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Procedura : 2010/0814(NLE)
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Ciclo del documento : A7-0199/2010

Testi presentati :

A7-0199/2010

Discussioni :

PV 15/06/2010 - 18
CRE 15/06/2010 - 18

Votazioni :

PV 17/06/2010 - 7.4
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Testi approvati :

P7_TA(2010)0229

Discussioni
Martedì 15 giugno 2010 - Strasburgo Edizione GU

18. Applicazione delle disposizioni dell’acquis di Schengen relative al Sistema d’informazione Schengen nella Repubblica di Bulgaria e in Romania (discussione)
Video degli interventi
PV
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  Presidente. – L’ordine del giorno reca la relazione (A7-0199/2010), presentata dall’onorevole Coelho, a nome della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, sul progetto di decisione del Consiglio sull’applicazione delle disposizioni dell’acquis di Schengen relative al Sistema d’informazione Schengen nella Repubblica di Bulgaria e in Romania [06714/2010 - C7-0067/2010 - 2010/0814(NLE)].

 
  
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  Carlos Coelho, relatore.(PT) Signor Presidente, Commissario Malmström, onorevoli colleghi, vorrei trattare quattro punti fondamentali. Il primo concerne la procedura di valutazione. Fin dall’adesione all’Unione europea, nel 2007, la Romania e la Bulgaria hanno iniziato a lavorare alla piena integrazione nello spazio Schengen. Affinché il Consiglio possa decidere di abolire le frontiere interne, è necessario che le procedure di valutazione certifichino il rispetto di tutte le condizioni necessarie all’applicazione degli elementi dell’acquis comunitario pertinenti, ovvero: protezione dei dati, Sistema d’informazione Schengen, frontiere aeree, terrestri e marittime, cooperazione di polizia e visti.

Le procedure di valutazione sono iniziate con la parte relativa alla protezione dei dati. É stato dunque necessario verificare che ciascuno dei due Stati membri fosse sufficientemente pronto per applicare tutte le disposizioni in materia. I risultati ottenuti rappresentano un prerequisito per la procedura di valutazione del Sistema d’informazione Schengen, che comporta il trasferimento di dati verso tali paesi. L’approvazione di tale decisione rappresenta quindi un primo passo verso la soppressione dei controlli alle frontiere interne con la Romania e la Bulgaria.

Il secondo punto concerne l’accesso ai documenti. Il Consiglio ha inviato al Parlamento Europeo il progetto di decisione in esame, ma non ha trasmesso le relazioni di valutazione e di controllo, che permetterebbero al Parlamento di accedere a tutte le informazioni necessarie a elaborare un parere ponderato e motivato. Il Consiglio ha fornito tale documentazione solo su insistenza del Parlamento.

Mi compiaccio degli sforzi profusi dall’ambasciatore della Romania, grazie al quale è stato possibile trovare una soluzione a questa situazione chiedendo la declassificazione di documenti confidenziali e la relativa riclassificazione come “riservati”. In questo modo, è stato possibile rispettare le scadenze, ma lo stesso problema si ripresenterà quando verrà richiesto il parere del Parlamento circa gli altri aspetti dell’acquis di Schengen. É fondamentale, pertanto, concludere il prima possibile l’accordo tra Parlamento europeo e Consiglio in materia di trasferimento di documenti confidenziali.

Il terzo punto riguarda la valutazione della Romania e della Bulgaria. Per quanto attiene a quest’ultima, sono stati identificati punti deboli in materia di adozione, attuazione e applicazione della raccomandazione 87/15 del Consiglio d’Europa, che disciplina l’uso di dati personali nel settore della pubblica sicurezza, e carenze nelle attività della Commissione per la protezione dei dati personali. La Bulgaria ha opportunamente dato seguito a tali raccomandazioni e, il 26 aprile, il Consiglio ha riconosciuto il rispetto delle condizioni nell’ambito della protezione dei dati.

Per quanto riguarda la Romania, sono stati riscontrati punti deboli sull’adozione di due norme che disciplinano il trattamento dei dati personali, le strutture e le risorse dell’Autorità nazionale di vigilanza e l’introduzione di verifiche periodiche nell’ambito dei dati Schengen. In linea di massima, la Romania ha dato un seguito adeguato alle raccomandazioni ricevute e quelle ancora in sospeso non impediscono al paese di attuare tutti i requisiti necessari relativamente alla protezione dei dati. Sono stati pertanto verificati i requisiti in materia di protezione dei dati necessari a dare il via libera a entrambi i paesi.

L’ultimo punto, signor Presidente, riguarda la revisione del meccanismo di valutazione di Schengen. Vorrei cogliere l’occasione per ricordare la necessità di stabilire, quanto più rapidamente possibile, un meccanismo di valutazione semplice, efficace e trasparente nell’ambito della valutazione di Schengen. Il Parlamento ha respinto le proposte che gli sono state presentate lo scorso ottobre. Invito pertanto la Commissione a esercitare il proprio diritto di iniziativa il prima possibile.

 
  
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  Cecilia Malmström, membro della Commissione.(EN) Signor Presidente, confido che la Bulgaria e la Romania faranno del loro meglio per raggiungere l’obiettivo di soppressione dei controlli alle frontiere interne a marzo 2011. La Commissione, nell’ambito delle sue competenze, sosterrà pienamente entrambi i paesi in modo da permettere loro di superare con successo la valutazione di Schengen.

Spetta al Consiglio condurre tali valutazioni e, sulla base di queste, decidere se sopprimere i controlli alle frontiere interne. Le valutazioni sono ancora in corso, pertanto è troppo presto per verificare a che punto sono i preparativi. I primi passi compiuti, ad ogni buon conto, sono andati nella giusta direzione e sono stati confermati dalla valutazione positiva sulla protezione dei dati, che ora permette alla Bulgaria e alla Romania di accedere al Sistema d’informazione Schengen.

Il Parlamento europeo e l’onorevole Coelho propongono che la Bulgaria e la Romania informino il Consiglio e il Parlamento circa il seguito dato alle raccomandazioni. É di fatto prassi, nell’attuale valutazione di Schengen, che gli Stati membri interessati riferiscano al Consiglio in merito alle misure adottate per dar seguito alle raccomandazioni, in quanto il meccanismo di valutazione è ora responsabilità esclusiva del Consiglio. Per questa ragione, nel rispetto della legislazione vigente, spetta al Consiglio relazionare al Parlamento in materia.

In tale contesto, desidero accogliere la vostra proposta e confermare che presto, in autunno, proporrò un nuovo meccanismo di valutazione a seguito dell’entrata in vigore del trattato di Lisbona per le ragione illustrate dall’onorevole Coelho.

Credo che sia gli Stati membri che il Parlamento europeo dovrebbero essere coinvolti in questo meccanismo: i primi, naturalmente, per confermare la fiducia reciproca nella capacità di ciascuno di loro di attuare le misure di accompagnamento volte alla soppressione dei controlli alle frontiere interne, soprattutto per quanto concerne le frontiere esterne, i visti e la cooperazione tra forze di polizia.

Il Parlamento dovrebbe effettivamente essere informato degli esiti delle valutazioni. Con il nuovo meccanismo, la Commissione mira a correggere i difetti segnalati dal relatore. Al momento non esiste un vero e proprio seguito all’espletamento delle valutazioni e le raccomandazioni non sempre sono attuate. Apprezziamo molto il sostegno del Parlamento in questo processo.

 
  
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  Mariya Nedelcheva, a nome del gruppo PPE.(BG) Mi congratulo con l’onorevole Coelho e accolgo con favore i progressi registrati dalla Bulgaria e dalla Romania, citati nella relazione. I risultati positivi e le conclusioni che emergono dalla valutazione relativa alla protezione dei dati personali hanno permesso di stabilire un termine per l’attuazione del Sistema d’informazione Schengen anche in Bulgaria.

L’adesione della Bulgaria all’Unione europea e allo spazio Schengen generano entusiasmo nei cittadini del mio paese. In realtà, il comune sentire va al di là dell’entusiasmo, visto che si parla della possibilità di sopprimere i controlli alle frontiere ed esercitare il diritto di libera circolazione in tutta l’Unione europea. Un simile successo si deve agli intensi sforzi e alle risolute azioni dell’attuale governo bulgaro, che si è adoperato in tutti i modi, per superare lo stallo degli anni passati, soddisfare i requisiti e attuare l’acquis di Schengen.

Lo spazio Schengen non riguarda soltanto la libertà di circolazione: esso comporta infatti maggiore cooperazione tra le forze di polizia e le dogane, soprattutto nella lotta contro il traffico di beni e di persone e contro la criminalità organizzata in generale. L’entrata della Bulgaria e della Romania nello spazio Schengen fa parte di un percorso volto a realizzare il sogno di un’Europa fatta di cittadini. Per raggiungere un simile risultato sono necessari sforzi costanti e il rispetto dei requisiti dell’acquis di Schengen da parte dei governi oltre a, naturalmente, il fermo sostegno delle istituzioni europee.

L’accesso da parte del Parlamento europeo alle raccomandazioni contenute delle relazioni di valutazione e ai documenti relativi alle azioni da intraprendere garantisce la continuazione di un dialogo costruttivo tra tutti noi. Un dialogo così trasparente conferma altresì ai cittadini bulgari e rumeni che i diritti fondamentali contenuti nei trattati sono una realtà.

 
  
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  Ioan Enciu, a nome del gruppo S&D.(RO) Ieri abbiamo festeggiato il 25° anniversario dal giorno in cui i cittadini europei hanno goduto, per la prima volta, della libertà di viaggiare senza restrizioni all’interno dell’Unione europea. In occasione di questa ricorrenza, il Commissario Malmström ha dichiarato che Schengen è divenuto uno dei più importanti simboli della capacità dell’Unione europea di migliorare la vita dei propri cittadini. L’onorevole Schulz, presidente del gruppo dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo, ha affermato che Schengen rappresenta forse il maggiore successo e il più tangibile risultato registrato dall’Unione europea negli ultimi trent’anni. In questa stessa occasione, desidero solo dire “buon compleanno” a Schengen e alla libertà! La Romania e la Bulgaria potrebbero rappresentare un regalo di compleanno per lo spazio Schengen.

Dopo aver ultimato le valutazioni, il Consiglio ha concluso che entrambi gli Stati membri forniscono sufficienti garanzie per compiere i primi passi verso l’entrata nello spazio Schengen. Noi confermeremo questi progressi esprimendo il nostro parere favorevole domani. Non saranno solo i cittadini della Romania e della Bulgaria a beneficiare della possibilità di entrare finalmente nello spazio Schengen, ma l’intera Unione europea. Intensificando la cooperazione nei settori economico, sociale e amministrativo, si rafforzerà l’Europa. Quale elemento delle procedure di accesso, i governi di entrambi i paesi devono rispondere ai requisiti dello scadenziario di Schengen.

Sono lieto che il Parlamento europeo abbia svolto con successo il proprio ruolo di garante della democrazia europea. L’emendamento presentato dal relatore serve esclusivamente a iniziare una cooperazione trasparente tra le istituzioni europee, la sola che possa portare, in tempi rapidi, a risultati tangibili nel processo di discussione e approvazione della legislazione europea. I disaccordi interistituzionali in seno all’Unione europea non devono ritardare o compromettere i diritti, le libertà o il benessere dei cittadini europei, che tutte le istituzioni europee hanno il dovere primo di servire.

L’introduzione di un nuovo sistema di valutazione, come ha suggerito l’onorevole Coelho, permetterà di garantire la sicurezza e rafforzare la fiducia reciproca, fondamentale per il mantenimento dello spazio Schengen. Sono a favore delle proposte dell’onorevole Coelho.

 
  
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  Nathalie Griesbeck, a nome del gruppo ALDE.(FR) Signor Presidente, signora Commissario, onorevoli colleghi, qualche giorno fa abbiamo festeggiato, assieme ai Presidenti Buzek e Barroso, la ricorrenza degli accordi di Schengen. Questa sera, decisamente sul tardi, compiamo un nuovo, concreto passo nella preparazione del progetto di decisione del Consiglio.

Passiamo dalla riflessione all’azione e alla collaborazione, prerequisiti indispensabili per la soppressione dei controlli alle frontiere della Bulgaria e della Romania che, stando alle prime valutazioni, sono prossimi a essere soddisfatti. Questi due paesi, in effetti, dovranno presto essere in grado di garantire la protezione e il trattamento dei dati personali.

É una buona notizia, che va verso l’integrazione completa di questi due paesi nel quadro Schengen, fatto che contribuirà a rafforzare la sicurezza e la prosperità non solo di questi paesi, ma dell’intero continente europeo. Sono convinta che ciò permetterà di lottare contro i problemi dell’emigrazione e dell’immigrazione clandestina, della criminalità internazionale e di ogni sorta di male. Sono convinta che questo passo in avanti contribuirà alla riduzione dei rischi.

Due rapidissime osservazioni...

(Il Presidente interrompe l’oratore)

 
  
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  Tatjana Ždanoka, a nome del gruppo Verts/ALE.(EN) Signor Presidente, visto che il SIS è parte integrante dello spazio Schengen, l’argomento in questione è molto importante. Io stessa provengo da un nuovo Stato membro e ricordo quanto la Lettonia volesse entrare nello spazio. Accolgo dunque con immenso favore l’accesso della Bulgaria e della Romania.

Devo tuttavia segnalare che è possibile ravvisare alcune carenze. Il mio gruppo condivide completamente la posizione del relatore, che ricorda la necessità di fornire un riscontro: in altre parole, il Parlamento deve essere informato delle soluzioni adottate per superare i problemi, tenendo conto delle nostre preoccupazioni in materia di protezione dei dati. Spero altresì che la mancata disponibilità di "slot" non costituisca un ostacolo per l’adesione a SISOne4ALL.

Concludendo, ci associamo senza riserve alle preoccupazioni espresse dal relatore circa il nuovo meccanismo di valutazione di Schengen: riteniamo infatti che il Parlamento dovrebbe essere in grado di effettuare un esame democratico e apprezzo sinceramente che il Commissario Malmström si sia espressa in questo senso.

 
  
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  Zbigniew Ziobro, a nome del gruppo ECR.(PL) La Romania e la Bulgaria hanno adottato l’acquis di Schengen quando sono entrate a far parte dell’Unione europea, nel 2007. Ora, tuttavia, abbiamo il piacere di discutere il progetto di decisione del Consiglio sull’applicazione dell’acquis di Schengen nei due più recenti Stati membri dell’Unione europea, uno degli ultimi passi verso la soppressione dei controlli alle frontiere interne della Bulgaria e della Romania. Entrambi i paesi hanno ricevuto una valutazione positiva da parte del comitato di esperti relativamente al loro grado di preparazione in vista della soppressione di detti controlli, mentre le carenze riscontrate dovrebbero essere eliminate, e sicuramente lo saranno, in tempi rapidi. Se ciò accadrà c’è da aspettarsi che la Bulgaria e la Romania saranno tecnicamente pronte per accedere al SIS II entro ottobre 2010, nel rispetto dell’attuale tabella di marcia. Grazie a ciò, sarà possibile aprire Schengen ai due nuovi paesi e, al contempo, mantenere un adeguato livello di protezione dei cittadini e dei loro interessi.

 
  
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  John Bufton, a nome del gruppo EFD.(EN) Signor Presidente, Schengen è stata una scelta di compromesso tra la libertà di circolazione di beni e persone e la fiducia che tutti gli attori coinvolti avrebbero intrapreso misure adeguate per garantire la sicurezza anche dei propri interessi. Sebbene il Regno Unito non aderisca formalmente all’acquis di Schengen, il mio paese utilizza alcuni aspetti del Sistema d’informazione Schengen nella lotta contro la criminalità. Eppure, allo stesso tempo, il sistema e l’acquis di Schengen in generale forniscono al criminale più astuto una più ampia piattaforma per la criminalità e la corruzione internazionali.

Dopo l’adesione di Bulgaria e Romania al SIS, il primo interrogativo dovrà essere se questi paesi sono in grado di garantire un livello di esame interno tale da permettere la libertà di circolazione in tutto il continente. C’è stata una significativa opposizione a procedere verso la seconda evoluzione del Sistema d’informazione Schengen, soprattutto sul tema dell’equilibrio tra costi ed efficienza. Il Regno Unito effettua rigidi controlli indipendenti e non aderisce all’iniziativa per la mobilità senza passaporto. Dovremo fornire sostegno finanziario per lo sviluppo di sistemi di raccolta dei dati nei paesi candidati a Schengen, in modo da minimizzare il potenziale aumento della criminalità connesso alla politica di apertura delle frontiere?

Schengen ha moltiplicato le possibilità di far transitare merci illegali e persone attraverso le frontiere. La sicurezza degli spostamenti in assenza di controlli alle frontiere dipende essenzialmente dalla fiducia nel fatto che ciascuno Stato membro sia in grado di condurre controlli a livelli appropriati.

L’espansione del Sistema d’informazione Schengen aumenta lo spazio d’azione per la corruzione e crea una più ampia raccolta di informazioni per i criminali che vogliono forzare la rete. Allo stesso modo, il potenziamento dell’integrazione, insieme con un più stretto coinvolgimento degli Stati membri, può richiedere un aumento delle misure utilizzate nell’ambito del Sistema d’informazione Schengen, soprattutto alla vigilia del passaggio al SIS II. A che punto, ad esempio. sarà certa la memorizzazione dei dati biometrici?

Alcuni temono anche che il sistema possa essere utilizzato per controllare i cittadini con particolari orientamenti politici, e le informazioni in esso contenute sfruttate a fini politici. Il rischio cresce man mano che aumenta il numero di Stati che aderiscono all’acquis. Al momento quasi 500 000 computer possono accedere al Sistema d’informazione Schengen e non è dato sapere quanti di essi siano esenti da software maligni. Di massima, è stato vittima di infezioni del genere un computer su due. Il software spia permette a un terzo di accedere agli stessi dati cui accede l’utente. Più ampio è il sistema, più numerosi sono i dati cui è possibile accedere e più elevato il numero di criminali che possono sperare di abusarne.

Gli Stati membri devono dimostrare livelli di sicurezza eccezionalmente avanzati e, anche con i più grandi sforzi e le migliori intenzioni, nessuno è in grado di escludere la possibilità di una violazione che comprometterebbe anche tutti gli altri interessati.

 
  
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  Elena Oana Antonescu (PPE).(RO) Vorrei formulare i miei più vivi ringraziamenti al relatore, onorevole Coelho, per come ha gestito questo fascicolo e per congratularmi con lui per il lavoro svolto. Sostengo con forza quanto ha affermato prima, non solo per quanto attiene all’attuale valutazione sulla protezione dei dati, ma anche per quanto concerne le altre relazioni che dovranno essere presentate relativamente ai due settori ancora da valutare.

Il Consiglio deve poter garantire che i deputati del Parlamento europeo ricevano tutte le informazioni necessarie ad adottare una decisione adeguata e giusta. Spero sinceramente che troveremo una soluzione in modo da svolgere il nostro lavoro in condizioni normali e prendere decisioni illuminate.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE).(RO) Desidero anzitutto congratularmi con l’onorevole Coelho per l’eccellente lavoro svolto in questa relazione, particolarmente importante per la Romania e la Bulgaria. Desidero chiarire alcune cose. L’adozione da parte della Romania di una legge volta a regolamentare il trattamento dei dati personali è un importante passo avanti nel rispetto dei requisiti necessari a entrare nello spazio Schengen.

Il ministero per l’Amministrazione e gli Affari interni ha recentemente compiuto notevoli progressi per permettere alla Romania di aderire allo spazio Schengen entro il termine stabilito di marzo 2011. La Romania è stata presa a esempio, soprattutto per il proprio sistema di sorveglianza delle frontiere marittime Scomar, nelle relazioni di diversi esperti europei. Allo stesso tempo, altre misure prevedranno la creazione di nuovi servizi territoriali per le forze di polizia di frontiera, l’aumento della cooperazione con Frontex e la prosecuzione degli investimenti, in modo da rendere le frontiere terrestri più sicure.

Vorrei concludere sottolineando che la sicurezza delle frontiere...

(Il Presidente interrompe l’oratore)

 
  
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  Petru Constantin Luhan (PPE).(RO) Anch’io desidero cominciare porgendo le mie congratulazioni al relatore, onorevole Coelho. Ha svolto un lavoro davvero eccezionale per la Romania e la Bulgaria.

Anzitutto, vorrei richiamare la vostra attenzione sul fatto che la Romania è stata indicata come un esempio di buone pratiche in materia di sicurezza dei trasporti marittimi. Ritengo inoltre che la Romania, come la Bulgaria, rispetti i requisiti per aderire al Sistema d’informazione Schengen (SIS). É per questa ragione che credo anche la Commissione debba contribuire ad assistere entrambi i paesi nel completamento delle altre valutazioni, consentendoci così di aderire allo spazio comune dell’Unione europea.

Stiamo parlando di espandere l’Unione europea nella sua globalità, ivi compresi i suoi valori, uno dei quali è la libertà – e il diritto – di spostarsi liberamente.

 
  
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  Czesław Adam Siekierski (PPE).(PL) Signor Presidente, gli europei stanno raccogliendo i frutti dell’accordo di Schengen, che favorisce un flusso reale e libero di persone, lo sviluppo del turismo e la crescita degli scambi commerciali. Questo va a nostro credito e si tratta di un’immane conquista dell’Unione europea. Nondimeno, affinché ciò sia possibile, è fondamentale disporre delle opportune infrastrutture tecniche, che permetteranno il monitoraggio di tutti questi processi. Sappiamo, per esperienza diretta, che il ruolo e la responsabilità dei paesi che aderiscono all’accordo di Schengen sta nel rispettare i requisiti connessi al Sistema d’informazione Schengen. É per il bene di tutti e per la nostra sicurezza. Gli standard in questo settore devono essere mantenuti.

 
  
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  Piotr Borys (PPE).(PL) Desidero ringraziare l’onorevole Coelho, lo specialista di Schengen in seno al nostro Parlamento, che ha effettivamente svolto un considerevole lavoro in questo campo.

Anzitutto, sono lieto che il gruppo di lavoro “Valutazione di Schengen” in seno al Consiglio abbia giudicato positivamente le richieste della Bulgaria e della Romania e che questi due paesi abbiano risolto i problemi che impedivano loro di raggiungere questo importante risultato. Credo che la questione più importante, naturalmente, sia la protezione delle frontiere interne e credo inoltre che noi continueremo a lavorare sul SIS II e sui dati biometrici utilizzati. Si tratta, naturalmente, di un progetto per il futuro, ma ricordiamoci che questo processo ci aspetta.

Auguro agli amici bulgari e rumeni la stessa esperienza che, insieme con la Repubblica ceca e altri Stati, ha conosciuto anche il mio paese, la Polonia, dove le frontiere sono state simbolicamente soppresse e Schengen è divenuta una realtà. É un’esperienza che effettivamente muta la coesione dell’Unione e l’approccio tradizionale al ravvicinamento di vecchi e nuovi membri. Spero che la Bulgaria e la Romania rispetteranno tutti i criteri essenziali per la prossima fase e auspico che l’accelerazione di questo processo ad opera del Commissario Malmström...

(Il Presidente interrompe l’oratore)

 
  
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  Cecilia Malmström, membro della Commissione.(EN) Signor Presidente, non resta molto da aggiungere, perché sembra esserci un forte consenso in seno al Parlamento. Concordo appieno con quanti di voi hanno espresso il parere che vi sia stata davvero ragione di festeggiare, questa settimana. Lo spazio Schengen è una conquista dell’Unione europea e possiamo esserne estremamente fieri. Esso rappresenta la libertà di circolazione dei cittadini in un’Europa senza frontiere e spero che accolga presto due nuovi membri. Nel frattempo, l’accesso al Sistema d’informazione Schengen rappresenta sicuramente un primo passo importante.

C’è ancora del lavoro da fare, in questi paesi, in materia di visti, cooperazione di polizia, procedure giudiziarie, criminalità organizzata e via dicendo; noi, naturalmente, monitoreremo la situazione da vicino. Io stessa prevedo di visitare entrambi i paesi entro la fine dell’anno per dimostrare il mio sostegno e per analizzare gli sviluppi sul campo. Desidero davvero ringraziare questi paesi per i progressi che stanno compiendo in questo periodo.

Come alcuni di voi hanno detto, la fiducia è un fattore molto importante per garantire che gli altri paesi riconoscano i risultati concreti conseguiti, in modo da poter condurre felicemente a termine l’iter. A tale proposito, aumentare la trasparenza del sistema e il coinvolgimento del Parlamento europeo nella fase di valutazione e attuazione è un passo davvero importante.

É per questa ragione che spero che potremo lavorare assieme al nuovo meccanismo di valutazione. Desidero ringraziare a mia volta l’onorevole Coelho per il lavoro svolto su questi due paesi e auspico di poter collaborare ancora assieme a voi.

 
  
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  Carlos Coelho, relatore.(PT) Signor Presidente, quattro note finali. La prima per ringraziare gli onorevoli colleghi per le gentili parole che mi hanno rivolto e i relatori ombra per l’eccellente collaborazione che mi hanno offerto. La seconda per sottolineare che vi è un ampio consenso a favore di queste iniziative, ma anche sul fatto che il Parlamento deve essere informato entro sei mesi del seguito dato alle raccomandazioni non ancora completamente accolte.

La terza per ricordare che questo è solo un primo passo. Ce ne sono ancora altri da compiere, come il Commissario Malmström ha ci ha giustamente ricordato poc’anzi. La quarta e ultima per congratularmi con il Commissario Malmström per averci assicurato che, in autunno, presenterà un’iniziativa legislativa sul sistema di valutazione.

Questi due paesi sono stati valutati solo ed esclusivamente dal Consiglio. Ci occorre però un sistema di valutazione europeo – come ha evidenziato la signora Commissario – che coinvolga tutte le istituzioni comunitarie: la Commissione e il Consiglio, ma anche il Parlamento europeo. Ci occorre, nello specifico, un sistema di valutazione europeo che non applichi due pesi e due misure: non possiamo imporre agli Stati esterni che desiderano aderire a Schengen criteri di valutazione più rigorosi di quelli che applichiamo a chi ha già sottoscritto l’accordo. Tutti, sia i paesi candidati che quelli che hanno sottoscritto l’accordo di Schengen, devono dar prova di rispettare con rigore il relativo acquis e dimostrare che i controlli effettuati alle frontiere esterne sono efficaci come dovrebbero. Solo in questo modo possiamo garantire la sicurezza del nostro spazio di libera circolazione e garantire ai nostri cittadini che possono muoversi liberamente.

 
  
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  Presidente. – La discussione è chiusa.

La votazione si svolgerà domani, alle 12.00.

Dichiarazioni scritte (articolo 149 del regolamento)

 
  
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  Kinga Gál (PPE) , per iscritto. (HU) L’ulteriore espansione dello spazio Schengen rappresenta uno sviluppo positivo e dovrebbe essere sostenuta in tutti i modi, in quanto renderà la libera circolazione delle persone – un elemento chiave dell’acquis dell’Unione europea – accessibile a tutti i cittadini. Esso comporta un beneficio tangibile che l’Unione europea offre ai propri cittadini nella loro vita quotidiana. L’acquis di Schengen è particolarmente importante per noi, cittadini dei nuovi Stati membri che per decenni siamo stati estromessi dall’Europa. Significa molto, per me, che un’altra frontiera – questa volta il tratto rumeno delle frontiere Schengen dell’Ungheria – stia per sparire nel prossimo futuro. Ciò offrirà ai cittadini di entrambi i lati della frontiera, anche al milione e mezzo di cittadini di etnia ungherese che vivono in Transilvania, la possibilità di godere di un’Europa senza frontiere. In base alle tempistiche stabilite per i preparativi, la Romania e la Bulgaria saranno in grado di unirsi allo spazio Schengen nella prima metà del 2011, ossia durante la Presidenza ungherese.

É importante rispettare queste scadenze, per garantire che anche il test di tappa intermedio vada a buon fine. In base all’attuale valutazione intermedia, non vi saranno ostacoli di natura giuridica a che la in Romania e la Bulgaria avvino i preparativi tecnici per l’integrazione anche in questo settore nella seconda metà dell’anno. Sostengo la valutazione e le constatazioni del relatore, soprattutto laddove ricorda che il Parlamento europeo, e in particolare i membri della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, devono avere accesso alle relazioni di valutazione e a tutte le altre informazioni pertinenti prima di esprimere un parere ragionato e motivato.

 
  
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  Kinga Göncz (S&D), per iscritto.(HU) L’accesso della Bulgaria e della Romania allo spazio Schengen, il prossimo anno, potrebbe rappresentare un successo fondamentale per la Presidenza ungherese dell’Unione, che avrà inizio a gennaio. Questa decisione rafforzerà la sicurezza della regione e assicurerà ad altri milioni di cittadini, anche ungheresi, la libertà di circolare in Europa senza controlli alle frontiere. Mi rallegro della valutazione positiva circa il livello di preparazione dei due Stati membri espressa nell’ultima relazione del gruppo “Valutazione di Schengen”, approvata dal Consiglio e dai rappresentati degli Stati membri. Ci si aspetta, pertanto, che la Bulgaria e la Romania saranno pronte ad accedere al Sistema d’informazione Schengen a ottobre 2010. Dopo l’ultima valutazione, prevista per dicembre, i due paesi dovrebbero quasi sicuramente diventare membri a pieno titolo dell’Europa senza frontiere nel corso della primavera. Il ritardo causato dallo sviluppo del Sistema d’informazione Schengen non deve compromettere il processo di adesione dei paesi in attesa dell’integrazione. Per l’Ungheria è particolarmente importante garantire che i cittadini dei paesi confinanti, ivi compresi i membri della comunità magiara che vivono al di fuori dell’Ungheria, possano godere della libertà di circolazione senza frontiere in tutta l’Unione europea.

 
  
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  Csaba Sógor (PPE), per iscritto. – (HU) Sono lieto che il Consiglio europeo sia giunto alla conclusione che la Romania e la Bulgaria, i membri più recenti dell’Unione, hanno rispettato i criteri pertinenti e che, pertanto, possono rientrare nella sfera di applicazione dell’acquis di Schengen. Per i cittadini dell’Europa, uno dei risultati più tangibili dell’integrazione europea è la creazione dello spazio Schengen, che ha portato a una circolazione transfrontaliera senza limitazioni. Quest’opportunità è ancor più significativa per i cittadini degli ex paesi comunisti, in quanto la cortina di ferro li ha intrappolati sia fisicamente che figurativamente, rendendo praticamente impossibile per loro viaggiare nei paesi dell’Occidente europeo. Adesso, a vent’anni dalla caduta del comunismo, tutto sembra un vecchio incubo. Entrando nello spazio Schengen, Romania e Bulgaria compieranno un ulteriore passo verso l’integrazione nell’Europa unita. Con la soppressione dei controlli alle frontiere interne, il concetto di “confine” assumerà un nuovo significato e le frontiere tra gli Stati membri assumeranno una nuova funzione: infatti, esse non rappresenteranno più confini amministrativi, ma diventeranno ponti di collegamento per i cittadini e i paesi dell’Europa. É positivo che la Romania e la Bulgaria aderiscano allo spazio Schengen, uno spazio fatto di numerosissimi ponti e frontiere aperte.

 
Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2010Avviso legale