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A7-0366/2011

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PV 16/11/2011 - 6.11
CRE 16/11/2011 - 6.11
Обяснение на вота

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P7_TA(2011)0506

Разисквания
сряда, 16 ноември 2011 г. - Страсбург Редактирана версия

7. Обяснение на вот
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PV
  

Oral explanations of vote

 
  
  

Report: Filip Kaczmarek (A7-0315/2011)

 
  
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  Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, una democrazia è tale solo se è formata da cittadini informati, impegnati e consapevoli. L'accordo di Cotonou è importante proprio perché tenta di dare supporto legale alla nascita di una società civile attiva in aree come l'Africa, ancora acerbe nelle espressioni democratiche. È necessario però che siano soprattutto gli africani a volere questa crescita sociale incentivando tutte le iniziative, anche le più piccole.

La seconda revisione dell'accordo, avvenuta lo scorso gennaio 2010, deve costituire un'occasione per adeguare l'accordo alla luce delle crisi recenti e in corso, tra cui le sommosse nell'Africa del Nord per la democrazia, il cambiamento climatico, l'impennata dei prezzi alimentari e del petrolio, la crisi finanziaria e la povertà estrema. Ancora però si deve insistere sulla necessità imprescindibile che la strategia UE-Africa sia people-centred, ossia focalizzata sulla partecipazione attiva della società civile.

È proprio questo il punto innovativo introdotto dall'accordo di Cotonou. L'accordo attuale stabilisce la cooperazione nei settori economico, finanziario e del dialogo politico, introducendo un nuovo approccio partecipativo. La partecipazione, principio fondamentale della cooperazione tra UE e paesi APC, è intesa all'articolo 2 come lo strumento primario per incoraggiare l'integrazione di tutti i rami della società, dal settore privato alle organizzazioni civili. Sono queste le ragioni che hanno motivato il nostro voto.

 
  
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  Iva Zanicchi (PPE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho espresso il mio voto favorevole al testo sui lavori dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE che, grazie alla qualità del lavoro svolto, si è imposta come attore chiave della cooperazione fra Nord e Sud del mondo. Io stessa come membro di tale assemblea ho partecipato alle riunioni che si sono svolte a Bruxelles e ai lavori che si sono tenuti a Tenerife nell'aprile del 2010 e a Kinshasa, in Congo, nel dicembre dello stesso anno. Proprio grazie a queste visite ho potuto toccare con mano, come già fatto nel 2009 in Angola, le tristi condizioni vissute quotidianamente da certi popoli e, al tempo stesso, valutare gli sforzi compiuti dall'ACP per migliorare le cose.

In conclusione, mi sento dunque di sottolineare in un particolare momento storico e politico, specie per i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, come il ruolo svolto dall'ACP sia stato di fondamentale importanza, specie nell'ambito della supervisione dei negoziati per gli accordi di partenariato economico, favorendo la trasparenza di tali processi e lo sviluppo delle disagiate realtà locali.

 
  
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  Adam Bielan (ECR). - Wspólne Zgromadzenie przedstawicieli Parlamentu Europejskiego oraz wybranych państw Afryki, Karaibów i Pacyfiku to jak dotąd jedyny regularny zespół międzynarodowy, działający na rzecz promowania współzależności Północy i Południa. Szczególną rolę odgrywa on poprzez monitorowanie negocjacji dotyczących umów o partnerstwie gospodarczym.

Dostrzegam więc konieczność dostarczenia przez Komisję parlamentom państw AKP wszelkich dostępnych informacji oraz wspomagania ich w sprawowaniu kontroli demokratycznej. Działaniem niezwykle ważnym jest dążenie do utrzymania wolności i niezależności środków przekazu, celem zapewnienia pluralizmu i udziału w życiu politycznym przedstawicieli opozycji demokratycznej oraz mniejszości. Dobrym rozwiązaniem może stać się zapoczątkowana w Kinszasie wymiana poglądów z władzami lokalnymi w sprawie sytuacji w danym kraju. Mam również nadzieję, że nie powtórzy się w przyszłości nieporozumienie w postaci nieobecności przedstawiciela Rady podczas tury pytań, co w niekorzystnym świetle stawia dyplomację europejską. Głosowałem za przyjęciem sprawozdania.

 
  
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  Syed Kamall (ECR). - Mr President, it is all very interesting for politicians from the EU and the ACP countries to get together, but if we really want to help development, if we really want to help entrepreneurs in developing countries, quite often the best way is for politicians to get out of the way and allow entrepreneurs in those countries to trade with each other.

We also need to help entrepreneurs in many of these countries to tackle some of the barriers to trade that they face, whether in terms of local state monopolies or companies that are connected to corrupt local politicians. What we need to do is free the spirit of free enterprise to allow those entrepreneurs to create wealth for their citizens, and ensure that they do not face trade barriers when they are selling their goods and services to us in the EU. Let us make sure that we reduce our trade barriers. Let us make sure that we help the entrepreneurs of these countries, and let us make sure that, together, we tackle poverty.

 
  
  

Recommendation for second reading: Chrysoula Paliadeli (A7-0331/2011)

 
  
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  David Campbell Bannerman (ECR). - Mr President, I am deeply unimpressed with this idea of a European Heritage Label ‘to strengthen European citizens’ sense of belonging to the EU’. Once again, we seem to have a scary 1984-style rewriting of history, just like the wasteful Museum of European History, where no-one can agree when this history is due to start and where, of course, no-one can mention the war. This is an Orwellian exercise that seeks to term World Wars as mere European civil wars, with the realities obscured in a haze of half-truths.

In Brussels last week a French lady insulted my red Remembrance Day poppy as ‘out of date’. I find it disgusting that a symbol of the huge sacrifice that has guaranteed all our freedoms should be treated with such contempt. That poppy commemorates, too, the British soldier who died just last week in Afghanistan. History may be inconvenient and painful but, by God, you get into far more trouble seeking to deny its realities.

 
  
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  Franck Proust (PPE). - Monsieur le Président, bientôt nous aurons des monuments et des sites labellisés "patrimoine européen".

Je soutiens ce label car il sera une réponse au besoin latent de rapprochement entre les citoyens et l'Europe. On dit souvent l'Europe lointaine et inefficace. La culture et le patrimoine utilisés à leur juste valeur sont des éléments fédérateurs. Avec des initiatives de ce genre, l'Europe prouvera qu'elle est active et surtout bien réelle.

Je peux d'autant plus en parler que je suis moi-même élu d'une région dont l'histoire commence avec toutes les premières civilisations européennes. Dans le pays de Nîmes comme dans tout le pourtour méditerranéen, les hommes sont souvent venus d'ailleurs en Europe, ont tracé des routes, construit des monuments et créé des villes dans lesquelles nous vivons encore aujourd'hui.

Ce sont, à mon sens, ces repères de notre héritage commun que nous devons mettre en avant et c'est pourquoi j'ai voté positivement.

 
  
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  Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, accolgo con favore la proposta che ha come scopo rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini all'Unione europea sulla base di elementi comuni di storia e patrimonio, nonché della consapevolezza della diversità, e intensificare il dialogo interculturale.

È estremamente positivo, a mio avviso, che si favoriscano iniziative come quella del riconoscimento del patrimonio europeo che mirano ad avvicinare i cittadini a un'idea di appartenenza ad un'Europa che ci unisce. Spesso, infatti, il concetto di Europa rimane vago e quello nazionale tende ancora a prevalere.

Il marchio del patrimonio culturale europeo ha un carattere particolare: evidenza l'importanza storica di un monumento, indica che questo sito ha un ruolo importante per la cultura europea e sottolinea in modo esplicito il valore immateriale del monumento quale portatore di un messaggio storico e culturale. Esso si differenzia da altre distinzioni in questo campo che fanno riferimento allo straordinario valore storico, culturale o artistico dell'oggetto per la sua materialità. Naturalmente ciò non significa che la sostanza storica di un monumento sia irrilevante, è proprio questa a renderlo autentico attraverso la tradizione fisica a veicolare in modo convincente l'importanza immateriale del luogo, insomma un simbolo in relazione a valori e idee come la democrazia, la libertà e la diversità.

 
  
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  Iva Zanicchi (PPE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, personalmente ritengo interessante la costituzione di un marchio del patrimonio europeo. In un momento in cui, a causa della persistente crisi economica, in molti Stati membri serpeggia un certo euroscetticismo, credo che un'iniziativa di questo tipo possa rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini europei all'Unione. Elemento caratterizzante del marchio europeo non è infatti la bellezza di un sito, ma il valore simbolico che questo ha rappresentato o rappresenta per l'integrazione dei cittadini europei nel cammino verso un miglior dialogo interculturale.

 
  
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  Salvatore Iacolino (PPE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho sostenuto la posizione del relatore perché ritengo utile semplificare e agevolare un percorso che consentirà la promozione reale e autentica del territorio in tutti gli Stati membri, un potenziale momento di attrattività turistica, una valorizzazione di siti di particolare rilievo, in poche parole un'identificazione certa di valori fondanti di quella che è la nostra comunità nella quale viviamo. Va bene la rigorosa selezione dei progetti per attività educative che riguardino essenzialmente i giovani. Il marchio del patrimonio europeo indica certamente una strada da percorrere, sia sotto il profilo della riscoperta e della riqualificazione dei siti, ma nel contempo di quella valorizzazione concreta e autentica di luoghi di civiltà e di testimonianze concrete alle quali la nostra memoria deve sempre rifarsi.

 
  
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  Alfredo Antoniozzi (PPE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Europa e la sua storia parlano attraverso le grandi realizzazioni che hanno contrassegnato il cammino civile dei nostri paesi. Gran parte della storia d'Europa parla attraverso le strade, i monumenti, i conventi che hanno reso civile in periodi oscuri il cammino dei popoli europei. Io condivido l'impostazione di questo provvedimento che naturalmente forse andrebbe allargato anche ai paesi che attendono di entrare nell'Europa – mi riferisco ai paesi dell'area dei Balcani occidentali – perché secondo me abbiamo la convenienza a coinvolgerli in questo progetto di identificazione di un marchio europeo. Penso che il loro coinvolgimento darebbe un segno positivo nei loro confronti. Sono lieto che oggi questo provvedimento sia stato approvato a larga maggioranza e questo mi convince di più che il Consiglio non porrà ulteriori ostacoli a una sua rapida adozione.

 
  
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  Raffaele Baldassarre (PPE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'obiettivo di promuovere un'identità europea e di migliorare la conoscenza e la nostra storia comune, soprattutto tra i giovani, riveste un'importanza fondamentale, particolarmente in un frangente storico politico come quello attuale.

Per il raggiungimento di questo obiettivo ho votato a favore della relazione della collega Paliadeli, della quale condivido appieno i criteri di individuazione dei siti che ritengo debba avvenire in maniera transnazionale e aver luogo su base biennale, conferendo così una maggiore qualità al processo.

Infine concordo pienamente con il ruolo conferito a questo Parlamento, che sarà debitamente coinvolto nel processo di selezione dei siti selezionati. D'altra parte il Parlamento europeo ha da sempre sostenuto lo sviluppo di questo marchio, dapprima nella risoluzione del 2007 sul turismo e in seguito nella risoluzione del 2008 sull'Agenda europea per la cultura in un mondo globalizzato.

 
  
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  Hannu Takkula (ALDE). - Arvoisa puhemies, Paliadelin mietintö Euroopan kulttuuriperintötunnuksesta on erittäin hyvä ja kannatettava. Uskon, että kaikki tässä salissa olemme sitä mieltä, että olisi tärkeää lisätä ihmisten, kansalaisten tuntemusta Euroopasta ja Euroopan unionin historiasta ja eurooppalaisista arvoista ja identiteetistä.

Erityisen tärkeää on huomata, että jos me haluamme rakentaa eurooppalaista yhteistyötä, tämä voi perustua vain sille, että me tunnemme tosiasiat ja historian ja näin ollen pystymme käsittelemään asioita entistä paremmin tällaisessa historiallisessa kontekstissa.

On myös muistettava, että tämä ei kilpaile Unescon maailmanperintötunnuksen kanssa, vaan tämä on erilainen, enemmänkin kasvatuksellinen ja ennen muuta nuorisolle ohjattu. Siinä halutaan todella vahvistaa historian tuntemustamme ja osaamistamme, eikä sitä pelkoa minun mielestäni ole, että historiaa kirjoitettaisiin uusiksi tältä osin – päin vastoin on monia kansallisia tunnuksia, täällä jo nousi esille esimerkiksi unikko, joka viime viikolla oli monen britin rinnassa. Muidenkin on hyvä tietää, minkä vuoksi tällaisia kansallisia tunnuksia on olemassa. Me opimme tuntemaan toistemme kulttuuria, arvostamaan toistemme kulttuuria, historiaa ja sitä kautta rakentamaan parempaa yhteistä.

 
  
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  Daniel Hannan (ECR). - Mr President, whenever there is a German general election British newspapers always run the same photograph, which is of Germans voting in traditional national costume – Bavarians in their leather shorts, and North German ladies in these fantastic dresses.

It seems to me that those photographs are now the perfect symbol of European democracy. Voting has become a folkloric activity. Our constituents go through the motions out of atavism, out of some half-remembered civic duty from the time when it used to matter, rather than in the expectation that casting their ballot will make any difference.

And do you know what? They are right to think that. According to a study by the German Federal Justice Ministry, 84% of the laws in the Member States are there to give force to EU Directives or Regulations. The split is no longer between Left and Right, between capitalists and socialists; it is between the ‘euro elites’ and everybody else.

How sad that this Continent, which developed and exported the idea that laws ought not to be passed nor taxes raised except by our elected representatives, should have turned its back on democracy itself.

The thing that now deserves a heritage label is the ideal of representative government in Europe.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR). - Mr President, I have abstained from voting on the European Heritage Label report, as I still have a number of concerns that have not been addressed from the first reading.

My main concern is that the tone of the report is one of homogenisation. This goes against the principles of the European Committee of the Regions, which stands for respecting the cultural differences between Member States. Indeed the difference between Welsh heritage and the rest of the UK does not even support this integrated approach. I do not agree with the potential increased bureaucratic burden which will be placed on Member States as a result of processing these applications. I also worry about the potential difficulties that could arise in relation to the financing of such a European Heritage Label. Given our current economic climate, I think this is poorly timed.

 
  
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  Seán Kelly (PPE). - A Uachtaráin, bhí áthas orm tacaíocht a thabhairt don Tuarascáil seo agus tá áthas orm go bhfuil glacadh leis le móramh mór anseo inniu. Tá buntáistí ag baint leis gan dabht ar bith go háirithe chun an Tionscnamh Turasóireachta a chothú agus freisin chun suim agus tuiscint a chothú i measc na ndaoine óga go háirithe i stair na hEorpa.

I think this label first of all is different to the world heritage UNESCO label and is pretty distinctive; it is not based on beauty or architectural value, but on the history and the contribution of a particular site to creating the history of Europe and I think that is a good idea. I think no harm can come from it; the scheme which would be reviewed every two years is a good idea; thirteen people in the committee; a million euro maximum as a budget. I think that if it promotes tourism and promotes understanding, then it is all very well.

I am sorry that my own country is not taking part because there are a number of sites which could contribute: the Irish College in Leuven, the Irish College in Paris, Kinsale Town, the Blasket Islands, etc.

 
  
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  President. − Just while you are in the Chamber, Mr Kelly, I am aware of your complaint about the way in which we select speakers in Question Time to the Commission and I am one of the two Vice-Presidents who chairs that. There are problems. Yesterday, for example, there were 60 people requesting the floor and we could only get through 20 questions, so that is 40 dissatisfied Members. We are considering alternatives to selecting the speakers. One of the proposals from me is that we have a big glass bowl on the table here and we fill it with coloured ping pong balls with numbers on, and I merely select from the bowl. We are indeed considering alternatives to the way we do it at the moment, but thank you for pointing out the problems.

 
  
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  Seán Kelly (PPE). - Mr President, I would not go down the road of the glass bowl for the moment, but you personally are absolved from all blame.

Thank you for your forbearance and for your explanation.

 
  
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  Syed Kamall (ECR). - Mr President, one of the issues that we often see here is this idea of building a European identity. As the previous speakers mentioned, we have had the Museum of History, which seeks to erase the unpleasant episodes of European history. We have had the European Prize for Journalism, and now we see the European Label of Heritage.

But what is this label? As Mr Kelly said, the label is not about a site’s beauty or its architectural quality, but rather its symbolic value for European integration and the history of the Union. It is not about the conservation of sites, but about the activities they can offer and their educational dimension, especially for young people.

So there we have it. It is not really about heritage; it is actually about propaganda and educating young people to believe more in European integration. If we really want to focus upon heritage, let us not forgot those who gave their lives so that we can enjoy our freedom today.

 
  
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  Nicole Sinclaire (NI). - Mr President, I supported this amendment to reject this proposal on the European Heritage Label as I believe it is an artificial attempt to create a European identity. Only in your twisted imaginations does such an identity exist, an identity that my constituents want no part of, nor the expense of paying for.

We have no joint heritage. Most of you have lived under totalitarianism – either communism or fascism – whilst we in the UK have fought against many of your countries for our freedom. Are you so insecure that you have to develop such a scheme? Be proud of your national heritages, if you can. I am of mine.

 
  
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  Emma McClarkin (ECR). - Mr President, maintaining cultural heritage is of course an important aspect of national identity. It contributes to the understanding and preservation of our natural environment, as well as highlighting Europe’s rich and diverse historical roots.

Whilst I welcome this initiative and initiatives that can help Member States coordinate their actions in this area, I am not convinced that the benefits of the European Heritage Label will outweigh its cost implications. The delivery of existing and highly regarded programmes, such as UNESCO, would be undermined and in fact duplicated. Additionally, in the current period of financial austerity, I do not feel that it is appropriate to be utilising funds that could otherwise be channelled into initiatives that provide jobs and growth. Quite simply, we must prioritise.

Therefore, I voted to abstain on this second reading for a number of reasons. There has been little substantive change since the first reading, which I also abstained on. The label will duplicate existing heritage programmes at national level and by the UN, and the financial contribution of Member States should be questioned, given these times of budget cuts. On a practical level, the proliferation of European Heritage Label sites under the current proposal will serve to diminish any label’s credibility.

 
  
  

Report: Debora Serracchiani (A7-0367/2011)

 
  
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  David Campbell Bannerman (ECR). - Mr President, I speak as someone with a railway industry background. I worked for Britain’s passenger railways, the Channel Tunnel high-speed rail link, and as a ministerial adviser.

Whilst I support the concept of a British-style model of liberalised rail services, which has given the UK the fastest-growing railways in Europe, of track charges, of open access, of train leasing and of a strong and independent rail regulator, I simply do not see this as anything to do with the European Union.

Britain has 10 000 miles of rail lines and only one line is connected to Europe. Continental-gauge trains would not even fit on our lines in Britain. They would demolish our bridges and tunnels with their bulk.

So I am sorry, but this idea of a single European railway area is a nonsense. It is unnecessary, undesirable and excessive interference in the responsibilities of national governments, so I do not support this report.

In short, will the EU please keep off our tracks!

 
  
  

Recommendation for second reading: Chrysoula Paliadeli (A7-0331/2011)

 
  
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  Milan Zver (PPE). - Ko poslušam to debato, imam občutek, da je dokaj asimetrična in da več ali manj tisti, ki nasprotujejo temu poročilu, ki po letu 2013 uvaja znak kulturne dediščine za Evropsko unijo, pa vendarle mislim, da je poročilo bilo z veliko večino sprejeto, tudi sam ga podpiram in v našem odboru za kulturo je dobil veliko podporo. Ampak spoštovani kolegice in kolegi, človek oblikuje različne...(Predsednik je prekinil govornika.)

 
  
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  President. − Mr Zver, I am sorry but we have moved on from heritage to railways, I do apologise. This is not a debate, it is an opportunity for Members to make a point about the way they voted. This is the explanations of vote.

 
  
  

Report: Debora Serracchiani (A7-0367/2011)

 
  
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  Herbert Dorfmann (PPE). - Herr Präsident! Ich habe den Vorschlag für eine Richtlinie zur Umsetzung eines freien und einheitlichen europäischen Eisenbahnraums unterstützt. Ich bin überzeugt, dass nur eine Öffnung der Märkte die Qualität des Angebots für den Transport von Personen und auch von Waren auf der Schiene in Europa verbessern kann.

Vor allem aber freut es mich, dass der Artikel 32 gebilligt worden ist, denn der Schienenverkehr verursacht auch Lärm. Das hängt vor allem mit der Qualität des rollenden Materials zusammen, vor allem im Güterverkehr werden zum Teil vollkommen überalterte Wagons verwendet.

Der Widerstand gegen diesen Lärm in der Bevölkerung wächst zunehmend, und dies gefährdet wohl auch die Verlagerung des Transports von Waren, vor allem von der Straße auf die Schiene. Deshalb müssen wir dringend Maßnahmen ergreifen, um die Lärmbelästigung zu verringern. Lärm muss Geld kosten, und ich denke, der Ansatz des Artikels 32 geht in diese Richtung. Ich hoffe, dass jetzt mit dem Rat eine schnelle Einigung auch zu diesem Punkt gefunden werden kann.

 
  
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  Paul Murphy (GUE/NGL). - Mr President, I voted against the recast of the Railway Directive because it is very clear that, despite the promises of the neo-Liberal doctrinaires in this House and elsewhere, the Railway Directive will remain the ugly duckling that it is and will never become a swan. It continues on the course, which is already failing across Europe, of chopping up our public transport systems into bite-size pieces for the private sector to gobble up.

The result is clear right across Europe, where you have services being cut back, leaving communities completely isolated, you have a lack of investment in maintenance that has caused an increase in delays, an increase in down-time and, most worryingly, an increase in accidents, including fatal accidents. You also have railway workers suffering under the burden of a massive increase of working pressure and of massive attacks on their working conditions and trade union rights.

Developing our railway services means pushing back the private sector, it means pushing the private sector out of our vital public transport services, it means renationalisation of those parts that have been privatised so far. It is on that basis – together with massive investment by the public sector, together with democratic control by the railway workers and users – that you could develop a railway system that is user friendly, environmentally sustainable, reliable and safe.

 
  
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  Guido Milana (S&D). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa relazione è passata con una grandissima maggioranza in questo Parlamento. Il l'ho votato, ma avrei voluto votare qualcosa di diverso, di più coraggioso. Il Parlamento, a mio parere, non ha approfittato della possibilità di andare oltre.

È vero che lo spazio unico ferroviario può significare e deve significare un rapporto con i consumatori nettamente migliore di quello che abbiamo vissuto fino adesso. Però perché fermarsi al regolatore unico nazionale e non spingersi verso un regolatore unico europeo? Perché fermarsi davanti alla questione dell'unbundling, cioè alla separazione netta della proprietà con la gestione dei servizi? Sì, si sono separati i bilanci, ma probabilmente in questa occasione ha prevalso in questo Parlamento non l'autorità del Parlamento per dire la sua su questa materia, ma piuttosto la rappresentanza di sacche di privilegio e di competizione che oggi sono nel mercato ferroviario europeo.

Noi riusciremo davvero a cambiare le sorti del percorso delle merci, a migliorare la vita delle persone, a migliorare la vita della libera circolazione delle merci solo quando questo spazio unico europeo sarà utile. In fondo, stare distanti dai binari è piacevole per la salute, piuttosto che la politica economica, perché magari se si sta troppo vicini a un binario il treno ti passa sopra.

 
  
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  Hubert Pirker (PPE). - Herr Präsident! Im europäischen Eisenbahnverkehr dominieren nach wie vor die Monopole, und unterschiedliche Stromarten, unterschiedliche Spurbreiten und auch unterschiedliche Sicherheitsanforderungen behindern den Ausbau des grenzüberschreitenden Schienenverkehrs.

Das Europäische Parlament hat daher die Neufassung des sogenannten Eisenbahnpakets beschlossen. Es werden in Hinkunft starke Behörden, nämlich die sogenannten Regulatoren, in allen Mitgliedstaaten darauf achten, dass diese Barrieren beseitigt werden, dass es zu einer kundenfreundlichen Marktliberalisierung kommt und dass jenen auf die Finger geklopft wird, die den serviceorientierten Wettbewerb weiterhin blockieren.

Ich habe daher dieser Richtlinie mit Nachdruck zugestimmt. Dieser Beschluss ist auch der erste Schritt hin zu einem europäischen, einheitlichen und damit wettbewerbsfähigen Schienenmarkt. Erst wenn die Barrieren, die im Schienenverkehr bestehen, zur Gänze abgebaut werden, wird Europa von den neuen Schienenverkehrskorridoren profitieren und sich die Wirtschaft entlang dieser Korridore auch entwickeln können.

Was ich will, ist, dass man sich in naher Zukunft bereits mit einer Lok, mit einer Wagengarnitur und einem Ticket quer durch ganz Europa wird bewegen können.

 
  
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  Janusz Władysław Zemke (S&D). - Poparłem sprawozdanie, ponieważ uważam, że powinniśmy w Parlamencie Europejskim zajmować się coraz częściej i konkretniej transportem kolejowym. Mamy bowiem taką sytuację, że stan kolejnictwa w Europie nie poprawia się. Warto zwrócić uwagę na fakt, że tylko w ostatnich dziesięciu latach udział towarowego transportu kolejowego w Europie spadł do 10%, zaś udział transportu drogowego przekroczył już 45%. Usługi kolejowe o charakterze europejskim napotykają niestety dalej na bardzo liczne przeszkody: finansowe, techniczne, prawne i niestety polityczne.

Wydaje mi się, że mamy szansę osiągnąć postęp w dwóch obszarach. Pierwszy dotyczy zwiększenia środków finansowania transportu kolejowego, drugi – skutecznej likwidacji tych rozbieżności, które występują między poszczególnymi państwami. To sprawozdanie stwarza na to szansę. Dziękuję.

 
  
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  Carlo Fidanza (PPE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, la rifusione del primo pacchetto ferroviario è di estrema importanza per creare uno spazio ferroviario veramente europeo, più competitivo, moderno ed efficiente. Ci aspettavamo certamente un testo finale più ambizioso a fronte di una posizione non molto coraggiosa da parte della Commissione esecutiva. Portiamo a casa un più efficace assetto del regolatore nazionale, che deve svolgere appieno la sua funzione di controllo del mercato, e una maggiore chiarezza sulla gestione finanziaria.

Rimandiamo invece alla Commissione, alla fine dell'anno prossimo, la responsabilità di proporre un nuovo testo sulla separazione tra il gestore dell'infrastruttura e l'operatore ferroviario, nonché sull'apertura del mercato. Credo che la liberalizzazione del mercato ferroviario, in particolar modo l'apertura dei mercati nazionali ai vettori extra nazionali, rappresenti una condizione necessaria per un ammodernamento del sistema ferroviario europeo, che permetta di garantire la mobilità dei nostri cittadini con meno disagi possibili e senza creare distorsioni competitive tra mercati nazionali.

Non posso che sottolineare negativamente la bocciatura dell'emendamento che puntava a introdurre una distinzione tra manutenzione leggera e manutenzione ordinaria rispetto a quella pesante. Un centro di manutenzione non deve essere obbligato a fornire un servizio di manutenzione pesante a tutti gli operatori ferroviari, perché qui è in gioco la responsabilità, il principio della sicurezza che anche recenti incidenti hanno dimostrato essere una cosa molto sensibile per il trasporto ferroviario europeo. Spero che nelle prossime trattative con il Consiglio si possa giungere a una posizione più ambiziosa.

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica (ALDE). - Señor Presidente, he votado a favor porque el primer paquete ferroviario se incumplió. Las consecuencias directas: expedientes sancionadores contra los Estados, pérdida de competitividad, de eficacia, de sostenibilidad y de tiempo.

Diez años después, una refundición con la esperanza de crear un verdadero espacio ferroviario único. Hemos acordado una mayor liberalización del sector, una mejor financiación, una mayor transparencia de los costes y un fortalecimiento de los reguladores nacionales, que constituirán una red europea y la creación en el futuro de un regulador europeo.

Lamento que no se contemple la separación entre el gestor de infraestructura y los operadores de servicio en este documento, aunque habrá una propuesta posterior, que el Consejo se niegue a incluir las tablas de correlación, a pesar de la posición de la Comisión y del Parlamento, y que los grupos mayoritarios hayan rechazado la posibilidad de mencionar a las autoridades regionales, algunas de las cuales tienen competencias en la materia.

Esta actitud es vivir de espaldas a la realidad y, lamentablemente, estoy segura de que, dentro de diez años, este Parlamento incluirá a las regiones para conseguir el espacio europeo competitivo, eficaz y sostenible que tanto deseamos, al menos algunas.

 
  
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  Erminia Mazzoni (PPE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io ho votato a favore di questo documento perché ho accettato la tesi del "meglio una prova generale sulle liberalizzazioni che il nulla" come titola Finanza e mercati, un noto quotidiano economico italiano. Sicuramente questo documento, come hanno detto molti colleghi, poteva essere molto più ambizioso e poteva andare oltre. Inizia già a prendere in considerazione quelle che sono le linee guida introdotte e lanciate con il Libro bianco del 2011 sui trasporti, ma non riesce ad andare fino in fondo, non riesce a esprimere al massimo il suo coraggio. Dal 2001, come hanno ricordato anche altri colleghi, il settore del trasporto ferroviario non è cresciuto, a vantaggio del trasporto su strada che oggi infatti manifesta un livello di preoccupante saturazione. Credo che con questa decisione oggi noi facciamo un passo avanti soprattutto per l'introduzione dei nuovi strumenti per la regolazione e per la finanza del sistema dei trasporti, ma c'è ancora molta strada da fare e purtroppo per la vera liberalizzazione dovremo aspettare le decisioni alla fine del 2012.

 
  
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  Peter Jahr (PPE). - Herr Präsident! Die Verkehrsdichte auf den Straßen nimmt immer weiter zu, der Stress für Auto- und Lkw-Fahrer ebenfalls. Auch dem Ziel, den CO2-Ausstoß zu verringern, kommen wir dadurch nicht näher. Der Schienenverkehr – sowohl im Personen- als auch im Güterverkehr – muss daher gefördert und verbessert werden. Deshalb habe ich auch diesem Antrag zugestimmt. Andererseits bringt der Ausbau des Schienenverkehrs natürlich nicht nur Vorteile, sondern auch neue Herausforderungen und Nachteile, und die Lärmbelästigung gehört eindeutig dazu. Wir haben auch hier einen wichtigen Grundsatzbeschluss gefasst, dass wir auch Lärmbelästigung mit neuer Schienenführung und mit neuer Technik effektiv bekämpfen wollen.

Wenn der Eisenbahnverkehr im Wettbewerb mit anderen Verkehrsträgern bestehen soll, brauchen wir aber auch dort mehr Wettbewerb. Ein großer Erfolg ist deshalb die Forderung nach starken nationalen Regulierungsbehörden, die den Eisenbahnraum kontrollieren. Europäische Kleinstaaterei hilft uns hier nicht weiter. Europäischer Schienenverkehr kann eine große Chance bedeuten, wenn nationale Egoismen überwunden werden.

 
  
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  Alfredo Antoniozzi (PPE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, il settore ferroviario ha da sempre rappresentato un contesto particolare, dove le logiche concorrenziali promosse dal mercato unico e dall'Unione europea hanno tardato a prendere piede. Il deficit creatosi in questo settore nei servizi offerti ai cittadini è legato proprio a questo ritardo. Sono convinto che condizioni di accesso al mercato più trasparenti e più agevoli, insieme a regole esplicite sul conflitto di interessi e sulle pratiche discriminatorie nel settore ferroviario, rappresentino le misure adatte a spronare una maggiore concorrenza.

Concordo appieno con la proposta normativa sull'obbligo di separazione completa tra gestori dell'infrastruttura e imprese esercenti il servizio di trasporto, cioè le imprese ferroviarie. A tale riguardo, invito la Commissione a presentare proposte concrete entro i termini prestabiliti.

Credo che attraverso le misure contenute nella relazione riusciremo a facilitare l'offerta dei servizi ferroviari, rafforzandone la qualità offerta ai passeggeri e agli utenti del trasporto merci. La relazione della collega dà risposte concrete alla richiesta di maggiore liberalizzazione e concorrenza nel settore ferroviario e di conseguenza ho dato il mio pieno sostegno.

 
  
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  Miroslav Mikolášik (PPE). - V Európskej únii sme svedkami poklesu podielu nákladnej železničnej dopravy, pričom podiel menej ekologickej cestnej nákladnej dopravy v rovnakom období vzrástol až na 45,9 %. Otvorenie železničného trhu v EÚ si preto vyžaduje revíziu a zjednotenie právnych predpisov pre oblasť železničnej dopravy.

Som presvedčený, že vytvorenie konkurencieschopných železničných služieb si bude vyžadovať dodatočné investície do železničnej infraštruktúry, pričom však využívanie štrukturálnych fondov EÚ zostáva len jednou z mnohých možností. Členské štáty a EÚ musia hľadať alternatívne zdroje financovania európskych projektov v železničnej doprave, stimulovať súkromné investície a predovšetkým zatraktívniť trh železničnej dopravy pre súkromných investorov prostredníctvom transparentného právneho prostredia.

 
  
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  Kay Swinburne (ECR). - Mr President, whilst I can appreciate the vision of the rapporteur for a single European railway area when it concerns a single landmass, I believe that the proposed measures would inevitably create unnecessary regulatory burden for the rail industry throughout Europe, including those that would not benefit at all from being part of that single landmass. This is why I voted against this report.

This report excludes provision for an obligatory minimum service for rail companies in the case of strikes which, in my view, would be detrimental and not acceptable for European citizens.

In addition to this, it is envisaged that there would be a high level of involvement from the Commission. I cannot support the additional oversight over the work of national regulatory bodies and the creation, ultimately, of a European regulatory body for railways.

 
  
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  Nicole Sinclaire (NI). - Mr President, I voted against this report. Unbundling of infrastructure management and operation of transport services is good, but we already have that in the UK.

Calling for additional financing in Member States for a TEN-T is problematic at a time of economic crisis. In fact, in my country, the cost of a new high-speed rail link – HS2 – is causing such an outcry that the government is trying to portray the project as a domestic necessity, rather than part of an EU-wide project.

Even the UK state broadcaster, the BBC, seems to have fallen for this deception. The first railway package of 2001 was such a failure that the Commission had to take 13 Member States to the Court of Justice for failure to implement it properly. The truth is they probably could not afford to implement it properly.

Since 2001, the percentage of freight being moved by rail has actually fallen: the exact opposite of what this package is set to achieve.

 
  
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  Oreste Rossi (EFD). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, è indispensabile arrestare il declino del trasporto ferroviario riformandolo tenendo in particolare attenzione il diritto del cittadino europeo alla mobilità. È indispensabile che i treni passeggeri siano abilitati al trasporto delle persone diversamente abili, dignitosi e ad un prezzo non eccessivo. È pertanto utile stabilire delle regole minime di qualità per le carrozze ferroviarie, garantire il rispetto degli orari e delle coincidenze, e permettere la libera concorrenza fra gli operatori per mantenere i prezzi dei biglietti calmierati.

Occorre insistere affinché vengano realizzate le grandi infrastrutture europee per il trasporto merci e passeggeri ad alta velocità. Visto l'esito positivo sulla ripartizione dei costi per la costruzione del terzo valico – corridoio Rotterdam – e della TAV –corridoio Torino-Lione – e l'inserimento degli stessi nelle dieci grandi opere riconosciute necessarie dall'Unione europea, occorre che i lavori inizino con la massima rapidità.

Relativamente all'obbligo di separazione fra i gestori delle infrastrutture e le imprese ferroviarie storiche, tradizionalmente proprietarie delle stesse, è corretto prevedere la compensazione dei costi sostenuti.

 
  
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  Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ambito di mercato liberalizzato rimane invariato rispetto a quanto previsto dalla normativa preesistente e comprende tutti i servizi di trasporto ferroviario, con la sola esclusione di quelli passeggeri con estensione nazionale.

La richiesta che abbiamo espresso con forza andava verso la necessità di estendere invece quanto prima il perimetro di liberalizzazione anche a tale segmento di mercato. Gli emendamenti proposti in tal senso impegnano la Commissione a presentare, entro il 2012, un'apposita normativa sull'obbligo di separazione completa tra gestori delle infrastrutture e imprese esercenti il servizio di trasporto, unitamente a una proposta di estensione del perimetro della liberalizzazione ai servizi di trasporto ferroviario passeggeri esercitati in ambito nazionale.

In un contesto di mercato liberalizzato, che costituisce il naturale punto di arrivo del percorso di liberalizzazione intrapreso dal legislatore europeo, non vi è dubbio che la completa separazione del gestore delle infrastrutture dalle imprese ferroviarie costituisca un presupposto di base per il funzionamento ottimale dei meccanismi concorrenziali. Io auspico anche una liberalizzazione dei ritardi, così i ritardi che si sommano in alcuni paesi come il mio, una volta liberalizzati si estendono e si dividono fra tutti i paesi europei e magari qualcuno, come l'Italia, guadagnerà in puntualità.

 
  
  

Motion for a resolution B7-0571/2011

 
  
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  Andrea Zanoni (ALDE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho votato a favore della risoluzione sull'imminente conferenza internazionale ONU di Durban perché ritengo che la sfida ai cambiamenti climatici dovuti al surriscaldamento globale richieda, oggi più che mai, un fortissimo impegno da parte dell'Europa.

Gli sconvolgimenti climatici dovuti al surriscaldamento sono dimostrati da prove scientifiche inconfutabili e i conseguenti danni ambientali, umani ed economici sono ormai sotto gli occhi di tutti. La realtà ci impone scelte rapide e coraggiose. L'Europa deve mantenere un ruolo leader nella lotta al surriscaldamento globale, con un impegno che preveda aiuti agli altri paesi in termini di tecnologie e risorse. Bisogna recuperare queste risorse anche con una "Tobin tax" sulle transazioni finanziarie a livello internazionale.

Durban deve portare a un accordo internazionale giuridicamente vincolante con risultati concreti per la lotta al surriscaldamento globale e soprattutto deve produrre un chiaro calendario con scadenze e impegni precisi per tutti i paesi del mondo. Tutti i paesi devono finalmente anteporre i propri interessi particolari rispetto a quelli collettivi perché o ci si impegna, o pagheremo tutti un conto molto salato. Sono scelte impegnative, importantissime e obbligate, perché non esiste ancora un piano B.

 
  
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  Paul Murphy (GUE/NGL). - Mr President, in 1949 in an article entitled ‘Why Socialism?’ Albert Einstein wrote: ‘We shall require a substantially new manner of thinking if Mankind is to survive’. The relevance of that idea today hits home when you look at the dire consequences of climate change and the threat to the future of our planet and humanity that it poses.

Then you look at the response of the capitalist establishment and the political leaders around the world and you have no new thinking, no sense of urgency. The world’s 21 developed economies and the European Commission publicly announced pledges of USD 28 billion in fast-track money after Copenhagen. Only USD 12 billion have so far been budgeted for, and as little as 30% has been delivered. If we are serious about tackling climate change, empty pledges are simply not good enough. We need a massive increase in internationally coordinated, patent-free, cooperative research and development into combating climate change.

Fundamentally, we need a new way of thinking about how we run our society and our economic system. Capitalism is a system. It is built on wastage and short-term profit. A so-called green economy built on the same logic of profit and competition will not solve climate change. We need socialist transformation of society. We need the massive resources that exist on our planet to be democratically planned in the interests of the majority and to protect our environment.

 
  
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  Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE). - Signor Presidente, la risoluzione votata questa mattina chiede all'Unione europea di giungere al tavolo del negoziato con un impegno di riduzione delle emissioni entro il 2020 superiore al 20%, indipendentemente dall'esito del negoziato internazionale.

Com'è noto, a Durban non si prevede alcuna possibilità di raggiungere un accordo globale. La Commissione europea ha dichiarato che la prima data possibile per il raggiungimento di un accordo globale potrebbe essere il 2015 e che fino a quel momento si apre un periodo di transizione. Ritengo che il contesto internazionale non consenta di andare oltre gli obiettivi già prefissati. L'Unione europea ha già un impegno dopo il 2012, cioè la riduzione delle emissioni del 20%, come previsto dal pacchetto clima e energia.

L'Unione europea conferma poi la disponibilità a sottoscrivere un secondo periodo di impegni solo come parte di una transizione verso un trattato globale sul clima che preveda un accordo da parte di tutti i paesi nella definizione di una tabella di marcia e di una tempistica. La Commissaria Hedegaard stessa ha dichiarato che sarebbe un errore strategico per l'Unione europea firmare un secondo impegno di Kyoto senza la partecipazione delle altre economie. Inoltre, è noto come alcune grandi economie abbiano già dichiarato che non firmeranno un Kyoto 2.

 
  
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  Peter Jahr (PPE). - Herr Präsident! Der Klimawandel ist seit einigen Jahren eines der zentralen politischen Themen. Dass der CO2-Ausstoß gesenkt werden muss, ist klar.

Allerdings möchte ich dazu zwei Bemerkungen machen. Erstens, dass man sich beim Klimawandel im Wesentlichen ausschließlich auf die Kennzahl CO2 konzentriert, halte ich für völlig falsch. Der Klimawandel hat keine monokausale Ursache und kann daher auch nicht mit einer schlichten CO2-Reduzierung bekämpft werden. Meines Erachtens muss es vielmehr darum gehen, die Schonung unserer natürlichen Ressourcen in den Mittelpunkt zu stellen.

Zweitens: Es nutzt wenig, wenn sich nur die Europäische Union darum bemüht, vereinbarte Ziele zu erreichen, Drittländer aber weit hinter selbst gesteckten Zielen zurückbleiben. Auch dieses Problem müssen wir angehen.

 
  
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  Iva Zanicchi (PPE). - Signor Presidente, nel dicembre del 2009 partecipai alla COP15 di Copenaghen come membro ufficiale della delegazione del Parlamento europeo. Sono passati circa due anni e con rammarico posso dire che il lavoro svolto e gli impegni assunti a Copenaghen, poi formalizzati a Cancún, non saranno sufficienti per raggiungere l'obiettivo di limitare a due gradi centigradi l'aumento della temperatura media annuale nel nostro pianeta.

Alcuni grandi Stati emettitori, come il Giappone o la Russia, sembrano volersi smarcare dagli impegni assunti, mentre altri sembrano non attribuire al problema del cambiamento climatico la giusta priorità. Quest'oggi, pur esprimendo il mio voto favorevole, sono consapevole che solo con la grande e ferma volontà dei capi di Stato e di governo nel mondo potremo creare delle premesse per un accordo internazionale completo.

 
  
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  Daniel Hannan (ECR). - Mr President, the markets have withdrawn their confidence in the eurozone, the bond spreads are widening, our economies are contracting, the Doom is almost upon us and here we are solemnly talking about these proposals massively to increase our debt and deficit and pour more money into this climate change project. It would be disastrous if we actually meant it, but of course what is really happening is an exercise in post-modern legislation: we are not using the law as an instrument of effecting real change; we are using the law as a way of showing what terribly nice people we are.

The rest of the world has made it clear that they have no intention of applying the targets being discussed at these UN conferences, but Europe still has this pious requirement that we pretend to mean it, even though we have no intention of implementing it.

Just ponder, though, that that might be why we are in this mess in the first place. Constantly using our constituents’ money – because MEPs generally are exempt from national taxation – to show what terribly concerned and decent human beings we are has landed our Continent in this debt crisis in the first place. More spending is not going to be the way out.

 
  
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  Hynek Fajmon (ECR). - Pane předsedající, hlasoval jsem proti usnesení ke konferenci o změnu klimatu v Durbanu. Klima se na světě měnilo, mění a bude měnit bez ohledu na lidské aktivity. Lidé se měnícímu klimatu vždy přizpůsobovali a budou přizpůsobovat i v budoucnosti, a to bez drahého centrálního klimatického řízení z Bruselu. Tzv. globální oteplování nebo dnes již spíše klimatické změny nemohou být záminkou ke globálnímu sociálnímu inženýrství spočívajícímu v tom, že se budou zavádět nové daně, zakazovat některé technologie a dotovat některé jiné, údajně zelené. Náklady na tato opatření jsou již nyní obrovské a vážným způsobem zatěžují hospodářství těch států, které je zavedly. Vidíme to ostatně na stále rostoucí ceně elektrické energie v Evropské unii způsobené extrémně rostoucími náklady na obnovitelné zdroje energie. Pokračovat v tomto postupu je absurdní, protože na to prostě svět nemá prostředky. Navíc tento přístup k omezení emisí v globálním měřítku nevede. Proto jsem hlasoval proti této zprávě.

 
  
  

Motion for a resolution B7-0574/2011

 
  
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  Syed Kamall (ECR). - Mr President, whenever we have looked at the issue of development finance in the past, it has really been an exercise in taking the money from taxpayers in Europe, giving it to the wealthy elites of the developing countries and calling that direct budgetary support. Now is definitely the time for us to be far more imaginative and more targeted, but also let us not forget that if the governments withdraw from this role and we actually help entrepreneurs in the developing countries, there is a role for finance.

Let us look at an example: the Kiva website, which encourages people from all round the world to lend money directly to entrepreneurs in developing countries. When that money comes back, we lend again and we help take more people out of poverty than development aid often does.

Let us also look at the other issues and instruments, such as private equity, which is responsible for about 12.5% of South Africa’s GDP. Unfortunately, when we had a debate on the Alternative Investment Fund Managers Directive, there was a move to prevent investors in the European Union investing in funds outside the EU that invested in the development of these countries. Let us make sure that we are consistent on this and we really want to help finance development.

 
  
  

Written explanations of vote

 
  
  

Report: Barbara Matera (A7-0375/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už finansinės pagalbos Airijai skyrimą. Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondas įsteigtas siekiant teikti papildomą pagalbą darbuotojams, nukentėjusiems nuo didelių pasaulio prekybos sistemos struktūrinių pokyčių. Airija kreipėsi pagalbos dėl 4 866 atleidimo atvejų 1 482 įmonėse, kurios vykdo veiklą pastatų statybos srityje. Ši paraiška atitinka finansinei paramai taikomus reikalavimus, todėl pritariu 12 689 838 EUR sumos skyrimui.

 
  
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  Regina Bastos (PPE), por escrito. O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) foi criado em 2006 para prestar assistência adicional aos trabalhadores afectados pelas consequências de mudanças importantes na estrutura do comércio internacional e para ajudar à sua reintegração no mercado de trabalho. A partir de 1 de Maio de 2009, o âmbito de aplicação do FEG foi alargado, passando a incluir o apoio a trabalhadores despedidos em consequência directa da crise económica, financeira e social. Nesta altura em que nos vemos confrontados com esta grave crise, de que se destaca o aumento do desemprego como uma das principais consequências, a UE deverá utilizar todos os meios ao seu alcance para reagir, nomeadamente no que se refere aos apoios a prestar às pessoas que ficaram sem emprego de um dia para o outro. Assim, apoiei o presente relatório relativo à mobilização de 12 689 838 euros do FEG a favor da Irlanda com o objectivo de apoiar os trabalhadores despedidos por 1 482 empresas da divisão 41 (Construção de edifícios) nas regiões de Border, Midlands and Western e Southern and Eastern.

 
  
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  George Becali (NI), în scris. − Am susținut prin votul meu ajutorul de care aproape 5 000 de oameni disponibilizați au nevoie în Irlanda. Cererea Parlamentului de a simplifica procedurile şi de a accelera procesul de acordare a subvențiilor este pe deplin justificată de contextul actual. Faptul că această cerere este deja a nouăsprezecea care urmează să fie examinată confirmă nevoia de accelerare.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − La domanda di mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione in questione fa parte di una richiesta più ampia da parte dell'Irlanda per un importo totale di 35 741 805 EUR a favore di 5.987 esuberi ammessi all'assistenza in 3.272 imprese operanti nel settore delle costruzioni. In dettaglio, la domanda in esame "Construction 41" chiede la mobilitazione del FEG per un importo di 12 689 838 EUR per l'Irlanda in relazione a 3.205 esuberi ammessi. Non presentando punti critici e rispettando i criteri di ammissibilità previsti, ho espresso voto favorevole a questa relazione.

 
  
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  John Bufton (EFD), in writing. − Although I have great sympathy for those 6000 redundant workers from 300 companies active in construction, architecture, engineering and technical testing in Ireland, I cannot support this report. I believe that UK taxpayers’ money, which provides a significant contribution to the EU and thus Global Adjustment Fund budget, is better concentrated on providing jobs for unemployed workers in the UK. Unemployment in the UK continues to rise to unexpected levels. Many of our heavy industries have shut down and our workforce is inundated with EU migrants. Many Brits have lost their jobs in industries that have relocated to other EU countries under EU law to then find that their contributions as taxpayers are being spent by the EU in assisting unemployed people in Ireland. As unemployment continues to rise in the UK, particularly blighting some of the former mining towns in Wales, I cannot justify assenting to aid newly unemployed workers abroad when long-term unemployed people continue to suffer in communities in my constituency. I was elected to support them and make sure their interests are properly represented therefore I cannot agree to that kind of use of British taxpayers’ money.

 
  
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  Carlos Coelho (PPE), por escrito. Dadas as diversas repercussões que a Irlanda tem vindo a sofrer devido à sua frágil exposição à crise financeira do crédito hipotecário dos Estados Unidos e às mudanças estruturais nos padrões do comércio mundial, considerei importante apoiar este relatório que prestará uma vital assistência temporária e pontual aos trabalhadores desempregados. Além disso, acredito no fim para o qual a mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG), num montante total de 12.689.838 euros a favor da Irlanda, irá ser aplicado. Este apoio à reintegração da Irlanda no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da globalização e da crise económico-financeira global é fundamental para salvaguardar 3.205 casos de despedimentos que ocorreram em 1.482 empresas da Divisão 41.

Do pacote de medidas propostas pela Comissão, gostaria de dar especial relevo a duas de carácter peremptório, nomeadamente: a orientação profissional, no sentido em que serão organizadas sessões de aconselhamento individual aos trabalhadores desempregados com o intuito de lhes proporcionar direcções quanto às fases a percorrer no regresso à actividade laboral, e também os programas de ensino e formação profissional, de segundo nível e apoios ao rendimento, que serão elaborados para a cada vez mais importante actualização de competências num contexto de crescente competitividade num mundo mais globalizado.

 
  
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  Mário David (PPE), por escrito. Voto favoravelmente este relatório, pois a candidatura irlandesa enquadra-se nos apoios previstos no Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização. Este Fundo está vocacionado para apoiar os trabalhadores atingidos por alterações estruturais importantes na conjuntura do comércio mundial e para os apoiar na sua reintegração no mercado de trabalho. Desejo ainda que a mobilização do Fundo seja célere e que produza os efeitos pretendidos, de forma a minorar o drama psicológico, social e económico vivido pelos trabalhadores atingidos.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), por escrito. Votei a favor desta proposta por entender que a mesma dará um contributo útil para a redução das elevadas taxas de desemprego da Irlanda. Na sequência da crise financeira internacional, a procura de mão-de-obra no sector da construção civil irlandês caiu para cerca de metade, não se perspectivando uma rápida recuperação deste sector. Assim sendo, importa contribuir para a requalificação de parte desta mão-de-obra, fazendo todo o sentido que se utilize o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização para o efeito.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), por escrito. A indústria irlandesa da construção civil foi afectada pela crise, tendo ficado desempregados 4 866 trabalhadores de 1 482 empresas daquele sector. A Irlanda é um dos países que presentemente atravessam uma séria crise económica e financeira, que teve a sua origem nos problemas do crédito hipotecário nos Estados Unidos da América e que afectou os bancos irlandeses, e que, por isso, deve merecer particular atenção e solidariedade por parte dos demais Estados-Membros, nomeadamente no tocante aos auxílios prestados aos seus trabalhadores.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. A política de baixos salários praticada em algumas regiões do planeta tem originado, no território da UE, não só a deslocalização de muitas empresas, mas também o encerramento de outras. Esta situação ocorreu na Irlanda, no sector da construção civil.

O presente relatório debruça-se sobre uma proposta de decisão do Parlamento Europeu (PE) e do Conselho sobre a mobilização de 12,689.838 euros do Fundo Europeu de Ajustamento a Globalização (FEG) a fim de apoiar a reintegração de trabalhadores irlandeses despedidos em consequência da actual crise económica e financeira. Esta candidatura, a décima-nona a ser examinada no âmbito do Orçamento da UE para 2011, foi apresentada pela Irlanda, em 9 de Junho de 2010, e diz respeito a 4.866 despedimentos ocorridos em 1.482 empresas da Divisão 41 da NACE Revisão 2, nas regiões NUTS 2 de Border, Midlands e Western (IE01) e Southern e Eastern (IE02), na Irlanda. Tendo em conta que se trata de um instrumento orçamental especifico, que o montante solicitado tem enquadramento legal e que está de acordo com a proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da Irlanda, voto favoravelmente esta proposta e espero que, rapidamente, melhorem as condições económicas daquela região.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. Este relatório dá a luz verde do PE para a proposta de mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) que pretende também beneficiar a Irlanda, a fim de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira. Diz respeito a 4 866 casos de despedimento, dos quais 3 205 são potenciais beneficiários de assistência, ocorridos em 1 482 empresas da Divisão 41 (construção de edifícios), em duas regiões contíguas que constituem todo o Estado da Irlanda. Por mais que sejam estes pedidos, não podemos deixar de denunciar, para cada um deles, o muito que poderia e deveria ter sido feito para os evitar.

Mais uma vez, apesar de apoiarmos a mobilização do FEG para apoiar os trabalhadores vítimas destes despedimentos, sublinhamos que se trata de um mero paliativo que não resolve, como era necessário, as causas de fundo que estão na base desta vaga de despedimentos. Causas indissociáveis das políticas da UE que, como durante tanto tempo andámos a dizer, trazem a crise dentro de si. Políticas que é imperioso alterar, dando prioridade ao crescimento e ao desenvolvimento, à criação de emprego, e não aos irracionais critérios do pacto de estabilidade.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. Este relatório dá a luz verde do PE para a proposta de mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) que pretende também beneficiar a Irlanda, a fim de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira. Diz respeito a 4 866 casos de despedimento, dos quais 3 205 são potenciais beneficiários de assistência, ocorridos em 1 482 empresas da Divisão 41 (construção de edifícios), em duas regiões contíguas que constituem todo o Estado da Irlanda.

Foi mais um caso de despedimentos que lamentámos, mas apoiámos a mobilização do FEG para apoiar os trabalhadores vítimas destes despedimentos.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne. − Bod 28 Medziinštitucionálnej dohody zo 17. mája 2006 medzi Európskym parlamentom, Radou a Komisiou o rozpočtovej disciplíne a riadnom finančnom hospodárení umožňuje uvoľnenie prostriedkov z Európskeho fondu na prispôsobenie sa globalizácii (EGF) prostredníctvom nástroja flexibility s ročným stropom 500 mil. EUR nad rámec príslušných okruhov finančného rámca. Dňa 9. júna 2010 Írsko predložilo žiadosť EGF/2010/019 IE/Construction 41 o finančný príspevok z fondu EGF v dôsledku prepúšťania v 1 482 podnikoch pôsobiacich v divízii 41 – výstavba budov – klasifikácie NACE Revision 2 v írskych regiónoch Border, Midlands and Western (IE01) a Southern and Eastern (IE02) na úrovni NUTS II. Tieto dva susediace regióny tvoria celý írsky štát. Táto žiadosť je jednou z troch predložených žiadostí týkajúcich sa odvetvia stavebníctva v Írsku. Po dôkladnom preskúmaní tejto žiadosti Komisia dospela k záveru, že sú splnené podmienky na poskytnutie finančného príspevku. Rovnako som presvedčená, že na základe uvedených skutočností je potrebné predkladanej žiadosti vyhovieť.

 
  
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  Jim Higgins (PPE), i scríbhinn. − Cuirim fáilte roimh an airgead seo chun athoiliúint a chur ar fáil dóibh siúd atá dífhostaithe de bharr na géarchéime eacnamaíochta. Caithfimid breathnú áfach ar struchtúr na scéime seo, mar níl sé sách solúbtha faoi láthair.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondas įsteigtas siekiant teikti papildomą pagalbą darbuotojams, nukentėjusiems nuo esminių pasaulio prekybos sistemos struktūrinių pokyčių. 2011 m. spalio 5 d. Komisija priėmė naują pasiūlymą dėl sprendimo dėl EGF lėšų mobilizavimo Airijai siekiant remti darbuotojų, atleistų iš darbo dėl pasaulinės finansų ir ekonomikos krizės padarinių, pakartotinę integraciją į darbo rinką. Pritariau šiam dokumentui, kadangi šiuo konkrečiu atveju tai susiję su antrinės hipotekinių paskolų rinkos krize Jungtinėse Amerikos Valstijose 2007 m. viduryje. Airija, kurios ekonomika nedidelė ir orientuota į eksportą, nukentėjo nuo kreditų krizės poveikio jos pagrindiniams prekybos partneriams padarinių. Kreditų krizė turėjo didelį poveikį Airijos bankams, taip pat hipotekinėms paskoloms ir statybų sektoriui. Todėl Komisija siūlo mobilizuoti 12 689 838 EUR sumą.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I voted to give the green light to the mobilisation of the European Globalisation Adjustment Fund to assist workers in Ireland made redundant due to the downturn of the construction industry.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE), in writing. − I welcome the decision by the European Globalisation Adjustment Fund to allocate EUR 12 689 838 to Ireland in assisting this case concerning 4 866 redundancies in the construction sector. One of the major challenges facing the construction industry nowadays is the need to diversify and develop new skill sets. This fund, designed to assist with retraining and back to work programmes, will be a welcome step in the right direction for the workers directly affected by the financial crisis.

 
  
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  Nuno Melo (PPE), por escrito. A UE é um espaço de solidariedade e nela se enquadra o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização. Estes apoios são fundamentais para o auxílio aos desempregados e às vítimas das deslocalizações que se verificam num contexto globalizado.

É cada vez maior o número de empresas que se deslocalizam, aproveitando os reduzidos preços do factor trabalho, que são praticados em vários países, nomeadamente na China e na Índia, com efeitos nocivos para os países que respeitam os direitos dos trabalhadores. O FEG destina-se a ajudar os trabalhadores vítimas da deslocalização de empresas e é fundamental para facilitar o acesso a um novo emprego. O FEG já foi, no passado, utilizado por outros países da UE, cabendo agora dar esse auxílio à Irlanda que apresentou um pedido de assistência relativamente a 4.866 casos de despedimento (dos quais 3.205 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 1.482 empresas da Divisão 41 (Construção de edifícios) (3) da NACE Revisão 2, nas regiões NUTS 2 de Border, Midlands and Western (IE01) e de Southern and Eastern (IE02), na Irlanda. Estas duas regiões contíguas constituem todo o Estado da Irlanda.

 
  
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  Alexander Mirsky (S&D), in writing. − This is the nineteenth application to be examined under the 2011 budget and refers to the mobilisation of a total amount of EUR 12 689 838 from the EGF for Ireland. It concerns 4 866 redundancies, 3 205 targeted for assistance, in 1 482 enterprises operating in the field of construction in Ireland, during the nine-month reference period from 1 July 2009 to 31 March 2010. It is necessary to help Ireland, but the criteria of the Fund should be amended to make it available in Latvia. I am in favour.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), schriftlich. Mit dem Globalisierungsfonds werden Arbeitnehmer quer durch Europa, die unter den Folgen weit reichender Strukturveränderungen im Welthandelsgefüge zu leiden haben, zusätzlich unterstützt. Finanziert werden Maßnahmen wie Berufsorientierung, Weiterbildungsprogramme aber auch Unternehmensgründungen bzw. der Weg in die Selbstständigkeit. Der Bewertung der Kommission zufolge erfüllt der Antrag aus Irland, in der die Baubranche durch die Finanzkrise stark gebeutelt wurde, die in der EGF-Verordnung aufgestellten Förderkriterien, und sie empfiehlt der Haushaltsbehörde die Genehmigung des Antrags. Damit wird die Aufstockung der Haushaltslinie 040501 vollständig aufgebraucht sein und im Einklang mit der EGF-Verordnung bleibt so mehr als ein Viertel des jährlichen Höchstbetrags des EGF zur Deckung des in den letzten vier Monaten des Jahres 2011 auftretenden Bedarfs verfügbar. Der Fonds kann bis zu einer jährlichen Obergrenze von 500 Millionen Euro in Anspruch genommen werden. Ich stimme dieser Inanspruchnahme des Europäischen Fonds für die Anpassung an die Globalisierung zu.

 
  
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  Rolandas Paksas (EFD), raštu. − Pritariu šiam sprendimui skirti paramą Airijos statybų sektoriui, kadangi finansų ir ekonomikos krizė šį sektorių paveikė itin smarkiai. Siekiant sušvelninti neigiamą globalizacijos poveikį, būtina tikslingai panaudoti Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondo skiriamą finansavimą. Labai svarbu užtikrinti, kad teikiama pagalba atleistiems darbuotojams būtų dinamiška ir teikiama kuo greičiau ir veiksmingiau. Manau, kad skiriama suma yra pakankama, kad būtų sušvelninti kolektyvinio atleidimo statybų sektoriuje padariniai ir nukentėjusiems šio sektoriaus darbuotojams bus sudarytos palankios sąlygos sugrįžti į darbo rinką.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização foi criado para prestar um apoio complementar a trabalhadores atingidos pelas consequências de mudanças estruturais importantes dos padrões do comércio mundial.

Em 5 de Outubro de 2011, a Comissão adoptou uma nova proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da Irlanda, a fim de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira mundial. Trata-se da décima-nona candidatura a ser examinada no âmbito do orçamento de 2011 e refere-se à mobilização de um montante total de 12.689.838 euros do FEG a favor da Irlanda, tendo por base 4.866 casos de despedimento (dos quais 3.205 são potenciais beneficiários de assistência), que ocorreram em 1.482 empresas da Divisão 41 (Construção de edifícios) (2) da NACE Revisão 2, nas regiões NUTS 2 de Border, Midlands and Western (IE01) e de Southern and Eastern (IE02), na Irlanda, durante os nove meses do período de referência, de 1 de Julho de 2009 a 31 de Março de 2010. Cumprindo-se todos os requisitos necessários para accionar o presente mecanismo de ajuda financeira, votei favoravelmente o presente relatório.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Care colleghe e cari colleghi, Considerando che il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è stato istituito per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze dei grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali, la proposta di mobilitazione del Fondo a favore dell'Irlanda nasce dalla necessità di sostenere il reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori licenziati a causa della crisi finanziaria ed economica mondiale. Alla luce dei fatti esposti e considerata l'importanza della proposta di decisione in esame, esprimo il mio voto favorevole per la proposta di decisione considerando che questa possa prevedere misure a favore dell'orientamento professionale, dei programmi di formazione e relative indennità di formazione e sostegno e formazione sul luogo di lavoro e fuori dal luogo di lavoro per apprendisti licenziati.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), por escrito. O pedido apresentado pela Irlanda para intervenção do FEG diz respeito a 4866 casos de despedimento (dos quais 3205 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 1482 empresas da Divisão 41 da NACE Rev. 2 (Construção de edifícios), nas regiões NUTS II de Border, Midlands and Western (IE01) e de Southern and Eastern (IE02), durante os nove meses do período de referência de 1 de Julho de 2009 a 31 de Março de 2010. Trata-se de um pedido relacionado com a crise do crédito hipotecário, que afectou gravemente os bancos irlandeses, repercutindo-se igualmente no sector da construção.

De acordo com a avaliação da Comissão, esta candidatura preenche todos os critérios de elegibilidade definidos legalmente. Com efeito, nos termos do Regulamento do FEG, encontra-se prevista a intervenção do FEG em situações como esta em que, como consequência directa da crise económica e financeira mundial, se verifiquem "pelo menos 500 despedimentos num período de nove meses, em particular em pequenas ou médias empresas, numa divisão de nível 2 da NACE, numa região ou em duas regiões contíguas ao nível NUTS II". Votei, por isso, favoravelmente esta resolução, na expectativa de que a assistência aos trabalhadores despedidos possa ser disponibilizada de forma célere e eficiente.

 
  
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  Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE), per iscritto. − Voglio congratularmi con la collega per l'eccellente lavoro svolto, considerando che la presente richiesta di mobilitazione del Fondo è la diciannovesima presentata all'autorità di bilancio solo nell'anno 2011. Questa volta il paese europeo a sollecitarlo è l'Irlanda, che in ben tre domande passate al voto questa mattina ne richiede l'attivazione. La prima per l'assistenza in relazione a 4.866 licenziamenti – di cui 3.205 sono stati ammessi all'assistenza del Fondo – effettuati in imprese operanti nella divisione "Costruzione di edifici", poi per 842 licenziamenti – di cui 554 ammessi all'assistenza del Fondo – effettuati in imprese operanti in attività degli studi di architettura e d'ingegneria, e infine per 3.382 licenziamenti – di cui 2.228 ammessi all'assistenza del Fondo – effettuati in imprese operanti anch'esse in lavori di costruzione specializzati. Delle svariate crisi che hanno colpito l'economia europea negli ultimi tre anni, una di quelle più consistenti e durature (e ne abbiamo riprova proprio oggi), difficili da smaltire, è la cosiddetta "crisi del mattone", la recessione ha interessato e interessa ancora oggi il mercato dell'edilizia.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. O Regulamento (CE) n.º 1927/2006 do Parlamento Europeu e do Conselho, de 20 de Dezembro de 2006, instituiu o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) com o objectivo de apoiar os trabalhadores que perdem os seus postos de trabalho devido a alterações estruturais no contexto da economia global. Com uma dotação de 500 milhões de euros para 2011, a Comissão entende que 6.598.378 mil euros devem ser disponibilizados a favor da Irlanda para fazer face aos 4.866 casos de despedimento que ocorreram em 1.482 empresas do subsector de construção de edifícios localizadas nas regiões NUTS 2 de Border, Midlands and Western e de Southern and Eastern.

Entendo ainda que deverão ser acelerados todos os procedimentos, por forma a que os trabalhadores despedidos possam ter rapidamente acesso a formação profissional que lhes permita uma rápida e eficaz reintegração no mercado de trabalho.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D), în scris. − La 5 octombrie 2011, Comisia a adoptat o nouă propunere referitoare la o decizie de mobilizare a Fondului european de ajustare la globalizare (FEAG) în favoarea Irlandei, pentru sprijinirea reintegrării pe piaţa muncii a lucrătorilor concediaţi din cauza crizei financiare şi economice mondiale. Cererea se referă la 4 866 de concedieri în 1 482 de întreprinderi situate în două regiuni învecinate şi care împreună constituie întregul teritoriu al statului irlandez. Aproape 80 % dintre întreprinderi sunt situate în regiunea Southern and Eastern, în timp ce restul de 20 % sunt situate în regiunea Border, Midlands and Western. Concedierile au avut loc în perioada de referinţă de nouă luni de la 1 iulie 2009 la 31 martie 2010. În urma crizei economice şi financiare şi a închiderii multor IMM-uri din sectorul construcţiilor, care s-au bucurat de o creştere constantă timp de un deceniu, rata şomajului din acest sector a crescut brusc cu 19 % în anii 2009-2010. De asemenea, economia Irlandei este axată pe exporturi, ceea ce a avut ca rezultat o criză a creditelor care, la rândul său, a afectat grav piaţa împrumuturilor ipotecare şi, prin urmare, sectorul construcţiilor. De aceea, susţinem mobilizarea FEAG pentru sprijinirea lucrătorilor irlandezi concediaţi, pentru a fi reintegraţi pe piaţa muncii.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), schriftlich. Im Zuge der Wirtschaftskrise mussten viele KMUs, die im Sektor Bau tätig waren, in Irland wieder ihre Tore schließen. Das Baugewerbe boomte vor der Krise und hat einen nicht unwesentlichen Beitrag zum irischen BIP geleistet, durch die nunmehrigen Schließungen, verloren innerhalb von Monaten 4 866 Arbeitnehmer ihre Arbeit. Davon betroffen waren auch 669 Lehrlinge. Die Weiterbildungsmaßnahmen wurden mit den örtlichen Sozialpartnern und Bildungseinrichtungen koordiniert und werden sinnvollerweise in wachstumsträchtigen Bereichen wie Umwelttechnologien investiert. Da der Einbruch in diesem Sektor großes Potenzial birgt, weitreichende Auswirkungen auf die übrigen Teile der sich gerade erst wieder einigermaßen stabilisierenden Wirtschaft Irlands zu haben, habe ich zugestimmt.

 
  
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  Iva Zanicchi (PPE), per iscritto. − Ho espresso un voto favorevole alla domanda di mobilitazione del FEG presentata dall'Irlanda il 9 giugno 2010. In un momento di crisi economica forse senza precedenti, ritengo giusto approvare lo stanziamento dei fondi necessari per supportare le richieste di mobilizzazione presentate dall'Irlanda, come nel testo in oggetto, così come da altri paesi quando siano stati riscontrati validi requisiti.

 
  
  

Report: Barbara Matera (A7-0377/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už finansinės pagalbos Airijai skyrimą. Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondas įsteigtas siekiant teikti papildomą pagalbą darbuotojams, nukentėjusiems nuo didelių pasaulio prekybos sistemos struktūrinių pokyčių. Airija kreipėsi pagalbos dėl 842 atleidimo atvejų 230 įmonėse, kurios vykdo veiklą architektūrinės ir inžinerijos bei techninio tikrinimo ir analizės srityse. Ši paraiška atitinka finansinei paramai taikomus reikalavimus, todėl pritariu 1 387 819 EUR sumos skyrimui.

 
  
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  Regina Bastos (PPE), por escrito. O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) foi criado em 2006 para prestar assistência adicional aos trabalhadores afectados pelas consequências de mudanças importantes na estrutura do comércio internacional e para ajudar à sua reintegração no mercado de trabalho. A partir de 1 de Maio de 2009, o âmbito de aplicação do FEG foi alargado, passando a incluir o apoio a trabalhadores despedidos em consequência directa da crise económica, financeira e social. Nesta altura em que nos vemos confrontados com esta grave crise, de que se destaca o aumento do desemprego como uma das principais consequências, a UE deverá utilizar todos os meios ao seu alcance para reagir, nomeadamente no que se refere aos apoios a prestar às pessoas que ficaram sem emprego de um dia para o outro. Assim, apoiei o presente relatório relativo à mobilização de 1 387 819 euros do FEG a favor da Irlanda com o objectivo de apoiar os trabalhadores despedidos por 230 empresas da Divisão 71 (actividades de arquitectura e de engenharia; actividades de ensaios e analises técnicas) nas regiões de Border, Midlands and Western e Southern and Eastern.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − La domanda di mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione in questione fa parte di una richiesta più ampia da parte dell'Irlanda per un importo totale di 35 741 805 EUR a favore di 5.987 esuberi ammessi all'assistenza in 3.272 imprese operanti nel settore delle costruzioni. In dettaglio, la domanda in esame "Construction 71" chiede la mobilitazione del FEG per un importo di 1 387 819 EUR per l'Irlanda in relazione a 554 esuberi ammessi. Non presentando punti critici e rispettando i criteri di ammissibilità previsti, ho espresso voto favorevole a questa relazione.

 
  
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  Carlos Coelho (PPE), por escrito. Dadas as diversas repercussões que a Irlanda tem vindo a sofrer devido à sua frágil exposição à crise financeira do crédito hipotecário dos Estados Unidos e às mudanças estruturais nos padrões do comércio mundial, considerei importante apoiar este relatório que prestará uma vital assistência temporária e pontual aos trabalhadores desempregados. Além disso, acredito no fim para o qual a mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG), num montante total de 1.387.819 euros a favor da Irlanda, irá ser aplicado. Este apoio à reintegração da Irlanda no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da globalização e da crise económico-financeira global é fundamental para salvaguardar 554 casos de despedimentos, que ocorreram em 230 empresas da Divisão 71.

Do pacote de medidas propostas pela Comissão, gostaria de dar especial relevo a duas de carácter peremptório, nomeadamente, a orientação profissional na qual serão organizadas sessões de aconselhamento individual aos trabalhadores desempregados com o intuito de lhes proporcionar direcções quanto às fases a percorrer no regresso a actividade laboral, e também os programas de ensino e formação profissional, de segundo nível e apoios ao rendimento elaborados para a cada vez mais importante actualização de competências num contexto de crescente competitividade num mundo, também, cada vez mais globalizado.

 
  
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  Mário David (PPE), por escrito. À semelhança da posição que assumi relativamente ao relatório A7-0375/2011, voto favoravelmente este relatório, pois também esta candidatura irlandesa se enquadra nos apoios previstos no Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização. Lembro mais uma vez que este Fundo está vocacionado para apoiar os trabalhadores atingidos por alterações estruturais importantes na conjuntura do comércio mundial e para os apoiar na sua reintegração no mercado de trabalho. E desejo igualmente que a mobilização do Fundo seja célere e que produza os efeitos pretendidos, de forma a minorar o drama psicológico, social e económico vivido pelos trabalhadores atingidos.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), por escrito. Votei a favor desta proposta por entender que a mesma dará um contributo útil para a redução das elevadas taxas de desemprego da Irlanda. Na sequência da crise financeira internacional, da qual a crise no sector da construção civil irlandês é um subproduto, as actividades de engenheiria e arquitectura caíram de forma muito assinalável. Uma vez que não se perspectiva uma rápida recuperação do sector, parece-me razoável que a UE promova uma certa requalificação e reintegração de parte desta mão-de-obra desempregada.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), por escrito. A crise no sector da construção na Irlanda, que afectou empresas e trabalhadores por todo o país, não poderia deixar de afectar actividades conexas, como sejam as de engenharia e arquitectura, também elas atingidas pela crise internacional e agudizadas pela crise da Zona Euro. 554 trabalhadores têm a expectativa de poder beneficiar da mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização. Espero que esta se possa dar com a maior brevidade possível, de modo a poder ter o maior efeito possível no auxílio aos trabalhadores, e sem que estes sejam particularmente penalizados pelo atraso na disponibilização das verbas respectivas.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. A União Europeia (UE), ao verificar as consequências sociais muito graves decorrentes da actual crise económica e financeira, criou o Fundo Europeu de Ajustamento a Globalização (FEG) a fim de prestar um apoio complementar aos trabalhadores atingidos pelas mudanças estruturais no comércio mundial.

Em 9 de Junho de 2010, a Irlanda apresentou uma candidatura, processo EGF/2010/021 IE/Construction 71, nos termos da alínea b) do artigo 2.º do Regulamento do FEG, complementada com informações adicionais até 17 de Junho de 2011. Em 5 de Outubro de 2011, a Comissão adoptou uma nova proposta de decisão, a vigésima-primeira, sobre a mobilização de 1.387.819 do FEG a favor da Irlanda, destinados a apoiar a reintegração de 842 casos de despedimentos ocorridos em 230 empresas da Divisão 71 da NACE Revisão 2, nas regiões NUTS 2 de Border, Midlands e Western (IE01) e de Southern e Eastern (IE02), na Irlanda. Considerando que se trata de uma proposta devidamente fundamentada em termos jurídicos e indispensável para satisfazer as necessidades financeiras do Fundo naquela região irlandesa, nada obsta, da minha parte, à sua aprovação.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. Mais uma mobilização do FEG e, novamente, a favor de um país com programas ditos de assistência financeira – a Irlanda. Esta é a vigésima primeira candidatura a ser examinada no âmbito do orçamento de 2011 e refere-se à mobilização de um montante total de 1 387 819 euros do FEG, reportando-se a 842 casos de despedimento (dos quais 554 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 230 empresas da Divisão 71 (Actividades de arquitectura e de engenharia; actividades de ensaios e análises técnicas), também entre 2009 e 2010.

Esta sucessão de pedidos de mobilização deste Fundo, o que quer dizer esta sucessão de despedimentos em massa, deveria ser suficiente para fazer os sinos tocarem a rebate nas instituições comunitárias. Impunha-se uma mudança de políticas, dando toda a força à criação de emprego e não à sua destruição, com políticas recessivas, como vem sucedendo em vários países e, de modo muito particular, naqueles, como Portugal e como a Irlanda, que são alvo dos programas FMI-UE.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. Esta mobilização do FEG é também a favor da Irlanda. Foi em 5 de Outubro de 2011 que a Comissão adoptou uma nova proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da Irlanda, a fim de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira mundial.

Esta é a vigésima primeira candidatura a ser examinada no âmbito do orçamento de 2011 e refere-se à mobilização de um montante total de 1 387 819 euros do FEG a favor da Irlanda, reportando-se a 842 casos de despedimento (dos quais 554 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 230 empresas da Divisão 71 (Actividades de arquitectura e de engenharia; actividades de ensaios e análises técnicas), também entre 2009 e 2010. A candidatura foi apresentada à CE em 9 de Junho de 2010 e complementada com informações adicionais até 17 de Junho de 2011. Baseou-se nos critérios previstos na alínea b) do artigo 2.º do Regulamento FEG, que subordinam a intervenção à ocorrência de, pelo menos, 500 despedimentos, num período de nove meses, em empresas da mesma Divisão da NACE Revisão 2, numa região ou em duas regiões contíguas de nível NUTS II de um Estado-Membro.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne. − Európska únia ustanovila príslušné legislatívne a rozpočtové nástroje s cieľom poskytovať dodatočnú podporu pracovníkom, ktorí pociťujú dôsledky veľkých štrukturálnych zmien v usporiadaní svetového obchodu, a pomôcť pri ich opätovnom vstupe na trh práce. V súlade so spoločným vyhlásením Európskeho parlamentu, Rady a Komisie by mala byť finančná pomoc Únie pre prepustených pracovníkov dynamická a dostupná čo najrýchlejšie a najúčinnejšie. Írsko požiadalo o pomoc v súvislosti s prepustením 842 pracovníkov (pomoc sa týka 554 z nich) z 230 podnikov, ktoré podľa klasifikácie NACE Revision 2 pôsobia v rámci divízie 71 – Architektonické a inžinierske činnosti; technické testovanie a analýzy – v írskych regiónoch Border, Midlands and Western (IE01) a Southern and Eastern (IE02) na úrovni NUTS II. Tieto dva susediace regióny tvoria celé územie Írska. Nakoľko predkladaná žiadosť spĺňa kritériá oprávnenosti stanovené v nariadení Európskeho fondu na prispôsobenie sa globalizácii (EGF) a boli splnené podmienky na poskytnutie finančného príspevku podľa článku 10 nariadenia (ES) č. 1927/2006, finančná pomoc Írsku by na základe uvedeného mala byť poskytnutá. (stručná prezentácia)

 
  
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  Jim Higgins (PPE), i scríbhinn. − Cuirim fáilte roimh an airgead seo chun athoiliúint a chur ar fáil dóibh siúd atá dífhostaithe de bharr na géarchéime eacnamaíochta. Caithfimid breathnú áfach ar struchtúr na scéime seo, mar níl sé sách solúbtha faoi láthair.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondas įsteigtas siekiant teikti papildomą pagalbą darbuotojams, nukentėjusiems nuo didelių pasaulio prekybos sistemos struktūrinių pokyčių. 2011 m. spalio 5 d. Komisija priėmė naują pasiūlymą dėl sprendimo dėl EGF lėšų mobilizavimo Airijai siekiant remti darbuotojų, atleistų iš darbo dėl pasaulinės finansų ir ekonomikos krizės padarinių, pakartotinę integraciją į darbo rinką. Pritariau šiam dokumentui, kadangi šiuo konkrečiu atveju tai susiję su antrinės hipotekinių paskolų rinkos krize Jungtinėse Amerikos Valstijose 2007 m. viduryje. Airijos ekonomika orientuota į eksportą, todėl Airijoje buvo juntamas kreditų krizės poveikis didžiausiems šalies prekybos partneriams. Kreditų krizė turėjo didelį poveikį Airijos bankams, taip pat hipotekinėms paskoloms ir statybų sektoriui. Todėl Komisija siūlo mobilizuoti 1 387 819 EUR sumą.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I voted to give the green light to the mobilisation of the European Globalisation Adjustment Fund to assist 842 workers in Ireland made redundant due to the economic downturn.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE), in writing. − I voted in favour of this report and welcome the support provided by the European Globalisation Adjustment Fund in the sum of EUR 1 387 819 to the specialised construction industry. These funds will provide much-needed assistance to those made redundant in this sector as a result of the global economic crisis.

 
  
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  Nuno Melo (PPE), por escrito. A UE é um espaço de solidariedade e nela se enquadra o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização. Estes apoios são fundamentais para o auxílio aos desempregados e às vítimas das deslocalizações que se verificam num contexto globalizado. É cada vez maior o número de empresas que se deslocalizam, aproveitando os reduzidos preços do factor trabalho, que são praticados em vários países, nomeadamente na China e na Índia, com efeitos nocivos para os países que respeitam os direitos dos trabalhadores.

O FEG destina-se a ajudar os trabalhadores vítimas da deslocalização de empresas e é fundamental para facilitar o acesso a um novo emprego. O FEG já foi, no passado, utilizado por outros países da UE, cabendo agora dar esse auxílio à Irlanda, que apresentou um pedido de assistência relativamente a 842 casos de despedimento (dos quais 554 são potenciais beneficiários de assistência), que ocorreram em 230 empresas da Divisão 71 (Actividades de arquitectura e de engenharia; actividades de ensaios e análises técnicas) da NACE Revisão 2(3) , nas regiões NUTS 2 de Border, Midlands and Western (IE01) e de Southern and Eastern (IE02), na Irlanda. Estas duas regiões contíguas constituem todo o Estado da Irlanda.

 
  
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  Alexander Mirsky (S&D), in writing. − This is the twenty first application to be examined under the 2011 budget and refers to the mobilisation of a total amount of EUR 1 387 819 from the EGF for Ireland. It concerns 842 redundancies, 554 targeted for assistance, in 230 enterprises operating in the field of Architectural and engineering activities; technical testing and analysis in Ireland, during the nine-month reference period from 1 July 2009 to 31 March 2010. It is necessary to help Ireland, but the criteria of the Fund should be amended to make it available in Latvia. I am in favour.

 
  
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  Rolandas Paksas (EFD), raštu. − Siekiant sušvelninti neigiamą globalizacijos poveikį, būtina tikslingai panaudoti Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondo skiriamą finansavimą. Labai svarbu užtikrinti, kad pagalba atleistiems darbuotojams būtų dinamiška ir teikiama kuo greičiau ir veiksmingiau. Pritariu sprendimui skirti paramą Airijai siekiant remti darbuotojų, atleistų iš darbo dėl pasaulinės finansų ir ekonomikos krizės padarinių, pakartotinę integraciją į darbo rinką. Manau, kad skiriama suma yra pakankama, kad būtų galima sušvelninti kolektyvinio atleidimo padarinius, ir nukentėjusiems darbuotojams bus sudarytos palankios sąlygos sugrįžti į darbo rinką ir įgyvendintos kitos aktyvios darbo rinkos priemonės. Ši parama padengs darbo paieškos, mokymų ir persikvalifikavimo, taip pat verslumo skatinimo išlaidas ir veiksmingai užkirs kelią nedarbo plitimui šalyje. Be to, gavę paramą netekusieji darbo asmenys bus suinteresuoti patys ieškotis darbo ir greičiau įsidarbinti.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização foi criado para prestar um apoio complementar a trabalhadores atingidos pelas consequências de mudanças estruturais importantes dos padrões do comércio mundial. Em 5 de Outubro de 2011, a Comissão adoptou uma nova proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da Irlanda, a fim de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira mundial. Trata-se da vigésima-primeira candidatura a ser examinada no âmbito do orçamento para 2011 e refere-se à mobilização de um montante total de 1.387.819 euros do FEG a favor da Irlanda, tendo por base 842 casos de despedimento (dos quais 554 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 230 empresas da Divisão 71 (Actividades de arquitectura e de engenharia; actividades de ensaios e análises técnicas) da NACE Revisão 2 (3), nas regiões NUTS 2 de Border, Midlands and Western (IE01) e de Southern and Eastern (IE02), na Irlanda, durante os nove meses do período de referência, de 1 de Julho de 2009 a 31 de Março de 2010.

Cumprindo-se todos os requisitos necessários para accionar o presente mecanismo de ajuda financeira, votei favoravelmente o presente relatório.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Care colleghe e cari colleghi, Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è stato istituito per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze dei grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali, e valutata la piccola dimensione dell'economia orientata verso l'esportazione, l'Irlanda ha subito gli effetti della contrazione del credito sui suoi maggiori partner commerciali in seguito alla crisi finanziaria, legata, in questo caso specifico, alla crisi dei mutui sub-prime negli Stati Uniti a metà del 2007. Considerando che la contrazione del credito ha messo in gravi difficoltà le banche in Irlanda, influendo sui prestiti ipotecari e sull'attività edilizia del paese, esprimo il mio voto favorevole per la proposta di decisione di mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione nei confronti dell'Irlanda.

 
  
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  Phil Prendergast (S&D), in writing. − I am delighted that the European Parliament today cleared the payment of this money, which will assist almost 6 000 construction workers who have lost jobs in the wake of the Irish banking crisis. Our economic collapse had a particularly dramatic affect on the construction sector as the previous government had adopted an unsustainable development model. Roughly half the jobs in the construction sector between 2007 and 2010 were lost, so this money is a critical lifeline to those workers, renewing their hopes of finding employment again. This funding can be used for retraining and upskilling, occupational guidance or support for self-employment and enterprise creation. This can also include support to part-time students or apprentices. Together with the share contributed by the Irish Government, the funding for construction workers adds up to EUR 55 million and is also a welcome development in that it mobilises resources to assist workers from small and medium-size companies. I believe our government will keep in mind the mediocre management of EGF monies by the previous administration, and manage the programmes in a timely fashion, so as to get the best value for the money and avoid loss of funding due to missed deadlines.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), por escrito. O pedido apresentado pela Irlanda para intervenção do FEG diz respeito a 842 casos de despedimento (dos quais 554 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 230 empresas da Divisão 71 da NACE Rev. 2 (Actividades de arquitectura e de engenharia; actividades de ensaios e análises técnicas), nas regiões NUTS II de Border, Midlands and Western (IE01) e de Southern and Eastern (IE02), durante o período de referência de 1 de Julho de 2009 a 31 de Março de 2010. Trata-se de um pedido relacionado com a crise do crédito hipotecário, que afectou gravemente os bancos irlandeses, repercutindo-se igualmente no sector da construção.

De acordo com a avaliação da Comissão, esta candidatura preenche todos os critérios de elegibilidade definidos legalmente. Com efeito, nos termos do Regulamento do FEG, encontra-se prevista a intervenção do FEG em situações como esta em que, como consequência directa da crise económica e financeira mundial, se verifiquem "pelo menos 500 despedimentos num período de nove meses, em particular em pequenas ou médias empresas, numa divisão de nível 2 da NACE, numa região ou em duas regiões contíguas ao nível NUTS II". Votei, por isso, favoravelmente esta resolução, na expectativa de que a assistência aos trabalhadores despedidos possa ser disponibilizada de forma célere e eficiente.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. O Regulamento (CE) n.º 1927/2006 do Parlamento Europeu e do Conselho, de 20 de Dezembro de 2006, instituiu o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) com o objectivo de apoiar os trabalhadores que perdem os seus postos de trabalho devido a alterações estruturais no contexto da economia global.

Concordo com o relatório em causa devido ao facto de ser sensível aos 842 casos de despedimento ocorridos em 230 empresas dos subsectores de arquitectura e de engenharia, actividades de ensaios e análises técnicas localizadas nas regiões NUTS 2 de Border, Midlands e Western e de Southern e Eastern. Entendo que os 1.387.819,00 euros devem ser rapidamente afectados à presente candidatura da Construction 71, devendo a Comissão Europeia apoiar os trabalhadores que foram despedidos devido à crise do crédito hipotecário nos Estados Unidos, em meados de 2007, que afectou as exportações irlandesas.

Gostaria ainda de frisar que deverá ser adoptado um procedimento simples, rápido e eficiente para a aprovação das decisões relativas à mobilização do FEG, a fim de prestar um apoio individual, pontual e temporário destinado a ajudar trabalhadores despedidos como consequência da globalização e da crise económico-financeira.

 
  
  

Report: Barbara Matera (A7-0376/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už finansinės pagalbos Airijai skyrimą. Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondas įsteigtas siekiant teikti papildomą pagalbą darbuotojams, nukentėjusiems nuo didelių pasaulio prekybos sistemos struktūrinių pokyčių. Airija kreipėsi pagalbos dėl 3 382 atleidimo atvejų 1 560 įmonėse, kurios vykdo veiklą specializuotų statybų srityje. Ši paraiška atitinka finansinei paramai taikomus reikalavimus, todėl pritariu 21 664 148 EUR sumos skyrimui.

 
  
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  Regina Bastos (PPE), por escrito. O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) foi criado em 2006 para prestar assistência adicional aos trabalhadores afectados pelas consequências de mudanças importantes na estrutura do comércio internacional e para ajudar à sua reintegração no mercado de trabalho. A partir de 1 de Maio de 2009, o âmbito de aplicação do FEG foi alargado, passando a incluir o apoio a trabalhadores despedidos em consequência directa da crise económica, financeira e social. Nesta altura em que nos vemos confrontados com esta grave crise, de que se destaca o aumento do desemprego como uma das principais consequências, a UE deverá utilizar todos os meios ao seu alcance para reagir, nomeadamente no que se refere aos apoios a prestar às pessoas que ficaram sem emprego de um dia para o outro. Assim, apoiei o presente relatório relativo à mobilização de 21 664 148 euros do FEG a favor da Irlanda com o objectivo de apoiar os trabalhadores despedidos por 1 560 empresas da Divisão 43 (actividades de construção especializadas) nas regiões de Border, Midlands and Western e de Southern and Eastern.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − La domanda di mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione in questione fa parte di una richiesta più ampia da parte dell'Irlanda per un importo totale di 35 741 805 ERU a favore di 5.987 esuberi ammessi all'assistenza in 3.272 imprese operanti nel settore delle costruzioni. In dettaglio, la domanda in esame "Construction 43" chiede la mobilitazione del FEG per un importo di 21 664 148 EUR per l'Irlanda in relazione a 2.228 esuberi ammessi. Non presentando punti critici e rispettando i criteri di ammissibilità previsti, ho espresso voto favorevole a questa relazione.

 
  
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  John Bufton (EFD), in writing. − Although I have great sympathy for those 6000 redundant workers from 300 companies active in construction, architecture, engineering and technical testing in Ireland, I can not support this report. I believe that UK taxpayers’ money, which provides a significant contribution to the EU and thus Global Adjustment Fund budget, is better concentrated on providing jobs for unemployed workers in the UK. Unemployment in the UK continues to rise to unexpected levels. Many of our heavy industries have shut down and our workforce is inundated with EU migrants. Many of Brits have lost their jobs in industries that have relocated to other EU countries under EU law to then find that their contributions as taxpayers are being spent by the EU in assisting unemployed people in Ireland. As unemployment continues to rise in the UK, particularly blighting some of the former mining towns in Wales, I cannot justify assenting to aid newly unemployed workers abroad when long-term unemployed people continue to suffer in communities in my constituency. I was elected to support them and make sure their interests are properly represented therefore I cannot agree to that kind of use of British taxpayers’ money.

 
  
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  Carlos Coelho (PPE), por escrito. Dadas as diversas repercussões que a Irlanda tem vindo a sofrer devido à sua frágil exposição à crise financeira do crédito hipotecário dos Estados Unidos e às mudanças estruturais nos padrões do comércio mundial, considerei importante apoiar este relatório que prestará uma vital assistência temporária e pontual aos trabalhadores desempregados. Além disso, acredito no fim para o qual a mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG), num montante total de 21.664.148 euros a favor da Irlanda, irá ser aplicado. Este apoio à reintegração da Irlanda no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da globalização e da crise económico-financeira global é fundamental para salvaguardar 2.228 casos de despedimentos, que ocorreram em 1.560 empresas da Divisão 43.

Do pacote de medidas propostas pela Comissão, gostaria de dar especial relevo a duas de carácter peremptório, nomeadamente: a orientação profissional, no sentido em que serão organizadas sessões de aconselhamento individual aos trabalhadores desempregados, com o intuito de lhes proporcionar direcções quanto às fases a percorrer no regresso à actividade laboral, e também os programas de ensino e formação profissional, de segundo nível e apoios ao rendimento elaborados para a cada vez mais importante actualização de competências num contexto de crescente competitividade num mundo cada vez mais globalizado.

 
  
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  Mário David (PPE), por escrito. À semelhança das posições que assumi relativamente aos relatórios A7-0375/2011 e A7-0377/2011, voto favoravelmente este relatório, pois também esta candidatura irlandesa se enquadra nos apoios previstos no Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização. Lembro mais uma vez que este Fundo está vocacionado para apoiar os trabalhadores atingidos por alterações estruturais importantes na conjuntura do comércio mundial e para os apoiar na sua reintegração no mercado de trabalho. Desejo igualmente que a mobilização do Fundo seja célere e que produza os efeitos pretendidos, de forma a minorar o drama psicológico, social e económico vivido pelos trabalhadores atingidos.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), por escrito. Votei a favor desta proposta por entender que a mesma dará um contributo útil para a redução das elevadas taxas de desemprego da Irlanda. Na sequência da grave crise financeira internacional, a procura de mão-de-obra no sector da construção civil irlandês caiu para cerca de metade, não se perspectivando uma rápida recuperação deste sector. Assim sendo, importa contribuir para a requalificação de parte da sua mão-de-obra desempregada e, para esse efeito, justifica-se o uso do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), por escrito. No contexto mais amplo da construção civil, as actividades especializadas de construção não foram poupadas à crise económica e financeira que presentemente grassa na Irlanda. Na verdade, 3 382 trabalhadores perderam os seus empregos. De entre estes, 2 228 poderão receber auxílio do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização. Faço votos de que a Irlanda, tal como Portugal, a Grécia e demais países em dificuldade, possa ser capaz de dar resposta adequada aos problemas com que se confronta e que o FEG possa ser um meio eficaz de auxiliar os trabalhadores num período de particular dificuldade. Para isso, é necessário que o FEG seja mobilizado atempadamente e que a sua utilização seja adequada e proporcional às situações de desemprego efectivamente verificadas.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. Este é mais um relatório sobre a mobilização do FEG. A favor da Irlanda. Esta é a vigésima candidatura a ser examinada no âmbito do orçamento de 2011 e refere-se à mobilização de um montante total de 21 664 148 euros do FEG. A candidatura reporta-se a 3 382 casos de despedimento (dos quais 2 228 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 1 560 empresas da Divisão 43 (Actividades especializadas de construção), durante os nove meses do período de referência iniciado em 1 de Julho de 2009.

É por situações como esta que, no país que vem sendo apontado como caso de sucesso, de entre os países vítimas dos programas FMI-UE, dezenas de milhares de pessoas partem do país, semanalmente, à procura de trabalho noutras paragens. Fazendo lembrar outras vagas de emigração que aconteceram noutras fases negras da História irlandesa.

O governo irlandês refere que a crise do crédito afectou gravemente os bancos da Irlanda, repercutindo-se igualmente nos empréstimos hipotecários e na actividade de construção no país. Quando a crise se instalou, a percentagem de trabalhadores no sector da construção na Irlanda caiu de 12,25 % no quarto trimestre de 2007 para 9,2 % no primeiro trimestre de 2009 e 6,25 % no terceiro trimestre de 2010.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. Desta vez, a favor da Irlanda. Em 5 de Outubro de 2011, a Comissão adoptou uma nova proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da Irlanda, a fim de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira mundial.

Esta é a vigésima candidatura a ser examinada no âmbito do orçamento de 2011 e refere-se à mobilização de um montante total de 21 664 148 euros do FEG a favor da Irlanda. A candidatura reporta-se a 3 382 casos de despedimento (dos quais, 2 228 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 1 560 empresas da Divisão 43 (Actividades especializadas de construção), durante os nove meses do período de referência iniciado em 1 de Julho de 2009. A candidatura foi apresentada à CE em 9 de Junho de 2010 e complementada com informações adicionais até 17 de Junho de 2011.

O governo irlandês refere que a crise do crédito afectou gravemente os bancos da Irlanda, repercutindo-se igualmente nos empréstimos hipotecários e na actividade de construção no país. Quando a crise se instalou, a percentagem de trabalhadores no sector da construção na Irlanda caiu de 12,25 % no quarto trimestre de 2007 para 9,2 % no primeiro trimestre de 2009 e 6,25 % no terceiro trimestre de 2010.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne. − Bod 28 Medziinštitucionálnej dohody zo 17. mája 2006 medzi Európskym parlamentom, Radou a Komisiou o rozpočtovej disciplíne a riadnom finančnom hospodárení umožňuje uvoľnenie prostriedkov z Európskeho fondu na prispôsobenie sa globalizácii (EGF) prostredníctvom nástroja flexibility s ročným stropom 500 mil. EUR nad rámec príslušných okruhov finančného rámca. Zo strany Európskej únie boli vytvorené vhodné legislatívne a rozpočtové nástroje s cieľom poskytovať dodatočnú podporu pracovníkom zasiahnutým dôsledkami veľkých zmien v štruktúre svetového obchodu a pomáhať im pri opätovnom začleňovaní do trhu práce. V júni 2010 Írsko podalo žiadosť EGF/2010/20 IE/Construction 43 o finančný príspevok z fondu EGF v dôsledku prepúšťania v 1 560 podnikoch (3 382 prepustených pracovníkov, pričom pomoc je určená 2 228 z nich) pôsobiacich v divízii 43 – Špecializované stavebné práce – klasifikácie NACE Revision 2 v írskych regiónoch Border, Midlands and Western (IE01) a Southern and Eastern (IE02) na úrovni NUTS II. Predkladaná žiadosť je jednou z troch žiadostí týkajúcich sa odvetvia stavebníctva v Írsku. A keďže po dôkladnom preskúmaní Komisia dospela k záveru, že boli náležite splnené všetky podmienky stanovené pre poskytnutie finančnej pomoci, je opodstatnené žiadosti vyhovieť.

 
  
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  Jim Higgins (PPE), i scríbhinn. − Cuirim fáilte roimh an airgead seo chun athoiliúint a chur ar fáil dóibh siúd atá dífhostaithe de bharr na géarchéime eacnamaíochta. Caithfimid breathnú áfach ar struchtúr na scéime seo, mar níl sé sách solúbtha faoi láthair.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondas įsteigtas siekiant teikti papildomą pagalbą darbuotojams, nukentėjusiems nuo didelių pasaulio prekybos sistemos struktūrinių pokyčių. 2011 m. spalio 5 d. Komisija priėmė naują pasiūlymą dėl sprendimo dėl EGF lėšų mobilizavimo Airijai siekiant remti darbuotojų, atleistų iš darbo dėl pasaulinės finansų ir ekonomikos krizės padarinių, pakartotinę integraciją į darbo rinką. Pritariau šiam dokumentui, kadangi šiuo konkrečiu atveju tai susiję su antrinės hipotekinių paskolų rinkos krize Jungtinėse Amerikos Valstijose 2007 m. viduryje. Mažos šalies Airijos ekonomika orientuota į eksportą, todėl Airijoje buvo juntamas kreditų krizės poveikis didžiausiems šalies prekybos partneriams. Kreditų krizė padarė didelį poveikį Airijos bankams, taip pat hipotekinėms paskoloms ir statybų sektoriui. Todėl Komisija siūlo mobilizuoti 21 664 148 EUR sumą.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I voted to give the green light to the mobilisation of the European Globalisation Adjustment Fund to assist 3382 workers in Ireland who have been made redundant due to the downturn in the construction industry.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE), in writing. − I voted in favour of this report, by which the European Globalisation Adjustment Fund has allocated substantial support, some EUR 21 664 148, to Ireland. I welcome this decision to allocate funds to support Irish workers in the sectors of architectural and engineering activities and technical testing and analysis made redundant as a direct result of the global financial crisis. This fund, designed to assist with retraining and back to work programmes, will be a welcome step in the right direction for redundant workers looking to diversify and develop new skill sets.

 
  
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  Nuno Melo (PPE), por escrito. A UE é um espaço de solidariedade no qual o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização se enquadra. Estes apoios são fundamentais para o auxílio aos desempregados e às vítimas das deslocalizações que se verificam num contexto globalizado. É cada vez maior o número de empresas que se deslocalizam, aproveitando os reduzidos preços do factor trabalho que são praticados em vários países, nomeadamente na China e na Índia, com efeitos nocivos para os países que respeitam os direitos dos trabalhadores. O FEG, que se destina a ajudar os trabalhadores vítimas da deslocalização de empresas, é fundamental para facilitar o acesso a um novo emprego. O FEG já foi no passado utilizado por outros países da UE, cabendo agora prestar esse auxílio à Irlanda, que apresentou um pedido de assistência relativamente a 3382 casos de despedimento (dos quais 2228 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 1560 empresas da Divisão 43 (Actividades especializadas de construção)(3) da NACE Revisão 2, nas regiões NUTS 2 de Border, Midlands and Western (IE01) e de Southern and Eastern (IE02).

 
  
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  Alexander Mirsky (S&D), in writing. − This is the twentieth application to be examined under the 2011 budget and refers to the mobilisation of a total amount of EUR 21 664 148 from the EGF for Ireland. It concerns 3 382 redundancies, 2 228 targeted for assistance, in 1 560 enterprises operating in the field of Specialised construction activities in Ireland, during the nine-month reference period from 1 July 2009 to 31 March 2010. It is necessary to help Ireland, but the criteria of the Fund should be amended to make it available in Latvia. I am in favour.

 
  
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  Rolandas Paksas (EFD), raštu. − Pritariu sprendimui skirti paramą Airijai, kadangi šios šalies statybų sektorius itin stipriai nukentėjo nuo ekonomikos ir finansų krizės ir dėl to buvo atleisti šimtai darbuotojų. Manau, kad skiriama suma yra pakankama, kad būtų sušvelninti kolektyvinio atleidimo padariniai, nukentėjusiems darbuotojams būtų sudarytos palankios sąlygos sugrįžti į darbo rinką ir įgyvendintos kitos aktyvios darbo rinkos priemonės. Be to, labai svarbu užtikrinti, kad gavę paramą netekusieji darbo asmenys būtų suinteresuoti patys ieškotis darbo ir greičiau įsidarbinti. Taigi teikiama pagalba turi būti dinamiška ir veiksminga, kad padengtų darbo paieškos, mokymų ir persikvalifikavimo, taip pat verslumo skatinimo išlaidas ir veiksmingai užkirstų kelią nedarbo plitimui šalyje.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização foi criado para prestar um apoio complementar a trabalhadores afectados pelas consequências de mudanças estruturais importantes nos padrões do comércio mundial.

A Comissão adoptou, em 5 de Outubro de 2011, uma nova proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da Irlanda, a fim de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira mundial. Trata-se da vigésima candidatura a ser examinada no âmbito do orçamento de 2011 e refere-se à mobilização de um montante total de 21.664.148 euros do FEG a favor da Irlanda, tendo por base 3382 casos de despedimento (dos quais 2228 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 1560 empresas da Divisão 43 (Actividades especializadas de construção) da NACE Revisão 2 (3), nas regiões NUTS 2 de Border, Midlands e Western (IE01) e de Southern and Eastern (IE02), na Irlanda, durante os nove meses do período de referência de 1 de Julho de 2009 a 31 de Março de 2010. Cumprindo-se todos os requisitos necessários para accionar o presente mecanismo de ajuda financeira, votei favoravelmente o presente relatório.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Care colleghe e cari colleghi, considerando che il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è stato istituito per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze dei grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali, la proposta di mobilitazione del Fondo a favore dell'Irlanda nasce dalla necessità di sostenere il reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori licenziati a causa della crisi finanziaria ed economica mondiale. Alla luce dei fatti esposti e considerata l'importanza della proposta di decisione in esame, esprimo il mio voto favorevole per la proposta di decisione considerando che questa possa prevedere misure a favore dell'orientamento professionale, dei programmi di formazione e relative indennità di formazione e sostegno e formazione sul luogo di lavoro e fuori dal luogo di lavoro per apprendisti licenziati.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), por escrito. O pedido apresentado pela Irlanda para intervenção do FEG refere-se a 3382 casos de despedimento (dos quais 2228 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 1560 empresas da Divisão 43 da NACE Rev. 2 (Actividades especializadas de construção), nas regiões NUTS II de Border, Midlands and Western (IE01) e de Southern and Eastern (IE02), durante os nove meses do período de referência de 1 de Julho de 2009 a 31 de Março de 2010. Trata-se de um pedido relacionado com a crise do crédito hipotecário, que afectou gravemente os bancos irlandeses, repercutindo-se igualmente no sector da construção. De acordo com a avaliação da Comissão, esta candidatura preenche todos os critérios de elegibilidade definidos legalmente. Com efeito, nos termos do Regulamento do FEG, encontra-se prevista a sua intervenção em situações como esta em que, como consequência directa da crise económica e financeira mundial, se verifiquem pelo menos 500 despedimentos num período de nove meses, em particular em pequenas ou médias empresas, numa divisão de nível 2 da NACE, numa região ou em duas regiões contíguas ao nível NUTS II. Votei, por isso, favoravelmente esta resolução, na expectativa de que a assistência aos trabalhadores despedidos possa ser disponibilizada de forma célere e eficiente.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. O Regulamento n.º 1927/2006 do Parlamento Europeu e do Conselho, de 20 de Dezembro de 2006, instituiu o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) com o objectivo de apoiar os trabalhadores que perdem os seus postos de trabalho devido a alterações estruturais no contexto da economia global. Subscrevo integralmente o presente relatório dado que é importante salvaguardar as condições sociais e económicas dos 3382 trabalhadores despedidos na sequência do encerramento de 1560 empresas do subsector das actividades especializadas de construção. Devido ao facto da presente candidatura respeitar os requisitos para a determinação das contribuições financeiras, previstos no artigo 10.º do Regulamento (CE) n.º 1927/2006, concordo com a mobilização de 21.664.148,00 euros. Gostaria ainda de salientar que o FEG não deverá substituir as responsabilidades legais e financeiras da Construction 43, sendo este um apoio complementar concedido pela União Europeia para diminuir as dificuldades sociais que os trabalhadores irão enfrentar.

 
  
  

Report: Barbara Matera (A7-0379/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už finansinės pagalbos Austrijai skyrimą. Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondas įsteigtas siekiant teikti papildomą pagalbą darbuotojams, nukentėjusiems nuo didelių pasaulio prekybos sistemos struktūrinių pokyčių. Austrija kreipėsi pagalbos dėl 2338 atleidimo atvejų 706 įmonėse, kurios vykdo veiklą sausumos transporto ir transportavimo vamzdynais srityse. Ši paraiška atitinka finansinei paramai taikomus reikalavimus, todėl pritariu 3 643 770 EUR sumos skyrimui.

 
  
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  Regina Bastos (PPE), por escrito. O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) foi criado em 2006 para prestar assistência adicional aos trabalhadores afectados pelas consequências de mudanças importantes na estrutura do comércio internacional e para ajudar à sua reintegração no mercado de trabalho. A partir de 1 de Maio de 2009, o âmbito de aplicação do FEG foi alargado, passando a incluir o apoio a trabalhadores despedidos em consequência directa da crise económica, financeira e social. Nesta altura em que nos vemos confrontados com esta grave crise, de que se destaca o aumento do desemprego como uma das principais consequências, a UE deverá utilizar todos os meios ao seu alcance para reagir, nomeadamente no que se refere aos apoios a prestar às pessoas que ficaram sem emprego de um dia para o outro. Assim, apoiei o presente relatório relativo à mobilização de 3 643 770 euros do FEG a favor da Áustria com o objectivo de apoiar os trabalhadores despedidos por 706 empresas da divisão 49 (Transportes terrestres e transportes por oleodutos ou gasodutos) nas regiões de Niederösterreich e Oberösterreich.

 
  
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  George Becali (NI), în scris. − În cazul acestui raport am susținut prin vot propunerea doamnei raportor de a fi disponibilizate cele 3,6 milioane de euro necesare asistării celor 2 388 de persoane concediate din domeniul transporturilor terestre şi prin conducte în Austria.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è uno strumento che ha lo scopo di sostenere il reinserimento dei lavoratori che hanno perso il lavoro a causa del processo di globalizzazione dei mercati mondiali in atto. Tale fondo è a favore dei lavoratori e non vuole in alcun modo agire a beneficio dell'azienda che ha effettuato i licenziamenti. Per quanto riguarda la mobilitazione del fondo per il caso in questione, ho espresso un voto a favore perché non presenta alcuna criticità e la domanda rispetta i criteri di ammissibilità previsti. L'Austria richiede una mobilitazione di 3 643 770 EUR per 502 lavoratori ammessi all'assistenza operanti nel settore "trasporto terrestre e trasporto mediante condotte".

 
  
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  Carlos Coelho (PPE), por escrito. Tendo em conta as diversas repercussões que a Áustria tem vindo a sofrer devido à sua frágil exposição à crise financeira e às mudanças estruturais nos padrões do comércio mundial, considerei importante apoiar este relatório que prestará uma vital assistência temporária e pontual aos trabalhadores desempregados. Acredito no fim para o qual a mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG), num montante total de 3.643.770 euros a favor da Áustria, irá ser aplicado. Este apoio à reintegração da Áustria no mercado de trabalho dos trabalhadores despedidos em consequência da globalização e da crise económico-financeira global é fundamental para salvaguardar 502 casos de despedimentos que ocorreram em 706 empresas da Divisão 49. Do pacote de medidas propostas pela comissão, gostaria de dar especial relevo a duas de carácter peremptório, em relação, nomeadamente, à orientação profissional: a organização de sessões de desenvolvimento de competências com o intuito de alargar perspectivas de carreira, assim como de pequenas aulas de empreendedorismo e estágios de uma semana em empresas do sector, elementares para fazer face a um mundo cada vez mais competitivo e onde uma redefinição/actualização de perfil poderá fazer a diferença.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), por escrito. O decréscimo acentuado no negócio de transporte de carga na Áustria sofreu um aumento abrupto, lançando no desemprego 2 338 trabalhadores do sector, provindos das regiões de Niederösterreich e Oberösterreich. Esta redução é tanto mais preocupante quanto o papel relativamente central daquele país no contexto da União faria pensar que a sua actividade transportadora poderia ter ficado a salvo da retracção económica que se sente. Não obstante, verifica-se que assim não é e que os seus trabalhadores e as suas empresas foram duramente afectados pela crise. Desejo que os trabalhadores afectados possam encontrar, com a brevidade possível, novas ocupações e que a indústria transportadora austríaca, tal como as dos demais Estados-Membros, possa voltar a prosperar e transportar produtos europeus para mercados intra e extracomunitários.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. O presente relatório, elaborado por Barbara Matera, debruça-se sobre a proposta de decisão do Parlamento Europeu e do Conselho relativa a mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento a Globalização (FEG), nos termos do n.º 28 do Acordo Interinstitucional de 17 de Maio de 2006, entre o Parlamento Europeu, o Conselho e a Comissão sobre a disciplina orçamental e a boa gestão financeira (processo EGF/2010/001 AT/ Niedersterreich - Obersterreich", Áustria). Em 22 de Setembro de 2011, a Comissão adoptou uma nova proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da Áustria, destinada a apoiar a reintegração de trabalhadores despedidos por causa da crise mundial. Trata-se da décima sétima candidatura examinada no âmbito do Orçamento da UE para 2011, apresentada à Comissão em 3 de Janeiro de 2011, sobre a mobilização de um montante de 3.643.770 euros, que pretende atenuar o efeito social provocado pelo despedimento de 2338 trabalhadores de 706 empresas da Divisão 49 da NACE Rev. 2 (Transportes terrestres e transportes por oleodutos ou gasodutos), nas regiões Niedersterreich (AT12) e Obersterreich (AT31), na Áustria (NUTS II). Como se encontram cumpridas as disposições legais exigidas, votei favoravelmente esta proposta de resolução, que espero que relance economicamente a região.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. Sucedem-se os pedidos de mobilização do FEG. Praticamente não há sessão em que este parlamento não seja chamado a aprovar a mobilização deste Fundo. Esta foi a décima sétima candidatura a ser examinada no âmbito do orçamento de 2011 e refere-se à mobilização de um montante total de 3 643 770 euros do FEG a favor da Áustria. Diz respeito a 2 338 casos de despedimento (dos quais 502 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 706 empresas da área dos transportes terrestres e transportes por oleodutos ou gasodutos, nas regiões da Niederösterreich e Oberösterreich, na Áustria, durante o período de referência de oito meses, de 1 de Fevereiro de 2010 a 31 de Outubro de 2010. A candidatura foi apresentada à Comissão em 3 de Janeiro de 2011.

Baseou-se nos critérios previstos no Regulamento FEG, que subordinam a intervenção à ocorrência de, pelo menos, 500 despedimentos, num período de nove meses, numa região ou em duas regiões contíguas de nível NUTS II de um Estado-Membro. Em 22 de Setembro de 2011, a Comissão adoptou uma nova proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da Áustria, a fim de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira mundial.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. Esta foi a décima sétima candidatura a ser examinada no âmbito do orçamento de 2011. Refere-se à mobilização de um montante total de 3 643 770 euros do FEG a favor da Áustria. Diz respeito a 2 338 casos de despedimento (dos quais 502 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 706 empresas da Divisão 49 da NACE Rev. 2 (Transportes terrestres e transportes por oleodutos ou gasodutos), nas regiões da Niederösterreich (AT12) e Oberösterreich (AT31) na Áustria, de nível NUTS II, durante o período de referência de oito meses, de 1 de Fevereiro de 2010 a 31 de Outubro de 2010. A candidatura foi apresentada à Comissão em 3 de Janeiro de 2011 e complementada com informações adicionais até 9 de Junho de 2011. Baseou-se nos critérios previstos no artigo 2.º, alínea b), do Regulamento FEG, que subordinam a intervenção à ocorrência de, pelo menos, 500 despedimentos, num período de nove meses, em empresas da mesma divisão da NACE Rev. 2, numa região ou em duas regiões contíguas de nível NUTS II de um Estado-Membro.

Em 22 de Setembro de 2011, a CE adoptou uma nova proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da Áustria, a fim de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira mundial.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne. − Európska únia ustanovila príslušné legislatívne a rozpočtové nástroje s cieľom poskytovať dodatočnú podporu pracovníkom, ktorí pociťujú dôsledky veľkých štrukturálnych zmien v usporiadaní svetového obchodu, a pomôcť pri ich opätovnom začleňovaní do trhu práce. Rozsah pôsobnosti Európskeho fondu na prispôsobenie sa globalizácii (EGF) bol rozšírený v prípade žiadostí podaných od 1. mája 2009, aby zahŕňal podporu pre pracovníkov prepustených v priamom dôsledku globálnej finančnej a hospodárskej krízy. Bod 28 Medziinštitucionálnej dohody zo 17. mája 2006 medzi Európskym parlamentom, Radou a Komisiou o rozpočtovej disciplíne a riadnom finančnom hospodárení umožňuje uvoľniť prostriedky z EGF prostredníctvom nástroja flexibility s ročným stropom vo výške 500 mil. EUR nad rámec príslušných okruhov finančného rámca.

Rakúsko predložilo 3. januára 2011 žiadosť EGF/2011/001 AT/Niederösterreich-Oberösterreich o finančný príspevok z EGF po prepúšťaní v 706 podnikoch zaradených do divízie 49 – Pozemná doprava a doprava potrubím – klasifikácie NACE Revision 2 v rakúskych regiónoch Dolné Rakúsko (Niederösterreich) (AT12) a Horné Rakúsko (Oberösterreich) (AT31) na úrovni NUTS II. Po dôkladnom preskúmaní žiadosti Komisia dospela k záveru, že boli splnené všetky podmienky stanovené pre poskytnutie príspevku, a teda je v súlade s príslušným nariadením Rakúsku finančný príspevok poskytnúť.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondas įsteigtas siekiant teikti papildomą pagalbą darbuotojams, nukentėjusiems nuo didelių pasaulio prekybos sistemos struktūrinių pokyčių. 2011 m. rugsėjo 22 d. Komisija priėmė naują pasiūlymą dėl sprendimo dėl EGF lėšų skyrimo Austrijai, siekdama paremti darbuotojų, kurie buvo atleisti iš darbo kilus pasaulinei finansų ir ekonomikos krizei, grįžimą į darbo rinką. Pritariau šiam dokumentui, kadangi šiuo konkrečiu atveju kalbama apie 2009 m. liepos ėn. 30–50 proc. sumažėjusią krovinių verslo apimtį. Sunkvežimių, kurių bendras leistinas svoris – 3,5 tonos, eismas 2009 m. pirmojoje pusėje sumažėjo 17 proc., palyginti su tuo pačiu ankstesnių metų laikotarpiu. Šios mažėjimo tendencijos tęsėsi 2010 m., todėl nemažai Austrijos kelių transporto įmonių turėjo atleisti darbuotojų. Austrijos teigimu, krizė, paveikusi Europos vartotojų elgseną ir lėmusi sumažėjusią prekių gamybą, padarė itin neigiamą įtaką transporto sektoriui, tik, palyginti su svarbiausiomis antrinio sektoriaus pramonės šakomis, tai atsiskleidė vėliau. Todėl Komisija siūlo mobilizuoti 3 643 770 EUR sumą.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE), par écrit. – Le Fonds européen d'ajustement à la mondialisation a pour objectif de soutenir la réinsertion des travailleurs européens touchés par des licenciements résultant directement de transformations profondes dans les échanges commerciaux internationaux. À terme, le fonds a aussi pour but d'aider les travailleurs licenciés à retrouver un nouvel emploi et à le conserver. Jusqu'au 31 décembre 2011, le fonds apporte également une aide aux travailleurs qui ont perdu leur emploi en raison de la crise financière et économique mondiale. Le Fonds européen d'ajustement est un outil indispensable. C'est pourquoi j'ai voté en faveur de ce rapport.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I voted to give the green light to the mobilisation of the European Globalisation Adjustment Fund to assist workers in Austria made redundant due to the global economic downturn.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE), in writing. − This report refers to the mobilisation of a total amount of EUR 3 643 770 from the European Globalisation Fund for Austria. It concerns assistance to retrain and up skill workers made redundant in the ‘Land transport and transport via pipelines’ sector. I voted in favour of the report.

 
  
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  Nuno Melo (PPE), por escrito. A UE é um espaço de solidariedade no qual o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização se enquadra. Estes apoios são fundamentais para o auxílio aos desempregados e às vítimas das deslocalizações que se verificam num contexto globalizado. É cada vez maior o número de empresas que se deslocalizam, aproveitando os reduzidos preços do factor trabalho que são praticados em vários países, nomeadamente na China e na Índia, com efeitos nocivos para os países que respeitam os direitos dos trabalhadores. O FEG, que se destina a ajudar os trabalhadores vítimas da deslocalização de empresas, é fundamental para facilitar o acesso a um novo emprego. O FEG já foi no passado utilizado por outros países da UE, cabendo agora dar esse auxílio à Áustria, que apresentou um pedido de assistência relativamente a 2338 casos de despedimento (dos quais 502 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 706 empresas da Divisão 49 («Transportes terrestres e transportes por oleodutos e gasodutos») da NACE Rev. 2 nas regiões NUTS 2 da Niederösterreich (AT12) e Oberösterreich (AT31).

 
  
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  Alexander Mirsky (S&D), in writing. − This is the seventeenth application to be examined under the 2011 budget and refers to the mobilisation of a total amount of EUR 3.643.770 from the EGF for Austria. It concerns 2 338 redundancies, of which are 502 targeted for assistance, 706 enterprises operating in the field of Land transport and transport via pipelines in Austria, during the nine-month reference period from 1 February 2010 to 31 October 2010. It is necessary to help Austria, but the criteria of the Fund should be amended to make it available in Latvia. I am in favour.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), schriftlich. Die Finanzkrise führte zu einem massiven Rückgang im Frachtbereich, der für Österreich im Juli 2009 zwischen 30 % und 50 % betrug. Bei Lastwagen mit einem zulässigen Gesamtgewicht von mehr als 3,5 Tonnen ging der Verkehr im ersten Halbjahr 2009 im Vergleich zum entsprechenden Vorjahreszeitraum um 17 % zurück. Dieser Abwärtstrend setzte sich 2010 fort mit dem Ergebnis, dass viele österreichische Fuhrunternehmen Mitarbeiter entlassen mussten. Der Konsumrückgang und die verringerte Warenproduktion hatten besonders heftige negative Auswirkungen auf den Transportsektor, die im Vergleich zu den Kernindustrien des Sekundärsektors erst mit zeitlicher Verzögerung eintraten. Ich stimme dafür, dass für die anstehenden Bildungsmaßnahmen Gelder aus dem Globalisierungsfonds verwendet werden.

 
  
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  Rolandas Paksas (EFD), raštu. − Pritariu sprendimui skirti paramą Austrijai transporto sektoriui, kuris stipriai nukentėjo nuo ekonomikos ir finansų krizės ir dėl to buvo atleista šimtai darbuotojų. Pažymėtina, kad krizė labiausiai paveikė mažas ir labai mažas transporto įmones. Manau, kad skiriama suma yra pakankama, kad būtų sudarytos palankios sąlygos sugrįžti į darbo rinką ir įgyvendintos kitos aktyvios darbo rinkos priemonės, kurios skatintų paramą gavusius asmenis savarankiškai ieškotis darbo ir greičiau įsidarbinti. Taigi teikiama pagalba turi būti dinamiška ir veiksminga, kad padengtų darbo paieškos, mokymų ir persikvalifikavimo, taip pat verslumo skatinimo išlaidas ir veiksmingai užkirstų kelią nedarbo plitimui šalyje.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização foi criado para prestar um apoio complementar a trabalhadores afectados pelas consequências de mudanças estruturais importantes dos padrões do comércio mundial. A Comissão adoptou, em 22 Setembro de 2011, uma nova proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da Áustria, a fim de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira mundial. Trata-se da décima sétima candidatura a ser examinada no âmbito do orçamento de 2011, referente à mobilização de um montante total de 3 643 770 euros do FEG a favor da Áustria, tendo por base 2338 casos de despedimento (dos quais 502 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 706 empresas da Divisão 49 da NACE Rev. 2 (“Transportes terrestres e transportes por oleodutos ou gasodutos”), nas regiões da Niederösterreich (AT12) e Oberösterreich (AT31) na Áustria, de nível NUTS II, durante o período de referência de oito meses de 1 de Fevereiro de 2010 a 31 de Outubro de 2010. Cumprindo-se todos os requisitos necessários para accionar o presente mecanismo de ajuda financeira, votei favoravelmente o presente relatório.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Care colleghe e cari colleghi, Considerando che il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è stato istituito per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze dei grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali, la proposta di mobilitazione del Fondo a favore dell'Austria nasce dalla necessità di sostenere il reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori licenziati a causa della crisi finanziaria ed economica mondiale. Alla luce dei fatti esposti e considerata l'importanza della proposta di decisione in esame, esprimo il mio voto favorevole per la proposta di decisione considerando che questa possa prevedere misure a favore dell'orientamento professionale, dei programmi di formazione e relative indennità di formazione e sostegno e formazione sul luogo di lavoro e fuori dal luogo di lavoro per apprendisti licenziati.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), por escrito. O pedido apresentado pela Áustria para intervenção do FEG diz respeito a 2338 casos de despedimento (dos quais 502 são potenciais beneficiários de assistência) que ocorreram em 706 empresas da Divisão 49 da NACE Rev. 2 (Transportes terrestres e transportes por oleodutos ou gasodutos), nas regiões NUTS II de Niederösterreich e Oberösterreich, durante o período de referência de 1 de Fevereiro de 2010 a 31 de Outubro de 2010. Trata-se de um pedido relacionado com o decréscimo de 30-50 % registado no negócio de carga na Áustria, em Julho de 2009, em consequência da crise e do seu impacto no consumo e produção de mercadorias. De acordo com a avaliação da Comissão, esta candidatura preenche todos os critérios de elegibilidade definidos legalmente. Com efeito, nos termos do Regulamento do FEG, encontra-se prevista a sua intervenção em situações como esta em que, como consequência directa da crise económica e financeira mundial, se verifiquem pelo menos 500 despedimentos num período de nove meses, em particular em pequenas ou médias empresas, numa divisão de nível 2 da NACE, numa região ou em duas regiões contíguas ao nível NUTS II. Votei, por isso, favoravelmente esta resolução, na expectativa de que a assistência aos trabalhadores despedidos possa ser disponibilizada de forma célere e eficiente.

 
  
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  Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE), per iscritto. − La Commissione europea, prendendo in esame la richiesta dell'Austria, ha valutato la crisi economico-finanziaria che ha creato esuberi e grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali. Nel 2009 in media in Europa i trasporti nazionali su strada a carico completo hanno registrato un -25% in termini di viaggi e un -27% in termini di fatturato rispetto all'anno precedente. I viaggi di trasporti internazionali a carico completo sono diminuiti in media del 22%, mentre il fatturato è sceso del 25%. In questo caso specifico, si tratta del calo del 30-50% del trasporto di merci registrato in Austria nel luglio 2009. Per i camion, il cui peso complessivo autorizzato supera le 3,5 tonnellate, nella prima metà del 2009 il traffico è diminuito del 17% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Tali tendenze al ribasso sono proseguite nel 2010, costringendo molte aziende di trasporto su strada austriache a effettuare licenziamenti. Certamente la crisi, che ha condizionato il comportamento dei consumatori europei e determinato una diminuzione nella produzione delle merci, ha avuto un impatto particolarmente negativo sul settore dei trasporti, manifestandosi successivamente rispetto ai comparti industriali di base del settore secondario.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. O Regulamento n.º 1927/2006 do Parlamento Europeu e do Conselho, de 20 de Dezembro de 2006, instituiu o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) com o objectivo de apoiar os trabalhadores que perdem os seus postos de trabalho devido a alterações estruturais no contexto da economia global. Concordo com o pedido de mobilização do FEG, efectuado pela Áustria, respeitante aos 2338 casos de despedimento ocorridos em 706 empresas localizadas nas regiões NUTS 2 da Niederösterreich e Oberösterreich. Entendo que a Comissão Europeia deverá mobilizar os 3.643.770 euros para ajudar na inserção profissional dos trabalhadores das empresas austríacas de transportes terrestres e transportes por oleodutos e gasodutos. O pacote financeiro agora aprovado deverá ser canalizado para suportar medidas de apoio na área da orientação profissional, da formação individual e da disponibilização de informações gerais através de canais específicos de emprego.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D), în scris. − Am votat pentru raportul referitor la mobilizarea Fondului european de ajustare la globalizare (FEAG) privind cererea Austriei în legătură cu concedierile masive din industria constructoare de maşini. Cererea se referă la mobilizarea din FEAG a unei sume totale de 3 643 770 EUR pentru Austria în legătură cu 2 338 de concedieri din 706 întreprinderi care îşi desfăşoară activitatea în domeniul transporturilor terestre şi al transportului prin conducte din regiunile Niederösterreich si Oberösterreich din Austria. Concedierile au avut loc în perioada cuprinsă între 1 februarie şi 31 octombrie 2010. Criza economică şi financiară a cauzat reducerea cu 30-50 % a activităţii de transport de mărfuri în Austria în iulie 2009. În ceea ce priveşte camioanele cu masa totală maximă autorizată de peste 3,5 tone, în prima jumătate a anului 2009, activitatea s-a redus cu 17 % în comparaţie cu aceeaşi perioadă din anul precedent. Aceste tendinţe de scădere au continuat în 2010 şi, în consecinţă, numeroase întreprinderi de transport rutier din Austria au fost nevoite să concedieze o parte din lucrători. Solicit Comisiei şi statelor membre simplificarea procedurilor de acordare a subvenţiilor, pentru ca persoanele concediate ca urmare a crizei economice şi financiare să poată beneficia de fondurile europene disponibile pentru reintegrarea lor pe piaţa muncii.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), schriftlich. Das Straßengüterverkehr, der 2009 EU-weit um 10 % zurückging, scheint sich langsamer zu erholen als andere Güterverkehrsbereiche, wobei das österreichische Straßentransportgeschäft im europaweiten Vergleich bereits erheblich stärker betroffen war (es brach um 30–50 % gegenüber 20–30 % ein), und der rückläufige Trend setzte sich 2010 fort. Diese negative Entwicklung betraf insbesondere kleine und kleinste Fuhrunternehmen in Ober- und Niederösterreich, die 2 338 Entlassungen vornehmen mussten. Die Betroffenen sind vorwiegend Lkw-Fahrer, die aufgrund mangelnder Qualifizierung nicht erfolgreich auf den Arbeitsmarkt zurückkehren konnten, wobei 51 der 502 zu unterstützenden Personen langfristige gesundheitliche Probleme oder eine Behinderung haben. Mit berufsorientierten Fortbildungsmöglichkeiten soll dem nun Abhilfe geschaffen werden, wobei das vorgeschlagene Maßnahmenpaket mit den sektorspezifischen Sozialpartnern abgestimmt wurde und vom staatlichen Arbeitsamt überwacht wird. Ich habe daher zugestimmt.

 
  
  

Report: Barbara Matera (A7-0378/2011)

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už finansinės pagalbos Graikijai skyrimą. Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondas įsteigtas siekiant teikti papildomą pagalbą darbuotojams, nukentėjusiems nuo didelių pasaulio prekybos sistemos struktūrinių pokyčių. Graikija kreipėsi pagalbos dėl 642 atleidimo atvejų 2 įmonėse, kurios vykdo veiklą mažmeninės prekybos srityje. Ši paraiška atitinka finansinei paramai taikomus reikalavimus, todėl pritariu 2 918 500 EUR sumos skyrimui.

 
  
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  Regina Bastos (PPE), por escrito. O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) foi criado em 2006 para prestar assistência adicional aos trabalhadores afectados pelas consequências de mudanças importantes na estrutura do comércio internacional e para ajudar à sua reintegração no mercado de trabalho. A partir de 1 de Maio de 2009, o âmbito de aplicação do FEG foi alargado, passando a incluir o apoio a trabalhadores despedidos em consequência directa da crise económica, financeira e social. Nesta altura em que nos vemos confrontados com esta grave crise, de que se destaca o aumento do desemprego como uma das principais consequências, a UE deverá utilizar todos os meios ao seu alcance para reagir, nomeadamente no que se refere aos apoios a prestar às pessoas que ficaram sem emprego de um dia para o outro. Assim, apoiei o presente relatório relativo à mobilização de 2 918 500 euros do FEG a favor da Grécia com o objectivo de apoiar os trabalhadores despedidos na empresa ALDI Hellas Supermarket Holding EPE & Assoc. E.E. e num dos seus fornecedores – Thessaloniki Logistics S.A.

 
  
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  George Becali (NI), în scris. În acest raport este vorba de ajutorul așteptat pentru reintegrarea pe piața muncii a 642 de oameni concediați din rețeaua ALDI. Autoritățile grecești au dreptate, în opinia mea. Aceste concedieri au fost generate de criza economică şi financiară şi am susținut prin vot acordarea ajutorului.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è uno strumento che ha lo scopo di sostenere il reinserimento dei lavoratori che hanno perso il lavoro a causa del processo di globalizzazione dei mercati mondiali in atto. Tale fondo è a favore dei lavoratori e non vuole in alcun modo agire a beneficio dell'azienda che ha effettuato i licenziamenti. Per quanto riguarda il caso in questione, mi sono espressa favorevolmente perché la richiesta della Grecia di mobilitare il FEG per un importo di 2 918 500 EUR, in relazione a 642 esuberi ammessi all'assistenza del Fondo, non presentava particolari criticità e rispondeva ai criteri necessari per attivarlo.

 
  
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  John Bufton (EFD), in writing. − Although I have great sympathy for redundant workers from ALDI Hellas/Greece, I believe that UK taxpayers’ money, which provides a significant contribution to the EU and thus Global Adjustment Fund budget, is better concentrated on providing jobs for unemployed workers in the UK. Unemployment in the UK continues to rise to unexpected levels. Many of our heavy industries have shut down and our workforce is inundated with EU migrants. It is a pure injustice towards hardworking Brits who have lost their jobs in industries that have relocated to other EU countries under EU law to then find that their contributions as taxpayers are being spent by the EU in assisting unemployed people in Greece. Increasingly the UK is becoming a hub for people who have fled their own EU Member States to try to earn more money or claim benefits in the UK, which they often send large proportions of back home rather than inject it into the local economy. As unemployment continues to rise in the UK, particularly blighting some of the former mining towns in Wales, I cannot justify assenting to aid newly unemployed workers abroad when long-term unemployed people continue to suffer in communities in my constituency. My constituents will not accept this, neither can I.

 
  
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  Νικόλαος Χουντής (GUE/NGL), γραπτώς. – Το Ευρωπαϊκό Ταμείο Παγκοσμιοποίησης, παρόλο που δεν αποτελεί την πραγματική λύση στο πρόβλημα της ανεργίας, προσφέρει μια ευκαιρία για μια ανάσα στις εκατοντάδες χιλιάδες άνεργους και στα προβλήματα που προκαλούνται στους εργαζόμενους της Ευρώπης λόγω της χρηματοπιστωτικής κρίσης και της νεοφιλελεύθερης παγκοσμιοποίησης. Είναι όμως ανεξήγητο το γιατί αποτελεί το πρώτο αίτημα από την Ελλάδα, η οποία μέχρι τώρα, δεν είχε ζητήσει την ενεργοποίηση του Ταμείου, με δεδομένα τα τεράστια ποσοστά ανεργίας (18,4 % η επίσημη ανεργία τον Αύγουστο) και παρά τις επανειλημμένες επισημάνσεις μου. Πιο συγκεκριμένα, η παρούσα έκθεση αποδέχεται το αίτημα που αφορά τη στήριξη των 642 απολυμένων από τα σούπερ μάρκετ ALDI. Παρά το γεγονός ότι η ελληνική κυβέρνηση ζήτησε ένα αρκετά χαμηλό ποσό, παρά το ότι παραμένει το ερώτημα αν οι σχετικοί πόροι θα αξιοποιηθούν κατάλληλα και αν θα υπάρξει και επόμενο αίτημα από την Ελλάδα, ψήφισα υπέρ της έκθεσης ώστε να λάβουν από το Ταμείο όσα δικαιούνται οι απολυμένοι των ALDI.

 
  
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  Carlos Coelho (PPE), por escrito. Tendo em conta as diversas repercussões que a Grécia tem vindo a sofrer devido à sua frágil exposição à crise financeira e às mudanças estruturais nos padrões do comércio mundial, considerei importante apoiar este relatório, que prestará uma vital assistência temporária e pontual aos trabalhadores desempregados. Além disso, acredito no fim para o qual a mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG), num montante total de 2.918.500 euros a favor da Grécia, irá ser aplicado. Este apoio à reintegração da Grécia no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da globalização e da crise económico-financeira global é fundamental para salvaguardar 642 casos de despedimentos que ocorreram em 2 empresas no sector de retalho (supermercado e fornecedor). Do pacote de medidas propostas pela comissão, gostaria de dar especial relevo a duas de carácter peremptório, tais como a contribuição para a criação de empresas, no sentido de incentivar os trabalhadores desempregados a criarem as suas próprias empresas, recebendo contributos que poderão alcançar o tecto de 20.000 euros para cobrir os custos de arranque, e a orientação profissional e o apoio à procura de emprego através de sessões de desenvolvimento de competências e currículo, facilitando, assim, técnicas de procura de emprego que são básicas num mundo cada vez mais globalizado.

 
  
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  Mário David (PPE), por escrito. À semelhança da posição que assumi relativamente às candidaturas irlandesas e austríaca, voto favoravelmente esta candidatura grega, que também se enquadra nos apoios previstos no Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização. Lembro que, mais uma vez, este fundo está vocacionado para apoiar os trabalhadores afectados por alterações estruturais importantes na conjuntura do comércio mundial, para os apoiar na sua reintegração no mercado de trabalho. E desejo igualmente que a mobilização do Fundo seja célere, sobretudo neste caso e em virtude do difícil momento que se vive actualmente na Grécia, de modo a minorar os dramas psicológico, social e económico vividos pelos trabalhadores afectados.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), por escrito. Votei a favor do relatório por considerar ser muito importante que a União Europeia apoie os Estados-Membros em maiores dificuldades no esforço estóico de reestruturação económica que têm vindo a fazer. Partilho da opinião de que os recursos em questão, oriundos do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização, poderão dar um contributo importante para que se atenue o crescimento do desemprego estrutural grego, minorando, por essa via, de forma sustentada, a crise económica e social que o país atravessa.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), por escrito. A Grécia é talvez o exemplo mais premente da tensão a que estão sujeitos os cidadãos, os Estados e as empresas no contexto da presente crise da Zona Euro. Esta crise europeia, aliada à global que tem afectado os mercados de todo o mundo ocidental, tem motivado sérios problemas às empresas helénicas e causado o despedimento de trabalhadores dos mais diversos sectores económicos naquele país. Multiplicam-se as imagens preocupantes de conflitualidade social, e dificilmente se vislumbra um caminho claro ou simples para a saída de todos os problemas que afectam a Grécia. Muitas esperanças estão colocadas no novo governo de unidade nacional, mas as incógnitas são muitas mais que as certezas. Sinal da retracção do mercado grego é o seu abandono por parte da cadeia alemã de supermercados ALDI, poucos anos depois do seu estabelecimento na Grécia, que conduziu ao desemprego 642 trabalhadores. Espero que a mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização possa minorar os problemas destes trabalhadores e permitir a sua reintegração no mercado de trabalho.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. O presente relatório diz respeito à proposta de decisão do Parlamento Europeu e do Conselho relativa a mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento a Globalização (FEG), nos termos do n.º 28 do Acordo Interinstitucional de 17 de Maio de 2006, entre o Parlamento Europeu, o Conselho e a Comissão, sobre a disciplina orçamental e a boa gestão financeira (candidatura EGF/2011/004 EL/ALDI Hellas, Grécia). A Comissão adoptou, em 22 de Setembro de 2011, uma nova proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da Grécia para apoiar a reintegração de trabalhadores despedidos por causa da crise mundial. A décima oitava candidatura, apresentada à Comissão no âmbito do Orçamento da UE para 2011, em 10 de Maio de 2011, sobre a mobilização de um montante de 2.918.500 euros, pretende atenuar o efeito social provocado pelo despedimento de 642 trabalhadores do sector do retalho (supermercado e fornecedor) nas regiões da Macedónia Central e da Ática. Voto favoravelmente esta proposta que concretiza os objectivos que levaram a UE à criação deste Fundo e espero que contribua para uma rápida recuperação do tecido económico das regiões referidas.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. Desta feita, o pedido de mobilização do FEG é feito a favor da Grécia, para apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise. Esta foi a 18.ª candidatura a ser examinada no âmbito do orçamento de 2011 e refere-se à mobilização de um montante total de 2 918 500 euros. Diz respeito a 642 casos de despedimento, todos potenciais beneficiários de assistência, em duas empresas do sector do retalho (supermercado e fornecedor) com actividade nas regiões da Macedónia Central e da Ática, bem como em outras regiões gregas, como a Macedónia Oriental – Trácia, Macedónia Ocidental, Epiro, Grécia Ocidental, Grécia Continental e Peloponeso – durante o período de referência de cinco meses compreendido entre 4 de Novembro de 2010 e 4 de Março de 2011.

Destes casos de despedimento, 88 estão fora do período de referência, mas dizem respeito ao mesmo procedimento de despedimento colectivo e ao evento que espoletou os despedimentos durante o período de referência. Como em situações anteriores, apesar do apoio a esta mobilização, aqui fica o protesto por não ter sido feito o suficiente para que a mesma não fosse necessária.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. Este relatório visa apoiar a mobilização do FEG a favor da Grécia. Foi em 22 de Setembro de 2011 que a Comissão adoptou uma nova proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da Grécia, a fim de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira mundial.

Esta candidatura refere-se à mobilização de um montante total de 2 918 500 euros do FEG a favor da Grécia. Diz respeito a 642 casos de despedimento, todos potenciais beneficiários de assistência, em duas empresas do sector do retalho (supermercado e fornecedor) com actividade em diversas regiões – durante o período de referência de cinco meses compreendido entre 4 de Novembro de 2010 e 4 de Março de 2011.

Destes casos de despedimento, 88 estão fora do período de referência, mas dizem respeito ao mesmo procedimento de despedimento colectivo e ao evento que espoletou os despedimentos durante o período de referência. A candidatura foi apresentada à Comissão em 10 de Maio de 2011 e complementada por informação adicional até 22 de Junho de 2011. A candidatura baseou-se nos critérios de intervenção específicos estabelecidos no artigo 2.°, alínea a), do Regulamento FEG.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne. − V bode 28 Medziinštitucionálnej dohody zo 17. mája 2006 medzi Európskym parlamentom, Radou a Komisiou o rozpočtovej disciplíne a riadnom finančnom hospodárení sa umožňuje uvoľnenie prostriedkov z Európskeho fondu na prispôsobenie sa globalizácii (EGF) prostredníctvom nástroja flexibility s ročným stropom 500 mil. EUR nad rámec príslušných okruhov finančného rámca. Začiatkom mája toho roku Grécko predložilo žiadosť EGF/2011/004 EL/ALDI Hellas o finančný príspevok z fondu EGF v súvislosti s prepúšťaním 642 pracovníkov spoločnosti ALDI Hellas Supermarket Holding EPE & Assoc. E.E. a dodávateľskej spoločnosti Thessaloniki Logistics S.A.v Grécku. Komisia predloženú žiadosť preskúmala a v súlade s článkom 10 nariadenia (ES) č. 1927/2006 dospela k záveru, že sú splnené podmienky na poskytnutie finančného príspevku podľa tohto nariadenia. Je teda na mieste, aby žiadosti Grécka o finančný príspevok bolo vyhovené.

 
  
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  Marian Harkin (ALDE), in writing. − I support the allocation of the Globalisation Adjustment Fund to workers in EL/ALDI Hellas/Greece. This is the first application from Greece and it is very important that Greek workers can access the fund. The Globalisation Adjustment Fund was designed as a solidarity instrument and during extremely difficult times in Greece, this is a small sign that the EU is delivering on its message of solidarity.

 
  
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  Jim Higgins (PPE), in writing. − I welcome the EGF, but stress the need for a more flexible approach for its administration into the future.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondas įsteigtas siekiant teikti papildomą pagalbą darbuotojams, nukentėjusiems nuo didelių pasaulio prekybos sistemos struktūrinių pokyčių. 2011 m. rugsėjo 22 d. Komisija priėmė naują pasiūlymą dėl sprendimo dėl EGF lėšų mobilizavimo Graikijai siekiant remti darbuotojų, atleistų iš darbo dėl pasaulinės finansų ir ekonomikos krizės padarinių, grįžimą į darbo rinką. Pritariau šiam dokumentui, kadangi šiuo konkrečiu atveju Graikija nurodo, kad ekonomikos ir finansų krizė turėjo pražūtingų pasekmių Graikijos ekonomikai. Taip pat sumažėjo vidutinės privačiojo sektoriaus pajamos. Tiesioginė sumažėjusių pajamų pasekmė buvo sumažėjęs vartojimas. 2009 m. Graikijos privataus galutinių vartojimo išlaidų rodiklių tendencijos yra neigiamos, taip pat kaip ir 27 valstybių šalių ES vidurkis. 2010 m. 27 ES valstybių narių lygmeniu privatus vartojimas padidėjo, o Graikijoje netgi dar labiau sumažėjo, palyginus su praėjusiais metais. Privataus vartojimo sumažėjimas turėjo didelį poveikį mažmeninės prekybos sektoriui ir ypač prekybos centrams. Todėl Komisija siūlo mobilizuoti 2 918 500 EUR sumą.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I voted to give the green light to the mobilisation of the European Globalisation Adjustment Fund to assist workers in the retail sector in Greece made redundant.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE), in writing. − This report, the eighteenth such application to be examined under the 2011 European Globalisation Fund budget, refers to the mobilisation of a total amount of EUR 2 918 500 for Greece. It concerns 642 redundancies, all targeted for assistance, in two enterprises in the retail sector (‘supermarket and supplier’). I voted in favour of the positive decision in respect of this application.

 
  
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  Nuno Melo (PPE), por escrito. A UE é um espaço de solidariedade no qual o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização se enquadra. Estes apoios são fundamentais para o auxílio aos desempregados e às vítimas das deslocalizações que se verificam num contexto globalizado. É cada vez maior o número de empresas que se deslocalizam, aproveitando os reduzidos preços do factor trabalho que são praticados em vários países, nomeadamente na China e na Índia, com efeitos nocivos para os países que respeitam os direitos dos trabalhadores. O FEG, que se destina a ajudar os trabalhadores vítimas da deslocalização de empresas, é fundamental para facilitar o acesso a um novo emprego. O FEG já foi no passado utilizado por outros países da UE, cabendo agora dar esse auxílio à Grécia que apresentou um pedido de assistência relativamente a 642 casos de despedimento, todos potenciais beneficiários de assistência, que ocorreram em duas empresas do sector do retalho (supermercado e fornecedor) com actividade nas regiões da Macedónia Central e da Ática, onde estava localizado o maior número de lojas ALDI; cadeia que registou igualmente casos de despedimentos noutras regiões da Grécia, designadamente na Macedónia Oriental – Trácia, Macedónia Ocidental, Epiro, Grécia Ocidental, Sterea Ellada e Peloponeso.

 
  
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  Alexander Mirsky (S&D), in writing. − This is the eighteenth application to be examined under the 2011 budget and refers to the mobilisation of a total amount of EUR 2 918 500 from the EGF for Greece. It concerns 642 redundancies, all targeted for assistance, in two enterprises in the retail sector (‘supermarket and supplier’) during the five-month reference period from 4 November 2010 to 4 March 2011. It is necessary to help Greece, but the criteria of the Fund should be amended to make it available in Latvia. I am in favour.

 
  
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  Rolandas Paksas (EFD), raštu. − Siekiant sušvelninti neigiamą globalizacijos poveikį, būtina tikslingai panaudoti Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondo skiriamą finansavimą. Labai svarbu užtikrinti, kad pagalba atleistiems darbuotojams būtų dinamiška ir teikiama kuo greičiau ir veiksmingiau. Pritariu sprendimui skirti paramą šioms Graikijos įmonėms, vykdančioms veiklą mažmeninės prekybos sektoriuje, kadangi dėl finansų ir ekonomikos krizės buvo atleista šimtai darbuotojų. Manau, kad skiriama suma yra pakankama, kad būtų sušvelninti kolektyvinio atleidimo šiame sektoriuje padariniai, ir nukentėjusiems darbuotojams bus sudarytos palankios sąlygos sugrįžti į darbo rinką. Ši parama padengs darbo paieškos, mokymų ir persikvalifikavimo, taip pat verslumo skatinimo išlaidas ir veiksmingai užkirs kelią nedarbo plitimui šalyje.

 
  
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  Γεώργιος Παπανικολάου (PPE), γραπτώς. – Υπερψήφισα την έκθεση. Η περίπτωση 642 απολυμένων – πρώην εργαζομένων στην Ελλάδα - λόγω αποχώρησης της εταιρίας ALDI από την ελληνική αγορά αποτελεί το πρώτο ελληνικό αίτημα για το οποίο κινητοποιείται το Ευρωπαϊκό Ταμείο προσαρμογής. Η κινητοποίηση του ΕΤΠ αφορά την παροχή εφάπαξ και χρονικά περιορισμένης ατομικής ενίσχυσης που αποσκοπεί στην υποστήριξη των εργαζομένων που απολύθηκαν ως αποτέλεσμα της παγκοσμιοποίησης και της χρηματοπιστωτικής και οικονομικής κρίσης. Η Ελλάδα με το δεύτερο σε μέγεθος ποσοστό ανεργίας στην ΕΕ αλλά και με την συνεχή απώλεια θέσεων εργασίας πρέπει να εκμεταλλευτεί και να αξιοποιήσει το ΕΚΤ στο μέγιστο δυνατό βαθμό εντάσσοντας πολύ περισσότερες περιπτώσεις που ανταποκρίνονται στα κριτήρια που θέτει το ταμείο. Εξάλλου, όπως προκύπτει από σχετική απάντηση της Επιτροπής σε ερώτημα μου, παρά τη ραγδαία αύξηση του αριθμού αιτήσεων για στήριξη από το ΕΤΠ από την αρχή της οικονομικής κρίσης, το συνολικό διαθέσιμο ποσό δεν έχει χρησιμοποιηθεί εξ’ ολοκλήρου και, για την ώρα, η Ελλάδα δεν έχει απευθύνει αίτημα για κινητοποίηση του ταμείου σε άλλες περιπτώσεις πέρα της προαναφερθείσας.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização foi criado para prestar um apoio complementar a trabalhadores afectados pelas consequências de mudanças estruturais importantes dos padrões do comércio mundial. A Comissão adoptou, em 22 Setembro de 2011, uma nova proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da Grécia, a fim de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira mundial. A décima oitava candidatura a ser examinada no âmbito do orçamento de 2011 refere-se à mobilização de um montante total de 2 918 500 euros do FEG a favor da Grécia, tendo por base 642 casos de despedimento, todos potenciais beneficiários de assistência, em duas empresas do sector do retalho (supermercado e fornecedor) com actividade nas regiões da Macedónia Central e da Ática, bem como em outras regiões gregas, como a Macedónia Oriental – Trácia, Macedónia Ocidental, Epiro, Grécia Ocidental, Grécia Continental e Peloponeso – durante o período de referência de cinco meses compreendido entre 4 de Novembro de 2010 e 4 de Março de 2011. Cumprindo-se todos os requisitos necessários para accionar o presente mecanismo de ajuda financeira, votei favoravelmente o presente relatório.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Care colleghe e cari colleghi, Considerando che il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è stato istituito per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze dei grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali, la proposta di mobilitazione del Fondo a favore della Grecia nasce dalla necessità di sostenere il reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori licenziati a causa della crisi finanziaria ed economica mondiale. Alla luce dei fatti esposti e considerata l'importanza della proposta di decisione in esame, esprimo il mio voto favorevole alla proposta di decisione considerando che questa possa prevedere misure a favore dell'orientamento professionale, dei programmi di formazione e relative indennità di formazione e sostegno e formazione sul luogo di lavoro e fuori dal luogo di lavoro per apprendisti licenziati.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), por escrito. O pedido apresentado pela Grécia para intervenção do FEG diz respeito a 642 casos de despedimento ocorridos em duas empresas do sector do retalho (supermercado e fornecedor). Trata-se de um pedido relacionado com as consequências devastadoras que a economia grega sofreu com a crise económico-financeira, designadamente em matéria de redução do consumo privado. De acordo com a avaliação da Comissão, esta candidatura preenche todos os critérios de elegibilidade definidos legalmente. Com efeito, nos termos do Regulamento do FEG, encontra-se prevista a sua intervenção em situações como esta em que, como consequência directa da crise económica e financeira mundial, se verifiquem pelo menos 500 despedimentos num período de quatro meses numa empresa de um Estado-Membro, incluindo-se neste número os trabalhadores despedidos de empresas suas fornecedoras ou produtoras a jusante. Votei, por isso, favoravelmente esta resolução, na expectativa de que a assistência aos trabalhadores despedidos possa ser disponibilizada de forma célere e eficiente.

 
  
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  Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE), per iscritto. − L'obiettivo di questa proposta è certamente quello di migliorare gli strumenti legislativi e di bilancio per fornire sostegno supplementare a tutti i lavoratori europei che risentono delle conseguenze dei grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali e per agevolare il loro reinserimento nel mercato del lavoro.

Nel contesto dell'attuale crisi economica e dei mercati, la Grecia ha richiesto assistenza in relazione a 642 esuberi, tutti ammessi all'assistenza del Fondo, in due imprese del settore delle vendite al dettaglio operanti nelle regioni della Macedonia centrale e dell'Attica, in cui si trova la maggior parte delle rivendite ALDI.

È quindi necessario che le istituzioni interessate compiano gli sforzi utili per migliorare le disposizioni procedurali e di bilancio al fine di accelerare la mobilitazione del FEG. Allo stesso tempo, è auspicabile anche l'introduzione di ulteriori miglioramenti procedurali nel quadro delle prossime revisioni del FEG e il raggiungimento di una maggiore efficienza, trasparenza e visibilità del Fondo.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. O Regulamento n.º 1927/2006 do Parlamento Europeu e do Conselho, de 20 de Dezembro de 2006, instituiu o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) com o objectivo de apoiar os trabalhadores que perdem os seus postos de trabalho devido a alterações estruturais no contexto da economia global. A Grécia apresentou um pedido de mobilização do FEG em relação a 642 casos de despedimento que ocorreram na empresa ALDI Hellas Supermarket Holding EPE & Assoc. E.E. e num dos seus fornecedores, Thessaloniki Logistics S.A., ambas localizadas nas regiões da Macedónia Central, Macedónia Oriental e Ática. O montante de 2.918.500,00 euros destina-se a financiar acções de assistência profissional a trabalhadores individuais, não sendo utilizado para reestruturar as empresas ou substituir as medidas que são da sua inteira responsabilidade, por força da legislação nacional ou de convenções colectivas. Entendo que o FEG deve financiar medidas activas de reinserção no mercado de trabalho, permitindo a aquisição de novas competências e a respectiva adequação das mesmas à nova realidade laboral.

 
  
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  Marie-Christine Vergiat (GUE/NGL), par écrit. – Le fonds européen d'ajustement à la mondialisation est un mécanisme qui devrait être largement controversé. Officiellement, ce fonds permet à l'Union européenne de financer des actions concrètes pour contrer les effets de la crise. Ce n'est qu'un cautère sur une jambe de bois.

Ce mécanisme n'est cependant utilisé que de manière ponctuelle. En réalité, il finance les plans de licenciement.

Aujourd'hui, dans le cas de la Grèce, c'est la chaîne ALDI et l'un de ses fournisseurs qui ont reçu le soutien de ce fonds. Le champion du hard-discount qui engrange plusieurs dizaines de milliards de chiffres d'affaires chaque année a licencié plus de 500 personnes dans deux magasins en Grèce.

Au moment où le peuple grec subit les mesures d'austérité imposées à son gouvernement par l'Union européenne, on encourage et finance une grande entreprise qui licencie.

J'ai donc voté contre ce rapport et je me désole de voir qu'une fois encore les fonds européens sont utilisés à mauvais escient.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), schriftlich. Das Unternehmen Aldi Hellas gab 2010 bekannt, alle seine Geschäfte in den Regionen Zentralmakedonien und Attika zu schließen, einer Region, die von der Krise schwer getroffen wurde. Allerdings verzeichnet Aldi Hellas bereits seit 2005 Verlust – die finanzielle Situation des Unternehmens war demnach schon vor der Krise im Argen. Ich habe daher abgelehnt.

 
  
  

Reports: Barbara Matera (A7-0375/2011), (A7-0377/2011), (A7-0376/2011),

 
  
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  Pat the Cope Gallagher (ALDE), in writing. − I welcome the overwhelming approval today by the European Parliament to approve the allocation of EUR 55 million of EU Globalisation Adjustment Fund (EGF) aid for the retraining of construction industry workers in Ireland. The three Irish North West MEPs initially approached the Irish Government with the proposal to seek funding from Europe. I am very pleased that our efforts have borne fruit and that this funding will now be available to retrain and up skill construction industry workers adversely affected by the slump in their sector. It is an imperative that every effort is made to ensure that the best possible opportunities are identified to equip workers for future employment opportunities. The three applications on behalf of 5,987 Irish construction industry workers will total EUR 55 million, of which the EU will provide EUR 35 million and Ireland EUR 20 million. The package of measures will include training programmes and training allowances, 2nd and 3rd level education programmes and supports, and redundant apprentices training programmes and supports.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − In favour. The European Globalisation Adjustment Fund has been created in order to provide additional assistance to workers suffering from the consequences of major structural changes in world trade patterns. According to the provisions of point 28 of the Interinstitutional Agreement of 17 May 2006 on budgetary discipline and sound financial management and of the Article 12 of Regulation (EC) No 1927/2006, the Fund may not exceed a maximum amount of EUR 500 million, drawn from the margin under the global expenditure ceiling from the previous year, and/or from the cancelled commitment appropriations from the previous two years, excluding those related to Heading 1b. The appropriate amounts are entered into the budget as a provision as soon as the sufficient margins and/or cancelled commitments have been identified.

As concerns the procedure, in order to activate the Fund the Commission, in case of a positive assessment of an application, presents to the budgetary authority a proposal for mobilisation of the Fund and, at the same time, a corresponding request for transfer. In parallel, a trilogue could be organised in order to find an agreement on the use of the Fund and the amounts required. The trilogue can take a simplified form.

 
  
  

Reports: Barbara Matera (A7-0375/2011), (A7-0378/2011), (A7-0377/2011), (A7-0376/2011), (A7-0379/2011)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente relatório dado que apresenta uma candidatura que preenche todos os critérios inerentes à mobilização do Fundo em questão. Neste momento de dificuldades, a Europa deve ser, mais do que nunca, uma União solidária.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE), par écrit. – Le Fonds européens d'ajustement à la mondialisation a pour objectif de soutenir la réinsertion des travailleurs européens touchés par des licenciements résultant directement de transformations profondes dans les échanges commerciaux internationaux. À terme, le Fonds a aussi pour but d'aider les travailleurs licenciés à retrouver un nouvel emploi et à le conserver. Jusqu'au 31 décembre 2011, le Fonds apporte également une aide aux travailleurs qui ont perdu leur emploi en raison de la crise financière et économique mondiale. Le Fonds européen d'ajustement est un outil indispensable. C'est pourquoi j'ai voté en faveur de ces rapports.

 
  
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  László Surján (PPE), írásban. − Ma öt kifizetést hagytunk jóvá a Globalizációs Alapból, egyet Görögországnak, hármat Írországnak, egyet Ausztriának. A támogatást nem a cégek és nem a kormányok kapják, hanem az érintett emberek. Mindig megszavazom az ilyen javaslatot, de tudom, hogy hiba van a koncepcióban. Pótcselekvés. Amint a szociálpolitika maga, úgy a munkanélküliség kezelése a tagállamok dolga. Van persze igazság abban, hogy amennyiben globális hatások eredményezik a bajt, akkor méltányos a globális segítség. Ám aligha hiszem, hogy ez a valódi megoldás, még ha minden kormánynak jól is jön, ha pénz áll a házhoz. Ha egy cég felméri, hogy érdemes a termelést például Ukrajnába telepítenie, mert ott, mondjuk, tizedét fizeti ki bérre, mint Görögországban, bizony elköltözik.

Az Unió fájdalomdíjként hozzájárul a magárahagyyott elbocsátottak átképzéséhez, vagy segélyezéséhez. De a baj a nyakunkon marad. Holnap egy másik cég szedi a sátorfát, s a nagyobb haszonért cserbenhagyja eddigi munkásait. Így alakul ki lassan a pincér Európa, ahová lelkesen fotózgató ázsiai turisták tömegei érkeznek, múltunk emlékeit csodálni. De termelés nincs. Komolyabban kellene e jelenséggel foglalkozni, mint egy európai fájdalomdíj odaadásával. Amíg nem késő.

 
  
  

Report: Filip Kaczmarek (A7-0315/2011)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente relatório. Acolho positivamente o facto de o ACP ter sido bem sucedido ao afirmar-se como interveniente fundamental na cooperação Norte-Sul. Contudo, deve ser dada mais atenção aos resultados concretos no terreno, ao trabalho da APP ACP-UE e à coerência entre as suas resoluções e as do Parlamento Europeu.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE), par écrit. – Sur le plan international, le Parlement européen entretient des relations avec différentes zones géographiques. Certaines de ces relations sont à un stade plus avancé, ce qui est le cas avec le groupe des Etats d’Afrique, des Caraïbes et du Pacifique (ACP). En 2010, l’Assemblée parlementaire paritaire ACP-UE s’est réunie deux fois. Au cours de ces réunions, l’accord de coopération entre les deux entités et le respect de l’engagement des Etats membres d’allouer 0,7% de leur RNB à l’aide au développement ont été abordés. Persuadée que le dialogue, basé sur des principes démocratiques, constitue le point de départ de toute bonne relation, j’ai voté en faveur du rapport Kaczmarek.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − Il lavoro del collega Kaczmarek consiste nella relazione annuale sui lavori dell'Assemblea paritetica ACP-UE per l'anno 2010. Ho espresso un voto favorevole alla relazione, perché ritengo sia ben equilibrata e dia interessanti suggerimenti per le attività future dell'Assemblea. Infatti, si invitano i parlamentari europei a una maggiore partecipazione ai lavori della stessa, si raccomanda la cooperazione tra paesi africani e europei per quanto riguarda il controllo democratico, si chiede di continuare a monitorare la situazione a Haiti, in Madagascar e nel Sudan del Sud, di inviare una missione nel Corno d'Africa e di portare avanti le attività di monitoraggio elettorale.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą, nes reikia skirti daugiau dėmesio Afrikos, Karibų jūros ir Ramiojo vandenyno valstybių grupės (AKR) ir ES jungtinės parlamentinės asamblėjos (JPA) veiklos rezultatams bei užtikrinti jos ir Europos Parlamento rezoliucijų suderinamumą. JPA savo kokybišku darbu pasiekė, kad būtų vertinamas Šiaurės ir Pietų bendradarbiavimas. Šiuo metu nacionalinės ir regioninės strategijos dokumentus Europos Komisija pateikia parlamentinei Europos Parlamento ir AKR šalių nacionalinių parlamentų kontrolei. Svarbu, kad Vystymosi komitetas ir JPA stebėtų padėtį ir užtikrintų, kad šia parlamentinės kontrolės priemone būtų veiksmingai naudojamasi. Asamblėja atliko ir toliau atlieka esminį vaidmenį prižiūrėdama derybas dėl ekonominės partnerystės susitarimų. Pagrindinių abiejų šalių derybininkų klausymai, susitikimai su ekonominiais ir socialiniais subjektais (formalių susitikimų ir kartu su jais vykdomų renginių metu) bei Europos ir Pietų šalių parlamentų narių bendravimas padėjo padidinti proceso skaidrumą ir prisidėjo prie to, kad būtų atsižvelgiama į vietos problemas. Kad ir kokia būtų derybų baigtis, Asamblėjos veikla turėjo neabejotinos įtakos šiam procesui.

 
  
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  Cristian Silviu Buşoi (ALDE), în scris. − Parteneriatul ACP-UE a demonstrat o importanţă crescândă în contextul parteneriatelor globale, cunoscând o dezvoltare pe multe niveluri, astfel că în prezent cuprinde măsuri referitoare la cooperarea economică, drepturile omului, relaţiile comerciale dintre UE şi şase regiuni ACP, precum şi de dialog politic. Consider relevant apelul către parlamentele naţionale ale ACP de sporire a implicării în procesul de întocmire a documentelor de strategie naţională cu privire la cooperarea dintre UE şi ţările respective pentru perioada 2008-2013. Importanţa acordată implicării femeilor în rezolvarea problemelor sociale ca violenţa de gen sau traficul de persoane este, de asemenea, importantă.

 
  
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  Carlos Coelho (PPE), por escrito. A Assembleia Parlamentar Paritária ACP-UE (APP) representa uma parceria global única no mundo que se tem vindo a desenvolver ao nível institucional e de conteúdos e que hoje engloba vectores como os da ajuda, a cooperação económica, os direitos humanos, as relações comerciais entre a UE e as seis regiões ACP e o diálogo político. No meu entender, é esta a riqueza que torna a cooperação ACP-UE um modelo único neste género de parcerias em torno do desenvolvimento. Congratulo-me, deste modo, com o facto de a APP ter em 2010 continuado a constituir um quadro para o diálogo aberto e aprofundado entre a UE e os países ACP, que se traduziu o ano passado em duas reuniões (Tenerife e Kinshasa), não deixando de lamentar a ausência do Conselho da UE nesta última.

Ressalvo a importância de a APP manter a pressão sobre os Estados-Membros da UE para que tomem medidas para cumprir os compromissos assumidos de concretização dos Objectivos do Milénio, um maior envolvimento dos parlamentos nacionais nos documentos de estratégia nacionais e regionais e na implementação do FED, bem como medidas de combate à pobreza, alterações climáticas e respeito rigoroso em todas as vertentes dos direitos humanos.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), por escrito. A Assembleia Parlamentar ACP-UE constitui um importante fórum de debate, reflexão e decisão entre parlamentares das duas regiões que, no quadro do Acordo de Cotonu, podem estreitar relações e conhecer melhor as respectivas realidades, bem como promover a troca de experiências e a adopção de melhores práticas. Neste contexto, o envolvimento dos parlamentos nacionais e das opiniões públicas respectivas é crucial para que aquilo que é decidido tenha impacto concreto na vida dos cidadãos e possa influir positivamente no debate político local. Lamento que a língua portuguesa, falada por não menos do que sete países no quadro da Assembleia Parlamentar Paritária ACP-UE, ainda não tenha visto justamente reconhecida a sua relevância e, consequentemente, não lhe tenham sido concedidas facilidades de tradução e interpretação e de acesso aos documentos em tempo útil, semelhantes às do inglês e do francês. Esta discriminação é inaceitável e tem persistido graças a argumentos pouco convincentes de ordem orçamental. Os prejuízos que acarretam para os povos dos países lusófonos são infinitamente superiores aos eventuais ganhos que semelhante obstinação tem permitido.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. Desde a origem da União Europeia que esta e os países de África, Caraíbas e Pacífico (países ACP) mantém relações privilegiadas no domínio da cooperação para o desenvolvimento, sobretudo a nível politico, económico e social. Actualmente, as relações entre a UE e os países ACP enquadram-se no Acordo de Cotonu assinado no ano de 2000. O presente relatório, elaborado por Filip Kaczmarek, faz um balanço da actividade da Assembleia Parlamentar Paritária ACP-UE, que se reuniu duas vezes em 2010, em Tenerife (Espanha) e Kinshasa (República Popular do Congo), tendo sido aprovadas nove resoluções e uma Declaração sobre a Segunda Revisão do Acordo de Cotunu. A Assembleia Parlamentar Paritária ACP-UE te um papel determinante no reforço do diálogo Norte/Sul, pelo que se torna imprescindível que o Parlamento Europeu se debruce sobre o funcionamento da mesma, de modo a atingirmos os nossos objectivos, quer quanto à reconstrução dos países em situação de pós-conflito, quer em relação ao funcionamento da democracia, sobretudo nos países que recebem ajuda internacional. Assim, voto favoravelmente este relatório, saúdo as medidas referidas e congratulo-me com a intenção da Comissão em colaborar na implementação do Acordo de Parceria de Cotonu.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. Este relatório faz um balanço sobre os trabalhos da Assembleia Parlamentar Paritária ACP-UE (APP), ao longo do ano de 2010. Nesse balanço, são identificados, e bem, alguns dos aspectos mais positivos do funcionamento desta Assembleia e, bem assim, as suas virtuosidades. Acompanhamos também o alerta para a necessidade de se prestar uma maior atenção aos trabalhos da APP e aos resultados obtidos. É também central a importância da existência de um papel activo dos Parlamentos Nacionais ACP. Todavia, consideramos que alguns dos assuntos abordados careciam de maior aprofundamento. Fizemo-lo, aliás, durante o debate em plenário, relativamente a questões tão importantes quanto os Acordos de Parceria Económica, o açambarcamento de terras e o peso da dívida externa e do seu serviço. Por outro lado, discordamos de alguns pontos da resolução, como por exemplo quando se defende a coerência entre as resoluções do Parlamento Europeu (PE) e as da APP. Na nossa opinião, uma das riquezas da APP reside, precisamente, na dissonância frequente com as posições dominantes no PE, relativamente a muitos assuntos. O que acaba por denotar (e ajudar a denunciar) as limitações e as contradições (e, com frequência, as segundas intenções!) da política de cooperação e desenvolvimento da União Europeia.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. Neste relatório analisa-se a actividade da Assembleia Parlamentar ACP-UE. Não sendo membro desta Assembleia, registo positivamente essa informação, embora não concorde com todas as informações aí contidas. Um tema que nos preocupa é a conclusão dos chamados Acordos de Parceria Económica e a insistência, por parte da Comissão Europeia, no livre comércio. Diz o relator, e bem, que é necessário prestar mais atenção aos resultados dos trabalhos da Assembleia Parlamentar ACP-UE. E desses trabalhos é possível constatar as repetidas resistências – justas, legítimas e inteiramente compreensíveis – que os países ACP têm demonstrado relativamente aos APE.

Tal como estão concebidos, podem ser muito lucrativos para algumas multinacionais europeias, mas serão desastrosos para estes países. Por último, uma referência à crise económica e financeira e aos seus efeitos sobre os países ACP, que exigem a anulação deste enorme fardo. É uma dívida já várias vezes paga e, não obstante, sempre crescente. Para acabar de vez com uma inaceitável espoliação de riqueza e para ajudar esses países, de forma efectiva, a encontrarem um caminho soberano e independente de desenvolvimento e de progresso social, é urgente anular essa dívida.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne. − Spoločné parlamentné zhromaždenie zasadalo v roku 2010 dvakrát. Devätnáste zasadnutie sa konalo od 6. do 9. apríla na Tenerife. Okrem správ stálych výborov boli na zasadnutí prijaté uznesenia o obnove Haiti po katastrofe a o situácii v Južnom Sudáne. Ďalej bolo prijatých šesť súborov záverov o dokumentoch o stratégii regiónu pre šesť regiónov AKT. Dvadsiate zasadnutie sa uskutočnilo od 30. novembra do 3. decembra v Kinshase. Zhromaždenie prijalo tri uznesenia zahrnuté do správ stálych výborov a dve naliehavé uznesenia o potravinovej bezpečnosti a situácii v sahelsko-saharskej oblasti a vyhlásenie o výsledkoch prezidentských volieb v Pobreží Slonoviny. Počas roka sa konalo aj jedno regionálne stretnutie na Mahé. Po roku 2009, keď neboli zorganizované žiadne vyšetrovacie misie Spoločného parlamentného zhromaždenia, dokázal sekretariát AKT v roku 2010 opäť finančne pokryť náklady potrebné na uskutočnenie troch misii: na Madagaskar, do Burundi a na Haiti.

Vďaka kvalitnej činnosti sa Spoločné parlamentné zhromaždenie stalo kľúčovým aktérom v oblasti spolupráce medzi severom a juhom. V súčasnosti predkladá Európska komisia Európskemu parlamentu a národným parlamentom krajín AKT na parlamentnú kontrolu dokumenty o stratégii krajín a regiónu. Je dôležité, aby Výbor pre rozvoj a SPZ sledovali situáciu a zabezpečili efektívne uplatňovanie tohto nástroja parlamentnej kontroly.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Pritariau dokumentui, kadangi Jungtinė parlamentinė asamblėja (JPA) ir toliau 2010 m. sudarė sąlygas atviram, demokratiniam ir gilesniam ES ir AKR šalių dialogui dėl Kotonu partnerystės susitarimo, įskaitant ekonominės partnerystės susitarimų (EPS) klausimą. Manau, kad reikia skirti daugiau dėmesio AKR ir ES jungtinės parlamentinės asamblėjos veiklos rezultatams ir užtikrinti jos ir Europos Parlamento rezoliucijų suderinamumą. Ypač būtina pabrėžti esminį AKR šalių parlamentų ir vietos valdžios institucijų bei nevalstybinių organizacijų vaidmenį atliekant nacionalinės ir regioninės strategijos dokumentų priežiūrą ir valdymą, taip pat vykdant Europos plėtros fondo (EPF) biudžetą. Pritariu ir nuomonei, kad derantis dėl EPS ir juos sudarant būtina griežta parlamentinė kontrolė. JPA ir toliau turi skatinti ES valstybes nares nedelsiant taikyti priemones, kad būtų pasiektas 0,7 proc. BNP tikslas ir įvykdyti Tūkstantmečio vystymosi tikslai, taip pat vykdyti savo konkrečius įsipareigojimus Afrikai ir mažiausiai išsivysčiusioms šalims. Tačiau šios priemonės turi būti visiškai skaidrios, daugiametės ir privalomos, taip pat apimti ir teisės aktus. Komisija turi suteikti AKR šalių parlamentams visą prieinamą informaciją ir padėti jiems vykdyti demokratinę kontrolę, ypač stiprinant gebėjimus šioje srityje.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE), par écrit. – Ce rapport d'initiative fait un état des lieux des travaux de l'Assemblée parlementaire paritaire (APP) ACP-UE pour l'année 2010. L'Assemblée parlementaire paritaire ACP-UE réunit 78 députés européens et 78 députés ACP. Elle se réunit deux fois par an - une fois en Europe et une fois dans un pays ACP. L'APP de 2010 s'est déroulée à Ténériffe (Espagne) et à Kinshasa (Congo). Divers thèmes ont été abordés et notamment l'impact du changement climatique sur les pays ACP, l'impact social de la crise mondiale, la sécurité alimentaire. Ayant été adopté en commission DEVE à l'unanimité et ne posant aucun problème, j'ai voté en faveur de ce rapport.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I voted for this Report which points out that through the quality of its work, the JPA has succeeded in establishing itself as a key player in North-South cooperation. The European Commission now subjects Country and Regional Strategy Papers to parliamentary scrutiny by both the European Parliament and the ACP countries’ national parliaments. It is important for the Committee on Development and the JPA to monitor the situation and ensure that effective use is made of this means of parliamentary scrutiny.

The Assembly has played, and continues to play, a key role in monitoring the negotiations on Economic Partnership Agreements (EPAs). Hearings of the head negotiators on both sides, meetings with economic and social players (both at formal meetings and at events held alongside them) and interaction between European and southern parliamentarians have helped to make the process more transparent and have made it easier to take local issues into account. Whatever the outcome of the negotiations, there can be no doubt that the Assembly’s work has had a bearing on the process.

 
  
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  Clemente Mastella (PPE), per iscritto. − Ci congratuliamo per i lavori portati avanti nel 2010 dalla nostra Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE che è riuscita, grazie alla qualità del suo lavoro, a imporsi come attore chiave della cooperazione Nord-Sud. Questa Assemblea continua a svolgere un ruolo importante nell'ambito della supervisione dei negoziati per gli accordi di partenariato economico (APE). Tutte le audizioni dei capi negoziatori di entrambe le parti, gli incontri con gli attori economici e la società, nonché l'interazione tra deputati europei e dei paesi del Sud hanno favorito la trasparenza del processo e una migliore considerazione delle realtà locali.

Nel 2010, poi, un importante risultato raggiunto è stato quello di aver negoziato alcune proposte per la seconda revisione dell'accordo di partenariato di Cotonou. Questa revisione prevede, infatti, il necessario rafforzamento del ruolo dell'Assemblea stessa nel controllo delle altre istituzioni, nonché ai fini del processo di regionalizzazione. L'entrata in vigore del trattato di Lisbona e l'istituzione del Servizio europeo per l'azione esterna incideranno enormemente sulle relazioni tra l'Assemblea parlamentare paritetica e le altre Istituzioni. Auspichiamo, quindi, che nel 2011 si ponga rimedio all'assenza del Consiglio dell'UE alla ventesima sessione e incoraggiamo una migliore collaborazione tra tutte le Istituzioni europee preposte.

 
  
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  Mario Mauro (PPE), per iscritto. − Il mio voto alla relazione dell’onorevole Kaczmarek è favorevole. Vengono individuate in modo pertinente i punti sui quali è bene continuare a lavorare come il monitoraggio delle elezioni e il sostegno alle imprese.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE), in writing. − I voted in favour of this report and commend the work of the Joint Parliamentary Assembly in 2010 in continuing to provide a framework for an open, democratic and in-depth dialogue between the European Union and the ACP countries.

 
  
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  Nuno Melo (PPE), por escrito. A Assembleia Parlamentar Paritária ACP-UE (APP) vem apresentando uma importância cada vez maior no quadro das parcerias globais, pois têm-se vindo a desenvolver em vários domínios, nomeadamente a nível institucional e de conteúdos, englobando já matérias como a ajuda, a cooperação económica, os direitos humanos, as relações comerciais entre a UE e as seis regiões ACP e o diálogo político. É esta diversidade de postos que torna esta cooperação ACP-UE um modelo único neste género de parcerias em torno do desenvolvimento. É, no entanto, importante que a APP mantenha a pressão sobre os Estados-Membros da UE para que estes tomem medidas que levem ao cumprimento dos compromissos assumidos para a concretização dos Objectivos do Milénio, ou seja, um maior envolvimento dos parlamentos nacionais nos documentos de estratégia nacionais e regionais e na implementação do FED, bem como medidas de combate à pobreza e às alterações climáticas e em prol do respeito rigoroso dos direitos humanos em todas as vertentes.

 
  
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  Louis Michel (ALDE), par écrit. – L'assemblée parlementaire paritaire est une institution unique au monde, acteur incontournable de la coopération Nord/Sud, moteur d’un partenariat dans lequel les élus se respectent, confrontent librement, sans tabou, leurs opinions pour forger un monde plus libre, plus juste, plus humain. Cette assemblée a réussi à créer une enceinte où le débat est ouvert, sans a priori et où le respect mutuel est la règle; ce qui nous permet d'avoir des débats vibrants, vifs, contradictoires et enrichissants. Elle a un véritable rôle d'impulsion politique. En 2010, nous n'avons donc écarté aucun débat qui touchent au destin du monde, que ce soit les OMD, les APE, le changement climatique, la sécurité alimentaire, Haïti, le Sud Soudan.... Ainsi nous avons par exemple salué à Kinshasa le magnifique travail du docteur Denis Mukwege qui tente de recréer un avenir aux femmes victimes de violences sexuelles, soulignant ainsi que l'impunité était inacceptable pour ce type de pratiques guerrières. Nous avons également abordé à Budapest le thème de l'homosexualité car toute minorité, quelle que soit la nature de ce qui la minorise, doit bénéficier de droits identiques.

 
  
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  Alexander Mirsky (S&D), in writing. − Since the report insists on the importance that the Joint Parliamentary Assembly monitors the situation in Africa, Caribbean Basin and Pacific Region I support it. I am in favour.

 
  
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  Mariya Nedelcheva (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur du rapport sur les travaux de l'Assemblée parlementaire paritaire ACP-UE en 2010. Ce rapport, très complet, rappelle le rôle central de l'APP, notamment suite à la révision en 2010 de l'accord de partenariat de Cotonou et à l'entrée en vigueur du traité de Lisbonne. L'APP est un acteur incontournable des relations Nord-Sud. Qu'il s'agisse du Fonds européen de développement (FED), de la négociation des Accords de partenariat économique (APE) ou encore du contrôle et du suivi des documents de stratégie régionale (DSR), l'Assemblée parlementaire paritaire est toujours au cœur des processus. J'aimerais rappeler l'importance d'inclure davantage les parlements nationaux au processus démocratique, à l'élaboration des DSR et du FED. Je veux rappeler également l'importance des missions conjointes d'observation électorale et des missions d'enquête de l'APP. Ces missions apportent une réelle valeur ajoutée sur le terrain. Il faut davantage les promouvoir. Nous devons continuer sur notre lancée pour faire de l'APP une instance à la hauteur des ambitions que nous lui avons assignées.

 
  
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  Rolandas Paksas (EFD), raštu. − Atsižvelgiant į tai, kad AKR ir ES jungtinė parlamentinė asamblėja yra didžiausias parlamentinis organas, apimantis šiaurės ir pietų šalis, jos veiklos rezultatams turi būti skiriamas didesnis dėmesys. Pažymėtina, kad asamblėja atliko ir toliau atlieka esminį vaidmenį prižiūrėdama derybas dėl ekonominės partnerystės susitarimų. Sveikintina, kad pagaliau buvo pradėtas atviras, demokratinis Europos Sąjungos ir AKR šalių dialogas dėl Kotonu partnerystės susitarimo. Manau, kad AKR šalių parlamentams reikia suteikti didesnę pagalbą, kad jie galėtų vykdyti efektyvią demokratinę kontrolę. Be to, mes turime dėti didesnes pastangas, kad kuo greičiau būtų pasiekti Tūkstantmečio vystymosi tikslai.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. Dei o meu voto favorável ao presente relatório sobre os trabalhos da Assembleia Parlamentar Paritária ACP-UE em 2010. Sublinho, neste relatório, o voto positivo que o parlamento dá à natureza crescentemente parlamentar e, por conseguinte, política da Assembleia Parlamentar Paritária. De destacar ainda o papel cada vez mais activo dos membros da Assembleia Parlamentar Paritária e a maior qualidade dos seus debates, o que tem contribuído para assegurar a importância vital da Assembleia Parlamentar Paritária para a parceria ACP-UE.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Care colleghe e cari colleghi, gli importanti impegni intrapresi dall’Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE oltre che la rilevanza delle decisioni prese, come la ricostruzione ad Haiti dopo la catastrofe, il monitoraggio della situazione nel Sudan meridionale oltre che il sostegno della sicurezza alimentare e la situazione nel Sahel-Sahara, hanno permesso all’Assemblea, grazie alla qualità del suo lavoro, di imporsi come attore chiave dela cooperazione nord-sud. Alla luce dei fatti esposti, e valutata l’importanza dell’Assemblea, esprimo il mio voto favorevole.

 
  
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  Phil Prendergast (S&D), in writing. − I commend this report from Mr. Kaczmarek. I wish to speak on two elements which concern the Africa Caribbean Pacific-European Union Joint Parliamentary Assembly. First, I endorse the call for a greater role for the national parliaments of African, Caribbean and Pacific countries, in the scrutiny and implementation of programmes such as the European Development Fund and the Country and Regional Strategy Papers. I would also call on the Commission to ensure that such an oversight role is formally recognised and protected in both the negotiation and execution of future ACP-EU JPA plans. Secondly, I support the call for EU and ACP countries to promote participation and dialogue on issues concerning gender violence and human trafficking. Frank and honest discussion of experiences common to countries in both the north and south of the globe, will undoubtedly highlight the ever-present danger of sexual crimes in both parts of the world.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), por escrito. A Assembleia Parlamentar Paritária ACP-UE reuniu duas vezes em 2010, em Tenerife e em Kinshasa. Por seu turno, as três comissões permanentes encontraram-se por quatro vezes: além de se reunirem nos dois períodos de sessões, encontraram-se, no período intermédio, por duas vezes, em Bruxelas. No âmbito dos trabalhos realizados, foram aprovadas resoluções que, entre outros aspectos, versaram sobre o Haiti, o Sudão do Sul, os resultados das eleições na Costa do Marfim e a situação na região de Sara-Sabel. Foram ainda organizadas missões de apuramento de factos e de observação de eleições. Salienta-se, como resultado da avaliação dos trabalhos do ano de 2010, que a APP desempenha, hoje, uma função de grande valia nas relações Sul-Norte, constituindo um bom fórum de diálogo entre os países dos dois hemisférios.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − In favour. The Joint Parliamentary Assembly met twice in 2010. The 19th session was held in Tenerife (Spain) from 6 to 9 April and the 20th session was held in Kinshasa (DRC) from 30 November to 3 December. Nine resolutions and the Declaration on the Second revision of the Cotonou Partnership Agreement were adopted. One regional meeting was also held during the year, in Mahé (Seychelles). In the course of its proceedings, the assembly welcomed the Member of the Commission with responsibility for development, Mr Andris Piebalgs. The successive Co-Presidents of the ACP-EU Council also attended the first session but only the ACP Council was represented in Kinshasa.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore di questa relazione perché offre un quadro completo ed esauriente delle attività dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE per l'anno 2010. Nelle varie sessioni tenutesi sono stati approvati documenti inerenti problematiche estremamente delicate, che vanno dalla risoluzione sulla ricostruzione ad Haiti dopo la catastrofe alla situazione nel Sudan meridionale, senza contare l'approvazione di sei serie di conclusioni sui documenti strategici regionali per le sei regioni ACP. L'obiettivo ora per l'Assemblea è quello di imporsi come attore chiave della cooperazione Nord-Sud del mondo, ricoprendo un ruolo via via sempre maggiore nell'ambito della supervisione dei negoziati per gli accordi di partenariato economico.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. Durante o ano de 2010, a Assembleia Parlamentar Paritária reuniu-se por duas vezes: de 6 a 9 de Junho, em Tenerife, em Espanha, e 30 de Novembro a 3 de Dezembro, em Kinshasa, na República Democrática do Congo. Destas reuniões resultaram nove resoluções e uma Declaração sobre a segunda revisão do Acordo de Parceria de Cotonu. Para além destas reuniões, teve também lugar em Mahé, nas Ilhas Seychelles, um encontro regional. Em 2010, foi reafirmada a importância de uma cooperação e de uma parceria entre a União Europeia e os países ACP, no sentido de promover um diálogo aprofundado, aberto e democrático sobre os Acordos de Cotonou e sobre os Acordos de Parceria Económica com as seis regiões ACP. Saliento a importância da implementação dos Documentos de Estratégia Regional e Nacional no que respeita à cooperação com a União Europeia até 2013 e apelo, deste modo, à Assembleia Parlamentar Paritária para que avance no sentido de contribuir para as metas dos objectivos do Milénio, destacando o carácter determinante da adopção de uma legislação clara, efectiva e transparente no âmbito dos compromissos assumidos.

 
  
  

Recommendation for second reading: Chrysoula Paliadeli (A7-0331/2011)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente relatório, devendo-se assegurar uma base sólida para a implementação da Marca do Património Europeu. Esta iniciativa será de importância fundamental para a promoção da história do nosso continente e da(s) nossa(s) cultura(s), assim como um importante instrumento para as futuras gerações, até do ponto de vista educativo. Devo salientar a riqueza natural das regiões ultraperiféricas, como os Açores, que com toda a certeza figurarão na lista de sítios aos quais se atribuirá esta marca.

 
  
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  Laima Liucija Andrikienė (PPE), in writing. − I fully support this report, which welcomes the Commission’s proposal to use the European Heritage Label as a tool, among other more efficient ways, to bridge the gap between the European Union and its citizens. The report suggests that, whereas the Commission proposed to award the label each year, Members consider that selecting sites every two years would ensure better quality of the selection process and of the selected sites. It states that transnational sites should be favoured, as they promote commonalities, and they should feature prominently in all Member States’ ordinary quota of two proposed sites per year. The report insists that the new label should not be a mere transformation of the old one: no transitional provisions should be needed but the new, well defined criteria must be the object of future negotiations with the Council. The Commission is also asked to inform Parliament, the Council and the Committee of the Regions at each stage of the selection process.

 
  
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  Roberta Angelilli (PPE), per iscritto. − Signor Presidente, ho votato a favore della proposta di risoluzione sul marchio del patrimonio europeo in quanto rafforza il senso di appartenenza dei cittadini europei all'Unione. Il marchio apporta indubbiamente un valore aggiunto per i siti ai quali sarà assegnato. Questi ultimi dovranno avere un valore simbolico per l'integrazione e la storia dell'Unione europea e verranno identificati su candidatura volontaria in relazione alle attività e alla dimensione educativa che offrono soprattutto per i giovani. L'identificazione di luoghi simbolo della storia e del patrimonio comune europeo rafforzerà l'identità europea, anche attraverso strumenti di cooperazione che favoriranno il dialogo interculturale, lo scambio di idee, progetti e buone pratiche, nonché un rapporto di solidarietà a vantaggio di tutta l'Europa.

 
  
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  Elena Oana Antonescu (PPE), în scris. − Marca patrimoniului european încearcă să îmbunătățească valoarea și profilul siturilor care au jucat un rol esențial în istoria și în construirea Uniunii Europene, pentru ca cetățenii europeni să aibă o mai bună înțelegere a construcției europene și a patrimoniului cultural comun. Distanța care separă Uniunea Europeană de cetățenii săi este legată într-o mare măsură de lipsa cunoștințelor despre istoria Europei, despre rolul Uniunii Europene și despre valorile pe care se bazează aceasta. Astfel, Marca patrimoniului european își propune să contribuie la apropierea cetățenilor de Europa și să întărească sentimentul de identitate europeană prin ameliorarea cunoștințelor despre istoria comună și patrimoniul comun european, în special în rândul tinerilor.

Implicarea Uniunii Europene în ceea ce privește Marca patrimoniului european va consolida coordonarea dintre statele membre și va contribui la elaborarea și aplicarea adecvată a unor criterii de selecție comune, clare și transparente și a unor proceduri noi de selecție și monitorizare a mărcii, asigurând astfel relevanța siturilor conform obiectivelor.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE), par écrit. – La mise en place d’un label du patrimoine européen à partir de 2013 vise à promouvoir l’identité européenne par le biais de l’histoire et du patrimoine européens. L’attribution de ce label se fera sur une base volontaire pour des sites culturels transnationaux. Favorable à toute initiative allant dans le sens d’un rapprochement entre l’UE et ses citoyens, j’ai voté en faveur du rapport Paliadeli.

 
  
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  George Becali (NI), în scris. − Susţin ideea unei mărci a patrimoniului european şi am votat în favoarea raportului colegei noastre. Sper ca această idee să genereze cetățenilor din cele 27 de state membre sentimentul că aparțin Uniunii şi că aceasta înseamnă diversitate, dar şi elemente comune de istorie şi de patrimoniu.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau už šią rekomendaciją, kadangi Taryba jau priėmė savo pirmojo svarstymo poziciją, kuri grindžiama susitarimu, suderėtu po pirmojo svarstymo Europos Parlamente. Komisijos pasiūlyme dėl Europos paveldo ženklo ypatingas dėmesys skiriamas šio ženklo pridėtinei vertei, palyginti su kitomis kultūros paveldo srityje įgyvendinamomis iniciatyvomis. Ženklas skiriamas ne dėl to, kad paveldo vieta graži, ar dėl jos architektūros ypatybių, o įvertinus jos simbolinę vertę Europos integracijai ir Sąjungos istorijai. Jis savaime siejamas ne su išsaugojimu, o su veikla, kuria galima užsiimti atitinkamose vietose, ir su jų švietimo matmenimi, ypač jei jis svarbus jaunimui lavinti. Pagaliau, bendradarbiaudamos paženklintos vietos galės veiksmingiau funkcionuoti. Europos Parlamentas su Taryba sutarė, jog kiekviena valstybė narė kas dvejus metus gali iš anksto atrinkti daugiausia dvi paveldo vietas – vieną šalies viduje ir vieną tarptautinę. Koordinuojanti šalis taiko tarptautinių paveldo vietų kvotą tik todėl, kad valstybės narės neprarastų ryžto dalyvauti šių paveldo vietų iniciatyvose. Nepriklausomų ekspertų grupė atrinks ne daugiau kaip vieną kiekvienos šalies siūlomą paveldo vietą, kuri gali pretenduoti į ženklą.

 
  
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  Vito Bonsignore (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore della relazione sul marchio del patrimonio europeo. Quando si parla di cultura a livello europeo, infatti, si intendono prevalentemente le singole esperienze culturali dei vari Stati membri, mentre di rado si fa riferimento al patrimonio comune, vale a dire al patrimonio europeo, quello che supera i confini delle singole "storie" nazionali. Il marchio europeo, a tale riguardo, è un'iniziativa di fondamentale importanza che testimonia le radici comuni dell'Europa, indipendentemente dai siti del passato. Il marchio europeo rafforzerà, dunque, la coesione, la visibilità e la credibilità dell'intera Europa attraverso la definizione di criteri chiari e rigorosi di selezione e verrà attribuito ogni due anni dopo l'approvazione di una commissione autorevole e indipendente. La metrica di giudizio non sarà la bellezza del sito, pur oggetto di valutazione, ma il suo valore intrinseco e simbolico riguardante principalmente l'integrazione europea. Il marchio dell'Unione europea quindi è essenziale per lo sviluppo di un'Europa culturale e non solo più economica e politica.

 
  
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  Corina Creţu (S&D), în scris. − Am votat în favoarea Rezoluţiei legislative a Parlamentului European referitoare la poziţia în primă lectură a Consiliului în vederea adoptării deciziei Parlamentului European şi a Consiliului de stabilire a unei acţiuni a Uniunii Europene privind Marca patrimoniului european. Susţin obiectivul propunerii de intensificare a sentimentului de apartenenţă la Uniunea Europeană al cetăţenilor europeni, pe baza elementelor comune de istorie şi patrimoniu, precum şi preţuirea diversităţii şi aprofundarea dialogului intercultural. Propunerea lărgeşte o iniţiativă interguvernamentală demarata acum cinci ani şi introduce noi criterii comune, clare şi transparente pentru marcă, ce vor fi aplicate de toate statele membre participante pe bază de voluntariat. Noile proceduri de selecţie şi monitorizare vor asigura că marca va fi acordată doar celor mai relevante site-uri, iar cele care nu mai îndeplinesc criteriile necesare o vor pierde.

 
  
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  Vasilica Viorica Dăncilă (S&D), în scris. − Propunerea Uniunii Europene privind crearea unei mărci a patrimoniului european diferite de cea a patrimoniului mondial UNESCO sau de cea a itinerariilor culturale europene ale Consiliului Europei este binevenită, pentru că va permite o promovare mai bună a monumentelor de marcă din statele membre, mai puţin cunoscute la nivel european. Sprijinim totodată participarea reprezentanților Comitetului Regiunilor la etapa finală a procesului de selecţie, după modelul selecţiei capitalelor europene ale culturii.

 
  
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  Christine De Veyrac (PPE), par écrit. – J’ai voté en faveur de ce rapport qui établit une action de l'Union européenne pour l'attribution du label du patrimoine européen et permettra d'améliorer la connaissance de l’histoire et de notre patrimoine communs. La nouvelle procédure de sélection bisannuelle assurera une plus grande qualité dans le choix et le suivi des sites retenus, et donnera à nos territoires l'occasion de se regrouper pour valoriser notre patrimoine local au niveau européen.

 
  
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  Diane Dodds (NI), in writing. − The Commission has stated that the general objectives of the European Heritage Label are to strengthen European citizens’ sense of belonging to the European Union. How timely it is, therefore, that we are presented with this report at a time when citizens of Member States across the EU, fed up with the constant interference into their lives and national identity, feel more and more disenchanted with the EU, and at a time when the great EU project of currency harmonisation is blowing an economic tornado across the eurozone and, indeed, beyond. MEPs must come to the realisation that people want less Europe, not more. When it comes to heritage, we want to celebrate our own national heritage and that of other nation states, but we do not need an EU narrative imposed upon the rich heritage of countries across Europe, diluting what means so much to each of us.

 
  
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  Robert Dušek (S&D), písemně. − Doporučení pro druhé čtení k rozhodnutí EP a Rady, kterým se zavádí opatření Evropské unie pro označení „evropské dědictví“ má především za cíl posílit u evropských občanů pocit sounáležitosti s Evropou a potažmo EU. Kulturní, historické či jiné památky by mohly získat označení „evropské dědictví“ v rámci výběrového řízení každé dva roky, přičemž hlavním měřítkem by byl doklad o jejich symbolické hodnotě pro Evropu a evropskou integraci. Existuje sice již řada označení kulturních a jiných památek, systém označení „evropské dědictví“ však může při malém finančním nároku přinést přidanou hodnotu v podobě nárůstu v oblasti cestovního ruchu. Může se tak stát dalším symbolem pro turisty z Evropy i světa a přispět tak k hospodářskému růstu v Evropě alespoň malým dílem. Každou takovou iniciativu vítám, a proto jsem hlasoval pro přijetí předloženého doporučení.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), por escrito. A marca do património europeu está espalhada por todo o espaço que conheceu sucessivamente a influência grega, romana e judaico-cristã, decomposta nas suas sensibilidades judaica e cristãs católica, ortodoxa e protestante e, nalguns casos, também tocado pela influência árabe e otomana. A marca europeia é, precisamente, o património edificado e não edificado que assinala a diversidade de civilizações que, como camadas de um mesmo terreno, subjazem àquilo que são hoje as culturas dos Estados-Membros. Para falar de marca europeia com propriedade, será necessário não escamotear o papel de cada Estado na formação e formatação dessa mesma marca e resistir à tentação de buscar apenas referências que sejam consensuais, mas que escamoteiam a realidade multicultural por excelência que permeia toda a chamada Alta Cultura Europeia. Saúdo a decisão de valorizar o património europeu. Faço votos de que esta valorização da herança europeia não opte por uma via discriminatória e não procure reescrever a História.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. O presente relatório, da responsabilidade de Chrysoula Paliadeli, consubstancia uma recomendação para segunda leitura, no que concerne à posição do Conselho em primeira leitura, com o objectivo de adoptar a decisão do Parlamento Europeu e do Conselho que visa desenvolver uma acção da UE relativa à Marca do Património Europeu. A proposta da Comissão, apresentada em 9 de Março de 2010, pretendia reforçar o sentimento de pertença à União Europeia por parte dos cidadãos europeus através da valorização da sua história, do património e do diálogo intercultural. Na verdade, somos parte do mesmo continente e partilhamos uma história. Por isso, esta marca é algo que devemos celebrar e de que nos devemos orgulhar nestes tempos de recessão económica. Esta marca é uma conquista essencial de unidade europeia e uma forma de sensibilizar os jovens europeus para que se orgulhem de pertencer ao velho continente. Saúdo esta iniciativa, que vem promover o nosso património e a nossa cultura, mediante uma dimensão educativa, constituindo mais um passo importante para a saída da crise financeira através de um impulso ao aumento do turismo europeu na sua vertente cultural, e formulo votos para que seja um grande sucesso em toda a Europa.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. A posição que manifestámos aquando da primeira leitura deste relatório mantém-se nesta segunda leitura. Os alertas então lançados são agora por nós reiterados. Não existe uma herança cultural da Europa única. A cultura, como todos os fenómenos históricos, não é feita de uma qualquer identidade homogénea e comum. Pelo contrário, é expressão de antagonismos, de conflitos e de contextos de dominação cultural.

Questionamo-nos ainda sobre o sentido da designação Património da União Europeia, atribuída a partir de um critério de mera localização dos elementos de património em causa, quando sabemos que o património europeu é devedor de muitas culturas e que poderia ser igualmente reivindicado pelo mundo islâmico, pelas culturas mediterrânicas ou por culturas dos povos sujeitos ao colonialismo europeu.

Pretende a relatora, a partir da construção de uma dimensão cultural simbólica na UE, reforçar o sentimento de pertença à União Europeia por parte dos cidadãos europeus. Mas ignora o confronto crescente desta UE com os interesses e as legítimas aspirações dos cidadãos. Ignora as terríveis consequências das políticas da UE em múltiplos domínios e também no da cultura. São diversas as realidades que o comprovam, como tivemos ocasião de denunciar durante o debate.

 
  
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  Carlo Fidanza (PPE), per iscritto. − Accolgo favorevolmente la proposta d´istituzione di un marchio del patrimonio europeo. L´importanza del simbolo, come vettore di valori e strumento per cementare il senso d´appartenenza dei cittadini europei, è nota e condivisa. I luoghi e i simboli che hanno accompagnato la storia e la costruzione europea devono essere riconoscibili e diffusi. Proprio in virtù della base comune di valori che accomuna gli Stati Membri, e in altro verso, per le diversità che ci distinguono gli uni dagli altri, è necessaria un´attenzione particolare nella valutazione delle candidature rispetto a dei criteri predefiniti che si avvalgano di una condivisione vasta e di un equilibrio nella rilettura della storia d'Europa.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. Neste relatório a cultura é encarada como um instrumento para, nas palavras da relatora, reforçar o sentimento de pertença à União Europeia por parte dos cidadãos europeus. Ora, a verdade é que há diferentes culturas. Falemos, concretamente, dos programas FMI-UE, ditos de assistência financeira, mas que na verdade são autênticos programas de agressão – agressão aos valores democráticos, aos direitos sociais e laborais e também à cultura. É o património deixado ao abandono; são os orçamentos de miséria; são as restrições à livre criação e fruição culturais; o encerramento de escolas; o aumento dos preços dos museus e dos espectáculos culturais...

O que está em causa é, a partir da criação de uma dimensão cultural simbólica, desenvolver esforços para legitimar uma integração cuja orientação é, cada vez mais, contrária aos interesses e legítimas aspirações dos cidadãos. Esta iniciativa não é, assim, separável da intensa luta ideológica naturalmente inerente à vivíssima luta social que percorre toda a UE. Mas o património é um domínio sensível, porque indissociável da História. Esperamos bem que não seja esta mais uma porta aberta para os inquietantes e aviltantes processos de reescrita da História, a que temos assistido nos últimos anos, em diversos países.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne. − Komisia predložila 9. marca 2010 návrh rozhodnutia Európskeho parlamentu a Rady, ktorým sa ustanovuje iniciatíva Európskej únie na podporu značky Európske dedičstvo. Cieľom návrhu je najmä posilnenie pocitu príslušnosti občanov Európy k EÚ na základe spoločných prvkov histórie a dedičstva. Zvláštna pozornosť je venovaná pridanej hodnote značky, ktorá však nevypovedá o kráse lokality alebo o kvalite jej architektúry, ale skôr o symbolickej hodnote pre európsku integráciu a históriu Únie. Nie je o ochrane lokalít ako takých, ale skôr o aktivitách, ktoré tieto môžu ponúknuť, a o ich výchovnom a vzdelávacom rozmere, hlavne pre mladých ľudí. Návrh rozširuje medzivládnu iniciatívu začatú ešte v roku 2006. Reaguje na závery prijaté Radou v novembri 2008, ktorými vyzvala Komisiu, aby jej predložila návrh na premenu tejto iniciatívy na oficiálnu akciu Únie.

K legislatívnemu uzneseniu Parlamentu, ktoré bolo prijaté veľkou väčšinou hlasov v prvom čítaní, bolo pripojených 62 pozmeňujúcich a doplňujúcich návrhov, pričom väčšina týchto návrhov sa týkala otázok relatívne menšieho významu a prispela k ďalšiemu zlepšeniu textu. Následne, prvé čítanie v Rade je založené na dohode prerokovanej po prvom čítaní v Parlamente. Domnievam sa, že je vhodné, aby bola pozícia Rady v prvom čítaní prijatá bez pozmeňujúcich a doplňujúcich návrhov a bez ďalšieho odkladu.

 
  
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  Lorenzo Fontana (EFD), per iscritto. − Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che i nuovi criteri e le nuove procedure di selezione e controllo garantiranno che il marchio sia assegnato soltanto ai siti più pertinenti e che quelli che non soddisfano più i criteri richiesti lo perdano. Il mio voto è quindi contrario

 
  
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  Mikael Gustafsson (GUE/NGL), skriftlig. − Jag lade ned min röst i omröstningen om betänkandet. Det står uttalat att syftet med förslaget är att stärka européernas känsla av att tillhöra Europeiska unionen. Detta är en av många konstlade symbolakter för att skapa en EU-identitet hos medborgarna. Att lägga ned sin röst är inget försvar för nationalismen, utan ett ställningstagande mot EU:s försök att skapa konstgjorda kulturella identiteter för att motivera stormaktsbygge.

 
  
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  Ian Hudghton (Verts/ALE), in writing. − I am fully supportive of initiatives designed to promote history and cultural heritage and I voted in favour of today’s second reading documents which highlight the need to appreciate national and regional diversity. I am dubious however as to whether ‘strengthening European citizens sense of belonging to the Union’ can or should be fostered by way of legislation. Identities cannot be forced on anyone and political institutions can only survive for as long as they have the support of the people.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Europos paveldo ženklas – tai siekis, kad Europos piliečiai, atsižvelgdami į bendrą istoriją ir paveldą, pajustų stipresnį ryšį su Europos Sąjunga ir labiau brangintų įvairovę, be to, norima stiprinti ir pačių kultūrų dialogą. Manau, kad tai graži iniciatyva, kurią reikėtų puoselėti.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE), par écrit. – Le concept du label du patrimoine européen est apparu en 2005. Il est désormais considéré comme un des outils pouvant permettre de combler le fossé entre l'Union européenne et les citoyens européens. Ce label permettra désormais de démontrer que l'histoire européenne est liée à un patrimoine culturel commun divers, riche et complémentaire. Il permettra de renforcer les valeurs de l'Union européenne, telles que la diversité culturelle, la tolérance et la solidarité. Enfin, il contribuera à renforcer la visibilité de l'Union européenne, son prestige et son crédit. C'est donc dans l'intérêt de l'Union européenne que j'ai voté en faveur de ce rapport.

 
  
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  Constance Le Grip (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur du rapport de ma collègue Chrysoula Paliadeli portant sur la création d'un label européen du patrimoine commun. Dès 2013, ce label pourra être attribué aux sites symboliques (monuments, sites naturels, industriels ou urbains...) pour l'histoire et l'intégration européenne ainsi qu'au patrimoine contemporain en fonction de sa pertinence pour l'histoire et le patrimoine communs. À travers ce label, l'histoire européenne commune va pouvoir être mise en avant, avec notamment l'accent mis sur la reconnaissance des sites transnationaux. C'est, je l'espère, un nouveau pas que nous faisons pour le développement d'une véritable citoyenneté européenne et la reconnaissance d'une histoire et d'un futur communs.

 
  
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  Petru Constantin Luhan (PPE), în scris. − Ideea mărcii patrimoniului european este extraordinară, întrucât va contribui la sensibilizarea opiniei publice faţă de patrimoniul nostru cultural comun şi la stimularea turismului cultural. Valoarea adăugată a acestei iniţiative faţă de lista patrimoniului mondial UNESCO, spre exemplu, este dată de faptul că vor fi alese situri care au avut un rol-cheie în istoria Uniunii Europene, şi nu pe baza frumuseţii sau a calităţii arhitectonice. Prin această iniţiativă, vor putea fi apreciate câteva dintre cele mai frumoase clădiri din București, precum Palatul Cantacuzino şi Ateneul Român, alături de Complexul Brâncuşi de la Târgu-Jiu.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I voted for this proposal which aims to strengthen European citizens’ sense of belonging to the European Union, based on shared elements of history and heritage, as well as an appreciation of diversity, and to strengthen intercultural dialogue.

 
  
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  Jiří Maštálka (GUE/NGL), písemně. − Jakkoli neupírám iniciátorům a autorům projektu označení „evropské dědictví“ veskrze dobré záměry, domnívám se, že označování pamětihodností – po náročném monitorování – označením „evropské dědictví“ není zdaleka tím hlavním, co by podle návrhu zprávy „posílilo u evropských občanů pocit sounáležitosti s Evropskou unií“ a přispělo k „upevnění mezikulturního dialogu“. Pokládám to za zbytečné opatření, se kterým ovšem lze souhlasit, neboť takříkajíc nikomu neublíží. Pocit sounáležitosti občanů s Evropskou unií však zásadně formují zcela jiné věci, konkrétně třeba to, jak EU ovlivňuje jeho životní úroveň, nakolik netrpí deficity demokracie a jak se Unii daří řešit problémy ekonomické krize.

 
  
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  Clemente Mastella (PPE), per iscritto. − Sosteniamo questa proposta che prevede l'istituzione di un marchio del patrimonio europeo perché si prefigge di rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini europei all'Unione europea, sulla base di elementi comuni di storia e patrimonio e della consapevolezza della diversità, e intende così intensificare il dialogo interculturale.

Riteniamo che la proposta sottolinei adeguatamente il valore aggiunto di questo marchio rispetto ad altre iniziative nel campo del patrimonio culturale. Esso, infatti, non si riferisce alla bellezza di un sito o alla sua qualità architettonica, bensì al suo valore simbolico per quanto riguarda l'integrazione europea e la storia dell'Unione. Non si fa riferimento, infatti, alla conservazione dei siti in sé, ma alle attività che essi offrono e alla loro dimensione educativa, soprattutto per i giovani.

Infine, il marchio aiuterà i siti cui è assegnato a diventare più efficaci grazie a una cooperazione reciproca. Siamo convinti che un'assegnazione biennale del marchio ai siti garantirà una maggiore qualità sia nel processo di selezione sia a livello dei siti selezionati.

 
  
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  Barbara Matera (PPE), per iscritto. − Creare un marchio del patrimonio europeo significa creare un'identità comune europea e accrescere l'interesse dei cittadini per l'Unione e le sue origini, riducendo allo stesso tempo il gap che separa le Istituzioni europee dai suoi cittadini. L'obiettivo politico del marchio del patrimonio europeo deve basarsi sulla stretta cooperazione tra i siti cui è stato conferito il marchio, allo scopo di condividere le migliori pratiche e avviare progetti comuni, promuovendo in tal modo la coesione transnazionale.

Ritengo che il ruolo del Parlamento europeo debba essere implementato nel processo di attribuzione del marchio anche attraverso la stretta collaborazione con la Commissione europea in merito alla selezione dei siti nominati. La conoscenza della storia dell'Europa e la partecipazione ad azioni di sostegno al dialogo interculturale rappresentano, all'interno di iniziative come quella del marchio del patrimonio europeo, un passo in avanti per rinvigorire la fiducia nei cittadini nei confronti dell'Europa. Per questo ho dato il mio voto favorevole.

 
  
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  Mario Mauro (PPE), per iscritto. − È importante che venga istituita un'azione dell'Unione europea per il marchio del patrimonio europeo. Concordo con la posizione del Consiglio in prima lettura e auspico l'approvazione della raccomandazione.

 
  
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  Nuno Melo (PPE), por escrito. A marca do património europeu é diversificada pois engloba influências gregas, romanas e judaico-cristãs e, em alguns casos, também a marca árabe e otomana. A marca europeia representa o património que engloba todas as diferentes culturas dos Estados-Membros nas suas mais diversas variantes. A valorização do património europeu é de uma importância extrema.

 
  
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  Louis Michel (ALDE), par écrit. – La création d'un label européen est un message fort. Mieux faire connaître l'histoire européenne et l'histoire des peuples européens est indispensable pour que la jeune génération se sente pleinement investie par le projet européen. Il ne s'agit pas uniquement de répertorier nos plus beaux sites pour en faire la promotion mais au-delà de mettre en place un véritable projet éducatif, porteur d'un message de paix et de démocratie. La beauté ou l'excellence est un don que l'on offre à l'autre. L'autre étant d'une certaine manière le monde.

Ce label est bien plus qu'un regard sur le passé, c'est aussi et surtout une pleine empreinte dans le présent. Alors que certains évoquent les temps de crise peu propices au développement d'un tel label, il me semble que rogner toujours sur les aspects culturels est une grave erreur.

La culture constitue le fondement des identités positives, ce qui définit tout à la fois l'individu et le collectif, ce qui nous fait exister, en tant qu'Homme et en tant que Peuples. C'est aussi d'une certaine manière un ciment mental de la cohésion sociale. La culture est le socle sur lequel se fondent notre organisation et nos fonctionnements.

 
  
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  Alexander Mirsky (S&D), in writing. − Knowledge of the history of our continent; familiarity with its common cultural heritage, which transcends national borders; increased educational awareness for the next generations: these are regarded as key aspects in efforts to bridge the divide between the European Union and its citizens. The Label will be granted to sites with strong symbolic and aesthetic value from the point of view of European heritage, and it also intends to contribute to the sustainable economic development of regions by encouraging cultural tourism.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), schriftlich. Durch das Kulturerbe-Siegel der Europäischen Union soll das Zugehörigkeitsgefühl der europäischen Bürger zur Union durch gemeinsame Elemente gesteigert werden – vor allem junge Menschen sollen dafür sensibilisiert werden. Der Erhalt des Kultursiegels erfolgt auf den Grundlagen durch die Kommission genau definierter Kriterien. Eine Fachjury (12 Mitglieder, benannt durch Kommission, Rat und EU-Parlament) prüft die von den einzelnen Mitgliedstaaten in einer Vorauswahl vorgeschlagenen Stätten (pro Jahr je zwei, wovon maximal eine angenommen wird). Die Mitgliedstaaten verpflichten sich nach von der Kommission festgelegten Kriterien, die Stätten zu wahren. Werden diese Kriterien erfüllt, die von der Jury geprüft werden, bleibt das Siegel auf unbestimmte Zeit vergeben, falls nicht, erfolgt nach zweimaliger Ermahnung und einer 36-monatigen Frist die Aberkennung. Länderübergreifende Stätten werden bei der Auswahl vorrangig beurteilt, Stätten, die das Siegel bereits haben, werden neu bewertet. Der Bericht hat meine Stimme erhalten, da durch die Abänderungen dem Mehrwert des Siegels gegenüber anderen Initiativen im Bereich des Kulturerbes deutlich mehr Aufmerksamkeit gewidmet wird und auch sichergestellt werden soll, dass wirklich nur die herausragendsten Stätten damit zertifiziert werden.

 
  
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  Cristiana Muscardini (PPE), per iscritto. − Signor Presidente, l'iniziativa intergovernativa del 2006 ha avuto successo e 68 siti in 18 Stati membri sono stati marchiati EUROPA. L'accordo politico in seno al Consiglio per un'azione comune per il marchio del patrimonio europeo è una scelta importante in quanto trasforma in un atto formale dell'Unione l'iniziativa dei governi.

Il marchio ha la funzione di riconoscere il valore estetico e/o storico di un luogo, riassume in sé un alto significato simbolico per il patrimonio culturale europeo e contribuisce a promuovere gli ideali della democrazia e dei diritti umani alla base dell'integrazione europea. Questa iniziativa rappresenta il concetto di eccellenza alla quale l'Europa è legata per la sua tradizione artistica e per la sua vocazione estetica, eccellenza che si estende e si manifesta nel settore manifatturiero e gastronomico.

Che dal "marchio europeo" si incrementi il turismo culturale è un auspicio, è la convinzione che esiste un patrimonio d'eccellenza e di bellezza che vale la pena scoprire e far conoscere. Sarà motivo d'orgoglio per gli europei e monito chiaro per conservare questo bene per le generazioni future. Voto a favore della risoluzione con convinzione e ringrazio la collega Paliadeli per l' ottimo lavoro.

 
  
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  Rareş-Lucian Niculescu (PPE), în scris. − Uniunea Europeană îşi propune să devină cea mai importantă destinație turistică din lume, bazându-se în special pe calitatea serviciilor, dar şi pe obiectivele de interes – istoric sau de altă natură – găzduite de statele membre. Pentru aceasta, UE trebuie să devină, în primul rând, cea mai importantă şi cea mai interesantă destinație turistică pentru propriii cetățeni, mai ales pentru cei mai tineri. De aceea, inițiativa unei mărci a patrimoniului european este valoroasă şi salut adoptarea propunerii în şedința de astăzi.

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE), kirjalikult. − Toetan juba aastal 2006 initsieeritud Euroopa Liidu liikmesriikide algatust, millega tõstetaks esile Euroopa Liidu tähtsamad ajaloo- ja kultuuripärandi mälestised. Et antud algatus aga tõhusalt töötaks ning saavutaks rahvusvahelise tunnustuse, peaks selle muutma Euroopa Liidu ametlikuks meetmeks. Erinevalt liikmesmaades endis jagatavatest tunnustavatest märgistest rõhutaks Euroopa kultuuripärandi märgis olulisemaid etappe või sümboolseid väärtusi Euroopa Liidu kujunemisloos. Leian, et see on oluline nii ajaloo jäädvustamise vaatenurgast kui ka näiteks noorte harimisel. Lisaks sellele joonistab taoliste märgiste väljajagamine paremini välja Euroopa ühise ajaloo ning süvendab sellega omakorda edaspidist Euroopa Liidu integratsiooni. Sellest lähtuvalt toetan Paliadeli raportit Euroopa kultuuripärandi märgist käsitleva Euroopa Liidu meetme kohta.

 
  
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  Rolandas Paksas (EFD), raštu. − Turime užtikrinti, kad ši iniciatyva neprieštarautų jau vykdomoms iniciatyvoms, pavyzdžiui, UNESCO pasaulio paveldo sąrašo projektui. Manau, kad Europos valstybėms turi būti suteikta teisė siūlyti reikšmingiausius kultūros paveldo objektus ir vietoves, liudijančius kiekvienos šalies, kaip sudėtinės Europos dalies, identitetą, iškilias asmenybes bei istorinius įvykius, atlikusius svarbų vaidmenį tos šalies ir Europos istorijos bei kultūros raidoje. Atsižvelgiant į tai, turi būti nustatomi aiškūs ir griežti kriterijai, kuriais remiantis paveldo vietos bus atrenkamos pagal savo simbolinę reikšmę Europai ir šviečiamąjį darbą, o ne pagal grožį ar architektūros kokybę. Taip pat labai svarbu užtikrinti, kad dalyvavimas būtų grindžiamas savanoriškais ir lygiateisiškais pagrindais.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. O presente relatório visa a aprovação da posição do Conselho em primeira leitura, tendo em vista a adopção da decisão do Parlamento Europeu e do Conselho que cria uma acção da União Europeia relativa à Marca do Património Europeu. Aquando da votação da decisão em primeira leitura do Parlamento Europeu, defendi as virtudes deste projecto. Tendo verificado que as alterações propostas pelo Conselho incorporaram, parcialmente, na íntegra ou em espírito, a grande maioria das alterações em primeira leitura do Parlamento Europeu, votei favoravelmente o presente relatório.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Care colleghe e cari colleghi, malgrado l'importanza di rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini europei all'Unione europea, sulla base di elementi comuni di storia e patrimonio nonché della consapevolezza della diversità, e nell'intensificare il dialogo interculturale, non valuto tale iniziativa di considerevole rilievo, è per questo che mi sento di esprimere il mio voto contrario.

 
  
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  Phil Prendergast (S&D), in writing. − I fully support the introduction of the European Heritage Label and the important role it can play in the promotion of tourism in Munster. According to statistics published by Failte Ireland, more than 3 million overseas visitors engaged with cultural and historic sites during the course of their visit in 2009. An estimated 45% of these visitors came from mainland Europe. However, despite these numbers, the Irish hospitality industry has been substantially weakened by the economic crisis, with 40% of hotels reporting a drop in staffing levels in the Quarterly Barometer published in June 2011. I would argue that the European Heritage Label would not only encourage a greater number of visitors from Europe, but would also incentivise these visitors to go off the beaten tourist trail. I can think of a number of examples, in my own area, of sites which could potentially qualify for such a designation. The Rock of Cashel, in County Tipperary, with its rich history as a European centre for religious and monastic education in the 10th and 11th centuries seems to me to be a perfect example of one such heritage site. It is said that, after graduation from this school, these clerics were sent all over mainland Europe to places such as Regensburg in Germany.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), por escrito. A iniciativa de criação da Marca do Património Europeu, proposta pela Comissão, tem por objectivo o reforço da identidade europeia, procurando distinguir certos locais pelo seu significado na concepção de um espaço cultural comum. Deste modo, a posição do Conselho em primeira leitura, que acolheu grande parte das alterações que haviam sido propostas pelo PE, foi submetida à apreciação do Parlamento.

 
  
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  Frédérique Ries (ALDE), par écrit. – Je me réjouis de cet accord après vingt (très) longs mois de négociations entre Conseil, Parlement et Commission. Un accord basé sur l'article 167 du traité et qui renforce l'action européenne dans le domaine culturel avec la création d'un "label du patrimoine européen", initiative destinée à renforcer notre identité commune et le sentiment d'appartenance à l'Union européenne. Il existait le patrimoine mondial de l'UNESCO, les "sites historiques nationaux" aux États-Unis, il y aura désormais les sites du patrimoine européen. Une fois par an, chaque État membre pourra soumettre un lieu marqué d'histoire pour figurer dans ce palmarès. Un jury d'experts sélectionnera les sites candidats selon leur dimension transfrontalière et leur rôle dans l'histoire et la construction européenne. À ce stade, l'Union européenne se limitera à communiquer sur l'initiative et à mettre en évidence les sites sélectionnés, leur gestion demeurant bien entendu de la compétence exclusive des États membres. À terme, on peut imaginer des pèlerinages vers tous ces lieux ayant marqué l'histoire du vieux continent tels que le Forum romain, la Clairière de Compiègne, la Porte de Brandebourg, Palos de la Frontera ou... la Butte du Lion de Waterloo.

 
  
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  Crescenzio Rivellini (PPE), per iscritto. − Si è votata oggi durante la seduta plenaria la relazione dell'on. Paliadeli. In seguito alla decisione presa oggi, 16 novembre, un marchio del patrimonio europeo potrà essere assegnato, dal 2013 e su base volontaria, ai luoghi simbolo della storia e dell'integrazione europea. A partire dal 2013, ogni due anni ciascuno Stato membro potrà proporre fino a due siti candidati. Il marchio garantirà la qualità dei siti selezionati, che potranno essere monumenti o siti naturali, sommersi, archeologici, industriali o urbani, paesaggi ricchi di cultura, luoghi della memoria, beni culturali e oggetti o patrimoni immateriali associati a un luogo. Il marchio potrà essere concesso anche a siti di patrimonio contemporaneo che abbiano una rilevanza per la storia e il patrimonio comune d'Europa, così come per meriti architettonici o estetici. Gli Stati membri saranno responsabili della gestione, della protezione e della promozione dei siti. L'attività di comunicazione e sponsorizzazione del marchio saranno invece responsabilità della Commissione, compresa la creazione di un sito web dedicato al progetto e la promozione di attività in rete per i siti etichettati.

 
  
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  Robert Rochefort (ALDE), par écrit. – L'éducation à l'Histoire européenne est primordiale pour développer un sentiment d'appartenance et préserver une mémoire commune. En ce sens, les sites majeurs liés aux grands évènements qui ont fait l'Europe doivent être reconnus et valorisés auprès des citoyens. Seule une initiative européenne pouvait assurer un cadre en mesure de répondre à ces objectifs. Je me félicite donc de l'adoption en session plénière du rapport de Chrysoula Paliadeli sur le label du patrimoine européen. Cette initiative, originellement intergouvernementale, se devait d'être étendue à toute l'Union afin d'assurer la reconnaissance de sa valeur ajoutée et donc son efficacité. Je salue tout particulièrement le projet de labelliser des sites transnationaux. Ils seront en effet les plus à même de représenter cette histoire commune et d'encourager le dialogue interculturel. Enfin, la baisse de la fréquence de sélection à deux ans est tout à fait judicieuse pour éviter une labellisation excessive et donc assurer la qualité de ce label sur le long terme.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − There is no final vote at second reading. However, we voted against the amendments presented by the EFD, which were finally adopted by the majority.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore di questo documento perché ritengo un gesto altamente significativo dare la possibilità di assegnare, a partire dal 2013 e su base volontaria, un marchio del patrimonio europeo ai luoghi simbolo della storia e dell'integrazione del Vecchio Continente. Il marchio garantirà la qualità dei siti selezionati, che potranno essere monumenti o siti naturali, sommersi, archeologici, industriali o urbani, paesaggi ricchi di cultura o luoghi della memoria. Questa decisione rappresenta un'ulteriore freccia nel nostro arco per garantire, promuovere e tutelare le ricchezze di cui l'Europa abbonda e di cui molto spesso se ne sottovaluta l'importanza.

 
  
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  Νικόλαος Σαλαβράκος (EFD), γραπτώς. – Υπερψήφισα την σύσταση της κ. Παλιαδέλη καθώς θεωρώ ότι η δημιουργία ενός Σήματος Ευρωπαϊκής Πολιτιστικής Κληρονομιάς συνιστά μια θετική πρωτοβουλία για να ενισχυθεί η αίσθηση των ευρωπαίων πολιτών ότι ανήκουν στην Ευρωπαϊκή Ένωση, με βάση κοινά στοιχεία ιστορίας και πολιτιστικής κληρονομιάς. Η πρόταση θεσπίζει νέα κοινά, σαφή και διαφανή κριτήρια για το σήμα, τα οποία θα εφαρμόζονται από όλα τα συμμετέχοντα κράτη μέλη.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. O afastamento dos cidadãos relativamente ao projecto europeu, bem como as demonstrações nacionalistas e populistas mostram que são necessárias acções, ao nível europeu, para se criar laços identitários com a integração europeia. A ideia de uma identidade europeia é complementar às identidades nacionais dos 27 Estados-Membros. A acção que a Comissão pretende levar a cabo tem por objectivo identificar locais emblemáticos, que façam parte da história da integração europeia. Esta iniciativa, com um carácter voluntário e tomada a pedido do Parlamento Europeu, deve realizar-se de 2 em 2 anos, cabendo aos Estados-Membros a pré-selecção dos locais, sendo que a selecção final é efectuada a nível europeu. Voto favoravelmente este relatório e reforço a ideia de que o Parlamento Europeu deve ter uma posição activa no processo de selecção. Concordo com este tipo de iniciativas, que tenham como finalidade o aproximar das instituições europeias aos cidadãos europeus, sobretudo numa época dominada pelo crescente cepticismo e pela total descrença.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D), în scris. − Am votat poziţia in primă lectură a Consiliului în vederea adoptării deciziei de stabilire a unei acţiuni a Uniunii Europene privind marca patrimoniului european. Obiectivul propunerii este intensificarea sentimentului de apartenenţă la Uniunea Europeană al cetăţenilor europeni, pe baza elementelor comune de istorie şi patrimoniu, precum şi preţuirea diversităţii şi aprofundarea dialogului intercultural. Marca nu se axează pe frumuseţea sau calitatea arhitecturală a site-urilor, ci mai degrabă pe valoarea simbolică a acestora pentru integrarea europeană si istoria Uniunii şi vizează activităţile pe care le pot oferi şi dimensiunea lor educaţională, în special pentru tineri. Propunerea introduce criterii comune, clare şi transparente pentru marca patrimoniului european, ce vor fi aplicate de toate statele membre participante. Procedurile de selecţie şi monitorizare vor asigura că marca va fi acordată doar celor mai relevante site-uri, iar cele care nu mai îndeplinesc criteriile necesare o vor pierde. Fiecare stat membru poate preselecta maximum două site-uri la fiecare doi ani, atât site-uri naţionale, cât şi transnaţionale. Un juriu de experţi independenţi va alege cel mult un site pe ţară care să fie admisibil pentru marcă. Prima selecţie va avea loc in 2012 şi ne dorim o participare cât mai semnificativă şi din partea noilor state membre.

 
  
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  Thomas Ulmer (PPE), schriftlich. Ich habe dem Bericht zugestimmt. Der Versuch, ein Europäisches Kulturlabel zu schaffen, ist interessant und durchaus werthaltig. Allerdings ist zu bedenken, dass es bereits von vielen Institutionen, wie zum Beispiel der Unesco, Kulturerbesiegel gibt. Ich stelle mir vor, dass nach einem Zeitraum von 5 Jahren eine kritische Evaluation des Siegels stattfindet, um zu beurteilen, ob die gesamte Aktion Vorteile wie zum Beispiel eine Steigerung der Bekanntheit der Siegelträger oder eine bessere Wertschöpfung durch eine Vermarktung erfährt.

 
  
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  Oldřich Vlasák (ECR), písemně. − V současnosti je 17 členských států Evropské unie včetně ČR aktivními účastníky mezivládního projektu týkajícího se označení „evropské dědictví“. Toto označení bylo uděleno 64 místům na základě vzájemné dohody členských států. První nominace byly uděleny jednotlivými národními ministerstvy. Bylo dohodnuto, že každý stát, který se iniciativy zúčastnil, může navrhnout maximálně 4 nominace. V případě České republiky se jedná o zámek Kynžvart, Vítkovice Machinery Group (národní kulturní památka), město Tomáše Bati Zlín a Památník Antonína Dvořáka ve Vysoké u Příbrami. Původní označení v podobě kovových pamětních desek vyrobila na své náklady Francie. Každá deska nese označení „European Heritage Label“ ve 3 jazykových verzích, z nichž jednou je národní jazyk příslušné země. Nyní se tento projekt posouvá na unijní úroveň. Návrh rozhodnutí jsem podpořil, protože toto označení hraje významnou úlohu ve vztahu k poznávání kulturních tradic Evropy a podpoří cestovní ruch v těchto místech.

 
  
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  Dominique Vlasto (PPE), par écrit. – Avec ses sites et ses monuments qui seront bientôt estampillés "patrimoine européen", l'Union prouve qu'elle est toujours active, dynamique et bien réelle, particulièrement sur le plan culturel. Mettre ainsi en valeur notre patrimoine historique commun permettra de valoriser davantage la culture européenne. Je soutiens clairement ce label, qui reste pertinent face au Patrimoine Mondial de l'Unesco, puisqu'il vise à promouvoir la dimension européenne symbolique des sites et monuments classés pour leur valeur historique, davantage que leurs seules beauté et architecture. Ainsi, je me félicite de l'adoption de cette recommandation qui permettra de renforcer le sentiment d'identité européenne des jeunes générations d'Européens, et d'honorer ainsi le devoir de mémoire qui est le nôtre. Je n'oublie pas non plus les retombées économiques qui en résulteront, avec le développement conséquent du tourisme dans les régions classées. La ville de Marseille, dont je suis originaire, et toute sa région connaissent ces problématiques. En effet, elles constituent à la fois le théâtre de la diffusion des premières civilisations européennes grecques et romaines, qui imprègnent le patrimoine historique de la région, et une fenêtre d'ouverture su le monde euroméditerranéen, prônant la diversité et le dialogue interculturel.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), schriftlich. Im März 2010 hat die Kommission einen Vorschlag für einen Beschluss für das Europäische Kulturerbe-Siegel vorgelegt, mit dem eine zwischenstaatliche Initiative aus dem Jahr 2006 erweitert wird. Ziel des Vorschlages ist allgemein die Stärkung des Zusammengehörigkeitsgefühls der europäischen Bürger und des Zugehörigkeitsgefühls zur EU, indem die gemeinsamen Elemente der Geschichte und des kulturellen Erbes aufgezeigt und der interkulturelle Dialog gefördert werden.

 
  
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  Marina Yannakoudakis (ECR), in writing. − Europe does not need a heritage label for historic sites. At a time of austerity we cannot afford to duplicate the UNESCO World Heritage sites or Member States’ own programmes such as English Heritage’s Blue Plaque scheme for London. London is my home town and my home constituency and I am proud that it is one of the few cities in the world with four separate UNESCO World Heritage sites. Nevertheless I see no added value in re-branding Westminster Abbey, Kew Gardens, the Tower of London and Maritime Greenwich as EU Heritage Sites. Of course there is no guarantee that London’s great historic buildings would qualify for the European Heritage Label. The integrationist tone of this report suggests that special attention should be paid to sites of ‘pan-European importance’, so perhaps European tourists in the future will be asked to gaze in wonder at the Berlaymont building in Brussels or the European Parliament in Strasbourg. Perhaps a heritage label is what the European Parliament in Strasbourg deserves; at least that way we would be consigning it to history.

 
  
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  Anna Záborská (PPE), písomne. − V priebehu prerokovávania tohto rozhodnutia francúzsky Senát namietal porušenie zásady subsidiarity. Národné parlamenty musia vždy zostať bdelé počas legislatívneho procesu. Už existujú dva nástroje, ktoré sú podobné: Zoznam svetového dedičstva UNESCO a Európske kultúrne itineráre Rady Európy. Je nám naozaj potrebný ešte ďalší? Značka „Európske dedičstvo“ má za cieľ upozorňovať na miesta či pamiatky a ich symboliku pre Európu. Dôraz má byť kladený na propagáciu, ako aj na prezentáciu podrobnejších vysvetlení ich európskeho rozmeru a na organizovanie vzdelávacích aktivít pre mládež.

Prišiel čas znovu upozorniť na význam náboženského dedičstva pri vytváraní európskeho povedomia. Označenie predstavuje v prvom rade nástroj na presadzovanie národného povedomia prostredníctvom lokálneho dedičstva alebo hovorí aj o európskom význame daného objektu. Aby sme sa zbavili oficiálneho popierania kresťanských koreňov, mali by byť označované aj sakrálne miesta a pamiatky. Či už ide o Vendée, alebo Spišské Podhradie, kláštory, chrámy, veže a cintoríny, toto všetko formuje myslenie ľudí a stvárňuje krajinu. Zároveň to zachováva hodnoty, ideály a symboly národov, ktoré ich vlastnia.

 
  
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  Artur Zasada (PPE), in writing. − I have voted in favour of the resolution (10303/1/2011 – C7-0236/2011 – 2010/0044(COD)) to establish a European Union action for the European Heritage Label. The aim of the proposal is to strengthen European citizens’ sense of belonging to the European Union, based on shared elements of history and heritage, as well as an appreciation of diversity, and to strengthen intercultural dialogue.

I feel that this is imperative to developing a type of ‘European culture’ where we can all work together and live together and respect and understand our fellow citizen’s views and beliefs. In addition, this legislation provides for the foundation in which we can continue our Christian Democratic base and continue to build upon it. As we move forward and accept new Member States we will continue to grow, not only as a Union but more importantly as Europeans.

 
  
  

Report: Debora Serracchiani (A7-0367/2011)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente relatório, sendo de crucial importância a reforma do Primeiro Pacote Ferroviário, em particular em assuntos como o financiamento de infra-estruturas ferroviárias, os serviços associados a estas estruturas, o papel dos corpos que regulam o serviço de transporte rodoviário e a independência da gestão das infra-estruturas.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE), par écrit. – Lors de cette session parlementaire, il a été question de remettre à plat la législation européenne de 2001 relative à la libéralisation des services ferroviaires. Le secteur du transport ferroviaire enregistre de faibles résultats par rapport aux autres modes de transport. Il s’agit donc d’encourager le transport ferroviaire à la fois pour le transport des marchandises et des passagers. Le rapport Serracchiani, auquel j’ai apporté mon soutien, prône un renforcement des règles en matière de concurrence afin d’améliorer les services ferroviaires et d’encourager les investissements dans le secteur.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį visai Europos geležinkelių sistemai svarbų pasiūlymą. Svarstant šį klausimą nuolat pabrėždavau, jog reikia įvertinti Baltijos valstybių specifiką, kur dominuojantys platesnės nei daugumos Europos Sąjungos valstybių vėžės geležinkeliai yra technologiškai bei komerciškai integruoti į trečiųjų šalių geležinkelių tinklą. Tai atsispindėjo ir mano teiktuose pakeitimuose. Džiugu, jog pranešėja ir kiti Europos Parlamento nariai įsiklausė į Baltijos valstybėse egzistuojančius skirtumus bei padarė atitinkamas išimtis Parlamento pranešimo projekte. Parlamentas patvirtino kompromisinį pranešimo pakeitimo variantą dėl infrastruktūros mokesčių, į kurį įtraukė ir labai svarbų Baltijos valstybėms pakeitimą dėl galimybės nustatyti didesnius mokesčius vežant prekes į trečiąsias šalis. Tai užtikrins, kad Baltijos valstybėms nereiktų dotuoti trečiųjų šalių krovinių vežimo geležinkeliais ir kad būtų padengiamos visos geležinkelių infrastruktūros valdytojo teikiant vežimo paslaugą patiriamos išlaidos.

 
  
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  Jean-Luc Bennahmias (ALDE), par écrit. – J'ai voté contre cette refonte des directives portant sur la libéralisation du rail. Sujet complexe s'il en est, il s'agissait ici de revenir sur les législations sur le fret et le trafic international de passagers qui ont été mal mises en œuvre. Mais le texte demandait aussi à la Commission européenne de présenter en 2012 des propositions pour finaliser la séparation patrimoniale et l'ouverture du marché domestique. Or, la concurrence n'est pas, dans ce domaine comme dans beaucoup d'autres, la panacée! La séparation verticale est aussi loin d'avoir prouvé son efficacité! Pour signifier mon opposition à ce que 2012 soit l'année de la poursuite de la libéralisation du rail sur la même lancée, je me suis opposé au rapport Serrachiani.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą, kadangi labai svarbu siekti sukurti kuo tausesnę ir ekologiškesnę geležinkelių transporto sistemą Europos Sąjungoje. Viena iš pagrindinių transporto priemonių, kuri vis daugiau plečiasi ir turi potencialo augti, yra traukiniai. Per dvylikos metų laikotarpį, nuo 1996 m. iki 2008 m., krovinių vežimo sausumos keliais rinkos dalis padidėjo apie 2 proc. Šie rodikliai nėra aukšti dėl padidėjusios konkurencijos, tačiau žvelgiant į ateitį, stengiamasi, kad Europos Sąjungoje būtų mažinamas išmetamas anglies dioksido kiekis, ir taip pat susirūpinta, kad būtų kuo veiksmingiau panaudojami ištekliai. Siekiant išplėsti bendrą Europos geležinkelių erdvę ir padidinti traukinių efektyvumą, siūloma imtis priemonių, kaip antai geležinkelių transporto saugos taisyklių griežtinimas, geležinkelio infrastruktūros vystymas ir veiksmingesnis jos panaudojimas.

 
  
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  Sebastian Valentin Bodu (PPE), în scris. − Una dintre principalele cauze ale situaţiei de stagnare a căilor ferate o reprezintă numeroasele discrepanţe dintre normele existente la nivel naţional. Tipul de reglementare este mult prea variat pentru a fi pozitiv pentru sectorul feroviar. Această problemă este agravată de punerea în aplicare defectuoasă a primului pachet feroviar de către statele membre. Ca urmare a rezoluţiei Parlamentului pe această temă din 11 iunie 2010, Comisia a chemat în faţa Curţii de Justiţie a Uniunii Europene 13 state membre „pentru eşecul înregistrat în ceea ce priveşte punerea în aplicare corectă a primului pachet feroviar”. Numeroasele proceduri în constatarea neîndeplinirii obligaţiilor care decurg din legislaţia Uniunii demonstrează fără echivoc necesitatea de a clarifica şi îmbunătăţi legislaţia.

Un alt motiv de preocupare îl reprezintă lipsa investiţiilor statelor membre în infrastructură, a cărei calitate stă în mare măsură la baza competitivităţii sectorului. Multe state membre au neglijat finanţarea sectorului feroviar, acordând tot sprijinul infrastructurii rutiere. Reformarea ar trebui să contribuie la realizarea unui spaţiu feroviar european al căilor ferate. Actuala reformă ar trebui să depăşească limitele intereselor definite la nivel naţional în sectorul feroviar. A venit timpul construirii unui adevărat spaţiu feroviar european în care pasagerii şi bunurile pot trece frontierele cu uşurinţă.

 
  
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  Vito Bonsignore (PPE), per iscritto. − Il primo pacchetto ferroviario approvato nel 2001 è stato un tentativo, purtroppo disatteso, di arrestare il declino del trasporto ferroviario. L'intero sistema non è riuscito a recuperare il ritardo su altri tipi di trasporto, come quello su strada, e i dati lo confermano. Tra il 1996 e il 2008 il trasporto di merci su ferrovia è diminuito di circa il 2-10,8%, mentre quello su strada è aumentato dal 42,1% al 45,9%. Le cause sono varie. I servizi ferroviari transnazionali incontrano numerosi ostacoli di natura tecnica, giuridica e politica a differenza dei servizi su strada. Va poi registrata una mancanza di investimenti da parte degli Stati membri sul sistema infrastrutturale ferroviario mentre hanno fornito il massimo sostegno all'infrastruttura stradale.

È necessario sostenere con forza il sistema ferroviario, anche alla luce della riduzione di CO2 perseguita dall'Europa, che conserva un notevole potenziale di crescita mentre, al contrario, il trasporto su strada mostra segnali sempre maggiori di sovrasaturazione. La relazione ha pertanto il merito di promuovere la realizzazione di uno spazio ferroviario europeo integrato e globale. Per questi motivi, ho espresso voto favorevole.

 
  
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  Jan Březina (PPE), písemně. − Souhlasím s návrhem určité formy oddělení správy infrastruktury od provozování dopravních služeb s cílem vytvořit strukturu, kdy je infrastruktura provozována nezávisle na službách, a zajistit, aby byl přirozený monopol, kterým tato síť je, řízen ke prospěchu všech provozovatelů služeb. To by umožnilo větší konkurenci, investice a lepší služby. Zamýšlí-li EU zvýšit podíl železniční dopravy v rámci dopravního odvětví a vytvořit jednotný evropský železniční prostor, musí promyšleně oddělit železniční systémy. Podporuji přístup Komise, která navrhuje zvýšení nezávislosti a pravomocí vnitrostátních regulačních subjektů, a domnívám se, že je nezbytné posílit regulační kontrolu železničního odvětví. Účinná regulační kontrola na vnitrostátní a evropské úrovni je nezbytným předpokladem jakékoli další integrace vnitrostátních trhů železničních dopravy, neboť zabezpečuje pravidla spravedlivého a nediskriminačního železničního trhu. Naopak se nedomnívám, že by měl být kladen větší důraz na evropský rozměr regulační kontroly. Nepodporuji proto pozměňovací návrhy, které by vedly k vytvoření evropské sítě regulačních subjektů, jež by vytvořila podmínky pro vznik evropského regulačního subjektu.

 
  
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  Νικόλαος Χουντής (GUE/NGL), γραπτώς. – Ψήφισα κατά στην έκθεση γιατί ανοίγει τον δρόμο στην ιδιωτικοποίηση των ευρωπαϊκών σιδηροδρόμων με βαρύτατες συνέπειες για το δημόσιο συμφέρον, την ασφάλεια των μεταφορών, αλλά και τα δικαιώματα των επιβατών. Η έκθεση συντάσσεται με τις κυρίαρχες νεοφιλελεύθερες λογικές και βάζει ως προτεραιότητα το κέρδος, ξεχνώντας ότι τα κράτη είναι αυτά που έχουν χρηματοδοτήσει όλες τις υπάρχουσες υποδομές και ότι η ποιοτική και ασφαλής μετακίνηση είναι δικαίωμα όλων των πολιτών. Προωθείται η περαιτέρω, σχεδόν υποχρεωτική πλέον για όλα τα κράτη μέλη, απελευθέρωση του τομέα των σιδηροδρόμων και ο επιπλέον διαχωρισμός των υπηρεσιών, της λειτουργίας και της συντήρησης. Κατακερματίζεται έτσι η έννοια ενός ολοκληρωμένου και ασφαλούς συστήματος μεταφορών και ενισχύεται η λογική και οι πρακτικές της υπεργολαβίας με αποτέλεσμα να υπονομεύονται τα δικαιώματα των εργαζομένων, των επιβατών αλλά και τα υπάρχοντα ευρωπαϊκά μέτρα ασφάλειας. Οι τροπολογίες της ευρωκοινοβουλευτικής ομάδας της Αριστεράς, που υπερασπίζονταν τον δημόσιο χαρακτήρα του σιδηροδρομικού τομέα και την προτεραιότητα της ασφάλειας έναντι του κέρδους, καταψηφίστηκαν από τις υπόλοιπες πολιτικές ομάδες δίνοντας έτσι ακόμα μεγαλύτερο έδαφος στην κερδοσκοπία ιδιωτικών ομίλων και την καταστρατήγηση δικαιωμάτων εργαζομένων και επιβατών.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Anch'io voglio unirmi, non per prassi ma per convincimento, al ringraziamento ai colleghi per il lavoro svolto, un lavoro complesso ma del cui risultato, penso, possiamo tutti compiacerci, specialmente per quanto riguarda lo sviluppo di un nuovo piano di azione concreto. A questo riguardo ho apprezzato e sostengo la proposta di rifusione dello spazio ferroviario europeo globale e integrato perché esso pone le basi per il superamento dei limiti posti dagli interessi definiti a livello nazionale nel settore e mira finalmente alla costruzione di uno spazio ferroviario realmente europeo in cui passeggeri e merci possano attraversare le frontiere senza complicazioni. La relazione manda un messaggio molto chiaro ai nostri governi: è necessario agire in modo coordinato tutelando in maniera efficace e rigorosa le norme in materia di sicurezza. Il rispetto di nuovi requisiti di sicurezza dovrebbe pertanto svolgere un ruolo più importante nel momento in cui gli operatori richiedono una licenza e per questo la Commissione dovrebbe raccogliere maggiori dati. Mi auguro sinceramente che attraverso questo impulso il mercato ferroviario riesca a rendere la nostra economia più efficiente e più competitiva sul piano delle risorse.

 
  
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  Corina Creţu (S&D), în scris. − Reformarea spaţiului feroviar unic european se impune pentru că acest sector se află în declin constant de ani de zile, în vreme ce transportul rutier de persoane şi mărfuri a crescut, ducând la aglomerarea şoselelor şi degradarea mediului. Din păcate, obiectivele pachetului feroviar din 2001 au fost ratate, aşadar se impun măsuri pentru a creşte atractivitatea acestui sector în comparaţie cu alte moduri de transport. Transportul feroviar de mărfuri - ajuns la o pondere de 10%, în timp ce transportul rutier de mărfuri a crescut la 45,9% - are un potenţial de dezvoltare şi poate juca un rol-cheie în îndeplinirea de către UE a obiectivelor privind un sistem de transport mai durabil şi mai ecologic pentru Europa. În acest scop, se impun măsuri pentru atenuarea numeroaselor discrepanţe dintre normele existente la nivel naţional, precum şi pentru remedierea subfinanţării sectorului feroviar, în lipsa investiţiilor statelor membre în infrastructură. De asemenea, pentru întărirea siguranţei, consider că respectarea normelor de siguranţă trebuie să fie o condiţie prealabilă esenţială la solicitarea unei licenţe.

 
  
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  Christine De Veyrac (PPE), par écrit. – La poursuite de l’ouverture à la concurrence du transport ferroviaire constitue une évolution nécessaire, que nous devons consolider dans les meilleurs délais. Le texte voté aujourd’hui au Parlement européen doit nous permettre de lutter contre les nombreuses entraves qui freinent le développement de la concurrence, et ce en renforçant notamment les moyens des autorités de contrôle du marché ferroviaire. Je regrette néanmoins que ce texte fasse l’impasse sur une date d’ouverture à la concurrence pour le transport des passagers sur les lignes intérieures : nos concitoyens aspirent en effet à bénéficier d’une offre de transport élargie, qui ne soit plus le monopole d’un seul opérateur, et permettant de tirer la prestation de service vers le haut.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), por escrito. Votei favoravelmente o relatório relativo ao Espaço ferroviário europeu único, porque apresenta propostas para clarificar e melhorar a legislação no domínio dos transportes ferroviários, de modo a torná-los mais atraentes enquanto meio de transporte para passageiros e mercadorias e contribuir assim para o desenvolvimento de sistemas de transportes mais sustentáveis na UE.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), por escrito. O declínio do transporte ferroviário tem sido evidente em alguns Estados-Membros. Esta circunstância faz temer acerca da sua viabilidade e potencia a reflexão de como estabelecer um espaço ferroviário europeu único que possa inverter esta tendência de declínio e promover um meio de transporte de pessoas e mercadorias rápido, seguro e menos poluente do que os que recorrem a combustíveis fósseis. Os Estados-Membros devem acompanhar de perto a aplicação deste espaço ferroviário europeu e promover internamente o recurso a este meio de transporte, bem como potenciar a conectividade entre linhas férreas dos diversos Estados-Membros. Uma Europa com um espaço ferroviário único tenderá a ser mais respeitadora do ambiente e mais bem provida de bens e serviços.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. Nos últimos anos, à excepção das linhas de alta velocidade em alguns países da União Europeia, todos os outros projectos ferroviários foram relegados para segundo plano em termos de investimento, o que teve como consequência um aumento significativo do tráfego rodoviário e melhoria das respectivas vias. O presente relatório, elaborado por Debora Serracchiani, debruça-se sobre a proposta de Directiva do Parlamento Europeu e do Conselho que estabelece um espaço ferroviário europeu único. Todos conhecemos o transtorno que provoca chegar a uma fronteira e ter de mudar de comboio porque a bitola das linhas é diferente. Na verdade, poucos são os comboios que ultrapassam as fronteiras. Trata-se de um mercado de transporte, quer de passageiros, quer de mercadorias, com um potencial de crescimento enorme, pois, além de ser mais barato e mais rápido que o rodoviário, apresenta grandes vantagens ambientais. Assim, congratulo-me com a aprovação deste relatório, saúdo as medidas propostas que visam derrubar as barreiras administrativas que impedem o desenvolvimento deste mercado a nível europeu, e espero que, muito em breve, possamos usufruir de um espaço ferroviário único no seio da UE.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. Esta reformulação do pacote ferroviário, hoje aprovada, representa uma séria ameaça aos serviços ferroviários nacionais públicos, dificultando a prestação de um serviço de transporte público de qualidade, com segurança e preços acessíveis às populações. Mais uma vez, insiste-se na estafada ideia (que a experiência, em vários países, vem desmentindo frontalmente) de que mais mercado e concorrência levam a melhores serviços.

Esta directiva aprofundará as graves consequências para as populações, que ficam com menos serviços, de pior qualidade e mais caros; para os trabalhadores, com a intensificação da exploração da força de trabalho à escala europeia; para a segurança, perigosamente posta em causa, subjugada que é à livre concorrência; e para os interesses nacionais, relegados para segundo plano num sector estratégico, sobrepondo-se-lhes os interesses das multinacionais.

Há aspectos particularmente graves, e mesmo inquietantes, na proposta hoje apresentada. Como, por exemplo, que os critérios de segurança no transporte ferroviário se encontrem subordinados às regras de concorrência no mercado único.

É isto que decorre da obrigatoriedade de as autoridades nacionais competentes, em matéria de segurança, se submeterem ao parecer de uma entidade reguladora, que avalia a conformidade das regras de segurança estipuladas com as regras da concorrência. Além do mais, é elucidativo dos valores e princípios que inspiram a maioria deste parlamento.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. A reformulação do pacote ferroviário, aprovada pela maioria do PE – incluindo pelos deputados portugueses do PSD, PS, CDS –, representa uma séria ameaça aos serviços ferroviários nacionais públicos, dificultando a prestação de um serviço de transporte público de qualidade, com segurança e preços acessíveis às populações.

Esta directiva aprofundará as graves consequências para as populações, para os trabalhadores do sector e para as economias nacionais, que resultaram da liberalização e privatização do sector ferroviário, levada a cabo em diversos países, insistindo na estafada ideia (que a experiência vem desmentindo) de que mais mercado e concorrência levam a melhores serviços.

Entre os aspectos mais graves desta directiva, destacam-se: a separação total da gestão de infra-estruturas e das operações ferroviárias que vem liberalizar o sector ferroviário, privatizando as áreas que dão lucro e deixando ao Estado as áreas onde são necessários avultados financiamentos; a construção e manutenção das infra-estruturas.

A fragmentação proposta é feita à medida das multinacionais do sector, que vão tomando conta do transporte ferroviário e colonizando os mercados de serviços associados, em diversos países. O exemplo da multinacional alemã DB, que controla mais de 60 % do sector da carga (onde a liberalização primeiro avançou) a nível europeu, é disso bem elucidativo.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne. − So vzrastajúcou popularitou cestnej a leteckej dopravy je železničná doprava preferovaná čoraz menej. Európska únia v snahe napraviť situáciu prijala viacero legislatívnych opatrení zameraných na oživenie záujmu o železnice postupným vytváraním tzv. jednotného európskeho železničného priestoru. V uplynulom období predstavila niekoľko balíkov a smerníc, prostredníctvom ktorých deklarovala svoj zámer reformovať regulačný rámec, zabezpečiť integráciu sektora železničnej dopravy na európskej úrovni a umožniť mu tak čeliť konkurencii iných druhov dopravy. Dopravná politika EÚ si stanovila cieľ vybudovať vnútorný trh, predovšetkým rozvíjaním spoločných politík, v snahe dosiahnuť konkurencieschopnosť i v oblasti dopravy. Práve návrh prepracovaného znenia prvého železničného balíka môže výrazne prispieť k dosiahnutiu tohto cieľa i takým spôsobom, že uľahčí integráciu a rozvoj európskeho trhu so službami železničnej dopravy. Podľa môjho názoru je potrebné vynaložiť úsilie na vybudovanie komplexného a integrovaného európskeho železničného priestoru.

Spoločné záujmy EÚ ako celku – pokiaľ hovoríme o železničnom sektore – by mali byť nadradené záujmom jednotlivých štátov. Je potrebné budovať skutočný európsky železničný priestor, v ktorom budú cestujúci i tovar prepravovaní bez vynaloženia väčšieho úsilia. V neposlednom rade by sa rovnako nemalo zabúdať na dodržiavanie bezpečnostných požiadaviek, pričom toto by malo zohrávať dôležitú úlohu pri udeľovaní licencií železničným spoločnostiam.

 
  
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  Catherine Grèze (Verts/ALE), par écrit. – S'agissant de la révision des directives régissant l'organisation et la réglementation des chemins de fer européens, je n'ai pas voté en faveur car nous ne pouvons que nous inquiéter pour l'avenir avec le risque d'un démantèlement des transports ferroviaires. Il est nécessaire qu'une évaluation réellement objective soit effectuée par la Commission d'ici fin 2012 sur la question de la séparation complète entre entreprises ferroviaires et gestionnaires d'infrastructures. En ce qui concerne les services ferroviaires et la maintenance du matériel, nous, les Verts, ne pouvons accepter que l'Union oblige les entreprises ferroviaires historiques à sacrifier la maintenance de leur propre matériel au profit des nouveaux entrants, ce qui compromettrait la capacité des opérateurs historiques à remplir leurs missions de service public.

 
  
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  Sylvie Guillaume (S&D), par écrit. – J'ai voté pour le rapport établissant un espace ferroviaire unique européen. Bientôt 10 ans après le premier paquet ferroviaire enclenchant l'ouverture et la libéralisation des différents opérateurs ferroviaires européens, nous avons obtenu gain de cause sur des garanties essentielles pour la protection des salariés et des usagers du train en Europe, notamment le rejet du dégroupage total entre les gestionnaires de l'infrastructure et les opérateurs ferroviaires, et la disparition de la mention de service minimum en cas de grève. Est également prévue une "clause de rendez-vous" avec la Commission européenne qui permettra un nouveau débat sur le cadre juridique pour cet espace ferroviaire unique européen, et notamment à propos du statut des salariés du secteur.

 
  
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  Jim Higgins (PPE), in writing. − This report is the first step towards ensuring a more sustainable transport network, with regard to European railways.

 
  
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  Ian Hudghton (Verts/ALE), in writing. − It is appropriate that we voted on this report in the week that the Scottish government launched a major consultation for Scotland’s rail network post-2014. The Scottish government is committed to a rail network offering value for money, quality of service and with the passengers’ interest at its heart.

 
  
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  Anna Ibrisagic (PPE), skriftlig. − Betänkandet innehåller en skrivning om att ordföranden och styrelsen för järnvägssektorns regleringsorgan ska utses av nationella parlament. I Sverige är transportstyrelsen underordnad regeringen och det är regeringen som ansvarar för utnämningarna och inte Sveriges riksdag. Vi valde, trots denna skrivning, att rösta för betänkandet, då det innehåller förslag på viktiga insatser så som ytterligare öppnande av marknaden, förbättrade möjligheter till investeringar, oberoende övervakningsorgan och ökad transparens. Detta är centrala inslag för att uppnå en icke-diskriminerande och konkurrenskraftig europeisk järnvägssektor.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Tikimasi, kad būtinybė atskirti geležinkelių infrastruktūrą ir krovinių bei keleivių vežimo veiklą pasitarnautų efektyvesniam bendros ES transporto rinkos sukūrimui, užtikrintų geležinkelių sektoriaus plėtrą, pagerintų paslaugų kokybę. Lietuva aiškiai pasisako už integruotą geležinkelių valdymo modelį. Laikomės principinės pozicijos, kad „Lietuvos geležinkelių“ nereikia skaidyti, nes dabartinis jų valdymo modelis yra naudingesnis Lietuvai. Buvau ir esu įsitikinęs, kad direktyvų nuostatos negali būti aklai taikomos visoje Bendrijoje. Išlygos, kurios leistų valstybėms spręsti savo specifines problemas, yra būtinos. Laikantis šios pozicijos pavyko pasiekti, kad EK persvarstytų pasiūlymą dėl skirtingos geležinkelių sektoriaus veiklos atskyrimo ir iki kitų metų pabaigos parengtų naują direktyvos projektą. Teisės aktų pakeitimai, kurie užtikrintų liberalesnę, konkurencingesnę geležinkelių rinką, yra būtini. Tačiau šie pakeitimai neturėtų duoti atvirkštinio efekto ir turi būti priimti įvertinant ligšiolinę ne tik ES, bet ir pasaulio šalių patirtį. O ji rodo, kad integruotas geležinkelių valdymas neretai yra efektyvesnis. Šalyse, kuriose geležinkelių sektorius išskaidytas, neatsirado efektyviau veikiančių operatorių, konkurencija tarp jų nepadidino geležinkelių sektoriaus patrauklumo, geležinkeliai neiškovojo didesnės transporto rinkos dalies. Lietuvoje geležinkelio sektoriaus klausimai dar sudėtingesni dėl specifinės mūsų situacijos. Geležinkelio vėžė neatitinka europinių standartų ir tebėra integruota daugiausia į NVS šalių rinką. Dėl to glaudus ryšys tarp infrastruktūros ir krovinių vežimo operatoriaus itin svarbus gabenant krovinius iš trečiųjų šalių.

 
  
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  Kent Johansson, Marit Paulsen, Olle Schmidt och Cecilia Wikström (ALDE), skriftlig. − Europas medlemsstater har haft sedan 2003 och det första järnvägspaketet på sig att genomföra alla de krav på bland annat marknadsöppningar som man då kom överens om. Ändå har processen gått oerhört långsamt, och allvarliga brister har påtalats av kommissionen i ett flertal fall. Konkurrensen är fortfarande inte tillräckligt fri, och små marknadsaktörer missgynnas fortfarande av nationella traditionellt dominerande aktörer som agerar som järnvägsbolag och infrastrukturförvaltare i ett.

Mot denna bakgrund ser vi positivt på att man nu föreslår att utse tillsynsinstanser på nationell nivå för att granska implementeringen av de regler som antagits. Vi tror att det i detta läge är både värdefullt och nödvändigt att oberoende tillsynsorgan stödjer processen för en öppnare järnvägsmarknad i Europa.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE), par écrit. – Avec le premier paquet ferroviaire adopté en 2001, une première tentative a été lancée pour enrayer le déclin du transport ferroviaire, assurer l'intégration du secteur et améliorer son attractivité par rapport aux autres modes de transport. Malheureusement, cette première réforme n'a pas permis d'améliorer significativement sa situation. Il était donc urgent d'adopter cette proposition de directive. Fusionnant trois directives en vigueur, elle contient des dispositions relatives au financement et à la tarification appropriées des infrastructures ferroviaires, aux conditions de concurrence sur le marché des chemins de fer et à des réformes organisationnelles nécessaires pour assurer la supervision adéquate du marché. J'ai voté en faveur de ce rapport.

 
  
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  Jaromír Kohlíček (GUE/NGL), písemně. − Zpráva kolegyně Serracchianiové vychází z několika mylných předpokladů. Prvním z nich je teze tvrdící, že pro zajištění účinného a nediskriminačního přístupu k železniční infrastruktuře stačí oddělit infrastrukturu od provozu. Druhým omylem je tvrzení, že předpokladem pro zvýšení podílu železniční dopravy v rámci železničního odvětví je vytvoření jednotného evropského železničního prostoru. Autorka naprosto opomíjí nutnost sjednocování bezpečnostních a provozních předpisů mezi státy. Naopak zdůrazňuje vágně nutnost dodržování co nejpřísnějších bezpečnostních pravidel a podobně ne příliš závazně poukazuje na zaměstnanost a pracovní podmínky zaměstnanců. Pozitivní je zavedení jednotného sběru údajů o mimořádných událostech a snaha o promítnutí externích nákladů do cen za užití infrastruktury. Zároveň zpráva v příloze VIII poukazuje na důležitost zjednodušení a sjednocení poplatků za užití infrastruktury. Možnost měnit pravidla obsažená v přílohách mimo parlamentní projednání je pro stabilitu provozování dopravy na železnici velmi nebezpečné. Zde souhlasím s názorem zpravodajky, že přílohy II až VIII lze měnit pouze obvyklým legislativním postupem. Celá zpráva má své obvyklé slabiny a musím oponovat neustále opakované tezi o další liberalizaci jako jediné správné cestě ke zvýšení váhy železniční dopravy. Přesto zprávu částečně podporuji, a proto ji nezamítnu.

 
  
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  Bogusław Liberadzki (S&D), na piśmie. − Głosowałem za przyjęciem tego sprawozdania, szczególnie z przyjętą poprawką dotyczącą wyłączenia lini LHS. Dyrektywa daje szansę na przyśpieszenie procesu tworzenia europejskiej przestrzeni kolejowej, zwiększając szansę transportu kolejowego na podwyższenie zdolności konkurencyjnej na rynku przewozów między państwami członkowskimi. Dyrektywa wzmacnia podejście i metodę unijną w kreowaniu polityki i nadzoru nad przestrzeganiem wspólnych reguł wewnątrz sektora kolejowego UE. Uznanie dla sprawozdawcy i koordynatorów w grupach politycznych. Mam nadzieję, że Rada wesprze stanowisko Parlamentu.

 
  
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  Petru Constantin Luhan (PPE), în scris. − Transportul feroviar nu s-a putut dezvolta la fel ca celelalte moduri de transport, din diferite motive. În ultimii ani, transportul feroviar internațional, în special cel de mărfuri, a scăzut, din cauza faptului că serviciile feroviare transnaționale se confruntă cu numeroase obstacole de ordin tehnic, juridic și politic.

Consider că transportul feroviar poate juca un rol-cheie în îndeplinirea obiectivelor comunitare de reducere a emisiilor de CO2 și poate fi foarte eficient din punct de vedere economic. Pentru că este un sistem de transport durabil și ecologic pentru Europa, Comisia trebuie să acorde un rol mai important transportului feroviar și trebuie să depună toate eforturile pentru eliminarea numeroaselor discrepanțe dintre normele existente la nivel național.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − The first Railway Package adopted in 2001 was the first serious attempt to stop the steady decline of railway transport and to reform the European regulatory framework. Ten years later we see that this first reform was unable to improve significantly the railway’s situation: rail transport was unable catch up with other modes of transport, in particular road transport. For example, between 1996 and 2008 rail freight’s share decreased by almost 2% to 10.8%, whereas road freight transport increased from 42.1% to 45.9%. This development is even more worrying against the background of a steady overall growth in freight transport of around 2.3% annually: the railways sector has been unable to profit from an otherwise favourable environment. Where trucks and planes cross borders seamlessly, transnational rail services encounter numerous technical, legal and political obstacles.

Yet while road transport in particular shows more and more signs of saturation, rail transport still holds potential for growth. Moreover, it can play a key role in supporting the EU’s goals to reduce CO2 emissions and make its economy more resource efficient. The European Commission in its 2011 White Paper therefore rightly attributes a major role to rail transport in achieving the goals of a more sustainable and greener transport system for Europe.

 
  
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  Clemente Mastella (PPE), per iscritto. − Il primo pacchetto ferroviario adottato nel 2001 tentava di riformare il quadro normativo europeo e intendeva garantire l'integrazione del settore, migliorandone l'attrattiva rispetto ad altri modi di trasporto. Purtroppo, dopo dieci anni, possiamo tristemente constatare che questa prima riforma non è stata in grado di migliorare in modo significativo la situazione delle ferrovie. Il trasporto ferroviario non è riuscito a recuperare il ritardo accumulato rispetto agli altri modi di trasporto, in particolare il trasporto stradale.

Una delle ragioni principali è data dalle discrepanze presenti nelle norme nazionali e dalla scorretta attuazione del primo pacchetto ferroviario da parte di numerosi Stati membri, molti dei quali hanno finito con il trascurare il finanziamento delle ferrovie, mentre hanno fornito il massimo sostegno all'infrastruttura stradale. Il sistema attuale ha evidenziato proprie lacune. Le norme devono essere quindi rafforzate e armonizzate ed è necessario aggiungere nuovi elementi per rendere le ferrovie un modo di trasporto più attraente per i passeggeri e le merci.

Sosteniamo quindi questa relazione perché, con le sue revisioni, si pone l'obiettivo ambizioso di realizzare uno spazio ferroviario europeo globale e integrato, un vero e proprio spazio ferroviario europeo in cui i passeggeri e le merci possano attraversare le frontiere senza problemi.

 
  
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  Véronique Mathieu (PPE), par écrit. – J'ai voté pour le rapport sur l'espace ferroviaire unique européen. Le transport ferroviaire a encore un grand potentiel que nous avons tendance à négliger. Il s'agit de rendre ce secteur plus dynamique et compétitif. Pour cela il faut lever les obstacles techniques, légaux et politiques qui se placent sur le chemin d'un espace ferroviaire européen. La transparence doit être renforcée, les règles réécrites de façon plus claire, et l'espace ferroviaire contrôlé justement et strictement. En améliorant les conditions de concurrence sur le marché des chemins de fer, ce rapport permettra d'offrir à nos citoyens un service de réseau de chemins de fer efficace et diversifié répondant au mieux à leurs attentes. Il sera plus facile et moins cher de prendre le train pour voyager au sein de l'Europe.

 
  
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  Marisa Matias (GUE/NGL), por escrito. Votei contra este relatório porque ele visa aprofundar a privatização dos serviços de caminho-de-ferro. A separação de actividades conexas nele preconizada conduz invariavelmente à transferência para o privado das actividades geradoras de receitas e a permanência no sector público das actividades deficitárias. A rede de caminho-de-ferro europeia precisa de coordenação, integração e investimento para que possa voltar a ser o meio de transporte de mercadorias mais eficiente a média e grande distância. Este relatório não permitirá esse futuro, pelo que votei contra.

 
  
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  Mario Mauro (PPE), per iscritto. − Occorre recuperare con urgenza la distanza tra il settore ferroviario e gli altri settori di trasporto. Per questo concordo con la relatrice sul fatto che il pacchetto ferroviario del 2001 non è più sufficiente.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE), in writing. − Opening Europe's railways to increased competition could provide consumers with more and better rail services. I voted in favour of this report but stress the importance of safety, which must remain at the heart of any future proposals.

 
  
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  Nuno Melo (PPE), por escrito. Infelizmente, o transporte ferroviário tem vindo a conhecer uma menor utilização em alguns Estados-Membros. Tal facto deve-nos preocupar, pois trata-se de um meio de transporte de pessoas e mercadorias rápido, seguro e menos poluente do que os que recorrem a combustíveis fósseis. Daí que o estabelecimento um espaço ferroviário europeu único possa vir a contribuir para inverter essa tendência. Uma Europa com um espaço ferroviário único tenderá a ser mais respeitadora do ambiente e a estar mais bem provida de bens e serviços.

 
  
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  Louis Michel (ALDE), par écrit. – Alors que le transport de marchandises augmente sans discontinuer, le transport ferroviaire n'a pas pu se hisser à la hauteur des autres modes de transport, en particulier du transport routier. Malgré une législation de l'Union européenne soucieuse d'enrayer le déclin du secteur ferroviaire, sa capacité à concurrencer les autres modes de transport est toujours handicapée par des problèmes dus au financement et à la tarification inadéquate de l'infrastructure, à des obstacles persistants à la concurrence et à l'absence de surveillance réglementaire appropriée. Le secteur des chemins de fer peut jouer un rôle majeur dans la poursuite de la réduction des émissions de CO2 et de la mise en place d'un réseau de transport plus durable. Le secteur ferroviaire doit prendre sa juste part dans le transport modal. Les règles qui le régissent doivent être renforcées, harmonisées et complétées pour rendre le train plus attrayant pour le transport des voyageurs et des marchandises. Il faut encourager l'intermodalité tant pour le transport des personnes que des marchandises. Il importe également de rendre les règles en matière de sécurité aussi strictes que possible.

 
  
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  Alexander Mirsky (S&D), in writing. − Reforming the First Railways Package involves issues such as financing rail infrastructure, the operation of rail related services, national regulatory bodies’ role and the separation of infrastructure management from operations.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), schriftlich. Es steht fest, dass im Bereich der Investitionen in den Ausbau des Eisenbahnnetzes und der Attraktivitätssteigerung des Schienenverkehrs gegenüber dem Straßenverkehr nach wie vor viel Aufholbedarf besteht. Aus diesem Grund sollte die Förderung wichtiger Projekte wie etwa der Ausbau der baltisch-adriatischen Achse mit Nachdruck vorangetrieben werden. Nur auf diesem Wege kann sichergestellt werden, dass man den infrastrukturellen Entwicklungen der Verkehrströme, die sich in den nächsten Jahren immer mehr von der Straße auf die Schiene verlegen werden, gerecht wird. Allerdings ist durch die vorgeschlagene Liberalisierung des europäischen Eisenbahnraumes zu befürchten, dass eine Konzentration auf den grenzüberschreitenden Personen- und kombinierten Verkehr stattfindet und die regionalen Anschlüsse vergessen werden. So gab es gerade in diesem Bereich in den letzten zehn Jahren massive Einsparungen. Zudem besteht die Gefahr, dass eine Liberalisierung des Bahnverkehrs mit Konzentration auf die attraktiven Hauptrouten mit einem Aushungern der ländlichen Regionen einhergeht. Da diesen Entwicklungen gegengesteuert werden muss, habe ich mich gegen den Bericht ausgesprochen.

 
  
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  Claudio Morganti (EFD), per iscritto. − Il trasporto ferroviario non ha ancora sviluppato a pieno le sue potenzialità a livello europeo. Vi è ancora troppa frammentazione e mancanza di concorrenza, che si traduce in uno svantaggio per tutti i cittadini che vorrebbero usare questo mezzo di trasporto sicuro, economico e dal basso impatto ambientale. Le sempre più forti interconnessioni nella mobilità europea richiedono una maggiore armonizzazione tra le differenti normative, con lo scopo di agevolare in ultima analisi i fruitori del servizio, ovvero i passeggeri, attraverso una riduzione delle tariffe e la garanzia di viaggi più agevoli all'interno dei differenti paesi dell'Unione europea. La relazione indica queste e altre priorità condivisibili, ed è per questo motivo che ho deciso di esprimere il mio voto positivo.

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE), kirjalikult. − Selleks, et Euroopas oleks tõeliselt ühtne ja konkurentsivõimeline raudteepiirkond, on äärmiselt oluline, et Euroopa Liit ja liikmesriigid investeeriksid senisest enam raudteevõrgu taristusse. Euroopa raudteede olukord on liikmesriigiti väga erinev, kuna paljud liikmesriigid panustavad rohkem maanteetransporti kui keskkonda enam säästva raudteevõrgu arendamisse. Oluliselt halvem raudteevõrgu olukord on Ida-Euroopas, k.a minu koduriigis Eestis, kus ka rööpalaius on integreeritud pigem Vene Föderatsiooniga kui Lääne-Euroopaga, mistõttu kasutatakse kauba ja reisijate veoks peamiselt maanteetransporti, mis saastab enam loodust ning on suureks ohuks inimeludele. Maanteetranspordi osakaalu suurenemine on aga ka vastuolus Euroopa vastavates strateegiates soovituga, kus prioriteediks on raudteetranspordi kui keskkonnasäästlikuma transpordiliigi osakaalu suurendamine. Selle eesmärgi täitmisel on võtmetähtsus Euroopa Liidu toetusel sellistesse projektidesse nagu Rail Baltica, et ühendada Lääne- ja Ida-Euroopa raudteevõrk ning luua reaalselt ühtne Euroopa raudteepiirkond. Toetan igati antud raportit, mille eesmärgiks see just on.

 
  
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  Rolandas Paksas (EFD), raštu. − Pritariu iniciatyvai dėl Bendros Europos geležinkelių erdvės sukūrimo. Tačiau nepritariu pasiūlymams dėl infrastruktūros valdytojų ir operatorių bei transporto paslaugų atskyrimo. Manau, kad įgyvendinus šiuos pasiūlymus bus apsunkintas geležinkelių rinkos atvėrimas. Be to, neigiamą poveikį patirs geležinkelių transporto paslaugų kokybė. Atkreiptinas dėmesys į tai, jog pasiūlyme numatyta išlyga, taikoma 1520 mm vėžės tinkle, galės pasinaudoti tik ribotas subjektų ratas. Tuo tarpu tokioms šalims kaip Lietuva, kuriose veikia integralios bendrovės, dirbančios su trečiosiomis šalimis susijusiame tinkle, bus užkirstas kelias taikyti minėtąją išlygą, kadangi šių šalių geležinkelio linijos priklauso TEN-T tinklui. Toks teisinis reglamentavimas ypač neigiamai paveiks Lietuvą ir visą jos geležinkelių transporto sektorių.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. O Primeiro Pacote Ferroviário adoptado em 2001 constituiu a primeira tentativa séria para pôr termo ao declínio dos transportes ferroviários e reformar o quadro regulamentar europeu. Este tinha por objectivo assegurar a integração do sector e reforçar a sua atractividade em comparação com outros modos de transporte. Com o presente relatório, pretende-se apresentar um novo enquadramento para fazer crescer a quota modal do sector ferroviário, procedendo a uma revisão profunda da legislação. Como o actual sistema já demonstrou as suas lacunas, haverá que reforçar e harmonizar as regras e juntar novos elementos para tornar a via-férrea mais atraente como modo de transporte tanto para passageiros como para mercadorias. Por estas razões, votei favoravelmente o presente relatório.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Care colleghe e cari colleghi, appurato che la prima riforma in ambito ferroviario, rappresentata dal primo pacchetto ferroviario adottato nel 2001 realizzata con l’obiettivo di arrestare il constante declino del trasporto ferroviario, non ha sortito i risultati auspicati in quanto non ha migliorato in modo significativo la situazione delle ferrovie in Europa, risulta dunque necessaria una nuova riforma in materia volta da un lato ad approssimare le discrepanze delle numerose norme nazionali e dall’altro a garantire lo sviluppo del settore. Per garantire che lo sviluppo occupazionale e le condizioni di lavoro nel settore ferroviario assumano un ruolo di maggiore rilievo nella legislazione in vigore, affinché le norme in materia di sicurezza possano essere quanto più rigorose possibili, malgrado non possa condividere la totalità de testo, esprimo il mio voto favorevole alla proposta di direttiva.

 
  
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  Franck Proust (PPE), par écrit. – Il était temps. Cela faisait 10 ans que l'Europe s'était dotée de règles pour aller vers un espace ferroviaire unique. Mais rien n'avait vraiment avancé. L'expansion du rail a été freinée. Le ferroviaire est même devenu le seul secteur à perdre des parts de marché ces dernières années. L'explosion des offres low-cost de court et moyen courrier y est pour beaucoup. Le train répond pourtant à plusieurs de nos impératifs: des modes de transport plus respectueux de l'environnement (objectifs Europe 2020), plus rentables, qui participent à l'aménagement durable de nos territoires tout en proposant des solutions au besoin accru de rapidité et d'intermodalité, autant pour les passagers que pour les marchandises. Aujourd'hui, nous avons pris conscience que le train était un mode de transports sain et valable. Il faut maintenant se doter des instruments juridiques adéquats. C'est l'esprit de ce paquet législatif.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), por escrito. Apesar do seu potencial como meio de transporte sustentável do ponto de vista ambiental, os transportes ferroviários não se têm conseguido impor como via privilegiada para o transporte de pessoas e mercadorias. Neste último domínio, no período entre 1996 e 2008, perderam, aliás, quota de mercado para o transporte rodoviário. Impõem-se, por isso, políticas que permitam revitalizar estes meios de transporte, diminuindo os obstáculos ao transporte internacional, já que neste sector ainda se fazem sentir barreiras artificiais à livre circulação, e promovendo a entrada de novos operadores no mercado. Para o efeito, é necessário cindir as entidades que se dedicam às estruturas ferroviárias das empresas de operação de serviços, de modo a que todos se encontrem em igualdade de circunstâncias, evitando o abuso de posição dominante dos operadores com maior peso económico. Por considerar que esta reforma do quadro regulamentar relativo ao espaço ferroviário contribuirá para a criação de uma verdadeira rede de transporte europeia, com significativas vantagens em matéria de qualidade dos serviços, criação de emprego, segurança e sustentabilidade ambiental, votei favoravelmente.

 
  
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  Crescenzio Rivellini (PPE), per iscritto. − Mi congratulo per l'ottimo lavoro svolto dalla collega Serracchiani. Il sistema ferroviario deve recuperare il ritardo sugli altri mezzi di trasporto. Attualmente, la quota di mercato del trasporto ferroviario di merci nell'UE non supera il 7% ed è limitata all'11-12% per i servizi passeggeri.

Per realizzare lo spazio ferroviario europeo unico è necessario rafforzare le regole sulla concorrenza leale, in particolare per gli itinerari transfrontalieri. Ritengo che ogni Stato membro dovrebbe garantire l'indipendenza e l'imparzialità dell'autorità nazionale di controllo per eliminare le pratiche concorrenziali discriminatorie per quanto concerne le tariffe e l'attribuzione dei binari e consentendo l'accesso ai servizi correlati (come la vendita dei biglietti, gli impianti di riparazione e manutenzione, le stazioni e le stazioni di smistamento, ecc.). Inoltre, chiedo alla Commissione europea di presentare prima della fine del 2012 una proposta legislativa sulla separazione totale fra gestione delle infrastrutture e dei servizi di trasporto, oltre che sull'apertura dei mercati nazionali del trasporto ferroviario passeggeri alla libera concorrenza.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − Abstention. Main text on amendment 162 (on burden of proof and equitable use of capacity in service facility) was rejected. However, we welcome that MEPs agreed to postpone the question of unbundling until the end of next year when the Commission will present a legislative proposal on the relationship between infrastructure and railway services.

Unfortunately, the EPP and S&D groups nonetheless managed to include an ambiguous new provision on the separation of financial flows that is open for interpretation. This may keep the Transport Council from concentrating on the implementation of strong and independent regulators in all Member States and thereby possibly delay the creation of the Single European Railway Area.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore di questo testo perché lo ritengo utile per incoraggiare l'ingresso di nuovi operatori ferroviari nel mercato europeo e stimolare l'offerta di servizi di qualità. Il sistema ferroviario deve recuperare il ritardo sugli altri mezzi di trasporto e per fare questo è necessario rafforzare le regole sulla concorrenza. Ogni Stato membro dovrebbe infatti garantire l'indipendenza e l'imparzialità dell'autorità nazionale di controllo per eliminare le pratiche concorrenziali discriminatorie, soprattutto per quanto riguarda le tariffe, l'attribuzione dei binari e l'accesso ai servizi correlati Ora diventa necessario che la Commissione europea presenti prima della fine del 2012 una proposta legislativa sulla separazione totale fra gestione delle infrastrutture e dei servizi di trasporto.

 
  
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  Νικόλαος Σαλαβράκος (EFD), γραπτώς. – Υπερψήφισα την έκθεση για την δημιουργία ενός ενιαίου σιδηροδρομικού χώρου καθώς στόχο έχει να εξασφαλίσει και να ενισχύσει την ελκυστικότητα του κλάδου. Ένας από τους βασικούς λόγους για την στάσιμη κατάσταση των σιδηροδρόμων είναι οι πολλές αποκλίσεις που παρατηρούνται στις εθνικές διατάξεις. Για να οικοδομήσουμε μια ανταγωνιστική ΕΕ είναι απαραίτητο να βελτιωθεί και να συντονιστεί σε ευρωπαϊκό επίπεδο ο κλάδος των μεταφορών ώστε τα αποτελέσματα να είναι πολλαπλασιαστικά και να ενισχυθεί η ανταγωνιστικότητα της Ένωσης. Επιπρόσθετα, κατά αυτόν τον τρόπο θα εξασφαλιστεί και θα βελτιωθεί η απασχόληση και θα επιτευχθεί βελτίωση των συνθηκών εργασίας στον σιδηροδρομικό τομέα μέσω της βελτίωσης της τρέχουσας νομοθεσίας.

 
  
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  Vilja Savisaar-Toomast (ALDE), kirjalikult. − Lugupeetud juhataja, lugupeetud kolleegid! Toetasin tänasel hääletusel ühtse raudteepiirkonna loomise direktiivi uuesti läbivaatamise raporti lõpphääletusel selle vastu võtmist. Mõningaid muudatusettepanekuid ei saanud kahjuks toetada. Kahest neist alljärgnevalt. Esiteks leidis toetust muudatusettepanek, mis ei anna piisavalt selgust avalike vahendite kasutamise kohta. See loob võimaluse, kus ettevõtja, kellele kuulub nii infrastruktuur kui ka vedude korraldamine, saab riiklikku toetust kasutada muul otstarbel kui infrastruktuuride arendamiseks. Teiseks leidis toetus muudatusettepanek, mis lisab vedude korraldaja otseste kulude hulka restoranide ja lasteaedade kulud, mis ilmselgelt ei peaks sinna kuuluma. On hea meel, et ALDE eestvedamisel leidis toetust järelevalve organisatsioonide õiguste ja kohustuste suurendamine ning täpsustati nende rahastamist. Lisaks toetati ettepanekut määratleda raudtee teenuseosutajate õigusi ning kohustusi ja nende eraldamist suurimatest raudtee-ettevõtetest, et tagada teenuste kättesaadavus ja võrdne hinnapoliitika kõigile turuosalistele.

Raportöör taotles küll täielikku lahtisidumist, kuid kahjuks ei leidnud see parlamendis toetust ning suurt läbimurret selles osas ei toimunud. Kindlasti väärib märkimist toetus muudatusettepanekule, mis puudutas Balti riike. See annab võimaluse jätkata juba kehtivat kasutustasude süsteemi, millega välditakse avalike vahendite kasutamist kolmandatest riikidest tuleva kaubaveo subsideerimiseks.

 
  
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  Brian Simpson (S&D), in writing. − I will vote for this report today even though I believe that yet again vested interest from the railway lobby has diluted it in certain key areas. The rapporteur is to be congratulated on doing a difficult job well. It is interesting to see how many votes in the Transport Committee follow political lines. But when it comes to railways Members vote along national lines, defending their own national railways. Perhaps this is why we have failed to deliver the single market in the railway sector, that this sector is still in many Member States dominated by States owned railways, who jealously guard their near monopolistic positions and why progress on interoperability and particularly cross-border traffic has been painfully slow if not lethargic. As we enter 2012 our railways are about to enter 1912. In many areas the speed of trains is now slower that the steam era and international freight is no more than a trickle. What the railways need is a radical shake-up with independent regulation and transparent accounting allied with a can do attitude. Status quo is not an option if we are to deliver on efficient, safe, affordable and transparent pan European train network, yet it seems (...) many railway quarters status quo is what they desire.

(Explanation of vote abbreviated in accordance with Rule 170)

 
  
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  Alf Svensson (PPE), skriftlig. − Vid Europaparlamentets sammanträde i Strasbourg den 16 november röstade jag för ett betänkande om inrättandet av ett gemensamt europeiskt järnvägsområde. Betänkandet innehåller en skrivning om att ordföranden och styrelsen för järnvägssektorns regleringsorgan ska utses av nationella parlament. I Sverige är transportstyrelsen underordnad regeringen och det är regeringen som ansvarar för utnämningarna och inte Sveriges Riksdag. Jag valde, trots denna skrivning, att rösta för betänkandet, då det innehåller förslag på viktiga insatser så som ytterligare öppnande av marknaden, förbättrade möjligheter till investeringar, oberoende övervakningsorgan och ökad transparens. Detta är centrala inslag för att uppnå en icke-diskriminerande och konkurrenskraftig europeisk järnvägssektor.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. A criação de um espaço ferroviário europeu único, tal como expresso nos objectivos do Livro Branco dos Transportes de 2011, requer uma harmonização dos regulamentos nacionais, que aumente fortemente a competitividade deste sector face aos demais modos de transporte. A aplicação do primeiro pacote ferroviário não alcançou os objectivos propostos e a falta de clareza do próprio texto deu azo a diferentes interpretações e, consequentemente, a processos de infracções contra os Estados-Membros. Para uma revitalização do sector, é necessário uma legislação mais clara e integrada, através da uniformização das normas técnicas e legais e do estabelecimento de condições para o aumento da competitividade do sector. A liberalização do mercado nacional de passageiros, o reforço da independência e dos poderes das entidades reguladoras nacionais, a internalização dos custos externos, as questões de financiamento, as condições laborais e as regras de segurança são os principais pontos do relatório. A criação de uma entidade europeia reguladora será o próximo passo a tomar. Por outro lado, a Comissão irá apresentar, até ao final de 2012, duas propostas legislativas referentes à separação vertical entre a entidade gestora da infra-estrutura e a entidade prestadora de serviços e à abertura do mercado ferroviário, para que se torne mais transparente, justo e não discriminatório, evitando distorções no sector.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D), în scris. − Am votat pentru propunerea de directivă privind instituirea spaţiului feroviar unic european. Principalele aspecte ale propunerii adoptate privesc: condiţii de piaţă transparente pentru servicii feroviare competente; asigurarea strictei separări a conturilor administratorului infrastructurii şi ale întreprinderilor feroviare; respectarea legislaţiei în materie de protecţie socială şi sănătate de către operatori şi întreprinderi, pentru evitarea practicilor de dumping social şi de concurenţă neloială. Comisia trebuie să prezinte până la 31 decembrie 2012 o propunere de directivă care să conţină dispoziţii privind separarea operaţiilor de administrare a infrastructurii şi a operaţiilor de transport. Am votat pentru amendamentul 125 care solicită eliminarea serviciului obligatoriu în caz de grevă şi pentru amendamentele 51 şi 52. Acestea solicită Administratorului de infrastructură să gestioneze propriile servicii informatice, pentru a se asigura că informaţiile sensibile din punct de vedere comercial sunt protejate în mod adecvat. Statele membre se asigură că atât întreprinderile feroviare, cât şi administratorii de infrastructură, care nu sunt complet independenţi unii de ceilalţi, poartă responsabilitatea pentru politicile proprii de personal. Solicităm Comisiei să monitorizeze utilizarea reţelelor şi evoluţia condiţiilor cadru în sectorul feroviar, în special tarifarea infrastructurii, investiţiile în infrastructura feroviară, evoluţia preţurilor, calitatea serviciilor de transport feroviar, condiţiile privind ocuparea forţei de muncă şi condiţiile sociale.

 
  
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  Thomas Ulmer (PPE), schriftlich. Der Bericht ist folgerichtig und notwendig. Er ist nach den Änderungen im Ausschuss logisch aufgebaut und macht sich inhaltliche Gedanken und Vorschläge auf dem Weg zu einem gemeinsamen und leistungsstarken Eisenbahnmarkt in Europa. Gemeinsame Standards und eine reibungslose starke Koordinierung sind für die Europäische Eisenbahn der Zukunft unerlässlich. Ein starker gesamteuropäischer Regulator ist ebenso erforderlich. Die Fragestellung der Trennung von Netz und Betreiber ist nicht entscheidend für mehr Wettbewerb, Effizienz und Qualität. Entscheidend ist vielmehr eine transparente und faire Berechnung der Trassennutzungsentgelte. Hier wird eine scharfe und umfassende Kontrolle mit entsprechenden Sanktionsmechanismen unerlässlich sein.

 
  
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  Viktor Uspaskich (ALDE), raštu. − Gerbiami kolegos, geležinkelių transportas yra viena iš lyderiaujančių transporto šakų Lietuvoje. Remiantis praeitų metų statistiniais duomenimis, Lietuvos geležinkelių teikiamomis paslaugomis pasinaudojo 4,4 mln. keleivių, pervežta daugiau nei 40 mln. tonų krovinių. Tačiau techninis Lietuvos geležinkelių sektoriaus infrastruktūros lygis vis dar yra žemesnis nei Europos. Modernizacija bei techninė sąveika tarp Lietuvos ir Europos geležinkelių yra būtina, norint sujungti Europą. Viena iš pagrindinių Lietuvos transporto politikos užduočių turėtų būti geležinkelio transporto skatinimas, atkreipiant ypatingą dėmesį į keleivių pervežimo sektorių. Šiuo metu Lietuvoje krovinių pervežimo sektorius yra kur kas geriau išvystytas negu keleivių vežimo sektorius, o keleivių pervežimų skaičius vis mažėja. Lietuva ir ES turėtų labiau skatinti keleivių vežimą geležinkeliais bei bandyti padaryti šią transporto rūšį patrauklesnę – nepamirškime, jog kelionės traukiniu yra kur kas saugesnės ir labiau tausojančios gamtą, nei kelionės kelių transporto priemonėmis. Aš palaikau pranešėjo raginimą dėl didesnio finansinio skaidrumo ir sutinku, kad nacionalinės reguliavimo institucijos turėtų atidžiau prižiūrėti su geležinkeliu susijusias paslaugas. Taip pat manau, kad Europos Komisija turėtų aktyviau dalyvauti koordinuojant „Rail Baltic“ projektą. Tai svarbus strateginis projektas, kuris kuriamas, norint sujungti Baltijos šalių ir Vakarų Europos geležinkelius. Mes negalime leisti, kad lėšų trūkumas trukdytų šiam projektui.

 
  
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  Oldřich Vlasák (ECR), písemně. − Diskutovaná směrnice o vytvoření jednotného evropského železničního prostoru nově sjednocuje stávající legislativu do jednoho právního aktu, který zaznamenává oproti stávající úpravě velké množství zásadních změn. Ty se týkají zejména financování a zpoplatnění infrastruktury, nediskriminačních a transparentních podmínek pro soutěž na železničním trhu a dozoru nad železničním trhem. Přestože jsem postoj Evropského parlamentu podpořil, protože jej považuji za křehký kompromis, jsem přesvědčen, že navrhované uplatnění principů internalizace externích nákladů povede k zbytečnému zvyšování regulační zátěže. Jsem také obezřetný, pokud jde o návrhy na vymezení rozsahu pravomocí Komise a rozsáhlý přesun pravomocí týkajících se regulace a dohledu nad hospodářskou soutěží v železničním odvětví pod jeden regulační úřad. V tomto ohledu by si návrh zasloužil výrazné zpřesnění.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), schriftlich. Obwohl der Schienenverkehr 2001 mit einem gezielten Maßnahmenpaket der Schienenverkehr reformiert wurde, mit dem Ziel diesen Verkehrsweg attraktiver zu machen, ist der Schienengüterverkehr signifikant zurückgegangen und hält nur noch einen Marktanteil von 10,8 % (gegenüber 45,9 % des Straßengüterverkehrs). Die ausgemachten Fesseln für ein effektives Greifen einer Reform sind die rechtlichen Mängel (bei 13 Mitgliedstaaten musste die Umsetzung einzelner Teile des Maßnahmenpakets vor dem EuGH eingeklagt werden), die technischen Unzulänglichkeiten (aufgrund geringer Investitionen in eine entsprechende Infrastruktur) und nicht zuletzt der mangelnde politische Wille, eine tatsächliche Änderung des Status quo zu erreichen.

 
  
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  Artur Zasada (PPE), na piśmie. − Raz jeszcze chciałbym pogratulować poseł sprawozdawczyni efektywnej pracy nad dokumentem dotyczącym przekształcenia tzw. pierwszego pakietu kolejowego (dyrektywy Parlamentu Europejskiego i Rady w sprawie utworzenia jednolitego europejskiego obszaru kolejowego). Oczywiście w ostatecznym głosowaniu poparłem dokument.

Jestem zadowolony, że Parlament przyjął poprawkę nr 135, którą złożyłem wspólnie z posłem Bogdanem Marcinkiewiczem oraz 40 innymi posłami z różnych krajów oraz frakcji. Wierzę, że poparcie, jakie dziś uzyskaliśmy stanowi wyraźny sygnał dla Rady i Komisji, że kwestia wyłączenia zawarta w poprawce 135 jest dla Parlamentu Europejskiego priorytetowa i fakt ten zostanie uwzględniony na dalszym etapie prac nad dokumentem.

 
  
  

Motion for a resolution B7-0571/2011

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo a presente resolução, reforçando a mensagem que exorta a União Europeia a confirmar, pública e inequivocamente, o seu forte empenho no Protocolo de Quioto e a adoptar todas as medidas necessárias para evitar qualquer alteração aos períodos de compromissos nos termos do referido Protocolo. Por conseguinte, apoio o apelo à União Europeia para que esta declare abertamente, antes de Durban, que está disposta a continuar com o segundo período de compromissos, nos termos do Protocolo de Quioto. A manutenção das medidas para combater o aquecimento global assume um papel relevante para as futuras gerações e é essencial aplicar políticas ambientalmente sustentáveis, como se verifica no arquipélago dos Açores, um exemplo mundial em domínios como o aproveitamento das energias renováveis.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE), par écrit. – En tant que membre de la commission « Environnement, santé publique et sécurité alimentaire », j’ai voté pour la résolution appelant l’UE et ses partenaires à aborder avec ambition et détermination les prochaines négociations sur le climat, qui auront lieu fin novembre, à Durban, en Afrique du Sud. Je partage à 100% le message principal de cette résolution : nous avons en effet besoin d’ « un accord global, équitable, ambitieux et juridiquement contraignant à l'échelle internationale pour la période postérieure à 2011 » car il nous faut éviter que le réchauffement climatique ne dépasse les 2°C et ne devienne irréversible. Dans cette lutte contre le changement climatique, je suis convaincue que les Européens devront montrer l'exemple. Par ailleurs, ces efforts ne doivent pas être menés aux dépens de la croissance et de la compétitivité. Au contraire, ils seront gages de la multiplication des emplois verts et de l'innovation en Europe. A ce sujet, je me félicite que la Commission européenne propose, qu'à partir de 2014, 20% des fonds de la politique de cohésion de l'Union soient utilisés pour lutter contre le changement climatique. Il s'agira d'une contribution importante à la transition de notre économie vers des pratiques plus vertes.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šią rezoliuciją. Klimato kaita yra viena didžiausių 21-ojo amžiaus problemų, kuriai išspręsti būtina imtis tarptautinių veiksmų. Iki šiol nesusitarta dėl tarptautinio susitarimo, todėl būtina kuo skubiau sudaryti teisiškai privalomą tarptautinį susitarimą pagal bendros, bet diferencijuotos atsakomybės principą, pripažįstant, kad išsivysčiusios šalys turi atlikti pagrindinį vaidmenį, o besivystančios šalys tinkamai prie šio proceso prisidėti. Dabartinių pagal Kopenhagos susitarimą prisiimtų ir Kankūno susitarimu oficialiai patvirtintų įsipareigojimų ir pažadų nepakaks, jei norima pasiekti bendrą tikslą ir apriboti bendrą kasmetinį pasaulio vidutinės paviršiaus temperatūros kilimą iki 2ºC (2ºC tikslas). Europos šalims tenka daryti itin svarbius pasirinkimus siekiant išsaugoti savo ateities gerovę ir saugumą bei vykdyti prisiimtus įsipareigojimus CO2 mažinimo srityje. Palaikau raginimą, kad viso pasaulio valstybių ir vyriausybių vadovai per derybas imtųsi iš tiesų tvirto politinio vadovavimo ir parodytų valią, kad būtų sudarytas visapusiškas, tarptautinis, nešališkas, plataus užmojo ir teisiškai privalomas susitarimas, siekiant užtikrinti, kad temperatūra pasaulyje nepakiltų daugiau negu 2°C ir kad šiltnamio efektą sukeliančių dujų išmetimas kuo greičiau pasiektų didžiausią ribą.

 
  
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  Jean-Luc Bennahmias (ALDE), par écrit. – A une dizaine de jours de la Conférence de Durban sur le changement climatique et alors que les négociations internationales sur le climat sont arrivées à un instant décisif, entre stagnation et progrès – l'UE doit jouer son rôle de chef de file et réaffirmer son engagement en faveur de la poursuite du Protocole de Kyoto après 2012, et cela d'une seule voix! Il est enfin reconnu que l'économie de l'Union tirerait avantage d'un dépassement de l'objectif de 20 % de réduction des gaz à effet de serre par un renforcement des emplois verts et donc de la croissance. Par conséquent, la crise économique ne peut être un argument brandi pour l'inaction. Par mon vote je soutiens la création d'une feuille de route qui permettra d'assurer la mise en place d'un traité global sur le climat d'ici 2015 au plus tard et l'inclusion du transport aérien dans le système d'échange de quotas d'émission de l'Union européenne à partir du 1er janvier 2012. J'attire toutefois l'attention sur l'inquiétude liée à l'énorme décalage entre les engagements internationaux et l'objectif des Nations unies de limiter le réchauffement de la planète à 2° C. Cela ne fait guère plus de doutes qu'il nous faudra agir davantage pour contenir l'augmentation à 2°C.

 
  
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  Sergio Berlato (PPE), per iscritto. − La prossima Conferenza sui cambiamenti climatici si terrà a Durban dal 28 novembre al 9 dicembre. Nella risoluzione in oggetto si invita l'Unione a dare pieno sostegno alla prosecuzione del Protocollo di Kyoto oltre il 2012, nonostante grandi emettitori come Giappone, Canada e Russia abbiano già dichiarato pubblicamente che non firmeranno un secondo periodo d'impegno. Pertanto, a Durban non si prevede alcuna possibilità di raggiungere un accordo globale. La Commissione europea ha dichiarato che la prima data probabile per il raggiungimento di un accordo globale potrebbe essere il 2015 e che, fino a quel momento, si apre un periodo di transizione.

Ricordo che il Pacchetto clima ed energia, approvato nel 2008, aveva come premessa che gli altri grandi emettitori avrebbero seguito l'esempio dell'Europa e si sarebbero impegnati ad adottare misure legalmente vincolanti. Ad oggi, invece, l'assenza di un level playing field a livello globale per i settori sottoposti a vincoli di emissioni continua ad aggravare la situazione di scarsa competitività delle imprese europee. Ritengo che l'attuale contesto internazionale non consenta di andare oltre gli obiettivi già prefissati. L'Unione europea ha già un impegno dopo il 2012, ovvero, la riduzione delle emissioni del 20% come previsto dal Pacchetto clima ed energia.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau už šią rezoliuciją, kadangi viena iš didžiausių problemų šiame amžiuje yra klimato kaita ir jos daromas poveikis ne tik Europai, bet ir visam pasauliui. Dėl padidėjusios klimato kaitos vis dažniau kyla audros ir potvyniai, žiemos tampa vis šaltesnės, pastebima, kad lyja vis daugiau, ir skirtingi metų laikai ateina vis anksčiau. Jeigu nebus imtasi reikalingų veiksmų, kaip sumažinti bendrą kasmetinį paviršiaus temperatūros kilimą iki 2°C ir kaip sumažinti išmetamų šiltnamio efektą sukeliančių dujų kiekį, gamtai bei gyvūnijai bus padaryta labai didelė žala ir mūsų įprastas gyvenimas gali pakisti nebegrįžtamai. Europos Komisija pateikė pasiūlymų, kaip sumažinti šias problemas iki 2050 m., tačiau visa to pasiekti yra būtina iki 2020 m. Klimatas kinta dėl žmogaus gyvenimo būdo, negerėjančio miškų valdymo, t. y. miškų naikinimo, ir dėl daugybės kitų aspektų. Siekiant užtikrinti mūsų saugumą ateityje, reikia kuo skubiau imtis veiksmų, mažinančių klimato kaitos veiksnius.

 
  
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  Sebastian Valentin Bodu (PPE), în scris. − Apelul Parlamentului pentru participanţii la conferinţa privind schimbările climatice de la Durban este clar: părţile trebuie să asigure încheierea unui acord internaţional post-2012 cuprinzător, echitabil, ambiţios şi obligatoriu, având la bază sistemul de norme impus la Kyoto.

Principalul scop al acestui acord trebuie să fie reducerea cât mai rapidă a emisiilor de gaze cu efect de seră la nivel mondial şi naţional. Pentru ca acest deziderat să devină realitate, este însă nevoie ca şefii de stat şi de guvern din toată lumea să dea dovadă de spirit de conducere şi de voinţă în timpul negocierilor şi să acorde acestei chestiuni cea mai înaltă prioritate. În acest moment, există un decalaj între datele ştiinţifice şi angajamentele actuale ale părţilor.

Acordul de la Durban trebuie să fie peste cel de la Copenhaga, pe principiul responsabilităţii comune, dar diferenţiate. Conferinţa de la Durban este esenţială pentru implementarea în continuare a Acordurilor de la Cancun, pentru fixarea unei date de vârf pentru emisiile globale şi a obiectivului global de reducere a emisiilor pentru 2050 prin stabilirea unei traiectorii clare. Nu în ultimul rând, Durban trebuie să spună dacă obiectivul de reducere a emisiilor de seră până în 2050 şi obiectivul de 2°C sunt adecvate.

 
  
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  Alain Cadec (PPE), par écrit. – J'ai voté pour la résolution relative à la conférence de Durban sur le changement climatique. J'ai en particulier soutenu la demande de création d'une taxe sur les transactions financières.

 
  
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  Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. É importante que a União Europeia mantenha o seu papel de liderança na luta contra as alterações climáticas. Da Conferência de Durban devem resultar propostas concretas sobre o acordo relativo ao segundo período de cumprimento do Protocolo de Quioto e às negociações no âmbito da Convenção das Nações Unidas para as Alterações Climáticas. A nível das negociações no âmbito da Convenção, há que implementar o acordado em Cancún relativamente à transferência de tecnologia, à capacitação e às florestas e redesenhar os MDL para os países menos desenvolvidos. Em relação ao segundo período de cumprimento do Protocolo de Quioto, a Europa deve dar o seu acordo mediante as seguintes condições: existência de um plano com prazos para um acordo legalmente vinculativo que inclua as maiores economias, uma nova separação entre países industrializados e países em desenvolvimento e a adopção de uma abordagem sectorial para os sectores industriais com utilização intensiva de energia como solução para a fuga de carbono.

 
  
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  Νικόλαος Χουντής (GUE/NGL), γραπτώς. – Η παρέμβαση της Επιτρόπου για την κλιματική αλλαγή δεν άφησε πολλά περιθώρια για ένα ικανοποιητικό αποτέλεσμα στο Durban. Λίγο-πολύ δήλωσε ότι "η επίτευξη μιας νομικά δεσμευτικής συμφωνίας παγκοσμίως" μοιάζει με όνειρο απατηλό, και ότι "αυτό δεν οφείλεται σε εμάς αλλά στους άλλους". Αντίθετα με αυτό το κλίμα απαισιοδοξίας, όσοι υπερψηφίσαμε το ψήφισμα για την κλιματική αλλαγή, το κάναμε για να στείλουμε ένα ισχυρό πολιτικό μήνυμα βούλησης με συγκεκριμένους στόχους: - να θεσπιστεί ένα παγκόσμιο, ολοκληρωμένο, νομικά δεσμευτικό πλαίσιο, που θα συμπεριλαμβάνει αυστηρό χρονοδιάγραμμα για την υλοποίησή του, προκειμένου να συγκρατηθεί η αύξηση της θερμοκρασίας του πλανήτη σε επίπεδο κάτω των 2°C σε σύγκριση με τις προβιομηχανικές τιμές, - να γεφυρωθεί το "χάσμα γιγατόνων" ανάμεσα στις φιλοδοξίες των συμβαλλομένων μερών και στα δεδομένα της επιστήμης, σταματώντας τη βρώμικη ανάπτυξη, - να μειωθούν οι εκπομπές αερίων του θερμοκηπίου έως το 2050 κατά 80-95% σε σχέση με τα επίπεδα του 1990, - να προσφερθεί στις αναπτυσσόμενες χώρες ουσιαστική χρηματοδοτική και τεχνολογική συνδρομή, - να διασφαλιστεί η προστασία των τροπικών δασών του πλανήτη, - να μπει τέλος στα εκατομμύρια των κλιματικών προσφύγων. Η οικονομική κρίση δεν πρέπει να αποτελέσει άλλοθι για τυχόν αποτυχία, τύπου Κοπεγχάγης. Το κλίμα δεν μπορεί να περιμένει, ούτε η ανθρωπότητα.

 
  
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  Carlos Coelho (PPE), por escrito. Apoio esta resolução na sua generalidade. Sublinho dois pontos, que reputo serem da mais elevada importância para a conferência em Durban. Concordo com a urgência que a UE atribui a um novo acordo entre os Estados-Membros para um Protocolo pós-2012. É fundamental assegurar um compreensivo, internacional, justo, ambicioso e juridicamente vinculativo acordo de forma a garantir os objectivos de redução das emissões (em 26 %) até 2020, com base nos níveis de 1990, e limitação do aumento da média de temperatura mundial para lá dos 2° C. É de igual importância haver uma reestruturação na arquitectura financeira do Protocolo, sendo que a actual apenas disponibiliza 5 % daquilo que é a estimativa do capital que será necessário para os países em desenvolvimento nas próximas décadas. Caso contrário, poderemos verificar uma relutância indesejada destes mesmos no que diz respeito à adesão para um novo acordo. Consequentemente é necessário que a UE insista e pressione os Estados-Membros no sentido de criar novos mecanismos que disponibilizem novos e adicionais fundos, como um Imposto sobre as Operações Financeiras, um Imposto Verde, um imposto sobre o transporte marítimo/aviação, entre outros. Admito que isso obrigue a repensar todo o pacote fiscal para não onerar excessivamente pessoas e empresas em tempos de recessão.

 
  
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  Corina Creţu (S&D), în scris. − Acordurile de la Copenhaga şi Cancun sunt insuficiente, din păcate, pentru îndeplinirea obiectivului de limitare a creşterii globale a temperaturii medii anuale la suprafaţă la 2° C. De aceea, aşteptările privind Conferinţa de la Durban sunt legate de acordul internaţional cu caracter juridic obligatoriu atât de necesar. În acest sens, UE trebuie să exercite eforturi şi presiuni sporite, pe baza Foii de parcurs a Comisiei pentru trecerea la o economie competitivă, cu emisii scăzute de dioxid de carbon, până în 2050. Ţările dezvoltate trebuie să îşi asume într-un mod mult mai responsabil şi eficient reducerea colectivă a emisiilor de gaze cu efect de seră, iar cele emergente au datoria de a prelua rolul corespunzător noii ponderi pe care o deţin în economia globală. În condiţiile în care ţările în curs de dezvoltare şi cele slab dezvoltate sunt cele mai afectate de efectele schimbărilor climatice, având şi cele mai reduse mijloace de adaptare, se impune instituirea principiului justiţiei climatice, care să protejeze populaţia săracă din statele cele mai vulnerabile.

 
  
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  Vasilica Viorica Dăncilă (S&D), în scris. − Știm cu toții că dovezi științifice incontestabile atestă schimbările climatice şi consecințele acestora. Consider că la toate nivelurile naționale de guvernare din lume trebuie să se investească în lupta împotriva schimbărilor climatice. De asemenea, cred că trebuie adoptate fără întârziere măsuri oportune și ambițioase la nivel internațional, în vederea abordării acestei provocări de ordin global. O mai mare conștientizare a cetățenilor, precum și mobilizarea opiniei publice în favoarea politicilor în domeniu ar trebui să fie în atenția tuturor liderilor europeni și internaționali.

Susțin cu tărie că toate aceste politici trebuie să se concentreze în continuare pe atenuarea efectelor schimbărilor climatice şi pe adaptarea la acestea şi să aloce resursele necesare acestor obiective, chiar şi în condițiile crizei economice actuale.

 
  
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  Anne Delvaux (PPE), par écrit. – J'ai bien entendu soutenu cette résolution pour laquelle j'avais déposé de nombreux amendements en commission ENVI le mois dernier. Le texte voté ce jour demande la conclusion d'un accord global, équitable ambitieux et juridiquement contraignant à l'échelle internationale pour la période post-2012 (accord qui s'appuierait sur la réglementation internationale fixée par le Protocole de Kyoto dans le respect de l'objectif des 2°C) et exhorte l'Union européenne à réaffirmer son engagement ferme envers le Protocole de Kyoto et à prendre toutes les mesures nécessaires pour éviter la discontinuité entre les périodes d'engagements prévues dans ce cadre. À Durban, il faut - et j'insiste - absolument progresser dans la mise en œuvre des accords de Cancun en: arrêtant la date butoir à partir de laquelle le volume mondial total des émissions devra décroître; en fixant un objectif de réduction des émissions de GAS pour 2050 et en définissant une trajectoire claire pour l'horizon 2050 qui comprenne des objectifs intermédiaires de réduction des émissions au niveau mondial, en s'accordant sur les instruments à utiliser pour atteindre ces objectifs. C'est primordial!

 
  
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  Ioan Enciu (S&D), în scris. − Am votat în favoarea acestei rezoluții deoarece consider că există numeroase dovezi științifice care să ateste existenţa schimbărilor climatice şi a consecințelor acestora, fapt care impune o acțiune internațională imediată, pentru a face faţă uneia dintre cele mai importante provocări ale secolului XXI şi ale viitorului nostru comun.

Este adevărat, de asemenea, că ţările europene trebuie să facă alegeri critice şi echilibrate pentru a-şi menține prosperitatea şi securitatea în viitor şi că trebuie să adopte obiective naționale de reducere a emisiilor de gaze cu efect de seră, în conformitate cu obiectivele privind schimbările climatice ale UE. Acestea însă vor duce la o economie mai sănătoasa, la o creștere a numărului de locuri de muncă ecologice, precum şi la inovare şi la numeroase progrese tehnologice.

Nu în ultimul rând, susțin faptul că avem nevoie de încheierea unui acord internațional post 2012 cuprinzător, echitabil, ambițios şi obligatoriu din punct de vedere juridic, care să aibă la bază sistemul de norme internaționale din Protocolul de la Kyoto şi care să urmărească reducerea treptată a emisiilor de gaze cu efect de seră la nivel mondial.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), por escrito. É fundamental que a UE crie uma estratégia de abordagem às alterações climáticas, assumindo um compromisso sério com o desenvolvimento sustentável, procurando reduzir as suas emissões de carbono, sem que tal ponha em causa as actividades produtivas, em especial as indústrias. Qualquer política para as alterações climáticas, sobretudo num panorama de crise económica e financeira, tem que procurar a eficiência económica e a sustentabilidade, pondo a inovação e a investigação ao serviço de novas técnicas e novas soluções, mais amigas do ambiente e igualmente eficientes e competitivas. O foco deve estar numa mais eficiente utilização dos recursos naturais e num forte investimento em investigação e tecnologias mais limpas para que seja possível manter a competitividade europeia e permitir a criação de emprego num quadro de crescimento verde.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. A presente proposta de resolução sobre a posição da União Europeia na próxima Conferência sobre as alterações climáticas, que se realiza na cidade de Durban, na África do Sul, entre os dias 28 de Novembro e 9 de Dezembro, surge na sequência das perguntas com pedido de resposta oral ao Conselho e a Comissão formuladas por Jo Leinen, Presidente da Comissão do Ambiente, da Saúde Publica e da Segurança Alimentar. As catástrofes naturais de 2011 e o degelo das calotes glaciares provam a necessidade de estarmos muito atentos a estas situações e de tomarmos medidas a nível mundial. Porque são as pessoas que têm de reagir às alterações climáticas e não o contrário, temos de limitar o aumento médio da temperatura a dois graus e fazer com que o ano de 2012 seja o pico dos gases com efeitos de estufa. Não chega aprovar boas medidas, e necessário implementá-las! Por isso, saúdo a presença significativa de representantes da UE nesta conferência, de modo a fazer valer as recomendações agora aprovadas e congratulo-me por verificar o empenho da UE no cumprimento do Protocolo de Quioto e na redução das emissões de CO2 para valores que ultrapassam os 20 % previstos em 2020.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. Esta resolução, à semelhança das que a antecederam (COP-15 e COP-16), contém aspectos positivos. Em termos gerais, é assinalada a importância de reduzir as emissões de GEE e a necessidade de cumprir as metas estabelecidas no quadro da ONU.

Mas, à semelhança das anteriores, também esta resolução falha na definição dos meios para alcançar essas metas e, bem assim, na análise da razão pela qual, conferência após conferência, as metas não são cumpridas: é que a solução deste problema ambiental não será encontrada no quadro do sistema económico e social irracional que o gerou.

A falha em reconhecer e debater esta premissa, a insistência na abordagem capitalista a esta problemática, de que os instrumentos de mercado – como o comércio do carbono – são traço saliente, não permite optimismo face à resolução efectiva do problema. Problema que, aliás, tem expressões bem mais diversificadas e complexas do que as enunciadas na resolução – inerentes à progressiva e inexorável escassez de matérias-primas das quais dependem, em larguíssima medida, múltiplas esferas de actividade das sociedades contemporâneas.

Continua-se, além disso, a considerar como uma entidade homogénea (a UE) aquilo que é profundamente heterogéneo (os diferentes Estados-Membros), do ponto de vista da sua situação específica, no quadro do princípio da responsabilidade comum, mas diferenciada.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. Sabemos que a delapidação de recursos naturais a um ritmo absolutamente desproporcionado, tendo em conta as necessidades da população mundial, a poluição atmosférica e hídrica, os efeitos da guerra, a devastação florestal ou a agricultura intensiva são efeitos concretos da actividade industrial e factores de diminuição da qualidade de vida da generalidade da população. Mais grave ainda é a distribuição de custos e benefícios efectuada pelo capitalismo, em que os territórios mais afectados pela intensa exploração da Natureza são exactamente os ocupados por populações mais empobrecidas e mais despojadas do usufruto dos benefícios do desenvolvimento da tecnologia e produção industrial.

Este relatório tem aspectos positivos, ao salientar a importância da redução da emissão de gases de estufa e a necessidade de cumprir as metas estabelecidas. No entanto, falha na análise essencial das razões por que, conferência após conferência, estas não são cumpridas. É que a solução do problema ambiental não será encontrada no quadro do sistema económico e social irracional que o gerou. A falha em reconhecer e debater esta premissa, a insistência na abordagem capitalista a esta problemática, de que os instrumentos de mercado – como o comércio de licenças de emissão de carbono – são traço saliente, não permite optimismo face à resolução do problema ambiental.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne. − Vedecké dôkazy v drvivej väčšine poukazujú na zmenu klímy, a preto sú nevyhnutné také opatrenia, ktoré by pomohli efektívne riešiť túto rozsiahlu výzvu 21. storočia. Je potrebná širšia a účinnejšia európska diplomacia v oblasti klímy zo strany všetkých inštitúcií EÚ ešte pred konferenciou v Durbane, ktorej cieľom by mala byť prezentácia zrozumiteľnejšieho profilu EÚ v oblasti klimatickej politiky, čo by do medzinárodných rokovaní o klíme vnieslo novú dynamiku a bolo podnetom na to, aby zaviedli záväzné obmedzenia emisií a primerané opatrenia na zmiernenie zmeny klímy a adaptáciu na ňu. Podľa môjho názoru by bolo prospešné, aby EÚ prevzala vedúcu úlohu a presadzovala ambicióznu klimatickú politiku, čím by v istom zmysle povzbudila ďalšie krajiny, aby ju v takomto konaní nasledovali.

Zároveň by členom občianskej spoločnosti vrátane zástupcov organizácií pre rovnosť žien a mužov mala byť daná príležitosť na aktívnu účasť na činnosti správnej rady zeleného klimatického fondu a všetkých jeho podriadených rád. Úsilie vynaložené na prispôsobenie sa zmene klímy by malo systematicky a účinne riešiť vplyvy zmeny klímy z hľadiska rodovej rovnosti v oblasti energetiky, vody, potravinovej bezpečnosti, poľnohospodárstva a rybného hospodárstva, biodiverzity a ekosystémových služieb, zdravotníctva, priemyslu, ľudských sídel, riadenia katastrof a z hľadiska konfliktov a bezpečnosti.

 
  
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  Gaston Franco (PPE), par écrit. – Je me félicite de la résolution adoptée par le Parlement européen en prévision de la future conférence de Durban sur le changement climatique. Il est en effet indispensable d'aboutir à un accord juridique contraignant mondial. Nous demandons à ce que l'Union européenne réaffirme son engagement ferme envers le protocole de Kyoto et se montre sans équivoque en faveur d'une seconde période d'engagement après 2012. L'Union doit inviter formellement tous les partenaires internationaux à faire de même et ce, afin de respecter les objectifs fixés par le protocole de Kyoto de diminution de gaz à effet de serre et de limiter le réchauffement de la planète lié au changement climatique à 2°C. Nous avons pu insister dans cette résolution sur un sujet qui m'est cher: l'amélioration de la gestion des forêts, comme condition préalable fondamentale à la réduction de la déforestation. Nous avons notamment mis l'accent sur la nécessité de poursuivre la mise en œuvre du mécanisme de réduction des émissions liées à la déforestation et à la dégradation des forêts (REDD+). Le Parlement a ainsi lancé un message fort afin d'activer un réel mécanisme de lutte contre la déforestation, qui contribue à hauteur de 20% aux émissions de gaz à effet de serre.

 
  
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  Robert Goebbels (S&D), par écrit. – La résolution en vue de la prochaine conférence sur le climat à Durban n'a pas trouvé mon adhésion. Il s'agit d'une compilation de vœux pieux, de pétitions de principes irréalistes, bref, un texte se perdant dans des détails insignifiants et méconnaissant les réalités. Les émissions de CO2 de l'Union s'orientent vers 10% des émissions mondiales, parce que les émissions du reste du monde s'accroissent plus rapidement encore. Or Copenhague et Cancun l'ont prouvé. Il n'y aura jamais un accord "juridiquement contraignant".

Au lieu de le reconnaître et de se concentrer sur ce qui est faisable, notamment le transfert de technologies économes en énergie, l'Europe s'obstine à s'accrocher à un accord de Kyoto abandonné même par les Japonais. Au lieu de vouloir montrer "l'exemple" au reste du monde, l'Union européenne devrait se soucier de sa compétitivité en matière de technologies environnementales. La Chine est devenue le leader mondial pour les éoliennes et le photovoltaïques. L'Europe est championne du monde en vœux pieux!

 
  
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  Brice Hortefeux (PPE), par écrit. – Le Parlement européen vient d'adopter une résolution faisant part de ses attentes à l'approche de la Conférence sur le changement climatique qui aura lieu à Durban du 28 novembre au 9 décembre 2011.

En effet, après Kyoto, la Conférence de Durban sera une occasion inédite de prendre des engagements ambitieux pour parvenir à un accord global, équilibré et, à terme, juridiquement contraignant.

L'Union européenne a un rôle moteur à jouer lors de cette rencontre. En prenant des mesures concrètes et volontaristes pour lutter contre le changement climatique, l'Union européenne s'engage résolument en faveur d'une économie fondée sur une croissance plus verte et de l'innovation.

Je suis convaincu que l'Union européenne peut insuffler une nouvelle dynamique à Durban et entrainer ses partenaires dans un accord qui ouvre de grandes perspectives d'avenir pour nos économies.

Mais la tâche est ardue. A Durban, il s'agira en premier lieu de rendre opérationnels les acquis de la Conférence de Cancun comme la limitation du réchauffement climatique en-deçà de 2°C, le système de suivi et de contrôle des actions des pays développés et des pays en développement et la création d'un Fonds vert pour le climat au bénéfice des pays en développement.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Balsavau už šį dokumentą, kadangi turima labai daug mokslinių įrodymų, kad klimato kaita vyksta ir daro poveikį, todėl būtina imtis tarptautinių veiksmų siekiant spręsti vieną didžiausių 21-ojo amžiaus ir vėlesnio laikotarpio problemų. Toliau reikia siekti bendro tikslo sudaryti teisiškai privalomą tarptautinį susitarimą pagal bendros, bet diferencijuotos atsakomybės principą, pripažįstant, kad išsivysčiusios šalys turi atlikti pagrindinį vaidmenį, o besivystančios šalys – tinkamai prie šio proceso prisidėti. Reikia atsižvelgti į per pastaruosius dešimtmečius įvykusius esminius geopolitinius pasaulio pasikeitimus, kai keletas besivystančių šalių tapo pagrindinėmis ekonominėmis ir politinėmis veikėjomis ir susiformavo nauja galios ir įtakos pusiausvyra, skatinanti naujus vaidmenis ir atsakomybę. Manau, kad konferencijos šalis yra būtina raginti užtikrinti, kad remiantis Kioto protokole numatyta tarptautine taisyklėmis pagrįsta sistema būtų sudarytas visapusiškas tarptautinis nešališkas, plataus užmojo ir teisiškai privalomas susitarimas dėl veiklos laikotarpiu po 2012 m., siekiant užtikrinti, kad temperatūra pasaulyje nepakiltų daugiau negu 2°C ir kad šiltnamio efektą sukeliančių dujų išmetimas kuo greičiau sumažėtų.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE), par écrit. – Cette proposition de résolution est un texte ambitieux et raisonnable. Elle est d'autant plus intéressante qu'elle prône le principe d'une taxe sur les transactions financières. Nous avons donc mes collègues et moi-même voté en faveur de cette résolution.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho votato a favore della relazione perché ritengo che essa rappresenti uno stimolo a fare di più per raggiungere gli obiettivi legati strettamente al tema dei cambiamenti climatici. L´innalzamento della temperatura causato dall´inquinamento è un problema con cui dover fare i conti e che richiede un´azione congiunta e d´intesa con le altre forze extra-europee. Gli obiettivi fissati per gli anni a seguire, in linea con le strategie europee, possono essere raggiunti soltanto percorrendo una via cooperativa con Stati in forte crescita nel resto del mondo. L´Unione Europea, dal canto suo, ha più volte ribadito, con i fatti, la propria volontà di rispettare gli impegni presi in materia e, se possibile, di andare anche oltre riuscendo a diminuire ulteriormente le emissioni di CO2 da qui al 2020

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I voted for this resolution, being convinced that the EU has to go to Durban with coherent and robust proposals to tackle climate change.

 
  
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  Marisa Matias (GUE/NGL), por escrito. A resolução coloca como objectivo geral um acordo internacional juridicamente vinculativo, coerente com o princípio de uma responsabilidade comum, mas diferenciada. A resolução estipula que, independentemente do resultado das negociações internacionais, é do interesse da UE fixar um objectivo de protecção climática superior a 20 %, uma vez que tal teria simultaneamente o efeito de criar empregos verdes, crescimento e segurança. Apontar para uma redução na UE superior à meta traçada pela própria UE é de extrema importância. Ainda mais admitindo que este é o novo rumo, independentemente de a meta global a acordar em Durban vir a ser inferior. É também solicitada a constituição de um fundo verde para o clima para apoiar a transição para um desenvolvimento com baixas emissões de carbono e resistente às alterações climáticas nos países em desenvolvimento. Saúdo ainda a posição de incluir a aviação e os transportes no acordo de Durban.

Pelos motivos evocados, votei favoravelmente. Devo, contudo, explicitar a minha oposição aos mecanismos de comércio de carbono, e lamento o facto de se dar mais peso aos direitos de propriedade intelectual do que ao combate às alterações climáticas.

 
  
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  Mario Mauro (PPE), per iscritto. − Trovo interessante l'invito a sviluppare un principio di "giustizia climatica", in quanto la maggiore ingiustizia si verificherebbe se l'UE non affrontasse il cambiamento climatico, dal momento che a risentirne sarebbero in particolare i poveri nei paesi poveri. Il mio voto è favorevole.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE), in writing. − The upcoming UN Conference in Durban has to achieve a comprehensive, international, fair, ambitious and legally binding agreement aimed at reducing CO2 emissions and climate change. The aim should be a binding post-Kyoto agreement for the period after 2012, and the EU must devise a comprehensive strategy that brings on board other ‘big countries’. The resolution calls for the transformation of the world economy to be based on sustainable growth. The fight against climate change is not about bashing industry, but a unique opportunity to actively promote structural change leading to a green economy. As Europeans, we need to put more effort into this to avoid being left behind. I supported this resolution.

 
  
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  Nuno Melo (PPE), por escrito. O Parlamento Europeu tem que ser firme na defesa do Protocolo de Quioto e na redução das emissões de CO2 no período posterior a 2012. A aprovação desta resolução, no âmbito da Conferência sobre as Alterações Climáticas que se realiza em Durban, África do Sul, de 28 de Novembro a 9 de Dezembro, acarreta maiores responsabilidades para a UE, no sentido de ir mais além na redução de 20 % de CO2 até 2020, o que poderá ajudar a estimular a economia europeia. São necessárias medidas concretas para colmatar a disparidade de gigatoneladas (ou seja, a diferença) entre os actuais níveis de ambição e os níveis exigidos para manter o aquecimento global abaixo dos 2º C.

 
  
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  Alexander Mirsky (S&D), in writing. − Official delegations from 196 countries, including Russia, will participate in the conference. Fighting climate change should remain a priority, both at European and international level. The EU should show leadership at the UN climate summit in Durban and provide full support for the conclusion of a comprehensive, international, legally binding agreement post-2012. I am in favour.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), schriftlich. In den vergangenen hundert Jahren hat sich die durchschnittliche Lufttemperatur in Bodennähe um etwa 0,74 °C erhöht. Dies wissen wir, da seit gut hundert Jahren Temperaturmessungen vorgenommen werden. In den letzten fünfzehn Jahren hat sich nun die mehr oder weniger wissenschaftliche Lehrmeinung durchgesetzt, dass der verzeichnete Temperaturanstieg durch vom Menschen verursachte CO2-Emmissionen bedingt ist. Die europäischen Führungskräfte folgen diesem Dogma blindlings und wollen die EU-Mitgliedsstaaten auf dem 2012 in Durban stattfindenden Welt-Klimagipfel dazu verpflichten, die europäische Industrie und Wirtschaft wesentlich CO2-ärmer zu gestalten. Tatsache ist allerdings, dass es keinerlei Beweise für einen vom Menschen verursachten Klimawandel gibt. Fakt ist auch, dass unser Klima seit jeher ständig mehr oder weniger starken Schwankungen unterworfen ist. Bei den von der europäischen Führungsriege veranschlagten Zahlen und Werten handelt es sich schlicht und einfach um Theorien, die allerdings zur ultimativen Wahrheit erklärt wurden. Dies ist auch der Grund, weswegen die zahlreichen anders denkenden Wissenschaftler und kritischen Stimmen sowohl bei Politik als auch in der heutigen Medienlandschaft kaum mehr durchdringen bzw. als unseriös bezeichnet werden. Es geht den Eurokraten wohlgemerkt nicht um wichtige Maßnahmen hinsichtlich des Umweltschutzes, sondern um eine gezielte, profitbringende Panikmache. Aus diesem Grund habe ich dem Antrag auch meine Unterstützung verwehrt.

 
  
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  Katarína Neveďalová (S&D), písomne. − Klimatické zmeny predstavujú jednu z najväčších environmentálnych, sociálnych a aj hospodárskych výziev. Odhliadnuc od rôznych konšpiračných teórii, otepľovanie klimatického systému je potvrdeným faktom. Globálne otepľovanie spôsobuje zvyšovanie teplôt ovzdušia, oceánov a urýchlené roztápanie snehu a ľadu a následné zvyšovanie celosvetovej priemernej hladiny vôd. Podobne ako pri ekonomike a v prípade svetovej finančnej krízy je jasne vidieť, že aj pri otázkach klimatických zmien sme všetci na jednej lodi, pretože nech sa štáty rozhodnú konať akokoľvek, následky pocíti celý svet.

Jedna z kľúčových debát o vytvorení efektívneho systému globálnych pravidiel sa bude odohrávať na konci novembra v juhoafrickom Durbane. Potreba alebo skôr nutnosť udržať globálny priemerný nárast teploty pod dvomi stupňami Celzia je jednou z hlavných priorít Európskej únie v otázkach životného prostredia. Žiaľ, zlyhanie novej zmluvy o klíme založenej na Kjótskom protokole a jej nahradenie dobrovoľným a nezáväzným rámcom jednoducho nebude stačiť na to, aby sa dosiahol limit nárastu teploty pod 2 stupňami. Je potrebné, aby Durban vyslal jasný signál – a tým je právne záväzný postup pri riešení tohto problému, pretože žiadna iná alternatíva už neexistuje.

 
  
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  Rareş-Lucian Niculescu (PPE), în scris. − Am votat în favoarea rezoluţiei. La punctul 73, textul face referire la practicile sustenabile de gestionare a terenurilor, inclusiv prin conservarea pădurilor, gestionarea sustenabilă a pădurilor, împăduriri sau agricultură sustenabilă. În acest context, salut propunerile recente ale Comisiei privind reforma politicii agricole comune care împărtăşesc aceste preocupări legate de protecția mediului. Fără îndoială, măsurile sunt necesare, dar trebuie să fim prudenți pentru a nu introduce în legislația europeană prevederi absurde, dificil de îndeplinit sau prea costisitoare în raport cu beneficiile aduse pentru societate. Trebuie să avem grijă să nu punem în pericol competitivitatea şi productivitatea agriculturii europene.

 
  
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  Siiri Oviir (ALDE), kirjalikult. − Toetan resolutsioonis nimetatud seisukohti, pidades oluliseks, et EL peaks jätkama võitlust Kyoto protokolli eest ning hoidma CO2 emissiooni ka peale 2012. aastat kontrolli all. On kahetsusväärne, et mitmed arenenud tööstusriigid nagu USA ja Austraalia pole tänini liitunud Kyoto protokolliga, kartes negatiivset mõju majandusele. Euroopa Liit kui keskkonnasäästliku poliitika teenäitaja maailmas on aga tõestanud, et need kartused on alusetud ning keskkonnasõbraliku tehnoloogia arendamine ja kasutuselevõtt hoopis edendab majanduskasvu. Seetõttu toetan ka ettepanekut kiirendada kasvuhoonegaaside vähendamise tempot.

 
  
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  Rolandas Paksas (EFD), raštu. − Pritariu šiai rezoliucijai, kadangi klimato kaita yra viena didžiausių šiuo metu egzistuojančių pasaulio problemų, kurios sprendimas reikalauja suderintų ir koordinuotų veiksmų tarptautiniu mastu. Manau, kad ES turi viešai įsipareigoti toliau vykdyti savo įsipareigojimus, prisiimtus pagal Kioto protokolą. Visos ES institucijos rengiamoje konferencijoje Durbane turi laikytis griežtos pozicijos bei imtis platesnės ir veiksmingesnės ES diplomatijos veiksmų klimato politikos srityje. Be to, reikia dėti visas pastangas, kad ES pavyzdžiu sektų ir kiti jos pasauliniai partneriai, nusistatydami privalomus taršos mažinimo tikslus. Pritariu konkurencingos mažo CO2 kiekio technologijų ekonomikos sukūrimo iki 2050 m. planui. Manau, kad tikslas iki 2050 m. 80–95 proc. sumažinti išmetamų šiltnamio efektą sukeliančių dujų kiekį yra realiai įgyvendinamas ir gali padėti išsaugoti ateities gerovę ir saugumą. Siekiant įgyvendinti užsibrėžtus tikslus, tarptautiniu mastu turi būti naudojami novatoriški finansavimo mechanizmai bei pajamos, gautos iš būsimo finansinių sandorių mokesčio. Pažymėtina, kad Durbano konferencijoje turi būti priimti konkretūs veiksmai siekiant įgyvendinti Kankūno susitarimus dėl ilgalaikio finansavimo.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. Votei favoravelmente a presente resolução do Parlamento Europeu sobre a Conferência sobre as Alterações Climáticas em Durban (COP 17), na qual se apresentam as preocupações do Parlamento Europeu e se exortam as partes a assegurarem a conclusão de um amplo acordo internacional justo, ambicioso e juridicamente vinculativo pós-2012, assente no sistema internacional baseado nas normas do Protocolo de Quioto, consentâneo com o objectivo de 2º C e a ocorrência, no mais breve trecho, do pico das emissões nacionais e mundiais de gases com efeito de estufa.

 
  
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  Rovana Plumb (S&D), în scris. − Am votat această rezoluție pentru a susține mandatul delegației UE la Conferința de la Durban. Recunosc importanţa adaptării proactive la consecințele inevitabile ale schimbărilor climatice, în special în regiunile lumii cele mai afectate de schimbările climatice şi, mai ales, a protecției celor mai vulnerabile grupuri ale societății. De aceea, solicit UE să depună toate eforturile ca la Durban să se încheie un acord obligatoriu de reducere a emisiilor, cu angajamente financiare ferme, care să susţină punerea în aplicare a măsurilor de adaptare şi atenuare a schimbărilor climatice. Numai astfel UE îşi menține poziția de lider şi poate să îşi atingă obiectivele strategiei 2020 în materie de creștere durabilă pentru asigurarea bunăstării cetățenilor.

 
  
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  Phil Prendergast (S&D), in writing. − According to scientific consensus, average global temperatures are rising by between three and six degrees Celsius. This is well above the ‘safe limit’ of a two degrees rise, above which life as we know it is most likely unsustainable on earth. It is essential that the EU continue to take action to combat this. More political courage is needed to combat the environmental consequences of this and to prevent the economic costs of climate change. The Kyoto Agreement took years to agree and should not be abandoned on a whim. The EU must tackle this issue head on. We must have a fair agreement, one which respects the spirit of the Kyoto Protocol and guarantees the potential for growth and development for all while at the same time protecting and maintaining the environment.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), por escrito. A próxima Conferência sobre as Alterações Climáticas, a realizar em Durban, de 28 de Novembro a 9 de Dezembro de 2011 (17.ª Conferência de Partes), constitui mais uma oportunidade para a adopção de uma nova estratégia política que permita fazer face às alterações climáticas com que o planeta se depara. Neste contexto, há alguns pontos que a União Europeia deve ter por indeclináveis: assumir-se como espaço pioneiro na adopção de medidas de garantia da sustentabilidade ambiental da economia, pugnar por um processo de tomada de decisões ancorado no respeito pelo princípio da maioria, reforçar o apoio a processos de investigação de tecnologias menos poluentes do ponto de vista ambiental e apoiar a consequente readaptação estrutural da economia. Por concordar com esta matriz de orientação, votei favoravelmente.

 
  
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  Mitro Repo (S&D), kirjallinen. − Euroopan unionilla on tärkeä tehtävä Durbanin ilmastokonferenssissa. Sen tulee osoittaa johtajuutta sekä pystyä puhumaan yhteisellä äänellä. Eurooppaa otteessaan pitävää taantumaa tai talouden kriisiä ei pidä käyttää tekosyynä toimimattomuudelle tärkeissä koko maapalloa koskevissa ympäristökysymyksissä. Vaarana on, että kansainvälisten sitoumusten ja YK:n tavoitteiden välinen kuilu kasvaa edelleen.

Samalla kun YK:n asettama tavoite rajoittaisi ilmaston lämpenemistä radikaalisti, teollisuusmaiden olisi YK:n raporttien mukaan kyettävä vähentämään päästöjään 25−40 prosenttia vuoden 1990 tasosta vuoteen 2020 mennessä. Ei ole lainkaan varmaa, että aiemmin asetettu tavoite, 20 prosentin päästövähennykset vuoteen 2020 mennessä, olisi riittävä.

On tärkeää, että Durbanissa varmistetaan hiilidioksidipäästöjä vähentävän Kioton ilmastosopimuksen jatkuminen myös vuoden 2012 jälkeen. Euroopalla on potentiaalia osoittaa johtajuutta ja roolimallia Durbanissa. Kioton pöytäkirjan, joka on sitova kansainvälinen sopimus, tulee jatkossakin velvoittaa teollisuusmaita sitoutumaan kasvihuonepäästöjen vähentämiseen.

 
  
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  Frédérique Ries (ALDE), par écrit. – J'ai bien entendu soutenu la résolution sur la conférence sur le changement climatique qui s'ouvre à Durban fin novembre. Le leadership mondial de l'Europe en la matière est aussi une responsabilité. Et nous avons toutes les raisons de rester mobilisés, la crise économique actuelle ne pouvant occulter le défi climatique et son impact pour les générations futures. Je suis cependant peu optimiste, après les relatifs échecs de Copenhague et de Cancun. Malgré la hausse constante des émissions de gaz à effet de serre, l'heure semble à l'attentisme dès lors que l'on parle d'objectifs contraignants à l'échelle mondiale. Mais je retiens volontiers l'approche complémentaire prônée par le GIEC dans son dernier rapport, sorte de catalogue de mesures de bon sens permettant de mieux protéger les populations les plus vulnérables – souvent les plus démunies – face aux aléas climatiques. Prévention face aux cyclones, aux inondations, à la sécheresse ou aux vagues de chaleur. Recommandations en termes d'aménagement du territoire: éviter la colonisation de zones inondables ou préserver les mangroves, formes de barrières naturelles pour les populations côtières. Enfin des conseils en matière de reconstruction, trop souvent menée à la hâte et devant impérativement faire l'objet d'une réflexion préalable à long terme.

 
  
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  Crescenzio Rivellini (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore del secondo progetto di risoluzione, votato oggi in seduta plenaria, due settimane prima del summit delle Nazioni Unite a Durban in Sudafrica, perché ritengo che il compromesso sia un buon successo. L'UE ha dimostrato l'intenzione di battersi per continuare il processo iniziato con il Protocollo di Kyoto e tenere sotto controllo le emissioni di CO2 dopo il 2012. La risoluzione, approvata a larga maggioranza, inoltre afferma che andare oltre l'obiettivo di una riduzione delle emissioni del 20% entro il 2020 potrebbe stimolare l'economia europea e sviluppare nuovi investimenti nei settori dell'energie rinnovabili e quindi incrementare la creazione di posti di lavoro.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − In favour. The European Parliament has today sent a clear message that the EU needs to stop prevaricating and instead finally commit to continuing with the Kyoto Protocol beyond 2012. With the UN climate talks in a state of protracted limbo, a clear commitment from the EU to Kyoto beyond 2012 would give a new impetus to the talks and the need for a comprehensive binding international climate agreement.

Clearly, resolving the current flaws and loopholes under the Kyoto Protocol – notably on how emissions from forestry and land use are accounted, as well as the issue of hot air or surplus emissions permits – is essential if the protocol is to be environmentally sound. We welcome that Parliament has again made this clear today. The current greenhouse gas target of a 20% reduction by 2020 is clearly at odds with the EU’s pledge to limit the increase in global temperatures to below 2 degrees. We welcome that Parliament has highlighted this and the need for the EU to step up its target. It is high time the Commission and EU governments delivered on this.

 
  
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  Tokia Saïfi (PPE), par écrit. – A deux semaines de la Conférence des Parties à la Convention-cadre des Nations Unies sur les changements climatiques qui se tiendra à Durban, le Parlement se devait d'envoyer un message clair. J'ai voté en faveur de cette résolution notamment parce que le texte demande la conclusion d'un accord global, équitable, ambitieux et juridiquement contraignant à l'échelle internationale pour la période post-2012. Il exhorte également l'Union européenne à réaffirmer son engagement ferme envers le Protocole de Kyoto et à prendre toutes les mesures nécessaires pour éviter la discontinuité entre les périodes d'engagements. Il faut poursuivre l'objectif d'une réduction des émissions de gaz à effet de serre supérieure à 20% pour 2020. L'Union européenne doit jouer un rôle de chef de file dans ce dossier, l'avenir des générations futures en dépend !

 
  
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  Daciana Octavia Sârbu (S&D), in writing. − The Copenhagen experience showed that progress, especially in the context of the economic crisis, is likely to be incremental. Instead of an over-arching international agreement, we are more likely to see a series of sub-global, sector-specific agreements. Good progress was made in Copenhagen on the issue of financing, and we should focus on the successful implementation of this commitment and agreement on similar ones in Durban. We need to see real movement on issues such as aviation and shipping, and in particular a closer cooperation with the International Maritime Organisation. We should also increase the measures to stop deforestation by using incentives from the Green Climate Fund. Other priority areas should be energy efficiency and technology transfer. A comprehensive international agreement is highly desirable, but it is not the only way to make significant progress on emission reductions.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. Em 2009, a Comissão Europeia publicou o Livro Branco intitulado Adaptação às alterações climáticas: para um quadro de acção europeu, pretendendo reduzir a vulnerabilidade da União Europeia no impacto das alterações climáticas, apresentando uma estratégia global, objectivos e métricas concretas, assim como potenciais instrumentos de financiamento. Voto favoravelmente a presente resolução por considerar importante reduzir as emissões de gases com efeito de estufa e adoptar medidas com vista a solucionar os impactos que advêm das alterações climáticas. Considero premente que a União Europeia estabeleça objectivos mais ambiciosos do que a redução de 20 % estipulada até 2020 e institua novas medidas destinadas a reduzir as emissões resultantes da aviação e do transporte marítimo, que não foram incluídas no Protocolo de Quioto. Por fim, entendo que as instituições europeias devem empreender uma estratégia global que permita reduzir a temperatura da terra e do mar, alterar o volume e os modelos de precipitação, controlar a subida do nível médio do mar e evitar os riscos de erosão costeira e catástrofes naturais associadas a fenómenos meteorológicos.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D), în scris. − Am votat pentru propunerea de rezoluţie referitoare la Conferinţa privind schimbările climatice de la Durban. Considerăm că UE trebuie să preia iniţiativa şi să elaboreze o politică proprie ambiţioasă în domeniul climei, care să reducă schimbările climatice, pentru a demonstra avantajele unei astfel de politici şi a încuraja alte ţări să facă acelaşi lucru. Solicităm UE să definească şi să creeze o linie bugetară separată pentru finanţarea măsurilor privind clima, pentru a asigura că această finanţare este într-adevăr nouă şi suplimentară. Subliniez faptul că economisirea de energie permite crearea de locuri de muncă si economii financiare, creşte securitatea energetică, competitivitatea şi contribuie la reducerea emisiilor poluante. Aproximativ 2 miliarde de persoane de pe întreg globul nu au în continuare acces la energie durabilă şi la preţuri accesibile. Subliniez necesitatea de a aborda problema sărăciei energetice în conformitate cu obiectivele politicii privind schimbările climatice. Dezvoltarea şi aplicarea tehnologiilor inovatoare sunt esenţiale în lupta împotriva schimbărilor climatice. Pentru a convinge partenerii UE din întreaga lume că reducerile de emisii sunt posibile fără o pierdere a competitivităţii şi a locurilor de muncă, solicit un angajament internaţional pentru creşterea investiţiilor în cercetare şi dezvoltare în domeniul tehnologiilor inovatoare aferente sectoarelor industriale mari consumatoare de energie.

 
  
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  Thomas Ulmer (PPE), schriftlich. Die Resolution zur Klimakonfrernz in Durban habe ich bewusst und gezielt abgelehnt, da die Phantastereien gerade so weitergehen wie bisher. Eine Weltklimakonferenz setzt voraus, dass sich alle Verschmutzer, auch die bisherigen Verweigerer, an einen Tisch setzen und gemeinsame verbindliche Ziele ausmachen. Alles andere ist Makulatur. Solange gezielte Waldbrände mehr CO2 freisetzen, als Gesamteuropa einsparen kann, halte ich es nicht für sinnvoll, unser tägliches Leben und unsere Industrie zu belasten, ohne dass dadurch auch nur ein Nullergebnis erreicht werden könnte.

 
  
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  Derek Vaughan (S&D), in writing. − I voted in favour of this resolution because it is vital that the EU leads the way at the next UN climate summit in Durban. This will ensure that the fight continues to extend the CO2-cutting Kyoto protocol beyond 2012.

I supported this resolution because, like previous climate resolutions adopted by the European Parliament, it states that the EU should be aiming above the current 20% greenhouse gas reduction target for 2020. This would be in the EU’s own economic interest and would compliment the EU’s strategy for growths and jobs.

There should also be an agreement reached to establish a Green Climate Fund, which would offer support to developing countries.

 
  
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  Marie-Christine Vergiat (GUE/NGL), par écrit. – J'ai voté en faveur de cette résolution qui réaffirme la nécessité pour l'Union de participer à un accord global prenant la suite du Protocole de Kyoto en 2013, et les positions de réductions fortes du CO2 en 2020 et 2050 malgré une contestation forte au sein du Parlement européen, notamment à sa droite.

Je regrette cependant l'adoption de certains passages comme la demande de la création d'un marché mondial des quotas de CO2 (aux effets négatifs avérés) ou le respect des accords OMC sur la propriété intellectuelle, frein au transfert technologique.

Je me félicite que le Parlement européen ait demandé une solution mondiale ambitieuse apte à combler le fossé considérable entre l'ambition actuelle et l'objectif nécessaire de maintenir l'augmentation des températures à 2° C.

La gageure est certes considérable tant la crise économique et financière aux conséquences sociales désastreuses est instrumentalisée pour empêcher l'adoption de tout accord ambitieux. Je regrette d'ailleurs que le Parlement européen ne condamne pas plus fermement le manque de volonté des États dans cette négociation.

Il est urgent de conclure et d'agir maintenant, les émissions de CO2 ayant augmenté de 6% en 2010. La catastrophe climatique deviendra incontrôlable si l'ambition n'est pas au rendez-vous des négociations.

 
  
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  Dominique Vlasto (PPE), par écrit. – Je me félicite de l'adoption de cette résolution, qui rappelle l'urgence pour la communauté internationale de prendre, dès la Conférence de Durban, des engagements concrets pour lutter contre le réchauffement climatique. En effet, si la température venait à augmenter de 2°C, cela aurait des conséquences irrémédiables sur notre environnement et compromettrait le bien-être des générations futures. Il faut à tout prix éviter cela en prolongeant, au-delà de 2012, le processus de Kyoto, qui est le seul instrument légal international qui contraint les pays à réduire leurs émissions de gaz à effet de serre (GES). En France, nous avons même dépassé les objectifs fixés par le protocole en 2010, en réduisant, notamment grâce au nucléaire, de 10% les émissions de GES par rapport à 1990. Si l'UE a montré l'exemple à suivre, avec le Paquet Energie-Climat, elle ne pas peut être indéfiniment la seule à combattre le réchauffement climatique. Les pays émergents et industrialisés, comme la Chine et les Etats-Unis qui sont les plus gros pollueurs, doivent absolument concourir à cet effort, qui ne peut être que global. Notre maison a déjà trop brûlé pour que nos partenaires continuent à regarder ailleurs.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), schriftlich. Der Klimawandel zählt zu den größten Herausforderungen des 21. Jahrhunderts weswegen dem Problem höchste Priorität eingeräumt werden muss. Es gilt daher, auf der bevorstehenden Klimakonferenz von Durban ein ausgewogenes, ambitioniertes und rechtsverbindliches Übereinkommen zu schließen, das auf dem Regelwerk des Kyotoprotokolls aufbaut. Es ist wichtig, dass die EU mit einer Stimme spricht. Sie allein kann das weltweite Klimaproblem jedoch nicht lösen sondern es bedarf einer produktiven internationalen Zusammenarbeit. Über der aktuellen Schuldenkrise dürfen Klimaschutzziele nicht in den Hintergrund geraten. Vielmehr trägt eine erfolgreiche Klimaschutzpolitik auch zu einer gesünderen Wirtschaft bei und kann mit der Schaffung von Innovationen und umweltverträglichen Arbeitsplätzen verknüpft werden. Ich habe zugestimmt.

 
  
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  Glenis Willmott (S&D), in writing. − Action on climate change is one of the EU’s strongest policy records and a key reason for European citizens to support European integration. The environment does not respect national borders – so only by working together can we tackle the urgent problem of climate change and set an example for the rest of the world. Parliament’s resolution urges the EU to play a full role in the upcoming Durban talks and to reaffirm the need for more ambitious, binding targets post-2012. It also calls for all parties to close the ‘gigatonne gap’ between the reduction in emissions they have committed to, and the reduction they have actually achieved – crucial to the objective of keeping global warming below 2ºC. The vote highlighted the weakness of the UK’s Conservative MEPs on climate change. After trying and failing to water down the text and remove support for a 30% emissions reduction target – in defiance of their own Government’s policy – Conservative MEPs refused to support the resolution calling for action on climate change. I and my Labour colleagues understand the importance of tackling climate change in our own lifetime, and so we are delighted to have voted for this resolution.

 
  
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  Zbigniew Ziobro (ECR), na piśmie. − Unia Europejska generuje jedynie 11% światowej emisji CO2. W ciągu ostatnich kilkunastu lat corocznie zmniejszamy swoją produkcję gazów cieplarnianych rozwijając jednocześnie sektor energii odnawialnej. Koszty takich zmian są dla nas olbrzymie, jak obliczyli naukowcy z instytutu im E. Kwiatkowskiego w samej Polsce obniżka emisji o 20% to utrata około 5% miejsc pracy w przemyśle ciężkim oraz energetyce spowodowana przenoszeniem lub zamykaniem zakładów. Podejmując decyzję o kolejnych limitach nie oglądaliśmy się na inne podmioty międzynarodowe, tymczasem w ciągu ostatnich lat USA, Chiny, Indie czy Brazylia nie tylko nie obniżały emisji, lecz notowały jej wzrost. Dziś w końcu nadchodzi czas, aby uświadomić sobie, że nawet gdyby Europa, hipotetycznie zakładając, przestała emitować gazy cieplarniane to i tak nie będzie miało to wpływu na poprawę klimatu na świecie. Dziś proces ocieplenia może zatrzymać tylko 50% spadek emisji w Chinach oraz Indiach. Nie potrafię zrozumieć zapisów tej rezolucji zachęcających do zwiększenia limitów emisji powyżej 20%. Dlatego zagłosowałem przeciwko.

 
  
  

Motion for a resolution B7-0574/2011

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente relatório. Em primeiro lugar, congratulo-me com a renovada promessa dos Estados-Membros de cumprir os compromissos de concederem 0,7 % do respectivo RNB em ajuda. Noto, no entanto, que, em 2010, a União Europeia ficou cerca de 15 mil milhões de euros aquém do seu próprio objectivo para a APD nesse ano. Por outro lado, concordo com o Conselho quando afirma que a APD não será, por si só, suficiente para erradicar a pobreza a nível global. A política de desenvolvimento da União Europeia deve ter em vista a eliminação dos obstáculos estruturais ao objectivo de erradicação da pobreza, devendo ser coerente nos vários domínios das suas políticas, como a agricultura, o comércio, o investimento, os paraísos fiscais, o acesso às matérias-primas ou as alterações climáticas. Caso não haja um reforço do nível de compromisso, não será fácil atingir os Objectivos de Desenvolvimento do Milénio em 2015, particularmente o que apela à erradicação da pobreza extrema.

 
  
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  Elena Oana Antonescu (PPE), în scris. − Doresc să felicit UE și statele sale membre pentru că, în pofida crizei, Uniunea Europeană este în continuare cel mai mare donator de asistență pentru dezvoltare. De asemenea, salut contribuția considerabilă a ajutoarelor la dezvoltarea durabilă în domeniul sănătății, al educației, al egalității de gen și al biodiversității. Consider esențială deblocarea anumitor surse de finanțare a dezvoltării internaționale, precum promovarea unor taxe inovatoare, reducerea semnificativă a costurilor transferurilor de bani efectuate de migranți, accelerarea procesului de combinare a subvențiilor Uniunii Europene și a împrumuturilor BEI, fără ca acest lucru să ducă la reducerea cheltuielilor pentru ajutoare, promovarea unor mecanisme de îmbunătățire a accesului la servicii financiare, cum ar fi sistemele de microfinanțare, în țările în curs de dezvoltare. Mecanismele destinate persoanelor sărace pentru a asigura un acces mai bun la serviciile financiare pot reprezenta un sprijin extraordinar pentru micii agricultori, în special pentru femei, în obținerea securității alimentare. Am votat în favoarea acestui raport.

 
  
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  Pino Arlacchi (S&D), in writing. − I voted for this resolution because it stresses the fact that mobilising domestic resources in partner countries is the key to sustainable development. I expect the Fourth High-Level Forum on Aid Effectiveness to produce tangible results as regards more effective aid. Despite the progress noted by the EU Accountability Report 2011 on Financing for Development, Member States must take urgent steps in order to honour their commitment to give 0.7% of their GNI, and they also should improve their donor coordination, joint programming and the division of labour in the field.

The EU development policy should aim to eliminate structural obstacles to the poverty eradication goal by implementing policy coherence for development between EU policies on agriculture, trade, investment, tax havens, access to raw materials and climate change. In addition to that, the Commission should include, as a matter of priority, the fight against misuse of tax havens and against tax evasion and illicit capital flight in its development policy.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE), par écrit. – J’ai voté en faveur de cette résolution du Parlement européen qui appelle à combattre les financements illégaux, à soutenir le commerce international et les investissements privés et à aider les pays en voie de développement dans la lutte contre le changement climatique.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šią rezoliuciją. Pastaraisiais metais valstybės narės oficialiai paramai vystymuisi (OPV) skyrė tik 0,43 proc. BNP, neatsižvelgdamos į tai, kad Tūkstantmečio įsipareigojimas yra iki 2015 m. skirti 0,7 proc., o tarpinis tikslas – 2010 m. skirti 0,56 proc. Jeigu ES nepavyks įvykdyti savo pagalbos įsipareigojimų, tai gali labai pakenkti partnerių besivystančiame pasaulyje pasitikėjimui ja ir jos patikimumui. Dėl finansinės ir ekonominės krizės nacionaliniai biudžetai patiria vis daugiau spaudimo, todėl būtina imtis priemonių, kad parama vystymuisi būtų efektyvesnė ir padėtų panaikinti priežastis, trukdančias skurdžių šalių vystymuisi. Pritariu, kad reikia pakeisti visų pramoninių ir besivystančių šalių politiką siekiant pašalinti struktūrines skurdo priežastis, todėl labai svarbu šalyse partnerėse sutelkti vietos išteklius siekiant tvaraus vystymosi. Pirmenybė turi būti skiriama geresniam mokesčių valdymui ir jų skaidrumui, užtikrinant kiekvienos šalies atskaitomybę kiekvienos šalies atsiskaitomumą, taip pat kovai su mokesčių vengimu ir neteisėtu kapitalo nutekėjimu, prireikus priimant atitinkamus teisės aktus. Pritariu raginimui į prioritetinius vystymosi politikos klausimus įtraukti kovą su piktnaudžiavimu mokesčių rojais, mokesčių vengimu ir neteisėtu kapitalo nutekinimu bei siekti, kad gavybos pramonės įmonės besivystančiose šalyse tinkamai mokėtų mokesčius ir vykdytų gamybą laikydamosi socialinių ir aplinkosaugos standartų.

 
  
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  Sergio Berlato (PPE), per iscritto. − La prossima Conferenza sui cambiamenti climatici si terrà a Durban dal 28 novembre al 9 dicembre. Nella risoluzione in oggetto si invita l'Unione a dare pieno sostegno alla prosecuzione del Protocollo di Kyoto oltre il 2012, nonostante grandi emettitori come Giappone, Canada e Russia abbiano già dichiarato pubblicamente che non firmeranno un secondo periodo d'impegno. Pertanto, a Durban non si prevede alcuna possibilità di raggiungere un accordo globale. La Commissione europea ha dichiarato che la prima data probabile per il raggiungimento di un accordo globale potrebbe essere il 2015 e che, fino a quel momento, si apre un periodo di transizione.

Ricordo che il Pacchetto clima ed energia, approvato nel 2008, aveva come premessa che gli altri grandi emettitori avrebbero seguito l'esempio dell'Europa e si sarebbero impegnati ad adottare misure legalmente vincolanti. Ad oggi, invece, l'assenza di un level playing field a livello globale per i settori sottoposti a vincoli di emissioni continua ad aggravare la situazione di scarsa competitività delle imprese europee. Ritengo che l'attuale contesto internazionale non consenta di andare oltre gli obiettivi già prefissati. L'Unione europea ha già un impegno dopo il 2012, ovvero, la riduzione delle emissioni del 20% come previsto dal Pacchetto clima ed energia.

 
  
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  Νικόλαος Χουντής (GUE/NGL), γραπτώς. – Το ψήφισμα σχετικά με την έκθεση του 2011 για την ευθύνη της ΕΕ όσον αφορά τη χρηματοδότηση της ανάπτυξης κινείται σε προοδευτική κατεύθυνση. Συμπεράνει ότι ο στόχος της εξάλειψης της παγκόσμιας φτώχειας προϋποθέτει, πάνω απ' όλα, αλλαγή πολιτικής στις εκβιομηχανισμένες και αναπτυσσόμενες χώρες, προκειμένου να αντιμετωπίσουν τις διαρθρωτικές αιτίες της φτώχειας. Επιπλέον, αναγνωρίζει τη μη εκπλήρωση των στόχων της χιλιετίας και την αθέτηση της από της πλευράς των κρατών μελών υποχρέωσης για οικονομική βοήθεια προς τις αναπτυσσόμενες χώρες, κυρίως αυτών που επλήγησαν λιγότερο από την παγκόσμια κρίση. Το ψήφισμα επιχειρεί να υπενθυμίσει στα κράτη μέλη τις υποχρεώσεις που έχουν αναλάβει, και δυστυχώς δεν τηρούν, όσον αφορά τη βιώσιμη ανάπτυξη και την καταπολέμηση της κλιματικής αλλαγής. Επίσης, είναι εξαιρετικά σημαντική η έντονη ανησυχία που εκφράζει το κείμενο σχετικά με το φαινόμενο αγοράς γεωργικών εκτάσεων από ξένους επενδυτές με κυβερνητική υποστήριξη, ιδιαίτερα στην Αφρική. Η συγκεκριμένη πρακτική υπονομεύει την τοπική επισιτιστική ασφάλεια και αποτελεί ένα είδος νέας αποικιοκρατίας. Για όλους τους παραπάνω λόγους στήριξα με την ψήφο μου το ψήφισμα.

 
  
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  Carlos Coelho (PPE), por escrito. A UE e os seus Estados-Membros são sem dúvida os maiores doadores mundiais de ajuda pública ao desenvolvimento, não obstante a pressão crescente a que os orçamentos nacionais são sujeitos em consequência da crise financeira e económica que assola o mundo. Todavia, solidarizo-me com as preocupações da relatora com o facto de, no ano transacto, os Estados-Membros da UE apenas terem contribuído com 0,43 % do seu Rendimento Nacional Bruto (RNB) para a Ajuda Pública ao Desenvolvimento (APD), apesar do compromisso de consagrar colectivamente 0,7 % do seu RNB a favor da APD até 2015 e de um objectivo intercalar de 0,56 % em 2010.

Não só para a credibilidade da UE, mas para a situação concreta que têm vivido os mais pobres (de forma particularmente dura em consequência da crise económica e financeira de que não foram responsáveis), urge que a UE cumpra os seus compromissos em matéria de desenvolvimento e, em vez de reduzir os seus orçamentos para a ajuda ao desenvolvimento, tome medidas urgentes que assegurem os compromissos assumidos, se debruce sobre novos mecanismos inovadores de financiamento e seja capaz de garantir maior coerência entre as políticas comerciais da União e as políticas de desenvolvimento.

 
  
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  Anne Delvaux (PPE), par écrit. – L'an dernier, les Etats membres (EM) n'ont consacré que 0,43 % de leur RNB à l'aide publique au développement (APD) malgré leur engagement pris lors du Sommet du Millénaire d'allouer 0,7 % de leur RNB d'ici à 2015 -avec un objectif intermédiaire de 0,56 % pour 2010- aux pays les plus pauvres de la planète. De fait, la crise financière et économique est venue depuis lors exercer une pression croissante sur les budgets nationaux et, par conséquent, en 2009 et 2010, 15 EM ont du revoir à la baisse leurs budgets consacrés à l'APD. Le vote de ce rapport invite les EM à prendre des mesures pour honorer leurs engagements et à intensifier leurs efforts pour garantir la mise en œuvre des initiatives existantes en matière d'allégement de la dette en faveur des pays pauvres lourdement endettés. Mais dans ce rapport, il fut également question de l'efficacité de l'aide allouée car chaque année, le manque d'efficacité de l'aide entraîne une perte de fonds publics de l'ordre de 6 milliards d'euros..! Consciente de la situation, l'UE se penchera sur la question lors du prochain Forum de Busan (Corée) en novembre qui définira des pistes concrètes pour que l'APD soit plus efficace et utilisée à meilleur escient.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), por escrito. O compromisso da União Europeia com o desenvolvimento é uma das principais marcas de um processo de integração que não se quer fechado sobre si próprio. Não obstante as dificuldades sentidas por diversos Estados-Membros e que motivaram a redução das ajudas prestadas por diversos de entre eles, desejaria que a União mantivesse o seu esforço de cooperação com os povos e os Estados que menos têm. Não obstante, julgo, também, que esta ajuda deve estar sujeita a maior transparência e que deve ser canalizada para as populações que efectivamente precisam e escrutinada, não só pelos doadores, mas também pelas opiniões públicas e pelos parlamentos dos países beneficiários de ajuda. Discordo da relatora quanto à possibilidade de instituir um imposto sobre as transacções financeiras de modo a financiar os Estados-Membros e potenciar uma maior ajuda ao desenvolvimento. Creio que a generalização desta medida carece de mais estudo e que as suas consequências negativas potenciais justificam uma cautela particular quanto à sua adopção.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. A presente proposta de resolução sobre a responsabilização da União Europeia em matéria de financiamento do desenvolvimento surge na sequência das perguntas com pedido de resposta oral ao Conselho e à Comissão formuladas por Michèle Striffler, nos termos do artigo 115.º do Regimento, em nome da Comissão do Desenvolvimento. A actual crise económica e financeira global afecta, de sobremaneira, os países em vias de desenvolvimento, pelo que se torna necessário que a UE cumpra os Objectivos de Desenvolvimento do Milénio de dedicar, até 2015, 0.7 % do Rendimento Nacional Bruto à ajuda aos países mais pobres. A ajuda pública ao desenvolvimento desempenha um papel fundamental na sobrevivência de muitos povos, sendo que o contributo da UE representa mais de metade da ajuda total. É, pois, necessário que a UE, além de verificar que esta ajuda é aplicada de forma transparente e eficaz, tendo em conta as verdadeiras necessidades desses países, aumente os recursos disponíveis no próximo quadro financeiro. Tendo em conta que a credibilidade da UE não pode ser posta em causa, voto favoravelmente esta proposta de resolução ciente de que, com as medidas aprovadas, a UE cumprirá as suas promessas no que respeita ao apoio aos países em desenvolvimento nos termos dos ODM.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne. − Členské štáty Európskej únie v roku 2005 sľúbili venovať 50 % všetkej novej pomoci krajinám subsaharskej Afriky, no v skutočnosti jej venovali len polovicu z tejto sumy a nedokázali splniť ani svoj záväzok venovať 0,15 % hrubého národného dôchodku najmenej rozvinutým krajinám do roku 2010. Nedodržanie prísľubov v oblasti pomoci vážne naruší dôveru v EÚ a poškodí dôveryhodnosť jej samotnej, ako aj jej partnerov rozvojovom svete. Je evidentné, že tlak na národné rozpočty v dôsledku finančnej a hospodárskej krízy sa zvyšuje. Zároveň sa domnievam, že dosiahnutie cieľa odstrániť chudobu si bude predovšetkým vyžadovať zmenu politiky v priemyselných a rozvojových krajinách tak, aby riešila štrukturálne príčiny chudoby. Mobilizácia domácich zdrojov v partnerských krajinách je kľúčom k udržateľnému rozvoju. Je dôležité, aby európski poskytovatelia pomoci zintenzívnili celosvetové úsilie na podporu transparentnosti týkajúcej sa daní.

Do rozvojovej politiky je potrebné prednostne zahrnúť práve boj proti zneužívaniu daňových rajov, daňovým únikom a nezákonnému úniku kapitálu. Zároveň, politiky EÚ, ako sú poľnohospodárstvo, rybné hospodárstvo, migrácia alebo bezpečnosť, musia byť podľa Lisabonskej zmluvy v súlade s cieľmi rozvojovej politiky EÚ a je žiaduce uplatňovať súdržnosť politík v oblasti rozvoja tak, aby bolo možné vyriešiť štrukturálny problém odstránenia chudoby.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Pastaraisiais metais valstybės narės oficialiai paramai vystymuisi skyrė tik 0,43 proc. BNP, neatsižvelgdamos į tai, kad Tūkstantmečio įsipareigojimas yra iki 2015 m. skirti 0,7 proc., o tarpinis tikslas – 2010 m. skirti 0,56 proc. Valstybės narės pasižadėjo 2005 m. 50 proc. visos naujos paramos skirti Užsachario Afrikai, tačiau skyrė tik pusę šios sumos. ES valstybės taip pat nesilaikė įsipareigojimo 2010 m. skirti 0,15 proc. BNP mažiausiai išsivysčiusioms šalims (MIŠ). Pritariu tam, kad, jeigu ES nepavyks įvykdyti savo pagalbos įsipareigojimų, tai gali labai pakenkti partnerių besivystančiame pasaulyje pasitikėjimui ja ir jos patikimumui, o jeigu bus laikomasi įsipareigojimų – bus duotas aiškus ir nedviprasmis ženklas neturtingoms šalims ir kitiems pagalbos teikėjams. Valstybės narės yra raginamos nedelsiant imtis priemonių, kad būtų įvykdytas įsipareigojimas skirti 0,7 proc. BNP ir konkretūs pažadai Afrikai ir MIŠ, taip pat rekomenduojama taikyti visiškai skaidrias, daugiametes, privalomas priemones, įskaitant teisės aktus. Tuo pat metu esu įsitikinęs, kad būtina siekti veiksmingesnės, labiau ekonomiškai naudingos pagalbos, nes neveiksmingai pagalbai kasmet iššvaistoma iki 6 mlrd. eurų.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE), par écrit. – J'ai soutenu cette résolution rédigée par ma collègue Michèle Striffler. Cette résolution rappelle tout d'abord l'énorme contribution apportée aux pays en développement, grâce notamment à une bonne gestion de l'aide au développement durable dans les domaines de la santé, de l'éducation, de l'égalité des genres, de la biodiversité et dans de nombreux autres domaines. Cependant, force est de constater que l'Union européenne doit poursuivre ses efforts. Cette résolution propose des clés d'amélioration en matière d'aide et de financement au développement, de dialogue politique avec les économies émergentes sur la coopération au développement. J'ai voté en faveur de cette résolution intéressante.

 
  
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  Petru Constantin Luhan (PPE), în scris. − În ultimii ani, în contextul crizei economice și financiare, datorită presiunii extraordinare exercitate asupra bugetelor naționale, statele membre au redus semnificativ bugetele destinate ajutoarelor şi au îngreunat procesul de eradicare a sărăciei. Consider că este necesar ca donatorii din UE să își îmbunătățească dialogul politic cu economiile emergente în ceea ce privește cooperarea pentru dezvoltare şi să încerce să implice mai mult aceste state care dispun de resurse semnificative.

În plus, este necesar ca politica de dezvoltare a Uniunii Europene să urmărească eliminarea tuturor obstacolelor structurale care subminează realizarea obiectivului de reducere a sărăciei. În acest sens, recomand aplicarea principiului coerenței în favoarea dezvoltării în cadrul tuturor politicilor comunitare în domeniul agriculturii, industriei, materiilor prime sau comerțului.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I voted for this Resolution which urges the Commission to include the fight against misuse of tax havens and against tax evasion and illicit capital flight in its development policy as a matter of priority.

 
  
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  Mario Mauro (PPE), per iscritto. − Il raggiungimento dell'obiettivo di eliminazione della povertà richiede un cambiamento di politiche nei paesi industrializzati e in quelli in via di sviluppo. Sono favorevole all'approvazione di questa risoluzione perché nonostante la crisi l'Unione europea ha il dovere di continuare, anzi di migliorare, la propria strategia di aiuto allo sviluppo per i paesi del terzo mondo.

 
  
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  Mairead McGuinness (PPE), in writing. − I voted in favour of this report and welcome the Commission’s communication on the EU Accountability Report 2011 on Financing for Development as an extremely useful exercise in transparency and peer review. While fully recognising the financial crisis and the increasing pressure on national budgets, I believe that achieving the poverty eradication goal will require, above all, policy change in industrialised and developing countries to address the structural causes of poverty.

 
  
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  Nuno Melo (PPE), por escrito. A UE e os seus Estados-Membros são os maiores doadores mundiais de ajuda pública ao desenvolvimento, apesar das restrições orçamentais a que os Estados-Membros estão sujeitos, na sequência da crise financeira e económica que assola o mundo. Apesar de todas as dificuldades, é necessário que a UE cumpra os seus compromissos em matéria de desenvolvimento e, em vez de reduzir os seus orçamentos para a ajuda neste domínio, tome medidas urgentes que assegurem os compromissos assumidos, se debruce sobre novos mecanismos inovadores de financiamento e seja capaz de garantir maior coerência entre as políticas comerciais da União e as políticas de desenvolvimento.

 
  
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  Alexander Mirsky (S&D), in writing. − The report analyses how the EU and its Member States have attempted to meet their commitments for more and better financing for development. The purpose of this oral question and resolution is to press the Council and the Commission on what action they intend to take following the main findings of the report, including: 1) Promoting good governance in tax matters and fighting illegal financial flows. 2) Supporting international trade and increasing private investment, remittances and other private flows for development. 3) Increasing aid and climate change finance in line with commitments. 4) Spending aid effectively, support debt sustainability in developing countries and create a more conducive international architecture for development.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), schriftlich. Einerseits ist die EU weltweit der größte Geber von Entwicklungshilfe, andererseits wurde die Verpflichtung im Rahmen der Millenniums-Entwicklungsziele, nämlich bis 2010 ein Zwischenziel von 0,56 Prozent zu erreichen, nicht erfüllt. Im letzten Jahr lag die Quote lediglich bei 0,43 Prozent des BNE der Mitgliedsstaaten. Bis 2015 sollte eine Quote von 0,7 Prozent erreicht werden. Dadurch, dass die Gelder, die für die Entwicklungshilfe bereitgestellt werden sollen, prozentual am BNE gemessen werden, wäre die Wirtschaftskrise keine Erklärung für ein Nichterreichen der Ziele. Vor allem die wenig entwickelten Länder, in denen Armut immer noch oberstes Gebot ist, benötigen die finanzielle Hilfe der westlichen Welt, um konsequent gegensteuern zu können. Ich habe mich meiner Stimme enthalten, da die handelsbezogene Hilfe sich immerhin auf 3 Milliarden Euro belief und damit weit über dem Zielwert lag. Zudem müsste man zurzeit auch auf die finanziellen Unsicherheiten der einzelnen Mitgliedsstaaten Rücksicht nehmen.

 
  
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  Rolandas Paksas (EFD), raštu. − Pritariu šiai rezoliucijai. Pažymėtina, kad pastaraisiais metais valstybės narės, neatsižvelgdamos į Tūkstantmečio įsipareigojimą, skyrė žymiai mažesnę paramą. Be to, neveiksmingai pagalbai kasmet išvaistoma apie 6 mlrd. eurų. Taigi, kyla reali grėsmė, kad ES nepavyks įvykdyti savo pagalbos įsipareigojimų. Tokia situacija partneriams besivystančiame pasaulyje sukeltų abejonių dėl pasitikėjimo ES. Siekiant išsklaidyti tokias abejones ir sustiprinti savo, kaip patikimos ir stabilios partnerės, įvaizdį, ES, teikiant pagalbą, turi taikyti ne tik OPV, bei ir įgyvendinti kitas tarptautinio vystymo finansavimo priemones. Be to, Komisija į savo politinį dialogą su besivystančiomis šalimis turėtų įtraukti žemės grobimo problemą, kaip vieną aktualiausių problemų šiuo metu.

 
  
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  Γεώργιος Παπανικολάου (PPE), γραπτώς. – Η αυξανόμενη πίεση στους εθνικούς προϋπολογισμούς λόγω της χρηματοπιστωτικής και οικονομικής κρίσης δεν πρέπει να χρησιμοποιηθεί ούτε ως δικαιολογία ούτε ως αφορμή για την μείωση της ευρωπαϊκής ανθρωπιστικής βοήθειας. Οι πρόσφατες εκτιμήσεις του ΔΝΤ για αύξηση το 2012 κατά 23 εκατομμύρια του αριθμού των συνανθρώπων μας που ζουν σε συνθήκες φτώχειας στον αναπτυσσόμενο κόσμο εξαιτίας της κρίσης στον ανεπτυγμένο, φέρνει την Ευρώπη προ των ευθυνών της. Η ΕΕ παραμένει η μεγαλύτερη παγκόσμια δωρήτρια, ωστόσο, και στον ευρωπαϊκό προϋπολογισμό παρατηρείται μείωση πόρων κατά 15 δις ευρώ το 2010. Παράλληλα, η αποστολή της δεν περιορίζεται μόνο στην χρηματική βοήθεια.

Φαινόμενα όπως εκείνα της αγοράς γεωργικών εκτάσεων από ξένους επενδυτές με κυβερνητική υποστήριξη, ιδιαίτερα στην Αφρική, υπονομεύουν τις τοπικές οικονομίες και εξασθενούν τον παραγωγικό τους ιστό. Η Ευρώπη οφείλει επομένως να ελέγχει, να αξιολογεί και να παρεμβαίνει σε υποθέσεις που στρέφονται ενάντια της πραγματικής στήριξης και ανάπτυξης των κρατών που το έχουν ανάγκη. Αυτό το ζήτημα θίγει εμφατικά μεταξύ άλλων το ψήφισμα το οποίο και υπερψήφισα.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. Votei favoravelmente a presente resolução do Parlamento Europeu, de 16 de Novembro de 2011, sobre o relatório relativo à responsabilização da UE em matéria de financiamento do desenvolvimento. Nesta resolução, o Parlamento Europeu congratula-se com a Comunicação da Comissão referente ao relatório supramencionado, enquanto exercício extremamente útil de transparência e avaliação entre pares. Congratula-se ainda o Parlamento Europeu e eu própria pelo facto do referido relatório instar os doadores da União Europeia a intensificar o diálogo político sobre a cooperação para o desenvolvimento com as economias emergentes e também por incentivar os Estados-Membros a apoiar iniciativas triangulares e Sul-Sul de cooperação para o desenvolvimento, considerando já não haver qualquer justificação para a ajuda sob forma de subvenções aos Estados que dispõem de reservas monetárias em abundância.

 
  
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  Paulo Rangel (PPE), por escrito. A União Europeia apresenta-se como o principal actor mundial no contexto da ajuda ao desenvolvimento. A verdade, porém, é que as recentes perturbações económico-financeiras têm gerado algumas dificuldades neste domínio. De facto, a crise tem levado ao retraimento da acção dos Estados, menos predispostos a libertarem fundos para a ajuda ao desenvolvimento. Deve-se, por essa razão, encontrar uma solução de compromisso que, sem pôr em causa o equilíbrio das economias dos diversos Estados-Membros, não sacrifique a ajuda ao desenvolvimento. Independentemente dos fundos que se libertem, é igualmente importante que haja um esforço de optimização dos valores concedidos para a ajuda (a ajuda pública ineficaz traduz-se num total de 6 mil milhões de euros por ano). Por considerar a ajuda ao desenvolvimento um dos pilares da acção externa da UE, votei favoravelmente.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − In favour. The European Parliament welcomes the Commission’s communication on the EU Accountability Report 2011 on Financing for Development as an extremely useful exercise in transparency and peer review.

It acknowledges the growing pressure on national budgets as a result of the financial and economic crisis. It believes, however, that achieving the poverty eradication goal will require, above all, policy change in industrialised and developing countries to address the structural causes of poverty.

It also reiterates its deep concern about the current acquisition of farmland by government-backed foreign investors, particularly in Africa, which is liable to undermine local food security, and urges the Commission to include the issue of land grabbing in its policy dialogue with developing countries so as to make policy coherence the cornerstone of development cooperation at both national and international level and prevent the expropriation of small farmers and unsustainable land and water use.

 
  
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  Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE), per iscritto. − Il raggiungimento dell'obiettivo di eliminazione della povertà nei paesi di tutto il mondo richiede soprattutto un cambiamento di politiche nei paesi industrializzati e in quelli in via di sviluppo, al fine di affrontarne le cause strutturali.

Pertanto, tutti gli Stati membri dovrebbero varare urgenti misure per rispettare l'impegno a destinare lo 0,7% del loro reddito nazionale lordo agli APS e a mantenere gli impegni specifici nei confronti dell'Africa e dei paesi meno sviluppati, adottando pacchetti di misure totalmente trasparenti, vincolanti e pluriennali, anche a livello legislativo. La mobilitazione delle risorse nazionali, infatti, costituisce la chiave di volta per uno sviluppo sostenibile. I donatori europei dovrebbero quindi dare priorità al miglioramento delle capacità in questo settore, in particolare grazie a un rafforzamento dei regimi fiscali e a un miglioramento della governance fiscale, intensificando gli sforzi fatti nel mondo per promuovere la trasparenza in materia fiscale e la stesura di relazioni paese per paese, nonché lottando contro l'evasione fiscale e la fuga di capitali illeciti, se necessario per via legislativa.

 
  
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  Alf Svensson (PPE), skriftlig. − Vid omröstningen om ovan nämnda text röstade jag för. Som ledamot i utvecklingsutskottet är det naturligt att stödja en resolution med många bra poänger om EU:s bistånd, såsom exempelvis skrivningen om öppenhet inom utvinningsindustrin samt om det tilltagande stödet för handelsrelaterat bistånd. Med denna röstförklaring vill jag dock ta avstånd från den del av punkt 12 som hänvisar till införandet av en internationell skatt på finansiella transaktioner. Det är min fulla och fasta övertygelse att införandet av en sådan skatt inte är rätt väg att gå, eftersom den skulle lägga betydande hinder i vägen för de fattiga ländernas chans till utveckling.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. Em termos globais, a UE e os seus Estados-Membros são os maiores doadores mundiais para a ajuda pública ao desenvolvimento (APD), apesar da crise económica e social que os países enfrentam. Contudo, no ano transacto, os Estados-Membros e a União não cumpriram os seus compromissos no âmbito dos Objectivos de Desenvolvimento do Milénio. É por isso necessário fazer mais e melhor. Congratulo-me com o empenho dos Estados-Membros em conceder, a partir de 2015, 0.7 % do respectivo RNB em ajuda, numa altura em que há um abalo social nas próprias sociedades europeias. Contudo, devemos ir além do financiamento directo. Devemos empenharmo-nos em políticas coerentes, no domínio da agricultura, do comércio, do investimento, no acesso às matérias-primas e no combate às alterações climáticas, com perspectivas de desenvolvimento para os países mais pobres do mundo. Para além disto, devemos estabelecer outras fontes de financiamento, nomeadamente através do BEI, do microfinanciamento e de um imposto às transacções financeiras, parte destinado à ajuda ao desenvolvimento. O apoio do sector privado ao desenvolvimento também deve ser reforçado, uma vez que a solidariedade com os mais pobres não deve ser feita somente através de políticas públicas. Devemos, simultaneamente, pedir responsabilização e transparência aos países receptores.

 
  
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  Marie-Christine Vergiat (GUE/NGL), par écrit. – J'ai voté en faveur de ce rapport qui rappelle la responsabilité de l'Union européenne en matière de financement du développement dans les pays tiers.

Il y a dans ce rapport une exhortation aux États membres à respecter leurs propres objectifs quant au financement de l'aide au développement. Ceux-ci ne sont pourtant pas intenables : chaque État doit fournir 0,7% de son revenu national brut (RNB) dans le cadre de cette aide.

Or nous atteignons péniblement aujourd'hui 0,43%. Ce sont plusieurs milliards d'euros qui font défaut à des pays dont on connaît pourtant les besoins financiers urgents dans la mise en œuvre de politiques de santé et d'éducation.

La crise économique et financière donne des devoirs aux pays du Nord et notamment européens envers les populations des pays du Sud. Aider ces pays devrait montrer que les valeurs de l'Europe sont celles de la solidarité, du progrès humain, de l'ouverture sur le monde.

L'Europe devrait être enfin à la hauteur des enjeux de l'aide au développement. Il y a encore beaucoup de chemin à faire.

 
  
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  Angelika Werthmann (NI), schriftlich. Grundsätzlich begrüße ich den neuen Rechenschaftsbericht über die Entwicklungsfinanzierung als Chance, wirksame Hilfsinstrumente herauszufiltern und gezielt zu verstärken und unwirksame Hilfe als solche zu entlarven. Die EU ist weltweit der größte Geber von öffentlicher Entwicklungshilfe, jedoch werden die gemachten Zugsagen, bis 2015 einen Betrag in Höhe von 0,7 % ihres BNE in die Entwicklungshilfe fließen zulassen, wohl nicht erreicht werden. Wie der Entschließungsantrag richtig feststellt, wäre grundsätzlich ein politischer Kurswechsel (auch in den Entwicklungsländern) erforderlich, um die strukturellen Ursachen der Armut anzugehen. Ferner wird gefordert, in der EU-Entwicklungspolitik vor allem diese Hindernisse auszuräumen. Der Entschließungsantrag drückt erneut die Besorgnis über den fortschreitenden Aufkauf landwirtschaftlicher Flächen durch ausländische Investoren aus und fordert die Mitgliedstaaten auf, ihre Bemühungen weiter zu verstärken und auch den politischen Dialog mit Schwellenländern hinsichtlich der Entwicklungszusammenarbeit zu suchen. Ich habe der Position zugestimmt.

 
  
  

Report: Piotr Borys (A7-0366/2011)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente relatório, chamando particular atenção para a necessidade dos cinemas mais pequenos, dos independentes e das casas artísticas na UE, que devem ser adequadamente apoiados com o processo de digitalização em curso.

 
  
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  Laima Liucija Andrikienė (PPE), in writing. − I am in favour of this report. It aims to support and sustain European cinema – which is an important branch of European industry – both in terms of its richness and with regard to granting the widest possible access, in the interests of unity and freedom of thought. Through this resolution, Members call on the Member States and the Commission to provide financial support for the full digitisation of equipment in EU cinemas, to establish European and national programmes to support the transition to digital technologies as quickly as possible, and to encourage the circulation of European films in an audiovisual sector that is globally very competitive.

Members recommend the standardisation of systems based on ISO standards in the areas of production, distribution and film screening, and also emphasise the need for public and private investment as the cinema sector enters the digital era. They stress that, in order to ease the digitisation process, diversified financing, both public and private, should be made available at local, regional, national and European level, particularly to support small and independent cinemas. They recommend that the financing of digitisation projects from the EU Structural Funds should be linked to a commitment on the part of supported cinemas to screen European films.

 
  
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  Elena Oana Antonescu (PPE), în scris. − Audiovizualul european constituie o parte importantă a economiei Uniunii Europene și ar trebui să fie mai competitiv la nivel global. Filmul european reprezintă o parte importantă a culturii, promovând dialogul și înțelegerea, integrând și prezentând valorile europene în cadrul și în afara granițelor Uniunii Europene și jucând un rol semnificativ în menținerea și sprijinirea diversității culturale și lingvistice.

Doresc să subliniez faptul că educația prin film contribuie la dezvoltarea gândirii critice și la educația generală a tinerilor și nu numai, permițând totodată cunoașterea patrimoniului cinematografic și sensibilizarea cu privire la complexitatea universului de imagini și sunete. Cultura și limbajul cinematografic permit cetățenilor să aibă o înțelegere critică a diferitelor mijloace de comunicare în masă, lărgind și dezvoltând astfel resursele și oportunitățile oferite de așa-numita alfabetizare digitală.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE), par écrit. – A l’ère du numérique, l’industrie du cinéma est confrontée à plusieurs défis dont celui de la normalisation des bobines qui contraint tous les réseaux de distribution à changer leur système de projection. Si les grands exploitants ont déjà opéré le tournant numérique, cela s’avère plus difficile pour les petites salles. C’est pourquoi le rapport Borys, auquel j’ai apporté mon soutien, prône la mise en place d’un cadre européen pour assurer cette transition en prévoyant notamment un soutien financier de l’Union et promouvoir le cinéma européen.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Europos audiovizualinis sektorius, įskaitant kiną, sudaro didelę ES ekonomikos dalį. Europai pereinant prie skaitmeninio kino turėtų būti siekiama sukurti naujas galimybes platinti Europos filmus, išlaikyti Europos kūrinių įvairovę ir gerinti jų prieinamumą Europos piliečiams. Skaitmeninių technologijų era audiovizualiniam sektoriui ne tik atveria naujų galimybių, visų pirma kino pramonėje, dėl veiksmingesnio filmų platinimo, rodymo ir prieinamumo, taip pat dėl Europos žiūrovams siūlomos geresnės garso ir vaizdo kokybės, bet ir sukuria tam tikrų didelių problemų, ypač finansinių, Europos kinui pereinant prie skaitmeninių technologijų. Europos kinas turėtų būti konkurencingesnis pasaulio lygmeniu, todėl pritariu raginimui valstybėms narėms ir Komisijai finansiškai remti visapusišką skaitmeninės įrangos ES kino teatruose diegimą ir nedelsiant kurti Europos ir nacionalines programas, skirtas perėjimui prie skaitmeninių technologijų.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE), în scris. − • Am votat în favoarea acestei rezoluţii, deoarece apreciez că sunt necesare politici publice solide, eficiente şi coordonate în sprijinul cinematografiei europene. • Dezvoltările tehnologice reprezintă în acelaşi timp o provocare şi o oportunitate. O acţiune coordonată la nivel european este esenţială pentru a asigura folosirea optimă a posibilităţilor noi oferite de era digitală. • Salut propunerile privind modelele de finanţare şi măsurile pentru promovarea filmelor europene. • Consider că angajamentul preşedintelui Comisiei de a menţine şi consolida în continuare programul „MEDIA” reprezintă un element deosebit de pozitiv. • Subliniez rolul cultural, social, artistic şi educaţional al cinematografiei, pe lângă valoarea economică reprezentată de industria cinematografică. • Doresc să menţionez, în context, valoarea cinematografiei româneşti, care ilustrează aceste aspecte. • Evidenţiez necesitatea sprijinirii diverselor şcoli de film din ţările europene, precum şi oferirea unui acces cât mai larg la cinematograf în toate regiunile UE, inclusiv în zonele rurale.

 
  
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  George Becali (NI), în scris. − Nu sunt un expert în materie, dar cred că sunt, ca noi toți, un consumator avizat. Cinematografia este, clar, un instrument de cultură, dar şi o ramură importantă a industriei europene. Tehnologia modernă este o provocare imensă şi cinematografia trebuie sprijinită pentru a face faţă. Educația prin film trebuie să devină un obiectiv pentru care alocăm bani europeni. Noi, în România, dezbatem aproape zilnic în media felul în care este afectată tânăra generație de bătălia aproape pierdută între televiziune şi cinematografie. Am votat în favoarea acestui raport şi sper ca el să producă efecte rapid.

 
  
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  Jean-Luc Bennahmias (ALDE), par écrit. – Le cinéma européen représente deux rôles fondamentaux pour la société européenne, celui concernant le développement culturel d'une part, et celui relatif au dynamisme économique d'autre part. Le passage au numérique est un défi financier majeur pour les cinémas européens, notamment les petites salles de cinéma indépendant, tant cette évolution apparait incontournable. C’est un sujet assez sensible: alors que ces cinémas indépendants sont le reflet de notre style cinématographique européen, il faut garantir que les investissements pour répondre aux changements techniques ne mettent pas en danger leur existence ni restreignent leur indépendance de programmation. Il faut également tenir compte des différences d'infrastructures en Europe et donc d'accessibilité: on recense 16 102 personnes par salle de cinéma en Europe occidentale contre 40 750 en Europe centrale et orientale.

En ce sens, le rapport de Piotr Borys sur le cinéma européen à l'ère numérique, auquel j'ai apporté mon soutien, est un texte qui va dans la bonne direction en visant à protéger les cinémas et productions cinématographiques européens et à rééquilibrer la "fracture" d'accessibilité au cinéma en Europe. Je souhaite que ces propositions soient entendues afin de préserver le capital culturel et économique de notre production cinématographique.

 
  
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  Adam Bielan (ECR), na piśmie. − Panie Przewodniczący! Kino i produkcja filmowa stanowią ważną gałąź przemysłu, także w Europie. Dla każdego kraju są jednak przede wszystkim elementem kultury i narzędziem jej kreowania. Jest to także produkt nierozerwalnie wiążący się z postępem technologicznym w obecnym charakterze sprowadzającym się do cyfryzacji.

Wspieranie europejskiego przemysłu filmowego, choć samo w sobie bardzo pożądane, nie może odbywać się w oderwaniu od dorobku tego sektora kultury w wymiarze globalnym. Sprawozdanie proponuje rozwiązania, które w sposób jawny dyskryminują przykładowo kino amerykańskie, preferując działania wyraźnie faworyzujące kina specjalizujące się w emisji filmów europejskich. Utrzymanie małych kin, o nierzadko ogromnych tradycjach, jest działaniem pozytywnym, jednak wzrost nakładów finansowych dla takich operatorów nie może odbywać się w oparciu o dyskryminację ze względu na charakter i pochodzenie wyświetlanych filmów. Powyższe regulacje budzą moje zastrzeżenia, dlatego postanowiłem wstrzymać się od głosu.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − Ho espresso voto positivo alla relazione perché, nell'affrontare la questione del processo di trasformazione del cinema dall'era analogica a quella digitale, si prendono responsabilmente in considerazione i problemi che i piccoli cinema indipendenti nelle zone rurali si troveranno ad affrontare. Infatti, dati i costi elevati per dotare le sale cinematografiche di proiettori digitali, la maggior parte dei piccoli cinema non potranno affrontare tali cambiamenti e si troveranno fuori dal mercato, dovendo così interrompere la loro attività. Questo significa grandi limitazioni all'accesso alla cultura per le zone rurali che generalmente sono dotate solo di questi piccoli cinema indipendenti, senza contare le conseguenze negative a livello occupazionale.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą, nes pritariu tam, kad Europos kino kūrimui reikalinga parama, kad būtų užtikrinta jo sklaida bei prieinamumas. Ši meno šaka padeda žmonėms pažinti vienas kitą, dalytis ta pačia žmogiška patirtimi bei prisideda prie Europos, kaip tautų bendruomenės, tapatybės kūrimo. Nuo kino atsiradimo iki mūsų dienų praėjo daugiau nei 100 metų ir, keičiantis technologijoms, išpopuliarėjo skaitmeninis kino formatas, kurio gamyba kainuoja labai daug, tačiau filmo kopijų gamyba yra 10 kartų pigesnė negu gaminant kino juostą. Pritariu ir tam, kad ES finansinė parama yra reikalinga ne tik kino kūrėjams, bet ir kino teatrų plėtrai diegiant skaitmenines technologijas. Tik taip išlaikysime prieigą prie kultūrų įvairovės ir galimybę ją patirti įvairiose platformose. Skaitmeninis formatas taip pat leidžia parengti filmų kopijas skirtingomis kalbomis. Akivaizdu, kad ateityje žmonės seks naujausiomis technologijomis, ir kino teatrai, kurie neturės skaitmeninės įrangos, bus išstumti iš rinkos ir užsidarys, todėl Europos parama yra būtina.

 
  
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  Sebastian Valentin Bodu (PPE), în scris. − Cinematograful european se confruntă cu cea mai mare provocare de până acum: aceea de a face față cerințelor tehnologiei moderne. Viitorul cinematografului este inseparabil legat de apariția erei digitale. Tehnologiile moderne schimbă sectorul audiovizual, creând provocări și posibilități pentru producția, distribuirea și accesibilitatea cinematografului european, precum și generând anumite pericole în tranziția de la sistemele analogice la cele digitale. Procesul de transformare ar trebui să fie realizat rapid și să fie coordonat atât la nivel național, cât și european. Responsabilitatea participării la acest proces ar trebui să revină atât sectorului public, cât și sectorului privat.

Este clar că cinematograful european are un potențial enorm. Există aproximativ 30 000 de ecrane în Uniunea Europeană, majoritatea fiind cinematografe mici, numai cu unul sau două ecrane. În ultimii ani, am fost martorii unei accelerări a procesului de digitalizare a cinematografelor, generată de producția de filme digitale, majoritatea provenite din SUA, precum și de cererea tot mai mare a publicului de filme realizate cu tehnologie 3D. Cinematografele europene au vândut aproape un miliard de bilete în cazul filmelor europene, reprezentând 27% din piață. Cu toate acestea, piața cinematografului european, cu întregul său potențial, nu este încă integrată, iar distribuția filmelor în UE se dovedește dificilă.

 
  
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  Vito Bonsignore (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore di tale relazione perché sono convinto che il cinema europeo vada sostenuto nell'impegnativa sfida di passare all'era del digitale. Il cinema europeo ha un enorme potenziale che va sostenuto. Nell'UE, che dispone di circa 30.000 schermi, nel 2010 sono stati realizzati 1.203 film (contro i 754 degli Stati Uniti) e venduti quasi un miliardo di biglietti con una quota di mercato pari al 27%.

Tuttavia, il processo di conversione da un sistema su pellicola al digitale comporta un notevole aumento dei costi sia per i produttori che per i proprietari delle sale cinematografiche ed è necessario, per evitare che il comparto e l'indotto cinematografico subiscano una crisi, sostenere modalità di finanziamento a favore della digitalizzazione del cinema attraverso, ad esempio, i fondi strutturali.

Inoltre, bisogna incoraggiare meccanismi di integrazione fra i distributori e gli esercenti delle sale cinematografiche al fine di ridurre i costi degli investimenti. È opportuno, infine, continuare le attività di monitoraggio volte alla determinazione di sostegni finanziari per il cinema e più in generale a favore della cultura e dell'istruzione.

 
  
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  Jan Březina (PPE), písemně. − Podporuji různé způsoby financování digitalizace kin na politické úrovni. Za jeden z nejdůležitějších nástrojů financování považuji strukturální fondy. Proto musí být patřičná míra podpory zahrnuta v novém finančním výhledu na období 2014–2020. Evropský fond pro regionální rozvoj již pomohl některým studiovým kinům lépe se vypořádat s problémy digitalizace. Dalším důležitým nástrojem je dostupnost zvýhodněných úrokových sazeb, které nabízí Evropská investiční banka kinům s nedostatečnými finančními prostředky pro digitalizaci. Oceňuji význam programu MEDIA, který od svého založení před dvaceti lety přispívá k příznivým finančním podmínkám pro evropské distributory a významně napomohl rozvoji a propagaci evropských filmů. V rámci programu MEDIA musejí být vytvořeny nové iniciativy na zlepšení a podporu překladu, dabingu, používání běžných či velkých titulků a také týkající se programů odborné přípravy, aby zástupci audiovizuálního a filmového sektoru mohli přizpůsobit své znalosti digitálním technologiím.

 
  
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  David Campbell Bannerman (ECR), in writing. − My hobby is writing film scripts so I declare an interest in this subject.

But whilst this report might claim to be about new ‘Cinema Paradiso’s, it is more likely to lead to ‘Cinema Disastroso’.

Why does the EU want to discriminate against non-European films?

Firstly, this is a form of non-tariff barrier and against WTO rules.

Second, filmmaking is incredibly international these days – defining a non-European film is difficult: is Harry Potter or James Bond an American film for its production, finance and distribution, or British by dint of talent, theme, location and studios used? The ‘Fifth Element’ may be directed by Frenchman Luc Besson but Bruce Willis is the star. Even the iconic French film ‘Chocolat’ had substantial US support.

Third, you simply can’t force people to watch films they don’t want to see. European movies can be winners without giving away seats: ‘Chocolat’ took USD 71 million at the box office, ‘Amélie’ USD 152 million and “The King’s Speech” USD 386 million.

Any support for film is better targeted on developing good stories or in skills development, not in seeking to prop up films no one wants to see. That is why on principle I could not vote for this report, whilst being very much in support of the film industry.

 
  
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  Carlos Coelho (PPE), por escrito. O cinema europeu enfrenta hoje um dos seus maiores desafios: responder às exigências das tecnologias modernas. É impossível dissociar o sector do audiovisual dos novos desafios da era digital que tem repercussões na produção, distribuição e acessibilidade do cinema europeu. Face à crescente produção de filmes digitais, bem como à crescente procura pública de filmes produzidos com tecnologia 3D, assistiu-se nos últimos anos a uma aceleração do processo de digitalização das salas de cinema que acarreta custos para o sector (produtores e proprietários de cinemas), que tem de prever a conformidade com o sector analógico e com o digital. Considero, pois, importante, tanto da parte dos Estados-Membros como por intermédio dos Fundos Estruturais, um apoio adequado ao processo de digitalização do cinema.

Não se esqueça que o cinema europeu, para além da dinâmica económica que gera, desempenha um papel fundamental ao nível cultural e social e ao nível do desenvolvimento da identidade cultural europeia. Deve-se porém atender e preservar a diversidade de programação e as infra-estruturas culturais em toda a UE, não encaminhando ao encerramento de pequenas salas e cinemas artísticos em benefício de multiplexos. A inovação deve estar ao serviço do património cultural e não o inverso!

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Non posso che concordare con quest'ottima relazione così ricca di spunti interessanti sui quali riflettere. Da appassionata di cinema, ho apprezzato molto le priorità elencate dal relatore, specialmente il punto sulla digitalizzazione di tutto il nostro prezioso materiale cinematografico per permettere la conservazione dell'arte, della qualità, della cultura, delle emozioni, delle descrizioni, della sensibilità, della storia e della ricchezza pittorica che solamente il cinema europeo può offrire non solo ai cittadini europei, ma anche al mondo intero. Investire su questo settore significa guardare oltre il semplice aspetto economico e occupazionale: il cinema non è altro che un forte comunicatore di cultura e di formazione al servizio del cittadino e lo aiuta fin dalla giovane età ad approfondire in modo piacevole la propria sensibilità e la sua conoscenza fornendo competenze mediatiche per una migliore comprensione dei più svariati temi. Se questa relazione rappresenta un importante risultato, la volontà e l'impegno costante da parte dei nostri ordinamenti nella promozione dell'istruzione cinematografica, infatti, sono un risultato ancora più importante per far sì che il cinema alimenti la cultura e l'industria europea.

 
  
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  Corina Creţu (S&D), în scris. − În faţa celei mai mari provocări din istoria sa, impusa de noile tehnologii, cinematograful european trebuie susţinut în procesul de adaptare la tehnica digitală şi la cerinţele publicului privind ecranele tridimensionale. De asemenea, există încă discrepanţe majore între vestul şi estul UE din perspectiva accesului cetăţenilor la cinematografe: în Europa de Vest există un ecran la 16 102 de persoane, în comparaţie cu Europa Centrală şi de Est, unde există unul la 40 750 de persoane. Având in vedere rolul educaţional şi impactul cultural şi social al cinematografului, m-am pronunţat în favoarea unui sprijin sporit pentru trecerea de la tehnologiile analogice la cele digitale, precum şi pentru susţinerea producţiei europene de film şi a cinematografelor independente dedicate filmelor europene.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), por escrito. Votei favoravelmente o relatório sobre o cinema europeu na era digital, por considerar que deve ser disponibilizado o financiamento adequado que permita apoiar a transição para a tecnologia digital, sobretudo nas pequenas salas de cinema. Importa garantir que o cinema europeu seja competitivo a nível global, mas mantenha a identidade e continue a promover a diversidade cultural e linguística.

 
  
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  Diogo Feio (PPE), por escrito. O cinema europeu, como bem denota o relatório, tem duas dimensões muito relevantes: por um lado, representa a expressão cultural europeia e, por outro, é uma indústria criativa com enorme potencial económico. Esta dupla dimensão faz com que o investimento no cinema europeu, e sua adaptação à era digital, seja fundamental, tanto numa perspectiva cultural como numa perspectiva económica.

Os números são impressionantes: em 2010 a produção cinematográfica na Europa foi de 1 203 filmes, para 754 produzidos nos Estados Unidos. Contudo, ainda continuamos a associar, de imediato, a palavra cinema a Hollywood, embora a maioria da produção cinematográfica seja hoje feita fora dos EUA.

Hoje entregamos o prémio LUX, criado exactamente para apoiar o cinema europeu, a um filme francês que fala de fidelidade, solidariedade e moralidade. Que este prémio sirva para despertar consciências, incentivar a indústria cinematográfica europeia a continuar a produzir bom cinema e os espectadores a escolherem as boas produções europeias.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. As indústrias culturais contribuem de forma significativa para o desenvolvimento local porque tornam as regiões mais atractivas e promovem um turismo sustentável e gerador de novas oportunidades de emprego. Os cidadãos europeus são dos que mais consomem produtos culturais, pelo que a indústria cinematográfica merece, de todos nós, uma atenção redobrada. Não só pela sua dimensão cultural - desempenhando um papel fundamental na protecção, promoção e divulgação das identidades culturais locais e regionais - mas também pela sua mais-valia económica. Num momento de viragem tecnológica em que assistimos a passagem do cinema da sua fase analógica para a era do digital, é fundamental que a UE não perca este comboio e saiba aproveitar as novas oportunidades de modo a atrair novas audiências e a ligar todas as regiões europeias. Congratulo-me, pois, com a aprovação deste relatório, elaborado por Piotr Borys, sobre o cinema europeu na era digital, no dia em que o Parlamento Europeu fez a entrega do premio LUX a um filme que fala dos valores europeus.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. Este relatório aborda o cinema europeu na era digital e a questão da indústria cinematográfica europeia. O papel que o cinema desempenha, do ponto de vista social, cultural e económico, é, de facto, algo de grande importância.

No entanto, esta modernização do cinema europeu acarreta algumas preocupações, nomeadamente em relação aos custos subjacentes. Este ponto é particularmente relevante no que diz respeito à existência de vários cinemas pequenos e independentes que já vivem hoje sérias dificuldades de sobrevivência, devido à falta de apoios, aos constantes cortes na cultura e à degradação do nível de vida da generalidade da população.

Mas quando se enaltecem a importância do cinema e dos apoios a esta actividade, não podemos deixar de assinalar a responsabilidade das políticas orçamentais impostas pela UE, que reduzem à indigência os apoios à criação artística, em variados domínios, e naturalmente também no cinema, o que tem implicações sobre as condições de vida de inúmeros trabalhadores das artes do espectáculo em toda a Europa.

Deveriam ser levadas muito a sério as palavras que, simbolicamente, foram hoje deixadas no plenário pelo realizador do filme vencedor do prémio Lux, dirigidas a uma UE demasiado voltada para os mercados e pouco para as pessoas.

 
  
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  Ilda Figueiredo (GUE/NGL), por escrito. Aborda-se aqui o cinema europeu na era digital e a questão da indústria cinematográfica europeia. O papel que o cinema desempenha, do ponto de vista social, cultural e económico, é, de facto, algo de grande importância.

No entanto, esta modernização do cinema europeu acarreta algumas preocupações, nomeadamente em relação aos custos subjacentes. Este ponto é particularmente relevante no que diz respeito à existência de vários cinemas pequenos e independentes que já vivem hoje sérias dificuldades de sobrevivência, devido à falta de apoios, aos constantes cortes na cultura e à degradação do nível de vida da generalidade da população.

Mas quando se enaltecem a importância do cinema e dos apoios a esta actividade, não podemos deixar de assinalar a responsabilidade das políticas orçamentais impostas pela UE, que reduzem à indigência os apoios à criação artística, em variados domínios, e naturalmente também no cinema, o que tem implicações sobre as condições de vida de inúmeros trabalhadores das artes do espectáculo em toda a Europa.

Deveriam ser levadas muito a sério as palavras que, simbolicamente, foram hoje deixadas no plenário pelo realizador do filme vencedor do prémio Lux, dirigidas a uma UE demasiado voltada para os mercados e pouco para as pessoas.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne. − Kultúra predstavuje základnú podstatu európskych identít a spoločných hodnôt. Je stredobodom súčasných diskusií o identite, sociálnej súdržnosti a rozvoji znalostného hospodárstva. Európsky audiovizuálny sektor vrátane kinematografie tvorí významnú súčasť hospodárstva EÚ a bolo by vhodné, aby vynaložil snahu na zvýšenie svojej konkurencieschopnosti. Európsky film je dôležitou súčasťou kultúry, podporuje dialóg a porozumenie, stelesňuje a zachytáva európske hodnoty v EÚ i za jej hranicami a pritom zohráva významnú úlohu pri zachovávaní a podporovaní kultúrnej a jazykovej rozmanitosti. Digitálny vek poskytuje tomuto sektoru nové možnosti, najmä pokiaľ hovoríme o účinnejšej distribúcii, premietaní a dostupnosti filmov a o vyššej kvalite zvuku a obrazu. Zároveň však prechod na digitálne technológie znamená aj niekoľko problémov a záťaž predovšetkým vo finančnej oblasti. Práve vysoké náklady na digitalizáciu môžu napriek tomu, že budú znamenať dlhodobý komerčný prínos, predstavovať značnú záťaž pre mnohé menšie kiná. Bolo by preto vhodné, aby Komisia práve pre ne navrhla osobitné opatrenia na poskytovanie podpory. Popri hospodárskej dynamike je práve európska kinematografia významným faktorom kultúrneho rozvoja a identity Európy. Som presvedčená, že by sme mali vynakladať úsilie na zachovanie bohatosti európskej kinematografie, ako aj na zabezpečenie jej čo najširšej dostupnosti pre občanov v záujme jednoty a slobody myslenia.

 
  
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  Lidia Joanna Geringer de Oedenberg (S&D), na piśmie. − Szanowni Państwo! Kina cyfrowe zyskały już wielką popularność w Stanach Zjednoczonych, teraz zapotrzebowanie na podobne projekty rośnie również w Europie, gdzie produkuje się ok. 1/3 więcej filmów niż w USA. Wyposażenie cyfrowe służące do emisji filmów jest ok. 25-30% tańsze, niż modele wcześniejszej generacji, będzie zatem łatwiej osiągalne dla większej liczby kin, a tym samym dla szerszego kręgu odbiorców. Inwestycja w kina cyfrowe wspiera również branżę filmową poprzez zarówno lepszą dystrybucję, jak i jakość projekcji obrazu i dźwięku. Cieszy mnie fakt, że środki przekazywane na modernizacje kin pochodzą z funduszu spójności, to pozwala nie tylko na promocję naszego europejskiego filmowego dziedzictwa kulturowego, ale także wspomaga ważny sektor gospodarki. Kultura nie jest już tylko „potrzebą wyższą”, ale jest branżą wypracowującą coraz większy udział wspólnotowego PKB, dająca coraz więcej nowych miejsc pracy. W tym aspekcie także nowe kina przyczyniają się np. do rewitalizacji obszarów miejskich i - w efekcie - do poprawy jakości życia mieszkańców. Przejście z ery analogowej na cyfrową, może także zapewnić szerszy udział w życiu kulturalnym obywatelom zjednoczonej Europy. Cyfryzacja kin, podobnie jak bibliotek czy archiwów, zapewni łatwiejszy dostęp do wspólnych dóbr kultury.

 
  
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  Ian Hudghton (Verts/ALE), in writing. − This report rightly highlights the importance of European cinema. Scotland has a vibrant and important cultural scene and the Scottish government is committed to promoting fully our creative industries. Scotland’s cultural bodies have an important role to play in the wider European cultural scene – just as an Independent Scotland will have an important role to play in the wider EU.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Šis klausimas buvo plačiai svarstytas Dižono forume, kur buvo ir pagrindiniai Europos šalių kino žmonės, politikai, tai įgyvendinantys EK atstovai. Buvo diskutuojama, kiek skaitmeninimo etape akcentuoti ir remti tik, pvz., kino teatrų skaitmeninimą, nes tuo rinkoje gali pasinaudoti kitos Europos kino industrijai konkurencingos kino rinkos, kaip antai JAV ar kitos. Labai svarbu, kad pats paramos akcentavimas turėtų saugiklių (kitame etape po pritarimo šiam dokumentui), kad su juo kartu augtų ir europietiškų filmų ir jų sklaidos potencialas (pvz., tam tikros paramos kvotos skaitmenizavimui tik Europos kiną rodantiems kino teatrams ir pan.) Taip šis dokumentas stiprintų Europos kino industriją ir darytų ją konkurencingesnę. Labai svarbu, kad priemonės ir parama skaitmeninimui skatintų ne tik technologinį procesą, bet ir būtų akcentuojama, kam ši parama yra skiriama. Mano nuomone, parama turi būti skiriama europiniam turiniui, kiekybei, kokybei, įvairovei, ir įvairiapusei sklaidai. Džiugu, kad šiuo dokumentu siekiama remti ir išlaikyti Europos kino turtingumą, taip pat piliečiams suteikti kuo didesnę prieigą prie kino siekiant vienybės ir minties laisvės.

 
  
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  Cătălin Sorin Ivan (S&D), in writing. − European cinema has evolved considerably in the last years. Education through film allows citizens to have a critical understanding of the societies they live in. European cinema has to become more visible on the world scene, to match the American and the growing Indian cinema.

Related to the way movies are projected, I believe that digital cinema is the answer and we should focus on this. The conversion from analogue to digital has many advantages. The existing system is very expensive and the use of both analogue and digital is complicated. These are the reasons why I believe European cinema has to evolve in the digital era and I endorse the resolution of Piotr Borys.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE), par écrit. – Ce rapport a été adopté à l'unanimité par la commission CULT. Il mentionne les opportunités et les défis pour le cinéma européen, notamment en matière de production, de distribution et d'accessibilité. La transition du système analogique vers le numérique doit s'effectuer sans délai, être coordonnée à l'échelon national et européen et s'inscrire dans un partenariat public/privé. Il était urgent de mettre en place un cadre européen pour ce secteur afin d'assurer la flexibilité et la transparence du processus de normalisation, la numérisation des cinémas et la promotion du cinéma européen. J'ai donc voté en faveur de ce rapport.

 
  
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