Procedura : 2007/2633(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B6-0370/2007

Testi presentati :

B6-0370/2007

Discussioni :

PV 26/09/2007 - 12
CRE 26/09/2007 - 12

Votazioni :

PV 27/09/2007 - 9.5
CRE 27/09/2007 - 9.5

Testi approvati :

P6_TA(2007)0420

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 83kDOC 41k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B6-0363/2007
25 settembre 2007
PE395.998v01-00
 
B6‑0370/2007
presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Pasqualina Napoletano, Glenys Kinnock e Barbara Weiler
a nome del gruppo PSE
sul Myanmar

Risoluzione del Parlamento europeo sul Myanmar 
B6‑0370/2007

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sul Myanmar e in particolare quella del 6 settembre 2007,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che un gran numero di persone, tra cui dei monaci, sono state arrestate per aver manifestato pacificamente ed espresso scontento in relazione al malgoverno della giunta militare,

B.  considerando che i manifestanti subiscono efferate minacce di repressione da parte della giunta militare,

C.  considerando che la giunta sarà ritenuta responsabile dinanzi alla comunità internazionale della sicurezza dei manifestanti pacifici,

D.  considerando che i monaci e la popolazione civile hanno iniziato la loro protesta una settimana fa dopo che il governo non si era scusato per aver fatto picchiare tre settimane or sono alcuni monaci durante una manifestazione nella città centrale di Pakkoku,

E.  considerando che le manifestazioni sono aumentate nonostante le voci secondo cui le forze governative potrebbero presto cominciare una massiccia repressione,

F.  ritenendo che non si possa più rimandare l'esame dell'attuale situazione in Birmania nel sede di Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e di Assemblea generale delle Nazioni Unite,

1.  si congratula con i manifestanti per il loro approccio pacifico;

2.  invita la Presidenza dell'Unione europea, l'ASEAN, la Cina, la comunità internazionale e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad agire immediatamente per evitare vittime nel Myanmar;

3.  chiede, pertanto, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e all'Assemblea generale delle Nazioni Unite di trattare urgentemente la situazione nel Myanmar e di incaricare il Segretario Generale delle Nazioni Unite di mediare in tale paese affinché si giunga ad una riconciliazione nazionale e ad una transizione verso la democrazia; invita altresì il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad adottare le misure necessarie per imporre sanzioni economiche nei confronti del Myanmar in uno sforzo di indurre al cambiamento;

4.  invita il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a garantire che l'Inviato speciale delle Nazioni Unite, signor Ibrahim Gambari, possa svolgere al più presto la sua prevista visita nel Myanmar;

5.  condanna il Consiglio per la pace e lo sviluppo (SPDC) per la sua implacabile repressione del popolo birmano sull'arco di 40 anni e la sua totale incapacità a progredire in modo significativo verso la democrazia;

6.  condanna il totale spregio da parte della dittatura militare del benessere del popolo del Myanmar;

7.  chiede di cogliere questa opportunità per riavviare il dialogo a favore della riconciliazione nazionale;

8.  sollecita la cessazione dell'attuale illegittimo processo costituzionale e la sua sostituzione con una Convenzione nazionale pienamente rappresentativa che includa la Lega nazionale per la democrazia (NLD), altri partiti e gruppi politici e le diverse etnie, tenendo conto della raccomandazione formulata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite perché il processo diventi globale e democratico e porti alla formulazione di una costituzione;

9.  chiede il rilascio immediato ed incondizionato della signora Daw Aung San Suu Kyi;

10.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri, ai governi dei paesi membri dell'ASEAN, alla Lega nazionale per la democrazia, al Consiglio per la pace e lo sviluppo e al Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2007Avviso legale