Procedura : 2007/2543(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B6-0171/2007

Testi presentati :

B6-0171/2007

Discussioni :

PV 25/04/2007 - 17
CRE 25/04/2007 - 17

Votazioni :

PV 26/04/2007 - 8.11
CRE 26/04/2007 - 8.11

Testi approvati :

P6_TA(2007)0167

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B6-0167/2007
23 aprile 2007
PE 389.437v01-00
 
B6‑0171/2007
presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Monica Frassoni, Kathalijne Maria Buitenweg, Raül Romeva i Rueda
a nome del gruppo Verts/ALEda Giusto Catania, Mary Lou McDonal, Eva-Britt Svensson, Miguel Portas, Gabriele Zimmer, Vittorio Agnolotto, André Brie
a nome del gruppo GUE/NGL
sull'omofobia in Europa

Risoluzione del Parlamento europeo sull'omofobia in Europa 
B6‑0171/2007

Il Parlamento europeo,

–  visti gli strumenti internazionali a tutela dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e che vietano la discriminazione, in particolare la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU),

–  visti gli articoli 6 e 7 del trattato sull'Unione europea e l'articolo 13 del trattato che istituisce la Comunità europea, che impegnano l'UE e i suoi Stati membri a tutelare i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali e prevedono strumenti europei di lotta contro la discriminazione e le violazioni dei diritti dell'uomo,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione, in particolare l'articolo 21, che vieta la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale,

–  viste le iniziative dell'Unione europea di lotta contro la discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale e contro l'omofobia, in particolare la direttiva 2000/78/CE che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro e l' "Anno europeo delle pari opportunità per tutti 2007" ,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sul tema dell'omofobia, della tutela delle minoranze e delle politiche di lotta contro le discriminazioni e, in particolare, le sue risoluzioni sull'omofobia in Europa nonché sull'intensificarsi della violenza razzista e omofoba in Europa,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che nel marzo 2007 il vice primo ministro e ministro della pubblica istruzione del governo polacco ha annunciato un progetto di legge destinato a punire la "propaganda omosessuale" nelle scuole, le cui disposizioni dovrebbero prevedere il licenziamento, sanzioni o la detenzione per i responsabili di istituti scolastici, gli insegnanti e gli alunni implicati in casi di "attivismo" a favore dei diritti di persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT) nelle scuole,

B.  considerando che il vice ministro della pubblica istruzione del governo polacco ha confermato che l'amministrazione sta elaborando un progetto di legge in tale senso e ha dichiarato che "gli insegnanti che renderanno pubblica la propria omosessualità saranno licenziati",

C.  considerando che il vice primo ministro e ministro della pubblica istruzione del governo polacco ha espresso il desiderio di promuovere l'adozione di legislazioni analoghe a livello europeo,

D.  considerando che la legislazione proposta ha ottenuto il sostegno del primo ministro del governo polacco, il quale ha dichiarato che "promuovere uno stile di vita omosessuale tra i giovani nelle scuole quale un'alternativa a una vita normale è troppo, e occorre porre fine ad iniziative di questo tipo nelle scuole",

E.  considerando che vari membri del governo polacco hanno reagito in modi diversi, per cui permane il dubbio su se tale legislazione sarà effettivamente proposta,

F.  considerando tuttavia che le proposte avanzate da personaggi politici di rilievo contribuiscono in modo significativo all'accettazione o al rifiuto della discriminazione da parte dei cittadini in generale,

G.  considerando che il mediatore per l'infanzia polacco ha dichiarato di stare elaborando un elenco di impieghi ai quali gli omosessuali non sarebbero idonei,

H.  considerando che il 20 febbraio 2007 il Presidente della Repubblica di Polonia ha dichiarato, in occasione di una visita in Irlanda, che "se questo tipo di approccio alla vita sessuale dovesse essere promosso su vasta scala, sarebbe la fine del genere umano",

I.  considerando che l'attuazione dell'"Anno europeo delle pari opportunità per tutti 2007" in Polonia sta subendo gravi ritardi a causa dell'indecisione del governo e dell'amministrazione polacchi in merito ai progetti da promuovere, tra i quali figurano progetti presentati da organizzazioni LGBT, e che di fatto ciò risulta nella paralisi di questa iniziativa in Polonia,

J.  considerando che, nel giugno 2006, l'ufficio del pubblico ministero polacco ha ordinato un'indagine sul finanziamento di organizzazioni LGBT al fine di individuare potenziali collegamenti con "organizzazioni criminali", nonché la loro presenza nelle scuole, e che la ricerca di tracce di attività criminali non ha dato risultati,

K.  considerando che l'8 giugno 2006 il governo polacco ha licenziato il direttore del Centro per la formazione degli insegnanti e vietato la distribuzione di un manuale ufficiale del Consiglio d'Europa contro la discriminazione; che il nuovo direttore del Centro ha dichiarato, il 9 ottobre 2006, che "nelle scuole non devono esservi modelli indecenti, perché l'obiettivo della scuola è spiegare la differenza tra il bene il male, tra ciò che è bello e ciò che è brutto (…) la scuola deve spiegare che le pratiche omosessuali portano alla tragedia, a un senso di vuoto, alla degenerazione",

L.  considerando che il Parlamento europeo aveva già espresso, nella sua risoluzione del 15 giugno 2006 sull'intensificarsi della violenza razzista e omofoba in Europa, la sua grave preoccupazione per la situazione in Europa e, in particolare, in Polonia, condannando le dichiarazioni incitanti all'odio e alla violenza della Lega delle famiglie e, in particolare, del vice primo ministro e ministro della pubblica istruzione,

M.  considerando che il governo polacco ha anche respinto il finanziamento di progetti patrocinati da organizzazioni LGBT nel quadro del programma europeo Gioventù, motivando tale decisione in una lettera a tali organizzazioni in cui afferma che "la politica ministeriale non appoggia azioni volte a propagare comportamenti omosessuali e analoghi atteggiamenti tra i giovani. Inoltre, il ruolo del ministero non è quello di sostenere la cooperazione con organizzazioni di omosessuali",

N.  considerando che, nel dicembre 2006, la Commissione ha risposto alle interrogazioni parlamentari che le erano state rivolte a questo proposito dichiarando che il governo polacco aveva esercitato un settarismo nazionale, servendosi del programma europeo Gioventù per fini nazionali, e ha esortato i funzionari e le organizzazioni responsabili dell'attuazione del programma ad assicurare in futuro un accesso equo al programma a tutti i giovani,

O.  considerando che Terry Davis, Segretario generale del Consiglio d'Europa, ha reagito a questi eventi dichiarando che "il governo polacco è libero di decidere se vuole utilizzare i materiali del Consiglio d'Europa per la formazione in materia di diritti umani, ma anche se il materiale didattico è opzionale, i valori e i principi in esso contenuti certamente non lo sono" e ha espresso preoccupazione in merito al fatto che "il governo polacco accetta che alcune personalità politiche promuovano l'omofobia (…) e comportamenti omofobi",

P.  considerando che il Parlamento europeo ha dato mandato all'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia di svolgere un'indagine sull'emergente atmosfera di intolleranza razzista, xenofoba e omofoba in Polonia e ha inoltre invitato la Commissione a verificare se le azioni e le dichiarazioni del ministro polacco della pubblica istruzione sono conformi all'articolo 6 del trattato sull'Unione europea, ricordando le eventuali sanzioni in caso di inadempimento, e che queste richieste non hanno ancora avuto seguito,

Q.  considerando che il Parlamento europeo ha osservato il proliferare di discorsi incitanti all'odio nei confronti della comunità LGBT in numerosi paesi, tra cui il Belgio, la Russia, la Lettonia e la Croazia,

R.  considerando che gli omosessuali sono regolarmente oggetto di menzioni discriminatorie da parte di capofila religiosi in tutta Europa, come nel caso del vescovo di Namur che, il 4 aprile di quest'anno, ha qualificato di "anormale" l'omosessualità, dichiarando che essa "costituisce una tappa di imperfetto sviluppo della sessualità umana", o del presidente della Conferenza episcopale italiana, che ha comparato un progetto di legge che conferisce una serie limitata di diritti alle coppie omosessuali a una licenza a commettere atti di incesto e di pedofilia,

S.  considerando che la presente risoluzione, nonché la risoluzione sull'omofobia in Europa, sono state motivate da questi ed altri eventi preoccupanti, quali il divieto imposto dalle autorità locali allo svolgimento di marce per l'uguaglianza e marce dell'orgoglio omosessuale (Gay Pride), il ricorso, da parte di personaggi politici di rilievo e di leader religiosi, a un linguaggio esortante all'aggressività e minaccioso o a discorsi improntati all'odio, il fatto che la polizia ometta di fornire protezione adeguata da manifestazioni violente da parte di gruppi omofobi, e disperda invece manifestazioni pacifiche,

T.  considerando che diverse marce per l'uguaglianza e Gay Pride sono pianificate in tutta Europa e nel mondo nei prossimi mesi e che i loro partecipanti e organizzatori rischiano di essere vittime di attacchi fisici violenti, malgrado abbiano il diritto fondamentale alla libertà di espressione e di assemblea, come ricordato anche dal commissario per i diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa,

U.  considerando che numerose città dell'Europa centrale ed orientale, ad esempio in Moldova e in Russia, hanno già dichiarato la propria intenzione di vietare tali manifestazioni, o le hanno già vietate,

V.  considerando che in Moldova tale divieto è stato decretato malgrado un'ordinanza giudiziaria lo avesse dichiarato contrario al diritto nazionale e internazionale,

W.  considerando che i media italiani riferiscono che un giovane, vittima dell'omofobia, si è suicidato a causa del bullismo cui si confrontava e che organizzazioni della società civile nel Regno Unito hanno segnalato un proliferare dei casi di bullismo omofobico,

X.  considerando che il Parlamento europeo ha ripetutamente chiesto il completamento del pacchetto legislativo contro la discriminazione sulla base dell'articolo 13 del TCE, e invita costantemente la Commissione a emanare una direttiva che vieti la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale in tutti i settori,

1.  sottolinea che l'Unione europea è innanzitutto una comunità di valori, in cui il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, la democrazia e lo Stato di diritto, l'uguaglianza e la non discriminazione sono fra i valori che più contano;

2.  afferma che le istituzioni e gli Stati membri dell'UE hanno il dovere di garantire che nell'Unione europea i diritti dell'uomo siano rispettati, tutelati e promossi, come prevedono la Convenzione europea sulla salvaguardia dei diritti dell'uomo, la Carta europea dei diritti fondamentali, l'articolo 6 del TUE e le direttive 2000/43/CE e 2000/78/CE;

3.  sollecita le competenti autorità polacche ad astenersi dal proporre o dall'adottare una legge quale descritta dal vice primo ministro e ministro della pubblica istruzione polacco, o dal porre in atto misure intimidatorie nei confronti delle organizzazioni LGTB;

4.  invita le competenti autorità polacche a condannare pubblicamente e a prendere misure contro le dichiarazioni rilasciate da leader pubblici che incitano alla discriminazione e all'odio sulla base dell'orientamento sessuale; è del parere che qualsiasi altro comportamento costituirebbe una violazione dell'articolo 6 del TUE;

5.  chiede alle autorità polacche di facilitare la messa in atto dell'Anno delle pari opportunità per tutti 2007 e alla Commissione di controllare tale messa in atto, di garantire che tutte le cause della discriminazione vengano affrontate negli Stati membri e di riferire al Parlamento europeo sulla situazione entro un mese; chiede alla Commissione se il mancato rispetto delle norme dell'Unione europea può avere conseguenze finanziarie sui progetti;

6.  ribadisce la propria richiesta alla Commissione di garantire che la discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale in tutti i settori sia vietata completando il pacchetto legislativo contro la discriminazione basato sull'articolo 13 del trattato, senza il quale lesbiche, gay, bisessuali e altre persone che si trovano a far fronte a discriminazione multipla continuano ad essere "a rischio di discriminazione";

7.  sollecita la Commissione ad accelerare l'esame della messa in atto delle direttive antidiscriminazione e a portare gli Stati membri in Corte di giustizia in caso di violazione degli obblighi previsti dall'UE;

8.  ricorda a tutti gli Stati membri che la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che vietare le marce dell'uguaglianza e i Gay Pride, come anche non fornire una protezione adeguata a coloro che vi prendono parte, rappresenti una violazione della libertà di espressione, di assemblea e di dimostrazione, e invita tutte le autorità competenti, segnatamente le autorità locali, ad autorizzare tali marce e a proteggere adeguatamente i partecipanti;

9.  condanna le osservazioni discriminatorie formulate da leader politici e religiosi e aventi come obiettivo gli omosessuali, dal momento che esse alimentano l'odio e la violenza, e chiede alle gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarle;

10.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi degli Stati membri, ai paesi in fase di adesione, ai paesi candidati e al Consiglio d'Europa.

Ultimo aggiornamento: 24 aprile 2007Avviso legale