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 Index 
 Full text 
Procedure : 2017/2847(RSP)
Document stages in plenary
Select a document: :

Texts tabled :

B8-0538/2017

Debates :

PV 03/10/2017 - 3
CRE 03/10/2017 - 3

Votes :

PV 03/10/2017 - 4.1
CRE 03/10/2017 - 4.1

Texts adopted :


Debates
Tuesday, 3 October 2017 - Strasbourg Revised edition

3. State of play of negotiations with the United Kingdom (debate)
Video of the speeches
PV
MPphoto
 

  Gianni Pittella, a nome del gruppo S&D . – Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando Theresa May arrivò a Downing Street promise che la Brexit sarebbe stata una passeggiata. Sì, una brevissima passeggiata di appena 500 giorni. E ancora c'è nebbia fitta attorno al negoziato e la responsabilità – come è stato ricordato – è del governo conservatore e delle sue divisioni. Noi però vogliamo essere positivi. In gioco ci sono gli interessi dei cittadini.

È stato ricordato dal presidente Juncker e dal negoziatore Barnier, che la signora May ha fatto un discorso dai toni più costruttivi a Firenze. Ci fa piacere: ma nel merito restano ancora molti punti oscuri. Bisogna innanzitutto rispettare l'ordine, la sequenza dei negoziati. Quando due coniugi vanno alla disunione, prima negoziano i termini del divorzio e poi le future relazioni e quindi prima bisogna negoziare le questioni del recesso e poi si può parlare di periodo transitorio. E deve esser chiaro che anche in questo periodo transitorio, se ci sarà e quando ci sarà, si applicheranno le quattro libertà e la Corte di giustizia, come ha ricordato il presidente Juncker, resterà competente.

Devo dire che anche sugli impegni finanziari, il governo britannico è troppo vago, gioca sui numeri senza mai prendere impegni precisi. E sull'Irlanda del Nord davvero fatico a capire come le autorità britanniche possano opporsi al mercato unico e volere allo stesso tempo un confine leggero con l'Irlanda: vogliono i vantaggi del mercato unico senza farne ufficialmente parte! La pace nell'Irlanda del Nord è un pilastro dell'Europa, per cui invito Londra e invito il governo britannico a tenere un atteggiamento responsabile e realistico su questo punto.

Nell'accordo di recesso bisogna riconoscere tutti i diritti dei cittadini, così come quelli dei loro familiari, ed è inammissibile che già da ora le autorità britanniche facciano gravare sui cittadini europei che vivono nel Regno Unito adempimenti amministrativi e burocratici che di fatto li discriminano. E io voglio dire a nome del mio gruppo che noi non accetteremo mai che ci siano cittadini di serie A e cittadini di serie B ed esigiamo lo stesso impegno anche da parte di Londra.

Finché su questi punti il governo britannico non prenderà impegni chiari e irrevocabili, il negoziato sulle relazioni future non potrà iniziare. Io non devo dare consigli a nessuno, tanto meno alla signora May. Noi parliamo attraverso il voto delle nostre risoluzioni: ancora una volta il Parlamento è fortemente unito, grazie all'opera di Guy Verhofstadt e dei nostri negoziatori, insieme all'amico Barnier e al presidente Juncker. Però, se mi posso permettere, segua il governo britannico la nostra strada: la strada dell'equilibrio e della saggezza, la strada che porta ad un successo per l'Europa e per lo stesso Regno Unito.

(Applausi)

 
Last updated: 18 December 2017Legal notice