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Ciclo del documento : B6-0447/2008

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B6-0447/2008

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PV 24/09/2008 - 4
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PV 24/09/2008 - 10.4

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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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17 settembre 2008
PE413.300
 
B6‑0447/2008
presentata a norma dell'articolo 33 del regolamento
da Eva Lichtenberger, Monica Frassoni e Daniel Cohn-Bendit
a nome del gruppo Verts/ALE
sulle priorità del Parlamento europeo per il programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2009

Proposta di risoluzione del Parlamento europeo sulle priorità del Parlamento europeo per il programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2009 
B6‑0447/2008

Il Parlamento europeo,

–  vista la comunicazione della Commissione sulla strategia politica annuale per il 2009 (COM(2008) 72), adottata il 13 febbraio 2008, presentata dalla Commissione e discussa nella tornata del Parlamento di marzo 2008,

–  vista la relazione di sintesi della Conferenza dei presidenti di commissione placeStatedel 9 luglio 2008,

–  visto l'articolo 33 placeStatedel suo regolamento,

A.  considerando che il programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2009 va visto nel contesto delle elezioni del Parlamento europeo, della fine del mandato della Commissione attualmente in carica e della nomina di una nuova Commissione,

B.  considerando che le politiche volte a fare dell'UE la "società della conoscenza più competitiva al mondo" devono essere progettate in modo tale da evitare di compromettere altri obiettivi generali che l'UE si sforza di raggiungere, in particolare quelli di combattere il cambiamento climatico, di diventare la società più efficiente al mondo sotto il profilo energetico e di contribuire al conseguimento degli Obiettivi del millennio,

C.  considerando che la Commissione, attraverso il suo potere d'iniziativa e nella sua qualità di custode dei trattati, svolge un ruolo speciale e ha l'obbligo, nel proporre nuove politiche e nuovi atti legislativi, di individuare strumenti che siano proporzionati e commisurati agli obiettivi nonché vantaggiosi per tutte le parti, superando talvolta il problema di obiettivi ed interessi apparentemente contraddittori,

Cambiamento climatico ed Europa sostenibile

1.  si compiace dell'impegno a mantenere la leadership dell'UE nei negoziati internazionali e ad affiancare a tale ambizione misure concrete in Europa; rileva tuttavia con preoccupazione che, per quanto riguarda le proposte attuali, anche l'obiettivo del 30% entro il 2020 è incompatibile con le raccomandazioni scientifiche di limitare il cambiamento climatico a +2°C, se si mantiene il livello autorizzato di compensazione con crediti esterni; invita pertanto la Commissione ad assicurare, durante i negoziati sul pacchetto climatico, che le ambizioni concordate dal Consiglio europeo vengano portate a un livello più alto e che il pacchetto contribuisca ai negoziati internazionali per un futuro accordo sul clima che sia coerente con gli obiettivi di +2°C;

2.  ribadisce che tutti i proventi delle aste dell'EU-ETS (il sistema dell'UE di scambio di quote di emissione) devono essere utilizzati per la lotta ai cambiamenti climatici, in Europa o in paesi in via di sviluppo; è contrario alle proposte di utilizzare la dotazione di EU-ETS per sovvenzionare determinate tecnologie; ritiene che la prevedibilità del prezzo del carbonio debba essere lo strumento principale per spingere le tecnologie sul mercato;

3.  ritiene necessario e urgente che l'UE predisponga una capacità finanziaria a livello di UE per impegni da assumere nell'ambito del futuro accordo sul clima, in particolare per quanto riguarda le riduzioni delle emissioni esterne e l'opportunità di premiare i comportamenti che evitano la deforestazione e il degrado, nonché l'assistenza per l'adattamento ai cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo; invita la Commissione a formulare proposte in linea con le conclusioni scientifiche della quarta relazione di valutazione dell'IPCC ( il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) e con le necessità di finanziamento individuate nel quadro dei preparativi dell'UNFCCC/KP (la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici/Protocollo di Kyoto);

4.  è sconcertato, nel contesto degli obiettivi dell'UE per la protezione della biodiversità e la mitigazione dei cambiamenti climatici, per il ritardo nella presentazione di una proposta che vieti l'immissione sul mercato di prodotti ottenuti da legname abbattuto illegalmente;

5.  chiede che la politica di consumo sostenibile sia rafforzata mediante obiettivi annuali di riduzione dell'uso delle risorse naturali nell'UE;

6.  sottolinea l'importanza di garantire la piena applicazione della legislazione dell'UE, specialmente per realizzare gli obiettivi in materia di biodiversità, acque e qualità dell'aria; afferma che per garantire un'applicazione coerente della legislazione ambientale dell'UE è necessario destinare a ciò risorse sufficienti ed operare a tutto campo intensificando gli sforzi nel 2009;

7.  si attende che la strategia per il Mar Baltico preveda misure efficaci per ridurre l'inquinamento da varie fonti, compresa l'agricoltura, senza ulteriori ritardi; considera il progettato gasdotto placeStatedel Mar Baltico incompatibile con lo sviluppo sostenibile della regione;

8.  si rammarica del fatto che la Commissione non abbia introdotto proposte al fine di includere il settore del trasporto marittimo negli obiettivi di riduzione delle emissioni dell'UE e non abbia avanzato proposte per affrontare la questione dell'impatto sul clima delle emissioni di NOx del trasporto aereo; chiede che misure in tal senso siano introdotte senza ulteriori ritardi;

9.  si rammarica del ritardo nella revisione della direttiva sui limiti nazionali di emissioni (NEC) e dell'etichettatura relativa alle emissioni di CO2 delle automobili;

10.  insiste affinché il Piano d'azione in materia di energia 2010-2014 si concentri sull'efficienza energetica e le energie rinnovabili, anziché promuovere le energie convenzionali e privilegiare determinate tecnologie, come la cattura e lo stoccaggio del carbonio, che non consentiranno di realizzare gli obiettivi per il 2020 in materia di cambiamento climatico;

11.  è d'accordo, per quanto riguarda la politica agricola comune, che le priorità comprendano il consolidamento e l'attuazione delle iniziative avviate nel 2008, in particolare l'organizzazione comune dei mercati (OCM) unica, le proposte legislative relative allo "stato di salute", il seguito del Libro verde sulla qualità, e gli effetti previsti dei cambiamenti climatici sul settore agricolo; sottolinea che altri settori che richiederanno particolare attenzione nel 2009 sono l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, la conservazione e l'uso sostenibile della biodiversità agricola, il programma "frutta nelle scuole", la qualità dei prodotti agricoli, le zone svantaggiate, gli indigenti/l'aiuto alimentare, l'OMC, l'accesso qualificato al mercato, e condizioni commerciali eque – norme sociali ed ecologiche nel commercio – nei dispositivi di libero scambio;

12.  richiama l'attenzione sul fatto che attualmente i prodotti alimentari derivati da animali clonati possono entrare nel mercato europeo del tutto incontrollati; invita pertanto al Commissione a presentare una proposta per una regolamentazione dei prodotti alimentari derivati da animali clonati e da loro discendenti, da adottarsi con la procedura di codecisione, come chiesto dal PE nella sua sessione di settembre I; ritiene che nell'attesa dell'entrata in vigore di una siffatta regolamentazione si dovrebbe imporre una moratoria dell'immissione sul mercato di prodotti alimentari ottenuti da animali clonati e da loro discendenti;

13.  sostiene fermamente che la Commissione, come parte integrante del lavoro preparatorio per l'entrata in vigore del regolamento sulla lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (pesca IUU: Illegal, Unreported and Unregulated fishing), dovrà dedicare sufficienti risorse finanziarie, tecniche e di personale all'assistenza a quei paesi terzi, specialmente del mondo in via di sviluppo, che avranno bisogno di essere aiutati a soddisfare i requisiti del sistema di certificazione delle catture, di cui è prevista l'entrata in vigore nel 2010;

14.  invita la Commissione a presentare, come promesso, la road map per la riduzione dei rigetti di pesce in mare, comprendente calendari specifici per diversi tipi di pesca, nonché le proposte legislative ad essa associate;

15.  invita la Commissione a prendere in considerazione, nel corso delle sue discussioni e consultazioni sulla riforma della politica comune della pesca, programmi volti a modificare le flotte pescherecce in modo da ridurre il loro impatto sull'ambiente (migliorando la selettività, diminuendo il consumo di energia, riducendo i danni ai fondali marini ecc.) nonché, ove necessario, a ridurre le dimensioni di quelle parti delle flotte dell'UE che hanno ancora una mole eccessiva rispetto alle risorse a loro disposizione;

Crescita e occupazione

16.  deplora il ritardo nel dar seguito alla richiesta del Parlamento di procedere a un riesame della direttiva sul distacco dei lavoratori; chiede che tale riesame chiarisca la direttiva in modo tale da garantire i diritti fondamentali dei lavoratori distaccati per la fornitura di servizi;

17.  valuta positivamente le azioni volte a facilitare la mobilità dei cittadini e a tutelare i loro diritti nell'esercizio di tale mobilità; chiede alla Commissione di presentare una proposta rinnovata sui diritti a pensione complementare che affronti la questione della portabilità della pensione;

18.  deplora l'assoluta mancanza di qualsiasi iniziativa legislativa della Commissione per quanto riguarda il riconoscimento e la salvaguardia dei servizi sociali e sanitari di interesse generale;

19.  è profondamente deluso per il risultato della valutazione placeStatedel funzionamento del Fondo di adeguamento alla globalizzazione, poiché dall'esperienza fatta finora è emerso che:

   (a)il Fondo non è riuscito a raggiungere le piccole e medie imprese;
   (b)esso non viene utilizzato appieno e quindi non raggiunge i cittadini nella misura prevista;
   (c)è stato utilizzato solo in un numero limitato di settori, come il settore automobilistico;
   (d)i criteri del Fondo non consentono di valutare adeguatamente se coloro che presentano domanda siano veramente vittime della globalizzazione o manchino di capacità di innovazione e adattamento; ritiene pertanto che al momento della prossima valutazione, se non vi saranno stati progressi in questi settori, sarà opportuno prendere in seria considerazione lo scioglimento del Fondo, facendone confluire le risorse finanziarie nei Fondi sociale e di coesione;

20.  avverte che ogni iniziativa sulla questione dell'assistenza sanitaria transfrontaliera dovrebbe tener conto della solidità economica e della sostenibilità finanziaria dei regimi di sicurezza sociale degli Stati membri nonché del coordinamento dei regimi di sicurezza sociale già esistente; osserva che ogni proposta in materia deve rispettare la sussidiarietà, puntando nel contempo a migliorare l'accesso alla cure sanitarie e ad assicurare standard elevati di assistenza sanitaria; rileva che future iniziative potrebbero portare miglioramenti per quanto riguarda (a) la libera circolazione delle persone che lavorano nel settore della sanità e (b) il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali in questo settore;

21.  ritiene che gli strumenti esistenti negli Stati membri dell'UE non siano più adeguati a contenere l'impatto delle crisi finanziarie in modo da ridurre al minimo i costi collettivi ed evitare il rischio morale; si rammarica al riguardo del fatto che la Commissione non abbia avviato un'ampia riforma delle attuali disposizioni dell'UE in materia di regolamentazione e vigilanza per rispondere a queste sfide; sollecita in particolare la Commissione a proporre misure legislative per quanto riguarda la regolamentazione degli "hedge fund" (i fondi speculativi) e della "private equity" (l'investimento in azioni non quotate);

22.  si rammarica del fatto che la vigilanza finanziaria non sia andata di pari passo con l'integrazione dei mercati; sollecita la Commissione a presentare una risoluzione volta a trasformare gli attuali comitati di livello 3 Lamfalussy in una struttura di vigilanza dell'UE; ricorda ancora una volta che l'istituzione di un'autorità europea di vigilanza sarà il modo migliore per ottenere a lungo termine una vigilanza efficace delle imprese transfrontaliere; sollecita in particolare la Commissione ad assumere iniziative per sviluppare un punto di vista europeo sulle esposizioni ai rischi, nonché una struttura europea che consenta un rapido scambio di informazioni e una chiara ripartizione delle responsabilità di vigilanza, elementi tuttora mancanti;

23.  esprime la propria preoccupazione per gli effetti collaterali negativi della speculazione sulle commodities (i prodotti di base) e più generalmente per l'impatto delle operazioni finanziarie speculative sull'economia reale; ritiene che ciò costituisca un solido elemento a favore del rilancio del progetto di introdurre un'imposta generale sulle operazioni finanziarie; sollecita la Commissione ad adottare misure al riguardo;

24.  esprime la propria preoccupazione per il ritardo della Commissione nell'attuazione della sua iniziativa di istituire una base imponibile consolidata comune per le società (CCCTB);

25.  si rammarica del fatto che la Commissione non abbia formulato una strategia di ampio respiro per combattere le frodi fiscali, che pure sono stimate pari al 2-2,5% del PIL dell'UE;

26.  ricorda che lo scandalo dell'evasione fiscale in Liechtenstein ha messo in evidenza l'urgente necessità di riformare la direttiva in materia di tassazione dei redditi da risparmio; esprime al riguardo profonda preoccupazione per il ritardo della Commissione nel riesaminare la questione; sollecita in particolare la Commissione ad allargare il campo di applicazione della direttiva sulla tassazione del risparmio, in modo che copra tutte le forme di attività finanziarie, nonché il suo ambito geografico di applicazione, considerando che alcuni europei hanno trasferito il loro denaro in Asia (in particolare a Hong Kong, Singapore e Macao) per beneficiare dello stretto segreto bancario vigente in tali località, che facilita l'evasione fiscale; 

27.  invita la Commissione a prepararsi convenientemente per gli adeguamenti necessari al momento della revisione di medio periodo dell'attuazione dei Fondi strutturali, senza perdere tempo in attesa della prossima generazione di Fondi strutturali, al fine di rispondere alle urgenti sfide poste dai cambiamenti climatici e di rivedere l'elenco delle categorie di spesa (stanziamenti di Lisbona) nell'allegato IV, in conformità dell'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio recante disposizioni generali sui Fondi strutturali, introducendo categorie destinate a far fronte agli effetti dei cambiamenti climatici;

28.  chiede, per quanto riguarda l'attuazione della politica di coesione, che la Commissione garantisca tanto la piena applicazione del principio del partenariato in conformità dell'articolo 11 del regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, recante disposizioni generali sui Fondi strutturali, quanto il pieno rispetto del mainstreaming di genere nonché della protezione dell'ambiente nell'attuazione dei programmi operativi; invita la Commissione ad impedire qualunque uso dei Fondi strutturali in violazione della legislazione comunitaria, in particolare di quella ambientale, e ritiene che la Commissione debba sempre sospendere i finanziamenti qualora vi siano seri dubbi in merito al rispetto della legislazione dell'UE;

29.  plaude al nuovo piano d'azione della Commissione per le azioni strutturali (COM (2008) 97); sollecita la Commissione a continuare a migliorare il controllo di bilancio e le chiede di cooperare strettamente con il Parlamento, gli Stati membri e le autorità locali e regionali, e di riferire regolarmente al PE;

30.  invita la Commissione a sollecitare ulteriori progressi in materia di sviluppo territoriale europeo realizzando il primo programma d'azione per l'attuazione dell'Agenda territoriale dell'UE nonché promuovendo e sviluppando ulteriormente la Carta di Lipsia, applicando nel contempo pienamente i requisiti di Natura 2000; sottolinea che la dimensione rurale dev'essere integrata nell'Agenda territoriale, attraverso un processo analogo a quello che ha portato alla Carta di Lipsia, e che si deve tenere pienamente conto delle interdipendenze tra dimensione urbana e rurale nel processo di attuazione dei Fondi strutturali;

31.  chiede alla Commissione di presentare un piano d'azione per uno spazio marittimo europeo unico senza confini e un programma d'azione sulla mobilità urbana; sottolinea che in entrambi i piani d'azione devono essere pienamente integrati gli obiettivi e le preoccupazioni in materia di cambiamenti climatici;

32.  plaude all'intenzione di presentare Libro verde su come mettere a frutto il potenziale delle industrie culturali e creative e una comunicazione sul multilinguismo; sottolinea che, per quanto riguarda il Libro verde sulla mobilità transfrontaliera giovanile, si devono considerare le questioni di come il sostegno dell'UE ha contribuito ad aumentare tale mobilità e dei futuri fabbisogni di bilancio per realizzare gli obiettivi numerici prestabiliti;

Realizzare la politica comune d'immigrazione

33.  plaude all'idea dell'approccio globale sulle migrazioni, che ora comprende anche le migrazioni legali, ma sottolinea che nell'ambito di tale pacchetto la Commissione dovrebbe presentare proposte settoriali per i lavoratori stagionali;

34.  deplora l'introduzione degli indicatori biometrici nei documenti di residenza e di viaggio nel quadro della gestione integrata delle frontiere esterne;

35.  invita la Commissione ad adottare iniziative appropriate per superare l'impasse creatasi in Consiglio riguardo alla proposta sui diritti procedurali nei procedimenti penali; rileva che la commissione per le libertà civili del Parlamento, nel quadro della procedura di bilancio per il 2009, ha chiesto che nel quadro della cooperazione giudiziaria venga istituito un corpo di avvocati difensori;

36.  chiede alla Commissione di riferirgli in merito all'attuazione delle raccomandazioni del Parlamento sul presunto utilizzo di paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegali di prigionieri, e in merito ai risultati del questionario inviato a tutti gli Stati membri dell'UE sulle rispettive misure contro il terrorismo;

Mettere il cittadino al primo posto

37.  invita la Commissione, nel contesto dell'ulteriore applicazione del regolamento REACH, a chiedere all'Agenzia europea per le sostanze chimiche di redigere un elenco esauriente delle sostanze candidate ad essere classificate come "estremamente problematiche", in modo da consentire di stabilire il giusto ordine di priorità di tali sostanze ai fini dell'autorizzazione, e ad attuare il diritto dei consumatori di chiedere informazioni sulla presenza di tali sostanze nei prodotti di consumo, come chiesto dal Parlamento europeo nella sua risoluzione del 10 aprile 2008 sulla lotta al cancro nell'Unione europea allargata;

38.  invita la Commissione ad assumere iniziative per rafforzare la sicurezza dei prodotti di consumo, in particolare riguardo alla nuova direttiva sulla sicurezza dei giocattoli proposta dalla stessa Commissione;

39.  osserva che mancano obblighi di etichettatura per gli alimenti di origine animale ottenuti da animali alimentati con prodotti geneticamente modificati; invita pertanto la Commissione a proporre disposizioni per disciplinare l'etichettatura di tali prodotti, al fine di garantire la trasparenza per i consumatori;

40.  chiede alla Commissione di assumere iniziative appropriate volte ad introdurre, per i lavoratori che esercitano il diritto di libera circolazione, una tessera socio-previdenziale europea - preferibilmente integrandola nella tessera sanitaria - che copra le materie contemplate dal regolamento 883/2004: prestazioni di malattia, pensioni, invalidità, infortuni, disoccupazione e assegni familiari;

41.  chiede alla Commissione di dare seguito alla richiesta del Parlamento di designare un inviato dell'Unione europea per i diritti delle donne, al fine di assicurare che al momento delle decisioni politiche si tenga sempre conto dei diritti delle donne, sia all'interno dell'UE che nel resto del mondo;

L'Europa quale partner mondiale

42.  si duole del fatto che finora la Commissione non abbia fatto alcun riferimento al previsto riesame di medio periodo degli strumenti per le relazioni esterne (RELEX), sebbene ciò sia stato concordato in uno scambio di lettere fra la Commissione e il Parlamento europeo; sottolinea in tale contesto che si aspetta che la Commissione formuli nel contempo proposte appropriate per affrontare il problema del cronico sottofinanziamento della Rubrica 4, azioni esterne;

43.  si attende che la Commissione, nella sua seconda relazione sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo, prevista per il 2009, fornisca anche indicazioni su come assicurare che l'Europa rimanga sulla strada giusta per mantenere gli impegni a raggiungere entro il 2015 un livello di APS (aiuto pubblico allo sviluppo) pari allo 0,7% del reddito interno lordo, e più in generale su come far fronte alle sfide più recenti - quali i cambiamenti climatici, i prezzi alimentari, i prezzi dell'energia e gli agrocarburanti - che pesano specialmente sul mondo in via di sviluppo, rendendo ancor più difficile la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo del Millennio;

44.  si compiace della ripresa dei negoziati sotto l'egida delle Nazioni Unite e del genuino clima di fiducia tra il Presidente della Repubblica di Cipro, Dimitris Christofias, e il leader della comunità turco-cipriota, Mehmet Talat; invita la Commissione ad accelerare le procedure e rendere pienamente operative tutte le risorse destinate alla comunità turco-cipriota, affinché sia pienamente equipaggiata e preparata allorché verrà raggiunta una soluzione complessiva fra le due parti e potranno essere finalmente rimossi tutti gli ostacoli alla riunificazione dell'isola e alla reintegrazione delle due comunità; sollecita nel frattempo la Commissione a compiere ogni sforzo per migliorare il regolamento sulla "Linea verde", facilitando in tal modo gli scambi commerciali tra le due parti dell'isola, che sono spesso ostacolati e limitati;

45.  sottolinea le accresciute responsabilità dell'UE nei Balcani occidentali; si attende che la missione EULEX in Kosovo sia pienamente operativa entro la fine dell'anno; si compiace, a tale riguardo, dell'accordo raggiunto con il Segretario generale delle Nazioni Unite per quanto concerne la riconfigurazione dell'UNMIK, che rafforzerà il coordinamento delle due missioni internazionali in vista dell'applicazione di tutte le disposizioni del piano Ahtisaari, soprattutto per quanto riguarda il consolidamento delle istituzioni democratiche, e il rispetto dei diritti umani e delle minoranze e dello stato di diritto; si rammarica del fatto che i futuri impegni finanziari per il Kosovo non siano meglio specificati;

46.  sottolinea la necessità che l'UE agisca nei Balcani da attore attendibile e capace di farsi capire, applicando gli stessi standard a tutti i paesi; plaude a tale riguardo alla firma dell'accordo di stabilizzazione e associazione con la Serbia e la Bosnia-Erzegovina, che contribuirà ulteriormente alla stabilità della regione; ritiene tuttavia che siano necessari ulteriori sforzi per semplificare le procedure per il visto e facilitare l'accesso all'UE per le persone che vivono nei Balcani occidentali; rivolge un appello a tutti gli Stati membri dell'UE affinché non ostacolino il processo di adesione se i candidati e i potenziali candidati soddisfano le condizioni prestabilite;

47.  sottolinea che la crisi in Georgia ha messo ulteriormente in questione il partenariato strategico con la Federazione russa, che deve essere riesaminato in modo approfondito alla luce dei recenti drammatici eventi; richiama ancora una volta l'attenzione della Commissione sull'importanza di collocare le questioni della democrazia, dei diritti umani e della libertà di espressione al centro delle future relazioni con la Russia; sollecita al riguardo la Commissione a definire e includere chiari parametri di riferimento nei negoziati per il nuovo accordo di partenariato e cooperazione che dovrebbe sostituire quello scaduto alla fine del 2007, istituendo un meccanismo che consenta di monitorare con chiarezza l'applicazione di tutte le clausole di un siffatto accordo;

48.  sollecita la Commissione ad assistere attivamente le autorità georgiane nella preparazione di un piano di ricostruzione a medio e a lungo termine per le zone colpite dal conflitto, preceduto da una stima corretta e completa dei danni di guerra; ribadisce l'appello per un aiuto e un'azione d'urgenza per la situazione della Georgia, in particolare per il problema degli alloggi, al fine di facilitare il ritorno dei profughi e trovare loro una sistemazione sicura prima dell'inverno; invita la Commissione a definire un nuovo piano finalizzato all'approfondimento e all'intensificazione delle relazioni con la Georgia nel quadro della politica europea di vicinato (PEV);

49.  invita a riesaminare il partenariato strategico con la Cina; osserva che le aspettative di miglioramenti della situazione di diritti umani in tale paese grazie ai giochi olimpici sono state del tutto disattese; sottolinea inoltre che la mancanza di risultati di rilievo per quanto riguarda il dialogo UE-Cina sui diritti umani richiede un mutamento di strategia e un migliore coordinamento fra gli Stati membri al fine di promuovere i valori su cui è fondata l'UE;

50.  osserva che le speranze suscitate dalla conferenza di Annapolis rischiano di andare ancora una volta deluse se non si raggiungeranno risultati entro la fine dell'anno; ritiene che in caso di fallimento dei negoziati in corso l'impegno dell'UE in Medio Oriente dovrebbe essere radicalmente riesaminato; invita a questo riguardo la Commissione a preparare un ambizioso piano per Gaza e la Cisgiordania che definisca con chiarezza misure volte al superamento della difficile situazione della popolazione palestinese, andando al di là della mera assistenza per i bisogni fondamentali;

51.  sottolinea il fatto che il varo dell'Unione per il Mediterraneo ha ulteriormente rafforzato il ruolo dell'UE e le aspettative che in essa ripongono i paesi partner della regione; ricorda che le promesse devono essere seguite dai fatti; invita la Commissione a delineare e definire meglio tutti i nuovi progetti e programmi che sono stati annunciati alla conferenza di Parigi, con le relative implicazioni finanziarie;

52.  ritiene che la struttura istituzionale delle relazioni dell'UE con l'Asia dovrebbe rispecchiare meglio l'accresciuto peso di questo continente nel mondo; sollecita pertanto la Commissione a formulare proposte per rafforzare la dimensione dell'Unione europea nel processo ASEM e ASEP, in vista del prossimo Vertice ASEM/ASEP che si terrà nel 2010 sotto la Presidenza belga;

53.  auspica una rapida attuazione della strategia per l'Asia centrale; si rammarica che finora essa si sia limitata principalmente ai progetti energetici e chiede quindi un cambiamento per affrontare le altre priorità, come la sicurezza umana e i problemi ambientali;

54.  ribadisce la sua posizione per quanto riguarda la costituzione di sottocommissioni per i diritti umani per tutti i paesi partner della PEV, al fine di sviluppare un dialogo strutturato sui diritti umani e la democrazia; chiede a tale riguardo che il Parlamento sia strettamente associato prima alla preparazione e poi alla verifica delle attività di tali sottocommissioni; invita ancora una volta la Commissione, unitamente a dette sottocommissioni, ad elaborare una relazione annuale sul rispetto della clausola concernente i diritti umani e la democrazia inserita in tali accordi; ritiene nel contempo che la messa a punto di una strategia in materia di diritti umani specifica per ciascun paese farebbe aumentare considerevolmente la coerenza della politica dell'UE;

55.  sottolinea che esiste una reale esigenza di aumentare, a partire dal 2009, la dotazione di bilancio dell'EIDHR (lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani), in particolare per mettere ulteriori finanziamenti a disposizione sia dei progetti in paesi "difficili" che dei progetti gestiti direttamente dalle delegazioni della Commissione con le organizzazioni locali della società civile, in modo che ogni paese in cui sono attuati tali progetti possa avere accesso ai finanziamenti comunitari;

56.  richiama l'attenzione sulle due recenti decisioni della Corte di giustizia europea (sentenza del Tribunale di primo grado nella causa T-228/02 del 12 dicembre 2006 e sentenza della Corte di giustizia nelle cause riunite C-402/05 P e C-415/05 del 3 settembre 2008) che confermano l'illegalità del sistema delle "liste nere" dell'Unione europea e dell'ONU in cui sono elencate persone e organizzazioni associate ad attività terroristiche; invita la Commissione a proporre riforme del sistema delle liste e ad elaborare disposizioni legislative per misure di compensazione a favore delle vittime di misure antiterrorismo dell'UE applicate erroneamente o illegalmente;

57.  sottolinea che gli accordi di libero scambio dovrebbero essere concepiti in modo che prevedano la promozione di norme ambientali e sociali più elevate e vincolanti;

Legiferare meglio

58.  esprime profonda preoccupazione per il nuovo metodo che la Commissione sta introducendo, con la sua comunicazione dal titolo "Un'Europa dei risultati - Applicazione del diritto comunitario" (COM(2007) 502), per l'applicazione del diritto comunitario e le procedure d'infrazione; è molto preoccupato per l'intenzione della Commissione di rinazionalizzare il trattamento delle denunce; sottolinea il bassissimo livello di effettiva applicazione del diritto comunitario; invita la Commissione a potenziare le sue attività di "custode dei trattati" in modo da garantire il pieno rispetto della legislazione comunitaria da parte di tutti gli Stati membri; si attende che la Commissione trasmetta al Parlamento una valutazione chiara, esauriente ed obiettiva dei risultati conseguiti nel 2008 col nuovo metodo adottato per quanto riguarda l'applicazione del diritto comunitario nei diversi settori e rispetto agli Stati membri che partecipano al progetto pilota;

Riesame del bilancio dell'UE

59.  sottolinea che il bilancio dell'UE è uno strumento che aiuta a realizzare gli obiettivi dell'Unione e che la revisione del bilancio prevista per il 2008-2009 offre l'opportunità di riformare sia il versante delle spese che quello delle entrate; si attende che la Commissione presenti proposte per trovare una via d'uscita a dilemmi decennali riguardanti la correzione per il Regno Unito - ed altre -, la riforma delle politiche agricole e una riforma del sistema delle risorse proprie, affinché l'UE conservi credibilità e superi le continue impasse finanziarie in relazione alle sfide che deve affrontare, in particolare nella lotta ai cambiamenti climatici, nella promozione dello sviluppo sostenibile e della coesione sociale e nella realizzazione degli Obiettivi di sviluppo del millennio;

Comunicazione

60.  sottolinea che le priorità a livello di comunicazione dovranno essere coordinate con il Parlamento, tenendo conto del dialogo tra le istituzioni;

Risorse umane

61.  rileva che la Commissione ha intenzione di non chiedere nuove risorse umane durante il suo mandato, a parte quelle relative all'allargamento; ritiene che, in linea con la priorità riconosciuta alla lotta al cambiamento climatico, la Commissione dovrebbe avere a disposizione più personale nei settori dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili; sottolinea che in molte occasioni il Parlamento ha chiesto di aumentare il personale addetto al controllo dell'applicazione dei diritto comunitario e all'espletamento delle procedure d'infrazione, in particolare per quanto riguarda la legislazione ambientale dell'UE;

62.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti degli Stati membri.

Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2008Avviso legale