Procedura : 2007/2678(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B6-0546/2007

Testi presentati :

B6-0546/2007

Discussioni :

PV 12/12/2007 - 11
CRE 12/12/2007 - 11

Votazioni :

PV 13/12/2007 - 6.8
CRE 13/12/2007 - 6.8

Testi approvati :

P6_TA(2007)0622

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 84kWORD 42k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B6-0543/2007
11 dicembre 2007
PE398.228v01-00
 
B6‑0546/2007
presentata a seguito di dichiarazioni della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Vittorio Agnoletto
a nome del gruppo GUE/NGL
sul dialogo UE-Cina in materia di diritti umani

Risoluzione del Parlamento europeo sul dialogo UE-Cina in materia di diritti umani 
B6‑0546/2007

Il Parlamento europeo,

–  vista la Dichiarazione congiunta del Decimo Vertice UE-Cina di Beijing del 28 novebre 2007,

–  visti gli esiti del Dialogo UE-Cina in materia di diritti umani di Beijing del 17 ottobre 2007 e di Berlino del 15 e 16 maggio 2007,

–  vista la propria risoluzione del 7 settembre 2006 sulle relazioni UE-Cina e le proprie precedenti risoluzioni sulla Cina,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che ogni decisione di avviare un dialogo sui diritti umani è presa sulla base di criteri approvati dal Consiglio che tengano conto in particolare di quanto maggiormente preoccupa all'UE circa la situazione dei diritti umani sul terreno nel paese, un impegno effettivo delle autorità del paese, per migliorare la situazione dei diritti umani sul terreno e l'impatto positivo che siffatto dialogo può avere sulla situazione dei diritti umani,

1.  esprime il proprio disappunto per il fatto che la questione dei diritti umani non sia posta più in alto nell'agenda del Vertice UE-Cina, per dar maggiore peso politico ai diritti umani, e che l'UE non abbia colto l'opportunità dei prossimi giochi olimpici per affrontare la grave situazione dei diritti umani in Cina;

2.  chiede nel contempo maggiore coerenza e fermezza su diritti umani, commercio e sicurezza; insiste, pertanto, affinché l'UE faccia sì che le relazioni commerciali con la Cina siano subordinate alle riforme dei diritti umani e chiede a questo riguardo al Consiglio di effettuare una valutazione completa della situazione dei diritti umani;

3.  sottolinea l'esigenza di potenziare e migliorare notevolmente il dialogo UE-Cina in materia di diritti umani,

4.  chiede al Consiglio UE di continuare a discutere intensamente nel contesto del dialogo questioni sensibili quali la ratifica della Convenzione internazionale ONU sui diritti civili e politici, la riforma del sistema giudiziario penale, compresa la pena di morte e il sistema di rieducazione attraverso i lavori forzati, la libertà di espressione, in particolare su Internet, la libertà di stampa, la libertà di coscienza, di pensiero e di religione, la situazione delle minoranze in Tibet, nello Xinjiang e i diritti dei lavoratori e gli altri diritti sociali ed economici;

5.  chiede alla Cina quale membro del Consiglio diritti umani dell'ONU di ottemperare alle raccomandazioni del Relatore speciale dell'ONU sulla tortura e di formalizzare un invito permanente in Cina per gli esperti ONU;

6.  deplora che non si sia effettuato nessun progresso sostanziale riguardo al rilascio di prigionieri politici incarcerati per aver partecipato a dimostrazioni;

7.  sottolinea l'esigenza di continuare a organizzare i seminari giuridici UE-Cina sui diritti umani, che in passato precedevano il dialogo, con la partecipazione di accademici e rappresentanti della società civile, e a questo riguardo prende atto della creazione di una rete accademica UE-Cina sui diritti umani ed invita la Commissione a far sì che detta rete funzioni effettivamente in cooperazione con il Parlamento europeo;

8.  ricorda alla Commissione e al Parlamento l'esigenza di riesaminare la possibilità di comprendere deputati al Parlamento europeo e all'Assemblea nazionale del popolo cinese nelle delegazioni che partecipano al dialogo;

9.  è fortemente preoccupato per il recente aumento delle persecuzioni politiche legato alle Olimpiadi di cui sono vittime i difensori dei diritti umani, giornalisti, avvocati, autori di petizioni, attivisti della società civile, che vengono detenuti in campi o in ospedali psichiatrici, o agli arresti domiciliari; chiede alle autorità cinesi di porre termine a siffatte violazioni dei diritti umani;

10.  chiede alla Cina di effettuare passi concreti per garantire la libertà di espressione e rispettare la libertà di stampa per i giornalisti sia cinesi che esteri; esprime particolare preoccupazione per la mancata attuazione della nuova regolamentazione relativa ai giornalisti internazionali attivi in Cina e insiste affinché le autorità cinesi cessino immediatamente di censurare e bloccare le migliaia di siti web di notiziari e do informazione dall'estero, chiede il rilascio di tutti i giornalisti, utenti Internet e cyberdissidenti detenuti in Cina per aver esercitato il proprio diritto di informazione;

11.  chiede al Comitato olimpico internazionale di garantire che la Cina tenga fede alle proprie promesse di garantire la libertà dei media e gli altri diritti fondamentali alla propria popolazione;

12.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Parlamento e al Governo della Repubblica popolare cinese.

Ultimo aggiornamento: 13 dicembre 2007Avviso legale