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A7-0262/2012

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Äänestysselitykset
PV 11/09/2012 - 10.21
Äänestysselitykset

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P7_TA(2012)0324

Puheenvuorot
Tiistai 11. syyskuuta 2012 - Strasbourg Lopullinen versio

11. Äänestysselitykset
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PV
  

Oral explanations of vote

 
  
  

Report: Claude Turmes (A7-0265/2012)

 
  
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  Andrea Zanoni (ALDE). - Signor Presidente, l'attuale situazione mondiale di crisi economica e ambientale ci impone scelte per il risparmio di risorse.

Con la direttiva sull'efficienza energetica, oggi approvata, possiamo raggiungere importanti obiettivi quali: affrontare il problema dei cambiamenti climatici e la scarsità delle fonti energetiche fossili, come il carbone e il petrolio; ridurre i costi annui per l'acquisto di fonti di energia pari a ben 400 miliardi di euro, ottenendo un possibile risparmio di 50 miliardi l'anno; ridurre la dipendenza dell'Europa dalla Russia e dai paesi dell'OPEC, dai quali importiamo gas e petrolio; ridurre l'inquinamento atmosferico, che oggi, in alcune regioni europee, rappresenta una minaccia, purtroppo irrisolta, per la salute di milioni di cittadini europei; creare nuovi posti di lavoro e vantaggi per le piccole e medie imprese, compresi gli installatori e il settore dell'edilizia, che oggi sta attraversando una gravissima crisi.

Plaudo quindi alle regole introdotte per le ristrutturazioni degli edifici pubblici e per gli audit energetici quadriennali, obbligatori per tutte le grandi imprese. Questo è uno dei tanti passi obbligatori per l'Europa. Ma dobbiamo fare di più: dobbiamo porci obiettivi più ambiziosi e adottare misure più vincolanti per tutti gli Stati membri.

 
  
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  Raffaele Baldassarre (PPE). - Signor Presidente, ho votato a favore della relazione dell'on. Turmes, che apre la strada all'approvazione di una direttiva che consentirà finalmente di colmare il divario fra gli Stati membri in materia di efficienza energetica.

Infatti, pur non modificando il carattere non vincolante dell'obiettivo di efficienza energetica fissato dal pacchetto "Clima ed energia" del 2008, la direttiva introduce schemi obbligatori di risparmio annuale sui consumi finali a carico di venditori e distributori.

Stando alle cifre della Commissione, l'intervento permetterà una riduzione complessiva di costi d'investimento in generazione e distribuzione di energia di circa 20 miliardi. Si tratta di un dato di fondamentale importanza, che contribuirà inoltre all'affermazione dell'Unione come attore globale, poiché gli equilibri geopolitici futuri saranno principalmente decisi dalle politiche di approvvigionamento e utilizzo delle risorse energetiche.

 
  
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  Markus Pieper (PPE). - Herr Präsident! Ich möchte für die EVP-Fraktion eine Bemerkung zum Abstimmungsverfahren für das Protokoll machen. Offensichtlich gibt es für die deutsche Übersetzung Irritationen im Laufe des Verfahrens, in das sich auch der Berichterstatter eingemischt hat, und zwar entgegen dem Geist der Verhandlungen. Es wurde auf Englisch verhandelt. Ich möchte deshalb für die EVP klarstellen, dass die Begriffe cost effective und cost efficient im Sinne des deutschen Wortes „kosteneffizient“ zu verwenden sind. Der vom Sprachdienst verwandte Begriff „kostenwirksam“ entspricht weder dem Geist der Verhandlungen, noch ist er ausreichend klar definiert. Wir erwarten deshalb, dass wie in der Gebäuderichtlinie cost effective und cost efficient einheitlich mit „kosteneffizient“ übersetzt wird. Sollte das noch nicht der Fall sein, bitten wir dringend darum, dass das in der Übersetzung geändert wird. Ich möchte auf ein Schreiben an das Tabling office verweisen, das alle deutschsprachigen EVP-Mitglieder, die S&D-Mitglieder und auch die Liberalen unterschrieben haben, also eine satte Mehrheit der deutschsprachigen Mitglieder. Die können das nicht alle falsch verstanden haben!

 
  
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  Salvatore Iacolino (PPE). - Signor Presidente, ho votato a favore di questo dossier perché ritengo che la questione dell'efficienza energetica, collegata alla sostenibilità e alla competitività, possa certamente costituire uno strumento essenziale in un processo, come quello attuale, di particolare difficoltà.

È necessaria una crescita sostenibile che deve riguardare le piccole e medie imprese e che può essere utilizzata come meccanismo virtuoso anche mediante innovative tecnologie verdi. Il tutto attraverso una cultura progettuale che utilizzi al meglio queste risorse finalizzandole verso una ristrutturazione edilizia, che comporti in particolare il pieno e appropriato utilizzo dei Fondi europei di coesione. Un terzo degli edifici in Europa è stato costruito dopo il 1973, questo è un segnale evidente.

C'è la possibilità di muoversi in questo contesto anche attraverso una migliore attività di formazione e una progettualità coerente con le finalità della norma.

 
  
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  Francesco De Angelis (S&D). - Signor Presidente, l'efficienza energetica è uno dei pilastri della politica climatica dell'Unione. Per questa ragione, il voto di oggi riveste particolare importanza. È il frutto di un'intesa soddisfacente e tempestiva sotto il profilo dei contenuti, in quanto vincola gli Stati membri a preparare una strategia stabilita su target nazionali indicativi, che tengano conto degli obiettivi dell'Unione e, al contempo, permette alle aziende energetiche di rispettare i requisiti per l'accantonamento energetico secondo il principio di una ragionevole flessibilità.

L'obiettivo del 20 percento di incremento dell'efficienza energetica entro il 2020 è dunque a portata di mano. Ritengo che il merito sia attribuibile soprattutto a quest'Aula perché se gli Stati membri più riottosi in Consiglio hanno infine comunque accettato questo valido compromesso ciò si deve alla tenacia con cui i negoziatori del Parlamento, a cominciare dal relatore, hanno salvaguardato gli obiettivi. Un tassello importante per la creazione di un'occupazione verde e, da ultimo, per il rilancio della competitività e della sostenibilità.

 
  
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  Peter Jahr (PPE). - Herr Präsident! Auch ich habe für den Antrag gestimmt, obwohl ich dabei einige Bauchschmerzen gehabt habe. Aber letztendlich hat bei mir die Überzeugung gesiegt, dass es erstens notwendig ist und wir zweitens mit unserem Entschluss auch die Möglichkeit eröffnen, die Kosteneffizienz in den Mittelpunkt zu rücken. Es geht ja nicht darum, Energie zu sparen, koste es was wolle, sondern es geht vor allen Dingen auch darum, dass sich das Ganze rechnet. Wenn es sich denn rechnet, wenn wir die nötigen Rahmenbedingungen möglichst unbürokratisch schaffen, haben wir die berühmte Win-win-Situation, dass die Wirtschaft anspringt, dass wir neue Beschäftigungsmöglichkeiten im so genannten grünen Bereich eröffnen. Aber ich sage es nochmals: Wir brauchen ein Bündnis mit der Wirtschaft, damit sich das Ganze auch lohnt und sinnvoll ist.

 
  
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  Mario Pirillo (S&D). - Signor Presidente, è stato raggiunto un ottimo compromesso che mette l'Europa sul giusto binario per raggiungere gli obiettivi del pacchetto "Clima".

Uno dei successi è quello di aver mantenuto il target del 3 percento relativo all'efficienza energetica degli edifici pubblici, un obiettivo ambizioso in un periodo di crisi economica, che ha una forte valenza ambientale e farà da leva per la crescita economica dell'Unione.

La direttiva pone le basi per ridisegnare le strategie di risparmio energetico, per le quali sia gli attori privati sia quelli pubblici avranno la necessità di avvalersi di esperti nel settore, senza i quali gli obiettivi fissati saranno difficilmente raggiungibili. Essa apre quindi le porte all'incentivazione di programmi nazionali per la formazione di esperti di audit e di risparmio energetico.

 
  
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  Eija-Riitta Korhola (PPE). - Arvoisa puhemies, energiatehokkuusdirektiivin tarkoitus oli hyvä, mutta lopputulos on epäreilu. Jälleen kerran jäsenvaltiot asetetaan eriarvoiseen asemaan, kun huomioon ei oteta sitä, mitä aiemmin on tehty. Käytännössä asiansa jo hyvin hoitaneita maita rangaistaan yhä tiukemmilla tavoitteilla, kun laskennalliset tavoitteet ovat samat lähtökohdista riippumatta.

Minä edustan täällä tänään direktiivin maksumiestä Suomea. Suomen kohdalla edessä on satojen miljoonien vuotuinen lasku niin kuluttajille kuin yrityksille. Koska olemme pitkällä tehokkuustoimissa, jatkotehostaminen tulee yhä kalliimmaksi.

Sarkastisesti ajateltuna nyt tehty päätös itse asiassa kannustaa asiansa hyvin hoitavia tahoja lopettamaan tämänhetkiset energiatehokkuustoimensa ja palaamaan asiaan uudelleen vuoden 2014 alussa. Tämä ei ole hyvän lainsäädännön hengen mukaista, ja siksi maani parlamentti myös esitti notifikaation direktiivistä.

Arvoisa puhemies, edellä mainituista syistä minun oli mahdotonta kannattaa tätä ehdotusta direktiiviksi. Toivon myös, että tämä talo harkitsee, milloin on todella syytä turvautua epädemokraattiseen first reading agreement -oikotiemenettelyyn.

 
  
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  Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė (PPE). - Europos Sąjungoje visi pripažįstame, kad efektyvus energijos vartojimas prisideda prie kovos su klimato kaita ir aplinkos išsaugojimo. Tačiau tai labai svarbu, kad ši sritis neša neabejotiną naudą ekonomikai.

Siekiant, kad mūsų pastatai būtų aukštos energetinio efektyvumo klasės, kuriamos ir naujos darbo vietos, ir didėja užsakymai statybų sektoriuje ir, kas itin svarbu, dėl mažiau suvartotos energijos taupomos lėšos gali būti perkeliamos į kitus sektorius.

Komisijos pasiūlytas dokumento tekstas buvo gana ambicingas – visų pirma privalomų energijos taupymo tikslų prasme. Suprantu, kad skirtinga situacija skirtingose valstybėse ir galbūt reikia valstybėms narėms lankstumo, tai siūlė Europos Parlamentas. Tačiau dabar su valstybėmis pasiektas taip vadinamas kompromisas šiuos tikslus padaryti tik orientaciniais rodo, kad valstybėms narėms trūksta politinės valios ar dėl kitų motyvų nėra norima priimti bendrus sutarimus. Tas ypač būdinga didžiosioms Europos Sąjungos valstybėms.

Ir dažnai valstybėms narėms reikia postūmio, kad įgyvendintų tam tikrus tikslus – tai galėjo būti būtent privalomų energijos taupymo tikslų nustatymas. Deja, kol kas trypčiojame vietoje.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE). - Am votat în favoarea acestui raport, deoarece consumul de energie trebuie redus. Acest lucru este necesar pentru a face faţă provocărilor şi a limita dependenţa de combustibilii fosili.

Ţara mea şi-a propus o reducere a consumului de energie primară de 19% pentru anul 2020, însă ţinta este una foarte ambiţioasă şi, în acelaşi timp, foarte greu de atins. Direcţiile principale de acţiune vizează eficientizarea sistemului de producere şi distribuţie a energiei, dar şi informarea populaţiei. În acest scop, fondurile structurale au o contribuţie importantă, iar monitorizarea progreselor asigură implementarea corectă şi coerentă a proiectului, precum şi îndeplinirea indicatorilor stabiliţi.

Consider că un acces prioritar ar trebui să fie acordat în continuare energiei regenerabile şi investiţiilor în acest domeniu. România încurajează tot mai mult acest tip de energie şi urmăreşte continuarea promovării surselor regenerabile de energie prin intermediul certificatelor verzi.

 
  
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  Daniel Hannan (ECR). - Mr President, no business needs to be told to look for energy efficiency, nor does any householder need to be told to keep his bills down. There is a wonderful mechanism for driving energy efficiency already and it is called the market. What we are doing in this House when we talk about energy efficiency is precisely the opposite. We are intervening through subsidies and other market distortions, thereby creating not only a financial crisis but an energy crisis because we are intervening in the natural flow of supply and demand.

Why are we doing it? Not in response to an identified crisis but in order to flaunt our virtue. The difficulty as so often is that MEPs cannot resist meddling, cannot resist scratching at something in order to show how very concerned they are. I have observed before that Shakespeare has something to say about every subject, including MEPs who cannot help legislating in energy policy: ‘What’s the matter, you dissentious rogues, that, rubbing the poor itch of your opinion, Make yourselves scabs?’.

 
  
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  Syed Kamall (ECR). - Mr President, I welcome the fact that in looking at the whole debate on climate change and energy production, we are also looking at energy efficiency. Quite often this is the forgotten element of this whole debate – this wider debate – on climate change and alternative sources of energy.

We do need to incentivise businesses, customers and others towards energy efficiency. That is absolutely right. But, as my colleague said previously, do we need to do this through taxpayer subsidy? Do we need to do it in this way or should we rely on the crucial elements of the market which will drive people naturally towards this? We should be encouraging insulation, smart metering and regeneration technologies but, at the same time, we should not meddle where it causes more problems.

The EU is telling the British Government that it has to increase its VAT on insulation products. So, while on the one hand we are discussing energy efficiency and claiming that we are promoting energy efficiency, by what we actually do through taxation policy we are reducing the incentives for energy efficiency.

 
  
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  Charles Tannock (ECR). - Mr President, cooperation and coordination in energy efficiency policies could actually bring added value, provided they are not binding on the Member States. But this is an area where you could bring financial savings to the consumer by making things cheaper. I agree with Mr Hannan that the market is important.

There would be less environmental pollution, with the emission of certain toxic noxious gases, if the power stations could be more efficient. There could also be fewer greenhouse gas emissions, but I also think that there is a danger sometimes of being overreactive, as with the abolition of the incandescent light bulb. The imposition of mandatory CFL light bulbs is something that irritated me no end. They cannot be dimmed, so you cannot make them more efficient. They give off UV light, which potentially causes cancer in people with certain conditions of the skin, and they release toxic mercury into the environment. This was like using a sledge-hammer to crack a nut, because you could have actually used the market – made them cheap and available – and people would therefore have switched to them on a voluntary basis. But to make it mandatory was something that made the EU very unpopular in my constituency of London.

 
  
  

Report: Hélène Flautre (A7-0266/2012)

 
  
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  Iva Zanicchi (PPE). - Signor Presidente, il Parlamento europeo si è più volte espresso chiedendo che la lotta al terrorismo internazionale avvenga nel pieno rispetto della dignità umana e delle libertà fondamentali. Le politiche di sicurezza e di lotta al terrorismo elaborate dall'Unione sono infatti basate sulla cooperazione di polizia e su un'azione di intelligence efficace.

Per questo ritengo giusto l'invito rivolto agli Stati membri di indagare sull'eventuale presenza nel loro territorio di centri di detenzione segreti o di eventuali violazioni dei diritti umani, purché tali indagini siano basate su solide prove giudiziarie e non su speculazioni di mezzi d'informazione e dell'opinione pubblica.

 
  
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  Mitro Repo (S&D). - Arvoisa puhemies, anteeksi, olin sekoittanut kaksi korttia. Kansainvälisen terrorismin vastaisen sodankäynnin aloittaneesta vuoden 2001 New Yorkin terrori-iskusta on kulunut jo yli vuosikymmen. CIA:n ylläpitämässä salaisessa ohjelmassa jopa yli 3 000 terrorismista epäiltyä siepattiin ja lennätettiin poikkeuksellisten luovutusten avulla salaisiin vankiloihin, usein kidutettavaksi.

Valitettavasti pestävää likapyykkiä löytyy yhä meillä Euroopassa. On ristiriitaista, että samalla kun Euroopan unioni painokkaasti kritisoi Yhdysvaltoja sen salaisista vankilennoista, Guantanamon vankileireistä ja terroristiepäiltyjen julmista kuulustelukäytännöistä, se on ollut haluton selvittämään omaa osuutta asiassa. Kyseessä ei suinkaan ole mikään vähäpätöinen asia.

Mietintö vetoaa myös Suomeen, jotta se antaisi kaikki tarvittavat tiedot kaikista lentokoneista, joiden epäillään liittyvän CIA:n vankilento-ohjelmaan. Mitään kovin synkkää salaisuutta EU-maiden arkistoissa CIA-lentojen osalta tuskin edes löytyisi. Ihmettelen kuitenkin suuresti, miksei Euroopassa riitä tahtoa puhdistaa pölyt nurkista.

 
  
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  Norica Nicolai (ALDE). - Am dorit să iau cuvântul pentru a explica votul favorabil la acest raport, pentru că este printre puţinele rapoarte echilibrate şi realiste cu privire la o temă care a făcut obiectul dezbaterilor nu numai în plan politic, dar şi în plan civic.

Am condus ancheta parlamentară în ţara mea, România, şi, după dovezile existente la acel moment, am exclus existenţa unor centre de detenţie, însă nu am exclus existenţa transferurilor. În acest context, salut opţiunea legată de necesitatea revizuirii Convenţiei de la Chicago cu privire la regimul aviaţiei civile şi a Convenţiei de la Tokyo cu privire la infracţionalitatea la bordul avioanelor. Sunt câteva mecanisme juridice internaţionale învechite, care nu au permis statelor membre să realizeze anchete eficiente şi care, probabil, vor pune sub semnul întrebării răspunsul la anchetele realizate deja.

Dincolo de aceasta, rămâne necesitatea unui mecanism european de combatere a terorismului care să fie agreat de toate statele membre.

 
  
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  Krisztina Morvai (NI). - Természetesen igennel szavaztam arra a jelentésre, amely lényegében feltárja azt az ámokfutást, amelyet az Egyesült Államok végez a terrorizmus elleni háború jegyében az alapvető emberi jogok ellen számos európai ország bevonásával. Volt tapasztalatom a vonatkozásban, hogy ez micsoda bizarr és hátborzongató eredményekre vezethet, többek között Magyarországon: az általam itt is már sokat emlegetett Budaházy-ügy. Budaházy egy ismert ellenzéki vezető Magyarországon. Több mint négy éve folyik ellene a büntetőeljárás az alapvető eljárási garanciák durva megsértésével. Kettő és fél évet töltött előzetes letartóztatásban, amelyről a strasbourgi Emberi Jogok Európai Bírósága megállapította, hogy jogellenes volt, és a magyar állam kártérítést köteles fizetni Budaházynak.

Ennek ellenére változatlanul házi őrizetben tartják ezt az ellenzéki személyt. És mire hivatkozással? A terrorizmus veszélyére! Természetesen ezt messzemenően vissza kell utasítanunk, és véget kell vetnünk az ámokfutásnak.

 
  
  

Report: Kyriacos Triantaphyllides (A7-0048/2012)

 
  
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  Iva Zanicchi (PPE). - Signor Presidente, in un momento storico in cui i flussi migratori sono perlopiù di natura mista e comprendono migranti richiedenti asilo e rifugiati, è di fondamentale importanza un impegno concreto per garantire politiche valide ed efficienti in tema di asilo.

L'armonizzazione degli standard di protezione, una cooperazione pratica effettiva e una maggiore solidarietà, non solo fra gli Stati membri dell'Unione europea, ma anche tra l'Unione europea e i paesi esterni all'Unione rappresentano dunque elementi fondamentali per creare un'area di protezione all'interno della quale i diritti dei richiedenti asilo e dei beneficiari di protezione internazionale siano debitamente promossi e rispettati. Per questa ragione ho espresso il mio voto favorevole.

 
  
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  Raffaele Baldassarre (PPE). - Signor Presidente, ho votato a favore della relazione del collega, che ringrazio per l'ottima qualità del lavoro svolto e per gli importanti suggerimenti.

Nonostante l'armonizzazione in corso degli standard di protezione e asilo, siamo ancora lontani dalla realizzazione di quella nozione di solidarietà e condivisione di responsabilità sancita all'articolo 80 del trattato. Il sistema di Dublino pone, infatti, eccessive aspettative sugli Stati membri, che costituiscono i punti di accesso all'Unione europea.

Condivido quindi le priorità individuate dal relatore in merito alla cooperazione pratica, all'assistenza tecnica e alla solidarietà finanziaria. Riguardo a quest'ultimo aspetto, ritengo assolutamente necessario sfruttare la complementarietà fra i diversi fondi dell'Unione europea, in modo da tradurre la solidarietà in azioni concrete, ivi compresi incentivi finanziari per la ricollocazione dei beneficiari di protezione internazionale.

 
  
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  Anna Maria Corazza Bildt (PPE). - Mr President, today the Swedish delegation voted in favour of the report on intra-EU solidarity, because we do support burden sharing and mutual assistance among all Member States.

However, the compromise reached is not balanced. First of all our work on asylum has to be based on correct facts. Although the report is based on a notion that only countries on the external border are subject to extreme pressure and that they are the ones receiving the largest number of asylum seekers, this is not the reality. Asylum seekers enter Europe not only by sea, and second-line countries – where their final destination is – should also be taken into account.

I would just like to take an example. In Sweden, we are now receiving a thousand people from Syria every week and of course we feel enormous solidarity towards them. So external borders and absolute numbers cannot be the only criteria for receiving support and financial aid. It should also be clearly stated that relocation should be on a voluntary basis for the Member States who want to participate in the programmes and of course the people concerned should be asked for their views.

 
  
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  Daniel Hannan (ECR). - Mr President, it was reported over the summer that the United Kingdom was drawing up contingency plans to close its borders in the event of a refugee crisis caused by a sudden collapse of the single currency. Journalists are addicted to this story; they deal in drama so they love the idea that the crisis has to be presented as a choice between some cataclysmic fall and a solution. But I suggest that there is a third option.

What if people simply carry on becoming gradually poorer? This is not some fanciful theory of mine, indeed it has already started. Our constituents are worse off than they were a year ago; they were worse off then than the year before. We could be in for years and years of progressive dilapidation. When you go to the southern countries in the euro zone, the signs are that much clearer. It need not be a catastrophe. It need not be the end of Atlantis. It could simply be the end of Atlas Shrugged: a shabby, miserable, demoralising slide into darkness. This is the way the West ends. Not with a bang, but with a whimper.

 
  
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  Syed Kamall (ECR). - Mr President, one of the constant criticisms we have of EU policies is that, whatever the problem, the solution always tends to be more Europe. When we look at an issue, such as the highly emotive one of asylum, an issue where people facing persecution seek refuge in our lands, why are we playing politics and continuing this one-size-fits-all idea and playing with people’s lives?

We should look at and understand the individual policies of individual governments. Governments themselves and local communities have to consider the impact of new people coming into the country on existing community cohesion, including the impact on existing immigrant communities. So, when the UK Government, or any other elected government, says that it has a policy and that it has decided on what is a sustainable number of people to allow in, considering the impact on local communities, it should be allowed to continue that policy and should certainly not be told by the EU, or any other body, that it should allow more room. We should depend on the wise decisions of the national elected governments.

 
  
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  Monica Luisa Macovei (PPE). - Mr President, I voted for this report in view of the important commitment made by the European Union in setting up a common asylum procedure and status for people who have been granted international protection. The establishment of a common European asylum system will increase the solidarity and also the accountability of Member States and non-EU countries in the harmonisation of protection standards.

We are committed to offering a safe environment to vulnerable people, but this cannot be achieved without practical cooperation and effective allocation of responsibilities between Member States, complemented by financial solidarity. I want to stress that solidarity and responsibility go hand in hand if we want to offer real protection, international protection, to those vulnerable people.

 
  
  

Report: Lara Comi (A7-0069/2012)

 
  
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  Iva Zanicchi (PPE). - Signor Presidente, il compromesso raggiunto tra il Consiglio e il Parlamento, dopo un anno di difficili negoziati, rappresenta una base di partenza per favorire il rilancio del mercato interno. Facendo ricorso agli standard, infatti, le imprese europee potranno ottenere i certificati di conformità e sicurezza di prodotti e i servizi in un tempo più breve e con costi più bassi rispetto agli attuali.

Le semplificazioni previste saranno importanti soprattutto per le piccole e medie imprese, considerando che gli Stati membri dovranno facilitare la partecipazione delle PMI ai comitati di standardizzazione e il loro accesso agli standard.

 
  
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  Raffaele Baldassarre (PPE). - Signor Presidente, mi congratulo con l'on. Comi per il lavoro svolto e per l'ottima qualità della sua relazione.

La normalizzazione rappresenta una delle dodici leve per il rilancio del mercato interno e avrà un ruolo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020.

Il nuovo regolamento consentirà, infatti, alle imprese europee di ottenere i certificati di conformità e di sicurezza dei prodotti e dei servizi in minor tempo, attraverso un sistema tecnicamente aggiornato, flessibile ed efficace. Ciò permetterà, soprattutto alle piccole e medie imprese, di ridurre i costi di produzione e gli oneri di carattere amministrativo, aumentando la loro rappresentazione nel mercato unico europeo.

Ciò premesso, sarà necessario continuare a stimolare la concertazione volontaria tra industria, autorità pubbliche e altri operatori interessati affinché lo sviluppo di standard e norme avvenga in modo trasparente e possa essere aggiornato nel tempo.

 
  
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  Adam Bielan (ECR). - Panie Przewodniczący! Niniejsze rozporządzenie jest następstwem przyjętej przed dwoma laty rezolucji Parlamentu dotyczącej przyszłości europejskiej normalizacji. Podkreśla ono rolę norm jako siły napędowej innowacji, a także ich rolę w zapewnieniu funkcjonowania jednolitego rynku celem zapewnienia wysokiego poziomu ochrony konsumentów. Na uwagę zasługuje uwzględnienie szeregu istotnych poprawek umożliwiających zwiększenie uczestnictwa małych i średnich przedsiębiorstw w działalności normalizacyjnej, ponadto zwiększenie udziału krajowych organów publicznych oraz grup społecznych, w tym organizacji konsumenckich wpłynie na usprawnienie procesu opracowania i klarowności norm. Włączenie norm w zakresie usług w ramy prawne normalizacji europejskiej przyczyni się do znaczącej poprawy jakości i bezpieczeństwa tego sektora gospodarki wpływając na jego harmonizację, przejrzystość i konkurencyjność z wyraźną korzyścią dla konsumentów. Sprawozdanie uwzględnia wnioski z przeprowadzonego przez moją komisję wysłuchania publicznego, dlatego z pełnym przekonaniem głosowałem za przyjęciem tego dokumentu.

 
  
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  Cristiana Muscardini (PPE). - Signor Presidente, il soddisfacente compromesso porta verso un sistema europeo di normalizzazione tecnicamente aggiornato, più equilibrato, efficace e corrispondente ai reali bisogni delle imprese.

L'aver affrontato il problema della lentezza del processo di elaborazione delle norme e la questione della sottorappresentazione delle piccole e medie imprese costituisce un titolo di merito. Va inoltre sottolineata la creazione di un sistema di notifica attraverso il quale le imprese saranno informate in anticipo sulla volontà della Commissione di presentare standard significativi e l'estensione dell'ambito di applicazione del regolamento a questi standard, per quanto riguarda tutti i servizi che rappresentano il 70 percento del PIL dell'Unione europea.

Abbiamo votato a favore perché si tratta di uno strumento politico importante che garantisce il corretto funzionamento del mercato interno dei prodotti per la tutela dei consumatori e dell'ambiente, per l'innovazione e l'inclusione sociale.

 
  
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  Anna Maria Corazza Bildt (PPE). - Mr President, today we have approved an important step towards the completion of the single market. This is the most effective way to promote growth in Europe at a time of economic crisis, so we should not underestimate the importance of this legislation. Although technical, it is crucial for our companies and consumers in their daily lives. In a rapidly changing world, standards must ensure interoperability and keep pace with technological developments. We also need to have effective tools to drive innovation and boost the competitiveness of European companies in global markets.

I therefore welcome the fact that standards will be continue to be bottom-up, market driven and voluntary. We have adopted a framework that will help develop European standards. We have been pressing hard for better, more flexible regulation, and we are removing unnecessary administrative burdens and increasing transparency. I think it is important that this will really facilitate the participation of SMEs and ensure access to user-friendly standards for all. I hope we will continue to work together to implement all the aspects of the Single Market Act effectively.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE). - Am votat în favoarea acestui raport, deoarece revizuirea sistemului de standardizare europeană trebuie să remedieze problemele actuale şi să consolideze politica Uniunii în domeniu.

Standardizarea are un impact puternic asupra activităţii economice şi influenţează creşterea şi productivitatea. Ea reprezintă una dintre măsurile propuse pentru relansarea pieţei unice. De aceea este important să se asigure nişte standarde clare şi uşor de utilizat, pentru a facilita participarea tuturor actorilor. În special, IMM-urile trebuie să beneficieze de mai multă atenţie şi să fie mai implicate în acest proces. În acest sens, salut propunerile raportoarei de a îmbunătăţi participarea şi accesul IMM-urilor la activitatea de standardizare.

Mai mult, introducerea standardizării în domeniul serviciilor va facilita comerţul internaţional, competitivitatea şi inovarea. În acelaşi timp, standardele pentru servicii sunt binevenite, pentru că vor reduce barierele comerciale şi vor spori protecţia consumatorilor.

 
  
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  Daniel Hannan (ECR). - Mr President, just before the vote my friend and colleague Chris Davies said that I had to read Niall Ferguson’s book ‘Civilisations’. It is actually a book I had already read, and the thesis in it is not especially new. The idea that Europe flourished because it was a diverse, competing plurality of states rather than a single empire on the oriental model has been well-rehearsed by historians, by Alan Macfarlane, by Paul Kennedy, by Eric Jones, indeed by Adam Smith. It is a pretty old theory. Or, if you think I am being too Anglocentric about this, also by Montesquieu and Tocqueville, both of whom understood that the stasis inherent in uniformity, as it existed in the great ancient monarchies, is bad for growth and bad ultimately, therefore, for living standards.

Now I am sure you can tell where I am going with this argument. In trying to get on top of wars, the founders of the European Union also smothered the competition, the diversity, that had been the basis of the greatness of European civilisation. Our generation is living through a tragic reversal whereby just as China and India learned the virtues of the dispersal of power, Europe is going down this Ming, Mogul, and Ottoman road towards uniformity, taxation and decline. Our mistake and our tragedy.

 
  
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  President. − Thank you, Mr Hannan. Your disquisitions get ever more elaborate.

 
  
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  Syed Kamall (ECR). - Mr President, it is important, when we look at the idea of standards, that we understand what we are trying to achieve. Of course it is often good for the consumer, and often good for industry, to be able to have the certainty to produce the standards that others can work towards. But with standards there is also the other side of the issue: What does it do to innovation? How do we come up with those standards? We have to be wary of those who lobby loudest for their particular standards in order to stifle the competition and to crowd others out of the marketplace. We have to be careful of the rent-seeking behind this.

We also have to be careful that we are not so keen on our own standards that, when it comes to global agreements and trade practices, one man’s standard becomes another’s non-tariff barrier or technical barrier. Surely the best way for most of these products to be developed is to allow the market to provide the standards and then allow the best standards to win out. Then the bodies can agree after negotiation on the best standard, rather than imposing it too early and crowding out the players that you do not want to flourish.

 
  
  

Report: Sophie Auconie (A7-0199/2012)

 
  
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  Iva Zanicchi (PPE). - Signor Presidente, la sicurezza alimentare rientra senza dubbio tra le questioni più sentite dai cittadini europei.

Nel 1997, dopo la diffusione del morbo della mucca pazza, l'Unione europea aveva adottato norme rigorose in materia di identificazione e tracciabilità dei bovini. Il testo discusso quest'oggi vorrebbe modificare la normativa in vigore pur presentando dei limiti per ciò che concerne le disposizioni relative all'etichettatura facoltativa. Esso consentirebbe di ottenere dati più affidabili mediante un sistema di identificazione elettronica dei bovini e di rafforzarne il sistema di tracciabilità.

 
  
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  Cristiana Muscardini (PPE). - Signor Presidente, eliminare l'etichettatura facoltativa per le carni bovine in Europa significa scegliere arbitrariamente di andare contro la sicurezza e la qualità dei nostri prodotti.

Nel tentativo di semplificare, non possiamo ridurre le informazioni utili a danno non solo dei consumatori che acquistano le carni, ma anche degli allevatori europei che, attraverso l'etichettatura, differenziano e commercializzano i loro prodotti. Da tempo sosteniamo che per difendere la produzione e l'acquisto deve essere riconosciuta la provenienza.

Siamo pertanto contrari a una proposta che ci riporterebbe allo statu quo precedente a questa etichettatura, la quale ha consentito oggi di ottenere ottimi risultati sia in termini organizzativi per l'intera filiera del settore sia in termini di comunicazione al consumatore finale della carne.

Vogliamo un'Europa più sicura, attenta alle esigenze dei consumatori, alla qualità e alla sicurezza alimentare e allo sviluppo del nostro sistema rurale.

 
  
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  Daniel Hannan (ECR). - Mr President, as you so aptly put it, this report concerns cows. ‘How can he get wisdom that holdeth the plough, and that glorieth in the goad, that driveth oxen, and is occupied in their labours, and whose talk is of bullocks? He giveth his mind to make furrows; and is diligent to give the kine fodder’. It is perhaps appropriate that I pause at this stage and thank the interpreters who have been very patient with my flights into Jacobean English over many years. What a tragedy that now the descendant of that honest man giveth his mind to fill in forms and is diligent to meet the latest directives coming out of the Common Agricultural Policy.

As the rural year comes to revolve around bureaucracy rather than the natural seasons, we have seen not just a rise in prices for consumers and a rise in taxes to sustain the system but also, bizarrely, a depreciation of output in the countryside. A system designed to help stimulate food production has ended up damaging both the farmer and the consumer. Here you have a microcosm. What is wrong with state control? The sooner we get out of the Common Agricultural Policy and design a policy tailored to meet the needs of our countryside, the better for all concerned.

 
  
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  President. − Was that The Bible? The King James version?

 
  
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  Elena Băsescu (PPE). - Am votat pentru acest raport, deoarece securitatea alimentară este deosebit de importantă, iar siguranţa consumatorilor în această privinţă este vitală. Identificarea electronică a bovinelor joacă un rol esenţial şi contribuie la îmbunătăţirea lor.

Susţin modificarea legislaţiei în vigoare, pentru a reflecta mai bine cele mai recente dezvoltări tehnologice. În acelaşi timp, adaptarea legislaţiei va întări sistemul de trasabilitate, care va deveni mai rapid şi mai precis.

Totodată consider că etichetarea cărnii de vită şi de mânzat ar trebui simplificată. Astfel se vor elimina sarcinile administrative şi se va uşura procedura. De asemenea, sunt de părere că identificarea electronică nu ar trebui impusă crescătorilor, ci ar trebui să rămână opţională. Astfel, consumatorii vor fi protejaţi şi micii fermieri vor evita formalităţile inechitabile. Mai mult, propunerea va spori competitivitatea sectorului şi va îmbunătăţi perspectivele comerciale.

 
  
  

Report: Linda McAvan (A7-0165/2012)

 
  
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  Adam Bielan (ECR). - Panie Przewodniczący! Zdrowie publiczne to dotycząca każdego obywatela Unii dziedzina zadań, którymi winny zajmować się instytucje europejskie. Pojawiające się co pewien czas niepokojące informacje o problemach związanych z działalnością firm farmaceutycznych powodują konieczność stałego doprecyzowywania zasad nadzoru nad bezpieczeństwem farmakoterapii i współpracy na tej płaszczyźnie wszystkich państw członkowskich, tym bardziej, że kontrola Komisji wykazała istotne niedoskonałości w dotychczasowym systemie prawnym.

Uwzględniając interes publiczny, popieram zaproponowane zmiany, w szczególności rozszerzenie przypadków wymagających automatycznej procedury, gdy państwo członkowskie rozważa zawieszenie bądź wycofanie z obrotu danego produktu farmaceutycznego. Także przepisy zwiększające przejrzystość działania producentów medykamentów oraz wydłużenie listy leków podlegających dodatkowemu monitoringowi po dopuszczeniu na rynek są dziś koniecznością. Liczę, że nowe regulacje przyczynią się do poprawy bezpieczeństwa pacjentów, czego wyrazem było spójne stanowisko wszystkich grup parlamentarnych. Głosowałem za przyjęciem sprawozdania.

 
  
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  Paolo Bartolozzi (PPE). - Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei esprimere il mio apprezzamento per l'approvazione di questa relazione che, ancora una volta, richiama l'attenzione dell'Unione europea sulla difesa della salute e sulla protezione dei cittadini.

Con questa relazione abbiamo infatti nuovamente affrontato il tema della sorveglianza dei medicinali, facendo seguito alla già avvenuta adozione della direttiva 2010/84/UE e del regolamento (UE) n. 1235/2010 che modificano le direttive sulla farmacovigilanza.

Dopo il cosiddetto "caso Mediator", infatti, si è sentita la necessità di colmare le lacune individuate dagli stessi test condotti in proposito e di perfezionare il sistema già messo a punto, soprattutto in merito agli obblighi di informazione e notifica delle parti interessate e al regime della lista dei medicinali soggetti a una sorveglianza rafforzata.

Gli adeguamenti così introdotti, sebbene di modesta entità, completano e rafforzano il quadro giuridico già delineato in favore di più elevati livelli di trasparenza ed efficienza e di migliorati standard di sicurezza medicinale a vantaggio della salute dei cittadini europei.

 
  
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  Anna Záborská (PPE) - Sloboda znamená možnosť urobiť aj zlé rozhodnutie. My ju žiaľ často bezdôvodne obmedzujeme, keď prijímame legislatívne návrhy, ktoré bránia podnikaniu, obmedzujú ekonomiku a trh. No zákon a regulácia má niekedy opodstatnenie. Napríklad bezpečnosť liekov či potravín musí štát garantovať, inak dochádza k nenapraviteľným škodám na zdraví a na životoch.

Som rada, že dokážeme rýchlo opraviť legislatívu, ktorá nebola dostatočne prísna. Zároveň ma však napĺňa rozhorčením, že existujú firmy a ľudia, ktorí v mene zisku obetujú životy pacientov, ktorí im dôverujú. V prípade firmy Servier mohlo byť obetí 500 alebo až 2000. Žiaľ, týchto ľudí už nezachránime, ale verím, že tisícky ďalších áno.

 
  
  

Report: Linda McAvan (A7-0164/2012)

 
  
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  Charles Tannock (ECR). - Mr President, as a medical doctor I support these measures strongly. In 2010 it was decided that EU rules governing pharmacovigilance had to be revised and a stress test was carried out on the legislation which demonstrated weaknesses in the system, which now need addressing.

These current proposed changes aim to close dangerous loopholes to protect our patients in Europe. In particular they seek to meet the need for an automatic, urgent EU-wide procedure in cases where a Member State or the Commission considers that serious adverse side effects have occurred and therefore there is a need to prohibit the supply of a particular medicine. They also seek to clarify the transparency obligations on pharmaceutical companies, namely that companies are obliged to inform the European Medicines Agency, which is a very successful agency based in my own region of London, when a medicinal product is deemed to be harmful and this agency is then in turn obliged to inform all Member States without undue delay. So pharmacovigilance is a good thing and it is something which can be done well at EU level.

 
  
  

Report: Satu Hassi (A7-0038/2012)

 
  
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  Marek Józef Gróbarczyk (ECR). - Panie Przewodniczący! Nie mogłem poprzeć tego sprawozdania ze względu na krzywdzące potraktowanie armatorów ze strefy Morza Bałtyckiego, Morza Północnego i kanału La Manche, nakazujące stosowanie paliw o zawartości siarki poniżej 0,1% od 2015 roku. Armatorzy z krajów strefy SECA apelują, aby Parlament Europejski przesunął termin wprowadzenia wyżej wymienionych przepisów na okres od 2019 roku, w którym statki na całym świecie poza strefą SECA będą zobligowane do używania paliwa o zawartości siarki do 0,5%. Proponowana regulacja doprowadzi do wzrostu cen paliwa żeglugowego o 70%. To przełoży się na całkowitą nieopłacalność żeglugi bliskiego zasięgu. Zawartość siarki w paliwach żeglugowych musi być obniżana, ale powinna nastąpić w rozsądnym terminie. Powyższe ograniczenia doprowadzić mogą do bankructw armatorów i masowych zwolnień.

 
  
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  Andrea Zanoni (ALDE). - Signor Presidente, oggi è un giorno davvero importante per la salute dei cittadini europei. Questa, infatti, è sicuramente una delle più importanti riforme dell'intera legislatura se si pensa al benefico impatto che avrà sulla salute dei cittadini europei.

Da oggi l'Unione si dota di una normativa più severa e stabilisce nuovi limiti massimi di zolfo nei carburanti per uso marittimo, i cui inquinanti atmosferici causano, secondo le stime, ben 50 000 morti premature in Europa.

Per i paesi del Nord – le cosiddette "zone SECA" – dal 2015 il limite massimo di zolfo nei carburanti scenderà al di sotto dello 0,1 percento, mentre per tutti gli altri paesi il limite consentito sarà dello 0,5 percento a partire dal 2020.

Si doveva sicuramente osare di più, si dovevano portare questi nuovi limiti a tutto il territorio dell'Unione europea. Ma quanto costa la vita? È quello che si chiedono le migliaia di cittadini europei nelle città con grandi porti come quello della mia bellissima e maltrattata Venezia, i cui abitanti e le cui opere sono costantemente avvelenati dal fumo delle ciminiere delle grandi navi. Ebbene, grazie all'Europa, quel fumo diventerà un po' meno nero.

 
  
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  Oreste Rossi (EFD). - Signor Presidente, sono contrario alla proposta di direttiva in quanto ancora una volta l'Unione europea, in materia di ambiente e clima, vuole essere la prima della classe. Purtroppo, tale atteggiamento ci porta in una posizione di netto svantaggio competitivo nel mercato globale a fronte di benefici ambientali di impatto trascurabile.

Il testo, frutto del trilogo, è migliore di quello licenziato dalla commissione ENVI, ma va oltre i requisiti fissati dalla convenzione Marpol: non è stato recepito il fermo nave in caso di violazioni, ovvero spetta alla nave dimostrare la buona fede riguardo all'acquisto del combustibile; è incomprensibile il motivo per cui i traghetti di linea in mare aperto siano sottoposti a limiti più stringenti di quelli fissati a livello internazionale; inoltre il divieto di vendita nell'UE di combustibile con oltre il 3,5 percento di zolfo rappresenta uno svantaggio competitivo per i fornitori europei.

Perché la Commissione, facendo prova di coerenza, non applica dazi alle merci di quei paesi terzi che utilizzano combustibile ad alto tenore di zolfo danneggiando globalmente l'ambiente? Non si rende conto che continuando a porre limitazioni alle nostre imprese favorisce la concorrenza sleale?

 
  
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  Jan Kozłowski (PPE). - Panie Przewodniczący! Głosowałem za przyjęciem sprawozdania na temat dyrektywy dotyczącej zawartości siarki w paliwach żeglugowych, ponieważ uważam, że w obecnym kształcie jest to wyważony dokument, uwzględniający zarówno kluczowe kwestie środowiskowe, jak i znaczenie zachowania konkurencyjności floty europejskiej. Popieram pogląd, że standardy jakości powietrza powinny być takie same dla całej Unii Europejskiej, i cieszę się, że ten pogląd znalazł odbicie w sprawozdaniu.

Uważam też, że ograniczenie do roku 2020 możliwości używania paliwa o wyższej zawartości siarki przez przepływające statki z krajów trzecich to dobry krok w kierunku zachowania warunków konkurencji. Za kluczowe uważam zapewnienie państwom członkowskim dostępu do szkoleń i programów wspierających zapoznanie się z metodami ograniczenia emisji, a także monitorowania ryzyka przenoszenia transportu morskiego na transport lądowy.

 
  
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  Charles Tannock (ECR). - Mr President, I voted in favour of this report. It is my view that, given the harmful effects of sulphur dioxide emissions, not only to respiratory health in humans but also to the environment, the sulphur content of marine fuels must continue to be closely monitored at EU level.

Whilst various measures have already been taken internationally to reduce the sulphur content for marine fuels, for instance those done through the IMO, the new directive goes further by ensuring that the Commission is able to assess the impact of enforcing the 0.1% limit for all EU waters, as well as committing to a reduction of the current 4.5% limit outside EU SECAs to only 0.5% by 2020. Furthermore, the new directive now imposes fines on those who surpass the limits. I believe that this is indeed a positive step forward and it is in keeping with my party’s environmental policy to protect the environment for future generations and to improve our own quality of life and well-being.

 
  
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  Mitro Repo (S&D). - Arvoisa puhemies, voidaan sanoa, että rikkidirektiivin lähtöasetelmana on terveys vastaan teollisuus. Rikkipäästöjen alentaminen on sinänsä ehdottoman oikeaa, mutta terveyden- ja ympäristönsuojelua ei kuitenkaan tule toteuttaa keinoilla millä hyvänsä.

Olisin voinut antaa äänen puolesta ja vastaan, mutta tällä kertaa vaakakupissa painoi kyllä enemmän päästörajoitusten Suomen teollisuudelle aiheuttamat katastrofaaliset seuraukset. Direktiivi asettaa myös EU:n jäsenvaltiot eriarvoiseen asemaan ja vääristää sisämarkkinakilpailua. Päästörajoituksia koskevien siirtymäsäännösten tulisikin olla samat kaikilla Euroopan merialueilla, ja siksi äänestin vastaan.

 
  
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  Hannu Takkula (ALDE). - Arvoisa puhemies, äänestin tätä mietintöä vastaan. On ilman muuta selvää, että kaikki me olemme sitä mieltä, että ympäristöstä pitää huolehtia ja rikkirajoja pitää laskea. Tämän täytyy kuitenkin tapahtua kaikilla Euroopan merialueilla yhtä aikaa, mielellään tietenkin maailmanlaajuisesti. Nyt tämä koskettaa vain Itämerta.

Me tiedämme Itämeren ongelmat ja me tiedämme, että rehevöityminen on siellä suuri ongelma. Se nyt ei varsinaisesti rikistä johdu, mutta ilman muuta tämä päätös on johtamassa siihen, että Suomen teollisuuden kilpailukyky tulee heikkenemään huomattavasti. Tämä väärentää kilpailua Euroopan unionin sisällä. Sen vuoksi olisin toivonut, että tämä direktiivi olisi ulotettu kattamaan koko Eurooppa yhtä aikaa ja näin ollen lykkäys vuoteen 2020 olisi ollut hyvä, koska ei ole oikeudenmukaista sisämarkkinoidenkaan kannalta, että jotkut valtiot maksavat paljon korkeamman laskun viennistään kuin toiset valtiot. Tässä mielessä oikeudenmukaisuus voi toteutua siten, että koko Euroopan unioni tulee yhtä aikaa tämän rikkidirektiivin piirin.

Kuten on jo todettu, Suomen teollisuudelle tämä tulee aiheuttamaan yli 800 miljoonan laskut vuosittain. Suomi on viennistä riippuvainen talous ja tässä suhteessa olisin toivonut, että direktiivi olisi ulotettu kattamaan koko Euroopan unionin alue yhtä aikaa. Siksi äänestin tätä vastaan.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE). - Am votat în favoarea acestui raport, deoarece consider că astfel se vor obţine beneficii importante atât pentru sănătate, cât şi pentru mediu. Standardele de calitate a aerului pot fi atinse prin reducerea emisiilor de sulf provenite de la nave. Mai mult, limitarea poluanţilor atmosferici ar putea duce la evitarea a zeci de mii de decese premature în fiecare an. Transportul maritim are un impact puternic asupra calităţii aerului şi poate contribui într-un mod eficient la soluţionarea problemelor legate de poluare.

Beneficiile aduse sănătăţii publice vor depăşi cu mult costurile estimate. Totodată, directiva va contribui la asigurarea unor condiţii egale de concurenţă şi va favoriza inovarea şi utilizarea eficientă a resurselor. Subliniez faptul că reducerea emisiilor marine va reprezenta în acelaşi timp şi un mare beneficiu economic.

 
  
  

Motion for a resolution RC-B7-0346/2012

 
  
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  Norica Nicolai (ALDE). - Am votat în favoarea acestei rezoluţii pentru că o consider importantă, dată fiind conjunctura actuală de provocare atât pentru agenda Comisiei, cât şi pentru agenda Parlamentului. Consider că viitoarele preocupări ale Comisiei, în special în componenta economică, sunt cruciale pentru viitorul Uniunii.

Dacă dorim mai multă Europă şi mai multă coeziune, Comisia Europeană, numai alături de Parlamentul European, anul viitor, are o şansă în proiectele legislative şi decizionale pe care şi le-a impus. Am susţinut în mod deosebit amendamentele care cer Comisiei să implice mai mult Parlamentul în realizarea agendei anului viitor, întrucât eşecurile în proiectele pe care Comisia le anvizajează ar putea fi decisive pentru starea Uniunii şi, mai ales, ar putea crea un deficit, dacă vreţi, de dialog democratic între cetăţeni şi organele Uniunii Europene, dar şi între Comisia Europeană şi Parlamentul European.

 
  
  

Report: Marina Yannakoudakis (A7-0223/2012)

 
  
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  Rebecca Taylor, on behalf of the ALDE Group. – Mr President, while acknowledging the efforts of the rapporteur to take a balanced line, the ALDE Group felt obliged to abstain in the final vote today due to conservative and religious views dominating the final report to the detriment of patients who face shortages of tissues and cells in many Member States.

Currently in many Member States there are too few donors and too many people waiting for tissues and cells, particularly spinal marrow, gametes, cornea and skin. This report was an ideal opportunity to address this serious health problem, but the focus on other issues means it has sadly fallen short in this respect.

A number of provisions were adopted today that threaten the already insufficient supply of tissues and cells in many Member States, including calling on Member Sates to require that donors be anonymous except in the case of a donation from a living person to a relative, thus potentially preventing, for example, an EU citizen from choosing to donate to a friend in need. The ALDE Group does not see the need to further restrict donation rules when we have shortages of tissues and cells in over half the Member States.

Another point was calling on Member States to promote only public cord blood banks, thus ignoring the existence of well regulated private cord blood banks in some Member States, awareness of which should also be promoted in the interests of promoting the donation of cord blood for the benefit of patients.

As regards the call for European standards and requirements for private stem cell banks but not for public cell banks, the ALDE Group believes that all stem cell banks should be required to meet the same high standards of safety and quality and that imposing higher standards only on private banks could further hinder access to much-needed tissues and cells. Calling for the Commission to revise Regulation (EC) No 1394/2007 to guarantee the application of the principle of unpaid donation, the ALDE Group believes that to avoid undermining the quality and safety of donated tissues and cells it is vital to encourage various models of donation developed by both public and private sectors and to ensure reasonable reimbursement of donors. This vote does not send the right message to scientists or patients.

 
  
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  Erminia Mazzoni (PPE). - Signor Presidente, pensando alle oltre 60 000 persone in attesa di trapianto e alle circa 10 persone che muoiono ogni giorno perché non riescono ad ottenere un organo, ho votato a favore di questa relazione. Ritengo quanto mai opportuna l'iniziativa promossa dalla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, sostenuta dal lavoro dell'on. Yannakoudakis.

In un momento di grande difficoltà come quello che stiamo vivendo in Europa e nel mondo in generale, molti disperati alimentano la deplorevole pratica della commercializzazione di organi. Sono sempre più frequenti le notizie di cittadini europei che, per fronteggiare le gravi difficoltà del vivere quotidiano, mettono in vendita su Internet o attraverso altri canali i propri organi.

Con questa relazione l'Unione europea intende alzare la guardia rispetto a una situazione di grande difficoltà, un Far West insostenibile. Diciamo ancora una volta "basta" – perché purtroppo non sono sufficienti le leggi che dichiarano l'illegittimità di questo commercio – diciamo ancora una volta "basta" al traffico di organi, al mercato illegale, dando invece un aiuto alla vita e alla salute dei cittadini.

 
  
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  Charles Tannock (ECR). - Mr President, as a doctor I am particularly enthusiastic about the proposals to break down the barriers to sharing donor registries across the European Union, which will of course contribute to the fight against cancer and other life-threatening diseases. I am also pleased with the emphasis placed by the rapporteur – who happens to be my London colleague Marina Yannakoudakis – on the ethics of donation, taking the view that the human body should not be a source of financial gain. The report thus rightly rejects the practice of an open market for tissues and cells, but importantly, it goes on to stress that donors across the Union deserve fair and reasonable compensation for their efforts.

There is also emphasis on the requirement for greater traceability and transparency in the donation process across the EU. The report equally encourages Member States to build on existing examples of best practice in those countries, for example the renowned cord blood collection scheme in the UK run by NHS Blood and Transplant and the famous Anthony Nolan Trust. I am also pleased to say that the final report crucially resisted calls for a ban on private storage clinics anywhere in the European Union.

 
  
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  Norica Nicolai (ALDE). - Eu m-am abţinut în votul acestui raport, deşi îl consider un raport important şi un pas înainte faţă de vechea directivă. Cred însă că nu oferă cele mai bune soluţii. Raportul are o abordare unilaterală a unui anumit tip de etică, aceea a privilegierii donaţiei dar, din motive religioase, dintr-o perspectivă, aş considera eu, profund religioasă, această etică nu este coerentă cu privilegierea vieţii umane.

Cred că regimurile discriminatorii pe care le introduce, standardele duble cu privire la regimul privat şi la regimul public al regimului de donaţie nu sunt corecte şi tind să împiedice, de fapt, finalitatea acestei directive, care înseamnă încercarea unora dintre noi de a salva cu organele lor alte vieţi umane. Cred că se impuneau standarde egale atât pentru regimul de stat, cât şi pentru regimul privat.

Cred că donaţiile gratuite trebuie privilegiate, dar nu putem descuraja şi această donaţie făcută în condiţii oneroase, atunci când lucrul acesta nu afectează buna morală şi bunele principii şi, de asemenea, cred că trebuie să încurajăm noţiunile de consimţământ prezumat, statele membre fiind libere să încerce opţiuni diferenţiate, şi nu să standardizăm opţiunea statelor membre.

 
  
  

Report: Mikael Gustafsson (A7-0235/2012)

 
  
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  Norica Nicolai (ALDE). - Am dorit să iau cuvântul şi să prezint opţiunea de vot pentru acest raport în care am fost raportor alternativ şi să subliniez două lucruri. Dincolo de faptul că este o temă care nu a adus foarte multe lucruri noi în acest raport de iniţiativă, cred că sunt câteva recomandări care mi se par foarte importante în ceea ce priveşte opţiunea noastră de a implica femeile într-o economie verde, opţiune care este una ipotetică pentru că, din păcate, nici economia verde nu este regula, şi nici prezenţa femeilor în această economie nu constituie, de asemenea, o regulă.

Dar solicitarea către Comisie pentru a provoca egalitatea de gen în regulile de acces la fondurile europene, la Fondul Social European, la Fondul Regional European este, cred, una dintre soluţiile pentru a promova femeile în acest tip de economie. De asemenea, formarea profesională continuă şi cu o componentă de mediu în această formare profesională ar constitui o a doua soluţie şi, în final, perspectiva de gen în implementarea directivelor europene ar trebui luată în considerare atunci când statele membre implementează în legislaţia proprie această opţiune.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE). - Am votat în favoarea acestui raport, deoarece consider că tranziţia către o economie verde reprezintă unul dintre principalele obiective ale Uniunii. Din păcate, modul în care se realizează această tranziţie nu ţine cont de dimensiunea de gen. Adaptarea politicilor de mediu la dimensiunea de gen trebuie să ia în considerare faptul că, în general, femeile dezvoltă o atitudine mai prietenoasă faţă de mediul înconjurător. De asemenea, trebuie recunoscut că există o inegalitate între femei şi bărbaţi în ceea ce priveşte accesul la unele resurse. Cred că este nevoie să îmbunătăţim accesul femeilor la tehnologiile profesionale necesare pentru obţinerea unor locuri de muncă de înaltă calificare în economia ecologică.

Toate programele şi proiectele lansate ar trebui să conţină indicatori pentru evaluarea impactului pe criterii de gen. Invit Comisia şi statele membre să elaboreze acest tip de indicatori.

 
  
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  Andrea Češková (ECR). - Vážený pane předsedo, ačkoliv podporuji ve všech oblastech rovnost mezi muži a ženami a jsem proti jakékoliv formě diskriminace, nemohla jsem tuto zprávu podpořit. Podle mého názoru obsahuje několik prohlášení, která nejsou dostatečně podložena. Například výroky týkající se rozdílu spotřeby u žen a mužů či využívání veřejné dopravy a soukromých dopravních prostředků.

Tato zpráva také vyzývá k cílům, které by měly být řešeny či regulovány na národní úrovni, mám na mysli například vzdělávání či zdravotní péči. Tak jako v ostatních zprávách jsem ale podpořila hlasováním bod, který se týká práva na sexuální a reprodukční zdraví.

 
  
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  Marina Yannakoudakis (ECR). - Mr President, we need more jobs and we need greener energy. I hope the green economy can help drive economic growth.

We must ensure that both men and women benefit from this growth. But what does this report call for? An improvement in women’s transport opportunities, among other things. What nonsense. I do not see women abandoned on the streets of Strasbourg, forsaken by men-only buses and trams. Perhaps the rapporteur thinks that women need improved transport because, according to the report, women do not affect the environment in the same way as men. Again, what nonsense.

Time after time, the Committee on Women’s Rights and Gender Equality tries to turn everything into a feminist issue. This is bad for women and it hurts the reputation of both the committee and the EU. I call on my fellow members of the Committee on Women’s Rights and Gender Equality to stop the nonsense once and for all. Not everything is a male plot to do a woman down.

 
  
  

Report: Iratxe Garía Pérez (A7-0246/2012)

 
  
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  Erminia Mazzoni (PPE). - Signor Presidente, ho votato a favore di questa relazione e ho apprezzato il lavoro svolto dall'on. García Pérez e ho condiviso la richiesta di relazione d'iniziativa da parte della commissione FEMM perché credo – come ho avuto occasione di ripetere più volte in quest'Aula – che sia importante lavorare al processo di crescita culturale per riuscire a compensare le disparità che ancora esistono nel nostro tessuto sociale tra uomini e donne.

Con questa relazione si analizza, in particolare, la condizione di distanza che esiste tra i due generi nel settore terziario e si fa un passo in avanti che credo sia rilevante e che mi ha spinto a sostenere la relazione con il mio voto, che è quello di invitare Stati membri, sindacati e datori di lavoro ad adottare una griglia di valutazione uniforme che consenta finalmente di superare, o perlomeno di limitare, il gap retributivo tra uomini e donne.

 
  
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  Norica Nicolai (ALDE). - Şi eu am susţinut acest raport, din cu totul alte considerente decât colega mea. Mi se pare una dintre radiografiile serioase ale unei inegalităţi de gen care persistă încă pe piaţa muncii şi, în mod specific, pe piaţa serviciilor.

10% din cele 130 de profesii considerate accesibile tuturor pe piaţa muncii sunt ocupate de femei, în general cele cu o joasă calificare, ceea ce, după părerea mea, este un semnal de alarmă pentru accesul şi pentru un anumit tip de pauperizare a femeilor pe piaţa muncii. În plus, faptul că sunt relevate diferenţele salariale care persistă în acest domeniu mi se pare absolut semnificativ.

Cert este însă că, dincolo de aceste constatări, soluţiile preconizate în raport, dar şi soluţiile preconizate în opţiunile Comisiei nu sunt cele care să dea un răspuns la soluţionarea acestei probleme şi cred că, adoptând astfel de rapoarte, nu facem decât să tragem semnale de alarmă asupra unor realităţi de foarte multă vreme, ceea ce poate pune în dificultate atât abordarea noastră, cât şi a Comisiei în materie.

 
  
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  Paul Murphy (GUE/NGL). - Mr President, the EU likes to claim that it is a fort for progress in relation to women’s rights. However it is EU-led austerity programmes and neoliberal policies that are disproportionately increasing hardship for women workers. These programmes are resulting in mass job losses, together with attacks on wages and conditions in the service sector, particularly in retail. A majority of the unemployed workers in the EU are now women. Women are also disproportionately hit by savage budget cuts, targeting vital public services and social welfare. We have seen this in Ireland with the scandalous cuts to single parent allowances, to home helps and the threatened cuts to child benefit.

Women workers in the service sector have been one of the most active sections of workers taking action against redundancies and attacks on their conditions. In Ireland we have seen this with the recent strikes and occupations in La Senza, Thomas Cook, EBS and Laura Ashley. The trade union movement must now organise in the service sector to fight against low pay and job losses, and for decent working conditions with improved maternity and paternity leave and decent public services.

 
  
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  Marina Yannakoudakis (ECR). - Mr President, this report states that gender stereotypes are impeding women from realising their full potential. It is possible for women to be CEOs, brain surgeons, concert pianists and even MEPs. It is also possible for women to stay at home and raise a family, perhaps picking up a part-time job in the service sector along the way. This report looks down its nose at the service industry and insults all the women and men who work in this sector. This report also suggests that women are treated differently by employers because they are more likely to interrupt their careers in order to have children. Well, regrettably, this may be true to an extent. If it is true, though, why does the rapporteur call for the Council to unblock the Maternity Leave Directive? Twenty weeks’ fully paid compulsory leave will reduce young women’s chances of getting a job.

 
  
  

Written explanations of vote

 
  
  

Report: Bendt Bendtsen (A7-0232/2012)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente Relatório, considerando que o facto dos trabalhadores do estaleiro terem sido despedidos, bem como pelo facto de possuírem experiência técnica especializada torna difícil a candidatura a outras indústrias. Sendo 550 trabalhadores que possuem grandes dificuldades em encontrar emprego, considero essencial providenciar a estes profissionais medidas personalizadas apoiadas pelo FEG no montante apresentado. São estas situações que colocam o bem-estar social e económico dos cidadãos europeus em causa, que devemos ter em conta. Não só este fundo de ajustamento à globalização serve o propósito de ajustar a nossa economia com medidas compensatórias à economia global, mas acima de tudo protege os cidadãos e empresas em dificuldades, que numa altura de crise devem e merecem ser tomados em conta. Este fundo atenua assim, de certa maneira, algumas das nefastas consequências da atual crise económica, financeira e social a que se assiste na Europa e sobre a qual cabe-nos agir.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE), par écrit. – Créé en 2006, le Fonds européen d’ajustement à la mondialisation (FEM) vise à aider à la réintégration des travailleurs ayant perdu leur emploi en raison des évolutions du commerce mondial. En 2009, son champ d’application a été élargi afin d’y inclure les victimes de la crise financière. Cette demande, présentée par le Danemark, vise à aider 550 personnes licenciées récemment et remplit les critères européens. J'ai donc voté en faveur de cette demande.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą dėl paramos skyrimo iš Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondo. Ši parama bus skirta 550 darbo netekusiems Danijos Odesės plieno statyklos darbuotojams. Europos laivų statybos sektoriaus darbuotojų skaičius per paskutinius trejus metus sumažėjo 23 proc. Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondo tikslas – paremti darbuotojų, kurie buvo atleisti kilus pasaulinei ir ekonomikos krizei, grįžimą į darbo rinką. Todėl pritariu siūlymui skirti 6,455 milijonų eurų sumą iš EGF rezervo siekiant paremti atleistus Danijos laivų statybos sektoriaus darbuotojus.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE), în scris. − Am votat în favoarea acestui raport, întrucât consider că mobilizarea Fondului european de ajustare la globalizare în favoarea Danemarcei reprezintă o bună decizie. Astfel, lucrătorii concediaţi ca urmare a crizei economice şi financiare mondiale vor fi sprijiniţi în procesul lor de reintegrare pe piaţa muncii. Salut sprijinul suplimentar acordat acestora în urma schimbărilor survenite în structura comerţului mondial. Subliniez faptul că piaţa mondială a construcţiilor navale a fost deosebit de afectată de criza economică, forţa de muncă din acest domeniu scăzând în mod semnificativ. Mai mult, ocuparea forţei de munca în Danemarca s-a deteriorat în mod considerabil, iar rata şomajului a atins valori extrem de ridicate. În aceste condiţii, sunt de părere că mobilizarea fondului în vederea acordării unui impuls economiei este mai mult decât binevenită.

 
  
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  Regina Bastos (PPE), por escrito. O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) foi criado em 2006 para prestar assistência adicional aos trabalhadores afetados pelas consequências de mudanças importantes na estrutura do comércio internacional e para ajudar à sua reintegração no mercado de trabalho. A partir 1 de maio de 2009, o âmbito de aplicação do FEG foi alargado, passando a incluir o apoio a trabalhadores despedidos em consequência direta da crise económica, financeira e social. Nesta altura em que nos vemos confrontados com uma grave crise financeira, económica e social, destacando-se o aumento do desemprego como uma das principais consequências, a UE deverá utilizar todos os meios ao seu alcance para reagir, nomeadamente, no que se refere aos apoios a prestar às pessoas que ficaram sem emprego. Assim apoiei o presente relatório que diz respeito à mobilização de 6 445 104 euros do FEG a favor da Dinamarca, com o objetivo de apoiar os 550 trabalhadores potenciais beneficiários, dos 981 despedidos, na Odense Steel Shipyard na qualidade de empresa principal assim como quatro fornecedores e produtores a jusante.

 
  
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  Nora Berra (PPE), par écrit. – Le Fonds européen d’ajustement à la mondialisation a été créé pour soutenir les travailleurs européens qui ont perdu leur emploi. Il leur permet de se réinsérer professionnellement. Exceptionnellement, la crise financière et économique constitue une raison suffisante pour qu’un État membre introduise une demande de subvention. Touché par la crise, le secteur de la construction navale au Danemark connaît plusieurs vagues de licenciements. Dans un effort de solidarité envers cette dernière, nous avons débloqué une aide de 6,4 millions d’euros.

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica (ALDE), por escrito. − He votado a favor de este informe ya que supone la movilización de una cantidad que ayudará a Dinamarca en lo referente a los 981 despidos de los cuales 550, destinatarios de esta ayuda, corresponden a la empresa Odense Steel Shipyard y a cuatro de sus proveedores. La situación general del empleo en Dinamarca se deterioró acusadamente entre 2009 y 2010 y esta ayuda del FEAG intenta ayudar a dicha empresa.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − Ho espresso voto favorevole alla proposta di risoluzione dell'on. Bendtsen perché sono a favore dello stanziamento del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per l'importo di euro 6 455 104 richiesto dalla Danimarca, in riferimento al periodo di 4 mesi dal maggio all'agosto 2011, a favore degli 981 lavoratori danesi licenziati dall'impresa di costruzioni navali, Odense Steel Shipyard, di cui 550 potranno beneficiare del FEG.

La richiesta danese soddisfa i criteri del FEG in quanto denota la correlazione tra i cambiamenti strutturali in corso nella suddetta impresa a causa della crisi finanziaria attuale e i licenziamenti operati.

 
  
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  Philippe Boulland (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur du rapport relatif à la mobilisation du fonds européen d'ajustement à la mondialisation. Le fonds a été créé dans le but de fournir un appui complémentaire aux travailleurs subissant les conséquences de modifications majeures de la structure du commerce mondial. Je soutiens ainsi la mobilisation d'un montant de 1 120 000 euros destiné à la création d'une base de connaissance, d'un soutien administratif et technique et d'une évaluation finale du FEM.

 
  
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  John Bufton (EFD), in writing. − I regret that in Denmark 981 workers have been made redundant with some 550 targeted for assistance in relation to the Odense Steel Shipyard and in four suppliers and downstream producers related to the Primary enterprise. Redundancy is challenging on any individual and their family and rising unemployment is changing the face of society and breeding levels of poverty unacceptable in 21st century Europe. Yet it is EU fiscal policy, including austerity demands and the inept handling of the euro crisis that is part author of this script. It is thus suspect that while with one hand Brussels continues to undermine and weaken national economies through flawed single currency policy, they are with the other willing to provide hand outs to those stricken by its effects. It should be the priority and prerogative of national governments, with the optional aid of sympathetic third countries, to deal with the major structural challenges many countries are currently facing in the wake of global financial crisis. To continue to endorse the Mobilisation of the Adjustment Fund is to permit the perpetuation of Brussels undermining national economies.

 
  
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  Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. Votei favoravelmente a proposta de mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização, nos termos do ponto 28 do Acordo Interinstitucional de 17 de maio de 2006 entre o Parlamento Europeu, o Conselho e a Comissão sobre a disciplina orçamental e a boa gestão financeira (candidatura EGF/2011/008 DK/Odense Steel Shipyard, Dinamarca) por terem sido respeitadas as condições para a mobilização do mesmo.

 
  
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  Mário David (PPE), por escrito. Concordo com os moldes em que foi acionada a mobilização do FEG no auxílio aos trabalhadores despedidos dos estaleiros navais de Odense Steel na Dinamarca, nesta que é a quarta mobilização do fundo em 2012. A indústria da construção naval europeia tem, nas últimas décadas, vindo a perder quotas de mercado significativas para a Ásia. Este setor fustigado pela crise económica e financeira mundial viu a sua mão-de-obra diminuir na Europa em 23% nos últimos três anos. Lamento ainda que a Dinamarca seja um dos países que está a comprometer as negociações do FEG pós 2013, quando por várias vezes recorreu com êxito a mobilizações deste fundo. Por fim, gostaria de relembrar que o FEG nasceu no seguimento de um relatório da Comissão de 2005- "os valores europeus no contexto da globalização", sendo neste contexto que o Presidente Barroso enviou uma carta aos Chefes de Estado e de Governo da UE e ao Parlamento Europeu propondo a criação deste fundo. Sete anos depois, os efeitos da crise não só subsistem, como se agravaram, demonstrando com clareza a importância de uma Europa solidária e com uma efetiva redistribuição de recursos inter-Estados-Membros. Pena que estes exemplos não se repliquem noutros mecanismos Europeus...

 
  
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  Marielle de Sarnez (ALDE), par écrit. – Le Fonds européen d'ajustement à la mondialisation est un instrument destiné à venir en aide rapidement aux travailleurs victimes de la crise et de l'évolution de l'économie mondiale. Le marché mondial de la construction navale est l'un des principaux secteurs qui sont touchés de plein fouet par la crise. Il a connu une récession de 20% entre 2008 et 2009. Les constructeurs européens doivent notamment faire face depuis plusieurs années à une concurrence asiatique de plus en plus compétitive. L'Union européenne va donc débloquer 6,5 milliards d'euros pour aider 550 ouvriers licenciés des chantiers navals danois. Ces fonds serviront à financer notamment de nouvelles formations professionnelles et des programmes de soutien à l'entreprenariat.

 
  
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  Christine De Veyrac (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur de ce texte, qui accorde à la ville d'Odense au Danemark une aide financière européenne pour soutenir la réinsertion sur le marché du travail de 981 travailleurs licenciés dans le secteur des chantiers navals. Cette décision illustre le rôle majeur que peut jouer le Fonds européen d'ajustement à la mondialisation pour aider les secteurs économiques en crise. Une Union européenne forte est une Union qui protège avant tout ses citoyens face aux aléas de la vie.

 
  
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  Anne Delvaux (PPE), par écrit. – Je me réjouis de ce vote survenu mardi en faveur d'une intervention du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation (FEM) destinée à des travailleurs danois. Près de 6,4 millions d'euros seront consacrés aux programmes d'aide et de formation aux 550 travailleurs danois licenciés dans l'entreprise de construction navale Odense Steel Shipyard et chez quatre de ses fournisseurs et producteurs en aval. Ce secteur avait été durement frappé par la concurrence asiatique. Le cofinancement des autorités locales, une obligation en vertu du fonctionnement du FEM, se fera à hauteur de 3,4 millions d'euros.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), por escrito. Votei a favor do relatório sobre "Mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento à globalização" por considerar que a Dinamarca reúne as condições para o pedido referente a 585 despedimentos que ocorreram no estaleiro de Odense, devido a deslocalizações para países não comunitários de baixo custo.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. É a segunda vez que o Parlamento Europeu aprova a mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização para esta mesma empresa - a Odense Steel Shipyard, do setor da construção naval - com o objetivo de apoiar a reintegração no mercado de trabalho dos trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira, na Comunidade de Odense, na Dinamarca. Em outubro de 2010 foram 1.356 os trabalhadores despedidos. Desta vez, e como consequência do encerramento do estaleiro naval, são mais 981 casos de despedimento de trabalhadores.

A mão-de-obra na indústria da construção naval na Europa, de acordo com o relatório anual da Community of European Shipyards' Associations (CESA), diminuiu 23% nos últimos três anos. Este é o resultado da globalização capitalista e das políticas que lhe vão dando suporte, forçando a concorrência entre trabalhadores e a desvalorização geral da força de trabalho. Com o aprofundamento da crise económica e social, mais despedimentos vêm surgindo, especialmente em setores produtivos, mas não só. Por isso continuamos a defender a prolongação da derrogação crise, que aumentava a taxa de cofinanciamento da UE para 65%.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne Komisia prijala 4. júna 2012 nový návrh rozhodnutia o mobilizácii EGF v prospech Dánska s cieľom podporiť opätovný vstup pracovníkov prepustených z dôvodu globálnej finančnej a hospodárskej krízy na trh práce. Toto je štvrtá žiadosť, ktorá sa má preskúmať v rámci rozpočtu na rok 2012, a týka sa mobilizácie celkovej sumy 6 455 104 EUR z EGF v prospech Dánska. Týka sa prepustenia 981 pracovníkov, pričom pomoc sa má vzťahovať na 550 z nich. Komisia skonštatovala, že žiadosť spĺňa podmienky na poskytnutie prostriedkov z fondu EGF podľa článku 2 písm. a) nariadenia (ES) č. 1927/2006 a bola predložená v lehote 10 týždňov stanovenej v článku 5 uvedeného nariadenia. Medziinštitucionálna dohoda umožňuje mobilizáciu EGF v rámci ročného stropu vo výške 500 miliónov EUR.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Balsavau už pasiūlymą dėl Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondo lėšų mobilizavimo pagal Danijos paraišką „EGF/2011/008 DK/Odense Steel Shipyard“. Vadovaujantis Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondo (toliau EGF) reglamento 6 straipsniu, EGF lėšomis turėtų būti remiamas individualių atleistų darbuotojų reintegravimas į darbo rinką. Taip pat EGF paramos lėšomis galima bendrai finansuoti tik aktyvias darbo rinkos priemones, kurias taikant užtikrinamas ilgalaikis užimtumas. EGF pagalba neturi pakeisti nei veiksmų, už kuriuos, kaip nustatyta pagal nacionalinę teisę ar kolektyvinius susitarimus, atsakingos įmonės, nei įmonių ar sektorių restruktūrizavimo priemonių. Kadangi pramoninė vietos ekonomikos struktūra pasižymi darbo vietų apdirbamojoje pramonėje, ypač metalurgijos sektoriuje, gausa. Daug darbo vietų šiame pramonės sektoriuje jau prarasta – jos perkeltos į kitas šalis, kuriose darbo užmokestis mažesnis. Atleisti laivų statyklos darbuotojai turi daug techninių žinių, kurias sunku panaudoti kituose pramonės sektoriuose Fiune ar net visoje Danijoje. Dauguma jų visą gyvenimą dirbo laivų statykloje, kurioje galbūt dirbo ir jų tėvai. Todėl palankiai įvertinau ir tai, kad, siekdamos suteikti darbuotojams skubią paramą, Danijos valdžios institucijos nusprendė pradėti taikyti priemones dar nepriėmus galutinio sprendimo suteikti EGF paramą pagal siūlomą suderintų priemonių rinkinį.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − The European Globalisation Adjustment Fund has been created in order to provide additional assistance to workers suffering from the consequences of major structural changes in world trade patterns. Denmark argues that shipyards in Europe over the past decades have been losing substantial market shares to Asia. Assisting workers impacted by the closure of the Odense Steel Shipyard therefore falls well within its remit.

 
  
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  Barbara Matera (PPE), in writing. − The European Globalisation Adjustment Fund (EGF) was established in 2006 as a support system for workers impacted by global structural change in trade patterns. Denmark’s application in respect of the Odense Steel Shipyard notes that the country’s workforce is highly concentrated in manufacturing and metallurgy, but has lost business because many global market shares have been transferred to Asia. By mobilising the EGF with an amount of EUR 6 455 104, workers will be helped to return to the labour market, which is especially important because these employees have highly specialised training in their field which it is nearly impossible to apply in other industries. For these reasons, I voted in favour of Mr Bendtsen’s report.

 
  
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  Véronique Mathieu (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur du rapport sur la mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation pour le Danemark suite au licenciement de 981 personnes dans le secteur des chantiers navals. L'aide de 6,5 millions d'euros en faveur de 550 travailleurs les aidera à trouver un emploi dans d'autres secteurs.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – C'est en pensant aux travailleurs danois sacrifiés sur l'autel de la mondialisation que je m'abstiens. Dans la situation où les plongent les conséquences des politiques néolibérales prônées par l'Union européenne, on pourrait vouloir voter contre, tant cette aumône est dérisoire. Mais le peu qui est donné peut les soulager dans leur peine.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), schriftlich. Dänemark hat am 28. Oktober 2011 einen Antrag auf Inanspruchnahme des Europäischen Fonds für die Anpassung an die Globalisierung gestellt. Er betrifft 981 Entlassungen (von denen 550 für Unterstützungsmaßnahmen vorgesehen sind), zu denen es während des viermonatigen Bezugszeitraums vom 1. Mai bis 31. August 2011 in dem Unternehmen Odense Steel Shipyard als Hauptunternehmen sowie bei vier Zulieferunternehmen und nachgeordneten Herstellern in Dänemark gekommen ist. Der Antrag erfüllt die gemäß Artikel 10 der Verordnung (EG) Nr. 1927/2006 geltenden Voraussetzungen für die Festsetzung des Finanzbeitrags. Die Kommission schlägt daher vor, den Betrag von 6 455 104 EUR bereitzustellen. Im Sinne gelebter europäischer Solidarität soll der EGF folglich in Anspruch genommen werden, um einen Finanzbeitrag für den von Dänemark eingereichten Antrag bereitzustellen. Ich habe daher für den Antrag gestimmt.

 
  
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  Alfredo Pallone (PPE), per iscritto. − Il fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è uno strumento molto importante dell'Unione europea. Istituito per cercare di risolvere questioni controverse a livello economico offre la possibilità a imprese in difficoltà di risollevarsi o quantomeno tutelare i propri dipendenti e di conseguenza le loro famiglie. Nel caso della Odense Steel Shipyard i sei milioni e mezzo di euro che arriveranno in Danimarca, anche grazie al mio voto, serviranno a coprire un migliaio di esuberi che l'azienda registra a causa dei licenziamenti dovuti al calo mondiale delle costruzioni navali, ai grandi cambiamenti strutturali nel sistema del commercio mondiale e alla crisi finanziaria.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. No âmbito do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização, a Comissão Europeia aprovou, em 4 de junho de 2012, uma nova proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da Dinamarca, a fim de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira mundial. Trata-se da quarta candidatura a ser examinada no âmbito do orçamento de 2012 e refere-se à mobilização de um montante total de 6 455 104 euros do FEG a favor da Dinamarca. Diz respeito a 981 despedimentos, 550 dos quais potenciais beneficiários de apoio, na Odense Steel Shipyard na qualidade de empresa principal, e quatro fornecedores e produtores a jusante na Dinamarca, durante o período de referência de quatro meses de 1 de maio de 2011 a 31 de agosto de 2011. Tendo sido feita uma análise do processo por todas as partes envolvidas, designadamente a Comissão Europeia, e estando a Comissão do Emprego e dos Assuntos Sociais associada e favorável à mobilização do Fundo a favor da Dinamarca, votei favoravelmente o presente relatório.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Considerando che la domanda della Commissione, la quarta nel quadro del bilancio 2012, si riferisce alla mobilitazione del FEG per un importo totale di 6 455 104 EUR per la Danimarca e riguarda 981 esuberi, di cui 550 destinatari di assistenza, presso la Odense Steel Shipyard, impresa principale, e presso quattro fornitori e produttori a valle in Danimarca nel corso del periodo di riferimento di quattro mesi dal 1° maggio 2011 al 31 agosto 2011, tale proposta soddisfa le condizioni per mobilitare il FEG stabilite all'articolo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 1927/2006 ed è stata presentata entro il termine di 10 settimane stabilito dall'articolo 5 di detto regolamento. Sottolineando, inoltre, l'importanza di garantire una procedura rapida, nel rispetto dell'accordo interistituzionale, per l'adozione delle decisioni relative alla mobilitazione del Fondo, esprimo il mio voto favorevole alla proposta.

 
  
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  Robert Rochefort (ALDE), par écrit. – Alors que le marché mondial de la construction navale est durement frappé par la crise (il a connu une récession de 20% entre 2008 et 2009), et que les constructeurs navals européens ont perdu depuis des décennies des parts de marché face à leurs concurrents asiatiques, les travailleurs de ce secteur connaissent une situation difficile. Pour y faire face, et aider 550 travailleurs licenciés par le chantier naval Odense Steel ou ses fournisseurs, le Danemark a demandé l'aide du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation. Convaincu de l'utilité et de la nécessité de l'aide du FEM pour ces travailleurs au chômage, j'ai soutenu le déblocage de 6.5 millions d'euros. Cette somme, complétée par l'Etat danois, financera des programmes qui les aideront à trouver un emploi dans d'autres secteurs. Si je soutiens l'aide du FEM pour les travailleurs licenciés, je déplore que les autorités danoises figurent parmi celles qui menacent l'avenir du FEM après 2013, et ce bien que le pays ait bénéficié à plusieurs reprises de mobilisations de ce fonds. J'espère que ce dernier pourra être prolongé au-delà de ce qui est actuellement prévu. J'appelle le Conseil et la Commission à agir en ce sens.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − The European Globalisation Adjustment Fund has been created in order to provide additional assistance to workers suffering from the consequences of major structural changes in world trade patterns. According to the provisions of point 28 of the Inter-institutional Agreement of 17 May 2006 on budgetary discipline and sound financial management(1) and of Article 12 of Regulation (EC) No 1927/2006(2), the Fund may not exceed a maximum amount of EUR 500 million, drawn from any margin under the global expenditure ceiling from the previous year, and/or from the cancelled commitment appropriations from the previous two years, excluding those related to Heading 1b. The appropriate amounts are entered into the budget as a provision as soon as the sufficient margins and/or cancelled commitments have been identified. As concerns the procedure, in order to activate the Fund, the Commission, in case of a positive assessment of an application, presents the budgetary authority with a proposal for mobilisation of the Fund and, at the same time, a corresponding request for transfer. In parallel, a trialogue could be organised in order to reach an agreement on the use of the Fund and the amounts required. The trialogue can take a simplified form.

 
  
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  Γεώργιος Σταυρακάκης (S&D), γραπτώς. – Υπερψήφισα την έκθεση για την κινητοποίηση του Ευρωπαϊκού Ταμείου Προσαρμογής στην Παγκοσμιοποίηση υπέρ της Δανίας για τη στήριξη των 550 απολυμένων από ναυπηγείο της πόλης Odense και από τους τέσσερις προμηθευτές και παραγωγούς του ναυπηγείου. Οι απολύσεις αυτές ήταν το αποτέλεσμα του ανοίγματος στην παγκοσμιοποιημένη οικονομία και της μεταφοράς των δραστηριοτήτων του ναυπηγείου στην Ασία. Είναι σαφές ότι οι αρνητικές συνέπειες της παγκοσμιοποίησης αναδεικνύουν ακόμα περισσότερο την προστιθέμενη αξία του Ευρωπαϊκού Ταμείου Προσαρμογής στη Παγκοσμιοποίηση ως εργαλείου της κοινωνικής πολιτικής της ΕΕ. Η στοχοθετημένη χρηματοδοτική στήριξη που παρέχει σε προγράμματα για την επανεκπαίδευση και την επανενσωμάτωση των εργαζομένων που πλήττονται από τις ομαδικές απολύσεις, είναι ιδιαίτερης σημασίας. Επιπλέον, η υποστήριξη που παρέχεται αποτελεί την έμπρακτη έκφραση αλληλεγγύης της Ένωσης. Τέλος, η περίπτωση της Δανίας καταδεικνύει με τον καλύτερο τρόπο ότι το χρηματοδοτικό αυτό μέσο δεν περιορίζει τη δραστηριότητά του μόνο σε χώρες που αντιμετωπίζουν οικονομικές και δημοσιονομικές προκλήσεις αλλά μπορεί να φανεί εξίσου χρήσιμο και να βοηθήσει την επανένταξη των απολυμένων στον εργασιακό τομέα ακόμα και σε εύρωστες οικονομικά χώρες. Αυτό με τη σειρά του υπογραμμίζει τη σημασία του εν λόγω Ταμείου και αποδεικνύει την ανάγκη συνέχισής του κατά τη διάρκεια του επερχόμενου Πολυετούς Δημοσιονομικού Πλαισίου 2014-2020.

 
  
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  Alf Svensson (PPE), skriftlig. − Jag röstade i dag för två betänkanden om utnyttjande av Europeiska fonden för justering av globaliseringseffekter. Sedan 2009 har jag i regel avstått eller röstat emot alla förslag om att utnyttja fonden. Detta eftersom jag anser att fonden inte är rätt instrument för att hjälpa arbetstagare som drabbats av strukturförändringar. Fonden har nu vuxit, utvecklats och fått sitt genomslag. Den finns och kommer att finnas under en överskådlig framtid. Framgent tar jag nu ställning till varje enskilt fall om de uppfyller de mycket strikta krav på medfinansiering och långsiktiga sysselsättningsåtgärder som ställs på ansökarna, något de två aktuella fallen gör. Det handlar alltså om att göra det bästa av situationen.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D), par écrit. – J'ai voté en faveur de ce texte. Il est normal d'apporter notre contribution financière à la suite des licenciements directs chez Odense Steel Shipyard. Ces licenciements représentent 2 % de la main-d'œuvre locale. La fermeture du chantier naval, qui vient s'ajouter aux pertes d'emplois indirectes, est un autre drame économique, mais aussi et surtout social.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. O Regulamento (CE) n.° 1927/2006 do Parlamento Europeu e do Conselho, de 20 de dezembro de 2006, instituiu o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) com o objetivo de apoiar os trabalhadores que perderam os seus postos de trabalho devido a alterações estruturais no contexto da economia global. Concordo com o pedido de mobilização do FEG elaborado pela Dinamarca respeitante aos 981 despedimentos, 550 dos quais potenciais beneficiários de apoio, ocorridos na empresa Odense Steel Shipyard e em quatro fornecedores e produtores. Entendo que a Comissão Europeia deverá mobilizar € 6 455 104,00 Euros para ajudar na inserção profissional dos trabalhadores das empresas dinamarquesas de construção naval. O pacote financeiro agora aprovado deverá ser canalizado para suportar medidas de apoio na área da orientação profissional, formação individual e informações gerais disponibilizadas através de canais específicos de emprego.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D), în scris. − Am votat pentru Raportul privind mobilizarea Fondului european de ajustare la globalizare pentru Odense Steel Shipyard din Danemarca. Cererea vizează 981 de lucrători concediaţi de întreprinderea Odense Steel Shipyard, ca beneficiar principal, şi de alte patru întreprinderi furnizoare şi producătoare din Danemarca, în perioada mai-august 2011.

Autorităţile daneze susţin că, în ultimele decenii, şantierele navale din Europa au pierdut o bună parte a cotei lor de piaţă în favoarea întreprinderilor din Asia. Criza financiară şi economică mondială a agravat situaţia de pe piaţa mondială a construcţiilor navale, astfel încât, potrivit Comunităţii asociaţiilor şantierelor navale din Europa (CESA), comenzile întreprinderilor europene au scăzut în perioada 2008-2009. Potrivit Eurostat, situaţia generală din Danemarca în ceea ce priveşte ocuparea forţei de muncă s-a deteriorat brusc în 2009 şi în 2010. Rata şomajului a crescut de la un nivel neobişnuit de scăzut de 3,4%, înregistrat în 2008, la 7,6%, în 2010. Consider, astfel, importantă mobilizarea Fondului european de ajustare la globalizare în favoarea Danemarcei, pentru facilitarea reintegrării pe piaţa muncii a lucrătorilor disponibilizaţi.

 
  
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  Niki Tzavela (EFD), in writing. − I voted for the mobilisation of the EGF in favour of Denmark in order to support the reintegration into the labour market of workers made redundant due to the global financial and economic crisis.

 
  
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  Angelika Werthmann (ALDE), schriftlich. Der EGF ist dazu da, um Arbeitnehmer, die unter den Folgen der Globalisierung zu leiden haben, zusätzlich zu unterstützen und ihre Wiedereingliederung in den Arbeitsmarkt zu erleichtern. Der Antrag aus Dänemark wurde geprüft, er betrifft 981 Entlassungen - die allgemeine Beschäftigungslage in Dänemark hat sich 2009 und 2010 sehr verschlechtert. Er erfüllt alle Anforderungen und so war dem Bericht zuzustimmen.

 
  
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  Jacek Włosowicz (EFD), na piśmie. − Nie jest to pierwszy wniosek Danii o uruchomienie środków z Europejskiego Funduszu Dostosowania do Globalizacji. Kilka dotychczasowych wniosków zostało rozpatrzonych pozytywnie, zarówno jeśli chodzi o kryteria handlowe, jak i te dotyczące kryzysu. Niemniej jednak to właśnie Dania należy do krajów kwestionujących zasadność istnienia EFG po 2013 roku. Wspomniane kraje blokują przedłużenie odstępstwa związanego z kryzysem oraz dążą do obniżenia środków finansowych dla Komisji przeznaczonych dla EFG w 2012 roku, a tymczasem wniosek Danii proponuje stosunkowo drogi pakiet zindywidualizowanych usług z kwotą 11 737 euro przeznaczoną na jednego pracownika, dlatego głosowałem przeciw temu wnioskowi.

 
  
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  Iva Zanicchi (PPE), per iscritto. − La crisi che ha colpito l'Europa non ha risparmiato nemmeno i paesi del Nord Europa: in Danimarca la situazione occupazionale generale è peggiorata notevolmente e la disoccupazione è salita da un minimo record del 3% nel 2008 ad un picco del 7% nel 2010, con gravi ripercussioni specie nel settore metallurgico.

I lavoratori licenziati dai cantieri navali dispongono infatti di un'elevata perizia tecnica, difficile da applicare in altri settori: senza un'adeguata riconversione professionale, dunque, sarà per loro molto difficile trovare una nuova occupazione. Per queste ragioni ho espresso il mio voto favorevole alla domanda concernente la mobilitazione del FEG a favore della Danimarca.

 
  
  

Report: Juan Andrés Naranjo Escobar (A7-0233/2012)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente Relatório, considerando que o setor da construção civil na Europa enfrenta grandes dificuldades, especialmente no caso da Espanha, onde o "boom" imobiliário trouxe consequências nefastas em termos económicos para o País, para os seus cidadãos e empresas numa altura de crise financeira. O caso que se apresenta neste Relatório reporta-se a 836 ocorrências em 377 empresas no setor da construção entre janeiro de 2011 e outubro do mesmo ano, deixando 320 trabalhadores com enormes dificuldades para encontrar emprego. Aprovo mais este relatório do FEAG, pois este fundo deve servir exatamente para atenuar as consequências económicas e sociais provocadas pela crise.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE), par écrit. – Créé en 2006, Le fond européen d’ajustement à la mondialisation (FEM) vise à aider à la réintégration des travailleurs ayant perdu leur emploi en raison des évolutions du commerce mondial. En 2009, son champ d’application a été élargi afin d’y inclure les victimes de la crise financière. Cette demande, présentée par l’Espagne, vise à aider 320 personnes licenciées et remplit les critères européens. J'ai donc voté en faveur de cette demande.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą dėl paramos skyrimo iš Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondo. Ši parama bus skirta 836 darbo netekusiems Ispanijos Aragono regiono darbuotojams. Statybų paklausa Ispanijoje mažėja: 2009 m. šalyje išduota 75,6 proc. mažiau leidimų statybai nei 2007 m., o 2010 m. net – 82,8 proc. mažiau nei tais pačiais 2007 m. Šio fondo tikslas – paremti darbuotojų, kurie buvo atleisti kilus pasaulinei ir ekonomikos krizei, grįžimą į darbo rinką. Todėl pritariu siūlymui skirti 1,3 milijonų eurų sumą iš EGF rezervo siekiant paremti atleistus Ispanijos statybų sektoriaus darbuotojus.

 
  
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  Elena Băsescu (PPE), în scris. − Am votat în favoarea acestui raport, deoarece consider decizia de mobilizare a Fondului european de ajustare la globalizare în favoarea Spaniei binevenită şi necesară în contextul actual. Prin această mobilizare se vizează acordarea unui sprijin suplimentar, în vederea sprijinirii reintegrării pe piaţa muncii a lucrătorilor care şi-au pierdut slujbele ca urmare a crizei financiare şi economice mondiale, ce a afectat întreaga lume.

În Spania, sectorul construcţiilor a fost deosebit de grav afectat de criză, iar împrumuturile acordate acestui sector au scăzut în mod drastic. Mai mult, cererea de locuinţe noi a scăzut din cauza unei lipse de încredere a consumatorilor şi a unei lipse de lichidităţi. Iar şomajul a crescut şi el într-un mod covârşitor. În acest context, sunt de părere că este nevoie de o mobilizare suplimentară a Fondului, pentru a remedia declinul cu care se confruntă sectorul.

 
  
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  Regina Bastos (PPE), por escrito. O Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) foi criado em 2006 para prestar assistência adicional aos trabalhadores afetados pelas consequências de mudanças importantes na estrutura do comércio internacional e para ajudar à sua reintegração no mercado de trabalho. A partir de 1 de maio de 2009, o âmbito de aplicação do FEG foi alargado, passando a incluir o apoio a trabalhadores despedidos em consequência direta da crise económica, financeira e social. Nesta altura em que nos vemos confrontados com uma grave crise financeira, económica e social, destacando-se o aumento do desemprego como uma das principais consequências, a UE deverá utilizar todos os meios ao seu alcance para reagir, nomeadamente, no que se refere aos apoios a prestar às pessoas que ficaram sem emprego. Assim apoiei o presente relatório que diz respeito à mobilização de 13 000 000 euros do FEG a favor de Espanha, com o objetivo de apoiar os 320 trabalhadores potenciais beneficiários, dos 836 despedidos por 377 empresas da construção de edifícios da região de Aragão.

 
  
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  Nora Berra (PPE), par écrit. – Le Fonds européen d'ajustement à la mondialisation a été créé pour soutenir les travailleurs européens qui ont perdu leur emploi. Il leur permet de se réinsérer professionnellement. Exceptionnellement, la crise financière et économique constitue une raison suffisante pour qu'un État membre introduise une demande de subvention. Touché par la crise, le secteur du bâtiment dans la région d'Aragon, en Espagne, connaît plusieurs vagues de licenciements. Dans un effort de solidarité envers cette dernière, nous avons débloqué une aide de 1,3 million d'euros.

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica (ALDE), por escrito. − He apoyado este informe que aporta ayuda del FEAG a la empresa "Aragón Construction" para hacer frente a 836 despidos, de los cuales 320 son destinatarios de la ayuda. Debido a la baja densidad de población de la mayor parte del territorio afectado por esta solicitud y al riesgo de despoblación, los despidos tienen una incidencia sumamente negativa en esta región y podrían obstaculizar los esfuerzos encaminados a incentivar a la población para que se quede en la zona.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − Ho espresso voto favorevole alla presente richiesta di mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) perché non presenta criticità e la domanda rispetta i criteri di ammissibilità previsti.

Si tratta di uno stanziamento di euro 1 300 000 richiesto dalla Spagna per fornire sostegno agli 836 lavoratori in esubero, di cui 320 sono ammessi all'assistenza del FEG, che operavano nell'industria edile per l'impresa Aragón Construction in Spagna.

 
  
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  Zuzana Brzobohatá (S&D), písemně. − Evropský fond pro přizpůsobení se globalizaci byl původně zřízen na dobu trvání programového období 2007–2013 nařízením (ES) č. 1927/2006. Ročně disponuje 500 miliony EUR. Cílem tohoto fondu je pomoc pracovníkům, kteří byli propuštěni v důsledku významných změn ve struktuře světového obchodu způsobených globalizací. Prostřednictvím spolufinancování se snaží usnadnit jejich opětovné začlenění do zaměstnání. Od roku 2009 se rozsah fondu EFG rozšířil na pomoc propuštěným pracovníkům v důsledku globální finanční a hospodářské krize. Proto jsem svým hlasováním podpořila uvolnění prostředků pro konkrétní společnost ve Španělsku.

 
  
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  John Bufton (EFD), in writing. − I regret that in Spain 528 workers have been made redundant by 323 construction firms. Redundancy is challenging for any individual and their family, and rising unemployment is changing the face of society in Spain and breeding levels of poverty that are totally unacceptable in 21st-century Europe. Yet it is EU fiscal policy, including austerity demands and the inept handling of the euro crisis, that is part-author of this script. It is thus suspect that while on the one hand Brussels continues to undermine and weaken the Spanish economy through flawed single currency policy, it is on the other hand willing to provide hand-outs to those stricken by its effects. In essence, policy making in Brussels is crushing domestic ability to provide pastoral care for its peoples, in terms of jobs, social provisions and welfare, yet allows the EU to step in to subsume these roles. It should be the priority and prerogative of national governments, with the optional aid of sympathetic third countries, to deal with the major structural challenges many countries are currently facing in the wake of global financial crisis. To continue to endorse the mobilisation of the Adjustment Fund is to permit the perpetuation of Brussels’ undermining of national economies.

 
  
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  Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. Votei favoravelmente a proposta de mobilização do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização, nos termos do ponto 28 do Acordo Interinstitucional de 17 de maio de 2006 entre o Parlamento Europeu, o Conselho e a Comissão sobre a disciplina orçamental e a boa gestão financeira (candidatura FEG/2011/017 ES/ Aragón), por terem sido preenchidas as condições estipuladas no Regulamento FEG.

 
  
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  Mário David (PPE), por escrito. Face às mudanças estruturais no comércio internacional, é importante que a economia europeia seja capaz de implementar eficazmente os instrumentos de apoio aos trabalhadores por esta via afetados, assim como capacitá-los tendo em vista a sua rápida reintegração no mercado de trabalho. Tal como reconhece a Comissão no seu plano de relançamento da economia europeia, o setor da construção registou uma quebra abrupta da procura devido à crise evidenciando-se assim uma correlação positiva entre aumento de despedimentos e as mudanças nos padrões do comércio mundial. Neste sentido, voto favoravelmente a mobilização do FEG para a província de Aragão, Espanha. Ressalvo, porém, que as mobilizações de fundos via FEG não podem substituir as medidas que são da responsabilidade das empresas por força da legislação laboral nacional ou de convenções coletivas. E que, destinando-se ao auxílio dos trabalhadores, não deverão ser alocadas à reestruturação de empresas ou setores de atividades económicas.

 
  
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  Christine De Veyrac (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur de ce texte qui accorde à la région espagnole de l'Aragon une aide financière européenne pour soutenir la réinsertion sur le marché du travail de 836 travailleurs licenciés dans le secteur de la construction. Cette décision illustre le rôle majeur que peut jouer le Fonds européen d'ajustement à la mondialisation pour aider les secteurs économiques en crise. Une Union européenne forte est une Union qui protège avant tout ses citoyens face aux aléas de la vie.

 
  
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  Anne Delvaux (PPE), par écrit. – Le Parlement européen a donné son aval pour les aides du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation (FEM) destinées à des travailleurs espagnols. Suivant l'avis de la Commission européenne (juin 2012), puis celui de la commission des budgets du Parlement (juillet 2012), nous avons approuvé à une très large majorité ces aides d'un montant total supérieur à 7,7 millions d'euros. L'Espagne avait demandé, fin 2011, le soutien du FEM pour 320 personnes licenciées dans des petites entreprises de construction de la région d'Aragon. Motif: ce secteur avait été particulièrement touché par la crise financière et la récession qui s'en est suivie. La région d'Aragon apportera, de son côté, 700 000 euros aux programmes de soutien pour de nouveaux emplois. Je m'en réjouis.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), por escrito. Votei a favor do relatório que propõe mobilizar o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização a favor da Espanha. Esta candidatura diz respeito a despedimentos de trabalhadores no setor da construção civil e inclui medidas destinadas a reintegrar 320 trabalhadores no mercado de trabalho.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. Esta é a terceira vez que a Espanha recorre ao apoio do FEG para a região de Aragão. Nas duas vezes anteriores tratou-se de apoiar o setor automóvel e retalhista com o objetivo proclamado de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise económica e financeira. É de destacar que o desemprego aumentou acentuadamente em Aragão e que, no fim de 2011, o número de trabalhadores registados nos serviços públicos de desemprego ficou próximo dos 100.000. Uma região martirizada num país martirizado pela austeridade decretada pelos centros de poder da UE. As suas políticas mais não fazem do que somar à crise crise e desemprego ao desemprego. Neste cenário, mais uma vez, lamentamos a decisão do Conselho de não prolongar, para além de 2011, a derrogação crise, que aumentava a taxa de cofinanciamento da UE para 65%. Isto significa que os países com maiores dificuldades económicas e sociais, aqueles onde mais têm encerrado empresas e mais desemprego existe, são os que menos poderão recorrer a este fundo. Continuamos a defender o aumento do cofinanciamento do FEG sobretudo para os países em condições financeiras frágeis, como Portugal, de forma a garantir que a comparticipação nacional não ultrapasse os 5% do financiamento global previsto.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne Komisia prijala 18. júna 2012 nový návrh rozhodnutia o mobilizácii EGF v prospech Španielska s cieľom podporiť opätovný vstup pracovníkov prepustených z dôvodu globálnej finančnej a hospodárskej krízy na trh práce. Toto je piata žiadosť, ktorá sa má preskúmať v rámci rozpočtu na rok 2012. Týka sa mobilizácie celkovej sumy 1 300 000 EUR z EGF v prospech Španielska. Ide o prepustenie 836 pracovníkov, pričom pomoc sa má poskytnúť 320 z nich. Komisia skonštatovala, že žiadosť spĺňa podmienky na poskytnutie prostriedkov z fondu EGF podľa článku 2 písm. b) nariadenia (ES) č. 1927/2006 a bola predložená v lehote 10 týždňov stanovenej v článku 5 uvedeného nariadenia. Z dôvodu nízkej hustoty obyvateľstva na väčšine územia, ktorého sa týka táto žiadosť, a z dôvodu rizika vyľudnenia má prepúšťanie veľmi negatívny dosah na tento región.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Balsavau už Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondo lėšų mobilizavimą pagal Ispanijos paraišką „EGF/2011/017 ES/Aragón, statyba“. Ekonomikos atkūrimo plane Komisija jau pripažino, kad dėl krizės labai sumažėjo ES statybų pramonės paklausa. Remiantis turimais duomenimis, statybų sektorius patyrė didžiulį nuosmukį, kuris 27-iose ES valstybėse narėse tęsėsi aštuonis ketvirčius iš eilės nuo 2009 m. pradžios palyginti su tuo pačiu ankstesnių metų laikotarpiu, labiausiai dėl to, kad sumažėjo privačios investicijos būsto sektoriuje. 2009 m. Ispanijos statybų sektoriuje pasireiškė tokios pat neigiamos tendencijos, kaip ir tos, kurias matome iš ES-27 vidurkio. Tačiau 2010 m. ir per pirmąjį 2011 m. pusmetį padėtis Ispanijos statybų sektoriuje toliau blogėjo. Dėl menko gyventojų tankumo didžiojoje su šia paraiška susijusios teritorijos dalyje ir gyventojų mažėjimo pavojaus darbuotojų atleidimas turi labai didelį neigiamą poveikį šiam regionui ir gali pakenkti dedamoms pastangoms skatinti gyventojus likti šiame regione. Be to, Europos prisitaikymo prie globalizacijos padarinių fondo parama jau buvo skiriama penkiais darbuotojų atleidimų statybų sektoriuje atvejais.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I voted for this proposal. The Commission concluded that the application meets the conditions for deploying the EGF. One of the criteria for the Commission’s assessment was the evaluation of the link between the redundancies and major structural changes in world trade patterns or the financial crisis. Spanish authorities argue that the construction sector has been severely affected by the crisis. Loans to the construction sector and to individuals have been drastically reduced and the demand for new houses has decreased due to declining consumer confidence and the lack of liquidity. The Commission has recognised in its Economic Recovery Plan that the construction industry in the EU had seen demand plummet as a result of the crisis. The arguments presented in previous cases concerning the construction of buildings sector, and in which the redundancies were a direct result of the crisis, remain valid. The territory concerned by the redundancies is the autonomous community of Aragón.

 
  
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  Barbara Matera (PPE), in writing. − Spain’s application for the mobilisation of the European Globalisation Adjustment Fund (EGF) for the construction sector in the NUTS II region of Aragón addresses redundancies caused by the current economic crisis. The financial and economic crisis has greatly impacted Spain’s construction industry due to a lack of demand for new construction. This trend is in line with the falling demand for new construction that exists throughout Europe, but the condition of the housing market has degraded at an even more rapid pace in Spain. A mobilisation of the EGF for an amount of EUR 1 300 000 will allow workers that had been employed in construction to diversify their skills, which will alleviate some of the burden of unemployment in Aragón. I voted in favour of Mr Escobar’s report for these reasons.

 
  
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  Véronique Mathieu (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur du rapport sur la mobilisation du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation pour l'Espagne afin d'aider 320 travailleurs licenciés par des petites entreprises de construction à trouver un nouvel emploi. Le montant de l'aide européenne est de 1,3 million d'euros.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – C'est par considération pour les travailleurs espagnols brutalisés par la mondialisation et les coupes budgétaires que je m'abstiens. Dans la situation où les plongent les conséquences des politiques austéritaires et ultralibérales prônées par l'Union européenne, on pourrait se sentir le droit de voter contre l'aumône dérisoire que l'eurocratie leur concède du bout des doigts. Mais le peu qui est donné peut atténuer leur peine.

 
  
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  Willy Meyer (GUE/NGL), por escrito. − He votado a favor de este informe aunque considero que este mecanismo es claramente insuficiente ante la indefensión que sufren millones de españoles frente al drama del desempleo ya que no pasa de ser un paliativo que, en ningún caso, solventa las graves consecuencias de los despidos que están teniendo lugar con la excusa de la estafa económica que vivimos, con la que, camuflada bajo el paraguas de crisis, se está justificando un retroceso sin igual en los derechos de los trabajadores y las trabajadoras, tal y como demuestra el hecho de que se les esté permitiendo a las empresas despedir aun cuando obtienen beneficios.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), schriftlich. Spanien hat am 28. Dezember 2011 einen Antrag auf einen Finanzbeitrag aus dem EGF gestellt wegen Entlassungen in 377 Unternehmen, die in der NACE-Rev.-2-Abteilung 41 (Hochbau) in einer NUTS-II-Region, nämlich in der Region Aragón (ES24), tätig sind, und diesen Antrag bis zum 23. März 2012 durch zusätzliche Informationen ergänzt. Der Antrag erfüllt die gemäß Artikel 10 der Verordnung (EG) Nr. 1927/2006 geltenden Voraussetzungen für die Festsetzung des Finanzbeitrags. Die Kommission schlägt daher vor, den Betrag von 1 300 000 EUR bereitzustellen. Im Sinne gelebter europäischer Solidarität soll der EGF folglich in Anspruch genommen werden, um einen Finanzbeitrag für den von Spanien eingereichten Antrag bereitzustellen. Ich habe daher für den Antrag gestimmt.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. No âmbito do Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização, a Comissão Europeia aprovou, em 18 de junho de 2012, uma nova proposta de decisão sobre a mobilização do FEG a favor da Espanha, a fim de apoiar a reintegração no mercado de trabalho de trabalhadores despedidos em consequência da crise financeira e económica global. Trata-se da quinta candidatura a ser examinada no âmbito do orçamento de 2012 e refere-se à mobilização de um montante total de 1 300 000 euros do FEG a favor de Espanha. A candidatura diz respeito a 836 despedimentos de trabalhadores, 320 dos quais são potenciais beneficiários da intervenção, ocorridos em 377 empresas da divisão 41 da NACE Revisão 2 (“Construção de edifícios”), na região NUTS II de Aragão (ES 24), durante o período de referência de nove meses compreendido entre 31 de janeiro de 2011 e 31 de outubro de 2011. Tendo sido feita uma análise do processo por todas as partes envolvidas, dentre as quais a Comissão Europeia, e estando a Comissão do Emprego associada e favorável à mobilização do Fundo a favor de Espanha, votei favoravelmente o presente relatório.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Considerando che la domanda della Commissione, la quinta nel quadro del bilancio 2012, si riferisce alla mobilitazione del FEG per un importo totale di 1 300 000 EUR per la Spagna e riguarda 836 esuberi, di cui 320 ammessi all'assistenza, in 377 imprese operanti nella divisione 41 NACE Rev. 2 ("Costruzione di edifici") nella regione NUTS II della regione dell'Aragona (ES24) durante il periodo di riferimento di nove mesi dal 31 gennaio al 31 ottobre 2011, tale proposta soddisfa le condizioni per mobilitare il FEG stabilite all'articolo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 1927/2006 ed è stata presentata entro il termine di 10 settimane stabilito dall'articolo 5 di detto regolamento. Tenendo conto che nel 2008 e nel 2009 in Aragona la disoccupazione è aumentata vertiginosamente e ha continuato ad aumentare negli anni seguenti, esprimo il mio voto favorevole alla proposta.

 
  
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  Robert Rochefort (ALDE), par écrit. – Le chômage a connu une hausse spectaculaire en Aragon ces dernières années : alors que la région comptait 40 000 chômeurs en 2008, elle en comptait autour de 100 000 en 2011. Parmi eux, 15 % ont été licenciés du secteur de la construction. Pour faire face à cette situation et aider au mieux les travailleurs licenciés par des PME aragonaises de ce secteur à retrouver un emploi, l'Espagne a sollicité l'aide du Fonds européen d'ajustement à la mondialisation en décembre 2011. J'ai apporté mon soutien au déblocage d'une telle aide pour aider ces travailleurs en difficulté. C'est 1,3 million d'euros qui, complétés par l'Etat espagnol, serviront à financer un certain nombre d'actions : formations, conseils, assistance à la recherche d'emploi... Alors que la crise économique ne faiblit pas, je déplore grandement la décision du Conseil consistant à bloquer la prorogation de la dérogation permettant de fournir une aide financière au titre du FEM aux travailleurs licenciés à la suite de la crise financière et économique actuelle. Le FEM est normalement réservé à ceux qui perdent leur emploi du fait de modifications majeures de la structure du commerce mondial. Je demande au Conseil de revenir sur sa décision au plus vite.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − The Commission has presented a transfer request in order to enter specific commitment appropriations in the 2011 budget, as required in Point 28 of the Interinstitutional Agreement of 17 May 2006. The trilogue on the Commission’s proposal for a Decision on the mobilisation of the EGF could take a simplified form, as provided for in Article 12(5) of the legal base, unless there is no agreement between Parliament and the Council. According to an internal agreement, the Committee on Employment and Social Affairs (EMPL) should be associated with the process, in order to provide constructive support and contribute to the assessment of applications from the Fund. EMPL has decided to table amendments to the report, as well as the traditional letter of opinion, which reflect their position and constructive input. The Joint Declaration of the European Parliament, the Council and the Commission, adopted during the conciliation meeting on 17 July 2008, has confirmed the importance of ensuring a rapid procedure with due respect to the Interinstitutional Agreement for the adoption of decisions on the mobilisation of the Fund.

 
  
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  Γεώργιος Σταυρακάκης (S&D), γραπτώς. – Υπερψήφισα την έκθεση για την κινητοποίηση του Ευρωπαϊκού Ταμείου Προσαρμογής στην Παγκοσμιοποίηση (ΕΤΠ) υπέρ της Ισπανίας για την στήριξη των 320 απολυμένων σε 377 επιχειρήσεις στον τομέα της κατασκευής κτιρίων στην περιφέρεια της Αραγονίας. Η οικονομία της συγκεκριμένης περιφέρειας έχει υποστεί ισχυρό οικονομικό πλήγμα, καθώς το άνοιγμα στην παγκοσμιοποιημένη αγορά έχει επηρεάσει κατά τρόπο αρνητικό σημαντικούς τομείς της οικονομίας, όπως οι κτιριακές κατασκευές. Η κατάσταση αυτή, σε συνδυασμό με τα προβλήματα που αντιμετωπίζει ο κλάδος της αυτοκινητοβιομηχανίας στην ίδια περιφέρεια, καθιστά την Αραγονία μια από τις πιο ευάλωτες οικονομικά περιφέρειες της Ισπανίας. Οι αρνητικές συνέπειες της παγκοσμιοποίησης, σε συνδυασμό με την συνεχιζόμενη οικονομική κρίση που μαστίζει την Ισπανία, αναδεικνύουν ακόμα περισσότερο την προστιθέμενη αξία του ΕΤΠ ως εργαλείου της κοινωνικής πολιτικής της ΕΕ. Η στοχοθετημένη χρηματοδοτική στήριξη την οποία παρέχει σε προγράμματα για την επανεκπαίδευση και την επανενσωμάτωση των εργαζομένων που πλήττονται από τις ομαδικές απολύσεις, είναι ιδιαίτερης σημασίας. Επιπλέον, η υποστήριξη που παρέχεται αποτελεί την έμπρακτη έκφραση αλληλεγγύης της Ένωσης. Οι ισπανικές περιφέρειες υπόκεινται σε μια διαδικασία εξορθολογισμού και δραστικών περικοπών. Η ενίσχυση του ΕΤΠ θα μπορέσει να συμβάλει στη μάχη ενάντια στην ανεργία χωρίς να επιβαρύνει σημαντικά τις προσπάθειες δημοσιονομικής εξυγίανσης του ισπανικού εθνικού προϋπολογισμού καθώς και του προϋπολογισμού της ίδιας της περιφέρειας.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D), par écrit. – J'ai voté en faveur de ce texte. Le chômage a connu une hausse spectaculaire en Aragon. À la fin de 2011, le nombre de chômeurs inscrits auprès des agences publiques pour l'emploi approchait les 100 000, dont 15 % avaient été licenciés du secteur de la construction. De plus, cette même région d'Aragon avait déjà été durement frappée, précédemment, par des licenciements collectifs. C'est aussi le rôle de l'Europe d'épauler, quand elle le peut, les victimes, toujours trop nombreuses, de la crise.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. O Regulamento (CE) n.° 1927/2006 do Parlamento Europeu e do Conselho, de 20 de dezembro de 2006, instituiu o Fundo Europeu de Ajustamento à Globalização (FEG) com o objetivo de apoiar os trabalhadores que perderam os seus postos de trabalho devido a alterações estruturais no contexto da economia global. Espanha apresentou um pedido de mobilização do FEG a favor dos 836 trabalhadores despedidos, sendo que 320 são potenciais beneficiários, em 377 empresas da área de construção de edifícios na região espanhola de Aragão. Concordo com a mobilização de € 1 300 000,00 Euros no intuito de apoiar a reintegração dos trabalhadores no mercado de trabalho, nomeadamente as medidas relativas à formação profissional que visam criar empregos de elevado valor acrescentado no setor do calçado, evitando assim a deslocalização do conhecimento adquirido no referido setor industrial. Importa ainda salientar que o FEG não se deve substituir às responsabilidades legais e financeiras das empresas espanholas, sendo este um apoio complementar concedido pela União Europeia para diminuir as dificuldades sociais que os trabalhadores irão enfrentar.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D), în scris. − Am votat pentru Raportul privind mobilizarea Fondului european de ajustare la globalizare pentru regiunea Aragon, Spania. Spania a prezentat o cerere de mobilizare a FEAG în ceea ce priveşte 836 de cazuri de disponibilizări, din 377 de întreprinderi din domeniul construcţiei de clădiri din regiunea Aragon, în perioada ianuarie - octombrie 2011.

Comisia a recunoscut, în planul său de redresare economică, că sectorul construcţiilor din UE a cunoscut o scădere vertiginoasă a cererii, ca rezultat al crizei economice şi financiare. În Spania, numărul autorizaţiilor de construcţie acordate a scăzut cu 75,6% în 2009 şi cu 82,8% în 2010, faţă de anul 2007, iar numărul de clădiri începute a scăzut cu 52,2%, în 2009, faţă de anul 2008 şi cu 76,7%, faţă de anul 2007. Autorităţile spaniole susţin că disponibilizările din sectorul construcţiilor vor agrava situaţia şomajului, care s-a deteriorat deja ca urmare a crizei economice şi financiare din ultimii ani.

Pe parcursul anilor 2008 şi 2009, rata şomajului a crescut în mod dramatic în Aragon, de la 40 000 la 80 000 de şomeri. Susţin mobilizarea FEAG, în vederea reintegrării pe piaţa muncii a lucrătorilor disponibilizaţi din sectorul construcţiilor în regiunea Aragon, Spania.

 
  
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  Niki Tzavela (EFD), in writing. − The construction sector has been severely affected by the crisis in Spain, but also in many other EU Member States. The main reason for this is that loans have been drastically reduced, thus creating a sudden drop in demand for new houses. Furthermore, I voted on the mobilisation of the EGF in favour of Spain in order to support the reintegration into the labour market of workers made redundant as a result of the global financial and economic crisis.

 
  
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  Jacek Włosowicz (EFD), na piśmie. − Nie ulega wątpliwości, że sektor budownictwa w Unii Europejskiej poważnie ucierpiał w wyniku kryzysu. Europejski Fundusz Dostosowania do Globalizacji utworzono w celu dodatkowego wsparcia pracowników, których zwolnienie było bezpośrednim skutkiem tego kryzysu. Środki z EFG powinny być przeznaczone przede wszystkim na szkolenie i poszukiwanie pracy, jak również na programy szkoleniowe. Nie powinny one stanowić dodatku do zasiłku dla bezrobotnych, a tym właśnie są zachęty finansowe do uczestnictwa w przyjętych środkach, przewidziane w przygotowanym przez Hiszpanię skoordynowanym pakiecie. Za zasiłki dla bezrobotnych odpowiedzialne są instytucje krajowe, a nie instytucje unijne. Dlatego głosowałem przeciw.

 
  
  

Reports: Bendt Bendtsen (A7-0232/2012), Juan Andrés Naranjo Escobar (A7-0233/2012)

 
  
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  Anna Maria Corazza Bildt, Christofer Fjellner, Gunnar Hökmark och Anna Ibrisagic (PPE), skriftlig. − Vi röstade i dag för två betänkanden om utnyttjande av Europeiska fonden för justering av globaliseringseffekter. Sedan fonden instiftades 2006 har vi alltid tidigare avstått från att rösta, eftersom vi var emot fonden från början, då vi inte anser att fonden är rätt instrument för att hjälpa arbetstagare som drabbats av strukturförändringar. Fonden har nu växt, utvecklats och fått sitt eget anslag. Den finns och kommer inte att försvinna under en överskådlig framtid. Vi tar därför nu ställning till varje enskilt fall om de uppfyller de mycket strikta krav på medfinansiering och långsiktiga sysselsättningsåtgärder som ställs på ansökarna. I dessa två fall bedömer vi att ansökningarna uppfyller dessa krav. Vi fortsätter att inom ramen för arbetet med budgeten 2013 och långtidsbudgeten stödja mer effektiva och långsiktiga instrument för att öka sysselsättningen, möta strukturförändringar och öka flexibiliteten på arbetsmarknaden.

 
  
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  Ashley Fox (ECR), in writing. − This fund costs the taxpayer EUR 500 million every year. This EUR 500 million comes from our Member States and, more importantly, our constituents. While some of the applications to this fund may be worthy, more could be achieved if this money were returned to the Member States. The process for this fund is too bureaucratic. A company has to submit an application to the national Government, which then in turn applies to the Commission, which judges whether the application is worthy or not. If it is deemed worthy, the Commission submits the application to the budgetary authority, and then finally we are required to vote on something we are far, far removed from. National governments and local authorities are better placed to decide on whether they need to use such funds, and how they should be applied. They are also accountable to their citizens for the taxes they levy to pay for such expenditure. I therefore voted against this report.

 
  
  

Report: Claude Turmes (A7-0265/2012)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente Relatório, considerando que o investimento em tecnologias energéticas inovadoras, capazes de providenciar emprego, riqueza, sustentabilidade e autonomia face à importação de combustíveis fósseis, é uma estratégia importante na recuperação da economia europeia. Apesar da Direita se manter firme na defesa da redução dos investimentos, o meu grupo político foi capaz de levar a cabo um trabalho cujo resultado é o espelhado neste relatório: uma Diretiva forte de modo a ajudar a reduzir 20% do consumo de energia até 2020, tal como estava delineado pela Comissão Europeia na Estratégia 2020 rumo ao crescimento verde, inteligente e sustentável, de modo a lidar com a falta de fontes energéticas, pela criação de emprego e em prol do crescimento económico na União Europeia.

 
  
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  Elena Oana Antonescu (PPE), în scris. − Uniunea a stabilit standarde ambiţioase în ceea ce priveşte eficienţa energetică, însă evaluările arată că potenţialul extraordinar pe care economisirea şi eficienţa energetică îl reprezintă nu este destul exploatat. Măsurile deja adoptate de statele membre s-au dovedit insuficiente pentru depăşirea obstacolelor rămase la nivelul pieţei şi al reglementării. De aceea este atât de importantă Directiva privind eficienţa energetică, pentru că stabileşte un cadru comun pentru promovarea eficienţei energetice în Uniune pentru anul 2020 şi dincolo de acesta.

Vreau să salut în special prevederile privind strategia pe termen lung de renovare a clădirilor şi prevederile referitoare la schemele de finanţare privind măsurile de eficienţă energetică. Sigur că ne doream poate o directivă şi mai ambiţioasă, pentru ca îndeplinirea obiectivului de 20% până în 2020 să devină o realitate, însă, în acelaşi timp, trebuie să fim conştienţi că adoptarea acestei directive reprezintă un pas major pe care Uniunea Europeană îl face şi avem ocazia să o transformăm într-o valoroasă oportunitate economică.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE), par écrit. – Le Parlement européen, en adoptant cette directive sur l’efficacité énergétique, a voulu réaffirmer son engagement dans la lutte contre le changement climatique. S’assurer que les États membres amélioreront de 20% l’efficacité énergétique est crucial pour que l’UE demeure un leader environnemental. Isoler les bâtiments publics, réaliser des audits énergétiques et mobiliser des fonds pour permettre cette transition sont les mesures principales de ce texte que j'ai soutenu. Venant en complément du développement des énergies renouvelables et de la baisse des émissions de Co2, l’efficacité énergétique représente l’un des plus grands potentiels de progrès dans la lutte contre le changement climatique.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį pasiūlymą dėl energijos vartojimo efektyvumo. ES per metus išleidžia apie 400 mlrd. eurų energijos importui. Todėl yra būtina imtis visų priemonių, kuriomis galėtume paskatinti efektyvų ir tausų energijos vartojimą bei prisidėti prie energetinio saugumo užtikrinimo bei energetinės priklausomybės nuo trečiųjų šalių mažinimo. Pritariu šioje direktyvoje įvirtintiems privalomiems tiksliniams rodikliams ES ir nacionaliniu lygmeniu, kad iki 2020 m. būtų pasiektas 20 procentų energijos vartojimo efektyvumo tikslas, kas leistų pagerinti ne tik Sąjungos energetinį saugumą, bet ir prisidėtų prie ES ekonomikos atsigavimo. Pritariu, kad valstybėse narėse siekiant energijos vartojimo mažinimo, būtų sukurtos energijos taupymo sistemos, o viešosios organizacijos būtų įpareigotos pirkti energijos požiūriu efektyvius pastatus. Šioje direktyvoje įtvirtintos nuostatos dėl pažangiųjų skaitiklių įdiegimo padės labiau apsaugoti ES vartotojus nuo nepagrįstų energijos kainų didėjimo bei padidins vartotojų informuotumą apie realų energijos suvartojimą bei energijos kainas.

 
  
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  Ivo Belet (PPE), schriftelijk. − Met deze nieuwe richtlijn zetten we een grote stap voorwaarts om de Europese 2020-klimaatdoelstellingen te halen. Dit is niet alleen goed om de CO2-uitstoot verder terug te dringen; investeringen in energie-efficiëntie bevorderen ook de werkgelegenheid en de energiekosten voor bedrijven en consumenten zullen dalen. Door betere informatie op de energiefactuur en door de initiatieven van energieleveranciers om elk jaar 1,5 procent energie te besparen, zullen wij allemaal ertoe worden aangezet om op een bewustere manier om te gaan met energiegebruik.

De lidstaten zullen het goede voorbeeld moeten geven. Jaarlijks zal 3% van de centrale overheidsgebouwen moeten worden gerenoveerd om ze energie-efficiënter te maken. Dit zal zeker ook impulsen geven aan de werkgelegenheid. Ook de langetermijnstrategieën voor de renovatie van residentiële en commerciële gebouwen die de lidstaten moeten opstellen, zullen hier zeker toe bijdragen.

Deze energie-efficiëntierichtlijn had ambitieuzer gekund, toegegeven. Het is een compromis, het werk is zeker niet af. Maar vast staat dat we hiermee op het juiste spoor zitten om te zorgen voor een beter milieu, meer jobs en minder energie-afhankelijkheid.

 
  
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  Jean-Luc Bennahmias (ALDE), par écrit. – Enfin des mesures contraignantes dans le domaine de l'efficacité énergétique. Il faut s'en féliciter. En effet, pour le moment, nous ne sommes pas en mesure d'atteindre les objectifs que nous nous sommes fixés. Bien sûr, il y a des dérogations, et certaines mesures restent volontaires, mais tout de même, l'accord trouvé en première lecture permet de transformer certains aspects du plan pour l'efficacité énergétique en mesures contraignantes. Les entreprises énergétiques devront réduire d'au moins 1,5% par an leurs ventes aux consommateurs industriels et particuliers. Chaque Etat membre devra faire en sorte que 3% de la surface au sol des bâtiments gouvernementaux soient rénovés tous les ans en cohérence avec la directive sur la performance énergétique des bâtiments. Enfin, les Etats devront présenter un plan d'action à intervalles réguliers. Tandis que le Parlement aurait voulu aller plus loin sur ces questions, il faut rappeler que c'est le Conseil et donc les Etats qui ont rabaissé le niveau d'ambition d'un texte qui reste, somme toute, résolument positif dans le contexte de transition énergétique actuel.

 
  
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  Nora Berra (PPE), par écrit. – Je me réjouis de l'adoption du rapport Turmes sur l'efficacité énergétique. Purement politique jusqu'ici, l'objectif de réduire de 20% la consommation d'énergie de l'UE d'ici 2020 est désormais contraignant. Il s'ajoute aux objectifs de diminuer les émissions de gaz à effet de serre de 20% et de porter la part des énergies renouvelables à 20% de la consommation énergétique. Ainsi, la directive prévoit un taux de rénovation des bâtiments publics de 3%, des programmes d'économie d'énergie pour les services publics et des audits énergétiques pour les grandes entreprises. Le rapport prévoit également que les États membres présentent des objectifs nationaux à la Commission européenne en mai prochain.

 
  
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  Adam Bielan (ECR), na piśmie. − Panie Przewodniczący! Kraje Unii Europejskiej wydają rocznie ponad czterysta miliardów euro na import energii, przez co w znaczący sposób uzależniają się do zagranicznych dostawców. Wszelkie działania zmierzające do zwiększenia efektywności energetycznej, oszczędności zasobów oraz ograniczenia wysokiego stopnia uzależnienia, uważam za pożądane. Wsparcie dla unijnych przedsiębiorstw produkujących energię jest w pełni zasadne, ponieważ wpływa na wzrost konkurencyjności Europy w świecie, a wewnątrz Unii na rozwój tej gałęzi gospodarki, jak i innych sektorów, oraz zwiększanie ilości miejsc pracy. Z uwagi na systematycznie rosnące ceny energii, w interesie europejskich konsumentów jest zapewnienie utrzymania tychże kosztów pod kontrolą. Określony w dyrektywie cel bezwzględnego obniżenia zużycia energii musi zatem być uwzględniany w strategiach gospodarki energetycznej. Mam nadzieję, że przemyślane i skuteczne działania oszczędnościowe pozwolą uchronić niezwykle nadwerężone budżety gospodarstw domowych w okresie kryzysu. Popieram sprawozdanie.

 
  
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  Izaskun Bilbao Barandica (ALDE), por escrito. − He votado a favor de este informe porque apoyo totalmente el que se establezca un marco común de medidas para el fomento de la eficiencia energética dentro de la UE a fin de asegurar la consecución del objetivo principal de eficiencia energética de la Unión de un 20% de ahorro para 2020 y con objeto de preparar el camino para mejoras ulteriores de eficiencia energética más allá de esa fecha.

 
  
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  Sebastian Valentin Bodu (PPE), în scris. − Uniunea Europeană este tot mai expusă la instabilitatea şi creşterea preţurilor de pe pieţele internaţionale de energie, precum şi la consecinţele faptului că rezervele de hidrocarburi ajung treptat să fie monopolizate de un număr restrâns de deţinători. Concurenţa dintre furnizorii de energie nu va fi suficientă pentru a ţine costurile energiei sub control.

Un alt aspect important este reprezentat de situaţia clădirilor rezidenţiale şi industriale, care generează în Europa peste 40% din consumul primar de energie. Creşterea eficienţei energetice a clădirilor este absolut necesară în vederea îndeplinirii obiectivelor importante de protecţie a mediului, pe de o parte, şi pentru a reduce cheltuielile energetice tot mai mari pentru utilizatorii clădirilor, pe de altă parte. Prin urmare, consider că politicile şi măsurile adoptate trebuie să conducă la o reducere absolută a consumului de energie, care va conduce la reducerea costului global al energiei pentru consumatori, eliberând veniturile cetăţenilor şi întreprinderilor UE şi reducând cheltuielile din sectorul public.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau dėl šio pranešimo, kadangi pagrindinis ES aplinkosaugos politikos tikslas yra sumažinti išmetamą pavojingų ir žalingų dujų bei kitų teršalų kiekį. Pats geriausias būdas tai padaryti – skatinti energijos vartojimo efektyvumą. Energijos vartojimo efektyvumas gali padėti sumažinti efektyvių produktų ir paslaugų kainas bei padidinti verslo galimybes susijusiuose pramonės sektoriuose. 2007 metų valstybių vadovų priimtas sprendimas nustatė tikslą padidinti energijos vartojimo efektyvumą 20% ir tai yra pagrindinis mažo anglies dioksido kiekio technologijų ekonomikos sukūrimo iki 2050 metų plano elementas. Kad šis tikslas būtų pasiektas, valstybėms narėms reikėtų parengti nacionalinius veiksmų planus, kurie būtų ryžtingi ir konkretūs, o Komisija privalo turėti teisę juos vertinti ir iš dalies keisti. Taip pat turėtų būti nustatyta Europos metodologija, pagrįsta modeliu, leidžiančiu įvertinti skirtingą valstybių narių padėtį. Tai pat turėtų būti taikomas su šalies ekonomine padėtimi susijęs korekcijos koeficientas, kad neatsitiktų taip, jog modelis vienoms šalims taptų sunkiai įgyvendinamas, o kitoms – nepakankamai ryžtingas. Vertėtų paminėti, kad energijos naudojimo efektyvumo siekis yra neatsiejamas ne tik nuo kiekvieno piliečio ir MVĮ veiklos reguliavimo, bet ir nuo paskatų teikimo, pvz., paramos energijos taupymo sistemos sukūrimui. Tačiau tam, kad nacionalinės paskatos nebūtų laikomos neteisėta valstybės pagalba, jas reikia aiškiai apibrėžti.

 
  
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  Vito Bonsignore (PPE), per iscritto. − Su una relazione così complessa è facile trovare punti di convergenza e dichiaro subito un voto favorevole.

Molte raccomandazioni appaiono convincenti anche nella prospettiva di non "sprecare" la crisi, cioè di interpretare l'efficienza energetica come volet di una risposta articolata alla crisi. Ottima pertanto l'idea di far convergere attenzione normativa, incentivi individuali, promozione della competizione e dell'eccellenza nell'industria edile e impiantistica, sull'obiettivo di efficienza degli immobili.

Il promuovere una riqualificazione di quote consistenti del patrimonio immobiliare, privato e pubblico, attraverso il coinvolgimento e il sostegno alle forze economiche e all'impresa, un concreto impegno dei pubblici poteri, la partecipazione delle famiglie, realizza molteplici risultati: sul piano ambientale, contribuisce a raggiungere gli obiettivi così come definiti nella strategia Europa 2020; potrebbe costituire un fattore di rivitalizzazione delle nostre economie, perché si fonda su valori di know-how e di qualità delle imprese; è di aiuto per le famiglie e i consumatori, colpiti dagli effetti pervasivi e "a cascata" dei rincari dei carburanti o degli aumenti di tassazione sulle fonti; promuove ricerca e sviluppo, senza indulgere a suggestive quanto pericolose utopie di decrescita; contribuisce in sicurezza e stabilità, allentando la dipendenza energetica da forniture che si trovano perlopiù in aree politicamente volatili.

 
  
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  Philippe Boulland (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur de la directive sur l'efficacité énergétique. Comme les objectifs de réduction de 20% d'économie d'énergie élaborés par la Commission et adoptés par les Etats membres dans le cadre de la stratégie 2020 semblent s'essouffler, il était nécessaire de les réévaluer et de les adapter à des critères de faisabilité plus adéquats. Ces nouvelles mesures visent à faire des économies supplémentaires, et promeuvent dans le même temps l'impératif d'efficacité énergétique. Ainsi, des mesures contraignantes ont été élaborées pour impliquer plus fortement les Etats : des approches rentables en matière de rénovation des bâtiments sont exigées, et la notion d'efficacité énergétique devra être un critère important lors de la passation de marchés. Je soutiens également la volonté de rendre obligatoires des audits énergétiques réguliers pour les grandes entreprises.

 
  
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  Arkadiusz Tomasz Bratkowski (PPE), na piśmie. − Sprawozdanie w sprawie wniosku dotyczącego dyrektywy Parlamentu Europejskiego i Rady w sprawie efektywności energetycznej oraz uchylającej dyrektywy 2004/8/WE i 2006/32/WE poddało analizie kilka kluczowych kwestii, które będą decydować o przyszłości Europy. UE stoi przed olbrzymim wyzwaniem rosnącego zapotrzebowania na energię elektryczną, m.in. ze względu na rozwój nowych państw członkowskich. Według Międzynarodowej Agencji Energetycznej Polska za 15 lat będzie potrzebowała 50% więcej energii, niż jest w stanie wytworzyć na dzień dzisiejszy. Wytworzenie takiej jej ilości utrudniają rygorystyczne normy unijne dotyczące emisji CO2 oraz konieczność wdrażania technologii wykorzystujących energię odnawialną.

Europa stoi również przed wyzwaniem zwiększenia efektywności energetycznej o 20% do końca 2020 r. (konkluzja Rady Europejskiej z dnia 4 lutego 2011r.). Niestety, wiele przyczyn wewnętrznych i zewnętrznych, w tym m.in. kryzys gospodarczy i otaczająca Europę konkurencja w dziedzinie transportu czy przemysłu ciężkiego, nie ułatwia realizacji założonego celu. Stoimy obecnie przed wyzwaniem, które zmusza nas, aby rozwijać się szybciej, mniej szkodząc środowisku, czemu nie można łatwo sprostać! Przestarzała infrastruktura i technologie przynoszą wiele strat i są przyczyną wysokiej emisyjności, a żeby ten stan zmienić, konieczne są inwestycje. Poza tym należałoby rozważyć instrumenty, które wpłynęłyby na ograniczenie konsumpcji energii po stronie obywateli.

 
  
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  John Bufton (EFD), in writing. − The proposals lean towards increasingly centralised and punitive measures that would essentially burden the taxpayer, indirectly and directly, to fund energy efficiency targets stipulated by the EU. While energy efficiency is paramount in the light of decreasing resources and increasing fuel prices, with energy deficit seeing many European countries depend upon fuel importation that undermines and weakens national economies, creating a pan-European policy is only likely to backfire and see the burden of cost passed onto the public via legislation that fails to appreciate and accommodate specifics of particular industries or regions. Costs enforced upon utilities companies will simply be passed down to the consumer, as will the results from energy audits on large enterprises if not handled effectively. While the rapporteur acknowledges the need to protect consumers against unjustified price rises, and the role of local governance in actuating energy efficiency, these principles stand in direct contradiction to the proposition of centralised targets and to the identification that ‘levies or obligations on all customers or retailers can raise substantial and constant funding’. I would not trust Brussels to forge a centralised energy efficiency strategy that would avoid deep and divisive consequences.

 
  
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  Antonio Cancian (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore in riferimento alla proposta di Direttiva Efficienza Energetica presentata dall'on. Turmes. Condivido appieno l'obiettivo di colmare il divario per il raggiungimento dell'obiettivo del 20% di riduzione dei consumi energetici al 2020, definendo, senza fissare obiettivi vincolanti, un quadro comune per l'efficienza energetica. Sono convinto che le disposizioni incluse in questo provvedimento daranno un significativo contributo per far fronte alla crisi economica, creando più opportunità per le PMI del settore edilizio e un incremento dei posti di lavoro. Tra i principali vantaggi ci sarà una minore emissione di CO2, una conseguente riduzione degli sprechi e verranno promossi investimenti ed innovazioni volti al raggiungimento degli obiettivi. In particolar modo vorrei sottolineare come questo accordo sia il risultato di un buon compromesso che, con il recepimento da parte degli Stati membri, permetterà il raggiungimento degli obiettivi prefissati, portando ad una migliore efficienza, maggiori innovazioni e una riduzione dei costi anche da parte delle amministrazioni pubbliche. Esprimo apprezzamento per le fruttuose negoziazioni che hanno condotto alla definizione di vincoli lasciando una certa flessibilità agli Stati membri nell'applicazione, con il ruolo di controllo della Commissione che, con il suo rapporto valutazione sull'applicabilità della direttiva nel 2014, verificherà l'avanzamento dei progressi.

 
  
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  Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. Votei favoravelmente o presente relatório por considerar ser necessária a adoção de políticas ambiciosas de combate às alterações climáticas e à escassez de recursos. A eficiência energética tem provado ser a forma mais barata e mais célere de redução das emissões de CO2. Considero também fundamental adotar medidas no sentido da redução da dívida externa da UE no domínio da energia e do aumento da independência geopolítica e da segurança energética da União Europeia, assim como no sentido de manter os custos energéticos sob controlo e de alcançar um crescimento sustentável da União Europeia.

 
  
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  Françoise Castex (S&D), par écrit. – Le Parlement européen a approuvé aujourd’hui une directive sur l’efficacité énergétique qui doit permettre de tendre vers les 20 % d’économies d'énergie d'ici à 2020, ce qui constitue une avancée non négligeable. Je me félicite notamment que la directive énumère une série de champs obligatoires contribuant à l'objectif d'efficacité énergétique: rénovation des bâtiments publics, stratégie de mobilisation des investissements pour la rénovation du parc résidentiel et commercial, cogénération, certificats d'économie d'énergie... Nous avons également obtenu de la Commission européenne qu’elle publie une liste d'initiatives sectorielles complémentaires afin d'assurer que l'objectif global de 20 % d'économies d'énergie d'ici 2020 soit effectivement atteint. Le cap est fixé, les États membres doivent maintenant mettre cette directive en œuvre dès que possible!

 
  
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  Andrea Cozzolino (S&D), per iscritto. − I negoziati sulle misure di efficientamento energetico si rivelano sempre difficili e complessi, soprattutto a causa di alcuni grandi Stati membri, non sempre e totalmente ben disposti a sostenere accordi e prospettive ambiziose, che, nel breve periodo, possono determinare costi e conseguenze negative sulla loro competitività. Anche in questo caso, nonostante alcuni miglioramenti, ci troviamo di fronte a una direttiva che, per quanto contribuisca al raggiungimento dell'obiettivo del 20% di risparmio energetico entro il 2020, da sola non sarà sufficiente (si stima un risultato entro il 15 e il 17%). Da parte nostra ci dovrà essere, quindi, un impegno moltiplicato per far sì che prospettive ed esigenze di lungo periodo, trovino la maniera di affermarsi rispetto agli interessi egoistici che, nel breve, possono condizionare fortemente i governi degli Stati Membri, ancor più in una fase di crisi acuta dell'economia. Una soluzione strutturale e duratura a questa crisi, anzi, va ricercata in misure che affrontino e risolvano alla radice il grave problema della povertà energetica. Occorre ripensare la via d'uscita, non è possibile ritornare a modelli di produzione e consumi precedenti la crisi e, per questo, bisogna essere ambiziosi e coraggiosi per creare opportunità nuove e nuovi posti di lavoro.

 
  
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  Tadeusz Cymański (EFD), na piśmie. − Wstrzymałem się od głosu w kwestii dyrektywy dotyczącej efektywności energetycznej. Z jednej strony przedstawiono słuszne cele obniżenia kosztów energii, z drugiej zaś stwarza się system „energooszczędnych zamówień publicznych”, za który bardzo wysoką cenę zapłacą ostatecznie podatnicy.

 
  
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  Vasilica Viorica Dăncilă (S&D), în scris. − Consider benefic faptul că statele membre sunt încurajate să folosească mai mult cogenerarea, potenţialul acestui proces nefiind încă valorificat la adevărata lui valoare la nivelul Uniunii. Pe de altă parte, statele membre trebuie să încurajeze investiţiile pe termen lung pentru renovarea clădirilor rezidenţiale şi comerciale - atât a celor care aparţin instituţiilor publice, cât şi a celor din sectorul privat - prin utilizarea unor soluţii de renovare eficiente din punctul de vedere al costurilor şi luând în considerare diferitele tipuri de clădiri şi zona climatică căreia îi aparţin acestea.

 
  
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  Marielle de Sarnez (ALDE), par écrit. – L'Union européenne s'est fixé l'objectif de réduire ses émissions de carbone et sa consommation énergétique de 20% d'ici 2020. A cette fin, des mesures concrètes s'imposent, telles que la rénovation des bâtiments publics, le développement de programmes d'économies d'énergie ou des audits énergétiques réguliers et obligatoires pour les grandes entreprises. Si ces mesures sont correctement mises en place, l'Union européenne réalisera une économie de 50 milliards d'euros par an. Une efficacité énergétique accrue permettra non seulement de ménager notre environnement, mais elle favorisera aussi la relance économique et contribuera à la création d'emplois nouveaux en stimulant les secteurs de la recherche et de l'innovation.

 
  
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  Christine De Veyrac (PPE), par écrit. – J’ai soutenu l’adoption de ce rapport, qui répond à une réelle prise de conscience de nos populations sur la nécessité d’adapter nos sociétés pour réduire le gaspillage énergétique de manière significative conformément à nos engagements passés.

 
  
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  Anne Delvaux (PPE), par écrit. – Mardi, nous avons voté à une très large majorité une directive qui devrait permettre à l'Europe d'améliorer son efficacité énergétique de l'ordre de 15% d'ici la fin de la décennie. Les enjeux étaient énormes! Le texte, qui devra être transposé dans le droit des différents États pour début 2014 au plus tard, impose aux États membres, dans un souci d'efficacité énergétique, de rénover chaque année 3 % des bâtiments publics (à noter toutefois: sous la pression de plusieurs pays, et vu l'état actuel des fonds publics en Europe, les bâtiments administratifs communaux et régionaux  – qui représentent 12% des bureaux en Europe – ne seront pas soumis à cette obligation). En revanche, les fournisseurs d'énergie européens devront prendre des mesures afin de réduire la consommation de leurs clients de 1,5 % chaque année, et ce entre 2014 et 2020. La directive impose en outre aux États d'adopter des plans nationaux d'efficacité énergétique qui seront soumis à la Commission européenne. Si ces plans ne sont pas suffisamment ambitieux, l'exécutif européen pourra alors leur imposer des mesures contraignantes dès 2014.

 
  
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  Ioan Enciu (S&D), în scris. − Am votat în favoarea acestui raport, întrucât consider că noua directivă privind eficienţa energetică este un important pas înainte în direcţia atingerii obiectivelor Strategiei Europa 2020 atât în domeniul energiei, cât şi în ceea ce priveşte reducerea poluării. Este esenţial ca noile investiţii în eficientizarea energetică să fie sustenabile din punct de vedere economic şi să nu ducă la efecte secundare nedorite, precum creşterea costurilor cu energia pentru consumatorii finali.

De asemenea, consider că este important ca aceste investiţii să acopere şi sectorul locuinţelor private, întrucât în multe state membre, în special din Europa Centrala şi de Est, acestea generează pierderi de energie extrem de mari. Acelaşi lucru este valabil şi pentru infrastructura de producţie şi transport a energiei, care trebuie modernizată pentru a limita pierderile colaterale.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. A presente diretiva constitui uma oportunidade para a Europa honrar os compromissos assumidos pelos Chefes de Estado em matéria de energia e clima em março de 2007 e fevereiro de 2011. O objetivo é conseguir um aumento de 20% na eficiência energética da UE, o que conduzirá a uma redução, até 2020, de 368 milhões de toneladas de equivalentes de petróleo (Mtep) relativamente à tendência que se regista. Considero que a União Europeia não pode falhar o objetivo da eficiência energética; caso contrário, falhará, também, no que respeita às alterações climáticas, à segurança energética, ao crescimento amigo do ambiente e à proteção social. A renovação, todos os anos, de 3% da superfície total dos "edifícios com aquecimento e/ou sistema de refrigeração" que sejam detidos pelo Estado ou estejam ocupados pela administração central, bem como a instalação de contadores inteligentes que ajudam os consumidores a melhorarem o seu comportamento em matéria de eficiência energética são alguns exemplos daquilo que esta diretiva pretende introduzir no sentido de uma maior eficiência energética. Saliento que esta diretiva incentiva os Estados-Membros e as regiões a utilizarem os Fundos Estruturais e os Fundos de Coesão para investir em medidas de eficiência energética.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. Defendemos a necessidade imperativa de se darem passos significativos no aumento da eficiência energética e, em geral, na racionalização dos consumos de energia. Para tal, são necessárias mudanças profundas que se prendem, desde logo, com uma alteração do modelo económico dominante à escala mundial. A continuidade dos princípios que têm norteado as políticas energéticas na UE, como a liberalização dos mercados da energia, não logrará alcançar o referido desiderato. Na dita economia de mercado o objetivo é produzir e vender, aumentando a oferta, induzindo à procura, ao que subjazem consumos energéticos não sustentáveis. Isto explicará, em parte, o facto de a eficiência ser o parente pobre da política energética europeia. O relatório aponta diversos aspetos positivos, nomeadamente que a eficiência energética é um elemento essencial para alcançar a sustentabilidade da utilização dos recursos energéticos, levanta a questão dos contadores inteligentes, da eficiência energética dos edifícios e a preocupação com as PME. Contudo falta o essencial: a rutura com a política neoliberal para permitir uma eficiência energética que não venha a reboque da crise e da cada vez maior pobreza energética na Europa.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne Energetická účinnosť predstavuje nákladovo najefektívnejší spôsob, ako znížiť emisie skleníkových plynov a ostatné emisie spojené s fosílnymi palivami. Vedie k menšej závislosti od dovozu energie, za ktorý EÚ v súčasnosti platí viac než 400 miliárd EUR ročne. Investovaním do energetickej účinnosti zníži EÚ svoju závislosť od Ruska a štátov OPEC a investuje do európskeho priemyslu. Prospech z toho budú mať najmä malé a stredné podniky vrátane inštalačných a stavebných podnikov. Táto smernica je príležitosťou pre Európu, aby naplnila záväzky hláv štátov v oblasti energetiky a klímy z marca 2007 a 2011: Zvýšenie energetickej účinnosti EÚ o 20 % povedie k úspore 368 miliónov ton ekvivalentu ropy (Mtoe) v porovnaní s trendom do roku 2020. Je potrebný spoločný prístup EÚ na podporu úspor energie a energetickej účinnosti a inovácií, na dosiahnutie úspor z rozsahu a na zníženie byrokratickej záťaže vo všetkých členských štátoch. Politika energetickej účinnosti EÚ bude vychádzať z existujúcich a správne fungujúcich regionálnych a vnútroštátnych politík, pričom sa ponechá potrebná miera flexibility na zohľadnenie miestnych a vnútroštátnych špecifík.

 
  
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  Elisabetta Gardini (PPE), per iscritto. − L´accordo politico raggiunto è ambizioso. La proposta legislativa rappresenta uno strumento importante che, seppur di carattere non vincolante, introduce misure di efficienza energetica che dovrebbero consentire il raggiungimento degli obiettivi europei in termini di riduzione dei consumi energetici del 20% entro il 2020 propri del Pacchetto Clima. Per di più, ci auguriamo che il pacchetto consenta di stimolare la crescita economica, aumentare la competitività delle imprese e creare posti di lavoro. Accolgo con favore come tale pacchetto recepisca le preoccupazioni in termini di vincoli di bilancio che la crisi economica impone, introducendo un grado di flessibilità che ben si adatta a taluni contesti come quello italiano senza dimenticare la sostenibilità ambientale.

 
  
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  Adam Gierek (S&D), na piśmie. − Mimo, że Komisja po zważeniu skutków rynkowych słusznie wreszcie postawiła na efektywność energetyczną, raport jednak rozminął się z tym tematem. Potrzebne są obiektywne wskaźniki pomiaru efektywności zarówno w skali mikro, jak i makroekonomicznej, tj. rzeczywistej efektywności brutto krajów członkowskich. Ta ostatnia winna być mierzona dynamiką narastania, jako różnica zużycia energii pierwotnej na jednostkę PKB per capita danego kraju z roku na rok, dzielonej przez wyjściowe zużycie na jednostkę PKB per capita, razy 100 w procentach. Polityka energetyczna zdefiniowana po przyjęciu słusznego celu politycznego 3x20 w 2007 roku przez państwa członkowskie została zniekształcona przez pakiet klimatyczno-energetyczny. Wprowadza on bowiem nieuczciwą konkurencję, dyskryminującą kraje, których miks energetyczny charakteryzuje się przewagą węgla jako źródła energii pierwotnej. Pakiet ten odchodzi od realiów ekonomicznych: kraje członkowskie są obligowane do jednoczesnej realizacji różnych celów. Brakuje optymalnego, wieloetapowego, korzystnego ekonomicznie dochodzenia do celu 3x20. Jeśli nie tylko kształtowanie miksu energetycznego, ale i cel polityczny powierzony zostanie do realizacji państwom członkowskim, wówczas poskutkuje to większym marnotrawstwem energii pierwotnej oraz większą emisją CO2 od tej realnie możliwej. Jest to jednak kwestia zaufania, którego kryzys aktualnie obserwujemy. Biorąc pod uwagę powyższe argumenty, nie poparłem raportu.

 
  
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  Robert Goebbels (S&D), par écrit. – Je n'ai pas voté en faveur du rapport Turmes parce que le compromis trouvé entre le Conseil et le rapporteur s'est fait au mépris des règles démocratiques devant gouverner le Parlement européen. Sur base du seul vote intervenu en commission ITRE, le rapporteur et quelques rapporteurs pour avis ont négocié un compromis qui est loin des ambitions initiales du rapporteur. Mais surtout, ni les députés individuels, ni la plénière n'ont pu exercer leur droit d'amendement pour améliorer la directive. La plénière n'avait pas d'autre choix que de dire oui ou non à une proposition de vote bloquée. Je dis non, d'autant plus que j'estime que la directive aurait pu être améliorée si le rapporteur n'avait pas choisi de négocier derrière des portes fermées et dans l'opacité totale.

 
  
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  Brice Hortefeux (PPE), par écrit. – Nous le savons, l'Europe est engluée dans une crise depuis plus de quatre ans, et met en œuvre tous les dispositifs et mécanismes possibles pour y mettre fin. Mais la crise ne doit pas occulter d'autres priorités telles que la question énergétique. L'Union européenne s'était engagée à atteindre un objectif de 20% d'efficacité énergétique d'ici 2020. C'est un objectif ambitieux, mais pas irréalisable si nous investissons davantage dans des mesures sectorielles d'efficacité énergétique. C'est pourquoi je salue l'adoption en première lecture de la directive sur l'efficacité énergétique, qui, dès sa mise en œuvre par les Etats membres, pourra contribuer à stimuler la croissance verte et l'emploi et à lutter contre le gaspillage. Concrètement, les bâtiments publics devront être adaptés en vue d'une amélioration de leur performance énergétique, les grandes entreprises devront mener des audits énergétiques, les fournisseurs d'énergie seront obligés d'encourager leurs clients à réaliser des économies... Enfin, dans les milieux les moins accessibles et les milieux ruraux, le développement de la cogénération pourra être favorisé. La cogénération est une technique qui permet de produire aussi bien de la chaleur que de l'électricité à partir de différentes sources d'énergie (gaz naturel, charbon, biomasse).

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Balsavau už pasiūlymą, nes energijos vartojimo efektyvumas yra išlaidų efektyvumo požiūriu pats geriausias būdas sumažinti išmetamą šiltnamio efektą sukeliančių dujų kiekį ir kitų teršalų, susijusių su iškastiniu kuru, kiekį. Taip pat energijos vartojimo efektyvumas padeda mažiau priklausyti nuo energijos importo, už kurį ES dabar moka daugiau kaip 400 mlrd. eurų per metus. Jei investuos į energijos vartojimo efektyvumą, ES mažiau priklausys nuo Rusijos, Naftą eksportuojančių šalių organizacijos (OPEC) valstybių ir tokiu atveju galės daugiau investuoti į Europos pramonę. Energijos vartojimo efektyvumas – vienas iš pagrindinių tikslų, kuriuos numatyta pasiekti iki 2020 m. Jis svarbus siekiant mūsų ilgalaikių energetikos ir klimato tikslų, tai taip pat ekonomiškiausias būdas sumažinti teršalų išmetimą, didinti energetinį saugumą ir konkurencingumą, mažinti išlaidas energijai. Energetikos uždaviniai – vienas iš didžiausių nūdienos išbandymų Europai. Kylančios energijos kainos ir didėjanti priklausomybė nuo energijos importo ne tik neigiamai atsiliepia vartotojams, bet ir kelia grėsmę mūsų saugumui ir konkurencingumui. Kad būtų smarkiai sumažintos išlaidos energijai bei išmetamų teršalų kiekis ir sušvelninta klimato kaita, turi būti priimti svarbūs sprendimai nedelsiant.

 
  
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  Sergej Kozlík (ALDE), písomne. − Na dosiahnutie úspory 20 % energie musí EÚ v nasledovnom desaťročí vynaložiť investície v rozsahu 800 –1200 mld. EUR. Ich návratnosť býva 4 až 8 rokov, vytvorí sa množstvo pracovných miest a podporia sa inovácie. Je možné zapojenie fondových zdrojov EÚ, ale aj súkromných zdrojov, a to aj na báze revolvingových fondov. Ďalšie zdroje cca 400 mld. EUR sa do roku 2020 môžu získať priamo z úspor energii. Významným zdrojom úspor môžu byť renovácie budov, ktoré viažu 40 % spotrebu energii EÚ. Predpokladaná ročná miera renovácií budov vo výške 2 % by sa mala zvýšiť na 3 %, ak sa má dosiahnuť cieľ 1,5 % ročný záväzok uspor konečnej spotreby energie v EÚ. Plne podporujem všetky opatrenia zamerane na úsporu energii v EÚ.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Gli sforzi fatti in materia di risparmio energetico, secondo i dati a nostra disposizione, non sono ancora sufficienti per conseguire l’obiettivo di ridurre dell’80-95% le emissioni di gas serra entro il 2050 rispetto al 1990. La relazione ha il merito di porre in rilievo il presente problema e di esporre le soluzioni per cercare di attuare un piano energetico che sia sostenibile e con obiettivi misurabili. In tal senso, tutti i settori produttivi, non solo il privato, sono individuati come agenti operativi per una maggiore efficienza energetica. Gli edifici pubblici, ad esempio, svolgono un ruolo fondamentale in quest’ottica e la ristrutturazione degli stessi è auspicabile proprio per soddisfare i requisiti minimi di prestazione energetica e avvicinarsi agli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas.

 
  
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  Agnès Le Brun (PPE), par écrit. – Ma voix est allée à ce rapport qui revêt une importance considérable dans la bonne utilisation de nos ressources énergétiques. En effet, cette directive européenne impose des mesures contraignantes d'économies d'énergie, notamment par la rénovation des bâtiments publics, ainsi que des audits énergétiques pour toutes les grandes entreprises. Cette réduction de la consommation de 20% permettra à l'Union européenne d'économiser 50 milliards d'euros par an. L'adoption de ce texte va dans le bon sens et permettra, dans le cas de la France, de poursuivre, encore plus drastiquement, les efforts de réduction des dépenses énergétiques et de promotion des énergies renouvelables entamées par le précédent gouvernement. Ce texte a été adopté par 632 voix pour, 25 voix contre et 19 abstentions.

 
  
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  Constance Le Grip (PPE), par écrit. – Nous avons voté à une large majorité la directive sur l'efficacité énergétique. La Commission avait présenté, le 8 mars 2011, un nouveau Plan pour l'efficacité énergétique (PEE) qui définit des mesures permettant de réaliser des économies supplémentaires au niveau de la fourniture et de l'utilisation de l'énergie, tout en établissant un cadre commun pour promouvoir l’efficacité énergétique dans l’Union pour 2020 et au-delà. Cette directive exige des États membres qu'ils fixent des objectifs d'efficacité énergétique qui tiennent compte de l'objectif général de 20 %. Mais si l'efficacité énergétique est bien une des conditions sine qua non de l'efficacité économique, le groupe PPE a estimé qu'il fallait également répondre aux impératifs de réalisme pour nos entreprises, et a incité le rapporteur à accepter le compromis proposé par le Conseil. Le niveau de flexibilité des États membres, de l'industrie et des organismes publics a été augmenté. Les Etats membres doivent toutefois mettre en œuvre des mesures incitatives pour les citoyens et les entreprises. Nous favorisons donc l'adaptation progressive et des dispositions flexibles pour que les Etats membres puissent s'adapter en fonction de leur tissu industriel et de leur économie.

 
  
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  Petru Constantin Luhan (PPE), în scris. − Uniunea Europeană trebuie să acţioneze în cel mai scurt timp în vederea securizării viitorului energetic şi a protejării intereselor sale în acest domeniu. Pentru aceasta, rolul măsurilor privind eficienţa energetică este critic în garantarea realizării la cele mai mici costuri a obiectivelor privind clima şi energia stabilite.

Consider că este nevoie să se facă presiuni suplimentare asupra reprezentanţilor locali şi regionali pentru respectarea direcţiilor stabilite de către UE şi, în acelaşi timp, trebuie să oferim un sprijin financiar substanţial pentru elaborarea de proiecte. Utilizând inteligent fondurile comunitare pentru următoarea perioadă de programare 2014-2020, vom reuşi să atingem ţinta de 20% referitoare la eficienţa energetică şi, implicit, obiectivele privind sustenabilitatea şi competitivitatea în Uniunea Europeană. În plus, diminuarea consumului prin eficienţa energetică este cel mai durabil mod de a reduce dependenţa de combustibilii fosili şi vom genera astfel o reducere semnificativă a importurilor, de aproximativ 25%.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I voted for this report and agree with the rapporteur that a common EU approach is necessary to reinforce energy savings, energy efficiency and innovation, achieve economies of scale and reduce the bureaucratic burden in all Member States. I agree also that an EU efficiency policy will build on existing and well-functioning regional and national policies while leaving the necessary flexibility to take account of local and national specificities.

 
  
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  Véronique Mathieu (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur de la directive sur l'efficacité énergétique, afin d'atteindre l'objectif européen de réduction de 20% de la consommation d'énergie d'ici 2020. Les mesures votées sont variées, et intègrent divers mécanismes qui concernent la rénovation des bâtiments, les normes applicables aux marchés publics, les obligations d'économie d'énergie, le transport et la distribution. Avec la fixation d'objectifs indicatifs nationaux, les Etats membres doivent s'engager et choisir les mesures les plus efficaces afin de contribuer à cet effort européen commun.

 
  
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  Iosif Matula (PPE), în scris. − Stabilirea obiectivelor de reducere a emisiilor de carbon cu 20% până la finalul acestei decade înseamnă nu doar eforturi, dar şi numeroase avantaje. Eficienţa energetică aduce beneficii prin reducerea semnificativă a costurilor pentru consumul de energie. În prezent, UE îşi menţine rolul de lider la nivel mondial în domeniul eficienţei energetice, dar consolidarea acestei poziţii, pentru a concura cu succes cu economiile emergente, se realizează prin sprijinirea întreprinderilor europene din domeniul tehnologiilor ecologice.

Politica de eficienţă energetică a UE trebuie să urmărească exploatarea eficientă a potenţialului energetic al regiunilor UE. Prin urmare, statelor membre le revine sarcina de a propune planuri de acţiune în cadrul strategiilor naţionale de dezvoltare. Fondurile structurale şi contribuţiile naţionale care au ca scop finanţarea proiectelor de eficienţă energetică ar trebui să constituie o prioritate a politicii de coeziune.

Sprijinirea IMM-urilor în vederea îmbunătăţirii tehnologiilor sustenabile aduce beneficii imediate, prin reducerea semnificativă a costurilor. Iniţiativele locale şi regionale au rolul de a promova investiţiile în tehnologiile verzi şi de a atrage investiţii private. Instrumentele financiare inovatoare pot contribui la stimularea capitalului privat, în vederea comercializării cotelor de emisii.

 
  
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  Mario Mauro (PPE), per iscritto. − Il mio voto alla relazione è favorevole. Concordo sulla precisazione inerente al fatto che l'Unione europea spende più di 400 miliardi di euro l'anno per l'importazione di energia. Raggiungere l'obiettivo minimo di risparmio energetico del 20% non solo aumenterà la nostra sicurezza energetica, ma ridurrà anche, di almeno 50 miliardi di euro l'anno, il trasferimento di ricchezza dalle economie dell'UE ai paesi produttori di energia.

 
  
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  Erminia Mazzoni (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore della relazione dell'on. Turmes perché ritengo che una delle più importanti aree da promuovere, tanto a livello Europeo che nazionale, sia quella dell'efficienza energetica. In questo contesto ho grandemente apprezzato l'ottimo lavoro svolto dai colleghi che ha permesso di individuare aree prioritarie di stimolo. La difficoltà di raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla Commissione esecutiva per il 2020, richiede la capacità da parte dell'UE, e degli Stati membri tutti, di impegnarsi a fondo nel dare l'esempio e nel ricercare soluzioni in grado di efficientare i consumi energetici. Inoltre ritengo che sia giusto prevedere i necessari e periodici controlli di gestione, o "audits", per intervenire dove necessario e quando necessario. Questo sia per ottimizzare il presente sia per guardare ai traguardi futuri con rinnovato vigore.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – La seule avancée que contient ce rapport est l'introduction d'objectifs contraignants en matière d'efficacité énergétique. Elle est malheureusement rendue insignifiante du fait de la vision étriquée et irréaliste de l'efficacité énergétique que le texte propose. Il supprime en effet l'obligation de prendre en considération, dans le calcul de l'efficacité énergétique, la ponction globale d'énergie primaire que chaque produit ou service engendre sur la planète. Pire: il exempte les centrales nucléaires des analyses d'efficacité énergétique. Ajoutez à cela la validation du marché carbone et la validation de la libre concurrence énergétique, et vous obtiendrez une facture écologique salée pour notre écosystème. Je vote contre.

 
  
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  Willy Meyer (GUE/NGL), por escrito. − Me he mostrado favorable a la aprobación de este informe relativo a la eficiencia energética pues considero necesario redoblar los esfuerzos por conseguir unos sistemas energéticos más eficientes ya que, además de la orientación de la política energética hacia fuentes de producción renovables, la eficiencia energética es una vía más para aumentar la seguridad de suministro y de reducir las emisiones de CO2. Esta resolución supondrá un avance positivo para conseguir el objetivo, ya de por sí insuficiente, de reducir en un 20% el consumo de energía en los países miembros de la Unión Europea. Por todo ello he dado mi apoyo a este informe, aun teniendo en cuenta que la búsqueda de la eficiencia energética deberá ir inseparablemente de la mano de otras medidas en materia energética, como por ejemplo un cambio radical en la producción de la energía, incluido el cierre progresivo de todas las centrales nucleares.

 
  
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  Miroslav Mikolášik (PPE), písomne Európska únia a všetky jej členské štáty čelia výzvam plynúcim z obmedzených zdrojov energie v EÚ, a tým aj zo závislosti od dovozov energie z mimoeurópskych krajín. Energetická efektívnosť je nielen cenným prostriedkom na zmiernenie negatívnych následkov zmeny klímy pomocou znižovania emisií skleníkových plynov nákladovo efektívnym spôsobom, ale aj cestou k zvýšeniu energetickej bezpečnosti a prechodom na konkurencieschopné energeticky efektívne hospodárstvo. Domnievam sa preto, že v programoch EÚ, ako napríklad Horizont 2020 pre vedu a výskum, by sa mala venovať pozornosť inovačným technologickým riešeniam v odvetviach súvisiacich s energetickou efektívnosťou. Týmto spôsobom by sme zároveň dosiahli vytváranie nových kvalifikovaných pracovných miest. Súhlasím s prístupom, že členské štáty by pri stanovení indikatívnych národných cieľov energetickej efektívnosti mali mať možnosť zohľadniť vnútroštátne okolnosti a prispôsobiť im aj konkrétne stimuly na zvyšovanie energetickej účinnosti.

 
  
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  Ana Miranda (Verts/ALE), in writing. − This essential legislation is not only crucial for achieving our energy security and climate goals, it will also give a real boost to the economy and create jobs. Crucially, it will reduce the sizeable and growing cost of our dependence on energy imports – EUR 488 billion in 2011 or 3.9% of EU GDP – which is particularly stark in crisis-hit countries. Policy at EU and national level must now be reoriented with a view to swiftly implementing and fully maximising the benefits of these new rules, which are a concrete tool for responding to the economic crisis. This includes mobilising European funds to support energy efficiency and savings, as well as creating training programmes – notably with a youth focus – with a view to creating employment in the sector and tackling unemployment. This is essential legislation, and I voted in favour of it.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), schriftlich. Energieeffizienz gehört zu den Kernelementen der im Rahmen der Strategie Europa 2020 angekündigten Leitinitiative „Ressourcenschonendes Europa“. Wie in der Mitteilung der Kommission „Fahrplan für den Übergang zu einer wettbewerbsfähigen CO2-armen Wirtschaft bis 2050“ dargelegt, ist Energieeffizienz einer der Aspekte der CO2-armen Wirtschaft, die kurz- und mittelfristig zur Schaffung neuer Arbeitsplätze beitragen können, und zwar durch eine intensivere Ausbildung, durch Weiterbildung, durch Programme zur besseren Akzeptanz neuer Technologien sowie durch F&E und Unternehmertum. Mit diesem Vorschlag für eine Richtlinie wird betont, dass der Umstieg auf eine energieeffizientere Wirtschaft auch die Wettbewerbsfähigkeit der Industrie in der Union verbessern und dadurch das Wirtschaftswachstum fördern und hochwertige Arbeitsplätze in einer Reihe von Sektoren, die mit Energieeffizienz zusammenhängen, schaffen wird. Dies ist selbstverständlich zu begrüßen. Dennoch stellt sich hier die grundsätzliche Frage, ob durch die geplanten Maßnahmen die Klimaerwärmung tatsächlich eingedämmt bzw. beschränkt werden kann. Angesichts des Umstandes, dass es sich dabei in erster Linie um ein natürliches Phänomen handelt, ist davon auszugehen, dass die vorgeschlagenen Maßnahmen erhebliche Mehrkosten für die öffentlichen Haushalte und für Unternehmen bedeuten, die im Endeffekt nichts bringen. Und das in Zeiten der Krise! Ich habe daher gegen den Richtlinienvorschlag gestimmt.

 
  
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  Rareş-Lucian Niculescu (PPE), în scris. − Am votat în favoarea acestui raport, pe care îl consider deosebit de important, mai ales în această perioadă de creştere a preţului petrolului şi de dezbateri intense cu privire la utilizarea produselor agricole pentru producţia de energie. Consider importante în special dispoziţiile referitoare la dezvoltarea reţelelor eficiente şi promovarea cogenerării, aceasta fiind o soluţie de viitor pentru necesităţile locale în materie de energie termică şi electrică. Această soluţie este foarte potrivită pentru zonele rurale, în care sunt disponibile resurse importante de lemn. Raportul reprezintă un pas înainte în politica europeană de economisire a energiei, demers care trebuie să continue.

 
  
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  Wojciech Michał Olejniczak (S&D), na piśmie. − Zwiększanie efektywności energetycznej jest jedną z najlepszych metod walki z ociepleniem klimatu. Dotychczasowe działania podejmowane w zakresie zwiększenia efektywności energetycznej budynków mieszkalnych oceniam niezwykle pozytywnie. W przypadku Polski wsparcie dla ocieplania budynków czy też wymiany okien jest jednym z najbardziej widocznych znaków członkostwa Polski w Unii Europejskiej. Jest oceniane jednoznacznie pozytywnie przez opinię publiczną. Dlatego też z radością przyjąłem projekt dyrektywy o efektywności energetycznej, która nakłada na państwa członkowskie obowiązek odnawiania każdego roku 3% całkowitej powierzchni ogrzewanych lub chłodzonych budynków będących własnością instytucji rządowych lub przez nie zajmowanych.

Ubolewam, że Parlamentowi nie udało się przeforsować swojego wniosku w sprawie renowacji wszystkich budynków publicznych, a nie tylko centralnych budynków rządowych. Z drugiej jednak strony przyjęte rozwiązanie jest poważnym krokiem naprzód w kierunku realizacji celów dotyczących redukcji gazów cieplarnianych. Co niezwykle istotne, dyrektywa zmniejszy lukę, jaka dzieli nas od osiągnięcia celu, czyli 20% oszczędności energii do 2020 roku. Obecnie możemy zagwarantować, że uda nam się zmniejszyć zużycie energii o 15%. Gdyby nadal obowiązywały dotychczasowe przepisy, realną perspektywą byłaby jedynie 9% redukcja. Jest to wynik znacznie poniżej oczekiwań i potrzeb. Uwzględniając powyższe okoliczności, zdecydowałem się poprzeć treść sprawozdania dotyczącego efektywności energetycznej.

 
  
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  Justas Vincas Paleckis (S&D), raštu. − Energijos vartojimo efektyvumo pranešimas - vienas reikšmingiausių šios kadencijos EP darbų. Tai labai svarbus teisės aktas ES piliečiams ir įmonėms, padėsiantis kovoti su ekonomine krize ir nedarbu. ES neturi tiesioginių priemonių sumažinti pasaulinių naftos ir dujų kainų, tačiau gali padėti sumažinti energijos suvartojimą. Ši direktyva taip pat sukurs 2 milijonus darbo vietų mažoms ir vidutinėms įmonėms, ypač statybų sektoriuje. Tai aktualu ir jaunimui. Energijos efektyvumas ne tik sutaupo pinigų, bet ir saugo aplinką - į atmosferą išmetama mažiau išlakų. Balsavau už šį pranešimą, nes jis ypač svarbus sudėtingais laikais gyvenantiems ES piliečiams. Juk energijos išteklių kainų didėjimas ypatingai skaudžiai atsiliepia sunkioje ekonominėje padėtyje vis dar esančioms ES valstybėms, jų silpniausiesiems visuomenės sluoksniams. Svarbu, kad ši direktyva nebūtų suprasta vien tik kaip energijos efektyvumą skatinantis dokumentas. Kasdieniame gyvenime svarbu taip pat taupyti energijos išteklius.

 
  
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  Alfredo Pallone (PPE), per iscritto. − Il testo appena votato abroga una direttiva di 8 anni fa che, in campo di ricerca e sviluppo, industria ed energia, si traduce in una normativa vecchia e obsoleta. La proposta della nuova direttiva, in linea con gli obiettivi UE 2020, si prefigge di ridurre del 20% l'uso dell'energia dell'Unione europea. Risparmio, tutela dell'ambiente e crescita sostenibile saranno salvaguardati da norme specifiche che indirizzeranno le società dell'energia verso un maggiore controllo anche grazie all'uso di nuove tecnologie, limitando di conseguenza gli sprechi delle aziende senza vincolare troppo i singoli Stati membri. Efficienza energetica vuol dire risparmio sui costi dell'energia, aumento della sicurezza, specializzazione e sviluppo delle industrie motivo per cui non si può non condividere questi obiettivi.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. É comumente aceite que são necessárias políticas de combate às alterações climáticas e à escassez de recursos. Por concordar com o objetivo de manter os custos energéticos sob controlo e alcançar um crescimento sustentável da União Europeia, votei favoravelmente o presente relatório. De facto, os especialistas consideram que a eficiência energética é das formas mais eficientes e menos onerosas de reduzir as emissões de CO2. Nesse sentido, considero importante esta política, bem como a adoção de medidas que conduzam ao aumento da independência energética da União e possibilitem a redução da dívida externa da União no domínio da energia.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Considerando che gli obiettivi dell'Unione Europea relativi all'efficienza energetica sono indispensabili da raggiungere, in quanto in caso di insuccesso l'UE mancherebbe anche gli obiettivi riguardanti i cambiamenti climatici, la sicurezza energetica, la crescita verde e la protezione sociale, è necessario un approccio comune dell'UE al fine di consolidare il risparmio energetico, l'efficienza energetica e l'innovazione, conseguire economie di scala e ridurre gli oneri burocratici in tutti gli Stati membri. Inoltre, tenendo conto che la politica UE in materia di efficienza sarà basata sulle attuali politiche regionali e nazionali di una certa efficacia, e prevederà la flessibilità necessaria a tener conto delle specificità locali e nazionali, basandosi sul finanziamento anticipato delle misure di efficienza e stimolo dell'innovazione tecnologica, finanziaria e sociale, esprimo il mio voto favorevole alla proposta.

 
  
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  Alojz Peterle (PPE), pisno. − Končno diši po zavezujočih ukrepih, ki bodo z obveznimi varčevalnimi ukrepi prispevali k izboljšanju energetske slike v Evropski zvezi. Vesel sem, da Direktiva zavezuje tudi javne ustanove, ki so veliki porabniki energije. Moj glas gre torej ZA strateški cilj varčevanja energije.

 
  
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  Tomasz Piotr Poręba (ECR), na piśmie. − Panie Przewodniczący! Unia Europejska wydaje rocznie ponad 400 miliardów euro na import energii, a kraje unijne w wielu przypadkach polegają na jej dostawach (zwłaszcza w przypadku gazu) z jednego źródła. Dlatego też w pełni popieram postulat ograniczania zużycia energii poprzez bardziej efektywne jej wykorzystanie, co doprowadzi do zmniejszenia uzależnienia od państw trzecich oraz przyniesie korzyści zwykłym obywatelom. Sprawa ta jest bardzo ważna dla wszystkich państw członkowskich, ponieważ może przynieść nie tylko znaczne oszczędności finansowe, ale także ograniczyć wykorzystanie surowców naturalnych. Dlatego zdecydowałem się poprzeć unijną dyrektywę w sprawie efektywności energetycznej.

 
  
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  Teresa Riera Madurell (S&D), por escrito. − La eficiencia energética es una de las formas más asequibles de aumentar nuestra seguridad energética. Esta Directiva permitirá, primero, crear puestos de trabajo, la mayor parte en el sector de la construcción que ha sufrido enormemente en términos de empleo a consecuencia de la actual crisis económica. Además, hablamos aquí de puestos de trabajo con un importante y considerable anclaje local.

En segundo lugar, esta Directiva contribuirá a combatir la pobreza energética a la que se enfrentan actualmente muchos hogares. En tercer lugar, permitirá ahorrar en las importaciones de energía y, por tanto, reducirá al mismo tiempo nuestra dependencia energética exterior. No hace falta recordar el impacto de esta dependencia en nuestras balanzas comerciales.

Por último, es destacable que actuará como un importante acicate a la investigación y a la innovación en temas de eficiencia y propiciará que nuestras empresas sean más competitivas en un contexto en el que se anuncia una mayor competencia global por unos recursos energéticos cada vez más escasos.

De todo ello se deriva mi voto favorable a una Directiva que, no obstante, podría haber ido más allá en el papel ejemplarizante de las administraciones públicas exigiéndoles un mayor compromiso para aumentar la eficiencia energética de sus edificios.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − In favour. As my colleague and rapporteur, Mr Turmes, has said, this essential legislation is not only crucial to achieving our energy security and climate goals, it will also give a real boost to the economy and create jobs. Crucially, it will reduce the sizeable and growing cost of our dependence on energy imports - EUR 488 billion in 2011 or 3.9 % of EU GDP - which is particularly stark in crisis-hit countries. Policy at EU and national level must now be reoriented with a view to swiftly implementing and fully maximising the benefits of these new rules, which are a concrete tool for responding to the economic crisis. This includes mobilising European Union funds – such as the Structural Funds, project bonds and European Investment Bank funds – to support energy efficiency and savings, as well as creating training programmes – notably with a youth focus – with a view to creating employment in the sector and tackling unemployment.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore di questo documento perché sono certa che un taglio netto del 20% nel consumo di energia nell'UE potrebbe far risparmiare 50 miliardi di euro l'anno.

Questo ambizioso obiettivo può essere raggiunto solo mediante nuove misure obbligatorie per risparmiare energia, quali interventi di ristrutturazione degli edifici pubblici, piani di risparmio energetico per le imprese pubbliche e audit energetici per tutte le grandi imprese. Questa decisione è doppiamente importante: non solo è fondamentale per il conseguimento della nostra sicurezza energetica e degli obiettivi climatici, ma darà anche una forte spinta all'economia e creerà nuovi posti di lavoro.

 
  
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  Oreste Rossi (EFD), per iscritto. − Questa direttiva – che ci vedeva all'inizio dell'iter legislativo fortemente contrari, tanto che abbiamo presentato una risoluzione alternativa chiedendo alla Commissione di ritirare la sua proposta e di riformularla perché incideva sul diritto di uno Stato membro di determinare le condizioni di utilizzo delle sue fonti energetiche – è stata significativamente modificata.

Le modifiche apportate nei triloghi rispetto ai testi usciti dalle commissioni ITRE ed ENVI aumentano il livello di flessibilità degli Stati membri, dell'industria e degli enti pubblici riducendo sensibilmente il livello di ambizione proposto. Il relatore, che era fortemente contrario alle modifiche, ha accettato il compromesso, nonostante non possa essere completamente garantito il raggiungimento dell'obiettivo di efficienza energetica del 20% in quanto una posizione più ambiziosa avrebbe messo in pericolo l'accordo.

Visto che quanto chiedevamo con la nostra risoluzione alternativa è stato di fatto recepito il nostro voto è favorevole anche se continuiamo a nutrire dubbi sull'applicabilità della direttiva.

 
  
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  Marie-Thérèse Sanchez-Schmid (PPE), par écrit. – Je suis favorable à ce rapport qui prône des mesures obligatoires pour réduire la consommation d'énergie dans tous les Etats membres. Au delà de l'intérêt environnemental, l'efficacité énergétique est un incroyable stimulant pour la croissance et l'emploi et un facteur déterminant de notre indépendance énergétique. La directive permettra de réduire les coûts croissants de notre dépendance aux importations d'énergie - 488 milliards d'euros en 2011 - qui plombent notre balance commerciale, pénalisent nos entreprises et érodent le pouvoir d'achat des ménages. Les Etats membres devront montrer l'exemple, et rénover annuellement 3% des bâtiments d'Etat. Les grandes entreprises seront, elles, obligées d'effectuer des audits énergétiques. Les fonds structurels et les autres instruments financiers de l'Union seront d'une aide précieuse pour aider à financer cette efficacité énergétique. Nous devons absolument en faire un axe prioritaire des prochains programmes opérationnels.

 
  
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  Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE), per iscritto. − Il testo che abbiamo votato questa mattina propone un ulteriore rafforzamento delle misure presentate dalla Commissione, inserendole nell’ottica della politica energetica europea al 2050, recependo altresì istanze in materia di supporto finanziario ai programmi/investimenti per le misure di efficienza. Ritengo la proposta particolarmente meritevole, laddove pone un'attenzione particolare sull’individuazione degli obiettivi di efficienza energetica, il ruolo esemplare del settore pubblico, gli schemi obbligatori per l’efficienza energetica e la promozione dell’efficienza nel riscaldamento e nel raffreddamento, con particolare riferimento alla cogenerazione ed alla efficienza nella trasmissione e distribuzione dell’energia. Infine, secondo le stime della Commissione, a fronte di un incremento dei costi per investimenti nel settore della efficienza energetica di circa 24 mld di euro per anno, la proposta legislativa porterebbe ad una riduzione complessiva dei costi di investimento in generazione e distribuzione di energia e dei costi della “bolletta energetica” per circa 20 mld di euro per il periodo 2011/2020. Per tutti questi motivi, ho espresso il mio voto favorevole alla direttiva.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D), par écrit. – J'ai voté en faveur de ce texte. Nous nous sommes battus en particulier sur trois grandes idées 1. Toutes les mesures pour atteindre les 20% doivent être contraignantes, sauf si tous les États membres s'imposaient des objectifs nationaux contraignants équivalents à 20% – et à cette condition, on pourra accroître la souplesse des mesures. 2. Tous les États membres doivent élaborer une feuille de route à l'horizon 2050 pour les bâtiments, portant, entre autres, sur les questions de logement social et de réduction de la pauvreté énergétique. 3. Tous les bâtiments en propriété publique doivent subir annuellement une rénovation profonde de 2,5% (représentant des économies d'énergie d'au moins 70%).

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. A Comissão Europeia apresentou a iniciativa "Energia 2020", colocando a energia no cerne da estratégia energética da União para 2020. Na comunicação é sublinhada ainda a necessidade de uma nova estratégia de eficiência energética que permita a todos os Estados-Membros dissociar o consumo de energia do crescimento económico. A União Europeia tem vindo a liderar as negociações à escala global sobre como alcançar uma superior eficiência energética, dado que todas as ações e medidas adotadas irão repercutir-se na área das alterações climáticas, da segurança energética, do crescimento amigo do ambiente e da proteção social. Concordo com o presente relatório pois entendo que a UE deve adotar uma abordagem comum no sentido de reforçar a poupança de energia e a eficiência energética, apostando em novos produtos e serviços inovadores, economias de escala entre empresas e redução dos encargos burocráticos verificados em todos os Estados-Membros. Defendo ainda que a política europeia em matéria de eficiência terá como base as políticas regionais e nacionais existentes e que têm alcançado o sucesso, devendo existir uma suficiente flexibilidade para se ajustar às necessidades e especificidades dos Estados-Membros e regiões.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D), în scris. − Obiectivul Uniunii Europene de creştere a eficienţei energetice cu 20% este unul din cele cinci obiective principale din cadrul Strategiei Europa 2020. De asemenea, eficienţa energetică este una dintre priorităţile cheie ale politicii energetice a Uniunii Europene pentru următorii ani, fiind modalitatea cea mai rentabilă şi mai rapidă de creştere a securităţii aprovizionării şi o modalitate eficientă de reducere a emisiilor de gaze cu efect de seră, responsabile de schimbările climatice.

Realizarea obiectivelor de eficienţă energetică va îmbunătăţi competitivitatea industriilor europene şi va determina creştere economică şi crearea de locuri de muncă. De asemenea, eficienţa energetică poate însemna facturi mai mici la energie pentru cetăţeni, precum şi diminuarea sărăciei energetice, care se poate realiza prin adoptarea şi finanţarea unor măsuri de îmbunătăţire a eficienţei energetice.

Susţin necesitatea ca statele membre să utilizeze şi să crească resursele alocate eficienţei energetice, în special prin Fondul de coeziune şi fondurile structurale şi de dezvoltare rurală, precum şi prin instrumente financiare europene specifice, precum Fondul european pentru eficienţă energetică. De asemenea, consider util ca statele membre să instituie un fond naţional pentru eficienţă energetică, cu scopul de a sprijini iniţiativele naţionale privind eficienţa energetică.

 
  
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  Thomas Ulmer (PPE), schriftlich. Ich habe dem Bericht zugestimmt, allerdings mit großem Zähneknirschen. Es werden hier dirigistische Maßnahmen erwähnt, die eher einem kommunistischen System als einer demokratischen Legitimation entsprechen. Die Grundidee ist richtig, der EVP-Schattenberichterstatter Pieper konnte unter großem Aufwand noch Schlimmeres verhindern. Wir werden an der Umsetzung sehen, wo der Zug hinfährt.

 
  
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  Derek Vaughan (S&D), in writing. − I voted in favour of this resolution, which will implement a number of significant energy-saving measures. Thanks to this Directive, energy consumption will be reduced by 15%, representing an improvement on current legislation under which a reduction of only 9% would be possible. Not only will this resolution ensure that energy efficiency targets are more likely to be met, it will also boost jobs and economic growth in Member States, with the mandatory renovation of 3% of central government buildings set to create millions of jobs all over Europe. This resolution, which has my full support, will also help to reduce energy costs for citizens. This is particularly important at a time when many are going without heating or electricity owing to the effects of the economic crisis.

 
  
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  Dominique Vlasto (PPE), par écrit. – La cherté des énergies, la pollution, le changement climatique: les raisons sont nombreuses pour que nous soutenions des initiatives fortes pour garantir l'efficacité énergétique de nos modèles de société et de production. Il ne s'agit pas de revenir au temps de la bougie ou d'enclencher une dynamique de décroissance, mais plutôt d'adopter des méthodes modernes et des objectifs concrets pour rationnaliser notre consommation, tant individuelle que collective. C'est précisément le but ce règlement, que j'ai soutenu, et qui fixe aux Etats des objectifs à atteindre d'ici 2020. Cette prescription s'inscrit dans la logique du paquet énergie-climat: réaliser 20% d'économies d'énergie dans les 8 prochaines années. Parvenir à l'efficacité énergétique, c'est à mon sens encourager les petits gestes du quotidien, comme préférer les transports en commun à la voiture ou veiller à la consommation domestique. Mais c'est aussi pour les pouvoirs publics réaliser un vaste programme pour l'isolation et la qualité environnementale des bâtiments: c'est là que se trouve la principale marge de progrès. Nous disposons des technologies adéquates et du savoir-faire, il ne manque que la volonté politique. C'est ainsi que l'Union continuera à montrer l'exemple, et surtout c'est comme cela que l'on disposera d'un véritable relais de croissance verte.

 
  
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  Angelika Werthmann (ALDE), schriftlich. Energieeffizienz betrifft im Wesentlichen auch die Bereiche Klimaschutz, Energieversorgung, Grünes Wachstum und Sozialschutz. Um die Begrenzung der Erderwärmung zu erreichen, bedarf es ehrgeiziger Maßnahmen - die Energieeffizienz kann dazu einen günstigen und schnellen Beitrag leisten. Zudem kann sich Energieeffizienz auch positiv auf die Volkswirtschaft auswirken.

 
  
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  Glenis Willmott (S&D), in writing. − The directive will set binding measures to ensure we are sticking to our 2011 Energy Efficiency Plan, which will enable the EU to reduce energy consumption by 15% by 2020, bringing us closer to our 20% target. Better energy efficiency in the EU will help to lower both emissions and the cost of energy for consumers, as well as reducing the EU's reliance on foreign imports of gas and oil. Ensuring that 3% of central government buildings will have to be renovated every year will not only improve the energy efficiency of those buildings but also help to boost the construction industry and create jobs. The directive also places an obligation on energy companies to make savings of 1.5% annually until 2020. The final directive did not go as far as we Socialists and Democrats would have liked – for example we were pushing for annual renovation targets on all public buildings – but is nevertheless a good start.

 
  
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  Hermann Winkler (PPE), schriftlich. Diese Richtlinie ist für mich ein klassischer Fall von „Wir haben Schlimmeres verhindert, aber gut ist es nicht“. Der Vorschlag der EU-Kommission zur Energieeffizienz hatte massive planwirtschaftliche Züge: „Jährliche Einsparziele für die Energieunternehmen“, in diesem Fall von 1,5 % ihres Energieabsatzes beim Endkunden vom Vorjahr ohne Ausnahmen oder Ersatzmaßnahmen, erinnern mich doch stark an unsere ehemalige ostdeutsche Planwirtschaft im Kommunismus. Immerhin konnten wir als EVP das Schlimmste verhindern: So bleibt es zwar bei dem Einsparziel. Dennoch gibt es einen flexibleren Maßnahmenkatalog, wie dieses Ziel erreicht werden könne, etwa durch Steuererleichterungen für Investitionen in Energieeffizienz. Zudem müssen demnächst nur die Zentralregierungen 3% ihres öffentlichen Gebäudebestands sanieren und nicht die gesamte öffentliche Verwaltung, also beispielsweise auch die Kommunen. Ich bleibe dennoch bei meiner Kritik, sowohl an den Inhalten als auch am Verfahren. Wir müssen uns aktuell vor allem darum kümmern, dass unseren Unternehmen und unseren Bürgern bezahlbarer Strom zur Verfügung steht, und wir nicht in einem Hauruckverfahren die nächste Weltverbessererrichtlinie durchwinken, die schon fertig verhandelt wurde, bevor die Gesamtheit des Parlaments sich überhaupt damit beschäftigen konnte. Aus diesen Gründen habe ich gegen diesen Bericht gestimmt, auch wenn ich die Arbeit und Mühe meines Kollegen Dr. Markus Pieper sehr zu würdigen weiß.

 
  
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  Marina Yannakoudakis (ECR), in writing. − Energy efficiency is important, not least because our citizens are facing rising power bills. I supported this report because ultimately it was balanced and did not introduce burdensome requirements on business which would have driven companies out of the EU and cost jobs. We need incentives to encourage more energy efficiency not draconian penalties. This is why I am aghast at the Commission’s decision to threaten the UK with legal action in the European Court of Justice (ECJ) over reduced VAT on energy-saving materials. VAT was reduced to 5% on energy efficiency products in the UK in order to tackle fuel poverty and reduce carbon emissions. This is exactly the kind of spur we need to encourage the installation of energy efficiency measures such as double-glazing or loft insulation. The Commission’s challenge is not only muddle-headed, but also mistaken: the reduced VAT rate is beyond the scope of the EU’s VAT Directive. If the EU really wishes to embrace energy efficiency, it should – rather than penalise Britain – encourage other Member States to introduce similar schemes.

 
  
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  Iva Zanicchi (PPE), per iscritto. − La relazione dell'on. Turmes introduce una serie di misure volte al risparmio energetico – tra cui nuovi obblighi per la riqualificazione edilizia pubblica e lo sviluppo di tecnologie di cogenerazione – che gli Stati membri dovranno applicare per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica previsti per il 2020.

Tenendo conto non solo della difficile situazione economica che l'Europa sta attraversando, ma anche degli sforzi già sostenuti dalle imprese europee in tema di efficienza energetica, ritengo il testo approvato quest'oggi un valido compromesso: le misure previste dovrebbero consentire, infatti, il rispetto degli impegni assunti con il "Pacchetto clima". Ho espresso pertanto voto favorevole.

 
  
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  Zbigniew Ziobro (EFD), na piśmie. − Omawiane sprawozdanie dotyczące efektywności energetycznej jest jednym z niewielu zapisów planu „Europa 2020” niewpływającym negatywnie na gospodarkę. Niemniej, tak jak inne zapisy, również zwiększenie energooszczędności o 20% jest bardzo kosztowne dla państw, szczególnie w czasach kryzysu gospodarczego. Dlatego wzrost efektywności energetycznej powinien dotyczyć przede wszystkim lepszej efektywności w koncentracji energii w domach oraz zwiększenia energoefektywności w przemyśle, w tym poprawę w zakresie przesyłu energii.

Wprowadzenie inteligentnych sieci przesyłowych oraz modernizacja już istniejących to strategiczne i wyjątkowo kosztowne przedsięwzięcie. W Polsce większość linii ma ponad 30 lat, dlatego ich modernizacja, konieczna do wypełnienia wymogów dyrektywy, jest przedsięwzięciem nad wyraz kosztownym, a zapisy poddanej pod głosowanie dyrektywy niedostatecznie zabezpieczają środki finansowe na takie zadania. Co więcej, nie dają żadnej taryfy ulgowej nowym państwom Unii Europejskiej. Dlatego wykonanie tej dyrektywy może okazać się problematyczne i o wiele bardziej kosztowne niż zakłada unijna analiza.

 
  
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  Inês Cristina Zuber (GUE/NGL), por escrito. Concordamos com o objetivo geral do aumento da eficiência energética. É, contudo, de lamentar que o tão apregoado objetivo de 20% até 2020 - um dos cinco objetivos principais da falhada Estratégia Europa 2020 - está longe de ser alcançado. Não é de estranhar tendo por base a continuidade dos princípios que têm norteado as políticas energéticas na UE - como a liberalização do mercado da energia e a produção privada e subsidiada a partir de fontes renováveis - que o objetivo dificilmente será alcançado, uma vez que as ditas regras de mercado dificilmente surtem efeito na eficiência energética. O funcionamento neoliberal da economia implica produzir e vender, aumentando a oferta, induzindo à procura, e não intervir para reduzir os consumos do bem produzido. O relatório aponta diversos aspetos positivos - a questão dos contadores inteligentes, da eficiência energética dos edifícios e a preocupação com as PME. No entanto, se o que se pretende é uma medida para ajudar os consumidores num período de crise seria necessária a regulamentação dos preços da energia praticados pelas empresas prestadoras dos serviços energéticos, as quais arrecadam avultados lucros. O relatório não mexe com os interesses dessas empresas monopolistas, colocando o ónus da eficiência exclusivamente na parte do consumidor.

 
  
  

Report: Cecilia Wikström (A7-0230/2012)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente Relatório, tendo em conta que cabe apenas ao Parlamento decidir sobre o levantamento, ou não, da imunidade, bem como o facto de o Parlamento poder ter em conta a posição do deputado em causa ao tomar a decisão de levantar, ou não, a sua imunidade. Neste sentido, e considerando que os factos inerentes a este caso, tal como apresentados nos documentos enviados à Comissão dos Assuntos Jurídicos, indicam que as alegadas ocorrências não têm uma ligação direta e evidente ao exercício, por parte de Jarosław Leszek Wałęsa, das funções de deputado ao Parlamento Europeu e assim não estando, por conseguinte, a agir no exercício das suas funções de deputado ao Parlamento Europeu, concordo com a decisão de levantar a imunidade de Jarosław Leszek Wałęsa.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − Ho espresso voto favorevole alla richiesta di revoca dell'immunità parlamentare dell'on. Jarosław Leszek Wałęsa, in quanto egli non operava nell'esercizio delle sue funzioni quando è stato coinvolto nell'incidente stradale del settembre 2011, fatto all'origine della richiesta di revoca. Il deputato ha avanzato lui stesso tale richiesta per consentire un rapido svolgimento delle indagini circa l'incidente.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne. − 20. apríla 2012 podal verejný prokurátor Poľskej republiky žiadosť o zbavenie imunity Jarosława Leszeka Wałęsu, a to v súvislosti s trestným konaním vo veci údajného trestného činu podľa poľského zákona z 20. mája 1971 o vymedzení trestných činov a zákona o cestnej doprave z 20. júna 1997. Išlo o dopravnú nehodou z 2. septembra 2011 v Poľsku, ktorej bol Jarosław Leszek Wałęsa účastníkom a v ktorej bol vážne zranený. Jarosław Leszek Wałęsa odmietol byť vypočutý pred Výborom pre právne veci, ale uviedol, že uprednostňuje rýchle uzavretie tejto veci a že sa domnieva, že by mal byť imunity zbavený. Skutková podstata, ktorá je uvedená v podaní preukazuje, že konštatované skutky nemajú priamu a zjavnú súvislosť s výkonom úloh Jarosława Leszeka Wałęsu ako poslanca Európskeho parlamentu. Jarosław Leszek Wałęsa teda v danom prípade nevykonával úlohy poslanca Európskeho parlamentu.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I followed the rapporteur's recommendation on the waiver of Mr Walesa's immunity.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Je vote pour la levée de l'immunité de Jarosław Leszek Wałęsa, conformément au souhait de celui-ci. L'immunité doit assurer la liberté d'action politique, pas empêcher le bon déroulement de la justice dans les cas d'enquêtes de droit commun. Je demanderais la levée de la mienne, le cas échéant.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. Foi solicitado ao Parlamento Europeu o levantamento da imunidade parlamentar do eurodeputado Jarosław Leszek Wałęsa, no âmbito de uma ação judicial relativa a uma alegada infração do Código da Estrada relacionada com um acidente de trânsito. Considerando que os factos inerentes a este caso, tal como apresentados nos documentos enviados à Comissão dos Assuntos Jurídicos, indicam que as alegadas ocorrências não têm uma ligação direta e evidente com o exercício, por parte de Jarosław Leszek Wałęsa, das funções de deputado ao Parlamento Europeu, decidiu-se pelo levantamento da imunidade parlamentar. Com base nestes argumentos, votei favoravelmente o presente relatório.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Vista la richiesta di revoca dell'immunità di Jarosław Leszek Wałęsa, trasmessa il 20 aprile 2012, dal Procuratore generale della Repubblica polacca, nel quadro di un procedimento per presunta infrazione, e comunicata in Aula il 23 maggio 2012, e considerando che il Procuratore generale della Repubblica polacca ha richiesto la revoca dell'immunità parlamentare del deputato al Parlamento europeo Jarosław Leszek Wałęsa nel quadro di un procedimento per presunta infrazione, e che Jarosław Leszek Wałęsa ha rifiutato di essere ascoltato dalla commissione giuridica, indicando di preferire che la questione sia risolta rapidamente e ritenendo che la sua immunità dovrebbe essere revocata, esprimo il mio voto favorevole alla proposta.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − In favour. The request relates to a traffic accident in which Mr Walesa was severely injured. Mr Walesa has indicated that he would prefer a quick conclusion to this issue and is of the opinion that his immunity should be waived.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D), par écrit. – J'ai voté en faveur de la levée d'immunité. En effet, le procureur polonais en avait fait la demande suite à une infraction présumée à la loi polonaise établissant un code des infractions et à la loi sur la circulation routière, en lien avec un accident de la circulation survenu en 2011 en Pologne, dans lequel Jarosław Leszek Wałęsa a été impliqué et grièvement blessé. Lui-même tenant à mettre au clair la situation avait expliqué vouloir voir son immunité levée.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. O Procurador-Geral da República da Polónia solicitou o levantamento da imunidade parlamentar do Deputado ao Parlamento Europeu Jarosław Leszek Wałęsa no âmbito de uma ação judicial relativa a uma alegada infração. Considerando a posição da Comissão dos Assuntos Jurídicos e que os factos inerentes a este caso, tal como apresentados nos documentos enviados a esta Comissão, indicam que as ocorrências não têm uma ligação direta com o exercício das suas funções de Deputado ao Parlamento Europeu, votei a favor.

 
  
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  Jacek Włosowicz (EFD), na piśmie. − W tym konkretnym przypadku nie wahałem się ani chwili głosując za uchyleniem immunitetu dla posła do Parlamentu Europejskiego. Wszelkie opinie wskazują jednoznacznie, iż taka decyzja przyczyni się do szybszego wyjaśnienia okoliczności wypadku i pozwoli na określenie winnego tego zdarzenia. Ponadto duże znaczenie miał fakt, iż sprawa dotyczy czynu, który nie ma związku z wykonywaniem przez Jarosława Leszka Wałęsę mandatu posła do Parlamentu Europejskiego.

 
  
  

Report: Francesco Enrico Speroni (A7-0229/2012)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente Relatório tendo em conta que, à semelhança do outro relatório nesta sessão, cabe apenas ao Parlamento decidir sobre o levantamento, ou não, da imunidade, bem como o facto de o Parlamento poder ter em conta a posição do deputado ao tomar a decisão de levantar, ou não, a sua imunidade. Neste sentido, e considerando que os factos inerentes a este caso, tal como apresentados nos documentos enviados à Comissão dos Assuntos Jurídicos, indicam que as alegadas ocorrências não têm uma ligação direta e evidente com o exercício, por parte de Birgit Collin-Langen, das funções de deputado ao Parlamento Europeu e assim não estava, por conseguinte, a agir no exercício das suas funções de deputado ao Parlamento Europeu, concordo com a decisão de levantar a imunidade de Birgit Collin-Langen.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − Ho espresso voto favorevole alla richiesta di revoca dell'immunità parlamentare dell'on. Collin-Langen, perché ai tempi dei fatti all'origine della richiesta non era ancora deputata europea e la commissione giuridica non ha quindi rilevato collegamenti diretti con la funzione al Parlamento europeo.

È stata la deputata stessa a richiedere la revoca con lo scopo di permettere alle autorità di svolgere più rapidamente l'indagine relativa all'uso di fondi e appalti pubblici per una mostra floreale nel 2008 a Bingen in Germania dove la deputata ricopriva la carica di sindaco.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne Žiadosť prokurátora súvisí s konaním vo veci údajného trestného činu podľa paragrafu 331 nemeckého trestného zákonníka, v ktorom je stanovené, že „Verejný úradník alebo osoba poverená výkonom osobitných verejných funkcií, ktorá na výkon služby pre seba alebo tretiu osobu žiada, dá si sľúbiť alebo prevezme výhodu, sa potrestá odňatím slobody až na tri roky alebo peňažným trestom“. Birgit Collinovú-Langenovú vypočul Výbor pre právne veci, pričom požiadala o rýchle uzavretie tejto záležitosti a vyhlásila, že by mala byť zbavená imunity. Skutková podstata, ktorá siaha do rokov 2006 až 2008 a konštatované skutky nemajú priamu a zjavnú súvislosť s výkonom úloh Birgit Collinovej-Langenovej ako poslankyne Európskeho parlamentu. Birgit Collinová-Langenová teda v danom prípade nekonala pri výkone úloh poslankyne Európskeho parlamentu a skutočnosti uvedené v dôvodovej správe nepredstavujú prípad fumus persecutionis.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I followed the Rapporteur's proposal on the waiver of Brigit Collin-Langen’s immunity.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Je vote pour la levée de l'immunité de Birgit Collin-Langen. Mon vote est conforme au souhait que celle-ci a exprimé en souhaitant que justice soit rendue. L'immunité doit assurer la liberté d'action politique, pas empêcher le bon déroulement de la justice dans les cas d'enquêtes portant sur de présumées malversations en lien avec un précédent mandat.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. Foi solicitado ao Parlamento Europeu o levantamento da imunidade parlamentar da eurodeputada Birgit Collin-Langen, no âmbito de uma ação judicial relativa a um alegado delito. A visada foi ouvida e solicitou o rápido levantamento da imunidade para esclarecimento do assunto. Decidiu-se assim pelo levantamento da imunidade parlamentar que votei favoravelmente.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Vista la seduta del 14 giugno 2012 in cui il Presidente ha comunicato, a norma dell'articolo 6, paragrafo 2, del regolamento, di aver ricevuto una richiesta in data 27 aprile 2012 del procuratore generale di Coblenza concernente la revoca dell'immunità parlamentare di Birgit Collin-Langen con riferimento agli articoli 8 e 9 del protocollo sui privilegi e le immunità dell'Unione europea, a norma dello stesso articolo 6, paragrafo 2, il Presidente ha deferito la richiesta alla commissione giuridica. Birgit Collin-Langen è stata ascoltata da tale commissione il 10 luglio 2012, a norma dell'articolo 7, paragrafo 3. Sulla base della raccomandazione della commissione giuridica al Parlamento di revocare l'immunità parlamentare di Birgit Collin-Langen, esprimo il mio voto favorevole alla proposta.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − In favour. As the facts of the case date back to 2006-2008, when Birgit Collin-Langen was not acting in the performance of her duties as a Member of the European Parliament, the Committee on Legal Affairs agreed to waive the immunity.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D), par écrit. – Nous avons voté pour la levée d'immunité de Mme Birgit Collin-Langen. En effet, le procureur principal a demandé celle-ci en liaison avec la procédure concernant une infraction présumée. Mme Collin-Langen ne s'y est pas opposée, voulant régler au plus vite cette instruction.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. Foi solicitado o levantamento da imunidade parlamentar de um membro do Parlamento Europeu, Birgit Collin-Langen, em conexão com uma ação judicial. Tendo em conta a posição da Comissão dos Assuntos Jurídicos e considerando que as alegadas atividades não têm conexão direta com o exercício das suas funções enquanto Deputada ao Parlamento Europeu, votei a favor do levantamento da sua imunidade.

 
  
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  Jacek Włosowicz (EFD), na piśmie. − Odnosząc się do mojej decyzji głosowania za pozbawieniem immunitetu posłanki Birgit Collin-Langen uważam, że skoro rzecz dotyczy okresu sprzed kilku lat dla dobra funkcjonowania parlamentu oraz przejrzystości zasad należy pozwolić na rzeczowe i sprawiedliwe przeprowadzenie dochodzenia przez władze niemieckie. Tym bardziej, iż sama posłanka wyraża chęć szybkiego zakończenia sprawy, a jedyną drogą ku temu jest jej obecność na rozprawach sądowych.

 
  
  

Report: Hélène Flautre (A7-0266/2012)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente Relatório, relembrando que as estratégias antiterroristas apenas podem surtir efeito se conduzidas em estrita conformidade com as obrigações em matéria de direitos humanos e, nomeadamente, do direito a um processo justo e equitativo. Considerando ainda o caráter extremamente sensível das políticas antiterrorismo, considero que apenas genuínas razões de segurança nacional podem justificar o secretismo. Porém, o segredo de Estado não pode, em circunstância alguma, primar sobre os direitos fundamentais inalienáveis e, portanto, os argumentos baseados em tal situação jamais poderão ser utilizados para limitar as obrigações legais dos Estados de investigarem violações graves dos direitos humanos. Por outro lado, há a necessidade de se preverem garantias para evitar qualquer desrespeito futuro dos direitos fundamentais durante a execução das políticas antiterroristas e os Estados-Membros, tendo embora declarado a sua vontade de cumprir o direito internacional, ainda não cumpriram inteiramente a obrigação positiva que incumbe a todos os Estados-Membros de investigarem violações graves dos direitos humanos relacionadas com o programa da CIA. O Relatório lamenta os atrasos no esclarecimento completo deste caso, a fim de reparar plena e rapidamente as vítimas, incluindo a apresentação de desculpas e a prestação de indemnizações, quando adequado.

 
  
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  Χαράλαμπος Αγγουράκης (GUE/NGL), γραπτώς. – Η έκθεση αποτελεί απροκάλυπτο εμπαιγμό των λαών. Αρνείται να καταδικάσει τις κυβερνήσεις συγκεκριμένων χωρών – ανάμεσά τους και την ελληνική - που αποδεδειγμένα είχαν ενεργή συμμετοχή και συνεργασία με τη CIA και τις ΗΠΑ στις απαγωγές, στις παράνομες φυλακίσεις, τα βασανιστήρια εναντίον «υπόπτων για τρομοκρατικές πράξεις» και διατηρούσαν μυστικές φυλακές στο έδαφος τους. Φτάνει μάλιστα στο σημείο να καλεί τις αστικές κυβερνήσεις που συμμετείχαν στα εγκλήματα να διενεργήσουν έρευνα ενάντια στον εαυτό τους για να αποκαλυφθεί δήθεν η αλήθεια, η οποία είναι αποδεδειγμένη και γνωστή σε όλους εκτός από το Ευρωπαϊκό Κοινοβούλιο. Επιβεβαιώνεται η τοποθέτηση του ΚΚΕ ότι η σχετική επιτροπή του Ευρωπαϊκού Κοινοβουλίου και οι εκθέσεις που συνέταξε είχαν υποκριτικό χαρακτήρα, ουσιαστικά είχαν ως στόχο την εκτόνωση της λαϊκής δυσαρέσκειας και την συγκάλυψη των ευθυνών των κυβερνήσεων των κρατών μελών της ΕΕ. Η λεγόμενη «μάχη κατά της τρομοκρατίας», στην οποία πρωτοστατούν ΕΕ-ΗΠΑ και οι διάφορες μυστικές υπηρεσίες, πραγματικό στόχο έχει το χτύπημα του ταξικού κινήματος που αμφισβητεί το καπιταλιστικό εκμεταλλευτικό σύστημα, τον ασφυκτικό περιορισμό και την καταπάτηση των λαϊκών ελευθεριών και των δημοκρατικών δικαιωμάτων.

 
  
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  Pino Arlacchi (S&D), in writing. − I voted for this report because I believe that any counter-terrorism strategy should be conducted in strict compliance with human rights obligations. This Parliament has repeatedly and strongly condemned ‘extraordinary rendition’, detention without trial, secret prisons and torture. I believe that the EU commitment to human rights must be reflected in all policy areas in order to be credible. For this reason, with this text we call on Member States to investigate whether there are secret prisons on their territory or whether operations have taken place whereby people have been detained under the CIA programme in facilities on their territory. As regard to ‘state secrecy’, I strongly believe that only genuine national security reasons can justify secrecy, which is in any case overridden by fundamental rights obligations that cannot be derogated from, such as the absolute prohibition on torture.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE), par écrit. – Le Parlement européen a appelé les Etats membres de l'UE à enquêter sur leur collaboration aux extraditions illégales de présumés terroristes menées par la CIA entre 2002 et 2004. Étant moi-même convaincue que l’UE se doit d’être un modèle de transparence, j’ai soutenu ce rapport qui demande que la lumière soit faite sur ces possibles violations des droits fondamentaux. Sans remettre en cause notre soutien à nos alliés, il est de notre devoir de faire en sorte que l’Union européenne demeure un modèle en ce qui concerne la protection des droits de l’Homme.

 
  
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  Jean-Luc Bennahmias (ALDE), par écrit. – Dans la foulée de l'enquête du Parlement européen sur les vols illégaux de la CIA hors de tout cadre susceptible de garantir les droits fondamentaux minimaux, les parlementaires européens demandent via ce rapport que l'on tire maintenant les conclusions politiques et juridiques qui s'imposent. Les droits fondamentaux en Europe sont une pierre angulaire de notre projet collectif. Or, de 2001 à 2005, la CIA a effectué pas moins d'un millier de vols illégaux impliquant directement douze États membres. Nous devons aller au bout de cet effort de transparence et combler d'urgence les vides juridiques qui ont permis de telles dérives. J'ai donc soutenu ce rapport qui s'attache à rendre de la légitimité aux discours européens sur les droits de l'homme.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − Ho espresso un'astensione alla relazione della collega Flautre perché ritengo che, nonostante i risultati raggiunti grazie alla raccolta di diverse informazioni circa l’ubicazione dei luoghi di detenzione illegale di prigionieri della CIA in Europa, la situazione UE si presenti molto disomogenea al riguardo: molti Stati membri non stanno portando avanti indagini serie in merito alle violazioni dei diritti umani connesse alle operazioni della CIA all’interno dello spazio UE, in ambito di trasporto e detenzione dei prigionieri. Mi rammarico della mancanza di comunicazione, trasparenza e applicazione dei metodi investigativi da parte di alcuni Stati membri.

 
  
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  Philippe Boulland (PPE), par écrit. – J'ai soutenu ce rapport, par l'adoption duquel nous avons souhaité envoyer un signal fort aux Etats membres, pour que l'Union européenne progresse sur la voie d'un espace de sécurité, de justice et de liberté plus efficace et plus proche des citoyens européens. Il n'est plus question que l'Union collabore aux programmes anti-terroristes de la CIA de la même façon qu'après les attentats du 11 septembre et puisse permettre le transfert et la détention des Etats membres de personnes soupçonnées de terrorisme par la CIA dans. La lutte antiterroriste doit être une priorité de l'Union européenne, mais cette lutte ne doit en aucun cas se faire au détriment du respect des droits de l'Homme qui sont des valeurs imprescriptibles de l'Union européenne.

 
  
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  John Bufton (EFD), in writing. − Whilst UKIP stands against the illegal transportation and detention of prisoners by third countries, we cannot vote in favour of this report, as to do so would endorse in numerous ways the authority of the EU in foreign affairs and human rights, where such powers should not be granted. It also would lead to general oversight of matters by the EU if followed through in its entirety. It is the prerogative of national judicial authorities to open independent inquiries into alleged CIA secret detention sites and flight connections and conduct criminal investigations into such matters, but it should not be within the scope of the EU to demand the disclosure of the findings or command that investigations take place.

 
  
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  Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. Votei favoravelmente o presente relatório por considerar essencial o rigor e a transparência dos procedimentos, o cumprimento escrupuloso das regras da União Europeia e o respeito pleno pelos acordos internacionais.

 
  
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  Νικόλαος Χουντής (GUE/NGL), γραπτώς. – Ψήφισα «υπέρ» στην έκθεση καθώς θεωρώ ότι ασκεί την απαιτούμενη πίεση τόσο στα θεσμικά όργανα της Ε.Ε. όσο και στο κάθε κράτος μέλος της ξεχωριστά, προκειμένου να συνεχιστούν οι έρευνες για να διαπιστωθεί ο βαθμός των απαγωγών, μυστικών κρατήσεων και βασανιστηρίων που τελέστηκαν με παράνομο τρόπο από τις αμερικάνικες μυστικές υπηρεσίες (CIA), με τη συνενοχή ή την ανοχή ευρωπαϊκών κρατών κατά παράβαση κάθε έννοιας διεθνούς δικαίου και σεβασμού των ανθρωπίνων δικαιωμάτων. Το ψήφισμα εκφράζει με τον πλέον σαφή τρόπο την επιθυμία του Ευρωπαϊκού Κοινοβουλίου να μην θυσιάζονται τα ανθρώπινα δικαιώματα στο όνομα της καταπολέμησης της τρομοκρατίας, να μην δικάζονται οι ύποπτοι για τρομοκρατία με ειδικό δικαστικό καθεστώς, να κλείσει άμεσα η βάση του Γκουαντάναμο από την κυβέρνηση των Η.Π.Α., να υπάρξει γενικότερα σεβασμός στις αποφάσεις του ΟΗΕ για την ανθρώπινη αξιοπρέπεια. Καλεί επίσης το Ευρωπαϊκό Συμβούλιο να αποδεχθεί το προφανές γεγονός της παραβίασης των Ευρωπαϊκών Συνθηκών κατά την παράνομη μεταφορά κρατουμένων από τη CIA μέσω ευρωπαϊκών εδαφών, να διερευνήσει τις υποθέσεις και να μεριμνήσει για την αποφυγή επανάληψης τέτοιων περιστατικών. Τέλος, ορθώς προτρέπει την Προσωρινή Επιτροπή του Ευρωπαϊκού Κοινοβουλίου να αναλάβει δράση για την περαιτέρω διερεύνηση των υποθέσεων σε περίπτωση κωλυσιεργίας του Ευρωπαϊκού Συμβουλίου.

 
  
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  Tadeusz Cymański (EFD), na piśmie. − Jak wiadomo połowa państw europejskich udzielała przestrzeni powietrznej dla tajnych operacji CIA na terenie Unii Europejskiej – mowa tu między innymi o takich państwach jak Niemcy, Hiszpania, Portugalia, Finlandia i Polska. Nie jest i nie może to uprawniać do wysnucia wniosku, iż państwa te wyrażają lekceważenie dla humanitarnego dorobku prawa międzynarodowego i standardów prawa człowieka. Przede wszystkim rządy poszczególnych państw musiały podejmować decyzje w okresie zamachów w Nowym Jorku, Londynie, Madrycie. Zastosowanie szczególnych środków wydawało się wtedy nieodzowne. Sugestia padająca w sprawozdaniu, iż należało wobec podejrzanych o przywództwo w ruchach terrorystycznych stosować te same przywileje prawne, jakimi cieszą się podejrzani w naszych sprawach karnych jest nieporozumieniem.

Ponadto sprawozdanie dokonuje krzywdzącej oceny tamtych decyzji, jednocześnie nie podając dla nich alternatywy. Wszyscy szanujemy uniwersalny charakter i niepodzielność praw człowieka, jednak musimy widzieć różnicę pomiędzy sytuacją pospolitego przestępcy, a terrorysty planującego i realizującego zamach samobójczy na obiekty wojskowe lub niewinną ludność cywilną. Z tego powodu nie mogłem zagłosować za tym sprawozdaniem.

 
  
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  Anne Delvaux (PPE), par écrit. – À l'occasion de ce douloureux onzième anniversaire des attentats perpétrés sur les Twin Towers de New York, le Parlement européen s'est repenché sur la question du transport et de la détention illégale de prisonniers par la CIA dans certains pays européens (et sont particulièrement visés: la Lituanie, la Pologne et la Roumanie...) et a demandé à ces États membres de faire toute la lumière sur les programmes de détention secrets de la CIA sur le sol européen, mis en œuvre dans la foulée des événements du 11 septembre 2001, et sur les atteintes commises contre les droits de l'homme dans ce cadre. Autrement dit, il s'agit d'enquêter pour déterminer l'existence éventuelle de prisons secrètes ou d'installations sur leur territoire, où des personnes ont été détenues en vertu du programme de restitution secret de la CIA. En effet, force est de constater que des zones d'ombre subsistent toujours. La résolution ainsi votée demande à la Commission de créer, d'ici fin 2012, un cadre permettant de faire toute la lumière sur ces agissements.

 
  
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  Marielle de Sarnez (ALDE), par écrit. – Onze ans après les événements du 11 septembre et la guerre lancée par les Etats-Unis contre le terrorisme, de nombreuses zones d'ombre subsistent autour de la question des prisons secrètes de la CIA sur le territoire européen. La lutte contre le terrorisme nécessite un engagement déterminé de l’Union européenne et de ses principaux partenaires internationaux. Il est impératif que les 27 appliquent des mesures efficaces pour améliorer la sécurité quotidienne des Européens, et enquêtent pour écarter tout risque d'attentat. Ce processus doit être transparent, et ne pas porter atteinte aux droits de l'homme. L'Union européenne est une zone de plein droit dans laquelle un État membre ne peut agir dans l'illégalité. Les détentions secrètes ne doivent être possibles qu'au nom de la sécurité nationale, et les actes de torture doivent être bannis du territoire européen.

 
  
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  Ioan Enciu (S&D), în scris. − M-am abţinut la votul asupra acestui raport întrucât, cu toate că susţin în totalitate principiul potrivit căruia protejarea drepturilor omului nu trebuie să fie pusă în pericol de niciun fel de considerente privind securitatea, inclusiv cele legate de lupta împotriva terorismului, consider totuşi că raportul depăşeşte sfera strictă de legitimitate pe care Parlamentul European şi-o poate asuma, acuzând în mod direct anumite state membre de colaborări ilegale cu CIA, fără a aduce în schimb probe şi argumente obiective.

Anchetele privitoare la posibilele zboruri şi închisori secrete ale CIA trebuie să fie realizate în statele membre care nu au făcut deja acest lucru, iar anchetele deja realizate în ţări cum este România, precum şi concluziile acestora trebuie să fie recunoscute. În plus, Parlamentul European nu trebuie să se substituie autorităţilor de anchetare şi de aplicare a legii, ci să vegheze asupra faptului ca acestea să îşi îndeplinească în mod legal sarcinile care le revin.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), por escrito. Votei favoravelmente este relatório por defender que as estratégias antiterroristas apenas podem surtir efeito se conduzidas em estrita conformidade com as obrigações em matéria de direitos humanos e, nomeadamente, o direito a um processo justo e equitativo. As investigações levadas a cabo atualmente pelos Estados-Membros têm de ser norteadas por provas judiciais sólidas e pelo respeito dos sistemas judiciais nacionais e pela legislação da UE, e não apenas em informação fornecida pelos meios de comunicação social ou pela opinião pública.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. Este relatório tem a virtude de chamar a atenção para o facto hediondo e hoje irrefutável de que a CIA utilizou o território de vários países da UE para o transporte de pessoas que, sem qualquer acusação judicial ou mandato de captura, eram transportadas para a base militar dos EUA em Guantanamo e para diversos países onde eram torturadas e, segundo alguns relatos, nalguns casos, assassinadas. Este facto é tanto mais grave quanto sobre ele se adensa ainda uma teia de silêncios e de cumplicidades, que envolvem acordos bilaterais e multilaterais, o Conselho, os Estados-Membros, os EUA, a NATO e a CIA. Todos envolvidos na detenção ilegal e arbitrária, na tortura, nos maus-tratos e no desaparecimento forçado de centenas de pessoas a reboque de uma suposta luta contra o terrorismo. Valorizando o presente relatório, não partilhamos a perspetiva federalista que o enforma, procurando colocar o Conselho como juiz dos Estados-Membros, ou envolvendo a Comissão Europeia na garantia da responsabilização pelas violações de direitos humanos cometidas ao abrigo do programa da CIA. Nem partilhamos da abordagem não crítica da NATO - envolvida até ao tutano neste processo - e do seu papel enquanto organização cuja história demonstra as suas ligações ao terrorismo, nomeadamente ao terrorismo de Estado.

 
  
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  Carlo Fidanza (PPE), per iscritto. − La risoluzione sui presunti casi di trasporto e detenzione illegale di prigionieri in Paesi europei da parte della CIA pone l'attenzione su un tema che anche in Italia continua a suscitare polemiche. Confrontando i dati aerei gestiti da Eurocontrol, sembra esserci un sistema illegale che ha portato a sparizioni sospette ciò non è tollerabile. Vanno accertate tutte le responsabilità affinché in futuro non si ripetano casi simili. La lotta al terrorismo su territorio UE deve essere svolta nel rispetto delle normative comunitarie e della sovranità degli Stati Membri, che hanno il diritto e il dovere di perseguire e processare gli elementi sospettati di terrorismo.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne Európska únia je založená na rešpektovaní demokracie, zásad právneho štátu, ľudských práv a základných slobôd, úcte k ľudskej dôstojnosti a dodržiavaní medzinárodných právnych predpisov nielen v rámci svojich vnútorných politík, ale aj čo sa týka jej vonkajšieho rozmeru. Záväzok EÚ rešpektovať ľudské práva posilnený nadobudnutím platnosti Charty základných práv Európskej únie a prístupovým procesom k Európskemu dohovoru o ľudských právach sa musí odrážať vo všetkých oblastiach politík, aby sa zabezpečila účinná a dôveryhodná politika EÚ v oblasti ľudských práv. Nástroje, ktorými sa riadi spoločná zahraničná a bezpečnostná politika EÚ, ustanovujú absolútny zákaz mučenia a ukladajú aj výslovnú povinnosť vyšetrovať údajné mučenia a zabezpečiť nápravu a odškodnenie. Usmerneniami EÚ o mučení sa zabezpečuje rámec pre úsilie EÚ zamerané na prevenciu a odstránenie mučenia a zlého zaobchádzania na celom svete. Tajné zadržiavanie, ktoré predstavuje formu násilného zmiznutia, môže v prípade širokého alebo systematického uplatňovania vyústiť do zločinov proti ľudskosti.

 
  
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  Nathalie Griesbeck (ALDE), par écrit. – J'ai résolument voté en faveur de ce rapport qui condamne fermement, une nouvelle fois, les pratiques inadmissibles de «restitution extraordinaire», de prisons secrètes et de torture et surtout la complicité des Etats européens avec ces "programmes" de la CIA. Depuis des années, nous exigeons que les Etats membres impliqués conduisent des enquêtes approfondies, impartiales et indépendantes sur les manquements et les abus qui se sont produits, et nous exigeons que l'Union Européenne se mette en conformité avec ses valeurs. Nous le rappelons dans ce nouveau rapport. Des enquêtes plus précises doivent être menées, et les responsabilités doivent être établies. L'adoption de ce rapport est une nouvelle étape dans la réparation de ces pratiques inadmissibles. Toutefois, il reste un travail important à mener pour connaître la vérité et reconnaître toutes les violations commises.

 
  
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  Timothy Kirkhope (ECR), in writing. − The ECR believe that human rights are universal for all and that torture is unacceptable in all circumstances.

However, whilst we support the full and independent inquiry into the alleged involvement of Member States in the detention and transportation of prisoners in European countries by the CIA, we believe that it is for Member States to first carry out their own investigations before judgment is made by the European Union or the European Parliament. Equally, we do not believe that it is for the European Union to make recommendations on the functioning of Member States’ security services.

 
  
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  Agnès Le Brun (PPE), par écrit. – Cela fait maintenant cinq ans que le Parlement a adopté son rapport final sur les activités illégales de la CIA en Europe, mais les Etats membres sont toujours réticents devant l'idée de révéler ce qui s'est passé. Ce manque de transparence empêche de tirer au clair les violations supposées des droits de l'Homme. L'idée qu'un emprisonnement secret, sans jugement, ait été réalisé sur le territoire de l'Union européenne ébranle les principes fondateurs et l'autorité morale de notre institution. J'ai voté en faveur d'un éclaircissement de la situation, mais également afin de rappeler que le respect des droits de l'Homme est un principe fondamental de l'Union européenne que nul ne peut transgresser.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I voted in favour of this resolution, which rightly stresses the need to provide guarantees in order to avoid, in the future, any infringement of fundamental rights when anti-terrorism policies are implemented.

 
  
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  Véronique Mathieu (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur de ce rapport qui dénonce les restitutions extraordinaire, les prisons secrètes et de torture qui violent les droits à la liberté, à la sécurité et à un traitement humain. Ainsi les Etats qui font l'objet d'allégations crédibles doivent apporter toutes les informations disponibles afin de clarifier la situation et d'évaluer la responsabilité le cas échéant.

 
  
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  Mario Mauro (PPE), per iscritto. − Nelle relazioni tra l'Unione europea, i suoi Stati membri e i Paesi terzi è fondamentale garantire la piena applicazione delle clausole relative ai diritti umani contenute negli accordi. Occorre rivedere il modo in cui i governi cooperano con l'apparato repressivo delle dittature in nome della lotta al terrorismo. La riforma del settore della sicurezza, deve garantire una netta separazione tra le funzioni di intelligence e di applicazione della legge.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Ce texte réclame la fin de l'ingérence des services spéciaux américains au sein de l'Union européenne. Il rappelle que les détentions secrètes systématisées constituent un crime contre l'humanité pour lesquels les États-Unis et les gouvernements complices pourraient être jugés. Il dénonce le rôle de l'OTAN dans les détentions secrètes mises en œuvre sur le territoire européen. Il appelle à l'arrêt des procédures spéciales pour les personnes soupçonnées de terrorisme et demande aux États-Unis de mettre fin aux possibilités de détention illimitée pour suspicion de "terrorisme". Il rappelle que le secret d'État ne prévaut pas sur les droits fondamentaux. Autant de raisons pour lesquelles je soutiens ce texte, même si je regrette qu'il ne dénonce pas plus largement l'OTAN et l'ingérence américaine dans les affaires européennes en général.

 
  
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  Willy Meyer (GUE/NGL), por escrito. − Considero muy importante esta resolución, no solo porque sigue insistiendo en la necesidad de que se investigue el programa de vuelos, detenciones y cárceles secretas de la CIA de manera eficaz e independiente, sino porque además sienta unas bases claras en materia de asuntos exteriores de la UE. Comparto el reconocimiento que hace la resolución del valor de la transparencia para el control democrático de los gobiernos cuando afirma que "en ningún caso el secreto de Estado debe prevalecer sobre los derechos fundamentales inalienables" y que, por tanto, "los argumentos basados en el secreto de Estado nunca pueden utilizarse para limitar la obligación legal de los Estados de investigar las graves violaciones de los derechos humanos". Asimismo, la resolución plantea de manera acertada la necesidad de que en la lucha contra el terrorismo siempre y en todo momento se respeten estrictamente los derechos humanos, lo que apoyo pues en ningún caso y bajo ningún pretexto la lucha contra el terrorismo puede hacerse, tal y como se hizo, fuera del marco legal internacional ni suponer violación alguna de los derechos humanos. Por todo ello he votado a favor de esta resolución.

 
  
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  Ana Miranda (Verts/ALE), in writing. − I voted for this resolution, which demands that EU Member States open independent investigations and sends a strong signal that calls for independent investigations into these secret prisons will not go away until the full truth comes to light. As an MEP from Galicia, which is deeply compromised in the area of human rights, I am very concerned that European countries may have assisted in the extra-judicial detention and transportation of detainees. This is particularly worrying if it turns out to be the case that these people were transported on to third countries where they faced torture. EU governments have obligations under international law and EU law. There is a political, a legal and also a moral responsibility to uncover the truth about any collusion in extraordinary rendition. We cannot expect the rest of the world to take us seriously on human rights unless we are willing to practise what we preach.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), schriftlich. Es ist ein Skandal, dass aus der Beteiligung einiger EU-Staaten an den illegalen Gefangenentransporten und dem Betrieb von Geheimgefängnissen des US-Auslandsgeheimdienstes CIA noch immer nicht alle nötigen Konsequenzen gezogen wurden. Weltweit spielt die EU in Sachen Menschenrechte den Oberlehrer, aber bei sich selbst legt sie äußerst niedrige Maßstäbe an. Jedenfalls wirft die Teilnahme von EU-Staaten wie Polen oder Rumänien an den menschenrechtswidrigen Praktiken der CIA ein düsteres Licht auf die selbsternannte Wertegemeinschaft. Der Skandal um die CIA-Flüge und Geheimgefängnisse zeigt, dass im Zweifel Handlangerdienste für die USA anscheinend mehr zählen als die Achtung grundlegender Menschenrechte. Mit dieser Haltung macht sich die Europäische Union mitschuldig an Menschenrechtsverstößen der USA, die angeblich im Namen der Terrorbekämpfung geschehen. Aus diesem Grund habe ich für den Bericht gestimmt.

 
  
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  Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė (PPE), raštu. − Žmogaus teisių pažeidimai negali būti toleruojami ar pateisinami. Todėl sveikintinos tos šalys, kurios rimtai tyrė šį klausimą, sveikintina, kad jam skirtas didelis Europos Parlamento dėmesys. Tiek faktai, tiek ir gandai apie vykusius ar galėjusius vykti įtariamųjų pervežimus ir neteisėtus kalinimus menkina kovos su terorizmu pastangas, šalių narių prestižą. Svarbu, kad aiškinantis tiesą būtų remiamasi tik faktais, o ne prielaidomis. Tikiu, kad bet kuriuo metu paaiškėjus naujiems faktams, net ir tie tyrimai, kurie šiuo metu yra užbaigti, būtų atnaujinti. Vis tik kažkada šiame klausime turėtų būti pateikti visi atsakymai ir padėtas taškas.

 
  
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  Rareş-Lucian Niculescu (PPE), în scris. − Am votat împotriva acestei rezoluţii, întrucât unele dintre concluzii sunt cel puţin superficiale şi hazardate. Sunt pe deplin în favoarea garantării drepturilor omului şi a libertăţilor individuale pentru toţi cetăţenii, chiar şi pentru cei suspectaţi de comiterea unor infracţiuni. Cu toate acestea, afirmaţiile cu privire la presupusele incidente trebuie să aibă la bază informaţii veridice, din surse credibile, neputându-se baza pe simple presupuneri.

 
  
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  Franz Obermayr (NI), schriftlich. Die Achtung grundlegender Menschenrechte hat für mich oberste Priorität und eine Terrorismusbekämpfung kann nur dann wirksam sein, wenn sie unter strikter Einhaltung der Menschenrechtsverpflichtungen und insbesondere des Grundsatzes eines fairen Verfahrens gehandhabt wird. Die im Bericht erwähnten „außerordentlichen Überstellungen“, die möglicherweise Entführung, Verschleppung, Festhalten ohne Gerichtsverfahren, Verschwindenlassen oder auch geheime Inhaftierung und Folter umfassen, sind dementsprechend zu verurteilen. Umfassende Ermittlungen über das genaue Ausmaß der Beteiligung einiger EU Staaten, die mit Behörden der Vereinigten Staaten, insbesondere des CIA stattgefunden haben und auf dem Hoheitsgebiet der EU erfolgten, sind zwingend notwendig. Es ist ein Skandal, dass aus der Beteiligung einiger EU-Staaten an den illegalen Gefangenentransporten und dem Betrieb von Geheimgefängnissen des CIA noch immer nicht alle nötigen Konsequenzen gezogen wurden. Dass das Europaparlament die Regierungen der EU-Staaten zu Untersuchungen aufgerufen hat, begrüße ich und habe für den Bericht gestimmt.

 
  
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  Justas Vincas Paleckis (S&D), raštu. − Europos Parlamentas šiame pranešime reiškia nuomonę dėl tam tikrais liudijimais paremtų įtarimų: devyniose ES valstybėse esą buvo vykdomi neteisėti CŽV skrydžiai bei be teismo nuosprendžio kalinami terorizmu kaltinami Gvantanamo kaliniai. Socialdemokratų pranešėja H. Flautre teigia, kad ruošiant pranešimą kai kurios ES valstybės trukdė laisvus ir nepriklausomus europarlamentarų delegacijos tyrimus, kurie siekia užtikrinti teisingumo nukentėjusių atžvilgiu įgyvendinimą. Ji teigia, kad tos valstybės dangsto nusikaltimus prisidengdamos būtinybe laikytis valstybės paslapties. ES teisės pažeidimai neturėtų būti pateisinami kova su terorizmu. Juk Europos Sąjunga pasaulyje laikoma didžiausia žmogaus teisių gynėja. Pritariu pranešėjai, kad ES valstybės privalo ne tik iki galo ištirti, bet ir sudaryti galimybes nepriklausomiems papildomiems ES institucijų tyrimams. Svarbu, kad būtų identifikuoti atsakingi asmenys, sumokėta kompensacija už patirtą žalą. Balsavau už šį pranešimą, nes jis ragina pagerinti ES valstybių teisminį bendradarbiavimą kriminalinėse bylose, o Europos Komisiją užtikrinti, kad bendradarbiavimas būtų įgyvendintas.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. Votei favoravelmente o presente relatório por considerar que a UE deve assegurar que as suas obrigações internacionais sejam plenamente cumpridas e que as políticas comunitárias e os instrumentos de política externa, tais como as orientações em matéria de tortura e os diálogos sobre direitos humanos, sejam integralmente aplicados.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare gli articoli 2, 3, 4, 6, 7 e 21, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 1, 2, 3, 4, 18 e 19 e la Convenzione europea sui diritti dell'uomo e i relativi protocolli, nonché i pertinenti strumenti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani, e considerando che il Parlamento ha condannato il programma di consegna e detenzione segreta della CIA guidato dagli Stati Uniti, che ha comportato molteplici violazioni dei diritti umani, tra cui casi di detenzione arbitraria e illegale, tortura e altri maltrattamenti, violazioni del principio di non respingimento e sparizioni forzate, e che ha ripetutamente e fermamente condannato pratiche illegali quali la "consegna straordinaria", il rapimento, la detenzione senza processo, la sparizione, le prigioni segrete e la tortura, esprimo il mio voto favorevole alla proposta.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), par écrit. – Pour. Comme l'a déjà dit ma collègue et rapporteure Hélène Flautre, le vote d'aujourd'hui est une victoire pour le Parlement européen. Il maintient son exigence de vérité contre le déni et l'oubli. Il fait prévaloir les fondements démocratiques de l'Union sur les considérations nationales et partisanes. Le rapport étaye l'existence d'un vaste système secret et illégal ayant conduit à des actes de torture et à des disparitions forcées. Il s'appuie sur de nouveaux faits, issus notamment des bases de données aériennes détenues par Eurocontrol.

Le rapport exhorte les États à ouvrir enfin un vrai processus de justice approfondi et transparent. Chaque pays a sa part de responsabilité, chaque acteur détient une parcelle de vérité. La Commission et le Conseil doivent mettre en place une dynamique de justice au niveau européen. Le Conseil doit reconnaître les faits. La Commission doit élaborer un plan de suivi clair et concerté des enquêtes nationales. Ce rapport était attendu par les victimes, leurs avocats, les organisations internationales de défense des droits de l'homme, les ONG et les journalistes qui n'ont cessé de témoigner et de documenter les crimes commis au nom de notre sécurité.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore di questa risoluzione perché ritengo che gli Stati membri dell'UE debbano condurre indagini approfondite per scoprire se ci siano state prigioni segrete o strutture sul loro territorio nelle quali fossero detenute, nei primi anni del 2000, persone del programma segreto della CIA di consegna e detenzione.

Solo valide ragioni di sicurezza nazionale possono giustificare il segreto. Per questo motivo è necessario riavviare le indagini a livello nazionale affinché si possa fare chiarezza su questo caso.

 
  
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  Tokia Saïfi (PPE), par écrit. – Certains États membres de l'Union européenne auraient permis à la CIA, via un programme confidentiel, de transporter et de détenir des prisonniers sur leur territoire. Face à de si graves allégations, des enquêtes parlementaires nationales ont été lancées. Mais d'importantes pressions politiques et diplomatiques ont empêché les parlementaires de travailler en toute indépendance et de progresser dans leurs investigations. Je suis convaincue que la coopération transatlantique entre services de sécurité et de renseignement est indispensable, notamment en matière de lutte anti-terroriste. Cependant, rien ne permet de bafouer impunément les droits de l'homme, les libertés fondamentales, la démocratie et l'état de droit. En session plénière, j'ai donc voté en faveur d'une résolution demandant aux États membres concernés de prendre leurs responsabilités et de soutenir au plus vite les enquêtes indépendantes. L'intégrité du territoire européen et la cohérence de notre action en matière de droits de l'homme et de démocratie sont en jeu.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D), par écrit. – Nous avons voté en faveur de ce texte. Nous avons, une fois encore, condamné le programme de transferts interétatiques et de détention secrète de la CIA mené par les États-Unis. En effet, de nombreuses violations des droits de l'homme ont été constatées, et notamment des cas de détention illégale et arbitraire, de torture et d'autres mauvais traitements, des violations du principe de non-refoulement et des disparitions forcées.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. Cinco anos já decorreram depois do fim dos trabalhos da Comissão temporária, criada pelo PE, referente à investigação exaustiva sobre a colaboração dos governos europeus e dos serviços com o programa da CIA de entregas de detidos e de detenção secreta dos EUA, sem se apurarem os responsáveis. Esta comissão insta os Estados-Membros envolvidos a levarem a cabo investigações independentes e a divulgarem toda a informação necessária. A luta contra o terrorismo e a insegurança global não podem violar o respeito pela dignidade humana e os valores democráticos em que a nossa sociedade assenta.

 
  
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  Thomas Ulmer (PPE), schriftlich. Der Bericht ist wichtig und inhaltlich richtig, ich habe ihm zugestimmt. Auch wenn Terrorismusbekämpfung wichtig ist, erwarten wir von den Vereinigten Staaten einen korrekten Umgang mit den Menschenrechten und mit ihren Bündnispartnern oder befreundeten Staaten. Diese Fragen müssen eindeutig neu geklärt werden. Menschenrechte sind auch nicht verhandelbar.

 
  
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  Geoffrey Van Orden (ECR), in writing. − This report addresses the alleged involvement of some EU Member States in the transportation and illegal detention of prisoners in European countries by the CIA. I voted against the report as I do not agree with the thrust of the text, including calls for greater involvement of EU institutions in national investigations, and the opportunity it provides to snipe at our closest ally, the United States. I fully believe that countries should respect the international body of law to which they are a member. However, calls for the European Council to issue declarations; hold hearings with so-called ‘EU security agencies’; and ‘to give its full support to the truth-finding and accountability processes in the Member States by formally addressing the issue at JHA meetings, sharing all information, [and] providing assistance to inquiries’ are wholly misplaced. Both counter-terrorism policy and the oversight of security services, are – and should remain – strictly a matter for national authorities, not the EU.

 
  
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  Marie-Christine Vergiat (GUE/NGL), par écrit. – Le rapport d'Hélène Flautre est un très bon rapport de suivi du rapport de 2007, qui permet de savoir où en sont l'Union et les États membres qui ont pu être impliqués dans ce programme en matière de reconnaissance des violations des droits de l'homme, qui ont atteint un degré sans précédent. Malgré les pressions exercées par certains États membres et par certains de leurs représentants au Parlement, il fait le point sur les nouvelles allégations de complicité d'États membres qui n'étaient pas connues en 2007, sur la réalité des enquêtes menées dans les États membres et sur les obstacles rencontrés. Les violations des droits de l'homme sont toujours intolérables, surtout quand elles sont commises par des États membres de l'Union qui veulent donner des leçons dans ce domaine au monde entier. Il n'y a pas de réalisme politique qui tienne en la matière, et même la lutte contre le terrorisme ne peut conduire à de telles dérives. La crédibilité de l'Union et de ses États membres est en cause. Il reste un travail considérable à accomplir pour connaître la vérité sur ce programme et reconnaître les innombrables violations commises.

 
  
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  Jacek Włosowicz (EFD), na piśmie. − Chciałem zwrócić uwagę na nieścisłości, jakie zawiera wypracowany dokument. Mogą one sprawić, iż państwa członkowskie Unii Europejskiej oraz partnerzy, którzy wyrazili zgodę na przyjmowanie byłych więźniów obozu w Guantanamo, nie będą w pełni realizować zapisów pozwalających na szybkie i profesjonalne wsparcie warunków życia i zdrowia oraz ułatwienie dostępu do dokumentów, szczególnie możliwości łączenia rodzin oraz korzystania z praw przysługującym osobom o statusie uchodźców politycznych.

 
  
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  Inês Cristina Zuber (GUE/NGL), por escrito. Este relatório tem a virtude de chamar a atenção para os hediondos e irrefutáveis factos de que a CIA utilizou o território de vários países da UE para o transporte de pessoas que, sem qualquer acusação judicial ou mandato de captura, eram transportadas para Guantanamo e para diversos países onde eram torturados e mesmo assassinados. Estes factos continuam blindados por uma teia de silêncios e cumplicidades que envolvem em acordos bilaterais e multilaterais o Conselho, os Estados-Membros, os EUA, a NATO e a CIA na detenção ilegal e arbitrária, a tortura, os maus-tratos e o desaparecimento forçado de centenas de pessoas a reboque de uma suposta luta contra o terrorismo. Valorizando o presente relatório não partilhamos a perspetiva federalista que o enforma, procurando colocar o Conselho como juiz dos Estados-Membros, ou envolvendo a Comissão Europeia na garantia da responsabilização pelas violações de direitos humanos cometidas ao abrigo do programa da CIA. Nem partilhamos da abordagem não crítica da NATO e do seu papel enquanto organização cuja história demonstra as suas ligações ao terrorismo, nomeadamente ao terrorismo de Estado. Pela nossa parte, desde 2005 que temos vindo a alertar e a exigir explicações do governo português sobre esta matéria. Este é o caminho que continuaremos a trilhar.

 
  
  

Report: Kyriacos Triantaphyllides (A7-0248/2012)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente Relatório, relembrando que a União Europeia se comprometeu a completar a criação de um Sistema Europeu Comum de Asilo (SECA) em 2012, mediante a criação de um espaço comum de proteção e solidariedade baseada num procedimento comum de asilo e num estatuto uniforme para beneficiários de proteção internacional. Considero o SECA um passo evolutivo na política europeia, trazendo uma harmonização das normas de proteção que está em curso através da alteração da legislação dos Estados-Membros e o reforço da cooperação prática mediante a atuação do Gabinete Europeu de Apoio em matéria de Asilo (GEAA). Importa agora abordar frontalmente o terceiro pilar do SECA dando corpo ao conceito de solidariedade e partilha de responsabilidade, consagrado no artigo 80.º do TFUE, que constitui uma componente horizontal essencial do SECA. O SECA é especificamente importante porque, por outras palavras, pretende ser um quadro de solidariedade abrangente no qual os Estados-Membros recebem apoio para melhorar a qualidade dos seus sistemas de asilo com vista a assegurar o pleno respeito pelos requerentes de asilo, o que garantirá, por isso mesmo, a aplicação adequada do acervo em matéria de asilo.

 
  
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  Martina Anderson (GUE/NGL), in writing. − I supported report A7-0248/2012 on enhanced intra-EU solidarity in the field of asylum, because it contains important critique of the current EU asylum system and stresses the need for change. However, my vote in favour of the report should not be seen as support to the report’s call for further harmonisation at EU level within the field of asylum.

 
  
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  Roberta Angelilli (PPE), per iscritto. − È evidente che la crisi umanitaria che sta vivendo il Medio Oriente non può che avere forti ripercussioni sull'Europa ma soprattutto sugli Stati membri, come l'Italia, che si affacciano sul Mediterraneo. E' necessario intervenire in maniera efficiente, migliorando il coordinamento tra gli Stati membri, attraverso un'adeguata ripartizione delle responsabilità nell'assicurare che i rispettivi sistemi di asilo soddisfino le norme europee e internazionali e, altresì, attraverso un'equa distribuzione dei richiedenti asilo. Secondo gli ultimi dati Eurostat, solo nel primo trimestre 2012 l'Italia ha ricevuto 2.210 nuove richieste di asilo. I richiedenti asilo sono mediamente molto giovani, in un'età compresa tra i 18 e i 34 anni (67.2%) e minori (17.9%). Plaudo l'istituzione dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo e anche la creazione a partire dal 2014 del Fondo asilo e migrazione, strumenti utilissimi per l'avvio di azioni mirate a sostegno degli Stati su cui gravano enormi oneri e responsabilità e dei richiedenti asilo e protezione internazionale che sperano in un futuro migliore.

 
  
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  Pino Arlacchi (S&D), in writing. − With this text we reiterate that the right to international protection is a fundamental right enshrined in international and EU law and complemented by a series of additional rights and principles, such as the principle of non-refoulement, the right to dignity, the prohibition of torture, inhuman or degrading treatment. For this reason Member States must ensure that fair and efficient asylum systems are put in place in order to respond to varying asylum flows. Member States have also the obligation to oppose with all means the rise of xenophobia and racism in Europe. A first step to fight the negative and misinformed assumptions about asylum seekers and refugees could be enhanced through the organisation of awareness-raising campaigns on the actual situation of beneficiaries of international protection.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE), par écrit. – Les États membres de l’Union européenne font partie des pays qui accordent le plus souvent le droit d’asile aux personnes en danger à l'échelle internationale. En votant cette résolution, le Parlement européen veut mettre à disposition davantage de moyens pour cette politique. Il est nécessaire de mettre en place un traitement conjoint des demandes et de renforcer le rôle du Bureau d'appui européen en matière d'asile. Ceci devrait permettre de prendre en compte les besoins de solidarité entre États membres et ainsi promouvoir une coopération plus étroite entre eux.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą, kuriame išdėstomi siūlymai dėl valstybių narių solidarumo prieglobsčio srityje didinimo ir ES prieglobsčio politikos tobulinimo. Vienas pagrindinių ES prioritetų kuriant Bendrą Europos prieglobsčio sistemą (BEPS) – teikti pagalbą valstybėms narėms, susiduriančioms su dideliu prieglobsčio prašytojų skaičiumi. 2011 m. ES gavo daugiau kaip 300 000 prieglobsčio prašymų – 16,2 proc. daugiau nei 2010 m. Pritariu būtinybei remti tas valstybes nares, kurių prieglobsčio sistemai tenka labai didelis prašytojų krūvis taikant prieglobsčio prašytojų ar prieglobstį gavusių asmenų perkėlimo iš ypatingą naštą patiriančios narės į kitas ES nares priemonę. Pritariu, kad būtina informuoti valstybes nares ir pilietinę visuomenę apie prieglobsčio politikai skirtus ES fondus, bei teikti informaciją, susijusią su tinkamumo kriterijais ir prašymų teikimo formalumais. Svarbu reguliariai ir dažnai vertinti valstybių narių prieglobsčio sistemas, siekiant taisyti jų trūkumus, svarbu, kad Europos prieglobsčio paramos biuras šiuo klausimu teiktų valstybėms narėms praktinę pagalbą.

 
  
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  Regina Bastos (PPE), por escrito. A União Europeia comprometeu-se a completar a criação de um Sistema Europeu Comum de Asilo (SECA) em 2012, que terá por base três pilares: harmonização de normas de proteção mediante um maior alinhamento da legislação dos Estados-Membros em matéria de asilo; uma cooperação prática e eficaz dotada de meios necessários; e uma maior solidariedade e um sentido de responsabilidade, não apenas entre os Estados-Membros, mas também entre a UE e países terceiros. É importante assegurar um bom funcionamento do SECA, especialmente quando os fluxos migratórios são com frequência mistos, incluindo migrantes, requerentes de asilo, refugiados e pessoas vulneráveis. Neste sentido, o presente relatório defende que os Estados-Membros, as autoridades locais e a sociedade civil devem ser informados sobre os vários fundos europeus que podem ser utilizados no domínio do asilo. O sistema de asilo dos Estados-Membros deve ser periódica e frequentemente avaliado para identificar as boas práticas e as deficiências. Os Estados-Membros devem demonstrar solidariedade mutuamente e partilhar a responsabilidade, nomeadamente como o tratamento conjunto dos pedidos de asilo e a recolocação dos beneficiários de proteção internacional. Pelo exposto, apoiei o presente relatório.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau dėl šio pranešimo, kadangi Europos Sąjunga yra įsipareigojusi dar šiais metais pabaigti kurti bendrą Europos prieglobsčio sistemą (BEPS), nustatydama bendrą apsaugos ir solidarumo erdvę. BEPS remiasi trimis ramsčiais ir dabar reikia imtis vieno iš jų, t.y. įgyvendinti solidarumo ir dalijimosi atsakomybe idėją. Šia solidarumo sistema norima garantuoti, kad būtų visiškai atsižvelgta į prieglobsčio prašytojų teises ir padėti valstybėms narėms patobulinti savo prieglobsčio teikimo sistemas ir taip užtikrinti tinkamą BEPS veikimą ir tinkamą prieglobsčio acquis įgyvendinimą. Kad BEPS taptų efektyvi, reikia tinkamai informuoti valstybes nares, institucijas ir piliečius apie įvarius ES fondus, kurie gali būti panaudoti prieglobsčio tikslams, be to, informacija apie tinkamumo kriterijus bei teisinius formalumus yra taip pat labai svarbi. Siekiant nustatyti geriausią patirtį ir trūkumus bei palengvinti specifinių sprendimų rengimą, būtų galima reguliariai vertinti ES narių prieglobsčio sistemas. Taip pat valstybių narių solidarizavimasis ir dalijimasis atsakomybe yra labai vertingas, ypač tarptautinės apsaugos gavėjų perkėlimo ir prieglobsčio prašymų nagrinėjimo atžvilgiu. Labai svarbu, kad optimaliai būtų išnaudoti ES turimi fondai, nes tik taip solidarumas virs veiksmais, todėl reikia pradėti taikyti finansines paskatas, skirtas tarptautinės apsaugos gavėjams perkelti.

 
  
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  Sebastian Valentin Bodu (PPE), în scris. − Uniunea Europeană doreşte a fi un spaţiu al democraţiei şi, din acest motiv, consider necesară o politică comună în domeniul dreptului de azil. Această politică este în conformitate cu Convenţia de la Geneva din 28 iulie 1951 şi cu Protocolul din 31 ianuarie 1967 privind statutul refugiaţilor, precum şi cu alte tratate din domeniu. Prin acest sistem comun, statele membre ale UE se angajează să garanteze persoanelor care urmăresc obţinerea statutului de refugiat în UE un nivel de protecţie pe baza unor standarde ridicate şi cu respectarea acestor obligaţii. Statele membre ale UE vor asigura accesul solicitanţilor de azil, al beneficiarilor de protecţie internaţională şi al membrilor familiilor acestora la o formă de protecţie şi la justiţie, la integrare socială şi la piaţa forţei de muncă, cu respectarea deplină a principiului nediscriminării.

 
  
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  Vito Bonsignore (PPE), per iscritto. − L'esperienza in questo ambito ci insegna che gli allentamenti dei vincoli di responsabilità e solidarietà tra gli Stati membri invariabilmente determinano un gioco a perdere, nel quale di volta in volta un singolo paese, spesso un paese che si affaccia sul Mediterraneo, non riesce a far fronte a un'impennata nei flussi dei rifugiati e viene indicato come esempio negativo.

Il clima emotivo che ne segue costituisce terreno favorevole per demagogie contrapposte e per manifestazioni di quel residuo egoismo particolare, ereditato da un'era in cui i paesi europei si fronteggiavano, invece di collaborare.

Approvo pertanto la relazione che affronta con chiarezza esemplare questioni ancora aperte del CEAS. Segnalo in particolare le raccomandazioni di cui al punto 47) che, se tradotte in specifiche misure, consentirebbero di legare gli Stati membri in un effettivo vincolo di responsabilità condivisa e solidarietà reciproca, assicurando – e questo è l’obiettivo fondamentale – che il dramma dei richiedenti asilo venga affrontato su scala appropriata, con umanità, ragionevolezza e realismo.

Non sarà inoltre fuori luogo riconsiderare aspetti di allineamento normativo in tema di immigrazione legale, un universo strettamente correlato, i cui problemi si riflettono direttamente sul sistema di accoglienza e asilo.

 
  
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  Philippe Boulland (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur du rapport relatif au renforcement de la solidarité au sein de l'Union européenne dans le domaine de l'asile. J'encourage particulièrement les Etats membres à utiliser les possibilités disponibles au titre du Fonds européen pour les réfugiés avec des actions ciblées pour améliorer les systèmes d'asile dans les Etats membres.

 
  
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  John Bufton (EFD), in writing. − The prospect of enhancing what is confusingly called intra-EU solidarity in the field of asylum is essentially a move to centralise decision-making on the placement of asylum seekers which contravenes domestic prerogative on immigration and settlement policy. While it is essential all countries play their part in the accommodation of genuine asylum seekers and the international community must work together to protect vulnerable persons, I greatly fear placing the power to relocate asylum seekers into the hands of the European Union. The forging of tighter cooperation between countries on the management of refugees should happen between national governments or by international supranational bodies and charities that are already endorsed to deal with such matters. The establishment of a permanent intra-EU relocation mechanism would create a precedent allowing the European Commission to essentially determine who lives where, representing a gross infringement upon sovereignty. While certain countries are under greater pressures than others to accommodate asylum seekers and there is sense in promoting burden-sharing between nations, the processing of applications for residency must continue to be done solely at Member State level and should never become the preserve of the unelected European Commission.

 
  
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  Alain Cadec (PPE), par écrit. – J'ai voté pour ce rapport, qui vise à achever l'établissement d'un régime d'asile européen commun en concrétisant la notion de solidarité et de partage des responsabilités. Il me semble en effet important que l'Union européenne dispose de moyens pour soutenir les Etats membres faisant face à des pressions et à des coûts démesurés. Je soutiens les quatre axes du rapport que sont la coopération pratique et l'assistance technique, la solidarité financière, la répartition des responsabilités et la confiance mutuelle au cœur d'un système de gouvernance renouvelé. Je partage par ailleurs l'idée selon laquelle il faudra identifier les carences des systèmes d'asile pour mieux garantir le respect des droits des demandeurs d'asile.

 
  
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  Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. O Sistema Europeu Comum de Asilo, que a UE se comprometeu a completar em 2012, tem por base três pilares: a harmonização de normas de proteção, mediante um maior alinhamento da legislação dos Estados-Membros em matéria de asilo; uma cooperação prática eficaz e dotada dos meios necessários; e uma maior solidariedade e um sentido de responsabilidade, não apenas entre os Estados-Membros mas também entre a UE e países terceiros. A harmonização das normas de proteção está em curso através da alteração da legislação dos Estados-Membros e prevê-se o reforço da cooperação prática mediante a atuação do Gabinete Europeu de Apoio em matéria de Asilo (GEAA). Interessa agora abordar o terceiro pilar do SECA e dar corpo ao conceito de solidariedade e partilha de responsabilidade. Votei favoravelmente o relatório por o mesmo visar estabelecer um verdadeiro espaço de proteção no qual os direitos dos requerentes de asilo e dos beneficiários de proteção internacional são devidamente respeitados e promovidos.

 
  
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  Carlos Coelho (PPE), por escrito. Precisamos, urgentemente, de uma solução comum que garanta um respeito uniforme e promova os direitos fundamentais dos requerentes de asilo e que permita, igualmente, dar resposta aos problemas resultantes das pressões e custos desproporcionais a que alguns Estados-Membros estão sujeitos, sobretudo devido à sua situação geográfica, o que só poderá acontecer através de uma responsabilidade partilhada, com uma repartição equitativa e justa dos benefícios e dos encargos.

Para que exista uma verdadeira solidariedade entre Estados-Membros torna-se necessário implementar toda uma série de medidas que deverão girar em torno de 4 eixos: cooperação prática e assistência técnica, solidariedade financeira, atribuição de responsabilidades e melhoria dos instrumentos de governação. É importante, porém, não esquecer que não poderá existir solidariedade sem responsabilidade, cabendo a cada Estado-Membro garantir a ordem na sua casa, de forma a evitar repercussões noutros Estados-Membros. É essencial que exista um clima de confiança recíproca, daí a importância de que se reveste a alteração da governação de Schengen, de forma a assegurar uma correta aplicação do Acervo Schengen e permitir aumentar a confiança na capacidade da União tratar em comum e num espírito de solidariedade os problemas relacionados com os controlos das fronteiras, o que contribuirá decisivamente para facilitar a participação dos Estados-Membros em iniciativas de solidariedade em matéria de asilo.

 
  
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  Anna Maria Corazza Bildt, Christofer Fjellner and Anna Ibrisagic (PPE), in writing. − We voted today in favour of the Triantaphyllides report on intra-EU solidarity, because we support burden sharing and mutual assistance among all Member States in the field of asylum. However, the compromise reached could be more balanced. While the report is based on the notion that only countries on the external border are subject to extreme pressure and that they receive the largest number of asylum seekers, this is not the reality. Asylum seekers enter Europe not only by sea; countries of final destination – like Sweden – should be taken into account as well. The external borders and absolute numbers of asylum seekers should not be the only criteria in order to receive more support and financial aid. Relocation among Member States should be voluntary for Member States and should concern only people that have already been granted asylum, with their consent, and not asylum seekers. As we work together to achieve a Common Asylum System by 2012, it is important that we base our legislative work on facts with a balanced and inclusive approach.

 
  
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  Corina Creţu (S&D), în scris. − Susţin propunerea de rezoluţie privind consolidarea solidarităţii în domeniul azilului şi concretizarea conceptului de partajare a solidarităţii şi a responsabilităţii. Spaţiul comun de protecţie şi solidaritate, bazat pe o procedură de azil comună şi pe un statut uniform pentru cei care beneficiază de protecţie internaţională, trebuie să fie susţinut efectiv prin alinierea în continuare a legislaţiei statelor membre, cooperarea practică şi intensificarea solidarităţii şi responsabilităţii.

Angajamentul UE de a institui un sistem european comun de azil (SECA) anul acesta este cu atât mai important cu cât fluxurile migratorii sporesc, provocate de criza economică, de schimbările climatice şi, mai ales, de efectele Primăverii arabe. Există state, în zona Mediteranei, care se confruntă cu o presiune migratorie căreia nu-i pot face faţă fără sprijinul statelor membre ale UE şi care au datoria de a-şi partaja provocările în domeniul azilului.

 
  
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  Vasilica Viorica Dăncilă (S&D), în scris. − Aspectele de solidaritate din cadrul politicii în domeniul azilului au apărut din nou în vizorul nostru în urma unor evenimente recente, precum grava criză socioeconomică din mai multe state ale Uniunii care găzduiesc valuri de solicitanţi de azil şi care se găsesc în imposibilitatea de a gestiona această problemă cu eficienţa dorită. Este clar că toate aceste aspecte impun introducerea unor importante schimbări în politica de azil la nivelul Uniunii Europene. Trebuie să se ajungă la o abordare comună în acest domeniu, iar solidaritatea în domeniul politicii de azil atât între statele membre, cât şi între acestea şi organele Uniunii trebuie să fie una coerentă.

În concluzie, este nevoie de îmbunătăţiri în acest sens în cel mai scurt timp şi în toate domeniile, dar mai ales în cel al sincronizării legislaţiilor, atât printr-o mai bună utilizare a resurselor bugetare, cât şi prin îmbunătăţirea repartizării competenţelor între statele membre.

 
  
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  Anne Delvaux (PPE), par écrit. – Nous avons voté mardi en faveur d'une résolution non législative sur la solidarité entre les États membres en matière d'asile. Cette résolution porte sur les futurs dispositifs de réinstallation des réfugiés dans l'UE et sur le renforcement des moyens alloués, dans l'UE, à la politique d'asile. Nous avons notamment appelé la Commission européenne à inclure, dans sa prochaine proposition législative introduisant un système permanent de réinstallation intra-UE, une clé de répartition européenne en vue de réinstaller les personnes bénéficiant d'une protection internationale. Le système prendrait au mieux en compte les intérêts des bénéficiaires, les perspectives d'intégration ainsi que des indicateurs objectifs, tels que le PIB, la population et la superficie des États membres. Cette clé de répartition européenne pourrait aider les pays de l'UE dont le régime national d'asile est soumis à des pressions disproportionnées ou qui se trouvent en situation d'urgence. Nous avons également demandé à la Commission d'étudier la faisabilité de l'élaboration d'un système européen pour répartir les demandeurs d'asile ainsi que plus de solidarité financière dans ce domaine sensible et davantage de moyens pour le Bureau européen d'appui en matière d'asile, situé à Malte.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), por escrito. Votei a favor do relatório sobre o "Reforço da solidariedade na União Europeia no domínio do asilo", porque considero positiva a criação de um Sistema Europeu Comum de Asilo (SECA). É de saudar a criação de um espaço inclusivo de proteção e solidariedade baseado num procedimento comum de asilo, no qual os direitos dos requerentes de asilo e dos beneficiários de proteção internacional são devidamente respeitados e promovidos.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. Este relatório chama a atenção para os gravíssimos problemas hoje enfrentados pelos imigrantes. Fazendo-o, fica ainda assim aquém de uma fiel descrição da enorme gravidade da situação. Os pedidos de asilo nos países da UE continuam a aumentar e as respostas positivas são ínfimas. O Regulamento de Dublim está longe de responder às necessidades de uma abordagem mais humanista nesta matéria. A UE continua a ignorar a realidade de muitos milhões de seres humanos que fogem à fome e à guerra e que procuram uma vida e um trabalho dignos para eles e para as suas famílias. Milhões de seres humanos que se confrontam com a política repressiva e desumana da UE, que tem na FRONTEX uma das suas expressões. Fogem à pobreza crónica. Fogem a uma situação política, económica e social, por vezes dramática, para a qual as políticas da UE muito têm contribuído. Ignorar ou fingir não ver esta realidade é ser-se cúmplice. E a UE - assim como a maioria deste Parlamento - têm-no sido.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne Európska únia sa zaviazala k tomu, že v roku 2012 dokončí zriaďovanie spoločného európskeho azylového systému (SEAS), čím vytvorí spoločný priestor ochrany a solidarity na základe spoločných azylových postupov a jednotného právneho postavenia osôb, ktorým bola poskytnutá medzinárodná ochrana. Zaistenie dobrého fungovania systému SEAS je mimoriadne dôležité v časoch, keď sú migračné toky najčastejšie zmiešané a zahŕňajú migrantov, žiadateľov o azyl, utečencov a zraniteľné osoby, napríklad maloletých bez sprievodu. Toky žiadateľov o azyl a migrantov majú svoje osobitosti, ktoré nemožno za žiadnych okolností zanedbávať ani spájať. Zriadenie rámca solidarity neoslobodí členské štáty od povinnosti plniť si medzinárodné aj európske povinnosti v oblasti azylu, ale poskytne systému SEAS skôr konkrétne nástroje a postupy zamerané na podporu a pomoc pre tie členské štáty, ktoré sú vystavené neúmernému tlaku a znášajú neprimerané náklady v oblasti azylu, najmä v dôsledku ich geografickej a demografickej situácie.

 
  
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  Louis Grech (S&D), in writing. − I am in favour of this dossier as I believe that it strengthens both the Common European Asylum System (CEAS), as well as the Dublin II Regulation. While the Dublin II Regulation works at avoiding situations where asylum seekers are sent from country to country and other abuses, I believe this report gives further substance to the notion of solidarity and responsibility-sharing between Member States which would work to ensure Member States across the Union step up and comply with their international and EU obligations in terms of asylum. Furthermore, such an initiative ensures Member States would be equipped to improve the quality of their asylum procedures and have in place an adequate framework to ensure asylum seekers’ rights are fully respected. However, if Europe wants a holistic asylum system it must understand that very often asylum seekers are victims of political repression, of organised crime or of economic poverty. Thus initiatives must also involve the countries from which these immigrants depart, and must address the problems, especially economic problems of the immigrants’ countries of origin. The more serious the situation becomes, the greater the citizens’ loss of faith in European institutions.

 
  
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  Nathalie Griesbeck (ALDE), par écrit. – Par l'adoption de ce rapport d'initiative, nous avons souhaité lancer un signal clair, en marge des négociations entre le Parlement européen et le Conseil sur le paquet asile : il est nécessaire de réformer le système Dublin II qui a montré tous ses défauts et toutes ses limites. Notre message est double : un message de responsabilité et un message de solidarité. En effet, il est fondamental de renforcer la solidarité entre Etats européens dans le domaine de l'asile. Les récents flux migratoires (suite aux évènements en Tunisie, puis en Libye et actuellement en Syrie) l'ont démontré. Plus que jamais, l'Europe a besoin d'un véritable système européen commun d'asile, et la mise en œuvre des directives européennes sur l'asile est urgente afin de rendre notre système européen d'asile crédible et efficace.

 
  
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  Sylvie Guillaume (S&D), par écrit. – J'ai voté en faveur du rapport sur le renforcement de la solidarité en matière d'asile au sein de l'Union. Il était important d'envoyer un message clair aux États membres et à la Commission sur l'approche que le Parlement européen souhaite désormais poursuivre dans ce domaine. En effet, si le principe de la solidarité n'est pas nouveau, sa concrétisation, elle, peine à voir le jour. L'incapacité de l'Union à répondre de manière cohérente et efficace aux conséquences du Printemps arabe a souligné davantage encore le manque de confiance mutuelle entre les États membres. Dans ce contexte, la solidarité peut – et doit – être multiforme, via une coopération pratique renforcée, une assistance financière ciblée ou bien encore un partage équitable des responsabilités. Cette solidarité ne peut toutefois pas faire l'économie d'une responsabilisation de chacun des acteurs en jeu. Moteur de la solidarité, la confiance mutuelle ne pourra être restaurée et stimulée que si chaque État assume pleinement ses responsabilités et ses obligations en matière d'asile. C'est l'approche que nous défendons, une approche à la fois solidaire et responsable.

 
  
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  Mikael Gustafsson (GUE/NGL), in writing. − I supported report A7-0248/2012 on enhanced intra-EU solidarity in the field of asylum, because it contains important critique of the current EU asylum system and stresses the need for change. However, my vote in favour of the report should not be seen as support to the report’s call for further harmonisation at EU level within the field of asylum.

 
  
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  Agnès Le Brun (PPE), par écrit. – Le Parlement européen a adopté une résolution visant à prendre en compte les intérêts des personnes demandeuses d'asile ainsi que les besoins de solidarité des Etats membres. Cette résolution vient compléter les mécanismes précédents, et allouer davantage de moyens à ce renforcement. De plus, le bureau d'appui européen en matière d'asile sera également doté de prérogatives plus larges afin de promouvoir une coopération plus étroite entre les pays de l'Union européenne. En adoptant ce texte, les parlementaires ont pris la mesure de leur responsabilité sur le sujet, et je m'en réjouis. J'ai voté en faveur de ce texte qui va dans le sens du développement du travail conjoint entre les Etats membres. Ce dispositif sera accompagné d'une mise à disposition de ressources suffisantes au fonds "Asile et Migration".

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I agree with the rapporteur that establishing a solidarity framework will not absolve Member States from complying with their international as well as their EU obligations in terms of asylum, but that rather it will equip the CEAS with specific instruments and procedures aimed at supporting and assisting those Member States facing disproportionate pressures and costs in the field of asylum, mainly due to their geographical or demographical situation. In other words, a comprehensive solidarity framework wherein Member States would be assisted to improve the quality of their asylum systems in order to ensure the full respect of asylum seekers’ rights would ensure by the same token the proper implementation of the asylum acquis and therefore the very functioning of the CEAS.

 
  
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  Mario Mauro (PPE), per iscritto. − Garantire il buon funzionamento del Sistema comune europeo di asilo è fondamentale in un periodo in cui i flussi migratori sono per lo più di natura mista e comprendono migranti, richiedenti asilo, rifugiati e soggetti vulnerabili come i minori non accompagnati. È giusto sottolineare che i flussi migratori e di asilo hanno rispettive specificità che in nessun caso possono essere trascurate o amalgamate. Il mio voto è favorevole.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Ce rapport dénonce la logique du règlement de Dublin. Il promeut la répartition des bénéficiaires d'une protection internationale et des demandeurs d'asile. Il insiste sur le fait qu'une telle répartition est une des formes les plus concrètes de la solidarité censée être au cœur de la construction européenne. J'approuve la proposition qu'il contient de mettre en place une clé de répartition des réfugiés selon des critères objectifs et de soumettre tout transfert vers un autre État à l'approbation des réfugiés concernés. Je soutiens aussi l'insistance qu'il met pour veiller à ce que Frontex obéisse au principe onusien de non-refoulement. Je regrette néanmoins que ce texte ne revienne pas sur la notion de "pays d'origine sûr" et propose de soumettre l'allocation de fonds supplémentaires à des critères douteux. Je vote pour, en accord avec les idées centrales du texte.

 
  
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  Willy Meyer (GUE/NGL), por escrito. − He apoyado con mi voto este informe pues considero que pone de manifiesto la necesidad de un cambio en la actual lógica que subyace en el Sistema Europeo Común de Asilo mostrando claramente la necesidad de que el asilo dentro de la UE se rija según principios reales y efectivos de solidaridad. Asimismo considero importante esta resolución pues supone una llamada de atención en la buena dirección a la Comisión y a los Estados miembros por la manera equivocada de concebir actualmente las políticas de asilo. Además he votado a favor de esta resolución pues, entre otros puntos, hace un claro llamamiento a la necesidad de que los Estados miembros respeten y acepten plenamente su responsabilidad de garantizar el cumplimiento de las normas internacionales y europeas de asilo y da un paso más apostando por una aplicación eficaz y uniforme del acervo de la Unión en esta materia para conseguir asegurar unos altos niveles de protección en toda la UE.

 
  
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  Andreas Mölzer (NI), schriftlich. Das gemeinsame Europäische Asylsystem in seiner jetzigen Form entwickelt sich in eine bedenkliche Richtung. Solange die Union nicht endlich eingesteht, dass sie nicht alle Wirtschaftsmigranten aus aller Herren Länder aufnehmen kann, werden sich weiter Hunderttausende auf den Weg machen. Wenn dann Aktionen gesetzt werden wie Massenamnestien von Illegalen oder der Schengen-Vertrag wie unlängst mittels Touristenvisa gebrochen wird, dann zieht das unweigerlich weitere Zigtausende Flüchtlinge nach sich. Damit droht auch das Scheitern des Schengensystems insgesamt. Griechenland, Italien und Malta sind ja offenbar nicht in der Lage, die EU-Außengrenze zu sichern, und Schengen-Neulinge lassen nach ihrer Aufnahme in ihren Bemühungen häufig nach. Und die anderen Staaten sollen dann – im Namen der EU-internen Solidarität – den Preis zahlen. Die EU muss Frontex tatsächlich zu einer effektiven Grenzschutzagentur ausbauen. Den vorliegenden Bericht kann ich nur als an der Realität vorbeigehend ablehnen.

 
  
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  Paul Murphy (GUE/NGL), in writing. − I voted in favour of the report on enhanced intra-EU solidarity in the field of asylum. The report makes a number of relevant points and observations on the failures and insufficiencies of the Dublin Regulation. I also support the rapporteur’s view that any relocation of refugees within the European Union can only take place on the basis of respecting asylum seekers’ rights and the need for their consent. A rights-based approach and the defence of people’s rights to asylum, a life in dignity and without fear of repression must be the priority of any asylum policy. I also support the view that gender-based reasons for seeking asylum must get greater priority. However, I fundamentally disagree with the call for sufficient resources for border protection in paragraph 22 of the report. I continue to defend the position that the root causes that force people to leave their home countries need to be addressed and fought, not the refugees themselves.

 
  
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  Franz Obermayr (NI), schriftlich. Die Entwicklung eines gemeinsamen Europäischen Asylsystems stellt die Europäische Union vor große Herausforderungen. Europa ist nicht in der Lage, sämtliche Wirtschaftsflüchtlinge aufzunehmen, und die Mittelmeerländer wie Italien, Griechenland und auch Malta können ihre EU-Außengrenzen nicht effektiv sichern. Deswegen muss Frontex endlich zu einer gut funktionierenden Grenzschutzagentur werden. Das Asylwesen darf in Europa nicht zu einem Vehikel für die Massenzuwanderung werden und es steht fest, dass es strenge Grundsätze in den EU-Asylgesetzen geben muss, die vor allem die berechtigten Interessen der EU-Bürger schützen sollten. Weiters muss es auch darum gehen, die Ursachen der Migration im globalen Kontext zu analysieren. Die meisten Migranten fliehen vor allem aufgrund mangelnder Perspektiven in ihren Heimatländern und die EU wäre gut beraten, diese Zusammenhänge zu analysieren und neue Impulse für ein gerechteres Wirtschaftssystem mit den Flüchtlingsherkunftsländern zu geben. Solange man das in Europa nicht erkennt, werden auch weiterhin tausende Flüchtlinge nach Europa strömen, die nach bestehendem Gesetz gar kein Recht auf Asyl haben. Ich habe dem Bericht meine Stimme nicht gegeben, weil all diese Überlegungen darin nicht vorkommen.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. Votei favoravelmente o presente relatório por concordar com o estabelecimento de um verdadeiro espaço de proteção no qual os direitos dos requerentes de asilo e dos beneficiários de proteção internacional são devidamente respeitados e promovidos.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Nel 2012 durante l'Unione europea si è impegnata a completare la creazione di un sistema europeo comune di asilo CEAS, fondato su tre pilastri: l'armonizzazione degli standard di protezione, allineando ulteriormente la normativa degli Stati membri in materia di asilo; una cooperazione pratica effettiva e sostenuta; e una maggiore solidarietà e senso di responsabilità, non solo tra gli Stati membri dell'UE, ma anche tra l'UE e i paesi extra-UE. Considerando che l'armonizzazione degli standard di protezione è in via di realizzazione attraverso la modifica della normativa degli Stati membri e che la cooperazione pratica sarà rafforzata attraverso l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO), è ora importante concentrarsi sul terzo pilastro del CEAS dando fondamento alla nozione di solidarietà e condivisione di responsabilità, sancita dall'articolo 80 del TFUE, e per tale motivo esprimo il mio voto favorevole alla proposta.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − In favour. I agree with the Rapporteur´s approach and so co-signed five of the Rapporteur´s amendments. In addition, four more amendments were submitted that were taken aboard by the Rapporteur and included, apart from the one regarding climate change that was not adopted; climate change will become the biggest driver for population displacement in the coming years, due to sudden or gradual alterations in the natural environment related to sea-level rise, extreme weather events, and drought and water scarcity; therefore our group expressed concern with the growing link between climate change and conflict, while emphasising the need to address the issue of climate refugees in the context of EU relocation and resettlement schemes as well.

 
  
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  Licia Ronzulli (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore di questo documento perché il trasferimento di persone protette a livello internazionale all'interno dell'Unione europea dovrebbe tenere conto dei loro interessi e della necessità di solidarietà tra gli Stati membri.

Per questo motivo sono necessari più stanziamenti per la politica d'asilo, per il trattamento comune delle domande di asilo e per un ruolo più forte dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo.

 
  
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  Amalia Sartori (PPE), per iscritto. − Ci troviamo ad attraversare un momento storico in cui i flussi migratori sono di natura mista e dobbiamo affrontare richieste di asilo via terra e via mare. Ho votato a favore della relazione sul rafforzamento della solidarietà in materia di asilo, in quanto rappresenta un impegno concreto per garantire politiche adeguate ed efficienti in materia di asilo. Tramite la relazione vengono delineate infatti una migliore armonizzazione degli standard di protezione e asilo e una maggiore solidarietà tra gli Stati membri, vale a dire assistenza reciproca e condivisione degli oneri tra gli Stati membri al fine di garantire che i diritti vengano promossi e rispettati. Condivido le priorità individuate dal relatore: la cooperazione pratica, l'assistenza tecnica e la solidarietà finanziaria e ritengo inoltre necessario sfruttare la complementarietà dei fondi dell'Unione Europea.

 
  
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  Søren Bo Søndergaard (GUE/NGL), in writing. − I supported report A7-0248/2012 on enhancing intra-EU solidarity in the field of asylum because it contains an important critique of the current EU asylum system and stresses the need for change. However, my vote in favour of the report should not be seen as support for its call for further harmonisation at EU level within the field of asylum.

 
  
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  Alf Svensson (PPE), skriftlig. − I dag röstade parlamentet om ett initiativbetänkande om solidariteten medlemsstater emellan när det gäller att ta emot asylsökande. Målet är att kunna ge extra assistans i de länder som för tillfället behöver extra hjälp. Viktigt är också att de enskilda ländernas ansvar betonas.

Europa representerar för många människor drömmen om ett liv i fred, frihet och säkerhet. Det handlar alltså om människors önskan att förverkliga dessa grundläggande värden då asylpolitik diskuteras. Det är därför beklagligt att återkommande referera till dessa människor som problem och ”bördor”, vilket görs i detta betänkande. Det är också angeläget att betona att varje enskilt land, av rent humanitära skäl, ska äga rätten att visa radikal solidaritet och att talet om harmonisering inte ska innebära att ett land drar sig undan eller inte upplever sig motiverat till medmänsklighet. Vi bör uppmana alla länder att föra en asylpolitik med respekt för de mänskliga fri- och rättigheterna. Trots vissa problematiska formuleringar, valde jag att rösta för betänkandet.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D), par écrit. – J'ai voté en faveur de ce texte. La solidarité est un élément essentiel, voir l'élément essentiel du RAEC. Elle constitue un principe fondamental du droit de l'Union selon lequel les États membres doivent partager tant les avantages que les charges de façon juste et équitable. Sans solidarité, l'Europe n'a plus aucun sens. Mais cette solidarité doit aller de pair avec la responsabilité, et les États membres doivent veiller à ce que leurs systèmes d'asile soient en mesure de répondre aux normes fixées dans le droit international et européen.

Le fait d'apporter un soutien dans l'exécution des procédures d'asile dans un esprit de solidarité et de responsabilité partagée doit être perçu comme un moyen d'aider les États membres à respecter leur obligation de fournir une protection internationale à ceux qui en ont besoin, ainsi qu'une aide aux pays tiers accueillant le plus grand nombre de réfugiés, dans l'objectif de renforcer l'espace commun de protection en général.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. Este relatório pretende completar o Sistema Europeu Comum de Asilo (SECA) no que toca a uma maior partilha da responsabilidade e reforço da solidariedade entre os Estados-Membros, e entre a UE e os países terceiros. Este instrumento, criado em 2012, tem como objetivo criar um espaço comum de salvaguarda e de solidariedade do procedimento comum de asilo e do estatuto uniforme para os beneficiários de proteção internacional. A atuação do Gabinete Europeu de Apoio em matéria de Asilo tem um papel preponderante na harmonização das normas europeias e na identificação de falhas nos sistemas de asilo dos Estados-Membros. Mais apoio técnico, mais coordenação entre os fundos existentes, mais formação, identificação das deficiências e partilha de boas práticas são essenciais para uma verdadeira política comum de Asilo.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D), în scris. − Am votat pentru Rezoluţia referitoare la consolidarea solidarităţii în domeniul azilului pe teritoriul UE, deoarece consider că solidaritatea este una dintre valorile fundamentale ale Uniunii Europene. Principiul fundamental al politicii europene comune în materie de azil este consacrat în articolul 80 din Tratatul privind funcţionarea Uniunii Europene.

Susţin crearea, începând cu anul 2014, a unui Fond pentru azil şi migraţie (FAM) mai simplu şi mai flexibil şi necesitatea alocării unui volum suficient de resurse pentru susţinerea protecţiei solicitanţilor de azil şi a beneficiarilor de protecţie internaţională. De asemenea consider că, în contextul reformei alocării fondurilor în domeniul afacerilor interne pentru Cadrul Financiar Multianual 2014-2020, este necesar să se aloce resurse suficiente pentru protecţia frontierelor cu scopul de a asigura o solidaritate mai mare şi în acest domeniu. Consolidarea încrederii reciproce între statele membre este deosebit de importantă, întrucât există o legătură inerentă între încrederea reciprocă, dezvoltarea sistemului european comun de azil şi manifestarea unei solidarităţi veritabile şi concrete.

Consider că mecanismele de alertă timpurie introduse pentru a detecta şi soluţiona eventualele probleme înainte ca acestea să genereze o criză pot constitui un instrument valoros.

 
  
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  Geoffrey Van Orden (ECR), in writing. − I voted against the Triantaphyllides report on EU ‘solidarity’ on asylum. The report is another mistaken step taken by Brussels in the direction of setting up a Common European Asylum System. I do not support such a system, which is a further step in empowering the EU, would make it more difficult for the UK to refuse bogus asylum claims, and lead to further abuse of the asylum system. I have always said that immigration and asylum policy must remain a UK Government competency, and I strongly oppose any move towards further EU interference, which will only make matters worse.

 
  
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  Marie-Christine Vergiat (GUE/NGL), par écrit. – Le rapport de mon camarade Kyriacos Triantaphyllides a été adopté à une large majorité. Ce rapport arrive à point nommé dans les discussions laborieuses concernant la politique d'asile et la création d'un régime d'asile européen commun, qui durent depuis des années. Il envoie un message clair à la Commission et aux États membres, en leur donnant des orientations concrètes pour aboutir à une vraie solidarité en matière d'asile dans l'Union européenne. Le rapport demande que la réinstallation des demandeurs d'asile prenne en compte les intérêts de ces personnes lors de leur répartition entre les États membres. Durant les débats sur ce rapport, la Commission européenne avait déclaré que le nombre de demandeurs d'asile avait baissé depuis dix ans, justifiant cela par la diminution des arrivées de demandeurs d'asile sur le territoire. On sait trop bien ce qu'il en est et comment l'Europe forteresse se construit au détriment des droits des migrants et des obligations internationales des États membres de l'Union. Ce rapport permet aussi de stigmatiser la surenchère de certains États membres. Espérons que la Commission entendra ce message et fera rapidement une proposition législative qui mettra un terme au jeu politicien dont les demandeurs d'asile font les frais.

 
  
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  Jacek Włosowicz (EFD), na piśmie. − Dokument mówiący o zwiększeniu solidarności wewnątrz Unii Europejskiej w dziedzinie azylu oraz zawarta w nim idea są bliskie moim zapatrywaniom i odczuciom. Jednak zdecydowałem wstrzymać się od głosu, ponieważ jestem przekonany, iż poszczególne państwa członkowskie nie wykazały wystarczającej determinacji, by uściślić własne systemy azylowe, licząc właśnie na Parlament Europejski. Solidarność musi iść w parze z odpowiedzialnością, a po lekturze tego dokumentu nie jestem o tym przekonany.

 
  
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  Janusz Władysław Zemke (S&D), na piśmie. − Rezolucja w sprawie zwiększenia solidarności wewnątrz Unii Europejskiej w dziedzinie azylu jest wyrazem dążenia do harmonizacji standardów ochrony międzynarodowej poprzez dalsze dostosowywanie przepisów państw członkowskich oraz skuteczną między nimi współpracę. Zgadzam się ze sprawozdaniem w sprawie wspólnego europejskiego systemu azylowego. Jest szczególnie ważne w kontekście narastającej ilości przepływów migracyjnych oraz ich zróżnicowanej struktury, która obejmuje imigrantów, osoby ubiegające się o azyl, uchodźców i osoby szczególnie wrażliwe, jak np. małoletni bez opieki.

Powyższe postulaty wymagają jednak wprowadzenia zawartych w rezolucji zaleceń odnoszących się do funkcjonowania Europejskiego Urzędu Wsparcia w dziedzinie Azylu, które – z jednej strony – umożliwią skuteczne rozwiązanie problemów państw członkowskich na granicach zewnętrznych Unii, wynikających m.in. z nieproporcjonalnie wysokiej liczby wniosków o azyl, z drugiej zaś strony – pozwolą skupić się na długoterminowych celach prewencyjnych, wymianie informacji i doświadczeń.

 
  
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  Inês Cristina Zuber (GUE/NGL), por escrito. Este relatório cinge-se à descrição da situação dos imigrantes que é de uma enorme gravidade. É que os pedidos de asilo nos países da UE continuam a aumentar e as respostas positivas são ínfimas sendo que o Regulamento de Dublim está longe de responder às necessidades de uma abordagem mais humanista nesta matéria. A UE continua a ignorar a realidade de muitos milhões de seres humanos que fogem à fome e à guerra e que procuram uma vida e um trabalho dignos para eles e para as suas famílias e se enfrentam com a política repressiva da UE que tem na FRONTEX uma das suas expressões. Fogem à pobreza crónica, na procura do que lhe é negado por políticas que nos seus países e na UE têm um vetor comum: a exploração. Fogem a uma situação política, económica e social muitas vezes dramática e para a qual as políticas da UE muito têm contribuído. Ignorar ou fingir não ver esta realidade é ser cúmplice. E a UE - e a maioria do PE - é cúmplice quando utiliza as relações de dependência histórica dos países periféricos para impor tratados de livre comércio, quando promove a ingerência e a guerra que levam à destruição destes países.

 
  
  

Report: Lara Comi (A7-0069/2012)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente Relatório, pois considero que esta proposta que visa a revisão e substituição do existente quadro legal sobre Normalização Europeia reforça os compromissos europeus para os produtos e serviços. A mais-valia desta proposta reformulada nas negociações com o Parlamento Europeu resultou de uma maior envolvência dos parceiros sociais e outras partes interessadas na melhoria da proposta de Regulamento, tendo sido decisiva, na minha opinião, a introdução de dois assuntos-chave relacionados com o envolvimento dos sindicatos e a limitação da normalização europeia nas áreas de serviços, em que a Comissão não pode afetar, no ato de normalização europeia, o direito de negociação, conclusão e implementação de acordos coletivos. A normalização de produtos de serviços na União Europeia necessita ser transparente e baseada no envolvimento dos atores-chave de modo a alcançar inovação e competitividade no Mercado ao mesmo tempo que protege os princípios fundamentais sociais.

 
  
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  Roberta Angelilli (PPE), per iscritto. − La normalizzazione rappresenta una delle dodici leve del Single Market Act e svolge un ruolo centrale per il buon funzionamento del mercato europeo. Infatti, garantisce la tutela dei consumatori e dell'ambiente e al contempo la competitività e l'innovazione delle nostre imprese. Ho apprezzato, votando favorevolmente, il lavoro svolto dalla on. Comi e il compromesso raggiunto tra Parlamento e Consiglio dopo oltre un anno di negoziati. Finalmente, le imprese e gli organismi nazionali avranno a disposizione uno strumento trasparente, efficace e con minori oneri amministrativi. Imprese che, solo in Italia rappresentano il 99.9% del tessuto produttivo, e che finalmente potranno: partecipare ai comitati di standardizzazione; ricorrere agli standard per ottenere certificati di conformità e sicurezza dei prodotti e dei servizi in minor tempo e con minori costi; essere informate in anticipo, attraverso un sistema di notifica, in merito alla volontà della Commissione di presentare degli standard.

 
  
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  Elena Oana Antonescu (PPE), în scris. − Continuarea eforturilor de cooperare instituţională în domeniul standardizării reprezintă unul dintre instrumentele prin care Uniunea Europeană poate stimula creşterea competitivităţii economice a actorilor de pe teritoriul său, precum şi a progresului tehnologic şi a capacităţilor de inovare. În egală măsură, prin influenţa indirectă pozitivă pe care o are asupra reducerii preţurilor şi creşterii calităţii produselor europene, procesul de standardizare contribuie la realizarea unui grad ridicat de satisfacţie a consumatorilor.

Susţinerea procesului de standardizare poate contribui pozitiv la eforturile Uniunii Europene de combatere a efectelor schimbărilor climatice şi la susţinerea activităţii întreprinderilor mici şi mijlocii din statele membre, cel mai numeros grup de actori economici în plan continental. Autorităţile naţionale şi europene nu trebuie să uite că, în promovarea eforturilor de impunere a unor standarde, interesele construirii unei societăţi incluzive trebuie deopotrivă avute în vedere.

Din aceste considerente am votat în favoarea acestui raport.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE), par écrit. –La normalisation et la standardisation se sont avérées être de précieux outils au sein de l’Union européenne comme avec nos partenaires commerciaux à l’international. Dans un marché aussi évolutif que les nouvelles technologies, il était donc crucial de permettre l’établissement de règles claires et stables pour les entreprises, notamment les PME mais aussi pour toutes les parties prenantes. En obtenant un accord sur ce texte avec le Conseil en moins d’un an, le Parlement européen permet d’unifier le marché unique, le rendant plus cohérent et plus stable pour les acteurs économiques de l’Union.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už Europos standartizacijos sistemos sukūrimą. Standartizacija yra ypatingai svarbi kuriant bendrą vidaus rinką ir užtikrinant tiek ES, tiek ir atskirų valstybių narių verslo konkurencingumą, šalinant prekybos kliūtis bei užtikrinant tinkamą sveikatos apsaugą ir saugių produktų patekimą į rinką. Būtina pašalinti trūkumus, kurie šiuo metu trukdo užtikrinti produktų saugumą ir sukuria skirtingus vartotojų apsaugos lygius skirtingose valstybėse narėse. Vienodų standartų nustatymas Europos mastu yra itin svarbus sparčiai besivystančių technologijų ir inovacijų srityje. Pritariu siūlymams skatinti MVĮ bei valstybių narių valdžios institucijų dalyvavimą standartų rengimo procese. Būtina, kad standartai būtų suprantami ir lengvi naudotis. Pritariu, kad reikia vykdyti standartų suderinamumą paslaugų sektoriuje, kuriame jų dar gerokai trūksta.

 
  
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  Sergio Berlato (PPE), per iscritto. − Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che il compromesso raggiunto tra Consiglio europeo e Parlamento, dopo oltre un anno di negoziati, costituisca un deciso passo in avanti verso un sistema europeo di normalizzazione più equilibrato, efficiente e corrispondente ai reali bisogni delle imprese europee.

L'impatto prodotto dal nuovo regolamento più essere pienamente compreso solo se si considera che gli standard rappresentano uno strumento di competitività per tutte le imprese e, in particolare, per le PMI che, ricorrendo ad essi, possono ottenere i certificati di conformità e sicurezza dei prodotti e dei servizi in minor tempo ed a un minor costo.

In particolare, accolgo con favore due aspetti della nuova proposta: la creazione di un sistema di notifica attraverso il quale le imprese europee saranno informate in anticipo in merito alla volontà della Commissione europea di presentare degli standard e l'estensione dello scopo del regolamento in oggetto agli standard riguardanti tutti i servizi, che rappresentano oltre il 70% del PIL dell'Unione europea.

Un ulteriore elemento positivo è rappresentato dal fatto che la nuova normativa imporrà agli Stati membri di facilitare la partecipazione delle PMI ai comitati di standardizzazione e l'accesso delle PMI agli standard.

 
  
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  Nora Berra (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur de l'adoption de nouvelles règles de normalisation nécessaires à la relance du marché unique. Identifiées comme l'un des douze leviers de l'Acte pour le marché unique, ces nouvelles règles permettront de répondre à 3 problèmes: la lenteur du processus d'adoption des normes, la sous-représentation des intérêts des PME et des acteurs de la société civile et la prévalence des normes adoptées par des organisations non européennes dans les TIC.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau dėl šio pranešimo, kadangi koreguojant Europos standartizacijos sistemą bus stengiamiasi išlaikyti įvairius esamus jos privalumus, ištaisyti jos trūkumus ir pasiekti pusiausvyrą tarp Europos, nacionalinio ir tarptautinio lygmens. Atsižvelgiant į mažųjų ir vidutinių įmonių (MVĮ) svarbą Europos ekonomikai, reikia sustiprinti visapusišką MVĮ dalyvavimą standartizavimo veikloje ir palengvinti jų prieigą prie standartų, kurie turėtų būti suprantami ir jais būtų nesunku naudotis. Manau, kad labai svarbu, jog Europos standartai būtų parengti per pagrįstą laiko terminą, ypač tų sričių, kurioms skubiai reikia standartų, kad jos atitiktų viešosios politikos ir greitai kintančių rinkos sąlygų reikalavimus. Todėl valstybės narės turi siųsti savo atstovus į visus nacionalinius techninius komitetus, nes standartizacija yra svarbi ES teisėkūros ir viešosios politikos priemonė, ir tik taip gali būti užtikrintas tinkamas teisės aktų veikimas srityse, kurias apima naujasis požiūris. Pavyzdžiui, paslaugų sritis yra labai svarbi ekonomiškai ir turi daug galimybių, tačiau standartų šioje srityje vis dar trūksta. Jų kūrimas paskatintų paslaugų sektoriaus suderinimo vykdymą, didintų Europos paslaugų konkurencingumą, kokybę ir skaidrumą, skatintų vartotojų apsaugą bei naujoves.

 
  
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  Sebastian Valentin Bodu (PPE), în scris. − Un rol central în buna funcţionare a pieţei interne îl are standardizarea. Existenţa de standarde europene armonizate contribuie la asigurarea liberei circulaţii a mărfurilor în cadrul pieţei interne şi permite, totodată, consolidarea nivelului de competitivitate al întreprinderilor în cadrul Uniunii Europene. Cu toate că standardele contribuie la îmbunătăţirea considerabilă a calităţii şi siguranţei bunurilor, în domeniul serviciilor nu au fost realizaţi paşi importanţi. Consider că elaborarea de standarde europene pentru servicii va genera o mai mare armonizare în acest sector, conducând la creşterea transparenţei, calităţii şi competitivităţii serviciilor europene.

 
  
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  Vito Bonsignore (PPE), per iscritto. − La Commissione ha affrontato un tema che costituisce storicamente un tratto costitutivo della costruzione europea e la relazione si fa carico di questa rilevanza. Pertanto esprimo un parere favorevole e mi complimento con la collega per l'efficace sintesi nel definire un tema così delicato.

Mi preme rilevare l'urgenza di allineare i tempi delle istituzioni europee a quelli dell'industria e, in senso lato, della società in fatto di normalizzazione. Fenomeni di innovazione in questo campo, frutto di accordi interni ai settori anche attraverso i forum, sono certamente segni di vitalità, ma questa attività non può essere affidata a modalità interamente privatistiche: senza un impulso di carattere istituzionale, difficilmente si supererebbero gli ostacoli tecnici e normativi e la frammentazione dei mercati.

Inoltre, una rete alquanto disordinata di standard derivanti da rapporti di tipo commerciale, contratti al di fuori del campo di azione degli OEN, potrebbe generare distorsioni del mercato. La spinta alla normalizzazione è determinata naturalmente dalla società e dal mercato e risponde a ragioni di sviluppo, di riduzione dei costi per le aziende, di aumento del valore dei prodotti e servizi, ben presenti ai consumatori. Sarebbe ben curioso se le istituzioni europee si auto-marginalizzassero in questo ambito.

 
  
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  Philippe Boulland (PPE), par écrit. – La normalisation est un moteur de la croissance: elle simplifie le travail administratif des entreprises, baisse leurs coûts de production, et met plus rapidement leurs produits innovants sur le marché. C'est pourquoi j'ai voté en faveur de ce rapport qui simplifie le système au niveau administratif et financier tout en garantissant un haut niveau de transparence. Nous souhaitons impliquer les petites et moyennes entreprises (PME) ainsi que les représentants des organisations environnementales, de consommateurs et de la société civile dans l'élaboration de ces normes, afin de garantir que l'avis des utilisateurs finaux, en particulier ceux qui ont des besoins spécifiques, tels que les personnes handicapées ou les personnes âgées, soit pris en compte et que les produits répondent à leurs besoins. Ces nouvelles règles permettront également une meilleure compatibilité avec le système international de normalisation, stimulant ainsi la compétitivité des entreprises européennes au niveau mondial. Dès le 1er janvier 2013, ces nouvelles règles s'appliqueront directement aux Etats membres.

 
  
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  John Bufton (EFD), in writing. − The proposal to standardise goods and services across the EU equates to a raft of regulation that would certainly impact on small businesses in ways that is unprecedented. While certain areas of standardisation, such as creating standard fit phone chargers, may seem logical, bearing in mind the difference between the three-pin UK socket and common European two-pin socket, it becomes apparent that even what may appear rational standardisation would face many hurdles that would prove to be both costly and almost impossible to enforce. It also opens up other sectors to regulation that do not need to come under the remit of such a broad-reaching effort to centralise all services and manufacturing under one European umbrella jurisdiction.

 
  
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  Cristian Silviu Buşoi (ALDE), in writing. − I support this first reading agreement which is an important step forward for the EU standardisation system. I particularly favour the introduction of rules aimed at facilitating the involvement of SMEs in standardisation activities, especially taking into account the fact that SMEs provide a vital contribution to the EU economy. Moreover, I commend the fact that the rapporteur has fully understood the importance of enhancing the degree to which both public authorities in Member States and social stakeholders participate in European standardisation, since I believe it is of the utmost importance that all interests be equally represented in such a relevant field. Also, I fully support the proposal of a consultation phase between the Commission, the ESOs and the relevant stakeholders prior to issuing the mandate, as it will considerably accelerate the standard-setting process while at the same time ensuring that the market relevance of the standard is maintained. I also favour the proposed performance-based simplification of the current EU funding system in support of standardisation, as I believe it will help reduce the irrational waste of resources caused by the current lump sums-based system.

 
  
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  Alain Cadec (PPE), par écrit. – J'ai voté le rapport Comi sur la proposition de règlement relatif à la normalisation européenne. Je suis d'avis que la normalisation est un instrument essentiel pour assurer, entre autres, le fonctionnement du marché unique des produits, un niveau élevé de protection du consommateur et de l’environnement, ainsi que davantage d’innovation et d’inclusion sociale. Il m'apparait important que la modernisation du "paquet normalisation" préserve les nombreux éléments fructueux de ce système, pallie ses insuffisances et trouve le juste équilibre entre les dimensions nationale, européenne et internationale.

 
  
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  Antonio Cancian (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore della relazione sulla Normalizzazione Europea presentato dalla collega, on. Comi, poiché ritengo che porti dei sostanziali vantaggi all'Unione Europea e agli Stati Membri. Le norme del regolamento sono orientate a raggiungere obiettivi di maggior efficienza, competitività di mercato e velocità nell'elaborazione delle norme europee con una maggiore trasparenza e applicabilità delle stesse. In particolare, il regolamento pone l'attenzione sull'inclusività sociale, sulla partecipazione e la consultazione degli stakeholder, e sui servizi, riservando inoltre particolare attenzione al ruolo delle PMI. A questo proposito, ritengo appropriato porre un peculiare accento sul fatto che le norme sono importanti per la competitività delle aziende, soprattutto per le Piccole e Medie Imprese e sono essenziali per lo sviluppo. Questo regolamento permetterà alle Piccole Medie Imprese di ridurre i costi e ampliare la loro competitività sul Mercato Europeo, incrementando così la loro partecipazione e l'accesso alle norme, permettendo un intervento anche nella loro definizione. In definitiva questo regolamento porterà come vantaggi principali: un'interazione migliore tra mercati; maggiore trasparenza; un miglioramento degli standard; un'agevolazione e semplificazione del lavoro delle imprese e un miglioramento della vita dei consumatori. Avrà un ruolo fondamentale per il raggiungimento del mercato interno e di una vera Unione Economica e Monetaria.

 
  
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  Lara Comi (PPE), per iscritto. − Per poter utilizzare il proprio carica batterie del telefono in un altro luogo che non sia quello abituale in cui viviamo, è necessario che la presa dell'elettricità sia compatibile. O ancora un treno che vuol superare i confini del proprio stato, deve poter correre su rotaie adeguate.

Questi esempi dimostrano come gli standard siano essenziali nel nostro quotidiano e che è importante garantire l'interoperabilità delle diverse tecnologie affinché possano essere utilizzate al meglio. Questo regolamento di cui io sono stata relatrice rende più efficace il sistema di standardizzazione, migliora la qualità della vita dei cittadini, la competitività delle nostre imprese, rafforzando così l'intero mercato europeo.

Sono davvero molto soddisfatta del risultato raggiunto in breve tempo e attraverso una complessa negoziazione tra diversi interessi coinvolti e soprattutto che sia stato sostenuto così ampiamente dal Parlamento europeo. Sono certa che questo nuovo strumento inciderà in maniera significativa per il rilancio del mercato e la promozione delle nostre imprese.

 
  
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  Vasilica Viorica Dăncilă (S&D), în scris. − Sistemul de standardizare european trebuie să ia în considerare numărul din ce în ce mai mare de întreprinderi mici din Europa, mai ales întreprinderile meşteşugăreşti şi microîntreprinderile, care reprezintă, în multe state europene, baza economiei. Pe de altă parte, este important ca opiniile acestor întreprinderi şi microîntreprinderi să poată fi luate în calcul la elaborarea standardelor şi adaptarea lor în funcţie de actualele evoluţii din toate domeniile. Consider totodată benefică adaptarea prevederilor din domeniu de o manieră adecvată, pentru ca toţi aceşti actori să poată să implementeze corespunzător standardele europene.

 
  
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  Mário David (PPE), por escrito. Esta proposta de normalização foi a primeira de doze medidas lançadas pelo Comissário do Mercado Interno e Serviços Michel Barnier, no âmbito da sua estratégia de relançamento do Mercado Único. A normalização europeia é, no meu ponto de vista, a condição sine qua non para o efetivo funcionamento de um mercado europeu que se quer único. Um mercado único transparente e uniforme, em relação às suas regras e à tipificação dos produtos nele comercializados, foi um dos objetivos principais dos pais fundadores da União quando criaram a então CECA/CEE. Basta de normas inglesas, alemãs, francesas, espanholas, italianas ou suecas (por exemplo para produtos industriais) concorrentes entre si (e pasme-se!) com as próprias normas europeias criadas para todo o espaço da UE! Surpreendente, ainda, o facto de num suposto "mercado único", subsistirem o sistema imperial e o sistema métrico! Sou por isso favorável a todas as medidas legislativas conducentes à criação de regras de mercado comuns. Só assim se caminha para uma verdadeira União de Povos e Estados que se pretende, obviamente, isenta de todo e qualquer tipo de barreira técnica, ou outra...

 
  
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  Christine De Veyrac (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur de ce texte qui appelle à harmoniser davantage les normes en vigueur au sein de l’Union européenne. En adoptant ces mesures, c’est une nouvelle main que nous tendons vers nos entrepreneurs, en facilitant l’exportation des produits fabriqués dans nos territoires. Le retour à la croissance ne pourra se faire sans un soutien clair aux acteurs qui forment le tissu économique de nos territoires.

 
  
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  Edite Estrela (S&D), por escrito. Votei a favor do presente relatório sobre o sistema de normalização europeu, porque tem o objetivo de abordar questões fulcrais que requerem uma análise profunda e assim facilitar os debates com a Comissão, e, por outro lado, encontrar o equilíbrio adequado entre as dimensões nacional, europeia e internacional.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. Segundo a relatora, a normalização contribui para aumentar a competitividade das empresas, facilitando, nomeadamente, a livre circulação de bens e serviços e também para aumentar a concorrência e baixar os custos de produção e venda. A normalização é, assim, considerada como um passo no aprofundamento do mercado único, da livre concorrência e, assim sendo, também das divergências e assimetrias que dele resultam. Outra questão que nos preocupa é a intenção de desenvolver normas europeias no setor dos serviços, tal como previsto na Diretiva Serviços, que conduzirá a uma maior harmonização nesse setor, aumentará a transparência, a qualidade e a competitividade dos serviços europeus - trata-se de uma orientação indissociável da intenção de liberalização do setor dos serviços. Esta liberalização dos serviços é, por sua vez, indissociável do ataque aos serviços públicos e às funções sociais dos Estados, podendo acarretar implicações muito sérias para diversos países, designadamente os que têm situações sociais mais frágeis, tornando-se ainda mais grave numa situação de crise como a que vivemos, designadamente em Portugal. Evidentemente, reconhecemos a importância da normalização dos produtos e dos processos nas economias e nas sociedades contemporâneas. Mas é toda a filosofia mercantil que subjaz a este relatório que nos inquieta e preocupa.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne Cieľom nariadenia Európskeho parlamentu a Rady je zvýšiť pozitívny vplyv európskych noriem na lepšie fungovanie trhu, hospodársky rast, inovácie a konkurencieschopnosť podnikov. Normalizácia prispieva k mnohým aspektom hospodárskej činnosti, najmä pokiaľ ide o rast, produktivitu a otváranie trhov. Okrem iného sa návrh snaží skrátiť proces normalizácie v prípade, keď sú normy navrhnuté na žiadosť Komisie, zabezpečiť, aby MSP a spoločenské zainteresované strany boli riadne zastúpené v procese normalizácie, rozšíriť uplatňovanie noriem v oblasti informačných a komunikačných technológií, a tým zlepšiť interoperabilitu a zvýšiť počet noriem týkajúcich sa inovatívnych a rýchlo sa rozvíjajúcich výrobných technológií, ako napríklad nanotechnológie, biotechnológie a jadrovej technológie, a vo väčšej miere upevniť súčasné legislatívne rámce. Treba vypracovať nový právny predpis, ktorý upevní predchádzajúce smernice o normalizačnej politike a ktorý tieto smernice zaktualizuje. Návrh upevní súčasnú normalizačnú politiku EÚ a zároveň zavedie nové prvky zohľadňujúce nové výzvy.

 
  
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  Ildikó Gáll-Pelcz (PPE), írásban. − A gyorsan fejlődő technológiákra és innovációra tekintettel az egységes szabványok európai szinten való megállapítása különösen fontos. Az Európai Unió versenyképességének, valamint annak biztosítása érdekében, hogy biztonságos termékek kerüljenek piacra, az egységes szabványoknak valamennyi tagállamban érvényesnek és alkalmazhatónak kell lenniük. A szabványok kidolgozásának felgyorsításával egyetértek, azonban alapvető szempontnak kell lennie, hogy ez semmiképpen ne történjen a minőség rovására. Elsősorban a folyamat adminisztratív részének felgyorsítását kell megcélozni, mellyel kapcsolatos intézkedéseket a szabványosítóknak és a Bizottságnak közösen kell megvalósítania. Az európai szabványosításban nagy lehetőség rejlik a jogalkotás és a közpolitikák támogatását illetően is. Méltányolom, hogy a jelentés felismeri ezt a lehetőséget és hangsúlyozza, hogy a szabványok fejlesztése terén olyan új területek felé kell elmozdulni, mint például a szolgáltatások. Ahogy Comi asszony is utalt rá, az új európai modellnek elő kell segítenie az európai innovációt és a fenntartható fejlődést, mellyel teljes mértékben egyetértek. A szabványosítás a kölcsönös elismerés alapelvével kiegészülve – mint láthatjuk – központi szerepet játszik a belső piac megfelelő működésében. Ezenkívül hozzájárul az európai fogyasztók egészségének és biztonságának védelméhez, valamint a környezetvédelemhez is. Ezek miatt is fontos, hogy támogassuk e jelentést, amit magam részéről pozitív szavazatommal meg is tettem.

 
  
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  Louis Grech (S&D), in writing. − I fully support the report on European standardisation, aimed at revising and replacing the existing legal framework on European standardisation by simplifying rules and accelerating the standard-setting processes especially in the fast-developing ICT sector. However, alongside the process, we need to ensure cooperation and balanced representation of all stakeholders in the system at national and EU levels, so as to ensure transparency, clear division of responsibilities and consistency of the standards across Europe. Improving transparency, consultation and involvement of the relevant parties in the process are crucial elements needed to guarantee that standards are useful and truly market-driven tools preserving fundamental and social principles. The focal point of the standardisation process should be the involvement of SMEs in the standardisation activities, particularly in the work of national standardisation bodies. National standardisation organisations should promote and facilitate the access of SMEs to standards and their development by applying special rates and providing bundles of standards at a reduced price. Member States should also consider exempting micro-businesses from payment for these services.

 
  
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  Małgorzata Handzlik (PPE), na piśmie. − Normalizacja odgrywa kluczową rolę w funkcjonowaniu rynku wewnętrznego. Zharmonizowane normy europejskie przyczyniają się do zapewnienia swobodnego przepływu towarów i umożliwiają wzmacnianie konkurencyjności przedsiębiorstw w UE. Za szczególnie istotne uważam wprowadzenie przepisów mających na celu zwiększanie uczestnictwa MŚP w procesie ustalania norm. Znikome uczestnictwo MŚP w procesie normalizacji rodzi obawę, że interesy tych grup nie są odpowiednio uwzględnione w normach. Dlatego też sądzę, że musimy wspierać zaangażowanie MŚP w normalizację poprzez chociażby identyfikację odpowiednich polityk oraz przedstawienie dobrych praktyk, ale także wprowadzając zrozumiałe i łatwe do zastosowania normy europejskie. Należy podkreślić, że normalizacja wpływa na bezpieczeństwo konsumentów, dając im wyraźną informację na temat standardu produktu. Dlatego też zwiększenie również ich uczestnictwa w procesie normalizacji powinno być jednym z priorytetów.

Uważam, że bardzo pozytywnym elementem jest włączenie norm w zakresie usług w ramy prawne normalizacji europejskiej. Jest to nowość, jednak różnorodność usług sprawia, że na pewno dla dalszego tworzenia i pogłębiania jednolitego rynku normalizacja w tym obszarze będzie miała pozytywne skutki. Określenie pewnych wzorców, według których przedsiębiorstwa mogłyby oceniać jakość usług z pewnością przyczyni się do polepszenia konkurencyjności. Efektywniejsze konsultacje ze wszystkimi zainteresowanymi stronami, większa przejrzystość, a także rozszerzenie normalizacji na usługi to racjonalny kierunek ewolucji przepisów o normalizacji europejskiej.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Balsavau už šį pasiūlymą. Europos standartizacija naudinga tuo, kad padeda didinti įmonių konkurencingumą, nes, visų pirma, palengvinamas laisvas prekių ir paslaugų judėjimas, tinklų sąveika, ryšių priemonės, technologijų plėtra ir inovacijos. Europos standartizacija taip pat sustiprina Europos pramonės konkurencingumą pasauliniu mastu. Standartais daromas didelis teigiamas ekonominis poveikis, nes, pvz., skatinama ekonominė tarpusavio skvarba vidaus rinkoje, taip pat naujų ir patobulintų produktų arba rinkų ir pagerintų tiekimo sąlygų plėtra. Todėl standartais paprastai didinama konkurencija ir mažinamos gamybos ir pardavimo sąnaudos – tai apskritai naudinga ekonomikai ir ypač vartotojams. Standartais gali būti išlaikoma ir gerinama kokybė, teikiama informacija ir užtikrinama sąveika bei suderinamumas, taigi, vartotojai gauna daugiau naudos ir stiprinama sauga.

 
  
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  Michał Tomasz Kamiński (ECR), na piśmie. − Głosowałem za przyjęciem sprawozdania. W pełni zgadzam się z panią sprawozdawczynią, że normy powinny być zrozumiałe i łatwe w zastosowaniu, aby mogły być skuteczniej wdrażane przez wszystkich użytkowników. Mam tutaj przede wszystkim na uwadze użytkowników w postaci małych i średnich przedsiębiorstw, które stanowią podstawę gospodarki europejskiej. Niestety, ich zaangażowanie w normalizację nie jest zawsze współmierne do ich znaczenia gospodarczego. Dzieje się tak, ponieważ normy nie są zawsze projektowane tak, aby uwzględniać cechy i środowisko działania małych przedsiębiorstw, mikroprzedsiębiorstw oraz zakładów rzemieślniczych. Dlatego należy poczynić kroki w kierunku umożliwienia MŚP pełnego uczestnictwa w opracowywaniu norm oraz zapewnienia im łatwiejszego dostępu do nich.

 
  
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  Giovanni La Via (PPE), per iscritto. − Il lavoro svolto dalla collega Comi su un tema così ampio e di complessa lettura è da apprezzare per capacità di sintesi e risoluzione delle proposte a riguardo. Una normativa europea quanto più regolarizzata, armonica e che renda conto delle articolazioni del sistema Europa è quanto mai auspicabile. Il sistema normativo impatta sull’attività delle imprese e sulla loro capacità competitiva. E’ quindi importante procedere su un percorso che snellisca la burocrazia e renda il tessuto industriale partecipe delle decisioni riguardanti la normativa europea. Se i soggetti operanti sono, infatti, pienamente coinvolti in questo importante processo decisionale, i benefici non potranno che ricadere su tutta la comunità e sull’insieme dei servizi erogati per i consumatori e i cittadini.

 
  
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  Agnès Le Brun (PPE), par écrit. – Afin de faciliter les démarches administratives des entreprises, le Parlement européen a adopté ce mardi un processus de normalisation européen. Par ce biais, les entreprises pourront accéder plus rapidement à des solutions standards pour les problèmes techniques. Elles pourront ainsi réduire leurs coûts de production, diffuser les bonnes pratiques et stimuler la compétitivité et la croissance. J'ai voté en faveur de ce rapport relatif à la normalisation européenne. Celui-ci permet de réviser et fusionner plusieurs directives existantes. Ce rapport s’inscrit dans la stratégie « UE 2020 » pour la croissante intelligente, durable et inclusive. Le Parlement européen a insisté dans les négociations pour impliquer les petites et moyennes entreprises (PME) ainsi que les représentants des organisations environnementales, de consommateurs et de la société civile dans l'élaboration de ces normes. La concertation auprès de ces différentes parties permet de garantir une prise en compte de l'avis des utilisateurs finaux.

 
  
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  Petru Constantin Luhan (PPE), în scris. − Într-o societate în care sectoarele economiei evoluează cu rapiditate, iar ciclurile de viaţă ale produselor sunt din ce în ce mai reduse, rolul standardizării unitare europene este de a asigura funcţionarea pieţei interne atât prin sprijinirea competitivităţii, cât şi prin garantarea unui nivel ridicat de protecţie a consumatorului. Mă îngrijorează, însă, că standardizarea în domeniul tehnologiei informaţiei şi a comunicaţiilor (TIC) nu este aprofundată îndeajuns, deşi este într-o permanentă expansiune. Chiar dacă există discrepanţe între statele membre în ceea ce priveşte utilizarea mijloacelor TIC în diverse sectoare de activitate, consider, totuşi, necesară o standardizare armonizată la nivel european şi în acest sens. Cred că, pe termen lung, o reglementare în detaliu a acesteia va avea rezultate benefice vizibile asupra industriei şi, implicit, a modului în care se desfăşoară concurenţa pe piaţa internă.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I welcome this Report and the Commission's proposal to review the European standardisation system taking due account of Parliament's request for a revision aimed at preserving the many successful elements of the system, remedying its deficiencies and striking the right balance between the national, European and international dimensions.

 
  
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  Véronique Mathieu (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur du rapport relatif à la normalisation européenne. Le contenu de ce rapport permet des avancées importantes dans un domaine concret et indispensable pour le marché intérieur. Les normes européennes permettent d'assurer une continuité entre un marché national et européen. Elles offrent ainsi de nouvelles perspectives de croissance et d'avenir à nos entreprises. Cependant, afin de remplir ces fonctions, le système doit être modernisé et garantir la transparence et la représentation de tous les acteurs, notamment des PME.

 
  
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  Iosif Matula (PPE), în scris. − „Unitatea în diversitate a UE” este un compromis ce aduce avantaje, dar creează, în aceeaşi măsură, numeroase obstacole. De aceea sectorul public şi cel economic, alături de actorii care apără interesele societăţii civile au nevoie de standardizarea serviciilor pentru o funcţionare mai eficientă. Întreprinderile europene trebuie să-şi îmbunătăţească capacitatea de a se adapta schimbărilor la nivelul economiei mondiale.

Standardizarea poate constitui un suport real, în special pentru IMM-uri, prin urmare este necesar ca ele să fie luate în considerare la elaborarea criteriilor de standardizare. Interesul scăzut al autorităţilor publice în ceea ce priveşte participarea la procesul de elaborare a standardelor europene creează întârzieri şi contribuie la menţinerea decalajelor dintre regiunile UE.

În domeniul achiziţiilor publice, armonizarea procedurilor constituie o prioritate, iar, în acest sens, digitalizarea joacă un rol important. Consider prioritară implicarea actorilor sociali în procesul stabilirii criteriilor de standardizare.

Crearea cadrului comun privind siguranţa şi drepturile muncitorilor, persoanele cu handicap şi măsurile ce urmăresc creşterea sustenabilităţii contribuie la îmbunătăţirea standardelor sociale în UE.

Susţin acest raport, deoarece consider că procesul de standardizare este esenţial pentru atragerea investiţiilor din ţările terţe. Potenţialii investitori deplâng diversitatea pieţelor europene şi lipsa lor de corelare.

 
  
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  Mario Mauro (PPE), per iscritto. − E’ importante che venga approvata questa relazione perché occorre in maniera rapida proporzionare e facilitare le norme per tutte quelle realtà che spesso sono messe in secondo piano. Spesso infatti le piccole e medie imprese si trovano in difficoltà di fronte a normative pensate senza tenerle in considerazione.

 
  
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  Jean-Luc Mélenchon (GUE/NGL), par écrit. – Ce rapport ne demande pas la participation obligatoire des parlementaires au processus de formation de la normalisation européenne. Pire: il soutient la réalisation du marché unique des services via la normalisation européenne ou, le cas échéant, la normalisation OMC de ceux-ci. Je vote contre ce texte.

 
  
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  Vital Moreira (S&D), por escrito. Votei a favor da proposta legislativa relativa à revisão do regime de estandardização (normalização) (Relatório Comi) porque ela traduz um grande progresso na convergência e harmonização das especificações dos produtos e serviços dentro da União, eliminando barreiras à circulação e à concorrência no mercado interno. Na verdade, trata-se de uma peça do chamado Ato do Mercado Interno (Single Market Act) anunciado pela Comissão Europeia no ano passado, visando aprofundar o mercado interno. A normalização estabelece um level playing field na competição entre empresas, elimina fronteiras nacionais, alarga os mercados para as empresas, reduz os custos de produção, defende melhor os consumidores e aumenta a competitividade externa da economia da União. Além disso, a normalização interna alavanca as iniciativas e esforços da União para ampliar a normalização a nível internacional, quer através de acordos bilaterais de comércio, quer através de instrumentos bilaterais. Cada vez mais o comércio internacional depende da convergência de normas regulatórias e da eliminação de barreiras não alfandegárias.

 
  
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  Claudio Morganti (EFD), per iscritto. − Ho votato a favore di questa relazione poiché in essa vengono delineate nuove priorità e colmate delle lacune in questo importante settore.

In primo luogo è finalmente favorita la partecipazione delle PMI al processo di standardizzazione europea, in modo tale da coinvolgere pienamente la reale forza produttiva dell'UE. Si sottolinea inoltre l'importanza di consultare anche le associazioni di consumatori per la definizione delle norme, e questo può essere di grande aiuto, soprattutto per alcune persone che hanno esigenze specifiche, come ad esempio i portatori di handicap.

Speriamo quindi che si riesca ad avere una normalizzazione europea più trasparente e rappresentativa, che sia soprattutto di aiuto alle esigenze degli individui e delle realtà produttive più piccole.

Sicuramente si sarebbe potuto andare oltre, proponendo ad esempio che per le microimprese l'accesso alle normative di standard fosse gratuito: io stesso ho ricevuto diverse segnalazioni da piccoli imprenditori che hanno avuto oggettive difficoltà economiche nel reperire questi documenti essenziali per la loro produzione.

Tuttavia vi sono elevati costi di ricerca che vanno in qualche modo coperti, e quindi possiamo considerare il testo votato oggi come un buon compromesso, sulla cui effettiva applicazione, in ogni caso, si dovrà tornare in seguito in maniera più approfondita.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. Votei favoravelmente o presente relatório em que se acolhe a proposta da Comissão de revisão do sistema de normalização europeu tendo devidamente em conta o pedido do Parlamento para que a revisão da normalização europeia mantenha, por um lado, os seus inúmeros aspetos positivos, e, por outro, colmate as suas lacunas e encontre o equilíbrio adequado entre as dimensões nacional, europeia e internacional.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Tenendo in considerazione le conclusioni della relazione del gruppo EXPRESS e le risposte alla consultazione pubblica della Commissione in merito all'attuale quadro giuridico della normalizzazione europea, sono state ormai costruite le basi per una revisione del sistema europeo di normalizzazione. Sottolineando l'importanza di una facile accessibilità alle norme, che consentirebbe una maggiore partecipazione delle PMI, delle autorità pubbliche e delle componenti sociali al processo di normalizzazione europea, e con l'obiettivo di preservare i numerosi elementi positivi del sistema, colmandone le lacune, esprimo il mio voto favorevole alla proposta.

 
  
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  Crescenzio Rivellini (PPE), per iscritto. − Ho votato a favore del regolamento che migliora l'utilizzo degli standard tecnici nel settore dei servizi e delle telecomunicazioni.

Grazie a questo nuovo regolamento, le imprese europee avranno un accesso più immediato a soluzioni standard per problemi tecnici, con un conseguente taglio ai costi di produzione, diffusione facilitata delle migliori pratiche e aumento della competitività. Il nuovo regolamento, che punta a modernizzare il cosiddetto processo di "normalizzazione", semplifica l'intero sistema in termini amministrativi e finanziari, assicurando un elevato livello di trasparenza.

Penso che il maggiore successo ottenuto riguarda la garanzia di partecipazione delle piccole imprese e dei rappresentanti dei consumatori, delle organizzazioni ambientaliste e della società civile, che saranno consultati durante l'intero processo di sviluppo degli standard. Si tratta di un punto molto importante visto che le piccole e medie imprese, sia per la loro dimensione ridotta, sia a causa di problemi linguistici, hanno maggiori difficoltà a essere parte attiva nel sistema, pur costituendo effettivamente la base economica del nostro sistema europeo.

Inoltre, grazie a questa nuova normativa, gli standard europei risulteranno anche più compatibili con quelli internazionali, migliorando così la competitività globale delle imprese dell'UE.

 
  
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  Robert Rochefort (ALDE), par écrit. – J'ai voté en faveur du règlement visant à moderniser le processus européen de normalisation en simplifiant le système actuel au niveau administratif et financier, tout en garantissant un haut niveau de transparence. Le texte vise en particulier à améliorer l'utilisation de normes dans les secteurs des services et des technologies de l'information et de la communication. Grâce à ces nouvelles dispositions, les entreprises européennes accèderont plus vite à des solutions standards pour les problèmes techniques, ce qui leur permettra de réduire leurs coûts de production. Ces dispositions permettront également une meilleure compatibilité avec le système international de normalisation. Ainsi, ce texte contribuera à améliorer la compétitivité des entreprises européennes et à stimuler la croissance. La Commission a estimé que les normes ont un impact sur la croissance de l'UE s'évaluant à plus de 35 milliards d'euros par an. Au cours des discussions, j'ai été particulièrement attentif à l'implication des PME dans l'élaboration des normes, ainsi qu'à celle des consommateurs - surtout les vulnérables -, afin de garantir que l'avis des utilisateurs finaux soit pris en compte et que les produits répondent à leurs besoins. Le texte final me parait assez équilibré, et je lui apporte mon soutien. Le règlement entrera en vigueur début 2013.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − In favour. On 1 June 2011, the European Commission adopted a ‘Standardisation Package’ composed of a proposal for a regulation aimed at revising and replacing the existing legal framework on European standardisation, an impact assessment and a communication providing a strategic vision for European standardisation for the next decade. The proposed regulation builds on two general public consultations held in 2009 and 2010, the work of the Expert Panel for the Review of the European Standardisation System (EXPRESS), the White Paper on Modernising ICT Standardisation in the EU – The Way Forward, and the European Parliament resolution of 21 October 2010 on the future of European standardisation. The purpose of this draft report is to cover the key issues that require close consideration in this proposal so as to facilitate the discussions in the committee. While the rapporteur reserves the right to table more amendments after having further examined the Commission’s proposal and conducted further consultations, her intention at this stage is to generate a fruitful discussion in the committee and she looks forward to further suggestions.

 
  
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  Matteo Salvini (EFD), per iscritto. − Ho sostenuto la proposta legislativa sulla normalizzazione europea presentata dall'on. Lara Comi in quanto si è posta l'importante obiettivo di modificare tutta una serie di linee guida in un settore tecnico molto importante per il mondo delle imprese come quello della normalizzazione. Grazie a questo provvedimento le Piccole Medie Imprese saranno direttamente coinvolte nello sviluppo dei nuovi standard grazie a tariffe di accesso più basse. Inoltre, nella definizione degli standard, ci sarà spazio anche per i consumatori attraverso le loro associazioni di rappresentanza.

 
  
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  Amalia Sartori (PPE), per iscritto. − Il nuovo regolamento sulla normalizzazione europea rappresenta un compromesso soddisfacente raggiunto dopo un anno di difficili negoziati. Ritengo che la normalizzazione europea rappresenti un passo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi delineati dalla strategia Europa2020 e per un forte rilancio del mercato interno. Grazie a questo regolamento le imprese europee potranno ottenere certificati di conformità all'interno di un sistema costantemente aggiornato, i prodotti saranno più sicuri, i servizi più rapidi e i costi più bassi. Tutto questo rappresenta un vantaggio in particolare per le PMI, prima sottorappresentate, le quali ora saranno maggiormente rappresentate e dovranno far fronte a costi più bassi e in generale a meno oneri. Il regolamento infatti ha tra gli obiettivi l'abbattimento delle barriere burocratiche e l'aumento della trasparenza, senza tralasciare inoltre la tutela dei consumatori e dell'ambiente.

 
  
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  Olga Sehnalová (S&D), písemně. − Podpořila jsem návrh nařízení o evropské normalizaci, neboť se jedná o důležitý krok směrem k modernizaci tvorby evropských norem. Ta je přitom nezbytným předpokladem nejen pro zvýšení konkurenceschopnosti a hospodářského růstu evropských firem v rámci globálních trhů, ale také dalším krokem k dokončení myšlenky plně fungujícího jednotného trhu. Vítám rovněž větší zapojení širšího okruhu konzultovaných stran do procesu tvorby norem – zástupců spotřebitelů, občanské společnosti či sociálních partnerů. Ti všichni musí být plnohodnotnými členy dialogu, neboť se jedná o výsledné uživatele výrobků a služeb, kteří jsou zároveň nejlépe schopni popsat svoje konkrétní potřeby. Fungující celoevropské normy budou znamenat nejen spokojenost spotřebitelů, ale také posílení jejich důvěry v jednotný trh. V neposlední řadě nesmíme zapomenout na malé a střední podniky, které netransparentní tvorba a přijímání norem spojené s vysokou administrativní zátěží může nejen diskriminovat, ale dokonce jim může působit existenční problémy. Jsem proto ráda, že i zástupcům těchto podniků bude umožněno podílet se prostřednictvím konzultací na normalizační činnosti.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D), par écrit. – J'ai voté en faveur de ce texte. Le règlement sur la normalisation adopté enrichit le cadre législatif actuel et fournit un outil valide aux entreprises pour atteindre l'harmonisation du marché intérieur. La définition de règles claires, ayant la même valeur dans tous les pays de l'Union, permettra à notre marché de partager des critères de production communs. Les bénéfices de la simplification accroîtront deux facteurs nécessaires au développent de notre espace de libre marché: la compétitivité des entreprises et la tutelle des consommateurs. La combinaison de ces deux éléments est essentielle pour l'harmonisation du système européen de production dont il faut exclure les services sociaux destinés aux citoyens. D'un côté, les normes communes améliorent le marché, de l'autre, on ne doit pas permettre que les normes applicables aux biens de consommation soient appliquées aussi aux services destinés aux citoyens. Il appartient aux États de fixer les critères d'organisation, de gestion et de financement de la sécurité sociale et des services sanitaires; le processus de normalisation ne peut être le moyen pour régler les besoins primaires des citoyens. Cette limitation représente une victoire du groupe S&D; ensemble, nous avons sauvegardé le droit et l'accès des citoyens aux services.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. A Comissão Europeia apresentou a proposta de regulamento relativo à normalização europeia que tem como objetivo melhorar o método de estabelecimento de normas e a correspondente aplicação das mesmas no espaço europeu. Voto favoravelmente ao processo de normalização europeia devido ao facto de entender que irá beneficiar a competitividade europeia, defender os direitos dos consumidores, responder às alterações climáticas e garantir uma crescente abertura a novos mercados. Num momento de crise económica e financeira, a existência de normas nacionais contraditórias ou a ausência de normas harmonizadas dão origem a custos de transacção e a custos unitários mais elevados devido à necessidade de produzir lotes distintos. Defendo ainda que deve ser atribuída especial atenção às Pequenas e Médias Empresas (PME's) que se deparam com uma série de problemas no que diz respeito às normas e à normalização europeia, assim como deve ser garantido que no domínio das TIC as normas sejam elaboradas por organismos de normalização europeus e não por outras entidades.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D), în scris. − Am votat pentru rezoluţia legislativă referitoare la propunerea de regulament privind standardizarea europeană, deoarece consider că standardizarea europeană poate contribui la sporirea competitivităţii întreprinderilor, facilitând libera circulaţie a bunurilor şi serviciilor, interoperabilitatea reţelelor, mijloacele de comunicare, progresul tehnologic şi inovarea. Obiectivul principal al standardizării îl constituie definirea unor specificaţii voluntare de ordin tehnic sau calitativ care să poată fi respectate de produsele, procesele de producţie sau serviciile actuale sau viitoare. Standardizarea poate viza diferite aspecte, precum standardizarea diferitelor clase sau dimensiuni ale unui anumit produs sau specificaţiile tehnice de pe pieţele de produse sau servicii pentru care compatibilitatea şi interoperabilitatea cu alte produse sau sisteme sunt esenţiale.

Principiile fundamentale, recunoscute de Organizaţia Mondială a Comerţului (OMC) în domeniul standardizării, şi anume, principiile coerenţei, transparenţei, deschiderii, consensului, aplicării voluntare, independenţei faţă de interese particulare şi eficienţei trebuie să stea la baza standardizării europene. În conformitate cu aceste principii fundamentale, este important ca toate părţile interesate relevante, inclusiv autorităţile publice şi întreprinderile mici şi mijlocii (IMM-urile), să fie implicate în mod adecvat în procesul de standardizare la nivel naţional şi european. Organismele de standardizare naţionale ar trebui să încurajeze şi să faciliteze participarea părţilor interesate.

 
  
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  Derek Vaughan (S&D), in writing. − This new regulation sets the rules for cooperation between national and European standardisation bodies and the European Commission. This will ensure clarity and help avoid administrative problems with a view to allowing firms to get quicker access to standard solutions to technical problems. This modernisation in the development process for EU standards will enable firms to cut production costs. It will help in the spread of best practice, and it will also boost competitiveness and drive growth. I fully support this regulation as voted by the European Parliament, and I am especially pleased that small firms, representatives of consumers, environmental and civil society bodies will now be consulted during the development process.

 
  
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  Angelika Werthmann (ALDE), schriftlich. Normen im Dienstleistungsbereich oder IKT unterstützen die Verbreitung von Verfahren und Neuerungen. Es wird nun das gesamte System der Verwaltung und Finanzierung vereinfacht - und dadurch eine hohe Transparenz sichergestellt. Die Wettbewerbsfähigkeit für europäische Unternehmen auf dem Weltmarkt ist damit angehoben. Es ist dies der erste vom Parlament verabschiedete Legislativvorschlag im Rahmen der Binnenmarktakte, und seine Regeln treten am 01.01.2013 in Kraft.

 
  
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  Jacek Włosowicz (EFD), na piśmie. − Przegląd europejskiego systemu normalizacji jest niezbędny. System ten zawiera wiele elementów, które należy uznać za udane i zachować . Niemniej jednak zawiera on również pewne braki, których uzupełnienie jest niezbędne. Przegląd aktualnego systemu powinien prowadzić do znalezienia równowagi między wymiarem europejskim, krajowym i międzynarodowym.

Niezbędne jest również zapewnienie uczestnictwa w normalizacji europejskiej zarówno organów publicznych, jak i zainteresowanych grup społecznych, takich jak konsumenci czy pracownicy. Istotne jest również, aby europejski proces ustanawiania norm był bardziej przejrzysty, a także zapewniał stabilność finansową. Dlatego głosowałem za.

 
  
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  Inês Cristina Zuber (GUE/NGL), por escrito. O conceito de normalização europeia implica uma cooperação entre o setor industrial, as autoridades públicas e outras partes interessadas. O relatório defende que a normalização contribui para aumentar a competitividade das empresas, facilitando, nomeadamente, a livre circulação de bens e serviços e também para aumentar a concorrência e baixar os custos de produção e venda. Estas normas e a normalização da UE são utilizadas enquanto instrumentos políticos que garantem a fluidez e o funcionamento do mercado único, promovendo a livre concorrência e, assim, aprofundando as divergências entre países. Preocupa-nos também a intenção de desenvolver normas europeias no setor dos serviços, tal como previsto na Diretiva Serviços, que, segundo o relatório, conduzirá a uma maior harmonização nesse setor, aumentará a transparência, a qualidade e a competitividade dos serviços europeus. Pelo contrário, a liberalização e a privatização dos serviços trará consequências negativas para as populações dos Estados-Membros, designadamente dos que se encontram em situações sociais e económicas fragilizadas, como é o caso de Portugal.

 
  
  

Report: Sophie Aunonie (A7-0199/2012)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente Relatório, considerando que a segurança alimentar constitui uma das principais preocupações dos cidadãos europeus. A legislação europeia deve, por conseguinte, assegurar uma proteção ótima mediante a atualização e o reforço das disposições tão frequentemente quanto necessário. Assim, na sequência da crise da encefalopatia espongiforme bovina (EEB), já em 1997 a UE adotou regras estritas em matéria de identificação e rastreabilidade dos bovinos. Concordo com a Relatora que acolhe favoravelmente a presente proposta legislativa da Comissão, pois a mesma irá reforçar a segurança da carne de bovino para os consumidores. Saliento que a relatora propõe certas clarificações adicionais relativamente a cada aspeto do texto em apreço, que considero relevantes no que respeita à identificação eletrónica dos bovinos e permitem obter dados mais fiáveis, o que reforça o sistema de rastreabilidade e, consequentemente, a segurança alimentar. No que diz respeito à simplificação da rotulagem e particularmente no que diz respeito à atualização das competências atribuídas à Comissão, é importante que, o mais tardar cinco anos após a entrada em vigor deste regulamento, a mesma apresente ao Parlamento Europeu e ao Conselho um relatório e, se necessário, propostas adequadas sobre a aplicação do presente regulamento e sobre os progressos necessários.

 
  
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  Roberta Angelilli (PPE), per iscritto. − In questa proposta di regolamento sono emerse alcune contraddizioni, in quanto le disposizioni contenute in essa da una parte apportano vantaggi attraverso l'identificazione elettronica dei bovini che consente di accelerare la loro registrazione e quindi la loro tracciabilità. Dall'altra, invece, compiono alcuni passi indietro con la giustificazione di abbattere i costi e gli oneri amministrativi sostenuti dagli Stati membri e dagli operatori che scelgono di applicare il regime dell'etichettatura facoltativa. Con tanti sforzi abbiamo raggiunto in questi anni un livello ottimale di tutela della salute dei nostri cittadini, cercando di fornire al consumatore tutte le informazioni utili che contribuiscono a incrementare il valore aggiunto e la qualità dei prodotti. Abbiamo altresì cercato, con l'etichettatura facoltativa, di arginare l'industria dell'anonimato della carne bovina e delle contraffazioni. E allora perché vanificare il lavoro fatto? Perché sopprimere l'etichettatura facoltativa, quando proprio perché facoltativa non obbliga nessuno ad applicarla?

 
  
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  Elena Oana Antonescu (PPE), în scris. − În aceste momente dificile din punct de vedere economic pentru statele Uniunii, împovărarea agricultorilor cu cerinţe administrative suplimentare nu este oportună. Agricultorii au suficiente provocări cu care sunt nevoiţi să se confrunte pentru a li se mai adăuga şi alte poveri. În acelaşi timp, însă, securitatea alimentară este una dintre principalele preocupări ale cetăţenilor europeni.

Identificarea electronică a bovinelor permite obţinerea unor date mai fiabile, întărind totodată şi sistemul de trasabilitate. Statele membre vor putea decide dacă cerinţele se vor aplica în mod obligatoriu pe teritoriul lor. Cred că este o soluţie foarte bună şi sprijin abordarea raportorului şi soluţia propusă de către Comisie, motiv pentru care am votat în favoarea acestui raport.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE), par écrit. – Pour assurer une sécurité alimentaire optimale, tous les bovins sont contrôlés de leur naissance à leur abattage, et doivent porter des boucles aux oreilles avec un numéro de référence. C'est ce que l'on appelle la traçabilité de la viande. Etant donné les progrès réalisés par la technique de l'identification électronique, mon rapport propose le développement progressif et harmonisé de cette technologie, sur une base volontaire donc uniquement pour les éleveurs bovins qui le souhaitent. Dans 5 ans, nous ferons le bilan de ce développement. Nous verrons alors s'il est opportun de rendre obligatoire l'identification électronique pour remplacer l'identification conventionnelle par boucles d'oreille. En ce qui concerne l'autre volet de ce texte, à savoir l'étiquetage de la viande bovine, mon rapport recommande la simplification de la procédure permettant d'utiliser des mentions facultatives sur les paquets de viande. Il s'agit par exemple des informations relatives à la race de l'animal ou à la méthode d'élevage. Trop souvent, l'Union européenne est perçue comme contraignante. Sur ce dossier de l'étiquetage de la viande bovine, le Parlement européen recommande de simplifier la vie des éleveurs et des opérateurs du secteur bovin. Je vais maintenant lancer les négociations avec les ministres européens.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą. Galvijų elektroninio identifikavimo sistema siekiama pagerinti galvijų atsekamumą. Elektroninis identifikavimas padės užtikrinti didesnę ES maisto saugą ir stiprinti gyvūnų ligų plitimo kontrolę. Dėl elektroninio nuskaitymo atsivers galimybės ne tik užtikrinti maksimalią jautienos produktų saugą ir higieną, valdyti infekcinių ligų protrūkius, bet ir skatinti šio sektoriaus konkurencingumą. Pritariu, kad elektroninis identifikavimas turėtų likti savanoriška priemone, tačiau būtina, kad plėtojantis elektroninių identifikatorių rinkai jų kaina kristų, ir šis būdas taptų įprastu galvijų identifikavimo būdu.

 
  
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  Mara Bizzotto (EFD), per iscritto. − Ho espresso un netto voto contrario alla proposta emendata dell'on. Auconie perché ritengo che abolire l'etichettatura facoltativa delle carni bovine sia una decisione senza senso e controproducente, tanto per i consumatori quanto per gli allevatori.

Con questa proposta si appiattisce il mercato e si favorisce l'industria dell'anonimato e della contraffazione, a danno degli allevatori che puntano sulla qualità. I cittadini hanno il diritto di sapere cosa acquistano e cosa mangiano: per questo ribadisco il mio voto negativo alla proposta emendata.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau dėl šio pranešimo, kadangi Europos piliečiai yra susirūpinę dėl maisto saugumo ir Europos teisės aktai privalo užtikrinti tinkamą vartotojams teikiamos jautienos saugumą. Dėl šios priežasties reikia plėtoti elektroninių galvijų identifikatorių rinką, nes tik taip bus gaunami patikimesni duomenys ir sustiprinta atsekamumo sistema. Tai padėtų užtikrinti maisto saugumą, būtų pagreitinta galvijų registracija ir automatizuotos tam tikros užduotys. Jautienos ženklinimas yra labai didelė administracinė našta, tad jis turėtų būti supaprastintas, o nuostatos, susijusios su savanorišku ženklinimu, panaikintos.

 
  
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  Sebastian Valentin Bodu (PPE), în scris. − Securitatea alimentară este unul dintre principalele subiecte de preocupare ale cetăţenilor europeni. Legislaţia europeană trebuie să le asigure acestora o protecţie optimă, prin intermediul unor dispoziţii actualizate şi mai stricte, de câte ori acest lucru se dovedeşte necesar. Ca urma a crizei generate de encefalopatia spongiformă bovină, Uniunea Europeană a introdus, în 1997, norme stricte de identificare şi trasabilitate a bovinelor. Identificarea electronică a bovinelor permite obţinerea unor date mai fiabile, întărind sistemul de trasabilitate şi, totodată, securitatea alimentară. Totodată, se permite înregistrarea mai accelerată a bovinelor, automatizarea anumitor sarcini şi o gestionare mai eficace a cirezilor. Consider necesară o dezbatere privind caracterul obligatoriu sau facultativ al acestei măsuri şi o cuantificare a costurilor ce ar trebui suportate de fermieri.

 
  
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  Philippe Boulland (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur du rapport relatif à l'identification électronique des bovins. L'extension de ce mécanisme technologique permet de renforcer le système actuel de traçabilité des bovins et des denrées alimentaires en rendant le système plus rapide et plus précis. Il vise également à progresser en matière de réduction des charges administratives et d'amélioration de la prévention des maladies. A long terme, ce type d'innovation participe à la compétitivité du secteur, innovation bienvenue en ce sens.

 
  
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  Arkadiusz Tomasz Bratkowski (PPE), na piśmie. − Informatyzacja sektora rolnego jest nieunikniona. Współczesny rolnik zobowiązany jest do dostosowania metod produkcji do wymogów i potrzeb końcowego odbiorcy. Odbiorca ten coraz częściej pragnie wiedzieć więcej o zakupionym produkcie, co w przypadku surowców takich jak wołowina jest trudne do osiągnięcia, gdyż warunki jej produkcji są zróżnicowane. Za sprawą systemu elektronicznej identyfikacji i rejestracji bydła – pod postacią specjalnego klipsa na ucho, chipu wszczepianego pod skórę lub opaski na nogę zwierzęcia – możliwe jest zapewnienie bezpieczeństwa żywności i większej kontroli nad rozprzestrzenianiem się chorób wśród zwierząt. Poza tym widzę wiele innych korzyści takiego rozwiązania.

Poprzez elektroniczną identyfikację wprowadzoną na szeroką skalę można ograniczyć niepotrzebną biurokrację za sprawą automatycznego kopiowania i przekazywania w formie cyfrowej wszystkich danych. W dalszej fazie rozwoju producent mógłby za pomocą systemu prowadzić bazę informacji dotyczących pojedynczych sztuk, tj. przebyte choroby, podawane pasze czy szczepienia. Możliwości elektronicznego systemu ewidencji jest wiele, jednak podstawowym warunkiem jego implementacji jest zapewnienie stosownej infrastruktury informatycznej, jak i grona specjalistów, znających biegle rozwiązania techniczne oraz rozstrzygających kwestie etyczne przechowywania i przepływu informacji zebranych przez system. Myślę, że to zadanie należałoby powierzyć instytucjom UE.

 
  
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  John Bufton (EFD), in writing. − It is essential bovine EID is introduced on a voluntary basis and is not, as some Members of this Parliament urge, subject to a report in five years to consider compulsory EID. The UK cattle ID system works perfectly well, so the choice to upgrade should be an individual decision based upon working preferences. It should be made without fear of penalty under cross compliance if equipment is subject to error. Sheep tagging brought a host of problems that persecuted British farmers whose equipment was especially vulnerable to the elements. Cattle in the UK are often out to grass for at least six months, so tag loss is inevitable. There is crisis in the dairy industry while the beef market is only just seeing a small recovery after years of being in the red. Both are subject to pressures from rising feed costs and cheaper foreign imports and would suffer from any punitive measures levied by the Commission.

 
  
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  Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. Votei favoravelmente o presente relatório por considerar essencial que seja reforçada a segurança da carne de bovino para os consumidores e por considerar que, sendo grande a diversidade de situações nas explorações europeias de bovinos, a identificação eletrónica deve permanecer opcional para os criadores, a menos que o Estado-Membro interessado opte por impô-la no seu território.

 
  
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  Minodora Cliveti (S&D), în scris. − Prin această propunere, se urmăreşte să se răspundă unor provocări importante privind adoptarea tehnologiei emergente de identificare electronică a bovinelor, simplificarea dispoziţiilor referitoare la etichetarea cărnii de vită şi mânzat şi actualizarea normelor referitoare la competenţele atribuite Comisiei. Este vorba de asigurarea clarităţii şi aplicabilităţii legislaţiei referitoare la identificarea şi trasabilitatea bovinelor şi de atingerea unui nivel optim de securitate alimentară. Este necesară o adaptare a legislaţiei actuale, îndeosebi pentru a recunoaşte identificarea electronică ca mijloc oficial de identificare a bovinelor. Este esenţial să se asigure armonizarea normelor tehnice pentru a evita o posibilă dezvoltare anarhică a acestei metode de identificare şi pentru a realiza interoperabilitatea între dispozitivele naţionale.

Solicit ca informarea actorilor din sistemul de identificare şi înregistrare a animalelor să fie, pe de o parte, „fără costuri pentru destinatar”, pentru a-i proteja pe micii fermieri şi pe alţi actori din cadrul sistemului de identificare şi, pe altă parte, să fie reluată „ori de câte ori este necesar”, pentru a ţine cont de adaptările prezentului regulament. Pentru a nu crea probleme comerţului din cadrul pieţei interne, este necesar ca statele membre să fie informate de Comisie în legătură cu dispozitivele acceptate pe teritoriul statelor membre care au optat pentru identificarea electronică obligatorie.

 
  
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  Anna Maria Corazza Bildt (PPE), skriftlig. − Jag röstade för betänkandet om elektronisk identifiering av nötkreatur för att det syftar till att minska byråkratin och de administrativa bördorna för lantbrukare samt för att den moderna tekniken borgar för högre livsmedelssäkerhet. Genom användning av den nya elektroniska märkningen av djuren kommer det att vara lättare att snabbt återkalla eller kontrollera smittat kött genom de databaser som upprättas. Samtidigt tycker jag att det är bra att det kommer att vara valfritt för lantbrukare att använda den elektroniska märkningen. Det innebär kostnader och ska inte vara något som de direkt tvingas till.

 
  
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  José Manuel Fernandes (PPE), por escrito. A segurança alimentar constitui uma preocupação dos cidadãos europeus que temos de garantir. A informação ao consumidor deve ser clara, objetiva e o resultado de um processo simples, não burocrático. A rotulagem facultativa da carne de bovino tem uma importância evidente uma vez que impede a profusão de informação errónea aos consumidores sobre questões sensíveis como raça, modo de criação dos animais, processamento da carne, para as quais o regulamento de informação ao consumidor deverá dar resposta. A carne de bovino é um produto extremamente sensível no que respeita ao mercado comunitário, muito sujeito a pressão por parte de países terceiros com menores exigências em termos de bem-estar animal e sistemas de produção. Considero que se deve melhorar o sistema de rotulagem, mas com regras concretas e um sistema de controlo claro e igual para todos os EM, sempre numa lógica de regime comunitário que impeça diferentes atuações que promovam distorções de concorrência, ou seja deveria ser obrigatório para todos os EM, à semelhança do que existe atualmente para carne de aves ou ovos.

 
  
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  João Ferreira (GUE/NGL), por escrito. O presente Regulamento pretende abrir caminho para a supressão das disposições sobre o regime de rotulagem facultativa da carne de bovino, definindo algumas regras gerais que permitam enquadrar e proteger os consumidores, a saúde pública e que garantam a sua confiança, através de informações objetivas, verificáveis pelas autoridades competentes e compreensíveis para os consumidores.

O nosso grupo não acompanhou as alterações propostas por considerar que enfraquecem os direitos de informação do consumidor. Consideramos positivo o reconhecimento das diferenças existentes ao nível dos sistemas e práticas agrícolas e organizações do setor, entre os Estados-Membros, pelo que estes devem poder decidir quanto à introdução ou não da IDE no seu território, incluindo na discussão as organizações do setor da carne de bovino e tendo em conta os pequenos agricultores e potenciais impactos. Persistem algumas preocupações e dúvidas quanto às implicações no processo de recebimento de ajudas diretas. Valorizamos, contudo, o facto de se acautelar que nos casos de identificação eletrónica defeituosa, a falha da tecnologia não dê lugar à imposição de sanções pecuniárias aos agricultores. O relatório reconhece que há problemas práticos que continuam a impedir o eficaz funcionamento da IDE, especialmente no que diz respeito à precisão da tecnologia.

 
  
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  Carlo Fidanza (PPE), per iscritto. − Non posso ritenermi soddisfatto dal voto odierno sull'etichettatura delle carni bovine. Seppur per pochi voti, non siamo riusciti a mantenere l'etichettatura facoltativa. Una richiesta specifica di tutta la filiera italiana che giustamente esprimeva preoccupazione: l'abolizione comporta per gli allevatori un danno economico - molti hanno già investito e usano con successo questo strumento - e uno svantaggio competitivo nei confronti degli altri mercati, poiché la produzione italiana si caratterizza per la sua qualità. Il fatto che la relatrice abbia deciso di rinviare il testo in Commissione ENVI ci fa ben sperare, considerando che in Consiglio potrebbe formarsi una maggioranza di blocco per reintrodurre meccanismi di etichettatura obbligatoria a tutela dei principi di qualità e tracciabilità.

 
  
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  Monika Flašíková Beňová (S&D), písomne Potravinová bezpečnosť je jedným z hlavných predmetov záujmu európskych občanov. Európske právne predpisy musia teda prostredníctvom aktualizovaných a posilnených ustanovení zabezpečovať ich optimálnu ochranu tak často, ako to bude potrebné. Elektronická identifikácia hovädzieho dobytka umožňuje získať spoľahlivejšie údaje, čo posilňuje systém vysledovateľnosti, a teda potravinovú bezpečnosť. Ide o to, aby sa zabezpečila jasnosť a uplatniteľnosť právnych predpisov týkajúcich sa identifikácie a vysledovateľnosti hovädzieho dobytka, a teda aby sa dosiahla optimálna úroveň potravinovej bezpečnosti. Dostatok informácií vedie k väčšej dôvere spotrebiteľov.

 
  
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  Lorenzo Fontana (EFD), per iscritto. − Volevo sottolineare l'importanza e la gravità che deriva dall'eventuale abolizione del sistema di etichettatura facoltativa delle carni bovine, per questo ho votato affinché non venisse soppresso questo sistema. Se in sede di negoziato con il Consiglio dovesse passare la posizione del Parlamento, ci sarà una grave mancanza di trasparenza per il consumatore e un abbassamento della qualità del prodotto, in quanto l'etichetta facoltativa consente di inserire ventiquattro tipi di informazione aggiuntiva durante tutta la filiera e non solo le generiche "informazioni utili" dell'etichettatura obbligatoria: paese di nascita del bovino, quello di allevamento e quello di macellazione. Auspico che in sede di negoziati il Consiglio non opti per l'eliminazione del sistema facoltativo di etichettatura.

 
  
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  Ashley Fox (ECR), in writing. − Rules brought in during 2010 require all sheep farmers to electronically tag their sheep. As a consequence, they face financial penalties if they do not achieve 100% accuracy of recording. Yet, the technology at their disposal is not yet 100% accurate. This situation is completely unacceptable. The Commission now wishes to extend electronic identification to bovine animals. However, it seems to have learned from the negative experience of sheep farmers, and has chosen to introduce bovine identification on a voluntary basis. This is a far more pragmatic approach, allowing all stakeholders to benefit, and as such I can support this measure. Given the shambles surrounding the electronic identification of sheep, and the considerable financial impact on farmers, it is imperative that, whilst adhering to the agreed EU technical standards, Member States have control over its introduction to bovine animals.

 
  
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  Françoise Grossetête (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur de cette position du Parlement en vue des négociations avec le Conseil, car il me semble qu'elle atteint le bon équilibre entre le respect des producteurs et la modernisation de l'identification des bovins et de l'étiquetage de la viande. Nous devons bien sûr assurer une traçabilité simple et pratique, ainsi qu'une meilleure possibilité de choix pour les consommateurs: c'est pourquoi nous devons encourager l'identification électronique des bovins, qui permet de mieux rationaliser ces processus. Toutefois, nous ne devons pas oublier que nous sommes en période de crise : n'imposons pas aux producteurs de procéder à des investissements trop coûteux, alors qu'ils nous offrent déjà les meilleures conditions sanitaires au monde! Il serait irresponsable d'assujettir les petits producteurs à une telle dépense non urgente, alors qu'ils sont déjà très fragilisés par la situation économique actuelle. Pour ce qui est de l'étiquetage de la viande, il est important de lutter contre une administration trop lourde: tant que des informations sont vraies et vérifiables, les producteurs doivent pouvoir préciser des éléments pouvant aider les consommateurs dans leurs choix. Il est normal d'harmoniser la situation entre la viande bovine et les autres viandes.

 
  
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  Brice Hortefeux (PPE), par écrit. – En vue des négociations avec les ministres de l'UE chargés des questions agricoles, le Parlement européen a précisé sa position quant à l'identification électronique des bovins. Des progrès ont été réalisés dans la technique d'identification des bovins, mais elle reste imparfaite. Des défaillances subsistent et nécessitent un ajustement progressif de nos éleveurs. C'est pourquoi il était essentiel qu'ils ne se sentent pas découragés par des règles bureaucratiques toujours plus lourdes venues de Bruxelles. L'identification électronique des bovins ne concernera donc que les éleveurs volontaires. Dans cinq ans, un bilan sera dressé afin de mesurer l'opportunité d'introduire ou non l'identification électronique obligatoire des bovins. Quant à l'étiquetage, les mentions obligatoires concernant l'origine des animaux ne seront pas modifiées. En revanche, le Parlement européen demande que les mentions facultatives relatives à la qualité de la viande bovine (race, méthode d'élevage etc..) soient simplifiées et alignées sur les règles d'étiquetage des autres types de viandes.

 
  
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  Juozas Imbrasas (EFD), raštu. − Balsavau už dokumentą, nes būtina užtikrinti teisės aktų, susijusių su galvijų identifikavimu ir atsekamumu, aiškumą ir taikomumą, taip pat pasiekti tinkamą maisto saugos lygį. Maisto saugumas yra viena iš pagrindinių Europos piliečių susirūpinimo priežasčių. Elektroninis galvijų identifikavimas sudaro galimybes gauti patikimesnius duomenis, taip sustiprinama atsekamumo sistema, taigi ir maisto saugumas. Be to, ši sistema leidžia pagreitinti galvijų registraciją, automatizuoti tam tikras užduotis ir užtikrinti veiksmingesnį bandos valdymą. Taip pat būtų naudinga skatinti šios naujos technologijos vystymąsi. Būtina pritaikyti galiojančius teisės aktus, visų pirma tam, kad elektroninis identifikavimas būtų pripažintas oficialia galvijų identifikavimo priemone. Taip pat labai svarbu užtikrinti techninių reikalavimų suderinimą siekiant išvengti nevaldomo šios identifikavimo priemonės vystymosi ir nacionalinių sistemų nesuderinamumo. Tačiau atsižvelgiant į didelę galvijų auginimo būdų įvairovę, elektroninis identifikavimas turėtų būti savanoriškas galvijų augintojų pasirinkimas, išskyrus atvejus, kai atitinkamos valstybės narės nustatė privalomą tvarką savo teritorijose. Galvijų augintojai skatinami rinktis šią technologiją, tačiau ji netaikoma prievarta.

 
  
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  Philippe Juvin (PPE), par écrit. – J'ai soutenu le rapport de ma collègue Sophie Auconie, qui a été adopté à une large majorité. Je m'en félicite. L'adoption partielle de ce rapport (pas de vote sur la résolution législative finale) va permettre à Sophie Auconie de lancer les négociations interinstitutionnelles avec le Conseil afin de pouvoir trouver un accord en première lecture.

 
  
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  Jarosław Kalinowski (PPE), na piśmie. − Aby system identyfikacji bydła był efektywny i mógł dobrze służyć zarówno hodowcom jak i konsumentom, powinien być przejrzysty i łatwy w obsłudze. Nowoczesny elektroniczny system pozwoli na jeszcze dokładniejszą weryfikację danych, dzięki czemu poziom bezpieczeństwa konsumentów wzrośnie. Konieczne jest umożliwienie hodowcom dobrowolnego wdrożenia elektronicznego systemu w stadzie, aby nowa technologia nie uderzyła w drobnych rolników. Taka metoda pozwoli jeszcze bardziej ograniczyć zagrożenie zarażeniem chorobami odzwierzęcymi. W przypadku wystąpienia schorzenia ułatwia on lokalizację ogniska choroby.

Aby system był jeszcze bardziej skuteczny, konieczne jest wprowadzenie szeregu ułatwień, prowadzących do uproszczenia procedur. Wielu producentów napotyka przeszkody w rejestracji bydła, takie jak niedostępność sprzętu, brak umiejętności technicznych, bądź też różnego rodzaju awarie sprzętu czy sieci internetowej. Dlatego konieczne jest wydłużenie czasu przeznaczonego na zarejestrowanie zwierzęcia, aby umożliwić wszystkim dokonanie rejestracji we właściwym czasie i ograniczyć liczne kary finansowe.

 
  
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  Sergej Kozlík (ALDE), písomne. − Potravinová bezpečnosť je významným predmetom záujmu európskych občanov. Elektronická identifikácia hovädzieho dobytka umožňuje získať spoľahlivejšie údaje, čo posilňuje systém vysledovatelnosti, a teda aj potravinovú bezpečnosť. Okrem toho umožňuje zrýchliť registráciu hovädzieho dobytka, zautomatizovať niektoré úlohy a zabezpečiť účinnejšie spravovanie stád. Preto podporujem rozvoj tejto novej technológie. Je potrebná náležitá úprava platných právnych predpisov, aby elektronická identifikácia bola uznaná za oficiálny spôsob identifikácie. Je tiež potrebné zabezpečiť harmonizáciu technických noriem, aby sa predišlo možnému anarchickému vývoju tejto metódy identifikácie a nedostatku interoperability medzi vnútroštátnymi systémami.

 
  
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  Agnès Le Brun (PPE), par écrit. – Le rapport porté par ma collègue Sophie Auconie concernant l’identification électronique des bovins a reçu l'approbation de notre assemblée. Je me réjouis de l’adoption de ce texte, auquel j’ai apporté mon soutien car il garantit un meilleur contrôle des dispositifs mis en place. Il améliore également la confiance du consommateur tout en veillant à alléger la charge administrative qui pèse sur les producteurs. Le rapport de madame Auconie ouvre un grand chantier en préconisant une simplification de l'étiquetage de la viande bovine et une généralisation de l'identification électronique de ces animaux.

 
  
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  David Martin (S&D), in writing. − I voted in favour of this proposal. Food safety and traceability are extremely important issues for the general public.

 
  
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  Véronique Mathieu (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur du rapport sur l'identification électronique des bovins, qui permettra une meilleure traçabilité de la viande bovine, sans peser de manière disproportionnée sur ce secteur, dans la mesure où il s'agit d'une mesure volontaire. Cependant, l'identification électronique constitue bien une avancée technologique importante en vue d'une plus grande sécurité alimentaire.

 
  
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  Mario Mauro (PPE), per iscritto. − La sicurezza alimentare rientra tra le principali problematiche sentite dai cittadini europei. La legislazione europea deve pertanto assicurare loro una protezione ottimale, tramite disposizioni aggiornate e potenziate alla luce delle nuove esigenze riscontrate. Per questo motivo sono favorevole all’approvazione di questa relazione.

 
  
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  Radvilė Morkūnaitė-Mikulėnienė (PPE), raštu. − Aš, kaip Aplinkos, visuomenės sveikatos ir maisto saugos komiteto narė, pritariau, kad pagrindinis kriterijus, taikomas vartotojams tiekiamam maistui, – aukšti kokybės ir saugos standartai. Dėl šios priežasties sveikintinas dokumentas, kuriuo siekiama dar labiau sustiprinti vartotojams tiekiamos jautienos saugumą. Galvijų elektroninio identifikavimo sistemos privalumas – galimybė atsekti ir gauti patikimus duomenis apie vartotoją pasiekiantį maistą. Taip pat dokumente teigiama, kad ši sistema padėtų ūkio valdymui, todėl turėtų būti suvienodinta su jau veikiančiomis valstybėse narėse. Tai dar vienas žingsnis, padedantis pasiekti saugaus maisto lygį ES vartotojams.

 
  
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  Rareş-Lucian Niculescu (PPE), în scris. − Am votat împotriva amendamentelor care prevăd eliminarea etichetării facultative a cărnii de vită şi de mânzat, pentru că cetăţenii europeni au dreptul să dispună de informaţii cât mai detaliate despre produsele pe care le cumpără. Mă pronunţ pentru simplificarea acestui sistem însă nu şi pentru eliminarea lui. În măsura în care nu determină o birocraţie exagerată, sistemele de etichetare facultative trebuie încurajate în toate domeniile producţiei alimentare.

 
  
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  Maria do Céu Patrão Neves (PPE), por escrito. Não obstante ter votado favoravelmente o relatório na sua globalidade, votei contra as propostas de alteração ao Regulamento do Parlamento Europeu e do Conselho que altera o Regulamento (CE) n.° 1760/2000 no respeitante à identificação eletrónica dos bovinos. Este regulamento pretende suprimir as disposições sobre o regime de rotulagem facultativa da carne de bovino. Considero muito importante este regime que permite especificar e valorizar aspetos, tais como os relativos à raça, à alimentação, e aos sistemas de produção, aspetos tão importantes para os consumidores como para os agricultores que utilizam estas menções para fins comerciais, tirando também daí dividendos. No caso de Portugal, o esforço que foi realizado pelos produtores, que viram na implementação deste tipo de regimes voluntários (que requerem aprovação de cadernos de especificações pelas autoridades competentes, controlo e rotulagem específica) uma mais-valia para produção nacional, poderá sair gorado se os mesmos regimes deixarem de existir.

 
  
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  Aldo Patriciello (PPE), per iscritto. − Considerando che attualmente le basi di dati conformi alla direttiva 64/432/CEE, contenenti informazioni sui bovini, non tengono conto dell'avvento della tecnologia dell'identificazione elettronica dei bovini e che la revisione del regolamento (CE) n. 1760/2000 favorisce un progressivo e armonioso sviluppo di tale nuova tecnologia, è opportuno adattare anche i principi di raccolta dei dati in questione rendendoli compatibili con i nuovi metodi di identificazione dei bovini. Tenendo conto degli ulteriori obiettivi di semplificare le disposizioni relative all'etichettatura delle carni bovine - nonostante gli aspetti legati all'etichettatura siano coperti della legislazione orizzontale e quindi non dovrebbero formare oggetto di un'attribuzione di competenze alla Commissione - e di aggiornare le competenze assegnate alla Commissione, e ricordando tuttavia che la delega di poteri può essere revocata in ogni momento dal Parlamento europeo e dal Consiglio, esprimo il mio voto favorevole alla proposta.

 
  
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  Raül Romeva i Rueda (Verts/ALE), in writing. − Against, because the results are too mixed. Adopted: our AMs introducing labelling provisions for beef derived from cloned bovine animals or descendants of cloned animals - very good. Electronic identification (EID): Standards for EID shall be harmonised (delegated acts). MS can keep the current system, but are also allowed to make compulsory the use of one electronic identifier besides traditional means of identification (see briefing enclosed). In five years, the COM shall submit a report on feasibility of mandatory EID everywhere in the EU, accompanied by a legislative proposal if appropriate (ENVI AM adopted). Very bad: The existing approval system of voluntary labelling of beef products is abolished. At present, any operator who wants to indicate information which is additional to the obligatory information on their labels has to send a specification to the competent authority of the Member State, which has to approve the reliable functioning of the labelling system. This approval system, ensuring that consumers can trust what is indicated, is abolished according to the amendments adopted today. Only general food labelling legislation shall apply to voluntary beef labelling, which is not enough for a sensitive product like beef.

 
  
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  Marie-Thérèse Sanchez-Schmid (PPE), par écrit. – J'ai voté pour ce rapport, car je suis convaincue que ma collègue Sophie Auconie a su trouver une position équilibrée et constructive sur les règles relatives à l'identification des bovins. En effet, la traçabilité des bovins telle qu’elle existe aujourd’hui fut mise en place à la suite de la crise de la vache folle en 1996, qui avait révélé la nécessité d’une traçabilité totale de la fourche à la fourchette. Le système de traçabilité pour les bovins tel qu’il existe actuellement fonctionne. Il est considéré comme simple et bien accepté sur le terrain. Cependant, pour adapter cette identification aux innovations techniques, le règlement prévoit un développement progressif et harmonisé de cette technologie pour les éleveurs volontaires uniquement. Un bilan sera effectué dans 5 ans, laissant aux éleveurs le temps de s'adapter, pour évaluer l'opportunité de rendre obligatoire les puces d'identification électronique.

 
  
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  Matteo Salvini (EFD), per iscritto. − Ho deciso di votare negativamente la relazione sulla proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che riguarda l'identificazione elettronica dei bovini e che sopprime le disposizioni relative all'etichettatura facoltativa delle carni bovine. Infatti, giudico sbagliato sopprimere il sistema di etichettatura la cui applicazione è facoltativa, invocando oneri amministrativi che ciascun allevatore può decidere facoltativamente di accollarsi o meno. Al contrario, tale sistema di etichettatura ha dimostrato la propria efficacia nel favorire un acquisto consapevole da parte del consumatore, facendo sì che le informazioni complementari siano fornite in maniera armonizzata e certificata. La sua abolizione favorirebbe i produttori meno trasparenti

 
  
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  Sergio Paolo Francesco Silvestris (PPE), per iscritto. − In Italia, così come nella maggior parte dei Paesi europei, sono molti gli operatori che da anni stanno investendo per conformarsi alle normative europee sull'etichettatura delle carni bovine. Questo importante strumento ha come fine quello di fornire informazioni utili (quali la razza e il sesso dell’animale, l’alimentazione usata e l’età del bovino, ecc..) verso le quali i consumatori mostrano interesse ai fini di un acquisto consapevole ed informato. Il suo successo è oramai palese in tutta Europa. L'eliminazione delle disposizioni sulle indicazioni facoltative in etichetta creerebbe un vuoto, con la conseguenza di veder proliferare sistemi differenti di etichettatura volontaria della carne bovina, senza adeguati e rigorosi meccanismi di controllo; correndo inoltre il rischio di lasciare gli operatori in uno stato di incertezza. Per questo motivo ho espresso il mio voto negativo per tutti quegli emendamenti che tentavano di respingere il mantenimento del sistema dell’etichettatura facoltativa delle carni bovine.

 
  
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  Francisco Sosa Wagner (NI), por escrito. − En este asunto, si bien la trazabilidad de la procedencia de la carne es una medida que favorece la seguridad y la calidad alimentarias, considero que en la actual situación no es enteramente procedente, en particular por lo que pueda afectar a las pequeñas explotaciones ganaderas.

 
  
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  Marc Tarabella (S&D), par écrit. – J'ai voté contre ce texte. Étant donné que la sécurité des aliments constitue un sujet de préoccupation majeur des citoyens européens, il faut exiger des États membres la modernisation de leurs mesures d'identification et de traçabilité, selon un calendrier défini. Donner aux consommateurs plus d'informations sur ce qu'ils consomment accroîtra la confiance de ceux-ci. Cependant, l'amendement 46 incorporé par le PPE, l'ALDE et ECR qui abolit pratiquement l'ÉTIQUETAGE FACULTATIF DES BOVINS" est totalement inacceptable et ne me permet pas de voter en faveur de ce texte.

 
  
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  Nuno Teixeira (PPE), por escrito. Apoiei a posição da Relatora que recebeu as propostas da Comissão relativas à introdução da identificação eletrónica dos bovinos a título facultativo. Considero que é necessário adaptar a legislação a fim de reconhecer a identificação eletrónica como um meio oficial de identificação de bovinos, tendo em conta como a tecnologia e a sua utilização neste domínio se desenvolvem e generalizam. Tal tecnologia trará uma série de benefícios para aqueles que pretenderem utilizá-la, principalmente nos domínios da rastreabilidade e da gestão dos efetivos. Todavia, é importante que, à medida que a utilização da identificação eletrónica dos bovinos se for generalizando, as normas técnicas sejam harmonizadas em toda a União Europeia.

 
  
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  Silvia-Adriana Ţicău (S&D), în scris. − Am votat pentru Raportul privind identificarea electronică a bovinelor şi eliminarea dispoziţiilor privind etichetarea facultativă a cărnii de vită şi de mânzat. Identificarea electronică a bovinelor permite obţinerea unor date mai fiabile, întărind sistemul de trasabilitate şi, totodată, securitatea alimentară.

Este necesară o adaptare a legislaţiei actuale, îndeosebi pentru a recunoaşte identificarea electronică ca mijloc oficial de identificare a bovinelor. Trasarea cărnii de vită la sursă prin identificare şi înregistrare este o condiţie obligatorie pentru etichetarea referitoare la origine de-a lungul întregului lanţ alimentar. Aceste măsuri asigură protecţia consumatorilor şi sănătatea publică şi promovează încrederea consumatorilor. Utilizarea sistemelor electronice de identificare ar putea fluidiza procesele de trasabilitate, prin citirea şi înregistrarea automată şi mai exactă în registrul exploataţiei. De asemenea, ea ar permite raportarea automată în baza electronică de date a deplasărilor animalelor şi, astfel, îmbunătăţirea vitezei, fiabilităţii şi preciziei sistemului. Utilizarea sistemelor electronice de identificare ar îmbunătăţi gestionarea plăţilor directe acordate fermierilor pe cap de animal, prin optimizarea controalelor şi reducerea riscurilor de erori la plată.

 
  
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  Dominique Vlasto (PPE), par écrit. – C'est avec une grande satisfaction que j'ai accueilli le rejet de l'obligation d'identification électronique des bovins, soutenue par certains députés qui avaient manifestement perdu de vue les intérêts des éleveurs. Cette mesure avait suscité l'indignation et l'inquiétude des agriculteurs, que je partageais et qui m'avaient amenée à intervenir auprès de la Commission pour lui faire part de cette situation incompréhensible. Le surcoût et de la surcharge administrative induits par cette technique aurait conduit à la disparition de nombreux élevages, surtout ceux de petite taille et ceux situés dans les zones de montagne, qui n'auraient pu respecter cette obligation, alors qu'ils sont pourtant une part essentielle de notre patrimoine, de notre tissu rural et de la biodiversité. Si le renforcement de l'arsenal juridique peut se comprendre au regard des impératifs de traçabilité et de sécurité alimentaire, de l'étable à l'assiette, il ne peut se faire au détriment de la liberté inhérente au métier d'éleveur, d'autant que les techniques traditionnelles (tatouages, boucles en plastique) ont démontré leur fiabilité et leur pérennité. Je me félicite donc que, même à une courte majorité, le caractère facultatif de l'identification électronique des bovins soit désormais la règle et que cela soit développé sur une base uniquement volontaire.

 
  
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  Jacek Włosowicz (EFD), na piśmie. − Zapoznając się ze szczegółami tego dokumentu, jestem podbudowany ogromem pracy komisji (ilość poprawek) oraz uwzględnieniem stopnia zaawansowania systemów wdrożeniowych w rolnictwie. Zgadzam się z większością opinii i jestem przekonany, iż wprowadzona technologia przyniesie szereg korzyści. Jednak zdecydowałem się wstrzymać od głosu, ponieważ nie jestem przekonany, czy dobrowolność wprowadzania elektronicznej identyfikacji bydła bez określenia okresu granicznego nie wpłynie na opieszałość wdrożenia tego systemu w biedniejszych krajach Unii Europejskiej.

 
  
  

Report: Linda McAvan (A7-0165/2012)

 
  
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  Luís Paulo Alves (S&D), por escrito. Aprovo o presente Relatório, considerando essencial evitar de futuro todos os possíveis lapsos existentes nas leis de farmacovigilângia de modo a proteger os pacientes e facilitar a detenção e retirada em grande escala de medicamentos perigosos. Este relatório é particularmente importante porque a legislação em vigor sobre a farmocovigilância estabelece as regras e a monitorização da segurança dos medicamentos uma vez autorizados a circular no mercado europeu. Esta legislação foi um grande avanço institucional europeu, independentemente de um caso específico que a colocou em causa. Deste modo, este relatório, ao reforçar as obrigações para as empresas de fármacos, ao exigir mais transparência e ao instar a uma urgente avaliação a nível da União Europeia que deve ser feita automaticamente, serve para esclarecer casos duvidosos e certamente contribuirá para os objetivos a que este relatório se propõe.

 
  
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  Sophie Auconie (PPE), par écrit. – Le Parlement européen a adopté de nouvelles modifications de la législation européenne en matière de pharmacovigilance afin d’empêcher la commercialisation de médicaments nocifs au sein de l’Union européenne. Nombreux sont ceux qui se souviennent du scandale du Médiator, et le législateur devait donc intervenir pour assurer la sécurité des citoyens européens. En enlevant toute marge de manœuvre aux États, la procédure d’urgence revêt désormais un caractère automatique comme le souhaitait la Commission. De plus, le niveau de transparence exigé de la part des entreprises a été grandement rehaussé, leur demandant de justifier tout retrait volontaire d’un médicament ou le refus de renouvellement de celui-ci.

 
  
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  Zigmantas Balčytis (S&D), raštu. − Balsavau už šį pranešimą, kuriuo siekiama priimti naujas priemones, padėsiančias sustiprinti farmakologinį budrumą visoje ES ir užtikrinti didesnį vaistų saugumą visoje ES. Vaistų saugos stebėjimu siekiama nustatyti bei įvertinti šalutinį vaistų poveikį ir taip užkirsti kelią netinkamiems vaistams patekti į rinką. Poreikis užtikrinti vaistų saugumą iškilo po 2011 m. Prancūzijoje atlikto tyrimo dėl šioje šalyje gaminamo vaisto Mediator, nuo kurio sukelto poveikio, manoma, visoje ES galėjo mirti nuo 500 iki 2 tūkstančių žmonių. Todėl pritariu vaistų saugumo stiprinimui, ypač įpareigojimui viešai vaistų, kuriems buvo atsisakyta išduoti leidimą prekiauti, taip pat kurių leidimas buvo atšauktas arba leidimo galiojimas buvo sustabdytas ir kurių tiekimas uždraustas arba kurie pašalinti iš rinkos, sąrašą bei kitoms direktyvoje numatytoms pacientų apsaugos priemonėms.

 
  
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  Erik Bánki (PPE), írásban. − Örömmel támogattam szavazatommal a jelentést, hiszen a jelen javaslat kiváló példa arra, hogy az oly sokat kritizált uniós jogalkotás képes gyorsan is reagálni a gyakorlati élet kihívásaira, különösen ha a közegészség védelméről van szó. Az eset kapcsán az Európai Bizottság azonnal feltárta a farmakovigilancia még létező gyenge pontjait, és előterjesztette a szükséges módosításokat, melyekről a Tanács és a Parlament meg tudott állapodni, így a módosítások már 2013-ban hatályba léphetnek.

 
  
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  Jean-Luc Bennahmias (ALDE), par écrit. – Alors que l'affaire du Médiator a mis en lumières les graves lacunes subsistant dans le domaine de la sécurité des médicaments, je salue l'accord en première lecture que nous avons entériné aujourd'hui. Ce paquet pharmacovigilance répond à une exigence de sécurité supplémentaire. Cela passe par une modification de la directive de 2001 pour renforcer le cadre légal : créer une procédure d'urgence à caractère automatique, renforcer l'obligation de transparence pour les entreprises ou encore prévoir une liste noire des médicaments soumis à une surveillance supplémentaire. Ce sont les nouveautés de cette réforme qui, il faut l'espérer, sera en mesure de pallier les défaillances et de renforcer la fiabilité du système européen du médicament.

 
  
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  Nora Berra (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur de la modification de la directive européenne de 2010 relative à la pharmacovigilance. Cette révision fait suite au scandale du Mediator. Que veut le Parlement européen? Concrètement, nous voulons un renforcement des obligations en cas de retrait d'un médicament: tout retrait dans un État membre devra désormais être notifié et motivé auprès de toutes les autorités sanitaires européennes. En cas de suspicion de risque sanitaire, le retrait s'accompagnera d'une procédure d'évaluation pour anticiper les conséquences éventuelles d'un dysfonctionnement. Nous ne voulons plus attendre l'urgence pour régler les problèmes. Enfin, comme nous l'avons voté en France, tous les médicaments soumis à une surveillance renforcée seront librement consultables sur une liste rendue publique. Ce devoir de transparence nous semble indispensable pour restaurer la confiance entre les citoyens, les autorités sanitaires et les laboratoires pharmaceutiques.

 
  
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  Vilija Blinkevičiūtė (S&D), raštu. − Balsavau dėl šio pranešimo, kadangi labai svarbu užtikrinti geresnį vaistų saugumą ES lygmeniu. Dėl šios priežasties turime didinti Europos vaistų agentūros įsipareigojimą kaupti signalų aptikimo duomenis ir nedelsiant imtis veiksmų jų atžvilgiu, taip pat stiprinti ES valstybių narių bendradarbiavimą. Norint užtikrinti, kad Farmakologinio budrumo rizikos vertinimo komitetas galėtų įveikti tenkantį darbo krūvį ir kad pacientai bei sveikatos priežiūros specialistai visapusiškai prisidėtų prie farmakologinio budrumo sistemos tobulinimo, reikalingi papildomi direktyvos pakeitimai. Pirma, privalomas aiškus skelbimas dėl prekybos vaistu licencijos atšaukimo arba pakartotinio prašymo išduoti licenciją nepatenkinimo. Taip pat kiekvienais metais turi būti viešai skelbiami vaistų, kuriais prekiauti buvo atsisakyta išduoti leidimą, sąrašą ir tokių veiksmų motyvus. Antra, leidimo prekiauti turėtojas turi pateikti pranešimą, jei jis ėmėsi veiksmų trečioje šalyje, nes reguliavimo institucijoms būtų naudinga žinoti apie bendrovės panaikinimą, nepratęsimą ar kitokį leidimo prekiauti veikimo sustabdymą trečiojoje šalyje. Trečia, siekiant naudos vartotojui, kad šis galėtų suprasti vaisto naudą ir galimą riziką, turėtų būti sudaromos vaisto duomenų lentelės.

 
  
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  Vito Bonsignore (PPE), per iscritto. − Gli effetti dei farmaci dannosi si protraggono per decenni, con risvolti di impatto sociale rilevante, senza contare migliaia di tragedie personali: ancora oggi si scontano gli effetti di medicinali pericolosi prescritti negli anni '50 e '60.

Abbiamo il dovere morale di utilizzare al massimo delle potenzialità gli strumenti scientifici e normativi di cui disponiamo per prevenire, fin dove è possibile, sofferenze e danni alla salute, anche nell'interesse di un settore che contribuisce in maniera determinante alle nostre economie e che non deve essere genericamente criminalizzato, laddove precise responsabilità cadono su un numero ristretto di manager privati.

Per questo, le quattro modifiche alla direttiva, suggerite dalla Commissione, sono del tutto ragionevoli e opportune: esse conferiscono maggiore rapidità nell'attivazione di procedure di verifica e di prevenzione della commercializzazione di medicinali potenzialmente pericolosi e contribuiscono a far emergere più nettamente ogni traccia di possibile dolo da parte delle società che commercializzano farmaci che si rivelino in seguito dannosi.

Le integrazioni proposte dalla relatrice vanno nel segno del maggiore coinvolgimento dell'EMA e della completa trasparenza per i consumatori e per la comunità medica e scientifica in generale. Esprimo pertanto un voto favorevole alla relazione.

 
  
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  Philippe Boulland (PPE), par écrit. – J'ai voté en faveur du rapport relatif à la pharmacovigilance. Ce dispositif de surveillance, mis en œuvre par la Commission et les autorités de contrôle en 2001, a été réformé en 2010, suite, en partie, à l'affaire du Médiator. Je soutiens particulièrement la mise en place des mesures suivantes : création d'une procédure d'urgence à caractère automatique dès qu'un médicament est retiré du marché ; mise en place d'un nouveau mécanisme déclencheur de la procédure d'urgence ; introduction d'une obligation de transparence pour les entreprises (qui doivent déclarer si il y a des raisons de sécurité derrière le retrait volontaire d'un médicament); et préparation d'une liste exhaustive des médicaments soumis à une surveillance supplémentaire.

 
  
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  Cristian Silviu Buşoi (ALDE), in writing. − I support this first reading agreement which will enhance pharmacovigilance within the EU. I particularly favour the introduction of the activation of an automatic urgent procedure allowing the Commission to withdraw from the market a pharmaceutical drug if risks for public safety are detected. I truly believe that more efficient and transparent procedures need to be put in place, especially since the Mediator scandal in France has dramatically highlighted how the lack of uniform and rational rules on this issue can severely harm EU patients’ safety. I particularly commend the fact that the rapporteur has fully understood the importance of ensuring that the highest possible level of protection is equally granted to all EU citizens, also in line with the actual Commission orientation. I also wish to express my full support to this agreement as far as the need for further clarification of transparency obligations on companies when they withdraw a drug is concerned: in the aforementioned Mediator scandal, the French company Servier withdrew Mediator from Spain, claiming it was for commercial reasons, thus severely delaying investigations that might have helped save a number of lives estimated between 500 and 2000.

 
  
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  Maria Da Graça Carvalho (PPE), por escrito. Votei favoravelmente o presente relatório por concordar com a orientação geral do documento que visa o reforço do sistema de farmacovigilância a nível da UE.

 
  
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  Françoise Castex (S&D), par écrit. – C'est au niveau européen que nous devons détecter, évaluer et prévenir les effets indésirables des médicaments mis sur le marché dans l'Union européenne. Après l'affaire du Médiator, la Commission européenne a effectué un "test de résistance" qui a permis d'identifier les faiblesses dans la législation actuelle. Ce travail a abouti à ces révisions. Les améliorations apportées aujourd'hui sont nombreuses: elles consistent notamment dans la mise en place d'une procédure d'urgence à caractère automatique, la création d'un nouveau mécanisme déclencheur de la procédure d'urgence et la clarification des obligations de transparence des entreprises. La réglementation européenne