Giovanni La Via (PPE). - Sono a favore del compromesso raggiunto sulla proposta di direttiva perché, nonostante qualche punto problematico, ritengo sia un buon testo che tutela il paziente dai grandi pericoli conseguenti all'assunzione di farmaci falsificati. Negli anni abbiamo visto crescere a dismisura il numero di medicinali falsificati, e le stime più recenti ci indicano circa un milione e mezzo di farmaci venduti in modo illegale in Europa, soprattutto via Internet.
Questi dati costituiscono una grave minaccia non solo per i pazienti, ma anche per i produttori europei. In gioco infatti c'è la protezione della salute pubblica, nonché la tutela dei consumatori, ai quali bisogna garantire delle stringenti misure di sicurezza e delle sanzioni efficaci da parte degli Stati membri. Con il voto odierno si introdurranno norme efficaci e flessibili e ci si occuperà anche di lotta alla criminalità organizzata.
Per comprendere la necessità di sicurezza che investe il settore, basti pensare che nel 2008 sono stati sequestrati circa 34 milioni di farmaci illegali. Forse sarebbe servito un po' di coraggio in più in merito alla tracciabilità dei farmaci e dei principi attivi provenienti da paesi terzi: ma quella compiuta oggi resta comunque una tappa importante.
Clemente Mastella (PPE). - Signor Presidente, la proposta della Commissione relativa alla prevenzione dell'ingresso nella filiera farmaceutica di medicinali falsificati mette in risalto una preoccupazione che sta diventando una priorità per tutti i cittadini europei: la qualità e la sicurezza dei medicinali di cui facciamo quotidianamente uso.
Occorre dunque impostare una nuova strategia europea, volta a contrastare il dilagante fenomeno della diffusione di medicinali falsificati, con il duplice scopo di poter rispondere a questa crescente minaccia per la salute pubblica e di poter assicurare l'incolumità di tutti i pazienti.
Gli ultimi rapporti al riguardo hanno infatti registrato una vera e propria impennata dei sequestri di medicinali falsificati alla dogana, nonché una sempre crescente, e pertanto pericolosissima, tendenza a falsificare non solo i medicinali cosiddetti di conforto ma anche i farmaci salvavita, compresi i medicinali per la cura del cancro, delle malattie cardiache, dei disturbi psichiatrici e delle infezioni.
Alfredo Antoniozzi (PPE). - Signor Presidente, l'aumento dei medicinali falsificati sequestrati lungo le frontiere dell'Unione europea nel 2007 è stato pari al 384 percento rispetto al 2005. Abbiamo assistito inoltre a un incremento della tendenza a falsificare anche i farmaci salvavita, compresi i medicinali per la cura del cancro e delle malattie cardiache, dei disturbi psichiatrici e delle infezioni.
Questi dati descrivono uno scenario allarmante, nel quale i pazienti rischiano di andare incontro a situazioni quali il fallimento terapeutico, mettendo in pericolo la propria salute e, in alcuni casi, la propria vita. Accolgo con favore la proposta della Commissione. Tuttavia, la relazione della collega Matias mette correttamente in luce quelli che sono gli aspetti negativi e i punti sui quali non possiamo astenerci dal dare certezza ai nostri cittadini.
In particolare, vorrei sottolineare che la proposta della Commissione non fornisce risposte esaurienti sulla natura e sulle caratteristiche di un medicinale falsificato, di un principio attivo o di un eccipiente, così come sulle definizioni riguardanti i diversi soggetti operanti nella filiera farmaceutica, di cui vanno chiariti ruoli e responsabilità.
Le sanzioni della proposta della Commissione non sono adeguate, ma soprattutto essa non tiene conto della vendita di farmaci su Internet, uno dei principali canali d'ingresso per i medicinali falsificati del mercato europeo.
Iva Zanicchi (PPE). - Signor Presidente, ho espresso voto favorevole al testo della collega Matias poiché l'immissione di medicinali falsificati nelle filiere legali rappresenta una minaccia per l'intero sistema farmaceutico europeo, in quanto mina la certezza che i cittadini ripongono nella qualità dei medicinali in vendita nelle farmacie e negli altri luoghi di distribuzione legale.
È importante porre un freno al fenomeno in graduale crescita dei medicinali falsificati in tutti i paesi europei, e ciò per tutelare e garantire la salute dei nostri cittadini. I principi attivi contenuti in un farmaco falsificato possono essere infatti di qualità inferiore alla norma, completamente assenti, oppure presenti in un dosaggio sbagliato.
Licia Ronzulli (PPE). - Signor Presidente, i dati ufficiali parlano chiaro: l'1 percento dei medicinali venduti legalmente nell'Unione europea è contraffatto. Come se non bastasse, le più recenti indagini dimostrano che il fenomeno è in costante crescita e le sue proporzioni hanno ormai superato il livello di guardia.
Come ha già sottolineato l'onorevole Antoniozzi, la contraffazione dei farmaci salvavita è particolarmente redditizia, quando la produzione avviene in India o in Cina spacciandola poi per produzione europea. La pericolosità di questa sostanze è inaudita e può mettere a repentaglio la vita di coloro che ne fanno uso per scopi terapeutici.
Ho votato a favore della relazione per dire NO al Far West delle vendite online, il canale d'ingresso preferenziale che permette a questi veleni di introdursi illegalmente nel mercato farmaceutico dell'Unione europea. Con l'adozione di questo documento, il Parlamento potrà finalmente far sentire la propria voce, dotandosi degli strumenti necessari per trovare e punire questi veri e propri spacciatori, criminali senza scrupoli, che si stanno arricchendo da troppo tempo sulla pelle di persone malate.
Paolo Bartolozzi (PPE). - Signor Presidente, quello dei medicinali falsificati è un problema che sta avendo un'incidenza sempre più ampia a livello internazionale e comunitario, sia per l'incremento del numero dei casi che per l'aumento del perfezionamento degli stessi. È a queste sfide che la relazione dell'onorevole Matias – frutto di lunghe e laboriosi negoziati – vorrebbe rispondere.
Tale relazione, alla quale abbiamo espresso il nostro sostegno, ha definito un quadro normativo che, partendo da definizioni più precise e dettagliate, ha preso in considerazione tutti gli attori, i momenti e le dimensioni della filiera farmaceutica – sicurezza, tracciabilità, obblighi per la catena di distribuzione – ottenendo un buon compromesso.
Sono questi alcuni degli aspetti sui quali bisogna cercare di operare per raggiungere il principale obiettivo di stabilire norme più rigorose, per scongiurare l'ingresso dei medicinali falsificati, giungendo a un positivo e più completo impianto normativo in grado di salvaguardare la salute dei cittadini, ponendoli al riparo dal rischio di gravi conseguenze.
Sergej Kozlík (ALDE). - Podľa odhadov je dnes v Európskej únii približne 1% z celkového množstva liečiv, ktoré sa dostanú k pacientom legálne prostredníctvom siete lekární, falošných. Toto percento neustále rastie. Ide o zdravie ľudí. Falošné lieky môžu mať iné účinky než tabletky, ktoré predpíše lekár. Môžu byť aj životu nebezpečné.
Falšovanie je zločinom a musí byť spojené so zvláštnymi sankciami. Nová legislatíva, ktorú podporujem, prináša viac bezpečnostných prvkov, ako i sankcií pre falšovateľov. Vymedzuje kontrolný systém zlepšujúci identifikáciu liekov, aby sa v budúcnosti dali toky liekov vystopovať od výrobcu až ku spotrebiteľovi.
Do rámca nových pravidiel je zahrnutý aj predaj liečiv prostredníctvom internetu. Ten predstavuje jeden z najviac využívaných spôsobov, ako dostať falošné výrobky na trhy Európskej únie.
Alajos Mészáros (PPE). - Én is szívesen megtámogattam ezt a jelentést, mert az Európai Unió tagországaiban a WHO becslése szerint, mint azt kollégáim is már többször említették, nagyon sok a hamisított gyógyszer. Ez a szám egyre növekszik, ezért mindent meg kell tennünk annak érdekében, hogy a hamisított gyógyszerek ne tudjanak az ellátási láncba kerülni. Ez nem az egész gyógyszerészeti rendszert fenyegeti, de aláássa az emberek bizalmát is a gyógyszertárakkal szemben, nem beszélve arról a tényről, hogy a hamisított gyógyszerek tartalmazhatnak a szabványoknak nem megfelelő hatóanyagot is. Becslések szerint 2020-ra a hamisított gyógyszerek száma elérheti a 42 milliót is, mely nagy veszélynek teheti ki Európa gazdaságát.
A gyógyszeripar Európában évente összesen 170 milliárd euró forgalmat bonyolít le. Meg kell akadályoznunk a külföldi gyártók által folytatott tisztességtelen versenyt, mely során olyan gyógyszereket hoznak forgalomba, melyek gyártási folyamata nem ellenőrizhető. Fontosnak tartom továbbá az olyan kérdések megvitatását is, mint például a gyógyszerek interneten történő értékesítése. Virtuális gyógyszertárak segítségével képesek vagyunk olyan termékeket is elérni a világhálón, melyek megvásárlásához egyértelműen orvosi rendelvény szükséges. Nem beszélve arról, hogy ilyen módon tudják a hamisítók a legkönnyebben termékeiket az ellátási láncba juttatni.
Pier Antonio Panzeri (S&D). - Signor Presidente, ho votato a favore della risoluzione sui progressi dell'avvicinamento della Croazia all'Unione europea nel quadro del processo di allargamento, perché ritengo molto importanti sia l'avvio di questo processo sia i progressi compiuti dalla Croazia.
Ciò che auspichiamo è sostanzialmente il fatto che l'allargamento, oltre che alla Croazia, finisca con l'abbracciare l'insieme dei Balcani occidentali. Questo è uno dei punti centrali sia delle politiche di vicinato che di quelle di allargamento dell'Europa.
Esprimo quindi il mio convinto voto favorevole alla relazione Swoboda.
Anna Záborská (PPE). - Si nous sommes obligés aujourd'hui de voter un rapport visant la protection des patients de médicaments falsifiés, c'est en partie aussi parce que le libéralisme du marché prôné par la Commission européenne a ouvert les portes au marché des produits falsifiés. La concurrence dérégulée conduit à ce que des médicaments soient falsifiés au profit des entreprises. Le consommateur en est la victime.
J'ai voté pour ce rapport même si je ne suis pas entièrement convaincue que la définition du produit falsifié soit la bonne. De plus, il n'est pas entièrement clair qui doit être puni dès lors qu'un médicament falsifié est retrouvé. Mais c'est un premier pas dans une bonne direction et nous verrons dans un an si notre action était efficace.
Giommaria Uggias (ALDE). - Signor Presidente Pittella, con la risoluzione approvata oggi sono stati fissati dei principi importanti per la tutela dei consumatori, aumentando le garanzie contro la diffusione dei farmaci falsificati. Si tratta di un fenomeno gravemente pericoloso e tra i rimedi più significativi è stato posto l'argine alla vendita dei farmaci online di dubbia provenienza e – attraverso l'adozione di una serie di garanzie – ci doteremo di una regolamentazione rigida che richiede autorizzazioni e controlli.
Tuttavia, ciò non significa che vengono annullate le forme di tutela della salute e delle prescrizioni mediche. Occorre infatti ricordare che non viene pregiudicata la potestà legislativa degli Stati membri in materia e che questi possono conservare o limitare il divieto di vendita dei farmaci online nel proprio territorio.
Ciò rappresenta l'occasione per gli Stati membri di regolamentare meglio la materia ma occorre ricordare, signor Presidente, che i cittadini possono ordinare i farmaci da un altro Stato membro e che l'occasione della regolamentazione non dev'essere un'altra opportunità per privilegiare le caste dei farmacisti, ma bisogna proseguire attraverso questo cammino di liberalizzazione che l'Unione europea sta tracciando con provvedimenti come questo.
Miroslav Mikolášik (PPE). - Prerokúvame normu, ktorá hovorí o falšovaných liekoch. Vieme, že po zbraniach, drogách, farmaceutický priemysel vyrába najväčšie zisky, a nie je teda náhodou, že zločinci sa zameriavajú na falšovanie liekov, aby práve pomýlili našich spoluobčanov, pacientov.
Koľkokrát liek, ktorý má liečiť rakovinu alebo srdce, neobsahuje vôbec tú účinnú látku alebo len v malom percente a je to vlastne zločin, ktorý ohrozuje zdravie, koľkokrát aj život pacienta.
Je dobré, že sme prijali v tomto texte aj princípy, nové princípy, ktoré sprísňujú postih tých, ktorí robia kriminálnu činnosť v tejto oblasti, a som rád, že Európa urobila krok správnym smerom. Samozrejme, že predaj na internete, ale aj predaj cez normálny klasický dodávateľský systém, ktorý často predáva vlastne falšované lieky, bude takto lepšie kontrolovaný.
Cristiana Muscardini (PPE). - Signor Presidente, in questi anni è aumentato in maniera esponenziale il numero dei farmaci contraffatti ed è deplorevole che, nonostante un incremento del 384 percento della vendita di questi farmaci dal 2005 al 2007, la Commissione sia arrivata così tardivamente a predisporre un'iniziativa. Siamo assolutamente convinti delle posizioni della relatrice, che ha cercato di migliorare il testo della Commissione, occupandosi anche della vendita dei farmaci via Internet.
Sull'argomento in questione, in questi anni ho più volte interrogato la Commissione e segnalato il pericolo, senza avere mai risposte o un'iniziativa concreta. Perciò oggi accogliamo con favore quanto fatto dalla relatrice per migliorare il testo, nella speranza che d'ora in poi la salute dei cittadini sia effettivamente un valore primario per le nostre istituzioni.
Alfredo Pallone (PPE). - Signor Presidente, ho votato a favore della relazione della collega Matias, in quanto è importantissimo aumentare gli standard di sicurezza e stabilire regole efficaci, efficienti e severe per evitare che farmaci contraffatti possano essere introdotti all'interno dell'Unione europea. È un'esigenza e un dovere che abbiamo nei confronti di tutti i cittadini europei, che spesso sono ignari dell'acquisto di un farmaco falsificato.
Concordo con l'impianto della relazione, che introduce obblighi a carico non solo dei distributori ma anche di tutti i soggetti operanti nella filiera. È spesso, infatti, nelle maglie dei vari passaggi della catena distributiva che prodotti a rischio vengono introdotti. Il controllo, però, non deve avvenire soltanto al momento della commercializzazione, ma è bene ispezionare anche i siti dove vengono prodotti i medicinali e i principi attivi, anche nei paesi terzi.
Nutro però una perplessità che non possono non dichiarare: avrei preferito che il regolamento avesse disciplinato in modo più incisivo, tramite un'armonizzazione delle diverse legislazioni nazionali, anche le vendite online, per tutelare il consumatore europeo al 100 percento.
Antonello Antinoro (PPE). - Signor Presidente, ho votato a favore di questa relazione poiché l'impianto normativo che ne scaturisce è sicuramente migliorato rispetto a quanto prevedeva la direttiva del 2001. Quest'ultima, infatti, poneva degli obblighi esclusivamente a carico dei distributori all'ingrosso, non garantendo affatto l'affidabilità della filiera farmaceutica.
Con la relazione oggi votata sono state introdotte misure che garantiranno maggiormente la sicurezza dei prodotti farmaceutici quale, ad esempio, l'intensificazione delle ispezioni ai produttori extra Unione europea sulla base delle analisi di rischio. La proposta di modifica prevede inoltre la necessità di pubblicare in una banca dati a livello europeo l'elenco dei distributori all'ingrosso certificati, per i quali cioè non sia stata accerta la conformità alla legislazione UE mediante un'ispezione da parte dello Stato membro.
Si poteva comunque auspicare un risultato più ambizioso, soprattutto attraverso l'introduzione di ispezioni obbligatorie nei siti produttivi di principi attivi nei paesi terzi. Queste ultime sono state omesse con la motivazione che i costi di attuazione sarebbero stati troppo elevati. Se invece fossero state introdotte, si sarebbe potuto evitare ancora una volta che, mentre le imprese europee devono sottostare a standard qualitativi altissimi, quelle che producono in altre regioni del mondo beneficiano di quadri regolamentari sicuramente meno rigorosi. Mi auguro pertanto che in futuro possano essere apportati dei miglioramenti.
Francesco De Angelis (S&D). - Signor Presidente, oggi in Europa sono più di 100 milioni le lavoratrici e i lavoratori che dipendono direttamente o indirettamente dalle piccole e medie imprese. Eppure le piccole e medie imprese vivono una crisi senza precedenti: carenza di liquidità, vincoli e lacci burocratici, ostacoli amministrativi.
Ecco dunque il senso di questa risoluzione: il Parlamento chiede a favore delle piccole e medie imprese programmi di garanzia per i crediti e i prestiti e un'energica iniziativa europea per controbilanciare non solo negli auspici, ma soprattutto nei fatti, i nuovi – e per molte imprese proibitivi – requisiti bancari, in particolare per quanto riguarda le garanzie collaterali e i premi di rischio più elevati.
Infine, condivido la necessità di aumentare significativamente i finanziamenti nell'ambito del programma per la competitività e l'innovazione e di rilanciare con forza e determinazione il tema della semplificazione: snellire e semplificare, affinché le imprese che intendono accedere ai fondi siano messe nella condizioni di farlo senza dover ricorrere a costosissime consulenze esterne. Per questi motivi ho votato a favore di questa risoluzione: ce lo chiedono le PMI e quei 100 milioni di lavoratrici e lavoratori europei occupati nel settore.
Sergej Kozlík (ALDE). - Z praktických aspektov týkajúcich sa revízie nástrojov Európskej únie na podporu financovania malých a stredných podnikov chcem vyzdvihnúť najmä pohľad na problémy externého financovania. Je zrejmé, že veľký počet malých a stredných podnikov bude aj naďalej závisieť hlavne od úverov a pôžičiek. Je znepokojujúce, že bankový sektor požaduje stále väčšie zábezpeky a vyššie rizikové prirážky, čo znižuje možnosti financovania a využívania podnikateľských a pracovných príležitostí v týchto podnikoch.
Pokladám preto za potrebné posilniť jednotlivé programy na úrovni členských štátov, ale zvýšiť aj prostriedky Európskej únie a Európskej investičnej banky smerované na inovačné finančné nástroje. Treba podporiť ďalšie uplatňovanie záručných nástrojov v spojení s revolvingovým financovaním, to by som zdôraznil, využívanie finančných nástrojov s delením rizika, ako je rozšírenie inštitúcií mikrofinancovania.
Andrzej Grzyb (PPE). - Panie Przewodniczący! To ważna rezolucja dotycząca mechanizmu wsparcia finansowego małych i średnich przedsiębiorstw. Spotykamy się czasami z krytycznymi ocenami, że z jednej strony mówimy o ważnej roli tego sektora przedsiębiorstw – w produkcji, w tworzeniu 1/3 PKB w Unii Europejskiej, w tworzeniu stabilnych miejsc pracy – ale bez dobrych instrumentów wsparcia finansowego dla tych firm. Większość funduszy Unii Europejskiej na rozwój i innowacje z racji wymagań trafia przede wszystkim do wielkich firm. To należałoby zmienić. Natomiast małe i średnie przedsiębiorstwa nie są w stanie sprostać wymaganiom, które są im postawione.
Kryzys poważnie ograniczył dostęp małych i średnich przedsiębiorstw do kredytu i pożyczki, a nowe regulacje, które mają dotyczyć sektora bankowego mogą to jeszcze utrudnić. Wspomnę tutaj o przygotowanej Bazylei III w zakresie norm ostrożnościowych. Za szczególnie ważne uznaję dostęp do finansowania rozwoju firm, w szczególności w zakresie innowacji. Podkreślamy rolę sektora małych i średnich przedsiębiorstw, w szczególności jako tę grupę sleeping innovators. Małe i średnie przedsiębiorstwa muszą szerzej wejść na rynek europejski. To służy ożywieniu gospodarki, tworzeniu miejsc pracy oraz osiągnięciu celów założonych w strategii Europa 2020.
Cristiana Muscardini (PPE). - Signor Presidente, valutare e rivedere gli attuali strumenti di sostegno al finanziamento delle piccole e medie imprese in vista del prossimo quadro finanziario pluriennale è necessario se si vuole puntare, anche su questo settore, a incentivare la ripresa dell'economia reale al fine del superamento definitivo della crisi.
Questa necessità è imposta anche dalla tutela degli interessi delle piccole e medie imprese qualora si stabiliscano per le banche – come propone Basilea III – requisiti patrimoniali più elevati in termini di capitale proprio; è richiesta dalla situazione di molti intermediari finanziari, scoraggiati dagli oneri amministrativi creati dalle complesse regolamentazioni finanziarie europee; è influenzata dalle difficoltà create dai differenti regimi fiscali e di sostegno ed è suggerita dall'esigenza di rendere coerenti i programmi di sostegno dell'Unione, per fornire maggiori garanzie e un buon equilibrio tra i regimi nazionali e quelli dell'Unione.
Condivido perciò la proposta di istituire uno sportello unico per i vari strumenti di finanziamento destinati alle PMI. Semplificare le offerte e le procedure per l'accesso ai mercati rappresenta un sostegno importante anche se fosse necessario aumentare i finanziamenti. Sono state spese ingenti somme per salvare banche improvvide: spendere per 23 milioni di piccole e medie imprese mi sembra un'operazione in attivo per definizione.
Alfredo Pallone (PPE). - Signor Presidente, ho votato a favore della risoluzione perché sono convinto che occorre una strategia europea per quanto concerne le PMI che, come tutti sappiamo, rappresentano la struttura della nostra economia e vanno sostenute e aiutate.
La prossima programmazione finanziaria dell'Unione europea non può quindi prescindere da queste considerazioni e deve aumentare e diversificare le risorse a disposizione. Ma questa è solo una misura comunque insufficiente e quindi occorre aggiungerne altre. È importante agire con l'ausilio di una strategia a lungo termine, evitando misure tampone o una tantum – mi riferisco alle nuove regole in materia finanziaria che l'Unione europea si appresta a porre in essere. Occorre che tali nuove regolamentazioni non si traducano in un restringimento della concessione del credito alle imprese – mi riferisco anche a Basilea III.
Questa è la nuova vera sfida: conciliare e regolare il sistema bancario evitando che i costi siano traslati sulle aziende, sui cittadini e sulle PMI. È con la crescita che si contribuisce sia al risanamento che al sostegno del settore, passando da impostazioni teoretiche alla prassi.
Marian Harkin (ALDE). - Mr President, I am happy to support this resolution, but of course one of the main problems faced by SMEs is access to credit. This is a major impediment to job creation and indeed growth. In countries undergoing severe austerity measures – like my own country, Ireland – this issue is particularly severe and I believe it needs to be dealt with immediately.
We need to act at EU level to ensure that banks are willing and able to finance SMEs. Recapitalisation of banks is important, but recapitalised banks with the SME sector on its knees is a recipe for disaster.
My real fear is that we are going to end up with a highly capitalised banking system, while the real economy is on floor. We all talk about growth, and that is the only way that many of the peripheral economies can climb out of the abyss that they are already in. Yes, it is a balancing act, but we have a situation where the health of our financial institutions is improving day by day but SMEs still remain in intensive care.
Clemente Mastella (PPE). - Signor Presidente, l'evoluzione demografica registrata negli ultimi anni ci induce a considerare la necessità della messa in atto di una strategia capace di rafforzare la coesione e la coerenza in campo pensionistico, di favorire la solidarietà tra le generazioni e fra le persone, contribuendo al contempo a garantire un reddito sicuro e adeguato dopo il pensionamento.
Concordo con la relatrice quando sottolinea come in Europa esistano grosse divergenze fra i sistemi pensionistici, sui quali ha avuto pesanti ripercussioni la forte crisi economica e finanziaria con l'aumento della disoccupazione, il calo della crescita, la riduzione dei rendimenti sugli investimenti e la crescita del debito pubblico. Le casse pensionistiche hanno maggiori difficoltà a garantire pensioni adeguate e, in qualche caso, ad onorare gli impegni contratti.
In occasione della riforma dei propri sistemi pensionistici, molti Stati membri hanno proceduto a pesanti tagli. La sostenibilità finanziaria è importante, ma occorre tener conto anche dell'esigenza di garantire un reddito adeguato. Sostenibilità dei bilanci e adeguatezza dei regimi pensionistici non sono obiettivi fra loro conflittuali ma due facce della stessa medaglia: la vera sostenibilità non può essere conseguita senza un reddito pensionistico adeguato.
In virtù anche della mia esperienza di ministro del Lavoro in Italia, signor Presidente, posso affermare che se non c'è una conformità da parte degli Stati membri sarà molto difficile per i singoli Stati adeguarsi a questo tipo di normativa.
Jens Rohde (ALDE). - Hr. formand! For ikke så længe siden fastslog EU-Domstolen, at Tyskland skal have større åbenhed om og lave udbud af deres arbejdsmarkedspensioner. Jeg havde en hel del forventninger til, at det var en dom, der ville have en afsmittende effekt på andre lande i Europa. Det skete desværre ikke, og Kommissionen har ikke været villig til at rykke over for andre lande, der stavnsbinder deres folk til bestemte pensioner. Derfor er det også vigtigt, at Europa-Parlamentet nu har slået fast, at der skal være rentabilitet for borgerne i deres pensionssystemer. Der skal være åbenhed om omkostninger og afkast, og så skal vi fjerne barriererne for mobiliteten over grænserne. Det er alt sammen gode og sunde liberale principper, men tager man konsekvensen af det, så burde det jo også være sådan, at man kan flytte sin pension fra én kasse til en anden kasse, hvis ikke den arbejdsløshedskasse eller den pensionskasse, man har fået anvist af sin fagforening eller arbejdsgiver, gør sit arbejde ordentligt. Så langt nåede vi ikke i denne omgang, men vi fik dog taget et skridt på vejen i dag, og det synes jeg er godt for det indre marked og for borgernes muligheder for at få et ordentligt afkast af deres pensioner.
Alfredo Antoniozzi (PPE). - Signor Presidente, l'efficienza della spesa sociale, data la pressione che esercita sui bilanci, riveste oggi un'importanza fondamentale nei sistemi economici degli Stati membri. Lo abbiamo potuto constatare in questi ultimi anni, nei quali abbiamo assistito a un aumento della disoccupazione, della povertà e dell'esclusione sociale, con un conseguente aggravamento dei deficit di bilancio in molti Stati membri, seguito da problemi di finanziamento delle pensioni.
Accolgo con favore la relazione della collega Oomen-Ruijten, che mira a dare nuovi impulsi a livello nazionale e dell'Unione europea, contribuendo alla creazione di sistemi pensionistici solidi, adeguati a lungo termine, sostenibili e sicuri.
Colgo tuttavia l'occasione per ricordare che a tutt'oggi non disponiamo di criteri o definizioni comuni, né di un'analisi approfondita che permetta di spiegare, in tutti i loro aspetti, i vari sistemi pensionistici e la loro adeguatezza rispetto ai bisogni dei cittadini. Mi chiedo come sia possibile affrontare un tema così delicato in mancanza di un simile studio. Richiamo pertanto la Commissione a porre rimedio a questa lacuna, intraprendendo le azioni adeguate per classificare tipologicamente i sistemi pensionistici degli Stati membri e produrre una serie di definizioni comuni che permettano la compatibilità dei sistemi stessi.
Philip Claeys (NI). - Ik zou gewoon een suggestie willen doen. Ik merk dat heel wat collega's hun spreektijd ruim overschrijden, soms tot 30 seconden. Ik zou willen vragen om strenger toe te zien op het naleven van de spreektijd. U mag dat natuurlijk ook bij mij doen.
Presidente. − Avendo concluso la votazione in tempi molto veloci, ho pensato di essere più flessibile nei confronti dei colleghi che hanno sforato il tempo a loro disposizione. Se lei mi chiede di essere rigoroso lo farò, ovviamente, ovviamente sempre con moderazione.
Licia Ronzulli (PPE). - Signor Presidente, io invece la ringrazio di questa sua generosità, perché durante le discussioni non abbiamo mai la possibilità di sforare il minuto e quindi questa è una possibilità in più che ci viene data di parlare e di argomentare, in questo caso, le dichiarazioni di voto, che sono comunque alla base delle relazioni che votiamo.
I sistemi pensionistici europei versano in uno stato sempre più allarmante. Bisogna agire subito, far sì che uomini e donne abbiano pari opportunità, tutelare chi decide di andare in pensione oggi e, allo stesso tempo, proteggere chi nel mercato del lavoro sta solo ora muovendo i primi passi. In Europa le donne continuano a guadagnare in media il 18 percento in meno rispetto agli uomini.
Il principale effetto di tale disparità salariale emerge nell'età pensionabile: avendo percepito un reddito minore nell'arco della vita attiva, le donne hanno anche pensioni inferiori. Di conseguenza, le donne sono più colpite degli uomini dalla povertà persistente. Soprattutto in tempi di crisi occorre integrare la prospettiva di genere in tutte le politiche, adottando misure nazionali condivise e coordinate a livello europeo.
Andrzej Grzyb (PPE). - Panie Przewodniczący! Cel Zielonej Księgi to zgromadzenie opinii państw członkowskich jak osiągnąć zakładany cel – adekwatne, stabilne i bezpieczne emerytury, zaś przyjęte sprawozdanie Komisji słusznie stwierdza, że po pierwsze, brak jest podstaw do ujednolicenia systemów emerytalnych. Po drugie, że państwa członkowskie powinny oferować zróżnicowane formy wypracowania przyszłych emerytur, a przede wszystkim zaś powinny uznać minimalną emeryturę, aby chronić ludzi przed ubóstwem. Po trzecie, państwa członkowskie takie m.in. jak Polska, które przygotowały trudną reformę emerytalną, która powoduje wzrost deficytu i długu publicznego, nie powinny być karane przez procedurę nadmiernego deficytu. Po czwarte, system emerytalny powinien zachęcać do dłuższego okresu pracy, co jest zgodne z trendem na rynku pracy. Konkluzje w moim przekonaniu są w pełni zgodne ze strategią gospodarczą Unii Europejskiej Europa 2020, w szczególności ze strategią zatrudnienia oraz walki z ubóstwem i wykluczeniem społecznym.
Silvia Costa (S&D). - Signor Presidente, ho votato a favore di questa risoluzione perché ritengo che il compromesso faticosamente raggiunto nella nostra commissione sia sostanzialmente positivo, in quanto costituisce uno strumento per richiamare gli Stati membri a garantire pensioni adeguate, sostenibili e trasportabili in Europa, al cospetto di un invecchiamento della popolazione molto significativo.
Desidero però formulare tre osservazioni critiche, che spero la Commissione europea recepirà nel Libro bianco annunciato. La prima: il mancato riconoscimento dell'importanza del terzo pilastro nei sistemi pensionistici. La seconda: pur essendo stata riconosciuta l'esistenza di una differenza dei redditi pensionistici tra uomini e donne derivante dal gap salariale, dalle interruzioni per periodi di cura nonché dalla maggiore disoccupazione femminile, non sono stati previsti – cosa che invece sarebbe auspicabile – criteri di flessibilità in uscita per le donne in età pensionistica, con un riconoscimento adeguato dei periodi di cura ai fini proprio della definizione dell'età pensionabile. La terza: andrebbe affermato, in particolare per i giovani e i lavoratori durante l'arco della loro vita lavorativa, il diritto dei cittadini europei a un programma comune di educazione e informazione previdenziale e sulla propria posizione assicurativa.
Hannu Takkula (ALDE). - Arvoisa puhemies, on erittäin tärkeää pyrkiä Euroopan tasolla pääsemään kohti riittäviä, kestäviä ja turvattuja eläkejärjestelmiä. Meidän on tietenkin muistettava se, että Euroopan unionissa on 27 erilaista jäsenvaltiota, joissa taloudelliset olosuhteet ovat vielä monelta osin erilaisia ja eläkkeiden koot ovat hyvin erisuuruisia. Lähtökohtaisesti meidän pitää kuitenkin huolehtia siitä, että eläketulo on riittävä eri jäsenvaltioissa.
Ennen muuta kannan huolta eri maissa, eri Euroopan unionin jäsenvaltioissa, työskentelevien nuorten eläkkeistä. Millä tavalla voidaan huolehtia siitä, että eläkkeet siirtyisivät paremmin myös maasta toiseen, ei vain eläkekassoista toiseen, koska niissäkin on suuria ongelmia? Tässä asiassa toivoisin joustavuutta. Tässä asiassa tarvitaan ehkä Euroopan laajuista koordinaatiota.
Tiedän, että eläkekeskustelu tulee jatkumaan, koska hiljattain luin, että esimerkiksi vuonna 2010 Suomessa syntyneiden lasten elinikäennuste on 100 vuotta. Jos ajatellaan, että 30 vuotta opiskellaan ja 30 vuotta ollaan työssä, niin sitten 40 vuotta ollaan eläkkeellä. Näin ollen meidän on varmasti mietittävä järjestelmiä uudella tavalla, että tämä tilanne voidaan hoitaa kaikkien kannalta kestävällä tavalla.
Anna Záborská (PPE). - Správu som podporila, aj keď zelená kniha, ktorú pripravila Európska komisia, je nedostatočná. Stratégia 2020 nám predstavuje vysnívanú budúcnosť. Zelená kniha otvorila diskusiu o skutočnej budúcnosti, ale ignoruje realitu. Celou Zelenou knihou sa ťahá jeden motív: nech starí ľudia pracujú.
Autori zelenej knihy sa ani nepokúsili hľadať riešenie tam, kde sa život začína. Slovo žena použili spolu šesťkrát. Slovo rodina trikrát a slovo dieťa dokonca iba raz. Preto si myslím, že Komisia by mala svoju bielu knihu vypracovať podstatne komplexnejšie, zdôrazniť význam materstva a neformálnej práce žien, vypočuť si Združenie rodín z celej Európy a do všetkých svojich politík a stratégií zahrnúť nový imperatív: family mainstreaming.
Miroslav Mikolášik (PPE). - Rozdiely medzi jednotlivými dôchodkovými systémami v členských štátoch sa vyznačujú obrovskými rozdielmi, čo vyplýva zo skutočnosti, že táto oblasť patrí a má naďalej patriť k primárnym právomociam členských štátov. Pravdaže určitá konzultácia, podľa môjho názoru, sa javí ako nevyhnutná, pretože Európska únia a členské štáty musia bezodkladne hľadať riešenia na nové hospodárske a demografické výzvy, akými sú napríklad predpoklady, že pomer počtu obyvateľov nad 65 rokov k obyvateľstvu v produktívnom veku vzrastie v roku 2060 na 53 %. Pričom pripadnú na jedného dôchodcu len dvaja pracujúci. V tomto kontexte je prirodzené, že priemerné verejné výdavky na dôchodky a výdavky spojené so starnutím sa zvýšia a bude čoraz zložitejšie poskytovať primerané dôchodky. Preto je potrebné stimulovať zapájanie sa ľudí do trhu práce, zvyšovať mieru zamestnanosti a hospodársky rast. A nie dostatočne sa zdôrazňuje význam rodiny, tak ako povedala kolegyňa Záborská, nikto o tom nehovorí, že deti treba mať, a to zlepší náš dôchodkový systém.
Димитър Стоянов (NI). - Аз гласувах за този доклад, защото смятам, че развитието на адекватни и устойчиви европейски пенсионни системи е много важно, особено, когато се имат предвид демографските процеси, които настъпват в Европа и че ние имаме един континент, който ще продължава да има все по-застаряващо население и все повече хора трябва да бъдат издържани от все по-малко.
Но искам също така да кажа, че измененията, които аз също подкрепих, които предвиждат Комисията да състави експертни групи, които да разработват проекти, с които да подпомагат националните системи, не трябва твърде да разширяват своите правомощия. Пенсионната политика e политика на националните държави и Комисията не трябва да излиза извън правомощията си, въпреки че нейната консултация ще бъде при всичко положения полезна.
Czesław Adam Siekierski (PPE). - Panie Przewodniczący! Przyjęliśmy wyjątkowo ważne sprawozdanie dotyczące systemów emerytalnych w Europie. Stoimy bowiem przed poważnymi wyzwaniami demograficznymi. Wskaźnik urodzeń jest bardzo niski, rośnie długość życia, zwiększają się wydatki publiczne wynikające ze starzenia się społeczeństwa. W wielu krajach prowadzone są debaty na temat przedłużenia wieku emerytalnego. Obecna sytuacja gospodarcza i demograficzna zmusza nas do poważnego zastanowienia się nad tą kwestią.
Rośnie, tak ja powiedziałem, długość życia. Pracujemy w lepszych warunkach, co pozwala na przedłużenie naszej aktywności. Systemy emerytalne są w kompetencji państw członkowskich. Jednak nadchodzi czas na ich koordynację na poziomie Unii Europejskiej, np. w odniesieniu do funkcjonowania rynku wewnętrznego, wymogów paktu stabilności i wzrostu. Wydatki przeznaczone na świadczenia emerytalne i leczenie znacząco wpływają na stan finansów publicznych w poszczególnych państwach członkowskich. Trzeba stymulować ludzi do przedłużania kariery zawodowej poprzez poprawę warunków pracy i płac.
Marian Harkin (ALDE). - Mr President, I welcome this report. Hopefully it will put the issue of pensions centre stage in EU matters.
I think the core issue is: how are Member States going to finance adequate pensions for their citizens? What systems will they put in place using some combination of the three pillars to ensure that their pension systems are sustainable?
There is a yawning gap between current pension provision and what will be needed to provide pensions at current levels for the next 40 years. Indeed, an estimate from a major insurance company states that the gap between what we are currently providing, both public and private, and what will be needed to ensure that pension provision remains at the same level in 40 years’ time for the EU 27, is EUR 1.9 trillion per year. That is a staggering figure and, while measures such as, perhaps, longer working lives or other initiatives will help to bridge that gap, there is still an enormous fiscal black hole.
I hope that this debate and the subsequent White Paper from the Commission will ensure that we begin to deal with this matter in a realistic way.
Seán Kelly (PPE). - A Uachtaráin, bhí áthas orm vótáil ar son na Tuarascála seo, mar is dóigh liom go bhfuil sé thar a bheith in am dúinn an cheist seo a phlé sa Pharlaimint.
Gan dabht ar bith is ‘buama réidh le pléascadh’ é fadhb na bpinsean faoi láthair, agus beidh sé níos measa amach anseo. Ach caithfear deireadh a chur le cleachtaí áirithe; mar shampla, i mo thír féin, beidh polaiteoirí ag éirí as anois agus beidh siad ag fáil níos mó ar pinsean ná dá leanfadh siad ar aghaidh ag obair. Níl ciall dá laghad leis sin.
Freisin, tá daoine ar pinsean agus tá siad ag fáil níos mó ar pinsean ná mar a bhí siad ag fáil fiche bliain ó shin nuair a bhí páistí óga acu agus morgáiste mór.
Caithfear na ceisteanna seo a phlé; agus go háirithe caithfear cúlchiste ollmhór a chur ar bun chun pinsin a sholáthar sa todhchaí.
Daniel Hannan (ECR). - Mr President, we now see what is meant by European economic governance, by fiscal federalism. Whatever else we say about the leaders of the EU, no-one can fault their lack of ambition. We see here their sheer hunger for power. Awesome. Inexorable. Rude and incontinent.
Not only are we talking about tax harmonisation, about a European debt union, about automatic fiscal transfers, but we are also talking about the harmonisation of pensions. We are talking about the harmonisation of public sector salaries. We are talking about the full machinery of single EU economic governance.
I am sure you can spot the logical flaw here. This is being done as a result of the failure of monetary union. European monetary union has not worked, so let us have European economic and fiscal union. Closer integration has failed to deliver, so let us have more integration. In the process, what we are doing is condemning the peoples of several of the Member States to preventable poverty and preventable emigration, in order to sustain our own conceit.
Syed Kamall (ECR). - Mr President, it is quite clear that across the political spectrum we all want adequate, sustainable and safe European pension systems. If we confined ourselves to the idea of making sure that a worker in one State can move to another Member State and take their pension with them, that might be a valid idea to pursue.
We should, however, be careful about the different structures of pension systems in different Member States. Some are more private-oriented and some are very much State-funded. As we move towards more harmonised European pension systems, the concern I hear from my constituents is whether they will have to bail out underfunded or badly managed State pension funds in other countries, just as we have had to bail out badly managed countries and their national debt.
We talk about sustainable pensions, yet at the same time we bring about policies in this place such as the Alternative Investment Fund Managers Directive, which will reduce the returns on savings and investments for tomorrow’s pensioners. We must make sure we have a consistent message.
Martin Kastler (PPE). - Herr Präsident! Ich habe dem Bericht der Kollegin Oomen-Ruijten zugestimmt und möchte zwei Themen betonen. Wenn wir zum einen in Europa sehen, dass in einigen Ländern zu früh zu viel Rente gezahlt wird, diese Länder aber in Schwierigkeiten kommen und die anderen Länder dafür geradestehen müssen, dann wird das ungerecht. Diese Ungerechtigkeit kann natürlich nicht über die Gemeinschaft refinanziert werden. Hier bedarf es einer europäischen Koordinierung.
Der zweite Punkt, der mir in diesem Bericht sehr gut gefällt, ist, dass das Subsidiaritätsprinzip klar besagt, dass die Mitgliedstaaten für die Altersvorsorge selber zuständig sind. Das ist richtig.
Daher halte ich diesen Bericht für einen Schritt in die richtige Richtung, dass wir in Europa einerseits wahrnehmen, dass unsere Bürgerinnen und Bürger im sozialen Bereich mehr Koordinierung in Europa wollen, weil sie sich ungerecht behandelt fühlen, und dass wir andererseits klar machen, wo die Hauptverantwortung liegt, nämlich in den Mitgliedstaaten.
Dieser Bericht geht in diese Richtung. Wir werden alles daran setzen, für das Weißbuch dies auch weiter durchzusetzen.
Anneli Jäätteenmäki (ALDE). - Arvoisa puhemies, äänestin tämän esityksen puolesta, mutta haluan muistuttaa, että eläkepolitiikka, samoin kuin sosiaalipolitiikka, on kansallinen asia ja päätösvallan tulee myös säilyä siellä. Sen sijaan eurooppalaista yhteistyötä tarvitaan siinä, että ihmiset, jotka ovat olleet muissa EU-maissa töissä ja palaavat sitten mahdollisesti entiseen kotimaahansa, saisivat eläkkeensä niistä eri maista, missä he ovat olleet työssä. Tänä päivänä se on vaikeaa ja siinä on puutteita. Tämä asia Euroopan unionin jäsenmaiden pitäisi korjata. Jos on vapaa työvoiman liikkuvuus, myös eläkkeen pitää aina liikkua maasta toiseen.
Siiri Oviir (ALDE). - Mul on väga hea meel, et me oleme selle raportiga tegelenud ja selle täna vastu võtsime. Ka mina hääletasin selle poolt. Mul on hea meel, et see raport ei tungi liikmesriikide pärusmaale, vaid arvestab subsidiaarsuse põhimõttega: see on suuniseid andev, mitte käskiv. Selge on see, et raporti eesmärk on anda uut hoogu pensionisüsteemi kindlustamisel selle jätkusuutlikkust silmas pidades.
Raport annab uusi mõtteid liikmesriikidele lähenemaks oma pensionisüsteemidele, et nad adekvaatsemaks muuta. Raportis on positiivselt lähenetud mitmele küsimusele, sealhulgas liikuvus ja ülekantavus, pensioniiga, pensionisüsteemide raamistik, selle seos 2020-strateegiaga. Positiivne on ka asjaolu, et raportis nähakse ette Euroopa Liidu õigusaktide läbivaatamine. Toetasin samuti Euroopa Kindlustus- ja Tööandjapensionide Järelevalve Asutuse loomist, sest majanduskriis on meile näidanud, et me vajame sellist asutust.
Roberta Angelilli (PPE). - Signor Presidente, sono stata più volte in Croazia nei primi anni '90, durante la guerra, proprio per portare aiuti umanitari, ed è anche per questo che mi sta a cuore l'entrata della Croazia nell'Unione europea.
La Croazia ha fatto molto: dalle riforme del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione, alla lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, così come la tutela dei diritti delle minoranze. Sono convinta che l'adesione della Croazia incoraggerà il resto dei paesi del Balcani occidentali a lanciare e attuare nuove riforme democratiche e trasparenti, nonché un'ottima politica di vicinato.
Ma molto c'è ancora da fare in ricordo della vasta azione di pulizia etnica nei confronti della popolazione italiana consumata tra il '45 e il '48 dalle milizie delle autorità croate dell'ex regime comunista jugoslavo, durante la quale vennero massacrate più di 20.000 vittime innocenti. Il 10 febbraio, con la Giornata del ricordo, l'Italia commemora i martiri delle foibe e gli esuli istriano-dalmati, per non dimenticare, non solo chi è stato ucciso brutalmente ma anche per ribadire i diritti degli esuli, a partire dai beni confiscati durante quegli anni, e il diritto al rimpatrio.
Cristian Dan Preda (PPE). - Aş vrea să revin aici asupra unor puncte pe care le-am abordat în unele dintre amendamentele depuse împreună cu colegul Bernd Posselt, amendamente care au trecut cu succes în Comisia pentru afaceri externe. În primul rând, aş vrea să reiterez speranţa că negocierile pentru aderare cu Croaţia se vor încheia în prima jumătate a anului 2011, aşa cum a fost anunţat în programul preşedinţiei ungare. Din acest punct de vedere, ar fi un gest simbolic pentru că s-ar întâmpla asta la 20 de ani de la declararea independenţei faţă de fosta Republică Iugoslavă. O asemenea încheiere a negocierilor ar fi, pe de altă parte, un semnal foarte puternic dat celorlalte state candidate din Balcani, în contextul în care, aşa cum se ştie, capacitatea de atracţie a Uniunii pare în recul. În fine, aş vrea să subliniez determinarea autorităţilor croate de a lupta împotriva corupţiei şi a crimei organizate. E semn că, aşa cum am observat şi altă dată, corupţia nu e o fatalitate dacă există voinţă politică.
Philip Claeys (NI). - Ik heb tegen het verslag gestemd, ondanks het feit dat ik een voorstander ben van de toetreding van Kroatië tot de Europese Unie. Het probleem is dat dit verslag leest als één grote beschrijving van de corruptieproblemen die nu bestaan in Kroatië en toch houdt men mordicus vast aan een afronding van de onderhandelingen in de komende maanden. Wij zouden eigenlijk eens moeten leren uit de fouten van het verleden.
In 2007 heeft men Roemenië en Bulgarije toegelaten, terwijl men wist dat zij niet voldeden aan de voorwaarden en dat er een zeer groot probleem van corruptie bestond. Ik vind het dan ook totaal ongepast en onaanvaardbaar om ons nu vast te pinnen op een datum, terwijl men weet dat er nog zoveel grote problemen bestaan.
Andrzej Grzyb (PPE). - Panie Przewodniczący! W przeciwieństwie do kolegi z przyjemnością głosowałem za tym raportem o rozszerzenie i zakończenie negocjacji z Chorwacją. To ważny cel prezydencji węgierskiej, a po drugie będzie to duży sukces dla Chorwacji oraz ważny sygnał dla państw kandydujących do Unii Europejskiej w regionie. Tych kilka rozdziałów, które pozostały do zakończenia negocjacji, powinno być zamkniętych w bieżącym półroczu. Najważniejsza jest wola Chorwacji, która deklaruje swoją determinację we wdrożeniu wszystkich postanowień i kryteriów członkostwa. Ta wola dotyczy również regulacji trudnych relacji sąsiedzkich. Wszystkie państwa, które ostatnio stały się członkami Unii Europejskiej, wiedzą, że najtrudniejsze są finalne negocjacje, bo w nich również mamy wiele postanowień, które dotyczą wielkich grup społecznych. Przykład stoczni w Chorwacji jest również takim dobrym przykładem. Życzę Chorwacji determinacji i chciałbym, aby w czasie polskiej prezydencji można było podpisać traktat akcesyjny.
Anna Záborská (PPE). - Monsieur le Président, la Croatie fait partie des États qui devraient être membres de l'Union européenne depuis longtemps. J'ai voté pour ce rapport et je félicite le rapporteur. Je remercie le commissaire Füle pour avoir exprimé le maître mot de la politique de l'intégration européenne: la loyauté réciproque. Toutefois, je regrette que le volet relatif à la liberté de religion ne soit pas suffisamment étudié.
L'adhésion de la Croatie à l'Union européenne ne signifie pas l'abandon des traditions inhérentes au peuple croate. La religion en fait partie et j'insiste pour qu'à l'avenir, le peuple croate soit respecté aussi dans les aspects relatifs à la liberté de religion. Là aussi, c'est la loyauté réciproque et la richesse de la diversité qui devraient théoriquement caractériser l'Union européenne.
Miroslav Mikolášik (PPE). - Prístupové rokovania s Chorvátskom vstupujú do záverečnej fázy. Chorvátsko za uplynulý rok prejavilo dobrú vôľu pokračovať v potrebných reformách, a to najmä prijatím podstatných zmien a doplnením ústavy, ale aj zosúladením právnych predpisov s komunitárnym acquis a prajem aj maďarskému predsedníctvu, aby ukončilo už prístupové rokovania práve s Chorvátskom. Oceňujem významný pokrok dosiahnutý v oblasti verejnej správy, hospodárstva a súdnictva a teší ma tiež, že Chorvátsko aktívne spolupracuje pri stíhaní vojnových zločincov.
Na druhej strane, rozšírená korupcia zostáva naďalej významným spoločenským a hospodárskym problémom, ktorý treba riešiť možno aj s asistenciou Európskej únie, aby sa tento negatívny jav následne nepreniesol aj do európskych štruktúr, a verím, že v ľudovom hlasovaní, v referende v Chorvátsku občania potvrdia rozhodnutie Chorvátska stať sa novým členským štátom Európskej únie.
Czesław Adam Siekierski (PPE). - Panie Przewodniczący! Integracja Bałkanów Zachodnich z Unią gwarantuje stabilizację regionu oraz jego szybszy rozwój. Najbardziej zaawansowanym w swoich staraniach krajem jest Chorwacja. Zachęcający jest postęp w wielu dziedzinach, włączając w to walkę z korupcją, jednocześnie potrzebne są dalsze wysiłki, m.in. odnośnie do niezależności oraz poprawy wydajności sądownictwa, reformy administracji publicznej oraz polityki konkurencji. Zachęcamy Chorwację do nieustawania w działaniu na rzecz praw mniejszości oraz wsparcia dla powracających uchodźców. Jednym z problemów do rozwiązania, jakie stoją przed Chorwacją, jest również poprawa współpracy z Międzynarodowym Trybunałem Karnym dla Byłej Jugosławii. Należy też przyjąć i przyśpieszyć plan restrukturyzacji i prywatyzacji dla stoczni znajdujących się w trudnej sytuacji. Największym wyzwaniem jednak może okazać się sceptycyzm społeczeństwa chorwackiego odnośnie przystąpienia do Unii. Wyrażam zadowolenie z aktywnej roli Chorwacji do współpracy regionalnej, poprawy współpracy z sąsiednimi krajami i jej wysiłki na rzecz pojednania w regionie.
Seán Kelly (PPE). - Mr President, I look forward to the accession of Croatia to the European Union, particularly as an Irish MEP. Croatia and Ireland are very similar in terms of population – 4.5 million – and will have the exact same number of MEPs – 12. Also, at a time when many Eurosceptics are talking about the implosion and the disintegration of the European Union, it is rather paradoxical that countries are queuing up to join the European Union – Croatia being a case in point. They are not joining willy-nilly: they are joining as a result of a very rigorous accession process and Croatia has made much progress in that regard.
Granted, there are problems, particularly regarding the judiciary, but I am sure in due course these matters will be dealt with. Of course, no country is without its faults. As Our Lord himself said: ‘Let he who is without sin cast the first stone’. I look forward to Croatia joining the European Union and think it will be a very good member.
Daniel Hannan (ECR). - Mr President, the history of Croatia is in some ways the story of a series of political unions contracted by a ruling elite without the consent of the people: first the union with Hungary, then that with the Habsburg monarchy, then the short-lived Kingdom of Serbs, Croats and Slovenes, and then of course the Yugoslav Federation. So it is progress of a kind that at least the ordinary people of Croatia will have the final word over EU accession. Under the current constitutional arrangements, a referendum must be held within 30 days of the contraction of the accession treaty.
I think there are real losses potentially to Croatia. It is a country with an educated and industrious workforce that could do extremely well pricing itself into the market and exploiting the advantages of relatively cheap exports; but I am a democrat, and of course, if the people of Croatia vote in favour of EU accession, if that is their considered will, then I will support their bid when it comes before this Chamber.
I just raise the question of why some of the existing Member States should not also consult their people on the issue of continued membership. On a major constitutional issue of this sort, it seems quite proper that the existing politicians should not be allowed to make permanent derogations of sovereignty without first asking the permission of those they represent. Our parliamentarians are not the owners of our freedoms. They are their temporary and contingent custodians and, if they want to alienate power from Westminster, they should have the courtesy to ask our permission.
Syed Kamall (ECR). - Mr President, when I discuss the issue of enlargement with my constituents, many of them raise concerns about some of the previous enlargements. They worry about certain Member States that were let in which, they feel, had not addressed issues such as corruption and property rights. I get many letters from constituents from Member States who joined many years ago, in particular the rights of property holders in Spain, as many of my constituents see their property rights undermined and often lose their life savings. I get similar letters from people in Cyprus and from property-owners in Bulgaria.
Leaving that aside, let us look at the picture in Croatia at the moment. The issues that people write to me about quite often are those of press freedom, corruption and property rights. It is important that we do not just brush these under the carpet and say ‘do not worry about it; it will all be sorted out in due course’. These countries and new Member States which apply for membership of the EU need to reassure us over these concerns so that they are not problems we inherit when the EU enlarges and they do not cause problems for the citizens of existing EU Member States.
Roger Helmer (ECR). - Mr President, I have spent some considerable time in Croatia and also taken pains to follow developments there. Croatia is a country which is characterised by endemic bribery, corruption, crony capitalism and unexplained wealth amongst the political classes. It lacks the basic infrastructure of a free society. The rule of law, the rights of property and enforceable contracts are all seriously challenged in Croatia. The judicial system is completely log-jammed, so the citizens and companies operating in Croatia cannot effectively appeal for justice. The Croatian media are subject to censorship and intimidation.
If this country, Croatia, is considered a suitable country for joining the European Union, then heaven help all of us.
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − Tendo em conta o aumento preocupante de produtos medicinais falsificados, aprovo o presente relatório. O compromisso alcançado na série de trílogos durante a Presidência Belga demonstrou que é importante harmonizar as questões de segurança, nomeadamente no que concerne aos produtos não sujeitos a prescrição médica e às condições de remoção e substituição de medicamentos pelos embaladores, aumentando-se assim a transparência no sector. A aplicação de penalidades também veio enriquecer estas medidas, consideradas essenciais no combate aos medicamentos falsificados nas redes de distribuição legais.
Laima Liucija Andrikienė (PPE), raštu. − Balsavau už šią rezoliuciją, kurioje EP išreiškia savo poziciją dėl direktyvos falsifikuotų vaistų ir jų patekimo į legalų tiekimo tinklą prevencijos srityje. Būtina atsižvelgti į ES piliečių išreiškiamą susirūpinimą dėl jų vartojamų vaistų kokybės ir saugumo. Juolab kad ir ekspertai pastebi kelias nerimą keliančias tendencijas: staiga padidėjusį muitinių konfiskuojamų suklastotų vaistų kiekį (nuo 2005 m. net iki 385 proc.); pradėti klastoti gyvybiškai svarbūs vaistai, kurie gali turėti pražūtingų pasekmių; suklastoti vaistai vis dažniau aptinkami legaliuose vaistų tiekimo tinkluose. ES piliečiai turi būti labai atsargūs pirkdami vaistus internetiniu būdu, nes čia tikimybė įsigyti falsifikuotus vaistus išauga net iki 50 proc. Itin svarbu, kad pacientai turi būti visiškai tikri, jog jų vartojami vaistai yra tikrai tie vaistai, kuriuos jie mano vartojantys. Todėl ES privalo greitai ir konstruktyviai reaguoti į minėtas pavojingas tendencijas. Ši direktyva yra pirmas žingsnis siekiant užtikrinti, kad ES bus platinami tik kokybiški vaistai. Siekiant šio tikslo, manau, kad labai svarbu nustatyti griežtą kontrolę ir atsakomybę visose vaistų gamybos, platinimo ir pardavimo pakopose. Tokiu būdu ES piliečiai jausis saugūs vartodami tikrai kokybiškus vaistus.
Roberta Angelilli (PPE), per iscritto. − Appoggio la dichiarazione della mia collega Françoise Grossetête, la quale si rammaricava del fatto che "non siamo esigenti sulle medicine così come lo siamo sugli alimenti". I dati diffusi dall'OMS e anche da studi europei sono allarmanti. La contraffazione dei medicinali è in continuo aumento; solo nel 2008 sono stati sequestrati 34 milioni di medicinali falsi nell'UE, per non parlare del mercato on line di questi prodotti, dove si stima che tra il 50% e il 90% dei farmaci acquistabili sono falsi. Non si parla solo di traffico di prodotti anabolizzanti, stimolanti, diuretici o ormoni, ma anche di farmaci per curare una serie di patologie anche pericolose che, nonostante siano soggetti a prescrizione medica, in questo caso vengono venduti liberamente e a un prezzo inferiore.
Ritengo che una regolamentazione severa e a tutela della salute dei cittadini sia indispensabile non solo nella filiera farmaceutica legale, procedendo ad attuare dispositivi che rilevino la manomissione della confezione e la tracciabilità dei principi attivi, in modo da capire la provenienza, oppure effettuando ispezioni nei luoghi di produzione nei paesi terzi, ma anche sul web. Bisognerebbe prevedere alcune disposizioni anche per la vendita on line, prevedendo un logo di certificazione UE, un database centralizzato a livello nazionale con tutti i rivenditori autorizzati e sanzioni severe per i trafficanti di prodotti illegali.
Elena Oana Antonescu (PPE), în scris. − Medicamentele falsificate reprezintă un pericol global. Reprezentanții Organizației Mondiale a Sănătății (OMS) avertizează că produsele falsificate nu conțin nici pe departe ingredientele active menționate pe prospect, ci dimpotrivă, au la bază substanțe cu grad mare de toxicitate asupra organismului. Consider că cetățenii europeni ar trebui să fie informați atât la nivel european cât și la nivel național despre riscurile pe care le prezintă pentru sănătate comenzile de produse de pe diferite pagini web necontrolate sau din lanțul ilegal de aprovizionare, având în vedere că internetul reprezintă una din căile principale prin care medicamentele falsificate intră pe piață în UE.
Susțin noua propunere legislativă pentru că aceasta urmăreşte o actualizare a reglementărilor în vigoare și introduce așa-numitele caracteristici de siguranță, care să garanteze identificarea, autentificarea și trasabilitatea medicamentelor din fabrică până la consumator, motiv pentru care am votat în favoarea acestui raport.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį svarbų dokumentą. Komisijos pateiktoje ataskaitoje pažymima, kad auga konfiskuojamų suklastotų vaistų kiekis, klastojami gyvybiškai svarbūs vaistai, skirti vėžio ir širdies ligų gydymui. Taip pat falsifikuoti vaistai vis dažniau patenka į leidimus turinčius platinimo tinklus. Tai kelia didelę grėsmę ES piliečių sveikatai. Vaistų klastojimas turi būti vertinamas kaip nusikaltimas, kuriuo užkertamas kelias pacientams gauti jiems reikalingą gydymą ir taip kenkiama jų sveikatai, kartais netgi sukeliama jų mirtis. Todėl šia direktyva turėtų būti siekiama apsaugoti visuomenės sveikatą, užtikrinant aukštą vaistų importo kokybės kontrolę, kadangi tai vienas iš svarbiausių falsifikuotų vaistų patekimo į Europos rinką būdų. Be to, labai svarbu sukurti tikrinimų ir veiksmingą falsifikuotų produktų aptikimo sistemą. Manau, kad būtina tinkamai reglamentuoti ir kontroliuoti vaistų prekyba internetu, nes tai yra vienas pagrindinių falsifikuotų vaistų patekimo į Europos rinką kelių.
George Becali (NI), în scris. − Am votat acest raport deoarece calitatea şi siguranţa medicamentelor este o preocupare din ce în ce mai mare pentru cetăţenii europeni. Pacienţii trebuie să fie absolut siguri că medicamentele pe care le consumă sunt într-adevăr medicamentele pe care se aşteaptă să le consume. Utilizarea medicamentelor falsificate poate duce la eşuarea tratamentului şi poate pune vieţi în pericol. Ca şi raportoarea, consider ca falsificarea medicamentelor este o acţiune de drept penal, care privează pacienţii de tratamentul medical necesar şi dăunează sănătăţii acestora, ducând uneori chiar la deces. Din acest motiv, primul şi cel mai important obiectiv al directivei ar trebui să fie protejarea sănătăţii publice împotriva medicamentelor falsificate. De asemenea, trebuie să crească gradul de sensibilizare a publicului cu privire la riscurile de a cumpăra medicamente pe internet. Trebuie să garantăm pacienţilor că pot recunoaşte site-urile care respectă legislaţia în materie. O directivă care să vizeze combaterea falsificării medicamentelor fără a viza internetul, calea cea mai importantă de propagare, nu poate fi justificată în faţa publicului.
Jean-Luc Bennahmias (ALDE), par écrit. – Alors que la démographie de notre continent européen connaît dans son ensemble une tendance durable au vieillissement de la population, il est assuré que les dépenses pour les médicaments vont encore augmenter dans nos pays. Si nous devons, d'un côté, mesurer les effets de ceux-ci et raisonner la consommation, il s'avère également essentiel de lutter contre la falsification croissante des médicaments. Outre le caractère financièrement préjudiciable pour la recherche européenne, c'est aujourd'hui une question urgente de santé publique européenne. Le Parlement européen a eu raison de prendre les choses en main.
Sergio Berlato (PPE), per iscritto. − Signor Presidente, onorevoli colleghi, la relazione in discussione sulla prevenzione dell'ingresso nella filiera farmaceutica di medicinali falsificati mette in risalto un importante elemento di preoccupazione per i cittadini europei, ossia la qualità e la sicurezza dei medicinali di cui essi fanno uso. Pertanto, accolgo con favore le disposizioni che consentono di contrastare il fenomeno dei medicinali falsificati e che rappresentano un passo necessario sia per rispondere a questa crescente minaccia per la salute dei cittadini sia per assicurare l'incolumità dei pazienti.
Dopo circa sei mesi di negoziati, l'accordo raggiunto tra il Parlamento e il Consiglio è certamente migliorativo rispetto all'impianto normativo esistente e, in particolare, viene regolamentata la vendita di farmaci via Internet, che è una delle vie principali attraverso le quali i farmaci contraffatti sono immessi nel mercato dell'Unione. Infatti, negli Stati membri le farmacie online, per poter operare, dovranno ottenere un'autorizzazione speciale per fornire medicinali al pubblico via Internet.
Infine, poiché ritengo che la contraffazione dei medicinali non sia da considerare come un reato minore – pensiamo alla contraffazione dei farmaci salvavita – ma piuttosto come un'attività criminosa che mette a repentaglio vite umane, condivido appieno il rafforzamento delle misure sanzionatorie.
Adam Bielan (ECR), na piśmie. − Panie Przewodniczący! Zdrowie to najważniejsza wartość w życiu każdego człowieka. Dlatego dostępne w sprzedaży różnego rodzaju fałszywe produkty lecznicze, szczególnie z gatunku ratujących życie, słusznie wywołują zaniepokojenie obywateli. Ogromna i systematycznie rosnąca liczba podróbek przechwytywanych rocznie w Unii może budzić strach. Stanowcza reakcja na powyższe zjawisko, a jest to zorganizowana działalność przestępcza, staje się więc koniecznością. Pacjent musi mieć absolutną pewność, że lekarstwa, które zażywa są autentyczne.
Dlatego popieram stanowisko sprawozdawcy, że ochrona przed fałszywymi lekami powinna być nadrzędnym i niezakłóconym celem dyrektywy. W pełni zgadzam się również z propozycją objęcia dyrektywą dystrybucji internetowej leków. W tym wypadku pacjent zdany jest głównie na siebie, a jego wiedza medyczna niekoniecznie umożliwia mu rozpoznanie fałszywego produktu. W kwestii tak istotnej jak zdrowie zasady muszą być jasne. Należy wyeliminować wszelkie ryzyko.
Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą, nes būtina atkreipti dėmesį į vis didėjantį Europos piliečių susirūpinimą dėl jų vartojamų vaistų kokybės ir saugumo. Yra duomenų, kad staiga padidėjo muitinių konfiskuojamų suklastotų vaistų kiekis, pavyzdžiui, 2006 m. Europos Sąjungos pasienyje konfiskuota 2,7 mln. vaistų, toliau 2007 m. – 2,5 mln., tad palyginti su 2005 m. konfiskuotų vaistų kiekis padidėjo 384 proc. Pastebėta, kad nuo vaistų, skirtų gyvensenai pakeisti, klastojimo pereinama prie gyvybiškai svarbių vaistų, įskaitant vėžį ir širdies ligas, psichiatrinius sutrikimus ir infekcijas gydančius vaistus, falsifikavimo. Gydymas tokiais falsifikuotais vaistais gali turėti pražūtingų padarinių. Be to, ryškėja ?tendencija skverbtis į įprastą tiekimo tinklą. Be interneto vis dažniau stengiamasi naudoti leidimą turinčius platinimo tinklus. Iš 13 duomenis turinčių valstybių narių 7 valstybės pranešė apie falsifikuotų vaistų paplitimą teisėtame tiekimo tinkle. Pacientai turi būti visiškai tikri, kad jų vartojami vaistai yra tikrai tie vaistai, kuriuos jie mano vartojantys. Dėl suklastotų vaistų vartojimo gydymas gali būti nesėkmingas ir gali netgi kilti pavojus gyvybei. Todėl manau, kad direktyvoje didžiausias dėmesys turėtų būti skiriamas visuomenės sveikatos apsaugai nuo suklastotų vaistų. Jokie papildomi tikslai neturėtų trukdyti siekti šio tikslo.
Sebastian Valentin Bodu (PPE), în scris. − Contrafacerea medicamentelor a devenit o afacere profitabilă si cu risc minim de a răspunde în faţa legii. Acest lucru este demonstrat de faptul că, numai în 2008, autorităţile vamale au anunţat confiscarea a mai mult de 34 de milioane de medicamente contrafăcute în Europa. Este drept că UE nu este încă în situaţia altor zone geografice unde s-a ajuns ca până la 30% dintre medicamentele existente pe piaţă să fie contrafăcute. Dar UE nu trebuie să permită să se ajungă în această situaţie. În acest moment, se estimează că 1% din produsele medicamentoase vândute sunt contrafăcute, dar există avertismente că proporţia este în creştere. Noile reguli de siguranţă adoptate de Parlament, sancţiunile impuse producătorilor de medicamente contrafăcute şi sistemul de control dintre producători şi consumatori sunt menite să oprească creşterea pieţei negre a medicamentelor în UE.
Aşadar, introducerea unor noi norme de siguranţă obligatorii pentru comerţul cu medicamente, inclusiv în ceea ce priveşte vânzările pe internet, este salutară. A vinde medicamente contrafăcute este o activitate infracţională cu urmări grave, care pot afecta un număr foarte mare de consumatori care, de multe ori, aleg calea facilă a internetului pentru a comanda medicamente la care altfel nu ar avea acces, în absenţa unei recomandări medicale.
Vito Bonsignore (PPE), per iscritto. − La presenza di medicinali falsificati è in forte crescita in tutti i Paesi europei. La conferma arriva da recenti dati secondo i quali ogni anno in Europa si vendono dalla filiera farmaceutica legale 1,5 milioni di scatole falsificate. Nuove stime poi parlano di un preoccupante aumento di tale fenomeno, che interessa anche le vendite online di medicinali e, cosa ancor più grave, coinvolge sempre di più anche i farmaci cosiddetti innovativi e salvavita.
È dunque necessario attuare al più presto una nuova strategia europea volta a contrastare tale fenomeno e a tutelare maggiormente la salute pubblica e i consumatori europei. Ho perciò votato a favore di questa relazione, perché ritengo che abbia il merito di aver raggiunto un buon compromesso, il cui principale obiettivo è la difesa del paziente nell’assunzione dei farmaci contraffatti.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − É urgente uma reacção ao aumento alarmante de medicamentos que são falsificados no que diz respeito à sua identidade, história ou origem. Esses produtos contêm normalmente substâncias de baixa qualidade ou falsificadas, representando uma ameaça séria para a saúde humana, pública e conduz a uma falta de confiança dos doentes também na cadeia de abastecimento legal Estes riscos devem ser evitados, através do reforço os requisitos de verificação aplicáveis aos fabricantes de medicamentos. Igualmente, os dispositivos de segurança para os medicamentos devem ser harmonizados na União, devem permitir verificar a autenticidade e identificar cada embalagem, bem como provar eventuais falsificações, assegurando simultaneamente o funcionamento do mercado interno para os medicamentos. A avaliação de risco deve ter em conta aspectos como o preço dos medicamentos e os antecedentes de falsificações na União e em países terceiros, bem como as consequências das falsificações para a saúde pública, em função das características específicas dos produtos em causa e da gravidade da doença que se pretende tratar. Os dispositivos de segurança devem permitir verificar cada embalagem de medicamentos fornecida, independentemente do modo de distribuição utilizado, incluindo as vendas à distância.
Νικόλαος Χουντής (GUE/NGL), γραπτώς. – Η διακίνηση των ψευδεπίγραφων φαρμάκων αποτελεί αυξανόμενη απειλή για τη δημόσια υγεία τα τελευταία χρόνια. Υπάρχουν ανησυχητικά στοιχεία ότι εκτός από το Διαδίκτυο, οι παραποιητές φαρμάκων εισχωρούν πλέον όλο και περισσότερο στη νόμιμη αλυσίδα διανομής φαρμάκων.
Υπερψήφισα την έκθεση Matias επειδή:
1. Θέτει την προστασία των ασθενών στο επίκεντρο της νομοθετικής πρότασης με τη λήψη μέτρων που αφορούν την πρόσβαση σε ασφαλή, ποιοτική και κατάλληλη θεραπεία και πληροφόρηση.
2. Περιλαμβάνει και ρυθμίζει τις πωλήσεις φαρμάκων μέσω του Διαδικτύου, κάτι που έλειπε από την πρόταση της Ευρωπαϊκής Επιτροπής παρ’ όλο που πάνω από το 50% των φαρμάκων που αγοράζονται μέσω του Διαδικτύου είναι πλαστά.
3. Καθιερώνει χαρακτηριστικά ασφάλειας στα συνταγογραφημένα αλλά και στα μη συνταγογραφημένα, επί τη βάσει μαύρης λίστας, φάρμακα, με στόχο να αποτρέπεται η διείσδυση παραποιημένων φαρμάκων στη νόμιμη αλυσίδα εφοδιασμού.
3. Επιβάλλει την πλήρη ιχνηλασιμότητα των φαρμάκων και παράλληλα καθιερώνει σύστημα έγκαιρης προειδοποίησης σε όλα τα κράτη μέλη για την απόσυρση φαρμάκων για τα οποία υπάρχουν υπόνοιες ότι είναι επικίνδυνα.
4. Θεωρεί την παραποίηση φαρμάκων μια δραστηριότητα του οργανωμένου εγκλήματος και επιβάλλει αυστηρές κυρώσεις στους παραποιητές φαρμάκων.
5. Οι εξαγωγές φαρμάκων από την ΕΕ σε τρίτες χώρες πρέπει να πληρούν τα ίδια κριτήρια ασφαλείας με εκείνα που ισχύουν για την εισαγωγή φαρμάκων.
Carlos Coelho (PPE), por escrito. − A falsificação de medicamentos é uma actividade criminosa organizada que, tal como o tráfico de drogas, coloca em perigo vidas humanas. Porém, este tipo de actividade criminosa não está regulada da mesma maneira, nem sujeita ao mesmo nível de sanções que as normalmente aplicadas por actos ilícitos associados a narcóticos. A produção ilegal de medicamentos através da cópia dos seus produtos activos, ou pura e simplesmente da sua omissão, não requer grandes instalações nem grandes investimentos. Os lucros são grandes e fáceis. Segundo estimativas, o produto da venda de medicamentos falsificados, em 2010, ascende a 50,6 milhões de euros, implicando assim um aumento de 95 % em relação às estimativas feitas 5 anos atrás. Esta expansão deve-se em grande parte à falta de legislação específica em alguns países, ou à falta de meios ou vontade para a implementar, bem como ao facto de o nível de sanções previsto não ter um efeito verdadeiramente dissuasor.
Apoio o compromisso alcançado pela relatora. É equilibrado e coloca em primeiro plano a protecção dos doentes. Este é um primeiro passo, embora deixe de fora questões importantes como, por exemplo, o facto dos medicamentos genéricos e dos não sujeitos a prescrição médica não serem abrangidos pela aplicação dos dispositivos de segurança.
Vasilica Viorica Dăncilă (S&D), în scris. − Având în vedere riscurile tot mai mari pe care medicamentele contrafăcute le prezintă pentru pacienţi, consider necesară introducerea de urgenţă a unor măsuri provizorii pentru a spori siguranţa pacienţilor. Aceste măsuri trebuie să prevadă ca titularii autorizaţiilor de fabricaţie care îndepărtează sau acoperă elementele de siguranţă vizibile aplicate voluntar de către producător să fie traşi la răspundere în mod strict în cazul în care acţiunile lor au ca urmare intrarea în lanţul de aprovizionare a unor produse contrafăcute.
Anne Delvaux (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur de ce rapport car son objectif est de lutter au niveau de l’Union contre les médicaments falsifiés dans la chaîne d’approvisionnement légale sans entraver le fonctionnement du marché intérieur des médicaments. Par exemple, en introduisant des obligations pour des acteurs de la chaîne de distribution; en interdisant pour les acteurs situés entre le fabricant d’origine et le dernier acteur de la chaîne de distribution (généralement le pharmacien) ou l’utilisateur final (médecin/patient), de manipuler (c’est-à-dire d'enlever, de modifier ou de recouvrir) les dispositifs de sécurité apposés sur les emballages; en établissant des critères plus stricts pour les importations des principes pharmaceutiques actifs en provenance des pays tiers et en matière d'inspection des produits.
Diane Dodds (NI), in writing. − The quality of medicinal products is crucial to ensure safety, and to give peace of mind to consumers. It is clear that there is a rising threat to the health of our constituents as a result of these products flooding the market, especially with falsifications becoming more sophisticated year on year. This is a public health crisis on a global scale. It is currently estimated that perhaps 15% of the global medicine supply is counterfeit, while it is estimated that in some developing countries over 30% of medicines on sale may be counterfeit. The public needs to be 100% sure that the products they consume are safe and fit for purpose. The use of falsified medicines can have a serious detrimental impact on a patient’s health, in some cases leading to death. It is clear that a comprehensive strategy on tackling this issue is vital, both at national and international level, in order to ensure that high standards of public health and safety are maintained.
Edite Estrela (S&D), por escrito. − Votei favoravelmente o relatório relativo aos medicamentos falsificados, por incluir medidas de combate ao aumento alarmante de medicamentos falsificados na UE, tais como dispositivos de segurança que permitam verificar a autenticidade do produto ao longo da cadeia de distribuição, tendo em vista a segurança dos doentes e a protecção da saúde pública. Felizmente, o PE decidiu aplicar estas medidas de segurança não só à cadeia de distribuição clássica, mas também às vendas pela internet, a principal porta de entrada de produtos falsificados. Congratulo-me também pelo facto de o PE defender a necessidade de os medicamentos serem controlados à entrada e à saída da UE e prever a aplicação de sanções pesadas, uma vez que se trata de actos criminosos que põem em perigo vidas humanas.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − A segurança dos consumidores é para mim uma questão de importância vital, sobretudo quando esses consumidores são, ao mesmo tempo, doentes, que procuram nos medicamentos utilizados uma cura ou, pelo menos, uma melhoria significativa para a sua saúde. Essa segurança é ainda mais importante quando se procura garantir a autenticidade dos medicamentos colocados no circuito comercial, quer seja o circuito tradicional quer sejam os produtos comercializados na Internet.
Por isso mesmo, considero fundamental a aprovação de regras muito claras quanto à contrafacção de medicamentos, fenómeno crescente na Europa (e no mundo), com consequências nefastas para a confiança dos consumidores, para as empresas e, mais importante ainda, para a saúde de quem utiliza medicamentos contrafeitos.
Apoio, por isso mesmo, o presente relatório e congratulo a deputada Marisa Matias pelo trabalho levado a cabo e por todos os compromissos negociados.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − O negócio clandestino dos medicamentos foi já comparado às transacções ilegais de armas de guerra e ao tráfico de droga. Trata-se de um flagelo que afecta milhões de pessoas em todo o mundo, o que constitui um pesadelo para quem tem a obrigação de zelar pela saúde pública: alguém que está doente, muitas vezes com doenças crónicas ou terminais, toma algo inócuo ou até prejudicial! Sabemos que, cada vez há mais medicamentos contrafeitos ou falsificados em circulação, sendo o seu número na casa dos milhões. É imperativo o combate ao crime organizado e aos traficantes fronteiriços, terminando com a existência de circuitos paralelos de comercialização, nomeadamente na internet. Saúdo, pois, a adopção de embalagens invioláveis e a criação de um mecanismo de alerta precoce.
Congratulo-me com a aprovação desta directiva do Parlamento e do Conselho que, rastreando todo o seu circuito, impedirá a introdução de medicamentos falsificados e/ou contrafeitos na União Europeia e reforçará a protecção à saúde pública através da melhoria da qualidade e da segurança dos medicamentos consumidos. Finalmente, gostaria de felicitar a relatora, Marisa Matias, minha concidadã, pelo trabalho realizado.
João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. − Esta é uma problemática com graves efeitos na saúde pública e nas economias dos Estados-Membros. A falsificação de medicamentos e os alarmantes números relativos à sua entrada na cadeia de abastecimento legal constituem aspectos preocupantes que carecem de ser devidamente abordados e combatidos. Sem esquecer que os medicamentos só são falsificados e ilegalmente vendidos porque existem razões económicas que incentivam a este fenómeno, sendo que a existência de medicamentos genéricos acessíveis às populações a mais baixo custo torna as falsificações menos lucrativas. O relatório aborda a questão relevante da venda pela internet, parte da cadeia de abastecimento ilegal. Refere-se à importância da sensibilização do público quanto aos riscos associados à aquisição de medicamentos neste canal. Salientamos a importância do reforço da cooperação e da coordenação entre as autoridades nacionais competentes, a Agência Europeia do Medicamento (AEM) e outros organismos internacionais, tendo em vista a troca de informação, permitindo aumentar o conhecimento e compreensão do fenómeno e, por essa via, melhorar o combate.
Recordamos que esta cooperação deve funcionar também noutros domínios, como o da farmacovigilância. Exige-se uma maior transparência das estruturas europeias existentes, como a AEM, no que respeita aos estudos que efectuam e seu funcionamento. Consideramos que o compromisso alcançado dá passos positivos no necessário combate ao problema.
Pat the Cope Gallagher (ALDE), i scríbhinn. − Is údar mór imní é caighdeán agus sábháilteacht na dtáirgí leighis atá á ndíol le muintir na hÉireann. Fearaim fáilte roimh an togra seo, a bhfuil sé mar aidhm aige srian a chur ar tháirgí leighis falsaithe. Is beart tábhachtach agus riachtanach é seo.
Bruno Gollnisch (NI), par écrit. – Nous avons voté le rapport Matias sur les médicaments falsifiés. Il s'agit en effet d'un enjeu de santé publique et de sécurité dans une Europe sans frontières où les pires cochonneries contrefaites ou simplement de mauvaise qualité peuvent circuler librement. Il n'est pas sûr cependant qu'en matière de santé, de médicaments et de pharmacovigilance, l'Union européenne soit la mieux à même de résoudre les problèmes. Elle peut même en être à l'origine, par exemple avec la directive de 2004 sur les médicaments traditionnels à base de plantes, couplée au règlement de 2006 sur les allégations de santé. La première impose des procédures d'enregistrement auprès de l'Agence européenne des médicaments extrêmement complexes et coûteuses au point que seulement 200 médicaments à base de plantes avaient été enregistrés fin 2010. L'autre donne à l'Agence européenne de sécurité alimentaire le pouvoir d'autoriser ou non les allégations de santé pour les compléments alimentaires, dont les plantes, autorisation qu'elle donne si rarement et refuse si arbitrairement que même la Commission s'en émeut. Le résultat c'est que la législation européenne va favoriser les médicaments chimiques et les laboratoires pharmaceutiques. Y a-t-il une volonté d'éradiquer le secteur des médecines naturelles? Au profit de qui? Pas forcément celui de la santé des Européens.
Sylvie Guillaume (S&D), par écrit. – La part des médicaments falsifiés représente désormais 10% du volume des ventes pharmaceutiques mondiales, et l'Europe est loin d'être épargnée par ce fléau, qui connaît par ailleurs une évolution inquiétante. Je me réjouis donc que ce texte ait été approuvé par le Parlement, car les eurodéputés se sont battus pour améliorer la proposition initiale de la Commission européenne pour laquelle prime la compétitivité des industries pharmaceutiques sur la santé et la sécurité des citoyens européens. Ainsi, ce nouveau texte prend également en compte les ventes de médicaments sur Internet, qui seront alors mieux réglementées et contrôlées, pour le bien de tous.
Salvatore Iacolino (PPE), per iscritto. − Concordo con la relazione Matias secondo la quale i pazienti debbono avere l'assoluta certezza sulla qualità dei medicinali assunti. Dagli studi effettuati si evince come l'uso di medicinali falsificati sia talmente dannoso per i pazienti fino a metterne a rischio la vita: è quindi giusto considerare la contraffazione come un atto criminoso che merita una forte presa di posizione da parte dell'Unione europea.
Da qui la mia condivisione dei punti di cui la relazione si fa portatrice quali: la chiara definizione del campo di applicazione e dei soggetti operanti nelle filiere farmaceutiche, in modo tale da chiarire ruoli e responsabilità dei vari attori; l'equiparazione delle sanzioni a quelle previste per gli atti illeciti connessi con gli stupefacenti; una maggiore trasparenza e regolamentazione delle vendite di farmaci su Internet, che permettano ai consumatori di distinguere tra operatori illegali e farmacie online.
Oggi più che mai un'attiva collaborazione tra i vari organismi preposti, nazionali e internazionali, si configura come un elemento imprescindibile per un più efficace sistema di lotta alla contraffazione farmaceutica, che possa garantire un adeguato controllo non solo delle falsificazioni farmaceutiche all'interno dell'Unione europea ma anche dei farmaci contraffati esportati nei paesi terzi, il cui numero continua ad aumentare. Avendo sempre e comunque come principio guida quello del benessere del paziente.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Balsavau už šį pranešimą, nes būtina atkreipti dėmesį į vis didėjantį Europos piliečių susirūpinimą dėl jų vartojamų vaistų kokybės ir saugumo. Manoma, kad šiuo metu 1 proc. per teisėtus kanalus ES teritorijoje parduodamų medicinos produktų sudaro padirbti vaistai. Kai kuriose pasaulio šalyse falsifikatai užima kone trečdalį rinkos. Neramina tai, kad imta padirbinėti naujoviškus ir gyvybę palaikančiu medikamentus. Žinoma, kad internetas yra vienas pagrindinių falsifikuotų vaistų patekimo į Europos rinką kelių. Daugiau kaip 50 proc. internetu iš tinklaviečių, kurios slepia savo tikrąjį fizinį adresą, įsigytų vaistų yra falsifikuoti. Pigesnių medikamentų internete ieškantys žmonės dažnai užkimba ant sveikatai pavojingos sudėties falsifikatus pardavinėjančių sukčių kabliuko. Taip pat daugelis netikrų vaistų „legalizuojama“ perpakavimo metu. Nesąžiningi perpakuotojai ir interneto platybėse siaučiantys sukčiai ilgai nesulaukė tinkamo atsako, o vis daugiau internetu vaistus iš nepatikimų svetainių perkančių žmonių ėmė rizikuoti savo sveikata ir net gyvybe. Džiugu, kad nustatomos sankcijos padirbinėtojams ir griežtesnę patikrą užtikrinsiančios priemonės. Šalių, kuriose leidžiamas vaistų pardavimas internetu, registruotos vaistinės privalės gauti specialų leidimą, jų svetainės bus žymimos europiniu logotipu ir įtrauktos į europinę duomenų bazę. Pacientai turi būti visiškai tikri, kad jų vartojami vaistai tikrai yra tie vaistai, kuriuos jiems reikia vartoti. Didžiausias dėmesys turėtų būti skiriamas visuomenės sveikatos apsaugai nuo suklastotų vaistų.
Peter Jahr (PPE), schriftlich. − Ich bin sehr erfreut, dass sich das Parlament und der Rat auf einen Kompromiss bei der Problematik der Arzneimittelfälschung einigen konnten. Dies ist besonders wichtig, da die Fälschung von Arzneimitteln mittlerweile ein sehr ernsthaftes Problem ist, welches sich auch auf lebenswichtige Präparate ausgeweitet hat. Mit den beschlossenen Maßnahmen ist uns ein wichtiger Schritt in die richtige Richtung gelungen, der aber auf übertriebene Bürokratie verzichtet. In erster Linie sollen neue Sicherheitsmerkmale auf der Verpackung angebracht und die Überwachung der Vertriebswege verbessert werden. Damit erreichen wir mehr Sicherheit für die Patienten, welche angesichts des Ausmaßes der Arzneimittelfälschung auch dringend notwendig war, ohne alle Beteiligten übermäßig zu belasten.
Jarosław Kalinowski (PPE), na piśmie. − Zażywamy leki, aby uśmierzyć ból, zniwelować objawy choroby czy ratować życie. Często zdarza się, że wydajemy na nie znaczne kwoty, stanowiące niejednokrotnie gros dochodów. To sprawia, że nieuczciwi, pozbawieni zasad moralnych ludzie fałszują produkty lecznicze. Niestety zdarza się, że ich zażywanie kończy się śmiercią chorego. Dlatego też należy wzmocnić zabezpieczenia w imporcie leków z krajów trzecich, ograniczyć sprzedaż leków przez internet do minimum, wszcząć kampanię uświadamiającą pacjentom zagrożenia wynikające z przyjmowania nieatestowanych, podrobionych lekarstw oraz kampanię, która uświadomi kupujących o występujących podrobionych produktach leczniczych. Zgadzam się ze sprawozdawczynią, że ochrona praw autorskich nie jest tu priorytetem. Najważniejsze jest ludzkie zdrowie i życie, a naszym obowiązkiem jest zrobić wszystko, by je chronić.
Constance Le Grip (PPE), par écrit. – J'ai voté pour la directive relative à la lutte contre les médicaments falsifiés. Compte tenu du nombre de médicaments contrefaits saisis au sein de l'Union européenne (plus de 34 millions de comprimés contrefaits saisis en 2008), il est grand temps que l'Union européenne mette en place un système de traçabilité efficace pour garantir l'origine et la qualité des médicaments disponibles dans l'UE. Cela est d'autant plus nécessaire que les médicaments contrefaits constituent un risque réel pour la santé des Européens compte tenu des substances, parfois toxiques, qu'ils peuvent contenir. Les nouvelles mesures introduites (numéro de série électronique sur les emballages de médicaments soumis à prescription permettant une traçabilité du médicament de l'usine aux patients; limitation des manipulations lors des étapes de reconditionnement; renforcement des inspections auprès des fabricants et des distributeurs en gros) constituent donc un pas en avant, concret, pour garantir davantage de sécurité aux citoyens et patients européens.
Enfin, je tiens à souligner les avancées faites dans ce texte concernant la vente de médicaments sur Internet. Alors que, selon les estimations, 50 % des médicaments achetés sur Internet seraient contrefaits, ce texte instaure un logo commun qui permettra d'identifier les pharmacies en ligne légales. Néanmoins, il appartient aux Européens de faire preuve de vigilance lors de tels achats en ligne.
Petru Constantin Luhan (PPE), în scris. − Produsele medicale falsificate reprezintă o reală ameninţare pentru întregul sistem farmaceutic european, deoarece, pe lângă pericolul la care se supun pacienţii consumând astfel de produse, se diminuează încrederea populaţiei în calitatea produselor medicale disponibile în farmacii. Numărul produselor medicale falsificate creşte vertiginos în UE, iar acestea pot conţine substanţe inferioare sau falsificate sau acestea lipsesc sau există în doze incorecte. Deşi amploarea acestei probleme este încă relativ mică în Europa, spre deosebire de alte regiuni, am votat în favoarea acestui raport deoarece consider că există o serie de factori care indică necesitatea unor măsuri prompte la nivelul UE. Noua directivă va include sancţiuni pentru producătorii de medicamente contrafăcute, reguli sporite de siguranţă şi un sistem de verificare ce are ca scop împiedicarea ajungerii produselor medicinale periculoase pe piaţa europeană.
Un lucru îmbucurător îl reprezintă faptul că Parlamentul European a reuşit să adauge la propunerea Comisiei Europene reglementarea vânzării acestor produse prin intermediul internetului, acesta reprezentând principalul mijloc de introducere a medicamentelor contrafăcute pe piaţa UE.
Elżbieta Katarzyna Łukacijewska (PPE), na piśmie. − W dzisiejszym głosowaniu poparłam sprawozdanie pani Marisy Matias na temat fałszowanych produktów leczniczych. Wierzę, że przyjęty dziś dokument zmniejszy narastający problem podrabianych leków i wprowadzi dobrze działający system monitorujący rynek europejski - od producenta do pacjenta. Jestem przekonana, że koordynacja między różnymi organami krajowymi i międzynarodowymi jest niezbędna i zatwierdzając sprawozdanie robimy krok naprzód w stronę wzmacniania tej współpracy. Uważam, że problem fałszowania leków w Europie jest poważny i PE przyjmując sprawozdanie daje wyraźny sygnał Komisji, że tylko skuteczne współdziałanie oraz efektywne egzekwowanie sankcji pozwoli ograniczyć ten proceder. Dziękuję.
David Martin (S&D), in writing. − Counterfeit medicines are already widespread in the developing world where 20-30% of medicines on the market are fake. They are now being found increasingly in the EU. Around 1% of medicines sold in Europe are estimated counterfeit. This new agreement, which I welcome, will introduce mandatory safety features, such as seals and serial numbers for prescription medicines. This will allow for their traceability. Generics will not be included in the requirements unless a certain product is at exceptional risk of being counterfeited.
Jiří Maštálka (GUE/NGL), písemně. − Navrhovaná zpráva je dobrým pokračováním práce, která byla provedena v uplynulém volebním období. Návrh Komise se přes veškerá doporučení vyhýbá konkrétnímu vymezení definic. Takové pojetí by mohlo mít za následek, že ochrana pacientů jako spotřebitelů léčivých přípravků by nebyla úplná a vymahatelná. Proto vítám pozměňovací návrh 120, který výrazným způsobem původní návrh Komise zpřesňuje. Velice pozitivní je definice „padělaného léčivého přípravku“. Výborný je také návrh, který se týká „dodavatelských řetězců“, kterým se v případě schválení zvyšuje právo pacientů na ochranu. Za naprosto nezbytné považuji prosazení bodu odůvodnění 5c pozměňovacího návrhu 120, který dává možnost vymáhání a kontroly dodržování pravidel EU. Pozměňovací návrh dává do souladu předpisy EU se závěry Soudního dvora. V této souvislosti také návrh podporuje vlastní aktivitu členských států ke zvýšení ochrany spotřebitelů.
Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Les amendements du Parlement ne demandent pas l'extension des systèmes de sécurité aux médicaments non soumis à prescription. Nos concitoyens en achètent pourtant beaucoup. Leur santé est donc exposée. Ils ne réclament pas non plus l'obligation de transparence totale de l'Agence européenne des médicaments quant à ses études et aux connivences d'intérêt que ses responsables entretiennent avec les firmes pharmaceutiques. Celle-ci est pourtant nécessaire. Le cas scandaleux du benfluorex, connu sous le nom de Mediator en France, en est une preuve irréfutable. Mais les amendements proposés vont dans le bon sens, notamment en termes d'authentification publique des sites internet et de sanctions. Je vote donc pour ce rapport.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − Tratando-se de um problema gravíssimo que põe em causa a saúde pública dos cidadãos da UE, considero fundamental a implementação de novas regras para proteger os doentes de medicamentos falsificados. Daí que, em 23 de Abril de 2010, tenha questionado a Comissão Europeia acerca de uma operação conjunta que envolveu os 27 países da UE, denominada Medi-Fake, que na altura confiscou 34 milhões de comprimidos contrafeitos em apenas dois meses.
Por isso sempre defendi medidas severas para o combate desta realidade, de forma a acabar com um negócio que representa 45 mil milhões de euros por ano de lucro para algumas redes criminosas. Daí o meu sentido de voto.
Willy Meyer (GUE/NGL), por escrito. − He votado a favor de la resolución legislativa sobre la propuesta de Directiva del Parlamento Europeo y del Consejo por la que se modifica la Directiva 2001/83/CE en lo relativa a la prevención de la entrada en la cadena de suministro legal de medicamentos que son falsificados en cuanto a su identidad, su historial o su origen, puesto que considero que endurece positivamente las medidas contra la falsificación de medicamentos y su distribución y, por tanto, mejora la protección de los ciudadanos. Además, creo que es muy positivo que la posición de PE refuerce la transparencia y el derecho a la información como vía para prevenir esta actividad ilegal. Considero importante que se centre en mejorar las medidas preventivas relativas al suministro de medicamentos falsificados a través de internet. Apoyo que se refuerze la lucha legal contra la distribución de éstos mediante internet ya que la mayoría de casos de entrada de medicamentos falsificados en el mercado europeo se hace a través de esta vía. He votado a favor del texto ya que las enmiendas mejoran considerablemente el texto presentado por la Comisión puesto que refuerzan las medidas de control, incrementan la transparencia, mejoran el acceso a la información y, por lo tanto, permiten una mayor protección de los ciudadanos.
Louis Michel (ALDE), par écrit. – Comme le dit le Président Jacques Chirac, "la plus intolérable des inégalités est l'inégalité devant la santé". C'est pourquoi j'ai voté en faveur de ce rapport qui vise la santé et donc la protection des consommateurs. Les médicaments falsifiés ont été un fléau longtemps ignoré. Si les pays en développement constituent une cible évidente, parce que le prix des médicaments licites est souvent hors de portée du plus grand nombre et les contrôles peu opérants quand ils ne sont pas inexistants, on constate que les médicaments falsifiés se retrouvent de plus en plus dans l’UE, notamment par le biais d'internet. Il s'agit d'une menace croissante pour la santé publique, la sécurité en général, et ce partout dans le monde.
L'UE doit rester vigilante et doit poursuivre avec énergie une politique volontariste contre ce dévoiement inacceptable. Ses implications économiques sont actuellement difficilement chiffrables tant la production s'est industrialisée. Il s'agit d'un problème moral, d'un problème éthique qui mine la crédibilité et l'efficacité des systèmes de santé. À ce titre, la lutte contre les médicaments falsifiés doit interpeller la conscience des responsables politiques du monde entier.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − I completely support the report of Marisa Matias. However, I consider the measures featured in the report to be insufficient. It is necessary to work out and make obligatory for all EU Member States a package of measures covering responsibility for distribution, assistance, production and realisation of counterfeit medicines. Measures should include forfeiture of licence from suppliers and distributors of counterfeit medicine, maximum fines and criminal responsibility for all people related to illegal activity in the area of medicine trading. The responsibility of the guilty should be no less than if they were drug dealers. Only in that way we can stop the distribution of counterfeit products and eradicate the black market in medicines.
Andreas Mölzer (NI), schriftlich. − Die Gesundheit der Menschen ist das höchste Gut in unserer Gesellschaft und sollte mit entsprechenden Mitteln auch gefördert und erhalten werden. Durch das verstärkte Aufkommen gefälschter Medikamente werden immer mehr Patienten auch in Europa unkalkulierbaren Gefahren ausgesetzt, die sie sogar mit dem Leben bezahlen könnten. Ich habe allerdings gegen den Bericht gestimmt, da die vorgeschlagenen Maßnahmen, vor allem die Einfuhrkontrolle, meiner Meinung nach nicht weit genug greifen.
Rolandas Paksas (EFD), raštu. − Balsavau už šią rezoliuciją, kadangi vaistų padirbinėjimas yra opi problema visoje ES, dėl to neatidėliotinai reikia imtis griežtų priemonių, kad į rinką nepatektų padirbti vaistai, kurie gali sukelti neigiamas pasekmes žmonių sveikatai ir netgi gyvybei. Turime užtikrinti, kad vartotojus pasiektų tik saugūs ir efektyvūs vaistai, o nusikalstamoms grupuotėms būtų užkirstas kelias pasipelnyti disponuojant padirbtais vaistais. Turime dėti visas pastangas, kad ES galiotų griežta receptinių vaistų ženklinimo sistema, įtraukiant saugos ženklus, leidžiančius nustatyti gamintoją ir tiekėją. Manau, kad vaistų padirbinėtojams turi būtų nustatytos griežtesnės sankcijos, o visoje ES turi efektyviai funkcionuoti kontrolės mechanizmas, apimantis kiekvieną vaistų tiekimo rinkos dalyvį. Ypatingas dėmesys ir saugumo priemonės turi būti skiriamos vaistų prekybai internetu, nustatant griežtą leidimų išdavimo, stebėsenos ir kontrolės sistemas. Kiekviena valstybė turi imtis visų reikiamų priemonių, kad efektyviai funkcionuotų sistema, kurios pagalba visuomenė būtų informuojama apie pavojų padirbtų ar nekokybiškų vaistų ir netgi sudarytų galimybes pašalinti tokius vaistus iš rinkos.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório tem por base uma proposta da Comissão destinada a impedir a introdução, na cadeia de abastecimento, de medicamentos falsificados chamando a atenção para uma questão que preocupa cada vez mais os cidadãos europeus: a qualidade e a segurança dos medicamentos que consomem. É de salientar o efeito positivo desta proposta que promove o debate sobre um assunto fundamental, tendo como objectivo último lutar contra os medicamentos falsificados. De facto, a falsificação de medicamentos é um crime que priva os doentes do tratamento médico de que necessitam e prejudica a sua saúde, podendo mesmo provocar a morte. O principal objectivo da directiva, como bem diz a Relatora, deve ser a protecção da saúde pública. Este objectivo deve ser reflectido na base jurídica da directiva. Por outro lado, parece-me essencial salvaguardar a rede de distribuição de medicamentos, estabelecendo definições claras e precisas, não apenas relativamente ao âmbito de aplicação da directiva, mas também quanto aos diferentes intervenientes na cadeia de abastecimento: comerciantes, distribuidores, correctores; definindo funções e responsabilidades. Votei favoravelmente por considerar fundamental que se promova uma medida legislativa neste âmbito para fazer face a esta ameaça crescente para a saúde e para melhor garantir a segurança dos doentes.
Rovana Plumb (S&D), in writing. − There is an alarming increase in the EU of medicinal products which are falsified with regard to their identity, history or source. The directive introduces obligatory safety features for all prescriptive medicinal products and a rapid alert system; harmonised safety features to verify authenticity and identify individual packs, providing tampering evidence for medicinal products subject to prescription (possible exclusion of certain products following a risk assessment); no safety features for medicinal products not subject to prescription, unless a risk assessment demonstrates the risk of falsification and consequently a threat to public health; traceability: there will be a unique identifier for the safety features (e.g. a serialisation number) which allows the authenticity of the product and individual packs to be verified throughout the supply chain up to pharmacy level; in addition, Member States have to set up systems to prevent suspected medicinal products from reaching patients; internet sales: conditions for the supply of medicinal products to the public are determined by Member States; increased transparency as regards wholesale distributors; penalties applicable to infringements of national provisions must be applied.
Frédérique Ries (ALDE), par écrit. – Après les produits de marque et les cigarettes, la contrefaçon a investi le marché du médicament, et les sept millions de produits médicinaux saisis chaque année représentent environ 5 % du total des contrefaçons. Le défi est énorme pour les autorités européennes, tant judiciaires que douanières, pour remonter les filières et endiguer ce trafic qui met en péril des millions de vies dans le monde. Je me réjouis donc de l'accord obtenu entre Parlement et Conseil fixant un cadre juridique commun aux 27 États membres pour limiter le risque de falsification des médicaments. Parmi les principales avancées, je retiens: le principe de responsabilité en cascade couvrant tous les acteurs de la chaîne, titulaires de l'autorisation de fabrication, distributeurs en gros, brokers, etc.; l'inscription obligatoire sur l'emballage des médicaments soumis à prescription d'un dispositif de sécurité (numéro de série ou cachet); l'introduction de règles plus strictes en matière d'inspections en coopération avec l'Agence européenne des médicaments; et l'établissement d'une liste des entités autorisées à réaliser des ventes à distance.
En conclusion, c'est une législation importante, mais il faudra encore plus de coopération internationale et de cybercontrôles pour éradiquer les faux Viagra, produits amincissants, crèmes dermatologiques, etc., disponibles d'un simple clic de souris.
Crescenzio Rivellini (PPE), per iscritto. − Mi congratulo per l'ottimo lavoro svolto dalla collega Matias. I medicinali falsificati sono "assassini silenziosi" in quanto privi di effetto, poiché contengono sostanze tossiche che possono danneggiare, o addirittura uccidere, coloro che li assumono. L'assenza di una legge quadro incoraggia la contraffazione, un crimine organizzato.
Abbiamo assistito a una crescita smisurata di questa attività criminale, con un incremento, dal 2005, del 400% dei sequestri di farmaci contraffatti. Si stima che l'1% dei medicinali attualmente in vendita al pubblico europeo attraverso la catena di approvvigionamento legale sia falsificato e che tale numero sia in aumento. In altre parti del mondo, oltre il 30% dei medicinali in vendita può essere stato falsificato. Inoltre, sempre più farmaci innovativi e salvavita sono contraffatti.
Pertanto, abbiamo approvato oggi una nuova legge per impedire l'ingresso di farmaci contraffatti nella filiera farmaceutica legale e per proteggere la sicurezza del paziente. La normativa copre anche le vendite via Internet e introduce nuovi dispositivi di sicurezza e misure di tracciabilità, nonché sanzioni per i contraffattori per impedire la vendita di farmaci contraffatti ai cittadini dell'Unione europea.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − To be able to better safeguard the distribution network for medicinal products it is crucial to have clear definitions not only of the scope, but also of the different actors in the supply chain. What is a falsified medicinal product? What is an active ingredient or an excipient? The Commission proposal does not provide the required clarity. The same applies for the definitions of the different actors in the chain of supply, clarifying their roles and responsibilities. It is essential to make a distinction between those actors who are already formally recognized - and which role is considered liable - and those who are outside that category, although being relevant to the liability of the distribution chain.
Therefore it is important to make the distinction between traders and brokers, as well as to clarify their roles and responsibilities. The same applies for other actors, such as transporters or parallel traders. The directive should prevent confusion and should not allow any room for 'grey' areas. It should clearly identify which actors are able to operate in this domain and under which conditions. Clearer definitions will result in simpler implementation.
Daciana Octavia Sârbu (S&D), in writing. − The opportunities for selling falsified medicinal products have increased rapidly in recent years. The ever-increasing risk of these medicines entering the supply chain means there is an urgent need to update the legislation. In particular, regulation of sales on the internet is notoriously difficult and can only be tackled effectively at international level. This issue was not addressed in the Commission's proposal, and the work of the ENVI committee has therefore substantially improved it by adding important safeguards for consumers who purchase medicines online. But the nature of the internet means that we cannot eliminate the risk. Consumer awareness of this risk needs to be improved, and so I welcome the inclusion of awareness-raising campaigns for the public which has been agreed as part of the compromise. The Commission is in a unique position to coordinate education campaigns for the public and must ensure that the Member States fulfil their obligations in this regard.
Bart Staes (Verts/ALE), schriftelijk. − In de EU is er een zorgwekkende toename van vervalste geneesmiddelen. Ze kunnen minderwaardige, vervalste of verkeerd gedoseerde – al dan niet werkzame – bestanddelen of helemaal geen werkzame bestanddelen bevatten en vormen zo een ernstige bedreiging voor de patiënt. De directe en indirecte maatschappelijke kosten van niet-optreden bedraagt voor het bedrijfsleven zeker meer dan 10 miljard euro. Samen met de Groene fractie in het EP steun ik dit akkoord. Het past bestaande regels aan aan de tijd en introduceert veiligheidskenmerken om de identificatie, authenticatie en traceerbaarheid van het geneesmiddel te garanderen, terwijl het ook de verkoop van geneesmiddelen via het internet reguleert. Dat is één van de belangrijkste routes waarlangs vervalste geneesmiddelen op de Europese markt belanden. Naar schatting zijn geneesmiddelen die via internet worden gekocht op sites die hun werkelijke fysieke adres niet vermelden, in meer dan 50% van de gevallen vervalst.
Daarom moet onderscheid worden gemaakt tussen legale postorder- of internetapotheken en de illegale distributieketen waartoe niet-gecontroleerde internetaankopen behoren. Een wettige postorderapotheek moet verbonden zijn met een wettig geregistreerde apotheek, waarbij ervoor moet worden gezorgd dat de wettige postorderapotheek voldoet aan alle wettelijke vereisten die voor apotheken in de lidstaat waar die wettelijk gevestigd zijn, van toepassing zijn.
Catherine Stihler (S&D), in writing. − I voted in favour of this report which aims to prevent falsified medicinal products from entering the legal supply chain by increasing harmonisation, improving traceability and by ensuring that penalties are dissuasive and effective. Patient safety has to be the priority when dealing with medications.
Thomas Ulmer (PPE), schriftlich. − Ich habe dem Bericht zugestimmt, weil er neue Grundlagen in der Fälschungsbekämpfung für Arzneimittel eröffnet. In Stufen werden zunächst fälschungsanfällige und später andere Arzneimittel in sicheren Verpackungen angeboten. Pharmamarketing wird durch das Verfahren der Abfrage und Lesbarkeit verhindert. Der Verbraucherschutz wird gestärkt. Die Kosten sind für die Industrie überschaubar.
Viktor Uspaskich (ALDE), raštu. − Gerbiami kolegos, į ES patenkančių falsifikuotų vaistų skaičius auga kosminiu greičiu. Tai ypatingai kelia rūpestį tokioms šalims kaip Lietuva, kuri yra rytinė ES siena. Rytų Europa yra pagrindinis milijardinės vertės prekybos falsifikuotais vaistais kelias. Tai yra labai opi problema: Komisijos paskaičiavimais, kiekvienais metais 1,5 mln. dėžučių falsifikuotų vaistų yra parduodama legaliame tiekimo tinkle. Dar didesnį rūpestį kelia tai, kad kiekis išaugo beveik iki 20 %. Falsifikuoti vaistai – nebylūs žudikai. Juos platinantys žmonės yra pavojingi nusikaltėliai ir turėtų būti laikomi tokiais. Bausmės už vaistų falsifikavimą turėtų būti tokios pačios kaip ir už narkotikų kontrabandą. Tai pareikalaus geresnio koordinavimo tarp įvairių nacionalinių ir tarptautinių institucijų. Mes turime sustiprinti internetu parduodamų falsifikuotų vaistų kontrolę, nes internetas yra vienas iš pagrindinių kelių, leidžiančių falsifikuotiems vaistams patekti į europinę rinką. Anot Pasaulio sveikatos organizacijos, vienas iš dviejų internetu parduodamų vaistų yra klastotė. Aš manau, kad vienas iš mūsų prioritetų turėtų būti pastangos atkreipti visuomenės dėmesį į atsirandančią riziką perkant vaistus internetu.
Jarosław Leszek Wałęsa (PPE), na piśmie. − Głosowałem za projektem rezolucji ustawodawczej Parlamentu Europejskiego w sprawie wniosku dotyczącego dyrektywy Parlamentu Europejskiego i Rady zmieniającej dyrektywę 2001/83/WE w zakresie zapobiegania wprowadzaniu do legalnego systemu dystrybucji produktów leczniczych sfałszowanych pod względem tożsamości, historii lub źródła pochodzenia. Bez wątpienia pojawienie się w oficjalnej dystrybucji sfałszowanych produktów leczniczych stanowi zagrożenie dla całego europejskiego systemu farmaceutycznego, podważając zaufanie, jakie mają obywatele do jakości leków nabywanych w aptekach lub innych legalnych punktach sprzedaży.
Najbardziej niepokojącym dla mnie sygnałem jest zmiana profilu ryzyka. Dotychczas fałszowane były głównie produkty z zakresu „stylu życia”, obecnie spektakularnie wzrosła liczba sfałszowanych leków ratujących życie. Dlatego też istotne jest stworzenie jasnej i jednoznacznej definicji „fałszywego środka leczniczego”, ale także wszystkich podmiotów wchodzących w skład łańcucha dystrybucji, takich jak sprzedający i pośrednicy, którzy muszą działać w oparciu o zezwolenia i przestrzegać zasad dobrej praktyki wytwarzania, podobnie jak producenci i dystrybutorzy. W związku z powyższymi faktami uważam poparcie wszelkich działań mających na celu zminimalizowanie tego problemu za konieczne i priorytetowe.
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − Aprovo a presente resolução apenas pelo forte compromisso por parte da Comissão de reforçar os instrumentos de financiamento actualmente utilizados, de modo a assegurar que as PME tenham mais acesso a capital para financiamento das suas políticas de crescimento e inovação. Um caso que é pertinente na actual conjuntura de crise económica é a retirada do efeito da “Fita Vermelha” dos actuais esquemas de apoio da UE. Apesar de aprovar as medidas propostas nesta Resolução, chamo a atenção da Comissão para avançar com uma mais ambiciosa, o “Acto Pequenas Empresas” para o período de programação após 2013. Recordo que na actual conjuntura é mais importante do que nunca um forte apoio institucional e financeiro às PME, uma vez que são a espinha dorsal da economia europeia e só conseguem crescer com ferramentas de financiamento adequadas e sustentáveis.
Laima Liucija Andrikienė (PPE), raštu. − Balsavau už šią svarbią rezoliuciją dėl Europos Sąjungos mažoms ir vidutinėms įmonėms (MVĮ) skirtos finansinės paramos priemonių persvarstymo būsimu programavimo laikotarpiu. 23 mln. MVĮ, kurios sudaro apytikriai 99 proc. visų ES įmonių ir sukuria daugiau kaip 100 mln. darbo vietų, atlieka esminį vaidmenį užtikrinant ekonomikos augimą, socialinę sanglaudą ir darbo vietų kūrimą, taip pat jos yra pagrindinis naujovių šaltinis ir gyvybiškai svarbios siekiant išlaikyti ir didinti užimtumą. Tačiau MVĮ turi mažai galimybių gauti finansavimą, o tai yra pagrindinė kliūtis jas kurti ir joms augti, ypač dabartinės finansų ir ekonomikos krizės akivaizdoje. Todėl pritariu rezoliucijoje išdėstytam raginimui gerokai padidinti finansavimą iš ES biudžeto, skiriamą naujoviškoms finansinėms priemonėms siekiant patenkinti MVĮ finansinius poreikius, ir atsižvelgiant į strategiją „Europa 2020“. Tačiau reikia pažymėti, kad šiuo metu egzistuojančios ES finansinės taisyklės dėl Europos fondų ir programų naudojimo yra nepagrįstai sudėtingos, o laiko sąnaudos ir išlaidos siekiant patenkinti šių taisyklių reikalavimus visiškai neatitinka galutinio finansavimo gavėjo gaunamos naudos. Todėl pritariu raginimui Komisijai, kad ji pasiūlytų supaprastintas ir su mažesnėmis sąnaudomis susijusias taisykles ir gaires, ypač kalbant apie programas, kuriomis siekiama remti MVĮ skirtą nedidelio masto finansavimą.
Roberta Angelilli (PPE), per iscritto. − Lo scorso ottobre la Commissione europea ha presentato un documento programmatico dal titolo "Una politica industriale integrata per l'era della globalizzazione", che contiene una serie di iniziative concrete indirizzate a dare uno slancio energico alla politica industriale europea.
Le PMI, così come le ha definite ieri in aula il Commissario Tajani, sono la "linfa vitale" dello sviluppo economico. Un posto di lavoro su quattro dipende dal settore industriale, come anche la nostra competitività a livello mondiale, l'innovazione e la ricerca. L'impegno e il coordinamento tra le Istituzioni europee e nazionali, le banche e le PMI sono necessari ai fini dello smantellamento degli ostacoli burocratici e della semplificazione delle regole. Molti passi in avanti sono stati fatti in questi ultimi mesi con l'adozione della direttiva sui ritardi nei pagamenti, la tutela dei marchi e dei prodotti, le opportunità offerte allo sviluppo della green economy e le nuove politiche incentrate sul turismo, ma molto altro resta ancora da fare.
Molte aziende nell'area UE sono dipendenti da finanziamenti e agevolazioni comunitari ed è per questo motivo che l'accesso al credito deve essere garantito e migliorato. Infatti, questo è un obiettivo prioritario che spero verrà affrontato con attenzione nella revisione dello Small Business Act che verrà presentato il prossimo 23 febbraio a Roma dal Commissario Tajani stesso.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šią rezoliuciją. Mažosios ir vidutinės įmonės MVĮ Europos Sąjungoje sudaro apie 99 procentus visų įmonių ir sukuria daugiau kaip 100 milijonų darbo vietų. Jos atlieka esminį vaidmenį užtikrinant ekonomikos augimą, socialinę sanglaudą ir darbo vietų kūrimą. MVĮ turi mažai galimybių gauti finansavimą ir tai yra pagrindinė kliūtis jų augimui, o tebesitęsianti finansų ir ekonomikos krizė dar labiau apribojo prieigą prie finansavimo. Bankų sektorius iš MVĮ reikalauja daugiau užtikrinimo ir didesnių rizikos priemokų. Manau, kad kreditų ir paskolų garantijų sistemos yra labai svarbios užtikrinant šio sektoriaus gyvybingumą, augimą ir darbo vietų kūrimą. Didelis dėmesys turi būti skiriamas Europos investicijų banko teikiamoms paskoloms MVĮ, kurioms dar 2008 m. buvo skirta 15 milijardų eurų, tačiau atlikti tyrimai rodo, kad tik nedidelė dalis šių pinigų pasiekė MVĮ, nes paskolas administruojantys bankai valstybėse narėse sugriežtino kreditų išdavimo reikalavimus. Manau, kad Europos Komisija turi imtis reikiamų priemonių ir kontrolės, kad skirtas finansavimas pasiektų MVĮ ir būtų užtikrintas šio labai svarbaus sektoriaus gyvybingumas ir augimas.
George Becali (NI), în scris. − Sunt impresionat de numărul de IMM-uri din Uniune, 23 de milioane, şi de numărul de locuri de muncă oferite de acestea - 100 de milioane. Aceste cifre demonstrează clar că avem nevoie de consolidarea sistemului de finanţare pentru acest sector. Sistemul european de finanţare este însă pe cât de divers, pe atât de complicat. Sunt de acord cu iniţiatorii acestei rezoluţii, sistemul trebuie să fie cât mai coerent în perioada de finanţare 2014 - 2020. Susţin ideea iniţiatorilor de a cere Comisiei să încurajeze statele membre să realizeze reformele necesare. Aceste IMM-uri se întâlnesc pe piaţa unică dar au condiţii diferite de sprijin în mediile lor naţionale. Cred, de asemenea, în utilitatea unui ghişeu unic pentru toate instrumentele financiare ale UE destinate IMM-urilor, ca o soluţie de echilibrare a sistemelor naţionale de sprijin cu cele europene.
Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − La situazione di emergenza ocupazionale costituisce una ragione più che sufficiente per accogliere positivamente un testo, in cui il richiamo all'applicazione del principio di sussidiarietà in tema di pensioni, riconosce finalmente che i governi devono essere i protagonisti della ricostruzione dell’Europa sociale. Solo una coraggiosa scelta a favore della democrazia di prossimità, basata su riforme occupazionali che rendano più allettante il lavoro, basata sul federalismo della busta paga che tenga conto dei diversi costi della vita in ciascuna regione d’Europa - cui andrebbero adeguati tanto i salari che le pensioni - rappresenterebbe la vera svolta verso la rinascita. In tutto questo richiamo la centralità delle PMI che, per la loro numerosità sul territorio europeo, sono generatori di occupazione e sostenibilità. Abbassare il costo del lavoro alleggerendo le imposte, dare alle nostre piccole imprese la possibilità di continuare a lavorare e investire sul territorio sono manovre indispensabili per assicurare perequazione contributiva alle vecchie generazioni ed un futuro di certezza e qualità di vita alle nuove.
Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Būtina pažymėti, kad, kalbant apie išorės finansavimą, daugelis mažų ir vidutinių įmonių (toliau – MVĮ) ir toliau bus iš esmės priklausomos nuo kreditų ir paskolų teikimo. Reikia atkreipti dėmesį į tai, kad kapitalo ir rizikos atžvilgiu vis jautresnis bankų sektorius reikalauja daugiau užtikrinimo priemonių ir didesnių rizikos priemokų ir kad abiejų šių reikalavimų pasekmė yra nepakankamas finansavimas ir prarastos verslo bei užimtumo galimybės šiame labai dideliame ekonomikos sektoriuje. Atsižvelgiant į tai, manau, kad kreditų ir paskolų garantijų sistemos yra nepaprastai svarbios siekiant panaudoti MVĮ galimybes užtikrinti augimą ir kurti darbo vietas. Taigi būtina veiksmingai taikyti esamas programas tiek nacionaliniu, tiek Europos Sąjungos lygmeniu. Labai svarbu, kad ir toliau būtų taikomos garantijų priemonės pagal Konkurencijos ir inovacijų programą (KIP), rizikos pasidalijimo ir finansavimo programą bei pagal 7-ąją bendrąją programą ir panaudojant struktūrinius fondus (JEREMIE). Tinkamai įgyvendinti šias priemones šiuo metu trukdo pernelyg sudėtingos administracinės procedūros, todėl Europos Komisija turėtų palengvinti sąlygas naudoti struktūrinių fondų lėšas, skiriamas MVĮ finansavimo priemonėms, ypač siekiant finansuoti atnaujinamuosius fondus garantijų sistemoms užtikrinti, vengiant kurti struktūras, kurios dubliuotųsi su esamomis sistemomis.
Jan Březina (PPE), písemně. − Vzhledem k tomu, že vnější financování mnoha malých a středních podniků závisí na úvěrech a půjčkách, je třeba vytvořit programy zajišťování úvěrů a půjček a v tomto směru zvýšit úlohu Evropské investiční banky. Komise by se rovněž měla zasadit o odstranění překážek na trhu rizikového kapitálu a dluhopisů, které brání rozvoji těchto trhů v Evropě, a rozšířit nástroje pro sdílení rizika na investice do vlastního kapitálu. S tím souvisí nutnost zvýšení povědomí o rizicích mnoha národních systémů daní a podpor motivujících k dluhovému financování a odrazujících od financování prostřednictvím zvyšování základního kapitálu. Za vážný problém považuji složitost finančních předpisů EU a pokynů pro evropské finanční nástroje, zejména jsou-li evropské fondy a programy využívány na podporu jednotlivých podniků poskytováním poměrně nízkých finančních částek. Časové a finanční nároky na splnění požadavků těchto předpisů jsou naprosto neúměrné přínosu, který konečný příjemce finančních prostředků získá. Nevyhovující je rovněž roztříštěnost programů na podporu MSP. Komise by měla zajistit, aby CIP, 7. rámcový program a JEREMIE byly více provázané a aby pro ně bylo vytvořeno jednotné kontaktní místo, kde by MSP mohly získat přehledné a ucelené informace o možnostech využití těchto nástrojů.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − 23 milhões de PME na UE desempenham um papel fundamental para o crescimento económico, coesão social e a criação de emprego. Lamento a limitada capacidade de acesso das PME ao financiamento, agravado pela actual crise financeira e económica. É crucial que haja disponibilidade de linhas de crédito e regimes de garantia para explorar o potencial de crescimento e emprego proporcionado pelas PME. Congratulo-me com a criação de um novo instrumento de microfinanciamento da UE para o emprego «Progress». Apoio a implementação dos instrumentos de garantia no âmbito do Programa de Competitividade e Inovação (PCI), da Facilidade de Partilha de Riscos e Financiamento do PQ7 e dos Fundos Estruturais (JEREMIE), assim como da iniciativa JASMINE, de apoio às instituições de microfinanciamento. Apelo no entanto à Comissão que torne mais fácil a flexível a utilização dos Fundos Estruturais no que diz respeito aos instrumentos de financiamento das PME, Apelo ainda a um aumento do financiamento a favor de instrumentos financeiros inovadores no orçamento da UE, e ao desenvolvimento de regulamentos e orientações simplificados e menos onerosos.
Vasilica Viorica Dăncilă (S&D), în scris. − Consider că este necesară îmbunătățirea strategiilor, actelor şi planurilor de acțiuni concrete ale Comisiei Europene pentru IMM-urile europene şi susțin crearea unui nou instrument european de microfinanțare pentru ocuparea forței de muncă şi de îmbunătățire a reglementarilor, a accesului IMM-urilor la piața unică şi la finanțări.
Christine De Veyrac (PPE), par écrit. – Avec 100 millions d'emplois en Europe, les PME constituent la base de l'économie européenne. Cependant, seuls 2 % d'entre elles ont accès aux financements de l'Union européenne. C'est pourquoi j'ai voté en faveur de la résolution adoptée par le Parlement européen, qui appelle notamment à accorder une attention particulière au financement des PME dans le cadre des prochaines perspectives financières de l'UE de 2014 à 2020 avec l'utilisation d'instruments financiers innovants. Je me félicite du message clair envoyé par le Parlement à la Commission et au Conseil afin de supprimer les barrières administratives qui sont particulièrement lourdes pour les petites entreprises et les empêchent d'avoir accès aux financements et aux programmes de soutien de l'UE.
Diane Dodds (NI), in writing. − Small and medium-size enterprises will play a vital role in reinvigorating economies across Europe that are currently witnessing economic contraction or, at best, slight economic growth. In my constituency of Northern Ireland, 98% of all companies can be classified as SMEs. It is essential that SMEs are given as much support as possible to play their part in the economic recovery, yet what do they currently face? They face a squeeze from banks when it comes to existing credit and the future credit that is necessary to their existence. The EU must therefore look at ways of encouraging banks to lend whilst ensuring that the mechanisms put in place by the EU to support SMEs are accessible.
The current programmes must be streamlined and simplified, making application and access easier. Already burdened by huge amounts of EU red tape, many SMEs with limited manpower simply do not have the capacity or time to go through the current application processes. Some are not even designed with those who are in real need in mind. The programmes in place have the potential to help, but that help must be easier to obtain.
Edite Estrela (S&D), por escrito. − Votei favoravelmente esta resolução por defender uma adaptação do acesso das PME a financiamentos europeus, que constituem um importante meio para a sua criação e crescimento, tendo em conta os efeitos da actual crise financeira e económica que agravaram substancialmente o acesso destas empresas a financiamentos públicos e privados.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − Existem cerca de 23 milhões de PME na União Europeia, sendo inegável o seu peso nas economias nacionais e o seu potencial de crescimento para o mercado de trabalho. Portugal é disso exemplo. Cerca de 300 mil PME representam mais de 99 % do total de empresas, sendo directamente responsáveis por mais de 2 milhões de empregos e cerca de 170 mil milhões de euros de facturação. Com a recente crise económica, a sua, já então, limitada capacidade de financiamento agravou-se significativamente, nomeadamente através das condições de crédito cada vez mais restritas por parte do sector bancário. Torna-se assim peremptório o funcionamento dos dispositivos de financiamento às PME, nomeadamente através de uma maior dotação orçamental da União para o Programa de Competitividade e Inovação dos Fundos Estruturais e do PQ7. Por outro lado, é importante corrigir as ineficiências do mercado e suprimir progressivamente as barreiras administrativas. Cumpre tomar as medidas correctas atempadamente para que as economias nacionais dos Estados-Membros possam alcançar o seu potencial de crescimento e contribuir para o crescimento do mercado de trabalho, permitindo o desenvolvimento dos Estados e a consequente coesão social.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − A presente resolução do Parlamento Europeu versa sobre questões práticas sobre a revisão dos instrumentos da UE de apoio ao financiamento das pequenas e médias empresas no próximo período de programação. A nível europeu, o número de pequenas empresas tem vindo a aumentar significativamente nos últimos anos. Representam já 99 % da totalidade das empresas, são responsáveis por cerca de 100 milhões de postos de trabalho e contribuem de uma forma crucial para o crescimento económico e para a coesão social. Apesar desta realidade, o seu acesso ao financiamento tem sido muito difícil e agravou-se com a actual crise financeira em que o sector bancário introduziu elevados níveis de exigência nos seus mecanismos de financiamento.
Congratulo-me, por isso, com a aprovação da presente resolução, fazendo votos para que haja um reforço significativo dos dispositivos de financiamento às PME e uma simplificação nos processos administrativos, nomeadamente através da redução do número de programas e da melhoria da complementaridade entre os programas nacionais e os da UE.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. − Esta resolução é muito contraditória dado que, apesar de ter algumas referências positivas a necessárias medidas de apoio às PME, dá cobertura e insiste no mesmo tipo de políticas que estão na base dos problemas que afectam as PME, designadamente o Pacto de Estabilidade, a liberalização do mercado financeiro e a dita livre concorrência, o que serve apenas para proteger os grupos económicos e financeiros que praticam preços elevados para obterem lucros cada vez maiores, seja na concessão de crédito, seja quanto ao custo da energia e outras matérias-primas.
Ora, o que se impunha era uma eficaz alteração das políticas comunitárias. É tempo de acabar com o Pacto de Estabilidade e os seus critérios irracionais e de o substituir por um verdadeiro Pacto de Emprego e Progresso Social, que incentive o investimento de pequena escala, que dê às microempresas a oportunidade de crescerem e, nomeadamente, apoiar os grupos – por exemplo, os jovens empresários – que estão a ter dificuldades para encontrar oportunidades de crédito para as suas ideias empresariais, além de promover o emprego com direitos e a melhoria das condições de vida para que haja maior poder de compra da população.
Elisabetta Gardini (PPE), per iscritto. − Credo che questa risoluzione rappresenti per certi versi un atto dovuto nei confronti di un comparto economico – quello delle piccole e medie imprese – che ha un ruolo di grande rilevanza per l’economia comunitaria. Una revisione degli strumenti di sostegno si rende inoltre opportuna nel contesto di una crisi economica che colpisce in maniera particolarmente virulenta le PMI, come eloquentemente documenta la perdita di 3 milioni 250 mila addetti solo tra il 2009 e il 2010 (più di un terzo dei nuovi posti che questo settore aveva creato). In quest’ambito, ritengo importante sollecitare la collaborazione tra la Commissione europea e la Banca europea, sostenendo in particolare quegli investimenti in grado di massimizzare l'efficacia dei programmi di finanziamento per le PMI. In particolare, è necessario garantire la continuità del credito attraverso interventi sulla liquidità e la patrimonializzazione e nuovi interventi in tre ambiti strategici per rilanciare la competitività delle aziende in una fase ancora difficile ma certamente più orientata allo sviluppo: internazionalizzazione, innovazione, crescita dimensionale. Con la direttiva contro i ritardi nei pagamenti da parte delle autorità pubbliche, l'Europa ha già dato un importante segnale per sostenere le PMI, è giusto continuare in questa direzione se si vuole stimolare la crescita economica in Europa.
Louis Grech (S&D), in writing. − SMEs form an essential part of the backbone of the European economy and are the main drivers for job creation, economic growth, social cohesion and innovation in Europe. The participation and active role of SMEs are imperative for the advancement of the competitiveness of the single market. Following the financial crisis, it has become evident that the European financial markets are currently unable to provide SMEs with adequate finance mechanisms. Innovative and growth-oriented small businesses need to raise equity capital from external sources, because they either do not have their own financial resources or cannot access bank credit facilities. A more business-conducive environment for micro and craft enterprises should be supported through the promotion of high-quality support services, better legal and fiscal measures, and social protection for new entrepreneurs.
More adequate and sustainable financial instruments should guarantee that SMEs have better access to capital. The Commission should redouble its efforts to remove red tape from existing EU support schemes and facilitate cross-border banking, by removing all existing obstacles to the usage of competing clearing and settlement systems and by applying common rules on trading. The Commission should conduct a comparative analysis of what is actually being made available to SMEs in the equity investment market and what their actual needs are.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Balsavau už šį dokumentą, kadangi 23 mln. mažųjų ir vidutinių įmonių (MVĮ), kurios sudaro apytikriai 99 proc. visų ES įmonių ir sukuria daugiau kaip 100 mln. darbo vietų, atlieka esminį vaidmenį užtikrinant ekonomikos augimą, socialinę sanglaudą ir darbo vietų kūrimą, taip pat jos yra pagrindinis naujovių šaltinis ir gyvybiškai svarbios siekiant išlaikyti ir didinti užimtumą. Pagrindinė kliūtis jas kurti ir joms augti yra ta, kad MVĮ turi mažai galimybių gauti finansavimą, o dabartinė finansų ir ekonomikos krizė dar paaštrino šią problemą. Bankų sektorius reikalauja daugiau užtikrinimo priemonių ir didesnių rizikos priemokų, o abiejų šių reikalavimų pasekmė yra nepakankamas finansavimas ir prarastos verslo bei užimtumo galimybės šiame itin dideliame ekonomikos sektoriuje. Kreditų ir paskolų garantijų sistemos yra nepaprastai svarbios siekiant panaudoti MVĮ galimybes užtikrinti augimą ir kurti darbo vietas. Pritariu tam, kad reikia dėti visas pastangas, kad esamos finansavimo programos būtų veiksmingai taikomos tiek nacionaliniu, tiek ES lygmenimis supaprastinant administracines procedūras bei palengvinant sąlygas naudotis struktūrinių fondų lėšomis.
Tunne Kelam (PPE), in writing. − I have voted in favour of this resolution, as it highlights one of the crucial problems we are currently facing. The crisis in the financial sector has led to more collateral and higher-risk premiums, which means it has become much more difficult to get start-up credits and other financial resources. We cannot afford to have SMEs suffering from greater burdens and higher administrative costs. We cannot afford to have SMEs falling bankrupt because of bureaucracy and because of stricter rules in the financial sector. SMEs are the driving force of our economies – they should not be punished for mismanagement in the financial sector. It is important that we pass such resolutions frequently enough to remind ourselves, the Commission and the Member States of our obligations to ensure a sustainable economy. This is only possible with sustainable SMEs.
Jürgen Klute (GUE/NGL), schriftlich. − Die Förderung von kleinen und mittelständischen Unternehmen sichert zahlreiche Arbeitsplätze und stärkt das Innovationspotenzial der europäischen Wirtschaft. Darum ist es absolut richtig, für eine sinnvolle Fremdkapitalausstattung dieser Unternehmen zu sorgen, denn nur dann können sie erforderliche Investitionen vornehmen. Die vom Europäischen Parlament geforderte Stärkung des Risikokapitals ist jedoch grundsätzlich abzulehnen. Statt die Banken darauf zu verpflichten, dass sie der Realwirtschaft mit sinnvollen Krediten zur Seite stehen, fordert das Parlament, dass kleine und mittlere Unternehmen sich leichter auf den Kapitalmärkten Einlagen von Investmentfonds und Private-Equity-Gesellschaften besorgen können.
Nach dem Motto „Heuschrecken für alle!“ fordert der Entschließungsantrag in Teilen dazu auf, Private-Equity-Gesellschaften das Geschäft zu erleichtern. Auf diesem Wege würden gerade kleinere Unternehmen noch stärker als jetzt zum Spielball von Investoren, die oft genug auf der Suche nach absurd hohen zweistelligen Renditen sind und diese meist nur erreichen können, wenn sie die erworbenen Unternehmen zerschneiden und häppchenweise verkaufen.
Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Egregio Presidente, cari colleghi, le piccole e medie imprese europee contribuiscono in misura fondamentale alla crescita economica dell'Unione europea. Le PMI sono 23 milioni, un dato che corrisponde al 99% delle imprese europee. Numeri che da soli spiegano bene per quale motivo vogliamo e dobbiamo proteggere tali aziende, vero motore della nostra economia. Con la proposta di risoluzione votata oggi abbiamo cercato di inviare dei messaggi chiari alla Commissione: queste imprese non devono essere abbandonate. Ragion per cui, anche attraverso il mio voto a favore, chiediamo un aumento dei finanziamenti a loro rivolti, pretendiamo una semplificazione burocratica ed un adeguamento degli standard richiesti per ottenere finanziamenti atti a consentire alle PMI di poterne realmente usufruire e chiediamo, altresì, maggiori fondi da destinare alla ricerca. La crisi economica che ha attanagliato l'Europa negli ultimi anni deve esser superata e solo grazie al sostegno che forniamo a queste imprese, possiamo sperare di rilanciare la nostra economia.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this Resolution which strongly supports the continued implementation of guarantee instruments in the framework of the Competitiveness and Innovation Programme (CIP), the Risk-Sharing and Financing Facility under FP7 and the Structural Funds (JEREMIE), with the aim of enhancing SME lending, and under the JASMINE initiative to support micro-finance institutions; points out that their proper implementation is currently being hindered by overly complex administrative procedures; asks the Commission to make it easier to use the Structural Funds in connection with SME finance instruments, particularly to finance revolving funds for guarantee schemes, whilst avoiding the creation of structures which duplicate existing schemes, e.g. at national level.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − Temos na UE 23 milhões de pequenas e médias empresas (PME), que equivalem a 99 % do conjunto total das empresas e mais de 100 milhões de postos de trabalho, contribuem de forma fundamental para o crescimento económico, a coesão social e a criação de emprego, constituem uma importante fonte de inovação e são vitais para a manutenção e a expansão do emprego.
No entanto, têm uma deficiente capacidade de acesso ao financiamento, o que constitui um obstáculo importante à sua criação e crescimento, sendo que a actual crise financeira e económica agrava o problema. É assim imprescindível um aumento significativo do financiamento a favor de instrumentos financeiros inovadores no orçamento da UE, a fim de satisfazer as necessidades financeiras das PME, à luz da Estratégia Europa 2020.
Louis Michel (ALDE), par écrit. – Les petites et moyennes entreprises apportent une contribution fondamentale à la croissance, à la cohésion sociale et jouent un rôle crucial pour le maintien et l'expansion de l'emploi. Toutefois, la difficulté pour les PME d'accéder à des financements constitue un obstacle majeur à leur création et à leur croissance, et la crise économique actuelle a aggravé ce problème. Les banques manifestent de plus en plus de réticences à financer des projets d'entreprise qui présentent davantage de risques, les produits innovants ou les transmissions d'entreprises. Il faut dès lors renforcer le fonctionnement des dispositifs de financement des PME, soutenir la poursuite de la mise en œuvre d'instruments de garantie et accroître le financement des instruments financiers innovants. Les entreprises doivent pouvoir avoir un meilleur accès aux instruments financiers fondés sur des apports de fonds propres. La complexité des règlements financiers et le poids de la bureaucratie constituent également un frein au développement des PME et il importe donc de supprimer les barrières administratives et de proposer des réglementations et des orientations plus simples et moins coûteuses.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − This is the most useful resolution for the whole period from 2009 to 2011. I very much hope that the authors of the resolution will move forward and consider questions regarding the alleviation of the tax burden on small and medium-sized enterprises, will make available credit financing at reduced rates and improve communication between EU funding structures and SMEs, and finally monitor the situation in outlying regions of the EU, e.g. Latgale (Latvia). The government is conducting the well-planned and calculated liquidation of SMEs in Latgale by closing access to information about stabilisation funds, and by increasing taxes and the number of controlling and repressively fiscal bodies. All this leads to the elimination of the tax base, and as a result Latvia is on the edge of bankruptcy today.
Andreas Mölzer (NI), schriftlich. − 100 Millionen Arbeitsplätze in der EU werden durch KMU bereitgestellt. Allerdings stehen diese nun nach der Krise immer häufiger vor dem Problem der Finanzierung, da sie meist fremdfinanziert sind. Banken bieten ihnen Kredite nur mehr unter strengen Bedingungen einer Darlehensförderung. Es wäre wünschenswert, hier möglichst unbürokratische Lösungen anbieten zu können, die beiden Seiten gerecht werden. Meine Stimme hat der Bericht erhalten, da meines Erachtens KMU finanziell unterstützt werden sollten, um das Wirtschaftsgefüge stabil zu halten.
Rolandas Paksas (EFD), raštu. − Balsavau už šį rezoliucijos projektą, kadangi MVĮ atlieka esminį vaidmenį užtikrinant ekonomikos augimą, socialinę sanglaudą, darbo vietų kūrimą ir naujovių diegimą. Labai svarbu nustatyti efektyvias finansines paramos priemones, ypatingą dėmesį skiriant tarpinėms finansinėms priemonėms būsimu programavimo laikotarpiu, kurios pašalintų kliūtis finansavimui bei skatintų naujų novatoriškų įmonių kūrimąsi ir augimą, suteikiant didesnę prieigą prie Europos rizikos kapitalo ir obligacijų rinkų kartu pašalinant kliūtis šioms rinkoms plėtotis Pritariu pasiūlymui, kuriuo numatoma sudaryti geresnes sąlygas naujai įsisteigusioms ir novatoriškoms įmonėms naudotis akciniu kapitalu. Turime dėti visas pastangas, kad esamos finansavimo programos būtų veiksmingai taikomos tiek nacionaliniu, tiek ES lygmenimis supaprastinant administracines procedūras bei palengvinant sąlygas naudotis struktūrinių fondų lėšomis. Labai svarbu, kad valstybės narės vykdytų esmines reformas MVĮ apmokestinimo ir rėmimo sistemose. Taipogi iš ES biudžeto turi būti padidintas finansavimas naujoviškoms finansinėms priemonėms kartu skiriant didesnį finansavimą Konkurencijos ir inovacijų programai. Be to, turi būti sumažintos administracines kliūtys MVĮ supaprastinant novatoriškų finansinių priemonių valdymą, suderinant MVĮ finansavimo programas ir sukuriant vieno langelio principą.
Γεώργιος Παπανικολάου (PPE), γραπτώς. – Υπερψήφισα το ψήφισμα για τη στήριξη της χρηματοδότησης των μικρομεσαίων επιχειρήσεων κατά την επόμενη περίοδο προγραμματισμού. Οι μικρομεσαίες και οι οικογενειακές επιχειρήσεις αποτελούν τη ραχοκοκαλιά των περισσότερων ευρωπαϊκών οικονομιών. Είναι το εργαστήριο παραγωγής καινοτόμων ιδεών και πρωτότυπων προϊόντων. Είναι επίσης οι επιχειρήσεις που αποτελούσαν ανέκαθεν ατμομηχανή οικονομικής ανάπτυξης. Ειδικά για την Ελλάδα, η σημερινή οικονομική ύφεση επιβάλλει τη στήριξη αυτής της κατηγορίας των επιχειρήσεων, που άλλωστε αποτελεί και τη συντριπτική πλειοψηφία της επιχειρηματικής παρουσίας στην χώρα. Με το παρόν ψήφισμα το Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο θέλει να καταστήσει σαφές ότι η νέα γενιά προγραμμάτων της Ε.Ε. για τις μικρομεσαίες επιχειρήσεις δεν μπορεί παρά να είναι προσανατολισμένη στα νέα ευρωπαϊκά οικονομικά δεδομένα και πρέπει να πορευθεί με αιχμή τη διευκόλυνση πρόσβασης των μικρομεσαίων επιχειρήσεων στον χρηματοπιστωτικό δανεισμό αλλά και στη δημιουργία ευέλικτων μηχανισμών χρηματοδότησης, όπως για παράδειγμα τα μικροδάνεια.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − A presente resolução sobre aspectos práticos relativos à revisão dos instrumentos da UE de apoio ao financiamento das PME no próximo período de programação é fundamental no actual contexto. De facto, a limitada capacidade de acesso das PME ao financiamento constitui um obstáculo importante à sua criação e crescimento. A actual crise financeira e económica agravou o problema do acesso ao financiamento por parte das PME. Se tivermos em consideração que as PME contribuem para o crescimento económico, a coesão social e a criação de emprego, e são uma importante fonte de inovação e de expansão do emprego, percebemos a importância das alterações propostas a este marco jurídico, as quais visam reforçar o funcionamento dos dispositivos de financiamento às PME. Por estas razões votei favoravelmente a presente resolução.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − The European Parliament notes that a large number of SMEs will continue to depend mainly on credits and loans when it comes to external financing; it is concerned that an increasingly capital- and risk- sensitive banking sector is asking for more collateral and higher risk premiums, both requirements resulting in insufficient financing and missed business and employment opportunities in this very large sector of the economy; it regards, therefore, the availability of credit and loan guarantee schemes as crucial to exploiting the growth and job potential offered by SMEs; it sees a need to leverage existing programmes at national and EU level and it endorses the important role played by EIB SME loans.
Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore di questo testo perché ritengo possa contribuire ad aiutare gli oltre 23 milioni di piccole e medie imprese europee, che con i loro 100 milioni di posti di lavoro danno un contributo fondamentale alla crescita economica ed alla coesione sociale dell'Unione europea. Troppo spesso infatti negli ultimi anni le banche richiedono sempre maggiori garanzie alle PMI che necessitano di capitali per espandersi o rilanciare la propria attività.
Per questo motivo è necessario aumentare in misura significativa gli strumenti finanziari che possano venire incontro a queste realtà, incoraggiando l'attuazione di strumenti che permettano, ad esempio, la ripartizione del rischio fra le varie parti in causa. La complessità delle regolamentazioni finanziarie dell'Unione europea, inoltre, comporta spesso un enorme dispendio di tempo e di denaro, e solo per adempimenti burocratici. Ora che le linee guida condivise ci sono, spetta agli Stati Membri prendere iniziative ad hoc per rilanciare e sostenere la realtà specifica delle proprie PMI, alimentando la crescita di un settore che, da solo, rappresenta oltre il 90% di tutte le imprese dell'Unione, e senza il quale verrebbe a mancare la linfa vitale stessa della nostra economia.
Vilja Savisaar-Toomast (ALDE), kirjalikult. − Lugupeetud juhataja! Lugupeetud kolleegid! Hääletasin täna väikeste ja keskmise suurusega ettevõtete rahastamist toetava resolutsiooni poolt. Leian, et VKEde olukorda ja Euroopa Liidu vahendite kasutamist tuleb efektiivsemaks muuta ning tagada, et ei korduks rahanduskriisi ajal toimunud likviidsuskriis, mis eriti tugevalt mõjutas VKEsid. Nii Eestis kui ka Euroopa Liidus tervikuna moodustavad VKEd üle 99% kõikidest ettevõtetest, mistõttu on oluline, et just sellele suurele enamusele oleksid rahalised vahendid kättesaadavad, eelkõige rasketel kriisiaastatel. Loodan siiralt, et nii Euroopa Liit kui ka väikesed ja keskmise suurusega ettevõtted veavad lähiajal Euroopa majanduse uuele tõusule ning et tulevikus ollakse paremini valmis uuteks kriisideks.
Csanád Szegedi (NI), írásban. − Megszavaztam az indítvány 6-os módosítását. Úgy vélem, hogy támogatni kell az innovatív és induló kisvállalkozásokat, hogy jobban hozzáférjenek a részvénytőke alapú pénzügyi eszközökhöz. A bizottságnak nagyobb hangsúlyt kell fektetnie a következő időszakban esedékes programokra, pénzügyi eszközökre, és hogy kockázatmegosztó alapokkal, valamint segédeszközökkel támogassa ezeket az eszközöket.
Nuno Teixeira (PPE), por escrito. − As PME na União Europeia são um elemento essencial para o crescimento económico e a criação de emprego, garantindo mais de 100 milhões de postos de trabalho e tendo um papel crucial na contribuição para a coesão social. Porém, estas empresas têm um acesso limitado ao crédito financeiro e a empréstimos, situação que veio a agravar-se com a crise económica, e que já por si é muitas vezes complicada pelos encargos administrativos. Vejo de forma bastante positiva uma tentativa de melhorar o funcionamento dos sistemas de financiamentos às PME. Do meu ponto de vista, tal deverá passar pelo reforço da importância do papel do BEI no esquema de empréstimos e também pela implementação dos instrumentos já existentes no seio do Programa para a Competitividade e a Inovação, do programa JEREMIE e do programa JASMINE.
Defendo também uma simplificação do acesso aos fundos estruturais pelas PME, nomeadamente no que respeita aos esquemas de garantia, evitando duplicar a sua existência. Será também aconselhável reflectir sobre novos instrumentos financeiros eficazes para o próximo Quadro Financeiro Plurianual, como o poderão ser instrumentos conjuntos com o Banco Europeu de Investimentos.
Viktor Uspaskich (ALDE), raštu. − Gerbiami kolegos, mažosios ir vidutinės įmonės (VMĮ) yra mūsų visuomenės stuburas ir mūsų ekonomikos variklis. Tiek Lietuvoje, tiek ES MVĮ sudaro 99 % visų įmonių. MVĮ sukuria daugiau nei 70 % darbo vietų lietuviams. MVĮ vaidina esminį vaidmenį įgyvendinant Lisabonos strategijos tikslus, kurie skatina inovacijas, konkurencingumą, socialinę sanglaudą bei darbo vietų kūrimą. Todėl svarbu sukurti aplinką, kurioje tai galėtų vystytis. MVĮ, o taip pat naujai įsisteigusioms ir novatoriškoms įmonėms, turi būti suteikta geresnė prieiga prie ES finansinių priemonių. Kreditų ir paskolų garantijų sistemos yra nepaprastai svarbios siekiant panaudoti MVĮ galimybes užtikrinti augimą ir kurti darbo vietas. Šiuo metu daugumai investicinių planų kyla grėsmė likti neįgyvendintais dėl neapibrėžtumo bei finansavimo stokos. Todėl svarbu, kad bankai atnaujintų likvidumo suteikimą ir paremtų investicijas į tikrąją ekonomiką. Taip pat svarbu paremti naujai įsisteigusių ir novatoriškų įmonių akcijų rinkas. Mes turime labiau pasistengti šalinant administracines kliūtis. O tai pareikalaus pažangaus valdymo ir ekonomiškumo ryšium su novatoriškomis finansinėmis priemonėmis.
Derek Vaughan (S&D), in writing. − Small and Medium Enterprises (SMEs) constitute around 99% of all businesses within the European Union, contributing greatly to the European economy through innovation, economic growth and the creation of over 100 million jobs. My vote in favour of this report reflects the importance of enabling SMEs to function in a manner not over-complicated by regulations, but one which encourages efficiency, flexibility and investment.
I recognise that advances have been made to ease the financial and administrative burden on SMEs, such as the 2010 establishment of the SMEs finance forum, but urge the Commission to do more in order to create a more competitive and accessible economy for the SMEs which are so vital to the success of Europe’s economy.
Incentives must encourage the necessary reforms to financial systems in Member States, investment must be made to nurture innovation in SMEs and administrative systems must work for, not against, these enterprises helping to create a more stable, more varied European economy.
Artur Zasada (PPE), na piśmie. − Z zadowoleniem przyjąłem wyniki dzisiejszego głosowania. Planuje się, że ok. 70% unijnych środków dla przedsiębiorców będzie przekazywanych za pomocą funduszy pożyczkowych. Dotacje bezzwrotne będą zarezerwowane przede wszystkim dla projektów obarczonych dużym ryzykiem, dla których z trudem będzie można uzyskać pożyczkę. W opinii ekspertów pomoc przekazywana w postaci preferencyjnej pożyczki lub poręczenia jest długofalowo lepsza niż pomoc bezzwrotna. W przypadku pożyczki preferencyjnej korzyść dla przedsiębiorcy jest niższa. Ale z takich pożyczek może skorzystać znacznie więcej firm, a system pożyczkowy raz zasilony pieniędzmi teoretycznie pracuje w nieskończoność.
Podzielam więc pomysł, by po 2014 r. 70-80% wsparcia dla przedsiębiorców przekazywać właśnie w postaci pożyczek i poręczeń, a resztę - w bezzwrotnych dotacjach. Te ostatnie byłyby zarezerwowane na wspieranie innowacyjnych projektów obarczonych dużym ryzykiem (a więc takich, które z trudem kwalifikowałyby się do pożyczki).
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − O futuro das pensões dos cidadãos europeus é um dos desafios-chave para o futuro da Europa e reconheço as dificuldades com que os sistemas de pensões se debatem nos Estados-Membros.
No entanto, discordo de que a única maneira de resolver o problema é pagando mais, trabalhando mais e recebendo menos no período de reforma. Saliento ainda que os principais responsáveis pelas pensões são os Estados-Membros, não obstante a UE poder acrescentar valor ao coordenar os vários esquemas de pensões e partilhar melhores práticas, uma vez que também tem competência na área da portabilidade de pensões e na supervisão de instituições para provisões ocupacionais para a reforma (Directiva IORP).
Apenas aprovo o presente relatório tendo em conta o compromisso baseado em mais de 450 alterações, onde se incluem algumas das principais preocupações para o Livro Branco. Ressalvo ainda que um sistema de pensões decente e sustentável só pode ser alcançado ao combater a economia precária, mal paga e de baixa qualidade de empregos. As pensões financiadas devem basear-se na solidariedade e tal deve estar presente nas normas da UE.
Laima Liucija Andrikienė (PPE), raštu. − Balsavau už šią labai svarbią rezoliuciją dėl Europos pensijų sistemos. Europa sensta, dėl demografinės situacijos prastėjimo ir mažėjančio vaikų gimstamumo nuolatos daugėja pensinio amžiaus žmonių. Todėl neabejotinai auga socialinio draudimo ir pensijų fondų svarba, ypač turint omenyje dabartinę ekonomikos krizę. Žmonės turi jaustis saugūs senatvėje, o tai galima pasiekti tik esant stabilioms, gerai funkcionuojančioms pensijų sistemoms. Europos Sąjungoje šiuo metu egzistuoja beveik 100 skirtingų pensijų sistemų. Dėl didelių skirtumų tarp valstybių ES piliečiai jaučiasi nelygiaverčiai. Žmonės, sunkiai dirbę visą gyvenimą, ypač naujose ES valstybėse narėse, gauna nevienodo dydžio pensijas palyginus su senųjų ES valstybių narių piliečiais. Tai verčia juos jaustis antrarūšiais. Be abejonės, pensijų sistemų reguliavimas priklauso valstybių narių kompetencijai, tačiau yra akivaizdu, jog reikia didesnės Europos Sąjungos koordinacijos šioje srityje. ES turi rūpintis tais, kuriems labiausiai reikia pagalbos: neįgaliaisiais, bedarbiais, pensinio amžiaus žmonėmis. Europos Sąjunga, siekdama piliečių gerovės ir pasitelkdama valstybes nares, turi stengtis kiek įmanoma išlyginti pensijų sistemas. Tai neabejotinai prisidėtų prie žmonių gyvenimo lygio gerėjimo ir ES ekonomikos augimo.
Elena Oana Antonescu (PPE), în scris. − În Uniunea Europeană, numărul de pensionari este în creștere datorită creșterii speranței de viață. Sistemele de pensii sunt în competența statelor membre, existând reguli diferite privind vârsta de pensionare și banii cheltuiți pentru securitatea socială. Criza financiară a dus la o creștere a șomajului, a sărăciei și a excluziunii sociale, la creșterea deficitelor bugetare și la probleme legate de finanțarea pensiilor și a demonstrat fragilitatea anumitor sisteme de finanțare. Preponderența locurilor de muncă temporare a redus nivelul contribuțiilor la sistemele de pensii, dăunând stabilității acestora. Fără a pune la îndoială prerogativele statelor și fără a sugera că un singur model s-ar potrivi tuturor, raportul Parlamentului European și Cartea verde a Comisiei Europene cer menținerea unor sisteme de pensii adaptate nevoilor cetățenilor.
Consider că solidaritatea între state și între generații reprezintă un aspect important pentru succesul politicilor comunitare. La nivel european, sunt coordonate aspecte ale sistemelor de pensii legate de funcționarea pieții interne, respectarea cerințelor Pactului de stabilitate și creștere și Strategia 2020. Am votat în favoarea acestui raport care favorizează efortul statelor membre de a răspunde așteptărilor cetățenilor privind un sistem de pensii adecvat, viabil și sigur.
Liam Aylward (ALDE), i scríbhinn. − Tá daonra na hEorpa ag dul in aois agus ní fada anois gurb é an t-aoisghrúpa “55 bliana d’aois nó níos sine” a bheidh ar an aoisghrúpa is mó san AE. Cé go bhfuil ceathrar in aois fostaíochta ann do gach duine atá os cionn 65 faoi láthair, is leath an choibhnis sin a bheidh ann faoin mbliain 2050.
Vótáil mé i bhfabhar na tuarascála tráthúla seo. Cé gur cúram do na Ballstáit aonair é cúrsaí pinsin a shocrú, ní mór don AE agus do na Ballstáit comhoibriú le chéile chun córas cinnte, inbhuanaithe agus inmharthana ó thaobh airgid de a fhorbairt. Tá soghluaisteacht ar leith ag baint le lucht oibre an lae inniu; dá bhrí sin tá sé fíorthábhachtach go bhféadfar pinsin a aistriú ó Bhallstát amháin go Ballstát eile. Ní foláir na córais pinsin a thabhairt suas chun dáta ionas go mbeidh siad solúbtha, trédhearcach agus so-aimsithe. Ní mór eolas a chur ar fáil maidir leis na roghanna atá ann agus maidir leis na gnéithe éagsúla a bhaineann le cineálacha pinsin éagsúla.
Tacaím lena bhfuil sa Tuarascáil maidir le béim níos treise a chur ar an oideachas airgeadais agus maidir le feasacht ar shábháil i gcomhair pinsin a spreagadh.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Europos Sąjunga susiduria su didžiuliais iššūkiais, kurių vienas svarbiausių yra gyventojų senėjimas. Dėl kintančių demografinių tendencijų ilgės gyvenimo trukmė, vyresnio amžiaus žmonės ilgiau išliks sveiki ir aktyvūs ir galės dalyvauti visuomeniniame gyvenime. Tuo tarpu dėl nedidelio gimstamumo mažės darbingo amžiaus žmonių skaičius, todėl valstybių narių socialinės apsaugos sistemos susidurs su dideliais sunkumais. Dėl finansų krizės išaugęs nedarbas, skurdas ir socialinė atskirtis parodė kai kurių pensijų fondų sistemų trapumą. Daugelyje valstybių narių padidėjo biudžeto deficitas ir iškilo sunkumų finansuoti pensijas. Kai kurie privatūs pensijų fondai taip pat nebegalėjo įvykdyti prisiimtų įsipareigojimų, todėl ateityje labai svarbu tinkamai reglamentuoti tokių fondų veiklą ir priežiūrą. Pritariau šiam pranešimui ir manau, kad būtina suteikti naujas paskatas nacionaliniu ir ES lygmenimis sukurti tvirtas, tvarias ir saugias Europos pensijų sistemas.
Regina Bastos (PPE), por escrito. − A questão da sustentabilidade dos sistemas de segurança social tem sido um tema incontornável da agenda política europeia. O aumento da esperança de vida, o envelhecimento da população, os fracos níveis de crescimento económico, o aumento do desemprego são factores que têm contribuído para o desequilíbrio dos sistemas de segurança social. Perante a actual situação, torna-se necessário tomar decisões que garantam a sustentabilidade dos regimes de segurança social.
Apoio o presente relatório porque defende a necessidade de se construir, em conjunto, um sistema sustentável, seguro, que proporcione pensões adequadas ao nível dos Estados-Membros. Reconhece que a livre circulação na Europa não se pode cingir apenas às prestações do primeiro pilar, mas que a mobilidade é indispensável para um mercado de emprego operacional e eficaz. Advoga a criação de uma plataforma europeia de pensões que inclua representantes das instituições da UE, parceiros sociais e partes interessadas, visando a troca de informações sobre as melhores práticas e a preparação de iniciativas políticas, sempre no respeito do princípio da subsidiariedade. Insta a Comissão Europeia a criar um grupo de trabalho específico para a questão das pensões.
George Becali (NI), în scris. − Am votat în favoarea raportului şi sunt de acord cu doamna raportor, care vorbeşte clar si argumentat despre nevoia de solidaritate între generaţii, dar şi despre diferenţele majore dintre sistemele naţionale de pensii din Europa. Sunt de acord ca e nevoie de coordonare la nivelul Uniunii şi cele mai bune argumente ni le dau chiar efectele crizei, din care sperăm că am ieşit: impactul cheltuielilor publice într-un stat membru e uşor de transmis şi asupra altui stat membru, iar fondurile de pensii sunt parte a pieţelor financiare. Salut ideea unei pieţe a muncii flexibile pentru pensionari, având în vedere schimbările demografice pe care le trăim şi tendinţa evidentă de prelungire a carierelor. Sunt de acord cu ideea că fiecare stat membru, dar si Uniunea în ansamblu, trebuie să-şi adapteze politicile la conceptul de îmbătrânire activă.
Bastiaan Belder (EFD), schriftelijk. − De betaalbaarheid van de pensioenstelsels is een probleem dat binnen Europa al te lang als een hete aardappel vooruitgeschoven is. Het percentage gepensioneerden is stijgende. In het streven de pensioenen betaalbaar te houden, rest de lidstaten geen andere keuze dan hervorming van hun pensioenstelsels. Dit houdt rechtstreeks verband met de houdbaarheid van de overheidsfinanciën en de regels voor een gezonde eurozone, het stabiliteit- en groeipact. Ik steun rapporteur Oomen-Ruijten van harte waar zij wijst op het belang van pensioenopbouw via de werkgever (de zogenoemde tweede pijler) en individuele pensioenopbouw (de derde pijler). We kunnen er helaas niet vanuit gaan dat een staatspensioen (de eerste pijler) zal overeenstemmen met het niveau waarop werkenden hun leven hebben ingericht. Het aspect van de subsidiariteit behoeft nog verdere uitwerking. Op het niveau van de eurozone zijn er afspraken nodig waarmee de lidstaten garanderen dat hervorming van hun pensioenstelsels zorgt voor houdbare overheidsfinanciën. Welke keuzes daarbinnen worden gemaakt, moet mijns inziens een zaak van de lidstaten zelf blijven. Dat is hùn sociaal en arbeidsmarktbeleid, bijvoorbeeld ten aanzien van de arbeidsmarktparticipatie van vrouwen. Waar mensen vrijwillig kiezen voor deeltijd om zo werk, gezin en zorgtaken beter te kunnen combineren, mag dit niet worden ontmoedigd door Europa.
Jean-Luc Bennahmias (ALDE), par écrit. – Si les États membres restent pleinement responsables du choix et de l'organisation de leur système de retraites, il n'en reste pas moins que les économies européennes sont devenues interdépendantes et que les discussions sur le gouvernement économique portent aussi sur la durabilité et la viabilité des systèmes de pensions. L'UE peut donc avoir un rôle de coordination à jouer.
La rapporteure a fait d'énormes efforts pour trouver des compromis; il y avait de bonnes choses dans ce texte, notamment l'idée que les systèmes de retraites doivent permettre à tous les citoyens de bénéficier d'un niveau de vie décent, que la diversité doit être respectée, que les écarts entre les hommes et les femmes sont inacceptables et injustifiés, que l'approche doit se faire en termes de cycle de vie et que les travailleurs seniors doivent être réhabilités.
Mais dans le même temps, à trop chercher le compromis, on obtient un texte parfois flou et trop sujet à interprétation. De plus, il subsiste certaines idées auxquelles je ne peux adhérer, comme celles qui invitent les États à améliorer l'accès des citoyens aux possibilités d'épargne privée et à favoriser le travail des seniors par des mesures d'exonération fiscales et sociales. Pour ces raisons, je me suis abstenu sur le vote final.
Sergio Berlato (PPE), per iscritto. − L'evoluzione demografica, ovvero l'inversione della piramide demografica cui assisteremo tra qualche tempo, e l'aumento dell'aspettativa di vita, grazie alla quale gli anziani restano più a lungo in attività ed estendono la loro partecipazione alla vita sociale, ci inducono a riflettere sui sistemi di previdenza sociale. La crisi economica e finanziaria, unita agli sviluppi demografici, ha prodotto ripercussioni sui regimi pensionistici. Le casse pensionistiche, a seguito dell'aumento della disoccupazione, del calo della crescita, della riduzione dei rendimenti sugli investimenti e della crescita del debito pubblico, hanno maggiori difficoltà a garantire pensioni adeguate. In particolare, i giovani con un livello di istruzione più elevato, fanno ingresso sul mercato del lavoro più tardi e la durata della vita lavorativa si abbrevia senza che sia raggiunta l'età pensionabile legale.
Si tenga inoltre ben presente che l'inadeguatezza del reddito pensionistico può indurre una contrazione dei consumi che, a seguito della flessione della domanda di mercato, porta all'instabilità economica di un Paese. In questo contesto, ritengo indispensabile varare delle iniziative che ridefiniscano il futuro di giovani e anziani, contribuendo a garantire un reddito sicuro e adeguato dopo il pensionamento, tenendo peraltro presente la necessità di rilanciare le responsabilità degli Stati membri, delle parti sociali e dell'Europa.
Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą, kadangi, įvertinus spartų Europos gyventojų senėjimą, esminį dėmesį būtina skirti pensiniam amžiui, kaupiamųjų pensijų fondų saugumo užtikrinimui, bendrų minimalių pensijų standartų įtvirtinimui, siekiant užtikrinti normalias gyvenimo sąlygas visiems Europos senjorams. Nors pensinio amžiaus ir pensijų dydžio nustatymas yra pačių valstybių narių atsakomybė, tačiau Europos Parlamentas ir Komisija siūlo priemones, kurios padėtų įveikti pensijų sistemoms kylančias grėsmes. Be to, tam tikras nacionalinių pensijų sistemų reformų koordinavimas neišvengiamas, kuriant vidaus rinką ir įgyvendinant strategiją „Europa 2020“. Gaila, kad Komisijos Žaliojoje knygoje beveik neskiriama dėmesio vyrų ir moterų lygybei. Moterys dažniau negu vyrai dirba pagal netipines sutartis ar darbą be garantijų, todėl jos vidutiniškai uždirba mažiau. Be to, moterys dažniau nutraukia savo karjerą dėl motinystės, vaikų, vyresnio amžiaus ar neįgalių šeimos narių priežiūros, o dėl to praranda draudimines garantijas ir galiausiai gauna mažesnes pensijas. Reikia pripažinti, kad nėra tobulos pensijų sistemos. Skiriasi valstybėse narėse ekonominiai ir finansiniai pajėgumai, todėl reikia daugiau dėmesio skirti tokiems pensijų sistemų tobulinimo būdams, kaip darbinės veiklos pradžios ankstinimas, „lankstaus” pensinio amžiaus nustatymas, darbinio ir šeimos gyvenimo geresnis derinimas, bendrų kriterijų dėl minimalios pensijos nustatymas.
Sebastian Valentin Bodu (PPE), în scris. − Sistemele de pensii prin repartiţie finanţate public, prezente în unele state membre, se confruntă cu mari creşteri ale costurilor, ceea ce înseamnă creşterea presiunii asupra solidarităţii şi o povară mai grea pentru generaţia tânără.
Anul 2060 poate părea departe însă acest lucru nu schimbă cu nimic prognozele: o populaţie din ce în ce mai îmbătrânită, o natalitate scăzută, deci o presiune enormă pe bugete. Este clar că fiecare dintre statele membre este responsabil direct de stabilirea sistemelor de pensii, iar această prerogativă este indubitabilă şi nici nu se sugerează că un singur model s-ar potrivi tuturor. Este important însă apelul la pensii adecvate, viabile şi sigure în condiţiile în care Europa se va confrunta peste câteva zeci de ani cu un dezastru demografic care a început deja să arate primele semne.
Creşterea vârstei de pensionare este una dintre soluţiile pertinente atunci când vine vorba despre faptul că statul nu va mai avea suficientă populaţie activă pentru a plăti pensiile celor ieşiţi de pe piaţa forţei de muncă. Iar a creşte gradual vârsta de pensionare este o soluţie normală în aceste condiţii, coroborata cu faptul că speranţa de viata este mult mai mare decât acum 40 de ani.
Vito Bonsignore (PPE), per iscritto. − Complimenti alla relatrice per aver portato all'attenzione di quest'Aula un argomento così attuale e delicato insieme. È vero che la crisi economica e finanziaria e l'evoluzione demografica, con l'aumento dell'aspettativa di vita, inducono a rafforzare le politiche pensionistiche in tutti gli Stati membri. Tali provvedimenti spingono così a modernizzare e coordinare le politiche nazionali in materia di adeguamento dei regimi pensionistici, sostenibilità, equilibrio tra la durata della vita professionale e della pensione, maggiore trasparenza dei regimi pensionistici e protezione della solvibilità. Condivido, in particolare, l'attenzione che la relatrice ha rivolto al lavoro femminile, spesso discriminato rispetto a quello maschile anche a livello pensionistico.
Concordo inoltre con la necessità di prolungare la carriera dei lavoratori attraverso una moderna politica del lavoro e un miglioramento delle condizioni lavorative e concordo con l'esigenza di rendere più trasparenti i sistemi pensionistici e le informazioni fornite ai cittadini.
Mi preoccupano molto, però, le pesanti ripercussioni che i provvedimenti auspicati in questo documento possono avere sulle casse pubbliche degli Stati membri, molte delle quali sono già fortemente pressate dalla dura crisi economica.
Alain Cadec (PPE), par écrit. – Je salue l'adoption par le Parlement européen de ce rapport invitant les États membres de l'Union européenne à instaurer des systèmes de retraites solides, viables et sûrs. Il réaffirme la mission première des retraites: garantir la cohésion sociale dans un esprit d'équité entre les générations. Dans un contexte de changement démographique et de crise économique, les retraites doivent rester un élément fondamental de notre pacte social. Je rappelle néanmoins que chaque État membre est libre d'organiser son système de retraites et que l'action de l'Union européenne a pour simple but de faciliter la coordination entre les États.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − A crise económica e financeira veio agravar de forma significativa o desafio demográfico com que a UE se confronta, provocou um aumento do desemprego, da pobreza e da exclusão social. O objectivo fixado na Estratégia UE 2020 de a taxa de emprego ser de 75% deverá contribuir para garantir a sustentabilidade dos regimes de pensões pois está vinculada a níveis mais elevados de emprego, a uma maior produtividade e ao crescimento económico A abordagem holística adoptada pelo Livro Verde visa dar um novo impulso, quer a nível nacional quer da UE, com o objectivo de estabelecer sistemas de pensões sólidos, adequados ao longo prazo, sustentáveis e seguros. As PME são uma das principais fontes de emprego e de crescimento na EU e prestam um contributo significativo para a sustentabilidade e a adequação dos regimes de pensões de reforma dos Estados¬Membros. Apelo ao desenvolvimento de fundos sectoriais, intersectoriais e/ou territoriais que aumentem a adesão de trabalhadores de PME a regimes de pensões.
Νικόλαος Χουντής (GUE/NGL), γραπτώς. – Στην έκθεση σχετικά με την Πράσινη Βίβλο για τα ευρωπαϊκά συνταξιοδοτικά συστήματα ψήφισα αρνητικά. Μέσω της εν λόγω έκθεσης προωθούνται ξεκάθαρα οι εφαρμοζόμενες αντικοινωνικές πολιτικές της Ευρωπαϊκής Ένωσης και η νεοφιλελεύθερη ισοπέδωση των κοινωνικών δικαιωμάτων. Στο κείμενο προβλέπεται η αύξηση των ορίων συνταξιοδότησης των Ευρωπαίων εργαζόμενων καθώς επίσης και η σύνδεση αυτών των ορίων με το προσδόκιμο ζωής. Οι Ευρωπαίοι εργαζόμενοι, αφού πλήρωσαν για τη διάσωση των τραπεζών και υπόκεινται σε εξαντλητικά μέτρα λιτότητας, υποχρεούνται και πάλι να πληρώσουν τις συνέπειες της κρίσης, μιας κρίσης που δεν δημιούργησαν, δουλεύοντας επιπλέον χρόνια και λαμβάνοντας μειωμένες συντάξεις. Η ευρωομάδα της Αριστεράς με εναλλακτικό της ψήφισμα, που δυστυχώς δεν έγινε δεκτό, αντιτάχθηκε στην Πράσινη Βίβλο για τις συντάξεις και ανέδειξε τη δυνατότητα για βελτίωση των συντάξεων και των όρων συνταξιοδότησης προς όφελος των εργαζομένων. Αυτό είναι δυνατόν χωρίς την αύξηση των ορίων ηλικίας αλλά μέσω αυξημένων εργασιακών δικαιωμάτων, ιδιαίτερα για τους νέους, καλύτερους μισθούς και παράλληλα υψηλότερη φορολογία για το χρηματοπιστωτικό κεφάλαιο και τις χρηματοπιστωτικές συναλλαγές.
Carlos Coelho (PPE), por escrito. − Embora caiba aos Estados-Membros a responsabilidade pela concessão de pensões, é, todavia, importante que para determinados aspectos exista uma coordenação a nível europeu. Tenho consciência das disparidades existentes entre os regimes de pensões na Europa. Porém, é clara a necessidade que existe de se criar uma estratégia que intensifique a coesão e a coerência em matéria de pensões de reforma, com um pleno respeito do princípio da subsidiariedade e da solidariedade. Essa estratégia deverá ter em conta a actual situação económica e demográfica, mas também a concretização do mercado único, pois não podemos esquecer que a livre circulação na Europa é um direito fundamental dos cidadãos europeus, que implica uma mobilidade de pessoas e, nomeadamente, trabalhadores que deverão poder beneficiar de um mercado de emprego operacional e eficaz, bem como da garantia de que terão acesso a um rendimento sustentável, seguro e adequado após a sua aposentação. É igualmente importante fornecer, de forma adequada e contínua, informações aos cidadãos sobre os seus direitos no que diz respeito ao regime de pensões, especialmente no que diz respeito aos regimes relacionados com as actividades transfronteiriças e a mobilidade.
George Sabin Cutaş (S&D), în scris. − Am votat în favoarea rezoluţiei pentru care am fost desemnat raportor din partea Comisiei ECON. Găsesc că textul final al rezoluţiei este unul echilibrat, care subliniază atât importanţa pilonului public de pensii, cât şi nevoia existenţei unui pilon secundar real în toate statele membre. O idee pe care am încercat să o avansez a fost definirea unei pensii minime la nivel european, care să garanteze un venit sigur şi decent pentru cetăţenii europeni. Din păcate, ea nu s-a bucurat de suficiente ecouri în rândul colegilor mei. Sper, totuşi, ca în viitor Comisia să vină cu o propunere de acest gen.
Vasilica Viorica Dăncilă (S&D), în scris. − Consider benefic faptul că Strategia 2020 sprijină o politică activă şi focalizată a pieței forței de muncă, ceea ce va permite o creștere a ocupării forței de muncă în cazul lucrătorilor mai în vârstă, femeilor, membrilor grupurilor minoritare și șomerilor de lungă durată. Prin atingerea acestui obiectiv, cred că Europa va înregistra o creștere a numărului de persoane active şi, implicit, o creștere economică cu efecte pozitive asupra viabilității sistemelor de pensii la nivel european.
Cornelis de Jong (GUE/NGL), schriftelijk. − Vandaag heb ik gestemd voor het verslag Oomen-Ruijten over pensioenen. Als rapporteur voor het IMCO-advies op dit verslag heb ik constructief kunnen samenwerken met de rapporteur. Het IMCO-advies is grotendeels overgenomen door mevr. Oomen-Ruijten. Ik ben van mening dat het verslag afgewogen en gebalanceerd is, met als kern dat voor de lidstaten voor het onderwerp pensioenen subsidiariteit geldt, waarmee het Nederlandse pijlersysteem voldoende beschermd wordt.
Wat ik echter absoluut niet kan steunen zijn die onderdelen in het verslag welke de indruk wekken op te roepen tot het maken van bindende Europese afspraken over de pensioenstelsels van de lidstaten. Dit staat haaks op het gedachtegoed van de SP.
Luigi Ciriaco De Mita (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore del testo proposto perché la pensione costituisce uno degli istituti fondamentali del sistema di diritti e doveri dei lavoratori. Esso riveste carattere essenziale nella continuazione di un livello di vita dignitoso per l’interessato e per l’intera famiglia di appartenenza, soprattutto in riferimento ad un adeguato sostegno di un dignitoso livello di vita personale e familiare. Ponendo tale soglia quale obiettivo di lungo periodo, appare evidente come la sostenibilità dei sistemi pensionistici sia necessaria per dare prospettive minime certe ai lavoratori. Pur rispettando il principio di sussidiarietà ascendente, con potestà primaria e responsabilità dell’adeguatezza e opportunità di riforma in capo agli Stati membri, vi è necessità di una convergenza dei sistemi pensionistici a livello europeo, affinché vi possa essere piena ed effettiva libertà di circolazione di lavoratori e imprese e piena e reciproca riconoscibilità e similarità dei diversi sistemi pensionistici dei Paesi membri. Infatti, pur tenendo in considerazione le differenze del costo della vita e dei livelli salariali esistenti tra Stati membri, vi è la necessità di impostare una convergenza di lungo periodo che sia a livello interno di ogni Paese membro che dell’intera UE consenta di favorire un livello dignitoso e adeguato alle aspettative di vita.
Ioan Enciu (S&D), în scris. − Am votat pentru acest raport, întrucât consider că sistemele de pensii din întreaga Uniune Europeană se confruntă deja cu mari probleme de sustenabilitate, care riscă să se agraveze şi mai mult în viitor, fiind deci nevoie de a le regândi. Revizuirea făcută de fiecare stat membru trebuie totuşi făcută cu respectarea scopului fundamental de asigurare a unui venit decent la un cost rezonabil pentru persoanele în vârstă după o contribuţie de o viaţă. Reducerea pensiilor sub limita asigurării subzistenţei, practicată în unele state membre, este inumană şi trebuie evitată.
Cel mai elocvent exemplu de abuz este România, unde guvernul actual a hotărât ca toate pensiile sa fie diminuate în mod drastic, impozitate si taxate pentru asigurările sociale de sănătate. Sub masca subsidiarităţii, guvernul României doreşte, probabil, să creeze un sistem original de pensii prin dispariţia fizică a pensionarilor, lipsindu-i de minime resurse financiare si asistenţă medicală. Consider că unul din ţelurile UE în domeniu trebuie să fie acela de a tempera excesele guvernelor din anumite state membre împotriva pensionarilor
Edite Estrela (S&D), por escrito. − Votei favoravelmente este relatório por defender a necessidade de a UE e os Estados-Membros coordenarem, de forma mais adequada, as suas diferentes políticas em matéria de pensões e de garantirem regimes de pensões adequados, seguros e sustentáveis para mulheres e homens. É fundamental individualizar os direitos a pensão em função do género e definir critérios específicos para o cálculo das pensões das mulheres, de modo a garantir independência económica tanto para os homens como para as mulheres.
Göran Färm, Anna Hedh, Olle Ludvigsson, Marita Ulvskog och Åsa Westlund (S&D), skriftlig. − Vi svenska socialdemokrater valde beträffande punkt 6 att rösta för ett borttagande av referensen till att direkta pensionsåtaganden bör föras in i beräkningarna av offentlig skuld. Motivet till detta är att vi ser en risk för att en sådan koppling mellan pensionsåtaganden och skuldkalkyler i det korta perspektivet skulle kunna ge en rad oönskade och oproportionerliga konsekvenser i vissa medlemsstater. I det längre perspektivet anser vi dock att varje medlemsstat bör etablera rutiner som innebär att de offentliga pensionsåtagandena på ett rättvisande sätt reflekteras i relevanta skuldprognoser
Diogo Feio (PPE), por escrito. − O aumento da esperança média de vida, associado à inversão da pirâmide etária na Europa, coloca importantes desafios a uma sociedade que está a envelhecer e que terá de assegurar aos seus idosos condições de vida adequadas e um papel que, em muitos casos, poderá (e deverá) ser activo. Porém, face à ameaça real da falência dos sistemas tradicionais de pensões, os Estados têm que assumir, de forma frontal e corajosa, as medidas necessárias – as quais não passam apenas pelo elevar da idade da reforma – para salvaguardar os regimes de previdência. Deverá, porém, ser colocada desde já a ênfase na modernização, com a possibilidade de modelos mistos, garantindo que quem entra agora no sistema possa escolher, livremente, que modelo quer para a protecção da sua velhice.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − A crise actual veio enfatizar um problema que se adivinhava grave: a falência dos sistemas de segurança social. Na verdade, a proximidade da inversão da pirâmide etária – na sequência das alterações demográficas decorrentes de uma maior longevidade da população – está a pôr em causa a sustentabilidade financeira dos regimes de aposentação. Por um lado, aumenta o número de desempregados; por outro, há mais recursos a ser consumidos no pagamento das reformas. Além disso, os jovens entram no mercado de trabalho cada vez mais tarde, não colaborando com o sistema contributivo. Porque não queremos que terceira idade seja sinónimo de pobreza, há que criar uma pensão mínima garantida que confira ao idoso qualidade de vida. Uma medida que ajudará a erradicar a pobreza e fará com que os idosos vivam com dignidade.
Todos estes problemas estão reflectidos no Livro Verde da Comissão Europeia sobre as pensões. Exige-se, agora, um conjunto de políticas coordenadas a nível da UE. Assim, manifesto total acordo com as conclusões do presente relatório, acolhendo as iniciativas conducentes a uma solidariedade intergeracional que permita um rendimento sustentável e digno a todos os aposentados.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. − Lamentamos que não tenha sido aprovada a proposta de resolução alternativa que apresentámos. Desta forma, a maioria dos deputados do Parlamento Europeu, incluindo do Grupo Socialista, colocaram-se do lado das políticas anti-sociais que a Comissão e o Conselho estão a praticar, dando cobertura ao caminho neoliberal que estão a prosseguir e querem aprofundar.
Assim, esqueceram as lutas que os trabalhadores têm desenvolvido em diversos países da União Europeia contra o aumento da idade legal da reforma, na defesa de um sistema público solidário e universal da Segurança Social, que valorize as pensões e reformas mais baixas, que respeite as pessoas idosas e lhes permita viver com dignidade, contribuindo para a erradicação da pobreza.
Como se refere na resolução alternativa que apresentámos, é possível melhorar as pensões e reformas sem aumento da idade legal, desde que haja mais emprego com direitos, designadamente para os jovens, melhores salários, maior fiscalidade sobre transacções financeiras. Por exemplo, estudos recentes demonstram que um imposto geral sobre as transacções financeiras de 0,1 % a nível dos países da União Europeia poderia proporcionar um aumento das receitas anuais na ordem de 2,1 % do PIB, ou seja, cerca de 262 mil milhões de euros.
Pat the Cope Gallagher (ALDE), i scríbhinn. − Tá 23 milliún gnóthas beag agus meánmhéide san AE faoi láthair. Is gnóthais bheaga agus mheánmhéide iad 99% de ghnóthais an AE ar fad, agus is iad atá freagrach as 100 milliún post san Aontas. Is ríléir gurb í saincheist an chostais agus infhaighteacht creidmheasa an fhadhb is mó atá ag earnáil na ngnóthas beag agus meánmhéide i láthair na huaire.
Tá deacrachtaí fós ag roinnt mhaith gnóthas inmharthana teacht ar chreidmheas ar ráta réasúnta ó na bainc. Ag smaoineamh ar an méid tacaíochta atá faighte ag earnáil na mbanc ó cháiníocóirí na hÉireann, tá sé seo dochreidte agus do-ghlactha. Cuireann costais eile, cosúil le cíosanna, billí fóntais agus táillí áitiúla, isteach go mór freisin ar chumas iomaíochta na ngnóthas beag agus meánmhéide sna laethanta deacra atá inniu ann.
Robert Goebbels (S&D), par écrit. – J'ai voté en faveur du rapport de Mme Oomen-Ruijten sur des systèmes de retraite adéquats, viables et sûrs en Europe. Le rapport est plein de bonnes intentions, mais tout comme le livre vert de la Commission, il laisse planer le doute sur les vrais buts politiques du débat. Je ne peux pas me départir de l'impression que le sens profond de ce débat est de préparer les opinions publiques à une privatisation progressive de régimes de retraite. Quand on voit les pertes enregistrées par les fonds de pension privés en Europe et aux États-Unis pendant la crise financière, je préfère m'en tenir à la solidarité intergénérationnelle des régimes de répartition.
Bruno Gollnisch (NI), par écrit. – Malgré les références constantes au principe de subsidiarité, il s'agit bien ici de poser les jalons d'une harmonisation des systèmes de retraites dans l'Union européenne, sinon dans le niveau des pensions, du moins dans leurs structures. Comment peut-on croire, dans votre Europe ultralibérale et mondialiste, qu'une telle harmonisation puisse être autre chose qu'un encouragement à l'assurance individuelle auprès de sociétés privées. Un marché potentiel de centaines de milliards d'euros. Tandis que les retraites servies par le premier pilier, public, obligatoire et par répartition, se réduiront comme peau de chagrin sous l'effet du pacte de stabilité, demain du pacte de Mme Merkel. Les fonds de pension professionnels que l'on veut développer restent des fonds de pension, dont on sait le rôle dans la déstabilisation financière mondiale. On sait également ce qu'ils valent à l'heure des crises financières: la ruine des épargnants. Et l'on ne peut que s'inquiéter que même en Europe, les règles prudentielles auxquelles ils sont soumis soient dérisoires. Le système de protection sociale dans son ensemble, et celui des retraites en particulier, relève de la seule compétence des États. Le problème à résoudre n'est pas seulement financier, il est démographique. L'Union européenne, qui a en ces matières une lourde responsabilité, n'est en aucun cas le niveau pertinent pour s'y attaquer.
Catherine Grèze (Verts/ALE), par écrit. – Concernant le rapport relatif aux systèmes de retraite en Europe, il s'agit d'un sujet très sensible. Même si des éléments nettement positifs se dégagent de ce texte, il serait totalement inacceptable que le mécanisme de l'assurance vieillesse soit envisagé sous le prisme de la contrainte budgétaire, poussant ainsi à la capitalisation des retraites. Étant en faveur de la solidarité intergénérationnelle, je ne pouvais pas voter en faveur d'un rapport qui risquerait de promouvoir le développement de systèmes de fonds de pension par capitalisation.
Nathalie Griesbeck (ALDE), par écrit. – Je me suis abstenue lors du vote sur ce texte qui, s'il comporte de nombreux éléments très positifs, contient malheureusement certaines idées auxquelles je suis opposée. Lever les obstacles à la mobilité des travailleurs en assurant la portabilité des droits à pension, respecter la diversité des systèmes nationaux de retraite, réduire les inégalités de genre et les écarts inacceptables qui existent entre les hommes et les femmes en matière d'emploi et dans les prestations de retraite, réhabiliter les travailleurs seniors, assurer une protection accrue contre le licenciement des personnes âgées, etc. sont autant de recommandations que ce rapport formule et que je souhaite vivement saluer. En revanche, d'autres éléments m'ont amenée à m'abstenir, au rang desquels figure par exemple le fait que le rapport appelle à favoriser les possibilités d'épargne privée.
Mathieu Grosch (PPE), schriftlich. − Die demografische Entwicklung zu einer immer älter werdenden Gesellschaft in Verbindung mit den durch die Wirtschafts- und Finanzkrise verursachten Rückschlägen in den Bereichen Wirtschaftswachstum, Staatsfinanzen und Finanzmärkte machen eine Anpassung der Pensions- und Rentenpraxis notwendig. Diese Anpassung steht im Einklang mit der Vollendung des europäischen Binnenmarkts und der Europa 2020-Ziele für Beschäftigung und Nachhaltigkeit der öffentlichen Finanzen.
Vor allem aber begrüße ich diesen Vorschlag, weil er effizientere Versorgungssysteme vorsieht, die sowohl nachhaltig als auch sicher sein sollen. Ich bin der festen Überzeugung, dass die Versorgungssysteme den älteren EU-Bürgern nicht nur ein würdiges Leben ermöglichen, sondern zugleich der Lohn für ein ganzes Arbeitsleben sein sollen. Wenn wir wollen, dass morgen die europäischen Bürger ihr Arbeitsleben motiviert angehen und grenzüberschreitenden Tätigkeiten offen gegenüberstehen, dann ist es wichtig, ihnen heute schon ein angemessenes und nachhaltiges Ruhestandseinkommen in Aussicht zu stellen, was auf europäischer Ebene harmonisiert wird. Nichtsdestotrotz bleibt die Verantwortung für Versorgungssysteme bei den Mitgliedstaaten, das heißt, dass die Pensions- und Rentensysteme vorrangig in die Zuständigkeit der Mitgliedstaaten fallen und deshalb auf europäischer Ebene den Mitgliedstaaten nur ein koordinierender Leitfaden an die Hand gegeben werden soll.
In diesem Zusammenhang sollten der Grundsatz der Solidarität zwischen den Generationen und der Grundsatz der nationalen Solidarität besondere Berücksichtigung finden. Auch angesichts der Subsidiarität sollten alle Pensionssysteme für die Bürger „exportierbar“ bleiben.
Sylvie Guillaume (S&D), par écrit. – Si ce texte présente des aspects positifs, notamment sur l'importance donnée à la relance de l'emploi pour assurer la viabilité des systèmes de retraite ou encore la place des partenaires sociaux, d'autres aspects m'ont toutefois semblé difficiles à soutenir, c'est pourquoi je me suis abstenue sur ce texte.
La suppression du paragraphe 24 relatif au lien entre l'espérance de vie et l'âge du départ à la retraite reste cependant une grande victoire pour les socialistes et démocrates, qui ont ainsi souhaité défendre le modèle social européen contrairement à ce que préconisait cette mesure. En effet, certaines catégories sociales voient leur espérance de vie diminuer du fait des conditions de travail dans lesquelles elles se trouvent et des difficultés qu'elles connaissent pour l'accès aux soins, préventifs et curatifs. Nous devons veiller à ce que tous les citoyens européens vivent correctement leur retraite.
Richard Howitt (S&D), in writing. − Labour MEPs voted in favour of this non-binding report on pensions and the challenges of aging societies and spending pressures being faced across the EU. We welcome the fact that this report explicitly states that there is no 'one size fits all' approach to pension provision across Member States but that the EU can clearly add value in sharing ideas and coordination.
We voted to remove from paragraph 8 the inclusion of private debt in the sustainability assessment of public finances, as we feel that current market conditions would not be supported by this kind of assessment. We also maintain concerns over the issue of applying Solvency II-type capital requirements to pensions as this could potentially drive up costs without adding security for the UK's employer-sponsored occupational pensions. The UK's system, including the Pension Protection Funds set up under the Labour Government, provides a high level of protection to pension scheme members and beneficiaries.
Labour MEPS will continue to work to ensure that people who save with the State, with their employer or privately are given the genuine pension protection they need to feel safe about their retirement.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Dėl demografinių tendencijų, t. y. apverstos gyventojų piramidės, kurios galime tikėtis ateityje, ir ilgesnės gyvenimo trukmės, kuria visi galime džiaugtis, kai vyresnio amžiaus žmonės ilgiau išlieka sveiki, aktyvūs ir dalyvauja visuomeniniame gyvenime, būtina svarstyti naujos sanglaudos ir suderinamumo pensijų srityje strategiją. Europoje egzistuoja dideli pensijų sistemų skirtumai ir naujos valstybės narės ir jų piliečiai susiduria su papildomomis problemomis, nes labai pageidaujama, jog būtų sukurta nevienalytė (kelių pakopų) pensijų sistema siekiant išskaidyti riziką. Finansų ir ekonomikos krizė parodė, kad jokia pensijų sistema nėra apsaugota nuo tokių įvykių, tačiau aišku, jog didelis biudžeto deficitas, aukštas nedarbo lygis, labai nedidelės mokesčių didinimo galimybės padarė itin daug žalos einamojo pensijų finansavimo modeliams, kai kuriose šalyse narės, kaip, pvz., Lietuvoje, net teko imtis drastiškų priemonių, t. y. pensijų mažinimo, kas, mano nuomone, yra netoleruotina ir neleistina. Valstybės narės turi dėti visas įmanomas pastangas ir neleisti imtis tokių mažinimo priemonių, kurios skaudžiai veikia labiausiai skurstančius asmenis. Susilaikiau dėl šio pranešimo, kadangi dauguma siūlomų sprendimų yra socialiai jautrūs, taip pat pranešime buvo nepakankamai įvertintos visos naudos ir grėsmės. Ypač tada, kai kalbama apie pensinio amžiaus ilginimą ar valstybių narių įtakos pensijų politikoje mažinimą.
Peter Jahr (PPE), schriftlich. − Bei dem Bericht des Europäischen Parlaments zu einem europäischen Rentensystem habe ich mich der Stimme enthalten. Zwar ist es grundsätzlich zu begrüßen, dass die Europäische Union darüber nachdenkt, wie die Bemühungen der Mitgliedstaaten für angemessene Renten und Pensionen unterstützt werden können. Allerdings ist und bleibt die Rentenpolitik die Aufgabe der jeweiligen Nationalstaaten, bei der die EU nur mit größter Sensibilität und unter Berücksichtigung der nationalen Gegebenheiten agieren sollte. Gerade für das deutsche Betriebsrentenmodell sind die aktuellen Beschlüsse aber nicht förderlich. Meiner Ansicht nach darf es auf europäischer Ebene nicht zu Regelungen kommen, die das in vielen europäischen Ländern erfolgreich durchgeführte Betriebsrentensystem gefährden. Hier sind noch erhebliche Verbesserungen notwendig.
Arturs Krišjānis Kariņš (PPE), rakstiski. − Es atbalstīju ziņojumu par atbilstīgu, noturīgu un drošu Eiropas pensiju sistēmu veidošanu, jo uzskatu, ka ir nepieciešamas izmaiņas esošajā pensiju modelī, lai nodrošinātu tā ilgtspējību. Pašlaik Eiropas valstis riskē, ka nākamās paaudzes nesaņems pensijas, kas nodrošinās cienījamas vecumdienas. Ir jāatzīst, ka šobrīd mēs dzīvojam uz nākamo paaudžu rēķina. Mēs aizņemamies līdzekļus, lai maksātu šodienas pensijas. Tas ir jāmaina. Pensiju sistēmai jābūt sabalansētai tā, lai tekošie ieņēmumi segtu tekošos izdevumus. Jebkurš cits risinājums nozīmē dzīvošanu pāri saviem līdzekļiem. To var nodrošināt dažādi, taču ir arī jāatzīst, ka vairs nevaram rēķināties ar pensionēšanos drīz pēc sešdesmit gadu vecuma robežas sasniegšanas. Pensionēšanās vecums visā Eiropā pakāpeniski ir jāpalielina, un tam jātuvojas septiņdesmit gadu slieksnim. Tas ir viens no veidiem, kā nodrošināt to, ka sociālais budžets nekļūst par slogu Eiropas valstu ekonomikām.
Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Egregio Presidente, cari colleghi, la relazione della collega Ria Oomen-Ruijten prende le mosse dal Libro Verde della Commissione, presentato nel luglio del 2010 e recante i quesiti che tale Istituzione si é posta, relativamente all'adeguatezza ed alla sostenibilità dei sistemi pensionistici a livello europeo. Tale libro serve quale premessa per il futuro Libro Bianco contenente un'analisi generale sui 27 Stati membri ed una proiezione attinente alle linee guida che l'UE propone ai suoi membri e dai quali si attende un riscontro efficace. Positiva è stata la mia reazione alla lettura della relazione e per tale motivo ho votato in suo favore. Sicuramente tale stesura è troppo prudente rispetto a ciò che occorre fare, tuttavia, come visione del sistema pensioni, allargata a 27 Stati, possiamo definirla un buon punto di partenza. L'organizzazione di una Piattaforma Europea sulle Pensioni potrà essere una perfetta occasione per aprire un dibattito tra Istituzioni europee e parti sociali interessate. Fine ultimo è quello di adeguare i sistemi pensionistici e contestualizzarli rispetto alle variabili demografiche ed economiche che il nostro mondo sta subendo.
Patrick Le Hyaric (GUE/NGL), par écrit. – J'ai voté contre ce rapport qui constitue un plaidoyer pour des retraites par capitalisation contre les systèmes publics de pensions par répartition, pour le recul de l'âge de la retraite, et qui prône une approche qui précariserait encore un peu plus les travailleurs âgés en encourageant des retraites "flexibles" combinant travail et retraite.
Elżbieta Katarzyna Łukacijewska (PPE), na piśmie. − Panie Przewodniczący! Drogie Koleżanki i Koledzy! Z satysfakcją przyjęłam wynik dzisiejszego głosowania nad sprawozdaniem pani Rii Oomen-Ruijten na temat adekwatnych, stabilnych i bezpiecznych systemów emerytalnych w Europie. Uważam, że emerytury powinny być bezpieczne i stabilne, zwłaszcza współcześnie w kontekście starzejącego się europejskiego społeczeństwa oraz kryzysu finansowego. Statystyki stanowią wyraźny sygnał, że problem jest narastający, że zmiany demograficzne są wyraźne w Europie. Eksperci wskazują, że obecnie w UE na jednego emeryta pracuje czterech obywateli, natomiast za około 50 lat będzie ich już tylko dwóch.
Widać zatem, że dalsza praca nad systemem emerytalnym jest potrzebna i konieczne są dalsze reformy. Dlatego musimy zabiegać, żeby zwiększyć międzynarodową aktywność państw członkowskich, aby koordynacja systemów emerytalnych była skuteczna i efektywna. Dodatkowo przyjmując sprawozdanie PE mówi wyraźnie, że nie powinno być miejsca na dyskryminację ze względu na wiek czy płeć, co jest niezwykle istotne w kontekście społecznej debaty na temat równości na rynku pracy kobiet i mężczyzn. Dziękuję.
Astrid Lulling (PPE), par écrit. – Travailler des mois sur la soutenabilité des régimes de pensions en Europe, établir un rapport ambitieux, négocier des compromis durant des heures sans vouloir établir un constat qui tient de l'évidence, à savoir que de nombreux gouvernements de l'Union européenne se sont engagés dans des réformes de systèmes de pension, en privilégiant la piste de l'allongement de la durée de cotisation, est pour moi un acte d'une légèreté inqualifiable. Ce déni de réalité est une faute lourde. Le Parlement européen n'aborde pas l'essentiel, parce que c'est là un sujet qui divise!
Je réprouve cette façon de faire de la politique: plutôt que de rechercher l'unanimisme à tout prix, le Parlement européen se trompe fondamentalement de méthode.
Il a pour devoir de dessiner des pistes cohérentes et courageuses. C'est cela qu'attendent nos concitoyens alors que les systèmes de pension, véritables conquêtes du modèle social européen, sont en danger.
En conséquence, je ne puis soutenir un rapport qui s'avère être un exercice vain, puisqu'il méconnaît la réalité des choses.
Toine Manders (ALDE), schriftelijk. − De VVD-delegatie in het Europees Parlement heeft vandaag tegen het initiatiefverslag over het Groenboek Europese pensioenen gestemd vanwege meerdere onduidelijkheden en onzuiverheden in het verslag. We steunen een groot aantal verbeteringen, zoals bijvoorbeeld aanmoediging van een goede pensioenmix tussen staatspensioenen en bedrijfspensioenen in de lidstaten en een Europees trackingsysteem voor meer arbeidsmobiliteit, zodat elke burger weet wat hij aan pensioen kan verwachten en eigen keuzes kan maken. Echter, de stijgende werkloosheid, de problemen op de financiële markten, hogere nationale schulden en een langzame economische groei kunnen leiden tot moeilijkheden met de betalingsverplichtingen van de lidstaten in verband met pensioenen, met gevolgen voor het groei- en stabiliteitspact en dus voor de stabiliteit van de euro.
Daarnaast heeft de toenemende vergrijzing een grote impact in veel lidstaten omdat er niet is gespaard zoals in Nederland. Er is derhalve geharmoniseerd toezicht nodig op pensioensystemen, en sommige lidstaten zouden hun pensioensysteem anders moeten inrichten. We willen dat er op geen enkele manier aan het Nederlandse pensioenstelsel getornd wordt. Om hier zeker van te zijn, hebben we vóór een aantal goede punten in het rapport gestemd maar zijn wij tegen het rapport als geheel. VVD-Eurofractie: Hans van Baalen, Jan Mulder en Toine Manders
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this Report which makes it clear at the beginning (Paragraph 1) and the end (Paragraph 61) that the main responsibility for pensions rests through the subsidiarity principle with the Member States, the EU contribution being to provide coordination where possible and the sharing of best practice.
Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Ce rapport prône de façon irresponsable l'augmentation de l'âge légal du départ à la retraite tout en suggérant hypocritement qu'un "dialogue social et civique" sur le sujet soit mis en place et qu'il soit dûment tenu compte du résultat. Le référendum nécessaire est malheureusement encore loin... Comme attendu, c'est aussi une ode à la privatisation du système de retraite par répartition, qui a pourtant fait ses preuves. La retraite transformée en produit financier sur le marché intérieur des fonds de pensions où règne la concurrence libre et non faussée, voilà ce que nous propose ce rapport! Je vote contre et condamne absolument ce texte.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − O grave problema da evolução demográfica, ou seja, a inversão da pirâmide etária a que assistiremos dentro de algum tempo, assim como a esperança de vida que tem aumentado, mercê da qual os idosos gozam de boa saúde, permanecem activos e participam por mais tempo na nossa sociedade, obrigam-nos a reflectir numa estratégia que intensifique a coesão e a coerência em matéria de pensões de reforma. É necessário, face à nova realidade, tomar iniciativas que redefinam o futuro dos jovens e idosos, assim como a solidariedade entre gerações e pessoas, contribuindo assim para um rendimento sustentável, seguro e adequado após a aposentação.
Willy Meyer (GUE/NGL), por escrito. − He votado en contra de esta resolución puesto que la considero un ataque inaceptable a los derechos de los trabajadores, al defender el incremento de los años de cotización, el retraso de la edad de jubilación y la progresiva privatización de los sistemas de pensiones públicos. Considero que este tipo de medidas están encaminadas a establecer unos sistemas de pensiones en beneficio de los intereses del sector financiero y no suponen un avance hacia unos sistemas de pensiones públicos más justos, sostenibles, seguros y beneficiosos para los ciudadanos europeos. Me opongo así a la progresiva construcción de una Europa antisocial, regida por los mercados y los poderes financieros, los cuales, tras habernos sumergido en esta crisis por su ambición y desmedida codicia, se ven incomprensiblemente recompensados con la privatización de los sistemas de pensiones públicos. Asimismo, considero inaceptable que la resolución, a la vez que resalta la importancia de otorgar un papel relevante al diálogo social en las reformas de las pensiones, defienda medidas antisociales, como por ejemplo el retraso de la edad de jubilación, que han sido rechazadas por la mayoría de los europeos en masivas huelgas generales.
Louis Michel (ALDE), par écrit. – Selon le commissaire à l'emploi, aux affaires sociales et à l'inclusion, László Andor, le nombre de personnes retraitées doublera d'ici à 2060 par rapport à la population active en mesure de financer les retraites. Il est donc urgent de se pencher sur l'avenir des systèmes de retraite. Bien que relevant de la compétence des États membres, cette problématique ne doit pas empêcher l'Union européenne d'assister les États membres dans leur réflexion afin d'assurer aux citoyens européens un système de retraite adéquat, stable et durable. Pouvoir disposer d'une retraite suffisante et adaptée dans un État membre de l'UE est le complément indispensable au principe de la libre circulation des personnes. La crise économique et monétaire démontre la nécessité d'une approche intégrée, englobant tant les aspects économiques et financiers que les aspects démographiques et sociaux.
Alexander Mirsky (S&D), in writing. − I hope that Parliament will not confine itself simply to producing reports and votes. It is necessary to analyse all 27 pension systems in the EU. I am confident that violations of the rules on a massive scale will be revealed in this sphere in Latvia, where the Government constantly tries to solve the budget deficit problem at the expense of pensions. As a result, pensioners in Latvia have become hostages to the current Government’s risk-taking activities. In the majority of cases, pensions in Latvia are below the official minimum subsistence level. The situation is complicated by the Government’s decision to retain payments to the second pension tier. This can have very sad consequences. I voted in favour in the hope of an independent assessment of the situation in Latvia.
Andreas Mölzer (NI), schriftlich. − Innerhalb der Europäischen Union ist nach wie vor ein beträchtliches Wohlstandsgefälle zu beobachten, was sicher auch mit dem Wegfall der Schutzfristen für den Arbeitsmarkt bemerkbar werden wird. Mit der demografischen Entwicklung und der damit einhergehenden Unfinanzierbarkeit der Pensions- und Rentensysteme hat jedes Land zu kämpfen. Die Privatpension als zusätzliche Säule hat nicht die propagierte Entlastung der Pensionssysteme gebracht, sondern die staatliche Alterssicherung noch zusätzlich unter Druck gesetzt. Vor diesem Hintergrund wurde etwa in Ungarn die Bevölkerung quasi zur Rückkehr in das staatliche System gezwungen. In diesem Zusammenhang sind auch die nicht haltbaren Rendite-Versprechungen der Pensionsfonds problematisch, die im Zuge der Wirtschafts- und Finanzkrise ihr Problem-Potential offenbart haben. Einmischungen wie auf EU-Ebene ziehen oft einen Rattenschwanz an Problemen nach sich, wie etwa bei der Ausgleichszulage bei Pensionen, die dem Missbrauch Tür und Tor geöffnet haben. Die Details der Alterssicherung sind in den einzelnen Staaten unterschiedlich geregelt und so muss es auch weiterhin bleiben, weshalb ich den Bericht absolut ablehne.
Claudio Morganti (EFD), per iscritto. − Ho voluto esprimere il mio parere positivo alla relazione Oomen-Ruijten sui futuri sistemi pensionistici in Europa, poiché da essa emerge chiaramente un principio che dovrebbe essere sempre un cardine delle azioni e delle iniziative europee: il principio di sussidiarietà. Per rispondere ad una esigenza reale, ovvero ad una nuova valutazione dei sistemi pensionistici europei a seguito di mutate condizioni demografiche, economiche e sociali, si è scelto di lasciare libertà di azione ai singoli Stati Membri, all'interno di un quadro guida generale europeo. Troppo diverse sono le situazioni e le condizioni nei diversi Paesi per pensare di poter tracciare delle comuni regole vincolanti, e ben si è agito quindi nel rispettare un indispensabile principio di sussidiarietà.
Franz Obermayr (NI), schriftlich. − Demnächst wird es in der EU zu einer Umkehrung der Bevölkerungspyramide kommen: Die Altersgruppe der über 55 Jährigen wird den größten Anteil stellen, die Lebenserwartung weiter ansteigen, die Geburtenrate niedrig bleiben, und Jugendliche immer später ins Erwerbsleben eintreten. Die Folge kennen wir alle: Überalterung der Bevölkerung und immer mehr Engpässe bei der Pensionsfinanzierung. Was wir wirklich brauchen ist insbesondere eine familienfreundlichere Politik in den Mitgliedstaaten: ich denke etwa an die Einführung des Familiensteuersplittings im Einkommensteuerrecht. Im Sozialrecht sollte der Beitrag der Familien zur Sicherung des Generationenvertrages durch eine abgestufte Verminderung der Abgabenlast berücksichtigt werden. Diese Aspekte werden im Bericht zu wenig oder gar nicht berücksichtigt. Die vielgepriesene Massenzuwanderung ist jedenfalls der falsche Weg, um unsere Pensionen zu sichern. Schließlich sollte die Pensions- und Rentenpolitik in der Kompetenz der Mitgliedstaaten verbleiben. Ich habe daher gegen den vorliegenden Bericht gestimmt.
Wojciech Michał Olejniczak (S&D), na piśmie. − Szanowni Państwo! W dzisiejszym głosowaniu opowiedziałem się za przyjęciem sprawozdania dotyczącego stabilnych i bezpiecznych systemów emerytalnych w Europie. Sprawa przyszłych emerytur jest problemem nie tylko w Polsce, ale w całej Unii Europejskiej. W sprawozdaniu Parlament Europejski potwierdził, że w kwestii systemów emerytalnych to państwo członkowskie jest odpowiedzialne za organizację krajowego systemu emerytalnego. Natomiast instytucje UE wspomagają działania państw zgodnie z zasadą pomocniczości.
Dla mnie bardzo ważną kwestią jest zwrócenie uwagi na fakt, że w zakresie systemów emerytalnych dyskryminowane są kobiety i że należy z tym walczyć. Również obecne zmiany demograficzne, prowadzące do powstania społeczeństwa starzejącego się, stanowią problem przy ustalaniu stabilnych emerytur. Mamy coraz więcej emerytów, a coraz mniej ludzi aktywnych na rynku pracy.
Istotną kwestią jest także problem ludzi młodych, którzy ze względu na sytuację na rynku pracy nie mogą znaleźć zatrudnienia. W związku z tym konieczne jest, aby na rynku pracy znajdowało się więcej osób i aby osoby te pozostawały jak najdłużej aktywne w sferze zawodowej.
Alfredo Pallone (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore della relazione della collega perche ritengo che, nel rispetto del principio di sussidiarietà, cercare di mettere le basi per un obiettivo importante come quello di un sistema pensionistico comune europeo sia un grande passo avanti verso una vera integrazione socio-politica. Il quadro legislativo è sicuramente complesso ma già il libro bianco sui sistemi pensionistici della Commissione europea offre una direzione verso cui è rivolta l'Unione. La relazione nello specifico mira a stabilire criteri adeguati, sostenibili e sicuri invitando gli Stati Membri al confronto sul tema, a pubblicizzare le proposte create e a coordinarsi per un concreto progetto comune attraverso il metodo del Coordinamento aperto. Stiamo discutendo del pacchetto sulla governance economica a livello UE per riformare il Patto di Crescita e Stabilità e stabilire regole comuni. Nessuno Stato può però prescindere, quando vuole avere le proprie finanze in regole, dalla riforma del sistema pensionistico. Per questo motivo, credo sia logico che avere regole comuni anche in tale ambito renderebbe il controllo e l'attuazione del PCS molto più facile.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O presente relatório sobre regimes europeus de pensões adequados, sustentáveis e seguros representa um passo importante na implementação de uma política de coordenação a nível da União Europeia. De facto, apesar de se tratar de matéria de competência dos Estados-Membros, o sistema de pensões está directamente ligado ao mercado financeiro e é, por outro lado, um dos itens do Pacto de Estabilidade e Crescimento. Torna-se necessário, por razões demográficas de todos conhecidas, reflectir numa estratégia que intensifique a coesão e a coerência em matéria de pensões de reforma. É necessário criar iniciativas que redefinam o futuro dos jovens e idosos, assim como a solidariedade entre gerações e pessoas, contribuindo, assim, para um rendimento sustentável, seguro e adequado após a aposentação. Existem diferenças acentuadas na Europa entre os diversos regimes de pensões mas importa criar uma plataforma comum definindo claramente as responsabilidades que a cada um cabem. Desta forma, poder-se-á edificar em conjunto um sistema sustentável, seguro, um sistema moderno que reconheça a livre circulação na Europa, a qual parte do pressuposto de que a mobilidade é indispensável, sobretudo para as gerações jovens e, bem entendido, para um mercado de emprego operacional e eficaz. Por todas estas razões votei favoravelmente.
Rovana Plumb (S&D), în scris. − În noiembrie 2009, în România erau 5,54 de milioane de pensionari şi 5,65 de milioane de contribuabili la sistemul public de pensii. Asigurarea, în prezent și în viitor, a unei pensii adecvate și viabile pentru cetățenii UE reprezintă o prioritate pentru Uniunea Europeană. Atingerea acestor obiective într-o Europă care îmbătrânește constituie o provocare majoră şi statele membre trebuie să se pregătească pentru aceasta prin reforme ale sistemelor de pensii. Statele membre trebuie să consolideze caracterul adecvat al pensiilor prin combaterea discriminării de gen pe piața muncii, mai ales prin reducerea diferențelor de salarizare cu minimum 10% până în 2020. Trebuie întărit sistemul public de pensii în defavoarea celui privat. Nu trebuie să privatizăm sistemul public de pensii tocmai pentru a asigura stabilitatea fondurilor de pensii pentru actualii şi viitorii pensionari.
Deși la nivel european tendinţa este de creştere a vârstei de pensionare, vârsta de pensionare ar trebui să se aplice în mod flexibil, în funcţie de sector, de severitatea condiţiilor de muncă şi ţinând cont de numărul de ani lucraţi. Este necesar un sprijin activ pentru crearea de locuri de muncă, iar calitatea muncii trebuie să fie îmbunătăţită pentru a creşte numărul de persoane care să contribuie activ la finanţarea pensiilor lor viitoare.
Frédérique Ries (ALDE), par écrit. – Pérenniser les régimes de retraite est un des défis majeurs à relever pour la classe politique si elle veut maintenir le bien commun et la paix sociale. Et même si les compétences européennes sont limitées en la matière, il était important que le Parlement européen donne son avis dans le prolongement du livre vert lancé par la Commission. C'est chose faite avec l'adoption du très complet rapport Oomen-Ruijten, qui confirme la nécessité de réformer les régimes de retraites vu l'évolution défavorable du ratio actifs/pensionnés. La résolution s'inscrit d'ailleurs dans la lignée du récent sondage Eurobaromètre montrant la sagesse et la maturité des citoyens européens qui, à 73 %, estiment "qu'ils auront à travailler plus longtemps ou à économiser davantage pour leurs vieux jours". L'idée dominante de prolonger la vie active au-delà de 65 ans est certes diversement appréciée par la population, pourtant, un mal pour un bien, d'autres leviers devront nécessairement être actionnés. Pour ne parler que de mon pays, la Belgique, dont le taux d'emploi des actifs âgés est parmi les plus faibles de l'Union européenne, il faut d'urgence encourager les actifs belges à rester plus longtemps sur le marché du travail.
Crescenzio Rivellini (PPE), per iscritto. − Si è votata, oggi, in Plenaria la relazione sui "Sistemi pensionistici adeguati, sostenibili e sicuri in Europa". La Commissione, tenuto conto dell'evoluzione demografica e degli effetti della crisi economica e finanziaria, ha ritenuto che per modernizzare le politiche pensionistiche convenga agire in maniera coordinata su: adeguamento dei regimi pensionistici, sostenibilità, equilibrio tra la durata della vita professionale e la durata della pensione, soppressione degli ostacoli alla mobilità, maggiore trasparenza dei regimi pensionistici e protezione della solvibilità.
Con la presente relazione si vuole riconoscere e mantenere le responsabilità di ognuno, al fine di creare un sistema sostenibile, sicuro e in grado di assicurare una pensione adeguata a livello di Stati membri. Un sistema moderno che riconosca soprattutto che la nuova generazione ha bisogno di mobilità e che possa offrire soluzioni non solo per il momento presente ma anche per il prossimo futuro.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), por escrito. − A pesar de que la votación ha permitido incorporar algunos elementos cruciales desde la sensibilidad social, han quedado algunos aspectos desafortunados que me han llevado a abstenerme en la votación final. Este es el caso, por ejemplo, de la parte del apartado 21 donde se pide a los Estados miembros que mejoren el acceso de los ciudadanos a los regímenes de ahorro privado.
Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − I sistemi pensionistici europei versano in uno stato sempre più allarmante. Bisogna agire subito, far sì che uomini e donne abbiano pari opportunità, tutelare chi decide di andare in pensione oggi e, allo stesso tempo, proteggere chi nel mercato del lavoro sta solo ora muovendo i primi passi. In Europa le donne continuano a guadagnare in media il 18% in meno rispetto agli uomini. Il principale effetto di tale disparità salariale emerge nell’età pensionabile: avendo percepito un reddito minore nell'arco della vita attiva, le donne hanno anche pensioni inferiori. Di conseguenza le donne sono più colpite degli uomini dalla povertà persistente. Soprattutto in tempi di crisi occorre integrare la prospettiva di genere in tutte le politiche, adottando misure nazionali condivise e coordinate a livello europeo. Ho votato a favore della relazione Oomen-Ruijten perché ritengo che sia un buon compromesso in grado di sostenere il dialogo tra Stati membri e Istituzioni europee sulla modernizzazione dei sistemi pensionistici.
Oreste Rossi (EFD), per iscritto. − Siamo favorevoli alla relazione sul Libro verde verso sistemi pensionistici adeguati, sostenibili e sicuri in Europa, in quanto la Commissione europea si propone di aiutare gli Stati membri senza togliere competenza ai singoli Paesi, che devono valutare il collegamento tra l'aspettativa di vita e l'età del pensionamento obbligatorio. Si pone anche l'obiettivo di rimuovere gli ostacoli alla mobilità transfrontaliera e di istituire l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali, competente di creare un coordinamento in situazione di emergenza e di sostenere gli stati membri.
Daciana Octavia Sârbu (S&D), în scris. − În cele 27 de state membre ale Uniunii Europene există diferite sisteme de pensii. Dar inversarea piramidei demografice și creșterea speranței de viață implică nevoia creării unei strategii europene pentru consolidarea coeziunii și coerenței pensiilor în Uniunea Europeană. Aș vrea însă să menționez și disfuncțiile care apar în cazul mobilității forței de muncă între diferite state membre. Există cazuri în care drepturile la pensie nu se transferă în mod adecvat între diferite țări membre ale Uniunii Europene. În acest sens, trebuie să încurajăm cooperarea între statele membre.
Pe de altă parte, este datoria noastră morală să asigurăm cetățenilor noștri dreptul de a beneficia de pensii care să le asigure un trai decent.
Peter Skinner (S&D), in writing. − I can support the overall objectives of this report as its fundamental concerns are to create a sustainable approach to pension provision. The regulatory exercise which will come about from the Green Paper will, I believe, bring supervisors up to speed with the necessary consistency to maintain a safe and sustainable pension system.
However, given the current diversity in pension systems in Member States as well as in scope and depth of pension provision, it is important that the Commission follows through on Parliament’s wish not to impose capital standards akin to insurance or banking standards. It is my belief that pensions can and should be treated separately for their own capital adequacy requirements.
This all said, the need for a truly European approach is paramount, given the way in which demographic trends will force future generations into sustaining expensive schemes, overloaded, with past generations facing potential poverty.
Alyn Smith (Verts/ALE), in writing. − Mr President, there is much to like in this report. However, I cannot, on balance, support it. It is right that we in this house should have concern for the pension provisions of our Member State governments, and it is right that we should share best practice. However, I was simply unable to support the report as a whole because I simply disagree that the EU should have anything beyond an information-sharing role for pensions. The best authorities to deal with pensions, and indeed all social matters, are the national or local authorities, not us. This initiative report calls for too much centralised control, which I am simply unconvinced will either work or add value.
Bart Staes (Verts/ALE), schriftelijk. − De vergrijzing slaat toe, de crisis noopt de lidstaten tot bezuinigen. Maar de vergrijzing mag niet leiden tot een nieuwe Europese schuldencrisis. En de lidstaten die bezuinigen mogen dat niet onbezonnen doen. Zo benadrukt de resolutie dat de eerste pijler in het pensioenstelsel de belangrijkste is. Dit impliceert wel een gezond nationaal begrotingsevenwicht. Het spreekt verder voor zich dat een vast inkomen een garantie is om niet in armoede te vervallen. Ik ben ook blij met de erkenning van pensioenrechten voor vrouwen en de nadruk op meer gendergelijkheid, met het feit dat ouderen niet gediscrimineerd mogen worden op de arbeidsmarkt. Ook de meeneembaarheid van de opgebouwde pensioenrechten krijgt in de resolutie de nodige aandacht. Niemand werkt nog zijn leven lang in hetzelfde bedrijf of zelfs in eigen land. Het is fundamenteel in een eengemaakt Europa dat dergelijke rechten overgedragen mogen worden. Het EP vraagt de Europese Commissie dan ook de meeneembaarheid van de pensioenen beter op Europees niveau te coördineren.
Silvia-Adriana Ţicău (S&D), în scris. − Raportul doamnei Ria Oomen-Ruijten referitor la Cartea Verde intitulată „Către sisteme europene de pensii adecvate, viabile şi sigure” aduce o contribuţie importantă la dezbaterea privind viitorul sistemelor de pensii europene. Consider necesar ca statele membre să elaboreze dispoziţii privind asigurarea unor pensii adecvate pentru cetăţenii lor. Încurajăm statele membre să instituie cel mai adecvat sistem de pensii pentru a garanta un standard decent de viaţă pentru toţi, acordându-se o atenţie specială celor mai vulnerabile grupuri ale societăţii. Am votat pentru considerentul 24, care cere statelor membre să încurajeze, prin scutiri de impozite şi contribuţii la asigurările sociale, continuarea activităţii profesionale a persoanelor vârstnice.
De asemenea, am votat pentru încurajarea şi facilitarea îmbinării muncii şi a pensionării şi pentru punerea în aplicare a unor măsuri descurajatoare care să îngreuneze concedierea persoanelor în vârstă de către întreprindere.
Am votat împotriva creşterii vârstei de pensionare deoarece consider că persoanele care depăşesc o anumită vârstă, dar care vor şi pot să muncească, ar trebui să fie încurajate să muncească şi nu obligate, mai ales în condiţiile în care rata şomajului în UE 27 este de 10%, iar în cazul tinerilor de 20%.
Γεώργιος Τούσσας (GUE/NGL), γραπτώς. – Η Πράσινη Βίβλος της Ευρωπαϊκής Επιτροπής για τα "ευρωπαϊκά συνταξιοδοτικά συστήματα", που υπερψηφίστηκε σήμερα με τη σχετική έκθεση από τη συμμαχία των πολιτικών εκπροσώπων του Κεφαλαίου στο Ευρωκοινοβούλιο (Σοσιαλδημοκράτες, Λαϊκό Κόμμα, Φιλελεύθεροι), αποτελεί αντιλαϊκό τερατούργημα. Προορίζεται να αποτελέσει συστατικό στοιχείο του νέου αντιλαϊκού Συμφώνου Ανταγωνιστικότητας της ΕΕ με στόχο τη κατεδάφιση των ευρωπαϊκών συστημάτων Κοινωνικής Ασφάλισης και την αντικατάστασή τους με την ιδιωτική εξατομικευμένη ασφάλιση, νέο χρυσοφόρο τομέα εκμετάλλευσης των εργαζομένων προς όφελος του Κεφαλαίου. Κατάργηση, στην πράξη, των δημόσιων δαπανών για κοινωνική ασφάλιση, σύνταξη και πρόνοια. Με το σύστημα των τριών πυλώνων, ελαχιστοποιούν τις συνταξιοδοτικές παροχές των δημοσίων συστημάτων ασφάλισης σε ένα επίδομα φτωχοκομείου, για να ανοίξουν διάπλατα τον δρόμο στον λεγόμενο "τρίτο πυλώνα", την ιδιωτική ασφάλιση. Απαιτούν αύξηση των ορίων ηλικίας συνταξιοδότησης, ανάλογα με το προσδόκιμο της ζωής, δηλαδή δουλειά μέχρι τα βαθιά γεράματα. Το ΚΚΕ καταψηφίζει το αντεργατικό έκτρωμα της ΕΕ για τα ευρωπαϊκά ασφαλιστικά συστήματα. Μπροστά σ' αυτές τις εξελίξεις επισημαίνουμε ότι είναι επιτακτική η ανάγκη του πανεργατικού ξεσηκωμού για να μην περάσουν τα νέα αντιασφαλιστικά μέτρα, η νέα άγρια επίθεση που οργανώνει το Κεφάλαιο και οι αστικές κυβερνήσεις με το υπό διαμόρφωση Σύμφωνο Ανταγωνιστικότητας της ΕΕ.
Thomas Ulmer (PPE), schriftlich. − Ich habe dem Bericht Oomen-Ruijten über das Grünbuch Pensionen zugestimmt. Das Verhandlungsergebnis ist aus Sicht der CDU ordentlich und eröffnet für das folgende Weißbuch die entsprechenden Grundlagen. Wichtig sind im weiteren Verlauf der Erhalt der deutschen Betriebsrenten, die Dauer der Betriebszugehörigkeit und eine Risikoabsicherung des Insolvenzfalles für bestehende Zusagen. Keinesfalls dürfen Betriebsrenten in ein europäisches Zwangssystem überführt werden.
Viktor Uspaskich (ALDE), raštu. − Gerbiami kolegos, aš džiaugiuosi, jog pranešėjas pripažįsta, kad esama didelių spragų pensijų sistemose Europoje, bei tai, kad kai kurių naujų valstybių narių piliečiai, kaip antai lietuviai, susiduria su papildomomis problemomis. Mano šalyje pensininko gyvenimas nėra iš lengvųjų. Pastaruoju metu jis net pasunkėjo: praeitais metais Lietuvos pensininkų mėnesinė pensija buvo sumažinta 5 %. Atėjo laikas baigti taikyti dvigubus standartus. Kai kuriose Europos valstybėse, kaip antai Lietuvoje, vyriausybė teigia, jog krizė baigėsi ir ekonomika po truputį pradeda atsigauti. O kai reikia imtis praktinių priemonių, mūsų lyderiai pareiškia, jog negali rasti reikiamų išteklių, kad sugrąžintų pensijas į jų buvusį lygį. Staiga jie pareiškia, jog krizė dar nesibaigė. Finansinis tvarumas yra svarbus reformuojant mūsų pensijų sistemas, taip pat užtikrinant adekvačias pajamas. Neįmanoma pasiekti tikro tvarumo neužtikrinus tinkamų pensijų. Senstanti visuomenė bei finansinis spaudimas rodo, kad mūsų darbo rinka keičiasi. Vykdant pensijų sistemos reformą būtina į tai atsižvelgti. Lankstumo ir saugumo pusiausvyra darbo rinkoje palaiko ekonomikos prisitaikomumą ir tokiu būdu prisideda prie tvarių, saugių ir sąžiningų pensijų.
Peter van Dalen (ECR), schriftelijk. − Europa en de pensioenen, een gevoelig onderwerp. Diverse lidstaten zijn constructies aan het bedenken om hun nationale schulden te doen krimpen door pensioengelden te betrekken in de schuldenlast. Mevrouw Merkel en de heer Sarkozy hebben in hun plannen om te komen tot één centraal geregeerd Europa direct al de centralisatie van de pensioenen genoemd. Ik ben erop tegen om de pensioenen op Europees niveau te regelen. De pensioenstelsels in de lidstaten zijn te verschillend opgebouwd. Ze vallen nauwelijks met elkaar te vergelijken. Ook zijn de pensioenstelsels in de lidstaten heel divers qua omvang, betrouwbaarheid en toezicht. Ik wil niet dat het robuuste Nederlandse pensioenstelsel moet bloeden voor de puinhoop die men er elders van heeft gemaakt.
Wat ik wel verstandig vind is dat de lidstaten informatie met elkaar delen over hun pensioenstelsels en dat ze er zich voor inspannen specifieke knelpunten op te lossen. Ik doel dan bijvoorbeeld op universitaire onderzoekers die verhuizen naar andere lidstaten waar ze dan naheffingen krijgen van de belastingdienst over een elders opgebouwd pensioen. Dat soort uitwassen moeten onmiddellijk verdwijnen. Maar daarvoor hoeven we niet het totale stelsel op Europese leest te gaan schoeien.
Derek Vaughan (S&D), in writing. − I voted in favour of this report urging Member States to ensure pensions are sustainable in light of the challenges of aging societies and the spending pressures being faced across the EU. I welcome that this report recognises that there is no ‘one size fits all’ approach to pension provision across Member States, but that the EU can clearly add value in sharing ideas and coordination.
The inclusion of private debt in any assessment of sustainability of public finances should not be included in this report, as current market conditions would not support this kind of assessment. Furthermore, applying capital requirements to pensions could potentially drive up costs without adding security for employer-funded occupational pensions. This should not be made compulsory where there is an existing protection scheme; for example the UK’s Pension Protection Fund, set up by the previous Labour Government, already provides a high level of protection to pension scheme members and beneficiaries.
I, and my Labour colleagues, will continue to work to ensure that people who save with the State, with their employer or privately are given the genuine pension protection they need to feel safe about their retirement.
Iva Zanicchi (PPE), per iscritto. − Onorevoli colleghi, ho espresso voto favorevole alla relazione della collega Oomen-Ruijten, pur ritenendo che il testo votato sia troppo prudente nel segnalare ripetute volte l'importanza del principio di sussidiarietà. Credo tuttavia che questa relazione, in attesa dell'imminente pubblicazione del Libro bianco della Commissione, possa permettere la prosecuzione di un efficace lavoro di cooperazione tra gli Stati membri e le Istituzioni comunitarie sul difficile tema della modernizzazione dei sistemi pensionistici in Europa.
Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. − Aprovo esta Resolução, uma vez que acredito que a Croácia poderá concluir as negociações de adesão no primeiro semestre de 2011, desde que as reformas necessárias continuem a ser prosseguidas. Tal significa que a Croácia necessita de mobilizar todos os esforços nesta última fase, de modo a fortalecer a administração pública e judicial, avançar na luta contra a corrupção, assegurar total cooperação com o Tribunal Criminal Internacional para a antiga Jugoslávia, continuar o processo de privatização e adoptar os planos reestruturais. Aprovo ainda esta Resolução pelo facto de recomendar a entrada em força de um acordo arbitrário fronteiriço entre a Croácia e a Eslovénia e pelo progresso alcançado na resolução de outras disputas bilaterais, tais como as questões fronteiriças com a Sérvia, Montenegro e Bósnia-Herzegovina. Apesar da Croácia ainda ter que terminar negociações em seis capítulos políticos do Acquis Comunitário, considero que os bons resultados alcançados em 2010 servirão de base para as autoridades Croatas fazerem os últimos esforços para completar as negociações.
Laima Liucija Andrikienė (PPE), raštu. − Balsavau už šią rezoliuciją dėl 2010 m. Kroatijos pažangos ataskaitos. Šiuo dokumentu Europos Parlamentas patvirtino, kad Kroatija padarė didelę pažangą derybose dėl integracijos į Europos Sąjungą. Pritariu rezoliucijos nuostatai, kad stojimo derybos su Kroatija gali būti baigtos 2011 m. pirmoje pusėje, jeigu bus ryžtingai tęsiamos būtinos reformos, ypač stiprinant viešąjį administravimą ir teismų sistemą, toliau kovojant su korupcija, užtikrinant ilgalaikį pabėgėlių sugrįžimą ir visapusiškai bendradarbiaujant su Tarptautiniu baudžiamuoju tribunolu buvusiai Jugoslavijai (TBTBJ), taip pat tęsiant privatizacijos procesą ir priimant sudėtingoje padėtyje esančių laivų statyklų struktūrinio pertvarkymo planus. Tai labai svarbios sąlygos, kurių tinkamas įgyvendinimas ar bent jau žymi pažanga išvardintose srityse parodys Kroatijos ryžtą ir pasirengimą tapti ES nare.
Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Pritariau šiai rezoliucijai, kuria Europos Parlamentas remia Kroatijos narystę Europos Sąjungoje. Kroatijos narystė yra svarbi Europos bei regioniniu aspektais ir ji paskatintų likusias Vakarų Balkanų šalis pradėti ir įgyvendinti su naryste susijusias reformas. Stojimo derybose su Kroatija padaryta didelė pažanga, tačiau dar turi būti užbaigtos esminės reformos viešojo administravimo ir teismų, korupcijos, pabėgėlių sugrįžimo ir kitose srityse. Kroatija turi pasiekti nemažos pažangos sprendžiant dvišalius ginčus su kaimyninėmis šalimis (Serbija, Juodkalnija bei Bosnija ir Hercegovina) dėl sienų klausimo, kad būtų išvengta kliūčių tolimesnei ES plėtrai po Kroatijos įstojimo.
Elena Băsescu (PPE), în scris. − Mi-am exprimat votul în favoarea adoptării raportului pentru progresele Croației deoarece consider că procesul de aderare la UE subliniază îmbunătăţirea semnificativă a situației din teritoriu. Astfel, respectarea drepturilor fundamentale, situația refugiaților şi privatizarea sectorului naval sunt capitolele cele mai avansate. Aş saluta aici aplicarea acordului de pace, cu tot ceea ce implică acesta. Colaborarea cu Tribunalul pentru Fosta Iugoslavie este esențială bunei desfășurări a negocierilor. Pe viitor, îmi exprim speranța că autoritățile croate vor permite accesul anchetatorilor la documentele necesare. Una dintre problemele menționate în document este judecarea criminalilor de război. Aduși în fata justiției, aceștia fie nu sunt condamnați, fie primesc pedepse simbolice. Subliniez importanța administrării unei justiții corecte pentru orice stat candidat.
Moștenire a conflictului din anii '90, atitudinea nerespectării drepturilor minorităților nu poate fi acceptată din partea unui viitor stat membru. O intervenție legislativă în domeniu este de dorit. Intenția președinției ungare de a finaliza negocierile până la sfârșitul primului semestru al lui 2011 este lăudabilă, iar Croația are potențialul de a trece linia de sosire la timp. Aderarea sa va trimite un semnal pozitiv în regiune, reafirmând credibilitatea UE în ceea ce privește condiționalitatea acestui proces. În final, doresc să afirm faptul că România susține fără rezerve aderarea Croației la UE.
Sebastian Valentin Bodu (PPE), în scris. − Raportul de ţară asupra progreselor făcute de Croaţia în 2010 arată determinarea guvernului de la Zagreb de a îndeplini criteriile de aderare la Uniunea Europeană. Însa Uniunea Europeană se vede pusă în faţa unei situaţii în premieră prin faptul că majoritatea cetăţenilor croaţi nu văd aderarea la UE a ţării lor ca fiind benefică, în condiţiile în care la nivelul populaţiei statelor din Europa Centrală şi de Est care au aderat în ultimele două valuri a existat un val de optimism semnificativ. Raportul de ţară pe 2010 privind Croaţia arată preocuparea forurilor europene faţă de acest lucru. De aceea şi apelul la autorităţi şi societate civilă de a se implica în convingerea croaţilor de faptul că apartenenţa la UE generează efecte bune pentru ţara lor. Sunt salutare eforturile autorităţilor croate şi ambiţia acestora de a încheia negocierile de aderare în primăvara acestui an.
Croaţia merită felicitări şi pentru faptul că un stat măcinat atâta timp de conflicte a reuşit să facă progrese remarcabile pentru a implementa acquis-ul comunitar. În plus, orice fel de referire la o eventuală amânare a accesului Croaţiei nu poate să fie tratată decât ca o vorbă aruncată pe piaţă fără prea multă concentrare.
Antonio Cancian (PPE), per iscritto. − Ho votato convintamente a favore di questa relazione perché ritengo che la Croazia stia correttamente proseguendo nell'attuazione delle necessarie riforme per aderire all'Unione europea. A livello economico, penso che la Croazia sia pronta per confrontarsi con gli altri paesi dell'Unione europea. Infatti, nonostante la crisi globale, essa è riuscita a mantenere una certa stabilità macroeconomica, in particolar modo grazie allo sviluppo delle infrastrutture dei servizi e del turismo. Ritengo che il paese debba essere stimolato a sfruttare al meglio le proprie risorse, in particolare la sua posizione geografica, strategica per i collegamenti tra Europa occidentale e Balcani, tra Europa centrale, Mare Adriatico e Mediterraneo. L'ulteriore sviluppo delle infrastrutture potrebbe fornire enormi potenzialità al paese. In quest'ottica, sta dando buoni frutti la collaborazione con l'Unione europea per la realizzazione delle sezioni delle TEN-T, TEN-E ed e-TEN che interessano anche il territorio croato e che potrebbero essere sviluppate in un sistema di PPP e in collaborazione totale con l'UE. I negoziati si chiuderanno nel primo semestre 2011, dove verrà chiuso il processo di adesione. Sono fiducioso che questa scadenza sarà rispettata.
Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. − Felicito a Croácia pelos progressos alcançados no cumprimento dos parâmetros de referência necessários para a conclusão das negociações de adesão. Estou convicta que uma rápida adesão da Croácia contribuirá para incentivar os restantes países dos Balcãs Ocidentais a a levarem a cabo reformas relacionadas com a adesão. Ccongratulo-me com os esforços envidados pelo Governo croata para se opor a todas as formas de corrupção,mas apelo a que as autoridades croatas reforcem mais a capacidade administrativa dos serviços de luta contra a corrupção e a favorecerem uma cultura de responsabilidade política. Congratulo-me com os progressos efectuados no domínio dos direitos da mulher e da igualdade de género, pois cerca de 25 % dos assentos parlamentares, bem como quase metade dos cargos administrativos no sector público, são ocupados por mulheres, o que demonstra os progressos na via da igualdade de género. No entanto, a percentagem de mulheres em cargos de direcção empresarial permanece baixa e persistem as diferenças salariais entre géneros. Apelo a uma promoção mais activa da participação das mulheres nos órgãos de decisão económica e política e a rápida aplicação da lei da igualdade de género, incluindo o princípio da igualdade salarial.
Daniel Caspary, Ingeborg Gräßle, Elisabeth Jeggle, Andreas Schwab, Thomas Ulmer und Rainer Wieland (PPE), schriftlich. − Wir unterstützen ausdrücklich eine baldige Mitgliedschaft Kroatiens in der Europäischen Union. Die Menschen in Kroatien haben große Erwartungen an eine solche Mitgliedschaft. Diese können jedoch nur erfüllt werden, wenn Kroatien wirklich reif für einen Beitritt ist und sämtliche Aufnahmekriterien erfüllt. Kroatien ist in diesem Prozess heute schon weiter als es mancher heutige EU-Mitgliedstaat beim Beitritt war.
Der Fortschrittsbericht der Kommission zeigt jedoch deutlich, dass noch einige Hausaufgaben zu erledigen sind. Dies berechtigt zu Hoffnungen auf einen baldigen Abschluss der Beitrittsverhandlungen - Erwartungen dürfen mit dem heutigen Beschluss jedoch nicht geweckt werden. Für uns gehen Genauigkeit vor Schnelligkeit und verlässliche Umsetzung vor Versprechungen. Alte Fehler dürfen nicht wiederholt werden. Alles andere dient weder der Europäischen Union noch Kroatien und seinen Menschen. Daher haben wir uns heute der Stimme enthalten.
Edite Estrela (S&D), por escrito. − Votei favoravelmente a resolução sobre o relatório de acompanhamento de 2010 relativo à Croácia, por considerar que as negociações de adesão da Croácia à UE poderão ficar concluídas até Junho de 2011, desde que esta prossiga os esforços reformistas necessários. Sou favorável ao alargamento, desde que os países candidatos à adesão cumpram os critérios previamente estabelecidos. Quanto mais países integrarem o projecto europeu, melhor para a UE e para os cidadãos que vão usufruir de um espaço único de paz, liberdade, democracia, progresso e bem-estar.
Diogo Feio (PPE), por escrito. − A Croácia vem cumprindo com inegável sucesso os critérios para a adesão e tem feito um esforço para persistir nesse caminho, não obstante as dificuldades adicionais que lhe são colocadas pela presente conjuntura internacional. Constitui um bom exemplo para os países que pretendam vir a fazer parte da União Europeia. Não posso deixar de notar que, segundo as mais recentes sondagens, os croatas vêem com desconfiança a futura entrada do seu país na União, mostrando-se críticos da sua acção. Mais do que pôr em causa a opinião dos croatas, creio que as suas dúvidas merecem uma reflexão séria sobre o modo como a União Europeia vem sendo gerida. Lastimo que a relatora, no seu projecto de resolução, tenha optado por opinar sobre questões como a da orientação sexual e sua protecção constitucional, que não só nada têm que ver com o âmago das questões em causa, como devem ser da exclusiva competência dos Estados-Membros.
José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. − A presente proposta de resolução incide sobre o relatório de acompanhamento relativo a 2010 quanto ao processo de adesão da Croácia à UE, compromisso assumido pelo PE que não tem regateado esforços diplomáticos neste sentido. Saúdo o progresso verificado nas negociações de adesão, que podem estar concluídas no final do primeiro semestre de 2011, bem como todos os esforços realizados pela Comissão Europeia no sentido de que os restantes países dos Balcãs Ocidentais também adiram à UE.
Lamento que o parlamento e o governo croatas não tenham avançado tanto quanto seria desejável nas alterações constitucionais, nomeadamente a nível da descentralização e da reforma da administração pública – sobretudo através da sua despolitização –, no combate à corrupção e na liberdade de imprensa. Faço votos para que todos os problemas referidos no relatório sejam resolvidos ou, pelo menos, minorados, para que a adesão seja célere e possa funcionar como catalisador para a adesão dos países vizinhos.
Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. − Sobre este relatório, é importante assinalar que a maioria dos deputados do PE não está contente com o facto de, segundo o Eurobarómetro, a maioria da população croata considerar que a adesão do seu país à UE não os beneficiaria. E que fazer para contrariar essa ideia? A resposta, como sempre, é aumentar a propaganda, procurando manipular a realidade do que é a UE.
Volta-se a insistir sobre a estafada cartilha neoliberal da redução da intervenção do Estado na economia, a criação de um mercado aberto e competitivo, destruindo serviços públicos, alterando as relações de trabalho a favor do capital, sob o pretexto da sua rigidez, prescindindo da soberania e de um projecto autónomo de desenvolvimento para a Croácia.
Por último, o relatório deixa bem claro a quem serviu a agressão da NATO e o desmantelamento da Jugoslávia. A Croácia, pela sua localização privilegiada, é um corredor de transporte muito importante para os mercados de exportação e importação do Oriente e Extremo Oriente. Fica claro que a adesão à UE não é para promover o direito ao desenvolvimento da Croácia e do seu povo, mas sobretudo para beneficiar as grandes potências e os seus grupos económicos.
Lidia Joanna Geringer de Oedenberg (S&D), na piśmie. − W ostatnim okresie Chorwacja czyni znaczne postępy na drodze do członkostwa w Unii Europejskiej i prawdopodobnie wkrótce zostanie 28 państwem UE. W 2010 r. negocjatorzy po stronie UE i Chorwacji zamknęli 11 rozdziałów, osiągając łączną liczbę 28 (z wymaganych 35-ciu). Ubiegłoroczne osiągnięcie dobitnie pokazuje determinację Chorwacji w kontynuowaniu reform i niebawem pozwoli jej obywatelom czerpać korzyści z członkostwa w UE. Podczas ostatniego spotkania ministrów UE i Chorwacji, które odbyło się 22 grudnia 2010 r. w Brukseli, negocjatorzy zamknęli trzy ważne rozdziały, zatytułowane: „Sprawiedliwość, Wolność i Bezpieczeństwo”; „Polityka Zagraniczna i Obrony”; oraz „Środowisko”. Zamknięcie tych rozdziałów oznacza wzmocnienie systemu prawnego Chorwacji i postęp w kilku dziedzinach naraz, np. szerszą współpracę między Chorwacją i społecznością międzynarodową w kwestiach misji wojskowych i cywilnych („Polityka Zagraniczna i Obrony”), czy gwarancję wyższej jakości powietrza i wody dla obywateli Chorwacji („Środowisko”).
Negocjacje w sprawie przystąpienia Chorwacji do Unii Europejskiej rozpoczęły się w październiku 2005 r. Mimo pewnych problemów natury logistycznej, akcesja Chorwacji jest silnie wspierana przez państwa członkowskie UE i wiele z nich oczekuje szybkiego zamknięcia pozostałych siedmiu rozdziałów - do końca 2011 r.
Robert Goebbels (S&D), par écrit. – J'ai voté pour la résolution. La Croatie a d'évidence sa place dans l'Union européenne. Mais je ne voterai en faveur d'aucune nouvelle adhésion si le budget de l'Union n'est pas renforcé substantiellement. On ne peut pas réussir de nouveaux élargissements sans moyens supplémentaires pour l'Union.
Bruno Gollnisch (NI), par écrit. – Mon vote sur la résolution de la commission des affaires étrangères de ce Parlement sur les progrès de la Croatie vers l'adhésion est la marque d'une défiance envers les bienfaits de l'Union européenne, que partage d'après les sondages une majorité de Croates. Il est regrettable que les autorités d'un pays devenu indépendant et souverain après un terrible conflit n'aient eu de cesse de remettre ce pays sous un joug extérieur, contre l'avis de leur opinion publique. J'ai voté contre le traité de Maastricht. J'ai voté contre la Constitution européenne. J'aurais voté contre le traité de Lisbonne si mon gouvernement avait eu le courage de le soumettre au peuple français. J'espère que les Croates seront consultés directement sur l'adhésion de leur pays à l'Union et que leur volonté, contrairement à celle des Français, des Irlandais et des Néerlandais, sera respectée. Voter en faveur d'une résolution qui regrette que le sort des minorités pratiquant telle ou telle déviance sexuelle ne soit pas une préoccupation centrale, qui préconise une propagande intensive pour inverser les sondages négatifs, et qui encourage les mêmes erreurs économiques que celles commises dans nos pays, était réellement impossible.
Sylvie Guillaume (S&D), par écrit. – Je me suis exprimée en faveur de la résolution sur les progrès accomplis par la Croatie, qui confirme les efforts réalisés par cette dernière dans le cadre de son adhésion prochaine à l’Union européenne. En effet, cette adhésion présente plusieurs avantages, comme celui de consolider la paix et la stabilité dans la région des Balkans et de renforcer la position de l’UE dans cette région. Le texte que nous avons voté évoque également les points qui demeurent problématiques et sur lesquels la Croatie doit continuer de travailler, comme la lutte contre la corruption, qui reste un des fléaux majeurs dans le pays, et l’aide aux rapatriés, qui demeure insuffisante. J’espère que la Croatie continuera dans cette voie positive.
Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Balsavau už šią rezoliuciją dėl 2010 m. Kroatijos pažangos ataskaitos, kadangi Europos Parlamentas šiuo dokumentu patvirtino tai, kad Kroatija padarė pažangą derybose dėl integracijos į ES. Stojimo derybos su Kroatija gali būti baigtos pakankamai greitu laiku, jei ir toliau bus ryžtingai tęsiamos ir įgyvendinamos būtinos reformos. Būtina ir toliau stiprinti viešąjį administravimą ir teismų sistemą, kovoti su korupcija, užtikrinti ilgalaikį pabėgėlių sugrįžimą ir visapusiškai bendradarbiauti su Tarptautiniu baudžiamuoju tribunolu buvusiai Jugoslavijai (TBTBJ) bei kt. Be to, Kroatijos vyriausybė turi kuo greičiau išspręsti struktūrines ekonomikos problemas bei skirti didesnį dėmesį regioniniam bendradarbiavimui, siekdama išspręsti dvišalius klausimus su kaimyninėmis šalimis. Tinkamas įgyvendinimas ar bent jau žymi pažanga šiose srityse parodys ir sustiprins Kroatijos pasirengimą ir galimybes tapti ES nare. Manau, kad Kroatijos narystė paskatintų ir likusias Balkanų šalis taip pat sparčiau artėti link narystės ES.
Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Egregio Presidente, cari colleghi, con la proposta di risoluzione relativa alla relazione 2010 sui progressi compiuti dalla Croazia, il Parlamento ha voluto plaudire ai miglioramenti apportati dalla Croazia sotto diversi profili, che sempre più l'avvicinano all'Unione europea. Quanto fatto nell'ultimo anno da questo Paese merita di esser ricordato, poiché sono state adottate delle modifiche sostanziali alla Costituzione, al fine di adeguarla alle carte fondamentali degli altri 27 Stati membri. Sotto il profilo giudiziario sono stati compiuti degli sforzi per rendere imparziale ed indipendente tale potere; sono stati, inoltre, indetti i processi per i crimini di guerra e sono stati fatti notevoli progressi in materia di diritti delle donne e di parità di genere. Concordo pienamente con tale proposta poiché sono fortemente convinto che la Croazia meriti di divenire Stato Membro. È indubbio che sia necessario fare ancora di più, soprattutto per quanto concerne la lotta alla corruzione, ma ciò non toglie che il Paese sta compiendo dei notevoli passi in avanti nel cammino verso l'ingresso nell'Unione Europea.
Petru Constantin Luhan (PPE), în scris. − Am votat în favoarea acestui raport întrucât cu toţii ne dorim o vecinătate stabilă şi prosperă, iar aceste deziderate se pot realiza numai prin integrarea Balcanilor de Vest în structurile europene şi euro-atlantice. Croaţia este cel mai avansat stat din această regiune în procesul de integrare europeană, demonstrând că are şi doreşte să utilizeze mecanisme robuste contra corupţiei în sectorul public. Zagrebul a înregistrat deja progrese în acest sens, prin aprobarea de către Parlament a legii care permite confiscarea averii dobândită ilegal, precum şi prin acţiunile întreprinse contra unor oficiali de rang înalt. Aceste măsuri sunt salutare însă Zagrebul trebuie să demonstreze, în mod convingător, că a lăsat în urma sa o cultură răspândită a corupţiei şi impunităţii. Croaţia poate conta în continuare pe sprijinul României în procesul de aderare la Uniunea Europeană prin împărtăşirea experienţei comune atât în ceea ce priveşte procesul de pre-aderare, cât şi în privinţa aspectelor de post-aderare la Uniunea Europeană.
Monica Luisa Macovei (PPE), in writing. − I voted in favour of the resolution in order to acknowledge Croatia’s progress towards EU accession and highlight the remaining goals to be achieved for the benefit of its people. I voted against Amendments 1 and 4 because they were intended to delete references to government efforts in Croatia to combat discrimination based on sexual orientation and race, which are required for EU accession.
When the resolution was in the AFET Committee, I contributed amendments concerning the efficiency and predictability of the justice system. They called for increased funding for courts to work fast and efficiently, unification of jurisprudence, and timely publication of all judgments. Corruption cases have to come to court and not remain at the prosecution/investigation stage, and sentences must have deterrent effects. The efficiency of the pre-accession funds spent in the area of justice reform and the combating of corruption must be assessed.
David Martin (S&D), in writing. − I voted for this report but retain serious doubts about Croatia’s suitability for membership. Significant progress needs to be made in a number of areas, not least in tackling corruption.
Barbara Matera (PPE), per iscritto. − L'adesione della Croazia all'Unione europea è un significativo incentivo per i paesi dell'area balcanica a perseguire i propri sforzi e riforme in vista di una loro futura adesione all'Unione. L'adesione della Croazia all'Unione estenderà l'area di pace e stabilità in Europa ed essa comporta dunque una duplice dimensione europea e regionale, che incoraggerebbe i paesi dei Balcani occidentali a trovare maggiore coesione a livello regionale.
Accolgo con favore i progressi positivi della Croazia in materia di rispetto e tutela delle minoranze; occorre tuttavia che il Paese adotti misure adeguate per garantire una maggiore protezione e partecipazione nella società civile della minoranza Rom. I Rom sono ancora discriminati e non hanno un'adeguata rappresentanza negli organi centrali e locali della vita politica croata. Occorre valorizzare e applicare maggiormente le sinergie a livello regionale in particolare nel quadro della strategia del Danubio, giacché maggiori scambi a livello sociale ed economico risulterebbero vantaggiosi per l'intera macroregione danubiana.
Faccio riferimento in particolare alla cooperazione in materia di trasporti, ambiente e sviluppo economico. Una maggiore coesione a livello regionale faciliterà il futuro accesso dell'intera area dei Balcani occidentali all'Unione europea.
Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Il n'est pas étonnant que l'Eurobaromètre signale que les Croates pensent que l'Union européenne ne leur est pas bénéfique. Elle ne l'est pas en effet. Je vote contre cette résolution et ses injonctions antisociales.
Nuno Melo (PPE), por escrito. − As negociações com a Croácia no sentido da sua adesão à UE poderão vir a ser concluídas a breve trecho. No entanto, devem ser prosseguidas, de forma decidida, as reformas necessárias. Entre essas reformas, as mais relevantes são o reforço da administração pública e do sistema judiciário, a luta contra a corrupção, o apoio ao regresso dos refugiados, a plena cooperação com o Tribunal Penal Internacional para a antiga Jugoslávia e a reestruturação dos estaleiros navais.
Temos que aplaudir os enormes progressos já realizados. No entanto, e nesta fase final, é necessário continuar de forma resoluta as reformas necessárias para poder concluir as negociações de adesão à UE, nos prazos previstos. O facto de a maioria dos cidadãos croatas considerar que a adesão à UE não beneficiaria o seu país é preocupante, pelo que necessitamos de trabalhar no sentido de assegurar que os croatas vejam o projecto europeu como sendo também o seu. É assim fundamental que sejam fornecidas aos cidadãos informações claras e factuais sobre as implicações da adesão da Croácia à UE.
Willy Meyer (GUE/NGL), por escrito. − Si bien considero positiva la adhesión de Croacia a la UE, siempre y cuando el pueblo croata lo considere oportuno, no he apoyado esta Resolución ya que existen varios puntos que rechazo, sobre todo los relacionados con las exigencias económicas de la UE. Creo oportuna y valiosa la petición que hace para que las autoridades croatas adopten medidas que formalicen e incrementen la participación de los actores de la sociedad civil en el proceso de formulación de las políticas y en la supervisión de las actividades de las autoridades públicas. Pero no puedo apoyar la Resolución puesto que estoy totalmente en contra del enfoque económico neoliberal que recoge y las medidas que pide que se implementen en este terreno. Así, considero inaceptable que la UE exija al Gobierno croata la reducción del papel redistributivo del Estado y del gasto público y rechazo el llamamiento que hace a aplicar "la rentabilidad" como principal criterio para evaluar los sistemas públicos sanitarios y sociales.
Louis Michel (ALDE), par écrit. – Je me réjouis des progrès accomplis par la Croatie dans sa procédure d'adhésion à l'Union européenne, notamment la modification de la constitution, la réforme de l'appareil judiciaire, la liberté de la presse, la protection des minorités ainsi qu'une coopération plus étroite avec le Tribunal pénal international pour l'ex-Yougoslavie. Je soutiens dès lors pleinement le rapport 2010 sur les progrès accomplis par la Croatie. La perspective d'adhésion à l'Union européenne est un puissant encouragement, pour les autres pays de la région des Balkans occidentaux sur la voie de l'intégration européenne, à mener les réformes politiques, économiques et législatives nécessaires et à consolider la paix, à renforcer la stabilité et à favoriser la coexistence et la réconciliation dans la région. Il reste néanmoins, pour les autorités croates, encore des obstacles à surmonter et des défis à relever comme la lutte contre la corruption, la relance économique, la résolution des litiges bilatéraux avec les pays voisins ou les taux d'emploi très faibles. Il convient dès lors d'inviter la Croatie à poursuivre résolument les réformes nécessaires afin de pouvoir respecter les critères finaux et conclure les négociations.
Andreas Mölzer (NI), schriftlich. − Mit der Unterstützung des Entschließungsantrags zum Fortschrittsbericht über Kroatien 2010 möchte ich meine Unterstützung für die baldige Aufnahme Agrams in die EU ausdrücken. Dieses Land ist nicht nur kulturhistorisch in Mitteleuropa verankert, sondern erfüllt auch die Beitrittskriterien. Zwar sind in manchen Bereichen wie der Korruptionsbekämpfung noch Anstrengungen nötig, aber angesichts der strafrechtlichen Verfolgung des ehemaligen Regierungschefs Sanader mangelt es nicht an gutem Willen. Kroatien scheint zudem bereit zu sein, mit der Vergangenheit aufzuräumen, wie beispielsweise die Unterstützungen für zurückkehrende Kriegsflüchtlinge zeigen. Dies wurde ja auch in der Entschließung ausführlich erläutert.
Dennoch habe ich durch die Unterstützung mehrerer Änderungsanträge auch meine Ablehnung der politisch korrekten Sprache der Entschließung zum Ausdruck gebracht. Sie ist in einigen Punkten mehr als unerträglich. Um dem kroatischen Volk jedoch den Weg in die EU nicht zu versperren und unseren guten Willen zu demonstrieren, habe ich schlussendlich für den Bericht gestimmt.
Franz Obermayr (NI), schriftlich. − Kroatien ist unter den Beitrittskandidaten das Land mit den größten Fortschrittserfolgen: so hat Kroatien seine EU-Reife mehrfach unter Beweis gestellt, wie z.B. durch die Beilegung des Fischereistreits. Auch hinsichtlich des Kampfes gegen Korruption konnten Fortschritte verzeichnet werden, wie man angesichts der Verhaftung des ehemaligen Regierungschefs Sanader feststellen kann. Was die Aufarbeitung von Kriegsverbrechen betrifft, scheint Kroatien mit der Vergangenheit aufzuräumen: etwa bezüglich der Unterstützung zurückkehrender Kriegsflüchtlinge. Der Entschließungsantrag enthält einige überflüssige, allzu "politisch korrekte" Floskeln, etwa zum Schutz von Transsexuellen in § 5. Dennoch ist der Bericht im Großen und Ganzen in Ordnung, es wird auf die Fortschritte hingewiesen und auf einen zügigen Beitrittsprozess abgezielt. Dies ist zu begrüßen, da Kroatien kulturhistorisch fest in Mitteleuropa verankert ist. Ich habe daher für den gegenständlichen Entschließungsantrag gestimmt.
Wojciech Michał Olejniczak (S&D), na piśmie. − Chorwacja należy do krajów, które coraz bardziej zbliżają się do akcesji do Unii Europejskiej. W przeciągu ostatnich paru lat Chorwacja wykazała się sporą inicjatywą i dokonała postępów w wielu dziedzinach, na sądownictwie poczynając, a na prawach człowieka skończywszy. Postępy w tych obszarach budzą tym większe moje zadowolenie, gdyż przed rokiem apelowałem do rządu chorwackiego o wzmożenie wysiłków w dostosowywaniu prawa właśnie w tych obszarach.
Chorwacja aktualnie boryka się z tymi samymi problemami co większość wcześniejszych i obecnych kandydatów do członkostwa Unii Europejskiej: korupcja, rozwiązywanie sporów na tle historycznym z krajami sąsiadującymi czy też dyskryminacja ze względu na orientację seksualną. By móc rozwiązywać kwestie tego typu, potrzeba ogromnego nakładu nie tylko ze stron władz, ale również i społeczeństwa. Nie można poprawić sytuacji mniejszości seksualnych czy też etnicznych bez wpływu na mentalność obywateli. Jak pokazują jednak przykłady nowych państw członkowskich, przynależność do Unii Europejskiej stopniowo przyczynia się do wzrostu akceptacji dla osób o odmiennym pochodzeniu lub orientacji seksualnej.
Narodowi chorwackiemu należy przekazać, że Unia Europejska jest gotowa przyjąć nowego członka do swojej wspólnoty. Trzeba mieć nadzieję, że stanie się to już niebawem.
Rolandas Paksas (EFD), raštu. − Balsavau už šią rezoliuciją, kadangi Kroatija padarė didelę pažangą siekdama patenkinti kriterijus, būtinus derybų dėl narystės užbaigimui. Be to, reikėtų atsižvelgti į tai, kad Kroatijos narystė paskatintų likusias Balkanų šalis sparčiau artėti link narystės ES. Sveikintinos Kroatijos vyriausybės pastangos kovoti su įvairių formų korupcija bei vykdomos reformos viešojo administravimo ir teismų sistemose. Tačiau siekiant tinkamo teisinės valstybės principų įgyvendinimo ir didesnio piliečių pasitikėjimo teismais, turi būti gerokai sumažintas neišspręstų bylų skaičius ir sutrumpintos teisminės procedūros, be to, turi būti užtikrintas teismo procesų objektyvumas ir nešališkumas karo nusikaltimų teismo procesuose. Pritariu pasiūlymui, kad didesnis dėmesys turi būti skiriamas planuojamų statyti Dunojaus jėgainių saugumui. Be to, Kroatijos vyriausybė turi kuo greičiau išspręsti struktūrines ekonomikos problemas bei skirti didesnį dėmesį regioniniam bendradarbiavimui, siekdama išspręsti dvišalius klausimus su kaimyninėmis šalimis. Manau, kad tik įgyvendinus visas būtinas reformas ir kitus įsipareigojimus, o ne nustačius konkretų terminą, derybos su Kroatija turėtų būti baigtos.
Alfredo Pallone (PPE), per iscritto. − Cari colleghi, i Balcani rappresentano un'area decisiva per il futuro assetto geopolitico dell'Unione Europea, e al riguardo, la Croazia è il Paese più avanti nel processo di adesione. In tale regione, l'Europa potrebbe realmente fare la differenza, agendo come una vera e propria forza motrice attraverso riforme economiche e politiche. Questo è il motivo per cui ho votato a favore della proposta di risoluzione, vista la politica d'integrazione ed espansione verso la democrazia e l'economia di mercato del sud ovest europeo. Ritengo, infatti, che interrompere e/o ostacolare l'allargamento verso i Balcani di certo non salverà le sorti dell'economia europea. E' importante, quindi, vedere la Croazia come una nazione che aiuterà l'intera Unione ad aprire le porte agli altri Paesi dell'area. Avrà perciò un ruolo strategico di apripista verso questo nuovo percorso di integrazione e sviluppo.
Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. − O processo de adesão da Croácia à União Europeia tem progredido de forma significativa, tendo-se registado progressos notáveis, em particular no respeito dos parâmetros de referência estabelecidos nos capítulos de negociação. É de salientar que segundo o Eurobarómetro, muito recentemente, a maioria da população croata considerou que a adesão do seu país à UE não os beneficiaria. É importante reflectir sobre a vontade ou não de adesão à UE do povo Croata, deixando-o livremente decidir. A expansão do projecto europeu é desejável e saudável para a criação de um espaço único de paz, liberdade, democracia, progresso e bem-estar mas é fundamental que esse projecto seja e continue a ser sempre alicerçado apenas e essencialmente na vontade dos povos. A adesão da Croácia em termos geopolíticos é importante para incentivar os restantes países dos Balcãs Ocidentais a lançarem e a levarem a cabo de forma decidida reformas relacionadas com a adesão ao projecto europeu. Nestes parâmetros votei favoravelmente a presente resolução.
Rovana Plumb (S&D), în scris. − Salut progresele înregistrate de Croaţia în îndeplinirea criteriilor necesare pentru finalizarea negocierilor de aderare, dar este nevoie ca guvernul croat să amelioreze coordonarea instituţiilor administrative centrale responsabile de gestionarea mediului, în special a celor din domeniul planificării teritoriale, al managementului deşeurilor, apelor şi calităţii aerului, astfel încât acestea să poată asigura buna conservare a unui mediu unic şi a unui nivel ridicat de biodiversitate. Consider că dezvoltarea economică a regiunii ar putea fi accelerată printr-o cooperare strânsă între Croaţia şi celelalte ţări, în cadrul Strategiei privind regiunea Dunării, prin diferite forme de cooperare în domeniul transportului, al mediului şi al dezvoltării economice, în cadrul macroregiunii Dunării.
Miguel Portas (GUE/NGL), por escrito. − Abstive-me nesta votação. Não me oponho, em princípio, à entrada de qualquer país numa União que não quero ver como um clube fechado a países que respeitem os valores mínimos de democracia e direitos do Homem e cujos povos decidam livremente a sua adesão. Mas não posso aceitar as pressões que estão a ser feitas sobre a Croácia para que acelere processos de privatização de empresas públicas, não posso aceitar as interferências políticas da Comissão no processo de decisão interna, prestando apoio político às organizações que defendem a adesão num país em que, conforme revela o último Eurobarómetro, a maioria dos cidadãos considera que a adesão não seria benéfica, o que não é de espantar, se atendermos à característica anti-social das actuais políticas da UE.
Crescenzio Rivellini (PPE), per iscritto. − I negoziati di adesione con la Croazia possono essere completati nella prima metà del 2011 a patto che continuino a essere perseguite con risolutezza le necessarie riforme, in particolare quelle che servono a combattere la corruzione, garantire il ritorno dei rifugiati, realizzare la ristrutturazione dei cantieri navali, nonché riformare la Costituzione e il potere giuridico.
Per quanto riguarda la corruzione, riconosco l'impegno del governo croato, che è evidente ad esempio nei casi dei processi che vedono coinvolti due ex ministri e un ex primo ministro, ma si tratta di un fenomeno che continua a costituire un grave problema generale. Anche le riforme sul sistema giudiziario devono proseguire, in particolare continuando il perseguimento dei crimini di guerra e migliorando i programmi di protezione dei testimoni.
La sfida maggiore potrebbe però risultare quella di spiegare i benefici dell'adesione all'UE a una popolazione piuttosto scettica. Infatti, secondo quanto illustra una recente indagine dell'Eurobarometro, esiste una preoccupazione per la convinzione della maggioranza dei cittadini croati che l'adesione all'UE non porterebbe vantaggi al paese. Chiedo quindi al governo e alla società civile di mobilizzarsi affinché i croati comprendano che il progetto europeo appartiene anche a loro. L'adesione all'Unione sarà comunque sottoposta a referendum popolare.
Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − With this resolution, the European Parliament commends Croatia for the substantial progress achieved in attaining the benchmarks necessary for the conclusion of the accession negotiations; it asks Croatia to pursue resolutely the necessary reforms in order to be able to attain the final benchmarks and to conclude the negotiations; and it calls on the Commission to use all its capacities to support Croatia's efforts to attain the benchmarks.
Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore di questa relazione perché porta alla luce la situazione dei progressi della Croazia nelle procedure di adesione all'Unione europea. Se Zagabria continuerà sulla strada delle riforme come ha fatto negli ultimi anni, ci sono ottime possibilità che i negoziati possano essere completati già entro giugno.
Ora, piuttosto, la sfida maggiore sembra quella di convincere la popolazione locale che l'ingresso nell'UE porterà vantaggi concreti al loro paese, visto che un recente sondaggio ufficiale di Eurobarometro sembra dimostrare il contrario. In considerazione del fatto che l'adesione sarà comunque sottoposta a referendum popolare, bisognerà mobilitarsi affinché i cittadini croati comprendano che il grande "Progetto europeo" appartiene alla loro storia e al loro futuro.
Peter van Dalen (ECR), schriftelijk. − Kandidaat-lidstaat Kroatië wil in juni 2011 de onderhandelingen voor toetreding tot de Europese Unie afronden. Ik ben tevreden met de voortgang van de onderhandelingen maar ik wil eerst daden zien. Ik wil niet dat we straks spijt hebben van Kroatische toetreding: laat de toetreding van Bulgarije en Roemenië een harde les zijn. Corruptiebestrijding is op papier duidelijk een van de prioriteiten van de regering in Zagreb. Maar je ziet dat slechts weinig corruptiezaken daadwerkelijk voor de rechter komen. Verreweg de meeste zaken blijven steken in het onderzoeksstadium. Dit is opvallend vaak het geval juist bij de hogere functionarissen. Ik wil daden zien uit Zagreb. Het land krijgt immers bij toetreding zo’n 4 miljard euro. De Kroatische politici die dat gaan uitgeven moeten we kunnen vertrouwen.
We moeten onze lessen trekken uit de ervaringen met Bulgarije en Roemenië. Deze landen zijn veel te snel toegetreden en daar heeft corruptie ertoe geleid dat allerlei verkeerde zakken zijn gevuld met Europees geld. Dus, zolang de corruptiebestrijding blijft steken op het huidige niveau kunnen we het onderhandelingsproces met Kroatië niet afronden, zo simpel is het.
Geoffrey Van Orden (ECR), in writing. − The ECR Group is very much in favour of EU enlargement. We believe it is one of the more successful aspects of EU policy, provided it is carried out according to rigorous criteria and that lessons are learned from other recent accessions. For this reason, we voted in favour of this resolution. However, we believe there are serious issues which still need to be resolved before Croatia accedes to the EU. Corruption and judicial reform have not been properly addressed. We are also concerned about media freedom, the prevalence of organised crime and the massive backlog of court cases. Furthermore, there are still unresolved border issues with Croatia's neighbours and we do not wish to see these imported into the EU. We do not wish to see Croatia then blocking the aspirations of other candidates. We already suffer from examples of this elsewhere.
Angelika Werthmann (NI), schriftlich. − Der Entschließungsantrag, den der Ausschuss für auswärtige Angelegenheiten vorgelegt hat, ist sehr ausgewogen. Er geht auf alle noch verbliebenen Schwachstellen, die derzeit den Abschluss der letzten offenen Verhandlungskapitel behindern, ein. In seinen Empfehlungen an die kroatischen Behörden ist der Bericht besonders auf die Nachhaltigkeit bedacht, so auch bei den Reformen im Justizwesen und der Korruptionsbekämpfung, deren gesicherte Unabhängigkeit der Schlüssel der künftigen demokratischen Entwicklung Kroatiens sein wird. Auch vergisst der Bericht nicht die wichtige Feststellung, dass die guten Bemühungen der kroatischen Regierung über den EU-Beitritt hinaus ohne nachlassenden Ehrgeiz verfolgt werden müssen.
Artur Zasada (PPE), na piśmie. − Minione miesiące pokazały, że starania Chorwacji o możliwe szybkie dołączenie do grona państw Unii Europejskiej przynoszą wymierne efekty. Zapoczątkowane w ubiegłych latach reformy przyczyniły się znacząco do rozwoju w wielu dziedzinach życia. Szczególnie cieszy lepsza współpraca z Międzynarodowym Trybunałem Karnym dla byłej Jugosławii w Hadze, a także postępy dokonane na polu praw kobiet oraz ochrony mniejszości narodowych. Regionalne inicjatywy, takie jak porozumienie w sprawie utworzenia przez Chorwację, Serbię i Słowenię wspólnego przedsiębiorstwa transportu kolejowego są wyrazem chęci pokojowej współpracy i przyczyniają się do przyspieszenia rozwoju gospodarczego na Bałkanach.
Państwa członkowskie Unii powinny w dalszym ciągu wspierać Chorwację w przeprowadzanych przez nią reformach, szczególną uwagę kierując w stronę najbardziej palących problemów: korupcji, wysokiej stopy bezrobocia oraz trudnej sytuacji rozdrobnionego sektora rolniczego. Mam nadzieję, że zgodnie z zapewnieniami prezydencji węgierskiej, w czerwcu zakończymy negocjacje z Chorwacją i że w drugiej połowie 2011 roku, już podczas polskiej prezydencji, Chorwacja zostanie przyjęta do grona państw Wspólnoty.