Procedura : 2009/2731(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0109/2009

Testi presentati :

B7-0109/2009

Discussioni :

PV 21/10/2009 - 9
CRE 21/10/2009 - 9

Votazioni :

PV 22/10/2009 - 8.6
PV 22/10/2009 - 8.9

Testi approvati :

P7_TA(2009)0058

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0095/2009
19.10.2009
PE428.717v01-00
 
B7-0109/2009

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sul prossimo vertice UE-USA e sulla riunione del Consiglio economico transatlantico


Charles Tannock, Ryszard Antoni Legutko, Tomasz Piotr Poręba, Adam Bielan a nome del gruppo ECR

Risoluzione del Parlamento europeo sul prossimo vertice UE-USA e sulla riunione del Consiglio economico transatlantico  
B7‑0109/2009

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue risoluzioni dell'8 maggio 2008 sul Consiglio economico transatlantico, del 5 giugno 2008 sul vertice UE-USA e del 26 marzo 2009 sullo stato delle relazioni transatlantiche all'indomani delle elezioni negli USA,

–   visto l’esito del vertice UE-USA tenutosi il 5 aprile 2009 a Praga,

–   viste la dichiarazione congiunta e la relazione sullo stato di avanzamento adottate in occasione della terza riunione del Consiglio economico transatlantico (CET) il 16 ottobre 2008 e la dichiarazione congiunta adottata durante la riunione del Dialogo legislativo transatlantico nell'aprile 2009 a Praga,

–   vista la sua risoluzione del 17 settembre 2009 sulla proposta di accordo internazionale per mettere a disposizione del Dipartimento del tesoro statunitense dati di messaggeria finanziaria al fine di prevenire e combattere il terrorismo e il suo finanziamento,

   vista la sua risoluzione dell'8 ottobre 2009 sul vertice del G20 di Pittsburgh del 24 e 25 settembre 2009,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che l'Unione europea plaude all'atteggiamento cooperativo dell'amministrazione statunitense in campo internazionale e a un rafforzamento delle relazioni UE-USA, che costituiscono una pietra angolare delle politiche esterne dell'UE,

B.  considerando che l'UE e gli USA hanno un ruolo strategico per quanto riguarda le sfide economiche globali, in quanto il loro prodotto interno lordo (PIL) rappresenta più della metà del PIL mondiale; considerando altresì che i due partner sono legati dal più importante accordo bilaterale in materia di commercio e investimenti, rappresentando quasi il 40% del commercio mondiale,

C. considerando che l'UE e gli USA hanno anche interessi politici comuni e una responsabilità condivisa sulla scena politica mondiale per quanto concerne la promozione della pace, del rispetto dei diritti umani e della stabilità e la risposta a vari pericoli e sfide a livello globale, quali la proliferazione nucleare, il terrorismo, il cambiamento climatico, la sicurezza energetica, l'eliminazione della povertà e il raggiungimento di altri obiettivi di sviluppo del Millennio,

D. considerando che è necessario che il lavoro del Consiglio economico transatlantico (CET) continui a perseguire l'obiettivo di realizzare un vero mercato transatlantico integrato entro il 2015, che fungerà da strumento indispensabile per il rilancio della crescita e della ripresa economiche,

E.  considerando inoltre che si rende necessaria una leadership congiunta UE-USA per la riuscita conclusione dell'accordo di Doha per lo sviluppo,

F.  considerando che è importante che il ruolo dei legislatori si rifletta debitamente nell'attività del TEC e che si tenga adeguatamente conto delle priorità del Parlamento europeo;

G. considerando che l'UE e gli USA saranno confrontati con l'incremento del consumo energetico mondiale e con l'obbligo di attuare gli impegni globali concordati a Copenaghen per contrastare i cambiamenti climatici, e considerando che le nuove norme e misure volte ad aumentare l'efficienza energetica non dovrebbero né erigere nuovi ostacoli al commercio transatlantico né ridurre la sicurezza del materiale fissile,

H. considerando che la crisi finanziaria ed economica si è rapidamente trasformata in una crisi dell'occupazione con gravi conseguenze sociali, e considerando che i partner transatlantici condividono la responsabilità di occuparsi della dimensione sociale della crisi economica,

I.   considerando che studi recenti, quali il sondaggio del Fondo Marshall tedesco sulle tendenze nelle relazioni transatlantiche condotto nel 2009 (Transatlantic Trends 2009), mostrano un sostegno popolare senza precedenti da parte dei cittadini UE nei confronti dell'amministrazione USA, il che fornisce una base per rivitalizzare le relazioni UE-USA,

Vertice UE-USA

1.  ribadisce che le relazioni UE-USA costituiscono il partenariato strategico più importante per l'UE e insiste sull'importanza che l'UE e l'amministrazione statunitense intensifichino il loro dialogo strategico, la cooperazione e il coordinamento nell'affrontare le sfide globali e i conflitti regionali; invita la Commissione a presentare dopo il vertice una comunicazione su una strategia per un partenariato UE-USA;

2.  ritiene opportuno che al vertice UE-USA entrambi i partner assumano un ruolo guida nell'adempimento degli impegni del G20; chiede pertanto il coordinamento sul pacchetto statunitense di riforma del settore finanziario e sulle riforme legislative in atto nell'UE, compresa la struttura di vigilanza finanziaria, e chiede ad entrambi i partner di intensificare la loro cooperazione nella modernizzazione del FMI;

3.  sottolinea l'importanza della cooperazione UE-USA per il conseguimento di un accordo internazionale alla COP 15 a Copenaghen nel dicembre 2009; sollecita la Presidenza dell'UE a cercare, in occasione del vertice UE-USA, un impegno ambizioso da parte degli USA e la cooperazione di questi ultimi per la promozione di legami tra il sistema per lo scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra dell'UE (EU ETS) e sistemi di scambio a livello regionale o federale negli USA;

4.  invita l'UE e gli USA ad accordarsi nel prossimo vertice su un partenariato transatlantico rafforzato per far fronte alle sfide globali comuni, in particolare per quanto riguarda la non proliferazione e il disarmo, il controterrorismo, il cambiamento climatico, il rispetto dei diritti umani, le pandemie e la realizzazione degli obiettivi di sviluppo del Millennio; sottolinea che la crisi finanziaria ed economica mondiale non è stata provocata dai paesi in via di sviluppo, eppure sono questi ultimi ad esserne colpiti in modo sproporzionato;

5.  sottolinea l’importanza della NATO in quanto pietra angolare della sicurezza transatlantica; ritiene che gli sviluppi di rilievo in questa più ampia struttura di sicurezza debbano essere trattati nel dialogo con la Russia e con i paesi membri dell'OSCE non appartenenti all'UE, al fine rinnovare un consenso transatlantico sulla sicurezza;

6.  plaude a tal riguardo alla decisione della Federazione russa e degli USA di condurre negoziati volti alla conclusione di un nuovo accordo generale giuridicamente vincolante in sostituzione del trattato per la riduzione delle armi strategiche (START), che giunge a scadenza nel dicembre 2009, nonché alla firma, da parte dei Presidenti Barak Obama e Dmitri Medvedev a Mosca il 6 luglio 2009, dell'intesa comune per un accordo che succederà allo START-1;

7.  si compiace per l’annuncio fatto dal nuovo Presidente degli Stati Uniti di voler portare avanti la ratifica del trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT); invita il Consiglio a contribuire in modo positivo e proattivo alla preparazione della prossima conferenza di revisione del TNP nel 2010, in stretta cooperazione con gli USA e la Russia;

8.  sottolinea che le incertezze circa la natura del programma nucleare iraniano mettono a rischio il sistema di non proliferazione e la stabilità della regione e del mondo; appoggia l’obiettivo di accordarsi su una soluzione negoziata con l’Iran, adoperando la duplice strategia del dialogo e delle sanzioni e coordinando gli interventi in tal senso con altri membri del Consiglio di sicurezza e l'Agenzia internazionale per l'energia atomica;

9.  esprime preoccupazione relativamente ai più recenti test nucleari condotti dalla Repubblica popolare democratica di Corea (RPDC) e al rifiuto di quest'ultima della risoluzione 1887 del Consiglio di sicurezza dell'ONU; appoggia tuttavia l'approccio degli USA improntato al dialogo bilaterale, nel contesto dei colloqui a sei, per cercare di pervenire alla denuclearizzazione della penisola coreana;

10. ribadisce l'importanza della promozione da parte di entrambi i partner, in uno spirito di fiducia e trasparenza, di un approccio coordinato delle loro politiche nei confronti dell'Iran, dell'Iraq, dell'Afghanistan e del Pakistan; sollecita l'UE, gli USA, la NATO e l'ONU ad elaborare un nuovo concetto strategico congiunto che integri tutti gli impegni internazionali, invitando i loro vicini a partecipare a questo sforzo per realizzare la stabilizzazione nella regione;

11. ritiene che il primo incontro tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il leader palestinese Mahmoud Abbas, ospitato il 23 settembre 2009 dal Presidente Obama, non abbia realizzato gli auspici previsti; ribadisce che il successo del processo di pace in Medio Oriente è una delle più importanti priorità per l'UE e gli USA e invita l'UE e gli USA a promuove congiuntamente un intervento attivo da parte del Quartetto nella ricerca di un terreno comune quale base per una soluzione pacifica che abbia per obiettivo la creazione di due Stati, con uno Stato palestinese indipendente e sostenibile;

12. auspica che in occasione del vertice la due parti concordino sul fatto che una conclusione positiva del ciclo di Doha dovrebbe comprendere misure atte a evitare la volatilità dei prezzi agricoli e le carestie alimentari; invita i leader a non dimenticare l'obiettivo finale di sviluppo di detto ciclo e a onorare l'impegno da essi assunto di destinare lo 0,7% del loro PIL alla cooperazione allo sviluppo; sottolinea la necessità di prendere in considerazione le recenti riforme della PAC e auspica che alla normativa agricola statunitense (Farm bill) vengano apportati adeguamenti analoghi; ricorda gli sviluppi nell'ambito di tematiche in precedenza fonti di conflitto, quali le questioni degli ormoni nella carne bovina, dei polli al cloro e dell'autorizzazione di alcuni prodotti geneticamente modificati; confida nel fatto che mediante un dialogo costante si possano affrontare questioni riguardanti i reciproci scambi di prodotti agricoli prima di adire organismi di composizione delle controversie in seno all'OMC;

13. prende atto dell'idea di creare un Consiglio energetico transatlantico; evidenzia con forza che esso dovrebbe trattare unicamente aspetti della questione che rientrino chiaramente nella politica estera e di sicurezza ed essere integrato in futuro nel Consiglio politico transatlantico, e che il Consiglio energetico transatlantico dovrebbe occuparsi della politica energetica generale;

14. rammenta che, nel quadro transatlantico dell'accordo UE-USA in materia di assistenza giuridica, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2010, l'articolo 4 prevede l'accesso su richiesta a dati finanziari mirati per mezzo di autorità statali nazionali e che esso potrebbe costituire una base giuridica per il trasferimento di dati SWIFT più solida rispetto all'accordo interinale proposto; rileva che un nuovo accordo, negoziato facendo salva la procedura da seguire in conformità del trattato di Lisbona, dovrà associare pienamente il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali ed assicurare le condizioni enunciate al paragrafo 3 della sua risoluzione del 17 settembre 2009;

15. accoglie con favore la recente estensione del programma di esenzione dal visto ad altri sette Stati membri dell’UE; sollecita tuttavia gli Stati Uniti ad abolire l’obbligo di visto per i restanti Stati Membri e a trattare tutti i cittadini dell’UE in modo paritario e sulla base della piena reciprocità; esprime preoccupazione per la prevista introduzione di oneri amministrativi per il rilascio dell'autorizzazione ESTA ai cittadini UE e chiede alla Commissione di trattare la questione in via prioritaria con l'amministrazione statunitense;

16. invita gli USA a rendere possibile la piena ed effettiva attuazione della prima fase dell'accordo UE-USA sull’aviazione e dell'accordo UE-USA sulla sicurezza aerea; ricorda sia alla Commissione europea sia alle autorità statunitensi che la mancata conclusione di un accordo di seconda fase potrebbe condurre alla cancellazione dell'accordo di prima fase da parte di alcuni Stati membri; invita gli USA ad evitare qualsiasi misura che possa risultare controproducente ai fini di una cooperazione rafforzata, come le misure sui centri per la manutenzione e le riparazioni all'estero, sulle esenzioni anti-trust e sulla cittadinanza dei vettori aerei di cui alla risoluzione n. 915 della Camera dei rappresentanti;

Riunione del Consiglio economico transatlantico e rafforzamento del CET

17. sottolinea che un partenariato transatlantico più stretto ai fini del completamento di un mercato transatlantico entro il 2015, basato sui principi di un'economia sociale di mercato, è uno strumento di vitale importanza per dare forma alla globalizzazione e affrontare le crisi economiche e sociali mondiali; segnala che molte delle barriere non tariffarie al commercio e agli investimenti che il CET è chiamato a rimuovere sono dovute ad attività coscienti degli organi legislativi volte a promuovere il conseguimento di obiettivi sociali, sanitari, culturali o ambientali, e che esse pertanto non vanno rimosse senza un atto legislativo corrispondente;

18. chiede alla Commissione europea di definire una tabella di marcia dettagliata degli ostacoli che attualmente si frappongono a tale obiettivo; ricorda lo studio che il Parlamento europeo ha autorizzato e finanziato nel suo bilancio del 2007; si domanda perché nessuno di questi documenti sia stato finora rilasciato dalla Commissione europea malgrado le ripetute richieste del Parlamento europeo in tal senso; fissa il 15 novembre 2009 come data finale per la loro pubblicazione;

19. ritiene che la cooperazione transatlantica in materia di efficienza energetica e tecnologia (inclusa l'"energia verde") e di ambiti di regolamentazione energetica possa svolgersi in seno al CET; ribadisce che la cooperazione transatlantica sulla sicurezza energetica dovrebbe costituire una delle questioni centrali da affrontare periodicamente nell'ambito del Consiglio politico transatlantico (CPT), la cui creazione è stata proposta dal Parlamento europeo nella sua risoluzione del 26 marzo 2009;

20. reputa necessario rendere più responsabile, trasparente e prevedibile la cooperazione economica transatlantica e che i calendari delle riunioni, gli ordini del giorno, le tabelle di marcia e le relazioni di avanzamento siano pubblicati periodicamente e immediatamente inseriti in un sito Internet; propone di tenere un dibattito annuale sui progressi compiuti relativamente ai temi discussi in sede CET e sulla struttura di tale organismo;

21. ritiene tuttavia che il CET non dovrebbe trascurare l'impatto sulle attività commerciali delle azioni intraprese dai governi in questo contesto relativamente a questioni quali le norme sulla privacy e sulla protezione dei dati, le specifiche biometriche, la sicurezza aerea, la documentazione di viaggio e lo scambio di informazioni sui passeggeri;

Il ruolo del dialogo legislativo transatlantico (DLT) nel CET

22. ribadisce il suo invito alla leadership UE e USA, nonché ai vicepresidenti del CET, a tenere conto del ruolo cruciale svolto dai legislatori per la riuscita del CET; li esorta ad associare pienamente e direttamente i rappresentanti del DLT al CET, dato che i legislatori condividono con i loro rispettivi rami esecutivi la responsabilità per l'attuazione e il controllo di molte delle decisioni del CET;

23. ritiene essenziale assicurare che i membri più adatti del Congresso e del Parlamento europeo siano associati al dialogo legislativo e all'attività del CET, al fine di evitare il varo di leggi aventi un impatto indesiderato sugli scambi e sugli investimenti transatlantici; auspica che il nuovo accordo possa aggiornare e trasformare l’attuale DLT in un'assemblea interparlamentare transatlantica, conformemente alle raccomandazioni formulate nella sua risoluzione del 26 marzo 2009;

Il CET e le crisi economiche e finanziarie

24. sottolinea il ruolo del CET nel promuovere e garantire una risposta coordinata sul piano normativo di Stati Uniti e Unione europea di fronte alle crisi, in particolare per quanto concerne i fondi di investimento alternativi, le infrastrutture del mercato finanziario (specialmente per i mercati dei derivati over the counter, OTC), gli obblighi di capitale, i paradisi fiscali e la risoluzione delle insolvenze transfrontaliere; invita il CET ad esaminare il coordinamento e le migliori prassi nell'ambito delle politiche di remunerazione degli istituti finanziari, assicurando che la remunerazione si basi su risultati a lungo termine, riducendo in tal modo l'esposizione al rischio;

25. invita il CET a insistere affinché le autorità statunitensi, nell'attuazione del quadro normativo di Basilea II, tengano conto delle modifiche delle direttive UE sui requisiti patrimoniali; plaude alla proposta dell'amministrazione statunitense di regolamentare i derivati OTC e al lavoro da essa svolto in merito a un ufficio centrale di compensazione per prodotti strutturati complessi e invita il CET ad esaminare come promuovere un approccio coordinato al trattamento delle classi di attivi e dell'equivalenza societaria e infrastrutturale;

26. invita il CET ad assicurare che le autorità statunitensi tengano conto della regolamentazione dell'UE sui gestori di fondi di investimento alternativi (direttiva AIFM) al momento di disciplinare tali veicoli, al fine di evitare l'arbitraggio normativo;

27. esorta il CET a trattare la questione degli istituti "troppo grandi per fallire" e appoggia le proposte del G20 relative a piani di emergenza per gli istituti transfrontalieri sistemicamente importanti; ritiene che gli istituti transfrontalieri sistemicamente importanti possano essere soggetti a obblighi di informazione più rigorosi, quali restrizioni alla riservatezza commerciale, nello stesso modo in cui le compagnie dominanti possono sottostare alla politica dell'UE in materia di concorrenza;

28. appoggia l'invito del G20 ad accelerare la convergenza sulle norme contabili; esorta il CET ad invitare l'organismo di normalizzazione contabile e finanziaria (FASB) e l'organismo internazionale di normalizzazione contabile (IASB) a conseguire un unico corpus di norme contabili di alta qualità a livello mondiale e a completare il loro progetto di convergenza entro il giugno 2011; sottolinea che lo IASB dovrebbe proseguire le sue riforme della governance;

29. esorta il CET ad insistere affinché le autorità statunitensi si attengano alla tabella di marcia per richiedere agli utilizzatori nazionali statunitensi di applicare i principi internazionali d'informativa finanziaria (IFRS); ricorda che aveva chiesto alla SEC di ritenere i principi IFRS equivalenti ai principi contabili statunitensi generalmente accettati, come stabilito dall'UE e fino al momento in cui verrà richiesto agli utilizzatori statunitensi di applicare i principi IFRS; esorta il CET a promuovere lo sviluppo di una ripartizione paese per paese delle relazioni concernenti i gruppi multinazionali;

30. spera che il CET solleciti modifiche nella vigilanza statunitense in campo assicurativo che consentano all'UE di riconoscere che il regime di vigilanza delle assicurazioni statunitense è equivalente alle condizioni previste dalla direttiva Solvibilità II; è dell'avviso che l'iniziativa di istituire un Ufficio di assicurazione nazionale migliorerebbe la cooperazione UE-USA; invita il CET ad assicurare che le autorità statunitensi realizzino progressi nella vigilanza in campo assicurativo a livello federale separando, se necessario, l'aspetto fiscale e altre questioni dalla pura e semplice vigilanza;

31. accoglie con favore l'espansione del Forum globale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni e ritiene promettente che tutti gli 87 paesi che vi partecipano abbiano concordato l'adozione dello standard dell'OCSE in materia di condivisione delle informazioni fiscali; sollecita il CET a far sì che l'UE e gli USA diano prova della loro leadership comune a livello mondiale, garantendo l'adozione degli incentivi necessari, comprese le sanzioni, entro marzo 2010, e a mettere rapidamente in atto, con tutte le parti, un programma di revisione paritaria per valutare i progressi, ma ritiene tuttavia che tale quadro debba essere rafforzato per combattere l'evasione e l'elusione fiscale; sottolinea che le informazioni automatiche dovrebbero rappresentare lo standard in tutte le questioni fiscali transnazionali;

32. ritiene che la responsabilità sociale delle imprese possa essere considerata come un modello societario comportante l'autoregolamentazione; reputa che lo scambio delle migliori pratiche in materia di responsabilità sociale delle imprese tra gli USA e l'UE avrà un impatto significativo sul comportamento delle imprese al riguardo e sul loro impegno positivo nei confronti di questioni sociali e ambientali; ritiene che la cooperazione normativa dovrebbe tenere conto del rafforzamento del quadro normativo dell'Unione europea per quanto riguarda la direttiva sui requisiti patrimoniali, in particolare le politiche di remunerazione nel settore dei servizi finanziari;

Il CET e la proprietà intellettuale

33. invita la prossima riunione del TEC a promuovere una cooperazione transatlantica strategica sulla protezione della proprietà intellettuale nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e civili dei cittadini; sottolinea che la diffusione delle tecnologie non deve distorcere il sistema di protezione della proprietà intellettuale, che garantisce la capacità di assumere rischi finanziari e imprenditoriali intrinseci al processo di innovazione;

34. ricorda al CET che la società dell'informazione è un pilastro fondamentale dello spazio economico transatlantico basato sull'accesso alla conoscenza e su un nuovo modello per la protezione e la condivisione dei contenuti digitali, nel rispetto della proporzionalità;

Il CET e la protezione dei consumatori

35. invita il CET a promuovere azioni congiunte per garantire che i paesi terzi, in particolare la Cina, innalzino i loro standard di produzione per soddisfare i requisiti di sicurezza UE/USA, in particolare per quanto riguarda i giocattoli, e ad assicurare una rigorosa applicazione, su entrambi i lati dell'Atlantico, delle norme in materia di sicurezza dei prodotti, in particolare dei giocattoli, nonché ispezioni più severe a livello nazionale;

36. invita la Commissione a sviluppare, nell'ambito del CET, meccanismi di cooperazione transfrontaliera più intensi ed efficaci nel campo dell'applicazione della legge, con il duplice obiettivo di collegare il sistema di allerta UE "RAPEX" sui prodotti di consumo che presentano un grave rischio per i consumatori alla commissione USA per la sicurezza dei prodotti di consumo e di integrare le attività della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC) con quelle delle autorità statunitensi;

37. propone che il CET appoggi l'adozione di uno strumento di cooperazione vincolante in grado di strutturare e agevolare la condivisione di informazioni sulla sicurezza dei prodotti e la definizione di un programma comune di azioni di cooperazione;

38. invita la Commissione, in vista della prossima riunione del CET e del vertice UE-USA, ad accelerare i suoi lavori relativi ad un accordo di cooperazione bilaterale in materia di applicazione della legge, già molto in ritardo, che estenda agli Stati Uniti le sue attività di attuazione nel quadro del regolamento UE di cooperazione a tutela dei consumatori e della legge statunitense sulla sicurezza del web;

39. invita la Commissione a lavorare con le controparti statunitensi per consentire al CET di esaminare le possibilità di rafforzare la protezione dei consumatori in relazione ai diritti digitali dei medesimi, e per elaborare congiuntamente norme sui prodotti difettosi;

Commercio bilaterale – questioni doganali, sorveglianza dei mercati e sicurezza degli scambi

40. invita il CET a promuovere il rafforzamento della cooperazione tra le autorità doganali e di sorveglianza dei mercati di Unione europea e Stati Uniti, allo scopo di impedire che prodotti pericolosi, in particolare giocattoli pericolosi, raggiungano i consumatori;

41. invita il CET ad esprimere i timori dell'Unione europea in merito alla misura legislativa unilaterale adottata dal Congresso USA concernente il controllo della totalità dei container marittimi diretti verso gli Stati Uniti; ritiene che il CET potrebbe organizzare utili seminari a Bruxelles e a Washington sulla questione del controllo della totalità delle merci, per favorire una migliore comprensione tra i legislatori dell'UE e statunitensi e promuovere una rapida soluzione al problema che sia reciprocamente accettabile; invita la Commissione a valutare, nella prossima riunione del CET, i costi potenziali di tale misura per le imprese e l'economia dell'UE, nonché l'impatto potenziale che essa avrà sulle operazioni doganali;

42. è deciso a ribadire il suo invito al legislatore degli Stati Uniti, ed esorta la Commissione a fare altrettanto nell'ambito del CET, a riconsiderare l'obbligo di controllo della totalità delle merci, e a sviluppare una cooperazione con gli Stati Uniti basata sulla gestione dei rischi e comprendente il riconoscimento reciproco dei programmi di partenariato commerciale di UE e USA, secondo il quadro normativo SAFE sugli standard dell'Organizzazione mondiale delle dogane;

Reciproco riconoscimento e standardizzazione

43. chiede alla Commissione, in vista della prossima riunione del CET, di proseguire l'approvazione formale delle procedure per il riconoscimento reciproco delle dichiarazioni di conformità per i prodotti soggetti a certificazione obbligatoria da parte di terzi, in particolare per le apparecchiature informatiche e di comunicazione ed elettriche, di insistere sul riconoscimento reciproco delle unità di misura legali, in particolare per l'accettazione della sola etichettatura metrica dei prodotti UE negli Stati Uniti, di esaminare la normalizzazione con le autorità statunitensi e di coordinare questa attività a livello internazionale;

Questioni ambientali e di sanità pubblica

44. ritiene di estrema importanza avviare un dialogo, nell'ambito del CET, sui nuovi prodotti alimentari e sull'uso delle nuove tecnologie nella produzione alimentare; sottolinea le preoccupazioni per la clonazione degli animali in allevamento;

45. si compiace del fatto che l'amministrazione statunitense abbia riconosciuto la necessità di riformare la legge sul controllo delle sostanze tossiche; invita l'UE e gli Stati Uniti a collaborare al fine di istituire un sistema di regolamentazione negli Stati Uniti che comporti un livello di protezione compatibile con REACH;

Energia, industria e scienza

46. invita alla collaborazione nell'ambito del CET su tutte le questioni che riguardano la regolamentazione delle industrie, secondo l'approccio della legge sulle piccole imprese (Small Business Act) dell'UE – pensare anzitutto in piccolo – nell'esaminare normative aventi impatto transatlantico;

47. incoraggia il CET a sviluppare la cooperazione ai fini di una strategia comune in materia di energia che sostenga la diversificazione e promuova un'economia ecoefficiente, allo scopo di migliorare la sicurezza della fornitura, e incoraggia il CET a contribuire all'individuazione di criteri convergenti in materia di sostenibilità dei biocombustibili;

48. sollecita il CET a stimolare la cooperazione nella ricerca per migliorare lo sfruttamento del potenziale dell'accordo allargato UE-USA su scienza e tecnologia;

Commercio internazionale

49. ritiene che l'accesso ai mercati dei paesi terzi rappresenti un interesse e una preoccupazione comuni all'Unione europea e agli Stati Uniti; è convinto che il CET possa svolgere un ruolo importante nel favorire un approccio comune da parte dell'Unione europea e degli Stati Uniti nelle loro relazioni commerciali con i paesi terzi; invita il CET ad adoperarsi per un approccio più condiviso ai nuovi accordi di libero scambio da parte degli Stati Uniti e dell'Unione europea, nell'interesse di armonizzare tali accordi;

50. invita il CET ad occuparsi del quadro giuridico e degli standard tecnici al fine di mettere chiarezza nelle condizioni giuridiche, e in tale contesto a esaminare le questioni attinenti ai contratti, ai doveri e alla sicurezza giuridica negli Stati Uniti;

Cooperazione giudiziaria e di polizia, visti

51. auspica che la riunione ministeriale UE-USA programmata per il 28 ottobre 2009 a Washington DC adotti una dichiarazione congiunta sulla cooperazione giudiziaria e di polizia, che riguardi in particolare la sicurezza informatica;

52. rammenta la sua determinazione a combattere il terrorismo e la sua ferma convinzione della necessità di trovare un giusto equilibrio tra misure di sicurezza e tutela delle libertà civili e dei diritti fondamentali, assicurando al contempo il massimo rispetto della privacy e la protezione dei dati; ribadisce che la necessità e la proporzionalità sono principi fondamentali senza i quali la lotta contro il terrorismo non sarà mai efficace;

53. ritiene necessario un solido quadro giuridico e politico ai fini di una stretta collaborazione tra l'UE e gli USA in questioni concernenti la giustizia, la libertà e la sicurezza e reputa essenziale un partenariato più forte che comporti una dimensione parlamentare e democratica onde affrontare efficacemente le sfide comuni, quali la lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata compatibilmente ai diritti fondamentali e allo Stato di diritto, la cooperazione giudiziaria in materia penale e la cooperazione di polizia, la gestione della migrazione e la tutela del diritto di cercare asilo, nonché la promozione della circolazione senza obbligo di visto per tutti i cittadini in buona fede tra le due aree;

54. ricorda a tal riguardo che l'Unione europea è fondata sullo Stato di diritto e che gli eventuali trasferimenti di dati personali europei verso paesi terzi a fini di sicurezza devono avvenire nel rispetto delle garanzie procedurali e dei diritti della difesa ed essere conformi alla legislazione sulla protezione dei dati a livello nazionale ed europeo,

55. rileva che tra l'UE e gli USA è in corso di negoziazione un accordo interinale sul trasferimento di tali dati che avrebbe validità per un periodo interinale mediante una clausola di caducità limitata a 12 mesi, e che un nuovo accordo, negoziato facendo salva la procedura da seguire in conformità del trattato di Lisbona, dovrà associare pienamente il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali ed assicurare le condizioni enunciate al paragrafo 3 della sua risoluzione del 17 settembre 2009;

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56. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Congresso degli Stati Uniti, ai copresidenti del Dialogo legislativo transatlantico e ai copresidenti e al segretariato del Consiglio economico transatlantico.

 

Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2010Avviso legale