Procedura : 2007/2663(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B6-0493/2007

Testi presentati :

B6-0493/2007

Discussioni :

PV 28/11/2007 - 9

Votazioni :

PV 29/11/2007 - 7.28
CRE 29/11/2007 - 7.28

Testi approvati :

P6_TA(2007)0572

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 95kDOC 48k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B6-0481/2007
26 novembre 2007
PE389.149v01-00
 
B6‑0493/2007
presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Marie Anne Isler Béguin e Cem Özdemir
a nome del gruppo Verts/ALE
sulla situazione in Georgia

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Georgia 
B6‑0493/2007

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla Georgia, in particolare quelle del 14 ottobre 2004(1) e del 26 ottobre 2006(2),

–  vista la sua risoluzione del 15 novembre 2007 sulla politica europea di vicinato(3),

–  visto l'accordo di partenariato e cooperazione fra, da un lato, le Comunità europee e i loro Stati membri e, dall'altro, la Georgia, entrato in vigore il 1° luglio 1999,

–  visto il piano d'azione PEV, approvato dal Consiglio di cooperazione UE-Georgia il 14 novembre 2006,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che dalla fine di settembre, a seguito di sensazionali accuse mosse dall'ex ministro della difesa Irakli Okruashvili contro il presidente Mikheil Saakashvili, forze di opposizione hanno iniziato ad organizzare manifestazioni e marce pubbliche nelle principali strade e piazze di Tbilisi,

B.  considerando che il 2 novembre le forze dell'opposizione hanno raccolto la più grande folla dalla "rivoluzione della rosa" del 2003, con 80.000 persone circa che si sono riunite nella strada principale della capitale invocando le dimissioni del presidente, elezioni parlamentari anticipate, cambiamenti del codice elettorale e il rilascio dei presunti prigionieri politici,

C.  considerando che, nonostante la contestazione fosse stata prevista per un solo giorno, numerosi dimostranti hanno deciso di continuare la protesta pacifica di fronte al parlamento nei giorni successivi, riparandosi sotto ombrelli e tende di plastica, e che alcuni di essi hanno dichiarato uno sciopero della fame,

D.  considerando che il 7 novembre, con il pretesto di riaprire la strada principale di Tbilisi, forze di sicurezza e poliziotti antisommossa hanno prima cercato di respingere i contestatori accampati di fronte all'edificio del parlamento e poi usato gas urticanti, cannoni ad acqua e cariche con il manganello per assalire la folla di dimostranti che aumentava; che più di 500 persone hanno fatto ricorso a cure mediche, molte sono state arrestate e perfino il mediatore Sozar Subari è stato pestato a sangue nel corso dell'operazione poliziesca, mentre cercava di proteggere i dimostranti,

E.  considerando che, dopo l'imposizione dello stato di emergenza da parte del presidente Saakashvili, il primo ministro Zurab Nogaideli ha dichiarato che nel paese era stato tentato un colpo di stato, e che lo stato di emergenza era la reazione a questo evento; che, in un discorso televisivo, il presidente Saakashvili ha accusato il Servizio di sicurezza federale russo (FSB) di essere responsabile degli eventi di Tbilisi, sostenendo di essere stato previamente informato dell'esistenza di un complotto volto a far cadere il governo georgiano prima della fine dell'anno, senza però provare le proprie affermazioni; considerando che la Georgia ha richiamato il suo ambasciatore a Mosca ed ha dichiarato tre diplomatici russi in Georgia persone non gradite; considerando che, dopo le critiche determinate e diffuse della comunità internazionale, il parlamento georgiano ha deciso di revocare lo stato di emergenza dal 16 novembre,

F.  considerando che la sera del 7 novembre le trasmissioni di due canali televisivi dell'opposizione, Imedi e Caucasia, sono state interrotte, che gli edifici della radiotelevisione Imedi sono stati oggetto di un'irruzione da parte di membri armati mascherati delle agenzie di sicurezza prima dell'annuncio dello stato di emergenza ed in assenza di notifica presentiva, con il risultato che il 90% delle apparecchiature di trasmissione della stazione sono state distrutte; che un tribunale di Tbilisi ha sospeso la licenza di trasmissione della Imedi e ne ha sequestrati i materiali asserendo che la sua copertura degli eventi del 7 novembre equivaleva ad un'incitazione ad abbattere il governo; considerando che la notifica giudiziaria è stata consegnata al direttore della Imedi solo una settimana dopo; considerando che la Commissione nazionale georgiana per le comunicazioni (GNCC) ha sospeso la licenza di trasmissione televisiva della Imedi per tre mesi, citando la violazione, da parte della stazione, della legge sulle trasmissioni,

G.  considerando che l'8 novembre il presidente Saakashvili ha convocato un'elezione presidenziale anticipata per il 5 gennaio 2008, nonché un referendum sull'eventualità di organizzare elezioni parlamentari anticipate,

H.  considerando che l'economia georgiana continua ad essere gravemente penalizzata dall'embargo russo sull'importazione di vino e prodotti agricoli georgiani, embargo che appare sempre più motivato politicamente,

I.  considerando che la situazione in Abkazia e nell'Ossezia meridionale, già tesa, si sta aggravando ulteriormente con scontri, scaramucce e reciproche accuse di violazione degli accordi esistenti; considerando che le truppe russe hanno perso il loro ruolo neutrale e imparziale di mantenimento della pace; considerando che la decisione delle autorità moscovite di rilasciare passaporti russi agli abitanti di tali regioni del territorio georgiano destabilizza ulteriormente la situazione,

J.  considerando che la Russia ha completato con grande anticipo il ritiro delle sue attrezzature, dei suoi armamenti e dei beni delle sue truppe dalla Georgia, ritiro che, ai sensi dell'accordo russo-georgiano, avrebbe dovuto avere luogo nel corso del 2008,

K.  considerando che l'UE dovrebbe esplicare ogni sforzo allo scopo di aiutare la Georgia a proseguire sulla strada delle riforme e a sviluppare una democrazia pienamente funzionante; considerando che il Piano d'azione PEV offre alla Georgia l'opportunità di ravvicinarsi all'UE e di accoglierne e condividerne i valori fondatori,

1.  manifesta profonda preoccupazione per il degrado della situazione politica in Georgia, chiede a tutte le parti di dar prova di disponibilità e moderazione, di abbassare i toni e di avviare un dialogo costruttivo e fruttuoso volto a sostenere e a consolidare le fragili istituzioni democratiche;

2.  condanna l'intervento violento delle forze di sicurezza georgiane contro dimostranti pacifici e disarmati; sollecita un'indagine approfondita, trasparente e imparziale sugli eventi, e insiste affinché siano giudicati e puniti i responsabili di comportamenti inaccettabili e di atti di violenza;

3.  raccomanda al Consiglio, all'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e al suo inviato speciale per il Caucaso meridionale di esplicare ogni sforzo allo scopo di facilitare il dialogo fra le parti, stemperare la tensione e contribuire a ripristinare la fiducia reciproca;

4.  chiede alle autorità georgiane di creare immediatamente e garantire tutte le condizioni necessarie per l'organizzazione di elezioni libere ed eque, fra cui il pieno ripristino e la piena garanzia della libertà di espressione e dei media, nonché un accesso equo ed equilibrato, per tutti i partiti e i candidati, ai media pubblici e privati;

5.  accoglie positivamente il sollecito invito, rivolto all'OCSE e ad altre organizzazioni internazionali, a controllare e monitorare la campagna elettorale, la giornata elettorale e le operazioni di scrutinio;

6.  chiede alle autorità georgiane di consentire alla radiotelevisione Imedi di riprendere le trasmissioni senza ulteriori ritardi, e domanda che la società sia risarcita e compensata per i danni ai suoi locali e per la distruzione delle sue attrezzature;

7.  giudica positivamente gli emendamenti al codice elettorale adottati dal parlamento georgiano, che consentiranno ai partiti di opposizione di nominare sei rappresentanti alla commissione elettorale centrale e in ciascuna commissione elettorale distrettuale, nonché l'abolizione delle restrizioni al monitoraggio delle elezioni da parte di osservatori internazionali;

8.  sottolinea che uno dei settori prioritari del piano d'azione PEV è la prevalenza del diritto; a questo proposito, raccomanda all'UE, dopo la conclusione della missione EUJUST-THEMIS ESDP nel luglio 2005, di concentrarsi ulteriormente, per quanto riguarda l'assistenza alla Georgia, sull'indipendenza del potere giudiziario e sulla formazione della polizia e delle forze di sicurezza georgiane;

9.  ribadisce il proprio pieno appoggio all'integrità territoriale e alla sovranità della Georgia, e chiede alle autorità russe di rispettare pienamente la sovranità della Georgia all'interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti;

10.  ribadisce la sua richiesta alla Russia di revocare l'embargo sulle importazioni agricole georgiane, imposto più di un anno fa;

11.  sottolinea il ruolo straordinario svolto in Georgia dalla società civile; chiede alle autorità di Tbilisi di sfruttare al massimo le proposte provenienti dalle ONG e di avviare un dialogo approfondito e a tutto campo con tutte le componenti di tale società;

12.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri, al Presidente e al Parlamento della Georgia, all'OCSE, al Consiglio d'Europa e al Presidente e al Parlamento della Federazione russa.

(1) GU C 166 E del 7.7.2005, pag. 63.
(2) Testi approvati: P6_TA(2006)0456.
(3) Testi approvati: P6_TA-PROV(2007)0538.

Ultimo aggiornamento: 26 novembre 2007Avviso legale