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Sezione della Rassegna
 

Una strategia europea contro le alluvioni

Ambiente - 30-04-2007 - 10:58
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Il Parlamento ha approvato una direttiva che si prefigge di stabilire un quadro legislativo per la valutazione e la gestione dei rischi di alluvione. Lo scopo è di garantire la tutela della salute pubblica, dell’ambiente, del patrimonio culturale e delle attività economiche.

Nel giugno 2006, il Parlamento si era già pronunciato in prima lettura sulla proposta di direttiva, proponendo numerosi emendamenti che sono stati in parte incorporati nella successiva posizione comune adottata dal Consiglio. La relazione di Richard SEEBER (PPE/DE, AT) approvata dalla commissione ambiente ha però riproposto numerosi emendamenti che il Consiglio non aveva accolto. Successivamente, il relatore è riuscito a giungere a un accordo su un pacchetto di emendamenti di compromesso che, avallati dall'Aula, permettono quindi l'adozione definitiva della direttiva. Gli Stati membri hanno due anni per trasporla nel diritto nazionale.
 
Per far fronte ai problemi derivanti dalle alluvioni, la direttiva prevede la realizzazione di una valutazione preliminare per stabilire quali sono le zone a rischio. Successivamente si dovrà procedere alla mappatura e, infine, dovranno essere elaborati piani di gestione del rischio nell’ambito dei bacini idrografici. In forza al compromesso, la direttiva chiede agli Stati membri e alla Comunità di tenere conto degli effetti che le loro politiche relative agli usi idrici e territoriali potrebbero avere sui rischi di alluvione e sulla loro gestione. Un altro emendamento precisa che la direttiva deve anche contribuire a conseguire gli obiettivi ambientali previsti a livello UE.
 
La direttiva si fonda sul principio di solidarietà, secondo cui gli Stati membri debbono astenersi dall'adottare misure che possono aumentare il rischio di alluvione in altri Stati membri, «a meno che tali misure siano state coordinate e gli Stati membri interessati abbiano trovato una soluzione concordata».
 
Il Parlamento, concorda che le alluvioni sono fenomeni naturali impossibili da prevenire e che alcune attività umane contribuiscono ad aumentarne la probabilità e ad aggravarne gli impatti negativi. E, come richiesto dai deputati, il Consiglio ha accettato di indicare esplicitamente, che tra queste attività figurano «la crescita degli insediamenti umani e l'incremento delle attività economiche nelle pianure alluvionali, nonché la riduzione della naturale capacità di ritenzione idrica del suolo a causa dei suoi vari usi».
 
In forza alla direttiva, gli Stati membri dovranno svolgere, per ciascun distretto idrografico o parte di un distretto internazionale situato sul loro territorio, una valutazione preliminare del rischio di alluvione. Il Consiglio prevedeva il completamento di questa valutazione nel 2012, i deputati invece chiedevano di anticipare il termine al 2010. Il compromesso fissa la data del 22 dicembre 2011.
 
Come richiesto dai deputati, inoltre, tale valutazione non dovrà essere realizzata solo in base alle informazioni disponibili, ma anche tenendo conto degli studi sugli sviluppi a lungo termine, tra cui in particolare le conseguenze del cambiamento climatico sul verificarsi delle alluvioni. Un emendamento di compromesso chiede poi che la valutazione tenga anche conto del ruolo delle pianure alluvionali come aree naturali di ritenzione delle acque ed esamini l'efficacia delle infrastrutture artificiali esistenti per la difesa dalle alluvioni.
 
In base alla valutazione preliminare del rischio di alluvione, gli Stati membri dovranno poi individuare le zone in cui esiste un rischio significativo di alluvione o si possa ritenere probabile che questo si generi. Dovranno quindi predisporre mappe della pericolosità da alluvione e mappe del rischio di alluvione, entro la fine del 2013.
 
Sulla base di queste mappe, gli Stati membri dovranno stabilire dei piani di gestione del rischio di alluvione, che dovranno essere ultimati e pubblicati entro il dicembre 2015. I piani dovranno riguardare tutti gli aspetti della gestione del rischio di alluvione, e in particolare la prevenzione, la protezione e la preparazione. Inoltre, gli Stati membri dovranno definire obiettivi appropriati per la gestione di questo rischio, ponendo l'accento sulla riduzione delle potenziali conseguenze negative che potrebbe avere il realizzarsi di un simile evento. Un emendamento di compromesso accoglie la richiesta dei deputati di includere in tali piani la promozione di pratiche sostenibili di utilizzo del suolo e il miglioramento della ritenzione delle acque. I piani, se possibile, dovranno quindi prevedere il mantenimento e/o il ripristino delle pianure alluvionali, per «conferire maggiore spazio ai fiumi».
Richard SEEBER (PPE/DE, AT)
Raccomandazione per la seconda lettura sulla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvione
Procedura: Codecisione, seconda lettura
Dibattito: 24.4.2007
Votazione: 25.4.2007