presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Hannes Swoboda e Robert Goebbels
a nome del gruppo PSE
sull'aumento dei prezzi dell'energia
Risoluzione del Parlamento europeo sull'aumento dei prezzi dell'energia
B6‑0436
Il Parlamento europeo,
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vista la comunicazione della Commissione al Consiglio europeo e al Parlamento europeo dal titolo "Una politica energetica per l'Europa" (COM(2007)0001),
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visti le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo dell'8 e 9 marzo 2007 e il Piano d'azione del Consiglio europeo (2007-2009) per una politica energetica per l'Europa (PEE),
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vista la sua risoluzione del 26 settembre 2007 dal titolo "Verso una politica estera comune dell'Europa in materia di energia",
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visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,
A.
considerando che negli ultimi tre anni i prezzi del petrolio sono più che triplicati e che, poiché quest'ultimo rappresenta il 37% del consumo energetico dell'UE, tale fenomeno ha avuto un impatto devastante sulle economie e le famiglie dell'UE,
B.
considerando che l'inflazione dei prezzi dell'energia è una delle principali ragioni per cui la BCE lascia il tasso d'interesse principale invariato al 4% dal luglio 2007 e non prevede cambiamenti nel prossimo futuro,
C.
considerando che il prezzo del petrolio dipende da vari fattori, tra cui: la mancanza di investimenti in prospezione petrolifera e capacità di raffinazione; il considerevole aumento della domanda di petrolio negli ultimi anni, nel quadro di una crescita della domanda globale di energia che, secondo alcune stime dell'AIE, supererà il 50% entro il 2030, nonché il rapido incremento dei consumi energetici da parte delle economie emergenti; l'instabilità politica in Medio Oriente; l'eccessivo sfruttamento delle risorse petrolifere; fenomeni meteorologici e le speculazioni sui prezzi,
D.
considerando che l'energia rappresenta un fabbisogno umano fondamentale e che tuttavia un numero crescente di cittadini UE non è in grado di sostenere i costi dei propri consumi energetici e che i consumatori vulnerabili, tra cui gli anziani, i disabili e le famiglie a basso reddito, sono le categorie più colpite,
E.
considerando che politica estera europea comune in materia di energia, basata sulla solidarietà, la diversificazione e la promozione della sostenibilità, creerebbe sinergie che garantirebbero all'Unione europea la sicurezza dell'approvvigionamento e accrescerebbe il peso e le capacità dell'UE nel settore della politica estera, nonché la sua credibilità come attore globale,
1.
sottolinea che occorre attenuare, nel breve termine, le conseguenze di tali fenomeni sulle categorie più vulnerabili, ove necessario attraverso misure sociali; invita la Commissione a contrastare il rischio di una maggiore esclusione sociale causata dall'aumento dei prezzi petroliferi; afferma che è necessario ricorrere al Fondo sociale europeo per far fronte alla disoccupazione dovuta a tale aumento;
2.
manifesta preoccupazione per le conseguenze sociali dell'aumento dei costi di alloggio, riscaldamento e trasporto, in particolare sulle categorie povere, vulnerabili e a basso reddito, e sollecita gli Stati membri ad adottare adeguate misure volte a garantire la disponibilità e l'accessibilità economica di tali servizi, tra cui sia forme mirate di sostegno al reddito, sia incentivi per migliorare l'efficienza energetica delle famiglie, allo scopo di garantire la mobilità ed evitare l'esclusione sociale e la pauperizzazione; accoglie con favore, in tale contesto, la proposta recentemente avanzata dal Presidente dell'Eurogruppo, che ha invitato gli Stati membri a fissare redditi minimi nazionali per far sì che tutti i cittadini europei vivano al di sopra della soglia di povertà;
3.
ritiene che la Commissione debba presentare una comunicazione su come affrontare la povertà energetica nell'Unione europea; invita gli Stati membri a definire la povertà energetica a livello nazionale e a sviluppare piani di azione nazionali per eliminarla; invita la Commissione a monitorare e coordinare i dati forniti dagli Stati membri, oltre a garantire il rispetto degli obblighi vigenti in materia di servizi universali e pubblici;
4.
esorta la Commissione a rendere giuridicamente vincolante la proposta carta del consumatore nel settore dell'energia e gli Stati membri a far sì che le autorità nazionali di regolamentazione facciano ampio uso dei poteri di cui dispongono per assistere i consumatori;
5.
richiama l'attenzione sul fatto che l'aumento dei prezzi dell'energia è strettamente legato alla crisi finanziaria nella quale le immissioni di liquidità da parte delle banche centrali, volte a prevenire i casi di bancarotta, possono aver accresciuto gli investimenti speculativi in beni di consumo; invita il FMI e il Forum per la stabilità finanziaria a valutare tale "effetto collaterale" e a tenerne conto nel proporre soluzioni globali; a questo proposito, invita la Commissione a proporre in via d'urgenza misure concrete per vietare l'offerta, la diffusione o la promozione nell'UE di strumenti finanziari, fra cui le assicurazioni e i prodotti assicurativi legati ai fondi d'investimento, qualora tutti i loro profitti o parte di essi derivino dalle speculazioni sui generi alimentari;
6.
osserva con grande preoccupazione le crescenti e divergenti tendenze inflazionistiche, legate in particolare ai prezzi dell'energia all'interno dell'UEM e di tutta l'Unione europea;invita l'Ecofin, l'Eurogruppo, la Commissione europea e la BCE a mettere a punto con urgenza – in stretta cooperazione con il Parlamento e le parti sociali – una strategia macroeconomica disinflazionistica proattiva, che preveda investimenti proattivi e politiche salariali nonché tagli ai tassi d'interesse tesi a stabilizzare la crescita economica e la domanda;
7.
prende atto dell'aumento del gettito fiscale energetico dovuto ai recenti aumenti del prezzo del petrolio; sottolinea l'importanza di misure fiscali adeguate, anche nel settore dell'edilizia abitativa, come mezzo per ridurre la dipendenza economica dai combustibili fossili, affrontare il cambiamento climatico, incentivare e agevolare gli investimenti nell'efficienza energetica, nelle energie rinnovabili e nei prodotti rispettosi dell'ambiente; sottolinea che anche in ambito fiscale sarebbe opportuno adottare il principio "chi inquina paga";
8.
chiede la creazione di un meccanismo d'urgenza integrato dell'Unione europea per la sicurezza dell'approvvigionamento, con un aumento delle riserve minime di petrolio nell'UE, passando dai 90 ai 120 giorni di consumo, e la costituzione di riserve di gas minime per almeno 90 giorni;
9.
rileva che la pubblicazione settimanale (a partire da dati pubblici, come negli Stati Uniti) delle riserve europee di petrolio e di prodotti petroliferi, come pure delle importazioni ed esportazioni per tipo di prodotto (greggio, benzina, gasolio, gasolio domestico e altri prodotti) consentirebbe di avere un quadro più chiaro delle tensioni presenti sul mercato mondiale, di evidenziare il livello dei consumi europei e di ridurre il tropismo degli operatori di mercato verso le riserve americane contribuendo pertanto ad attenuare la volatilità del prezzo del petrolio;
10.
manifesta preoccupazione per il fatto che l'integrale e tempestivo recepimento e rispetto della legislazione in materia di efficienza energetica non figuri tra le priorità dei governi di molti Stati membri, nonostante la retorica sulla lotta al cambiamento climatico e sulla riduzione delle importazioni energetiche dell'UE; rileva inoltre che, diversificando la produzione, l'obiettivo del 20% in materia di energie rinnovabili accrescerà la stabilità dei mercati energetici, con vantaggi di lungo periodo in termini di costi per i consumatori;
11.
osserva che il settore dell'energia realizza attualmente ingenti profitti grazie al prezzo del petrolio, senza peraltro investire nello sviluppo del settore della raffinazione, come necessario per tenere il passo con l'aumento della domanda; invita la Commissione a monitorare l'andamento dei prezzi, con particolare riguardo alle ripercussioni di aumenti o diminuzioni sui consumatori; invita inoltre la Commissione, in tale contesto, a presentare proposte su come utilizzare la politica di responsabilità sociale delle imprese a livello dell'UE;
12.
rileva l'ingiustificata indicizzazione dei prezzi del petrolio e del gas negli appalti per la fornitura di gas di lungo termine, che comporta un incremento dei prezzi del riscaldamento e dell'energia elettrica; invita la Commissione ad analizzare il legame tra tali fattori e a fornire una risposta politica appropriata;
13.
invita la Commissione a elaborare con urgenza misure relative al settore dei trasporti, non solo per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento in prodotti petroliferi, ma anche per ragioni ambientali; osserva che per ridurre la dipendenza dal petrolio del settore dei trasporti è fondamentale porre l'accento su un passaggio modale dai trasporti su strada a quelli su ferrovia e vie navigabili interne e/o al piccolo cabotaggio, promuovendo e rilanciando nell'UE il trasporto ferroviario di merci e passeggeri nonché la navigazione interna e di piccolo cabotaggio;
14.
chiede che venga messa a punto una politica estera comune europea in materia di energia, che contribuirebbe sensibilmente a garantire la sicurezza energetica all'intera UE, perseguendo al tempo stesso l'obiettivo della sostenibilità a livello internazionale, e fornendo quindi ai cittadini dell'UE un forte valore aggiunto agli sforzi profusi a livello nazionale; ritiene che la politica energetica, e in particolare la sicurezza delle forniture energetiche, debbano essere parte integrante e portante della politica estera comune, e che occorre tener conto della politica energetica in tutti i contesti di politica estera;
15.
rileva le conseguenze dell'aumento dei prezzi dell'energia, in particolare sui paesi in via di sviluppo, e invita la Commissione a elaborare una strategia che contribuisca ad attenuare gli effetti negativi dell'inaccessibilità economica dell'energia sulle popolazioni più povere; rileva altresì che tale cospicuo aumento potrebbe scatenare crisi e conflitti a livello internazionale, con conseguenze in termini di democrazia, diritti umani e povertà, in particolare nei paesi in via di sviluppo;
16.
è convinto che la politica estera comune europea in materia di energia e le iniziative dell'UE per la cooperazione internazionale in tale settore dovrebbero essere basate sui principi sanciti nel trattato sulla Carta dell'energia;
17.
invita l'UE a proseguire la collaborazione a livello internazionale con i principali paesi produttori e consumatori, per far fronte alla mancanza di investimenti in capacità di trivellazione e raffinazione e alla crescente domanda globale di energia e per intensificare la produzione;
18.
accoglie con favore il partenariato internazionale per la cooperazione nel settore dell'efficienza energetica (IPEEC) istituito dai paesi del G8, oltre a Cina, India, Corea del Sud e UE nel giugno 2008; invita gli Stati che aderiscono a tale partenariato ad adottare obiettivi vincolanti per l'efficienza energetica, ambiziosi e paragonabili agli obiettivi fissati dall'UE, e a creare un quadro legislativo che agevoli le iniziative a favore dell'efficienza energetica; sollecita una strategia globale onnicomprensiva e coerente destinata a promuovere l'uso delle fonti energetiche alternative;
19.
chiede che anche i paesi europei che non fanno parte dell'Unione europea, come ad esempio la Norvegia – terzo paese esportatore di petrolio a livello mondiale – partecipino attivamente alla politica estera comune europea in materia di energia;
20.
appoggia le iniziative della Commissione per un dialogo più stretto in materia di energia con i paesi del Caucaso meridionale, della regione del Caspio e dell'Asia centrale nonché del Bacino Mediterraneo e del Medio Oriente; accoglie con favore l'impegno dell'Unione per un approccio basato sul "dialogo critico e costruttivo" con i paesi della regione, che consenta di trovare un equilibrio tra l'interesse dell'UE nella diversificazione delle proprie forniture di petrolio e gas e l'obiettivo di realizzare riforme politiche in tali paesi;
21.
chiede lo sviluppo dei meccanismi esistenti e la creazione di nuovi meccanismi nell'ambito della politica europea di vicinato e della sinergia del Mar Nero, nella prospettiva di un approfondimento della cooperazione con i paesi di transito – Ucraina, Bielorussia, Moldova, paesi del Caucaso meridionale, del Mashreq e del Maghreb – onde consentire una maggiore trasparenza del funzionamento del mercato e garantire la stabilità delle forniture e del transito;
22.
incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti degli Stati membri.