presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Francis Wurtz
a nome del gruppo GUE/NGL
sul programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2006
Risoluzione del Parlamento europeo sul programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2006
B6‑0640/2005
Il Parlamento europeo,
–
visto il programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2006,
–
visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,
A.
considerando che il programma della Commissione è marcatamente orientato verso politiche di deregolamentazione ed è totalmente privo di proposte di politica sociale,
B.
considerando che la strategia di Lisbona è stata, nell'UE, lo strumento principale di promozione della liberalizzazione dei servizi pubblici e di deterioramento dei diritti dei lavoratori,
C.
considerando che la Commissione, nel suo programma di lavoro, propone per le questioni di politica sociale soltanto quattro azioni di natura non legislativa e non una sola iniziativa legislativa,
D.
considerando che il "Piano D" della Commissione rappresenta soprattutto un tentativo di riavviare il processo di approvazione della Costituzione e non riflette le aspettative dei cittadini,
E.
considerando che il Patto di stabilità sortisce l'effetto di aggravare i problemi sociali, in particolare, la situazione occupazionale, l'esclusione sociale e le disuguaglianze di sviluppo,
F.
considerando che le proposte avanzate dalla Presidenza britannica in vista delle prospettive finanziarie 2007-2013 aggravano ancor di più le iniziali proposte della Commissione, già molto carenti rispetto alle sfide sociali, economiche, ambientali in un'Europa allargata,
Prosperità
1.
ritiene che i programmi nazionali di riforma nel quadro della strategia riveduta di Lisbona siano uno strumento per portare avanti e giustificare negli Stati membri lo stesso tipo di mercato del lavoro e riforme previdenziali che avranno gravi ripercussioni sul piano socioeconomico;
2.
chiede che siano adeguatamente valutati gli effetti sociali, ambientali ed economici delle direttive di liberalizzazione; disapprova la volontà della Commissione di portare avanti ulteriori progetti di liberalizzazione (ad esempio, liberalizzazione totale del mercato interno per i servizi postali, libertà di movimento delle merci nell'area non armonizzata, servizi finanziari);
3.
deplora vivamente il fatto che la Commissione non abbia integrato il progetto di direttiva sui servizi nel mercato interno e la direttiva sui servizi portuali nel suo recente elenco di proposte da ritirare; chiede alla Commissione di ritirare queste proposte di direttiva altamente contraddittorie e complesse, onde contribuire a un'effettiva "migliore regolamentazione";
4.
è preoccupato per il modo in cui la Commissione intende procedere con i controlli sui sussidi statali; ribadisce la necessità che la politica della Commissione in tale settore non pregiudichi il rispetto degli interessi generali e degli interessi economici generali negli Stati membri;
5.
chiede alla Commissione di contribuire ad evitare la concorrenza fiscale tra gli Stati membri; ammonisce che tale evenienza non può che minare le fondamenta del sistema impositivo di tutti gli Stati membri, determinando carenze negli investimenti pubblici;
6.
ricorda alla Commissione che la solidità delle PMI è di vitale importanza per creare posti di lavoro e che non se ne può prescindere se si vuole far progredire la ricerca e la tecnica; è preoccupato per il fatto che la Commissione si concentri sulle grandi imprese; respinge con fermezza il punto di vista della Commissione secondo cui occorrerebbe prestare un'attenzione particolare all'industria della difesa;
7.
ribadisce la sua ferma contrarietà alla creazione di un mercato europeo per i prodotti della difesa e alla proposta annunciata di appalti in tale settore; sottolinea che l'Europa ha bisogno, al contrario, di una forte politica di disarmo e di conversione dell'industria degli armamenti;
Solidarietà
8.
auspica che la Commissione accolga le proposte di azione legislativa avanzate dal Parlamento nella sua risoluzione sull'Agenda relativa alla politica sociale per il 2006‑2010;
9.
manifesta preoccupazione per l'intento della Commissione di elaborare un Libro verde sull'evoluzione delle norme giuslavoristiche allo scopo di "semplificarle e ammodernarle"; ritiene molto più indicato che il Libro verde si concentri su come tutelare meglio i diritti dei lavoratori e ovviare all'atipicizzazione dei contratti di lavoro (ad esempio, lavoro a progetto, contingente, precario, a tempo determinato);
10.
è preoccupato per la volontà di "razionalizzare, semplificare e sincronizzare" i metodi aperti di coordinamento relativi all'inclusione sociale, alle pensioni e all'assistenza sanitaria, in quanto ciò potrebbe implicare uno svilimento della lotta per sconfiggere la povertà e l'esclusione sociale, nonché un maggiore orientamento verso la "sostenibilità finanziaria", vale a dire promozione dei tagli e rischi di privatizzazione, nei regimi di previdenza sociale e nell'assistenza sanitaria a scapito dell'accessibilità universale e della qualità;
11.
invita la Commissione a ritirare la sua proposta di revisione della direttiva sull'orario di lavoro; auspica che la Commissione metta mano ad una nuova proposta che rispetti pienamente il verdetto della Corte di giustizia europea sul "tempo di attesa" come orario di lavoro, abolisca le clausole di eccezione, diminuisca il numero delle deroghe e si concentri sulla necessità di conciliare gli impegni di lavoro con la vita privata e di ridurre il massimale delle ore lavorative settimanali;
12.
chiede alla Commissione di tenere conto, nel definire i suoi orientamenti strategici in materia di politica agricola, della salvaguardia del principio di sovranità e di sicurezza alimentare degli Stati membri; giudica inaccettabile la riforma dei settori del vino, della frutta e verdura, delle banane e dello zucchero, in quanto si basa esclusivamente su tagli al bilancio e sulla prospettiva di negoziazioni dell'OMC;
13.
rileva che nel 2006 la Commissione procederà ad una valutazione della situazione economica del settore della pesca e all'attuazione della politica comune della pesca dopo la riforma del 2002; nutre viva preoccupazione per la crisi economica che attraversa il settore della pesca e chiede alla Commissione di proporre, con l'ausilio della suddetta valutazione, misure concrete per dare sostegno e dinamicità alla pesca costiera e alle regioni costiere meno favorite dipendenti da tale attività; rivolge alla Commissione un rinnovato appello a presentare, con la massima tempestività possibile, misure intese a compensare i crescenti costi operativi delle flottiglie indotti dal rincaro dei prezzi petroliferi; deplora la mancata proposta di misure per compensare le ricadute economiche e sociali del blocco delle attività di pesca nel contesto dei piani di risanamento;
14.
ricorda l'intento formulato dalla Commissione a seguito della richiesta avanzata dal Consiglio europeo di primavera, di presentare una proposta concernente una nuova più ampia e ambiziosa strategia di sviluppo sostenibile;
15.
giudica essenziale per la strategia di sviluppo sostenibile fare un migliore uso delle sinergie tra le azioni e le politiche complementari e sottolinea altresì che il cambiamento climatico e la costante perdita della biodiversità sono questioni da affrontare in modo adeguato; ritiene altresì necessario che detta strategia contenga orientamenti a lungo termine, chiari obiettivi ed efficaci meccanismi di monitoraggio;
16.
ribadisce la gravità della questione del mutamento climatico e l'importanza di assolvere agli obblighi derivanti dal Protocollo di Kyoto; sottolinea la necessità che dal 2012 in poi sia fatto obbligo al settore dei trasporti di ridurre drasticamente le emissioni di CO2;
Sicurezza
17.
è convinto che la strategia migliore per combattere il terrorismo consista in un'azione preventiva che punti alle radici: povertà, miseria, ingiustizie e disuguaglianze sociali, umiliazioni etniche e politiche, violazione dei diritti dell'uomo, e che promuova il dialogo e incoraggi i processi di pace;
18.
sottolinea che molto è stato fatto per combattere il terrorismo e la criminalità e che ora occorre proseguire su questa stessa strada per sostenere e promuovere le libertà civili onde prevenire l'ulteriore indebolimento del sistema di protezione dei diritti umani e dello Stato di diritto, ed evitare di porre unilateralmente l'accento sulla sicurezza a scapito della giustizia e della libertà;
19.
è fortemente contrario al piano inteso a dare attuazione al principio di disponibilità per settori quali il DNA, le impronte digitali, la balistica, i numeri telefonici, le immatricolazioni di veicoli e l'anagrafe, a causa della mancanza di riferimenti ai diritti fondamentali e alle risorse impiegate per la loro salvaguardia;
20.
sottolinea l'urgente necessità di una decisione quadro sulla tutela dei dati, che assicuri lo stesso livello di protezione nel terzo e nel primo pilastro (direttiva 95/46/CE) prima di avviare qualsivoglia nuova misura di controllo;
Sicurezza e prosperità alle frontiere
21.
plaude alla decisione di avviare negoziati di adesione con la Croazia e alla raccomandazione della Commissione di concedere alla FYROM lo status di paese candidato; ritiene che sia auspicio del Parlamento vedere la Romania e la Bulgaria aderire all'Unione europea il 1° gennaio 2007, sempreché ciascuno dei due paesi rispetti le condizioni fissate dal trattato di adesione, in particolare quelle sui diritti umani e democratici;
22.
si attende dalla Commissione che verifichi con rigore e completezza se la Turchia attua effettivamente le disposizioni di legge riguardanti in particolare i diritti umani e le libertà fondamentali, lo Stato di diritto e la democrazia; invita la Commissione a ribadire la necessità di un'attuazione scrupolosa del Protocollo di Ankara e a elaborare uno scadenziario per la prima fase dei negoziati con date concrete e verificabili per l'attuazione pratica dei criteri politici di Copenaghen e l'immediato riconoscimento della Repubblica di Cipro;
Responsabilità globali
23.
ritiene che le responsabilità globali dell'UE costituiscano un'opportunità per dar forma a una politica di pace, solidarietà, rispetto del diritto internazionale e rilancio del ruolo dell'ONU, commercio equo e pari opportunità;
24.
chiede di operare una svolta da una strategia della sicurezza impostata su base militare e restrittiva a un sistema di sicurezza civile che affronti le cause economiche, sociali, ecologiche, etniche e culturali dei conflitti e adotti un approccio preventivo; chiede una revisione in tal senso della strategia di sicurezza dell'Unione europea;
25.
prende nota dell'intenzione della Commissione di dar corpo a nuove iniziative intese a prevenire la proliferazione delle armi di distruzione di massa e a promuovere il disarmo e la sicurezza; invita l'UE e gli Stati membri a chiedere e a cercare di ottenere il disarmo nucleare globale nonché la creazione di una zona denuclearizzata e a non limitarsi solamente a spronare gli altri al disarmo, bensì a sostenere in modo energico l'utilizzo globale delle attuali procedure di controllo degli armamenti e di disarmo, in particolare, dando attuazione all'articolo 2 del TNP; invita il Consiglio e la Commissione a lanciare nuove iniziative che promuovano l'entrata in vigore del Trattato sul divieto globale degli esperimenti nucleari (CTTB), l'attuazione coerente del trattato che vieta le armi chimiche, l'applicazione universale del trattato antimine, le iniziative per il controllo del commercio di armi di dimensioni ridotte;
26.
si dichiara preoccupato per il fatto che il programma della Commissione non contenga alcun riferimento alla protezione e alla promozione dei diritti umani; chiede che la clausola dei diritti umani e della democrazia venga estesa a tutti i nuovi accordi tra l'Unione europea e i paesi terzi e ritiene che il Parlamento europeo debba essere maggiormente coinvolto nel monitoraggio di quanto è sancito dagli attuali accordi e nell'elaborazione del relativo mandato negoziale per tali accordi;
27.
auspica che la Commissione avanzi proposte concrete per far in modo che l'Unione europea svolga un ruolo più incisivo nella ricerca di una soluzione equa e duratura al conflitto nel Medio Oriente attraverso la negoziazione di un accordo di pace decisivo e definitivo come previsto dalla Roadmap per la pace, senza prerequisiti e basato sull'esistenza di due Stati democratici, sovrani e in grado di funzionare – Israele e Palestina – che coesistano pacificamente, l'uno accanto all'altro, entro frontiere sicure e riconosciute;
28.
invita la Commissione a presentare una valutazione qualitativa e quantitativa dei risultati dei programmi e dei piani di aiuto finanziario della Comunità già realizzati in Afghanistan, nonché un'aggiornata strategia a medio termine che contenga una proposta su come poter migliorare l'efficacia dell'assistenza dell'UE a favore della ricostruzione in Afghanistan, tenendo conto delle priorità fissate dal Parlamento europeo in diverse sue risoluzioni;
29.
invita la Commissione a svolgere un preciso ruolo nell'annullamento immediato e totale del debito dei paesi meno sviluppati e a prendere atto del fatto che i popoli chiedono una strategia che non promuova la liberalizzazione e la dipendenza non democratica come moneta di scambio per ottenere gli aiuti; ritiene che i negoziati OMC offrano un'opportunità straordinaria per ridurre l'incidenza delle misure di liberalizzazione e per promuovere un rapporto di maggior solidarietà costruito sui fatti e non sulle parole;
30.
disapprova le politiche della Commissione sulla cosiddetta "migliore regolamentazione" monodirezionalmente intese a creare un quadro normativo favorevole alle attività commerciali; ribadisce la necessità che nelle valutazioni di impatto ambientale si tenga fortemente conto delle preoccupazioni sociali, ambientali e di tutela dei consumatori; sottolinea che il quadro normativo deve essere trasparente e allo stesso tempo di elevata qualità, e che quest'esigenza di qualità diventi un importante obiettivo della politica dell'UE;
31.
disapprova con fermezza l'annuncio fatto dalla Commissione di consentire un'opzione di "riesame" della direttiva sulle condizioni di lavoro per i lavoratori a tempo parziale, nella convinzione che ciò dia al Consiglio il segnale sbagliato inducendolo ad affievolire il proprio impegno ad adottarla stante la conflittualità esistente sulla direttiva sui servizi;
32.
incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio.