20. Modifica del regolamento (CE) n. 539/2001 che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo (discussione)
Presidente. – L'ordine del giorno reca la relazione (A7-0294/2010), presentata dall'onorevole Díaz de Mera García Consuegra a nome della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 539/2001 che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo [COM(2010)0358 – C7-0162/2010 – 2010/0192(COD)].
Agustín Díaz de Mera García Consuegra, relatore. – (ES) Signora Commissario, le chiedo di esprimere i miei ringraziamenti anche alla sua eccellente squadra. Onorevoli colleghi, il regolamento (CE) n. 539/2001 adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo.
La proposta di emendarlo, di cui discutiamo oggi, ha tre obiettivi: spostare Taiwan nell'elenco positivo, spostare altri paesi terzi e territori (Trinidad e Tobago, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadines, il Belize, la Dominica, Grenada, le isole Marshall, la Micronesia e Palau) nell'elenco positivo e dibattere della situazione delle Isole Marianne settentrionali.
La situazione delle Isole Marianne settentrionali non pone alcun problema, in quanto gli abitanti, come sapete, sono cittadini statunitensi.
Per quanto concerne lo spostamento nell'elenco positivo dei paesi terzi che ho indicato, la Commissione non intravede alcuna giustificazione per rimuovere l'obbligo di visto, e ne conveniamo.
Passando a Taiwan, quest'isola asiatica ha assistito ad uno sviluppo encomiabile dal punto di vista democratico, sociale ed economico. Le istituzioni democratiche si sono saldamente instaurate dal 1996, quando si sono svolte le prime elezioni presidenziali dirette. Il Presidente è il capo del governo e viene eletto dal popolo taiwanese a suffragio universale con mandato quadriennale. Il potere legislativo è affidato allo Yuan, che consta di 113 membri.
Sul piano economico, il reddito pro capite di Taiwan è uno dei più alti del mondo con 30 100 dollari statunitensi, nel luglio 2010 la disoccupazione si attestava al 5,2 per cento, ben al di sotto della media europea, che segnava invece il 10,1 per cento nello stesso mese. Nel primo trimestre del 2010 la crescita economica è stata del 13,2 per cento, mentre nella prima metà del 2010 l'eccedenza della bilancia dei pagamenti ammontava a 12,1 miliardi di dollari. Stando ai dati pubblicati dal Fondo monetario internazionale nel 2009, Taiwan si collocava al 25° posto nel mondo, con un prodotto nazionale lordo di 379 miliardi di dollari. Va osservato che nel 1950 Taiwan era più povero del Ghana, dell'Uganda e della Repubblica democratica del Congo. Fino al 1960 si affidava sull'esportazione di materie più del Kenia, del Sudafrica ed del Libano. Oggi, però, i prodotti fabbricati a Taiwan rappresentano oltre il 97 per cento delle esportazioni del paese.
Di conseguenza, il tasso di migrazione netto di Taiwna è di appena lo 0,15 per cento. Per questa ragione è molto improbabile che si creino flussi migratori clandesini da questo paese. Stando ai dati forniti dalla Commissione, nel periodo 2006-2008 sono stati fermati solamente 45 gli immigrati clandestini taiwanesi in tutto il territorio dell'Unione europea.
Per quanto concerne la sicurezza dei documenti di viaggio, tengo a precisare che il passaporto elettronico taiwanese ottempera a tutte le norme anticontraffazione fissate dall'ICAO.
La situazione della diaspora taiwanese va analizzata attentamente. Anche se questi cittadini hanno il passaporto rilasciato dalle autorità taiwanesi, devono richiedere un'autorizzazione preventiva per entrare nel paese. Per questo motivo, sarebbe logico che l'Unione europea mantenesse un approccio analogo verso questi cittadini, come indica la mia relazione.
Attualmente Taiwan non richiede il visto per la maggior parte degli Stati membri, ad eccezione di Cipro, della Romania e della Bulgaria. Le autorità taiwanesi si sono, però, impegnate a garantire che, entro l'11 novembre, ossia domani, sia varata l'esenzione dall'obbligo del visto per i cittadini di questi paesi. Si tratta di un impegno ufficiale che è stato comunicato al Consiglio, alla Commissione e al Parlamento nonché alle rappresentanze permanenti dei paesi interessati.
Pertanto, signor Presidente, e per altre ragioni che indicherò nel mio secondo intervento, sarebbe opportuno concedere l'esenzione dall'obbligo del visto a Taiwan, come hanno fatto il Regno Unito e l'Irlanda l'anno scorso.
Andrey Kovatchev, relatore per parere della commissione per gli affari esteri. – (EN) Signor Presidente, esprimo apprezzamento per la relazione dell'onorevole Díaz de Mera García Consuegra. Dopo decenni di tensioni il clima politico tra il governo taiwanese e la Repubblica popolare cinese si è disteso. Sono stati infatti allestiti voli diretti tra Cina e Taiwan ed è già in atto un accordo quadro di cooperazione.
Anche le relazioni tra Taiwan e l'Unione europea evidenziano una tendenza positiva: il fatturato commerciale e gli scambi accademici ed economici sono sostenuti. L'istruzione, la governance democratica ed il reddito di Taiwan sono ai livelli del Giappone e della Corea del sud. Sulla base di questi dati e di altre tendenze positive, la commissione per gli affari esteri sostiene la relazione dell'onorevole Díaz de Mera García Consuegra sull'esenzione dall'obbligo del visto per Taiwan. Come indica il documento, ci aspettiamo che, prima dell'entrata in vigore di siffatta misura, Taiwan abolisca l'obbligo del visto anche per tutti i 27 Stati membri. Va ricordato che i regimi dei visti – e qualsiasi regime consolare o di diritto privato – non pregiudicano alcuna posizione assunta sullo status dei territori definito ai sensi del diritto internazionale pubblico.
Cecilia Malmström, membro della Commissione. – (EN) Signor Presidente, la proposta di spostare Taiwan nell'elenco positivo è stata approvata dalla Commissione il 5 luglio di quest'anno. Taiwan, come tutti sappiamo, è una democrazia ben sviluppata e stabile e ottempera a tutte le norme tecniche applicabili.
La proposta è il frutto di una revisione periodica dell'elenco dei visti e si basa sulle proposte presentate dagli Stati membri. La Commissione valuta una serie di condizioni: l'immigrazione clandestina, la politica pubblica, la sicurezza pubblica, la reciprocità, la coerenza regionale e le relazioni esterne dell'Unione europea.
Dobbiamo rafforzare la coerenza regionale in Asia sud-orientale. Per altri paesi terzi con un livello analogo di sviluppo, come Hong Kong, Macao, il Giappone, la Corea del sud e Singapore, è già stato abolito l'obbligo del visto. Inoltre, il processo è stato senz'altro avviato anche in considerazione delle relazioni tra Taiwan e la Repubblica popolare cinese. Infatti sono stati istituiti di voli diretti e ed è stato concluso un accordo quadro di cooperazione economica tra le due parti.
Come è già stato indicato dal relatore e dall'onorevole Kovatchev, il Regno Unito, l'Irlanda, la Nuova Zelanda e la Corea del sud hanno già abolito il regime dei visti per i cittadini taiwanesi, mentre il Canada è in procinto di farlo.
L'esenzione dall'obbligo del visto per i cittadini di Taiwan ovviamente deve essere reciproco. Taiwan ha progressivamente eliminato l'obbligo del visto per i cittadini di buona parte degli Stati membri dell'Unione europea e si è impegnato ad estendere l'esenzione a tutti i cittadini comunitari. I cittadini rumeni, bulgari e ciprioti potranno recarsi a Taiwan senza dover chiedere il visto a partire dall'11 novembre – cioè domani – quindi potete già prenotare il biglietto!
Inoltre, Taiwan estenderà il periodo consentito ai cittadini dell'UE di rimanere nel paese fino a un massimo di 90 giorni dall'entrata in vigore dell'esenzione dall'obbligo del visto. La proposta riguarda inoltre lo stralcio delle isole Marianne settentrionali dall'elenco negativo, visto che il territorio fa parte degli Stati Uniti.
La libertà dal visto e la liberalizzazione dei visti rappresentano una modalità meravigliosa per unire le persone e per avvicinarle: studenti, ricercatori, comuni cittadini, la comunità economica, scienziati e via dicendo. Ci accingiamo a prendere una decisione molto importante. Sul piano procedurale è una procedura di codecisione, come sapete, ma sono lieta di informarvi che i membri del Consiglio hanno già espresso il loro ampio sostegno. Come mi sembra di capire, e grazie al lavoro del relatore, onorevole Díaz de Mera García Consuegra, e dei relatori ombra, sussiste un grande supporto anche in Parlamento, e quindi spero che domani il voto avrà esito positivo.
È stato presentato un solo emendamento alla proposta della Commissione, che è stato avanzato sia dal Consiglio che dall'Assemblea e che è volto ad escludere i 60 000 cittadini taiwanesi che vivono all'estero. Il relatore e gli Stati membri del Consiglio sono del parere che questi cittadini debbano prima richiedere l'autorizzazione a Taiwan per entrare nel paese. Pertanto, è sembrato logico e ragionevole che l'UE escludesse questa categoria dall'esenzione dall'obbligo del visto. La Commissione ha accolto l'emendamento.
Ringrazio il relatore ed i relatori ombra per l'eccellente sostegno e per la cooperazione su questo tema. Sono certa che la reciprocità piena dell'esenzione intensificherà ulteriormente le ottime relazioni tra l'Unione europea e Taiwan in vari settori, come il turismo e gli scambi, a beneficio di tutti.
Georgios Papanikolaou, a nome del gruppo PPE. – (EL) Signor Presidente, innanzi tutto anch'io devo congratularmi con il relatore e con i colleghi che hanno lavorato su questa relazione. Hanno veramente svolto un lavoro magnifico.
L'esenzione dall'obbligo del visto per i cittadini di Taiwan, ovviamente, rappresenta un passo nella giusta direzione. In primo luogo, abbiamo superato l'ostacolo giuridico, in quanto non tutti gli Stati membri riconoscono Taiwan, e questo è un risultato positivo. Secondariamente, sulla base del riconoscimento reciproco – e nell'ambito di tale riconoscimento – i cittadini degli Stati membri dell'Unione europea non dovranno più richiedere il visto per recarsi a Taiwan, quindi vige un regime uniforme per i 27 Stati membri. In terzo luogo, è stato scongiurato qualsiasi impatto negativo sulle relazioni tra l'Unione europea e la Cina.
A questo punto, se posso, vorrei formulare un'osservazione di carattere più generale. Com'è noto, recentemente sono stati perpetrati degli attacchi terroristici mediante l'invio di pacchi bomba dalla Grecia alle ambasciate di diverse città dell'Unione europea e dallo Yemen verso diversi Stati membri. Ovviamente la minaccia per la sicurezza è stata percepita in maniera più ampia.
Quando i nostri concittadini in Europa sapranno che l'Unione sta facilitando le procedure di ingresso per i cittadini di paesi terzi, come Taiwan e altri paesi che abbiamo recentemente spostato nell'elenco positivo, logicamente si chiederanno se questa misura è suscettibile di incrementare i rischi alla propria sicurezza.
Pertanto dobbiamo essere pronti a dimostrare che, ogniqualvolta viene assunta una decisione del genere, siano già stati valutati tutti questi aspetti. Sappiamo molto bene che esistono dei meccanismi per affrontare ogni sorta di problemi e per salvaguardare i cittadini. Ed è proprio questo il motivo per cui abbiamo preso questa decisione. Siamo dotati di sistemi di scambio delle informazioni e di strutture atte ad affrontare questo tipo di problemi.
Per concludere, devo dire che la decisione è positiva e che, in nessun caso, sarà compromessa la sicurezza dei cittadini europei.
Tanja Fajon, a nome del gruppo S&D. – (SL) Prima di tutto desidero ringraziare il relatore per l'eccellente lavoro che ha svolto. Taiwan può essere considerato una storia di successo. Ho appena fatto rientro da una visita sull'isola e posso dire che il paese ha già siglato diversi accordi di cooperazione con l'Unione europea. L'UE a 27 è il principale investitore nell'economia taiwanese in cui si registra una rapida crescita; quest'anno si prevede che la crescita sfiori il 9 per cento, mentre la disoccupazione si attesta al di sotto del 6 per cento.
Con esenzione dall'obbligo del visto per Taiwan si rafforzeranno le relazioni economiche e politiche con l'Unione, aumenteranno gli investimenti e sarà consentita la mobilità dei giovani e degli studenti in particolare. Come abbiamo sentito, la Cina rimane la minaccia principale per Taiwan, ma negli ultimi anni le relazioni con questo paese sono migliorate, sopratutto in campo economico. Sul piano internazionale Taiwan non gode di un riconoscimento universale in quanto Stato. Non è stato nemmeno riconosciuto dall'Unione europea, benché i cittadini di 24 Stati membri oggi possano recarsi sull'isola senza dover richiedere il visto e prossimamente Taiwan esenterà dall'obbligo del visto anche la Bulgaria, la Romania e Cipro.
Il governo taiwanese ha assunto una serie di importanti misure in tema di sicurezza dei passaporti, che abbiamo potuto verificare in prima persona nel corso della visita all'ufficio preposto al rilascio dei documenti. Le autorità non presentano alcun problema sul versante dell'immigrazione clandestina, nel settore della tratta degli esseri umani o rispetto al traffico illecito di merci. Non esiste la criminalità organizzata nelle città e la gente in genere è felice della propria vita.
Nel corso dell'ultimo anno l'Unione europea ha esentato cinque paesi dei Balcani occidentali dall'obbligo del visto. Lunedì di questa settimana i ministri hanno assunto una decisione importate in merito all'Albania e alla Bosnia-Erzegovina. Si è trattato di un messaggio importante, sopratutto per i paesi che bussano alla porta dell'UE, in quanto è stato loro indicato che hanno una chiara prospettiva europea. La libertà di spostamento rientra tra i diritti umani fondamentali ed io credo fermamente che rappresenti la via giusta da seguire, in quanto Taiwan non pone alcuna minaccia per l'Unione. Pertanto vi chiedo, onorevoli colleghi, di esprimere un sostegno decisivo all'esenzione dall'obbligo del visto domani, consentendo quindi ai cittadini taiwanesi di viaggiare liberamente.
Cecilia Wikström, a nome del gruppo ALDE. – (SV) Signor Presidente, oggi abbiamo un elenco di paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto quando oltrepassano le nostre frontiere esterne. C'è anche un altro elenco in cui figurano i cittadini che sono esenti da tale obbligo. Ovviamente gli elenchi devono essere rivisti periodicamente e devono essere emendati a seconda della situazione dei vari paesi. All'inizio dell'autunno era stato abolito l'obbligo del visto per l'Albania e la Bosnia-Erzegovina. Tra breve saremo chiamati a votare anche sull'esenzione dall'obbligo del visto per Taiwan – un paese che ha messo in atto un grande processo di democratizzazione. Le riforme istituzionali, il dinamismo della società civile e un maggiore rispetto per le libertà civili ed i diritti dei cittadini hanno rafforzato la stabilità, compresa la stabilità politica, a Taiwan. Inoltre, ovviamente non sussiste l'obbligo di visto per gli altri paesi della regione, quindi l'esenzione si pone come un elemento volto ad assicurare una maggiore coerenza regionale. Taiwan non costituisce in alcun modo una minaccia per l'Unione europea, mentre l'esenzione dall'obbligo del visto favorirà le relazioni commerciali con l'UE e promuoverà altresì una cooperazione più stretta nel campo della cultura e della ricerca, che sono comparti importanti per noi tutti.
Per molti anni i politici taiwanesi hanno avuto problemi a recarsi in Europa, anche come privati cittadini, poiché nei paesi europei si temeva di irritare la Cina o di innescare un conflitto politico. Le cose ora stanno diversamente, e spero che il nuovo accordo che stiamo per concludere agevolerà e migliorerà le relazioni politiche tra i politici nell'UE e quelli di Taiwan, comportando altresì un maggiore coinvolgimento di Taiwan nella comunità internazionale, a vari livelli. Ad ogni modo, ci aspettiamo degli avanzamenti anche dal punto di vista ideologico.
L'Europa simboleggia l'apertura, lo spirito di accoglienza e l'inclusione. Per alimentare la fiducia reciproca, bisogna tenere le porte aperte tra i nostri paesi. In questo modo si creeranno dei benefici, si instaurerà una cooperazione e, soprattutto, miglioreranno le relazioni tra i nostri paesi. È un fatto che accolgo con tutto il cuore alla vigilia di questo importante voto che si svolgerà presto al Parlamento europeo.
Charles Tannock, a nome del gruppo ECR. – (EN) Signor Presidente, la stessa signora Commissario Malmström era una buona amica di Taiwan, quando era una deputata europea. Attualmente sono presidente del gruppo per l'amicizia con Taiwan. A nome del mio gruppo sono ovviamente molto felice perché i cittadini taiwanesi presto potranno accedere all'area Schengen senza dover richiedere il visto – per dirla in gergo comunitario, grazie alla liberalizzazione dei visti per Taiwan.
Il mio paese, il Regno Unito, e l'Irlanda – che non fanno parte di Schengen – hanno esentato i cittadini taiwanesi dall'obbligo del visto già un anno e mezzo fa. Posso sicuramente affermare che, stando all'esperienza del Regno Unito, soprattutto in termini di incentivi al turismo e ai viaggi d'affari in regime di esenzione dal visto, la decisione si è rivelata del tutto positiva.
Taiwan è una democrazia fiorente, ricca e moderna che condivide i valori a sostegno dei diritti umani, della pace, della sicurezza e della prosperità nella regione. Possiamo solo trarre beneficio, se favoriremo legami economici più stretti con Taiwan, la cui economia è in continua crescita e si rafforza di giorno in giorno, diventando sempre più il trampolino di lancio per gli investimenti europei in Cina. L'Europa, ovviamente, sta anche rapidamente colmando il divario con l'America come destinazione preferita degli studenti universitari taiwanesi e dei laureati che vogliono perseguire la carriera di ricercatori. Anche in questo caso i benefici di questi scambi sono sostanziali in ogni possibile senso. È un segno importante del nostro supporto e della nostra solidarietà con Taiwan che, sotto la presidenza ispirata del Presidente Ma, ha ricercato soluzioni pragmatiche dinanzi all'isolamento internazionale imposto dalla Repubblica popolare cinese.
Mario Borghezio, a nome del gruppo EFD. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, in primo luogo desidero esprimere un sincero e convinto ringraziamento al relatore, che ha speso bene la sua competenza e la sua severità, garantendo agli Stati membri che l'apertura alla libera circolazione degli abitanti di Taiwan e l'abolizione dei visti non porteranno problemi all'Unione europea.
Non sono altrettanto convinto di quello che è stato fatto ultimamente nei confronti di paesi quali la Bosnia-Erzegovina e l'Albania. Adesso si parla addirittura di abolire i visti da parte della Turchia. Non sono convinto che in quelle situazioni la Commissione e il Parlamento abbiano fatto bene il loro lavoro nel garantire la sicurezza dei cittadini europei. Quindi, a maggior ragione, plaudo alla relazione e al voto del Parlamento europeo, che sarà sicuramente positivo.
La storia non è acqua. Chi ha una certa età si ricorda che cosa ha rappresentato per decenni quella che una volta si chiamava la Cina nazionalista, che era una bandiera di libertà. L'Occidente non si deve dimenticare chi ha difeso i principi di libertà quando altrove c'erano minacce. Ancora adesso, in tema di diritti umani, io credo che si dovrebbe fare una netta distinzione.
I cinesi di Taiwan sono quindi benvenuti anche da noi in Padania come presenze importanti e qualificate già esistenti nei nostri territori, che caratterizzano nettamente l'integrabilità dei loro cittadini nella nostra società. Taiwan, a differenza di altri paesi, ha inoltre il merito di non esportare insieme alle sue merci nell'Unione europea indirizzi sociopolitici contrastanti coi principi di libertà, di tutela dei diritti umani e di rispetto delle minoranze etniche e religiose. I cittadini di Taiwan sono quindi benvenuti nell'Unione europea e in Padania.
Béla Kovács (NI). – (HU) Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi, si può affermare che il sistema di visti costituisce un mezzo efficace per prevenire l'ingresso e il soggiorno clandestino negli Stati membri dell'Unione europea. Per decidere se i cittadini di un paese terzo sono soggetti all'obbligo del visto, la situazione del paese va esaminata caso per caso, tenendo conto di tematiche quali l'immigrazione clandestina, l'ordine pubblico e le questioni legate alla sicurezza oltre che le relazioni esterne, la coerenza regionale e, naturalmente, il principio di reciprocità.
Il meccanismo di valutazione deve funzionare in modo tale da assicurare che l'obbligo del visto possa essere immediatamente reintrodotto per i paesi che non ottemperano ai criteri indicati o che introducono l'obbligo del visto per i cittadini di uno o più Stati membri. Purtroppo l'esperienza dimostra che poi tocca invariabilmente agli Stati membri far fronte alle conseguenze dell'esenzione dall'obbligo del visto nell'ambito dell'immigrazione e della sicurezza. Per me, si tratta di una materia che attiene alla politica di sicurezza e non deve essere una sorta di regalo per i paesi richiedenti. È proprio per questa ragione che devono essere chieste ai vari paesi delle garanzie in tema di sicurezza prima di poter avere il nullaosta affinché i propri cittadini possano accedere al territorio dell'Unione europea senza il visto.
Kinga Göncz (S&D). – (HU) Anch'io esprimo apprezzamento per l'inserimento l'esenzione dall'obbligo del visto per Taiwan all'ordine del giorno del Parlamento. Stiamo pagando i nostri debiti. Ai partner dell'Unione europea che rivestono un'importanza analoga è già stata concessa l'esenzione dall'obbligo del visto ed ora i loro cittadini possono viaggiare senza dover richiedere il visto. Taiwan è al quarto posto tra i partner commerciali più importanti dell'Unione europea in Asia, mentre gli scambi nella direzione opposta hanno un'importanza quasi paritaria tra Taiwan e l'Unione europea. Ci aspettiamo che la liberalizzazione dei visti rafforzi ulteriormente queste relazioni che peraltro sono già molto intense. Sappiamo che le relazioni sono strette anche al di là della sfera economica e commerciale, ossia nel campo della ricerca, dello sviluppo tecnologico, dell'istruzione e della cultura, e possiamo aspettarci che la liberalizzazione rafforzi anche questi comparti.
Come condizione sarà concessa l'esenzione dall'obbligo del visto a tutti i 27 Stati membri dell'Unione europea entro quest'anno, quando sarà abolito l'obbligo del visto per Cipro, Bulgaria e Romania. Si tratta di un elemento fondamentale. Anch'io tengo a sottolineare che i cambiamenti intercorsi a Taiwan negli ultimi 50-60 anni sono molto importanti. Taiwan ha costruito un sistema istituzionale democratico e, partendo da paese povero, si è trasformato in un paese economicamente forte, quindi non c'è motivo di temere, come molti hanno detto, che l'esenzione dall'obbligo del visto, comporti qualche sorta di pressione migratoria. Anzi, dobbiamo avere aspettative positive al riguardo.
Laima Liucija Andrikienė (PPE). – (EN) Signor Presidente, sostengo appieno quanto hanno affermato i relatori, gli onorevoli Díaz de Mera García Consuegra e Kovatchev. Taiwan è un paese industrializzato con standard elevati a livello tecnico e amministrativo e ottempera senza dubbio ai più elevati standard di sicurezza nelle procedure di controllo e in ambito doganale. Pertanto esorto i colleghi ad approvare l'esenzione dall'obbligo del visto per Taiwan, che avremmo già dovuto concedere da tempo.
Taiwan è altresì membro dell'Organizzazione mondiale del commercio come territorio a regime doganale unico. Ma non dobbiamo fermarci qui, dobbiamo sostenere l'adesione di Taiwan ad altre organizzazioni internazionali, come l'ICAO e la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Taiwan è un paese che merita un riconoscimento di questo tipo, poiché è un partner importante dell'Unione europea nella regione dell'Asia orientale. I legami sono destinati a rafforzarsi a beneficio di entrambe le parti.
Dobbiamo perseguire l'intensificazione delle relazioni con Taiwan in futuro. Uno dei possibili sviluppi che dobbiamo considerare riguarda la negoziazione di un regime più ampio sugli scambi con Taiwan, soprattutto adesso che è stato siglato l'accordo di cooperazione economica, un accordo sostanziale. Se ci muoviamo in questa direzione, il regime di esenzione dall'obbligo del visto va visto come un elemento essenziale per approfondire le relazioni tra l'UE e Taiwan.
Ioan Enciu (S&D). – (RO) Prima di tutto mi congratulo con l'onorevole Díaz de Mera García Consuegra per la relazione che ha redatto. Quasi sicuramente sarà votata all'unanimità domani.
Tuttavia, vorrei sapere come la Commissione intende sostenere il principio di reciprocità nella relazione dell'Unione europea con i paesi terzi. Taiwan usufruirà dell'esenzione dall'obbligo del visto per l'intera Unione europea e abolirà tale obbligo anche per la Romania, la Bulgaria e Cipro. È una mossa positiva. D'altro canto, gli Stati Uniti, che godono di un'esenzione totale per tutta l'UE, si rifiutano di concedere la reciprocità per Romania, Bulgaria, Polonia e Cipro. È stata per di più introdotta una tassa d'ingresso per tutti i cittadini UE, il che praticamente equivale ad un visto implicito.
In base al principio di reciprocità e di solidarietà tra Stati membri, la Commissione deve abbandonare questa posizione di passività, in quanto ha accettato la situazione come un fatto compiuto, e deve adottare invece un ruolo attivo in questo processo in modo da instaurare una reciprocità piena in merito all'esenzione dall'obbligo del visto per tutti gli Stati membri. Nella misura in cui la negoziazione dei trattati sui visti ricade nella sfera esclusiva dell'Unione europea e non degli Stati membri, la Commissione deve assumere ogni possibile provvedimento per risolvere queste situazioni.
Marek Henryk Migalski (ECR). – (PL) Signor Presidente, signora Commissario, esiste chiaramente un consenso in Aula e la relazione con ogni probabilità verrà adottata domani. Il voto favorevole potrebbe non essere unanime, ma la relazione sarà adottata a grandissima maggioranza e con il sostegno di tutti gli schieramenti politici. Non voglio ripetere tutte le argomentazioni che sono state esposte dal relatore e dalla signora Commissario. Taiwan, in realtà, ottempera a tutte le condizioni, sia economiche che politiche, affinché sia rafforzata la cooperazione, e l'esenzione dall'obbligo del visto sarà sicuramente utile in questo contesto. Siamo praticamente obbligati ad abolire il visto, in quanto Taiwan ha dimostrato che la democrazia liberista si può instaurare ovunque, in ogni contesto culturale, e che la trasformazione che è stata messa in atto ha avuto esito positivo. Dobbiamo quindi sostenerla.
Infine sussiste anche un altro motivo, a parte quello economico. Vi ha fatto accenno anche l'onorevole Borghezio, è il motivo di carattere politico, quindi non mi soffermerò, ma comprendiamo tutti che si tratta di un motivo importante. In questo ambito dobbiamo quindi supportare i nostri amici taiwanesi.
Peter Jahr (PPE). – (DE) Signor Presidente, Taiwan figura nell'elenco positivo. In altre parole, i cittadini taiwanesi possono recarsi nell'Unione europea senza visto. Ne sono lieto. Tuttavia, la politica è una questione di dare e avere. Avrei voluto che anche Taiwan, in cambio, concedesse immediatamente l'esenzione dall'obbligo del visto a tutti i cittadini dell'Unione europea. Finora, però, non è successo. Taiwan ha semplicemente dichiarato la sua intenzione di mettere in atto siffatta misura entro la fine dell'anno. Spero che questa dichiarazione d'intenti sia seguita da un'azione concreta. Per il resto ho fiducia nel relatore, che ha sollevato la questione, e voterò a favore della proposta. Come ho detto, spero che anche Taiwan risolva la questione e quindi consenta a tutti i cittadini UE di recarsi nel paese senza dover richiedere il visto.
Cecilia Malmström, membro della Commissione. – (EN) Signor Presidente, desidero reiterare i miei ringraziamenti al relatore e alla Plenaria per il sostegno espresso affinché Taiwan sia spostato nell'elenco positivo. Posso rassicurare i deputati che ancora nutrono dubbi che la metodologia della Commissione sull'esame dei vari paesi – compreso Taiwan – è molto meticolosa ed è volta ad appurare che siano ottemperati tutti i criteri prima di formulare la proposta. Come sempre, abbiamo agito in maniera molto attenta.
Confermo inoltre all'ultimo oratore che è intervenuto che domani sarà abolito l'obbligo del visto per i paesi che ne sono ancora soggetti. Da domani la liberalizzazione dei visti entrerà in vigore per questi paesi, quindi la reciprocità sarà piena. Dopo il voto di domani saremo in una posizione di forza e invieremo altresì un messaggio forte. Possiamo tutti rallegrarci, confidando in relazioni ancora più positive tra i cittadini taiwanesi ed i cittadini dell'Unione europea. Vi ringrazio sentitamente per l'ottimo dibattito.
Agustín Díaz de Mera García Consuegra, relatore. – (ES) Signor Presidente, noblesse oblige, quindi, per cominciare, devo esprimere tutta la mia gratitudine per il sostegno che hanno espresso i colleghi a nome dei rispettivi gruppi politici per la relazione che ho avuto l'onore di presentare in Aula. Vi ringrazio, inoltre, per aver sostenuto il mio lavoro.
Non sarebbe, però, corretto, se non riconoscessi che il merito va essenzialmente alla signora Commissario Malmström, il cui sostegno ed energia, profusi insieme alla sua eccellente squadra, hanno reso possibile giungere a questa azione, che definirei un atto di giustizia.
Non ho altro da aggiungere, signor Presidente. Non mi resta che congratularmi con il popolo e con le autorità taiwanesi e ovviamente con la valida squadra diplomatica di cui Taiwan dispone nel mondo, in particolare a Bruxelles.
Presidente. – La discussione è chiusa.
La votazione si svolgerà domani, giovedì, 11 novembre 2010, alle 12.00.
Dichiarazioni scritte (articolo 149 del regolamento)