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 Indice 
 Testo integrale 
Discussioni
Martedì 11 settembre 2018 - Strasburgo Edizione provvisoria

7.7. Programma di sostegno alle riforme strutturali: dotazione finanziaria e obiettivo generale (A8-0227/2018 - Ruža Tomašić)
Video degli interventi
MPphoto
 

  Rosa D'Amato, a nome del gruppo EFDD . – Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo scorso anno la mia delegazione si oppose, sia in commissione che in Plenaria, all'istituzione di questo programma di sostegno alle riforme strutturali.

Però, il testo che abbiamo votato oggi propone l'adattamento dell'obiettivo all'incremento del budget. Non possiamo supportarlo soltanto perché gli 80 milioni di aumento non provengono più dalla politica di coesione. Perché? Perché per riforme strutturali dobbiamo intenderci su cosa sono.

Proprio secondo la definizione ripresa nel regolamento in esame, si intendono quelle relative anche al mercato del lavoro, e quindi alla previdenza sociale, alla liberalizzazione e privatizzazione dei servizi, per non parlare del campo dell'istruzione e della formazione. Su questo non siamo e non saremo mai d'accordo. Siamo invece d'accordo per quelle riforme, come la semplificazione della normativa degli appalti pubblici o la lotta contro il riciclaggio di denaro, le misure che vanno verso l'inclusione sociale e la lotta alla povertà, come il reddito di cittadinanza.

L'Unione europea, quindi, deve fare attenzione alla direzione politica delle riforme strutturali e a ciò che impone agli Stati membri. È vero: l'adesione al programma è opzionale e volontaria da parte degli Stati membri. Ma siete sicuri che gli Stati membri facciano tutti come sta facendo il governo italiano, e quindi attuino quelle riforme contro la corruzione, per esempio, come il reddito di cittadinanza, che vanno nella direzione del bene comune, del bene dei cittadini, e non delle lobby, dei poteri forti e dei privati?

 
Ultimo aggiornamento: 8 novembre 2018Avviso legale