Procedura : 2008/2622(RSP)
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Ciclo del documento : B6-0402/2008

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B6-0402/2008

Discussioni :

PV 03/09/2008 - 2

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PV 03/09/2008 - 7.5
CRE 03/09/2008 - 7.5
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P6_TA(2008)0396

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B6-0402/2008
1 settembre 2008
PE410.804
 
B6‑0402/2008
presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Annemie Neyts-Uyttebroeck, Marco Cappato, Lydie Polfer, Janusz Onyszkiewicz, István Szent-Iványi, Margarita Starkevičiūtė, Grażyna Staniszewska
a nome del gruppo ALDE
sulla situazione in Georgia

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Georgia 
B6‑0402/2008

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla Georgia, in particolare quelle del 26 ottobre 2006, del 29 novembre 2007 e del 5 giugno 2008,

–  viste le sue relazioni del 17 gennaio 2008, su una politica UE più efficace per il Caucaso meridionale, e del 15 novembre 2007, sullo sviluppo della politica europea di vicinato,

–  visto l'accordo di partenariato e cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da un lato, e la Georgia, dall'altro, entrato in vigore il 1° luglio 1999,

–  visto l'accordo di partenariato e di cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Federazione russa, dall'altra, entrato in vigore il 1° dicembre 1997 e scaduto nel 2007, ma automaticamente prorogato,

–  viste le conclusioni del Consiglio affari generali e relazioni esterne del 13 agosto 2008 e le conclusioni del Consiglio europeo straordinario svoltosi a Bruxelles il 1° settembre 2008,

–  viste l'azione comune del Consiglio 2008/450/PESC, del 16 giugno 2008, relativa all'ulteriore contributo dell'Unione europea al processo di risoluzione del conflitto in Georgia/Ossezia meridionale e altre precedenti azioni comuni del Consiglio sullo stesso argomento(1),

–  viste le risoluzioni 1781(2007) e 1808(2008) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che estendono al 13 agosto 2008 il mandato della missione di osservazione delle Nazioni Unite in Georgia,

–  visto il piano d'azione nel quadro della politica europea di vicinato approvato dal Consiglio di cooperazione UE-Georgia il 14 novembre 2006,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il recente conflitto in Georgia si inserisce in un lungo processo caratterizzato da tensioni crescenti tra la Georgia e la Russia, che sono il riflesso dell'ambizione russa di accrescere la propria influenza nella regione,

B.  considerando che il riconoscimento da parte russa dell'indipendenza dell'Akhazia e dell'Ossezia del Sud, avvenuto il 26 agosto, va in senso contrario rispetto agli sforzi intesi a pervenire a una soluzione pacifica e rispetto all'accordo in sei punti sul cessate il fuoco negoziato dall'Unione europea e firmato da Georgia e Russia e rischia di destabilizzare ulteriormente la regione del Caucaso, di compromettere le relazioni della Russia con i suoi principali partner e di minarne il ruolo all'interno della comunità internazionale,

C.  considerando che ci si dovrebbe ora concentrare sugli sforzi volti ad alleviare le sofferenze delle vittime civili su entrambi i fronti e sul ritorno delle persone sfollate a causa del conflitto, sulla definizione di un nuovo, valido meccanismo di composizione delle controversie, nonché sull'invio di osservatori internazionali e di una nuova forza internazionale e imparziale di mantenimento della pace,

D.  considerando che gli osservatori internazionali civili e militari, i mezzi d'informazione, le organizzazioni operanti nel settore dei diritti umani e il personale impegnato in attività di assistenza umanitaria devono poter accedere senza restrizioni a tutte le zone interessate dal conflitto e poter indagare liberamente sulle violazioni del diritto internazionale che sarebbero state commesse durante il conflitto,

E.  considerando che l'Unione europea deve continuare a dimostrare piena unità politica in risposta alla crisi in Georgia e parlare con una sola voce, in particolare per quanto riguarda le relazioni con la Russia, che il processo volto a pervenire a una soluzione pacifica e stabile dei conflitti in Georgia e nel Caucaso richiederà un generale ripensamento della politica di vicinato dell'UE e un nuovo impegno nei confronti dell'intera regione, in cooperazione con tutte le organizzazioni internazionali ed europee, nella fattispecie in cooperazione con l'OSCE,

F.  considerando che il conflitto in Georgia e le future relazioni dell'Unione europea con la Russia rappresentano un banco di prova cruciale per la nascente politica estera europea, e che l'Unione europea deve superare tale prova per essere veramente protagonista sulla scena mondiale,

1.  condanna l'uso della violenza nel quadro del conflitto in quanto incompatibile con gli obblighi internazionali ed europei, nonché con le numerose risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sui conflitti irrisolti nella regione; chiede la sospensione immediata delle operazioni che sembrano equivalenti a una pulizia etnica ed esige il rigoroso rispetto dell'accordo sul cessate il fuoco, e in particolare il ritiro delle forze russe dal porto di Poti, sul Mar Nero;

2.  deplora le sofferenze delle vittime civili del conflitto e sollecita un accordo immediato che garantisca libero accesso del personale impegnato in attività di assistenza umanitaria in tutte le zone interessate dal conflitto e dalle sue ripercussioni; ricorda alle parti che, ai sensi del diritto internazionale, esse hanno l'obbligo di consentire l'inoltro dell'aiuto umanitario in condizioni di sicurezza;

3.  chiede la rapida istituzione di un nuovo meccanismo multinazionale di osservazione e mantenimento della pace in Ossezia del Sud e in Abkhazia, sotto l'egida dell'ONU o dell'OSCE;

4.  ribadisce il suo sostegno senza riserve a favore dell'integrità territoriale e della sovranità della Georgia; sottolinea che qualsiasi soluzione pacifica e duratura dovrebbe essere basata sul rispetto di tali principi;

5.  chiede l'istituzione di un Fondo UE per la Georgia finalizzato alla gestione della crisi e alla ricostruzione, onde fornire una tangibile assistenza economica ed umanitaria, coadiuvare il ritorno dei profughi e la ricostruzione delle loro abitazioni e delle infrastrutture chiave e offrire strumenti per mitigare l'impatto negativo del conflitto sull'economia georgiana;

6.  chiede il rapido inoltro dell'assistenza umanitaria internazionale; invita il Consiglio e la Commissione a predisporre adeguati finanziamenti urgenti per tutte le vittime del conflitto ed esorta gli Stati membri ad adottare misure analoghe;

7.  osserva che solo adottando una solida linea comune l'Unione europea può fornire un significativo contributo a una soluzione pacifica e sostenibile del conflitto in parola e degli altri conflitti irrisolti nel Caucaso; chiede pertanto l'istituzione di una missione PESD civile e militare in Georgia, sotto l'egida dell'OSCE, incaricata di presidiare la zona cuscinetto e di promuovere misure atte a creare un clima di fiducia;

8.  è dell'avviso che la ricerca di soluzioni per il conflitto in Georgia e per gli altri conflitti irrisolti del Caucaso meridionale trarrà vantaggio dall'ulteriore internazionalizzazione dei meccanismi di composizione delle controversie; propone dunque che l'Unione europea convochi una "Conferenza transcaucasica per la pace" quale elemento chiave di tale processo; ritiene che la conferenza dovrebbe discutere di garanzie internazionali quanto al pieno rispetto dei diritti civili e politici nonché della promozione della democrazia attraverso il principio di legalità internazionale; sottolinea che la conferenza dovrebbe anche costituire un'opportunità per ascoltare la voce dei gruppi non rappresentati o costretti al silenzio della regione caucasica;

9.  invita il Consiglio e la Commissione a esaminare con urgenza come sviluppare e rafforzare ulteriormente la politica europea di vicinato, in particolare per quanto concerne la liberalizzazione dei visti e l'instaurazione di liberi scambi tra l'Unione europea e i paesi limitrofi, nonché tra paesi vicini; sollecita il Consiglio a definire senza indugi un mandato che incarichi la Commissione di avviare negoziati con la Georgia per un accordo commerciale globale e di ampio respiro;

10.  invita la Commissione ad adottare entro fine anno un nuovo documento di strategia regionale per il Caucaso meridionale che assegni all'UE un maggior ruolo strategico nella regione e offra ai paesi interessati un quadro istituzionale e finanziario ambizioso, inteso ad assisterli nei loro sforzi volti a creare legami politici ed economici più stretti con l'UE;

11.  chiede l'introduzione di un nuovo regime di agevolazioni in materia di visti tra la Georgia e l'UE nonché la revisione del regime di visti attualmente in vigore con la Russia;

12.  propone che il Consiglio vagli l'opportunità di nominare un inviato speciale dell'UE in Georgia di alto profilo, allo scopo di rendere più agevole la ricerca di una soluzione al conflitto e di rafforzare il ruolo e la visibilità dell'Unione europea nella regione;

13.  invita la Russia a seguire l'esempio della Georgia e a consentire ai media internazionali, agli osservatori dei diritti umani e a quanti sono incaricati di verificare il rispetto dei diritti umani pieno accesso alle zone poste sotto il suo controllo e sotto il controllo dei suoi cobelligeranti; sollecita un'indagine internazionale indipendente volta a stabilire se siano stati commessi crimini di guerra, crimini contro l'umanità o altri atti in violazione del diritto internazionale umanitario e delle norme internazionali in materia di diritti umani, e a individuarne i responsabili; chiede i presunti responsabili di tali violazioni siano assicurati alla giustizia, nel quadro di regolari procedimenti giudiziari davanti ai tribunali nazionali competenti o davanti al Tribunale penale internazionale;

14.  esprime profonda preoccupazione per il deterioramento delle relazioni tra l'UE e la Russia a seguito della condotta russa in Georgia; ribadisce il proprio impegno a favore di una stretta cooperazione tra l'Unione europea e la Russia, ma sottolinea che il "partenariato strategico" con la Russia già proclamato deve essere sostituito da relazioni più pragmatiche e realistiche; richiama l'attenzione sul fatto che la prosecuzione dei negoziati su un nuovo accordo UE‑Russia dipenderà, così come l'applicazione dell'accordo di agevolazione dei visti, dalla volontà da parte russa di compiere passi costruttivi per allentare la crisi attuale e dalla disponibilità della Russia a svolgere un ruolo serio, responsabile e costruttivo nel contesto internazionale ed europeo;

15.  auspica che in Georgia e in Russia cominci ora un serio dibattito interno sulle vicende che hanno portato al conflitto; si augura che tale dibattito nei due paesi possa contribuire alla ricerca di una soluzione duratura, rafforzare la democrazia e la responsabilità politica e favorire sia in Georgia che in Russia un'evoluzione verso soluzioni di politica estera più prevedibili, che escludano l'utilizzo di strumenti militari;

16.  invita il Comitato olimpico internazionale a valutare seriamente se la decisione di assegnare le Olimpiadi invernali del 2014 a Sochi sia tuttora valida, alla luce degli avvenimenti verificatisi di recente nelle immediate vicinanze della località che sarà la futura sede dei Giochi;

17.  invita la Commissione a presentare una valutazione delle conseguenze del recente conflitto sull'approvvigionamento energetico dell'UE e ad intensificare l'impegno di diversificazione delle forme e delle fonti di energia; ribadisce il proprio sostegno a favore dell'oleodotto Nabucco ed è del parere che il progetto dovrebbe essere una priorità per l'Unione europea, con un contributo specifico adeguato a carico del bilancio dell'UE;

18.  conferma il proprio impegno per la ratifica del trattato di Lisbona, che promuoverà una politica estera comune dell'UE e rafforzerà la dimensione "sicurezza e difesa" dell'Unione;

19.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri, al Presidente e al Parlamento della Georgia, alle Nazioni Unite, all'OSCE, al Consiglio d'Europa e al Presidente e al Parlamento della Federazione russa.

(1) GU L 157 del 17.6.2008, pag. 110.

Ultimo aggiornamento: 2 settembre 2008Avviso legale