Procedura : 2007/2678(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B6-0548/2007

Testi presentati :

B6-0548/2007

Discussioni :

PV 12/12/2007 - 11
CRE 12/12/2007 - 11

Votazioni :

PV 13/12/2007 - 6.8
CRE 13/12/2007 - 6.8

Testi approvati :

P6_TA(2007)0622

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B6-0543/2007
11 dicembre 2007
PE398.230v01-00
 
B6‑0548/2007
presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Marco Cappato
a nome del gruppo ALDE
sul Vertice UE-Cina

Risoluzione del Parlamento europeo sul Vertice UE-Cina 
B6‑0548/2007

Il Parlamento europeo,

–  visto il partenariato strategico tra l'Unione europea e la Cina varato nel 2003,

–  visto il 10° Vertice UE-Cina, svoltosi a Pechino il 28 novembre 2007, e le sue conclusioni,

–  visto l'embargo sulle armi imposto dall'UE dopo la repressione di Tiananmen, come sostenuto dal Parlamento nella sua risoluzione del 2 febbraio 2006,

–  viste le sue risoluzioni sulle relazioni tra l'UE, la Cina, Taiwan e sulla sicurezza in Estremo Oriente,

–  viste le sue risoluzioni precedenti sul Tibet e la situazione dei diritti umani in Cina,

–  vista la concentrazione di missili a nord dello Stretto di Taiwan,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che, dall'istituzione della prassi del Vertice UE-Cina avvenuta nel 1998, le relazioni tra la Cina e l'UE si sono sviluppate considerevolmente sia a livello politico che economico;

B.  considerando che relazioni tra l'UE e la Cina più forti e profonde contribuiranno a formare opinioni convergenti sulle azioni da intraprendere per affrontare le sfide globali, quali il cambiamento climatico, la sicurezza, il terrorismo e la non proliferazione;

C.  considerando che la Cina ha conseguito una crescita economica imponente, in particolare in seguito alla sua adesione all'OMC,

D.  considerando che l'appartenenza all'OMC implica diritti e doveri; considerando che, per quanto riguarda la protezione dei diritti di proprietà intellettuale, il trattamento nazionale e la trasparenza, le autorità cinesi non hanno ancora applicato pienamente ed adeguatamente le disposizioni dell'OMC,

E.  considerando che il 70% di tutte le merci contraffatte che entrano nel mercato dell'UE proviene dalla Cina e che ciò causa gravi preoccupazioni anche per quanto riguarda la sicurezza delle merci importate,

F.  considerando che lo status di economia di mercato dovrebbe essere conferito alla Cina sulla base di considerazioni economiche piuttosto che politiche,

1.  accoglie favorevolmente l'ulteriore sviluppo nelle relazioni tra l'UE e la Cina e la loro più stretta cooperazione volta ad affrontare un'ampia gamma di questioni;

2.  osserva che la Cina e l'UE costituiscono l'una per l'altra il partner economico e commerciale più rilevante;

3.  invita entrambe le parti a garantire un parternariato economico e commerciale maggiormente equilibrato, che dovrebbe condurre alla crescita sostenibile e allo sviluppo sociale, in particolare nel campo del cambiamento climatico, l'ambiente e l'energia;

4.  invita entrambe le parti a rafforzare la loro cooperazione, in particolare nel campo del cambiamento climatico, dell'ambiente e dell'energia;

5.  chiede alle autorità monetarie dell'UE di avviare una discussione con le loro controparti cinesi al fine di prendere provvedimenti per pareggiare i tassi di cambio dell'euro e dello yuan e per ridurre il crescente deficit commerciale dell'UE;

6.  esprime preoccupazione in merito alle violazioni sistematiche dei diritti di proprietà intellettuale; esorta le autorità cinesi ad intensificare le azioni contro tali violazioni, in particolare la contraffazione e la pirateria, che nuocciono gravemente all'economia dell'UE e spesso rappresentano altresì una minaccia alla sicurezza dei consumatori;

7.  è consapevole dell'importanza che il riconoscimento dello status di economia di mercato (SEM) riveste per la Cina; insiste tuttavia che la Cina dovrebbe ricevere tale status solamente in base a motivi di carattere economico e non politico;

8.  plaude il rafforzamento del dialogo UE-Cina in materia di diritti umani;

9.  riconosce che la Cina abbia attualmente deciso di sottoporre a revisione della Corte Suprema tutti i processi che condannano alla pena di morte ma rimane preoccupato del fatto che la Cina è ancora il paese con il maggior numero al mondo di esecuzioni capitali;

10.  sottolinea che la situazione dei diritti umani in Cina rimane fonte di gravi preoccupazioni; chiede al Consiglio di informare il Parlamento in modo dettagliato e con sedute pubbliche di discussione a conclusione di tutte le riunioni del dialogo UE-Cina sui diritti umani;

11.  si rammarica del fatto che persistono violazioni sistematiche civili, politiche e dei diritti umani; esorta in particolare il raggiungimento di miglioramenti concreti ed urgenti per ridurre, e successivamente eliminare, gli arresti per motivi politici, il lavoro forzato e le violazioni della libertà di espressione e religione, e in particolare i diritti delle minoranze religiose e etniche quali gli uiguri; osserva che le preoccupazioni relative a tali violazioni dovrebbero ricevere una maggiore attenzione nella campagna pubblicitaria delle Olimpiadi di Pechino; chiede all'UE di controllare l'ottemperanza al contratto della città ospitante da parte della Repubblica popolare cinese;

12.  sollecita l'UE a garantire che le relazioni commerciali con la Cina siano condizionate dalle riforme sui diritti umani e, a tal proposito, esorta il Consiglio a svolgere una valutazione esaustiva della situazione dei diritti umani prima di concludere un nuovo Accordo quadro di cooperazione e partenariato;

13.  chiede al Consiglio e alla Commissione di sollevare la questione del Tibet e di sostenere attivamente gli sforzi del Dalai Lama nel dialogo con le autorità cinesi, dove al momento mancano miglioramenti reali;

14.  si rammarica del fatto che non siano stati compiuti progressi di rilievo per quanto attiene alla liberazione dei prigionieri politici incarcerati a causa del loro coinvolgimento nelle dimostrazioni di Piazza Tiananmen, cosi come si rammarica che le autorità cinesi continuino ad ignorare gli appelli a favore di un'inchiesta approfondita e imparziale sugli avvenimenti del 1989; chiede un riesame ufficiale degli incidenti di Piazza Tienanmen da parte delle autorità cinesi, la pubblicazione dell'elenco dei prigionieri politici e il loro rilascio incondizionato;

15.  chiede alle autorità cinesi di istituire una moratoria sulle esecuzioni durante le Olimpiadi del 2008;

16.  richiama l'attenzione sui timori del mondo esterno, in particolare dei vicini regionali di Pechino, circa il fatto che, dalla metà degli anni Novanta, la spesa militare cinese registra ogni anno un tasso di aumento a due cifre;

17.  raccomanda vivamente che l'embargo sulle armi imposto dall'Unione europea nei confronti della Cina resti immutato fino a che non saranno stati compiuti maggiori progressi in materia di diritti umani; ricorda, in tale contesto, la necessità di includere nei prossimi negoziati sulla politica europea di vicinato e sugli accordi di partenariato e di cooperazione l'adesione all'embargo sul commercio di armi decretato dall'Unione europea nei confronti della Repubblica Popolare Cinese;

18.  si rammarica del fatto che siano stati compiuti progressi nelle relazioni con la Cina solamente nel campo del commercio e dell'economia senza conseguire alcun risultato di rilievo in merito alle questioni dei diritti umani e della democrazia; reitera la sua richiesta di un codice comunitario giuridicamente vincolante sulle esportazioni di armi e, a tal proposito, chiede al Consiglio di non cessare l'embargo sulle armi e di trovare strategie che facilitino il dialogo, allentino la tensione e incoraggino il disarmo nelle relazioni tra le due sponde dello Stretto di Taiwan, sostenendo Taiwan come modello democratico per tutta la Cina;

19.  esprime profonda preoccupazione a causa dell'elevato numero di missili posizionati nella parte meridionali della Cina e rivolti verso lo Stretto di Taiwan; invita la Repubblica Popolare Cinese e la Repubblica di Cina di Taiwan a riavviare le discussioni politiche e incoraggia entrambe le parti ad intraprendere ulteriori iniziative volte a promuovere il dialogo, la cooperazione pratica e la creazione di fiducia sulla base della comprensione e del riconoscimento reciproci al fine di promuovere la stabilità, la democrazia, i diritti umani e lo stato di diritto nell'Asia orientale;

20.  è convinto che a Taiwan vige lo stato di diritto, che i diritti umani, la libertà e la pace sono rispettati, come anche i criteri di adesione all'ONU e che dovrebbe essergli concesso il diritto di aderirvi con il nome di sua scelta;

21.  accoglie favorevolmente, a tal proposito, i commenti dell'Alto rappresentante per la PESC dell'UE in merito alla candidatura di Taiwan per l'adesione all'ONU, ma si rammarica a causa della tiepida reazione della Commissione europea;

22.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri, al governo della Repubblica Popolare Cinese, al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Consiglio esecutivo del Comitato olimpico internazionale.

Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2007Avviso legale