presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Angelika Beer, Caroline Lucas, Jill Evans, Jean Lambert e Gisela Kallenbach
a nome del gruppo Verts/ALE
sulla non proliferazione e il disarmo nucleari
Risoluzione del Parlamento europeo sulla non proliferazione e il disarmo nucleari
B6‑0078/2007
Il Parlamento europeo,
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visto il consenso generale emerso all'interno dell'UE per riattivare e rafforzare il Trattato di non proliferazione nucleare (TNP) in vista della prossima Conferenza di revisione del TNP che si terrà nel 2010,
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viste e ribadite le sue precedenti risoluzioni sul TNP, in particolare la sua esaustiva risoluzione del 10 marzo 2005 sulla Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione del maggio 2005,
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visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,
A.
tenendo conto del crescente consenso internazionale sull'urgenza del disarmo nucleare, come indicato dalla Coalizione per una Nuova Agenda e nella Dichiarazione di Roma del Summit mondiale dei Premi Nobel per la pace (convocato da Mihail Gorbacev e dal Sindaco di Roma, Walter Veltroni) in data 30 novembre 2006,
B.
tenendo conto dell'appello rivolto, tra gli altri, da Henry Kissinger il 5 gennaio 2007 (e pubblicato sul Walt Street Journal), secondo il quale il mondo "rischia di entrare in una nuova e pericolosa era nucleare" e l'unico modo per evitarlo è di costruire un consenso globale che riaffermi la "visione di un mondo libero dalle armi nucleari" e di adoperarsi "strenuamente" a tal fine,
C.
vista la dichiarazione fatta il 28 novembre 2006 dall'allora Segretario generale dell'ONU Kofi Annan (all'Università di Princeton), secondo il quale il possesso di armi nucleari da parte di alcuni potrebbe indurre altri ad acquisirne: "conservando ostinatamente e ammodernando i propri arsenali ... gli Stati che detengono armi nucleari incoraggiano altri ... a considerarle essenziali, sia per la loro sicurezza che per il loro status"; in tale ottica è preoccupato che la credibilità dell'UE nel promuovere il TNP possa essere intaccata dai piani della Francia e del Regno Unito di ammodernare i propri arsenali nucleari,
D.
rileva con soddisfazione che la campagna dei "Sindaci per la pace", sostenuta dal Parlamento europeo, continua ad estendersi, coinvolgendo più di 1.000 città soltanto nell'UE (circa 1.600 a livello mondiale), grazie al suo sostengo alla "Visione 2020" di un mondo libero dalle armi nucleari entro il 2020,
E.
sottolineando il ruolo che i parlamenti e i parlamentari svolgono nel promuovere la non proliferazione e il disarmo nucleari e accogliendo con favore, a tale riguardo, gli sforzi compiuti nell'ambito della Rete internazionale di parlamentari per il disarmo nucleare (PNND),
1.
chiede alla Presidenza, a nome dell'UE, di apportare un contributo coordinato, positivo e tangibile al Comitato preparatorio (ComPrep) di Vienna;
2.
invita il Consiglio e la Commissione a chiarire le misure che intendono avviare per rafforzare il Trattato di non proliferazione e realizzare un effettivo multilateralismo, come indicato nella Strategia dell'UE contro la proliferazione di materiali e armi di distruzione di massa enunciata nel dicembre 2003;
3.
sostiene che, per essere efficaci, gli sforzi multilaterali devono inquadrarsi in una chiara prospettiva che consenta di liberare quanto prima il mondo dagli armamenti nucleari;
4.
invita la Presidenza a presentare ogni anno, prima della Conferenza di revisione del 2010, un rapporto sullo stato di attuazione di ciascuna delle 43 misure indicate nella posizione comune sul TNP adottata dall'UE nel 2005;
5.
invita la Presidenza a promuovere, nell'ambito del ComPrep, una serie di iniziative in materia di disarmo basate sulla "Dichiarazione sui principi e gli obiettivi", concordata alla fine della Conferenza di revisione del TNP del 1995, e sulle "13 misure concrete" approvate all'unanimità in occasione della Conferenza di revisione del TNP del 2000, che andrebbero migliorate e attuate per poter realizzare progressi (evitando un regresso o una stasi);
6.
invita in particolare la Presidenza a superare lo stallo in atto sull'adozione di un Trattato verificabile sul divieto della produzione di materiali fissili, ad accelerare la firma e la ratifica del Trattato sull'interdizione totale degli esperimenti nucleari (CTBT) da parte di tutti i paesi, specialmente quelli la cui ratifica è necessaria per la sua entrata in vigore, e a sollecitare la messa al bando di tutti gli esperimenti nucleari in attesa che il CTBT entri in vigore, l'abbassamento dello status operativo per le armi nucleari rispetto al "lancio al primo allarme", un ruolo limitato delle armi nucleari nell'ambito delle dottrine sulla sicurezza, assicurazioni negative in materia di sicurezza agli Stati che non detengono armi nucleari, nonché una continua riduzione del numero di armi nucleari in USA, Russia, Cina e negli altri Stati dotati di armamenti nucleari;
7.
ribadisce la sua richiesta agli Stati Uniti di ritirare i suoi armamenti nucleari dal territorio europeo; invita inoltre la Francia e il Regno Unito a sospendere rispettivamente lo sviluppo del programma per il missile M51 e la modernizzazione del programma Trident di sottomarini nucleari;
8.
invita la Presidenza tedesca dell'UE, nell'ambito delle relazioni UE-Stati Uniti, a sollevare la questione dell'accordo nucleare USA-India e delle sue implicazioni per l'AIEA e il Gruppo di paesi fornitori di materiale nucleare ("Nuclear Suppliers Group" - NSG) e ad avanzare una richiesta effettiva di veto in sede NSG per l'adeguamento degli orientamenti concordati in relazione al divieto di fornire attrezzature, materiali o tecnologie nucleari a qualsiasi Stato che non accetti le ampie misure di salvaguardia dell'AIEA in tutti i suoi impianti nucleari;
9.
raccomanda al Parlamento europeo di inviare una delegazione a Vienna per partecipare alle attività del ComPrep del TNP; chiede alla Presidenza di includere nella delegazione dell'UE anche rappresentanti del Parlamento europeo (come già avvenuto per la delegazione inviata alla Conferenza di revisione del Programma d'azione delle Nazioni Unite svoltasi nel 2006 a New York);
10.
incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Segretario generale delle Nazioni Unite, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri delle Nazioni Unite, alla Rete parlamentare in materia di disarmo nucleare, ai Sindaci per la pace, nonché agli altri organizzatori della Conferenza internazionale sul disarmo nucleare al Parlamento europeo, prevista per il 19 aprile 2007.