Procedura : 2007/2637(RSP)
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Ciclo del documento : B6-0447/2007

Testi presentati :

B6-0447/2007

Discussioni :

PV 14/11/2007 - 2
CRE 14/11/2007 - 2

Votazioni :

PV 15/11/2007 - 5.5
CRE 15/11/2007 - 5.5

Testi approvati :

P6_TA(2007)0533

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B6-0435/2007
7 novembre 2007
PE396.101v01-00
 
B6‑0447/2007
presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Graham Watson, Margarita Starkevičiūtė, Lena Ek e Bernard Lehideux
a nome del gruppo ALDE
su L'interesse europeo: riuscire nell'epoca della globalizzazione

Risoluzione del Parlamento europeo su L'interesse europeo: riuscire nell'epoca della globalizzazione 
B6‑0447/2007

Il Parlamento europeo,

–  vista la relazione preparatoria dell’anno scorso sugli indirizzi di massima per le politiche economiche per il 2007 (A6-0012/2007),

–  vista la comunicazione della Commissione “L'interesse europeo: riuscire nell'epoca della globalizzazione” (COM(2007)0581),

–  vista la comunicazione della Commissione “È ora di cambiare marcia: il nuovo partenariato per la crescita e l’occupazione” (COM(2006)0030),

–  viste le decisioni del Consiglio in data 4 ottobre 2004, 12 luglio 2005, 18 luglio 2006 e 10 luglio 2007 sulle linee di orientamento per le politiche per l'occupazione degli Stati membri,

–  vista la sua risoluzione legislativa sulle linee di orientamento per le politiche per l'occupazione degli Stati membri(1),

–  visto il patto europeo per la gioventù, adottato dal Consiglio europeo il 22 e 23 marzo 2005,

–  visto il patto europeo per la parità di genere, adottato dal Consiglio europeo il 23 e 24 marzo 2006

–  vista la comunicazione della Commissione “Istruzione e formazione 2010: l'urgenza delle riforme per la riuscita della strategia di Lisbona” (COM(2003)0685),

–  vista la sua risoluzione sulla situazione delle persone con disabilità nell'Unione europea allargata: il Piano d'azione europeo 2006-2007(2),

–  viste le conclusioni dell'incontro informale dei Ministri dell'occupazione e degli Affari sociali su "12 punti chiave per affrontare le nuove sfide”, svoltosi il 5 e 6 luglio 2007 a Guimarães,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che la globalizzazione pone nuove sfide, quali crescita demografica e migrazioni, cambiamento climatico, sicurezza dell’approvvigionamento energetico, criminalità internazionale e terrorismo, e considerando che è necessario assicurare un’economia solida che apporti maggiori benefici ai cittadini europei,

B.  considerando che le sfide principali poste dalla globalizzazione non possono essere affrontate soltanto a livello nazionale bensì richiedono un approccio coerente e un impegno concertato da parte dell’Unione europea nel suo insieme,

C.  considerando che l’impatto economico ed ecologico del cambiamento climatico sta assumendo proporzioni inquietanti e che l’azione per lottare contro il cambiamento climatico va intrapresa su un ampio fronte e richiede, per riuscire, la convergenza di tutti i principali attori a livello mondiale, in proporzione ai rispettivi livelli di sviluppo,

D.  considerando che la nuova UE è una combinazione unica di economie avanzate e di economie convergenti a basso costo, il che permette di ridurre le spese, realizzare economie di scala interne ed esterne e resistere alla pressione deflazionistica e inflazionistica delle economie in via di sviluppo;

E.  considerando che l’UE allargata, che con i suoi 500 milioni di cittadini rappresenta uno dei mercati più grandi del mondo, ha rafforzato la sua presenza a livello mondiale ed ha assunto un ruolo guida nella definizione di standard globali,

F.  considerando che il profilo e l’attrattività crescenti del mercato unico dell'UE incoraggiano sia l'afflusso di investimenti di fondi patrimoniali pubblici e privati che l’immigrazione economica, unitamente alla domanda di assistenza politica e finanziaria per risolvere problemi in tutto il mondo;

G.  considerando che, al momento di definire una strategia comune nell’era della globalizzazione, i decisori politici devono identificare, segnalare chiaramente e affrontare le sfide comuni presenti e future che le economie dell'UE si trovano ad affrontare,

H.  considerando che l’UE allargata e il suo impatto sull'economia nonché lo sviluppo politico e socioculturale dei suoi Stati membri richiedono una cooperazione rafforzata nell'ambito del sistema decisionale politico,

I.  considerando che il fatto che le politiche pubbliche promuovano o meno la crescita dipende dalle fonti della crescita e dagli ostacoli ad essa che prevalgono nell’economia e dalla più ampia costellazione di restrizioni e opportunità poste dal contesto economico globale,

J.  considerando che la consapevolezza e il sostegno attivo dei cittadini dell’UE sono un presupposto per la riuscita nell’era delle globalizzazione e per l’accettazione e l’integrazione dei migranti,

Governance globale

1.  ritiene che il concetto di sovranità nazionale sia reso sempre più obsoleto dalla necessità di disporre di istituzioni sovranazionali per affrontare le sfide sovranazionali e che l'insistenza sulla sovranità nazionale può esacerbare l’anarchia globale;

2.  riconosce che la necessità un’azione sovranazionale è sentita con maggiore urgenza nell’ambito della definizione di politiche atte a mitigare il cambiamento climatico e la criminalità organizzata internazionale;

Politiche esterne

3.  rileva che la globalizzazione dell'economia crea nuove opportunità per le economie dell'UE che sono destinate a svolgere un ruolo più importante nei prossimi decenni e a offire vantaggi supplementari sfruttando le economie di scala e di campo, gli agglomerati urbani, le reti e una reputazione positiva;

4.  sottolinea l’importanza crescente dell’UE in quanto attore a livello mondiale e uno dei maggiori beneficiari di un’economia mondiale aperta; ritiene che, in quanto tale, essa detenga la pesante responsabilità di contribuire ad affrontare questioni globali e di mettere a punto strumenti di politica estera economica comune in grado di gestire adeguatamente l’impatto esterno sul mercato unico dell’UE;

5.  sottolinea che l’UE può realizzare i suoi obiettivi di Lisbona a livello interno soltanto se sarà attiva e unita sulla scena mondiale; accoglie pertanto con favore l’intenzione di sviluppare una dimensione esterna coerente della strategia di Lisbona basata sullo sviluppo economico sostenibile;

6.  ritiene che il consolidamento globale delle industrie e l’acquisizione di imprese comunitarie da parte di investitori di paesi terzi e viceversa riducano il costo effettivo del capitale; segnala tuttavia che senza un adeguato coordinamento nella creazione del quadro comunitario di supervisione e senza un’applicazione rigorosa delle norme di concorrenza dell’UE, i vantaggi del mercato unico e i suoi benefici di scala, che sono di somma importanza affinché l’UE possa competere con successo sul mercato mondiale come un’unica entità, potrebbero potenzialmente diminuire;

7.  ritiene che un approccio globale di politica estera, incentrato sulla cooperazione in campo regolamentare, sulla convergenza dei criteri e sull'equivalenza delle norme, debba promuovere sia il commercio che la concorrenza leali; mette in guardia tuttavia in tale contesto dal sottovalutare l’importanza di ulteriori miglioramenti nella cooperazione interna e nei processi di riforma;

8.  difende l’indipendenza della BCE nella fissazione della politica monetaria e nella gestione dell’effetto della volatilità dei mercati finanziari globali; sottolinea che l’apprezzamento del tasso di cambio dell’euro è il risultato di squilibri crescenti in paesi terzi; si chiede tuttavia con preoccupazione se la crescita europea sarà abbastanza forte da compensare la volatilità dei mercati finanziari mondiali e dei tassi di cambio;

9.  ritiene che l’aumento della domanda di risorse naturali e di prodotti e servizi basilari spinto dalla crescita delle economie in via di sviluppo possa esercitare sulle economie degli Stati membri dell’UE una pressione inflazionistica che finora è stata controbilanciata dal loro contributo all’aumento dell'offerta globale; ritiene opportuno che, per affrontare questo problema, gli Stati membri dell'UE predispongano strumenti di politica economica antinflazionistica unitamente a strategie di crescita tecnologica nonché a un contesto di possibile adeguamento macroeconomico e di coordinamento rafforzato;

10.  teme che l’aumento del volume degli scambi stia contribuendo in modo considerevole al cambiamento climatico e ritiene pertanto che la politica commerciale debba fornire parte della soluzione; ricorda che l’abolizione delle barriere amministrative al commercio e alle azioni per combattere il cambiamento climatico può essere conseguita soltanto mediante l’azione multilaterale coordinata, il che è anche nell'interesse essenziale dell’UE, che svolge un ruolo guida in entrambi questi ambiti, in particolare al fine di mantenere la competitività europea;

11.  invita il Consiglio e la Commissione a garantire che gli accordi commerciali bilaterali dell'UE e gli accordi commerciali multilaterali dell'OMC siano conclusi nel rispetto delle disposizioni dell’accordo che istituisce l’OMC, le quali precisano che il commercio internazionale deve essere condotto in modo da consentire un impiego ottimale delle risorse mondiali, conformemente all'obiettivo di uno sviluppo sostenibile, mirando a tutelare e a preservare l'ambiente; invita la Commissione a continuare ad operare ai fini di un esito ambizioso della Dichiarazione ministeriale di Doha;

Un ponte tra le strategie per la protezione e l'integrazione sociale e gli orientamenti integrati

12.  accoglie il fatto che la Commissione abbia dichiarato che verrà prestata maggiore attenzione all’inclusione attiva e alle pari opportunità, che andrebbe promossa una protezione sociale adeguata, che andrebbe rafforzata la lotta contro la povertà e che in tutta Europa sono necessari mezzi più efficaci per assicurare ai cittadini gli esistenti diritti di accesso all'occupazione, all'istruzione, ai servizi sociali, all'assistenza sanitaria e ad altre forme di protezione sociale;

13.  sottolinea la necessità di assicurare e migliorare l’integrazione e la visibilità della dimensione sociale nel prossimo ciclo della strategia di Lisbona e in particolare negli orientamenti integrati; ritiene che vi sia necessità urgente di superare lo squilibrio esistente negli orientamenti per l’occupazione, che non attribuiscono importanza a taluni obiettivi sociali basilari, quali quelli miranti a ridurre il numero di lavoratori poveri e ad aumentare l’accesso a servizi di alta qualità nel campo dell'occupazione, dell'istruzione, dei servizi sociali, dell'assistenza sanitaria e di altre forme di protezione sociale per tutti; invita la Commissione ad adeguare gli orientamenti integrati in modo da poter affrontare le nuove sfide e da colmare queste lacune;

14.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare un approccio sistematico che assicuri l’effettiva coerenza tra i programmi nazionali di riforma che mirano alla crescita e alla creazione di posti di lavoro migliori e più numerosi, da una parte, e la protezione e inclusione sociale, dall’altra;

Attuazione degli orientamenti in materia di occupazione

15.  chiede alla Commissione di affrontare la questione dell’ampia divergenza tra gli Stati membri nell’attuazione e nell’efficacia degli orientamenti per l’occupazione, assicurando che gli Stati membri applichino in maniera più completa gli indicatori e gli obiettivi della Strategia europea sull'occupazione (EES), gli strumenti relativi all’apprendimento lungo tutto l'arco della vita e le misure create dal Patto europeo per la gioventù, dal Patto europeo per la parità di genere e dal piano d'azione dell'UE per la disabilità 2006-2007; chiede che tutti questi impegni, obiettivi e parametri di riferimento vengano incorporati appieno negli orientamenti integrati al fine di rafforzare la coerenza e l’efficacia della strategia europea per l'occupazione;

16.  sottolinea che è molto importante potenziare le capacità strategiche delle politiche occupazionali; chiede alla Commissione e agli Stati membri di prestare particolare attenzione, nei loro processi di coordinamento, alla qualità dei posti di lavoro, all’equilibrio tra vita professionale, familiare e personale, alla qualità e disponibilità di un'istruzione e una formazione per tutti, alla messa in atto di una legislazione antidiscriminazione, al rafforzamento delle politiche di pari opportunità per le donne e gli uomini e alle questioni relative all’immigrazione;

17.  appoggia l’adozione di un insieme equilibrato di principi comuni riguardanti la flessicurezza, che combinino flessibilità e sicurezza per i lavoratori e i datori di lavoro nel mercato dell’occupazione; incoraggia gli Stati membri a integrare questi principi comuni nella consultazione con le parti sociali sui programmi nazionali di riforma e evidenzia il ruolo centrale che rivestono la formazione e la riqualificazione, politiche attive in materia di mercato del lavoro, un’adeguata protezione sociale e la riduzione della segmentazione del mercato del lavoro, garantendo a tutti i diritti del lavoro;

Partecipazione delle parti interessate

18.  accoglie con favore la proposta della Commissione di consultare le PMI e i loro rappresentanti e di elaborare in seguito una legge sulle piccole imprese (Small Business Act) per l’Europa; spera che la voce delle piccole imprese venga ascoltata nell’ambito del dialogo sociale e che il principio del "pensare anzitutto in piccolo" venga integrato appieno nel processo decisionale politico;

Politiche economiche interne

19.  rileva che l’UE deve compiere lo sforzo di spiegare i benefici della globalizzazione ai cittadini che temono che la maggiore concorrenza dovuta alla globalizzazione, all'integrazione e alla mobilità sposti gli schemi professionali tradizionali verso modelli di flessicurezza, e ritiene che occorra dare risposta a tali timori mediante azioni politiche volte a espandere l’offerta e a migliorare la qualità dei beni e servizi pubblici che nel tempo possono contribuire ad aumentare la crescita di produttività;

20.  sottolinea che il rallentamento della crescita di produttività, che potrebbe indebolire la posizione concorrenziale dell’UE sul mercato globale, è motivo di preoccupazione per la politica economica e che la situazione, pur essendo diversificata nell’UE, presenta comunque caratteristiche comuni complessive indicanti debolezze nei mercati, nella distribuzione e nei servizi finanziari;

21.  sottolinea che l'utilizzo efficace delle nuove tecnologie e l'accesso alle reti nei settori meno sviluppati sono ostacolati da rigidità strutturali; ritiene che gli indirizzi di politica economica dovrebbero comprendere misure a sostegno dell'offerta per creare un ambiente propizio alle operazioni transfrontaliere delle imprese e accelerare la creazione di un mercato finanziario unico;

22.  è dell’avviso che la trasparenza del mercato finanziario, norme efficaci in materia di concorrenza e una regolamentazione e supervisione appropriate continueranno a rivestire importanza cruciale, tenendo presente la globalizzazione dei mercati finanziari e la necessità di assicurare i diritti dei consumatori; invita pertanto la Commissione a incorporare le questioni relative ai mercati finanziari nelle pertinenti iniziative a livello europeo nel quadro del programma comunitario di Lisbona;

23.  sostiene la necessità di appoggiare la ristrutturazione dell'economia attraverso l'innovazione dei processi e delle procedure di gestione nonché delle strutture organizzative; ritiene che le nuove imprese in questo settore abbiano bisogno di meno capitale e di più creatività ed offrano molte opportunità alle piccole imprese e alle giovani generazioni;

24.  riconosce che le piccole, medie e grandi imprese concorrono tutte a una strategia dell'innovazione dinamica e integrata; ritiene pertanto che l'accesso alle risorse per le piccole imprese e i privati sia fondamentale per accrescere i livelli di R&S e sviluppare nuove tecnologie; reputa necessario promuovere sia i finanziamenti iniziali sia quelli che coprono un periodo sufficientemente lungo per la commercializzazione dei prodotti;

25.  riconosce che in Europa è necessario che l'innovazione si traduca più rapidamente in nuovi prodotti e servizi; appoggia pertanto la richiesta della Commissione relativa a un "triangolo della conoscenza" costituito da ricerca, istruzione e innovazione;

26.  rileva che la politica della concorrenza dovrebbe essere complementare alle politiche strutturali al fine di prevenire la formazione di cartelli e gli abusi di posizione dominante, che impediscono alle piccole imprese di formarsi come conseguenza del processo di consolidamento a livello globale;

27.  ritiene che si possa conseguire un miglioramento della produttività dei mercati, della distribuzione e dei servizi finanziari, potenziando il coordinamento delle riforme economiche nei singoli Stati membri e la modernizzazione dell'economia spostando la strategia politica da una crescita trainata da investimenti indotti dall’integrazione a una crescita trainata dalla tecnologia indotta dall’integrazione;

Migrazione

28.  sottolinea che l’UE ha bisogno di disporre con urgenza di una politica comune in materia di frontiere e di immigrazione, che preveda non solo un sistema integrato di controlli alle frontiere ma anche strategie, criteri e procedure armonizzate per la migrazione economica, lasciando ai singoli Stati membri la decisione sul numero di ammissioni; sottolinea anche che occorre adoperarsi maggiormente per trovare, mediante lo scambio di esperienze, il modo di convertire l’immigrazione interna in un fattore di riuscita per tutte le parti, a livello sia sociale che economico;

Disposizioni istituzionali

29.  ritiene che l'influenza dell'assetto economico sulla crescita a lungo termine non sia automatica e che lo sviluppo di istituzioni attente al mercato determini la capacità dell'economia di realizzare o meno il proprio potenziale globale di crescita strutturale;

30.  ritiene che gli sviluppi istituzionali dell’UE dovrebbero agevolare il coordinamento efficace delle politiche economiche; invita la Commissione a garantire che si faccia maggior riferimento alle sfide globali nei programmi nazionali di riforma istituendo indicatori atti a misurare la prestazione economica degli Stati membri;

31.  è convinto della necessità di una maggiore partecipazione al programma di riforma su scala europea e una sua migliore comprensione e che occorra rafforzare il ruolo del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, unitamente a quello delle formazioni del Consiglio dei Ministri impegnate nella definizione della strategia economica;

32.  è convinto che la "governance UE di Lisbona", debba ancora essere migliorata, in particolare per quanto riguarda i seguenti aspetti: maggior coordinamento tra le pertinenti formazioni del Consiglio dei ministri, ponendo soprattutto l’accento sull'adeguato coordinamento dei programmi nazionali di riforma;

33.  deplora che la Commissione, il Consiglio e il Parlamento non abbiano ancora concordato un calendario e un codice di condotta chiari, che garantirebbero una cooperazione adeguata nonché il pieno coinvolgimento delle tre istituzioni interessate dell’UE nell’ulteriore e opportuno trattamento delle questioni attinenti alla globalizzazione; invita a tale proposito il Consiglio e la Commissione a presentare quanto prima proposte per una stretta cooperazione tra le tre istituzioni in vista dell’imminente revisione della strategia di Lisbona;

34.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai parlamenti e ai governi degli Stati membri.

(1) Testi approvati, P6_TA(2007)0048.
(2) GU C 316 E del 22.12.2006, pag. 370.

Ultimo aggiornamento: 9 novembre 2007Avviso legale