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 Index 
 Full text 
Debates
Wednesday, 13 April 2016 - Strasbourg Revised edition

5. Conclusions of the European Council meeting of 17 and 18 March 2016 and outcome of the EU-Turkey summit (debate)
Video of the speeches
PV
MPphoto
 

  Gianni Pittella, a nome del gruppo S&D . Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo le parole del Presidente Tusk, secondo cui "questo accordo, non è perfetto", e capisco l'intento sinceramente lodevole e positivo che ha richiamato il Presidente Juncker: "bisogna togliere il pallino dalle mani dei trafficanti della morte".

Cionondimeno i nostri dubbi, i dubbi del mio gruppo politico, restano. Abbiamo concluso l'accordo proprio nel momento in cui la Turchia si chiude in se stessa, la stampa libera viene repressa e i diritti delle minoranze calpestati. Chiedo alla Commissione e al Consiglio di vigilare, come hanno detto di fare, sul rispetto dei diritti umani, del diritto umanitario da parte della Turchia, di rafforzare il sostegno economico e di risorse umane alla Grecia, di avere un'attenzione particolare per le donne e per i bambini, di verificare la possibilità di una gestione europea degli hot spot.

Con onestà, diciamocelo francamente, noi possiamo criticare questo accordo – lo sto facendo – tuttavia, a questo accordo siamo stati obbligati dall'egoismo e dalla chiusura di alcuni Stati membri dell'Unione europea che si sono rifiutati di fare la ricollocazione dei rifugiati. Nessuno di noi ha la bacchetta magica per risolvere tali questioni, ma tutti noi sappiamo che la chiave per vincere questa sfida sta in un meccanismo obbligatorio e automatico, come ha proposto la Commissione europea, dei rifugiati e dei migranti, e bisogna anche prendere in considerazione l'idea di sanzioni contro quei paesi che mettono i bastoni tra le ruote.

Non è più accettabile che l'Unione, da un lato, punisca uno Stato che per uno zero virgola per cento va oltre il deficit e, dall'altro, chiuda tutte e due gli occhi di fronte al sabotaggio di chi non mostra responsabilità sulla politica di immigrazione; non possiamo essere severi sui conti e laschi sulle persone. Serve poi una strategia di insieme, è stato detto, non ci sono solo l'Egeo e i Balcani, gli sbarchi sulla sponda sud stanno aumentando e dobbiamo proporre anche ai paesi africani un patto per lo sviluppo, altrimenti nei prossimi mesi assisteremo ad un nuovo esodo nel Mediterraneo e i migranti arriveranno, se non dall'Africa, dall'Albania e noi cosa faremo? Costruiremo muri sull'acqua?

Pensare di fermare milioni di persone con dei muri, non solo è irrealistico, ma è persino vergognoso. Lo dico anche nei confronti dell'Austria, cos'è questa barriera preventiva per 25 rifugiati al giorno? Che cos'è? Una cosa inutile, vergognosa, dannosa! Allora, nelle prossime settimane, abbiamo un'occasione storica, abbiamo l'occasione offertaci dalla possibilità di riformare Dublino. Juncker ha nuovamente offerto un patto di alleanza con il Parlamento, io dico sì al Presidente Juncker, un patto di alleanza con il Parlamento, ma per una riforma coraggiosa che vada a fondo nelle regole di Dublino, per far varare una vera politica di asilo comune a livello europeo.

Continuo a ritenere – e concludo Presidente – che in questo tempo così difficile dobbiamo massimizzare ciò che ci unisce. Ciò che unisce le forze sinceramente europeiste che ci sono ancora qui e in Europa, piuttosto che privilegiare ciò che ci divide. In questo tempo così difficile sarebbe consigliabile evitare di trasformare quest'Aula in un'agorà per la campagna elettorale in Spagna, in Grecia, in altri paesi. Facciamolo lì, qui cerchiamo di mantenere la nostra unità per cambiare l'Europa e per salvare l'Europa.

(L'oratore accetta di rispondere a una domanda "cartellino blu" (articolo 162, paragrafo 8, del regolamento))

 
Last updated: 18 May 2018Legal notice