Procedura : 2009/2511(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B6-0101/2009

Testi presentati :

B6-0101/2009

Discussioni :

Votazioni :

PV 19/02/2009 - 7.7

Testi approvati :

P6_TA(2009)0073

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B6-0097/2009
11 febbraio 2009
PE420.340
 
B6‑0101/2009
presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Giusto Catania, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Jens Holm e Willy Meyer Pleite
a nome del gruppo GUE/NGL
sul seguito dato all’attività della commissione temporanea sul presunto utilizzo di paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegali di prigionieri (TDIP)

Risoluzione del Parlamento europeo sul seguito dato all’attività della commissione temporanea sul presunto utilizzo di paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegali di prigionieri (TDIP) 
B6‑0101/2009

Il Parlamento europeo,

–  visti gli strumenti internazionali, europei e nazionali in materia di diritti umani e libertà fondamentali nonché la proibizione della detenzione arbitraria, delle sparizioni forzate e della tortura, quali il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici del 16 dicembre 1966 e la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 e i relativi protocolli,

–  viste la relazione sulle conclusioni della commissione temporanea sul presunto utilizzo di paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegali di prigionieri (TDIP) e le altre relazioni e risoluzioni sull'argomento, comprese le attività svolte dal Consiglio d'Europa in materia,

–  vista la sua risoluzione del 4 febbraio 2009 sul ritorno e il reinsediamento dei detenuti del centro di detenzione di Guantanamo,

–  vista la sua decisione di inviare una lettera ai parlamenti nazionali sul seguito dato dagli Stati membri alla relazione della commissione TDIP,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che la sua relazione sul presunto utilizzo di paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegali di prigionieri prevede una serie di raccomandazioni dettagliate destinate agli Stati membri, alla Commissione e al Consiglio,

B.  considerando che, dall'approvazione della relazione del Parlamento europeo, vi sono stati diversi sviluppi negli Stati membri dell'Unione europea, e precisamente:

   -le dichiarazioni del ministro degli Esteri britannico su due voli americani di consegna straordinaria con a bordo due prigionieri atterrati sul territorio britannico nel 2002 e la compilazione di un elenco di voli sospetti che sarà trasmesso alle autorità statunitensi con la richiesta di dare specifiche assicurazioni che tali voli non sono stati impiegati per consegne, nonché le dichiarazioni del Primo ministro in proposito,
   -la decisione del Primo ministro polacco di trasmettere ai pubblici ministeri documenti relativi a voli e prigioni della CIA e la conclusione del pubblico ministero polacco secondo cui una dozzina di voli della CIA hanno utilizzato l'aeroporto di Szymany, il che conferma le conclusioni della commissione TDIP,
   -la pubblicazione, da parte della testata El País, di documenti contenenti nuove informazioni relative a voli della CIA per il trasporto di detenuti in Spagna, come confermato dall’ex Ministro degli Affari esteri,
   -nuove informazioni in relazione ai voli per il trasporto di detenuti della CIA in Portogallo, secondo quanto indicato dal Ministro degli esteri di tale paese,
   -l'imposizione del segreto di Stato, da parte di alcuni governi, sulle informazioni concernenti le indagini sulle consegne, come accaduto in Italia, dove i procedimenti sulla consegna di Abu Omar sono attualmente sospesi, in attesa della pronuncia della Corte costituzionale in merito alla legittimità dell'invocazione del segreto di Stato,

C.  considerando che il 3 febbraio 2009 il Commissario dell'UE per la libertà, la sicurezza e la giustizia ha dichiarato dinanzi al Parlamento europeo di aver intrapreso una serie di azioni per dare applicazione alle raccomandazioni del Parlamento, tra cui l'invio di una lettera alle autorità polacche e rumene in cui si chiede loro di rivelare tutta la verità in merito alla presunta esistenza di prigioni segrete sul loro territorio e l'adozione di una comunicazione che propone nuove misure nel campo dell'aviazione civile,

D.  considerando che la consegna straordinaria e la detenzione segreta sono contrarie al diritto internazionale in materia di diritti umani, alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e alla Carta dei diritti fondamentali e che le autorità statunitensi stanno attualmente riesaminando tali pratiche,

E.  considerando che le persone rapite in taluni Stati membri nell'ambito del programma di consegna straordinaria sono state trasportate a Guantanamo o in altri Stati dalle autorità statunitensi a bordo di voli militari o della CIA che spesso hanno sorvolato il territorio dell'UE e in taluni casi hanno fatto anche scalo in alcuni Stati membri dell'UE; che le persone consegnate a paesi terzi hanno subito torture in carceri locali,

F.  considerando che alcuni Stati membri hanno contattato le autorità degli Stati Uniti chiedendo il rilascio e il rimpatrio delle persone che hanno subito consegne straordinarie e che sono loro cittadini o che hanno precedentemente risieduto nel loro territorio; che i funzionari di alcuni Stati membri hanno incontrato i prigionieri a Guantanamo o in altri centri di detenzione, e li hanno interrogati al fine di verificare le accuse mosse nei loro confronti dalle autorità statunitensi, legittimando in tal modo l’esistenza di tali strutture di detenzione;

G.  considerando che la sua relazione afferma, ed eventi successivi lo hanno confermato, che diversi Stati membri dell'UE hanno partecipato o collaborato attivamente o passivamente con le autorità degli Stati Uniti al trasporto illegale e/o alla detenzione di prigionieri ad opera della CIA e dell'esercito statunitense, tanto a Guantanamo quanto nelle "prigioni segrete" di cui il presidente Bush ha ammesso l'esistenza, come dimostrato sia da informazioni divulgate recentemente sulle autorizzazioni di sorvolo che i governi hanno concesso agli USA, sia da informazioni governative sulle carceri segrete, e che taluni Stati membri dell'UE hanno una specifica responsabilità politica, morale e giuridica relativamente al trasporto e alla detenzione dei prigionieri di Guantanamo e dei centri di detenzione segreti,

H.  considerando che gli ordini esecutivi emessi dal Presidente Obama il 22 gennaio 2009, pur rappresentando un notevole progresso, non sembrano affrontare pienamente le questioni della detenzione segreta e del sequestro, né quella del ricorso alla tortura;

1.  denuncia il mancato intervento, finora, degli Stati membri e del Consiglio per far luce sul programma di consegne straordinarie e dare attuazione alle raccomandazioni del PE; deplora la mancanza di risposte esaurienti nelle dichiarazioni rese dal Consiglio al Parlamento il 3 febbraio 2009;

2.  chiede agli Stati membri, alla Commissione e al Consiglio di applicare appieno le raccomandazioni formulate dal Parlamento nella sua relazione sul presunto utilizzo di paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegale di prigionieri e di contribuire all'accertamento della verità avviando inchieste o collaborando con gli organismi competenti, compresi quelli delle Nazioni Unite e del Consiglio d'Europa, rivelando e fornendo tutte le informazioni utili e assicurando il controllo parlamentare dell'attività dei servizi segreti; chiede al Consiglio di divulgare tutte le informazioni pertinenti sui negoziati in corso con le autorità statunitensi nel quadro del COJUR;

3.  invita l’Unione europea e gli Stati Uniti a rafforzare il dialogo transatlantico su un nuovo approccio comune fondato sui valori comuni del rispetto del diritto internazionale in materia di diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto, in un quadro di cooperazione internazionale;

4.  accoglie con favore l’adozione, da parte del Presidente Obama, di tre ordini esecutivi riguardanti la chiusura del centro di detenzione di Guantanamo, l’interruzione delle attività delle commissioni militari e la fine del ricorso alla tortura;

5.  sottolinea tuttavia le persistenti ambiguità sul parziale mantenimento dei programmi di consegna e dei centri di detenzione segreti; ribadisce pertanto la sua richiesta di chiudere e proibire l'uso di tutti gli altri centri di detenzione segreti gestiti direttamente o indirettamente dalle autorità americane negli Stati Uniti o all'estero; ricorda che la detenzione segreta è di per sé una grave violazione dei diritti umani fondamentali;

6.  rammenta che, ai sensi dell’articolo 14 della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, chiunque sia vittima di un atto di tortura ha il diritto ad una riparazione e ad un risarcimento equo ed adeguato;

7.  accoglie con favore l’imminente visita negli Stati Uniti del Commissario per la libertà, la sicurezza e la giustizia, della Presidenza ceca dell'Unione europea e del Coordinatore antiterrorismo dell'UE e invita i rappresentanti dell’UE a sollevare la questione delle consegne straordinarie e delle strutture segrete di detenzione, che costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale ed europeo in materia di diritti umani;

8.  esorta l'Unione europea, gli Stati membri e le autorità statunitensi a svolgere indagini e a fare piena chiarezza sugli abusi e le violazioni commessi nel contesto della "guerra al terrorismo" e concernenti il diritto internazionale e nazionale in materia di diritti umani, libertà fondamentali, proibizione della tortura e dei maltrattamenti, sparizioni forzate e diritto a un processo equo, al fine di individuare i responsabili dei centri di detenzione segreti, compreso quello di Guantanamo, e del programma di consegne straordinarie, e di garantire che tali violazioni non si ripetano in futuro e che la lotta al terrorismo venga condotta senza violare i diritti umani, le libertà fondamentali, la democrazia e lo Stato di diritto;

9.  chiede alla Commissione e al Consiglio, dopo la visita della delegazione dell'UE negli Stati Uniti, di riferire al Parlamento sull'applicazione degli accordi sull'assistenza giudiziaria reciproca e sull'estradizione, nonché sulla cooperazione UE-Stati Uniti in materia di antiterrorismo nel pieno rispetto dei diritti umani, affinché la commissione competente possa affrontare tali questioni in una relazione elaborata, tra l'altro, sulla base del paragrafo 232 della relazione della commissione temporanea TDIP

10.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'Alto Rappresentante per la PESC, al Coordinatore antiterrorismo dell'UE, ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale della NATO, al Segretario generale e al Presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, al Segretario generale delle Nazioni Unite nonché al Presidente e al Congresso degli Stati Uniti d’America.

Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2009Avviso legale