Procedura : 2009/2780(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0160/2009

Testi presentati :

B7-0160/2009

Discussioni :

PV 25/11/2009 - 14
CRE 25/11/2009 - 14

Votazioni :

PV 26/11/2009 - 8.2

Testi approvati :

P7_TA(2009)0099

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0158/2009
23.11.2009
PE428.779v01-00
 
B7-0160/2009

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


su una soluzione politica al problema della pirateria al largo della costa somala


Luis de Grandes Pascual, Filip Kaczmarek, Michael Gahler, Arnaud Danjean, Mario Mauro, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra a nome del gruppo PPE

Risoluzione del Parlamento europeo su una soluzione politica al problema della pirateria al largo della costa somala  
B7‑0160/2009

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Somalia,

–   viste le dichiarazioni rese in precedenza dall'Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune nonché Segretario generale del Consiglio dell'Unione europea, Javier Solana,

–   viste le recenti conclusioni del Consiglio dell'Unione europea sulla Somalia,

–   visto l'accordo relativo al processo di pace di Gibuti, che delinea la Carta federale transitoria,

–   vista la risoluzione 1872 (2009) sulla Somalia del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando la recente ripresa degli scontri tra i ribelli dell'Unione delle Corti islamiche e le truppe del governo federale di transizione e della missione dell'Unione africana in Somalia (AMISOM), che ha aggravato l'instabilità nel paese e provocato la perdita di vite umane,

B.  considerando che la comunità internazionale rispetta la sovranità, l'integrità territoriale, l'indipendenza politica e l'unità della Somalia,

C. considerando che la Somalia non ha più avuto un governo funzionante dal rovesciamento del regime di Said Barre nel 1991 e che da allora la situazione politica è caratterizzata dall'anarchia ed è segnata dalle lotte tra clan e dal banditismo,

D. considerando che il deterioramento della situazione della sicurezza nella capitale somala, Mogadiscio, impedisce alle ONG nazionali e internazionali di far fronte a una catastrofe umanitaria che sta assumendo dimensioni sempre più ampie e di rispondere alle emergenze,

E.  dichiarandosi preoccupato per la prolungata guerra civile in Somalia e per le sue ripercussioni sul processo di pace e riconciliazione nel paese, nonché sulla sicurezza e la stabilità dell'intero Corno d'Africa,

F.  considerando che l'8 dicembre 2008 il Consiglio ha deciso di lanciare, nel quadro dell'azione globale dell'Unione europea nel Corno d'Africa, la prima operazione navale dell'UE, denominata EU NAVFOR Atalanta, per reprimere, scoraggiare e prevenire gli atti di pirateria e di rapina armata al largo delle coste della Somalia e contribuire alla protezione delle navi mercantili, nella fattispecie delle navi del Programma alimentare mondiale che forniscono aiuti alimentari agli sfollati in Somalia,

G. considerando che il 27 luglio 2009 il Consiglio ha deciso di intensificare l'impegno dell'UE per la promozione della pace e dello sviluppo in Somalia in stretta cooperazione con tutti gli attori rilevanti, in particolare le Nazioni Unite e l'Unione africana, ed ha esaminato a tale fine quale potrebbe essere il contributo dell'UE agli sforzi internazionali, anche nel settore della sicurezza,

H. considerando che il 17 novembre 2009 il Consiglio ha approvato il concetto di gestione della crisi per una possibile missione PESD intesa a contribuire alla formazione di 2000 elementi delle forze di sicurezza del governo federale di transizione della Somalia,

I.   considerando che questa assistenza a lungo termine fornita dai partner internazionali può essere efficace solo se verrà stabilizzata la situazione della sicurezza,

J.   considerando che i ribelli dell'Unione delle Corti islamiche hanno escluso qualsiasi contatto politico e qualsiasi forma di riconciliazione ai fini della pace sulla base dell'accordo di pace di Gibuti, che costituisce il quadro per pervenire a una soluzione politica duratura in Somalia,

1.  condanna fermamente le gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani perpetrate da tutte le parti coinvolte nel conflitto somalo; chiede l'immediata cessazione delle ostilità e invita tutti i gruppi armati a deporre con urgenza le armi e ad unirsi in un autentico dialogo su ampia base con il governo federale di transizione; invita tutte le fazioni in lotta ad astenersi da attacchi indiscriminati contro i civili e chiede che un comitato indipendente sia incaricato di indagare sui crimini di guerra e sulle violazioni dei diritti umani;

2.  ribadisce il proprio sostegno al governo federale di transizione guidato dal Presidente Sheikh Sharif Sheikh Ahmed e agli impegni assunti dal Presidente di rispettare i principi sanciti nell'accordo di pace di Gibuti, tra cui lo spirito di riconciliazione e la ricerca di un processo politico inclusivo; condanna gli attacchi armati contro il governo federale di transizione e contro le Nazioni Unite e le ONG;

3.  sottolinea che la comunità internazionale e tutte le parti coinvolte nel presente conflitto hanno la responsabilità di proteggere la popolazione civile, di consentire l'inoltro degli aiuti e di salvaguardare lo spazio umanitario e la sicurezza degli operatori umanitari; chiede pertanto che vengano create immediatamente le giuste condizioni per rispondere in modo adeguato alla catastrofe umanitaria in atto in Somalia;

4.  rileva con grande soddisfazione che EU NAVFOR Atalanta continua a contribuire con successo alla sicurezza marittima al largo delle coste della Somalia, proteggendo le navi noleggiate dal Programma alimentare mondiale che trasportano gli aiuti diretti alla Somalia, le navi che forniscono approvvigionamenti essenziali alla missione dell'Unione africana in Somalia a sostegno della pace e altre navi vulnerabili; invita il Consiglio a prorogare l'operazione di un altro anno al termine dell'attuale mandato, che scade il 12 dicembre 2009; esprime il proprio sostegno a un'eventuale estensione verso sud della zona di operazione, in funzione dell'attività della pirateria, ma sottolinea che tale estensione non dovrebbe intaccare l'obiettivo centrale della missione, ossia la protezione dei convogli del Programma alimentare mondiale e di altre navi vulnerabili, come le navi mercantili e i pescherecci;

5.  sottolinea che per contrastare con successo la pirateria è necessario affrontare le cause alla radice di tale fenomeno, che vanno ricercate a terra, ossia nella povertà e nel fallimento dello stato, e che possono essere eliminate solo attraverso la pace, lo sviluppo e la costruzione dello stato in Somalia;

6.  ritiene che, fintanto che non sarà stata trovata una soluzione politica al problema dell'affidabilità della Somalia in quanto membro della comunità internazionale, sarà necessario continuare a dare la precedenza alla strategia di sicurezza attuata mediante l'operazione Atalanta e addirittura rafforzarla, in termini di risorse impiegate e di allargamento dell'area in cui operano le forze dispiegate;

7.  invita pertanto il Consiglio a esaminare la possibilità di varare una nuova operazione PESD di portata limitata, parallelamente all'operazione Atalanta, per contribuire alla formazione delle forze di sicurezza del governo federale di transizione, assicurando in questo modo la coerenza con le iniziative esistenti, in particolare quella della Francia a Gibuti e quella dell'Uganda nel quadro del programma di formazione istituito dall'AMISOM; valuta positivamente, a tale proposito, l'approvazione del concetto di gestione della crisi per una possibile nuova operazione PESD in Somalia, ma insiste sul fatto che l'approvazione del concetto di gestione non deve in alcun modo pregiudicare la decisione di attivare una missione, in quanto tale decisione può essere presa solo dopo una dettagliata analisi della situazione sul terreno, accertandosi che le retribuzioni siano pagate, che le attrezzature siano disponibili e che le forze di sicurezza formate siano integrate nelle strutture statali e di comando, di modo che, una volta rientrate in patria, non attacchino il governo che dovrebbero proteggere;

8.  deplora l'atteggiamento troppo conciliante di alcuni Stati membri nei confronti delle richieste dei pirati somali e il fatto che le misure coercitive promesse, anche se poi non vengono applicate, possono rivelarsi controproducenti e incoraggiare ulteriori atti di pirateria nella regione;

9.  esprime il suo costante sostegno all'AMISOM, visto il suo ruolo cardine nel processo di pace; insiste sul fatto che l'ulteriore coinvolgimento dell'UE a fianco dell'Unione africana e dell'AMISOM dovrebbe essere preceduto da passi intesi a individuare le esigenze più immediate e i termini del possibile sostegno aggiuntivo che l'UE potrebbe offrire affinché l'AMISOM sviluppi capacità commisurate al suo mandato;

10. sollecita un sostegno aggiuntivo da parte dell'UE nel settore della sicurezza, sulla base di una strategia opportunamente coordinata, nella fattispecie con l'Unione africana, le Nazioni Unite e gli altri partner pertinenti dell'UE, in particolare gli USA; insiste sul fatto che tale strategia dovrebbe supportare una strategia somala in materia di sicurezza nazionale imperniata sullo stato di diritto, il rispetto dei diritti umani e le questioni di genere e che colleghi tra loro sicurezza e sviluppo;

11. invita la Comunità internazionale, e soprattutto l'Unione europea, a rafforzare l'assistenza umanitaria per gli sfollati interni e le persone bisognose di aiuti;

12. chiede che si ricominci ad applicare e controllare rigorosamente l'embargo sulle armi imposto alla Somalia dall'ONU nel 1992, che al momento viene scarsamente rispettato; chiede che quanti violano l'embargo sulle armi decretato nei confronti della Somalia siano chiamati a risponderne;

13. incarica il suo presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai Segretari generali dell'Unione africana, delle Nazioni Unite e dell'Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD), al Presidente del governo federale transitorio della Somalia, al governo dell'Etiopia e al Parlamento panafricano.

 

Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2010Avviso legale