Parlamento Europeo

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Procedura : 2006/2572(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B6-0300/2006

Testi presentati :

B6-0300/2006

Discussioni :

PV 31/05/2006 - 12
CRE 31/05/2006 - 12

Votazioni :

PV 01/06/2006 - 7.10
CRE 01/06/2006 - 7.10
PV 13/06/2006 - 7.10
CRE 13/06/2006 - 7.10

Testi approvati :

P6_TA(2006)0254

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 87kDOC 44k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B6-0296/2006
23 maggio 2006
PE 373.355v01-00
 
B6‑0300/2006
presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio europeo e della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Pasqualina Napoletano, Elena Valenciano Martínez-Orozco e Panagiotis Beglitis
a nome del gruppo PSE
sulla situazione dei detenuti a Guantanamo

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei detenuti a Guantanamo 
B6‑0300/2006

Il Parlamento europeo,

–  viste la varie convenzioni di Ginevra, in particolare la terza convenzione sul trattamento dei prigionieri di guerra e la quarta convenzione sulla protezione delle persone civili in tempo di guerra,

–  vista la convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli o degradanti,

–  visti gli orientamenti dell'UE sulla lotta contro la tortura e la pena di morte e gli orientamenti dell'UE sul dialogo sui diritti umani con i paesi terzi;

–  vista la relazione di Amnesty International dell'aprile 2006 sull'attuazione da parte degli Stati Uniti di America dei loro obblighi ai sensi della convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli o degradanti,

–  viste la sue precedente risoluzioni su Guantanamo, in particolare le sue risoluzioni del 7 febbraio 2002 e del 15 febbraio 2006 sulla situazione dei detenuti a Guantanamo Bay nonché le sue raccomandazioni al Consiglio del 10 marzo 2004,

–  vista la relazione della commissione contro la tortura delle Nazioni Unite, adottata il 19 maggio 2006,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il 19 maggio 2006 la commissione delle Nazioni Unite contro la tortura, composta da esperti indipendenti, ha pubblicato una relazione agghiacciante che illustra le gravi violazioni della convenzione delle Nazioni Unite del 1984 contro la tortura commesse dagli Stati Uniti,

B.  considerando che tale relazione attesta chiaramente l'impiego sistematico della tortura da parte delle autorità statunitensi degli Stati Uniti nei confronti dei detenuti, in particolare nei centri di detenzione controllati dagli Stati Uniti in Irak, Afghanistan e a Guantanamo Bay (Cuba),

C.  ricordando che le condizioni di detenzione in tali centri sono disumane e degradanti e che dall'apertura nel 2002 di un "centro di detenzione" a Guantanamo da parte degli Stati Uniti si sono registrati 41 tentativi di suicidio,

D.  compiacendosi della pubblicazione il 16 maggio 2006 da parte delle autorità militari degli Stati Uniti di una lista di 759 prigionieri detenuti nel centro di detenzione militare americano di Guantanamo; deplorando, tuttavia, che il Pentagono si sia tuttavia rifiutato di precisare se tale lista era completa e conteneva i nominativi di tutti i prigionieri che sono transitati per Guantanamo,

E.  deplorando il fatto che gli Stati Uniti non hanno riconosciuto la competenza del Tribunale penale internazionale; rilevando inoltre che gli Stati Uniti hanno firmato accordi bilaterali con alcuni paesi candidati all'adesione all'Unione europea affinché i cittadini americani siano esclusi dalla giurisdizione del Tribunale,

1.  condanna fermamente le gravi e persistenti violazioni dei diritti umani perpetrate nel centro di detenzione di Guantanamo Bay;

2.  respinge i tentativi dell'Amministrazione americana di restringere la sua interpretazione della definizione di tortura ai sensi dell'articolo 1 della convenzione delle Nazioni Unite in materia, l'autorizzazione di metodi di interrogatorio proibiti a norma del diritto nazionale e internazionale e la custodia di detenuti in centri di detenzione segreti;

3.  ricorda che la lotta contro il terrorismo internazionale deve essere condotta nel rispetto dei diritti fondamentali e delle convenzioni internazionali applicabili;

4.  chiede nuovamente alle autorità statunitensi di chiudere quanto prima tutti i "centri di detenzione" criticati dalla commissione delle Nazioni Unite;

5.  chiede che gli Stati Uniti accettino e applichino integralmente le conclusioni della relazione del 19 maggio 2006 della commissione delle Nazioni Unite contro la tortura, in particolare quelle che chiedono agli Stati Uniti di prendere energici provvedimenti tesi a eradicare qualsiasi forma di tortura da parte delle sue forze di sicurezza;

6.  sottoscrive le conclusioni della relazione della commissione delle Nazioni Unite contro la tortura, in particolare laddove si chiede che:

   a)gli Stati Uniti assicurino che nessuna persona sia detenuta in centri di detenzione segreti sul loro territorio, su territori sotto la loro giurisdizione o in siti di fatto sotto il loro controllo;
   b)gli Stati Uniti riconoscano che la detenzione di persone in centri segreti costituisce, di per sé, un atto di tortura o una pena o trattamento crudele, inumano o degradante, a seconda della sua esatta natura, le sue finalità e la sua severità;
   c)gli Stati Uniti cessino di detenere qualsiasi persona a Guantanamo Bay e chiudano tale centro di detenzione, consentano ai detenuti di essere giudicati o li rilascino quanto prima, assicurandosi che essi non siano espulsi verso un paese nel quale essi potrebbero incorrere in un rischio concreto di subire torture;

7.  ricorda che la commissione delle Nazioni Unite sospetta altresì che gli Stati Uniti "delocalizzino" le torture trasferendo le persone sospettate di terrorismo verso altri paesi al fine di interrogarli e attende, a tale proposito, le conclusioni della commissione temporanea sulla CIA;

8.  chiede agli Stati Uniti di prendere immediati provvedimenti contro i responsabili delle torture e dei maltrattamenti perpetrati a Guantanamo e chiede che essi siano consegnati alla giustizia;

9.  insiste che qualsiasi prigioniero deve essere trattato in conformità del diritto internazionale umanitario e giudicato senza indugio mediante un processo giusto e pubblico da parte di un tribunale competente, indipendente e imparziale; chiede l'immediato rilascio di tutti i detenuti che si trovano in carcere senza alcuna tempestiva notifica dei capi d'imputazione e senza un giusto processo;

10.  esprime la sua viva preoccupazione per il fatto che gli Stati Uniti adottano un approccio selettivo in materia di norme sui diritti umani e mostrano di ignorare i loro obblighi emananti dal diritto internazionale umanitario e dai trattati in materia di diritti umani, uno sviluppo che rischia di compromettere l'intero quadro del diritto internazionale sui diritti umani nonché il consenso sul divieto assoluto di ricorso alla tortura e ad altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti;

11.  chiede al Consiglio e alla Commissione di inserire nell'agenda del prossimo vertice EU-Stati Uniti la questione delle violazioni dei diritti dell'uomo commesse nel centro di detenzione di Guantanamo Bay;

12.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'Alto rappresentante per la PESC, al Presidente del Congresso degli Stati Uniti d'America e al Segretario generale delle Nazioni Unite.

Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2006Avviso legale