Parlamento Europeo

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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
DOC 48k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B5-0034/2002
31 gennaio 2002
PE 313.845
 
B5‑0036/2002
presentata a seguito della dichiarazione del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 37, paragrafo 2, del regolamento
da Margrietus J. van den Berg, Francisca Sauquillo Pérez del Arco, Karin Junker, Richard Howitt, Glenys Kinnock, Miguel Angel Martínez Martínez e Marie-Arlette Carlotti
a nome del gruppo PSE
sul finanziamento degli aiuti allo sviluppo

Risoluzione del Parlamento europeo sul finanziamento degli aiuti allo sviluppo 
B5‑0036/2002

Il Parlamento europeo,

–  viste le conclusioni del Consiglio “Sviluppo” dell’8 novembre 2001 relative alla preparazione alla Conferenza dell’ONU sul finanziamento dello sviluppo (18-22 marzo 2002, Monterrey, Messico),

–  vista la sua risoluzione del 1° marzo 2001 sulla politica di sviluppo comunitaria,

–  visto l’impegno a ridurre la povertà, adottato a vari livelli, in particolare in occasione del Consiglio “Sviluppo” del 2001, nonché della relazione del G8 e della "Dichiarazione del millennio" dell’ONU, elaborati in base a documenti dell’OCSE,

–  visto l’obiettivo, stabilito a suo tempo dall’ONU, di destinare lo 0,7% del PIL agli aiuti pubblici allo sviluppo (APS), come raccomanda la risoluzione dell’ONU del 1974 sul nuovo ordine economico internazionale,

–  viste le barriere del protezionismo che per i PVS comportano perdite annuali pari a 100 milioni di dollari,

A.  considerando che la necessità di adeguati aiuti allo sviluppo è più urgente che mai dato che, secondo le stime della Commissione, della Banca mondiale e dell’ONU,

   1,2 miliardi di persone vivono con meno di un dollaro al giorno,
   800 milioni di persone soffrono di malnutrizione cronica,
   l’aspettativa di vita nei PVS è di 62 anni (in quelli meno sviluppati è di 51 anni), mentre in quelli industrializzati è di 74 anni; il 40% della popolazione mondiale è colpito dalla malaria e, soltanto in Africa, 2 milioni di persone muoiono ogni anno di AIDS,
   il 20% della popolazione mondiale assorbe più dell'80% dei consumi mondiali e il reddito del 20% della popolazione più ricca era di 30 volte superiore a quello del 20% della popolazione più povera nel 1960 e di 82 volte superiore nel 1995,
   nel periodo 1990-2020 la popolazione mondiale aumenterà di circa 2,5 miliardi di unità e tale aumento interesserà per il 90 % circa i PVS,
   se nel 1997 un terzo della popolazione mondiale viveva in paesi con risorse idriche insufficienti rispetto alle necessità, entro il 2025 tale quota può raggiungere i due terzi e provocare guerre e conflitti continui, vanificando gli sforzi per lo sviluppo nelle regioni interessate; nei paesi meno sviluppati il 60% della popolazione più povera vive in aree ecologicamente vulnerabili,

B.  considerando che il progetto di consensus di Monterrey non comporta impegni né scadenzari vincolanti,

C.  considerando che la marginalizzazione di talune economie, l’aumento della povertà e del degrado ambientale in molti PVS, nonché il forte incremento dell'immigrazione, dei conflitti armati, del terrorismo e delle pandemie avranno a lungo andare gravi effetti destabilizzanti sull’Unione europea e sul benessere dei suoi cittadini,

D.  deplorando il fatto che, dal 1992 i 21 paesi più ricchi abbiano ridotto del 24% gli aiuti al Terzo Mondo e che gli aiuti pubblici allo sviluppo provenienti dai paesi industrializzati siano scesi a un minimo storico dello 0,22% del loro PIL, ben al di sotto dello 0,7% raccomandato nel 1974 dalla risoluzione dell’ONU sul nuovo ordine economico internazionale,

E.  constatando che, per quanto riguarda il volume degli aiuti, la Banca mondiale ha calcolato che per far fronte agli obiettivi di sviluppo del millennio è necessario raddoppiare le risorse,

F.  considerando la grande importanza che l’Unione europea attribuisce al successo della Conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo (marzo 2002, Monterrey, Messico) e del Vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile (Johannesburg, settembre 2002),

G.  considerando che l’Unione europea, in qualità di importante donatore e tenuto conto della sua riconosciuta sensibilità nei confronti delle aspirazioni dei PVS, ha un importante ruolo per contribuire con efficacia al successo della Conferenza sul finanziamento dello sviluppo, mediante iniziative positive nel quadro del processo di preparazione della conferenza stessa,

H.  considerando che gli APS e la riduzione dell’indebitamento sono complementari ed è urente ridurre ulteriormente l’indebitamento dei paesi poveri fortemente indebitati (PPFI) e di altri paesi poveri o destinare loro ulteriore assistenza finanziaria nel contesto dell'iniziativa a favore dei PPFI,

I.  considerando che la povertà sarà eliminata solo qualora tale diviene un obiettivo prioritario non solo degli sforzi effettuati dalla comunità dei donatori, ma altresì della politica interna dei PVS e che il coinvolgimento, in qualità di attore essenziale e a tutti gli effetti, della società civile nella programmazione e nell'applicazione delle strategie di sviluppo è un fattore determinante per il loro successo,

J.  considerando che l’attuale politica di aiuti allo sviluppo dell'Unione europea è finanziata tramite due strumenti distinti, il Fondo per lo sviluppo europeo e il bilancio comunitario, e che tale sistema, insieme all'insufficienza di quello di riferimento sulle attività comunitarie di cooperazione allo sviluppo, non consente di stabilire una visione globale degli sforzi comunitari a favore dello sviluppo, né di esercitare un controllo democratico e una buona gestione per quanto riguarda i paesi destinatari,

1.  ribadisce il proprio impegno per sradicare la povertà e per realizzare gli obiettivi di sviluppo stabiliti al Vertice del millennio e in occasione delle più importanti conferenze dell’ONU;

2.  invita il Consiglio a elaborare con urgenza, di concerto con gli Stati membri e durante la Presidenza di turno spagnola, uno scadenzario preciso per portare allo 0,7% del PIL il contributo pubblico di ogni Stato membro agli APS, conformemente al calendario stabilito nel 2001 dal Consiglio "Politica di sviluppo";

3.  chiede a tutti gli Stati membri di raggiungere quanto prima l'obiettivo dello 0,7% del PIL, di effettuare progressi concreti in tale ambito prima del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile e di esplorare tutte le vie possibili per far fronte a tale impegno;

4.  ribadisce il proprio impegno nei confronti della Dichiarazione dell’ONU volta a dimezzare la povertà nel corso del prossimo millennio, a fornire un'istruzione di base a tutti i bambini e a ridurre il tasso di mortalità dei due terzi entro il 2015;

5.  prende atto delle questioni presentate dalla Commissione in occasione dello scambio di opinioni che ha avuto luogo a New York, in ottobre, nel quadro delle attività della commissione per la preparazione per la Conferenza sul finanziamento per lo sviluppo, in particolare per quanto riguarda i punti seguenti:

   a)il volume degli aiuti pubblici allo sviluppo,
   b)i beni pubblici mondiali,
   c)le fonti di finanziamento innovative, ad esempio l’imposta Tobin;

6.  invita la Commissione a chiarire e a sviluppare tale questioni sulla base di un dialogo con gli Stati membri, in particolare per quanto riguarda ulteriori misure che ogni Stato deve adottare per raggiungere la quota dello 0,7% del PIL, che includa anche l'elaborazione di scadenzari specifici e vincolanti da adottarsi di comune accordo e parallelamente agli sforzi degli altri partner dell’OCSE;

7.  si compiace che il Consiglio abbia chiesto alla Commissione di presentare, quale contributo al prossimo dibattito orientativo in seno al Consiglio “Affari generali" dedicato all’azione esterna dell’Unione europea e nel contesto della preparazione per la Conferenza di Monterrey, una relazione interlocutoria che dovrebbe articolarsi in una strategia globale volta a coordinare gli sforzi per lo sviluppo e chiede di esservi strettamente associato;

8.  ribadisce che la politica di sviluppo è una componente essenziale dell’azione esterna dell'Unione europea, accanto alla politica commerciale e alla dimensione politica;

9.  ritiene che, se l’assistenza comunitaria allo sviluppo deve essere in teoria aperta a tutti i PVS, un’attenzione particolare debba essere attribuita ai paesi più poveri e meno sviluppati, garantendo che il 70% del bilancio comunitario per l'assistenza allo sviluppo sia loro destinato;

10.  invita i paesi industrializzati a esplorare mezzi nuovi e innovativi per favorire la cooperazione tecnologica con i PVS, in particolare con quelli meno sviluppati, nonché il trasferimento di tecnologia verso tali paesi, per ridurre il divario numerico e facilitare il "recupero tecnologico" in settori quali l’energia, il trasporto, la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, il commercio, l’agricoltura e le norme igieniche;

11.  sottolinea l'attenzione sui limiti dell’iniziativa lanciata in occasione del vertice di Colonia del 1999 volta ad annullare l’indebitamento dei PPFI; essa rappresenta un primo passo, ma viene applicata troppo lentamente e riguarda solo una minoranza di paesi; invita la Commissione a presentare una proposta di conversione del debito che includa clausole contrattuali volte a promuovere investimenti utili e fattibili che beneficino la popolazione e accentuino la necessità di rafforzare la cooperazione fiscale mediante un dialogo fra le autorità nazionali competenti;

12.  invita il Consiglio a sostenere una partecipazione più ampia in seno agli organi del processo decisionale delle istituzioni finanziarie internazionali, nonché nei forum che gestiscono la governabilità globale dell’economia e nella FAO;

13.  insiste affinché i PVS destinatari dell’assistenza comunitaria attribuiscano la priorità a obiettivi di sviluppo stabiliti, in particolare all'eliminazione della povertà;

14.  ribadisce l’impegno dell’UE a destinare il 35% del bilancio comunitario 2002 per lo sviluppo all’istruzione (di base) e alla sanità;

15.  invita il Consiglio ad approvare l'integrazione del Fondo europeo per lo sviluppo nel bilancio comunitario, al fine di stabilire una struttura finanziaria globale trasparente per l’assistenza comunitaria allo sviluppo;

16.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri.

Ultimo aggiornamento: 14 aprile 2004Avviso legale