pianificazione dell’economia e una federazione socialista dell’Asia centrale.

 
  
  

Relazione Peterle (A7-0121/2010)

 
  
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  Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė (PPE). – (LT) Sono molto lieta che questo documento sia stato adottato da una vasta maggioranza, quasi senza alcuna opposizione. La motivazione è facilmente comprensibile: la salute riguarda tutti noi e i nostri cari. Desidero, inoltre, congratularmi con il Parlamento europeo, tutti i cittadini europei e il relatore per aver preso oggi una tale decisione, che dovrebbe portare ad azioni più specifiche e mirate non solo per curare i pazienti colpiti dal cancro, ma anche per assicurare un’efficace prevenzione della malattia. Purtroppo la prognosi, per quanto riguarda il cancro, è davvero agghiacciante e siamo dunque chiamati a concentrare i nostri sforzi per sconfiggerlo.

Mi sono espressa a favore dell’adozione di questo documento perché ritengo che un’analisi integrata dei casi di cancro e gli sforzi per combatterlo debbano essere considerati parte fondamentale della strategia per la salute sia della Comunità europea che degli Stati membri. Al fine di ridurre i rischi correlati ai casi di cancro è necessario che gli Stati membri portino avanti un lavoro congiunto e coordinato.

 
  
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  Jaroslav Paška (EFD). – (SK) La relazione sulle misure per combattere il cancro sottolinea l’importanza della prevenzione nella lotta a questa malattia.

E’ risaputo che una diagnosi precoce può aumentare notevolmente le possibilità di successo della cura. L’incidenza di alcune tipologie di cancro può essere predetta grazie a diversi fattori quali la predisposizione genetica, lo stile di vita e così via. Ritengo che uno screening accurato sia un primo passo efficace e rapido per prevenire tanti decessi, così come lo sono il trasferimento e la diffusione delle cure più efficaci in tutti i paesi dell’Unione, inclusi i centri con una minore esperienza nella cura del cancro, al fine di migliorare l’assistenza medica.

In ogni caso, è doveroso esprimere il nostro plauso per il lavoro svolto dall’onorevole Peterle, con l’auspicio che l’Unione europea possa prendere misure più ampie nella lotta contro questa patologia.

 
  
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  Vito Bonsignore (PPE). – Signor Presidente, desidero complimentarmi per il lavoro svolto dalla commissione per l'ambiente, la sanità e la sicurezza alimentare e in particolare con il collega Peterle, relatore. Questa elaborazione di un partenariato nella lotta contro il cancro, su un tema così sensibile come quello che abbiamo affrontato, fa onore a tutto il Parlamento.

Secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della Sanità, circa 2 milioni di cittadini europei muoiono ogni anno a causa di un tumore e in circa il 10 per cento dei casi è provocato da un'esposizione ad agenti cancerogeni sul posto di lavoro. Sono convinto che l'obiettivo di ridurre del 15 per cento i nuovi casi entro il 2020 è da perseguire anche attraverso l'azione congiunta con gli Stati membri. L'Europa deve dimostrare, anche in questo ambito, di essere unita. A mio giudizio risponde a questo principio fondamentale l'articolo 66, che può garantire a tutti e in tutti i paesi la disponibilità di farmaci.

È per questo, signor Presidente, che ho espresso un voto positivo alla relazione.

 
  
  

Relazione Toia (A7-0120/2010)

 
  
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  Alajos Mészáros (PPE). – (HU) Onorevoli deputati, nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito a uno sviluppo esponenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) e gli impressionanti risultati raggiunti nel settore hanno contribuito allo sviluppo di altri settori comparti che stavano attraversando una fase di stagnazione, quali la meccatronica, le nanotecnologie e le tecnologie di monitoraggio e misurazione. L’iniziativa della Commissione di impiegare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per raggiungere gli obiettivi della strategia UE 2020 dovrebbe quindi ricevere il nostro plauso. Sono particolarmente lieto che questo programma sia stato adottato e di aver avuto la possibilità di votare a favore. Il raggiungimento degli obiettivi prefissi per il 2020, vale a dire la diminuzione delle emissioni di anidride carbonica e l’aumento dell’efficienza energetica, è di importanza fondamentale. Il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione può svolgere un ruolo strategico nell’ambito del programma di risparmio energetico dell’Unione e nello stimolare una maggiore competitività dell’industria europea. Al fine di raggiungere questi obiettivi, tuttavia, è necessario giungere all’armonizzazione degli strumenti di misurazione in tempi molto brevi per avviare progetti di ricerca e approvare un pacchetto di misure volte a diminuire i consumi e a migliorare la produzione e la gestione della fornitura di servizi.

 
  
  

Relazione Prodi (A7-0057/2010)

 
  
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  Barbara Matera (PPE). – Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole e il mio sostegno al pregevole lavoro illustrato dal collega Vittorio Prodi, a coronamento della significativa attività svolta dalla Commissione europea.

Rappresento il Mezzogiorno d'Italia, posto a sud d'Europa, appartenente al bacino del Mediterraneo. La nostra gente ci ha dato fiducia e merita di non trovarsi impreparata davanti agli effetti dei cambiamenti climatici nelle nostre regioni, nelle nostre terre che vivono prevalentemente di agricoltura, pesca e turismo, e che sono in gran parte costituite da comunità e gruppi sociali più deboli.

Considero quindi fondamentale la solidarietà fra Stati e fra aree diverse, anche nella risposta a questa nuova strategia che stiamo mettendo in campo. Ovviamente è molto difficile parlare con questa confusione, comunque concludo: plaudo all'implementazione dello strumento del Fondo di solidarietà, di cui sono relatrice per il PPE, quale ulteriore ausilio a una tempestiva ed efficace risposta agli effetti dei cambiamenti climatici. Veramente è impossibile parlare.

 
  
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  Laima Liucija Andrikienė (PPE). – (EN) Signor Presidente, esprimo il mio sostegno al Libro bianco della Commissione e alla relazione elaborata dall’onorevole Prodi. Sono dell’idea che questo Libro bianco sia particolarmente necessario alla luce dei risultati del vertice sul clima di Copenhagen, che non sono sufficienti. Il documento non vincolante adottato a Copenhagen prevede di contenere il surriscaldamento globale entro i 2°C: una prospettiva comunque preoccupante per l’Europa. che potrebbe comportare cambiamenti climatici estremi a livello regionale.

E’ doveroso prestare particolare attenzione al modo in cui viene prodotta la nostra energia e dobbiamo intensificare i nostri sforzi per elaborare una politica energetica comune tangibile. E’ necessario sostenere la ricerca nel campo delle tecnologie ecocompatibili e, al contempo, definire chiari quadri politici in relazione alle modalità di utilizzo e di inserimento nelle nostre economie delle tecnologie a energie rinnovabili.

Auspico che questo Libro bianco possa condurre l’Unione europea verso la giusta direzione e possa portare ad un’azione politica tangibile.

 
  
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  Karin Kadenbach (S&D). (DE) Signor Presidente, esprimo il mio sostegno a favore della relazione presentata oggi dall’onorevole Prodi. Tuttavia, ritengo che l’emendamento proposto dal gruppo del Partito popolare europeo (Democratico cristiano) e, in particolare, dall’onorevole Seeber, purtroppo approvato dalla plenaria, sia molto discutibile. Temo che i conservatori stiano utilizzando questo espediente per introdurre nuovamente il nucleare per vie traverse. E’ risaputo, infatti, che la promozione di risorse energetiche a basso tenore di carbonio è una delle argomentazioni più utilizzate dalla lobby del nucleare. Vorrei sottolineare che la relazione Prodi va in un senso diverso rispetto a questo. In quanto austriaca, non considero l’energia nucleare come una fonte rinnovabile e tengo a precisare che oggi non ho votato a favore di questo paragrafo del documento.

 
  
  

PRESIDENZA DELL’ON. BUZEK
Presidente

 
Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2010Avviso legale