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 Indice 
 Testo integrale 
Discussioni
Giovedì 31 gennaio 2019 - Bruxelles Edizione provvisoria

10.2. Relazione annuale 2017 sulla tutela degli interessi finanziari dell'Unione europea - Lotta contro la frode (A8-0003/2019 - Marian-Jean Marinescu)
Video degli interventi
MPphoto
 

  Rosa D'Amato, a nome del gruppo EFDD . – Signor Presidente, la relazione annuale sulla protezione degli interessi finanziari e la lotta alla frode nell'Unione europea mette in evidenza i danni delle grandi lobby che, entrando nelle istituzioni o, viceversa, con il cosiddetto "effetto porte girevoli", esercitano un forte potere di condizionamento se non di corruzione. Inoltre, esprime forte preoccupazione sui controlli relativi agli strumenti finanziari gestiti da intermediari e sul controllo delle sedi legali dei beneficiari. Infine, dichiara che le frodi nel campo dell'IVA intracomunitaria costano all'Unione circa 50 miliardi ogni anno.

Rispetto al generale calo poi delle irregolarità nel 2017, registra un preoccupante dato in controtendenza che riguarda gli aiuti diretti in agricoltura, con un valore medio per ciascun caso di frode aumentato addirittura del 227 %. Possibile che vada tutto bene, tranne in un unico ambito? Non è che forse ci sono lacune nell'individuazione generale delle frodi? Questa domanda è ancora più urgente in considerazione del fatto che alcuni paesi non segnalano alcun tipo di frode. Com'è possibile? Non è che alcuni Stati, timorosi dei controlli sulle proprie leggi di bilancio e quindi sul processo di governance economica imposto dall'Unione europea, preferiscono barare sul monitoraggio anticorruzione, riducendo l'invio dei dati o addirittura non inviandoli affatto? Alla luce di queste falle, come può la Commissione non ritenere necessaria la pubblicazione della relazione sulla lotta alla corruzione? Per quale ragione?

Colleghi, se si vogliono contrastare i fenomeni di corruzione e le frodi per salvaguardare gli interessi dei cittadini europei, bisogna intensificare i controlli e migliorarne la qualità. La Commissione dovrebbe individuare indicatori rigorosi e criteri uniformi che vanno adottati in maniera vincolante da parte di tutti gli Stati membri. Servono azioni di prevenzione e contrasto che siano decise e armonizzate in tutta Europa. È necessario mettere l'OLAF in condizione di poter accedere ai dati e alle informazioni necessarie per effettuare le opportune verifiche.

Dal momento che tutte queste considerazioni sono state in larga parte espresse nella relazione, il mio voto è stato a favore.

 
Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2019Avviso legale