Procedura : 2008/2557(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B6-0134/2008

Testi presentati :

B6-0134/2008

Discussioni :

PV 09/04/2008 - 13

Votazioni :

PV 10/04/2008 - 9.11
CRE 10/04/2008 - 9.11

Testi approvati :

P6_TA(2008)0119

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 81kDOC 41k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B6-0133/2008
2 aprile 2008
PE401.159v01-00
 
B6‑0134/2008
presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da André Brie, Vittorio Agnoletto e Jens Holm
a nome del gruppo GUE/NGL
sul Tibet

Risoluzione del Parlamento europeo sul Tibet 
B6‑0134/2008

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla Repubblica popolare cinese ed in particolare quelle sulla situazione nel Tibet,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che recentemente vi sono state manifestazioni di protesta in tre monasteri buddisti, nel corso delle quali i monaci hanno dimostrato contro la linea tenuta in campo politico, sociale, culturale e religioso dalla Repubblica popolare cinese nei confronti del Tibet,

B.  considerando che nel corso di queste proteste gruppi di dimostranti hanno commesso gesti di violenza, anche contro persone, col conseguente intervento massiccio di forze di polizia e militari cinesi,

C.  considerando che secondo le autorità cinesi vi sono stati 20 morti; considerando che secondo altre fonti in questi scontri oltre 140 tibetani sono morti e moltissimi sono stati arrestati,

D.  considerando che ai giornalisti stranieri è stato negato l'accesso al Tibet, considerando che le autorità cinesi accusano i media stranieri di dare un'errata rappresentazione degli eventi; considerando che le missioni di fact-find organizzate dalle autorità di Pechino e fino ad ora riservate ai diplomatici occidentali non hanno consentito l'accesso libero e indipendente ai prigionieri tibetani,

E.  è convinto che l'organizzazione delle Olimpiadi a Pechino rappresenti per la Cina una straordinaria opportunità di aprirsi al mondo e viceversa, dimostrando che questo paese è in grado di mantenere le sue promesse in quanto alla promozione dei diritti fondamentali per tutti i cinesi senza distinzione,

F.  è convinto che sia interesse reciproco dell'Unione europea e della Repubblica popolare cinese trovare un terreno d'intesa politico e geostrategico internazionale che possa andare oltre gli scambi commerciali, e che includa il rispetto alla promozione dei diritti fondamentali e dei valori democratici cui aspirano i popoli di tutto il mondo,

G.  considerando in questo quadro il dialogo strutturato tra l'UE e la Cina sui diritti dell'uomo, avviato nel 2000,

1.  condanna tutti gli atti di violenza avvenuti a Lhasa e nel Tibet ed esprime le proprie sincere condoglianze alle famiglie delle vittime, qualunque sia la loro origine;

2.  ribadisce il proprio attaccamento all'integrità territoriale della Repubblica popolare cinese nonché al rispetto da parte dell'Unione europea del principio "Una politica per la Cina";

3.  si dichiara profondamente rammaricato della politica di assimilazione del Tibet svolta dalla Repubblica popolare cinese; chiede che sia salvaguardata l'identità del popolo tibetano mediante la promozione di una politica che tenga conto delle sue specificità sociali e culturali;

4.  è convinto che solo il dialogo fra le parti interessate possa calmare la situazione e rilanciare un processo politico in grado di rispondere durevolmente alle attese dei tibetani;

5.  si rammarica che i sei round di colloqui non ufficiali tra il governo della Repubblica popolare cinese e i rappresentanti del Dalai Lama non abbiano portato a conclusioni; sostiene le richieste internazionali che vogliono che i negoziati tra le due parti riprendano; chiede che i negoziati vengano rimessi in carreggiata prima delle Olimpiadi;

6.  invita la Cina a rispettare i propri impegni pubblici nei confronti dei diritti umani e delle minoranze, della democrazia e dello stato di diritto come annunciato nella decisione del Comitato olimpico internazionale che ha consentito alla Cina di organizzare le Olimpiadi;

7.  invita la Repubblica popolare cinese, nel quadro del suo dialogo sui diritti umani con l'Unione europea, di discutere proposte comuni volte a migliorare le situazione nella sua regione;

8.  invita la Repubblica popolare cinese a consentire nuovamente alla stampa internazionale l'accesso al Tibet;

9.  sollecita la Cina, come promesso dai suoi funzionari governativi, a ratificare la Convenzione internazionale delle Nazioni Unite sui diritti politici e civili e auspica che ciò avvenga prima delle Olimpiadi; invita la Cina a rispettare e ad attuare pienamente tutti gli altri accordi e convenzioni internazionali di cui è parte, in particolare quelli sui diritti umani;

10.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Presidente, al governo e al parlamento della Repubblica popolare cinese, e al Comitato internazionale olimpico.

Ultimo aggiornamento: 4 aprile 2008Avviso legale