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Debates
Wednesday, 14 June 2017 - Strasbourg Revised edition

5. Preparation of the European Council of 22 and 23 June 2017 (debate)
Video of the speeches
PV
MPphoto
 

  Gianni Pittella, a nome del gruppo S&D . – Signor Presidente, onorevoli colleghi, una dedica alla signora May con una frase: chi vuole stravincere è sempre sul punto di perdere tutto. E un ringraziamento al leader del partito laburista britannico Jeremy Corbyn per la grande vittoria ottenuta, che è una vittoria del coraggio nella proposta politica e programmatica e anche una vittoria di una concezione giusta di Brexit, né hardsoft ma right e fair .

Una battuta sul terrorismo: se vogliamo essere seri, la prima cosa che dobbiamo fare è rafforzare la cooperazione dei servizi di intelligence, il resto è propaganda. Sui rifugiati e sull'immigrazione, bene la sorveglianza delle frontiere esterne e bene le procedure d'infrazione, seppur tardive, perché alcuni Stati membri da tempo stanno bloccando lo schema di ricollocazione dei rifugiati.

Mi spiace – devo dirlo al Consiglio e non alla Presidenza maltese, che ringrazio molto –che nel Consiglio giace, come un libro chiuso e nemmeno sfogliato, la proposta della Commissione europea sulla revisione del sistema di Dublino. È grave e vergognoso che quella proposta non sia stata degnata nemmeno di un'apertura di discussione, mentre il Parlamento ha alacremente lavorato e sta alacremente lavorando.

Il problema non è solo quello dei rifugiati, Presidente Juncker, lei lo sa bene e lo sa anche il Commissario Avramopoulos. C'è un problema grande che riguarda i flussi di immigrati irregolari e dobbiamo metterci in testa una cosa: se vogliamo ridurre la irregolarità dei flussi dobbiamo garantire la legalità dei flussi, cioè aprire canali legali per l'immigrazione. Questa è la strada maestra, insieme all'altra che quella di un partenariato serio con l'Africa, non il baratto – noi diamo alcuni soldi, pochi, all'Africa e in cambio loro accettano il ritorno, il rimpatrio – ma una vera partnership politica, economica e sociale che consenta di risolvere le grandi sfide che ha l'Africa.

Ne ha parlato Juncker, con riferimento al cambiamento climatico, al tema dell'educazione e al tema della democrazia. Fin quando l'Africa è terreno di preda di multinazionali che intascano proventi giganteschi e non danno nessun ritorno ai cittadini africani, fin quando non c'è democrazia e noi non li aiutiamo a costruire un sistema democratico e uno sviluppo autonomo e autoctono, noi non risolveremo il tema degli immigrati irregolari, perché lì hanno due strade: o vengono da noi o vanno con i terroristi di Boko Haram, altra strada non c'è per quei giovani, per quelle ragazze. Noi dobbiamo offrire una prospettiva. Se offriamo questa prospettiva all'Africa, noi offriamo anche una prospettiva migliore all'Europa.

 
Last updated: 2 March 2018Legal notice