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Contro lo spreco alimentare

Consumatori - 23-01-2012 - 16:12
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Red tomatoes factory ©BELGA/EUREKA

Red tomatoes factory ©BELGA/EUREKA

Mentre le rendite dell'industria agricola precipitano, i prezzi continuano a crescere. Nonostante ciò lo spreco di cibo è diventato un fenomeno preoccupante. Giovedì scorso il Parlamento europeo ha analizzato il problema: in una prima risoluzione i deputati hanno proposto nuovi strumenti per sostenere l'industria agricola, in una seconda hanno richiesto di controllare l'enorme spreco di cibo all'interno dell'Unione europea.

I costi totali dei fattori di produzione degli agricoltori europei sono cresciuti del 40% circa tra il 2000 e il 2010, mentre i prezzi alla produzione sono aumentati in media meno del 25%. Considerando che i prezzi alimentari più elevati non si traducono automaticamente in un maggior guadagno, gli agricoltori si trovano stretti in una morsa tra i prezzi bassi imposti dalle industrie di trasformazione e

i prezzi dei fattori di produzione elevati dovuti alla maggiore concentrazione dei fornitori di queste risorse.


Un maggior potere di negoziazione


Per migliorare la posizione degli agricoltori e aiutarli a ridurre i costi di produzione - in vista di una riforma agricola comune - i deputati invitano ad una maggiore trasparenza dei prezzi dei fattori di produzione agricola invitando la Commissione a valutare meglio l'impatto della legislazione UE sulla sostenibilità e sulla competitività dell'agricoltura europea.

Le autorità nazionali ed europee dovrebbero anche combattere in maniera più efficace gli abusi delle aziende agroindustriali, dei rivenditori e dei fornitori.


Fermare lo spreco alimentare


Ogni anni 89 milioni di tonnellate, circa 179 chili a persona, di cibo è gettato via. Questa cifra rappresenta più del 50% della produzione annuale europea. Se non verrà svolta un'azione concreta per invertire questo processo, nel 2020 lo spreco di cibo arriverà a 126 milioni di tonnellate.


Ridurre lo spreco di cibo nel mondo non significherebbe solamente combattere la fame nel mondo, ma anche un utilizzo più produttivo della terra e delle risorse idriche. Oltre a diminuire le emissioni di metano e CO2.


Educazione, etichette e distribuzione


Il Parlamento europeo sostiene una strategia coordinata, combinando misure nazionali e comunitarie per migliorare la situazione. Tra le misure suggerite: una maggiore educazione e coscienza del problema, un migliore sistema di etichette e un'ottimizzazione del packaging, l'incoraggiamento ai programmi di redistribuzione per i più poveri e il permesso di scontare i prodotti che si avvicinano alla data di scadenza.

 
RIF.: 20120120STO35889