Procedura : 2007/2514(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B6-0070/2007

Testi presentati :

B6-0070/2007

Discussioni :

PV 14/02/2007 - 13
CRE 14/02/2007 - 13

Votazioni :

PV 15/02/2007 - 6.11
CRE 15/02/2007 - 6.11

Testi approvati :

P6_TA(2007)0052

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 91kDOC 47k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B6-0068/2007
13 febbraio 2007
PE 385.045v01-00
 
B6‑0070/2007
presentata a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Ryszard Czarnecki, Ģirts Valdis Kristovskis, Mirosław Mariusz Piotrowski, Adam Bielan, Michał Tomasz Kamiński, Hanna Foltyn-Kubicka e Marcin Libicki,
a nome del gruppo UEN
sul Darfur

Risoluzione del Parlamento europeo sul Darfur 
B6‑0070/2007

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Sudan e in particolare in Darfur,

–  viste tutte le risoluzioni in materia del Consiglio di sicurezza dell'ONU, comprese la risoluzione 1593 del 31 marzo 2005 sulla situazione in Sudan e la risoluzione 1706 del 31 agosto 2006 sull'autorizzazione al dispiegamento di forze dell'ONU in Darfur,

–  visto l'Accordo di pace sul Darfur (DPA) firmato a Abuja, Nigeria, il 5 maggio 2006,

–  vista la relazione del Segretario generale dell'ONU sul Sudan del 12 settembre 2006,

–  visto l'Accordo globale di pace (CPA) firmato dal governo del Sudan e dal Movimento/Esercito di liberazione del popolo sudanese (SPLM/A) il 9 gennaio 2005,

–  vista la decisione dell'Unione africana (AU) dell'aprile 2004 di istituire la Missione africana in Sudan (AMIS),

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando la decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di dispiegare truppe di pace ONU in Darfur, costituite da 17.300 militari e fino a 3.300 poliziotti civili, per consentire lo svolgimento in Darfur delle operazioni dell'AMIS, e ribadendo al contempo il suo pieno rispetto per la sovranità, l'unità, l'indipendenza e l'integrità territoriale del Sudan,

B.  considerando che il DPA rimane la base per la stabilità, la pace e la riconciliazione in Darfur,

C.  considerando che il conflitto in Darfur – e l'impunità dal perseguimento giudiziario – sta compromettendo sempre più la stabilità dei paesi confinanti e costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali,

D.  considerando le persistenti violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale in Darfur e il fatto che il cessate il fuoco nella regione continua ad essere violato da tutte le parti in causa e che la violenza è spesso diretta nei confronti della popolazione civile,

E.  considerando il peggioramento della situazione della sicurezza dei lavoratori nel settore degli aiuti umanitari e del loro accesso alle popolazioni bisognose, compresi i rifugiati, gli sfollati interni e altre popolazioni colpite dalla guerra,

F.  considerando che le uccisioni, gli stupri e altri abusi dei diritti umani in Darfur continuano a minacciare la pace in tutto il Sudan,

G.  considerando che la "responsabilità di proteggere" dell'ONU prevede che, qualora le autorità nazionali non riescano palesemente a tutelare le loro popolazioni dal genocidio, da crimini di guerra, da pulizia etnica e da crimini contro l'umanità, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite possa decidere il dispiegamento di una forza militare a norma del Capitolo VII,

H.  considerando che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha riferito sulla situazione in Darfur al Tribunale penale internazionale nel marzo 2005,

1.  è seriamente preoccupato per il deterioramento della situazione in materia di sicurezza e della situazione umanitaria e dei diritti umani in Darfur e condanna le continue violazioni del cessate il fuoco ad opera di tutte le parti in causa;

2.  chiede a tutte le parti in causa di porre immediatamente fine a qualsiasi forma di violenza e di azione militare ai danni di civili e organizzazioni che forniscono assistenza umanitaria e di rispettare ed applicare gli impegni del DPA;

3.  chiede a tutte le parti non firmatarie del DPA di sottoscriverlo, impegnarsi ed applicare l'accordo;

4.  condanna tutte le pratiche discriminatorie e la persecuzione di cristiani e di altre minoranze etniche e religiose in Sudan;

5.  condanna il genocidio in Darfur e sottolinea che il governo sudanese non rispetta l'autorità dell'ONU ed è responsabile dei continui crimini di guerra e crimini contro l'umanità in Darfur;

6.  esprime la propria profonda preoccupazione per il primo caso di completo ritiro per motivi di sicurezza di una ONG umanitaria dal Darfur nonché per la dichiarazione del 17 gennaio 2007 dell'ONU e di alcune ONG secondo cui le loro operazioni potrebbero diventare insostenibili qualora l'attuale situazione persistesse;

7.  chiede alle autorità sudanesi di non frapporre ostacoli al dispiegamento di forze e alle attività della Missione ONU in Darfur e invita pertanto l'ONU a fissare una data per il dispiegamento di una forza di pace sostenuta dalle Nazioni Unite in Darfur, a norma del Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite e in linea con la risoluzione 1706 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in modo da garantire che la necessaria assistenza umanitaria raggiunga la popolazione;

8.  deplora in particolare il bombardamento di zone del Darfur settentrionale da parte dell'aeronautica militare sudanese che hanno compromesso la preparazione di una riunione dei comandanti del Movimento di liberazione sudanese (SLM) nonostante il fatto che il governo sudanese avesse precedentemente acconsentito allo svolgimento di tale riunione;

9.  esprime preoccupazione per il fatto che le continue violenze in Darfur potrebbero compromettere ulteriormente la sicurezza in tutta la regione, in particolare nel Ciad e nella Repubblica centrafricana, e invita i governi del Ciad e della Repubblica centrafricana ad autorizzare la presenza dell'ONU sui loro territori;

10.  invita l'UE a chiedere la rapida applicazione della zona di non sorvolo sul Darfur prevista dalla risoluzione 1591 (2005) del Consiglio di sicurezza dell'ONU; sollecita la comunità internazionale a mettersi in contatto con il Ciad per discutere in merito all'applicazione della zona di non sorvolo a partire dal Ciad orientale;

11.  si compiace del fatto che sia stata infine istituita la Missione di valutazione di alto livello in Darfur del Consiglio per i diritti umani dell'ONU che ha avviato i suoi lavori il 9 febbraio 2007 e sottolinea l'importanza delle sue attività d'indagine;

12.  chiede un continuo sostegno a livello internazionale e UE a misure di creazione di fiducia, ad esempio il Dialogo e la Consultazione Darfur-Darfur, che includano tutte le parti belligeranti nonché la società civile;

13.  invita l'UE e altri soggetti internazionali a collaborare con l'ONU e l'AU per garantire che le forze di pace in Darfur siano in grado di reagire rapidamente alle provocazioni da qualunque parte provengano;

14.  invita il governo sudanese e la comunità internazionale a cooperare pienamente col Tribunale penale internazionale al fine di porre termine all'impunità;

15.  deplora che la Russia e la Cina si siano astenute dal votare sulla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU relativa al dispiegamento di forze di pace;

16.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al governo del Sudan, dell'Unione africana, ai governi degli Stati membri dell'UE, degli USA, della Russia, del Ciad e della Cina, al Segretario generale delle Nazioni Unite, ai Co-presidenti dell'assemblea parlamentare paritetica ACP-UE e al Consiglio ACP.

Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2007Avviso legale